Monasteri della Repubblica Ceca

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Nell’arco degli ultimi anni la Repubblica Ceca ha registrato un numero elevato di monasteri ristrutturati oppure quelli in corso di ristrutturazione

Molti offrono alloggi, ristoranti o degustazioni della birra e delle località speciali. La maggior parte dei conventi sfoggia qualche curiosità. Così ad esempio il monastero di Broumov invita i visitatori a vedere una straordinaria copia della Sindone di Torino. Risalire alle informazioni complete, in mancanza di un’associazione che raggrupperebbe tutte le strutture conventuali, è a volte molto complicato. Una cosa è però certa. Ci sono più di cento edifici monasteriali in Repubblica Ceca.

Il Monastero di Břevnov durante il regime comunista è stato lasciato andare in rovina. Dopo la rivoluzione di velluto è tornata qui la comunità dei frati benedettini che con aiuti di stato e monasteri esteri riuscì a ristrutturare il  vasto complesso giusto per i festeggiamenti dei 1000 anni della sua esistenza, ricorsi nel 1993. In quest’occasione il papa conferì all’abbazia di Břevnov il titolo d’onore »arci abbazia«. Nel 1997 il papa Giovanni Paolo II, durante la sua visita in Repubblica Ceca, è passato anche dai frati di Břevnov per salutarli di persona. Il Monastero vanta una bellissima basilica barocca consacrata a Santa Margherita, una cripta romanica risalente all’XI° secolo e  una prelatura barocca con la sala Teresiana. Oltre agli edifici interessanti, collocati nell’ambito del Monastero di Břevnov, c’è un bellissimo parco.

Klášter Chotěšov è stato inserito nella lista di 100 monumenti storici mondiali in rischio di sparizione. Per questo motivo l’obiettivo di tutti gli eventi organizzati all’interno del monastero è quello di salvarlo.

La struttura è aperta al pubblico la domenica da maggio a settembre e in occasione di vari eventi. Dai pressi del monastero parte il sentiero didattico „la Natura e gli Uomini“ creato dal Centro di educazione ecologica Ametyst.

Nella valle romantica del fiume Střela si estende il Monastero di PlasyFondato dai  frati cistercensi in passato subì alcune ristrutturazioni di cui la più importante era quella realizzata secondo i progetti dei famosi architetti Santini e Dienzenhofer che per ancorare la struttura nel suolo paludoso proposero una soluzione molto originale. Il convento ospita un’esposizione barocca di recente apertura e una biblioteca.

Il Monastero di Strahov di proprietà dell’ordine dei frati premostratensi fu fondato nel 1140. Il suo aspetto barocco risale al XVIII° secolo. Nell’ambito del monastero vi è collocata la chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine al Cielo, la pinacoteca e la biblioteca con le sale storiche:  teologica e filosofica.

Il complesso del Monastero di  Rajhrad è uno dei più straordinari monumenti storici situati sul territorio della Moravia meridionale. Tartassato da diverse guerre fu ristrutturato in grande stile nella prima metà del ‘700 e più avanti promosso ad un’abbazia autonoma. La sua chiesa dei Santi Pietro e Paolo è il capolavoro dell’architetto Santini. Il convento ospita il Monumento della letteratura in Moravia.

Sette luoghi in Repubblica Ceca per un fidanzamento indimenticabile

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Chiedere la mano in un antico castello o in una chiesa dove c’è una magica energia? La Repubblica Ceca offre numerosi luoghi affascinanti dove poter vivere un matrimonio o un fidanzamento da favola. Scegliete uno di questi sette suggerimenti per per vivere la vostra storia romantica in Repubblica Ceca.
1. Vivere la vostra fiaba nei castelli della Boemia centrale
A pochi passi dalla famosa Praga, in Boemia centrale, il vostro fidanzamento può assumere le caratteristiche di una favola romantica. Sia che scegliate il lussuoso Chateau Mcely oppure il pittoresco castello di Jemniště, in ogni caso vi sveglierete in suite regali con un servizio d’alto livello. Potrete trascorrere le vostre giornate passeggiando nel parco, indulgere in esperienze da buongustaio nei ristoranti dei castelli oppure godervi un rilassante massaggio. Al Castello di Loučeň, che si trova a 50 km da Praga, oltre  a tutto questo potete smarrirvi,  con la vostra dolce metà, nei labirinti e nei dedali che si celano nel parco del castello.
https://www.youtube.com/watch?v=l1-QpLHts68

2. Suggellate il vostro amore in una Praga pervarsa da leggende
Sorprendete la vostra amata con un weekend romantico nella capitale ceca. Iniziate la giornata facendo insieme un picnic a Petřín, una collina nel centro della città che vanta la copia più piccola della Torre Eiffel di Parigi. Dalla torre panoramica di Petřín vi si aprirà la vista sull’intera Praga con le sue innumerevoli torri, i tetti rossi e i ponti attorniati da leggende. Dopo il pranzo rilassatevi con una gita in barca non tralasciando neppure il giro intorno all’isola di Kampa. Proprio qui troverete il ponticello prossimo al Mulino del Gran Priorato,  diventato il simbolo delle coppie di innamorati. Con un piccolo lucchetto suggellate per sempre il vostro amore gettando in acqua la chiave. Un altro luogo magico si trova poco lontano da Kampa, sul Ponte Carlo, decorato da statue barocche. Potete raccomandare la vostra fortuna alla statua di San Giovanni Nepomuceno oppure a quella di Sant’Anna, patrona della famiglia e dei bambini.
https://www.youtube.com/watch?vr=VBRMyW4sIRo

3. Una regione di vino e di tradizioni che sembra fatta apposta per le anime romantiche
Nel sud-est della Repubblica Ceca si cela un incredibile tesoro per gli innamorati. Questa regione ricoperta di vigneti e di siti UNESCO vi entusiasmerà per le tradizioni autentiche e per il delizioso sapore del vino locale. La Moravia meridionale trasformerà il vostro fidanzamento in un’esperienza straordinaria. Basta salire in bicicletta e i sentieri vi condurranno attraverso lo spettacolare complesso di Lednice-Valtice, dove i castelli si alternano ai parchi ed ai laghetti. E se vi restano ancora forze, recatevi al Sacro Colle di Mikulov costeggiando la regione vinicola della Pálava. Questo luogo dalla vista stupenda sui dintorni è ideale per pronunciare la frase: «Vuoi sposarmi?» Potrete poi celebrare la decisione nelle cantine del luogo, davanti a un bicchiere di buon vino.

