Ennesimo riconoscimento Unesco per la Repubblica Ceca. Dopo la Blaudruck (stampa blu), anche le tipiche perline di vetro soffiato della Boemia sono ufficialmente Bene Immateriale dell’Umanità

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Alle minuscole, fragili e luccicanti sfere soffiate nel vetro e lavorate rigorosamente a mano esclusivamente nel piccolo Comune di Ponikla (e in nessun altro luogo al mondo), lo scorso dicembre è finalmente arrivato il prestigioso fregio. Non più “solo” decorazioni uniche, ma testimoni di una cultura e una tradizione assolutamente da difendere.
In quel lembo di estrema Boemia che confina con la Polonia, ai piedi dei Monti dei Giganti, luccica uno dei più bei ma forse meno conosciuti vanti dell’artigianato ceco. Fin da inizio del XX secolo, nella cittadina di Ponikla un’unica, storica azienda –la Rautis- produce ancora con gli stessi gesti e con gli stessi segreti preziose micro-palline di vetro soffiato, poi infilate in collane, assemblate in spille e orecchini, esaltate in raffinate decorazioni per la tavola, per la casa, per abiti e per costumi teatrali.
Il cristallo di Boemia è noto in tutto il mondo, se ne conoscono la storia, i prodotti tradizionali e le nuove interpretazioni di design, ma questa piccola meraviglia di nicchia nell’antica arte vetraia ceca è nota ancora a pochi. A farla conoscere e sicuramente a preservarla dall’estinzione contribuirà certamente il riconoscimento da parte dell’Unesco, ottenuto a dicembre 2020, che l’ha inserita nella prestigiosa Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Quest’arte, fragile in tutti i sensi, oggi come oggi praticata soltanto qui, si sviluppa all’inizio del 1900 nel villaggio di Ponikla, in un’area fin lì dedita quasi esclusivamente alla tessitura. I fondatori della Rautis, azienda a gestione familiare, seppero intravvedere nella bigiotteria un filone ben più redditizio e arrivarono in breve a impiegare ben 400 famiglie del territorio, ognuna delle quali era in grado di produrre a mano fino a 3.500 perline al giorno. Già allora le piccole sfere luccicanti venivano declinate in più forme, colori e lavorazioni, ma a partire da metà del XX secolo la produzione si concentrò sulle decorazioni natalizie: catene, stelle, fiocchi di neve, angioletti e altre figurine, animaletti colorati per abbellire l’albero e non solo. Oggi il laboratorio Rautis –unico al mondo in questa specifica attività- riesce, senza tradire con le macchine la tradizionale produzione manuale, a realizzare una sfavillante offerta di circa 150 mila pezzi l’anno, sulla base di 20 mila modelli diversi.
Se la maestria tramandata nei secoli da soffiatori, tagliatori, decoratori e infilatori è la grande forza di Rautis, infatti, il suo tesoro inestimabile sono proprio i modelli. Accanto a quelli nuovi creati in risposta alle nuove tendenze, l’azienda gelosamente conserva (e utilizza) ancora gli “stampi” originali, ispirati per lo più a oggetti di uso quotidiano, mezzi di trasporto e animali.
Come nasce la magia eterna delle perline di Ponikla? Oggi come un tempo, il mastro perlaio soffia il vetro, dà forma a brevi file di perline (tonde, oblunghe, quadrate, rettangolari, lisce o sfaccettate) grazie allo stampo, quindi le raffredda nell’acqua e, mentre la materia prima è ancora duttile, le uniforma massaggiandole con le mani. Una volta che gli stecchi di perline sono freddi, passano alla tintura (oro, argento e infinite altre sfumature), alla pittura, alla smaltatura ed eventualmente a un tocco di polveri colorate. Si procede quindi a tagliarli per “liberare” i singoli pezzi, che vengono poi molati per essere infine infilati o assemblati nel prodotto finale, senza eguali. Fatto a mano e fatto in casa, perché fin dagli albori di Rautis, la catena produttiva anticipava di secoli lo smart-working: la ditta forniva la materia prima agli artigiani, che la lavoravano al proprio domicilio, quindi ritirava il prodotto semifinito e lo completava nei propri laboratori. E così continua a fare.
Una procedura meticolosa, la cui straordinarietà e poesia è difficile descrivere a parole. Ecco perché la Rautis (www.rautis.cz, anche in inglese) organizza visite guidate alla manifattura e programma anche laboratori creativi per i visitatori (che possono anche acquistare –nello shop ma anche online- kit di perline con cui cimentarsi a casa).
Non si sa con certezza come e perché quest’arte si sia sviluppata proprio in questo luogo, ma la leggenda vuole che l’illuminato Signore dei Monti dei Giganti –obbediente alla massima “per sfamare un uomo, non dargli un pesce ma insegnagli a pescare”- abbia indicato a un povero mendicante la via per inventarsi un nuovo mestiere. Una vera perla –anzi, milioni di perline- di saggezza, che hanno fatto la fortuna e l’orgoglio di Ponikla e della sua gente.

