Scones ai mirtilli aromatizzati al limone

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Gli scones sono un grande classico dell’afternoon tea e vengono tradizionalmente gustati con clotted cream e marmellata.

Vogliamo proporvi una versione alternativa davvero gustosa e profumata di questo dolce tipicamente Bristish: gli scones ai mirtilli aromatizzati al limone.

Questi scones hanno un gusto fresco e ti consquisteranno al primo morso grazie alla loro straordinaria morbidezza!

Sono perfetti per accompagnare il tuo afternoon tea, ma anche per colazione o da portare agli amici come dolcetto di fine pasto.

Cosa aspetti? Accendi il forno e preparati ad impastare.

Blueberry Scones and lemon zest on a transparent dish © Visit Britain/Alessandra Scippacercola

Ingredienti per circa 10 scones:

  • 250gr farina 00 setacciata
  • 75gr zucchero semolato
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • 50gr burro
  • 50ml latte
  • 80gr yogurt Greco
  • 1 uovo
  • 200gr mirtilli freschi
  • 1 pizzico di sale

Procedimento:

Come prima cosa metti il burro 10/15 minuti in freezer. Questo piccolo trucchetto farà sì che il burro si sciolga durante la cottura e che i tuoi scones risultino friabili all’esterno e soffici all’interno.

Nel frattempo, mescola tutti gli ingredienti secchi insieme, ovvero: farina, zucchero, lievito, sale e scorza del limone.

Prendi il burro dal freezer e grattugialo. Aggiungilo poi agli ingredienti secchi e mescola con le mani o con una frusta da cucina. Ricordati di non mescolare troppo il tuo impasto, non vogliamo assolutamente che il burro si sciolga completamente!

In un’altra ciotola mescola latte, yogurt greco e uovo.

Versa quest’ultimi nella ciotola con gli ingredienti secchi, aggiungi anche i mirtilli e mescola delicatamente, evitando che i mirtilli si rompano.

Ti consigliamo di usare mirtilli freschi, puoi tuttavia usare anche quelli surgelati ma non scongelarli.

Infarina una spianatoia e stendi l’impasto con le mani. Non usare il mattarello, schiaccerebbe tutti i mirtilli.

Nota bene: è normale che l’impasto sia appiccicoso, se lo è troppo aggiungi un po’ di farina.

Una volta che hai steso l’impasto, taglia dei tondini di pasta con un coppapasta del diamentro di circa 8cm e riponili su una teglia rivestita con della carta forno.

Prima di infornare, per rendere i tuoi scones ancora più dorati, ti consigliamo di spennellarli con un un mix di yogurt greco e latte (2 cucchiai di yogurt e 1 di latte mescolati insieme)e un pizzico di zucchero di canna su ogni scones.

Inforna i tuoi scones per circa 25 minuti in forno preriscaldato a 200°C o fino a che non siano belli dorati in superficie.

Dopo la cottura rimuovili dal forno e gustali sia tiepidi che a temperatura ambiente.

Inghilterra: le location di Bridgerton

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Bridgerton, per dirla alla Lady Whistledown (mai nome fu più azzeccato per un ruolo simile), è davvero sulla bocca di tutti in questi giorni ed è destinato a restarlo a lungo, visto che – a quanto dicono – saranno previste delle nuove stagioni. Shonda Rhimes, creatrice delle celebri Grey’s Anatomy e Scandal (con relativi spin-off) la sa lunga in quanto a serie tv pronte a far parlare il mondo. Bridgerton racconta l’Inghilterra dell’Epoca Regency e si basa sui romanzi, scritti ai giorni nostri, dell’autrice americana Julia Quinn. Quanto c’è di vero e quanto c’è di inventato in Bridgerton e quali sono i luoghi da vedere in Inghilterra per ritrovare atmosfera e location di questa serie tv? Siamo pronti a raccontarti ogni segreto.

Bridgerton (L to R) Florence Hunt as Hyacinth Bridgerton, Luke Newton as Colin Bridgerton, Ruth Gemmell as Lady Violet Bridgerton, Phoebe Dynevor as Daphne Bridgerton, Claudia Jessie as Eloise Bridgerton, Jonathan Bailey as Anthony Bridgerton, Will Tilsto

L’Epoca Regency e Bridgerton

Come dicevamo, i romanzi che hanno dato vita alla serie tv Bridgerton sono di un’autrice americana contemporanea. L’Epoca Regency è un periodo storico che solletica la mente di molti scrittori, se non altro per l’immensa e insuperabile opera di Jane Austen, l’autrice che più di tutti ha consegnato all’eternità certe tematiche, certi luoghi e certi tipi di storie. Bridgerton è, ovviamente, figlio della nostra epoca e certe tematiche entrano di prepotenza in una narrazione che, se fosse stata contemporanea a quella di Jane Austen, non si sarebbero mai viste. Il bello della letteratura, però, è proprio questo: il poter lasciare andare la fantasia e lasciare che le cose si mescolino dando vita a un universo immaginato anziché reale. Shonda Rhimes, del resto, ci ha messo del suo, portanto Bridgerton al centro di tematiche molto importanti ai giorni nostri: l’uguaglianza razziale è un must più che giusto per molte produzioni televisive. Il Duca di Hastings, giusto per citare un personaggio davvero ammirato da tutti, nella serie tv è un nobile di colore ma – va detto – la cosa non sarebbe stata possibile nell’Inghilterra di quegli anni. Oggi le cose sono diverse, tanto che il primo Lord di colore in Gran Bretagna è stato il Barone di Warwick nel 1996. Scelte stilistiche e tematiche di racconto non tolgono nulla, però, a qualcosa di piacevole da guardare e, soprattutto, capace di farci fare un viaggio in Inghilterra direttamente dal nostro divano.