4. Godete in coppia  l’atmosfera romantica delle terme
Nelle terme ceche potrete vivere momenti irripetibili, che vi ricorderanno per sempre il vostro fidanzamento. Da est a ovest la Repubblica Ceca abbonda di posti ricchi di fonti naturali, i cui effetti curativi vi procureranno un’assoluto relax. Lasciatevi coccolare dai massaggi o dai bagni in coppia, passeggiate per i colonnatidelle terme e alla sera concedetevi  prelibatezze di alta classe a lume di candela. Oltre che nella celebre Carlsbad (Karlovy Vary), potrete fare il pieno di nuova energia nelle terme di Jeseník, circondate da splendidi boschi, oppure a Luhačovice, con la sua straordinaria architettura liberty.

5. Nessuno resiste alla magia di Český Krumlov e dei castelli della Boemia meridionale
Nel sud della Repubblica Ceca potete viaggiare nel tempo e ritornare a periodi di aristocratica raffinatezza. La romantica Český Krumlov aggiungerà al vostro fidanzamento un’atmosfera magica, sia che girovaghiate insieme per le tortuose stradine o che assistiate a un’opera nello straordinario teatro dal palcoscenico girevole. I castelli di Hluboká nad Vltavou e di Červená Lhota, in Boemia meridionale, vi stupiranno invece per la loro spettacolare architettura, che sembra invitare al compimento del grande passo. Chi potrebbe infatti resistere a un’offerta fatta in una piccola barca che scivola su un laghetto intorno al rosso castello?

6. Fidanzamento con un pizzico di misticismo: solo in una chiesa iscritta nella lista del patrimonio UNESCO
Su una collina erbosa chiamata Zelená hora (Montagna Verde), il santuario di S. Giovanni Nepomuceno vi sorprenderà con la sua forza magica. Questo edificio  eccezionale iscritto dal 1994 nella lista del patrimonio UNESCO, suscita emozioni indescrivibili per la sua struttura e per il gioco di luci. La chiesa a forma di stella a cinque punte è considerata la realizzazione più particolare dell’importante architetto Jan Blažej Santini, che ha utilizzato per la sua opera elementi mistici. Recatevi al santuario con la vostra amata per ammirarne la caratteristica architettura.

7. Romanticismo in mezzo a rocce e  cascate
Un tramonto sui canyon o un giro per gli azzurri laghetti danno vita alla giusta atmosfera per il vostro fidanzamento, nei calanchicechi. Una natura selvaggia, in cui il mondo sembra essersi pietrificato, cascate gorgoglianti e panorami mozzafiato sono la combinazione ideale per una giornata piena di romanticismo. Sia si tratti della Svizzera Boema che delle rocce di Adršpašsko-Teplice, sarete subito conquistati dall’energia della natura del luogo. Attendete tranquillamente fino a sera  per fare la vostra richiesta, quando le prime stelle compariranno in cielo e il fuoco barbaglierà lento.

Repubblica Ceca slow in sella alla bicicletta

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Vaste pianure coltivate, prati e pascoli sconfinati, colline ammantate di vigneti, fitti boschi, pendici scoscese, strani fenomeni geologici, antichi castelli, borghi rurali, località termali, città d’arte, siti Unesco… perché lasciar scappare tutto lo straordinario fascino del territorio ceco fuori dal finestrino di un’auto o di un treno in corsa, senza poter godere di ogni singolo scorcio?
Non occorre essere sportivi o patiti delle due ruote per prediligere la bicicletta per una vacanza in Repubblica Ceca. Basta essere intenditori, saper apprezzare il bello, sostenere tutta la saggezza dell’andamento lento. Pensate di perlustrare questo territorio tanto vario senza nessuna fretta, al ritmo delle vostre gambe, assecondando lo stupore degli occhi di fronte a ciò che cercavate e a ciò che non immaginavate. L’intero Paese è solcato in lungo e in largo da infiniti itinerari cicloturistici e piste ciclabili, non di rado parte di famosi percorsi internazionali. Ce n’è per tutti i gusti e i livelli di allenamento.

ITINERARI D’ACQUA, LUNGO FIUMI E CANALI.

Nel dubbio comunque, i meno allenati e meno sportivi è bene che prediligano invece le pianure che vestono di verde la Cechia, in particolare in Boemia centrale e meridionale e in Moravia meridionale. E non pensino a paesaggi monotoni, perché ogni angolo offre scenografie diverse e nuovi stimoli a calcare sul pedale. Particolarmente affascinanti gli itinerari che costeggiano laghi, fiumi e canali, prima fra tutte l’Elba Route, la più battuta della Repubblica Ceca e parte del circuito di percorsi internazionali EuroVelo. Lungo il percorso di 370 km complessivi, si avvicendano scorci unici come quello dello spettacolare canyon nei dintorni di Decin con pareti di roccia alte oltre 250 metri oppure la diga-monumento di Kralovstvi, ai piedi dei monti Krkonose, costruita in stile romantico con le due inconfondibili torrette dai tetti rossi. O ancora il monumentale ospedale barocco di Kuks, con le famose statue d’autore che rappresentano i vizi e le virtù. Anche la ferrovia costeggia l’Elba e questo permette di percorrere l’itinerario cicloturistico anche solo a tappe. In Moravia orientale un’altra suggestiva ciclabile, lunga 80 km, segue il corso del canale di Bata. Per lo più asfaltata o selciata, scorre prevalentemente in piano attraverso i variegati paesaggi tra le città di Kromeriz e Hodonin. Numerose anche le possibilità di deviazioni, alla scoperta di angoli bellissimi e gioielli del territorio. Inoltre, il canale di Bata permette di combinare la pedalata alla navigazione, a bordo di battelli di linea o di una fantastica houseboat tutta per sé.

SFIDE VERTICALI. IN MONTAGNA CON LA MTB.

I più allenati, quelli che non disdegnano la salita e che la vetta amano conquistarla con il sudore opteranno certo per la montagna, ricca di sfide da cogliere in sella alla mountain bike. Tra le mete preferite dai ciclisti, la Selva Boema, i Monti Metalliferi, i Monti Jizerske, i Monti dei Giganti e i Monti OrlickeJesenikyBeskydy, i Carpazi Bianchi e le alture boemo-morave. Gli itinerari, più o meno impegnativi, in quota si stanno via via moltiplicando e sempre nuovi sentieri e tracciati vengono adattati al cicloturismo montano, soprattutto nei pressi delle principali località di villeggiatura, degli impianti di risalita e dei resort alpini. Gli stessi resort sono diventati base ideale per escursioni in mountain bike e si sono organizzati per garantire un’offerta su misura per gli alpine biker: noleggio, servizio officina e lavaggio per il mezzo; docce, spogliatoi, menu calibrati, consigli e assistenza, pacchetti speciali di soggiorno per gli sportivi. Tra i primi tracciati ad aver fatto la storia del cicloturismo alpino spiccano sicuramente i percorsi sui Monti Jizerske, tracciati dal designer gallese Dafydd Davis, un genio del settore.