Museo del Sax: online le visite virtuali alla collezione

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Se dallo scorso 30 ottobre il Museo del Saxofono ha dovuto rispettare le normative anti-Covid ed è stato costretto a chiudere le porte, da oggi ha deciso di aprire le sue finestre virtuali al pubblico dando a tutti la possibilità di conoscere da vicino le caratteristiche peculiari delle centinaia di oggetti, strumenti e foto da collezione. Un’opera di divulgazione che si è riuscita a concretizzare grazie al contributo economico della Regione Lazio – L.R. n.24/2019, Piano 2020 e che, già disponibile online sul sito ufficiale del Museo (https://www.museodelsaxofono.com), permetterà a tutti gli utenti di compiere visite virtuali approfondite, con implementazioni in alcuni casi di sezioni fotografiche e video, per esplorare da vicino la storie, i contesti, le tipologie e l’uso di questo strumento popolare brevettato dal suo inventore, Adolphe Sax, nel lontano 1846.

Le visite saranno aggiornate prossimamente anche con ulteriori pillole video di edutainment che mirano a coinvolgere interattivamente ogni generazione di utenti, in particolar modo i piccoli esploratori…
Tre le sezioni visitabili al momento ci sono numerose schede con dati tecnici, storici e filmati, suddivise in tre aree: strumenti musicali, fotografie vintage e giocattoli musicali d’epoca.

Il progetto, realizzato dallo studio 4DRG di Fiumicino, permetterà cosi una visione ravvicinata a certe rarità offrendo anche nuovi “spunti di vista” ad una comunità non solo di musicisti e appassionati, ma di ogni genere, presente virtualmente anche fuori dai confini nazionali.

Museo del Saxofono

via dei Molini snc (angolo via Reggiani)

00054 – Maccarese, Fiumicino (RM)

Hotel Mariënhage sorto nell’ex monastero agostiniano Premiato come il miglior edificio del 2020

