Middelburg protagonista del Secolo d’Oro olandese

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La città ricca di monumenti storici nella Zelanda

 

Durante il Secolo d’Oro olandese la città di Middelburg era un fiorente centro del commercio internazionale. Situata nella penisola meridionale della Zelanda, la città occupava una posizione strategica rispetto alle rotte commerciali usate dalla Compagnia olandese delle Indie Orientali. Oggi le vestigia di quell’epoca sono ben visibili attraverso i monumenti nazionali, gli edifici storici e i cantieri navali, le strade acciottolate e gli stretti vicoli magnificamente preservati, unitamente alle istituzioni culturali nate a seguito degli sviluppi artistici e scientifici che caratterizzarono Middelburg nel periodo di massima prosperità.

 

Nel Cinquecento e nel Seicento, Middelburg rappresentava il più importante centro commerciale dei Paesi Bassi, dopo la capitale Amsterdam. La Compagnia olandese delle Indie orientali (in olandese Vereenigde Oostindische Compagnie, abbreviato in VOC), ovvero la compagnia commerciale olandese attiva nei territori coloniali in Asia dal 1602 al 1800, è considerata come la più antica società “globale” mai esistita e si stima abbia giocato un ruolo determinante nello sviluppo del capitalismo moderno.

 

Rivivere il Secolo d’Oro a Middelburg

Gli edifici e i monumenti storici di Middelburg rappresentano il retaggio lasciato alla città dal Secolo d’oro. Circa 1.100 monumenti nazionali sono sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e molti altri sono stati ricostruiti in modo fedele agli originali. Tra questi, l’Abbazia di Middelburg è un ex monastero che affonda le radici all’inizio del 12° secolo. Attualmente l’edificio medievale in stile gotico ospita il museo ‘Zeeuws Museum’, la cui affascinante collezione di manufatti orientali, attrezzature navali, arazzi e indumenti fa rivivere il Secolo d’Oro. L’interno dell’abbazia accoglie inoltre due uffici governativi e due chiese: la Nieuwe Kerk (Chiesa Nuova) sul lato occidentale e la Koorkerk (Chiesa del Coro), facilmente riconoscibile per l’imponente torre ‘Lange Jan’ che svetta al di sopra della città.

 

Anche il Municipio di Middelburg nella imponente piazza del Mercato, caratterizzato da un’architettura tardo gotica, con persiane dipinte, frontoni decorati, torrette e statue della nobiltà zelandese, simboleggia un’epoca di enorme prosperità. L’imponente edificio, oggi sede della ‘University College Roosevelt’, continua la tradizione delle scoperte scientifiche cara a Middelburg.

 

L’edificio ‘Kloveniersdoelen’, costruito nel 1607 in stile tipicamente fiammingo, è un ulteriore esempio di storia vivente a Middelburg. Utilizzato in passato per le esercitazioni di tiro al bersaglio e successivamente convertito in ospedale militare, ospita attualmente un cinema e un ristorante.

 

A Middelburg spezie, tessuti e porcellane provenienti dall’Asia e dall’Africa venivano accolte e trasferite a un mercato europeo che ne era rimasto totalmente affascinato. La prima asta di porcellane cinesi che si tenne in Olanda ebbe luogo proprio a Middelburg e suscitò un tale entusiasmo nazionale per la ceramica dipinta da stimolarne la riproduzione, dando così origine alle maioliche di Delft. La città attrasse marinai, cartografi e numerosi costruttori di navi, che nel corso di due secoli realizzarono circa 300 imbarcazioni.

Intellettuali, scienziati e artisti si trasferirono in questa città, diventata in poco tempo straordinariamente ricca e influente, così come fecero numerosi immigranti fiamminghi in seguito all’assedio di Anversa del 1585. Alcune scoperte importanti risalgono al Secolo d’oro olandese, come ad esempio l’invenzione del telescopio da parte di Hans Lippershey, nel 1608.

 

Seguire le orme di Van Gogh con Airbnb: turismo esperienziale nella regione del Brabant

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Il 30 marzo gli amanti dell’arte di tutto il mondo hanno celebrato il 166° compleanno del pittore più rappresentativo dei Paesi Bassi: Vincent Van Gogh.

