Sesso sociale: come i social media stanno cambiando il sesso – LELO presenta i dati della ricerca

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LELO, brand leader nel settore dei sex toy, che ha un seguito social media di circa 250.000 persone, ha intervistato il pubblico per vedere come i social media stanno influenzando le nostre vite sessuali. 6.500 intervistati hanno condiviso i loro dati personali (in modo anonimo) in uno degli studi più completi sull’argomento.

Oggi LELO condivide questi approfondimenti sul rapporto tra sesso e tecnologia.

PUNTI SALIENTI

  •       Quasi tre quarti (72,5%,) degli intervistati si considerano utenti attivi di social media.
  •       Quasi un terzo (31,7%) ha avuto rapporti sessuali con qualcuno che ha conosciuto solo dai social media.
  •       Di quelli che hanno fatto sesso con qualcuno che hanno incontrato attraverso i social media, due terzi (65,8%) hanno detto che l’esperienza era “esattamente ciò che si aspettavano”.
  •       Di quelli che non hanno mai fatto sesso con qualcuno conosciuto grazie ai social media, oltre la metà (50,3%) ha dichiarato che lo farebbe.

Oggigiorno gli smartphone e i social media stanno certamente cambiando il modo in cui comunichiamo, ma non solo: sempre più persone usano la tecnologia per esprimersi sessualmente, attraverso fotografie, sexting e appuntamenti.

 

Dei 6.500 intervistati:

  •       Il 19,3% ha pubblicato un’immagine sui social media che è stata scattata durante il sesso.
  •       Il 33,3% ha utilizzato i social media in modo specifico per organizzare un appuntamento di sesso.
  •       Il 58,5% include il sexting nelle loro vite sessuali.
  •      Il 22,4% mantiene un account di social media “segreto” per motivi sessuali.

 

I social media, quindi, sembrano un modo efficace per collegarci e conoscere le persone e, nonostante tutto, non entrano sempre anche in camera da letto,anzi, un imponente 87,4% dichiara di non controllare i social media dopo il sesso.

Il Brand Manager di LELO, Stu Nugent, ha dichiarato: “Che epoca stupefacente quella in cui viviamo! Grazie a quel costoso pezzo di silicio e vetro che portiamo tutti nelle nostre tasche, possiamo interagire direttamente con le nostre celebrità ed eroine preferite, tenerci aggiornati con le notizie e trovare un partner sessuale compatibile ovunque e in qualsiasi momento. Fino a un paio di anni fa, l’utilizzo dei social media – o addirittura dei siti di appuntamenti – sembrava essere qualcosa di cui vergognarsi. Ma penso che stiamo tutti iniziando a capire che la verità è esattamente l’opposto: i social media stanno diventando una parte intrinseca della nostra espressione sessuale, e decidiamo di conseguenza.”

I social media sono dunque un’opportunità di sviluppare nuove relazioni, anche a letto, LELO raccomanda comunque sempre di utilizzarli con la massima cautela negli incontri e nel comunicare contenuti e informazioni personali o fotografie di cui non si ha l’autorizzazione, per vivere appieno e consapevolmente il sexting e il sexdating.

 

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Un avventuroso pernottamento nella natura: ecolodge nel Parco Nazionale De Biesbosch

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L’ostello Stayokay Dordrecht, situato ai margini del Parco Nazionale De Biesbosch, ha recentemente inaugurato l’originalissimo alloggio Ecolodge per un pernottamento indimenticabile a contatto diretto con la natura e con l’acqua, all’interno di una casa galleggiante.  Ecolodge è una modernissima struttura mobile dentro al parco nazionale de Biesbosch, disegnata dal designer Marijn Beije. Un “Floatinglodge”, unico nel suo genere tra acqua, uccelli e natura incontaminata.

Un alloggio unico nel suo genere, per tre persone, dotato di WC , terrazza sul tetto e una torre di avvistamento. Le ampie vetrate offrono una vista completa della natura circostante per godere al massimo della flora e fauna che il Biesbosch ha da offrire. E per avventurarsi nel parco nazionale ci sono canoe e biciclette a disposizione degli ospiti.   

L’Ecolodge può essere prenotato dal 1 aprile al 31 ottobre. Il prezzo della struttura parte da 70 € per notte, nel quale è compresa la prima colazione che però verrà servita nel vicino ostello Stayokay di Dordrecht, dove sarà possibile anche fare la doccia. L’alloggio è prenotabile sul sito

https://www.stayokay.com/nl/hostel/dordrecht/kamers/ecolodge

L’Airborne Museum di Oosterbeek dedicato alla battaglia di Arnhem

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Il 6 giugno 2019 si celebra il 75esimo anniversario dello sbarco in Normandia: una delle più grandi invasioni anfibie della storia, attuata dagli Alleati in una fase decisiva del secondo conflitto mondiale, ovvero allo scopo di aprire un secondo fronte in Europa (dopo quello orientale, in carico all’Armata Rossa), di recuperare i territori occupati dai nazisti e quindi di dirigersi verso il cuore della Germania stessa. Il 6 giugno del 1944 è passato alla storia come D-Day in inglese, in Francia Jour-J.

Sarebbe trascorso ancora un anno (con centinaia di migliaia di morti, tra militari e civili, da ambo le parti) prima che l’Europa nord-occidentale venisse finalmente restituita alla libertà e alla democrazia.