Si parte da Nove Mesto pod Smrkem e più precisamente dalla spiaggia della piscina naturale. Per gli amanti del rampichino oltre ai sempre più numerosi percorsi -ad anello e non, più o meno ripidi o adrenalinici- sulle montagne ceche stanno aprendo sempre nuovi ciclo-parchi e ciclo-arene, dove allenarsi e cimentarsi con sfide per tutti i livelli. 

Particolarmente apprezzato dai biker di montagna è l’itinerario ciclabile Becva, nella Moravia orientale. Due i punti di partenza per questo splendido tracciato, lungo ben 160 km: uno alla sorgente del fiume Vsetinska Becva, l’altro alla fonte del fiume Roznovska Becva. I due tratti convergono poi a Valasske Mezirici, e da qui l’itinerario prosegue fino a Tovacov. Di tappa in tappa sono tante le sorprese lungo il percorso, come per esempio il museo etnografico all’aperto di Roznov pod Radhostem, assolutamente da visitare. In Boemia meridionale consigliamo la Sumavska cyclemagitrala, una nuova, affascinante ciclabile completata solo lo scorso autunno attraverso i paesaggi dei monti Sumava. Da Zelezna Ruda, si snoda per 163 km costeggiando canali navigabili, toccando villaggi montani di fascino come Modrava e Kvilda e località rinomate come Lipno, con il suo vasto invaso.

LA’ DOVE CORREVA IL TRENO

Appena inaugurati, nel 2015, i 13 chilometri di ciclabile che ricalcano l’antico percorso della ferrovia che collegava la città boema di Slavonice e quella austriaca di Dobersberg, sono carichi di fascino. Un percorso nostalgico in sella alla bicicletta, là dove un tempo sbuffava il treno. Panoramici, privi di ripide salite e quindi perfetti per famiglie e biker poco allenati, non sono che un assaggio di quello che una volta ultimato sarà noto come il Ciclocircuito Thayarunde: 90 km di collegamento con anche le città di Waidhofen, Raabs an der Thaya e Pisecna.

BIKE-TOUR GUIDATI, FUORI DAI CIRCUITI CLASSICI.

La segnaletica lungo le piste ciclabili ceche è assolutamente accurata e chiunque può muoversi in autonomia, anche con l’ausilio di mappe dettagliate. Se però non osate avventurarvi da soli, preferite andare sul sicuro, desiderate affidarvi a un esperto o volete spingervi fuori dai circuiti classici ecco la possibilità di prender parte a tour guidati in bicicletta. Guide turistiche specializzate conducono ovunque voi vogliate, anche lungo itinerari impervi o nel cuore di territori meno conosciuti o battuti, magari nemmeno segnalati nelle mappe cicloturistiche. Nei tour l’assistenza è totale: gli organizzatori pensano a tutto, dall’alloggio al trasporto bagagli. Per chi pensa a qualcosa di meno “avventuroso”, comunque, guide turistiche in sella alla bicicletta sono sempre più diffuse anche nelle città d’arte, come per esempio Praga, Pilsen, Olomuc ecc.

Olomouc: perla barocca della Repubblica Ceca

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lomouc, splendido gioiello nel cuore della Moravia. Oltre allo straordinario patrimonio architettonico del periodo, la città storica vanta una vivace vita culturale, forti tradizioni popolari e una golosa gastronomia tipica. Le sue atmosfere ancora autentiche si respirano passeggiando per una città mai presa d’assalto dai turisti… e pensare che dista solo due ore di treno da Praga! Che aspettate?

Il cuore barocco di Olomouc

L’elegante, ridondante, ricco stile artistico che tra il XVII e il XVIII secolo ha ridisegnato il volto della Repubblica Ceca e che è il tema di quest’anno per il turismo nel Paese, si è espresso al massimo a Olomouc. Lo si riconosce in ogni angolo della città, caratterizzata da uno stile architettonico unico che ha dato la sua impronta non solo  nei principali monumenti urbani -iscritti nella Lista dell’UNESCO- ma anche negli edifici religiosi e nei castelli. Monumento simbolo di Olomouc e del suo Barocco è certamente la maestosa colonna della Santissima Trinità, sulla piazza principale. Con i suoi 35 metri di altezza, è la scultura più alta di tutta la Repubblica Ceca e la concentrazione di statue che la ornano è la più alta dell’Europa centrale. Le piazze di Olomouc sono poi punteggiate di bellissime fontane barocche, ben sei in totale. E’ un capolavoro barocco anche la Chiesa di San Michele Arcangelo, con le caratteristiche tre cupole che ammorbidiscono lo skyline della città, disegnato da campanili, guglie (tra cui quelli della cattedrale gotica di San Venceslao) e torri. Un altro importante monumento barocco veglia sulla città dalla Svatý Kopeček (Collina Santa): è la basilica barocca della Visitazione della Beata Vergine Maria, dagli interni splendidamente decorati. Il santuario è meta ogni anno di migliaia di pellegrini. E a tal proposito, consigliamo una visita al vicino monastero di Hradisko, imponente complesso barocco disteso su una collina alla periferia Nord della città. Antichissimo, venne ricostruito in stile barocco dopo la devastazione svedese nella Guerra dei Trent’Anni.

Non solo barocco

Al di là della forte impronta barocca, Olomouc è comunque un concentrato di monumenti storici, architettonici e artistici che testimoniano la sua lunga e tormentata storia. Da non perdere le belle chiese, a partire dall’elegante cattedrale di San Venceslao (neogotica ma con elementi romanici, gotici e barocchi). Notevoli anche San Maurizio (tardogotica) e la cappella di San Giovanni Sarkander (neobarocca). Tra gli edifici laici, da non perdere: il Municipio, che sfoggia sulla torre uno splendido orologio astronomico, l’antica università, il Palazzo arcivescovile e naturalmente il castello di Olomouc, con il magnifico complesso noto come palazzo dei Premyslidi.

La Collina Santa (e verde)

Alla già citata Svatý Kopeček, la collina sacra di Olomouc, si recano non solo i pellegrini diretti al già citato santuario, ma anche gli amanti della natura, degli animali e di panorami mozzafiato. E’ qui infatti il giardino zoologico di Olomouc, popolato da un’incredibile varietà di animali anche rari (dai cervi ai bisonti, passando per giraffe, macachi, lupi, canguri ecc.) ma noto soprattutto per il suo acquario marino e per la vasca degli squali in particolare. Il giardino zoologico, appena finito di ristrutturare, è aperto tutto l’anno e per il 2017 promette grandi novità. Sulla collina svetta anche una torre panoramica, alta 32 metri, da cui la vista spazia su tutta la città di Olomouc e i suoi verdi dintorni. La città e Svatý Kopeček sono collegati da un servizio di autobus, quindi è possibile raggiungere comodamente sia lo zoo che la basilica.

