Hotel OTTILIA – Nuovo Boutique Hotel a Copenaghen 4 stelle lusso negli spazi dell’antico birrificio Carlsberg

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Brøchner Hotels, la principale catena danese di boutique hotel, ha inaugurato a metà gennaio un nuovo albergo a 4 stelle lusso nei locali dell’antico birrificio della Carlsberg. 

 

L’Hotel Ottilia invita i propri ospiti a soggiornare nell’autenticità di un luogo iconico danese per vivere un’esperienza straordinaria. La storia dell’antico birrificio continua infatti con un nuovo design e una nuova avventura. Carlsberg richiama immediatamente la birra, ed è proprio nel Carlsberg City District che l’omonima birra, famosa in tutto il mondo, è stata distillata dal 1847 al 2008 negli spazi oggi chiusi. 

 

Un design innovativo

Il design dell’Hotel Ottilia reinterpreta l’iconica architettura industriale con uno stile assolutamente innovativo. I dettagli architettonici degli edifici industriali del birrificio sono stati preservati nella loro originalità e peculiarità per creare un affascinante contrasto tra la ristrutturazione lussuosa e il design contemporaneo dell’hotel.

 

La facciata dell’Hotel Ottilia è coperta da 64 cerchi dorati di 2,2 metri di diametro, dietro a ognuno dei quali si nasconde una camera unica nel proprio genere, con un soffitto alto tra 3 e 4 metri e decorata con uno stile originale. Sulla parete opposta rispetto ai cerchi dorati si aprono 64 immense finestre rotonde delle stesse dimensioni. Queste aperture panoramiche fungono ovviamente da finestre, ma offrono anche la possibilità di rilassarsi su comodi cuscini foderati in pelle adagiati su una panchetta a forma di mezza luna.

L’originale torre rotonda è occupata da suite esclusive dotate di un design classico ma contemporaneo, di ampie finestre ad arco di cerchio, di stucchi raffinati e di originali dettagli architettonici. Nelle camere e nelle suite, straordinari elementi architettonici s’intrecciano intimamente a dettagli industriali grezzi e originali. 

 

Per un soggiorno perfetto, l’Hotel Ottilia offre ai propri clienti un servizio completamente digitale che si avvale del loro smartphone. Al bando le classiche carte d’accesso, il check-in e il check-out, come anche l’apertura della porta della camera e l’orientamento all’interno dell’hotel avvengono tramite smartphone. Inoltre, le informazioni contenute su ogni telefono possono essere facilmente ritrasmesse sullo schermo disponibile in camera.

 

La storia di Ottilia

La storia, gli edifici e il patrimonio culturale di questo famoso birrificio sono alla base dell’essenza del quartiere – Carlsberg District – dove si trova l’Ottilia.

La Carlsberg fu fondata nel 1847 dal visionario Jacob Christian Jacobsen, che trasmise la sua passione per la birra al figlio Carl, fondatore del birrificio Carlsberg. Nel corso degli anni, J.C. e Carl Jacobsen hanno contribuito in modo significativo all’architettura e alla vita culturale di Copenaghen con la costruzione di monumenti quali la Sirenetta, simbolo della città  o della Gliptoteca, fondata nel cuore di Copenhagen nel 1888 o ancora con la ricostruzione del meraviglioso castello di Frederiksborg, poco fuori la capitale. 

 

L’hotel Ottilia prende il suo nome da Ottilia Jacobsen, la moglie di Carl Jacobsen; nata e cresciuta ad Edimburgo, e poi trasferitasi in Danimarca Ottilia è stata di grande supporto per Carl e ha avuto un ruolo importante nella creazione del distretto di Carlsberg così come lo vediamo oggi. Ai suoi tempi, le donne non erano riconosciute per il loro lavoro, ma sappiamo per certo che Ottilia ha avuto un grande impatto sulla famiglia e sulle decisioni prese da Carl e sulla Carlsberg in genere, ad esempio fu proprio lei ad attribuire grande importanza alla sicurezza per i lavoratori e spingere per il miglioramento delle loro condizioni.

Diversi segni di questa straordinaria donna sono ancora visibili nel distretto. Solo per citarne alcuni il suo ritratto insieme a tutta la famiglia è visibile sulla facciata del cancello di Dipylon, spazio oggi occupato dal lounge dell’hotel, un suo busto si trova a livello della strada sul palazzo, infine dal ristorante dell’albergo, al 5 ° piano, è possibile ammirare la statua di Ottilia e Carl che si affacciano da una delle torri,  con lo sguardo rivolto al distretto Carlsberg. 

Altri riferimenti a Ottilia Jacobsen sono presenti nelle lampade, tappeti, fiori, decorazioni e opere d’arte. Presenti all’interno dell’hotel. ll fiore preferito di Ottilia era il cardo – fiore nazionale in Scozia, è stato usato in molti elementi decorativi dell’albergo per renderle omaggio e lasciare che il suo spirito rimanga parte integrante degli edifici storici che ora accolgono gli ospiti di tutto il mondo.

 

Jeanette Hiiri – ceramiche fatte a mano per l’Hotel Ottilia

Gli Hotel Brøchner hanno stretto una collaborazione con Jeanette Hiiri, artista ceramista che ha progettato e realizzato splendide opere presenti in particolate all’Ottilia. Jeanette Hiiri ha realizzato a mano i bellissimi calchi in ceramica e decorazioni con il fiore di cardo, collocati in diversi spazi dell’hotel.

Il laboratorio e lo showroom di Hiiri a Vesterbro sono molto vicini all’Hotel Ottilia. Il caso vuole che molti anni fa, il laboratorio fosse utilizzato da un fabbro, che consegnava il suo lavoro a Carlsberg. Ora, dallo stesso laboratorio, naturalmente rinnovato, ceramiche e decorazioni d’arte vengono consegnate all’Hotel Ottilia negli ex edifici della birreria Carlsberg.

