In attesa del Natale….. Babbo Natale si rilassa su Mar Morto

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E’ di qualche giorno fa la notizia dell’impegno del Ministero del Turismo di Israele affinchè le aree di Eilat e del Mar Morto vengano definitivamente nominate “Green Tourism Island”.

 

E anche Babbo Natale, attendendo l’impegno del prossimo mese di dicembre, sembra abbia voluto non perdere l’occasione di un breve, ma intenso, periodo di relax proprio nel punto più basso della terra.

 

Con spirito gioioso, sembra questo il messaggio che la regione del Mar Morto ha voluto diffondere in tutto il mondo attraverso questa campagna fotografica realizzata con Oron Production con Santa Klaus in inconfondibile abito rosso circondato da bianche distese… questa volta di sale, nel punto più basso della Terra.

 

Un modo per rincuorare tutti coloro che attendono con ansia il Natale e di poter tornare nuovamente a viaggiare nella meravigliosa Israele.

 

Un pizzico di gioia per non smettere mai di sognare!

Tanti prodotti e stampe di qualità con Sosyopix

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Forse non li avete sentiti nominare rispetto ad altri servizi di stampa che ci bombardano di ads su instagram, ma devo affermare che Sosyopix è un servizio di stampa foto e prodotti annessi di gran lunga migliore rispetto ad altri, specialmente su due fattori. Rapidità nello spedire (dalla Turchia, ma con un prezzo di spedizione addirittura migliore di quelli presenti in Italia) ma soprattutto qualità.

Come vedete qui sopra ho approfittato di un loro codice sconto per ordinare una foto su tela 20×30. Rispetto ad altri venditori mi ha colpito la fedeltà e la resa dei colori della foto (passata solo leggermente con lightroom prima di mandarla) e la solidità del telaio. Sono due particolari che non ho trovato in nessun altro servizio. Seconda nota: è bellissimo da regalare! vi arriva in uno scatolone tipo pizza e direi che per soprendere parenti e amici in modo simpatico è il giusto regalo in ogni occasione. Ovviamente i prodotti sono tanti, e potete scoprirli nel link sopra.

CESARE CREMONINI: il 1 dicembre arriva in libreria “LET THEM TALK – ogni canzone è una storia”

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Progetto grafico della copertina a cura di Aldo Drudi
Esce il 1 dicembre Let them talk – Ogni canzone è una storia (Mondadori), un libro di Cesare Cremonini in cui la musica diviene, attraverso le sue parole, racconto: delle sue canzoni e della sua vita, del passato ma anche del presente e del futuro, di una generazione e del suo modo di pensare, di Cremonini ma anche di tutti noi. 
Il progetto grafico della copertina è firmato da Aldo Drudi.
Il libro è preordinabile su tutti gli store online a partire da sabato 7 novembre.  

«(…) Faccio canzoni solo quando trovo un punto di incontro. Con vite devastate, vissute fino in fondo. Con gli uomini e le donne che hanno già amato, sofferto e dato. Anche se le mie canzoni restano sospese in un sentimento leggero, che tende alla gioia, è proprio in quelle vite che trovo l’interlocutore ideale, nel punto di contatto in cui siamo fragili. È lì che finiamo per somigliarci tutti. Così questo libro non cercherà di raccontare le mie diversità, ciò che mi rende unico per i dolori vissuti o per le fortune e i successi. Al contrario. Questo libro è nato, come tutte le mie canzoni, per far incontrare, e stringersi in un abbraccio, la mia storia con le storie di chi vi entra o ci passa accanto per caso. Le canzoni sono piene di metafore convincenti, ma quella che preferisco è già qui, la state leggendo. Anche Tu, come Me».

Cesare Cremoni racconta così lo spirito di questo libro, con un invito ai lettori ad abbandonarsi al suo mondo per riconoscervi, forse, anche il loro. Cremonini è stato, fino a questo libro, uno dei misteri meglio custoditi della musica italiana. Di lui conoscevamo soprattutto le canzoni, l’ironia e la riservatezza. Perciò Let them talk – Ogni canzone è una storia, è un piccolo miracolo.

In queste pagine Cremonini finalmente si svela, con estro inafferrabile, come nel suo stile, disseminando la scrittura di indizi, di tessere che a poco a poco compongono il mosaico della sua personalità. Il fascino di Cremonini sta infatti proprio nelle sue contraddizioni, era un bambino introverso fino alle lacrime ma allo stesso tempo accentratore, esibizionista, già votato allo spettacolo: «(…) sono stato un figlio che sfuggiva alle regole borghesi della famiglia pur assimilandone i comandamenti, per nulla impaurito dall’idea della fuga verso il mondo esterno, anzi attratto dagli sguardi degli altri. Un figlio che scriveva in continuazione, recitava, ballava, inventava, durante le vacanze in famiglia, durante le lezioni a scuola, durante i pomeriggi di studio, prima di dormire e anche nei sogni. (…) Ogni sera nella camera dei miei andava in scena un musical diverso. (…) Tutti i giorni con un’idea diversa di me».
Quella di Cremonini era una famiglia indifferente alla musica, mentre lui si scopriva un piccolo pianista che cresceva ossessionato dalle note, fino alla ribellione, al travestimento, alla fuga e al successo improvviso, travolgente.

Oggi, a quarant’anni, Cesare Cremonini è una star, un uomo che, mentre ti parla, sorride, ma nasconde più di un lato oscuro. E in questo libro li rivela, non per soddisfare la nostra morbosità ma perché è da queste ambivalenze, dal buio dove vivono i suoi demoni, contrapposto alla solarità del suo continuo omaggio alla vita, che sono nate le sue canzoni. «Ero felice, è vero. Ma a volte non si ha altra scelta».

Le canzoni, filo conduttore, ma solo apparente, di Let them talk, stavolta parlano loro eccome! Ognuna è la chiave di un mondo, uno scrigno che Cremonini ci apre per farci attraversare le porte di quel mondo, il suo. Fatto di un’attrazione totale verso il lato poetico della vita, di curiosità verso l’ignoto, di grandi perdite e di sogni ritrovati, di libri letti e immaginati, di film visti e interiorizzati, per spiegarci che l’arte è una sola e ci ricorda chi siamo: «(…) Io non sono soltanto un cantante. Questa parola di cui si abusa mi rappresenta solo in parte. Sono un uomo, e se oltre a un uomo sono davvero un artista, questo fa un artista: getta su un foglio quel che percepisce come imminente, senza sapere quando e per chi accadrà».

Lo sfondo di questo racconto sono i famosi colli bolognesi e le strade segrete di un’ Emilia Romagna divertente, sexy, generosa di forme e tollerante nell’animo, fertile vivaio di grandi talenti e campioni. Proprio a questa terra appartiene il genio artistico di Aldo Drudi, poliedrico designer che ha creato la copertina di Let them talk.

Infine, chiude il libro una postfazione firmata dallo scrittore e giornalista musicale Michele Monica che, come scrive Cremonini, «ha saputo convincermi a scrivere e a raccontarmi», e che nelle pagine finali inquadra le canzoni e la carriera del cantautore bolognese degli ultimi vent’anni.