Olomouc in festa

Dal 2 al 4 giugno, non perdetevi la festa storica della città, quest’anno ispirata al trecentesimo anniversario della nascita di Maria Teresa, la più importante sovrana di terra boema. Potrete visitare le fiere e i mercatini medievali o assistere ai concerti dei solisti del Teatro della Moravia e dell’Orchestra filarmonica morava, a spettacoli teatrali e al suggestivo corteo storico in costume. Subito dopo, dal 6 al 30 luglio, tocca alle Feste Barocche, spettacoli di opera barocca in costume ospitati in una copia fedele di un teatro barocco, con scenografie dipinte a mano.

Le ricottine di Olomouc (tvarůžky)

Alle feste e alle sagre non mancate di assaggiare le ricottine di Olomouc (tvarůžky) caratterizzate da sapore e odore intensi. Sono dette “di Olomouc” perché in origine venivano vendute nei mercati locali e, sebbene non siano prodotte direttamente a Olomouc, sono fortemente legate all’identità culinaria della città. Infatti le troverete nei negozi specializzati. Il consiglio è di abbinarle alla birra locale, per un’esperienza del palato davvero unica.

I vantaggi della Olomouc Card

Se decidete di venire ad Olomouc, vale la pena di acquistare una Olomouc Card. La carta garantisce accesso gratuito ai 78 luoghi più interessanti non solo di Olomouc, ma dell’intera Moravia Centrale e dei monti Jeseníky. E’ inoltre compreso l’uso dei mezzi pubblici della rete urbana. Acquistando la carta, ricevere inoltre una guida pratica e informazioni sui luoghi interessanti dalla convenzione. Sono disponibili due tipi di Olomouc Card: da 48 ore a 240 corone e da 5 giorni a 480 corone. La carta può essere acquistata presso il centro informazioni di Olomouc.

Nelle viscere delle città ceche tra cunicoli, scantinati, catacombe e antri misteriosi

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In Repubblica Ceca sono tante le sorprese nascoste, ma davvero nascoste, sottoterra. Non solo grotte e anfratti naturali, ma veri e propri siti ipogei che custodiscono il passato tra storia e leggenda. Ben celato sotto il tessuto urbano di tante città ceche, ecco un mondo di sotterranei da esplorare. Basta avere un pizzico di curiosità, senso dell’avventura e passione per il mistero… Cunicoli, catacombe, scantinati o rifugi segreti formano uno straordinario reticolo sotterraneo che vi inghiottirà in un labirinto di emozioni, suggestioni e testimonianze storiche.

Brno sotterranea, roba da “matti”

La Brno nascosta strizza l’occhio ai più audaci: più di 200 gradini per scendere di 8 metri sotto il livello urbano ed ecco schiudersi un mondo da brividi (e non solo per la frescura!) Tre siti imperdibili per un tuffo nella terra ma anche nel tempo, grazie non solo alle atmosfere, ma anche alle speciali guide in costumi d’epoca… Gli ambienti tutto sommato “normali” e tranquilli della storica cantina dello zecchiere sotto piazza Dominikánské náměstí -con la stanza del conio e un’installazione video che svela la storia della città- e il labirinto sotto il Mercato dei Cavoli di piazza Zelný trh, che è una vera e propria città sotto la città con i suoi 8 chilometri di corridoi, cunicoli, gallerie e celle-magazzino, non vi ingannino. Proseguendo ecco gli ambienti macabri eppure architettonicamente notevoli dell’Ossario sotto la chiesa di San Giacomo (kostel sv. Jakuba), il secondo in Europa per grandezza, ultimo rifugio per i teschi e le ossa di circa 50.000 persone morte durante la Guerra dei Trent’anni. E ancora, la bottega dell’alchimista e… le anguste prigioni, con tanto di Stanza della Gogna. I visitatori più arditi potranno chiedere di indossare la maschera d’infamia medievale e persino di essere chiusi per qualche minuto nella gabbia dei matti. Insomma, chi l’ha detto che la storia è noiosa?

Adrenalina a Znojmo

Quello dei  sotterranei di Znojmo è un labirinto ipogeo davvero straordinario, per dimensioni e per fascino. Scavato nel XIV secolo e poi utilizzato come rifugio antiaereo durante la guerra, è il più grande complesso di sotterranei della Repubblica Ceca e tra i più importanti siti storici d’Europa. La trama dei quasi 30 km di corridoi è estremamente complessa: i cunicoli oscuri si snodano e si intrecciano in uno schema articolato su più piani, in alcuni casi persino quattro. Il percorso visitabile è reso particolarmente suggestivo da accenni e suggestioni tra il fiabesco e l’horror. Oltre ai classici itinerari di visita, sono stati preparati anche tre percorsi adrenalinici, divisi in base al grado di difficoltà. Al buio, solo con una lampada frontale sul caschetto, camminerete nell’acqua, attraverserete corridoi strettissimi o salirete le scalette verso l’ignoto.

Un brindisi sotto il castello di Valtice

Tra i gioielli di Valtice, località della Moravia meridionale nota soprattutto per far parte del complesso di Lednice-Valtice, straordinario esempio di paesaggio artificiale sotto tutela Unesco, ci sono anche storiche cantine di vino, ospitate nei sotterranei sotto il castello. La loro lunghezza complessiva è di 900 metri. Furono realizzate 1289, nell’ambito dell’istituzione del monastero dei minoriti. Oggi le cantine ospitano tra l’altro il Centro Vinicolo Nazionale, che raccoglie i 100 migliori vini della Repubblica Ceca. Quale migliore occasione per degustarli, se non una visita alle cantine? Tra le sorprese nei sotterranei di Valtice, anche un’esposizione di vetri da vino e fossili…

I corridoi fosforescenti di Jihlava

I sotterranei di Jihlava, lunghi 25 km, sono sorti dall’unione degli scantinati che iniziarono a essere scolpiti nella roccia sotto la città già dalla fine del XIII secolo. In molti punti, i corridoi sono distribuiti su tre piani e l’itinerario di visita che si spinge più in profondità raggiunge i 18 metri sottoterra. La vera attrazione di questo sito, a 11 metri di profondità, è la cosiddetta “galleria fosforescente”: un corridoio scavato nella pietra, le cui pareti dopo esser state illuminate per un po’, allo spegnimento delle luci, emanano una strana luce verde. Lo strano fenomeno alimenta da sempre il mistero, le supposizioni, le leggende e lascia i visitatori a bocca aperta. Da aprile a ottobre, i sotterranei si possono visitare ogni giorno e gli itinerari comprendono anche esposizioni dedicate ai minerali o all’industria mineraria.