Una delle battaglie più cruente fu quella di Arnhem, che si svolse a settembre 1994 durante l’Operazione Market Garden, quando divisioni aviotrasportate britanniche e polacche vennero incaricate di impossessarsi del ponte sul Reno di Arnhem. I soldati vennero però paracadutati troppo distanti dal ponte, quindi il grosso delle truppe non lo raggiunse mai, mentre solo un piccolo contingente riuscì a farsi strada verso il ponte, sebbene non riuscendo a conquistarne entrambe le sponde.  

Il museo Airborne Museum ‘Hartenstein’ di Oosterbeek racconta questa tragica vicenda: la collocazione da sola merita il viaggio, perché Oosterbeek si trova a meno di 5 km da Arnhem e l’edificio museale ospitava, ai tempi dell’Operazione Market Garden, il quartier generale britannico. Presso l’ex quartier generale inglese si possono seguire da vicino le esperienze dei militari britannici, polacchi e tedeschi, nonché dei civili che vivevano nel terrore. Indimenticabile la pluripremiata Airborne Experience (900 m2), che rende la sensazione di trovarsi nel mezzo dei combattimenti e rivivere la battaglia di Arnhem in prima persona.

Clicca qui per scoprire di più sulla Liberation Route https://www.holland.com/it/turismo/storie-dolanda/percorso-della-liberazione/percorri-la-liberation-route-europe.htm

 

Airborne Museum Hartenstein

Utrechtseweg 232

6862 AZ Oosterbeek

Tel 0031 26 3337710

www.airbornemuseum.nl

Tour privato sui tetti di Rotterdam: una spettacolare prospettiva sullo skyline

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Rotterdam ha più terrazze di qualsiasi altra città dei Paesi Bassi: 14.5 milioni di metri quadri di esse sono al momento inutilizzate, un milione nel pieno centro della città. Tale ricchezza è in parte dovuta al fatto che lo skyline della seconda città olandese è frutto della grande opera di ricostruzione avvenuta nel periodo post-bellico, in seguito ai bombardamenti del maggio 1940, che risparmiarono solo il Municipio, le Poste Centrali, la Borsa e la Chiesa di San Lorenzo. Proprio questa, unico edificio di epoca medievale, è uno degli oggetti delle scenografiche  foto che si potranno scattare grazie al tour privato sui tetti di Rotterdam, progettato appositamente per Inside Rotterdam da Esther Wienese, autrice del libro “Rotterdam Rooftops”, pubblicato nel 2017. Nel libro, Esther Wienese, esperta in comunicazione nell’ambito dello sviluppo urbano sostenibile, accompagna i propri lettori lungo un percorso su cinque esclusive terrazze, spiegando la loro origine e quali siano i loro rapporti con la “sottostante” città.

 

Il tour parte dall’ufficio del turismo all’interno della Stazione Centrale di Rotterdam. Dopo una breve introduzione sul tour, sui rooftop del centro di Rotterdam e degli edifici e relativi tetti collocati intorno alla piazza della Stazione, si visita il tetto più lungo dei Paesi Bassi e un nuovo edificio che avrà – una volta ultimato – quattro tetti particolari. Di nuovo sul piano strada, si percorre la storica via dello shopping dei Paesi Bassi, si visitano due piazze e quindi si termina il tour nella piazza della Stazione, ospiti del primo bar sul tetto di Rotterdam.

Questo tour è particolarmente interessante, stimolante e informativo. Si vive la città da una prospettiva diversa e si impara tutto sul ruolo cruciale dei rooftop multifunzionali delle città resilienti.

 

Il tour in breve

 

Dettagli:

  • Punto di partenza/di arrivo: Stazione Centrale di Rotterdam
  • Durata: 2,5 ore/intorno ai 4,5 km
  • Lingue: olandese e inglese
  • Prezzo: 29 € a persona, con un gruppo di almeno 10 persone

www.insiderotterdam.com

Orto urbano e niente sprechi al The Green House Economia circolare nella città di Utrecht

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Nel sempre più vasto e variegato panorama dei ristoranti di tendenza di Utrecht si distingue il nuovo The Green House che racchiude in un unico concept un ristorante, una fattoria urbana, un green hub e una terrazza cittadina.

Il ristorante si trova a pochi minuti a piedi dalla Stazione Centrale, zona che ha visto negli ultimi anni una grande trasformazione.

The Green House è un ristorante basato su principi circolari: niente rifiuti, un edificio temporaneo e cibo rigorosamente “a chilometro zero”. Un perfetto esempio dell’interesse della città verso una svolta ecologica.

 

Orto urbano sul tetto del ristorante

In cucina, gli chef preparano gustosi piatti con ingredienti freschi e genuini, provenienti dall’orto urbano costruito appositamente sul tetto dell’edificio o al massimo dai dintorni di Utrecht.

La natura green del ristorante è evidente anche al momento del conto: è possibile infatti pagare solo con carta di credito, i contanti non sono accettati.