Le location di Bridgerton: Nr.1 Royal Crescent, Bath

Può una storia ambientata nell’Epoca Regency avere una location diversa da Bath? Certo che no! In realtà, le vicende raccontate in Bridgerton son ambientate nella Londra di Mayfair, all’interno delle residenze cittadine delle migliori famiglie d’Inghilterra. La vita di una famiglia nobile, a quel tempo, infatti, si svolgeva in città per la stagione e in campagna quando possibile. Molte famiglie avevano, per l’appunto, anche una casa a Bath per godersi le terme e l’ambiente rilassato di quella città del Somerset. Bath, in questo caso, “impersona” la Londra di quegli anni. A livello di riprese, infatti, non sarebbe stato possibile girare nella capitale del Regno Unito perché, benché l’atmosfera Regency sia ancora palpabile in molti quartieri, la modernità ha avuto il sopravvento. La cosa non riguarda, ovviamente, Bath che resta un gioiello di architettura Regency e di atmosfera da romanzo. Il Nr.1 del Royal Crescent è il luogo giusto da visitare per ritrovare Bridgerton e tutte le storie scritte in precedenza che hanno ispirato questi romanzi.

Bridgerton (L to R) Phoebe Dynevor as Daphne Bridgerton and Rege-Jean Page as Simon Basset in episode 101 of Bridgerton.

Le location di Bridgerton: Abbey Green, Bath

Abbey Green è una via del centro di Bath, una di quelle strade così belle da sembrare inventate. La cosa bella è che è reale e camminarci ti porterà dritto a pensare di essere in una scena di Bridgerton o in un paragrafo di Emma di Jane Austen. Questa via, nella serie tv, si mostra spesso e volentieri perché rappresenta l’indirizzo in cui si trova la famosa modista che crea abiti e allunga orli come se non ci fosse un domani. Non appena si potrà viaggiare, indossa il tuo outfit più bello e fai una passeggiata ad Abbey Green. Attenzione, però, a non sbagliare abbinamento o a scegliere un paio di scarpe poco adatte: Lady Whistledown e la sua penna tagliente sono sempre in agguato!

Le location di Bridgerton: Ranger’s House, Greenwich

In ogni puntata della serie si vedono i cancelli e la porta di Casa Bridgerton, la dimora della grande famiglia protagonista della serie. Dove si trova? Si tratta di Ranger’s House, una dimora nobiliare che si trova a Greenwich, proprio ai margini dell’omonino parco così bello e così denso di cose da vedere. Se passi di lì, un selfie di fronte al famoso cancello è d’obbligo ma non dimenticare di visitare il Royal Observatory, non appena riaprirà. Non perderti anche la visita alla Queen’s House, la dimora costruita per la regina Anna.

Le location di Bridgerton: Castle Howard, Yorkshire

E cosa dire della dimora dei Duchi di Hastings? Clyvedon, la grande tenuta del Duca, è in realtà Castle Howard, splendida residenza che si trova a poca distanza da York, nel nord dell’Inghilterra. Castle Howard non è nuovo al fatto di comparire sul grande e sul piccolo schermo. La sua prima – e spettacolare – apparizione fu in Barry Lyndon di Stanley Kubrick. Costruito alla fine del XVII Secolo, Castle Howard resta sempre un grande classico da visitare, magari con la bella stagione, approfittando anche dei grandi giardini. Anch’essi, infatti, si mostrano per bene in più di una puntata di Bridgerton. Una curiosità sul Duca di Hastings: in Gran Bretagna nella vita reale, c’è il Barone di Hastings e non il Duca. Il titolo nobiliare che esite realmente è Baron Hastings, per il quale viene usato l’appellativo di Lord Hastings. Il titolo esiste dal XIII Secolo.

Prior Park: le location di Bridgerton

Le location di Bridgerton: Prior Park, Bath

Parlando di giardini e di location di Bridgerton, non possiamo non citare Prior Park, splendida opera paesaggistica di Capability Brown. Questo giardino, gestito ora dal National Trust, si trova appena fuori Bath e ti regalerà la possibilità di fare grandi foto, proprio con Bath come sfondo. Prior Park è uno di quei luoghi da visitare per fare un vero e proprio viaggio nel tempo. Non ti sarà difficile immaginare di essere parte di una delle scene di Bridgerton quando ti troverai lì.