CESARE CREMONINI
Cesare Cremonini, classe 1980, bolognese, figlio di un medico e di un’insegnante di lettere, non ancora maggiorenne scrive l’album d’esordio più venduto di sempre per una band italiana: …Squérez?, inaugurato dal singolo 50 Special. Ma è tre anni dopo la sua pubblicazione, nel  2002, che si  tuffa nell’avventura di una carriera da solista, inanellando una serie di straordinari successi, canzoni ormai entrate nell’immaginario collettivo: da Marmellata #25 a Le sei e ventisei, da Logico #1 a La nuova stella di Broadway, da Poetica a Nessuno vuole essere Robin e tante altre. Le sue parole, cantate o scritte, parlano a tre generazioni e rappresentano un caso unico nel panorama musicale italiano del nuovo millennio. Oggi, nel 2020, a quarant’anni, Cesare è pronto a meravigliarci ancora, portandoci sul palco della sua vita.

Cesare Cremonini, Let them talk,  in libreria in libreria dal 1 dicembre e preordinabile sugli store digitali dal 7 novembre, Mondadori, 228 pagine, 18 euro.

Israele. Mar Morto ed Eilat dichiarate isole turistiche verdi

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ISRAELE:  riapertura graduale 

iniziando da

Mar Morto e Eilat

GREEN TOURISM ISLANDS

 

 

L’ingresso nelle zone  di turismo green sarà subordinato alla presentazione di un test aggiornato negativo al coronavirus

 

La positività al COVID 19 è risultata negli ultimi giorni la più bassa degli ultimi 4 mesi: questi i dati diffusi in data 28 ottobre dal Ministero della Salute di Israele.

 

Il Ministero della Salute ha quindi dichiarato che la percentuale attuale dei positivi corrisponde a quella dello scorso 21 giugno.

 

Questi sviluppi arrivano una settimana dopo che è iniziato a sbloccarsi il secondo periodo di lockdown. Sono state riaperte le scuole per l’infanzia ed è stata approvata la riapertua di parte delle classi della scuola primaria.

 

Si procede poi all’allentamento di alcune restrizioni su attività come parrucchieri e saloni di bellezza nell’ambito di un piano di riapertura multifase. E’ anche in discussione la conferma definitiva per la riapertura di zimmerim (bed and breakfast).

 

Si comincia anche a regolamentare le procedure di controllo in ingresso e in uscita dal Paese per i cittadini israeliani.

 

Le stazioni di test COVID-19 per i passeggeri in arrivo e in partenza presso l’aeroporto Ben Gurion sono ora completate e in attesa dell’approvazione finale del Ministero della Salute. Ci saranno due stazioni di prova, una funzionante come struttura drive-in e la seconda situata all’interno dell’edificio del terminal.

Due livelli di test saranno messi a disposizione dei cittadini israeliani
• Test NIS 45 – l’opzione più economica disponibile in Israele – con risultati entro 12-48 ore.
• Test NIS 145: opzione in grado di fornire risultati entro 4 ore

 

Mar Morto e Eilat

GREEN TOURISM ISLANDS

 

L’iniziativa del Ministero del turismo israeliano di definire la città turistica di Eilat e l’area alberghiera di Ein Bokek-Hamei Zohar sul Mar Morto come “isole di turismo verde”, che è stata approvata il 25 ottobre dal governo, ha superato la sua prima lettura Plenum della Knesset.

 

Sarà così consentito dichiarare la città di Eilat e il complesso alberghiero del Mar Morto come  “area turistica speciale”. L’ingresso nelle aree di turismo verde sarà subordinato alla presentazione di un test COVID-19 negativo aggiornato o di una prova di guarigione dal virus.

 

Lo schema consentirà l’apertura di alberghi in queste zone, nel rispetto delle linee guida del Ministero della Salute e nell’ipotesi che vi sia un persistente basso livello di morbilità nelle aree. In una fase successiva anche le attività commerciali di queste aree potranno riaprire a servizio degli ospiti degli hotel. Eilat e Mar Morto offrono un clima caldo e temperato tutto l’anno e, dal benessere al turismo attivo, sono perfette per offerte turistiche in linea con i principi del distanziamento.

 

Le discussioni sull’iniziativa, inclusa la logistica della presentazione dei test COVID negativi, saranno approfondite ulteriormente nel comitato legislativo della Knesset che si riunirà successivamente. Una volta raggiunto l’accordo, il disegno di legge deve passare una seconda e una terza lettura nel Plenum della Knesset che potrebbe essere già questa settimana.

 

Se non ci sono condizioni aggiuntive e i tassi di morbilità rimangono bassi in queste aree, gli hotel dovrebbero riaprire a Eilat e nel Mar Morto immediatamente dopo l’approvazione del disegno di legge.

 

 

 

 

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Eilat: crediti per l’immagine a Israel Ministry of Tourism

 

 

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Lo splendido Mar Morto: crediti a Itamar Grinberg

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La principessa norvegese fa surf!

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La principessa Ingrid Alexandra (in giallo) con i suoi genitori il principe ereditario Haakon e la principessa ereditaria Mette-Marit (a sinistra) sulla spiaggia di Borestranden, Norvegia. Foto: Det kongelige hoff

Sabato 24 ottobre, la 16enne principessa norvegese Ingrid Alexandra ha vinto il campionato nazionale norvegese juniores di surf sulla spiaggia di Borestranden a Jæren, vicino a Stavanger. Il principe ereditario Haakon, la principessa ereditaria Mette-Marit e il principe Sverre Magnus erano presenti per assistere alla gara della principessa Ingrid Alexandra.

La principessa Ingrid Alexandra è la figlia maggiore del principe ereditario Haakon e della principessa ereditaria Mette-Marit. È la seconda in linea a succedere a suo nonno, il re Harald V.

Nel 2017 la famiglia reale ha fatto surf insieme sulla spiaggia di Hoddevik, sulla costa occidentale della Norvegia, in occasione del campionato europeo Eurosurf. Il principe ereditario faceva parte del comitato dell’evento e in passato è stato un appassionato surfista insieme alla figlia e al figlio, il principe Sverre Magnus.

Ma non è solo la principessa della famiglia reale ad essere un’atleta attiva. Suo nonno, il re Harald V, è stato un appassionato velista per molti anni e ha partecipato a diversi campionati mondiali di vela. Ha anche partecipato alle Olimpiadi nel 1964, 1968, 1972 e nel 1987 ha anche vinto l’oro ai Mondiali insieme al suo equipaggio. Anche il nonno della principessa, il re Olav V, vinse una medaglia d’oro nella vela alle Olimpiadi di Amsterdam nel 1928.

Negli ultimi anni, la Norvegia si è guadagnata il suo meritato posto come destinazione internazionale per il surf . Dalle Lofoten nel nord alle spiagge vicino a Stavanger nel sud-ovest puoi godere di ottime condizioni per il surf. La stagione del surf dura da febbraio a novembre: l’estate (maggio – settembre) è più accogliente per i principianti, mentre il tardo autunno e l’inverno (settembre – maggio) offrono onde più aspre e dure per i surfisti più esperti. Secondo gli specialisti le migliori spiagge per fare surf in Norvegia sono Jæren , Stadt nel Nordfjord e Unstad nelle Lofoten e in Norvegia si può anche provare il surf sotto le luci del Nord .

Il viaggio potrebbe essere complicato in questo momento, ma usa l’ispirazione di Visit Norway per pianificare in anticipo la tua prossima avventura.