In sua occasione, dal 21 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 il Museo Het Noordbrabants di Den Bosch aprirà le porte a tutti i grandi appassionati del più grande artista moderno che la regione del Brabante possa annoverare. La mostra “Van Gogh’s Inner Circle: gli amici, la famiglia e i modelli” offre una prospettiva unica sulla vita personale di Van Gogh, indagando in profondità nel carattere tormentato e solitario dell’artista attraverso le sue relazioni con amici e familiari.

Questa mostra però non è l’unica occasione per approfondire i dettagli dei suoi primi anni di carriera: infatti, se moltissimi in tutto il mondo affollano le mostre più famose per vedere le opere del grande artista, sono solo in pochi a conoscere i luoghi, le opere, i documenti che hanno segnato la personalità del pittore nel corso della sua vita. In onore di Van Gogh, Airbnb ha lanciato tre nuove Esperienze a Impatto Sociale (Social Impact Experiences) in collaborazione con Van Gogh Brabant, parte della Van Gogh Heritage Foundation, con lo scopo di incoraggiare i visitatori a seguire le tracce dell’artista nella regione del Noord-Brabant, molto pittoresca ma poco conosciuta. Fu proprio in questa regione infatti che Van Gogh visse e trasse ispirazione per le sue prime opere. La prima di queste esperienze si svolge a Nuenen.

Passeggiata sulle tracce del giovane Van Gogh – Nuenen  

Hans, amante dell’arte e ospite entusiasta, vive nella cittadina di Neunen e lavora come guida al museo locale Vincentre. Sarà proprio lui ad accompagnare i visitatori nel museo, facendoli entrare nel personaggio di Van Gogh, rivelando i primi passi della sua carriera e spiegando tutti i segreti del suo primo capolavoro, “I mangiatori di patate”, dipinto proprio qui. La visita proseguirà con aneddoti e curiosità per le strade di Nuenen scoprendo angoli nascosti, i paesaggi che Vincent vide e dipinse, che solo grazie alla guida, si vengono a sapere e a scoprire. Con questa esperienza, gli ospiti non si limitano alla visita del museo ma scoprono alcuni dei 23 luoghi che hanno giocato un importante ruolo nei primi anni di vita del pittore.  Nel tour che dura 2 ore e mezzo si vedranno: la chiesetta di Van Gogh, la sua casa, la little weawerhouse, la dimora di Margot Begemann (con la quale Vincent visse una travagliata relazione amorosa) e la scultura dei mangiatori di patate.

https://it.airbnb.com/experiences/710258

 

Airbnb ha anche annunciato una donazione di $30,000 alla Van Gogh Heritage Foundation, parte del programma di Airbnb Community Tourism Programme, un fondo lanciato nel 2017 per supportare progetti locali ed innovativi che promuovano le comunità, uniscano le persone e preservino il patrimonio locale. La donazione ha lo scopo di attrarre più visitatori nei tre centri che conservano il patrimonio di Van Gogh (Nuenen, Zundert ed Etten-Leur) e rappresenta la somma più alta mai donata da un partner nel turismo. La provincia del Noord-Brabant si impegna inoltre a garantire $75,000, raggiungendo un totale di $105,000. La donazione di Airbnb aiuterà a conservare il patrimonio di Van Gogh e distribuire il turismo in Olanda. Accogliamo questa collaborazione che contribuirà alla nostra missione di attrarre più viaggiatori giovani ed internazionali nella nostra regione.

Land Art: Arte nel paesaggio del Flevoland

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Itinerari per scoprire le 7 opere d’arte

 

La provincia settentrionale del Flevoland ha la più grande concentrazione di Land Art del mondo che ti appare davanti agli occhi dove meno te lo aspetti. Per andare alla scoperta di questi 7 particolarissimi progetti artistici immersi nella natura, sono stati creati degli itinerari da percorrere in auto o in bicicletta.

 

Un tempo il Flevoland era solo una distesa d’acqua. Ora è il più grande polder del mondo. A sei metri sotto il livello del mare si trova un’area unica con una storia speciale, una natura nuova e meravigliosa, una sconfinata distesa d’acqua dietro le dighe. L’ingegnere Cornelis Lely è stato il creatore di tutto ciò, il cui progetto del 1891 permise la trasformazione dell’ex Zuiderzee alla realizzazione del più grande progetto di bonifica di tutti i tempi. Il vasto panorama dei polder in Flevoland era ed è tuttora il luogo ideale per i monumentali progetti su larga scala di Land Art: artisti e designer internazionali sono stati ispirati dal contesto e hanno creato opere perfettamente integrate nel paesaggio. Dall’alto, queste opere d’arte sembrano dipinti, immersi nel paesaggio e collegati da aree di vegetazione. La pista ciclabile porta a scoprire questi sette “dipinti”, che possono essere visitati in un giorno, unendo un’indimenticabile esperienza di arte e natura.

