I caffè a Vienna: più che altro uno stile di vita

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Ora ve la sparo subito: il mio caffè preferito a Vienna è uno meno famoso di altri, ma che a me piace molto sia per posizione, arredi, free wifi, e boh quello stile che mi fa sentire abbastanza a casa. Potete vederlo nella meravigliosa lista wikipediana dei caffè storici: ognuno andando a Vienna può trovare il suo favorito ma il mio è il Caffè Schwarzenberg.

Per alcuni motivi: 1) i dolci costano in media un euro meno degli altri caffè e sono buoni uguale (vedi foto da me su instagram di una truffeltorte a caso) 2) trovate posto abbastanza facilmente senza essere rimbalzati come alcuni caffè vicini 3) c’è la wifi 4) è in una zona che mi piace molto.

Il vivere il caffè per ore, come si fa ora solo in una grossa catena americana che è ovunque tranne che da noi, è nato in questi luoghi: dove potevi stare per lavorare o solo per leggere per ore senza avere grosse noie e per di più potevi avere attorno anche un ambiente stimolante ed evocativo. Così quindi lo Sperl (comodo se andate in zona a fare shopping) era il preferito di Hitler, il Landtmann (in posizione strategica sul ring) il favorito di Freud etc etc..

Tutti hanno delle peculiarità: ad esempio in alcuni si mangia à la bistro molto bene, in altri c’è una miscela particolare di caffè, in altri ancora potete trovarvi meglio o peggio con i camerieri. Ed ecco: se volete fare un giro alternativo di Vienna che non avete mai provato la chiave giro-dei-caffè è sicuramente una cosa da provare.

Se volete però farvi un’idea, sul sito dell viennese c’è l’elenco, prezzi, luoghi. In questo modo potete fare due cose molto belle: o procedere a scientifici tentativi, o leggere le descrizioni e andare più sicuri a scegliere.

E… sì, in Italia c’è a Trieste (che in fondo era stato sotto l’impero austroungarico) modo di appellare i caffè in modi particolari. Ma a Vienna la cosa è anche più complessa: anche perché in alcuni non vi presenteranno la carta dei caffè (o comunque non tutti hanno la carta tradotta in inglese), e quindi andarci preparati -a meno che non vi piaccia il solo caffè nero o quello espresso- è cosa buona, ottimo esercizio di memoria e simpatica.

(sotto, un’abile elenco di tutto quello che potete ordinare. Se mi volete far felice di norma la sottoscritta va bene un Maria Theresia a qualsiasi ora del giorno. Sulla torta sono molto aperta)

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Cartolina da Budapest

budapest

Alcuni si innamorano di New York, altri di Parigi, altri ancora di Roma. Io ho avuto una sorta di colpo di fulmine per Budapest, e un po’ tutte le piccole cose belle avute negli ultimi periodi sono relate a questa città. L’ho scoperta la prima volta in meno di nove ore, dopo che il giorno prima ero stata malissimo e quindi avevo proprio voglia quasi come di reagire.

Poi uscii e vidi ’sta città bellissima, mista di culture, con questi caffè fatti finalmente come espresso comanda, queste torte buonissime, queste statue ovunque, le strade larghissime e le terme. Ecco, io per una città dove si va alle terme non perché si è anziani e si vede il viale del tramonto col rosario in mano, ma ci si va perché è come andare al bar a chiacchierare con gli amici, secondo me è una cosa meravigliosa.

Infatti per me ritornarci a Natale passato, fare la colazione lì in Vorosmarty ter bevendo un latte macchiato e una fetta di Dobos torte, mettere il proprio corpo a bagno alle terme con l’acqua a 38 gradi, mentre fuori siamo a meno quattro celsius… beh, cavolo, ho iniziato a parlarne così tanto e così bene che l’ente del turismo ungherese dovrebbe quasi retribuirmi.

E poi giro leggendo le guide di viaggio e trovo già gli errori e quanto sono superficiali, su Budapest e la storia ungherese che a volte mi piacerebbe scriverne una io, di guida. Solo che io sono anni che vorrei scrivere le guide di viaggio, ma non ho coraggio di propormi da nessuna parte, anche se fin da piccina lavoro nel turismo.

E quindi ormai prima di partire per un viaggio mi preparo una moleskine delle cose che voglio vedere e voglio mostrare agli altri, anche fotografando. Poi quando son contenta fotografo tanto, e gli altri però non è che son felici di vedersi tutte le foto. Mah.

