GIOCHI EUROPEI 2023 A CRACOVIA

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Vieni a tifare gli atleti del tuo paese nel capoluogo della regione turistica più attraente della Polonia 

Una volta finita l’epidemia di coronavirus L’Ente Nazionale Polacco per il Turismo vuole incoraggiare i turisti stranieri a tornare in Polonia attraverso eventi culturali e sportivi. Uno degli eventi sul quale l’Ente ha posto la propria attenzione è rappresentato dai Giochi Europei 2023 che si terranno a Cracovia e nella regione Małopolska. Comincia a pensare già adesso al tuo viaggio e vieni ad incitare gli atleti del tuo paese!

L’associazione dei Comitati Olimpici Europei ha deciso che la terza edizione dei Giochi Europei, pianificati per l’anno 2023, si terrà a Cracovia e nella regione Małopolska. L’Ente Nazionale Polacco per il Turismo scorge in questo evento un grande potenziale e ha intenzione di sfruttarlo per la promozione del paese.

I Giochi Europei 2023 sono una naturale opportunità per promuovere la Polonia e il turismo polacco all’estero. Sono convinto che i Giochi saranno uno degli impulsi per risvegliare l’economia e un fattore importante nella rinascita del turismo ha affermato il vice ministro per il turismo, rappresentante del Presidente del Consiglio dei Ministri per la promozione del marchio Polonia, Andrzej Gut-Mostowy. È un’opportunità per promuovere la Polonia e i suoi valori tra i turisti stranieri. Abbiamo motivi per essere orgogliosi non solo della nostra squadra sportiva, ma anche dei marchi turistici polacchi che sono apprezzati per l’alta qualità ha sottolineato il viceministro.

Durante i Giochi Europei migliaia di atleti ed atlete competeranno in ventiquattro discipline sportive. Gli ultimi Giochi Europei, che si sono svolti a Minsk, hanno attratto più di 35 mila tifosi. La prossima edizione attirerà un numero ancora maggiore di ospiti, dato che Cracovia è una delle mete turistiche scelte più spesso per viaggi di breve durata, e i tifosi, oltre alle emozioni sportive, durante questi viaggi vogliono dedicare un po’ del loro tempo anche a visitare il posto che si presta ad essere ampiamente visitato anche grazie all’ampia infrastruttura dei trasporti nella regione.

Grazie all’organizzazione di un evento sportivo così grande la Polonia attirerà su di sé l’attenzione di tutta l’Europa. Insieme con il settore turistico già oggi ci chiediamo quali pacchetti turistici saranno i più adatti per i nostri ospiti e li invoglieranno alla scoperta del paese. Realizzeremo per i tifosi un’offerta completa che sarà caratterizzata non solo dall’alta qualità ma anche da prezzi competitivi ha aggiunto Rafał Szlachta, presidente dell’Ente Nazionale Polacco per il Turismo.

Oltre a Euro 2012, negli ultimi anni in Polonia si sono svolti, tra gli altri, i Campionati del Mondo e d’Europa di pallavolo, i Campionati del Mondo Indoor di atletica leggera o i Campionati del Mondo U20 di calcio. Mentre, ogni anni, si svolgono regolarmente eventi come le gare della Coppa del Mondo nel salto con gli scii (queste si tengono a Zakopane o a Wisła) o il Tour de Pologne che appartiene alle competizioni più importanti del ciclismo su strada. Tutti gli eventi organizzati in Polonia sono molto ben valutati sia dalle federazioni internazionali che dagli ospiti dall’estero. Tuttavia ciò che veramente distingue la Polonia dagli altri sono le incredibili atmosfere create dai tifosi e l’ospitalità dei polacchi. Questo fatto è confermato dai risultati degli studi condotti due anni fa dal servizio booking.com. I turisti che utilizzano il portale hanno, infatti, valutato la Polonia come uno dei tre paesi più ospitali al mondo.