 

POLDERLAND GARDEN OF LOVE AND FIRE – DANIEL LIEBESKIND

La labirintica scultura in alluminio simboleggia l’esperienza della scoperta durante la vita umana. La città di Almere è stata creata meno di quarant’anni fa sul fondo dell’ex mare Zuiderzee. Con il vuoto nella sua opera, Liebeskind ritrae la storia di Almere. Con questo lavoro l’artista crea anche un luogo spirituale nel polder come simbolo per una nuova vita. Le tre linee che si intrecciano rappresentano la connessione immaginaria tra tre città: Salamanca, la città in cui Juan de la Cruz studiò; Berlino, dove Liebeskind visse e lavorò a quel tempo; e Almere, la location dell’opera.

 

PIER + HORIZON – PAUL DE KORT

Vivere il vento, il fruscio delle canne e l’acqua che scorre. Un tempo in questo punto nelle acque dello Zwarte Meer c’era una diga lunga sei chilometri. Una piccola parte di quest’ultima è stata restaurata da Paul de Kort ed è divenuta il cuore della sua opera d’arte. Attorno a questo nucleo centrale fluttuano al vento le canne piantate lungo strisce di terra, tutte che puntano nella stessa direzione.  Il titolo dell’opera è un’ode a Piet Mondriaan e la sua serie di dipinti “Pier and Ocean” (1915)

 

THE GREEN CATHEDRAL 1996 – MARINUS BOOZEM

Una cattedrale “gotica” ma senza volte di pietra, senza vetrate colorate e senza navate. Nel lineare paesaggio del Flevoland, ad Almere, è nata una “cattedrale” formata da pioppi. Nel 1987 l’artista Marinus Boezem piantò 178 pioppi seguendo la mappa della cattedrale di Reims del XIII secolo. La cattedrale gotica è un punto culminante delle capacità umane, proprio come lo è la costruzione del Flevoland.

 

EARTH SEA – PIET SLEGERS

Cinque ettari (100×500 metri) di terreno rendono Earth Sea (Aardzee) grande tanto quanto le aree agricole circostanti e quindi una delle più grandi opere d’arte dei Paesi Bassi. Sentieri creati con conchiglie blu e grigie, in riferimento all’aria e all’acqua, attraversano le collinette come onde che si inseguono. Earth Sea si manifesta come un’oasi chiusa nel mezzo del polder aperto. Earth Sea ricorda, con le sue tranquille onde, lo Zuiderzee, che era lì mezzo secolo fa.

 

SEA LEVEL – RICHARD SERRA

Sea Level è la più grande opera di Serra in Europa. Due muri di cemento lunghi 200 metri l’uno che sembrano ricongiungersi col paesaggio alle estremità. Camminando lungo il muro, si ha la percezione di finire sott’acqua per poi riemergere un po’ più avanti. Sea Level dà un significato fisico al termine “livello del mare”: senza le dighe, il livello dell’acqua avrebbe raggiunto il bordo superiore dell’opera.

 

EXPOSURE – ANTONY GORMLEY

I tralicci dell’alta tensione nel Flevoland che ricordano gli intrecci del sistema nervoso, sono stati l’ispirazione per la realizzazione dell’opera d’arte “Exposure”. In equilibrio tra la terra e l’acqua, un uomo accovacciato alto quasi 26 metri si affaccia sul Markermeer dalla diga a Lelystad. Creato da 1800 sbarre di metallo dall’artista britannico Antony Gormley, questa figura umana nel paesaggio aperto è un punto di riferimento nel Flevopolder.

 

OBSERVATORIUM – RICHARD MORRIS

Questa opera d’arte fa riferimento ai siti dai quali venivano osservati il sole e gli altri pianeti nella Preistoria. “Observatorium” è composto da due cerchi nei quali sono state fatte delle aperture da cui si può osservare il paesaggio del polder. Attraverso questa apertura in acciaio, i visitatori possono ammirare il sole sorgere all’inizio della primavera e dell’autunno, quando la durata del giorno e della notte si equivalgono. Gli elementi in pietra segnano l’alba il 21 giugno e 21 dicembre.

