Festivalfilosofia 2019: Divenire persone

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Nelle piazze e nei cortili del festival si discuterà di autonomia e diritti delle persone, di maschere e peculiarità del volto, di costituzione del Sé in tutte le fasi della vita e dei generi d’identità, sempre oscillanti tra io e noi

L’edizione 2019 sarà imperniata sulla parola chiave persona. In oltre 50 lezioni magistrali saranno affrontate le varie declinazioni di questo tema, una categoria di lunga durata della cultura europea, fondamento dell’autonomia individuale e dei diritti umani. Sempre immersa in una rete di reciprocità, alla persona si riconduce il principio di dignità, sia nel campo sociale e politico, sia nelle questioni della vita individuale. Si indagherà anche il modo in cui l’essere persone – richiamandosi al suo significato originario di maschera – passi attraverso il riconoscimento e la messa in scena del sé in cui si esprime la soggettività di ciascuno.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti.

1. Genealogie della persona
La prima pista affronta alcuni degli assi concettuali e storici ancora operativi nell’uso contemporaneo di questa categoria. Tra le tracce di lunga durata significativa è quella religiosa, che risale fino alla questione della natura umana e divina, come mostrerà Enzo Bianchi. Una seconda traccia, di cui parlerà Emanuele Stolfi, rinvia al diritto romano, nel quale la summa divisio tra persone (liberi e servi) e cose costituisce uno dei perimetri originari in cui si è svolto il discorso istituzionale e morale intorno alla persona. Questo dispositivo è stato successivamente recuperato su un piano filosofico e morale, ma sempre ispirato al primato del classico, nella visione umanistica di un antropocentrismo fondato sulla «dignità dell’uomo», su cui interverrà Massimo Cacciari in una lezione dedicata alla memoria di Tullio Gregory. Più a ridosso della contemporaneità, ulteriori svolte hanno segnato la riflessione sulla persona. In ambito fenomenologico, come mostrerà Roberta de Monticelli, è emersa la questione del rapporto tra l’evidenza della soggettività, che è corporea e relazionale, e l’«individualità essenziale» in cui è racchiuso il segreto dell’irripetibile unicità di ogni persona, capace di portare la propria novità nel mondo. Sul terreno della biopolitica, per converso, la critica alla persona ha mostrato la necessità di pensarla sempre in relazione all’impersonale, ovvero al collettivo, o in altro senso all’organico, per mostrare come la consistenza del vivente (umano, ma non solo) sfugga all’astrazione giuridica e istituzionale che pare inevitabile, data la struttura della persona: ne discuterà Roberto Esposito.
Un’ulteriore soglia problematizza la questione chiamandoci a discutere lo statuto delle persone non-umane e la soggettività animale: Leonardo Caffo farà il punto sulle sfide poste alla filosofia dalla questione delle specie, mentre Luisella Battaglia indicherà come il riconoscimento dei diritti degli animali implichi una vera e propria estensione della nostra comunità. Emanuele Coccia spingerà la riflessione fino a domandarsi se non esista un “io vegetale” che accomuna i viventi.

2. Maschere e volti
Il secondo terreno di analisi riguarda il significato etimologico e, come si vedrà, iconologico, della persona, che in latino indica la maschera (in greco la parola si affermerà in epoca bizantina per indicare la persona morale del sapere giuridico e verrà tradotta con prosopon, ossia con un termine che anch’esso rinvia al significato arcaico avente a che fare col volto e l’immagine). Marc Augé, membro del Comitato scientifico del festival, ne ricostruirà la dimensione antropologica e rituale, mentre Remo Bodei, Presidente del Comitato, si soffermerà sul rapporto tra maschera e volto che emerge anche nella disciplina del ritratto. Uno speciale tipo di maschera, con le sue implicazioni culturali ed etiche, è il tema della lezione di Maria Bettetini, che discuterà il significato iconologico del velo in varie pratiche culturali e religiose. Carlo Sini, discutendo lo statuto del corpo tra soggettività e automatismo, mostrerà come il corpo che siamo possa essere la nostra prima maschera. Jean-Luc Nancy farà vedere come siano la pelle e la sua fragilità, esponendo il corpo al mondo, a costituire il nostro primo legame con esso.

3. Lessico dell’individuo
Nella terza pista tematica si farà il punto sui diversi lessici dell’individualità, della soggettività e della singolarità, per cogliere i contesti e le caratteristiche peculiari dell’idea filosofica di persona. Mentre la questione dell’individuo si pone sul piano ontologico in relazione alla totalità, facendo emergere anche il carattere illusorio delle parti rispetto al tutto dell’Essere (è la proposta di Emanuele Severino), è possibile anche rintracciare ampia evidenza di una trasformazione che l’individualità ha subito in epoca contemporanea. Come indicherà Danilo Martuccelli, gli individui contemporanei ambiscono a essere uguali solo a se stessi e incomparabili con chiunque altro. In questo processo di singolarizzazione, il cui esito paradossale è spesso il conformismo assoluto, Mauro Magatti intravede l’opportunità di ripensare un individuo che, dalla propria crisi, riscopra il valore fondante e generativo della reciprocità. La soggettività, del resto, non è un dato ma una costruzione, un complesso processo di edificazione di sé e del proprio carattere, come mostrerà Salvatore Natoli.
Ogni esistenza è d’altronde essenziale e intangibile. Ai gesti di violenza biblica che attaccano la singolarità della vita, facendone per contrasto brillare il valore, è dedicata la lezione di Massimo Recalcati.
In un contesto completamente differente, la singolarità è una caratteristica cosmologica, come nel caso dei buchi neri, dove i sistemi fisici perdono la capacità predittiva. Questo affascinante tema, che ha a che fare con le più avanzate teorie sull’origine dell’universo, verrà discusso da Mariafelicia De Laurentis e Massimo Pietroni (in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dibattito condotto da Marco Cattaneo).
A come sopravvivere nel mondo conservando la scintilla dell’umanità e con l’ausilio del racconto sarà dedicato l’intervento di Stefano Massini (Lectio Coop Alleanza 3.0).

4. Io e noi
Il tema dell’identità, che non si sovrappone a quello dell’individuo, indica una questione che dal piano individuale (non solo cognitivo, e nella nostra epoca neanche esclusivamente corporeo, ma anche digitale), si carica tuttavia anche di valenze politiche. Funzionale e costruttiva, l’identità rinvia sempre all’appartenenza, a una cultura o alla comune umanità: tutti concetti porosi e non essenzialistici, di cui provare a sondare limiti e potenzialità. Nathalie Heinich indicherà il contesto individuale di formazione dell’identità, decostruendo tutto quello che nel discorso pubblico passa per “identitario”, senza a rigore esserlo, mentre Donatella Di Cesare farà vedere come, in un mondo che non sa più pensare il fuori, l’identità valga soprattutto come cancellazione dell’alterità. Su un diverso piano, Silvia Vegetti Finzi mostrerà viceversa che essere se stessi è un’arte che si impara nel lungo passaggio tra infanzia e vita adulta.
Il transito dell’identità e della personalità dal piano individuale a quello collettivo comincia con Carlo Galli, il quale discuterà le istituzioni pubbliche per evidenziare come la politica si fondi su figure che implicano una soggettività generale, mentre Colin Crouch (nella Lectio Gruppo Hera) affronterà il tema dell’appartenenza e dell’identità collettiva tra globalizzazione e rinascita delle nazioni. Al tema dell’identità culturale – e in particolare alla questione dei valori europei nel loro rapporto con le radici religiose del cristianesimo – sarà invece dedicata la lezione di Olivier Roy.
C’è un campo tutto nuovo nel quale il crinale tra privato e pubblico, identità individuale e immersione nella “community”, viene articolato in forme spesso senza precedenti: è quello del web e dell’identità digitale cui non sfugge ormai gran parte delle persone. Paolo Ercolani ne misurerà limiti e potenzialità – tra soggettività social e perdita di realtà – mentre Davide Sisto mapperà un fenomeno di grande portata antropologica, ossia quello della sopravvivenza digitale (negli account social delle persone decedute e nelle tracce dei propri dati), per cui si profila un vero e proprio nuovo rapporto tra i vivi e i morti.

5. Sé come altro
La quinta pista ruota attorno alla costituzione psichica del Sé e alle prove cui è sottoposto. Umberto Galimberti si chiederà se ciascuno, preso come persona, sia uno o molti, mentre Alain Ehrenberg farà il punto sull’individuo contemporaneo interrogandosi sul rapporto tra la meccanica delle passioni oggetto delle neuroscienze e le patologie da cui è affetto il soggetto in una società ad elevato livello di prestazione. Focalizzandosi sul caso dell’autismo, Marco Francesconi ne prenderà spunto per segnalare che la “mente pieghevole” è caratteristica di ogni persona, mentre Massimo De Carolis, indicando come ogni identità riposi sull’imperfezione, mostrerà come la personalità sia sempre una costruzione politica.
L’essere se stessi si dipana tra la vita e la morte, ponendo questioni “bioetiche” che si possono filosoficamente racchiudere nella formula della “memoria del Sé”, come quando si pone la domanda su cosa resti di noi di fronte a malattie che sembrano cancellare memorie e personalità (ne parlerà Michela Marzano nella Lectio Rotary Club Gruppo Ghirlandina): è in gioco, lo sosterrà Michael Quante, l’idea fondamentale dell’autonomia personale. Delicato e dilemmatico è il momento del fine vita, in cui traspaiono le esigenze di restare sovrani della propria vita (ne parlerà Paolo Flores D’Arcais) e di salvaguardare la vita con la cura fino all’estremo (su cui interverrà Vincenzo Paglia).

6. Diritti delle persone
Si giunge infine nella sesta pista all’idea della persona come fondamento di autonomia morale e dei diritti. Mediatrice tra uomo/donna e cittadino/cittadina, la categoria di persona è il perno dell’idea contemporanea dei diritti umani, ossia del set di tutele giuridiche che spetta a chiunque, indipendentemente dalla sovranità degli Stati e dall’idea di cittadinanza. Frutto, come si è visto, di una lunga genealogia, questo tema ha anch’esso una premessa classica: mentre Ivano Dionigi mostrerà le politiche di inclusione romane e la loro attualità, Maurizio Bettiniricostruirà il significato classico dell’idea di “ius humanum”, con le analogie e le differenze rispetto al concetto di diritti umani.
Una delle virtù essenziali che si attribuiscono alla persona è quella della dignità, sul cui principio interverrà Michael Rosen nella Lectio BPER Banca. Gustavo Zagrebelsky, in prospettiva analoga, indicherà che la prima forma di riconoscimento, nonché la prima tutela giuridica, sta nel “diritto di avere diritti”.
Uguaglianza di fronte alla legge e differenza delle culture saranno il tema della lezione di Michel Agier, che ci ricorderà come tutti siamo sottoposti all’essere stranieri, mentre Roberto Mancini si soffermerà sull’importanza di riconoscere dignità e solidarietà alle persone nei processi economici. Sempre in chiave economica e sociale, Enrico Giovannini si interrogherà sul ruolo delle persone e sul destino dei posti di lavoro nella quarta rivoluzione industriale (Lectio Confindustria Emilia Area Centro), mentre Chiara Saraceno affronterà la doppia e intrecciata disuguaglianza che riguarda disparità di genere e mercato del lavoro, con i costi umani e sociali che essa comporta. Sempre muovendosi entro una questione di genere, Elena Pulcini indicherà come la vulnerabilità, presa come condizione esemplare dell’epoca contemporanea, possa divenire una risorsa per chi voglia praticare la responsabilità e la cura del mondo.

7. La lezione dei Classici
Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei classici”: grandi interpreti del pensiero filosofico presentano le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema “persona”.
Giuseppe Cambiano presenterà la “Politica” di Aristotele per risalire, nella discussione della polis e del ruolo degli schiavi, a una delle prime dicotomie tra persone e cose. Fabrizio Amerini si dedicherà alla “Summa teologica” di Tommaso d’Aquino per commentare un’influente teoria della persona, tra teologia trinitaria e antropologia.
Venendo alla prima età moderna, Nicola Panichi commenterà i “Saggi” di Montaigne, vero e proprio spartiacque nella visione della soggettività e dell’autobiografia. Discutendo “Per la pace perpetua” di Kant, Massimo Mori mostrerà i dilemmi del diritto cosmopolitico tra diritto di migrazione e politiche di ospitalità, mentre Angelo Panebianco, con una lezione su “La democrazia in America” di Tocqueville, analizzerà la prima compiuta versione dell’individualismo.
Più a ridosso del contemporaneo, Remo Bodei si focalizzerà sull’idea multipla di persona che emerge in “Uno, nessuno e centomila” e più in generale nell’intera opera di Pirandello.
Con una lezione su “Totalità e infinito” di Lévinas, Silvano Petrosino ricostruirà una delle proposte filosofiche più cruciali nell’attuale dibattito su empatia, riconoscimento, centralità del volto per la morale e il rapporto all’altro, mentre Laura Boella guiderà il pubblico alla scoperta di “La persona e il sacro” di Simone Weil, un testo nel quale cura per gli altri e aspirazione alla trascendenza si gemellano.
Con una lezione su “Sé come altro” di Paul Ricoeur, infine, Francesca Brezzi ripercorrerà alcuni concetti chiave di uno dei più significativi autori della filosofia dopo il personalismo.

Mostre, installazioni, musica e narrazioni: Maschere e personaggi
Mostre, installazioni, musica e narrazioni: Maschere e 
personaggiUn nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

1. Genealogie della persona
Modelli e soglie dell’umano raccontano ed esibiscono la storia della civiltà e le frontiere della persona