Giochi Europei 2023 a Cracovia e nella regione Malopolska

World Aids Day

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La Giornata Mondiale contro l’AIDS è arrivata per ricordare l’importanza della
sicurezza quando si parla di sesso: secondo un sondaggio LELO il 79% degli
intervistati pratica sesso sicuro, ma solo il 50% fa il test delle MST prima di

ridurre le protezioni

La Giornata Mondiale contro l’AIDS, il primo di dicembre, è un’opportunità per parlare della
sicurezza e della protezione sessuale e contribuire a mantenere aperto il dialogo e
aumentare la consapevolezza delle persone.
LELO, brand leader nel settore dei sex toy, invita ad avere sempre rapporti sicuri,
proteggendo se stessi e il proprio partner, e a fare regolarmente il test.
I dati parlano chiaro, al 2019 infatti 38 milioni di persone convivono con l’HIV e 700.000
persone sono morte di AIDS o di malattie collegate all’AIDS. Questi dati ci ricordano che la
prevenzione è più che mai importante.
In un recente sondaggio di LELO sul tema del sesso sicuro, dei 3.978 partecipanti, il 79%
dichiara di praticare sesso sicuro, di questi, il 44% utilizza il preservativo come metodo
preferito. È anche importante sottolineare che il 72,7% dei partecipanti ha dichiarato di
non utilizzare il profilattico nelle relazioni a lungo termine, mentre solo il 50% fa il test
per le malattie sessualmente trasmissibili prima di ridurre la protezione nei rapporti
con il partner di lunga data.

COMUNICATO STAMPA

LELO è l’azienda leader nella realizzazione di prodotti per la vita intima dal design inconfondibile. Con il suo lancio, avvenuto
nel 2003, LELO ha rivoluzionato l’estetica e la percezione dei massaggiatori personali e ora dedica la stessa cura a qualità e
innovazione nella realizzazione di lussuosi accessori per la vita intima e candele da massaggio profumate. LELOi AB è la
società svedese alle spalle di LELO, proprietaria anche del marchio PicoBong all’interno del gruppo LELO, con uffici che si
estendono da Stoccolma a San José, da Sydney a Shanghai.
Il preservativo rimane ad oggi l’unico metodo per proteggersi dalle MST – malattie
sessualmente trasmissibili, per questo è importante scegliere il modello migliore e saperlo
conservare e utilizzare al meglio.

HEX: preservativi caratterizzati dalla rivoluzionaria struttura a
esagoni per sensazioni uniche. Prezzo consigliato al pubblico
19,90 euro (12 pack).

La regione di Umeå prima in Svezia con l’analisi dell’adattamento climatico per le piste ciclabili

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ell’ambito del progetto Nedre Vindelälven Juhtatdahka di Visit Umeå, un progetto pilota per lo sviluppo sostenibile del cicloturismo nella regione di Umeå , è stato sviluppato un modello per l’analisi dell’adattamento climatico delle piste ciclabili. È il primo del suo genere per le articolazioni in Svezia.

A dicembre 2019, Visit Umeå AB ha ricevuto finanziamenti dall’Agenzia svedese per la crescita economica e regionale per implementare il progetto Nedre Vindelälven Juhtatdahka, un progetto pilota per lo sviluppo sostenibile del cicloturismo nella regione di Umeå. Il progetto è stato realizzato da gennaio a ottobre 2020, con l’obiettivo di sviluppare il ciclismo all’interno della riserva della biosfera di Vindelälven Juhtatdahka da una prospettiva di sostenibilità. Lo sviluppo della bicicletta deve avvantaggiare tutte le parti e tenere conto degli alloggi, dei proprietari terrieri e della natura, nonché delle esigenze del visitatore.

L’obiettivo a lungo termine del progetto è creare una destinazione ciclistica coesa nella regione di Umeå e in altre parti della riserva della biosfera di Vindelälven-Juhtatdahka, al fine di attirare visitatori nazionali e internazionali, che contribuiscono alla crescita sostenibile in tutta la regione.

Il progetto di biciclette recentemente completato è stato uno dei progetti finanziati dall’Agenzia svedese per la crescita economica e regionale sulla base della decisione del governo (N2019 / 02257 / RTL) di rafforzare il settore dell’ospitalità nelle aree rurali, tra l’altro promuovendo lo sviluppo strategico e la collaborazione tra gli attori del turismo naturale. Tutti i progetti realizzati dovevano anche presentare un’analisi. In relazione a ciò, Visit Umeå ha scelto di condurre un’analisi approfondita, che ha portato a un modello per l’analisi dell’adattamento climatico delle piste ciclabili. La società di consulenza Esam, con sede a Umeå, specializzata in lavori di sostenibilità, è stata incaricata di eseguire questa analisi approfondita.


Analisi dell’adattamento al clima: un passo in un importante lavoro di sostenibilità

Dal 2015, Visit Umeå ha concentrato la sostenibilità nel suo lavoro di sviluppo della destinazione. L’ultimo passo in questo lavoro è l’appartenenza alla rete globale Global Destination Sustainability Movement, GDSM. Gli strumenti di benchmarking e follow-up offerti all’interno della rete aiutano a visitare le destinazioni in tutto il mondo per identificare i loro punti di forza e di debolezza sulla base degli obiettivi globali.

