Hoorn & Enkhuizen: Due perle del Secolo d’Oro

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I meravigliosi porticcioli storici di Hoorn ed Enkhuizen sono delle vere e proprie perle, situati a soli quaranta minuti da Amsterdam. In passato erano entrambi porti di appoggio della Compagnia delle Indie Orientali (VOC), la più potente compagnia di commercio del diciassettesimo secolo. I 2 porti erano inoltre importanti centri di commercio internazionale che attrassero numerosi esploratori, inventori, scienziati e artisti che poi decisero di stabilirsi in queste cittadine così piene di ricchezza e fascino. Oggi questo ricco patrimonio è ancora visibile ovunque, rendendo una visita a Hoorn ed Enkhuizen una tappa fondamentale per gli amanti della cultura. Le città con i loro magnifici porti sono ricche di fascino e atmosfera, di storia, monumenti, bellissimi musei e di ottimi ristoranti.

Westfries Museum, Hoorn

Cool Waters, dal 26 ottobre 2019  al 26 gennaio 2020

I Paesi Bassi si trovano nel delta più basso del mondo. I grandi fiumi, la posizione vicino al mare e gli oltre 18,000 chilometri di dighe che mantengono il controllo del livello dell’acqua, hanno segnato da secoli il paesaggio olandese. L’acqua è sempre stata per il popolo olandese sia una fonte di ricchezza che un nemico, da cui guadagnare terreno ma anche da cui proteggersi e combattere contro la sua forza distruttrice. Nel corso dei secoli i pittori hanno dipinto l’acqua in molti modi diversi. Ecco che dal 26 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020 si terrà presso il Westfries Museum di Hoorn la mostra “Cool waters”, una selezione di 40 dipinti provenienti dalla collezione del Rijksmuseum di Amsterdam sul tema acqua sia come amica che come nemica. Una mostra che fa capire chiaramente il rapporto tra l’acqua e il popolo olandese.

 

www.westfriesmuseum.info

 

Haarlem: Il punto d’inizio di un nuovo stile pittorico

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Verso la fine del Sedicesimo secolo, moltissimi abitati delle regioni a sud dei Paesi Bassi, decisero di trasferirsi al nord, sia per ragioni economiche che per la minaccia dell’inquisizione.

Molti di loro scelsero di stabilirsi ad Haarlem e tra questi ci furono anche moltissimi artisti, come il pittore Frans Hals, che divenne uno dei più importanti maestri olandesi. Mentre la popolazione della città si triplicava, aumentò anche la richiesta per dipinti e quadri, unitamente alla crescita economica. Fu proprio ad Haarlem dove il desiderio di emergere dei pittori diede luce a un clima di grande innovazione artistica, con lo sviluppo di stili unici e l’emergere di nuovi tipi di generi e soggetti. Questo rivoluzionario cambiamento è ciò che caratterizzò la grandiosità del periodo pittorico del Secolo d’oro e viene splendidamente rappresentato dalla collezione di opere raccolte nel Frans Hals Museum, in grado di offrire ai visitatori un ampio spettro di pezzi unici risalenti al sedicesimo e diciassettesimo secolo.

Frans Hals Museum

Il rinnovato Frans Hals Museum di Haarlem riapre con una mostra di alto profilo e di eccezionale livello: “Frans Hals e i Moderni”, dal 13 ottobre 2018 fino al 10 febbraio 2019. Sono passati esattamente 150 anni da quando Frans Hals è stato riscoperto a cominciare dai pittori del 19° secolo come Manet, Liebermann, Singer Sargent e Van Gogh. Con circa 80 prestiti da musei di tutto il mondo, l’esposizione mostra l’enorme impatto che Frans Hals ebbe su questi pittori moderni. Per la prima volta, i suoi dipinti sono posti accanto ai commenti fatti ai suoi capolavori dai pittori della fine del 19° secolo, parole che rivelano quanto Frans Hals fosse considerato progressista: “Frans Hals, c’est un moderne”.