Alla radice della nostra civiltà sta il dilemma se adottare le leggi del cosmo o le leggi dell’io. Nel dialogo immaginario tra Lucrezio e Seneca “Quando la vita ti viene a trovare”, venerdì 13 alle ore 22 presso il Teatro Storchi a Modena, il latinista Ivano Dionigi fa incontrare due personaggi con visioni rivali del mondo, icone della bigamia del nostro pensiero e della nostra anima (produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con: Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi, Ravenna Festival). La mostra di Vittorio Guida “Where Are We Now? Volumi I e II”, presso la Palazzina dei Giardini a Modena, racconta viceversa un futuro già fattosi presente, in una efficace sintesi di primitivo e digitale, interrogandosi su ciò che siamo oggi o, meglio, su “dove” siamo oggi (produzione: Fondazione Modena Arti Visive). A Sassuolo, i maestri ceramisti Bertozzi & Casoni, nel Museo loro dedicato, celebrano e rivisitano, con la mostra “Ritratto”, l’ambiguità di un’opera canonica come il volto di Mademoiselle Rivière di Ingres (1805) con una inedita versione scultorea, dove il volto femminile risulta sostituito da quello di una giovane gorilla (produzione: Museo Bertozzi & Casoni, presentazione: venerdì 13 alle ore 17 con un intervento di David Riondino).
Seguendo lo statuto del corpo e il suo rapporto con l’identità personale, la mostra “Prosopon” ripercorre lavori di Hermann Nitsch sulle forme e gli organi: il Teatro Anatomico di Modena che la ospita si riappropria così della sua natura celebrativa sull’indagine del corpo (curatori: Elena Corradini, Francesco Silvestri, Tiberio Cattelani, produzione: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, con: Archivio Cattelani, Ago Modena Fabbriche Culturali, presentazione: venerdì 13 ore 19.30). Presso l’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, la mostra “Leggere il corpo. Illustrazioni anatomiche tra Cinquecento e Seicento” segue l’evoluzione scientifica e iconografica della rappresentazione del corpo umano dalle tavole anatomiche di Berengario da Carpi ai trattati e alle tavole xilografiche e calcografiche di incisori dei secoli XV-XVII (curatrice: Milena Ricci, a cura di: Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena).
Grazie a brani musicali inediti, a immagini suggestive e a una scenografia costruita ad hoc, una conferenza scientifica diventa un’esperienza immersiva alla portata di tutti. Con Telmo Pievani e Deproducers in “DNA” il pubblico avrà l’occasione di ripercorrere la storia che accomuna ogni essere umano, dalla formazione delle prime cellule alla comparsa dell’Homo Sapiens, fino alle nuove conquiste della genetica, attraverso uno spettacolo appassionante che sottolinea il valore della ricerca scientifica sia come strumento fondamentale contro il cancro, sia come metafora del processo di miglioramento di se stessi attraverso la conoscenza (Carpi, Piazza Martiri, venerdì 13 ore 22).
Corpo non è solo quello degli animali umani ma anche quello dei non umani, con le relative differenziazioni: “L’attrazione fatale degli animali” consentirà di evidenziare come molti animali sviluppino differenze per attrarre l’altro sesso (Modena, Museo di Zoologia, curatori: Elena Corradini, Ivano Ansaloni, Andrea Gambarelli, a cura di: Polo Museale Università di Modena e Reggio Emilia, Museo di Zoologia e Anatomia Comparata, presentazione: venerdì 13 ore 17.30). Nei dipinti di Riccardo Sghedoni, veri e propri ritratti di specie, si mostrerà viceversa che razza di razza siamo: “Umani e altri animali” (Modena, Riccardo Sghedoni Art Factory).
Sulla soglia tra umano e artificiale, lo spettacolo “Creature” vedrà protagonisti giovani attori e studenti delle scuole di Modena e Sassuolo, già impegnati nel Progetto Clip del festivalfilosofia, con la messa in scena di un viaggio nel capolavoro di Mary Shelley “Frankenstein” (Complesso San Filippo Neri di Modena, a cura di: STED, con il coordinamento di Tony Contartese, Marco Marzaioli, Marina Meinero, produzione: festivalfilosofia, sabato 14 ore 18, domenica 15 ore 16).
La fabbricazione dell’umano è al cuore anche della mostra di Metronom a Modena, “Antropotecniche”, che presenta il lavoro di cinque artisti, Bundurakis, Christto & Andrew, Desaubliaux, Kard, Schiesari, i quali si confrontano con la rappresentazione e la costruzione di corpo e figura, tra umano e postumano, per mezzo di fotografia, sculture digitali, stampa 3D (curatrice: Marcella Manni, produzione: Metronom).
Venerdì 13 alle ore 22, sulla falsariga del noto autore di fantascienza Isaac Asimov, Sandra Tassi propone nel reading de Il Leggio il divenire persona di un automa “difettoso”, fino alla accettazione libera e volontaria della propria morte, condizione ultima e necessaria per una vita autentica: “Il sogno di una vita. Legittimi desideri di un robot” (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, a cura di: Associazione culturale “Il Leggio”).
Nuove soglie dell’umano, dall’Homo Sapiens all’Intelligenza Artificiale, sono misurate nel gioco a quiz “Anthropos o Androide? Sfida te stesso e scopri quanta Intelligenza Artificiale è in te!”, che misura il livello di “evoluzione digitale” (a cura di: Ufficio Comunicazione del Comune di Modena e Palestra digitale – MakeitModena, in collaborazione con i volontari del Servizio Civile, Piazza Grande – Ufficio Relazioni con il Pubblico, venerdì 13 ore 17-21, sabato 14 ore 17-21). L’Intelligenza Artificiale non esiste. A partire da questa provocazione, Energy Way cura e propone un percorso laboratoriale attraverso i differenti stadi di programmazione di una rete neurale, per mostrare quanto l’Intelligenza Artificiale sia, in realtà, profondamente umana: “Educare a pensare” (Modena, Via Sant’Orsola, 33; sabato 14 ore 15-19, domenica 15 ore 10-13; 15-18). Andrea Lazzarini e Andrea Zanni propongono in “Umani e digitali” una conversazione tra studiosi, esperti di informatica umanistica e il pubblico stesso sull’opera “Della pubblica felicità” di L.A. Muratori, svolgendo una sessione interattiva sull’annotazione collaborativa degli archivi digitali grazie all’uso delle tecnologie digital humanities (Ago Modena Fabbriche Culturali – Future Education Modena, a cura di: Gallerie Estensi con Ago, Centro DHMORE e Ati Extense, max. 25 partecipanti, sabato 14 ore 15; 16.30).
Collegata alla conversazione “Umani e digitali”, la mostra “Gigapixels!!” permette di scoprire l’affascinante processo che dall’oggetto fisico porta alla creazione di surrogati digitali ad altissima definizione, a partire dalla celebre collezione di mappe della Biblioteca Estense (Modena, Palazzo dei Musei – Biblioteca Estense, curatore: Luca Panini, a cura di: Gallerie Estensi, Franco Cosimo Panini).
I benefici della tecnologia sulle persone, con la lunga storia di innovazione di Olivetti, sono invece presentati nella mostra “Una storia di innovazione” (AGO Modena Fabbriche Culturali, a cura di: Olivetti S.p.A., in collaborazione con: Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Emilia Area Centro).
Al Crogiolo Marazzi di Sassuolo, la selezione di “Non è l’Ennesimo festivalfilosofia” (a cura di: Tilt Associazione Giovanile – Ennesimo Film Festival, sabato 14 alle ore 21) indaga la persona immersa nella contemporaneità sotto diversi aspetti: nel campo sociale, lavorativo, nell’affermazione del sé all’interno della società o della propria comunità, nel bisogno di emergere e in quelle che sono le più comuni azioni dell’essere umano.

2. Maschere e volti
Nel volto e nel ritratto è inciso il carattere delle persone, in un continuo gioco di finzione e rappresentazione

Lo statuto rituale e iconografico della maschera, con l’influenza che i manufatti provenienti dal mondo africano e australe hanno esercitato sull’arte contemporanea, è ricostruito nella mostra “Personae”, nell’ambito della XIX Biennale di Xilografia contemporanea di Carpi, in cui si propongono una cinquantina di incisioni realizzate da Picasso, Kirchner, Chagall (Palazzo dei Pio – Musei di Palazzo dei Pio, curatori: Manuela Rossi, Enzo Di Martino, produzione: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 13 ore 19 alla presenza dei curatori). Farà da cornice alla mostra lo spettacolo itinerante e installativo “Volti di polvere”, sul tema del doppio della persona e sulla maschera quale oggetto in relazione simbolica con l’aldilà (Palazzo dei Pio – Musei di Palazzo dei Pio e Archivio Storico Comunale, a cura di: Musei di Palazzo dei Pio, Teatro Comunale di Carpi, Archivio Storico Comunale; venerdì 13 ore 20, 21, 22; sabato 14 ore 21, 22; domenica 15 ore 18, 19). Sempre presso Palazzo dei Pio, l’esposizione “Personalità della materia” raccoglie capi, art book e trend book realizzati dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Milano, provenienti da diverse realtà geografiche, allo scopo di tradurre la materia in espressione della personalità, servendosi del vestiario come interfaccia tra singole individualità e collettività (a cura di: Scuola Postgraduate di IED Milano, con: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 13 ore 19.30 alla presenza degli organizzatori).
A Modena, invece, la mostra di Tommaso Mori “R-Nord”, in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, presenta ritratti fotografici di oltre 200 abitanti di un quartiere della città di Modena, con articoli, documenti, progetti architettonici e urbanistici originali (AGO Modena Fabbriche Culturali – Chiesa di San Nicolò, curatore: Matteo Balduzzi, produzione: Fondazione Modena Arti Visive). Con “Cantiere permanente. La messa in scena del sé” Fondazione Modena Arti Visive avvia un progetto a lungo termine volto a valorizzare le collezioni di fotografia, grafica e disegno di Comune di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, a cui verranno in futuro dedicate alcune sale in modo permanente. Il tema “Persona” è il primo episodio in questa direzione: un’indagine su come gli artisti abbiano affrontato la soggettività e la messa in scena del sé, in un allestimento sperimentale in continuo divenire (Palazzo Santa Margherita – Galleria Civica, curatori: Chiara Dall’Olio, Daniele De Luigi, produzione: Fondazione Modena Arti Visive). Al MATA – Ex Manifattura Tabacchi, Luisa Menazzi Moretti, con “Solo”, a produzione Fondazione Modena Arti Visive, propone scatti su volti e persone smarrite, ignare sul da farsi. Sempre a produzione Fondazione Modena Arti Visive, il laboratorio “I Wanna Dance with Somebody. Set fotografico aperto a tutti” crea un’atmosfera di musica e colori, un fondale e tanti accessori per ideare il proprio personalissimo look e portarsi a casa un ritratto fotografico in stile anni Ottanta (sabato 14 ore 20-23, domenica 15 ore 15-19). I fili comuni del progetti proposti da Fondazione Modena Arti Visive sono discussi nella conversazione “In sé fuori di sé”: Vittorio Guida, Luisa Menazzi Moretti, Tommaso Mori affrontano i concetti di identità e alterità, di individuo e gruppo, di essere e apparire, attraverso le loro opere più significative (Palazzo Santa Margherita – Chiostro, conduce: Daniele Pittèri, a cura di: Fondazione Modena Arti Visive, sabato 14 ore 22.30).
Presso i Musei Civici di Palazzo dei Musei a Modena, sono allestite due esposizioni. La prima, “Faccia a faccia con la mummia”, con le avanzate tecnologie digitali del designer 3D Cicero Moraes, è dedicata a un’ipotesi di ricostruzione del volto della mummia di bambino esposta nella mostra “Storie d’Egitto. La riscoperta della raccolta egiziana del Museo Civico di Modena” (curatrice Cristiana Zanasi, a cura di: Musei Civici, presentazione: venerdì 13 ore 17.30). La seconda testimonia il percorso artistico di Oscar Sorgato, pittore di origini modenesi e protagonista del movimento del Chiarismo; in “Tenera è la luce”, i suoi paesaggi e i suoi ritratti ci restituiscono uno spaccato sociale della Milano degli anni Trenta, con una particolare attenzione alla condizione femminile. Alcune delle figure ritratte saranno animate dai racconti sonori composti per l’occasione dagli scrittori Andrea Vitali e Roberto Barbolini (curatori: Stefano Sbarbaro, Cristina Stefani, a cura di: Musei Civici, Collezione Koelliker di Milano, presentazione: venerdì 13 ore 18). A trarre ispirazione dalla mostra è anche il laboratorio “Così ti dipingo”, che permetterà a bambini e famiglie di servirsi di un’autentica sala di posa (Palazzo dei Musei, a cura di: Dida – laboratorio didattico, sabato 14 ore 15-19, domenica 15 ore 10-19). Sempre a cura del Dida, in collaborazione con il Teatro dell’Orsa, lo spettacolo “L’acciarino magico sono io”, con Bernardino Bonzani, porterà in scena una delle più belle fiabe di Andersen, in cui l’autore si è immedesimato nel protagonista (Palazzo dei Musei – Dida – laboratorio didattico, venerdì 13 ore 21).
Presso la Galleria Estense, con “Personart. Alla ricerca del tuo sosia in Galleria!”, tramite un software elaborato dal Dipartimento di Ingegneria di Modena allestito nella sala 21 della Galleria, si propone ai visitatori di partecipare ed interagire con l’installazione, per poi addentrarsi nel percorso museale alla ricerca dei “personaggi” che il software avrà identificato come più simili al loro volto (curatrice: Martina Bagnoli, a cura di: Gallerie Estensi, AlmageLab – Unimore, presentazione: venerdì 13 ore 11 alla presenza di Martina Bagnoli e Rita Cucchiara).
Sempre attorno al ritratto ruota l’esposizione che propone opere della Collezione e Archivio storico di BPER Banca, in un percorso che ne mostra la caratteristica di immagine parlante sospesa tra verità e illusione, tra somiglianza e idealizzazione, tra mimesi e introspezione: “Protagonisti in posa. Il ritratto tra Rinascimento e Barocco” (Modena, produzione: La Galleria. Collezione e Archivio Storico BPER Banca, curatrice: Lucia Peruzzi, Presentazione: venerdì 13 settembre ore 16:00 alla presenza della curatrice).
La visita “Un ritratto collettivo. Storie e volti da Collegio dei Nobili a Fondazione San Carlo” illustrerà uno dei luoghi più suggestivi della Modena Barocca e presenterà i giovani nobili che furono allievi dell’antico Collegio San Carlo, futura classe dirigente tra il XVII e il XIX secolo (Fondazione Collegio San Carlo, conduce: Patrizia Curti, a cura di: Fondazione Collegio San Carlo, 45’, max. 30 partecipanti, venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 ore 19.30).
Sabato 14 alle ore 21 presso il Teatro Comunale Luciano Pavarotti si mette in scena la realizzazione di una celebre scena lirica, tratta dal Don Giovanni di Mozart, in cui il tema dello scambio di persona apre le porte ad una riflessione su quello dell’ambiguità della “maschera”: “Lo scambio di persona”, a cura di Modena Città del Belcanto. Tra maschere ed enigmi, le persone del Carnaval di Schumann sono invece oggetto dello spettacolo-concerto “Ritratti fantastici”, con video coreografie dei personaggi che attraversano la partitura, proiettate presso il Teatro San Carlo domenica 15 alle ore 20.30 (a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia – Sede di Modena).
Altri ritratti, dell’umanità più varia – commesse, negozianti, studenti, medici, viaggiatori, operai e anziani – sono quelli dei quadri di Clara Malavasi in “Anime per strada” (Modena, Redecocca Art Gallery, curatori: Giuliano Della Casa, Teresa, Mariangela, Stefano e Giovanna Righi Riva, presentazione: venerdì 13 ore 17 alla presenza dei curatori).
Le opere di Flavio Pellegrini, in “Diario degli umori”, sono volti, aperti al confronto, di persone pronte ad indossare la maschera che la situazione richiama attingendo dal “personale” sedimento di esperienza (Modena, Studio d’Arte La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli, presentazione: venerdì 13 ore 18).
Infrangendo la barriera tra finzione e realtà, lo spettacolo “Da persona a persona” conduce il pubblico a reagire fisicamente e mentalmente a episodi della vita reale, con il teatro Forum che mette in scena dei quadri in cui ciascuno è chiamato a interpretare le forme e i rituali dell’interazione quotidiana (Modena, Palazzina Quartiere 1; con Margherita Salati, a cura di: Coordinamento delle Banche del Tempo della provincia di Modena e Reggio Emilia, con DES Modena, sabato 14 ore 15.30-18.30, domenica 15 ore 9.30-12.30).
“Ritratto scomposto” è una performance fotografica in cui l’artista Ivana Galli dedica a ogni singolo soggetto una sessione individuale di 15 minuti, penetrando l’identità degli individui che ritrae per svelarla a loro stessi (Modena, Bottega Consorzio Creativo, a cura di: Consorzio Creativo, presentazione: sabato 14 ore 18 alla presenza dell’artista).
Nell’operare pittorico di Silvia Paci, in “Senza maschera levare”, i suoi lavori si presentano attraverso personificazioni ibride, modello vivente delle diverse personalità che vivono nell’essere (Modena, ArtEkyp Open Studio, produzione: ArtEkyp Open Studio, presentazione: venerdì 13 ore 18 alla presenza dell’artista e dei curatori).
Le opere di Marco Lombardo ed Ersilia Sarrecchia, in “Effetti personali”, hanno come matrice comune il ritratto fotografico, raccontando i personaggi attraverso l’immagine scaturita dal rapporto e dall’incontro tra artista e soggetto (Modena, Rana Rossa 3.0, curatrice: Silvia Petronici, a cura di: Rana Rossa 3.0, presentazione: venerdì 13 ore 18 alla presenza degli artisti).
La rassegna cinematografica “Portraits”, curata da Alberto Morsiani al Filmstudio 7B di Modena, presenta storie di ordinaria anormalità, con ritratti filmati di esseri umani considerati in sé o nelle loro funzioni sociali, alle prese con differenze di etnia, sesso, età, cultura. Ritratti di persone comuni però eccezionali, come il Memmo, garzone di bottega poi testimone di personaggi ed epoche irripetibili, in “Il venditore di colori” di Daniele Costantini (Ita/Svi 2019, 62′), venerdì 13 ore 19.30, o come i due adolescenti perduti del tremendo Rione Traiano di Napoli, che grazie a uno smartphone escono per qualche tempo da una “normalità” di morti e droga in “Selfie” di Agostino Ferrente (Fra/Ita 2019, 78′), venerdì 13 ore 17,50. O come gli abitanti neri di New Orleans, che cercano, anch’essi, di sfangarla col mestiere duro del vivere, in “Che fare quando il mondo è in fiamme?” di Roberto Minervini (Ita/Usa/Fra 2018, 123′, v.o. con sottotitoli), sabato 14 ore 17.10, o come un transessuale filippino ramingo per il mondo in cerca di accoglienza, in “Shelter – Addio all’Eden” di Enrico Masi (Ita/Fra 2019, 81′), domenica 15 ore 16.20, o come, infine, gli italiani qualunque di “Normal” di Adele Tulli (Ita/Sve 2018, 70′), impietosa radiografia di una esistenza conformista, domenica 15 ore 18. Ritratti, però, anche di persone eccezionali, come un tetro monaco buddista birmano, che purtroppo diventano normali quando riescono, con la loro influenza, a rendere “normale” l’intolleranza e la violenza sugli altri: “Il venerabile W.” di Barbet Schroeder (Fra/Svi 2018, 100′, v.o. con sottotitoli), sabato 14 ore 19.30.
Tutti i filosofi protagonisti della 19° edizione di festivalfilosofia sono ritratti a penna su carta da Giuliano Guatta in “Fisiognomica del pensiero” (Modena, D406 presso Studio fotografico Rolando Paolo Guerzoni, a cura di: Galleria D406, presentazione: venerdì 13 ore 18.30 alla presenza dell’artista). Contrapposta a questa parte di “ritrattistica ufficiale”, l’autore ha inoltre realizzato dei ritratti/autoritratti, dedicati ai maggiori pensatori del secolo scorso.
Domenica 15 alle ore 19.30 il Teatro dei Venti organizza “Malaparata”, una sfilata itinerante per le vie del centro di Modena, un’allegoria dei vizi dell’uomo che utilizza la musica, le maschere, i trampoli e gli strumenti del teatro di strada, affrontando il tema del diverso, incarnato da un Pulcinella in gabbia senza maschera.