 

La ricetta del Porridge

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Il porridge è di certo uno dei piatti più tradizionali della colazione britannica e si compone di pochi, semplici ingredienti, che mescolati insieme danno vita ad una colazione davvero da leccarsi i baffi!

Le sue origini sono davvero antiche e pare che l’uomo nel corso della storia abbia sempre mangiato piatti simili al porridge. Pensate che addirittura gli Antichi Greci e gli Etruschi pare mangiassero una pietanza simile.

Il termine porridge deriva dall’inglese arcaico “pottage”, ovvero zuppa o stufato e inizialmente veniva considerato come una pietanza per i poveri, ma con il passare del tempo è divenuto sempre più celebre e apprezzato da tutti!

Ma ora basta chiacchierare, prendete il grembiule e accendete i fornelli!

Porridge in a bowl with berries, banana and chocolate chips © Visit Britain/Alessandra Scippacercola

Ingredienti per una porzione:
5 cucchiai di fiocchi d’avena (circa 30/35 grammi)
200 ml di acqua
50 ml di latte
1 cucchiaio di miele

Procedimento:
Mettete in un pentolino i fiocchi d’avena, l’acqua e il latte e mescolate bene.

Accendete il fuoco e cuocete a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto facendo attenzione che il composto non si attacchi alla pentola. Quando il porridge inizia a sobbollire, mescolate bene e cuocete per un altro minuto. Spegnete il fuoco, aggiungete il miele e… buon appetito!

Vi consigliamo di aggiungere al porridge della frutta fresca tagliata a pezzi, della frutta secca e una spolverata di cannella.

E per un porridge ancora più goloso, durante la cottura fate sciogliere uno scacchetto di cioccolato fondente, non ve ne pentirete!

Come risolvere la Maskne

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Di tutte le preoccupazioni per la cura della pelle che i consumatori hanno cercato su Google l’anno scorso, ce n’è stata una che ha superato tutte le altre: la maskne. La pandemia globale di Covid-19 ha costretto una popolazione mondiale a indossare improvvisamente maschere per il viso ogni giorno. Gli operatori sanitari di prima linea hanno affrontato la più grande urgenza per il mascheramento, ma tutti, dagli adolescenti che camminano a scuola ai pensionati che visitano i negozi di alimentari, sono stati tenuti a scivolare sulle maschere. Improvvisamente è diventato parte della nostra vita quotidiana.

Per cominciare, la maskne è un’esplosione di brufoli causata principalmente dall’indossare una maschera di stoffa. Il termine medico per la condizione è ‘acne meccanica’ ed è il risultato dello sfregamento del tessuto della maschera contro la pelle. È l’attrito che irrita la pelle causando l’infiammazione che porta all’acne.L’acne stessa, è una condizione della pelle che si verifica quando i pori sono intasati da sebo, cellule della pelle, sudore, umidità o sporcizia. Questi intasano il batterio propinibacterium acnes, che si trova naturalmente sulla pelle, nei nostri pori. Quando sono intrappolati sotto la superficie della pelle, i batteri possono causare infiammazioni e infezioni che portano alla creazione di “brufoli”.

Non a caso, non è solo l’attrito della maschera che può portare a questi fastidiosi breakout. Il sudore e l’umidità del tuo respiro rimangono intrappolati nella maschera. Il dermatologo crede che questo sudore e l’umidità intrappolati sotto una maschera per un periodo prolungato di tempo possono stimolare questi breakout. È una combinazione di attrito della maschera e respiro intrappolato che provoca maskne.

Se ti ritrovi ad avere a che fare con un’eruzione di acne sotto la maschera, ci sono passi per aiutare a guarire e risolvere questa condizione della pelle rapidamente. Per iniziare, passare a una maschera di cotone leggero a doppio strato, se possibile. Le maschere sintetiche tendono a intrappolare l’umidità e i batteri più dei tessuti naturali. Puliscila quotidianamente con detergenti delicati senza profumo e senza coloranti. La fragranza è il numero uno delle sostanze irritanti per la pelle, quindi questo singolo passo potrebbe risolvere il problema.
Se soffri di una brutta irritazione da maschera, prova a passare a una maschera per il viso pulita ogni due ore. Questo eviterà che l’umidità e i batteri si accumulino sotto la maschera. Non superare mai le tre ore, specie con le maschere usa e getta perché ricordiamo che non hanno più efficacia contro il virus.

Prova un trattamento spot sulle tue macchie di acne. Cerca una formula che contenga perossido di benzoile e acido salicilico. Ma se non avete una farmacia o una profumeria DM a portata ma solo amazon provate con questo stick naturale al tea tree.

Lava il tuo viso due volte al giorno usando un detergente in crema molto delicato, come questo di Avene. Evitare qualsiasi detergente che contenga laurilsolfato di sodio perché può eliminare la barriera di idratazione della pelle. Usa acqua tiepida per risciacquare e applica una crema idratante leggera senza olio. Cercatene una con acido ialuronico che ha proprietà lenitive e antinfiammatorie, questa di Omia a qualità e prezzo è perfetta. Potresti voler andare leggero con il trucco, poiché molti fondotinta e primer contengono oli che possono ostruire i pori quando sono intrappolati sotto una maschera.