Con l’attenzione di Visit Umeå sulla sostenibilità, è diventato anche una parte importante e naturale collegare il progetto di bicicletta recentemente completato agli obiettivi globali adottati dalle Nazioni Unite. Ciò ha portato all’analisi dell’adattamento climatico che è stata effettuata nell’ambito del progetto su percorsi sia esistenti che sviluppabili per il ciclismo lungo il fiume Vindelälven Juhtatdahka.

L’analisi dell’adattamento climatico non è stata effettuata solo nella propria destinazione, ma è stata anche sviluppata in un modello di lavoro chiaro, che ora può essere diffuso ad altre organizzazioni, co-manager e destinazioni. Nella contea di Västerbotten, ciò avverrà in collaborazione con i coordinatori esterni presso il consiglio di amministrazione della contea di Västerbotten, che convocano annualmente persone e trail manager della contea.

Che le analisi climatiche stanno diventando sempre più importanti, noi di Umeå lo abbiamo sperimentato non da ultimo, quando siamo stati colpiti da gravi inondazioni e strade crollate a causa delle persistenti piogge autunnali. Possiamo aspettarci di più da questo tipo di eventi in futuro e assicurarci anche di essere preparati per questo. Quando si tratta di sviluppo di sentieri, ciò significa che è necessario esaminare le aree a rischio di inondazioni e come evitare costi aggiuntivi di conseguenza, afferma Sirpa Kärki, sviluppatore di destinazioni di Visit Umeå.


Il modello è ora presentato a SKR

Il modello di lavoro per l’analisi dell’adattamento climatico delle piste ciclabili che è stato sviluppato non fornisce risposte su come un’area o parte di un sentiero può essere adattata al clima. D’altra parte, il modello pone domande pertinenti e fa riferimento alle giuste risorse digitali in modo che le persone con una buona conoscenza del territorio possano percepire i rischi e fare una valutazione dell’impatto sull’infrastruttura comune e quale misura sia più ragionevole.

Condividendo questo modello, Visit Umeå vuole contribuire a un’industria dell’ospitalità più sostenibile. Non solo nella regione di Umeå, ma in tutto il paese. Pertanto, Visit Umeå parteciperà alla conferenza annuale dei comuni e delle regioni svedesi The Visiting Industry all’ordine del giorno del 25 novembre. Lì, Sirpa Kärki di Visit Umeå e Lars Bolling di Esam presenteranno il modello unico della Svezia per l’analisi dell’adattamento climatico delle piste ciclabili in un contesto pubblico.

È incredibilmente importante e gratificante condividere questa conoscenza con noi. Lavorare in modo sostenibile non significa solo fare la cosa giusta da soli, ma anche assumersi la responsabilità e contribuire affinché gli altri facciano la cosa giusta. Sono convinto che il nostro modello di lavoro sarà in grado di aiutare molte destinazioni a sviluppare la loro infrastruttura comune sia a lungo termine che in modo sostenibile, afferma Sirpa Kärki a Visit Umeå.

Calcolo della CO2: una parte della futura pianificazione del mercato?

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Innovation Norway ha lanciato “CO2rism”. Uno strumento per calcolare le emissioni di CO2 causate dal trasporto di turisti in e in Norvegia. FOTO: Knuten Geiranger- Samuel Taipale – VisitNorway.com

Innovation Norway, con il mandato di servire il settore turistico norvegese nello sviluppo degli affari e del mercato, ha lanciato “CO2rism”. Uno strumento per il calcolo delle emissioni di CO 2 causate dal trasporto di turisti in e in Norvegia.

I gruppi di utenti di questo calcolatore sono aziende e operatori di mercato delle destinazioni, interessati a conoscere le emissioni causate dagli ospiti che vogliono attirare.

“Ora siamo in grado di valutare sia il potenziale consumo turistico che le emissioni di CO2 combinando il nostro calcolatore del consumo turistico con il nuovo calcolatore delle emissioni di CO2. Vogliamo fornire dati migliori per supportare il lavoro strategico come le priorità del mercato “, afferma Bente Bratland Holm, Direttore del turismo di Visit Norway, parte di Innovation Norway.