Scritto da frannina
il 18/10/2009

Torte Dobos ed Esterhazy: da mangiare a Budapest!

Una squisitezza che non si può non assaggiare è la Torta Dobos. E’ un dolce tradizionale, il suo creatore Jozsef Dobos la inventò alla fine del 1800, e riscosse un enorme successo tra gli ungheresi, tanto che perfino l’ Imperatore Francesco Giuseppe ne era un celebre goloso. La ricetta riuscì a rimanere segreta, sebbene fosse desiderata da tutti i pasticceri del Paese, fino a che lo chef non decise di rivelarla prima di morire, chiedendo ovviamente di conservarla nel tempo. Questa torta si compone di vari strati di pasta farcita di una gustosissima crema al cioccolato; l’ultimo strato è una corona di spicchi di caramello; una delizia sia da vedere che da mangiare.

Ingredienti per 4 persone:

Per la torta:

  • 6 uova
  • zucchero 120 g
  • farina 140 g
  • zucchero vanigliato 1 bustina
  • 80 gr di burro

Per la crema:

  • 2 uova
  • zucchero a velo 200 g
  • burro 25o g
  • cioccolato fondente 60 g
  • cacao in polvere 20 g
  • rum q.b.
     

Per la glassa caramellata:

  • zucchero g 150
  • acqua 1 dl

Preparazione:

Per prima cosa preparate la pasta: mettete ad ammorbidire il burro, (anche quello per la crema di cioccolato), montate le chiare a neve e prescaldate il forno a 200°; mescolate i tuorli con lo zucchero fino a che non avrete ottenuto un composto cremoso, quindi aggiungete la farina, lo zucchero vanigliato e il burro (che nel frattempo si sarà ammorbidito) e gli albumi montati a neve. Prendete una tortiera dai bordi alti, imburratela, infarinatela e versate un sesto della pasta che avete preparato. Cuocetela nel forno ben caldo per circa 7 minuti. Ripetete lo stesso procedimento fino a terminare l’impasto: dovranno risultare circa 6 o 7 dischi di pasta. Passate alla crema: sciogliete il cioccolato a bagno maria, poi amalgamate il burro, lo zucchero a velo, il cacao, le uova e alla fine la cioccolata fusa,mescolando fino a che non avrete ottenuto una crema omogenea e soffice, che potrete allungare, a piacere, con poco rum. Distribuite questa crema ottenuta su 5 dischi, lasciando un po’ di composto per lo strato esterno della torta e montate con attenzione uno strato sull’altro. Mettete in frigo. Preparate il caramello mettendo a fuoco bassissimo l’ acqua con lo zucchero e aspettando che questo si sciolga e diventi dorato. Prendete la base rimasta e incidete 12 spicchi senza tagliare fino al centro, versateci sopra la metà del caramello e stendete rapidamente in modo da formare uno strato uniforme. Velocemente con un coltello affilato e bagnato in acqua fredda, ritagliate le stesse fette sul caramello, in modo da delineare nuovamente gli spicchi. Ripetete l’operazione con il caramello rimasto, incidendo di nuovo gli spicchi. Montate anche quest’ultimo strato sulla torta, cospargete l’esterno con la crema che avevate messo da parte e mettete in frigo per tre ore.

TORTA ESTERHAZY

Il nome di questa torta è quello di una nobile casata di principi e mecenati, ma la sua ricetta e le circostanze in cui fu inventata rimangono tuttora misteriose. Provatela alla pasticceria Szamos o alla più nota Gerbaud.

Ingredienti per la torta Esterhazy:

Per la torta:

  • farina 240 g
  • 9 albumi
  • nocciole tritate 180 g
  • zucchero  180 g

Per la crema:

  • 2 tuorli
  • burro 150 g
  • zucchero 100 g
  • ¼ l. latte
  • farina 2 cucchiai
  • rum o brandy 2 cucchiai

Per la glassa:

  • zucchero a velo 150 g
  • 2 albumi
  • cioccolato al latte 50 g
  • succo di limone 3 cucchiai

Preparazione:

Prescaldate il forno a 200°. Preparate la base della torta: montate a neve gli albumi con metà dello zucchero. In una terrina setacciate la farina, aggiungetevi lo zucchero rimasto e le nocciole ed all’ultimo incorporate gli albumi montati. Rivestite con un foglio di alluminio una teglia e imburratela, poi mettetevi l’impasto in uno strato uniforme e cuocete per circa 10 minuti. Togliete la torta dal forno e mentre è ancora calda tagliatela in cinque strati e separateli. Preparate la crema: montate lo zucchero con il burro ammorbidito e i tuorli. Incorporate il latte, la farina e il rum; mentre mescolate mettete la crema sul fuoco e portate lentamente a ebollizione. Togliete dal fuoco appena pronta e fatela raffreddare, poi stendetela sugli strati della torta e impilateli uno sull’altro. Preparate la glassa: mescolate il limone allo zucchero a velo e aggiungete gli albumi, continuando a mescolare finchè non diventerà una massa bianca e molto fluida, poi ricopriteci la torta. Fate sciogliere il cioccolato e fatelo cadere a goccia sulla glassa; aiutandovi con uno stuzzicadenti create una decorazione a reticella. Lasciate riposare in frigo per qualche ora e servite.

Dobos torte / gnam

Se si passa qualche giorno a Budapest non si può tralasciare un piccolo tour nelle pasticcerie della città, vere boutique di dolci che nella maggior parte dei casi si possono mangiare direttamente lì, bevendo un buon caffè americano. Una squisitezza che non si può non assaggiare è la Torta Dobos. E’ un dolce tradizionale, il suo creatore Jozsef Dobos la inventò alla fine del 1800, e riscosse un enorme successo tra gli ungheresi. La ricetta riuscì a rimanere segreta, sebbene fosse desiderata da tutti i pasticceri del Paese, fino a che lo chef non decise di rivelarla prima di morire, chiedendo ovviamente di conservarla nel tempo. Questa torta si compone di vari strati di pasta farcita di una gustosissima crema al cioccolato; l’ultimo strato è una corona di spicchi di caramello; una delizia sia da vedere che da mangiare.
Ingredienti:
Per la torta:
6 uova
120 g zucchero
140 g farina
zucchero vanigliato 1 bustina
80 gr di burro
Per la crema:
2 uova
200 g zucchero a velo
250 g burro
60 g cioccolato fondente
20 g cacao in polvere
q.b. rum
Per la glassa caramellata:
150 g zucchero
1 dl acqua
Preparazione:
Per prima cosa preparate la pasta: mettete ad ammorbidire il burro, (anche quello per la crema di cioccolato), montate le chiare a neve e prescaldate il forno a 200°; mescolate i tuorli con lo zucchero fino a che non avrete ottenuto un composto cremoso, quindi aggiungete la farina, lo zucchero vanigliato e il burro (che nel frattempo si sarà ammorbidito) e gli albumi montati a neve. Prendete una tortiera dai bordi alti, imburratela, infarinatela e versate un sesto della pasta che avete preparato. Cuocetela nel forno ben caldo per circa 7 minuti. Ripetete lo stesso procedimento fino a terminare l’impasto: dovranno risultare circa 6 o 7 dischi di pasta. Passate alla crema: sciogliete il cioccolato a bagno maria, poi amalgamate il burro, lo zucchero a velo, il cacao, le uova e alla fine la cioccolata fusa,mescolando fino a che non avrete ottenuto una crema omogenea e soffice, che potrete allungare, a piacere, con poco rum. Distribuite questa crema ottenuta su 5 dischi, lasciando un po’ di composto per lo strato esterno della torta e montate con attenzione uno strato sull’altro. Mettete in frigo. Preparate il caramello mettendo a fuoco bassissimo l’ acqua con lo zucchero e aspettando che questo si sciolga e diventi dorato. Prendete la base rimasta e incidete 12 spicchi senza tagliare fino al centro, versateci sopra la metà del caramello e stendete rapidamente in modo da formare uno strato uniforme. Velocemente con un coltello affilato e bagnato in acqua fredda, ritagliate le stesse fette sul caramello, in modo da delineare nuovamente gli spicchi. Ripetete l’operazione con il caramello rimasto, incidendo di nuovo gli spicchi. Montate anche quest’ultimo strato sulla torta, cospargete l’esterno con la crema che avevate messo da parte e mettete in frigo per tre ore.

Perché vale, turisticamente, farsi una girata a Budapest.

Budapest: ponte delle catene.Il compositore magiaro Gyorgy Ligeti ha ben riassunto Budapest perfettamente quando disse, “Se arrivi a Budapest da Parigi, ti sembra di essere a Mosca. Se arrivi a Budapest da Mosca, pensi di essere a Parigi.”