 

Per informazioni sugli itinerari: https://www.visitflevoland.nl/en/see/architecture-design/land-art

Fantascienza: un viaggio nell’ignoto 16 marzo – 30 giugno 2019

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È stata inaugurata il 16 marzo, presso la Kunsthal di Rotterdam, la mostra “Fantascienza: un viaggio nell’ignoto”, panoramica affascinante e approfondita di oltre cento anni di fantascienza, in collaborazione con il Barbican Centre di Londra. Il genere creativo della fantascienza ha generato un incredibile numero di film e di opere musicali, di romanzi e di opere d’arte di assoluto valore, in tutto il mondo. Più di 850 oggetti unici mostrano il frutto dell’immaginazione e dell’inventiva della mente umana, quando supera le barriere del tempo e dello spazio. Uno spettacolo imperdibile per gli appassionati di questo genere e per tutti coloro che amano l’universo nel quale fantasia e realtà si fondono.

 

La mostra comprende più di cinquanta film e clip TV dai momenti più memorabili dei film di fantascienza, incluso materiale inedito.  Ci sono anche libri – tra cui manoscritti rari -, riviste pulp, fumetti, pubblicità e cartoline. In più, installazioni video e oggetti di scena, maschere e modelli da film che hanno segnato la storia del cinema. Solo alcuni esempi: l’elmo da guerriero di Darth Vader, la tuta spaziale del dottor Spock, le maschere del film Godzilla, la lanterna magica de Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne e l’uovo di dinosauro di Jurassic Park. È possibile immergersi in un’installazione multischermo all’interno di un episodio della serie di successo di Netflix Black Mirror, appositamente adattata per la mostra.

 

Viaggia attraverso quattro temi

La mostra “Science Fiction” spazia sulle regioni sconosciute del nostro pianeta in Extraordinary Voyages, l’universo infinito in Space Odysseys, l’emergere di mondi utopici o distopici in Brave New Worlds e il mondo della tecnologia in Final Frontiers.

 

  1. Viaggi straordinari

La prima sezione della mostra porta i visitatori nei recessi remoti, profondi e oscuri del Pianeta Terra. Il tema getta luce sul fascino umano delle regioni sconosciute e inaccessibili del nostro pianeta – isole misteriose, mondi e viaggi perduti nel profondo del mare e nell’aria – dove sono nate le storie di fantascienza.

La sezione include:

– Modelli di dinosauri dei film di Ray Harryhausen;

– la serie di Dinotopia di James Gurney;

– Modelli originali e oggetti di scena di film come Godzilla e Jurassic Park;

– Manoscritti originali e disegni di Jules Verne;

– Alcune delle opere più influenti della letteratura, come New Atlantis di Francis Bacon, Robinson Crusoe di Daniel Defoe, Herland di Gilman di Charlotte Perkins, Utopia di Thomas More, Gulliver’s Travels di Gulliver e Tarzan e The Lost Empire di Edgar Rice Burrough;

– Clip da 20.000 leghe sotto i mari, Viaggio al centro della Terra, Thunderbirds e molti altri film.

 

  1. Odissea nello spazio

Space Odysseys – la più grande sezione della mostra – copre ciò che è considerata l’Età d’Oro della fantascienza. Questa sezione esplora le storie più comunemente associate alla fantascienza: il cosmo, i viaggi spaziali e gli incontri con gli alieni.

 

  1. Brave New Worlds

Brave New Worlds introduce i visitatori alle tante società immaginarie che l’umanità ha creato per sé: mondi che ci spaventano e affascinano allo stesso tempo, città future con giganteschi grattacieli, enormi reti di trasporto sotterranee e iper-organizzati mondi distopici, compresi disastri, guerre e l’immancabile fine del mondo.

 

  1. Final Frontiers

L’ultima sezione si concentra sul futuro della tecnologia e il nostro posto nell’universo. Viviamo in un momento in cui i confini della scienza e della tecnologia vengono spinti sempre più in là. Cosa significa questo per le nostre vite? Final Frontiers esplora l’intelligenza artificiale, l’identità, la trasformazione e la mutazione del nostro corpo – insieme a cyborg, cloni e robot – e descrive i viaggi nel tempo e nello spazio, verso mondi paralleli e nuove dimensioni.