Emozioni anfibie sotto Slavonice

I sotterranei di Slavonice, città rinascimentale al confine tra Boemia, Moravia e Austria, non sono decisamente per caratteri deboli e nervi fragili… I corridoi ipogei locali, scavati a mano (con solo scalpello e martello) nella roccia in epoca medievale per far defluire l’acqua che allagava le cantine, sono infatti molto stretti e angusti e in certi tratti tocca avanzare con i piedi e gambe in ammollo dentro pozzi alti anche mezzo metro. In pratica, avventura e adrenalina allo stato puro. E’ possibile scegliere tra due diversi itinerari di visita e per il giro con guida si viene comunque equipaggiati con impermeabile, stivali di gomma e torcia elettrica.

Gli spettri di Tábor

I sotterranei medievali di Tábor , città della Boemia Meridionale base del movimento hussita, si dipanano su 3 piani e scendono fino a 16 metri sotto il livello attuale del terreno.  Furono costruiti come magazzini per birra e derrate alimentari, nonché come riparo in caso di pericolo. La città di Tábor ha deciso di farne un’attrazione turistica, rendendoli speciali con una serie di allestimenti “terrificanti”: nella penombra dei corridoi si potranno fare strani incontri, per esempio con un alchimista medievale, una dama bianca, un boia o una mummia. Occhi ben aperti allora!

Mělník: un pozzo di storia

A nord di Praga, si trova la città storica di Mělník, perla tra i vigneti della Boemia Centrale. I suoi sotterranei medievali nascondono tra l’altro al loro interno il pozzo più ampio e profondo della Repubblica Ceca. Con un diametro di oltre 4,5 metri e una profondità di 54 metri, si raggiunge attraversando un corridoio storico e facendo tappa all’esposizione sul “diritto di spada”. Stando ben attenti, sulle pareti si scorgono delle conchiglie fossilizzate e dei trilobiti risalenti all’era glaciale.

Praga e Brno, gioielli “rivoluzionari” di architettura e di design.

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La capitale ceca, è noto, rappresenta un grande, meraviglioso e variegato libro di architettura, dai tempi antichi fino alle più moderne tendenze. Sono però soprattutto gli ultimi capitoli, quelli più recenti, a suscitare stupore, con stili innovativi e unici, come per esempio il funzionalismo. Nel quale però Praga subisce una “spietata” concorrenza da parte di Brno…

Con Plecnik, il castello di Praga volta pagina
La “rivoluzione architettonica” a Praga ha inizio con i rinnovamenti firmati da Joze Plecnik, chiamato a restaurare e ammodernare il Castello per farne il degno monumento-simbolo della nuova Repubblica cecoslovacca. Sloveno di nascita, Plecnik compie gli studi nell’Austria della Secessione, sotto la guida di Otto Wagner, con cui avvia una proficua collaborazione in importanti progetti dove sperimenta un’armonica fusione di elementi secessionisti e moderni. Invitato a insegnare alla Scuola di Arti Applicate di Praga, nel 1911 vi si trasferisce e con la sua cattedra contribuisce a formare quei giovani artisti e architetti che avrebbero poi influenzato l’avanguardia del movimento cubista ceco. Nel 1920 arriva per Plecnik il primo grande incarico in Cechia: ampliare e trasformare appunto il castello di Praga. Il presidente di allora, Tomas Masaryk, cercava un professionista capace di migliorare e incrementare le infrastrutture nel rispetto della struttura storica originaria e di rendere al contempo il castello una sede perfetta a ospitare le autorità del „nuovo“ Paese. Plecnik ne ridisegna allora giardini e cortili, impreziosendoli con statue, sculture e importanti monumenti (come per esempio l’obelisco che troneggia nella terza corte del castello). Le stesse mura difensive vengono trasformate in favolosi giardini con tanto di scalinate, vialetti, gazebo e belvedere. La sua principale abilità sta nell’aver saputo esaltare la natura medievale del castello, pur rendendolo funzionale alle esigenze moderne e facendone al contempo un monumento fruibile dal visitatore. A Plecnik si deve l’inserimento nel castello di elementi nuovi, che però si potrebbe credere esser sempre stati lì, tanto la loro presenza appare naturale, perfettamente inserita nell’assetto precedente agli Anni ’20. Plecnik interviene anche in numerosi spazi interni, come per esempio il grande salone a lui intitolato e caratterizzato da un triplice ordine di colonne doriche. Progetta inoltre l’appartamento presidenziale, dotato di un moderno ascensore ovale, e le sale di rappresentanza, che dovevano celebrare la nuova indipendenza della Repubblica. Ossessionato dai dettagli, alla continua ricerca della perfezione, Plecnik attinge al passato e azzarda il futuro, spazia senza limiti nell’intera storia dell’architettura, mescola, fonde, osa, provoca. Definito come “il primo post-modernista e l’ultimo classicista”, è oggi considerato un pioniere dell’architettura moderna.

Arrivano nuovi materiali e tecnologie, arriva il funzionalismo
Più o meno nello stesso periodo, carico di cambiamenti geopolitici e culturali, tra gli Anni ’20 e ’30 del secolo scorso, preannunciata dal fugace rondocubismo, a Praga e non solo si impone una nuova corrente architettonica, il funzionalismo. Di più: in Cecoslovacchia porta l’architettura agli apici continentali, conquistandosi le firme delle archistar di allora, come Adolf Loos e Ludwig Miese van der Rohe. Quella funzionalista è una nuova architettura, che sfrutta le potenzialità dei materiali moderni –acciaio, vetro e cemento- e che degli edifici vuole esaltare innazitutto la funzionalità, appunto. Dopo che Plecnick, i cubisti e le altre avanguardie avevano aperto la strada, i funzionalisti ridisegnano letteralmente il volto della capitale e del Paese, sottolineandone modernità, rinascita, progressismo, operosità, sobrietà e ottimismo. Con l’avvento dell’industria e con i grandi cambiamenti politici e sociali, non si tratta più “semplicemente” di costruire edifici e opere pubbliche: gli architetti si trovano ora a disporre di nuovi mezzi, tecnologie e materiali –come il cemento armato- ma anche a rispondere a nuove esigenze. I progetti devono essere funzionali e innovativi, ma devono anche tener conto di nuovi standard estetici. Inizia così l’architettura moderna, espressione della vita sociale e lavorativa dell’epoca.