Non dimenticare le labbra. Le labbra sono una delle aree più colpite dall’uso della maschera. Assicurati di applicare regolarmente un balsamo per labbra di buona qualità per prevenire l’irritazione e la secchezza causati dalla maschera. Potete anche pensare a inserire nella vostra beauty routine l‘Eight Hour Repair di Elizabeth Arden.

Se segui questi semplici passi, potresti scoprire che la tua acne guarisca in pochi giorni. Se la condizione persiste o peggiora, vale la pena contattare il tuo medico o dermatologo. Potrebbe essere necessario prescrivere una crema o un trattamento per riportare la pelle ad un equilibrio sano. E a tutti coloro che indossano quotidianamente una maschera, grazie. State aiutando a prevenire la diffusione comunitaria di questo virus.

Connessioni nel tempo: il digitale e le nuove forme di trasmissione del patrimonio culturale al centro della prima stagione di AGO

La programmazione di AGO Modena Fabbriche Culturali debutta giovedì 4 febbraio con una prima stagione dedicata alla trasmissione del patrimonio: dieci iniziative, principalmente in live streaming, per comprendere come il futuro del patrimonio culturale venga garantito dalle piattaforme digitali. Ospiti di fama internazionale declinano il tema con lezioni e confronti online: Jeffrey Schnapp, Robert Darnton, Maurizio Ferraris. Segue una conversazione sul futuro dei musei (con Martina Bagnoli, Riccardo Falcinelli, Gianfranco Maraniello) e un intervento di Adriano Prosperi su come mutano le modalità di registrazione della memoria. Completano il programma il lancio della piattaforma digitale Lodovico e un’installazione del duo Afterall

Nella realtà digitale tutto è documento: qui gli atti sociali vengono fissati in agglomerati di dati. In essa tutto è rintracciabile, trasmissibile e anche potenzialmente utilizzabile per analizzare consumi e orientare bisogni.
Il carattere digitale del documento ha un significato speciale nel caso della trasmissione del patrimonio culturale: le nuove tecniche di conservazione e diffusione del patrimonio – bibliotecario e archivistico in primo luogo – rendono la memoria condivisa meno deteriorabile, sempre più accessibile e pubblica. La prima stagione del programma di Ago per il 2021 parte da qui, da una riflessione sul futuro del patrimonio garantito dalle piattaforme digitali che si snoda attraverso lezioni magistrali e conversazioni, release di patrimonio digitalizzato, installazioni artistiche: dieci appuntamenti in meno di un mese, in diretta streaming sul sito e sui social di AGO, in attesa di poter accogliere il pubblico in presenza.

Testimoni
Il programma prende il via con una riflessione sulla transizione dei libri dalla pagina allo schermo (e viceversa): giovedì 4 febbraio alle 18 la lezione live streaming di Jeffrey Schnapp, tra i principali esperti di umanesimo digitale e professore dell’Università di Harvard, ricostruisce il lungo percorso dal codex all’e-book per evidenziare i cambiamenti tecnologici, le pratiche estetiche e i mutamenti nella comunicazione della ricerca connessi all’avvento del libro elettronico.
L’ambizione, antichissima, di raccogliere tutti i libri del mondo in un’unica biblioteca è al centro del secondo appuntamento, la lezione dello storico statunitense Robert Darnton venerdì 5 febbraio alle 18: la biblioteca d’Alessandria, con il suo tragico epilogo, è l’emblema di questo sforzo enciclopedico. Darnton, membro del comitato direttivo della Digital Public Library of America, racconta la storia di questo sogno e la declina nell’epoca digitale delle biblioteche virtuali.
Maurizio Ferrarissabato 6 febbraio alle 18, affronta le delicate questioni che pone il tema della documedialità: virtuale ma nondimeno reale, la dimensione digitale cambia il significato di categorie fondamentali come il materiale e l’immateriale.

L’aggiornamento dell’educazione al XXI secolo passa da una piena comprensione del ruolo della trasformazione digitale in corso. Le tecnologie a nostra disposizione permettono non solamente di personalizzare gli apprendimenti, ma anche di educare alle dinamiche di rete e di produzione collettiva: è possibile, quindi, educare all’intelligenza collettiva. Mercoledì 10 febbraio alle ore 18 un dibattito in streaming tra Filippo Domaneschi, direttore del Laboratory of Language and Cognition di Genova e la sociolinguista Vera Gheno affronta il tema di come osservare la memoria nel suo stato nascente. La conversazione, a cura di FEM Future Education Modena costituisce l’occasione per una valutazione teorica su queste potenzialità della linguistica cognitiva e per fare il punto su alcuni dei progetti di questo Centro di innovazione educativa.
Una riflessione sul futuro dei musei e sulle nuove pratiche di fruizione tra digitale e pandemia è affidata a un dibattito a tre voci nel quale la direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli, il designer Riccardo Falcinelli, lo storico dell’arte Gianfranco Maraniello (per cinque anni direttore del MART di Rovereto) si interrogano sui nuovi rapporti tra artisti, pubblico e opere. Con loro giovedì 11 febbraio alle 18 si ripensa il ruolo del museo alla luce dei nuovi linguaggi digitali e relazionali.
Lo storico Adriano Prosperi si chiede invece che valore hanno le cronache nella costruzione dell’identità e della storia di una società; la loro conversazione, venerdì 12 febbraio alle 18, ha come focus l’importanza della trasmissione mediata dal documento scritto e le potenzialità della digitalizzazione come nuovo mezzo di sigillazione di patrimoni.
Sabato 20 febbraio un dibattito curato dall’Archivio storico del Comune di Modena fa il punto sull’attualità dei lavori Giordano Bertuzzi per la ricerca urbanistica su Modena. Esperto di storia ducale e di trasformazioni edilizie della città, Bertuzzi ha fissato un modello ancora valido per misurare il cambiamento e salvaguardare un patrimonio, in questo caso quello dei manufatti edilizi del tessuto urbano (con: Angelo Spaggiari, Matteo Agnoletto, Giovanni Cerfogli, coordina: Giuseppe Bertoni).