 

Più di un semplice hotel

L’Hotel Ottilia è l’unico hotel del Carlsberg City District che offre ai suoi clienti e ai residenti, 150 camere, sale da conferenza e spazi che possono accogliere fino a 200 persone, bar, un nuovo concetto di Spa & Bains, una terrazza panoramica con vista su tutta Copenaghen e un ristorante italiano.

Il quartiere sta vivendo un completo rinnovamento, dove nuovi elementi architettonici si integrano alla perfezione con gli edifici storici e con i giardini che compongono la storia di Copenaghen. Situato a Vesterbro, quartiere conosciuto per la vivacità dei suoi bar e ristoranti, tra Frederiksberg e Valby, questa zona è il nuovo posto da visitare. Ubicato di fianco allo Zoo di Copenaghen, al Meat Packing District e ad una passeggiata dal centro di Copenaghen, l’Hotel Ottilia è il centro di questa nuova area. Un luogo che esplode di attività, dove negozi alla moda, ristoranti urbani e caffè fiancheggiano le strade insieme a numerosi luoghi di interesse culturale e artistico.

 

Secondo Karim Nielsen, AD dei Brøchner Hotels, l’ambiente storico del Carlsberg City District rappresenta un extra per l’hotel. «Siamo pienamente consapevoli del fatto che l’Hotel Ottilia occupa edifici che appartengono alla storia della Danimarca e, come previsto dalla costruzione di ogni boutique hotel, rispettiamo la storia dell’edificio per renderla parte del design dell’hotel. I silo per i cereali e le costruzioni industriali sono così parte integrante dell’hotel, ne riflettono la storia e la sua nuova vocazione».

«Stiamo creando degli hotel e delle esperienze eccezionali reinventando la permanenza in un hotel, e riteniamo il Carlsberg City District uno dei quartieri più unici che esistano a Copenaghen. L’Hotel Ottilia offre ai clienti e agli abitanti del quartiere un’esperienza rara sotto molti punti di vista. Questo hotel rappresenta molto più di un semplice hotel», commenta l’AD Karim Nielsen.

 

Eventi

L’Hotel Ottilia è anche un luogo di divertimento dove è possibile prendere un drink ascoltando musica. Una serie di eventi con musica dal vivo, che si svolge nell’imponente hall dell’hotel. Il bar propone una vasta selezione di gin provenienti da tutto il mondo, ma anche birra locale, molto altro. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico.

 

INFORMAZIONI

  • L’hotel, in origine parte delle distillerie Carlsberg, è stato riconvertito in un boutique hotel a 4 stelle lusso
  • L’Hotel Ottilia è stato battezzato con il nome della moglie del fondatore delle celebri distillerie Carlsberg
  • 155 camere e suite esclusive
  • Una terrazza sul tetto con bar e ristorante italiano
  • Wine Hour offerto ogni giorno ai clienti dell’hotel
  • Colazione sana e biologica: ‘Good Morning. It’s Organic!’
  • WiFi ad alta velocità incluso
  • Un nuovo concetto di Spa & Bains, apertura prevista nell’autunno 2019

 

 

A PROPOSITO DI BRØCHNER HOTELS

 

Brøchner Hotels è la principale catena di hotel danese. Con un totale di 555 camere suddivise tra sei boutique hotel – Hotel SP34, Hotel Herman K, Hotel Danmark, Avenue Hotel Copenhagen, Hotel Astoria e Hotel Ottilia – tutti nel pieno centro di Copenaghen, gli Hotels Brøchner offrono ai propri clienti un’esperienza unica.

Lo straordinario servizio alla clientela di Brøchner Hotels è stato particolarmente apprezzato da Wallpaper*, Condé Nast Traveler e European Hotel Design Awards (oggi AHEAD Awards), che hanno premiato molti boutique hotel del gruppo assegnando loro svariati premi e riconoscimenti.

Nel giugno 2018, la catena di boutique hotel ha inaugurato all’interno di un’antica centrale elettrica nel cuore della città un nuovo hotel a 5 stelle, l’Hotel Herman K, composto da 31 camere e suite esclusive.

Nel 2019, i gruppo inaugurerà un nuovo boutique hotel a 4 stelle lusso all’interno di un edificio dismesso del Carlsberg City District di Copenaghen. Situato nei locali dell’antica distilleria iconica della Carlsberg, l’Hotel Ottilia dispone di 155 camere, bar, spa, sale conferenza e terrazza con ristorante sul tetto.

Inoltre, nella primavera 2020, Brøchner Hotels inaugurerà anche il primo ostello-boutique della catena al di fuori di Copenaghen, ad Aarhus: come in tutti gli altri hotel del gruppo, la qualità sarà posta ovviamente sul servizio alla clientela.

 

Per informazioni su Brøchner Hotels: www.brochner-hotels.com

Si arricchisce il bottino ceco di siti Unesco.

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La Repubblica Ceca ha appena portato a 14 il numero dei luoghi inserti nella Lista Mondiale del Patrimonio dell’Umanità, grazie alla recente iscrizione di due nuovi siti, sui sette individuati complessivamente nel mondo dal Comitato preposto.