L’anniversario dei 150 anni passati da questa riscoperta, è divenuta l’occasione unica per organizzare questa mostra sul grande maestro del ritratto. La mostra “Frans Hals e i Moderni. Hals incontra Manet, Singer Sargent, Van Gogh” rivela l’impatto di Hals sui pittori della seconda metà del 19° secolo. Frans Hals fu ammirato, addirittura adorato dagli artisti dell’epoca, come Edouard Manet, Max Liebermann, John Singer Sargent, James Ensor, Mary Cassatt, Gustave Courbet, McNeill Whistler, William Merritt Chase, Henri Fantin-Latour e Vincent van Gogh. Tutti impressionati dal suo tocco leggero e dal suo stile pittorico poco dettagliato che loro definirono “impressionista”. Per la prima volta, i dipinti di Frans Hals saranno collocati accanto ad opere ed artisti che lui stesso aveva ispirato.

La riscoperta di Frans Hals

Hals era stato ignorato dai critici d’arte per la maggior parte del 18° secolo e la prima metà del 19°, in quanto il suo stile pittorico estremamente innovativo non si adattava allo stile accademico dell’epoca. Questo stile di pittura particolarmente libero era associato al suo modo di vivere “frivolo” e presentato come un cattivo esempio.

Thoré-Bürger (che portò anche alla riscoperta di Vermeer) presentò il lavoro di Frans Hals in varie pubblicazioni che ebbero un grande impatto sul pubblico, in particolare scrisse due articoli elogiativi sull’influente rivista d’arte La Gazette des Beaux-Arts. In questi articoli, Thoré-Bürger poneva in luce il virtuosismo di Hals e la sua audace pennellata come esempio per gli artisti moderni. Gli articoli costituirono il punto di partenza per un rinnovato interesse per le opere di Hals e per una rivalutazione del suo stile pittorico tra gli artisti di quel tempo. I prezzi delle sue opere aumentarono rapidamente e tutti i musei e collezionisti importanti divennero ansiosi di acquistare un Hals. Ad Haarlem, il Museo Civico aperto nel 1862 e dedicato a Frans Hals divenne un vero e proprio luogo di pellegrinaggio per gli artisti ammiratori del pittore seicentesco.

www.franshalsmuseum.nl

Leida: La città natale di Rembrandt

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Rembrandt è senza dubbio il pittore più famoso del Secolo d’oro olandese e fu proprio a Leida, sua città natale, dove mosse i primi passi nella pittura e dove produsse i suoi primi capolavori. Anche altri importanti contemporanei, come Jan Lievens, Jan Steen, Jan van Goyen e Gerrit Dou, furono attivi e lavorarono in questa città, facendo di Leida un vero centro artistico del periodo. A quel tempo la città era infatti una delle più grandi in Olanda dopo Amsterdam e prosperava grazie al commercio fiorente e alla sua tolleranza verso stranieri provenienti da altri paesi, che contribuirono a stimolare l’espansione della città. Nell’orto botanico della città vennero coltivati i primi tulipani e l’Università di Leida, la più antica dei Paesi Bassi, fondata nel 1575, contribuì allo sviluppo della città. Leida vanta oltre tremila monumenti storici, grazie ai quali ancora oggi è possibile respirare l’atmosfera del passato, mentre si passeggia lungo i suoi canali.

Museum De Lakenhal

“Il Giovane Rembrandt”, dal 3 novembre 2019 all’ 8 febbraio 2020

Dal 3 novembre 2019 all’ 8 febbraio 2020 il Museo De Lakenhal ospiterà la mostra “Il Giovane Rembrandt”, un’immersione nei primi anni del maestro olandese, per scoprire di più come il suo innato talento artistico si sviluppò nella sua città natale tra il 1624 e il 1634. Alcune opere verranno riportate a Leida dopo oltre 400 anni, grazie ai prestiti da collezioni di musei nazionali e internazionali. La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo Ashmolean di Oxford, sarà inaugurata in occasione della riapertura del rinnovato Museum De Lakenhal e chiuderà la serie di eventi organizzati per l’anno tematico nazionale “Rembrandt e il Secolo d’oro”.

www.lakenhal.nl

Rembrandt e il Secolo d’oro Anno tematico 2019

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Nel 2019 ricorrono 350 anni dalla scomparsa di Rembrandt van Rijn.  L’opera del grande maestro e il periodo di enorme ricchezza e progresso in cui visse, il cosiddetto Secolo d’oro, vengono commemorati durante tutto il 2019, all’interno dell’anno tematico Rembrandt e Il Secolo d’oro, con mostre speciali in tutta Olanda, che presenteranno vari aspetti della vita e del lavoro di questo grande maestro olandese e dei suoi più rappresentativi contemporanei.