 

Campagna internazionale della memoria e un itinerario a piedi

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Liberation Route Europe lancia il programma 2019/2020 per commemorare e celebrare 75 anni di libertà

 

 

Bruxelles, Belgio: Il 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale offre un momento unico per onorare i veterani. È più importante che mai mantenere vivo il retaggio della Seconda Guerra Mondiale e il suo significato per l’Europa di oggi: è l’ultimo invito per le giovani generazioni a ricevere storie di prima mano dai veterani di guerra e per tutti a vivere questa importante occasione. La campagna internazionale Europe Remembers (www.europeremembers.com) rende onore ai loro sacrifici e invita le persone a viaggiare in Europa per ricordare e sperimentare ciò che è accaduto durante la guerra.

 

Aumentando la consapevolezza del pubblico, la campagna incoraggia le persone a riflettere e a apprezzare la libertà per cui i veterani hanno combattuto. Durante il 2019 e il 2020 numerose commemorazioni e eventi si svolgeranno in diversi Paesi, per celebrare i 75 anni trascorsi dal 1945. Europe Remembers mira a raggiungere almeno 25 milioni di potenziali visitatori per questi eventi. Unisciti a noi in questo viaggio, per onorare e ricordare insieme.

 

 

Martin Schulz

L’inizio del programma Liberation Route Europe 2019/2020 è stato ufficialmente annunciato durante la Conferenza annuale della Fondazione Liberation Route Europe a Bruxelles. Di fronte a centinaia di persone, Martin Schulz, membro del Bundestag tedesco, ex presidente del Parlamento europeo e patrono della Liberation Route Europe, ha dichiarato che “La memoria del nostro passato modella il modo in cui vediamo il nostro presente e lavoriamo verso il nostro futuro. Con i progetti 2019/2020 la Liberation Route Europe ha un programma che sostengo volentieri e che spero contribuirà a mantenere viva e viva la memoria del nostro continente”.

 

L’Amministratore delegato Rémi Praud della Liberation Route Europe Foundation ha sottolineato che, con la campagna “Europe Remembers”, s’intende attirare l’attenzione su questi due importanti anni e creare la consapevolezza che la libertà non dovrebbe mai essere data per scontata. Il progetto ispirerà i visitatori a conoscere la nostra storia e li incoraggerà a mettersi in cammino e ad affrontare i ricordi di guerra“.

 

Itinerario internazionale che si estende per quasi 3000 km

Un’iniziativa unica in un momento in cui l’Europa celebra 75 anni dopo la Seconda Guerra Mondiale è la realizzazione di un percorso internazionale di lunga percorrenza. Un itinerario con “vettori”, creati da Daniel Libeskind, che segnano un monumento transfrontaliero di libertà, armonia e pace. Sarà inaugurato nel 2020 e si estenderà per quasi 3.000 km da Londra a Berlino, passando per centinaia di punti di interesse. Il percorso è il culmine di anni di lavoro e pianificazione e unirà, per la prima volta, Paesi, Regioni, siti importanti: pietre miliari e storie nell’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale. Utilizzando una serie di marker denominati “Vettori”, questo percorso conferisce una dimensione tangibile alla Rotta per la Liberazione e combina la cultura architettonica di Daniel Libeskind, famosa in tutto il mondo e innovativa, con la rete di partner impegnati di Liberation Route Europe in tutta Europa.

 

“I vettori sono una topografia della memoria. Funzionano come punti nello spazio e nel tempo, si collegano alla storia della liberazione “, ha detto Daniel Libeskind al lancio del progetto. “Era importante che i vettori comunicassero un messaggio molto chiaro e audace, in modo che quando se ne incontra uno sia immediatamente chiara la vastità della catastrofe e il trionfo finale della liberazione”, ha aggiunto.

 

“Europe Remembers” e l’itinerario internazionale sono iniziative della Fondazione Liberation Route Europe (LREF). La fondazione promuove la Strada europea della liberazione (che attualmente attraversa nove Paesi) che illustra le prospettive nazionali sulla liberazione dell’Europa. L’obiettivo è insegnare, condividere esperienze, incoraggiare la comprensione e creare una consapevolezza unificata dell’importanza della libertà. La Fondazione Liberation Route Europe commemora gli eventi della Seconda Guerra Mondiale e incoraggia i cittadini dell’Europa a celebrarli e ad averne cura per il futuro.