Regione mineraria dei Monti Metalliferi
Al confine tra Repubblica Ceca e Germania, ritagliata tra il Parco Nazionale della Svizzera Boema e il cosiddetto Triangolo Termale della Boemia occidentale, l’area ai piedi dei Monti Metalliferi, ricca di miniere praticamente inesauribili, è stata sfruttata fin dal XII secolo e nel Rinascimento era la principale fonte di argento per l’intera Europa. Lo dimostra la storia del famoso tallero di Jachymov, la moneta d’argento coniata proprio in Boemia, che è rimasta in circolazione in Europa per più di tre secoli e ha poi ispirato il nome del dollaro americano. Se a partire dal Medioevo è stato l’argento a scrivere la storia di questi luoghi, dalla metà del XIX secolo il protagonista è stato l’uranio. Dopo che Pierre e Marie Curie ebbero isolato il polonio e il radio dalla materia prima estratta qui nel 1898, le miniere dei Monti Metalliferi conservarono il monopolio mondiale nella produzione di radio fino alla prima Guerra Mondiale. Nel 1906 nacquero in questa zona anche le primissime terme al radon al mondo: l’acqua radioattiva proveniente dalle miniere veniva impiegata efficacemente nella cura dei disturbi dell’apparato motorio. Successivamente, le miniere boeme conobbero ancora maggiore fortuna grazie alla corsa agli armamenti… Basti pensare che, ahinoi, l’uranio locale, esportato principalmente nell’allora URSS, fu impiegato nella costruzione della prima bomba atomica sovietica, testata nel 1949. La storia di questi luoghi all’epoca è tristemente legata alla costruzione di campi di lavori forzati, le cui porte si aprivano soprattutto per i prigionieri politici. Grazie all’elaborazione, a cavallo tra i due secoli, di nuove tecniche di estrazione dei minerali e di sfruttamento delle risorse naturali, il sito boemo ha potuto restare attivo per circa 800 anni, giocando un ruolo determinante –anche a livello europeo e mondiale- in fatto innovazione e invenzione in campo minerario e metallurgico. Le antiche miniere sono oggi visitabili e le terme al radon tuttora in attività.

Scuderia di Kladruby
In Boemia orientale, non lontano da Pardubice e a un centinaio di chilometri da Praga, quella di Kladruby è la scuderia più antica al mondo, costruita nel 1579 per gli Asburgo e punto di riferimento per il dressage di cavalli da cerimonia e da tiro. Dopo 400 anni, i padroni di casa sono ancora i Kladruber bianchi, la più antica razza di cavalli cechi, unica al mondo a essere allevata specificatamente per il traino di carrozze reali e imperiali. Gli esemplari bianchi erano infatti sempre destinati alle cerimonie aristocratiche, mentre i morelli erano al servizio dei dignitari della Chiesa. Tra le carrozze di valore oggi esposte nella Scuderia, anche quella del primo presidente ceco, Masaryk. Accoccolato nella piana dell’Elba, il complesso di Kladruby è molto vasto e comprende terreni sabbiosi, prati, pascoli recintati e zone boschive ed è tuttora in attività: aperto al pubblico, organizza numerosi corsi, concorsi, esposizioni, cerimonie e parate.

Le altre stelle ceche del firmamento Unesco
I due nuovissimi siti si sono aggiunti a una preziosa collana di altre 12 gemme dall’inestimabile valore storico, artistico e architettonico, di cui la Repubblica Ceca va giustamente fiera.
I centri storici di Praga, Český Krumlov, Kutná Hora e Telč, il santuario di San Giovanni
ČCCR — CzechTourism
è un’organizzazione che usufruisce dei contributi del Ministero per lo sviluppo locale della Rep. Ceca.
La sua attività principale è la promozione della Repubblica Ceca come destinazione turistica di richiamo sia in patria che all‘estero.
www.czechtourism.com

www.kudyznudy.cz
Nepomuceno sulla Montagna verde, il complesso paesaggistico-culturale di Lednice-Valtice, il villaggio rurale di Holašovice, i monumenti ebraici di Třebíč, il castello rinascimentale di Litomyšl, il Palazzo Arcivescovile di Kroměříž con i suoi magnifici giardini, la colonna barocca della Santissima Trinità nel centro di Olomouc, villa Tugendhat capolavoro funzionalista a Brno e opera europea più importante dell’architetto Ludwig Mies van der Rohe.

Otto motivi per visitare Rotterdam d’estate: festival, mostre, hotel e ristoranti stellati

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Beeld © JoniIsraeli.com
  1.  L’ultimo fine settimana di luglio sarà all’insegna dei ritmi tropicali grazie al grande evento “Rotterdam Unlimited” (23-27 luglio) uno dei più grandi street festival europei che vedrà tra l’altro la grande sfilata del carnevale estivo e il festival Reggae Rotterdam con le esibizioni di Wyclef Jean e gli UB40. Il festival comprende sfilate, musica dal vivo, danza e molto altro ancora. L’incredibile scena musicale, la famosa comunità artistica creativa e 178 diverse culture sono gli ingredienti per l’atmosfera festosa ed emozionante di questo festival.  Leggi di più   

 

  1. François Geurds, il primo grande chef stellato offre una prima colazione di alta qualità. Da pochi giorni è infatti possibile fare colazione presso il ristorante con 2 stelle Michelin ‘FG Restaurant (**). Tutti i giorni dalle 7:30 alle 10.  https://fgrestaurant.nl/en/

 

  1. Black Smoke Rotterdam, il più grande ristorante barbecue esistente in Olanda ha recentemente aperto i battenti. La sua sede è molto particolare, infatti il ristorante occupa i locali dell’ex stazione dei vigili del fuoco situata sul terreno industriale della fabbrica Van Nelle, dichiarata patrimonio dell’umanità UNESCO nel 2014.