3. Lessico dell’individuo
Messe in scena, racconti e mostre ruotano attorno a nomi propri e discendenze familiari, identità e riti di riconoscimento

Dormono, dormono sulla collina… I protagonisti degli epitaffi tombali dell’Antologia di Spoon River tornano a nuova vita con David Riondino in “Non al denaro, non all’amore né al cielo di Fabrizio De André”, omaggio d’autore all’album omonimo (1971) del cantautore ligure (Modena, Piazza Roma, a cura di: Biblioteca civica Antonio Delfini, venerdì 13 ore 21).
Sulle tracce dei nomi propri che nei secoli hanno caratterizzato gli abitanti della comunità modenese, la mostra “Nomen omen. Le carte delle identità” propone un suggestivo percorso attraverso carte e documenti conservati all’Archivio Storico del Comune di Modena, alla ricerca della nostra identità, solida ma talvolta fragile, di persone e di cittadini (Palazzo dei Musei – Archivio Storico, curatori: Gabriella Roganti, Giuseppe Bertoni, a cura di: Archivio Storico del Comune di Modena, presentazione: venerdì 13 ore 18.30). Punteggiano la mostra i racconti dal vivo, il serio e l’ironico, dello scrittore modenese Ugo Cornia: in “Scutmai. Nomi, nomignoli e altre umanità” ispirandosi ai documenti d’archivio presentati nella mostra, intreccia elementi autobiografici ad esilaranti aneddoti su nomi e soprannomi di famigliari, antiche origini e improbabili discendenze (Palazzo dei Musei – Archivio Storico, a cura di: Archivio Storico del Comune di Modena, sabato 14 ore 18; 18.45; 19.30). Sui registri canonici, traccia dei movimenti migratori, e in particolare sui registri dei battezzati di diverse epoche e di diverse località, si incentra la mostra “Battesimo” (Archivio storico diocesano di Modena – Nonantola, curatrici: Federica Collorafi, Laura Farina, presentazione: venerdì 13 ore 18).
Cosa accade quando sulla terra irrompe una persona che traccia una scia indelebile, quasi fosse una meteora? “Polvere di stelle” racconta, con le performance di quattro attori, le vite di David Bowie, Margherita Hack, Amy Winehouse e Domenico Troili (Museo Universitario GEMMA, a cura di: Pensieri Acrobati, in collaborazione con: Museo Universitario GEMMA).
Il percorso guidato e breve laboratorio “Chiamami col mio nome” conduce 20 persone per ogni turno (prenotazione consigliata) a conoscere “personalmente” e dare nome alla flora urbica presente nelle strade del centro storico di Modena (Palazzo Universitario – piano terra, a cura e conduzione di: G. Bosi, G. Barbieri, F. Buldrini, P. Torri, produzione: Orto Botanico, Università di Modena e Reggio Emilia, venerdì 13 ore 15.30; 17; sabato 14 ore 10; 11.30; 15.30; 17; domenica 15 ore 10; 11.30; 15.30; 17).
Sempre dedicato all’importanza dei nomi è il dialogo tra pittura e narrazione, per grandi e piccini, “Tarantolin rabbioso. Una storia per filo e per segno”: bambini da 3 anni in su sono coinvolti nella ricerca di un nome, attraverso la nota fiaba dei fratelli Grimm (Modena, Palazzo Santa Margherita – Biblioteca Delfini, a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini, con: Sassolini Tracce di Fiaba, domenica 15 ore 17, 45′). Sabato 14 alle ore 17, il laboratorio di pittura e collage “Il mio nome, il nome mio…” si ispira alla stessa fiaba per creare sperimentazioni con la pittura e le lettere del nome di bambini tra i 6 e i 9 anni (Palazzo Santa Margherita – Biblioteca Delfini, a cura di: Biblioteca Civica Antonio Delfini, con: Sassolini Tracce di Fiaba, 25 posti dal 2 settembre, previa iscrizione).
Le sculture fatte esplodere dall’artista Matteo Mezzadri nel suo studio e ritratte nel preciso momento della loro distruzione, in “L’opera e la polvere”, rievocano i tragici episodi della cronaca recente, tuttavia quelle stesse opere non scompaiono nel nulla, ma al contrario riaffermano la loro presenza, la loro stessa essenza (Modena, ROPE Contemporary Art Gallery, curatrice: Federica Petricca, produzione: ROPE Contemporary Art Gallery, presentazione: sabato 14 ore 17 alla presenza dell’artista e della curatrice).
Seguendo un processo chimico, Tommaso Mori, in “Aeterna (2019)”, genera luce a partire da una goccia del proprio sangue, del proprio io, unico e irripetibile, creando un’installazione site-specific evocativa e immersiva a testimonianza della potenzialità generativa di ogni essere umano (Modena, GATE 26A, a cura di: GATE 26A, presentazione: sabato 14 ore 18 alla presenza dell’artista). In un gioco didattico sulla conoscenza della storia, i partecipanti del laboratorio “Memorie dei nomi” dovranno scoprire un particolare importante – un fatto, una data, un’identità – a partire da una “pietra della memoria”, una delle stele o monumento commemorativo di eventi del 900 (Modena, Casa del Mutilato, a cura di: Ass. Naz. Mutilati ed Invalidi di Guerra – sezione di Modena, presentazione: sabato 14 ore 18.30 con letture di Andrea Ferrari, venerdì 13 ore 17-20, sabato 14 ore 10-13; 17-20; domenica 15 ore 10-13).
Tra fotografia, scultura e video, facce malate, ferite identitarie e reliquiari post-umani rappresentano il Grado Zero che “Mustafa Sabbagh” in “MKUltra: personal data” rintraccia e cataloga per la cultura (Sassuolo, Galleria Paggeriarte, produzione: Comune di Sassuolo e festivalfilosofia, in collaborazione con: Galleria Marcolini, presentazione: sabato 14 ore 18.30 alla presenza dell’artista).

4. Io e noi
Singolare e collettivo, privato e pubblico, orizzontale e verticale vengono attraversati da prospettive creative

Una sorprendente accoppiata, quella tra il filosofo e critico cinematografico Roberto Escobar e l’attore Lino Guanciale, introdotti da Claudio Longhi, conversa attorno a Massa e potere di Elias Canetti per discutere le implicazioni di un pensiero che ha fatto del confine tra io e noi uno sterminato campo d’indagine: “Massa e individuo. Canetti oggi tra filosofia e teatro” (Modena, Piazza Roma, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, sabato 14 ore 22.30).
Al rapporto tra individui e comunità è dedicata anche “VIXI. Persone e personaggi al trapasso dalla vita alla morte”, che valorizza il patrimonio dell’Archivio storico di Carpi mostrando come cerimoniali e tradizioni della ritualità funebre pubblica vengano interiorizzati e vissuti nella dimensione privata delle persone comuni, poste di fronte all’evento ultimo che caratterizza la fragilità umana (Carpi, Archivio Storico Comunale, a cura di: Archivio Storico Comunale e Centro Etnografico di Carpi, presentazione: venerdì 13 ore 18).
Un diverso slittamento tra privato e pubblico è quello della “mostra-esperienza” “L’importanza di chiamarsi Francesco” condurrà i visitatori del Palazzo Ducale di Sassuolo in un viaggio attraverso le personalità di tre duchi, Francesco I, Francesco II e Francesco III d’Este (1698-1780), ricorrendo a un sussidio immersivo tramite la proiezione di una rappresentazione simil-ologramma che metterà in scena un dialogo immaginario e impossibile fra i tre (curatori: Angela Fiore, Federico Fischetti, Simone Sirocchi, produzione: Gallerie Estensi, Unimore, presentazione: venerdì ore 18.30 alla presenza della Direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli e dei curatori).
Analogamente, con la mostra “Illustrissimo Principe et Excellentissimo Signore” si ripercorrono, attraverso i documenti conservati dall’Archivio di Stato di Modena, le diverse fasi di costruzione, legittimazione e celebrazione del potere ducale estense, dalla “persona ficta” o persona pubblica, all’individuo (a cura di: Maria Carfì, Lorenza Iannacci, Miles Nerini, Riccardo Pallotti e Annalisa Sabattini, con il coordinamento di: Patrizia Cremonini, produzione: MIBAC – Archivio di Stato di Modena, presentazione: venerdì 13 ore 18.30 alla presenza dei curatori, con visita guidata a cura di Paolo Cova). Correda la mostra il laboratorio “Di proprio pugno. Scrittura e personalità della firma” (con: Giorgia Filossi, a cura di: MIBAC – Archivio di Stato di Modena, domenica 15 ore 16-18).
 “Nella mente di chi guarda. Memoria, dignità e identità del quotidiano” è un’esposizione collettiva che riunisce artisti di rilevanza internazionale e artisti emergenti, che attraverso linguaggi diversi raccontano l’umano e il corpo, tra storie religiose e quotidiane, valorizzando l’arte come simbolo della responsabilità verso il prossimo, della tensione all’altro e dell’educazione alla diversità, forza motrice nel dialogo tra le persone (Modena, Chiesa di San Giovanni Battista, curatori: Marco M. Coltellacci, Laura Solieri, Alessandro Mescoli, coordinamento: Federica Sala, Andrea Barillaro, Massimiliano Piccinini, Sergio Bianchi, contributi critici di: Ilaria Dall’Olio ed Enrico Turchi, produzione: Arcidiocesi di Modena – Nonantola, presentazione: venerdì 13 ore 18.30 alla presenza degli artisti e dei curatori, con performance di Karin Dolin alle ore 18.30 e dei Multispilla alle 19.30). Nella mostra dei Musei del Duomo di Modena “Corpi celesti. Reliquiari antichi e preziosi tra cielo e terra” sono esposti circa 40 reliquiari che conservano i resti mortali di persone considerate sante in virtù dei loro meriti (curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana e Diana Marchi, a cura di: Musei del Duomo, presentazione: venerdì 13 ore 16.30 alla presenza delle curatrici).
L’angelo che si fa uomo è la figura centrale e iconica di intercessione celeste, presente in tutte le religioni, ed è il soggetto dell’artista Fabrizio Loschi, in “Aladiterra. L’alba di un contratto”, presso Mazzini 43 a Sassuolo (curatori: Elena Bernardi, Francesco Raffaele Mutti, a cura di: Whiteside, Discromie, Amoof Consulting, presentazione: venerdì 13 ore 19.30 alla presenza dell’artista). Sempre a Sassuolo, i laboratori “Sono perché siamo” mettono a disposizione spazi a misura di famiglie dove grandi e piccoli (0-14 anni), attraverso giochi e attività pratiche, sperimentano l’essere persona, nella relazione con sé, l’altro, la memoria (Villa Giacobazzi – Parco Vistarino, a cura di: Centro per le Famiglie Distrettuale – sede di Sassuolo e Servizi Educativi Comune di Sassuolo, sabato 14 ore 9.30-12.30; 15-19; domenica 15 ore 9.30-12.30; 15-19).
Se tra io e noi vi è connessione, è anche perché i singoli raccontano la propria identità e l’appartenenza culturale sulla propria pelle. Cinque progetti fotografici, di Castelli, De Filippo, Federzoni, Rossi, Ravera, raccontano i “Segni distintivi” che concorrono alla personalizzazione del Sé, presso il Centro Culturale G. Alberione di Modena (curatore: Gianni Rossi, a cura di: Fotoclub Colibrì BFI, presentazione: venerdì 13 ore 17.30 alla presenza degli artisti).