L’edificio

L’edificio è completamente realizzato con materiali riciclati e altamente resistenti. Qui si cerca di riutilizzare ogni materiale e il rivestimento in vetro, proveniente dalla ex Knoopkazerne, è solo uno degli esempi. Inoltre, l’intero padiglione può essere smontato e rimontato, permettendo alla struttura di essere trasferita, donandole così una natura temporanea. La città di Utrecht incoraggia e facilita iniziative come questa, che fondono iniziativa pubblica (gli spazi sono stati messi a disposizione dall’Agenzia Immobiliare del Governo Centrale, Rijksvastgoedbedrijf) e privata (gli investimenti privati ​​ammontano infatti a 2,5 milioni di euro).

 

Sostenibilità ambientale e gestione delle risorse

Il progetto The Green House ha creato tra 30 e 40 nuovi posti di lavoro e dispone di postazioni di workstation autonome, a disposizione di chi abbia bisogno di una base temporanea dove lavorare. Un modello di business completamente circolare diventa possibile anche grazie alla gestione delle risorse.

The Green House non è solo sinonimo di sostenibilità verso l’ambiente. In collaborazione con The Colour Kitchen, il ristorante si pone l’obiettivo di trasmettere anche un importante messaggio sociale: il suo staff è infatti formato al 20% da talenti che hanno recentemente perso il lavoro e hanno bisogno di un piccolo aiuto per trovare (di nuovo) la propria strada sul mercato del lavoro.  

https://www.thegreenhouserestaurant.nl/

Zigzagando in bicicletta, attraverso la Cechia

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E’ tempo di salire in sella. Nonostante qualche ultima bizzarria climatica, è arrivata la bella stagione e l’invito è a scoprire la Repubblica Ceca -tutta, anche la più nascosta- pedalando senza fretta e senza limitazioni, godendo intensamente di ogni paesaggio. Ce n’è davvero per tutti i gusti e le gambe. E si possono fare anche incursioni oltre confine…

Intramontabile, ecologico, divertente, “panoramico” e salutare. La bicicletta è il mezzo di trasporto perfetto, soprattutto in vacanza. Lo sanno bene in Repubblica Ceca, dove il cicloturismo è praticabile comodamente e in totale sicurezza lungo numerosi e variegati itinerari –anche transnazionali- per bike e mtb che solcano il Paese in lungo e in largo. Centinaia di chilometri ciclabili su territorio urbano, in campagna e in montagna, alcuni assai rinomati a livello europeo, consentono di setacciare ogni angolo di Cechia: moderne metropoli e città storiche ma anche pittoreschi borghi rurali, colline ammantate di vigneti, fiumi, laghi, campagne coltivate, prati e boschi, fenomeni naturali e capolavori architettonici.

La ciclabile Becva
Orgoglio della Moravia, la pista scorre panoramica lungo il fiume Bečva, che nasce nei monti Beskydy e sfocia in pianura, gettandosi nel fiume Morava, dopo quasi 160 km. L’itinerario ne segue il corso quasi per intero: inizia tra gli scenari ondulati dell’area verde protetta dei Monti Beskydy e scende lentamente verso la pianura, seguendo il fiume. Proprio per le caratteristiche non impegnative del percorso, è particolarmente adatta alle famiglie con bambini. Oltre ad ammirare lo splendido paesaggio, si ha l’opportunità di visitare uno dei primi e più grandi musei europei a cielo aperto: quello di Roznov pod Radhostem, con oltre cento edifici di architettura popolare locale, sotto tutela. Si passa anche accanto alle terme di Teplice nad Becvou: bevendone l’acqua benefica, si reintegrano i minerali persi pedalando… Infine, sempre a proposito di sorprese del sottosuolo, ecco le grotte di aragonite di Zbrasov, nelle immediate vicinanze delle terme.

Tra i vulcani spenti
I Monti della Boemia centrale, a nord di Praga, sfoggiano cime e colline vecchie di milioni di anni. Al centro scorre il fiume Elba. A svelare questo paesaggio unico e variegato, è una splendida pista ciclabile, lunga circa 100 km. Inizia ai piedi del monte Rip, per terminare a un soffio dalla Germania. L’itinerario è vario e modulabile: ponti e traghetti permettono di attraversare il fiume in più punti e di improvvisare un percorso in base al proprio estro e alle proprie esigenze. Il consiglio è comunque di non tralasciare una visita al castello di Decin, che domina l’Elba. A Decin, così come a Hrensko, si ammira inoltre una singolare città rupestre. Litomerice è invece una città storica, che conserva le antiche mura medievali, la Cattedrale di S. Stefano e numerose gallerie e musei. Struggente e imprescindibile una tappa a Terezin, la fortezza del XVIII secolo, oggi monumento alla memoria e reduce da un recente restauro, che i nazisti trasformarono in un campo di concentramento per gli ebrei di Boemia.

In Boemia meridionale, tra borghi sospesi nel tempo
Punteggiata di paesini di campagna dove il tempo pare essersi fermato, la Boemia meridionale garantisce la rete di piste ciclabili segnalate più fitta della Repubblica Ceca. Attraversano in lungo e in largo un paesaggio di stagni, viali orlati di alberi secolari, villaggi pittoreschi e città storiche. Oltre naturalmente a numerosi castelli: a Cervena Lhota, Hluboka e Cesky Krumlov (sotto tutela Unesco) e tanti altri. Patrimonio dell’Umanità Unesco, il villaggio di Holasovice è unico per il suo stile barocco rurale. La pista più lunga è la ciclabile della Moldava, che inizia sulle colline della Selva Boema, vicino a Kvilda, e termina al castello di Zvikov e tocca alcuni tra i più bei monumenti della regione: Cesky Krumlov, che è un capolavoro al di là del suo castello, il monastero di Vyssi Brod, il castello di Rozmberk  e il monastero di Zlata Koruna.