 

Mostre in tutto il paese

Per la ricorrenza dei 350 anni dalla morte di Rembrandt, mostre esclusive ad Amsterdam, Delft, Dordrecht, Haarlem, Hoorn ed Enkhuizen, Leida, Middelburg e L’Aia presenteranno vari aspetti della vita e del lavoro di questo formidabile maestro olandese, di alcuni suoi contemporanei (tra cui Pieter de Hooch al Museum Prinsenhof di Delft , Frans Hals al Frans Hals Museum di Haarlem e Nicolaes Maes al Museo Mauritshuis de l’Aia), oltre a diverse opere realizzate nel ricco e fiorente periodo denominato Secolo d’oro.

Il programma, che copre un intero anno, offre un’opportunità straordinaria per visitare l’Olanda e conoscere le sue bellissime cittadine storiche in parte ancora poco conosciute.  Saranno visibili dipinti concessi in prestito mai esposti prima. Queste mostre consentono di approfondire la conoscenza di Rembrandt e dell’epoca fiorente in cui visse l’artista.

 

Scoprire il Secolo d’oro olandese

Fiorenti commerci sia in Europa che in terre lontane, sviluppi scientifici che hanno cambiato il mondo, un esercito potente e numerose imprese in campo artistico, la Repubblica olandese era una forza da non sottovalutare. Il notevole potere marittimo ed economico e il contributo dato all’arte nel 17° secolo sono i temi centrali di un intero anno di celebrazioni che si svolgeranno nelle principali città olandesi del Secolo d’oro durante tutto il 2019 per esplorare il retaggio che tale periodo prosperoso ha lasciato all’Olanda. Proprio in quell’epoca venne fondata la Compagnia olandese delle Indie orientali (la prima società al mondo ufficialmente quotata in borsa), si diffusero nuovi generi e soggetti in ambito pittorico e furono realizzati importanti progressi tecnici.

 

Il tocco magistrale di Rembrandt sotto i riflettori

Nato a Leida nel 1606, Rembrandt dedicò gli anni della formazione all’apprendimento dell’arte e della pittura. Nel 1624 istituì un proprio atelier prima di trasferirsi ad Amsterdam nel 1631. Rembrandt si distinse per l’ampio ventaglio di soggetti raffigurati, comprendente ritratti, autoritratti, paesaggi, scene allegoriche e storiche, temi biblici e mitologici, fino agli studi sugli animali. Nonostante subisse l’influenza dei maestri italiani, Rembrandt non abbandonò mai l’allora Repubblica olandese, ricca e altamente acclamata per i progressi in ambito commerciale, scientifico, militare e artistico. Oggi i visitatori di tutto il mondo affollano i musei olandesi per contemplare da vicino le opere più celebri di Rembrandt.

L’Avvento in Repubblica Ceca tra mercatini, concerti, tradizioni e acquolina in bocca

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Il Natale è una grande festa ovunque, ma è soprattutto nell’area mitteleuropea –Cechia compresa- che si ritrovano le tradizioni più antiche, mai tradite e molto sentite. Tanto da dettar moda nel mondo intero, a partire dai tipici mercatini dell’Avvento, con le loro atmosfere uniche e il inconfondibile, commovente tripudio di luci, suoni, profumi e sapori. Ecco gli appuntamenti da non perdere anche per questa fine 2018…
Nella frenesia commerciale che a fine anno scuote ogni dove, nel cuore antico d’Europa, in Repubblica Ceca, tutto è ancora originale. A partire dai mercatini di Natale. Le bancarelle, seppur ridondanti di addobbi e idee regalo, non sono che il pretesto per ritrovarsi in piazza, per respirare i profumi di stagione, per brindare con un vin brulé o un punch, viziarsi con un dolcetto, intonare le canzoni delle feste, condividere l’attesa… A partire da fine novembre un turbinio di luci, suoni, colori e aromi avvolge borghi e città ammantati di neve e vestiti a festa. E si replica lo spettacolo più applaudito dell’anno.