La Norvegia è il posto giusto per vivere la magica aurora boreale e il sole di mezzanotte sopra il Circolo Polare Artico; visitare i fiordi famosi in tutto il mondo circondati da montagne e ghiacciai spettacolari; e in mezzo a uno scenario mozzafiato, goditi il ​​cibo e la cultura gourmet nelle città di Oslo, Trondheim, Stavanger, Bergen e Tromsø.

Per i migliori consigli sulla Norvegia, fare clic su www.visitnorway.com

Repubblica Ceca: architettura di un Paese-capolavoro

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Ogni epoca storica ha lasciato in questa terra il suo segno indelebile, in un patrimonio architettonico tanto vasto quanto variegato e pregiato. Tracce di un passato intenso, ora tormentato ora illuminato, che non appartiene solo alla Cechia nei suoi confini di ieri e di oggi, ma all’intera Europa Centrale. Un crocevia di popoli, tradizioni, culture e stili, il cui mix si è fissato in pietre cariche di fascino, testimoni di tempi lontani ma anche premonitori di epoche avveniristiche.

Mattone su mattone (e prima ancora pietra su pietra), si fa su… un grande Paese, dal grande fascino e dalla storia immortalata in tante, variegate e pregiate architetture. Dall’archeologia industriale ai palazzi funzionalisti, da un Barocco autoctono e davvero unico fino ai florealismi del Liberty, dal nudo Romanico alle eleganze rinascimentali, dallo sfarzo leggero del Rococò alla rigidità pretenziosa delle architetture di epoca comunista, attraverso altre correnti e infinite declinazioni… ecco un viaggio nell’architettura ceca.

Dall’alba dei tempi al Medioevo
Senza voler trascurare importanti siti preistorici -come quello di Dolni Vestonice in Moravia meridionale e quello di Bylany in Boemia- e il campo militare romano di Musov, in Moravia meridionale, il patrimonio architettonico ceco, oggi così ricco, comincia a formarsi nel Medioevo. E’ lì che va ricondotta l’origine di una straordinaria collezione di roccaforti e castelli, sfondo ai tempi di vicende non sempre pacifiche, oggetti di assedi e conquiste, cornice romantica della vita di corte e testimoni talvolta di importanti riunioni strategiche e persino sede della firma di storici trattati. Oggi sono oggetto di itinerari turistici tra i più classici, alcuni anche transnazionali, come la bellissima Burgenstrasse, che si snoda tra Germania e Repubblica Ceca.

Dal vigore del Romanico alla leggerezza del Gotico
Facciamo quindi partire questo nostro viaggio dal Romanico, con un tuffo nel Basso Medioevo. Tra il X e XII secolo si prediligono linee semplici, mura possenti, piccole finestre solitarie o in sequenza e arredi minimalisti per edifici religiosi (ma non solo) dalla nuda solennità. L’esempio più noto è sicuramente la Basilica di San Giorgio, all’interno del complesso architettonico del Castello di Praga. Non molti sono invece a conoscenza di una serie di rotonde romaniche, sparse nella capitale e nei suoi dintorni. La più antica è la Rotonda del Ritrovamento della Santa Croce, in posizione “magica” esattamente al centro della croce urbanistica della Vecchia Praga. Nella Città Nuova ecco invece la Rotonda di San Longino, la più piccola delle tre conservatesi nella capitale. L’ultima è la Rotonda di San Martino, a Vysehrad, Una palla di cannone conficcata nel muro ricorda la furia prussiana. Con una gita fuoriporta si raggiunge infine la Rotonda di San Giorgio, sul Monte Rip, dove il cronista Cosma colloca le origini della Repubblica Ceca. Baluardi del Romanico sul territorio, ma anche dipinti e affreschi di grande valore, sono anche alcuni monasteri –come quello di Tepla e Milevsko- e chiese (o rotonde) all’interno di antichi castelli, come nel caso di Znojmo. Visitando invece il Museo Arcidiocesiano, nei pressi della Cattedrale di San Venceslao a Olomouc, si ammirano anche i resti (in parte affrescati) del romanico palazzo Episcopale.
Dopo il vigore del Romanico, ecco la leggerezza del Gotico di ispirazione francese, da cui anche la Cechia restò affascinata. Pareti più sottili grazie all’uso sapiente di pilastri, archi e contrafforti, la sfida di nuove altezze raggiunte anche con guglie filiformi, la predilezione per le linee verticali, ampie vetrate artistiche sembravano slanciare gli edifici direttamente verso Dio. Visitare per credere: la Cattedrale di San Vito al Castello di Praga, quella di San Bartolomeo a Pilsen, quella di Santa Barbara a Kutna Hora… Ma anche case, edifici pubblici, palazzi e cinte murarie: obbligatoria una gita a Policka, pittoresca cittadina boema dalla fortificazione gotica, costruita sotto il regno di Carlo IV. Notevoli esempi di architettura ma anche di arte gotica nei castelli (Karlstejn, Pernstejn, Svihov, Bezdez e Velhartice con l’imponente ponte d’epoca) e nei conventi (Zlata koruna presso Cesky Krumlov, Porta Coeli a Predklasteri e Vyssi Brod).

L’eco italiana nell’architettura ceca: Rinascimento e Barocco

Scavalcate le Alpi, il vento di rinascita nell’arte e nell’architettura, nel XV secolo dall’Italia arriva a soffiare sull’odierna Repubblica Ceca. Anche qui sboccia il Rinascimento in tutto il suo splendore. Ispirandosi all’opera degli architetti e dei progettisti italiani, o ingaggiandoli direttamente, l’architettura locale fa sue le teorie del movimento, ma le reinterpreta e dà vita a una corrente propria. E’ tempo di armonia di volumi, giochi di proporzioni, simmetrie e prospettive, a simboleggiare una dimensione armonica dell’uomo con la natura e con Dio. In Cechia fioriscono porticati, loggiati, portali decorati, frontoni modellati che danno un’impronta di elegante leggiadria agli edifici. Ne sono esempio i cortili porticati dei palazzi di Opocno, Bucovice e Velke Losiny. Assolutamente da regalarsi una visita ai palazzi rinascimentali di Kratochvile, Grabstejn, Jindrichuv Hradec e Nelahozeves, oltre al Castello di Horsovsky Tyn. A impreziosire il palazzo di Moravska Trebova, il portale rinascimentale più antico del Paese, del 1492. Al di là dei singoli edifici, comunque, il Rinascimento ha cambiato anche qui l’assetto e l’aspetto di intere cittadine, simili a veri e propri camei. E’ il caso, per esempio, dei centri storici di Trebon, Slavonice e Prachatice. Per non parlare del lato “green” del Rinascimento, che ha regalato ovunque, Cechia compresa, giardini-capolavoro che mescolano in un’armonia perfetta gioielli di architettura e architettura del verde. Come nel Giardino Reale del Castello di Praga.
Non rinuncia a una certa leggiadria, seppur nell’abbondanza dei decori e nell’obbligo dello sfarzo, nemmeno il Barocco, altra corrente artistica e architettonica le cui basi vengono trasmesse alle maestranze ceche dalle grandi firme italiane dell’epoca. Chiaroscuri, planimetrie complesse, abbondanza di simbolismi, strategie allusive, opulenti tetti a cipolla, scalinate signorili, ori e stucchi e statue non risparmiano niente, dall’architettura civile a quella ecclesiastica, fino a quella rurale.
L’allievo, se non supera il maestro, se ne rende presto però indipendente e nasce il cosiddetto Barocco ceco, che non ha eguali altrove. Oggetto di un itinerario tematico specifico, che traccia come un ricamo tutto il Paese, non può essere riassunto in poche righe. Non si può però non citare il talento dei Dientzenhofer (padre e figlio) e Jan Blazej Santini (di chiare origini italiane), che plasmarono il volto barocco del Paese, scolpendolo con opere ineguagliabili: chiese, cattedrali, santuari, conventi e palazzi civici. Quanto a Santini, legato fortemente ai simbolismi, l’Unesco ha posto sotto tutela diversi suoi edifici. Nell’abbraccio equilibrato eppur poderoso del Barocco ricadono anche il Teatro del Castello di Cesky Krumlov, il Giardino Vrtbovska e gli altri giardini a Mala Strana, la lunga teoria di statue del Ponte Carlo, quelle allegoriche di Kuks, la Colonna della Santissima Trinità a Olomouc, gli interni dei Castelli di Slavkov u Brna, Vranov nad Dyji e Kromeriz.