Esperienze e azioni
Il 4 febbraio si inaugura Lodovico, la biblioteca digitale di Ago (www.lodovico.medialibrary.it). Sviluppata dal Centro interdipartimentale per le Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia, è un’unica banca dati interoperabile che potrà riunire collezioni e fondi documentari e fotografici afferenti a diversi istituti, del territorio e non solo. La piattaforma debutta con il primo release di un’opera digitalizzata in sei volumi dal centro DHMoRe: si tratta della “Cronaca di Modena” di Giovan Battista Spaccini, conservato oggi presso l’Archivio storico comunale di Modena, una raccolta di vicende insieme storiche e pittoresche che narrano la città dal 1588 al 1636.
Intervenendo direttamente sui testi tratti dalla Cronaca di Modena di Giovan Battista Spaccini (e sottolineandone un significato per così dire generale) il duo d’artisti napoletano Afterall propone un’installazione all’interno dell’antica farmacia dell’ex Ospedale dal 4 febbraio all’8 marzo: Enzo e Silvia Esposito mettono in atto un’azione di ricopiatura che porta il manoscritto su cartacarbone a rivivere nel presente e gli artisti diventano attori e custodi di una nuova memoria. Una discrepanza temporale accentuata dall’intuizione di filmare l’intera performance con telecamere a circuito chiuso, necessità artistica e contingente data l’impossibilità di una fruizione diretta dell’opera da parte del pubblico. In-visibile dal vivo, ma accessibile sul web, l’installazione incorporerà azioni in diretta ogni giovedì (orari da confermare), riproducendo anche nella dimensione online l’alternanza tra presenza e assenza, istante e memoria, che ne costituisce l’intuizione artistica originaria. Venerdì 5 marzo alle 18 i due artisti fanno un bilancio del lavoro in corso (con Lorenzo Respi).

E’ possibile seguire gli appuntamenti di AGO in diretta sulla pagina Facebook AGO Modena Fabbriche Culturali (@AGOModenaFaCultura) e sul sito www.agomodena.it

Al via AGO Modena Fabbriche Culturali: l’hub dove si connettono cultura digitale e cultura umanistica

Un progetto connettivo e collettivo, un complesso di oltre 40mila metri quadrati dove le barriere tra sapere scientifico e sapere umanistico si dissolvono. AGO Modena Fabbriche Culturali è legato alla riqualificazione degli spazi dell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena e intende avviare una programmazione culturale che ne qualifichi l’identità. Nel suo “anno zero” AGO fa il punto sui quattro pilastri di una nuova cosmologia digitale, con altrettante stagioni di eventi in cui tema portante è quello della “connessione” – nel tempo, nella realtà, tra le persone, tra i sensi – indagato attraverso lezioni e conversazioni, laboratori, installazioni artistiche, spettacoli, prototipi sperimentali

Un filo nuovo per collegare arte e tradizione umanistica, cultura scientifica e innovazione, una struttura capace di cucire insieme il lavoro di chi si occupa di materie umanistiche, di scienza, di tecnologia, di intelligenza artificiale, di innovazione educativa. AGO Modena Fabbriche Culturali (https://www.agomodena.it/it/) fonda la propria identità nel luogo architettonico da cui prende nome e missione – il Complesso Sant’Agostino di Modena – e al contempo opera per dare a quel luogo un profilo immateriale e culturale. Lo fa da connettore concettuale e comunicativo: tramite tale lavoro connettivo ambisce ad aggiungere valore alle attività svolte sul territorio da altri soggetti.

Situato nel cuore di Modena, in una parte significativa del centro storico della città sia dal punto di vista urbanistico che storico e culturale, si collega alla riqualificazione di un’ampia area (oltre 40.000 mq.) con un rilevante investimento finanziario (oltre 110 milioni di euro) mettendo a sistema il complesso costituito dall’ex Ospedale Sant’Agostino, dal Palazzo dei Musei, dall’ex Ospedale Estense. Partner del progetto sono Fondazione di Modena, Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia, MIBACT con le Gallerie Estensi.