Praga: una città, tanti mercatini

Naturalmente i più gettonati sono i mercatini della capitale. L’appuntamento principale è come sempre in piazza della Città Vecchia, a partire dal 1° dicembre, quando con una cerimonia solenne si accenderà l’albero di Natale, proveniente dai boschi della Cechia. Oltre ad acquistare oggetti d’artigianato in legno, cuoio, ceramica, paglia, cera e vetro, le tipiche marionette di Praga, souvenir caratteristici, decori per l’albero, statuine del presepe, potrete gustare le specialità tradizionali e di stagione.  Come i trdelník (una sorta di cannoli arrotolati su speciali bastoni di legno, cotti sulla brace ardente e poi cosparsi di cannella e zucchero), l’idromele (liquore al miele servito caldo), noci e mandorle tostate nello zucchero e il famoso prosciutto di Praga, che affumica davanti ai vostri occhi su enormi bracieri. Tutto con il toccante sottofondo dei canti e delle note natalizie… In città, comunque, i mercatini sono tanti e tutti bellissimi: in piazza Venceslao, in piazza della Repubblica, in piazza Tyl’s, in piazza della Pace e nell’area pedonale di Smichov. Alcuni anticipano addirittura l’apertura tra il 20 e 24 novembre.

Brindisi di Natale a Olomouc. A ognuno il suo.

Aprono in anticipo, il 23 novembre, ma chiudono alla Vigilia i mercatini di quel gioiello storico che è Olomouc, rinomati soprattutto per i drink delle Feste. A partire dal  punch, proposto in infinite varianti. Alcoliche o meno, le bevande calde di stagione –dal vin brulé rivisitato nelle più insolite aromatizzazioni alle classiche tisane, dall’idromele fino appunto al punch- qui scorrono a fiumi e scaldano l’anima, accompagnando le tante specialità dolci e salate di stagione.  I mercatini di Olomouc, tra l’altro, sono gli unici in Repubblica Ceca dove assaggiare il vero punch di Norimberga, divenuto un bevanda di tendenza nel periodo dell’Avvento. Tante le cose da vedere e da fare: spettacoli, concerti, teatro, degustazioni, il presepe intagliato a mano, la pista di pattinaggio sul ghiaccio, la rievocazione di antichi mestieri e usanze…

Brno: presepe artistico e mercatini sotterranei

Il Natale di Brno quest’anno va in scena dal 23 novembre al 28 dicembre. Anche in questo caso, come a Praga, si tratta di una festa diffusa, con mercatini e appuntamenti sparsi in giro per la città morava. In piazza namesti Svobody svetta il grande albero addobbato a festa, di cui qui vanno particolarmente fieri, visto che Brno fu la prima città dell’allora Cecoslovacchia a erigere un abete in piazza, ben 94 anni fa. L’albero viene ancora trainato qui dai cavalli, proprio come un tempo. Oltre alle immancabili bancarelle per lo shopping, in piazza è allestito un piccolo villaggio di Natale, carico d’atmosfera. Ma la vera attrazione è certamente il presepe popolato dalle magnifiche statue in legno del mastro-intagliatore Jiří Halouzka. Nella cornice suggestiva del Mercato dei Cavoli (Zelny trh), si fa un vero e proprio tuffo nel Natale d’altri tempi, quando le uniche decorazioni erano candele, addobbi di paglia e frutta secca.  In vendita qui non solo oggettistica, regali e addobbi, ma anche prodotti alimentari, dai formaggi ai dolci tipici. A fare da corollario al mercatino, un vivace calendario di dimostrazioni d’artigianato e momenti culturali. E a Brno ci sono persino i mercatini “a sorpresa”, nascosti nei sotterranei della città: nella parte normalmente non accessibile del Labirinto sotto il mercato Zelný trhe; nelle cantine dello Zecchiere, sotto piazza Dominikánské náměstí e nellnell’Ossario presso San Giacomo. Tra le specialità natalizie di Brno, il Turbosmost: uno speciale punch di sidro speziato. Magnifica anche la colonna sonora dei mercatini: non per nulla Brno è l’unica località ceca ad aver ricevuto il titolo di City of Music dall’Unesco.