Praga funzionalista
Il nuovo movimento funzionalista rivoluziona tutta l’edilizia abitativa e sociale di Praga e di Cechia. E‘ di Loos, per esempio, la villa modernista per la famiglia Müller nella periferia di Praga, inizialmente contestata ma poi fonte d’ispirazione per le ville del quartiere-giardino attorno agli studi cinematografici di Barrandov, sopra la Moldava. I capolavori del funzionalismo nella capitale sono però il Palazzo delle Esposizioni (1928), a firma di Josef Fuchs e Oldrich Tyl, che attirò l’attenzione anche di Le Corbusier con il suo interno dalle linee pure e i volumi perfetti; il centro commerciale Bat’a inaugurato nel 1929 in piazza Venceslao; i palazzi rivestiti di ceramica (per contrastare i vapori provenienti dalla Stazione Centrale) dell’Istituto pensionistico in piazza Winston Churchill, nel quartiere Zizkov; numerosi palazzi per uffici ed edifici commerciali dalle strutture in cemento armato e dalle caratteristiche bande orizzontali di finestre e la colonia Baba, tipico esempio di quartiere funzionalista dalle abitazioni-scatola, con finestre a fascia continua, ampi balconi e interni destrutturati. Tra gli architetti funzionalisti cechi ritroviamo anche Josef Gocar e tra i promotori del funzionalismo l’illuminato Bat’a.

Zlin, la città-modello di Tomas Bat’a
E proprio il nome di Bat’a, le cui calzature sono ancora oggi rinomate e vendute in tutto il mondo, ci conduce fuori dalla capitale, alla scoperta di Zlin, in Moravia. Qui, grazie proprio all’imprenditore calzaturiero, il funzionalismo raggiunge i massimi livelli, non solo con gli edifici veri e propri, ma anche con le intenzioni sociali sottese ai progetti architettonici. Nato a Zlin nel 1876, il signor Bat’a è il fondatore dell’omonima azienda, ma la sua è una famiglia di artigiani delle scarpe con ben tre secoli di tradizione alle spalle. Con Tomas si arriva all’ottava generazione, a una svolta memorabile nella produzione calzaturiera ma soprattutto a una vera e propria metamorfosi della sua città. Sotto la sua guida vengono apportati importanti interventi urbanistici e architettonici, in nome proprio del funzionalismo. Nei suoi intenti, Zlin doveva diventare la “città ideale per lavoratori felici”. Tutto doveva essere perfetto e ben concepito. Qui agli operai non doveva mancare nulla: abitazioni confortevoli, cinema, negozi e centri commerciali per le spese, un albergo, un ospedale ecc. Tra i monumenti più significativi, l’edificio amministrativo n°21 all’interno dello stabilimento Bat’a. Tra i primi grattacieli d’Europa, è un piccolo miracolo tecnologico, con tanto di aria condizionata, un sistema di consegna posta pneumatico (tramite tubi), ascensori veloci e uno particolarmente ampio, concepito per ospitare niente meno che l’ufficio verticale del responsabile d’azienda, che così poteva viaggiare di piano in piano e supervisionare ogni reparto.

Brno metropoli funzionalista
Seconda città per importanza nel nuovo Stato cecoslovacco, Brno non poteva restare immune ai venti di rinnovamento e ai dettami del funzionalismo. Anzi, divenne la metropoli funzionalista per eccellenza, di esempio per tutta l’Europa Centrale degli inizi del XX secolo e polo d’attrazione per i giovani architetti affamati di novità. E‘ a Brno, per esempio, la perla indiscussa del funzionalismo: Villa Tugendhat. Capolavoro firmato dall’architetto tedesco Ludwig Miese van der Rohe, è l’unico monumento dell’architettura moderna in Repubblica Ceca a esser stato incluso nella Lista del patrimonio culturale mondiale dell’Unesco. Tra il 2010 e il 2012, un accurato restauro ha restituito villa e giardino all’aspetto originario del 1930. Sempre a Brno, in centro, anche la villa funzionalista Stiassni. L’edificio a due piani con pianta a forma di L fu costruito su progetto di Ernst Wiesner e fu terminato nel 1929. Nel 1952, la dimora divenne proprietà dello Stato e cominciò a essere utilizzata come villa di rappresentanza, mentre dal 2009 è aperta al pubblico. Tra le sue mura soggiornarono personalità importanti, tra cui Fidel Castro. Funzionalista anche l’Era Café, realizzato negli Anni ’30 e subito divenuto ritrovo dell’élite di Brno. Costruito su due piani, collegati da una bella scala ondulata e caratterizzato da un’insolita facciata che ricorda un gigantesco poster, il locale ha avuto grande fortuna fino al 1978. Dopo decenni di declino, ora è di nuovo un polo d’attrazione e d’incontro, restituito all’antico splendore. A fargli concorrenza, lo Zeman Café, altro gioiellino funzionalista “salvato” dalla demolizione dell’edificio originario –firmato da Fuchs- voluta nel 1964 per far spazio al Teatro Janacek Theatre e ricostruito fedelmente nel 1994, 200 metri più in là. L’Avion Hotel, primo albergo costruito nel periodo post-bellico a Brno, ha fornito un contributo fondamentale all’architettura funzionalista. Insolito il suo impianto molto stretto: appena 8 metri per 9 piani, di cui due riservati a un café. La facciata si apre con ampie finestre, che dai piani più alti regalano vasti panorami sulla città e la fortezza dello Spielberg. Da vedere anche la Kolonie Nový Dům, straordinario quartiere residenziale, in perfetto stile funzionalista, progettato all’interno della Exhibition of Contemporary Culture, il polo culturale ed espositivo della città. Purtroppo oggi solo alcune delle abitazioni d’autore, firmate da Fuchs, Grunt e Stary, sono ben conservate in quanto monumenti nazionali. Molte altre sono invece state trascurate, “violate” nell’assetto originario o addirittura distrutte. Monumento funzionalista, infine, anche la Fiera di Brno, inaugurata nel 1928 in occasione della Mostra di Cultura Contemporanea Cecoslovacca. I suoi padiglioni portano la firma di 30 diversi architetti e il complesso è tuttora molto attivo. Tutta l’architettura modernista di Brno è comunque visitabile grazie a 14 itinerari a tema, che toccano 383 diversi monumenti, capolavori di oltre 98 architetti. Sono parte del BAM Programme – Brno Architecture Manual, ben organizzato con mappe, testi, audio, suggerimenti, informazioni pratiche disponibili online, ma anche guide GPS e un’accurata segnaletica che contraddistingue gli edifice del circuito.