 

  1. Hotel Slaak Rotterdam ha aperto i battenti il 1° luglio presso la storica Slaakhuys (1954). L’ex tipografia del quotidiano “Het Vrije Volk”, trasformata in un boutique hotel di design situato a poca distanza dal mercato coperto e vanta 74 spaziose camere. Hotel Slaak Rotterdam ha aperto i battenti il 1° luglio presso la storica Slaakhuys (1954). L’ex tipografia del quotidiano “Het Vrije Volk”, trasformata in un boutique hotel di design situato a poca distanza dal mercato coperto e vanta 74 spaziose camere. Leggi di più

  2. Kunsthal Rotterdam presenta una mostra sull’hip hop e sulla sua influenza sulla moda e lo stile di vita intitolata “Street Dreams: How Hiphop took over Fashion”.  Inoltre, il 20 luglio aprirà al pubblico l’imponente retrospettiva intitolata “Joana Vasconcelos. I’m Your Mirror”. Leggi di più

  3. Dormire all’interno di una speciale opera architettonica realizzata con materiale riciclato presso il Culture Campsite. Ad esempio, nella Floating Bricks House o in uno Sleeping Pod rialzato. Leggi di più

  4. Presso il Nederlands Fotomuseum si potrà visitare per tutta l’estate la prima retrospettiva dell’opera a colori del famoso fotografo olandese Ed van der Elsken intitolata “Lust for Life”. Leggi di più

Rotterdam ha i tetti più piatti d’Olanda, per una superficie complessiva di ben 18,5 milioni di m². Inside Rotterdam offre visite guidate ai tetti più innovativi come un’azienda agricola situata sul tetto di un edificio completa di bistrot e una sopraelevata in legno. Leggi di più

In bici per esplorare i dintorni di Utrecht: 5 itinerari a tema attraverso paesaggi insoliti

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Fietsen Utrechtse Heuvelrug

Non è necessario spingersi lontano da Utrecht per raggiungere colline, foreste, dune di sabbia e fiumi. Questi sono i paesaggi che caratterizzano il parco Nazionale “Utrechtse Heuvelrug”, dove si possono provare cinque nuovi itinerari ciclabili gratuiti che collegano il cuore della città alla campagna e all’avventura.

  1. Go east, drink wine: un itinerario di 39 km per gli amanti del gusto! Questo percorso passa da Bunnik, Zeist e Driebergen per portare ai vigneti biologici di Hoog Beek & Royen, dove degustare il loro premiato vino Souvigner Gris. Il percorso prosegue per assaggiare le deliziose torte di Bijzondere Taarten Fabriek e termina alla tenuta Landgoed Kraaybeekerhof, che utilizza solo ingredienti biologici a km0. Da qui si pedala nella foresta attorno a Driebergen e si passa dal Kasteel Sterkenburg, una delle numerose dimore storiche di campagna. 

 

  1. Go east, have fun: un tour ideale per bambini. Se portate i bambini a fare un giro in bicicletta, questo itinerario vicino a Zeist è perfetto, visto che già dopo un paio di chilometri ci si può fermare per una piccola pausa presso Blik&Burgers e divertirsi nel loro fantastico parco giochi. Si procede poi per De Boswerf, un bellissimo luogo nel bel mezzo della foresta Zeisterbos con un giardino degli insetti, un giardino delle api e una bella terrazza con caffè. La domenica pomeriggio i bambini possono inoltre dar da mangiare ai greggi di pecore della brughiera di Drenthe presso il recinto di Heidestein.

  2. Go east, go military : un tour che combina la natura con la storia militare, pensato anche per i bambini. Si inizia pedalando lungo le immense pianure sabbiose delle dune di Soester, si raggiunge il Museo Militare Nazionale che racconta tutto sulla storia militare olandese, nel frattempo i più piccoli possono salire a bordo di un mini-carro armato e guidarlo. Nell’ex base aerea militare nel Parco Soesterberg si possono ancora vedere i rifugi antiaerei, i depositi di munizioni e i bunker. Al termine del giro si potrà poi andare alla scoperta della caverna dell’eremita e perdersi nel labirinto all’interno della tenuta De Paltz.  

 

  1. Go east, go to the great outdoors : durante questo giro si può anche percorrere un pezzo a piedi e seguire i tortuosi sentieri del Heidetuin a Driebergen ricoperti da infinite varietà di eriche sempre in fiore. Si riprende la bici per proseguire verso lo storico giardino Bartimeus, con il suo roseto, le serre e una casa del tè. Il percorso continua passando per Doorn, Leersum e Amerongen, dove visitare il museo Huis Doorn, la tenuta Zuylestein, il parco Broekhuizen e infine il castello di Amerongen.

  2. Go east, go green (60,3 km): questo percorso porta alla scoperta della parte settentrionale del Parco Nazionale Utrechtse Heuvelrug, nella foresta di Austerlitz. Qui l’esercito francese eresse un accampamento nel 1804. Quando i francesi lasciarono il campo, querce, pini, abeti rossi e faggi vennero piantati, trasformando la zona in una magnifica area naturale. Il caffè -teatro presso il Beauforthuis, è il luogo ideale per una breve sosta. Si prosegue per arrivare al lago Henschotermeer, un’area ricreativa nel mezzo della foresta dove rilassarsi sulla spiaggia di sabbia e godersi un bagno rigenerante nelle sue fresche acque. 

 

A Utrecht è possibile noleggiare biciclette (anche elettriche) in diversi luoghi. L’ufficio del turismo presso la piazza del duomo dà indicazioni sui vari luoghi dove noleggiarle. Inoltre diversi hotel della città forniscono biciclette ai propri ospiti a prezzi modici.

Per maggiori informazioni, percorsi e dettagli: cyclingutrechtregion.com

Una pista ciclabile attraverserà un museo in Olanda da renderlo visitabile in bicicletta

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A partire dalla fine dell’estate 2019, nella regione meridionale del Brabant, sarà possibile visitare l’Overloon Museum, museo dedicato alla guerra e alla Resistenza, in sella ad una bicicletta. Si tratterà del primo museo al mondo visitabile in bicicletta.

I visitatori potranno attraversare il museo non più solo a piedi, ma anche in bicicletta, grazie a un nuovo ponte lungo 90 metri che attraverserà la sala principale del museo ad un’altezza di tre metri. Da qui si avrà una vista a volo d’uccello sulla vasta collezione del museo, che conta 150 tra veicoli, aerei e cannoni della Seconda Guerra Mondiale.

L’inaugurazione del ponte è prevista per il 75° anniversario dell’operazione Market Garden che verrà celebrata dal 14 al 22 settembre 2019. 