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Ogni anno l’Ordine degli architetti olandesi assegna i premi per i migliori edifici del paese. Quest’anno il premio è andato al progetto Domusdela-Marienhagen, degli architetti olandesi Diederendirrix Architects.
Il complesso di Domusdela è un ex monastero agostiniano situato nel pieno centro di Eindhoven risalente al 1420 dove, fino al 2004, hanno vissuto quattordici monaci agostiniani. Oggi comprende due spazi confinanti, la Domusdela, collocato in quella che era la chiesa Paterskerk e la cappella agostiniana, ora uno spazio adibito a conferenze, matrimoni e altri eventi e il nuovo Boutique Hotel Mariënhage, situato nell’ex scuola agostiniana. In totale il complesso è composto da cinque edifici classificati come monumento nazionale, trasformati in uno spazio unitario e contemporaneo.
Gli edifici esistenti sono stati connessi in maniera fluida e funzionale, sono stati creati nuovi volumi e il risultato finale è un ardito mix di vuoti/pieni, ma anche di passato/presente.
Dormire in un ex monastero
All’ingresso del nuovo Boutique Hotel, saltano subito all’occhio le installazioni di light art realizzate dal rinomato duo di designer olandesi Studio Drift. Le camere sono caratterizzate da 5 stili diversi e arricchite di oggetti di design, nel pieno rispetto del passato religioso dell’edificio che conserva al suo interno un muro risalente al 1628 oltre all’altare centrale della chiesa, collocato in un luogo molto visibile dell’albergo. I colori delle pareti e delle porte sono stati scelti seguendo i colori originali del monastero e le stanze hanno mantenuto i 4 metri di altezza dei soffitti.
Le illustrazioni e gli oggetti presenti nelle stanze rappresentano il paradiso e allo stesso tempo Eindhoven, la “città della luce”.
L’ampio cortile, il Giardino dell’Eden, la Brasserie Rita e il ristorante De Refter, che presto aprirà sotto la direzione dello chef stellato Michelin Van Groeninge, sono aperti a tutti, così che anche gli abitanti del luogo possono godere del fascino del passato, in una città dove pochi edifici storici si sono conservati.
Alcune strutture come l’area termale e l’area fitness apriranno invece a metà del 2021.
La nuova costruzione bianca chiara e trasparente in vetro e alluminio, contrasta enfaticamente con il mattone scuro degli antichi edifici. Progettata in modo tale che la vista dal nuovo edificio sulla parte storica sia sempre incorniciata da finestre; si guarda al passato attraverso le cornici del presente.
La sfida più importante di Domusdela e dell’Hotel Mariënhage è stata quella di aprire un complesso rimasto rigorosamente chiuso per secoli e inserirlo nel tessuto urbano della città di Eindhoven.
L’albergo fa parte di LBG Hotels, un gruppo di hotel creativi presente a Maastricht, Amsterdam e ora anche a Eindhoven.
Hotel Mariënhage
Kanaalstraat 4
5611 CT Eindhoven
+31 40 311 14 44
info@marienhage.com

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Sette nuovi progetti urbanistici per migliorare la vita dei residenti e degli ospiti di Rotterdam

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Il Comune di Rotterdam continua la sua incredibile metamorfosi da capitale olandese dell’auto a capitale verde investendo in sette progetti emblematici: corridoi e intersezioni che trasformeranno lo spazio auto in spazio verde.
La resistenza che Rotterdam ha dimostrato dopo l’ultimo conflitto bellico è ormai patrimonio integrante della seconda città dell’Olanda. Resistenza alle avversità, capacità di trasformare problemi in opportunità: queste le fondamenta del più recente progetto urbanistico, appena annunciato. Con lo slogan “Rotterdam, sterker door” (“Rotterdam, avanti più forte”) la città ha deliberato un piano di investimenti pari a 233 milioni di euro, che verranno investiti in sette diversi progetti urbanistici, che modificheranno una volta di più lo skyline della metropoli più innovativa e dinamica dei Paesi Bassi.
“In questo periodo di pandemia vogliamo aiutare Rotterdam a rimettersi in piedi. Lo facciamo guardando al futuro e salvaguardando l’ambiente e le persone che lo abitano” recita una fonte della Municipalità “Dobbiamo ridurre lo stress da calore, assorbire l’acqua piovana e costruire case in luoghi dove finora non è stato possibile a causa del rumore o dell’inquinamento atmosferico. Ma anche creare più spazio per le abitazioni (tra le altre cose, provvederemmo che i senzatetto dispongano di alloggi a prova di coronavirus) e migliorare/estendere/promuovere spazi all’aperto, per la ricreazione e il benessere.
Citiamo uno dei sette progetti, a titolo di esempio: la superficie superiore di un viadotto ferroviario, de Hofbogen, sarà trasformato in una passerella lunga 2 chilometri (il tetto verde più lungo del Paese), che permetterà di godere di una vista del tutto originale e di proporre un percorso dedicato solo ai pedoni, inframezzato da una via d’acqua che ricicla i fondi reflui e testimonia ancora una volta la sensibilità di Rotterdam al cambiamento climatico.