A metà strada tra Europa occidentale e orientale, dove il bacino dei Carpazi incontra le montagne e le pianure dell’Ungheria centrale, le due antiche città di Buda e Pest sono divise dal fiume Danubio. Uniti in una sola città nel 1873, Budapest, è una combinazione affascinante di culture est e ovest. E’ visibile tutto il mondo negli elementi di questa vivace città: nell’architettura gotica delle sue case e nel Parlamento, nelle cattedrali rinascimentali come la basilica, in antichi castelli, e nei bagni turco sparsi in giro per la città come oasi di mosaici elaborati riempiti di acqua riscaldata. Continue reading “Perché vale, turisticamente, farsi una girata a Budapest.”

Làngos: frittelle ungheresi

Il làngos è una specialità della cucina ungherese e per essere realizzata ha bisogno solo di farina, lievito, acqua e sale. A questa base vanno poi aggiunti altri ingredienti, a vostro piacimento, che la renderanno irresistibile. Tra le varianti vi suggeriamo: formaggio, verza, ricotta, funghi, mais o uova; potrete optare inotlre per una làngos più semplice con solo sale o con cipolle oppure per una làngos dolce con confetture varie. Continue reading “Làngos: frittelle ungheresi”

Tracce italiane a Budapest…

Per rintracciare le testimonianze italiane a Budapest, da quale altro luogo potremmo cominciare la nostra passeggiata se non dall’istituto Italiano di Cultura, nel centro storico della città, sulla riva di Pest del Danubio.

L’elegante edificio, nelle vicinanze del Museo Nazionale e del Palazzo della Radio, ha un passato importante: costruito su progetto del grande architetto ungherese Miklòs Ybl nel 1865, fu la sede del parlamento magiaro fino al 1902; ce lo ricorda una targa commemorativa all’ingresso. Dal 1943 è la “casa della cultura italiana”, dove gli ungheresi che amano la civiltà del nostro Paese possono tutto l’anno assistere a manifestazioni musicali, teatrali, letterarie, artistiche, seguire corsi di lingua italiana, ecc.Lasciando l’edificio dell’Istituto e passando per la porta laterale del giardino del Museo, sotto gli alberi secolari si trovano alcuni monumenti italiani. Subito dopo l’ingresso dalla via Brody, infatti, ci accoglie la statua del Col. Alessandro Monti, di origine bresciana, che partecipò alla guerra di indipendenza del 1848-49 come comandante di una legione italiana. A distanza di alcuni metri troviamo una piccola colonna del Foro Romano ed un sepolcro romano in pietra. Alzandi gli occhi sul timpano della facciata, sopra l’ingresso dell’edificio in stile classico, possiamo ammirare il meraviglioso gruppo marmoreo, opera di un artista italiano, Raffaello Monti, su progetto dello scultore tedesco Schaller.

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Non solo i problemi ungheresi sull'antisemitismo, ma anche quelli di libertà di espressione

Non ci sono i problemi del Fidesz come già se ne parlò tempo fa. In Ungheria il premier, fresco di nuova legge elettorale che potrebbe spianargli la strada a nuova rielezione Viktor Orbán è determinato a mettere al silenzio Klubrádió. La stazione radiofonica deve essere una vera spina nel fianco nella sua visione politica, forse. E quando quest uomo odia qualcuno o qualcosa abbiamo visto che è efficace con la sua volontà di eradicare il problema, ad esempio è’riuscito a rovinare Ferenc Gyurcsány Quando era all’opposizione. Quindi, immaginate cosa può fare ora che il suo potere è apparentemente senza limiti.

Beh, non proprio senza limiti: ha incontrato difficoltà con i giudici. Posso immaginare il suo furore ogni volta che i giudici possono dare un giudizio a favore di Klubrádió. Probabilmente però, Orban cercherà di rovinare finanziariamente i suoi “nemici” radio… e alla fine, i proprietari di Klubrádió dovranno gettare la spugna, perché con un incerto anno futuro non arriveranno ricavi pubblicitari e non sarà possibile sopravvivere esclusivamente con le donazioni degli ascoltatori.

Quello che segue, in inglese, è un comunicato stampa di Andras Arato, direttore di Klubrádió. Include una recente dichiarazione di Neelie Kroes, commissario europeo per l’agenda digitale e uno dei vicepresidenti della Commissione europea. Come si può vedere dalla sua lettera del 26 novembre, sembra la pazienza di Klubrádió si stia esaurendo.