Stima delle emissioni dirette di CO2 legate al trasporto

L’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) prevede che nel 2019 la quota delle emissioni dei trasporti legate al turismo aumenterà verso il 2030 (UNWTO 2019). L’attuale situazione pandemica COVID-19 comporta forti implicazioni a breve termine per i viaggi e probabilmente anche conseguenze a lungo termine per i viaggi. Il calcolatore sarebbe adatto ad esempio per calcolare la variazione delle emissioni dovuta ai cambiamenti nel turismo imposti da questo.

“Poiché il turismo è un’importante industria economica e fornisce un grande contributo sia al prodotto interno lordo (PIL) globale che alle emissioni antropiche, è di fondamentale importanza comprendere le differenze di emissioni di CO2 tra i mercati turistici e i loro luoghi di destinazione e in base alle loro modalità di trasporti “, afferma Henrik Grythe, ricercatore presso il Norwegian Institute of Air Research, incaricato di fornire i dati di input per il calcolatore.

Come funziona

  • Il calcolatore si rivolge a mercati turistici specifici, o paese di origine, che viaggiano in regioni specifiche della Norvegia.
  • L’intero viaggio è diviso in tre parti: le distanze internazionali, regionali e locali.
  • Gli utenti del calcolatore hanno più scelte per regolare i dati di input in base al numero di turisti, alla durata del soggiorno e ai mercati di origine.
  • Il calcolatore copre 6 diverse modalità di trasporto: aereo, traghetti, treni, automobili, autobus e camper. Le emissioni di trasporto di ciascuna modalità di trasporto vengono distribuite al turista in base al numero di passeggeri che condividono le emissioni.
  • L’output risultante è una misura statistica delle emissioni dei viaggiatori turistici che viaggiano verso, da e verso una destinazione, sulla base del luogo di origine, della regione di destinazione e della durata del soggiorno del turista.
  • I dati di input riguardano sia i viaggi di piacere che quelli di lavoro.

La Norvegia è il posto giusto per vivere la magica aurora boreale e il sole di mezzanotte sopra il Circolo Polare Artico; visitare i fiordi famosi in tutto il mondo circondati da montagne e ghiacciai spettacolari; e nel bel mezzo di uno scenario mozzafiato, goditi il ​​cibo e la cultura gourmet nelle città di Oslo, Trondheim, Stavanger, Bergen e Tromsø.

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Israele vista dai suoi kibbutz

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Cosa significa andare alla scoperta dei Kibbutz?

Significa compiere un viaggio all’interno di una realtà che racconta l’evolversi della storia di Israele, che ha saputo adattarsi ai mutamenti di una società straordinariamente dinamica, che ha perfettamente coniugato tradizione con innovazione e natura e che oggi offre la possibilità di trascorrere una vacanza indimenticabile in perfetta armonia con la natura.

 

Della storia e dell’evoluzione dei kibbutz se ne parla l’11 novembre, in un incontro organizzato dall’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo che ha visto la presenza del professore Emerito dell’Università Ebraica di Gerusalemme Sergio della Pergola, della direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo Kalanit Goren Perry, del direttore della Guest House del Kibbutz Ketura Yuval Ben Hai e di Cristiano Veneziano, un frizzante massoterapeuta di origini italiane, trasferitosi nel Kibbutz Shafavim 12 anni fa.

La data scelta per realizzare l’incontro,  – 11/11 alle ore 11 – , non è stata casuale se consideriamo l’11 il risultato della somma di 1+10 ovvero delle lettere alef e yud: la prima e la decima lettera dell’alfabeto ebraico.

Alef rappresenta il principio e la luce, mentre yud è l’iniziale di Gerusalemme ed è un riferimento più ampio all’intero popolo di Israele. Un messaggio benaugurante dunque, ma anche un richiamo alla lunga e ricca storia di Israele.

 

I kibbutz in Israele proliferano da ormai oltre un secolo.

Il primo kibbutz, quello di  Degania Alef, risale al 1909, quando già numerosi ebrei europei si erano trasferiti nella regione grazie alle prime due Aliyah, le ondate migratorie verso la Terra Pomessa. La sua struttura innovativa, ispirata ai valori della condivisione e dell’uguaglianza, riscosse presto molto successo, tanto che venne replicata in molti altri centri sparsi per il Paese.

 

I kibbutz sono ancor oggi un elemento importantissimo per l’economia israeliana, dato che da loro derivano il 40% della produzione agricola nazionale e il 10% di quella industriale. Il loro contributo non è certamente solo economico: i kibbutz sono spesso luogo di ricerca e innovazione per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente, oltre che una delle esperienze più singolari e autentiche per i tanti turisti che visitano Israele ogni anno.