 

Per saperne di più su Liberation Route Europe e i suoi obiettivi, www.liberationroute.com

 

Una gita in barca all’avventura alla ricerca di foche e altri animali marini

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Den Oever è un autentico villaggio di pescatori poco prima della diga dell’Afsluitdijk, nell’ Olanda Settentrionale: un paradiso per gli amanti della natura. Il posto di vedetta nel porto offre una splendida vista sul Mare di Wadden e sulla diga. Le barche da pesca della corporazione “Waddengild” si riparano nel porto stesso e pescatori esperti organizzano escursioni in barca alla scoperta dei posti più belli del Mare di Wadden, altrimenti impossibili da vedere dalla diga. Del mare conoscono ogni flusso, banco di sabbia e movimento e mostrano ciò che vive sopra e sotto l’acqua. Se avrete fortuna, si potranno avvistare foche e altri animali marini, oltre a vedere da vicino granchi e gamberetti vitrei. Dal ponte della nave è visibile un’ulteriore vita marina, migliaia di uccelli marini di ogni tipo e dimensione. Con la bassa marea si possono avvistare foche che si rilassano sui banchi di sabbia. Scoprire il mare con il binocolo, annusare l’aria salmastra, godersi il sole: ecco cosa offre l’escursione con le barche della “Wadvissersgilde”, nel mare di Wadden.

Sono almeno 10.000 le specie diverse di animali e vegetali che vivono nella regione del Wadden. Per questa straordinaria flora e fauna il mare di Wadden è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2009.

 

La durata della gita è di 2 ore

Il costo è di 13,50 € per gli adulti

Bambini fino a 7 anni 10 €

 

http://www.dezeeleeft.nl/

 

Nasce in Olanda la Dutch Tulip Vodka: una vodka fatta con bulbi di tulipano

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L’elenco delle cose da cui è possibile fare la vodka è lungo: dopo patate e cereali, ora è ancora più lungo, grazie a un imprenditore olandese. E con quali ingredienti si poteva pensare di distillare una nuova vodka, in Olanda? Con bulbi di tulipani, ovviamente! Il creativo dietro questa creazione è Joris Putman, un ex attore bambino di 34 anni, che sta ancora cercando la sua vera vocazione. Putman ha associato la sua bevanda preferita al fiore che rappresenta per eccellenza il suo Paese, così è nata la prima Dutch Tulip Vodka, prodotta da una distilleria fondata ad hoc, la Clusius Craft Distillers.

 

La produzione inizia nel 2017 e l’ingrediente principale è proprio quel bulbo di tulipano creato durante l’impero ottomano, introdotto nei Paesi Bassi nel XVI secolo. Carolus Clusius, medico e botanico, coltivò il fiore esotico nel giardino che curava all’Università di Leida. Quando i ladri rubarono e vendettero bulbi dal suo giardino, inavvertitamente avviarono quella che sarebbe presto divenuta la “bolla dei tulipani”, ovvero la prima bolla speculativa dell’economia moderna. E da Clusius prende il nome la distilleria di Joris Putman che produce la Dutch Tulip Vodka, ovvero vodka da bulbi di tulipano fermentati.

 

Due le varietà di vodka prodotte: la Tulip Vodka Pure è interamente realizzata con acqua e bulbi di tulipano, ben 350 a bottiglia per la precisione. La seconda, la Premium Blend, è combinata con germi di grano e contiene circa 40 bulbi. La Vodka Pure costa € 295, la Premium ovviamente molto meno (€ 48). Le incredibili e inattese note floreali sono incluse nel prezzo.

 

Sostenibilità

Clusius Craft Distillers contribuiscono a un futuro più sostenibile favorendo per prima cosa la crescita dell’agricoltura biologica nel settore dei tulipani olandesi. Come in ogni settore agricolo, dalla coltivazione dei tulipani genera una grande quantità di eccedenze, se non tutti i bulbi di tulipano riescono ad essere venduti al giusto prezzo dopo il raccolto.