Il percorso all’interno del museo di Overloon rappresenta una porzione dell’itinerario che lo unisce ai cimiteri militari britannico e tedesco che si trovano nell’area. Inoltre, il nuovo ponte ciclabile farà parte della “Liberation Route”, il percorso della Liberazione, e servirà a mostrare l’enorme impatto che ebbe la Seconda Guerra Mondiale.

IL MUSEO
L’ “Oorlogsmuseum Overloon” si trova nella cittadina di Overloon ed è il più grande museo della guerra esistente in Olanda. Consiste in un parco di oltre 14 ettari, campo di battaglia di uno dei più cruenti combattimenti con mezzi corazzati della Seconda Guerra Mondiale.  Qui, nel 1944, americani e britannici opposero una dura resistenza ai tedeschi: in venti giorni di sanguinosa battaglia vennero distrutti oltre 150 carri armati di entrambe le fazioni e il villaggio di Overloon fu raso al suolo. Un anno dopo, terminato il conflitto, Harry van Daal, un abitante di Overloon, fu talmente sconvolto da ciò che era avvenuto che si prefisse di conservare una parte del campo di battaglia ed erigervi un museo come monumento e monito contro la guerra. Il 25 maggio 1946, il generale Whistler, l’Ufficiale comandante delle truppe britanniche che aveva riconquistato Overloon, inaugurò ufficialmente l’Oorlogsmuseum Overloon.

INFORMAZIONI PRATICHE
Il museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle 17:00, sabato e domenica dalle 11:00 alle 17:00. 

 

Per saperne di più:  https://www.oorlogsmuseum.nl/en/home/ 

Overloon War Museum
Museumpark 1
5825 AM Overloon

 

Prima retrospettiva “Pieter de Hooch a Delft” con capolavori provenienti da collezioni internazionali

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Dall’11 ottobre 2019 fino al 16 febbraio 2020, nel Museo Prinsenhof Delft sarà possibile visitare la prima retrospettiva, organizzata nei Paesi Bassi, del famoso pittore del XVII secolo Pieter de Hooch (1629 – 1684).

 

Il titolo della mostra è “Pieter de Hooch a Delft. Oltre l’ombra di Vermeer”. Con questa prima retrospettiva nella sua città, Pieter de Hooch riceve finalmente l’attenzione che merita, data la sua rilevanza come pittore. Dopo Johannes Vermeer, Pieter de Hooch è considerato a livello internazionale il pittore più famoso nella Delft del XVII secolo. Al centro della mostra ci saranno i quadri che Pieter de Hooch ha realizzato a Delft (ca. 1652-1660): le opere con i cortili e gli interni più belli ritornano nella città in cui sono stati dipinti quasi 400 anni fa. 

 

Capolavori provenienti da collezioni internazionali, mai visti finora nei Paesi Bassi Sono circa 30 i capolavori di Pieter de Hooch che arriveranno a Delft dai principali musei europei e americani. Tra questi ci sono molti dipinti famosi che non sono mai stati esposti (oppure lo sono stati molto tempo fa) nei Paesi Bassi, come “Donna e serva in un cortile” del Museo di Stato dell’Hermitage (San Pietroburgo) e “Cortile di una casa a Delft” della National Gallery (Londra). Si aggiungono inoltre opere in prestito da musei come il Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid), la Kunsthaus di Zurigo e la National Gallery of Art (Washington). Tra queste è da segnalare il capolavoro straordinario “Giocatori di carte in un interno” dalla Royal Collection britannica. La mostra include inoltre opere in prestito dalla Mauritshuis, dal Museo Boijmans Van Beuningen, dal Museo di Amsterdam e naturalmente dal Rijksmuseum, che vanta una delle più ampie collezioni di De Hooch al mondo.

 

“Nel 2019 offriremo a Pieter de Hooch il podio che merita esponendo a Delft i suoi quadri più belli. Le 30 opere esposte offriranno ai visitatori un’opportunità unica per studiare nel dettaglio lo stile e il linguaggio visivo di Pieter de Hooch. È la prima volta che un simile numero di capolavori di De Hooch ritorna nella “sua” Delft, dove quasi 400 anni fa ha raffigurato i cortili e gli interni più belli della città. Diventa così possibile vivere l’atmosfera del XVII secolo tipica di Delft, con edifici 

e chiese straordinari”.

Janelle Moerman, direttrice del Museo Prinsenhof Delft

 

La ricerca

Dal 2017, in preparazione alla mostra, sono state realizzate diverse ricerche combinate: ricerche di tipo storico-artistico, sulle tecniche e sui materiali e sugli aspetti topografici dell’opera di Pieter de Hooch, una ricerca in archivio e infine una ricerca storica sulla rivalutazione del pittore. Per queste ricerche il Museo Prinsenhof Delft collabora con il Rijksmuseum, con l’Università TU di Delft, con un archivista e storico dell’arte e uno storico dell’architettura. Nella mostra saranno presentati i risultati delle diverse ricerche, con una descrizione dettagliata nel catalogo dell’esposizione.

 

La ricerca in ambito tecnico e sui materiali condotta da restauratori e ricercatori del Rijksmuseum si concentra su sei dipinti di Pieter de Hooch provenienti dalla collezione del museo, opere che risalgono al periodo compreso tra il 1650 e il 1670 circa. Per ampliare il gruppo di quadri oggetto della ricerca, sono in fase di studio anche i dipinti del Museo Boijmans Van Beuningen, della Gemäldegalerie der Academie der Bildenden Künste (Vienna), della Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe e di una collezione privata. La ricerca promette di fornire nuovi spunti in ambito storico-artistico, in ambito tecnico e sui materiali dell’opera del pittore di Delft. 

 

Premio Nazionale per le mostre

Nel 2017 il Museo Prinsenhof Delft ha ricevuto il premio, “Turing Toekenning” per il miglior progetto espositivo di un museo olandese nel periodo 2019-2020. Turing Foundation è lo sponsor principale della mostra.