I kibbutz sono infatti luoghi aperti ai turisti nei quali è possibile scoprire le bellezze nascoste del Paese e testare in prima persona la proverbiale ospitalità israeliana. In Kibbutz è possibile anche svolgere un’esperienza di volontariato che si è rivelata alquanto significativa per tutti coloro che l’anno scelta soggiornando in questi villaggi spesso immersi nel verde per un periodo minimo di due mesi.

Questi splendidi e affascinanti villaggi sono anche un’ottima alternativa low-cost per una vacanza a stretto contatto con la natura: hanno prezzi contenuti, ma molteplici attrattive.

 

Attualmente in Israele i kibbutz sono circa 250, ognuno con le proprie aziende e peculiarità: alcuni sono uniti dalla ricerca tecnologica, altri dalla vicinanza e dall’armonia verso la natura; alcuni hanno scelto di mantenere uno stile di vita parco, altri invece hanno optato per qualche lusso in più. Moltissimi Kibbutz offrono un livello di ospitalità altissimo che si snoda tra hotel, B&B, ospitalità all inclusive. L’universo dei kibbutz israeliani è insomma estremamente variegato, tanto che sarebbe impossibile racchiuderlo tutto sotto un’unica categoria.

 

Il più celebre kibbutz è sicuramente quello di Sde Boker, sorto nel 1952 nel sud di Israele, a 50km dalla città di Beer Sheva. Qui David Ben Gurion, storico Primo Ministro e fondatore dello Stato di Israele, trascorse l’ultima parte della sua vita ed è ancora possibile visitare la sua casa, oggi convertita in museo.

Il kibbutz ospita circa 80 famiglie che vivono grazie all’agricoltura e all’industria leggera. Sde Boker è un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta del maestoso deserto del Negev e del parco nazionale di Ein Ovdat, famoso per i resti dell’antica civiltà nabatea, ma anche per la sua natura rigogliosa e incontaminata.

 

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Oasi di Ein Ovdat Per l’immagine crediti a: obrist-impulse.net

 

Sempre nel Negev, troviamo il kibbutz Ketura, vera e propria oasi in mezzo al deserto a 50km da Eilat. Fondato nel 1973 da un gruppo di giovani nordamericani, oggi ospita la Arava Power Company, azienda nel settore dell’energia che proprio nei terreni del kibbutz ha installato il primo impianto fotovoltaico di Israele. Ketura è il secondo insediamento più popoloso della regione: conta infatti circa 300 abitanti, di cui la metà sono bambini. È inoltre uno dei kibbutz più attivi sul fronte ambientale, non solo per il grande impianto a energia solare che ospita: promuove attivamente tra i suoi abitanti uno stile di vita il più ecosostenibile possibile, fondato su un riciclo efficiente dei rifiuti, sull’utilizzo consapevole dell’acqua (pratica fondamentale quando si vive nel deserto) e sull’utilizzo senza sprechi, nella vita di tutti i giorni, di energia pulita. Ketura è anche la sede della ong AIES (Arava Institute for Environmental Studies), un centro di ricerca e formazione attivo del 1996 per proteggerei delicati ecosistemi del Negev e del M ar Morto, promuovendo pratiche di agricoltura sostenibile Solo un terzo dei membri di Ketura è nativo di Israele: per questo motivo, passeggiando tra i suoi viali, è possibile sentire parlare in francese, spagnolo, russo e catalano.
Ein Gedi si affaccia invece sul Mar Morto e ospita un grandioso giardino botanico, diventato parco nazionale nel 1972. Sorto nel 1953 sopra un insediamento millenario, questo villaggio è un luogo perfetto per il relax, grazie alle sue incantevoli spiagge,
Camminando verso sud, a Eilat si trova invece Samar, una comunità vivace e attiva, che accoglie circa 50 famiglie e che negli ultimi anni è diventato un importante meta per l’eco-turismo.

 

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CESARE CREMONINI: il 1 dicembre arriva in libreria “LET THEM TALK – ogni canzone è una storia”

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Progetto grafico della copertina a cura di Aldo Drudi
Esce il 1 dicembre Let them talk – Ogni canzone è una storia (Mondadori), un libro di Cesare Cremonini in cui la musica diviene, attraverso le sue parole, racconto: delle sue canzoni e della sua vita, del passato ma anche del presente e del futuro, di una generazione e del suo modo di pensare, di Cremonini ma anche di tutti noi. 
Il progetto grafico della copertina è firmato da Aldo Drudi.
Il libro è preordinabile su tutti gli store online a partire da sabato 7 novembre.  