Missione culturale di Ago è riflettere sull’impatto delle tecnologie su cultura ed esperienza contemporanea. Approfondendo in modo denso la realtà digitale, intende farla emergere come una dimensione che comporta una ridefinizione dei confini tra saperi ed esperienze.

Il programma 2021: quattro stagioni per i quattro elementi di una cosmologia digitale
Per il 2021 AGO Modena Fabbriche Culturali proporrà un nucleo di eventi in ognuna delle quattro stagioni, impegnandosi a una ciclicità e regolarità di appuntamenti. Lo fa coinvolgendo i suoi partner attorno a progetti multiformato e multicanale, con modalità di svolgimento dal vivo e online, attraverso lezioni e conversazioni, laboratori, installazioni artistiche, spettacoli, prototipi.
La prima stagione del programma di Ago, al via giovedì 4 febbraio (e descritta nel comunicato che segue), è dedicata alla trasmissione, al futuro del patrimonio culturale garantito dalle piattaforme digitali, ai loro usi e alle potenzialità di elaborazione culturale e artistica che esse possiedono.
Per la stagione primaverile, al via il 15 aprile, la parola chiave è iQuanti. Si approfondirà la natura stessa della realtà digitale: leggera, punteggiata, in continuo divenire, caratterizzata da un legame tra le sue unità costitutive simile a quello che i fisici identificano tra i quanti.
Agli impatti sociali, politici e antropologici dell’epoca onlife Ago dedica la sua stagione di attività estive; a partire dal 28 maggio si indaga come non solo la nostra esperienza sociale sia divenuta anche social, non solo la nostra vita relazionale sia divenuta anche connessa, ma la nostra stessa coscienza e addirittura il rapporto con il nostro corpo risultino scossi dalle fondamenta da una rivoluzione tecnologica che trasforma il modo in cui ci formiamo le nostre opinioni e ridefinisce i confini della presenza e dell’assenza.
La stagione autunnale, dal 17 settembre, in concomitanza con il festivalfilosofia, si focalizza sul connubio originario tra gioco e digitale e sulla nuova combinazione tra i sensi (touch, screen, scrittura, auricolari), che consente ai tool digitali una radicale gamificazione del mondo.

Accanto al coinvolgimento dei partner culturali del territorio – segnatamente quelli direttamente afferenti al progetto Ago come gli istituti culturali comunali, il Centro DhMore e FEM – Ago stringerà collaborazioni su progetti qualificanti anche con attori particolarmente qualificati. Durante il corso del 2021, nelle stagioni a venire, prenderanno forma, tra le altre, attività in collaborazione con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (che condivide con Ago la missione alla public education), Fondazione Nazionale della Danza (con un progetto site specific), Fondazione Collegio San Carlo di Modena e DIG Festival.

Israele festeggia la natura: dai parchi al Capodanno degli Alberi con anche la partecipazione alla fiera GECO

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Tel Dan National Park. Crediti a Manu Grinspan

Israele: destinazione ricchissima di storia e cultura, ma anche di una natura splendida, rigogliosa e a tratti sconosciuta.

 

Pochi infatti sanno che in Israele sono ubicati, da Nord a Sud, oltre 60 parchi alcuni dei quali conservano al loro interno splendidi siti archeologici che potranno offrire esperienze straordinarie per i turisti che qui giungono da tutto il mondo.

 

In linea con la ricerca di contenuti rinnovati e di proposte inedite, sempre più legate a natura e rispetto dell’ambiente, l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo sarà tra gli espositori della fiera GECO, dal 27 al 29 gennaio p.v., appuntamento virtuale dedicato alla sostenibilità, alla ricerca tecnologica, al rispetto dell’ambitente.

 

La partecipazione dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo alla fiera GECO coincide poi con un appuntamento davvero speciale nel panorama delle festività e delle tradizioni ebraiche. Tu biSvat (significato letterale: 15 del mese di Shevat), il capodanno degli alberi, ricorrenza che cade quest’anno dal tramonto del giorno 27 al tramonto del giorno 28 gennaio.

Festa menzionata nel Talmud, il Capodanno degli Alberi è celebrato in Israele come un giorno di consapevolezza ecologica durante il quale gli alberi vengono piantati in festa.

 

Il turismo all’aria aperta si presenta come una delle nuove possibilità di offerta turistica che proprio l’autorità dei parchi di Israele ha voluto presentare nel corso dell’incontro virtuale che ha avuto luogo lo scorso 21 gennaio.

 

Molte le attività e le novità proposte  perfettamente in linea con le attuali regole derivanti dalle necessità di distanziamento, protezione e sicurezza  che possono essere così riassunte:

  • turismo accessibile: parchi attrezzati per accogliere persone con disabilità o con ridotta capacità motoria;
  • turismo archeologico: un’esperienza emozionante nella peculiare formula di “archeologo per un giorno” da realizzare nello specifico nel parco di Korazim;
  • spiritualità nei parchi: possibilità di organizzare messe e funzioni in alcuni dei luoghi più significativi per la tradizione cristiana;
  • attività di volontariato per contribuire alla tutela dell’ambiente;
  • esperienza di camping per ragazzi e famiglie, in un ambiente protetto e armonioso;
  • approfondimenti di turismo all’aria aperta, in bike, mountain bike o realizzando trekking indimenticabili;
  • percorsi di archeologia biblica in compagnia di esperti in collaborazione con i ricercatori della Israel Antiquity Authority.