 

Il Museo Prinsenhof Delft

Nel Museo Prinsenhof Delft è possibile ripercorrere cinque secoli di storia olandese attraverso tre icone: Guglielmo d’Orange, i Maestri di Delft e il Blu di Delft. Il 10 luglio 1584 il Museo Prinsenhof Delft è stato teatro di uno degli eventi più importanti e tragici della storia dei Paesi Bassi; è qui che venne ucciso Guglielmo d’Orange, il “padre della patria” e antenato del re Guglielmo Alessandro. Nel museo scoprirete quanto Delft abbia influito sullo sviluppo dei Paesi Bassi.

 

“Delft e il Secolo d’oro” 

Nel 2019 Delft si colora tutta “d’oro”, con un programma culturale di un intero anno dedicato al Secolo d’Oro di Delft (XVII secolo), inserito nel contesto della Delft di oggi, www.delft.com. “Delft e il Secolo d’Oro” fa parte dell’anno tematico scelto a livello nazionale “Rembrandt e il Secolo d’Oro”, 

www.rembrandt-2019.com

 

Informazioni per i visitatori:
Dal 1 marzo al 1 settembre il museo è aperto 7 giorni a settimana dale 11:00 alle 17:00.
Dal 1 settembre al 28 febbraio, il museo è aperto dal martedì alla domenica dale 11:00 alle 17:00.
Il museo resterà chiuso durante il Giorno del Re (27 aprile), Natale e Capodanno.

Per saperne di più: https://prinsenhof-delft.nl/agenda/tentoonstellingen-uitgelicht/pieter-de-hooch-in-delft-from-the-shadow-of-vermeer 

 

Museum Prinsenhof Delft
Sint Agathaplein 1
2611 HR Delft

Festival Internazionale degli Aquiloni sulla spiaggia più famosa d’Olanda

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Dal 1978, più di 100 appassionati di aquiloni provenienti dai Paesi Bassi così come dal resto del mondo fanno volare le proprie creazioni durante l’ultimo weekend di settembre per dare vita ad un meraviglioso spettacolo nel cielo sopra la spiaggia di Scheveningen. Non c’è evento più festoso e colorato dell’International Kite Festival di Scheveningen per celebrare l’addio all’estate sulla spiaggia più famosa d’Olanda. Quest’anno il festival verrà celebrato sabato 28 e domenica 29 settembre.

Giunto alla sua 42esima edizione, il Festival Internazionale degli Aquiloni è diventato un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati di quell’oggetto volante che – inventato dai cinesi 2800 anni fa – è vincolato a terra da un filo e trasportato nel cielo dal vento.

Aquiloni di tutte le forme e le dimensioni: orsacchiotti e uccelli, elefanti e pesci, stelle e comete, a centinaia nel cielo della porzione meridionale della spiaggia di Scheveningen, dove il festival si svolge. E accanto ai più svariati e sorprendenti aquiloni, questo weekend è l’occasione perfetta anche per i più sportivi: oltre al già diffuso kite-surf, anche performance di kite-yachting, kite-skiing e kite-skateboarding. Ogni sport che può essere praticato grazie ad una vela è il benvenuto a questo Festival. Il festival culminerà nell’esibizione di kite-flying, prevista per sabato 28, che riempirà il cielo di Scheveningen di luci, vele e atleti volanti.

Per saperne di più: http://vliegerfeestscheveningen.nl/ 

Scheveningen Strand
Strandweg
 

Rembrandt – Velázquez, Rijksmuseum Amsterdam: dall’11 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020

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Rembrandt – Velázquez: i maestri olandesi e spagnoli del Secolo d’Oro a confronto per la prima volta. Una straordinaria selezione di dipintI del XVII secolo, tra cui per la prima volta alcune delle più importanti opere di Rembrandt van Rijn, Diego Velázquez, Frans Hals, Bartolomé Murillo, Johannes Vermeer e Francisco Zurbarán, sarà oggetto di una mostra senza precedenti, che vede la collaborazione del Museo del Prado di Madrid (che celebra i 200 anni dalla fondazione) e del Rijksmuseum di Amsterdam, in occasione dell’Anno tematico 2019 “Rembrandt e il Secolo d’oro”.

Il XVII secolo é considerato il Secolo d’Oro sia dei Paesi Bassi che della Spagna; un periodo di grandiose conquiste artistiche, che ha visto l’imporsi di due dei più grandi pittori della storia: l’olandese Rembrandt e l’iberico Velázquez. Nella mostra dipinti di noti maestri olandesi e spagnoli saranno esposti in coppia, combinando due opere – una per ogni Paese – per esplorare, per la prima volta, gli stimolanti e spesso sorprendenti dialoghi che inevitabilmente sorgono tra i dipinti. In un periodo di guerra e di tensioni politiche, le tradizioni artistiche olandesi e iberiche sembravano avvicinarsi più di quanto si pensi. Accoppiando i dipinti insieme, la mostra fa luce su questi punti di contatto, anche se a volte le differenze possono sembrare più forti delle somiglianze. Ogni coppia di quadri ha alle spalle una storia, incentrata sulla religione, la fede, la ricchezza, il potere, i tratti artistici specifici, la luce o la composizione.

Le combinazioni non sono da intendersi come fisse e indiscutibili: al contrario, invitano il pubblico ad ascoltare le proprie sensazioni ed esternare i propri sentimenti nell’interpretazione dei quadri.

La mostra offrirà ai visitatori l’opportunità unica di essere parte di numerosi incontri tra dipinti olandesi e spagnoli; di vedere le differenze tra loro, ma anche le loro somiglianze, e infine di godere della bellezza della selezione complessiva, che coinvolgerà anche i più appassionati cultori di questo indimenticabile periodo di eccellenza dell’arte pittorica europea.