Sfilata di gondole a Giethoorn: il villaggio senza strade in festa

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Come ogni anno, l’ultimo sabato del mese di agosto, il famoso “villaggio senza strade” di Giethoorn, nella provincia orientale dell’Overijssel, ospita la competizione “Gondelvaart”, una sfilata di gondole decorate ognuna con un proprio tema. Durante la stessa settimana vengono inoltre organizzati numerosi eventi che ravvivano la cittadina e accrescono la fama regionale e nazionale dell’evento che attira ogni anno più di 10,000 visitatori.

 

“Gondelvaart Giethoorn” è una cornice di case, giardini e ponti illuminati ed una sfilata di gondole vivacemente decorate, alcune trainate anche dai più giovani, immerse in un vario programma di musica ed intrattenimento.

 

Quest’anno la sfilata avrà luogo sabato 25 agosto alle ore 20:00 e partirà da via Maaiensteeg. Tuttavia, la cittadina sarà già attiva dalle ore 16:00, quando intrattenimenti vari inizieranno ad animare il centro. Questo è il momento più bello per godersi la cittadina e fare una passeggiata lungo i suoi numerosi canali, godendosi l’atmosfera suggestiva dell’apertura dell’evento. Dalle 18:00 in poi, il programma si infittisce e saprà mettere di buon umore tutti i presenti, con performance di musica live presso i ristoranti pronti ad accogliere i clienti per cena, prima che la gara inizi. Le gondole partiranno alle 20:00 da via Maaiensteeg nella zona Sud di Giethoorn e attraverseranno i canali del villaggio fino a raggiungere, intorno alle 23:00, il punto di arrivo: Binnenpad 5.

 

L’evento è una celebrazione storica che risale agli inizi del XX secolo, quando, in occasione del primo giorno di scuola, i bambini andavano a lezione travestiti a bordo di barche illuminate. Nel 1929 i canali vennero dragati e un anno dopo la sfilata di gondole divenne una competizione tra gli abitanti del villaggio. Fu così che nacque questo evento di ricorrenza annuale.

 

La cittadina di Giethoorn, con i suoi canali, rappresenta il rapporto indissolubile dell’Olanda con l’acqua: da secoli infatti gli olandesi convivono e lottano contro l’acqua. Questo legame fondamentale lo ritroviamo nella campagna “Olanda, terra d’acqua” ideata dall’Ente Nazionale Olandese per Turismo e Congressi (NBTC). Sul sito www.holland.com/olanda-terra-dacqua, i visitatori possono trovare informazioni su tutte le attrazioni che hanno come protagonista l’acqua, dai mulini secolari fino alle moderne opere d’ingegneria idraulica.

 

Tariffe

 

Fino ai 3 anni: GRATIS

Dai 4 ai 12 anni: € 2 a persona

Dai 13 anni in su: € 5 a persona

 

I biglietti d’ingresso, accompagnati da un opuscolo dell’evento, sono acquistabili direttamente sul posto.

 

http://www.gondelvaartgiethoorn.nl/

Il campionato delle sculture di sabbia per la prima volta in Olanda

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Il Campionato Mondiale delle Sculture di Sabbia 2018 (The Sand Sculpting World Championship) si terrà quest’anno a L’Aia nella centralissima via “Lange Voorhout”. Qui i visitatori avranno l’occasione di ammirare fino al 19 agosto i capolavori di sabbia creati da 9 grandi artisti internazionali. Ad ospitare questo campionato che si tiene ogni 3 anni, è stata scelta per la prima volta una città olandese, in occasione dei festeggiamenti dei 200 anni della località balneare di Scheveningen, la rinomata spiaggia de L’Aia.

 

Le sculture saranno 9, con un’altezza che va dai 4 ai 5 metri e realizzate con ben 40.000 kg di sabbia, create da 9 artisti selezionati dalla World Sand Sculpting Academy WSSA. Ogni artista seguirà il proprio disegno, basandosi sul tema centrale “200 anni di mare, sabbia e …”, ma oltre al tema dell’anno, gli artisti avranno anche la libertà di dare sfogo alla propria fantasia, inventiva e creatività. Ogni scultura avrà pertanto la propria storia da raccontare.

Gli artisti provengono dal Giappone, Gran Bretagna, Canada, Irlanda, Italia, Messico, Repubblica Ceca, Singapore e Stati Uniti.

Le sculture potranno essere visitate gratuitamente fino al 19 agosto, sia di giorno che di sera, quando le creazioni verranno illuminate da grandi artisti della luce.

 

Per chi poi desiderasse sapere di più sulla storia dell’evento e sugli artisti partecipanti, verranno effettuati dei tour guidati su richiesta. Il costo è di €6 a persona per gli adulti e €3 per i bambini dai 6 ai 12 anni. La quota minima per poter organizzare il tour è di €24, dunque il prezzo a persona si alzerà se non verranno raggiunte le 4 persone. Il tour può avere un massimo di 15 partecipanti; in caso di gruppi più numerosi, verranno messe a disposizione più guide.

 

200 anni di spiaggia

Circa 200 anni fa Jacobus Pronk costruì il primo stabilimento balneare di Scheveningen, una piccola costruzione in legno contenente quattro vasche con acqua di mare. Ciò fece di Scheveningen la prima stazione balneare nei Paesi Bassi. L’intera città festeggerà quest’anno con festival, mostre e spettacoli ed eventi importanti quali l’arrivo della gara velica internazionale Volvo Ocean Race e il Campionato delle Sculture di Sabbia. Per il programma degli eventi consultare il sito www.feestaanzee.nl

 

www.zandsculpturendenhaag.nl

 

Un Hotel per Millennials a Rotterdam Al CityHub tecnologia e comfort a buon prezzo

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L’hotel CityHub, vincitore del riconoscimento “Miglior concept innovativo per hotel” nel 2016, ha ora aperto anche a Rotterdam, in una delle vie più trendy e vivaci: la Witte de Withstraat.

Con i suoi 126 posti letto futuristici, una hall digitalizzata e un’app che guida i viaggiatori per la città, CityHub soddisfa pienamente i bisogni delle nuove generazioni che preferiscono risparmiare nell’alloggio e piuttosto spendere in esperienze che lasciano un segno. Esplorare, socializzare con gente locale e condividere in tempo reale: Rotterdam è la città ideale per i Millennials, ed è per ciò che è stata scelta come sede della seconda apertura dell’innovativo CityHub. Un concept destinato a diffondersi presto in tutto il mondo.

 

Le origini

CityHub è una start-up di successo ideata da due compagni di liceo, Sem Schuurkes (34) e Pieter van Tilburg (32), nata con l’obiettivo di trovare un’alternativa alla tradizionale esperienza d’hotel che andasse a favore delle esigenze contemporanee e delle possibilità tecnologiche, al fine di rendere i city-break più accessibili ai giovani.