Tra i monti di Vysocina
A solcare la regione di Vysocina, che prende il nome dalla catena montuosa al confine tra Boemia e Moravia, sono quasi 2500 km di piste ciclabili, che si snodano tra prati fioriti e bellissimi monumenti. Tra le più popolari, quella che va da Zdar nad Sazavou a Pribyslav, ricalcando il percorso di linee ferroviare dismesse. Tra le meraviglie di Vysočina facilmente raggiungibili con le due ruote, la splendida chiesa di San Giovanni Nepomuceno sul Monte Verde, a firma dell’architetto barocco Santini, inclusa nella lista Unesco. Ma anche il castello di Pernstejn e il complesso del monastero e castello di Zdar nad Sazavou con l’originale Museo della nuova generazione. Le piste ciclabili, però, conducono soprattutto attraverso aree paesaggistiche bellissime, come quella protetta delle colline di Zdar, ben attrezzata turisticamente. Le cosiddette Piste del bisonte, un sofisticato sistema di circuiti tematici, conducono infine alla scoperta del territorio intorno a Bystrice nad Pernstejnem.

L’Europa passa di qui
Da non dimenticare, poi, che la Repubblica Ceca è al centro dell’Europa… geograficamente, storicamente e anche in fatto di circuiti cicloturistici internazionali. Passano infatti di qui alcune delle più importanti ciclovie transnazionali: la Greenway Praga-Vienna, il tracciato paneuropeo Praga-Pilsen-Parigi e il sentiero della Cortina di Ferro, che ricalca il vecchio confine tra Europa Est e Ovest. Parte invece proprio dalla Repubblica Ceca la Via dell’Elba (quasi 400km, da Praga a Dresda), un tuffo nella storia, prima lungo la Moldava e poi lungo l’Elba. Inaugurata solo da un paio d’anni, infine, è arrivata anche una ciclabile che ricalca l’antico percorso della ferrovia che collegava la città boema di Slavonice e quella austriaca di Dobersberg (13km), parte di quello che, una volta ultimato, sarà noto come il Ciclocircuito Thayarunde: 90 km di collegamento con anche le città di Waidhofen, Raabs an der Thaya e Pisecna.

Tutto per i biker
Non solo itinerari e ispirazioni. In Repubblica Ceca per ciclisti e cicloturisti c’è molto di più. Un bel numero di bike-park e tracciati per downhill innanzitutto, ma anche alberghi amici, officine attrezzate, centri noleggio, agenzie per tour guidati, ciclobus oltre a treni e battelli su cui è possibile viaggiare con le due ruote al seguito… Per non parlare della possibilità di ristorarsi dalla fatica con una cucina golosa e robusta, di rinfrescarsi con un’ottima birra e di premiare infine le stanche membra con benefiche acque calde o un massaggio nei tanti, storici stabilimenti termali cechi.

5 nuovi hotel in Norvegia che valgono il viaggio

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Amerikalinjen. Photo: ©Francisco Nogueira.

Il 2019 si sta delineando come un anno importante per il settore alberghiero norvegese, tra nuove aperture e importanti ristrutturazioni.

Il 1 marzo è stato inaugurato il Wood Hotel, l’edifico in legno più alto del mondo, una struttura contemporanea costruita con materiali locali. Si trova a Brumunddal, sulle rive del lago Mjøsa, raggiungibile da Oslo in poco più di un’ora di treno. I suoi 86 metri di altezza offrono una vista incredibile sulla natura circostante. Le camere sono 72, più una suite, distribuite su 18 piani.
www.frich.no

Il 1 marzo 2019 ha riaperto anche il Clarion Hotel The Hub, dopo importanti lavori di restauro. Situato nel cuore di Oslo, è il più grande albergo della Norvegia, con oltre 800 stanze e 22 sale meeting. L’hotel vanta una particolare attenzione alla sostenibilità, prefiggendosi lo scopo di ridurre il suo impatto ambientale.
www.nordicchoicehotels.com

Dopo una ristrutturazione durata 3 anni e costata quasi 150 milioni di dollari, il 1 aprile 2019 ha nuovamente aperto i battenti l’Hotel Britannia di Trondheim che, con le sue 5 stelle, entra a far parte dei Leading Hotels of the World. Risalente al 1870, l’hotel è sempre stato punto di incontro per locali e personalità di spicco come politici, esploratori e artisti internazionali. Chef del ristorante è Christopher Davidsen, vincitore della medaglia d’argento al Bocuse D’Or 2017.
www.britannia.no

Questa primavera ha visto anche l’apertura del nuovo boutique hotel Amerikalinjen di Oslo. L’albergo si trova in quello che in origine era il quartier generale della compagnia di navigazione The Norwegian America Line che nel XX secolo trasportava in America merci e persone. Il restyling, curato dallo studio di Oslo Kritt Architects, ha conservato lo stile grandioso dell’epoca e molti dettagli originali a tema marittimo.
www.amerikalinjen.com

Lo scorso 2 maggio è stato infine inaugurato il Mandal Hotel, l’albergo più meridionale della Norvegia, a Mandal. La struttura, costruita fronte mare, riflette la cultura marittima e industriale del posto. Tutte le 83 camere offrono una vista magnifica e le terrazze panoramiche consentono agli ospiti di godere del sole del Nord e della brezza dell’oceano.
www.mandalhotel.no

Hike with Pride! Fai escursionismo con orgoglio!