5. Sé come altro
La differenza che siamo, il nuovo che vogliamo diventare, la scoperta di emozioni che non conoscevamo

Sabato 14 alle ore 22, Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua raccontano in “Tra parentesi” la vera storia di un’impensabile liberazione, con la chiusura degli ospedali psichiatrici frutto dell’opera di un ampio movimento sociale, il cui leader fu Franco Basaglia. Attraverso le tante storie minime di uomini e di donne che l’internamento lo hanno vissuto sulla propria pelle si delinea una storia che non è finita e che non potrà mai finire (Sassuolo, Piazza Garibaldi).
Siamo esseri le cui funzioni vitali sono concentrate in organi involontari, viviamo se il cuore batte. Ma a cosa serve il cuore e che rapporto c’è tra cuore, persona e memoria? Chiara Valerio, in “A questo serve il cuore”, mette in scena un racconto che, dalla mitologia greca, dalla letteratura e dai cartoni animati arriva al diritto (Modena, Piazza Roma, sabato 14 ore 21).
Sulle musiche di “Schubert”, con Marco Sgarbi, Federico Nicoletta, Diana Hobel, voce recitante, testo e pianoforte si alternano e si accompagnano per raccontarci la sua vita doppiamente outsider: omosessuale e artista non (ancora) affermato, Schubert vive in un limbo, quale “non persona” costretta dietro a una maschera, una narrazione, un’identità che non gli corrisponde appieno (Modena, Teatro San Carlo, produzione: Amici della Musica Modena, venerdì 13 ore 21).
Nel percorso “Expand yourself”, otto installazioni interattive, basate su evidenze pedagogiche e supportate da tecnologie aumentative e intelligenza artificiale, porteranno il pubblico di ogni età a sperimentare tre dimensioni fondamentali del rapporto tra apprendimento e persona: immedesimazione, introspezione, informazione (Ago Modena Fabbriche Culturali – Future Education Modena, a cura di: Future Education Modena, venerdì 13 ore 17- 22, sabato 14 ore 17-22, domenica 15 ore 9-13).
Il laboratorio “Scelte di fine vita” permette di sperimentare un breve momento di Death Education, simulando, in un ambiente protetto, la compilazione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento: l’esperienza intende aiutare ad affrontare le difficoltà psicologiche e culturali relative alla rimozione di malattie e perdite, attraverso l’esercizio del proprio diritto all’autodeterminazione e alla condivisione delle scelte rispetto ai propri percorsi di cura (Modena, Palazzo Universitario – Aula Magna, a cura di: Fondazione ANT Italia Onlus, in collaborazione con: Polo Museale Unimore, venerdì 13 ore 15-19, sabato 14 ore 15-19, domenica 15 ore 15.00-18.00).
La rassegna cinematografica a cura della Biblioteca Loria di Carpi si concentra sul tema de “Il doppio”, del sosia, della dissociazione. Si inizia con l’uomo duplicato in “Enemy” di Denis Villeneuve (Canada/Spagna 2013, 90′), inedito nelle sale italiane, venerdì 13 alle 21, proseguendo alle ore 22.30 con il cult “Strade perdute” di David Lynch (USA/Francia 1997, 135′), thriller allucinato come un incubo che tratta dell’incapacità di un uomo di mantenere il controllo sulla propria vita. Sabato 14 alle ore 21, si proietta il grande classico di Akira Kurosawa “Kagemusha – L’ombra del guerriero” (Giappone 1980, 153′), in cui, nel medioevo giapponese, un sosia arriva all’immedesimazione totale con l’interpretato, il valoroso principe Takeda, fino ad assumerne il valore e il coraggio di fronte alla morte; chiude alle ore 23.35 “Inseparabili” di David Cronenberg (Canada/USA 1988, 115′), con i gemelli Elliot e Beverly e un delirante triangolo.
Protagonista della sonorizzazione live di “Soundtracks – Musica da Film” è “Lo Sconosciuto” di Tod Browning, con la doppia identità di Alonzo (Modena, Palazzo Santa Margherita – Chiostro, a cura di: Centro Musica Comune di Modena – Progetto Sonda azione Residenze Artistiche, Associazione culturale MUSE – progetto Arts & Jam, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Regione Emilia-Romagna, con la Direzione di Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò, sabato 14 ore 21). Il laboratorio esperienziale di scoperta del diverso oltre la pietra, “Metope empatiche e sguardi curiosi”, pienamente fruibile dalle persone con disabilità visiva, consente di interrogarsi su cosa è persona e cosa non lo è, attraverso le creature scolpite (Modena, Museo Lapidario del Duomo, conduzione: Nadia Luppi, Cristina Mori, a cura di: Musei Civici di Modena, Coordinamento Sito UNESCO, in collaborazione con: Musei del Duomo di Modena, sabato 14 ore 19; 20; 21; 45′).
Il ricordo e l’oblio, a differenza della memoria che attribuiamo anche alle macchine, sono cifra identitaria della persona insieme con le lacrime e il sorriso: la mostra “La persona che resta” si compone di un’istallazione video-scultorea di Armida Gandini (Gustose e dolcissime), di un video e di 6 scatti fotografici di Cinzia Naticchioni Rojas, e di 5 opere pittoriche di Stella (Modena, Galleria ArteSì, curatrice: Cristina Muccioli, presentazione: sabato 14 ore 18 alla presenza delle artiste e della curatrice).
“Sospira” è una performance site-specific, con teche installative, ideata e interpretata da Elisabetta Di Terlizzi e Laura Gibertini, il cui oggetto è la definizione dell’identità attraverso l’espressione del corpo e la narrazione dell’identità biologica precedente e successiva alla coscienza (Modena, OM Studio, a cura di: OM Studio, venerdì 13 ore 18-19, sabato 14 ore 16.30- 17.30, domenica 15 ore 16.30-17.30, 20′).
Un’installazione scultorea con le identità multiple di Teseo e Pirandello è l’opera di Laura Tarugi in “Uno: centomila, centomila: uno”, accompagnata da interventi performativi in sede di mostra venerdì 13 ore 19.30, 20.30 e 21.30 e sabato 14 ore 15.30, 16.30, 19.30, 20.30 e 21.30 (Studio Torti 10, presentazione: venerdì 13 ore 19 alla presenza dell’artista).
Venerdì 13 ore 21 lo spettacolo “Persona in dialogo” ricostruirà vita e pensiero di Carlo Maria Martini, con proiezioni, letture sceniche, intermezzi musicali e testimonianze eminenti (Modena, Chiesa di San Bartolomeo; a cura di: Associazione di Volontariato “Ho Avuto Sete”, in collaborazione con: Centro culturale F.L. Ferrari, Fondazione Culturale Ambrosianeum, Istituto Luce-Cinecittà, Fondazione Carlo Maria Martini).
Nutrito è il programma del Castello dei ragazzi di Carpi. Il percorso espositivo ispirato ai libri di Clotilde Perrin “Le Emozioni siamo Noi” propone sagome tridimensionali ad altezza di bambino, che riproducono i personaggi delle storie, presentando i tratti emotivi più caratteristici e permettendo ai visitatori di giocare attraverso particolari interattivi (Palazzo dei Pio – Torre dell’Uccelliera, a cura di: Castello dei ragazzi, Franco Cosimo Panini Editore, presentazione: sabato 14 ore 19 con intervista all’artista).
La narrazione di Monica Morini, Bernardino Bonzani, “Batticuori in valigia. Paura, amore e barattoli di felicità” racconta le emozioni in storie che sono ponti e domande, formule, mantelli, ripari potenti contro ogni paura (Biblioteca ragazzi Il falco magico, a cura di: Castello dei ragazzi, con: Teatro dell’Orsa, sabato 14 ore 17, domenica 15 ore 17; 18.30). Il laboratorio creativo “Barattoli di felicità” porta i bambini dai 6 anni in su a dare forme e colori alle memorie felici (Biblioteca ragazzi Il falco magico, a cura di: Castello dei ragazzi, con: Teatro dell’Orsa, sabato 14 ore 18, domenica 15 ore 18, con iscrizione dal 2 settembre). Il workshop con Clotilde Perrin “Dentro di te, dentro di me. Parole e emozioni di tutti i colori” prende spunto dall’albo “Le emozioni siamo noi” e vuole stimolare i partecipanti, dai 6 agli 8 anni, a riflettere sulle emozioni, utilizzando grandi fogli bianchi e assemblandoli in piccoli pop-up (a cura di: Castello dei ragazzi, Franco Cosimo Panini Editore, sabato 14 ore 16.30, domenica 15 ore 16.30, con iscrizione dal 2 settembre).
Il laboratorio creativo “Dacci un taglio!”, dai 4 anni in su, invita a creare nuovi e originali meccanismi animati per svelare e nascondere i segreti di rabbia, tristezza, gioia, disgusto e paura (a cura di: Castello dei ragazzi, sabato 14 ore 18, domenica 15 ore 18).

6. Diritti della persona
Laboratori, racconti e mostre mettono a tema esclusione e inclusione, tra riconoscimento e diritti

Forse abbiamo dato per scontati, anche con i nostri figli, tanti diritti, conquistati: salari adeguati, orari umani, diritto di sciopero, all’assistenza, alla sicurezza. È doveroso ricordare, allora, le condizioni di vita, le fatiche e le lotte, delle donne e degli uomini che ci hanno preceduto: lo si farà con Pamela Villoresi in “100 anni di lavoro” attraverso racconti, musica e poesie in un affresco lungo un intero secolo (Modena, Piazza Grande, venerdì 13 ore 22).
Una donna, che si impegna per i diritti delle donne, e una vita sempre in prima linea: Edith Stein è un luminosissimo enigma, che in qualche modo riassume il Novecento e parla di noi, al punto da essere divenuta patrona di tutta l’Europa come Santa Teresa dalla Croce. Lella Costa ne ripercorre la parabola umana e si misura con il suo pensiero nello spettacolo “Ciò che possiamo fare”, domenica 15 alle ore 21 (Sassuolo, Piazzale della Rosa). Altre voci di vittime della persecuzione nazista provengono dai volti e dalle storie passate per Fossoli: volti di donne che hanno vissuto la Seconda guerra mondiale e che con le loro storie raccontano una prospettiva femminile, ricostruendo la storia come tessuto di eventi umani, in “Frida e le altre. Storie di donne, storia di guerra: Fossoli” (Ex Sinagoga, curatori: Elisabetta Ruffini, Dario Carta, produzione: Fondazione Fossoli, presentazione: venerdì 13 ore 19.30 alla presenza dei curatori e degli autori, interviene Roberto Rugiadi, figlio di Frida Misul). 7 donne ci vengono incontro nell’itinerario teatrale “Frida e le altre. Accogli il mio abbraccio”, offrendo un contatto diretto, tra attrice e spettatore, e un modo inusuale, intimo di visitare il Museo Monumento al deportato, attraverso le lettere delle condannate a morte delle Resistenza (a cura di: Fondazione Fossoli, con: Teatro dell’Argine, venerdì 13 ore 20-22).
Nessuno lo sapeva, ma tra il 1943 e il 1944, l’eroe dello sport Gino Bartali, a rischio della vita, ha salvato centinaia di persone dalle persecuzioni nazi-fasciste. Nel suo racconto “Il vecchio e il Tour”, Michele Dalai, con l’ausilio dell’archivio sonoro per la regia di Guido Bertolotti, ricostruisce la storia di un uomo giusto, campione di sport e sacrificio (Carpi, Piazza Martiri, sabato 14 ore 22.30).
A Modena, la mostra “Keine Papiere” di Collettivo FX denuncia la condizione di chi non ha documenti, l’apolide, esponendo biglietti e “fotografie viaggiate”, un dipinto a tappe che diverrà libro d’artista (Palazzo dei Musei – Biblioteca Poletti, curatrice: Carla Barbieri, a cura di: Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, presentazione: venerdì 13 ore 19 alla presenza dell’artista).
Dove sono le nostre radici in quanto Persone? È sufficiente nascere umani per essere umani? Il percorso sensoriale, di circa 10′, proposto da “Considerate che questo è un uomo” accosta il passato al presente, invitandoci a ribaltare lo sguardo per riflettere e puntare a un futuro più umano (Modena, Centro di accoglienza “Papa Francesco” – chiostro, a cura di: Bambini nel deserto ONLUS, Caritas diocesana modenese, Centro missionario diocesano-animazione e formazione, venerdì 13 ore 16-21; sabato 14 ore 10-13.30; 16-21; domenica 15 ore 10-13.30; 16-21).
Presso il Complesso San Filippo Neri di Modena, “Riti d’accoglienza” presenta alcuni dei “contesti de-umanizzanti” accaduti nella storia fino ai giorni nostri, attraverso video, testimonianze, foto, articoli di giornale, portando singoli o gruppi a conversare con chi – nella propria vita e nella propria professione – ha compiuto un “percorso di ri-umanizzazione” (a cura di: Fondazione San Filippo Neri, 30′, sabato 14 e domenica 15 ore 11-13; 16-19).
Nei laboratori “In prima persona. Esercizi di riconoscimento” i temi della solidarietà e del volontariato saranno presentati in maniera giocosa, interattiva e divertente, per tutte le età (Modena, Piazza Matteotti, a cura di: Centro Servizi per il Volontariato di Modena, sabato 14 ore 15-19, domenica 15 ore 15-19).
La donna in musica si rivela di volta in volta in una veste simbolica, vincente, sofferente, assoggettata: “Donne senza maschera” presenta la musica al femminile nel Seicento presso la Chiesa di San Bartolomeo di Modena (a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense, sabato 14 ore 21).
Presso il Teatro San Carlo di Modena, invece, “Ogni mare ha un’altra riva” mette in scena la storia di due fratelli, che si perdono e si ritrovano lungo la rotta dalle acque del Mediterraneo al canale Saint Martin di Parigi, sottratti all’indifferenza statistica e restituiti alla loro dignità di individui (produzione: Associazione Artisti Drama, sabato 14 ore 21).
Il tema scelto per la mostra fotografica “Invisibile” è l’invisibilità della persona, che in molti casi corrisponde alla “non-persona”, figura spogliata di personalità, essere a cui non è riconosciuto lo statuto di individuo responsabile e la titolarità di diritti e doveri, umani e civili (Modena, Complesso culturale San Paolo – Cortile del Leccio, curatrice: Maura Pozzati, a cura di: Associazione Donne Fotografe – ITALIA, presentazione: sabato 14 ore 17 alla presenza della curatrice e delle artiste).
Tre giorni per ampliare la propria conoscenza del Pilastro europeo dei diritti sociali, con “WelFARE? Benfatto!”, che presenta il progetto su pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, protezione sociale e inclusione (Modena, Palazzo Comunale – Galleria Europa, a cura di: Comune di Modena – Centro Europe Direct, con il sostegno di: Rappresentanza a Milano della Commissione europea).
Quasi sempre invisibili, le vittime della guerra reclamano il riconoscimento del loro diritto di umanità: “L’Ospedale di tutte le guerre – The Hospital of all the Wars” di Alessio Mamo, Marta Bellingreri è una mostra fotografica che, attraverso undici storie, racconta l’inizio di un nuovo capitolo per altrettante vittime dei conflitti (Modena, Complesso San Paolo, produzione: Medici Senza Frontiere, presentazione: sabato 14 ore 18 alla presenza degli autori).
Il percorso teatrale “Attraver-siamo” porta gli ospiti dagli 8 anni in su in viaggio sulle orme di Enea, facendo emergere i temi dell’accoglienza, del diverso, del nuovo. Il pubblico si ritroverà a vivere diversi ruoli, ad essere straniero e – all’opposto – ad essere colui che accoglie lo straniero (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Biblioteca dei ragazzi Leontine, a cura di: Biblioteca dei Ragazzi Leontine e Associazione Culturale Quinta Parete, venerdì 13 ore 16.30; 17.30, sabato 14 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30, domenica 15 ore 10.30; 11.30; 16.30; 17.30).
Il gioco di ruolo educativo online “Hold The Line – Scelte di confine. Nei panni di una persona migrante” stimola i partecipanti a vivere, come sulla propria pelle, le possibili vicissitudini e le difficoltà delle loro scelte che caratterizzano, sin dal momento di approdo nel nuovo Paese, il percorso delle persone migranti richiedenti Protezione Internazionale (Sassuolo, Via Cesare Battisti, a cura di: Croce Rossa Italiana – Comitato di Sassuolo, venerdì 13 ore 16-19, sabato 14 ore 10-13; 14-19; domenica 15 ore 10-13; 14-19; ci si iscrive sul posto oppure su Eventbrite, 40′).
Con “Scarti? La dignità non si butta”, un’installazione in più “stanze” esplora il tema della “dignità” e del ridare valore a ciò che viene considerato “scarto” (oggetti e persone), concludendosi con un percorso iconografico e fotografico che mostrerà casi eloquenti del passaggio da scarto a valore (Sassuolo, Villa Giacobazzi – Parco Vistarino, a cura di: il Melograno e Nuovamente, in collaborazione con: Centro Servizi Volontariato Distretto di Sassuolo, sabato 14 ore 10-12; 16-18; domenica 15 ore 10-12; 16-18).
Francesco Cannadoro in “#cucitialcuore. Oltre gli ostacoli” documenta con immagini e filmati la difficoltà di integrazione delle esigenze connesse alla disabilità (in particolare quella infantile) in una società, quella italiana, che non è ancora “a misura” di disabile (Modena, Salotto Culturale Aggazzotti, curatori: Maja Argenziano, Renzo Pavignani, Lorenzo De Vinco, Elisa Perri, a cura di: Ideas4u, presentazione: venerdì 13 ore 18 alla presenza dei curatori e dei protagonisti, con letture di Daniele Sirotti).
La mostra “Lo avete fatto a me” viene raccontata da Luigi Ottani con otto volti incorniciati, mentre Roberta Biagiarelli, autrice teatrale e curatrice della mostra, realizza un’ambiente vocale-musicale che accompagna il visitatore nel percorso (Modena, Complesso San Paolo, a cura di: Babelia & C. Progetti Culturali, performance: sabato 14 ore 19.30 alla presenza dell’artista e della curatrice).
Il concerto di Ologramma “…anche fragile”, attraverso un percorso nella musica d’autore, presenta la forza del suono e del riconoscimento reciproco attraverso le vibrazioni, i toni, le storie che aiutano a non sentirsi soli, condividendo la propria fragilità con gli altri (Modena, Piazza Roma; produzione: Istituto MEME Modena, CEMU Centro Europeo Musicoterapia, UPGB Università Popolare “Gregory Bateson” Modena, sabato 14 ore 18).
Due spettacoli a cura del Comune di Sassuolo si inseriscono nella serie di produzioni “teatro in casa”, per un numero limitato di spettatori e obbligo di prenotazione, con la regia di Ennio Trinelli e in collaborazione con GaiaitaliapuntocomEdizioni, festival Urla dal Silenzio, Cooperativa Sociale Svoltare ed Europa Teatri: in “Guinea Konakry altrimenti Guinea Francese. Racconto di una fuga” il giovane attore Pierre Panival Bangouri ci racconta un emozionante spaccato della cultura del suo paese tra tradizioni, danze, cultura e devastazione morale, politica, sociale (venerdì 13 ore 19, sabato 14 ore 19, domenica 15 ore 19), mentre in “Jeux du Sable. Una traversata del deserto” Guainou Ibrahim testimonia il dramma di un’intera generazione di esseri umani in pochi metri quadrati, partendo da un gioco di bambini con la sabbia che scivola dalle mani ed alcuni bastoncini (venerdì 13 ore 21, sabato 14 ore 21, domenica 15 ore 21).
I Cortili di Ago propongono a Modena due serate speciali per il festivalfilosofia dedicate al rap, genere in cui si esprime la soggettività e la voglia di riscatto, a partire dalle esperienze della marginalità urbana: venerdì 13 alle 21.30 gli Assalti frontali in concerto in “Periferie della città, centro dell’anima”, mentre sabato 14 alla stessa ora Murubutu, in una serata di parole e musica, presenta “La cura del rap” (Modena, Ago Modena Fabbriche Culturali, a cura di: Ago e Laika Mvmnt).