Presepe vivente e orsi vivi nel Natale di Cesky Krumlov

I tetti delle case dalle tegole imbiancate, i comignoli che sbuffano fumo, le luci calde dei lampioni e quelle intermittenti delle decorazioni natalizie… sullo sfondo la mole possente del castello spruzzata di neve. Questo paesaggio di fiaba si trova nel Sud della Boemia: è Cesky Krumlov, gioiello Unesco più incantevole che mai sotto le Feste.  Dal 30 novembre al 6 gennaio, i suoi mercatini dell’Avvento non fanno che aggiungere magia alla magia. Nei vicoli storici e nelle piazze vanno in scena spettacoli, eventi e laboratori. Soprattutto per i bambini, veri protagonisti di queste festività, cui sono dedicati il presepe vivente, l’incontro con San Nicola, la possibilità di imbucare la letterina per Gesù Bambino e di vivere il caratteristico “Natale degli Orsi”. Secondo tradizione, infatti, il 24 dicembre adulti e bambini portano i loro doni ai grossi plantigradi che abitano il fossato del castello fin dal 1707. Da non trascurare, infine, il fascino di una crociera sul fiume, a bordo di una zattera.

La tavola delle Feste

Che cosa si mangia in Cechia a Natale? Tanto per cominciare, qui si festeggia la sera della Vigilia (24 dicembre), con il tipico e beneaugurante cenone a base di zuppa di pesce e carpa impanata fritta e servita con insalata di patate. La carpa è uno dei simboli del Natale ceco, non a caso nel periodo dell’Avvento per le strade di tutte le città capita di imbattersi in grandi tini pieni di pesci. Mangiare la carpa, proveniente dai laghi boemi, è un must in questa stagione: secondo tradizione, ce la si concedeva una sola volta l’anno, in segno di buon auspicio. La credenza popolare vuole infatti che conservare una squama di carpa sotto il piatto durante la cena della Vigilia garantisca salute e prosperità per tutto l’anno a venire. Una volta lasciata l’allegra frenesia delle grandi città, perfetto sarebbe rifugiarsi proprio tra i laghi della Boemia meridionale per rilassarsi e gustare la carpa proprio là dove nasce. Ovunque scegliate di godervi le seduzioni gastronomiche del Natale, non mancate però di chiudere in dolcezza, con i tipici biscottini e le torte tradizionali: cornetti alla vaniglia (vanilkové rohlíčky), treccia alle mandorle (vánočka), biscottini di Linz o pan speziato decorato (perníčky)

Hradec Kralove e i suoi palazzi Il gran salotto funzionalista della Repubblica Ceca

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Una perla boema poco conosciuta al turismo italiano, capolavoro di architettura e di urbanistica firmato dalle archistar del funzionalismo. Un progetto visionario per una città moderna e funzionale, firmato da Josef Gocar e realizzato in collaborazione con il suo maestro Jan Kotera e il meglio degli architetti e degli artisti dell’epoca.
Capoluogo della Regione e del distretto omonimi, nella Boemia nordorientaleHradec Kralove è un gioiello da scoprire. Un esempio straordinario di concretizzazione dei dettami del funzionalismo, moderno indirizzo di architettura e design che sposa l’aspetto estetico a quello pratico. Durante la ricostruzione nel primo dopoguerra il funzionalismo ha lasciato in Repubblica Ceca importanti tracce, sparse in lungo e in largo per il Paese. A meno di 100 chilometri da Praga, alla confluenza dei fiumi Elba e Orlice, Hradec Kralove ha completamente cambiato il proprio volto, in nome del funzionalismo. Sullo sfondo di architetture gotiche, rinascimentali e barocche, si è imposta una città moderna che vive la propria epoca d’oro proprio dopo la prima Guerra Mondiale, quando occorreva ripianificare il territorio e le idee innovative erano benvenute. Ecco allora farsi avanti con un visionario piano regolatore per la città l’architetto locale Josef Gocar, allievo di Jan Kotera e tra i più significativi rappresentanti dell’arte europea d’avanguardia.

Cerchi concentrici, come a Vienna

Ne è nato un impianto urbano unico in Repubblica Ceca, a cerchi concentrici, ispirato a quello di Vienna, dall’aspetto armonioso ed elegante –tanto da far meritare al centro di Hradec Kralove il soprannome di “salotto della Repubblica”- che alterna ampi viali, edifici monumentali e spazi verdi. Tutto quello che c’è da vedere della moderna città è raccolto lungo un bellissimo viale pedonale, lungo 3,5 chilometri e contrassegnato da 11 tappe imperdibili: il museo, le chiese, il giardino d’inverno, la scalinata, la scuola, la spa, la centrale elettrica, il palazzo di giustizia e la stazione ferroviaria. Tutto quel che serve, tutto a portata di mano (o meglio di piedi) e con un risultato estetico di tutto rispetto.