Dal giocoso rococò alla linearità anticheggiante del Classicismo

Un vero e proprio inno a tutto ciò che è decoro, quando non attecchisce più di tanto negli esterni, spadroneggia comunque negli interni. Leggero, figlio del Barocco ma più capriccioso e bizzarro, dalla Francia il Rococò arriva in Cechia nella prima metà del 1700, quasi a regalare un’ultima boccata di ossigeno prima dell’avvento del Classicismo, a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Non per nulla lo splendido palazzo di Nove Hrady, con i suoi magnifici giardini e addirittura un teatro barocco naturale, è detto “la Versailles di Cechia”. Un teatro naturale, con palco rotante, anche nei giardini della residenza estiva Bellarie, a Cesky Krumlov. Imperdibili gli interni. Delizioso, infine, il palazzo rococò con tetto mansardato di Dobris, con un elegante giardino a terrazzamenti e tanto di Orangerie, fontane, installazioni floreali, siepi artistiche e broderie di bosso. Poi il gioco finisce e l’architettura ceca si rifugia nel rigore e la “pulizia” del Classicismo, che sfocerà nello Stile Impero. A partire dalla seconda metà del Settecento, attingendo all’antichità, ecco tornare una tendenza a linee semplici, pulite, sobrie se non addirittura severe. Una sorta di ritorno al futuro: una nuova impronta che emula il passato e che ridisegnerà urbanistica, palazzi, teatri e terme. I modelli greci e romani nella loro sobria bellezza si (re)impongono. Ma è una severità elegante, raffinata, che rivendica un’eredità forte e dignitosa. Ne risultano gioielli come il palazzo di Kacina, vicino a Kutna Hora, in assoluto il più bell’edificio ceco in stile impero con il suo impianto a semicerchio, impreziosito da due ali simmetriche e porticate. Da ammirare anche il palazzo di Kynzvart, il cui stile viennese tradisce la commissione del cancelliere Metternich. I dettami del classicismo vengono applicati a interi città o quartieri, quasi fossero stati disegnati col righello: il Teatro degli Stati a Praga, le città di Frantiskovy Lazne, Terezin e Josefov. Interessante anche il paesaggio culturale del complesso di Lednice-Valtice.

Dallo spensierato Liberty al Funzionalismo

Tra fine ‘800 e inizio ‘900 è anche qui tempo di Liberty, con il suo bagaglio di curve, riccioli, fiori, foglie, colori, rameggi e sogni. Ancora una volta, il contagio è europeo, ma in Cechia si trasforma in uno stile a sé. A impazzare nei decori sia esterni che interni è la declinazione austriaca dell’Art Nouveau, nota come Secessione e caratterizzata dall’esasperazione delle componenti plastiche e decorative. Noto soprattutto per le sue opere pittoriche (i manifesti e le locandine in primis), ma anche architetto, Alfons Mucha è il massimo esponente artistico ceco dell’epoca. La vera archistar, a ogni modo, è Jan Kotera, che si spinse però presto verso il modernismo. Il Liberty praghese e ceco è testimoniato in palazzi, hotel d’epoca, quadri, gioielli e altre espressioni dell’arte nuova. Tappe imprescindibili a Praga sono la Casa Municipale, Villa Bilkova e, tra gli altri, l’Hotel Europa e l’Hotel Pariz, entrambi in piazza San Venceslao, che sfoggia anche Casa Peterka. Poco lontano, la Stazione Centrale, dove convivono architetture secessioniste e moderne. Viale Parizska è orlato di palazzi liberty e neorinascimentali. Echi della Belle Epoque anche a Karlovy Vary, Marianske Lazne, Olomouc e Brno (città natale di Kotera).
In piena antitesi con i voli artistici del Liberty, senza fronzoli, forte di materiali nuovi come cemento e acciaio che favoriscono la funzione anche a scapito dell’estetica (come tradisce il nome), il Funzionalismo si afferma prepotentemente negli Anni ‘20 e ’30 del secolo scorso, carichi di cambiamenti geopolitici e culturali. Attecchisce soprattutto a Brno. Nell’allora Cecoslovacchia conquista le firme delle archistar del tempo, come Adolf Loos e Ludwig Miese van der Rohe. Villa Tugendhat, a Brno, firmata appunto da quest’ultimo è l’unico monumento dell’architettura moderna in Repubblica Ceca a esser stato incluso nella Lista del patrimonio culturale mondiale dell’Unesco. Con il Funzionalismo inizia l’architettura moderna, espressione della vita sociale e lavorativa della sua epoca. A Praga lo rappresentano, tra gli altri, il Palazzo delle Esposizioni, il centro commerciale Bat’a, la villa per la famiglia Müller e la colonia Baba, con le sue case-scatola. A Brno, anche Villa Stiassni, il Cafè Era, lo Zeman Café, l’Avion Hotel, la Fiera e la Kolonie Novy Dum. A Zlin, infine, la città-modello voluta da Tomas Bat’a, dell’omonimo, celebre calzaturificio, per i suoi operai.