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Foto © Monica Langen

I berretti colorati creati dalla DNT, l’Associazione Norvegese di Trekking, rendono il flirting ancora più facile nelle montagne norvegesi. Indossando il berretto verde per i single o il nuovo berretto arcobaleno creato per il Pride (il “Pride beanie”), può scoccare la scintilla.

Il responsabile dell’Associazione Norvegese di Trekking Dag Terje Solvang, che è gay, condivide i suoi consigli sul flirting e sui migliori sentieri in Norvegia.

“Credo che l’outdoor sia l’ideale per flirtare”, dice Dag Terje. “Io definisco ‘sostenibile’ conoscere qualcuno che ti piace in montagna piuttosto che in un bar, e l’escursionismo si è dimostrato un gradito rimpiazzo delle solite app di dating. Hai anche migliori possibilità di incontrare qualcuno quando condividi lo stesso sano interesse.”

“Il Pride beanie ha reso l’escursionismo nella natura norvegese ancora più eccitante e, se vuoi stare fin dall’inizio insieme a persone a te affini, puoi scegliere di partecipare a tour di gruppo dedicati e indipendenti. Due dei più popolari sono “Fjellgruppen” – per uomini a cui piacciono gli uomini a cui piacciono le montagne – e Lesbian Turlag. Inoltre l’Associazione Trekking Norvegese organizza tour per tutti”, dice Dag Terje aggiungendo che “fare trekking e flirtare in montagna Norvegia è una moda in rapida crescita”.

Nell’agosto 2018 l’associazione ha organizzato un evento chiamato #helenorgedaterute, traducibile come “tutta la Norvegia si dà appuntamento all’aperto” e ha anche scritto alcune divertenti regole su come provarci con qualcuno mentre si fa hiking.

Leggi l’intera storia sul trovare l’amore camminando per le montagne norvegesi qui.

La Festa del racconto a Carpi dipana il “tempo”: un weekend con Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altri

La Festa del racconto a Carpi dipana il “tempo”: un weekend con Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altri
La Festa del racconto a Carpi dipana il "tempo": un 
weekend con  Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altriLa Festa del racconto entra nel vivo, e prosegue fino a domenica 2 giugno a Carpi, Campogalliano Novi di Modena e Soliera. L’evento, giunto alla sua XIV edizione, vuole “raccontare il tempo”, snodandosi tra memoria, storia, futuro. Lo fa coinvolgendo numerosi protagonisti, tra cui lo scrittore inglese Jonathan Coe, Stefano Massini, i giornalisti Ferruccio de Bortoli e Stefano Bartezzaghi, l’attore Kim Rossi Stuart – al debutto con un libro di racconti – e perfino il fisico Guido Tonelli e il climatologo Luca Mercalli. 50 eventi e oltre 70 ospiti in tre giorni, tutti gratuiti

Una festa da assaporare parola per parola, che pone l’accento su un tema specifico, il tempo, anche attraverso il racconto, genere letterario che oggi conosce un rinnovato interesse nel nostro Paese. Raccontare il tempo è il titolo della XIV edizione della Festa del racconto, fino a domenica 2 giugno a Carpi (MO) e nei vicini comuni di Campogalliano, Novi di Modena, Soliera.
Il tempo viene indagato nelle sue molteplici prospettive: memoria, intesa come ricordi individuali e collettivi, che diventano testimonianza e narrazione; storia, come chiave di interpretazione del presente e colonna portante di un futuro tutto da costruire.
Autori, artisti e giornalisti esplorano questi aspetti, in dialogo con il pubblico, attraverso la scrittura, la musica, l’arte, per approfondire tematiche che accompagnano la nostra quotidianità e ricordare che lo scorrere del tempo è l’essenza stessa della vita.

Il tema viene affrontato insieme ai grandi nomi italiani e internazionali della cultura, come Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo, Annalena Benini, Guido Tonelli, Luca Mercalli e molti altri, con un programma di oltre 50 eventi che vede occasioni di analisi e approfondimento critico, che si allarga verso l’ambito artistico e coinvolge le giovani generazioni con una serie di iniziative appositamente pensate per loro.