 

La loro idea nacque proprio durante un viaggio: Schuurkes e Van Tilburg non riuscivano infatti a trovare nulla che soddisfacesse pienamente le loro aspettative, notando la completa assenza di una “mezza misura” tra hotel e ostelli. Fu questa infatti la scintilla che accese la loro ispirazione: creare  CityHub che unisce la privacy ed il comfort di un hotel con lo stile comune e i prezzi accessibili degli ostelli. Pensato in particolare per per la nuova generazione di viaggiatori dai 20 ai 35 anni, desiderosa di esperienze di viaggio personalizzate, alla costante ricerca di consigli di locali per poter godere al meglio la città.

 

Dormire in un Hub e rilassarsi nel Hangout

Costruito all’interno di un edificio storico nella via Witte de Withstraat, l’hotel offre 126 stanze dal design raffinato chiamate “Hub”. Ogni Hub è provvisto di letto matrimoniale, WiFi, luci dall’intensità personalizzabile e dispositivi musicali Bluetooth. Grazie ad un braccialetto, i visitatori possono fare check-in e servirsi al bar da soli. Viaggiare non è mai stato così semplice.

 

Vivere Rotterdam come un locale

Durante il soggiorno, a qualsiasi ora o ovunque si trovino, gli ospiti potranno chiedere consigli ai CityHosts, dei giovani disponibili 24h su 24 attraverso l’app CityHub oppure incontrarli di persona presso lo spazio Hangout dell’hotel. Esperti di Rotterdam in ogni sua sfaccettatura, questi ragazzi sono la chiave per scoprire la città, le migliori feste e i luoghi più “in” ancora sconosciuti ai turisti.

 

L’app CityHub ed il WiFi-to-go

L’accesso esclusivo alla app CityHub consente ai viaggiatori di consultarne la guida interattiva ed interagire con altri ospiti dell’hotel per incontrarsi o scambiarsi le nuove scoperte. L’app funge anche da telecomando per regolare diverse funzioni della stanza: l’illuminazione, la sveglia e la selezione di musica da riprodurre. In aggiunta, CityHub offre il WiFi-to-go: un router portatile che garantisce l’accesso ad internet in ogni punto di Rotterdam, per poter controllare in tempo reale tutti gli eventi e le novità della città.

 

CityHub Rotterdam è stato ufficialmente aperto il 20 aprile 2018. Il prezzo di un Hub (per due persone) parte dai 40€ a notte e può essere prenotato su www.cityhub.com/rotterdam

 

Indirizzo

Witte de Withstraat 87,

3012 BN Rotterdam

 

ACTION <-> REACTION 100 anni di arte cinetica a Rotterdam

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Futurisme : "Compenetrazione iridescente n. 7" Detrempe sur carton de Giacomo Balla (1871-1958) 1912 Dim. 77x77 cm Turin, Civica Galleria d' Arte Moderna e Contemporanea ©Luisa Ricciarini/Leemage ©ADAGP (Tel.: 33+ 01 43 59 09 79)

Questo autunno, il museo Kunsthal Rotterdam ospiterà dal 22 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 una grande rassegna di arte cinetica, un movimento artistico del 20esimo secolo focalizzato su luce e movimento. L’esposizione dal titolo “Action <-> Reaction” è composta dalle opere di un’ottantina dei più famosi artisti che diedero un contributo importante allo sviluppo dell’arte cinetica. Nel 2018, a più di 100 anni dalla nascita di questo movimento artistico, in stretta collaborazione con la “Réunion des musées nationaux-Grand Palais” di Parigi, la Kunsthal presenta questa impressionante retrospettiva che posiziona l’arte cinetica di ieri nel contesto delle arti performative di oggi. Essa offre ai visitatori l’opportunità di sperimentare una forma d’arte che coinvolge tutti i sensi, sentendo, guardando, annusando, ascoltando e sperimentando i ritmi, i flash, le vibrazioni, le instabilità e i campi di forza fino al cosmo. L’esposizione è un revival della mostra di successo “Dynamo” tenutasi a Parigi nel 2013, ed è realizzata in stretta collaborazione con il Grand Palais di Parigi.

 

Con più di novanta opere d’arte, suddivise in 12 temi (luce, movimento, struttura, ritmo, radiazioni, vibrazioni, instabilità, spazialità, turbinii, immaterialità, campi di forza e cosmo), l’esposizione mostrerà una grande retrospettiva dell’arte cinetica, includendone la storia, gli aspetti e le prospettive che rendono cinetica quest’arte. Tutte le opere d’arte si rivolgono ai vari sensi e come risultato dell’interazione con lo spettatore, può portare a percezioni straordinarie. Nella mostra gli artisti John Armleder, Pol Bury, Alexander Calder, Jan van Munster, Ann Veronica Janssens, Philippe Decrauzat, Jeppe Hein, Anish Kapoor, Zilvinas Kempinas, Frantisek Kupka, Yayoi Kusama, Julio Le Parc, Francois Morellet, Jesus Rafael Soto e molti altri, saranno rappresentati a pieno delle loro opere.

 

Highlights

Protagoniste della mostra sono le innumerevoli opere capaci di creare illusioni ed allucinazioni. Tra le tante rappresentazioni, tre sono quelle assolutamente da non perdere: “Mechanisches Ballet” di Heinz Mack, il cui modello esisteva già da tempo, ma che è stato realizzato solo ora per la prima volta e sarà presentato in anteprima mondiale proprio a Rotterdam; “Blaues Segel” dell’artista tedesco Hans Haacke, rappresentata da un pezzo di stoffa blu che ondeggia secondo il moto dell’aria spinta da un ventilatore, una realizzazione che crea sculture di immagini dalla delicata astrattezza; e infine, “Chromosaturation” di Carlos Cruz-Diez, un capolavoro di spazi illuminati da luci artificiali di soli 3 colori, il quale immerge lo spettatore in un’esperienza quasi tangibile, scaturita da un’intensa e rivisitata percezione del colore.

 

Percezione

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, mentre l’arte combatteva per la propria autonomia, l’arte cinetica acquista un ruolo fondamentale nel concetto di smaterializzazione. L’arte, infatti, diventa realmente tale solo quando è vista o sperimentata dal suo spettatore. Nell’attuale era post-moderna, dove le arti performative sono sempre più importanti e tutti i sensi sono coinvolti, le esperienze di vista e movimento giocano così un ruolo centrale in molte pratiche artistiche. Ragione in più, quindi, per programmare un’esposizione come Action <-> Reaction.

https://www.kunsthal.nl/en/home/plan-your-visit/exhibitions/action-reaction/