Informazioni pratiche:
Il museo è aperto tutti i giorni dell’anno dalle 9:00 alle 17:00.

Rijksmuseum
Museumstraat 1
1071 XX Amsterdam

Per maggiori informazioni: www.rijksmuseum.nl

Sulle orme di Smetana. Un itinerario in musica.

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Fuori dai confini cechi, più del suo nome è famoso il suo capolavoro “La Moldava”, poema sinfonico (e fortemente simbolico) le cui note sono conosciute in tutto il mondo. Di Bedrich Smetana ricorrono i 195 anni dalla nascita e i 135 dalla morte. Quale modo migliore di celebrarne il genio di un itinerario sulle sue orme? Ecco dove andare e cosa vedere.

Di origini non nobili, Bedrich Smetana –il più celebre compositore ceco al mondo- nacque “quasi” a corte. Era il 2 marzo 1824: suo padre lavorava come mastro birraio nel birrificio di palazzo a Litomysl, in Boemia orientale, e la famiglia alloggiava in un appartamento che apparteneva al castello, oggi sotto tutela Unesco come eccellenza architettonica rinascimentale. Forse fu proprio il nascere tra tanta bellezza a condizionare la futura carriera di Bedrich da sensibile artista… Certo deve molto alla sensibilità dei suoi genitori, decisi a incentivare il suo evidente e precoce talento musicale. Il piccolo infatti suonava il violino già prima di andare a scuola e iniziò a comporre a soli 8 anni. Da adulto andò all’estero, in Svezia, ma poi non poté che tornare tra le braccia della sua Cechia, dove scelse Praga per vivere, studiare, lavorare e infine morire, all’età di 60 anni.

Un fiume, un poema
Il grande successo delle opere di Smetana fu più che altro postumo. Sta di fatto che oggi il suo capolavoro “La Moldava” è applaudito in tutto il globo. La Moldava è il fiume di Praga, ma è anche il fiume nazionale del popolo ceco ed è soprattutto il fiume di Smetana. Perché se attraversando l’altro simbolo del Paese, il Ponte Carlo, è una melodia generale di acqua, pietra, guglie e luci a rapire il viandante, il celebre compositore ha saputo catturare nelle note e regalare al mondo la poesia dell’intero corso del fiume, dalla sorgente nella Selva Boema fino all’incontro con l’Elba, poco dopo aver bagnato la capitale. Dal titolo originale “Vltava” (nome ceco del fiume), il suo è il secondo di sei poemi sinfonici che il compositore intitolò “Ma vlast”, ovvero “La mia patria”. Metafora della vita, la composizione romantica è un inno alla natura. La musica incalza lo scorrere dell’acqua ed evoca immagini vivide, con ritmi diversi per scorci sempre nuovi. Nell’ordine, descrive: la sorgente, il corso del fiume (melodia-ritornello), la caccia nei boschi, una festa di nozze contadina, la pianura di notte, le cascate, l’attraversamento trionfale di Praga e l’addio (confluenza nell’Elba). Nell’incedere dell’acqua è quindi possibile leggere anche il cammino dell’uomo verso un obiettivo. E’ un cammino convinto, deciso, carico di speranza, che fa di tutto ciò che incontra esperienza, arricchimento.

Sulle orme del compositore, sulle note della Moldava
Nel suo doppio anniversario, l’invito è dunque a ricalcare le orme di Smetana come pretesto per scoprire quegli stessi struggenti panorami che gli catturarono il cuore e lo spartito. Dopo che, grazie all’incantesimo della musica, avete sognato il fiume, preparatevi a vederlo dal vivo, a seguirne il poetico corso tra paesaggi di sogno. La Moldava nasce con una doppia sorgente tra i boschi della Selva Boema, vasta e affascinante zona montuosa della Boemia sudoccidentale, estesa lungo il confine con la Germania e l’Austria. Un paradiso verde, con alte vette, torbiere lucenti, laghi glaciali, fragorose cascate e foreste vergini. Insieme alla zona che si distende ai suoi piedi, detta Posumavi, offre al turista uno degli scorci più belli e rigogliosi della Repubblica Ceca. Oltre ai capolavori della Natura, sono concentrati qui diversi castelli (Kasperk, Svihov, Kratochvile e Rabi) e altri monumenti dell’uomo, inclusa la diga di Lipno che regala l’omonimo lago artificiale, apprezzata area turistico-ricreativa perfetta per le famiglie. In inverno, poi, l’area si trasforma in un gettonatissimo circo bianco per sciatori più o meno esperti, uno dei tanti a disposizione sulle montagne della Selva Boema. Sempre al genio dell’uomo si deve anche il Canale di Schwarzenberg, vero e proprio monumento d’ingegneria. Il canale, largo appena 4 metri, corre per 44 chilometri lungo il confine ceco-tedesco e ceco-austriaco e collega il corso della Moldava a quello del Danubio. Costruito tra fine ‘700 e inizio ‘800, porta la firma dell’architetto e ingegnere civile ceco Josef Rosenauer, cui fu commissionato dagli Schwarzenberg per poter rifornire Vienna di legname. A impreziosirne il corso, in parte incanalato in un tunnel, due porte in pietra in stile neogotico e napoleonico. Per organizzare la vostra vacanza lungo il fiume –a piedi, in bici e in navigazione- è utilissimo consultare il sito www.vltava-river.com, disponibile anche in inglese.