 

Un emozionante saluto da parte dei direttori di alcuni parch i indirizzato al pubblico e alla stampa ha concluso l’incontro, riaccendendo la speranza e il desiderio di ritornare a scoprire ben presto la natura di Israele.

 

Kalanit Goren Perry, direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, si è prefissa l’obiettivo di accrescere nei prossimi mesi  la conoscenza di questi splendidi luoghi e delle attività proposte in essi,  grazie alla collaborazione con  Hagay Dvir, Tourist Product Manager, Israel Nature and Parks  e Orit Steinfeld, Marketing Director, Israel Nature and Park.

 

 

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Gan Hasholosha National Park. Crediti a Manu Grinspan

TOPOLINO presenta “La musica lirica raccontata da Topolino”

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In occasione dei 120 anni dalla scomparsa di Giuseppe VerdiPanini Comics presenta La musica lirica raccontata da Topolino, un Topolibro da collezione che raccoglie le più belle storie disneyane dedicate all’opera lirica, una vera delizia per tutti gli appassionati di palchi, loggioni e… fumetto d’autore. La musica lirica raccontata da Topolino è uno scrigno prezioso che contiene al suo interno 6 imperdibili storie che, nel corso degli anni, hanno contribuito a raccontare su Topolino la grande opera frutto del genio di Giuseppe Verdi e di altri grandi autori operistici. Il Topolibro è disponibile in edicola, in fumetteria con Topolino 3401 (da mercoledì 27 gennaio) e acquistabile anche su panini.it.

Ad aprire il volume, la storia più recente: Topolino e il Codice Armonico di Francesco Artibani e Paolo Mottura, dove Topolino incontra Giuseppe Verdi in persona, un omaggio in grande stile per ricordare il musicista in questa ricorrenza così speciale. Seguono altre 5 storie, scritte tra la fine degli anni ’70 e inizio ’80 da Guido Martina (prolifico autore che nel 1949 con il suo L’Inferno di Topolino diede vita alla prima Grande Parodia Disney). I Paperi più amati sono dunque i protagonisti di Paper-Damès e Celest’Aida (rilettura dell’Aida di Giuseppe Verdi), Paperin Caramba Y Carmen Olé (Carmen di George Bizet), Paperino di Bergerac (Cyrano de Bergerac di Franco Alfano), L’amorosa istoria di Papero Meo e Gioietta Paperina (Romeo e Giulietta di Charles Gounod) e Paperino e la piccola Butterfly (Madama Butterfly di Giacomo Puccini). A dare forma e colore alle storie, che in questo Topolibro sono introdotte ognuna da curiosità e approfondimenti che le riguardano, nomi storici del fumetto disneyano: Romano ScarpaGiovan Battista Carpi e Pier Lorenzo De Vita.

Ad impreziosire La musica lirica raccontata da Topolino, la prefazione a cura di Beatrice Venezi, giovane Direttore d’orchestra, pianista e compositrice, interamente dedicata alla musica e al suo valore. La Venezi sarà anche protagonista d’eccezione di una diretta sulla pagina Facebook @TopolinoMagazine e sul canale YouTube Panini Comics mercoledì 27 gennaio alle ore 19.00 per parlare di musica e raccontare le sue esperienze in giro per il mondo.

Con questo Topolibro speciale, Topolino diventa ancora una volta un narratore eccellente grazie al suo stile inimitabile, capace di spaziare tra divertimentoavventura e approfondimento all’insegna del carattere ludico-didattico che da sempre lo caratterizza. Un volume da collezione per chi ama e per chi vuole scoprire l’opera lirica (ma non solo)!

Cosa c’è di Stoccolma che genera così tanta creatività?

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Kamohelo Khoaripe musicista Sud Africa. Foto Ulf Leide
Stoccolma è considerata uno dei luoghi più innovativi al mondo, con il maggior numero di unicorni pro capite dopo la Silicon Valley. E ‘anche una delle migliori città quando si tratta di attirare talenti internazionali s. In Europa, Stoccolma è tra le prime tre destinazioni per la generazione Z ed è una città altrettanto attraente per gli investitori. Quindi cosa c’è nel DNA di Stoccolma che favorisce questa atmosfera innovativa?

In un nuovo video documentario di Stoccolma, cerchiamo il segreto dietro la creatività di Stoccolma, parlando con tre talenti internazionali che chiamano Stoccolma la loro nuova città natale:

Iolanda Leite, trasferitasi da Lisbona a Stoccolma con la sua famiglia nel 2016 per intraprendere la carriera di Assistant Professor presso il Royal Institute of Technology (KTH), sviluppando robot sociali;

Rorey Jones, che 9 anni fa ha scambiato Atlanta con Stoccolma per lavorare a Spotify. Ora vive qui con il suo cane Knut combinando una vivace vita cittadina con la natura; e

Kamohelo Khoaripe, che ha lasciato la sua città natale Johannesburg per Stoccolma cinque anni fa per intraprendere una carriera nella musica. Ora è il front man di Off The Meds, un quartetto DJ / Rap elettronico sperimentale.