«(…) Faccio canzoni solo quando trovo un punto di incontro. Con vite devastate, vissute fino in fondo. Con gli uomini e le donne che hanno già amato, sofferto e dato. Anche se le mie canzoni restano sospese in un sentimento leggero, che tende alla gioia, è proprio in quelle vite che trovo l’interlocutore ideale, nel punto di contatto in cui siamo fragili. È lì che finiamo per somigliarci tutti. Così questo libro non cercherà di raccontare le mie diversità, ciò che mi rende unico per i dolori vissuti o per le fortune e i successi. Al contrario. Questo libro è nato, come tutte le mie canzoni, per far incontrare, e stringersi in un abbraccio, la mia storia con le storie di chi vi entra o ci passa accanto per caso. Le canzoni sono piene di metafore convincenti, ma quella che preferisco è già qui, la state leggendo. Anche Tu, come Me».

Cesare Cremoni racconta così lo spirito di questo libro, con un invito ai lettori ad abbandonarsi al suo mondo per riconoscervi, forse, anche il loro. Cremonini è stato, fino a questo libro, uno dei misteri meglio custoditi della musica italiana. Di lui conoscevamo soprattutto le canzoni, l’ironia e la riservatezza. Perciò Let them talk – Ogni canzone è una storia, è un piccolo miracolo.

In queste pagine Cremonini finalmente si svela, con estro inafferrabile, come nel suo stile, disseminando la scrittura di indizi, di tessere che a poco a poco compongono il mosaico della sua personalità. Il fascino di Cremonini sta infatti proprio nelle sue contraddizioni, era un bambino introverso fino alle lacrime ma allo stesso tempo accentratore, esibizionista, già votato allo spettacolo: «(…) sono stato un figlio che sfuggiva alle regole borghesi della famiglia pur assimilandone i comandamenti, per nulla impaurito dall’idea della fuga verso il mondo esterno, anzi attratto dagli sguardi degli altri. Un figlio che scriveva in continuazione, recitava, ballava, inventava, durante le vacanze in famiglia, durante le lezioni a scuola, durante i pomeriggi di studio, prima di dormire e anche nei sogni. (…) Ogni sera nella camera dei miei andava in scena un musical diverso. (…) Tutti i giorni con un’idea diversa di me».
Quella di Cremonini era una famiglia indifferente alla musica, mentre lui si scopriva un piccolo pianista che cresceva ossessionato dalle note, fino alla ribellione, al travestimento, alla fuga e al successo improvviso, travolgente.

Oggi, a quarant’anni, Cesare Cremonini è una star, un uomo che, mentre ti parla, sorride, ma nasconde più di un lato oscuro. E in questo libro li rivela, non per soddisfare la nostra morbosità ma perché è da queste ambivalenze, dal buio dove vivono i suoi demoni, contrapposto alla solarità del suo continuo omaggio alla vita, che sono nate le sue canzoni. «Ero felice, è vero. Ma a volte non si ha altra scelta».

Le canzoni, filo conduttore, ma solo apparente, di Let them talk, stavolta parlano loro eccome! Ognuna è la chiave di un mondo, uno scrigno che Cremonini ci apre per farci attraversare le porte di quel mondo, il suo. Fatto di un’attrazione totale verso il lato poetico della vita, di curiosità verso l’ignoto, di grandi perdite e di sogni ritrovati, di libri letti e immaginati, di film visti e interiorizzati, per spiegarci che l’arte è una sola e ci ricorda chi siamo: «(…) Io non sono soltanto un cantante. Questa parola di cui si abusa mi rappresenta solo in parte. Sono un uomo, e se oltre a un uomo sono davvero un artista, questo fa un artista: getta su un foglio quel che percepisce come imminente, senza sapere quando e per chi accadrà».

Lo sfondo di questo racconto sono i famosi colli bolognesi e le strade segrete di un’ Emilia Romagna divertente, sexy, generosa di forme e tollerante nell’animo, fertile vivaio di grandi talenti e campioni. Proprio a questa terra appartiene il genio artistico di Aldo Drudi, poliedrico designer che ha creato la copertina di Let them talk.

Infine, chiude il libro una postfazione firmata dallo scrittore e giornalista musicale Michele Monica che, come scrive Cremonini, «ha saputo convincermi a scrivere e a raccontarmi», e che nelle pagine finali inquadra le canzoni e la carriera del cantautore bolognese degli ultimi vent’anni.