Il festivalfilosofia è anche podcast: le lezioni su Spotify, iTunes e Google

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Oltre 400 lezioni magistrali delle ultime edizioni del festival sono ora disponibili sulle tre piattaforme, per un ascolto anche da smartphone

Un festival sempre più multimediale, da oggi anche in podcast. 446 lezioni magistrali – tutte quelle delle ultime otto edizioni del festivalfilosofia – sono ora disponibili su Spotify, iTunes e Google PodcastFestivalfilosofia | Lezioni magistrali è il nome del podcast dedicato, per un  facile ascolto anche in mobilità da smartphone.
Gli “episodi” di questo podcast sono proprio le singole lezioni dei protagonisti del festival che indagano la parola chiave di ogni edizione, consultabili dalla più recente alla più datata: da macchine (2020), a persona (2019), da verità (2018), ad arti (2017), da agonismo (2016) a ereditare (2015), fino a gloria (2014) e amare (2013) ovvero tutti i temi che il festival ha selezionato negli ultimi anni come questioni focali della discussione filosofica e dell’esperienza contemporanea.
Gli utenti possono poi organizzare le lezioni in playlist personali, suddivise per autori o temi, e condividerle con la loro community.

Per chi preferisce il formato video, sul sito www.festivalfilosofia.it è presente un archivio permanente con 639 lezioni di oltre un decennio di festival, tanto in italiano quanto in lingua originale. Ad esso è collegato il relativo canale Youtube che, ad un anno dal lancio dell’archivio, ha raggiunto 13.500 iscritti, totalizzato 1.500.000 visualizzazioni e oltre 360.000 ore di riproduzione.

La storia della guerra nella regione del Mare di Wadden

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Visitando la zona del mare di Waddenzee, all’estremo nord dell’Olanda, le tracce di battaglie e guerre sono visibili ovunque. Qui sono infatti state costruite opere di difesa e combattute diverse battaglie. I Wadden si trovano in una posizione strategica già nota ai romani e ai vichinghi. Come Napoleone, i tedeschi erano molto interessati alla posizione strategica della regione del Waddenzee, così costruirono bunker in tutta la zona. Bunker che facevano parte dell’”Atlantikwall”, una linea di difesa lunga oltre 5000 chilometri, edificata tra il 1942 e il 1945 per prevenire un’invasione alleata via mare. Contrariamente a quanto suggerisce il nome, non si tratta di un muro, ma di una linea composta da singoli punti di appoggio: i bunker, appunto. Molti di questi hanno superato decenni di intemperie e di abbandono, e oggi sono diventati luoghi di interesse. Una visita al complesso di bunker sull’isola di Terschelling offre uno sguardo molto interessante sulle battaglie combattute nelle isole Wadden e sul modo in cui l’esercito tedesco ha scavato questi dispositivi di difesa. Per sapare cosa ha significato la Seconda Guerra Mondiale per i Wadden è opportunbo visitare l’”Atlantikwall Centrum” di Huisduinen, vicino a Den Helder. In questo ex edificio amministrativo, che nella seconda guerra mondiale serviva come officina di artiglieria, le storie di guerra vengono raccontate da diverse prospettive: sia gli abitanti di Den Helder che i soldati tedeschi raccontano quello che hanno vissuto sulla propria pelle.

https://hollandnationalparks.com/it/cosa-fare/esplora-la-storia-della-guerra-nella-regione-del-mare-di-wadden

Una Galleria d’Onore dedicata alla Fotografia Olandese 100 opere iconiche in una mostra permanente