Attraverso le loro storie, la ricetta della creatività di Stoccolma inizia a manifestarsi e la formula segreta di Stoccolma viene rivelata.

Guarda il video!

– I talenti internazionali ci hanno raccontato la loro storia su Stoccolma. Una storia su un luogo abbastanza diverso da qualsiasi altra parte della terra. Dove i nostri valori, in combinazione con un’atmosfera aperta e una società equa, consentono loro di essere creativi. È qualcosa che la nostra città deve davvero amare e proteggere , afferma Anna König Jerlmyr, sindaco di Stoccolma.

Sei curioso di sapere cosa potrebbe fare Stoccolma alla tua creatività? Benvenuto nel nostro nuovo sito web dove i locali di Stoccolma ti aiutano a immaginare e pianificare meglio una visita o una vita futura a Stoccolma. Vai su visitstockholm.com !

Sul film
Il film è prodotto per Visit Stockholm e Invest Stockholm da Garbergs e Tarot Pictures. Il regista è Gustav Bondeson, Tarot Pictures. L’intero film è girato a Stoccolma durante il mese di dicembre.

Chi va piano, va lontano. LELO presenta il nuovissimo SILA

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LELO SILA™ è qui per insegnarci l’arte del sesso con lentezza.

Rallenta, vivi il momento, perdi il controllo

 

Il sesso può essere molte cose, ma sicuramente non può diventare NOIOSO o basato sulla ROUTINE. Deve essere divertente, diverso dal solito, eccitante. Sicuramente una rapida sessione di sesso senza freni è meravigliosa, ma assicurati di prenderti il tempo per del sesso sensuale e lento. Ti chiedi perché? Questa è la nostra opinione, qui a LELO.

 

Lento non significa meno intenso – anzi!

Scegliere la lentezza significa portare consapevolezza in quello che si sta facendo, in quello che ci piace e in quello che si prova. Significa essere presenti nel momento e sentire l’orgasmo che si costruisce piano piano. 

 

Pensare di più a quello che facciamo ci aiuta a (ri)connetterci con i nostri sensi e lasciare andare il disordine quotidiano nel nostro cervello, e il cervello è importante! Lo “slow sex” è fatto di emozioni e fantasie che possono cambiare da un giorno all’altro, da un partner all’altro e da un contesto all’altro. Questo significa anche lasciare andare qualsiasi giudizio. Ricordati solo di assaporare il momento, ogni tocco, l’esperienza.

 

Scoprire punti di piacere specifici per il tuo corpo.

La stimolazione del clitoride è spesso fondamentale, per il piacere femminile, e l’utilizzo di sex toys è un ottimo modo per aiutarti a esplorare, per scoprire ciò a cui il tuo corpo risponde meglio e come ottenere il massimo del piacere. La maggior parte dei vibratori stimola solo la punta del clitoride. LELO ha creato la tecnologia SenSonic per stimolare il 75% in più del clitoride, mandando onde soniche in profondità nel tuo corpo. 

 

LELO SILA™ è dedicato al viaggio lento. Pensato per portarti a nuove vette di estasi, sulle montagne russe del desiderio. SILA prevede varie modalità di stimolazione, inclusa una vibrazione più morbida, in modo da poter godere di una sessione di piacere graduale. 

 

SILA manda onde soniche in profondità nel tuo corpo, sfruttando la tecnologia SenSonic; il silicone, sicuro per il tuo corpo, è progettato per assorbire le onde soniche e reindirizzarle sul clitoride, dando origine a una stimolazione delicata ed estremamente appagante. È impermeabile al 100% in modo che tu possa divertirti senza pensieri. SILA, proprio come SONA 2, è progettato in modo intelligente con la ricarica USB perché a nessuno piacciono i sex toys alimentati a batteria che si spengono proprio sul più bello!

 

Offrendo un’esperienza totale, SILA™ crea lentamente l’esperienza, ma non compromette l’intensità dell’orgasmo. 

 

SILA™ – I dettagli

  • Le dolci onde soniche di SILA™ stimolano delicatamente il clitoride, permettendoti di godere dell’intensità senza contatto diretto.
  • Otto modalità di vibrazione ti consentono di adattare l’esperienza al tuo umore e di raggiungere il pieno del piacere.
  • La grande apertura di SILA™ gravita attorno al centro del tuo piacere, per maggiore comfort e soddisfazione.
  • Silicone premium sicuro per il corpo ed estremamente liscio per un’esperienza sensuale impareggiabile, senza alcuna preoccupazione.
  • Grazie al cavo di ricarica USB incluso nella confezione, puoi portare SILA™ sempre con te e il suo design liscio e impermeabile è incredibilmente facile da tener pulito.
  • SILA™ è disponibile in tre colori  – pink, lilac e aqua.

 

Prezzo: SILA™ 169,00 €

 

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