CESARE CREMONINI
Cesare Cremonini, classe 1980, bolognese, figlio di un medico e di un’insegnante di lettere, non ancora maggiorenne scrive l’album d’esordio più venduto di sempre per una band italiana: …Squérez?, inaugurato dal singolo 50 Special. Ma è tre anni dopo la sua pubblicazione, nel  2002, che si  tuffa nell’avventura di una carriera da solista, inanellando una serie di straordinari successi, canzoni ormai entrate nell’immaginario collettivo: da Marmellata #25 a Le sei e ventisei, da Logico #1 a La nuova stella di Broadway, da Poetica a Nessuno vuole essere Robin e tante altre. Le sue parole, cantate o scritte, parlano a tre generazioni e rappresentano un caso unico nel panorama musicale italiano del nuovo millennio. Oggi, nel 2020, a quarant’anni, Cesare è pronto a meravigliarci ancora, portandoci sul palco della sua vita.

Cesare Cremonini, Let them talk,  in libreria in libreria dal 1 dicembre e preordinabile sugli store digitali dal 7 novembre, Mondadori, 228 pagine, 18 euro.

La principessa norvegese fa surf!

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La principessa Ingrid Alexandra (in giallo) con i suoi genitori il principe ereditario Haakon e la principessa ereditaria Mette-Marit (a sinistra) sulla spiaggia di Borestranden, Norvegia. Foto: Det kongelige hoff

Sabato 24 ottobre, la 16enne principessa norvegese Ingrid Alexandra ha vinto il campionato nazionale norvegese juniores di surf sulla spiaggia di Borestranden a Jæren, vicino a Stavanger. Il principe ereditario Haakon, la principessa ereditaria Mette-Marit e il principe Sverre Magnus erano presenti per assistere alla gara della principessa Ingrid Alexandra.

La principessa Ingrid Alexandra è la figlia maggiore del principe ereditario Haakon e della principessa ereditaria Mette-Marit. È la seconda in linea a succedere a suo nonno, il re Harald V.

Nel 2017 la famiglia reale ha fatto surf insieme sulla spiaggia di Hoddevik, sulla costa occidentale della Norvegia, in occasione del campionato europeo Eurosurf. Il principe ereditario faceva parte del comitato dell’evento e in passato è stato un appassionato surfista insieme alla figlia e al figlio, il principe Sverre Magnus.

Ma non è solo la principessa della famiglia reale ad essere un’atleta attiva. Suo nonno, il re Harald V, è stato un appassionato velista per molti anni e ha partecipato a diversi campionati mondiali di vela. Ha anche partecipato alle Olimpiadi nel 1964, 1968, 1972 e nel 1987 ha anche vinto l’oro ai Mondiali insieme al suo equipaggio. Anche il nonno della principessa, il re Olav V, vinse una medaglia d’oro nella vela alle Olimpiadi di Amsterdam nel 1928.

Negli ultimi anni, la Norvegia si è guadagnata il suo meritato posto come destinazione internazionale per il surf . Dalle Lofoten nel nord alle spiagge vicino a Stavanger nel sud-ovest puoi godere di ottime condizioni per il surf. La stagione del surf dura da febbraio a novembre: l’estate (maggio – settembre) è più accogliente per i principianti, mentre il tardo autunno e l’inverno (settembre – maggio) offrono onde più aspre e dure per i surfisti più esperti. Secondo gli specialisti le migliori spiagge per fare surf in Norvegia sono Jæren , Stadt nel Nordfjord e Unstad nelle Lofoten e in Norvegia si può anche provare il surf sotto le luci del Nord .

Il viaggio potrebbe essere complicato in questo momento, ma usa l’ispirazione di Visit Norway per pianificare in anticipo la tua prossima avventura.