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Ciao, il mio dolce preferito è la Somlòi Galuska.

L’ho assaggiato tipo ormai 4 anni fa e ne ho ancora un ricordo commovente. E’ un dolce creato da Karoly Gollerits the fu per 16 anni capocameriere nel ristorante GundSomlói Galuskael, quello rinomato e ancora situato fuori del Parco Comunale.

Il dolce è una botta de calorie assurda, perché c’è dentro DI TUTTO. Però ecco, se vogliamo morire felici è consigliato.
Per cospargere:
100 g. di noci
80 g. di uva passa
1 dl. di rum
Per lo sciroppo:
200 g. di zucchero
0,3 1. di acqua
scorze di arancia e di limone
80 g. di marmellata di
lamponi o di albicocche
20 g. di cacao
300 g. di panna montata zuccherata
3 dosi di salsa di cioccolata
1 bastoncino di vaniglia

Per la pasta:
8 uova, 160 g. di farina
160 g. di zucchero
40 g. di noci
20 g. di cacao
Per la crema gialla:
4 tuorli d’uovo, 30 g. di farina
100 g. di zucchero
1/2 1. di latte
1 bastoncino di vaniglia

Preparazione:

Il giorno prima di fare il dolce mettete a bagno nel rum l’uva passa e macinate le noci.
Per fare la pasta, montate a neve le chiare aggiungendo a poco a poco lo zucchero, poi i tuorli e inftne la farina. Distribuite composto in 3 parti: nel primo terzo mescolate 40 g. di noci, nel secondo il cacao, mentre l’ultimo terzo rimane al naturale. Cuocete tutte e tre le paste nel forno a fuoco moderato, esente da vapore, per ottenere dei fogli dello spessore di un dito.
Per la crema gialla, bollite latte con la vaniglia, aggiungete i tuorli d’uovo, lo zucchero, la farina e eventualmente, poca gelatina.
Per lo sciroppo fate bollire per un quarto d’ora lo zucchero nell’acqua, insaporendo con poca scorza di arancia e di limone, quando raffieddato, versatevi it rum. La composizione del dolce è la seguente: in basso mettete la pasta con le noci, innaffiatela con un terzo dello sciroppo, spargete le noci rimaste ed un terzo dell’uva passa, spalmate un terzo della crema gialla. Segue la pasta con il cacao, ripetendo il procedimanto di prima e poi la pasta al naturale nello stesso modo. Qui però spalmate la marmellata soto la crema gialla e cospargete tutto quanto con il cacao. Per alcune ore mettete il vs. dolce nel frigorifero.
Si può servire in due modi su piattini di vetro o su un grande piatto: servendovi di un cucchiaio fate dei pezzi della forma di gnocchi e sistemateli al centro del piatto, oppure tagliate il dolce in dadi e poneteli sul piatto. In ambedue i casi, ricoprite con panna montata, in cima alla quale fate colare la salsa di cioccolata.

C'è questa cosa che voi digerite i peperoni.

Tanti sono i piatti tipici della cucina ungherese, uno tra questi è sicuramente il Lecsò, una sorta di peperonata con cipolle, pancetta, strutto e paprika. Tutte le volte devo ricordarmi di evitarlo vista la mia difficoltà coi peperoni. La ricetta seguente è solo una guida, visto che può essere anche un buon contorno o piatto vegetariano e quindi abbastanza variato.

INGREDIENTI:
– 1,5 kg di peperoni verdi
– 900 g di pomodori
– 80 g di strutto
– 80 g di pancetta affumicata
– 200 g di cipolle
– 25 g di sale
– 5 g di paprika

PREPARAZIONE: prima di tutto sbollentate i pomodori, spellateli e divideteli in quattro parti. Lavate i peperoni e privateli dei semi e dei filamenti bianchi, quindi tagliateli in falde. Tagliate la pancetta a dadini e fatela rosolare in un tegame di terracotta con lo strutto e le cipolle tritate. Non appena le cipolle iniziano a prendere colore, insaporite il tutto con la paprika. Aggiungete, a questo punto, i peperoni e i pomodori. Incoperchiate la casseruola e lasciate cuocere a fuoco dolce per almeno 30 minuti o fino a quando le verdure risulteranno ben cotte.