Gli approfondimenti con gli autori
Venerdì 31 maggio a Carpi Ezio Mauro affronta invece la Storia con S la maiuscola, ripercorrendo le grandi vicende del nostro paese con l’occhio critico del giornalista nel suo intervento “Storia d’Italia” (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
A seguire, Kim Rossi Stuart presenta Le guarigioni, una raccolta di cinque racconti su personaggi curiosi, burberi, inafferrabili e irrisolti, ma anche fragili, buffi e testardi (ore 21.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
È molto ricco il programma di sabato 1 giugno che vede, tra gli altri, uno dei padri del bosone di Higgs affrontare il mistero primo delle cose: il fisico del Cern Guido Tonelli ci conduce alle origini della vita stessa trasportandoci nel “Non-tempo da cui è nato tutto” (ore 10, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Ci salveremo? O il nostro Paese precipiterà in un nuovo Medioevo? Se lo chiede Ferruccio de Bortoli in un incontro dal titolo “Conquistare il futuro ricordando il passato”: il giornalista parla della deriva populista mettendo in luce anche le colpe e le ambiguità delle élite, della classe dirigente e dei media (ore 15, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Si continua con la nuova sfida di Marco Malvaldi, che in Vento in scatola prova a narrare il mondo dei detenuti con lo spirito della commedia all’italiana, usando il tono lieve che si riserva per le cose serissime, senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso e l’inventiva che lo contraddistinguono (ore 16.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Soliera ospita il “Diario d’amicizia”, un confronto tra Roberto Alperoli, Alberto Bertoni, Emilio Rentocchini: tre amici, tre poeti molto diversi. A unificare i loro testi è il grande tema della memoria. Ricordare non è un imperativo ma una necessità che rimanda al rapporto intimo e profondo con il tempo, con il passato e con un presente che di quel passato si nutre (ore 18, Soliera, polo culturale Habitat).
Il pomeriggio si chiude con un sorriso, perché la vita si affronta meglio con uno sguardo “leggero”. Chiara Moscardelli e Federico Baccomo, a partire dai protagonisti dei loro recenti romanzi, raccontano la serrata ricerca di strategie per essere felici, o almeno per sopravvivere (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Domenica 2 giugno la mattina a Carpi comincia con una riflessione sui tempi strani che stiamo vivendo guidata da Stefano Bartezzaghi, autore del saggio Banalità (ore 10.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Nel pomeriggio, Stefano Massini rende omaggio al protagonista della Festa, il racconto, con l’intervento “L’officina delle parole” (ore 16, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo); parte da qui un viaggio fra personaggi lontani nel tempo, epopee, incontri, esperienze umane, emozioni con una sola stella polare: la potenza sempre antica e sempre nuova del racconto.
Tra gli incontri carpigiani più attesi c’è quello con Jonathan Coe su “Paesaggi contemporanei – Raccontare la Brexit”; Coe è riuscito, come pochi altri scrittori contemporanei, a tracciare il ritratto di una nazione, l’Inghilterra, attraverso magistrali affreschi in cui si mescolano la politica, la società e il fattore umano, il lato comico e quello tragico della vita. Incalzato dalle domande di Federico Baccomo, l’autore britannico prova a guardare l’attuale momento storico sotto la lente rivelatoria della letteratura (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
La sera di domenica 2 giugno a Carpi c’è Luca Mercalli con una riflessione sul clima, per ricordare che “Non c’è più tempo” se vogliamo salvare il nostro pianeta, ma anche che esistono modi facili ed efficaci per mettere al riparo il nostro futuro: è venuto il tempo di porli in atto (ore 21, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Il festival si chiude, come da tradizione, a Novi di Modena: l’attore, regista e scrittore Paolo Ruffini lancia un messaggio di positività con l’incontro “La sindrome di UP. E’ tempo di essere felici” (ore 21 Novi di Modena, PAC Polo Artistico Culturale).

Incontri non-stop
Poiché il mattino ha l’oro in bocca, nelle giornate di sabato e domenica lettrici e lettori della Festa possono fare “colazione con i libri” in compagnia di letterati d’eccezione come Paolo Nori o Loredana Lipperini, per scoprire e riscoprire i grandi classici del racconto negli incontri condotti dalla blogger e instagrammer Petunia Ollister.  Gli appuntamenti delle “Istantanee” sono invece momenti dedicati ai libri che procedono per “flash”: una straordinaria storia del tennis con le Vite brevi di tennisti eminenti di Matteo Codignola, e la personalissima Grande Russia Portatile di Paolo Nori.
Dopo il grande successo delle edizioni passate ritornano anche “I dialoghi del cortile”, luogo di confronto tra autori di narrativa italiana stimolati da un moderatore a riflettere sulle loro rispettive opere; partecipano autori e autrici del calibro di Simona Vinci, Beatrice Masini, Nadia Terranova, Loredana Lipperini, Annalena Benini, Giuseppe Culicchia, Margherita Oggero e Giampaolo Simi.

Eventi e spettacoli
Venerdì 31 maggio a Carpi dai ricordi si passa alla storia, quella musicale: in occasione dei 50 anni dal concerto di Woodstock, Gino Castaldo e il Wire Trio di Enzo Pietropaoli propongono la conferenza concerto “Woodstock Revolution!”, un’originale rilettura contemporanea di un evento epocale e irripetibile, che nell’agosto 1969 ha rappresentato l’apice della cultura hippie (ore 21, Carpi, Teatro Comunale).
La giornata di sabato 1 giugno a Carpi si chiude a teatro con un reading a due voci: la giornalista Annalena Benini e lo scrittore Francesco Piccolo raccontano la forza, la caduta, le lettere d’amore e l’eterna, profonda e comica differenza fra uomini e donne (ore 21, Carpi, Teatro Comunale).
A 20 anni dalla morte del più importante cantautore italiano anche Carpi tributa il suo omaggio all’artista genovese: sabato 1 giugno, in seconda serata, la band Flexus e ospiti cantano De Andrè in un concerto dedicato (ore 22.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).