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Il 21 gennaio 2021 il Nederlands Fotomuseum di Rotterdam aprirà la Galleria d’Onore della Fotografia Olandese, dove saranno esposte 100 fotografie. Tutte le immagini hanno un alto valore iconico per il loro significato sociale e artistico, e insieme raccontano la storia della fotografia in Olanda, dai suoi inizi ai giorni nostri (1841-2021): i momenti salienti, le innovazioni e i grandi passi compiuti dai fotografi, dall’invenzione della fotografia agli sviluppi del 21° secolo. Una sala di 2.000 metri quadri è stata aggiunta al museo appositamente per la Galleria d’Onore. Ogni fotografia è corredata di informazioni sulle sue origini, sul motivo del suo inserimento e su ciò che rende l’immagine così straordinaria. Le fotografie e i fotografi che hanno ottenuto un posto nella Galleria d’Onore della Fotografia Olandese saranno annunciati in occasione dell’inaugurazione nel gennaio 2021.
“La Gallery of Honour of Dutch Photography è un’ode alla fotografia nei Paesi Bassi e ai molti fotografi che, grazie alla loro visione innovativa, hanno reso questo mezzo di comunicazione quello che è oggi. Dalle sue lontane origini, l’arte della fotografia ha subìto uno sviluppo radicale sia nella tecnologia che nella funzione sociale. Le fotografie qui raccontano molte storie, mostrando allo stesso tempo come ci siano prospettive diverse. Sono certo che il pubblico amerà queste immagini iconiche. Questa mostra conferma l’importanza del Nederlands Fotomuseum come museo nazionale di richiamo internazionale, saldamente ancorato a Rotterdam”.
Le fotografie della Galleria d’Onore provengono da diverse collezioni: in primo luogo, dalla ricca collezione del Nederlands Fotomuseum stesso, ma ci sono anche importanti prestiti del Rijksmuseum, del Museum Boijmans van Beuningen, dell’Amsterdam Museum, dell’Amsterdam City Archives e delle collezioni private degli stessi fotografi o dei loro discendenti. La galleria inizia con i primi esempi di immagini fotografiche, i cosiddetti dagherrotipi, e prosegue con il lavoro di decine di fotografi che hanno spinto i confini della fotografia, passando dal bianco e nero al colore, fino all’era digitale.
100 opere (99 + 1)
La Galleria d’Onore è composta da 100 opere iconiche, che comprendono una cornice vuota. Quello spazio vuoto simboleggia la fotografia che – consciamente o inconsciamente – è stata scartata o trascurata o sconosciuta o non (ancora) apprezzata. Il pubblico è quindi invitato a suggerire la “fotografia sconosciuta”: una discussione che la Gallery of Honour accoglie con favore. Sulla base della ‘fotografia sconosciuta’, il Nederlands Fotomuseum sta anche sviluppando un programma con conferenze e dibattiti sui ‘punti in sospeso’ della storia della fotografia, con nuove prospettive e opinioni a confronto tra loro.
Particolare attenzione è stata dedicata alle fotografie che hanno svolto – e svolgono – un ruolo significativo nello sviluppo della fotografia olandese. Al comitato è stato inoltre chiesto di elaborare una panoramica che fosse accessibile a un vasto pubblico, ma anche sorprendente per gli appassionati e che fosse distribuita cronologicamente nel modo più uniforme possibile. Il comitato si è riunito cinque volte nell’arco di diversi mesi per selezionare 100 immagini iconiche tra molte migliaia di fotografie.
Criteri di selezione
La selezione delle fotografie della Galleria d’Onore è stata effettuata da un comitato composto da cinque membri: Frits Gierstberg, curatore del Nederlands Fotomuseum; Khalid Amakran, fotografo; Mattie Boom, curatore della fotografia del Rijksmuseum; Loes van Harrevelt, curatore del Nederlands Fotomuseum Collections e Kevin Osepa, fotografo: ovvero i massimi esperti nel campo della fotografia olandese e due fotografi distintisi per visione e proiezione verso il futuro. I criteri di selezione del comitato si basano sulla rilevanza artistica e sociale, sull’innovazione e sulla diversità di prospettiva di ogni opera.
Netherlands Fotomuseum
Aperto da martedì a sabato dalle 11.00 alle 17.00
Wilhelminakade 332, 3072 AR Rotterdam,
www.nederlandsfotomuseum.nl/en/