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Da Gino Paoli a Mariangela Gualtieri, da Enrico Ruggeri a Maurizio Cucchi, da Connie Palmen a Caterina Caselli, da Stefano Dal Bianco a Enzo Gragnaniello: ecco Poesia Festival 2019

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Dal 16 al 22 settembre la poesia sarà protagonista nei borghi antichi di nove comuni modenesi. Oltre cinquanta fra grandi autori e giovani promesse testimoniano la vitalità della poesia oggi. Per citarne solo alcuni Mariangela Gualtieri, Gian Mario Villalta, Giusi Quarenghi, Umberto Fiori, Antonio Riccardi. Saliranno sui palchi sparsi per le colline modenesi anche artisti del calibro di Gino Paoli, Danilo Rea, Enrico Ruggeri ed Enzo Gragnaniello per oltre 30 eventi in sette giorni, tutti gratuiti

Vignola (Modena), 20 agosto – Ancora una volta il Poesia Festival invaderà pacificamente la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino con la sua quindicesima edizione. Dal 16 al 22 settembre nove comuni del modenese saranno lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna d’inizio autunno dedicata alla poesia e alle sue contaminazioni con le altri arti. Un coro di voci diverse che testimoniano quanto la poesia sia uno strumento prezioso e malleabile, in grado di parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo.
I poeti Silvia BreMariangela GualtieriMaurizio CucchiGiusi QuarenghiStefano Dal BiancoGian Mario VillaltaAntonio RiccardiUmberto FioriMariagiorgia UlbarMaria Grazia Calandrone, artisti come Gino PaoliDanilo ReaEnrico Ruggeri ed Enzo Gragnaniello, scrittori come l’olandese Connie Palmen e Guido Conti, attori come Fabio Testi Ilaria Drago concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.
Ad accendere le luci dei nove comuni del modenese coinvolti nel festival, mercoledì 18 settembre alle ore 21 al Teatro Fabbri di Vignola, una grande inaugurazione; tocca al cantautore Gino Paoli, accompagnato al pianoforte dal jazzista Danilo Rea aprire il festival con un concerto davvero prezioso poiché le apparizioni dal vivo del musicista genovese sono diventate in questi anni una vera rarità. Prima dell’esibizione di Paoli la lezione magistrale e le letture poetiche di Stefano Dal Bianco, uno dei maggiori poeti contemporanei italiani.
Pescando in ordine sparso fra gli oltre 30 eventi disseminati nei 9 comuni, non si possono non citare due appuntamenti dedicati a grandi poeti del passato: sabato 21 settembre alle 21 al Teatro di Marano sul Panaro Mariangela Gualtierilegge Giovanni Pascoli, mentre Silvia Bre domenica 22 alle 16 alla Rocca di Spilamberto dedica il pomeriggio a Emily Dickinson.
Proseguendo al femminile sabato 21dalle ore 15 presso la Sala delle mura a Castelnuovo Rangone, tre poetesse leggono le loro opere: Maria BorioCristina Alziati Giusi Quarenghi.
Sabato 21alle 17 e 30 alla Sala dei Contrari nella Rocca di Vignola appuntamento con la grande scrittrice olandese Connie Palmen, il cui ultimo libro “Tu l’hai detto”, pubblicato per i tipi di Iperborea nel 2018, è dedicato a Ted HughesSylvia Plath, una delle storie di poesia e morte più note della letteratura del Novecento.
Ancora in parte al femminile l’appuntamento di domenica 22 alle 18 alla Rocca di Spilamberto con protagonista la grande Caterina Caselli, cantante, produttrice e talent scout che insieme a Riccardo Sinigallia cantante, autore e produttore di artisti del calibro di Gazzè, Fabi, Tiro Mancino e Motta e al giornalista Stefano Lusardi, raccontano come sono cambiate le parole nella musica.
Ancora le sette note al centro dell’incontro/concerto di sabato 21alle 21 in piazza dei Contrari alla Rocca di Vignola che ha per protagonista l’amato cantautore milanese Enrico Ruggeri. Prima del concerto il poeta e performer Dome Bulfaro si cimenta con un reading dedicato alla poesia dialettale milanese e ai suoi grandi protagonisti: Carlo Porta, Delio Tessa ed Enzo Jannacci.
Dalla Milano di Ruggeri e Jannacci alla Napoli del cantautore Enzo Gragnaniello, tre volte vincitore della “Targa Tenco” e definito il “Leonard Cohen della canzone italiana”, protagonista sul palcoscenico del Teatro Dadà di Castelfranco Emilia venerdì 20 alle 21.
Dalla musica alla radio, ospite al Poesia Festival con due appuntamenti: il primo “condotto” da Maria Grazia Calandrone venerdì 20 alle 22 presso la Sala della mura di Castelnuovo Rangone, autrice e conduttrice di “Radio 3 Suite Alfabetiere. Prima di lei i reading di Maria Luisa Vezzali Mary B. Tolusso; il secondo appuntamento, che chiude il festival domenica 22 alle 21 alla Rocca di Spilamberto, è con la trasmissione di Radio Capital, “Parole Note” insieme a Maurizio Rossato Giancarlo Cattaneo.
Largo ai giovani domenica 22 alle 17 alla Rocca di Spilamberto con la premiazione e il reading delle poesie della cinquina dei finalisti di quello che è diventato il più importante concorso riservato ai poeti under 35 d’Italia.
Natura e poesia sono le protagoniste di due appuntamenti che nelle scorse edizioni hanno raccolto i favori del pubblico; il primo è sabato 21alle 17 e 30 al Monte delle tre crocidove si alternano alla lettura delle proprie opere un gruppo di poeti modenesi; il secondo è la “passeggiata poetica” a Zocca, prevista per domenica 22 alle 10 del mattino, guidata da Tiziano Fratus, poeta e massimo esperto di poetica della natura.
Dedicata al cinema, alla musica e alle parole della “mala” l’appuntamento previsto per venerdì 20 alle 21 al Teatro della Venere a Savignano, che ha per protagonisti l’attore Fabio Testi Nicola Longo, il “poeta con la pistola” come lo definì Federico Fellini e il critico cinematografico Stefano Lusardi.
A Guiglia sabato 21alle 21 appuntamento con l’attore Andrea Ferrari e con una sua particolare rilettura in occasione dei 200 anni dalla composizione de “L’infinito” di Giacomo Leopardi. Chudiamo la carrellata su tutti i comuni coinvolti nella kermesse con l’appuntamento a Castelvetro giovedi 19 alle 21 presso la tenuta “Chiarli” dedicato al poeta Guido Gozzano che ha per protagonisti il poeta e filologo Alberto Bertoni e l’attrice Diana Manea.
Come di consueto nel primo giorno del festival, lunedì 16 alle 21 a Castelnuovo Rangone, presso il Museo della Salumeria Villani, una grande serata di poesia con due tra i maggiori poeti italiani, Antonio Riccardi Gian Mario Villalta.
Di particolare rilievo lo spettacolo della grande attrice Ilaria Drago dedicato a Simone Weil “Concerto Poetico” a Castelnuovo Rangone domenica 22 settembre e la prima nazionale dello spettacolo di Pierpaolo Capovilla Finchè galera non ci separi” con le poesie di Emidio Paolucci a Levizzano Rangone venerdì 20 alle 21; e la lezione di Guido Conti sul rapporto tra gli animali, reali e fantastici, e la letteratura al Museo di Storia naturale di Marano sul Panaro, giovedì 19 alle 18.
Novità dell’edizione 2019 il coinvolgimento con ben tre appuntamenti del capoluogo Modena; il primo lunedì 16 alle 19 e alle 21 presso “Abate Road 66”, vera e propria anteprima della manifestazione, dedicata alla “Slam poetry“, una sfida a colpi di versi fra i migliori “slammer” italiani, a cura dei Modena City Rimers.
Martedì 17 alle 18 presso la Biblioteca Delfini presentazione e reading del libro “Poesia marzolina“, opera nata da dieci anni di incontri fra poeti, studenti dell’Istituto d’arte Venturi e insegnanti. Segue l’incontro con i tre poeti Marco MarangoniEvaristo Seghetta Paolo Donini.
Terzo e ultimo appuntamento sotto la Ghirlandina è quello di venerdì 20 alle 18 in contemporanea alla Pomposa, in Sant’Eufemia e davanti al teatro Storchi, realizzato in collaborazione con il Festival e Premio Virginia Reiter e dedicato ai tre Bertolucci: il padre Attilio grande poeta e i figli Giuseppe e Bernardo registi e sceneggiatori. Si esibiscono compagnie teatrali modenesi e le grandi attrici vincitrici delle passate edizioni del Premio Reiter.
Quando: dal 16 al 22 settembre 2019
DoveUnione Terre di Castelli – (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Guiglia) e il comune di Castelfranco Emilia
Promotori: Unione Terre di Castelli, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Regione Emilia-Romagna, Comune di Castelfranco
Con la collaborazione: di ERT, Università di Bologna
Organizzazione: Ass. Laboratorio Musicale del Frignano
Sponsor: Gruppo Hera, BPER Banca, Gruppo Cremonini, Salumi Villani, Magni telescopic Handlers, Aitec, Assicoop, Ocmis Irrigazione Spa, Abitcoop, Cooptip, Chiarli
Comitato scientifico Poesia Festival:
Roberto Alperoli (direttore)
Alberto Bertoni
Roberto Galaverni
Emilio Rentocchini
Andrea Candeli (direttore di produzione)

Ginnika 2019: sneakers da tutto il mondo a 35 anni dalla censura delle Air Jordan. Roma, 14 e 15 settembre

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35 anni dopo la nascita (e la censura) delle Air Jordan,  le sneaker più iconiche della urban culture, a Roma torna il più grande evento italiano del settore
Ginnika 2019
14-15 settembre al Ragusa Off

Ospiti: Jeremy Fish, DJ Clark Kent, DJ Spinna, Leo Mandella,  Boogie, Speranza, Kish Kash 

Ragusa Off, Via Tuscolana 179. Ore 12.00/ 24:00. Ingresso 7 euro

 

Simbolo di rottura, rivolta, libertà e contemporaneità, le sneaker, a 35 anni dalla rivoluzionaria (e censurata) Air Jordan, tornano protagoniste dell’evento più atteso dell’anno nonché il più grande del settore in Italia: Ginnika il 14 e 15 settembre al Ragusa Off di Romaper raccontare una contro-cultura, oggi diventata moda anche per grandissimi brand d’eccellenza, che da quel 1984 censorio al 2019 di “passi” ne ha fatti tanti.

“Il 15 settembre Nike ha creato una nuova rivoluzionaria scarpa da basket. Il 18 ottobre, la NBA ha deciso di bandirla. Fortunatamente la NBA non può impedire a voi di indossarle”. Nel 1984 Nike realizzava le Air Jordan, subito vietate dall’NBA, ma diventate simbolo di personalità e anche la prima scarpa che qualsiasi amante delle sneaker deve possedere. Se il mondo del basket non era pronto per una scarpa così innovativa, oggi questa scarpa è un must haveper tutti, entrata nell’immaginario collettivo e simbolo di un’epoca: una parabola in grado di riassumere il cammino di una contro-cultura che si è fatta status symbol.

Da allora sono passati 35 anni e le sneaker, come la prima Air Jordan, sono state elemento di rottura della cultura pop, musicale, artistica, culturale di diverse generazioni, fino a diventare oggetto di culto per i grandi marchi dell’alta moda.

Un oggetto che si veste di mondi, storie, vite e tendenze che verranno raccontate in una no-stop di eventi, musica, show e market in occasione di Ginnika2019, il 14 e 15 settembre negli spazi post-industriali del Ragusa Off. Un luogo che racconta la storia della capitale, uno spazio restituito alla città, riadattato a cornice urbana di eventi unici.

Dopo le 6000 presenze all’Ex Dogana, Ginnika si sposta mantenendo il suo stile urban, unendo la solidarietà alla collaudata formula che l’ha reso appuntamento di riferimento della scena nazionale e non solo, con un’iniziativa a sostegno dello sport per i ragazzi diversamente abili, supportata da Alessandro Borghi e Alessio Sakara (per partecipare https://www.eppela.com/it/projects/21356-ginnika-senza-differenze-giochiamo )

Insieme alla solidarietà, per quanto riguarda la cultura street, dopo i “mostri sacri” Staple e Bobbito Garcia presenti lo scorso anno, quest’anno Ginnika 2019 porta a Roma un nome eccellente della scena internazionale: l’illustratore e product designer Jeremy Fish. Con la sua collezione di personaggi e simboli che pone l’accento sul trovare un equilibrio fra immagini a metà strada fra il grazioso e il raccapricciante, l’artista di San Francisco incontrerà il pubblico e allestirà una speciale mostra in esclusiva, come anche il fotografo serbo (newyorkese di adozione) Boogie, protagonista di una speciale retrospettiva fotografica da lui curata.

Fitto anche, come da tradizione, il programma musicale con sabato sul palco una staffetta in con a partire dalle 19.00 Joes, Mega, Viktor Kwality e Speranza, dalle 21.30 Ernia, domenica dalle 17.00 Leo Mandella e dalle 19.00, direttamente dalla Grande Mela, dj Spinna, dj Clark Kent.

Ingresso diurno 7 euro.