Dall’architettura di regime allo stile del dopo-Rivoluzione di Velluto

Il Funzionalismo fa in qualche modo da cuscinetto nel passaggio, altrimenti davvero brusco, dal Liberty alle architetture del cosiddetto stile Sorela, ovvero il Realismo Socialista. A metà del Novecento, a celebrazione dell’ideologia stalinista, l’architettura si fa monumentale, storicizzante, simmetrica all’esasperazione. Ispirata alla perfezione, “partorisce” edifici globalizzati, in stile russo, tutti uguali. A inchinarsi alle nuove tendenze sono soprattutto città come Kladno, Karvina, Havirov e Ostrava. Definito “barocco stalinista”, il nuovo stile si insinua a ogni livello, dall’urbanistica all’edilizia, e pretende impianti stradali regolari ad angolo retto, uniforma l’altezza dei quartieri, nient’altro che blocchi di condomini chiusi, e i decori -là dove ci sono- si riducono a colonne classiciste, frontoni triangolari e composizioni che inneggiano alla nazione e alla sua ricostruzione. A spezzare tanta rigidità, ecco però gli ampi viali alberati e l’abbondanza di verde pubblico. Anche Praga conserva il suo spicchio di stile Sorela: l’Hotel Crown Plaza, a Podbaba, fu costruito sotto il controllo diretto del governo e con chiara ispirazione a sette monumentali edifici simili a Mosca. Ultimo singulto in stile è l’Hotel Jalta, in piazza Venceslao. A Praga come un po’ in tutte le città ceche si ritrovano i panelaky, ovvero case popolari in cemento senza alcun vezzo estetico.
E infine, quando la Rivoluzione di Velluto nel 1989 cancella il comunismo dalla storia ceca, via libera a un’architettura moderna, libera e futurista. Opere innovative, che osano e che nel giro di pochi anni sono già storia e tendenza. Il simbolo assoluto di questo nuovo clima fervido e creativo è certamente la Casa Danzante di Praga, di Vlado Milunic e Frank Gehry, ispirata ai ballerini Ginger & Fred, la cui inconfondibile facciata sembra mossa da un fremito. L’edificio, sovrastato da una cupola trasparente in filo metallico, ricorda certa architettura viennese. Altre tappe consentono però di svelare il volto moderno di Praga: il centro commerciale Zlaty Andel a Smichov, il Teatro Nuovo, la Danube House, il Mainpoint Karlin, il Florentinum e la Biblioteca Nazionale della Tecnica a Dejvice. Diversi, poi, i design hotel di rilievo; tra tanti, nella capitale l’Hotel Josef, nel Paese l’Hotel Omnia a Janske Lazne e l’Hotel Miura a Celadna. Altri edifici moderni degni di nota sono il Centro Culturale Uffo a Trutnov, il Centro Congressi Universitario a Zlin e il recentissimo centro commerciale Letmo a Brno.

Alloggi con architettura unica in Norvegia

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Cabine Flokehyttene. Foto: Holon Arkitektur

La Norvegia negli ultimi anni ha visto una crescita dell’architettura e del design affascinanti. Questo è accaduto anche con alloggi in tutto il paese, dove ora puoi dormire, mangiare, trovare cultura, storia eccitanti e partecipare a avventure emozionanti – o semplicemente allontanarti da tutto e rilassarti e contemplare, o praticare il concetto norvegese di friluftsliv. 

Qui troverai un elenco di alcune delle aggiunte più recenti.

FLOKEHYTTENE

L’ultima aggiunta alle sistemazioni uniche in Norvegia è Flokehyttene – Floke cabins. Situate lungo l’oceano a Sveio, appena a nord di Haugesund, queste cabine sono costruite nel paesaggio con una fantastica vista sul Mare del Nord.
Ogni cabina è di 18 metri quadrati, ciascuna con spazio per cinque persone, compresa cucina, soggiorno, camino e bagno. Una delle cabine è costruita per gli utenti del volante e può ospitare dieci persone.
Flokehyttene è il luogo perfetto per guardare il tramonto e le tempeste invernali attraverso le finestre panoramiche.

WOODNEST
Immerso nella natura, Woodnest offre due lussuose case sugli alberi , ciascuna con camera da letto, soggiorno, angolo cottura, bagno e riscaldamento a pavimento per l’inverno.
Le case sugli alberi si trovano nei boschi che si affacciano sull’Hardangerfjord, in una bellissima città chiamata Odda. Offrono viste panoramiche sul fiordo e sulle montagne innevate, dove ci si può rilassare, guardare il tramonto, alzare i piedi e riposare nel nido.

LE SCALE PIÙ INTENSE
Vicino al famoso Pulpit Rock (Preikstolen), situato a 604 metri sul livello del mare, troverai il Bolder , con una fantastica vista sul Lysefjord.
I due sky lodge sono entrambi di 22 mq e offrono tutto il necessario di comfort, tra cui due camere matrimoniali, cucina di design, bagno e sala da pranzo con vista sul fiordo. Entrambe le logge sono costruite su colonne per ridurre al minimo le impronte nel paesaggio.

IL NASCONDIGLIO ARTICO
Fai un viaggio a nord e sperimenta un piccolo “hotel” in riva all’oceano. L’Arctic Hideaway si trova a Fleinvær, un gruppo di piccole isole, vicino alla città di Bodø.
Le dieci camere sono costruite per dare ispirazione e tranquillità in una natura selvaggia e bellissima, e possono ospitare fino a dieci persone. L’intero complesso è composto da quattro unità da letto, uno stabilimento balneare, una sauna, una cucina, un monolocale / soggiorno e un osservatorio cielo / mare.

HARDANGER PANORAMA LODGE
Trascorri la notte a 11 metri dal suolo in un lodge sulla cima degli alberi, con viste spettacolari sull’Hardangerfjord.

Il lodge situato a Ulvik è costruito su pilastri e offre un soggiorno con finestre panoramiche, tre camere da letto per sei persone, bagno, cucina ed è isolato per i freddi mesi invernali.
Ulvik è il luogo perfetto per l’escursionismo, le attività nel fiordo e i padroni di casa possono consegnare cibo locale dalla zona e puoi visitare molte delle fattorie locali che offrono sidro locale.

TUNGESTØLEN
Il 12 giugno di quest’anno, Tungestølen Turisthytte (cabina per turisti) vicino a Lustre nel Sognefjord, ha aperto le sue porte. Tungestølen è stato progettato da Snøhetta ed è una reazione architettonica alle mutevoli condizioni meteorologiche nella regione. Le cabine offrono alloggi confortevoli ed emozionanti per tutta l’estate e l’autunno.
Tungestølen si trova su una collina ai piedi del monte Skyttarpiggen e offre una vista maestosa sulla valle di Langedalen con un enorme ghiacciaio all’estremità.

LAAGEN
Laagen si trova a solo un’ora di macchina da Oslo, nella valle di Lågendalen ed è composta da cinque cabine di vetro, una capanna sugli alberi e una sala riunioni con una gigantesca superficie vetrata.
Tutte le cabine hanno vista panoramica sulla foresta e sul fiume Numedalslågen ed è il luogo perfetto per rilassarsi e godersi un buon pasto con gli amici o la persona amata. La zona offre grandi possibilità per andare in bicicletta, pescare, fare escursioni nei boschi o fare una gita al parco di arrampicata Høyt & Lavt (High & Low).

OCCHIO DI TRONES
Perché non coccolarti con una o due notti di glamping sul fiordo in un magico igloo di vetro? Trones Eye si trova vicino all’acqua a Trones nella contea di Trøndelag e offre una cupola di vetro con letti lussuosi, riscaldamento e tutto il necessario per una notte confortevole in mezzo a natura e storia incontaminata.
Trones Eye è circondato da un antico cimitero, obelischi e altri interessanti manufatti culturali.

BIRDBOX FAUSKE
Cerchi una notte romantica dove rilassarti e recuperare le forze? Birdbox Fauske è il posto giusto per te.
Dal tuo birdbox puoi godere di una fantastica vista sul Førdefjord e sulla catena montuosa Bleiga, ascoltare il canto degli uccelli, il suono del fiume e il sussurro della foresta. Qui puoi anche nuotare nel fiordo, fare escursioni in montagna o semplicemente rilassarti con il tuo libro preferito o semplicemente meditare.