 

È tutta una questione di tempistica: “Non produciamo vodka dai rifiuti ma evitiamo gli sprechi”

 

Queste eccedenze costituiscono uno spreco se non possono essere vendute o messe a frutto. Il rischio è addirittura maggiore quando si parla di agricoltura biologica, poiché evitando l’uso di pesticidi, i bulbi non possono essere conservati per molto tempo. Inoltre, l’agricoltura biologica aumenta la possibilità che i fiori nascano con delle forme strane, proprio come succede in natura. Rispetto al commercio di fiori, in cui i tulipani difettosi sono inutilizzabili, per la produzione di vodka non importa se il bulbo dà vita ad un gambo curvo: l’importante è che non sia stato usato alcun pesticida per produrre questi bulbi di tulipano.

 

https://clusiuscraftdistillers.com

In bicicletta alla scoperta del Parco De Hoge Veluwe

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1800 bici bianche a noleggio gratuitamente

Paesaggio naturale: vario, vasto, raro e accessibile

Il parco De Hoge Veluwe è il parco nazionale più grande d’Olanda, situato nella parte settentrionale della regione del Veluwe, vicino ad Arnhem. Il modo migliore per poterlo visitare è in bicicletta, sia con la propria che con quelle bianche messe a disposizione per il noleggio dal parco, percorrendo oltre 40 chilometri di itinerari prestabiliti. Lungo la strada è possibile ammirare il paesaggio, dalle foreste di conifere e brughiere, fino alle distese di sabbia, e con un po‘ di fortuna ci si può imbattere anche nella fauna locale: cervi, cinghiali e caprioli.

Arte e architettura di alto livello

Il parco è parte dell’eredità culturale lasciataci all’inizio del XX secolo dai coniugi Anton ed Helene Kröller-Müller, il cui obiettivo era unire l’arte e la natura in un unico spazio-concetto. Il loro Giardino delle Sculture ne è esempio perfetto: qui si possono osservare opere d’arte eccezionali all’intero dell’ambiente naturale del parco, che copre oltre 25 ettari, con più di 160 sculture di artisti come Auguste Rodin e Henry Moore.

 

Il Museo Kröller-Müller, anch’esso all’interno del parco, è il risultato del lavoro di una vita dei due coniugi, che acquistarono oltre 11.500 opere d’arte, dando così vita a una delle collezioni private più vaste del XX secolo, nonché la seconda più grande al mondo per le opere di Vincent van Gogh, di cui sono infatti esposti 90 dipinti e più di 180 schizzi preparatori. Inoltre, il museo ospita anche opere di famosissimi maestri dell’arte moderna, tra cui Claude Monet, Georges Seurat, Pablo Picasso e Piet Mondriaan. Vengono anche organizzate mostre temporanee, che illustrano le recenti novità e le ultime tendenze del mondo dell’arte.

 

Le bici bianche del parco

Le „White Bikes“, le biciclette a noleggio, sono parte integrante del parco De Hoge Veluwe: possono essere utilizzate gratuitamente dai visitatori, che sono così liberi di muoversi all’interno del parco. Ci sono in totale 1.800 White Bikes a disposizione, distribuite tra i vari punti di deposito, ad esempio presso il Kröller-Müller Museum o nei pressi delle varie entrate principali. Sono disponibili anche biciclette per i bambini.  

Le biciclette sono state progettate con la collaborazione dell’ex ciclista professionista Jack van der Slikke e propongono un design tradizionale, alleggerendosi di ogni accessorio superfluo e rendendole quindi facili e leggere da utilizzare.

https://hogeveluwe.nl

 

LocHal è il “nuovo salotto” di Tilburg L’ex sala delle locomotive rinnovata

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Qui una volta sorgeva uno spazio-officina con pareti alte fino a 18 metri, dove le locomotive venivano riparate: era il 1932. Dal 2019 LocHal Tilburgs è il “nuovo salotto” della cittadina del Brabante Settentrionale, al cui interno si trovano la biblioteca pubblica Midden-Brabant e altri servizi.

 

L’edificio storico ospita infatti una moderna biblioteca pubblica, il Centro per la Cultura e le Arti (Kunstloc Brabant), una sede dell’Ufficio regionale (Brabant C) e una serie di spazi di co-working prenotabili (seats2meet). La caffetteria comprende il bar con piastrelle di ceramica rosso, marrone e oro e il logo LocHal in neon. Sono state riutilizzate in parte le strutture che permettevano di muovere le locomotive: oggi – grazie a una serie di assi e contrappesi – un grande tavolo può diventare una piattaforma o una passerella, con le scale adiacenti a fare da tribuna. Il design dello spazio corrisponde all’idea di uno spazio di lavoro aperto, cooperativo e produttivo: il LocHal stesso è la locomotiva. Un edificio come motore per l’innovazione, dove l’azione comune è la via del futuro.