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Dolcetto o scherzetto? I consigli dark di LELO per Halloween

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Mancano pochi giorni a Halloween, la festa più tenebrosa dell’anno, una festa per sentirsi
liberi di giocare, sperimentare e mettersi un costume per diventare qualcun altro per una
notte. Un’ottima occasione per sperimentare con il proprio partner.
Secondo un recente sondaggio di LELO, brand leader nel settore dei sex toy, la maggior
parte degli italiani (ben l’81%) condivide con la propria metà le sue fantasie e desideri
sessuali, per i più timidi invece Halloween può essere il momento ideale per svelare le
proprie fantasie e divertirsi ancora di più in camera da letto!
Gli esperti del piacere di LELO hanno qualche consiglio per rendere ancora più divertente il
31 ottobre.
È il momento di travestirsi
Mettersi un costume e improvvisare un gioco di ruolo con il proprio partner può essere un
espediente per stuzzicare la curiosità ma anche un modo per rompere il ghiaccio e
aumentare la complicità di coppia.
Aggiungere un pizzico di dolcezza
Halloween è la festa per eccellenza di fantasmi, streghe e mostri, ma anche dei dolci!
Perché quindi non portarli in camera da letto e usarli per per addolcire i preliminari?

Aggiungere un tocco in più

COMUNICATO STAMPA

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Tra costumi e dolcetti, Il 31 ottobre può essere anche l’occasione perfetta per dare il
benvenuto anche a nuovi sex toy in camera da letto, ecco i tre consigli rigorosamente black
di LELO:
Per lei
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esternamente accarezzando entrambi i partner durante l’amore, per favorire un’intimità
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For Your Eyes Only: il nudo femminile nella fotografia amatoriale, alla Kunsthal Rotterdam

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Il nudo femminile è da sempre uno dei soggetti preferiti della fotografia in studio: i nudi estetizzanti di Helmut Newton e i nudi erotici e ambigui di Robert Mapplethorpe hanno segnato l’immaginario estetico del XX secolo. Nel nudo artistico si sono però avventurati tanti fotografi dilettanti, in tutto il mondo, disponendo di mezzi alla portata di tutti e modelle disponibili, non sempre rispondenti ai severi canoni estetici di Newton o di Mapplethorpe.

Fino al 7 febbraio 2021 il museo Kunsthal di Rotterdam rende appunto merito a fotografi sconosciuti e alle loro fotografie di nudo, con la mostra “For Your Eyes Only”, dedicata alla collezione di fotografie amatoriali di Wim de Jong. Wim de Jong (1957) è uno scrittore, giornalista e collezionista di fotografie: per molti anni ha lavorato per il quotidiano Volkskrant come redattore e editorialista e attualmente scrive recensioni culinarie per il quotidiano NRC Handelsblad. Tra le centinaia di foto esposte, troviamo donne in posa tra le piante di un appartamento, accanto all’albero di Natale o davanti al caminetto; ragazze nude sul surf o sugli sci, in una vasca da bagno o nel giardino sul retro: oltre seicento immagini fantasiose, affascinanti, evocative, divertenti e spesso anche commoventi. La mostra celebra, forse per la prima volta in Europa, il contributo dato alla fotografia da amatori e dilettanti, da oltre un secolo a questa parte, evidenziando come alla base ci sia passione e curiosità, spontaneità e – ovviamente – una buona dose di ingenuità.

https://www.kunsthal.nl/en/plan-your-visit/exhibitions/for-your-eyes-only/

How being informed about snus: here is a review site!

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Whether you are a newcomer to the world of Swedish snus, or a veteran who has decades in the game, you will find something relevant here for you in this website.

We have to said that with covid issues smoking is less and less recommended, and anyway there are other ways to have a nicotine fix. This is the most effective and to be honest even “trendy” one.

In this website you have the chance to find compiled detailed information about nicotine pouches and snus, and organized it in different, informative articles. You can read all these articles for free, whenever and wherever you want. You can learn more about snus and nicotine pouches as well as keep up-to-date with the latest releases of products and brands. The nicotine pouches reviews will talk a lot about “white products”. For those of you who don’t already know, these are tobaccoless flavoured nicotine pouches. These are obviously a big technological leap forward, allowing you to get your nicotine with a great flavour and without the normal side effects of tobacco, such as staining your teeth etc.It is a new trend in only few countries in the north of Europe are totally informed and up to date. And this site comes from people coming from those countries :)

Nicotine pouches come in the form of small sachets with the product having diversified to tobacco free nicotine pouches. Loose snus on the other hand comes in a loose form packaged in a can. Both however will give you your nicotine fix in the backdrop of some awesome flavours mixed into the product. Loose snus on the other hand is not in a pouch but in its loose form, inside a can. Its flavours and nicotine are induced directly into the system. This contrasts with nicotine pouches, including nicotine free pouches, which do not have tobacco inside the sachet. The nicotine rush in loose snus is faster. Loose snus is however not easy to manipulate once placed under the lip as it breaks apart easily. Loose snus is also not as commonly available as nicotine pouches.