Utile, ma anche bello

Funzionalista convinto, Gocar nella ristrutturazione di piazze, complessi scolastici, sedi rappresentative e palazzi istituzionali decide di non sacrificare il Bello alla praticità. Il suo complesso di scuole primarie e secondarie -dal kindergarten al college- con impianti ricreativi e sportivi è un vero e proprio esordio in Repubblica Ceca. Precursore dei tempi, il progetto è ancora di estrema attualità e assolutamente adeguato alle moderne esigenze educative e aggregative.

La Galleria d’arte moderna di Hradec Kralove, il cui edificio in Art Nouveau è già un capolavoro di per sé, ospita una collezione unica in Repubblica Ceca, con opere del periodo compreso tra i due conflitti mondiali e straordinari esempi di cubismo ceco e surrealismo tra gli Anni ‘20 e ’70. All’interno di un monumentale edificio liberty, progettato da Gocar con una singolare planimetria che ricorda le chiese medievali a pianta a croce latina, ecco anche il Museo della Boemia orientale, con imponenti collezioni archeologiche, scientifiche e storiche.

Piazza Masaryk rappresenta perfettamente il concetto funzionalista di area urbana di Gocar. Tra gli interventi principali, la modifica della facciata dell’ex sede di Anglobanka e la commissione di una statua di Masaryk  (fondatore e primo presidente della Cecoslovacchia) allo scultore Otto Gutfreund.

“Deviazioni sul tema”

Chi è arrivato fin qui, dopo aver visto anche i grandi magazzini Wenke a Jaromer, non può non mettere in conto una deviazione nella vicina regione di Pardubice, a caccia di altri gioielli firmati Gocar. Come i monumentali edifici industriali dei Winternitz Mills sulle rive del Chrudimka, i palazzi della ex Anglobanka e della Casa Distrettuale (oggi centro commerciale) sulla piazza del capoluogo, lo stabilimento termale cubista di Lazne Bohdanec.

Bat’a e Skoda: a piedi o in auto la storia della Repubblica Ceca in viaggio verso il futuro

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Erano i primi Anni’ 20, quando il futuro sembrava lì a portata di mano. Bisognava solo andarselo a prendere… E a segnare il progresso nonché la fama internazionale della Repubblica Ceca furono proprio una grande manifattura calzaturiera e una casa automobilistica, che avrebbero portato in giro per il mondo mezzo pianeta. I loro marchi sono ancora molto conosciuti: Bat’a e Skoda. Vediamo dove sono nati e quanta strada hanno fatto, letteralmente.

Passo dopo passo, la scalata al successo di Bat’a

Con quell’impercettibile apostrofo, talmente invisibile da far pensare a molti italiani a un’eccellenza autoctona, il marchio Ba’ta campeggia ancora oggi sulle vetrine di tutta Europa, ma anche di Cina, Brasile e Stati Uniti. Tutto è nato in una fino ad allora anonima cittadina della Moravia: Zlin, non lontano da Brno. Tomas Bat’a, tra gli Anni ’20 e ’30 del secolo scorso seppe trasformare un altrettanto anonimo calzaturificio in un colosso del mercato calzaturiero internazionale. E non si accontentò di quello: la rinascita del primo dopoguerra passava anche attraverso la creazione di una cittadella operaia ideale, dove alla forza lavoro non mancasse nulla per vivere bene e in serenità. La storia moderna di Zlin, insomma, è legata a doppio laccio a quella del marchio Bat’a.

Sorse così, per mano di grandi architetti del calibro di Kotera, Karfik, Gahura, Lorenc e persino Le Corbusier, una piccola Utopia con – al cospetto del grattacielo di Bat’a- tanto di cinema, ospedale, casa delle arti, centro commerciale, mercato e il quartiere residenziale di Letna con le sue villette. Agli operai dedicò case funzionali, fatte costruire secondo un modello visto negli States e pensate per sopravvivere un trentennio. Invece sono ancora in piedi, testimonianza di un’epoca e di un movimento –il funzionalismo- davvero unici.