Infoline: per ulteriori informazioni visitare il sito www.festivaldelracconto.it la pagina facebook e il profilo Instagram “Festa del racconto”
La Festa del racconto viene realizzata grazie al contributo di Fondazione CR Carpi e organizzata dalla Biblioteca Multimediale “A.Loria” in collaborazione con la Fondazione Campori, gli istituti culturali e gli assessorati alla Cultura dei Comuni di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera.

Un nuovo rapporto di Sony racconta l’impatto esercitato nel corso dei decenni dalla TV sul soggiorno di casa

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I

l report “L’evoluzione del soggiorno di casa” di Sony rivela quanto il numero dei pollici conti nella scelta del televisore e spiega l’impatto dei servizi in streaming sul nostro modo di guardare la TV

Secondo il report “L’evoluzione del soggiorno di casa”, pubblicato insieme a un sondaggio condotto su 6.000 consumatori europei e a una serie di considerazioni elaborate da alcuni esperti del settore, i cambiamenti dell’arredamento e del comportamento delle famiglie e l’avanzata dei contenuti in streaming non hanno impedito al televisore di continuare a essere l’elemento centrale del soggiorno.

Il report, che si è avvalso della collaborazione di un gruppo di esperti, tra cui gli interior designer italiani Stefano Mich e Alessandro de Pompeis,la Director del Geffrye Museum of the Home Sonia Solicari e la psicologa Emma Kenny, racconta l’evoluzione del soggiorno in funzione degli stili di vita moderni e del ruolo sempre centrale svolto dal televisore, anch’esso cambiato di pari passo con il soggiorno di casa.

Lo studio evidenzia come i televisori di oggi completino l’area living delle nostre case, ad esempio il modello XG95 di Sony, che offre un’esperienza di home cinema perfettamente aderente alle aspettative dei consumatori, e indaga sul fenomeno moderno dei servizi di streaming e dei contenuti on-demand, oltre che sulla disponibilità di schermi sempre più grandi.

Incentrato su diverse tematiche, quali l’avvento dello streaming nel soggiorno di casa e il continuo aumento delle dimensioni dei TV a dispetto della massiccia diffusione di dispositivi portatili più piccoli, il report offre un esame approfondito di come la tecnologia e la società abbiano plasmato lo sviluppo del soggiorno.

L’evoluzione del soggiorno di casa, dall’arredamento all’interazione familiare

Dal lancio del primo TV di Sony nel 1960 e con il crescere della sua popolarità, questo elettrodomestico è diventato un elemento centrale e imprescindibile del soggiorno. Nel caso specifico dell’Italia, un terzo (33%) ritiene addirittura che il televisore sia l’oggetto più importante della stanza, secondo soltanto al divano da cui viene guardato. Una tendenza che non mostra segni di rallentamento: il 64% delle persone europee intervistate ha dichiarato, infatti, di guardare la televisione tanto quanto dieci anni fa, se non di più.

A differenza di sessanta anni fa, quando le famiglie si stringevano attorno a schermi da 8”, oggi i soggiorni si sono trasformati in sale cinematografiche grazie a televisori che arrivano a 75”, come il TV XG95 di Sony.

Dalla fruizione di serie e film in streaming, modalità flessibile e senza stress, alla visione categoricamente “live” degli eventi sportivi

Nonostante la TV venga guardata con la frequenza più alta di sempre, con un tempo di visione media a persona di oltre 15 ore a settimana, la fascia della “prima serata” è destinata a scomparire in quanto solo il 6% delle persone guarda con regolarità un programma in diretta televisiva, preferendo invece lo streaming o la catch-up TV.

Il report ha inoltre rilevato che gli spettatori ora preferiscono i contenuti in streaming alla TV “programmata”. Le motivazioni addotte includono la flessibilità offerta dallo streaming, rispetto alle limitazioni imposte dalla programmazione in diretta (50%), nel caso specifico dell’Italia il 43%, la possibilità di trovare tempo per la visione dei programmi nonostante orari di lavoro più lunghi (32%) e di guardarli insieme ad amici e/o partner (31%).

L’esperta in psicologia e commentatrice televisiva britannica Emma Kenny commenta così i risultati: “La televisione non è semplicemente un mezzo che permette di usufruire di una serie di contenuti. Rappresenta numerose e diverse variabili e raggiunge gli individui in modi assolutamente unici.

Nonostante la società sia cambiata notevolmente dall’introduzione del primo televisore a oggi, molti dei nostri comportamenti sociali sono rimasti invariati. Siamo sempre degli esseri “sociali” che danno valore al tempo trascorso in famiglia e, considerata la vena nostalgica legata al “momento della TV” presente in tutta Europa, non mi sorprende che le famiglie continuino a guardare la TV insieme, come un’esperienza condivisa.

L’importanza dei pollici

Nonostante l’aumento della popolarità di dispositivi portatili, i televisori sembrano andare in controtendenza, con dimensioni sempre più importanti,

Secondo la ricerca condotta da Sony in Europa* nell’ambito del report “L’evoluzione del soggiorno di casa”, nel caso specifico dell’Italia quasi un quarto degli intervistati (il 24%) vorrebbe avere un dispositivo tra i 49 e i 55 pollici e, sempre nel nostro paese, il 29% vorrebbe un TV superiore ai 55 pollici.