Festival filosofia 2019: Persona, maneggiare con cura. Dal 13 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo

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Da venerdì 13 a domenica 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre e spettacoli, tutti dedicati al tema “persona”. Tra i protagonisti 54 relatori, di cui ben 24 debuttano al festival. Tra gli ospiti più attesi: Augé, Bodei, Bianchi, Cacciari, Crouch, Ehrenberg, Galimberti, Giovannini, Marzano, Massini, Nancy, Quante, Recalcati, Rosen, Roy, Severino, Vegetti Finzi. In programma anche otto “menu filosofici” per ricordare Tullio Gregory

Dedicato al tema persona, il festivalfilosofia 2019, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 13 al 15 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a fuoco la questione della persona tra diritti, civiltà e fragilità umana. La diciannovesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sul tema “persona”, che indica una categoria di lunga durata della cultura europea, fondamento dell’autonomia individuale e dei diritti umani. Sempre immersa in una rete di reciprocità, alla persona si riconduce il principio di dignità, sia nel campo sociale e politico (come per esempio nel caso del lavoro), sia nelle questioni bioetiche di inizio e fine vita. Si indagherà anche il modo in cui l’essere persone – richiamandosi al suo significato originario di maschera – passi attraverso il riconoscimento e la messa in scena del sé in cui si esprime la soggettività di ciascuno.
L’edizione 2019, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, presenta ventiquattro voci nuove, su un totale di 53 relatori. Tra gli autori stranieri, due terzi sono al loro debutto al festival.

Tra i protagonisti ricorrenti si ricordano, tra gli altri, Marc Augé, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Donatella Di Cesare, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Stefano Massini (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Jean Luc-Nancy, Salvatore Natoli, Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio.
Tra i “debuttanti”, Michel Agier, Leonardo Caffo, Colin Crouch (Lectio “Gruppo Hera”), Alain Ehrenberg, Paolo Flores d’Arcais, Enrico Giovannini (Lectio “Confindustria Emilia Area Centro”), Danilo Martuccelli, Michael Rosen (Lectio “BPER Banca”), Olivier Roy, Michael Quante.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della persona.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo (ancora in corso di definizione) coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: David Riondino (con un concerto bandistico), Pamela Villoresi (con un recital sul tema del lavoro), Telmo Pievani e i Deproducers (con uno spettacolo sull’evoluzione di Homo sapiens), Lino Guanciale (in una conversazione con Roberto Escobar su Canetti), Chiara Valerio (in un reading da un suo testo inedito), Michele Dalai (con uno spettacolo su Gino Bartali giusto tra le nazioni), Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua (in un dialogo-spettacolo sulla chiusura degli ospedali psichiatrici), Lella Costa (in un recital su Edith Stein). Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.

Oltre trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui le personali di Vittorio Guida e Luisa Menazzi Moretti prodotte da Fondazione Modena Arti Visive. A Carpi una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio presenta incisioni di Picasso, Kirchner e Chagall sul tema della maschera, mentre a Sassuolo una personale di Mustafa Sabbagh è dedicata alla condizione dell’umano.
Prima edizione dopo la scomparsa di Tullio Gregory, il festival omaggerà la figura del grande maestro, tra l’altro, riproponendo alcuni dei più significativi tra i suoi “menu filosofici” per quasi ottanta ristoranti ed enoteche delle tre città.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia“, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Norvegia, bella e sostenibile: dieci modi per scoprirla

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Il bello della Norvegia? Tutti risponderebbero la natura spettacolare e i paesaggi indimenticabili, e noi siamo assolutamente d’accordo!

Vogliamo che questo patrimonio venga conservato così come è da sempre e che possa essere a disposizione anche delle generazioni future. Ecco perché abbiamo un segreto, che si traduce in una sola parola: eco-sostenibilità.

Viaggiare “verde” in Norvegia è alla portata di tutti, basta partire informati e prendere spunto dalle nostre dritte. Qualche esempio?
Utilizza il treno per spostarti, è uno dei mezzi più rispettosi dell’ambiente oltre che uno dei più panoramici. Vivi la magia dei fiordi scoprendoli con silenziosissimi battelli completamente elettrici. Pianifica una sosta ad Oslo, la Capitale Green del 2019, e scopri quanto è facile visitarla in modo sostenibile.

E se poi volessi pernottare nella natura… puoi scegliere di dormire in cima ad un albero o in una fattoria dove potrai anche sperimentare l’ospitalità dei Norvegesi. Se poi proprio non puoi fare a meno del rumore delle onde e del profumo di mare, ti aspettiamo in un romantico faro!

Ricordati che questo è solo l’inizio del tuo viaggio “green” in Norvegia!

1. Viaggia sostenibile verso la Norvegia
Arrivare in Norvegia in treno è un modo fantastico per iniziare il tuo viaggio sostenibile. Oslo ha collegamenti ferroviari da e per molte città europee, passando da Copenaghen in Danimarca oppure da Göteborg e Stoccolma in Svezia. Inoltre da queste città, e da molte altre anche nel sud Europa, ci sono buone linee di pullman per la Norvegia.

Se vuoi viaggiare in nave ci sono molte compagnie di traghetti da Danimarca, Svezia e Germania che hanno adottato carburanti più ecologici. La maggior parte di questi traghetti, quando sono ormeggiati a Oslo e a Kristiansand, si collegano ora a fonti di energia a terra per ridurre le emissioni.

Ma dato che la Norvegia è un paese molto lungo e frastagliato, ci sono alcune destinazioni per cui viaggiare in aereo è la soluzione più conveniente, o talvolta l’unica. Puoi compensare le emissioni del tuo volo facendo una donazione a un programma di salvaguardia del clima. Anche fare un soggiorno più lungo riduce l’impatto totale che il tuo viaggio ha sull’ambiente.

Leggi di più su come arrivare in Norvegia.

2. Viaggia con i mezzi pubblici
Il modo migliore per scoprire ogni angolo della Norvegia è farlo con i trasporti pubblici, e tra questi il treno è la scelta più ecologica. Ma non solo – le tratte come la Ferrovia di Bergen, la Ferrovia di Rauma, la Ferrovia del Nordland e quella di Ofoten sono tra le linee ferroviarie più spettacolari al mondo!

Puoi raggiungere facilmente le località sui fiordi, in montagna o nelle valli anche in pullman o in barca. Se vuoi esplorare la costa norvegese i traghetti locali rendono facile viaggiare di isola in isola partendo dai porti principali di Bergen, Ålesund, Kristiansund, Trondheim, e Bodø.

Il travel planner Entur ti fornisce un panorama di tratte e orari, mentre molte destinazioni offrono dei pass per itinerari andata e ritorno prestabiliti e dei travel pass.

3. On the road ad elettricità
Se hai voglia di partire per un road trip epico perché non farlo con un’auto elettrica (o perfino con una e-bike), sia con la tua che con una a noleggio. Ci sono più di 10.000 punti di ricarica in tutta la Norvegia e il numero è sempre in aumento. Se guidi un veicolo Tesla puoi utilizzare le apposite stazioni Supercharger a ricarica veloce. Inoltre molti hotel hanno nei loro parcheggi le apposite colonnine per la ricarica.

A Oslo puoi andare in esplorazione della città con una electric city-car di Greenmobile, e a Geiranger e a Flåm puoi girare con una mini electric car fornita da eMobility.

Trovi le stazioni di ricarica su ladestasjoner.no (solo in norvegese) e le informazioni generali sui veicoli elettrici su elbil.no per pianificare il tuo viaggio.

Se scegli di visitare una delle Destinazioni Sostenibili aiuterai a preservare il patrimonio storico e culturale e allo stesso tempo sosterrai le comunità, le tradizioni, la natura e l’ambiente. Ristoratori ospitali proporranno cibi che sono prodotti, raccolti e preparati in quella zona.

“Sustainable Destination” è l’unico marchio, tra i Paesi nordici, di qualità nazionale per le destinazioni turistiche. È uno strumento per lo sviluppo sostenibile di aziende e destinazioni per salvaguardare l’ambiente, la comunità locale, il patrimonio culturale e l’economia.

Comunque la certificazione non significa che le destinazioni sono sostenibili al 100%, ma che hanno iniziato un processo a lungo termine. Le destinazioni vengono valutate ogni tre anni.

Su Visitnorway.com il “ciuffo d’erba” – l’icona di Green Travel – ti aiuterà a trovare le attività, i ristoranti e i pernottamenti con certificazioni ambientali.

4. In crociera più responsabilmente
Ammira i maestosi paesaggi della costa norvegese tra Bergen e Kirkenes con delle crociere ancora più sostenibili offerte da operatori molto noti, che lavorano in stretta collaborazione con le comunità locali. Sia a bordo delle navi che quando scendi a terra per le escursioni, puoi gustare i sapori della Norvegia.

Oltre al famoso postale dei fiordi Hurtigruten, che ha radici profonde nella cultura costiera della Norvegia, c’è anche una novità: Havila Kystruten offrirà crociere sulla tratta tra Bergen e Kirkenes a partire dal 2021 e la loro flotta sarà formata da navi che funzionano esclusivamente con motori a batteria e LNG (gas naturale liquefatto).

5. Destinazioni sostenibili
In Norvegia molte destinazioni cercano di migliorare il loro impatto sull’ambiente e di assicurarsi che tu possa vivere le esperienze straordinarie e uniche che hai sempre sognato. Queste località fanno parte della rete di Destinazioni sostenibili che si impegnano per lo sviluppo di un turismo più sostenibile in tutta la Norvegia. Hanno anche come obiettivo di rafforzare i valori della cultura locale e della comunità, il che le rende dei luoghi migliori sia per viverci che per visitarle.

Troverai anche molti operatori turistici eco-certificati un po’ in tutto il paese.

6. Una capitale green
Oslo ha adottato alcune delle soluzioni ambientali più innovative in Europa ed è stata selezionata come Capitale Verde Europea 2019.

Scopri il nuovo volto della città in riva al fiordo e capirai perché diversi esperti internazionali di viaggi, come la Lonely Planet, hanno eletto Oslo una delle città top da visitare al mondo.

Segui la passeggiata lungo il porto e troverai celebri ristoranti, una fattoria di città, saune galleggianti sul fiordo e interessanti musei. Noleggia un kayak, una bicicletta o una e-bike ed esplora la città. La sensazione da grande città si tramuta facilmente nella tranquillità degli spazi verdi, visto che due terzi della superficie della capitale sono formati da boschi e acqua.

7. Ospitalità green
Per essere sicuro di passare bene la notte, scegli dove dormire fra strutture con una certificazione ambientale. Queste sistemazioni lavorano non solo per mantenere bassi i consumi di energia, ma anche per trovare soluzioni creative per prevenire lo spreco di cibo e utilizzare gli avanzi. Sulle pagine di Visitnorway cerca il “ciuffo d’erba” – l’icona di Green Travel – che ti aiuterà a trovare le attività, i ristoranti e i pernottamenti con certificazioni ambientali.

Uno degli hotel più ecocompatibili al mondo, Svart, aprirà nel 2021 ai piedi del ghiacciaio Svartisen sull’Holandsfjorden, nella Norvegia settentrionale. La struttura, con design circolare, sarà il primo hotel al mondo a energia positiva.

8. Attività naturali
La Norvegia è come un grande parco divertimenti naturale, da scoprire in tanti simpatici modi. Metti alla prova la forza dei tuoi muscoli con escursionismo, ciclismo, sci, arrampicata o kayak, o prova altre attività all’aperto. Per la tua sicurezza e per essere certo di fare un’esperienza bella e interessante puoi partecipare a uno dei vari tour guidati. Una guida locale conosce molto bene la zona e scegliendo un’agenzia del posto contribuirai anche positivamente all’economia locale. Di solito è possibile noleggiare tutta l’attrezzatura necessaria.

Se preferisci un aiuto motorizzato puoi noleggiare biciclette elettriche, Segway o altri mezzi di trasporto che ti porteranno in giro con poco o nessuno sforzo. O magari ti piace la potenza dei cavalli veri? Vai al galoppo su splendide spiagge bianche o su vasti altipiani.

9. Fiordi silenziosi e whale safari
Ammira i fiordi più spettacolari o fai un safari alle balene su silenziosissime e premiate navi ibride o elettriche. Con le proprie imbarcazioni innovative The Fjords offre tour panoramici sul fiordo di Oslo durante l’inverno, e sui fiordi Patrimonio dell’Umanità nella Norvegia dei fiordi durante tutto l’anno, con partenza da Flåm. Potrai anche esplorare la zona del Geirangerfjord con il primo RIB elettrico al mondo, con Bonseye, partendo da Hellesylt.

Più a nord puoi salire a bordo del catamarano ibrido Brim Explorer per una crociera di un giorno partendo dai villaggi di pescatori delle Lofoten durante l’estate, o per un safari invernale alle balene da Tromsø.

Quest’estate vai ad elettricità
10. Gustose specialità locali
Fare turismo sostenibile include anche provare le eccellenze della cucina locale. Gusta le bacche selvatiche e il sapore intenso delle verdure cresciute lentamente. Assaggia latte, formaggio e carne di pecore, capre e mucche che pascolano libere in montagna in estate. Pesca il tuo pesce o assapora quello preparato da famosi chef.

Sempre più ristoranti norvegesi scelgono la sostenibilità e la maggior parte offrono anche squisiti piatti vegetariani, accanto alle carni locali. Prova Himkok, un bar a Oslo premiato nel 2018 come “Il bar più sostenibile al mondo”, o il ristorante Credo a Trondheim, che ha ricevuto nel 2019 il primo Michelin Nordic Guide Sustainability Award. Per non parlare di Rest, un ristorante unico a Oslo, che trasforma gli avanzi in eccellenti piatti gourmet.

E tra l’altro – lo sai che l’ottima acqua norvegese è totalmente gratuita? Puoi berla direttamente dal rubinetto o da un ruscello di montagna.

LELO il 31 luglio vi invita a celebrare la Giornata Nazionale dell’Orgasmo

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In onore della Giornata Nazionale dell’Orgasmo che si celebra il 31 luglio, LELO svela alcuni dati interessanti sull’orgasmo femminile: il 40-60% delle donne si masturba e il 50% ha orgasmi multipli             durante la masturbazione. 

 

LELO, brand leader nel settore dei sex toy, e i suoi esperti del piacere lavorano costantemente per testare, esplorare e sperimentare i diversi modi di provare piacere. Nella ricerca verso migliori orgasmi, hanno scoperto come quelli femminili non conoscano limiti, un argomento di cui non si parla molto e che, anche dal punto di vista storico, è stato meno indagato rispetto a quello maschile.

Solo a partire dagli anni Settanta infatti, grazie al lavoro di ricercatori come Alfred Kinsey, Virginia Johnson e WIlliam Masters, si è cominciato a parlare dell’orgasmo femminile, fino a quel momento considerato come una “stranezza”. 

Gli esperti di LELO hanno scoperto che le donne raggiungono più spesso il climax con la masturbazione, perchè sono completamente concentrate sul proprio piacere, prestando più attenzione a dettagli come posizione, pressione, mood, ecc. Sapevi che le donne possono raggiungere anche 5 o 6 orgasmi in altrettanti minuti? La gioia di trovare la giusta formula per raggiungere il climax è impareggiabile e porta anche a una migliore relazione con il partner.

In onore delle donne e dei loro orgasmi, ecco alcuni interessanti dati by LELO* per darti alcuni nuovi spunti per il tuo benessere.

  • Il 40-60% delle donne si masturba, mentre la percentuale maschile si aggira intorno al 90-95%.

 

 

  • Solo il 18% delle donne raggiunge l’orgasmo attraverso la penetrazione. Esistono moltissimi modi per raggiungere il climax e l’orgasmo clitorideo è in assoluto il più diffuso. Ti consigliamo di investire in uno specchio e in un ottimo sex toy e iniziare ad amare te stessa e il tuo corpo e scoprire dove ti porterà il piacere.