Al centro di tutto c’era, e ancora c’è anche se oggi ospita gli uffici della Regione, il quartier generale dell’azienda: un alto palazzo funzionalista che torreggia su tutto e che fu il fiore all’occhiello di Tomas Bat’a. L’imprenditore, nella sua genialità, allestì persino il proprio ufficio in un grande ascensore, con cui saliva e scendeva in continuazione per poter tenere sotto controllo i reparti direttamente dalla scrivania…

Bat’a, lanciato verso il futuro, non dimenticava però le proprie origini e non dobbiamo farlo neppure noi. Tra tante curiosità non scordiamo di visitare il Museo della Scarpa, dove vengono svelati tutti i segreti dell’antico mestiere del calzolaio ma anche i presupposti che hanno portato una famiglia di imprenditori calzaturieri a rivoluzionare una città intera. E non solo.

Laurin e Klement, l’araba fenice prende il volo con Skoda

Letteralmente risorta dalle ceneri dei propri stabilimenti, andati a fuoco nel 1924 a Mlada Boleslav, in Boemia Centrale, la Laurin e Klement –produttrice di cicli, motocicli e auto-troverà nella fusione con la Plzen Skoda non solo la salvezza, ma anche la propria strada. Di successo. Nata per riconvertire l’industria bellica, e in particolare i grandi impianti di carrozzeria allestiti per la costruzione di autocarri militari, la Skoda segna gli anni del primo dopoguerra con modelli di lusso passati alla storia. Dopo gli anni grigi della crisi economica, il marchio è tornato caparbiamente in auge e oggi è il terzo brand più antico sul mercato. Tutta la sua storia è raccolta nello Skoda Museum, moderno edificio di 1.800 mq dove regalarsi un’esperienza interattiva davvero unica. Tre le sezioni espositive, dedicate rispettivamente a tradizione, evoluzione e precisione. Splendida la mostra di modelli d’epoca. Tante le attività per i bambini, mentre gli adulti su prenotazione possono persino visitare i reparti produttivi.
Da non perdere nemmeno la Secondary School of Engineering, costruita nel 1927 su progetto di Jiri Kroha e notevole esempio di architettura funzionalista, la cui imponenza tradisce tra l’altro l’importanza cui era assurta la città all’epoca, grazie alla Skoda. Sono tantissimi a Mlada Boleslav i monumenti funzionalisti a firma di Kroha.

Autunno d’autore A Praga va in scena il meglio del design contemporaneo

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Città custode del passato e culla del futuro. Un’equazione tutt’altro che azzardata, di cui è possibile ammirare i risultati semplicemente passeggiando per la capitale… Ma soprattutto non mancando l’appuntamento di ottobre con il Designblok, rassegna di respiro internazionale che mette in vetrina il meglio della creatività moderna d’autore.

In un Paese famoso per arte e artigianato dalle tradizioni e dalle fogge antiche, va sempre più di moda il design. Dal 25 al 29 ottobre prossimi torna a Praga Designblok. La Settimana Internazionale del Design e della Moda–considerata la kermesse più grande dell’Europa centrale nel suo genere- popola la capitale di artisti e designer di tutto rispetto, e di tuta Europa, che firmano innovativi progetti sia in campo industriale che in quello dell’arredamento, degli accessori, della moda, dell’oggettistica e dei gioielli. Una ventata di modernità, sempre attesissima dagli operatori del settore ma anche dai semplici appassionati, che soffia sui quartieri di Holešovice, Karlín, Città Vecchia e Città Nuova, trasformati in un palcoscenico per artisti individuali, studi di design, scuole di marchi internazionali. Alla rassegna è sottesa una filosofia di attenta e severa selezione di opere originali e rigorosamente di qualità, firmate da artisti emergenti e promettenti. Nell’ambito del Designblok sono in programma mostre, esposizioni, show-room e sfilate di moda. L’evento, che richiama oltre 200 espositori, si svolge in più sedi (circa 14.000 metri quadrati tra indoor e outdoor) e coinvolge anche numerose gallerie e showroom della città, in una sorta di fuori-salone.

Nexi e i vantaggi di Apple Pay in Italia

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Sapete benissimo come viaggiando molto sia “allergica” al portare contante con me: e non
solo, odio anche ritirare ai bancomat.
Fortuna ci sono nuove soluzioni di pagamento: ad esempio con Nexi possiamo
sfruttare i vantaggi di Apple Pay in Italia.
Alla fine dobbiamo ammetterlo: noi più giovani siamo sempre volenti o nolenti con il
telefono in mano, per fare qualunque cosa. Ma a volte non pensiamo ancora a quanto sia
pratico pagare tramite smartphone o quanto all’estero sia comodo e facile pagare anche
solo un caffè senza doversi preoccupare di prelevare o di cercare portafoglio e carta immersi
chissà dove dentro la borsa.
Grazie ad Apple Pay e a Nexi possiamo effettuare pagamenti con il nostro iPhone o Apple
Watch. Io ad esempio lo trovo molto comodo quando appena arrivata in un nuovo
aeroporto, con tutti bagagli e borse in mano faccio fatica a cercare qualsiasi cosa che non
sia un telefono: e lì la comodità di pagare panino e/ o caffè senza dover cercare il portafoglio
è immensa.