Quasi la metà (48%) delle persone vorrebbe un TV più grande di quello che ha, ma sono soprattutto gli uomini ad avere questo desiderio (il 10% in più rispetto alle donne).

In realtà, possedere un televisore di grandi dimensioni è un bisogno rilevante, dal momento che una persona su dieci afferma di considerarlo tra i principali status symbol. più di smartphone e tablet (7%), abiti firmati (7%) o orologi costosi (6%). Dato che cresce al 13% – rispetto al 10% del campione europeo – nel caso specifico dell’Italia, dove si conta il maggior numero di persone che desiderano un TV migliore, con il 57% degli intervistati che vorrebbe un TV più grande.

Aggiunge Emma Kenny: ‘Che ci piaccia o no, associamo il possesso di oggetti che “si notano” a un segno di successo. Il mercato dei TV di grandi dimensioni è cresciuto, e questo lo ha reso un ambiente competitivo. Se vuoi sembrare una persona affermata con una casa moderna, gli status symbol sono importanti. Il sistema di valori per cui “più grande è, meglio è” trova nel mondo dei televisori la sua espressione più evidente.

Il salotto di casa si è trasformato in un cinema domestico, facendo sì che l’esperienza visiva sia oggi la migliore possibile. Molte persone non possono permettersi un abbonamento allo stadio per seguire la propria squadra del cuore, ma possono sentirsi come se fossero sugli spalti guardando la partita su uno schermo grande e di qualità.

Secondo Takayuki Miyama, Head of TV Product Planning and Marketing di Sony per l’Europa, “Questo report offre uno sguardo illuminante e nostalgico su come il soggiorno di casa è cambiato nel corso degli anni. La televisione ha svolto un ruolo enorme in questa evoluzione, e i televisori Sony si sono sempre dimostrati all’avanguardia dell’innovazione. Il lancio del modello XG95 rappresenta un traguardo fondamentale.

“Siamo consapevoli del ruolo centrale del TV tra le mura domestiche, per cui abbiamo voluto elaborare un dispositivo all’insegna della versatilità con sistema X-Wide Angle† integrato, per consentire ai telespettatori di sedersi in qualsiasi punto della stanza e godere di una qualità dell’immagine ottimale. Inoltre, la modalità calibrata per Netflix garantisce la massima aderenza ai contenuti così come originariamente pensati dal regista sul set, mentre la tecnologia X-Motion Clarity assicura i massimi livelli di fluidità nella visione dei programmi sportivi, insieme all’impeccabile emissione sonora del sistema Acoustic Multi-Audio. Qualora tutto questo non fosse abbastanza, abbiamo creato una gamma completa di TV di diverse dimensioni, adatti a qualsiasi casa.”

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Note per la stampa

Sony XG95

Già disponibile, il modello XG95 è un TV LED Full-Array che offre immagini di qualità cinematografica tra le pareti domestiche.

Grazie al potente processore d’immagine X1™ Ultimate, XG95 garantisce un’esperienza di visione 4K HDR eccezionale, con livelli di dettaglio e nitidezza senza paragoni. La rimasterizzazione HDR “object-based” garantisce una migliore profondità, texture più accurate e, in ultima analisi, immagini più realistiche.

Il sistema X-Wide Angle† di XG95 è sinonimo di immagini di qualità impeccabile indipendentemente dall’angolo di osservazione e offre una qualità d’immagine migliorata, superiore alle normali capacità di un TV LCD, grazie all’esclusivo schema ottico di Sony e alla tecnologia X-Motion Clarity™, garanzia di una fluidità leader di settore per la visione dei programmi sportivi.

E per un’esperienza di intrattenimento ancora più coinvolgente, la serie XG95 vanta il sistema Sound-from-Picture Reality™ con innovativa tecnologia Acoustic Multi-Audio™ di Sony.

I TV delle serie XG95 sono dotati di modalità calibrata per Netflix, IMAX Enhanced**, Dolby Vision™ e Dolby Atmos™** per un’esperienza visiva il più possibile vicina alle intenzioni dei filmmaker.

Per una casa e un televisore ancora più smart, il modello XG95 è dotato di Google Assistant integrato***, nonché di microfono interno per il controllo vocale “hands-free”. In più, un’interfaccia utente di nuova concezione consente di accedere in modo fluido e semplice alle app preferite e alle impostazioni.

Il report

Il report utilizza i dati provenienti dalla società di ricerca di mercato One Poll che ha condotto il sondaggio e la ricerca dei dati in tutta Europa. Le statistiche riportate all’interno del documento fanno riferimento a 6.500 partecipanti intervistati in Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio.

* Ricerca su 6.000 consumatori europei condotta da One Poll nell’aprile del 2019. Distribuzione dei partecipanti:

1.000 Regno Unito

1.000 Francia

1.000 Italia

1.000 Germania

1.000 Paesi Bassi

1.000 Belgio

** Disponibile tramite futuro aggiornamento software

*** La disponibilità varia a seconda della regione

† Disponibile nei modelli da 75” e 85”

‘If Walls Could Talk’ bbc.co.uk

‘The Story of our Rooms’ bbc.co.uk

‘The Story of our Rooms’ bbc.co.uk