CABINE PAN TREETOP
Le capanne PAN Treetrop si trovano nella foresta Finnskogen a Solør, in una natura ricca di animali e ricca di storia. Questo è il posto per gli amanti della natura di tutte le età. PAN offre due cabine con spazio per sei persone dove puoi vivere la natura unica, semplicemente rilassandoti o partecipando ad attività come yoga nella foresta, safari con animali, escursioni, pesca, arrampicata e, ultimo ma non meno importante, provare il cibo locale.

MANSHAUSEN
Sopra il Circolo Polare Artico, su un’isola e un vecchio centro commerciale, troverai Manshausen . Manshausen è un complesso composto da 14 edifici tra cui sette cabine sul mare con viste uniche che offrono tranquillità e sono adatte a tutti i tipi di avventure.
Inoltre Manshausen offre un ristorante, una biblioteca, una sauna e una jacuzzi. Il complesso è di proprietà dell’esploratore polare Børge Ousland ed è il punto di partenza per attività come kayak, immersioni subacquee, ciclismo, trekking e arrampicata e, naturalmente, osservazione dell’aurora boreale in inverno.

Il viaggio potrebbe essere complicato in questo momento, ma usa l’ispirazione di Visit Norway per pianificare in anticipo le tue prossime avventure.

La Norvegia è il posto giusto per vivere la magica aurora boreale e il sole di mezzanotte sopra il Circolo Polare Artico; visitare i fiordi famosi in tutto il mondo circondati da montagne e ghiacciai spettacolari; e nel bel mezzo di uno scenario mozzafiato, goditi il ​​cibo e la cultura gourmet nelle città di Oslo, Trondheim, Stavanger, Bergen e Tromsø.

Per i migliori consigli sulla Norvegia, fare clic su www.visitnorway.com

Uno dei quartieri più hip di Londra: Camden Town

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An iron bridge over the Regents Canal in Camden, London. A group of traditional narrowboats, houseboats moored.

Camden Town è uno dei quartieri più vivaci di Londra, meta ideale per lo shopping e il divertimento e nota per il suo famoso mercato, dove andare alla ricerca di capi unici e particolari e curiosità, nei pressi di Regent’s Canal. In quest’area situata a nord della capitale si respira un’atmosfera alternativa, ed è famosa sia tra i locali che tra visitatori, che qui si recano per scovare rarità e trascorrere un pomeriggio diverso dal solito. Il patrimonio musicale di Camden è vario tanto quanto lo sono i negozi che fiancheggiano le sue strade, e i suoi bar e locali hanno accolto alcuni dei più grandi nomi del mondo della musica. Se sei alla ricerca di un po’ di tranquillità dopo avere visitato il mercato, ti consigliamo di esplorare il ZSL London Zoo e Regent’s Park, o di passeggiare tra i meravigliosi edifici in stile Regency di Primrose Hill. Se stai pensando di tornare a Londra, non dimenticare di aggiungere Camden Town alla tua lista dei desideri!

Shopping

One young woman standing in a lighting shop in Camden Market, Camden, London, UK© VisitBritain/ Sam Barker

Camden Market, che si snoda lungo il Regent’s Canal, è in realtà una serie di mercati che si susseguono l’uno dopo l’altro, un vero e proprio labirinto di bancarelle, e comprende alcuni dei negozi più insoliti di Londra che vendono abbigliamento punk e studi di famosi tatuatori. Nell’originalissimo Camden Lock Market puoi trovare tutto, dall’arredamento per la casa in stile bohemien, all’artigianato, dalla bigiotteria ai gioielli, dai libri a oggetti vintage. L’adiacente Stables Market, un ex ricovero per cavalli, ospita 700 bancarelle che vendono articoli di ogni tipo, dall’antiquariato alla moda alternativa.

Cyberdog è una vera istituzione di Camden da oltre 20 anni. Illuminato con lampade al neon e disposto su tre piani, il negozio è specializzato in abbigliamento da danza e moda futuristica in colori fluorescenti. All’ingresso i clienti sono accolti da due gigantesche statue di robot.

Musica e cibo

La scena musicale di Camden è leggendaria, e le opzioni per sperimentarla sono davvero tante.

Presso il Camden Assembly (precedentemente noto come The Barfly) si sono esibiti gli Oasis, i Coldplay e i Franz Ferdinand, e il The Good Mixer, un altro locale di musica dal vivo, è il pub in cui Amy Winehouse, i Blur, i Pulp e gli Oasis erano assidui visitatori. Per gli appassionati di metal, rock, indie e punk l’indirizzo è The Underworld Camden. Qui si sono esibiti famosi artisti tra cui i Placebo, i Radiohead e gli Smashing Pumpkins. La Electric Ballroom, che fa parte del panorama musicale di Camden da ben 80 anni, ha ospitato talenti musicali di spicco come gli Snow Patrol, gli Stereophonics, gli U2, i Muse, The Clash, Prince, i Joy Division, The Smiths e i Public Enemy.

Nello Stables Market di Camden Town si trova la statua commemorativa di Amy Winehouse originaria di Camden. Scolpita da Scott Eaton con la famosa acconciatura della cantante, è un luogo di culto per i fan della cantante morta prematuramente, che qui si recano per lasciare fiori e fare foto e selfie. Al momento dell’inaugurazione della statua nel 2014, tre anni dopo la morte della Winehouse, sua madre, Janis, ha così commentato: “Camden è il posto di Amy, è il luogo a cui appartiene”.

Senti per caso un languorino? Se ti piace il formaggio devi assolutamente fare tappa al Cheese Bar di Camden, il luogo ideale per provare i migliori formaggi artigianali provenienti da tutto il Regno Unito, tra cui friabile Dorset Blue Vinny e il saporito Lincolnshire Poacher. Magari ti va un fish and chips? Da Poppies, che ha recentemente riaperto ai clienti in conformità con le linee guida del governo, viene preparato il fish and chips pescato in modo sostenibile in un ambiente vintage, circondato da bizzarri cimeli risalenti agli anni Quaranta. Se sei alla ricerca di una cucina più tradizionale, The World’s End Camden – che ha recentemente riaperto secondo gli standard previsti da We’re Good To Go – ha un soppalco e un caminetto che attira i clienti del vicino Camden Market, mentre il Camden Eye è l’indirizzo perfetto per chi è alla ricerca di una vasta selezione di birre e il classico cibo da pub.

È necessaria la prenotazione anticipata in tutti i pub, bar e ristoranti citati. Ti invitiamo a consultare i siti web dei singoli locali per ulteriori dettagli.

Oltre al mercato

An iron bridge over the Regents Canal in Camden, London. A group of traditional narrowboats, houseboats moored.© VisitBritain/ Kiyoshi Sakasai

Situato in una ex fabbrica di pianoforti a Camden Town, il Museo Ebraico di Londra conserva la storia delle comunità ebraiche britanniche. La sua collezione è composta dall’unione delle collezioni di due musei e conserva il patrimonio ormai scomparso dell’East End di Londra che era il cuore della comunità ebraica in Gran Bretagna, insieme alla storia degli ebrei di tutta Londra, tra cui le esperienze di coloro che si sono qui rifugiati durante il periodo nazista. Il Museo Ebraico di Londra non ha ancora riaperto, ma è possibile prenotare tour virtuali per esplorare la storia della sua vastissima collezione.