La Cechia di Smetana
Oltre all’affascinante e variegato corso del fiume, è possibile però inseguire altrove le tracce di Smetana come uomo e come artista. L’itinerario spazia quindi in lungo e in largo, toccando i luoghi salienti della sua vita e della sua carriera. Si parte naturalmente da Litomysl, dove nacque. La città è una perla preziosa incastonata nel verde e incontaminato paesaggio della Boemia orientale. Il suo centro storico, con l’intera collina con il castello sapientemente restaurata, è sotto tutela Unesco da 20 anni. Per celebrare l’evento sono previsti numerosi eventi, che culmineranno –il secondo weekend di settembre- nell’inaugurazione nazionale delle Giornate europee del patrimonio. A Litomysl è prevista anche la Festa Italiana, in omaggio a quel Rinascimento che ha plasmato il volto di questa città-capolavoro. Fino al 7 luglio, tra l’altro, incapperete nel Festival Internazionale di Musica “Smetanova Litomysl” (Litomysl di Smetana), tra i più antichi della Repubblica Ceca. Nel complesso del castello è aperta al pubblico la casa natale di Smetana, dove rintracciarne l’infanzia ma anche scoprire gli altri luoghi legati alla vita del compositore, tra cui Göteborg e Praga. Proprio a Praga dal 1926 è aperto il Museo Bedrich Smetana, non lontano dal Ponte Carlo. Qui, con vista sulla “sua” Moldava, all’interno dell’edificio neo-rinascimantale che un tempo ospitava l’acquedotto della Città Vecchia, sono riassunte la vita e l’opera del compositore, grazia anche un’esposizione di oggetti personali, tra cui il pianoforte. Davanti al museo sorge il monumento che la città gli ha dedicato. Omaggio “impalpabile” della capitale al compositore anche il fatto che la celebre Primavera di Praga, importante festival di musica classica, si apre tutti gli anni il 12 maggio (anniversario della morte di Smetana) e rigorosamente con l’esecuzione de “La Moldava”. Tra i luoghi di Smetana nella capitale, anche il Teatro Nazionale di Praga dove furono rappresentate le sue opere teatrali e dove fu direttore d’orchestra dal 1866. L’itinerario sulle sue orme conduce poi a Nord di Praga, nei pressi di Mlada Boleslav, dove –ospite della figlia e del genero nella casetta del guardacaccia di Jabkenice-visse i suoi ultimi anni, compose le sue ultime opere e completò il ciclo de “La mia patria”, nonostante la sordità sopraggiunta. Ultima tappa, inesorabilmente, il cimitero di Vysehrad a Praga, dove è sepolto.

Tel Aviv Pride 2019. Un successo senza precedenti

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250.000 PERSONE IN MARCIA A TEL AVIV

PER LA PIÙ GRANDE GAY PRIDE PARADE

 

DEL MEDIO ORIENTE

 

Il sindaco di Tel Aviv-Yafo:

 

 

“Continueremo a supportare la nostra cultura LGBTQ locale
e a identificarci come una destinazione aperta a tutta la comunità gay internazionale.”

 

 

L’International Ambassador del Tel Aviv Pride 2019, Neil Patrick Harris:
“Tel Aviv è diventata un importante simbolo internazionale di visibilità e tolleranza
per la comunità LGBTQ.”

250.000 persone da tutto il mondo si sono date appuntamento a Tel Aviv lo scorso 14 giugno per la più grande Pride Parade del Medio Oriente. L’edizione di quest’anno ha segnato il ventunesimo anniversario dal primo Gay Pride nella città israeliana.

 

 

Nominata “Best Gay City” dal portale GayCities.com e “Most Gay-Friendly City in the World” da Wow Travel, Tel Aviv ospita, con la sua Pride Parade, uno dei momenti più importanti per la comunità LGBTQ, attirando migliaia di turisti da tutto il mondo. L’attore, scrittore, produttore prestigiatore e cantante americano Neil Patrick Harris è stato scelto come “International Pride Ambassador” per l’edizione di quest’anno.

 

 

La parata di venerdì ha segnato la fine di un intero mese di eventi, che ha incluso il TLV Fest (il festival internazionale di cinema gay della città), una rassegna di eventi culturali LGTBQ, uno spettacolo speciale dell’Israeli Opera per celebrare le hit del recente Eurovision Song Contest, tenutosi presso l’hotel NYX della catena Fattal, hotel ufficiale del Tel Aviv Pride, e diversi tributi a figure chiave della comunità LGBTQ. I festeggiamenti sono poi proseguiti per tutto il weekend con numerosi after-party che hanno attirato decine di migliaia di spettatori, uno dei quali ha visto la partecipazione del celebre dj e icona gay Offer Nissim.

 

 

Ron Huldai, sindaco di Tel Aviv – Yafo, ha dichiarato: “Tel Aviv, che è già riconosciuta come città più gay-friendly al mondo e che rappresenta un emblema di libertà, pluralismo e tolleranza, è fiera di essere la casa di una grande e assortita comunità LGBTQ. La Pride Parade di Tel Aviv non è solo una festa, ma anche un’importante dichiarazione di sostegno e un’opportunità per chiedere diritti uguali per tutti. Continueremo a supportare la nostra cultura LGBTQ locale e a porci come una destinazione aperta a tutta la comunità gay internazionale”.

 

 

L’International Ambassador di questa edizione del Tel Aviv Pride, l’attore, scrittore, produttore, prestigiatore e cantante Neil Patrick Harris, ha affermato: “Tel Aviv è diventata un importante simbolo internazionale di visibilità e tolleranza per la comunità LGBTQ. Siamo entusiasti di visitare Israele per la prima volta e siamo onorati di fare parte di questa magnifica manifestazione, per unirci alla comunità LGBTQ israeliana e internazionale nell’anno del 50° anniversario dei moti di Stonewall.”

 

 

“Il mercato LGBTQ continua a crescere e Tel Aviv ne è diventata il simbolo, proprio per la sua capacità di accoglienza, in ogni giorno dell’anno. L’importanza di questo settore è testimoniata dai molteplici operatori che continuano a promuovere Tel Aviv come meta Gay friendly, con un’offerta sempre nuova e articolata in quanto è possibile fruire di servizi di altissimo livello con hotel e locali Gay Friendly e addiruttura una spiaggia dedicata”  ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo a Milano.

 

 

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Per le immagini crediti a: Guy Yechiely