 

 

 

  • Il 50% delle donne ha orgasmi multipli durante la masturbazione. Serve molto tempo e pratica per trovare l’armonia giusta con il partner, puoi aiutare te e il tuo partner facendo molta pratica… da sola!

 

 

  • I vantaggi della masturbazione: è il sesso più sicuro per una donna (non c’è rischio di gravidanze, di malattie sessualmente trasmissibili o paura di provare imbarazzo), riduce lo stress, migliora la percezione del proprio corpo e la fiducia in sé, aiuta il sonno, allevia il dolore dei crampi mestruali e tonifica i muscoli pelvici.

È il 2019 e è arrivato il momento di darsi da fare, perché nessuno riuscirà a darti piacere finchè tu non darai piacere a te stessa!

 

*Sondaggio condotto tramite la Newsletter di LELO, a livello mondiale.

 

Scopri il mondo LELO su >> https://www.lelo.com/it

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Visitare la Danimarca contenendo i costi: quante idee!

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La Danimarca è una destinazione semplice da raggiungere e da visitare. Grazie alla sua natura rigogliosa, alla ricca offerta culturale e alla sua straordinaria gastronomia, rappresenta una scelta ideale in vista dei prossimi ponti di autunno. Ecco alcuni spunti per una full immersion nel paese di Andersen, con un occhio al portafoglio.  

 

Natura free

 

La Danimarca ha quattro parchi nazionali – Thy National Park, Mols Bjerge National Park, Wadden Sea National Park e Skjoldungernes Land National Park – splendide aree naturali in cui avventurarsi e stupirsi. I parchi nazionali sono aperti tutti i giorni, tutto il giorno, l’accesso è gratuito e possono essere esplorati a piedi, in bicicletta, a cavallo o, volendo, anche in auto. Si consiglia di controllare sempre i cartelli all’ingresso per dettagli e norme. 

 

Musei e cultura

 

Copenaghen

Pronti per un giro della capitale? Unitevi a una guida locale per un tour gratuito a piedi del centro di Copenaghen! Esistono diversi itinerari, dalla passeggiata guidata di 3 ore che parte dal Municipio fino al Palazzo Reale Amalienborg ad un giro più breve di 90 minuti da Christianshavn all’ingresso di Christiania.

Per una vista meravigliosa a 360° sulla città si può salire in cima alla Torre Rotonda, il più antico osservatorio funzionante d’Europa, costruito nel XVII – l’ingresso costa solo 3,50€.  Proprio di fronte alla Torre, troverete l’Hot Dog (tipico street food danese) più buono di Copenaghen. In alternativa, è possibile ammirare la città dall’alto del Tårnet di Christiansborg Palace, la torre più alta di Copenaghen. La visita è gratuita e nelle giornate limpide si riesce a vedere anche la Svezia.

 

La stragrande maggioranza dei musei in Danimarca si trova nella capitale; per i possessori della Copenhagen Card questa è la notizia più lieta. La quasi totalità dei musei, infatti, sono compresi nel prezzo della carta cittadina, che in totale dà accesso gratuito a 86 attrazioni, proprio per soddisfare anche i più esigenti amanti dei musei. Per citarne alcuni, la Card comprende: la National Gallery of Denmark, il National Museum, il castello di Rosenborg, la Torre Rotonda, il Louisiana Museum of Modern Art, il Palazzo di Amalienborg, il nuovissimo museo di arte moderna poco a sud di Copenaghen e molte altre attrazioni. 

Altre destinazioni in Danimarca

Oltre alle attrazioni capitoline,  da non perdere una visita ad Aarhus, seconda città della Danimarca. Dall’Aros, museo d’arte simbolo della città sormontato dall’incredibile installazione Your Rainbow Panorama al caratteristico Den Gamle By, museo a cielo aperto che permette di fare un vero e proprio viaggio nel tempo. La Aarhus Card offre l’ingresso ai principali musei della città e consente anche di accedere alle piscine e alle piste di pattinaggio. A completare l’offerta, visite guidate della città e, ovviamente, i trasporti pubblici.

 

Gastronomia

 

Copenaghen

 

Reffen, il nuovissimo street-food, è un luogo ideale per poter gustare delle vere prelibatezze mantenendo prezzi da bancarella. Si trova a Refshaleøen, un’ex zona industriale ora in grande crescita e di tendenza. Qui si possono trovare 50 start-up in forma di chioschi del cibo, con ogni tipo di cucina a disposizione, che vanno a creare un perfetto melting pot gastronomico, con un’autentica vista sul porto di Copenaghen. Tutti gli stand seguono i principi di sostenibilità “Reduce and Reuse” (riduci e ricicla): riducono lo spreco alimentare, usano materiali compostabili, ingredienti biologici e locali. 

The Bridge Street Kitchen, un altro nuovo street food, si trova di fronte a Inderhavsbroen (il ponte) di Nyhavn, vicinissimo all’acqua e riunisce alcuni dei più famosi street food di Copenaghen. Ospita periodicamente diversi chef provenienti da tutto il mondo che durante la loro visita a Copenaghen colgono l’occasione per fare assaggiare la loro interpretazione del cibo di strada. 

Per gli amanti del take away o degli spuntini veloci suggeriamo anche una sosta al mercato coperto di Torvehallerne, nel quartiere di Nørrebro, dove molti danesi sono soliti fare la spesa.

Un’altra tappa per chi vuole vivere un’autentica esperienza locale è la Chiesa di Absalon, uno spazio aperto a tutti nella zona di Vesterbrø, dove si può mangiare in compagnia ai tavoli conviviali, si può giocare a ping-pong o partecipare a proiezioni di film e musica. La cena, semplice ma genuina, costa 50 dkk. L’ideatore e creatore dell’Absalon è il fondatore del marchio Tiger, famoso in tutto il mondo, Lennart Lejboschitz, che si è impegnato a ristrutturare un’antica chiesa rendendola un luogo accogliente, una sorta di punto di ritrovo per cenare assieme a nuove e vecchie conoscenze. 

 

Altre occasioni imperdibili per gustare del cibo di prima qualità sono senza dubbio i Festival gastronomici.

Il Copenhagen Cooking Festival: per dieci giorni tra agosto e settembre, puoi assaggiare la Nuova Cucina Nordica e le prelibatezze dei ristoranti top di Copenaghen. Si tratta di uno dei festival gastronomici più grandi del Nord Europa, l’evento mette in scena l’universo gastronomico danese rendendo omaggio alla cucina nordica, alla cultura gastronomica ed agli chef più promettenti. 

Copenaghen, 24 agosto – 2 settembre 2018.

Chi alla cucina di altissimo livello proprio non rinuncia neanche in vacanza, può provare le proposte dei Bib Gourmand. Questo titolo viene conferito dalla guida Michelin ai ristoranti con un ottimo rapporto qualità/prezzo, un’ottima alternativa ai ristoranti stellati per assaggiare la cucina più raffinata e mantenere prezzi più moderati.

 

Eventi gastronomici in  Danimarca

 

Læsø Langostine Festival

Questo festival è un appuntamento delizioso che ogni anno celebra gli squisiti scampi della Norvegia, conosciuti anche come Langostine o Gamberoni della Baia di Dublino, che vivono nella regione. Il Festival di Læsø, Jomfruhummer, è ottima occasione per avvicinarsi all’autentica cultura gastronomica locale, fuori dai sentieri battuti, gustandosi degli eccezionali scampi, protagonisti assoluti dell’evento. 

Læsø, 4 Agosto 2018

 

Food Festival ad Aarhus

Foodies, appassionati di cibo, chef danesi e internazionali e produttori si riuniscono ogni anno per presentare l’eccellenza e l’alta qualità dei prodotti provenienti da tutta la Scandinavia all’innovativo Food Festival di Aarhus. 

Aarhus,  7 – 9 Settembre 2018

 

Oyster Trophy Week

Con l’Oyster Trophy Week si celebra l’inizio della stagione delle ostriche danesi nel mare dei Wadden e nelle regioni del Limfjord. Ogni anno si organizzano eventi in tutta la Danimarca per gli amanti delle ostriche.

Varie località, 12 – 21 Ottobre 2018

Alloggi

 

In vacanza in Danimarca alla ricerca di un alloggio economico, magari gratis? Ecco i nostri suggerimenti, dall’ostello al… divano

 

Ostelli

Gli ostelli danesi sono per tutti, ben lontani dalla nostra concezione di ostello della gioventù. Si può scegliere di prenotare una camera privata, camere familiari o dormitori condivisi in base alla disponibilità e al budget. Soggiornare in ostelli ha un prezzo ragionevole, motivo per cui sono ben noti a gruppi, backpackers e viaggiatori che vogliono incontrarsi e interagire con altri turisti durante il loro soggiorno.

 

Hotel a budget contenuto

Sono le catene CabInn e Zleep. Ma a Copenaghen ed Aarhus consigliamo anche gli hotel Wake Up! Gli appassionati di design in visita a Copenhagen troveranno una sistemazione ideale alla Steelhouse, in pieno centro. 

 

Case vacanza

Parti con la famiglia? O con un gruppo di amici? Allora perché non affittare una casa per le vacanze in Danimarca?  Una casa per le vacanze danese di solito ha da quattro a sei posti letto, ma ci sono sistemazioni che possono ospitare fino a 12 persone. Queste sono case completamente attrezzate, situate in posizioni idilliache. I prezzi partono da € 500 a settimana. Puoi scoprire tutto sulle case vacanze in Danimarca sul nostro sito web.

Campeggio nella natura / Soggiornare all’aperto

Il campeggio è già una soluzione economica, ma esiste una versione ancora più economica! Infatti, se ami la vita all’aria aperta e l’idea di passare la notte sotto le stelle ti affascina, sappi che in Danimarca ci sono oltre 1.000 siti per il campeggio in natura (in tenda) sparsi tra fattorie, boschi, college e altri spazi. Molti di questi luoghi offrono rifugi prefabbricati, quindi non è necessario portare la tenda. Le aree sono dotate di servizi igienici, acqua corrente e aree per accendere il fuoco. Una notte in questi campeggi “selvaggi” costa circa DKK25 / € 3,50 a persona (alcuni sono anche gratuiti). I siti sono destinati ai viaggiatori a piedi, in bicicletta, a cavallo o in barca.  

Scambio di casa

Fai uno scambio di casa con una famiglia danese per le tue prossime vacanze. Lo scambio di casa ha un prezzo contenuto ed è una soluzione piuttosto diffusa. È la soluzione ideale per conoscere meglio la comunità in cui ti troverai in vacanza e per sentirti “come uno del posto”. Per poter organizzare lo scambio, affidati ad una delle organizzazioni internazionali che gestiscono questi servizi – c’è da pagare una tassa di registrazione ma non ci saranno scambi di denaro tra i proprietari delle case. 

Informazioni sullo scambio di casa 

Alloggio gratuito presso privati (couchsurfing)

Sta prendendo sempre più piede ed è una forma di alloggio gratuito molto apprezzata: il couchsurfing. I membri della comunità possono rimanere a casa degli altri membri gratuitamente. Di solito chi ne usufruisce mette a disposizione la propria casa per altri viaggiatori ospiti. 

Per maggiori informazioni su questa tipologia di alloggio e servizio, consultare il sito Web Couchsurfing.

 

Eventi gratuiti in Danimarca

In Danimarca trovi numerosi eventi gratuiti a cui partecipare. Preparati a tenere il tempo a uno dei festival musicali o ad assistere a inaspettate performance artistiche per le strade danesi.

Musica

Perché non dai un’occhiata ai programmi dei numerosi festival musicali, come l’Aarhus Festival per soddisfare la tua passione musicale? Oppure perché non visitare Tønder? Per non dimenticare gli show del Friday Rock al Tivoli, sul cui palco si esibiscono artisti danesi e internazionali (i concerti sono gratuiti, ma bisogna pagare l’ingresso del Tivoli), fino al 21 settembre.

 

Teatro gratuito o a metà prezzo

Se hai meno di 25 anni puoi acquistare i biglietti degli spettacoli del Royal Danish Theatre a metà prezzo, ma ricorda che ci sono anche molti eventi gratuiti aperti al pubblico di ogni età. Se sei appassionato di opera e non t’importa di assistere allo spettacolo in piedi, puoi trovare biglietti a prezzi molto bassi.

 

Trasporti

 

A partire dai voli, con diverse proposte di compagnie low-cost (Easyjet, Ryanair e Norwegian), viaggiare in Danimarca è sempre più conveniente. In alternativa si può scegliere di arrivare in macchina dalla Germania. Anche in questo caso si possono contenere i costi, in quanto in Danimarca le strade e autostrade sono gratuite, ad eccezione dei due grandi ponti: il ponte sul Grande Belt, che collega l’isola della Selandia con l’isola di Fionia e il ponte sull’Øresund, che collega la Danimarca alla Svezia, più precisamente Copenaghen e Malmö.

 

Una volta giunti in territorio danese, poi, la scelta migliore per spostarsi è indubbiamente la bicicletta. Apprezzata da tutti, rispettata dalle macchine, la bici è il mezzo di trasporto nazionale, basti pensare che a Copenaghen vi sono più biciclette che automobili. Ci sono moltissime società che le noleggiano e diverse offrono anche un servizio bagagli grazie al quale questi vengono trasportati di destinazione in destinazione, rendendo il viaggio in bicicletta ancor più piacevole e comodo.

 

Le città di Frederikshavn, Aalborg, Aarhus (ed altri centri minori) offrono addirittura city bike gratuite. A Copenaghen non sono più gratis come in passato, ma costano 25dkk/ora (3€ circa). Le bici sono dotate di GPS e di tablet touch screen. 

 

Un altro mezzo di trasporto che val la pena di essere utilizzato, anche per la visuale che offre, è l’harbour bus, grazie al quale al prezzo di un biglietto per un normale autobus cittadino si può attraversare il porto di Copenaghen e godersi la visuale sulla città dall’acqua; un’ottima alternativa a prezzo contenuto ai vari tour in battello disponibili nella capitale.

Hotel OTTILIA – Nuovo Boutique Hotel a Copenaghen 4 stelle lusso negli spazi dell’antico birrificio Carlsberg

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Brøchner Hotels, la principale catena danese di boutique hotel, ha inaugurato a metà gennaio un nuovo albergo a 4 stelle lusso nei locali dell’antico birrificio della Carlsberg. 

 

L’Hotel Ottilia invita i propri ospiti a soggiornare nell’autenticità di un luogo iconico danese per vivere un’esperienza straordinaria. La storia dell’antico birrificio continua infatti con un nuovo design e una nuova avventura. Carlsberg richiama immediatamente la birra, ed è proprio nel Carlsberg City District che l’omonima birra, famosa in tutto il mondo, è stata distillata dal 1847 al 2008 negli spazi oggi chiusi. 

 

Un design innovativo

Il design dell’Hotel Ottilia reinterpreta l’iconica architettura industriale con uno stile assolutamente innovativo. I dettagli architettonici degli edifici industriali del birrificio sono stati preservati nella loro originalità e peculiarità per creare un affascinante contrasto tra la ristrutturazione lussuosa e il design contemporaneo dell’hotel.

 

La facciata dell’Hotel Ottilia è coperta da 64 cerchi dorati di 2,2 metri di diametro, dietro a ognuno dei quali si nasconde una camera unica nel proprio genere, con un soffitto alto tra 3 e 4 metri e decorata con uno stile originale. Sulla parete opposta rispetto ai cerchi dorati si aprono 64 immense finestre rotonde delle stesse dimensioni. Queste aperture panoramiche fungono ovviamente da finestre, ma offrono anche la possibilità di rilassarsi su comodi cuscini foderati in pelle adagiati su una panchetta a forma di mezza luna.

L’originale torre rotonda è occupata da suite esclusive dotate di un design classico ma contemporaneo, di ampie finestre ad arco di cerchio, di stucchi raffinati e di originali dettagli architettonici. Nelle camere e nelle suite, straordinari elementi architettonici s’intrecciano intimamente a dettagli industriali grezzi e originali. 