Primrose Hill è un’area simile a un villaggio con grandi terrazze vittoriane e villette a schiera in stile Regency color viola pastello. Il suo omonimo parco, che si trova proprio in cima alla collina, ha una vista panoramica su tutto Regent’s Park e sull’intera città. Da qui si vedono la St Paul’s Cathedral e le Houses of Parliament e molte altre icone di Londra. Vai alla ricerca della York Stone che si trova proprio sulla cima del parco, su di essa troverai un’iscrizione del famoso poeta William Blake.

Sebbene non esattamente a Camden, lo ZSL London Zoo in Prince Albert Road, si trova proprio di fronte a Primrose Hill e questo lo rende una tappa obbligata per chi si trova nella zona di Camden. È lo zoo scientifico più antico del mondo e fu istituito nel 1828. Gli animali della Torre di Londra sono stati trasferiti proprio in questo zoo prima della sua apertura al pubblico nel 1847. Oggi ospita migliaia di animali, tra cui cammelli, giraffe, tigri, pinguini, coccodrilli e anche un drago di komodo. E se per caso non potessi visitarlo di persona?  Puoi ammirare gli animali online grazie alle webcam installate nello zoo.

Camden in TV

Ispirato all’omonimo one-woman show di Phoebe Waller-Bridge, la serie Fleabag ha conquistato l’affetto di tutti nel 2016. Fino all’ultima serie nel 2019, lo show è diventato un cult. La sceneggiatrice Waller-Bridge ne è anche la protagonista insieme a Olivia Colman e Andrew Scott. Le riprese sono state fatte quasi interamente nel quartiere di Camden, insieme ad altre location facilmente riconoscibili nell’area di Dartmouth Park.

Camden è nota anche al grande schermo, dove sono state girate varie scene di The Hitman’s Bodyguard, Sherlock, Jekyll & Hyde e Call the Midwife.

Informazioni pratiche

Come arrivare

Con la metropolitana: la stazione di Camden Town si trova sulla Northern Line. I negozi e le bancarelle del mercato sono lungo due strade: Camden High Street e Chalk Farm Road. In treno: la stazione più vicina è St. Pancras (25 minuti a piedi). In autobus: con le linee 24, 29 e 134 dal West End di Londra.

Dove alloggiare

Le opzioni di alloggio non mancano a Londra. Se vuoi soggiornare a Camden, puoi prenotare all’Holiday Inn London Camden Lock, un moderno ed elegante hotel londinese a soli tre minuti a piedi dal mercato. L’ostello St. Christopher’s Inn Camden, ha riaperto al pubblico secondo le linee guida governative anti covid. Se invece cerchi un soggiorno a cinque stelle vicino alla vivace atmosfera di Camden, ti consigliamo di soggiornare presso lo storico St. Pancras Renaissance Hotel, a 25 minuti a piedi o a 10 minuti di metropolitana.

Dolcetto o scherzetto? I consigli dark di LELO per Halloween

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Mancano pochi giorni a Halloween, la festa più tenebrosa dell’anno, una festa per sentirsi
liberi di giocare, sperimentare e mettersi un costume per diventare qualcun altro per una
notte. Un’ottima occasione per sperimentare con il proprio partner.
Secondo un recente sondaggio di LELO, brand leader nel settore dei sex toy, la maggior
parte degli italiani (ben l’81%) condivide con la propria metà le sue fantasie e desideri
sessuali, per i più timidi invece Halloween può essere il momento ideale per svelare le
proprie fantasie e divertirsi ancora di più in camera da letto!
Gli esperti del piacere di LELO hanno qualche consiglio per rendere ancora più divertente il
31 ottobre.
È il momento di travestirsi
Mettersi un costume e improvvisare un gioco di ruolo con il proprio partner può essere un
espediente per stuzzicare la curiosità ma anche un modo per rompere il ghiaccio e
aumentare la complicità di coppia.
Aggiungere un pizzico di dolcezza
Halloween è la festa per eccellenza di fantasmi, streghe e mostri, ma anche dei dolci!
Perché quindi non portarli in camera da letto e usarli per per addolcire i preliminari?

Aggiungere un tocco in più

COMUNICATO STAMPA

LELO è l’azienda leader nella realizzazione di prodotti per la vita intima dal design inconfondibile. Con il suo lancio, avvenuto
nel 2003, LELO ha rivoluzionato l’estetica e la percezione dei massaggiatori personali e ora dedica la stessa cura a qualità e
innovazione nella realizzazione di lussuosi accessori per la vita intima e candele da massaggio profumate. LELOi AB è la
società svedese alle spalle di LELO, proprietaria anche del marchio PicoBong all’interno del gruppo LELO, con uffici che si
estendono da Stoccolma a San José, da Sydney a Shanghai.
Tra costumi e dolcetti, Il 31 ottobre può essere anche l’occasione perfetta per dare il
benvenuto anche a nuovi sex toy in camera da letto, ecco i tre consigli rigorosamente black
di LELO:
Per lei
SORAYA WAVE TM Questo straordinario massaggiatore con WaveMotion™ offre una
stimolazione clitoridea mentre raggiunge facilmente anche il punto G per orgasmI ancora più
appaganti.

Prezzo al Pubblico consigliato: 249,00 €

Per lui

HUGO TM un lussuoso massaggiatore per la prostata telecomandato che
regala il più esplosivo orgasmo al mondo. Con il potenziale per aumentare la
portata e l’intensità dell’orgasmo maschile del 33%, HUGO™ rappresenta un
modo completamente nuovo di pensare il piacere maschile, in coppia o da
soli.
Prezzo al Pubblico consigliato: 199,00 €

Per la coppia
TIANI 3 Questo massaggiatore telecomandato per la coppia vibra internamente e
esternamente accarezzando entrambi i partner durante l’amore, per favorire un’intimità
ancora più profonda.

Prezzo al Pubblico consigliato: 149,00 €

Scopri il mondo LELO su  https://www.lelo.com/it
https://www.instagram.com/lelo_official/
https://www.facebook.com/LELO.Official/

La vita e le opere di Agatha Christie – l’itinerario

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Torquay harbour

Con due miliardi di libri tradotti in oltre 100 lingue, Agatha Christie è la regina indiscussa del giallo; la scrittrice più venduta al mondo e probabilmente la drammaturga di maggior successo. Se fai parte della sua schiera di fan, saprai che quest’anno ricorre il centesimo anniversario della pubblicazione del suo primo romanzoPoirot e il mistero di Styles CourtInoltre, Kennet Branagh indosserà nuovamente i panni del famoso investigatore Hercule Poirot. in Assassinio sul Nilo, la cui uscita nei cinema è prevista entro la fine dell’anno. Per celebrare questo importante anniversario, lasciati ispirare dalla Gran Bretagna di Agatha Christie con questo itinerario di quattro giorni, che ripercorre la vita della famosa scrittrice da Londra al Devon.

Agatha Christie aboard the Kildonan Castle, 1922. © The Christie Archive Trust
Day 1 of 4
Primo Giorno
Londra
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Agatha Christie Memorial, London

La Christie ha trascorso a Londra gran parte della sua vita, per questo è il luogo ideale da cui iniziare il tour sulle sue orme. Come molti visitatori, Agatha è stata ispirata dalla vivacità della città e da luoghi come Trafalgar Square, Oxford Street e la Cattedrale di St Paul che appaiono in molte delle opere più famose, da Testimone d’accusa a Sono un’assassina?