Ma come si attiva Apple Pay? Un gioco da ragazzi!
Ci vogliono solo davvero due minuti: basta aprire l’app wallet e toccare il segno + e lasciarsi
guidare dalle istruzioni sul display, su iPhone. Similmente per Apple Watch basta cercare
wallet e Apple Pay.
Si usa poi con un solo gesto per pagare nei negozi : ma non solo, anche all’interno delle
app e online. Un modo di pagamento veloce e sicuro.
Sul sito avrete comunque maggiori info sulle banche abilitate!

LELO SONA festeggia il suo primo compleanno dal lancio sul mercato

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Nell’ottobre 2017, questa originale “bomba di piacere” ha colto tutti di sorpresa. Sviluppato con l’inconfondibile stile elegante di LELO, SONA ha conquistato il cuore (e non solo!) delle donne di tutto il mondo. Festeggia il primo anniversario di SONA regalandoti un orgasmo senza precedenti… e questo mese è in super sconto!

 

Alimentato a batteria, ricaricabile tramite USB, impermeabile, in silicone e dotato di tecnologia Cruise Control, SONA e SONA Cruise sono i primi massaggiatori dalle linee sinuose che sfruttano le onde soniche, anziché le tradizionali vibrazioni. Nel mondo degli stimolatori clitoridei, LELO SONA si è distinto con grande successo, fin da lancio nell’ottobre del 2017, ottenendo in tutto il mondo un eco di OOO!

Guardando indietro fino all’invenzione del primo vibratore alimentato a vapore (e decisamente poco estetico) nel 1880, è un dato positivo come l’atteggiamento della società si sia adeguato nel tempo, accettando progressivamente una sessualità sempre più libera e senza taboo; ma soprattutto che la masturbazione e gli orgasmi non sono trattamenti per le malattie, come si credeva, per l’isterismo femminile. Tuttavia, senza quel momento storico, oggi forse LELO non esisterebbe e sarebbe un vero peccato perché, chi meglio di LELO, comprende che il piacere non è solo raggiungere un orgasmo? L’autoerotismo è amare se stessi e partire verso un’esperienza completa che dovrebbe farti sentire sopra le nuvole. Così gli esperti di piacere di LELO hanno deciso di creare SONA, un massaggiatore clitorideo che avrebbe continuato la fruttuosa tradizione del brand di andare sempre un passo oltre. Solo che questa volta, invece di andare oltre, sono andati più in profondità!

 

Ecco come…

 

SONA ha “semplicemente” aperto un mondo sul piacere clitorideo. Ciò che distingue SONA dagli altri massaggiatori è il fatto che le onde sonore prodotte dal cuscinetto all’interno della sua “bocca” vanno più a fondo e stimolano l’intera rete di nervi nel clitoride, non soltanto la parte visibile. Con gli impulsi che riverberano in tutto il corpo  – come l’assolo del basso più selvaggio che tu abbia mai sentito – l’orgasmo è come se si scaturisse dalla parte più profonda di te. Ne hanno parlato in tutto il mondo, ogni donna che lo ha provato afferma di essersi sentita come disorientata dopo il primo orgasmo con SONA. Inizia come una vampata di calore che si diffonde come una fiamma, riscaldando ogni parte del tuo corpo fino a che non raggiungi l’apice di piacere. Indipendentemente da dove ti trovi (ricordi? È anche impermeabile!) SONA renderà questa esperienza indimenticabile.

 

Ti stuzzica, non è vero? Unisciti a LELO nell’augurare a SONA e SONA Cruise un buon primo compleanno!

 

Note agli editori

Per tutte le informazioni sui prodotti visita il sito www.lelo.com/it o per stuzzicare la tua fantasia

con piccanti ispirazioni e nuove idee visita Volonté, il blog di LELO su www.lelo.com/it/blog/

 

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