 

Il rinomato studio Mecanoo architecten ha realizzato gli interni della biblioteca. Le biblioteche e gli ambienti di apprendimento innovativi sono infatti una parte importante dell’ampia opera di Mecanoo, come la biblioteca della Delft University of Technology (1997) e la Library of Birmingham (2013).

 

LocHal, Burgemeester Brokxlaan 1000, 5041 SG Tilburg

 

Ulteriori informazioni: https://lochal.nl/ (olandese); informazioni generali su Tilburg: https://www.visitbrabant.com/en

EXbunker Exhibition Bunker della Seconda Guerra Mondiale ora galleria d’arte

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Nel Wilhelminapark a Utrecht esiste un vecchio bunker della Seconda Guerra Mondiale, oggi riconvertito in spazio espositivo, che ha preso il nome di EXbunker. Ogni mese vi si tengono mostre di arte, performance, installazioni e altre attività d’intrattenimento.

 

La storia

Il bunker era una costruzione in cemento armato, a prova di bomba, adatta a contenere fino a sei persone. Venne edificato nell’ala ovest del Wilhelminapark nel 1943, durante l’ultimo programma di costruzione di bunker, occupando una larga zona del parco e stagliandosi con la sua considerevole mole. Le pareti del bunker sono tutte finite uniformemente, con l’eccezione del muro ad ovest, ricoperto da uno strato più grezzo di cemento, quasi squamato, forse con l’obbiettivo di renderlo meno visibile alla vista, tra le fronde degli alberi del parco. L’accesso al bunker è proprio tramite questa parte ed è direttamente collegato alla strada. Dopo ricerche e misurazioni dettagliate, il bunker nel Wilhelminapark è stato catalogato del tipo 682, un modello molto raro, di cui è l’unico esemplare in Olanda.

 

L’offerta espositiva

Significato storico: si presume che questo bunker sia stato costruito in una foggia originale perché considerato un Commando Bunker, ovvero un bunker di particolare importanza strategica e di grandi dimensioni.

Posizione: al confine con il Wilhelminapark.

Finitura: la parte anteriore è dotata di uno strato di cemento squamoso, destinato a favorirne la mimetizzazione nell’ambiente.

Stato: la costruzione è completamente integra.

 

Il monumento

Il bunker è stato aggiunto dal Comune di Utrecht all’elenco dei monumenti, a causa della sua costruzione particolare e della sua riconoscibilità.

 

Ora in esposizione: “The Last Goodgirl” di Daantje Bons

Dal 2 al 31 marzo “The Last Goodgirl” sarà la mostra in esposizione all’interno delle pareti dell’EXbunker. È il racconto di una giovane donna che non ha ancora gettato la sua sessualità. Viene definita un’esemplare raro, l’ultima brava ragazza rimasta. Ha rispetto di sé, è obbediente e non deve essere censurata perché le sue intenzioni non sono mai volgari. È protetta dal mondo esterno che potrebbe disturbare la sua purezza ed al sicuro all’interno delle mura dell’EXbunker.

L’estetica giocosa e dolce di Daantje Bons attira l’attenzione, ma i contrasti che accompagnano fanno sì che queste immagini restino impresse nella mente. Il valore concettuale del suo lavoro non può essere messo in dubbio dopo la sua vasta formazione: prima all’accademia d’arte SISA ad Anversa e poi alla prestigiosa scuola d’arte AKV-St Joost a Breda. Il suo lavoro è al giorno d’oggi femminista, nel senso che modella la femminilità a modo suo, con umorismo e una dose di provocazione.

Il lavoro di Daantje Bons è stato precedentemente pubblicato su De Volkskrant e NRC Handelsblad. A livello internazionale, il suo lavoro è stato pubblicato su varie riviste ed edizioni online come The Huffington Post, IGNANT, ID Magazine, VOGUE Italia, Kurier, FRAME Magazine e Refinery29.

 

www.daantjebons.com

 

http://exbunker.nl/en