Ammira il memoriale dedicato a Agatha Christie a Leicester Square, quindi dirigiti a Euston per esplorare il campus dell’University College Hospital, dove ha lavorato come assistente di farmacia durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo, perché non passeggiare per le strade acciottolate e le boutique di Seven Dials? Situata dietro Covent Garden, l’area è stata immortalata dalla Christie in I Sette Quadranti, e la sua vicinanza al West End e ai punti chiave di Soho la rendono ideale per lo shopping e un pranzo.

Agatha Christie memorial statue, Leicester Square© Agatha Christie Ltd

Hai voglia di uno spettacolo? In scena dal 1952, Trappola per topi (The Mousetrap) di Agatha Christie è lo spettacolo teatrale più longevo della storia, che riaprirà i battenti il 23 ottobre. Da Covent Garden è solo una breve passeggiata per il St Martin’s Theatre. In alternativa, perché non goderti una passeggiata lungo il Tamigi per assistere all’acclamata produzione semi-immersiva di Testimone d’accusa, prossimamente di nuovo in scena. Eseguita originariamente al Drury Lane vicino a Covent Garden, l’ultima produzione è meravigliosamente messa in scena nell’ex sala dei dibattiti della County Hall. Quando i biglietti saranno di nuovo disponibili, potrai goderti una matinée o uno spettacolo serale, per poi recarti al Brown’s Hotel per un bicchierino. Il sontuoso hotel ha ispirato il mistero di Miss Marple al Bertram’s Hotel ed è un luogo perfetto in cui concludere il primo giorno del tour.

“I slipped away as usual after the curtain came down on my ending and out into Long Acre.” An Autobiography

 

Day 2 of 4

Secondo Giorno
Da Londra a Torquay
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Torre Abbey, Torquay
Torquay Harbour, Devon© English Riviera BID

Dopo una piacevole colazione, dirigiti alla stazione di Paddington. Progettata dall’innovativo architetto Isambard Kingdom Brunel, è uno dei più grandi snodi ferroviari di Londra, e ha avuto un ruolo da protagonista nell’opera della Christie del 1957, Istantanea di un delitto. Salta a bordo del treno e goditi il viaggio panoramico verso la città natale della scrittrice, Torquay.

Conosciuta come la Riviera inglese, la bellezza costiera di Torquay e dei suoi dintorni hanno ispirato molte scene delle opere della Christie. All’arrivo, fai il check-in all’Imperial Hotel Torquay, che era sia il Majestic Hotel in C’è un cadavere in biblioteca che l’Imperial Hotel in Addio, Miss Marple. Oppure, prenota una camera al Grand Hotel, una romantica gemma vittoriana dove Agatha Christie trascorse la luna di miele con suo marito Archibald nel 1914.

 

Agatha Christie on Torquay Pier, c. 1908.© The Christie Archive Trust

Una volta sistemato, segui le orme dell’autrice con una passeggiata lungo l’Agatha Christie Mile. Il percorso, che si estende tra i due hotel, svela molti dei suoi luoghi preferiti sul lungomare, incluso il Padiglione dove lei e Archie si sono fidanzati. Annusa il profumo inebriante di centinaia di fiori durante il tragitto verso Torre Abbey. Popolato da molte delle specie botaniche che servono per i veleni e le cure presenti nei suoi libri, il Potent Plants Garden è un’ode profumata alle sue più grandi opere. In alternativa, immergiti nello scenario dei Princess Gardens. Ricchi di fiori, palme e prati perfettamente curati, i giardini sono apparsi in un cameo in The ABC Murders. Continua per scoprire il busto di Agatha Christie, che ne commemora il centesimo anniversario, prima di raggiungere le acque turchesi e cristalline di Beacon Cove, uno dei luoghi di balneazione preferiti della Christie.

“Entering the Princess Gardens, he slowly made his way to a shelter facing Torquay harbour. He sat down and opened the paper.” The ABC Murders

 

Day 3 of 4
Terzo Giorno
Torquay, Greenway
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Greenway
Agatha Christie Statue, Torquay© Agatha Christie Ltd

Dopo colazione, fai una passeggiata fino al municipio di Torquay, dove la Christie ha lavorato come volontaria durante la Prima Guerra Mondiale. Successivamente trasferita al dispensario, ha acquisito la sua conoscenza dei veleni e ha curato i molti profughi belgi che le hanno ispirato l’inimitabile Hercule Poirot.

Fai una sosta al Torquay Museum per approfondire la conoscenza della vita di Agatha Christie e le storie che ha raccontato. Qui troverai l’Agatha Christie Gallery completa di una ricostruzione del salotto e dello studio di Poirot, insieme agli oggetti di scena usati da David Suchet.

“Why not make my detective a Belgian? I thought. There were all types of refugees. How about a refugee police officer? A retired police officer.”  An Autobiography

 

Agatha Christie outside Greenway, c. 1960.© The Christie Archive Trust

Se la tua visita è a settembre, non perdere l’International Agatha Christie Festival, una celebrazione annuale della sua vita e delle sue opere che si svolgerà virtualmente quest’anno dal 15 al 19 del mese. Oppure visita Greenway – “Il luogo più bello del mondo”. Ora proprietà del National Trust, l’idilliaco edificio in pietra bianca fu acquistato da Agatha e dal suo secondo marito Max Mallowan come casa per le vacanze nel 1938 e ha ispirato molte scene dei suoi amati romanzi, tra cui La sagra dei delitti e Il ritratto di Elsa Greer.

A breve distanza si trova Churston Manor. Situato vicino al luogo della morte di Sir Carmichael Clarke in The ABC Murders, il bellissimo hotel di campagna risale all’epoca normanna e ospita un magnifico giardino dove rilassarsi la sera.

Day 4 of 4
Quarto Giorno
Dartmoor, Burgh Island
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Burgh Island
Agatha Christie on Dartmoor, c. 1950.© The Christie Archive Trust

La mattina, indossa le scarpe da trekking e parti per esplorare il Parco Nazionale di Dartmoor e Haytor. Caratterizzato da profonde valli, lussureggianti brughiere di erica e un’abbondanza di fauna selvatica, è comparso in quattro delle principali opere della Christie, tra cui Poirot e il mistero di Styles Court, pubblicato 100 anni fa. Sebbene ambientato nell’Essex, gran parte del romanzo è stato scritto al The Moorland Hotel circondato dall’aspra bellezza di Dartmoor e dal maestoso Haytor, uno sperone roccioso che offre viste incredibili sulla campagna circostante. Presso l’hotel è servito un ottimo afternoon tea, uno stop ideale prima di continuare la visita del Parco.

“I loved the tors and the heather and all the wild part of it away from the roads.” An Autobiography

Nel pomeriggio, con un viaggio di poco meno di un’ora raggiungi il Burgh Island Hotel. Situato sull’omonima isola di una bellezza selvaggia, l’hotel è un gioiello in stile art déco ed era uno dei preferiti della Christie, che a lei ha dedicato l’Agatha’s Beach House, un glorioso rifugio per scrittori costruito appositamente per Christie negli anni ’30. Qui scrisse il romanzo giallo più venduto di tutti i tempi – Dieci piccoli indiani – e Corpi al sole. Con la sua ricca storia letteraria e militare, l’isola è una località davvero affascinante per la tua ultima notte.

Scopri di più sulla vita di Agatha Christie nel Devon, a Londra e altre esperienze legate alla famosa scrittrice su agathachristie.com.