 

Per un soggiorno perfetto, l’Hotel Ottilia offre ai propri clienti un servizio completamente digitale che si avvale del loro smartphone. Al bando le classiche carte d’accesso, il check-in e il check-out, come anche l’apertura della porta della camera e l’orientamento all’interno dell’hotel avvengono tramite smartphone. Inoltre, le informazioni contenute su ogni telefono possono essere facilmente ritrasmesse sullo schermo disponibile in camera.

 

La storia di Ottilia

La storia, gli edifici e il patrimonio culturale di questo famoso birrificio sono alla base dell’essenza del quartiere – Carlsberg District – dove si trova l’Ottilia.

La Carlsberg fu fondata nel 1847 dal visionario Jacob Christian Jacobsen, che trasmise la sua passione per la birra al figlio Carl, fondatore del birrificio Carlsberg. Nel corso degli anni, J.C. e Carl Jacobsen hanno contribuito in modo significativo all’architettura e alla vita culturale di Copenaghen con la costruzione di monumenti quali la Sirenetta, simbolo della città  o della Gliptoteca, fondata nel cuore di Copenhagen nel 1888 o ancora con la ricostruzione del meraviglioso castello di Frederiksborg, poco fuori la capitale. 

 

L’hotel Ottilia prende il suo nome da Ottilia Jacobsen, la moglie di Carl Jacobsen; nata e cresciuta ad Edimburgo, e poi trasferitasi in Danimarca Ottilia è stata di grande supporto per Carl e ha avuto un ruolo importante nella creazione del distretto di Carlsberg così come lo vediamo oggi. Ai suoi tempi, le donne non erano riconosciute per il loro lavoro, ma sappiamo per certo che Ottilia ha avuto un grande impatto sulla famiglia e sulle decisioni prese da Carl e sulla Carlsberg in genere, ad esempio fu proprio lei ad attribuire grande importanza alla sicurezza per i lavoratori e spingere per il miglioramento delle loro condizioni.

Diversi segni di questa straordinaria donna sono ancora visibili nel distretto. Solo per citarne alcuni il suo ritratto insieme a tutta la famiglia è visibile sulla facciata del cancello di Dipylon, spazio oggi occupato dal lounge dell’hotel, un suo busto si trova a livello della strada sul palazzo, infine dal ristorante dell’albergo, al 5 ° piano, è possibile ammirare la statua di Ottilia e Carl che si affacciano da una delle torri,  con lo sguardo rivolto al distretto Carlsberg. 

Altri riferimenti a Ottilia Jacobsen sono presenti nelle lampade, tappeti, fiori, decorazioni e opere d’arte. Presenti all’interno dell’hotel. ll fiore preferito di Ottilia era il cardo – fiore nazionale in Scozia, è stato usato in molti elementi decorativi dell’albergo per renderle omaggio e lasciare che il suo spirito rimanga parte integrante degli edifici storici che ora accolgono gli ospiti di tutto il mondo.

 

Jeanette Hiiri – ceramiche fatte a mano per l’Hotel Ottilia

Gli Hotel Brøchner hanno stretto una collaborazione con Jeanette Hiiri, artista ceramista che ha progettato e realizzato splendide opere presenti in particolate all’Ottilia. Jeanette Hiiri ha realizzato a mano i bellissimi calchi in ceramica e decorazioni con il fiore di cardo, collocati in diversi spazi dell’hotel.

Il laboratorio e lo showroom di Hiiri a Vesterbro sono molto vicini all’Hotel Ottilia. Il caso vuole che molti anni fa, il laboratorio fosse utilizzato da un fabbro, che consegnava il suo lavoro a Carlsberg. Ora, dallo stesso laboratorio, naturalmente rinnovato, ceramiche e decorazioni d’arte vengono consegnate all’Hotel Ottilia negli ex edifici della birreria Carlsberg.

 

Più di un semplice hotel

L’Hotel Ottilia è l’unico hotel del Carlsberg City District che offre ai suoi clienti e ai residenti, 150 camere, sale da conferenza e spazi che possono accogliere fino a 200 persone, bar, un nuovo concetto di Spa & Bains, una terrazza panoramica con vista su tutta Copenaghen e un ristorante italiano.

Il quartiere sta vivendo un completo rinnovamento, dove nuovi elementi architettonici si integrano alla perfezione con gli edifici storici e con i giardini che compongono la storia di Copenaghen. Situato a Vesterbro, quartiere conosciuto per la vivacità dei suoi bar e ristoranti, tra Frederiksberg e Valby, questa zona è il nuovo posto da visitare. Ubicato di fianco allo Zoo di Copenaghen, al Meat Packing District e ad una passeggiata dal centro di Copenaghen, l’Hotel Ottilia è il centro di questa nuova area. Un luogo che esplode di attività, dove negozi alla moda, ristoranti urbani e caffè fiancheggiano le strade insieme a numerosi luoghi di interesse culturale e artistico.

 

Secondo Karim Nielsen, AD dei Brøchner Hotels, l’ambiente storico del Carlsberg City District rappresenta un extra per l’hotel. «Siamo pienamente consapevoli del fatto che l’Hotel Ottilia occupa edifici che appartengono alla storia della Danimarca e, come previsto dalla costruzione di ogni boutique hotel, rispettiamo la storia dell’edificio per renderla parte del design dell’hotel. I silo per i cereali e le costruzioni industriali sono così parte integrante dell’hotel, ne riflettono la storia e la sua nuova vocazione».

«Stiamo creando degli hotel e delle esperienze eccezionali reinventando la permanenza in un hotel, e riteniamo il Carlsberg City District uno dei quartieri più unici che esistano a Copenaghen. L’Hotel Ottilia offre ai clienti e agli abitanti del quartiere un’esperienza rara sotto molti punti di vista. Questo hotel rappresenta molto più di un semplice hotel», commenta l’AD Karim Nielsen.

 

Eventi

L’Hotel Ottilia è anche un luogo di divertimento dove è possibile prendere un drink ascoltando musica. Una serie di eventi con musica dal vivo, che si svolge nell’imponente hall dell’hotel. Il bar propone una vasta selezione di gin provenienti da tutto il mondo, ma anche birra locale, molto altro. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico.

 

INFORMAZIONI

  • L’hotel, in origine parte delle distillerie Carlsberg, è stato riconvertito in un boutique hotel a 4 stelle lusso
  • L’Hotel Ottilia è stato battezzato con il nome della moglie del fondatore delle celebri distillerie Carlsberg
  • 155 camere e suite esclusive
  • Una terrazza sul tetto con bar e ristorante italiano
  • Wine Hour offerto ogni giorno ai clienti dell’hotel
  • Colazione sana e biologica: ‘Good Morning. It’s Organic!’
  • WiFi ad alta velocità incluso
  • Un nuovo concetto di Spa & Bains, apertura prevista nell’autunno 2019

 

 

A PROPOSITO DI BRØCHNER HOTELS

 

Brøchner Hotels è la principale catena di hotel danese. Con un totale di 555 camere suddivise tra sei boutique hotel – Hotel SP34, Hotel Herman K, Hotel Danmark, Avenue Hotel Copenhagen, Hotel Astoria e Hotel Ottilia – tutti nel pieno centro di Copenaghen, gli Hotels Brøchner offrono ai propri clienti un’esperienza unica.

Lo straordinario servizio alla clientela di Brøchner Hotels è stato particolarmente apprezzato da Wallpaper*, Condé Nast Traveler e European Hotel Design Awards (oggi AHEAD Awards), che hanno premiato molti boutique hotel del gruppo assegnando loro svariati premi e riconoscimenti.

Nel giugno 2018, la catena di boutique hotel ha inaugurato all’interno di un’antica centrale elettrica nel cuore della città un nuovo hotel a 5 stelle, l’Hotel Herman K, composto da 31 camere e suite esclusive.

Nel 2019, i gruppo inaugurerà un nuovo boutique hotel a 4 stelle lusso all’interno di un edificio dismesso del Carlsberg City District di Copenaghen. Situato nei locali dell’antica distilleria iconica della Carlsberg, l’Hotel Ottilia dispone di 155 camere, bar, spa, sale conferenza e terrazza con ristorante sul tetto.

Inoltre, nella primavera 2020, Brøchner Hotels inaugurerà anche il primo ostello-boutique della catena al di fuori di Copenaghen, ad Aarhus: come in tutti gli altri hotel del gruppo, la qualità sarà posta ovviamente sul servizio alla clientela.

 

Per informazioni su Brøchner Hotels: www.brochner-hotels.com

LELO ha alcuni consigli per introdurre i sex toy nella coppia

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I sex toys non sono più un tabù così diffuso nel Bel Paese, anche quando si parla di coppie. Sempre più persone hanno uno speciale “cassetto del piacere” per aggiungere quel tocco in più alla relazione. 

Secondo una recente ricerca, infatti, ben il 28,3% dei giovani tra i 18 e i 40 anni utilizzano oggetti e giocano con cibi e bevande durante il sesso*. Gli oggetti del piacere possono contribuire a una vita sessuale più eccitante ed entusiasmante, offrendo una svolta dalla solita routine e la possibilità di sperimentare posizioni nuove e sorprendenti per il partner.

Ma come si possono introdurre gli oggetti del piacere in una relazione di coppia? Ecco i consigli di LELO, brand leader nel settore dei sex toy.

Tutto parte dal dialogo. Certo, a volte può essere imbarazzante farlo, soprattutto se è la prima volta che si affronta questo argomento, ma introdurre i sex toy nella relazione può essere il punto di inizio per sperimentare nuovi orizzonti e aggiungere un piacere del tutto nuovo al rapporto. 

Per “rompere il ghiaccio” si può mandare al proprio partner il link del sex toy che più ispira e chiedergli se gli interessa. È un ottimo modo per iniziare a testare il terreno.

Una volta scelto insieme il modello più intrigante, è il momento di organizzare una serata speciale, creando una calda atmosfera, rilassante e stimolante, per sentirsi liberi di provare e giocare insieme.

Infine, bisogna sempre ricordarsi che gli oggetti del piacere servono appunto per il piacere di entrambi e non per ferire i sentimenti: è importante rassicurare il partner dicendogli esplicitamente che i sex toy non lo sostituiranno mai. 

 

È il momento di visitare il sito di LELO e lasciarti ispirare da questi lussuosissimi sex toy!

Oppure ecco alcuni consigli dagli esperti LELO:

 

TIANI 2: lo speciale massaggiatore per la coppia, che permette di modificare le sensazioni durante il rapporto attraverso i movimenti del telecomando. Prezzo consigliato al pubblico 139,00 euro.

 

TOR 2: un anello comodo e adattabile, TOR™ 2 viene indossato da lui durante il rapporto per amplificare le sensazioni di entrambi i partner. Prezzo consigliato al pubblico 129,00 euro. 

 

Anniversary Line: una raffinata linea BDSM, 12 oggetti unici, diversi da tutto quello che avete provato finora, creati appositamente per esaltare il piacere di coppia e che manderanno letteralmente in visibilio le più intime fantasie. Prezzo consigliato al pubblico 2.500,00 euro.

 

*Indagine Censis-Bayer 2019.

 

Scopri il mondo LELO su >> https://www.lelo.com/it

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>> https://www.facebook.com/LELO.Official/ 

 

Si arricchisce il bottino ceco di siti Unesco.

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La Repubblica Ceca ha appena portato a 14 il numero dei luoghi inserti nella Lista Mondiale del Patrimonio dell’Umanità, grazie alla recente iscrizione di due nuovi siti, sui sette individuati complessivamente nel mondo dal Comitato preposto.

Regione mineraria dei Monti Metalliferi
Al confine tra Repubblica Ceca e Germania, ritagliata tra il Parco Nazionale della Svizzera Boema e il cosiddetto Triangolo Termale della Boemia occidentale, l’area ai piedi dei Monti Metalliferi, ricca di miniere praticamente inesauribili, è stata sfruttata fin dal XII secolo e nel Rinascimento era la principale fonte di argento per l’intera Europa. Lo dimostra la storia del famoso tallero di Jachymov, la moneta d’argento coniata proprio in Boemia, che è rimasta in circolazione in Europa per più di tre secoli e ha poi ispirato il nome del dollaro americano. Se a partire dal Medioevo è stato l’argento a scrivere la storia di questi luoghi, dalla metà del XIX secolo il protagonista è stato l’uranio. Dopo che Pierre e Marie Curie ebbero isolato il polonio e il radio dalla materia prima estratta qui nel 1898, le miniere dei Monti Metalliferi conservarono il monopolio mondiale nella produzione di radio fino alla prima Guerra Mondiale. Nel 1906 nacquero in questa zona anche le primissime terme al radon al mondo: l’acqua radioattiva proveniente dalle miniere veniva impiegata efficacemente nella cura dei disturbi dell’apparato motorio. Successivamente, le miniere boeme conobbero ancora maggiore fortuna grazie alla corsa agli armamenti… Basti pensare che, ahinoi, l’uranio locale, esportato principalmente nell’allora URSS, fu impiegato nella costruzione della prima bomba atomica sovietica, testata nel 1949. La storia di questi luoghi all’epoca è tristemente legata alla costruzione di campi di lavori forzati, le cui porte si aprivano soprattutto per i prigionieri politici. Grazie all’elaborazione, a cavallo tra i due secoli, di nuove tecniche di estrazione dei minerali e di sfruttamento delle risorse naturali, il sito boemo ha potuto restare attivo per circa 800 anni, giocando un ruolo determinante –anche a livello europeo e mondiale- in fatto innovazione e invenzione in campo minerario e metallurgico. Le antiche miniere sono oggi visitabili e le terme al radon tuttora in attività.

Scuderia di Kladruby
In Boemia orientale, non lontano da Pardubice e a un centinaio di chilometri da Praga, quella di Kladruby è la scuderia più antica al mondo, costruita nel 1579 per gli Asburgo e punto di riferimento per il dressage di cavalli da cerimonia e da tiro. Dopo 400 anni, i padroni di casa sono ancora i Kladruber bianchi, la più antica razza di cavalli cechi, unica al mondo a essere allevata specificatamente per il traino di carrozze reali e imperiali. Gli esemplari bianchi erano infatti sempre destinati alle cerimonie aristocratiche, mentre i morelli erano al servizio dei dignitari della Chiesa. Tra le carrozze di valore oggi esposte nella Scuderia, anche quella del primo presidente ceco, Masaryk. Accoccolato nella piana dell’Elba, il complesso di Kladruby è molto vasto e comprende terreni sabbiosi, prati, pascoli recintati e zone boschive ed è tuttora in attività: aperto al pubblico, organizza numerosi corsi, concorsi, esposizioni, cerimonie e parate.

Le altre stelle ceche del firmamento Unesco
I due nuovissimi siti si sono aggiunti a una preziosa collana di altre 12 gemme dall’inestimabile valore storico, artistico e architettonico, di cui la Repubblica Ceca va giustamente fiera.
I centri storici di Praga, Český Krumlov, Kutná Hora e Telč, il santuario di San Giovanni
ČCCR — CzechTourism
è un’organizzazione che usufruisce dei contributi del Ministero per lo sviluppo locale della Rep. Ceca.
La sua attività principale è la promozione della Repubblica Ceca come destinazione turistica di richiamo sia in patria che all‘estero.
www.czechtourism.com

www.kudyznudy.cz
Nepomuceno sulla Montagna verde, il complesso paesaggistico-culturale di Lednice-Valtice, il villaggio rurale di Holašovice, i monumenti ebraici di Třebíč, il castello rinascimentale di Litomyšl, il Palazzo Arcivescovile di Kroměříž con i suoi magnifici giardini, la colonna barocca della Santissima Trinità nel centro di Olomouc, villa Tugendhat capolavoro funzionalista a Brno e opera europea più importante dell’architetto Ludwig Mies van der Rohe.