“È tempo di Natale”: un saluto di Natale dalla Norvegia

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Entra nello spirito natalizio con questo video di Michael Bolton e Matoma alle Lofoten

L’artista norvegese Matoma e Michael Bolton hanno scelto le Lofoten come location per il video della loro canzone natalizia “It’s Christmas time”. Molti norvegesi hanno già vissuto la speciale atmosfera natalizia delle Lofoten e ora tocca a Michael Bolton e Matoma.

Nel video ufficiale potete vedere i due artisti cantare e suonare sul monte Justatinden alle Lofoten, con le bellissime montagne e fiordi sullo sfondo.

La storia dietro le riprese

Come sono saliti sulla montagna il piano, Bolton e Matoma? È una storia che contiene elicotteri, schermi verdi, studi a LA e studi alle Lofoten.

Prima di tutto, chi c’era effettivamente sulla montagna?

“Matoma e il pianoforte erano a Justadtinden con una troupe cinematografica guidata da noi e supportata dal Collettivo cinematografico delle Lofoten”, racconta Martin Litwicki di Scream Media.

Come hai alzato il piano?

“L’abbiamo volata con un elicottero. Abbiamo contattato Destination Lofoten e dopo esserci consultati con loro e il comune abbiamo scelto questa spettacolare montagna”.

Nel video, Michael Bolton si vede anche sulla cima della montagna. Com’è andata?

“Michael Bolton non ha potuto venire alle Lofoten a causa delle attuali restrizioni di viaggio, ma con l’aiuto del green screen e degli studi di Lofoten e LA abbiamo ottenuto questo fantastico risultato”.

Come hai vissuto le Lofoten?

“Le Lofoten sono fantastiche e l’idea per questo video è nata 2 anni fa. Stavamo aspettando il progetto giusto. Le Lofoten sono una destinazione da sogno e non c’è altro posto dove avrei portato Matoma e Michael Bolton”, dice Martin.

Koselig! Tradizioni natalizie norvegesi

Il Natale in Norvegia è tutto incentrato sul kos . Kos è il tipo di felicità istantanea che ottieni quando ti senti al sicuro, al caldo e bene insieme. Kos è un tipico lusso norvegese di semplicità, dove le piccole gioie ti fanno sentire benissimo. E il kos è una sensazione tipica durante le vacanze. Koselig è uno degli aggettivi più usati dai norvegesi, anche durante le vacanze.

Il Natale in Norvegia è solitamente una vera festa di luci, preparazioni e tradizioni che durano un’intera stagione. La neve bianca e le decorazioni si aggiungono alla magia, anche in questo particolare anno.

In Norvegia, i festeggiamenti e i preparativi per le festività natalizie iniziano presto, di solito l’ultimo fine settimana di novembre, con la cottura dei biscotti natalizi, almeno sette tipi diversi. Poi la prima domenica di Avvento si accendono gli alberi di Natale nelle città, paesi e villaggi. Da fine novembre a dicembre di solito è anche la stagione dei mercatini di Natale dove i contadini vendono i loro prodotti locali, gli artisti vendono i loro prodotti artigianali, e puoi anche acquistare le tipiche caramelle norvegesi, torte e altri cibi, anche provare il primo “gløgg” dell’anno. Gløgg è la variante norvegese del vin brulè con mandorle, uvetta e cannella.

“Jul”, che è la parola norvegese per Natale, in realtà precede il cristianesimo, e anche se non sappiamo molto su come celebravano i vecchi pagani, sappiamo che erano soliti sacrificare animali e bere birra. La vigilia di Natale (24 dicembre) la maggior parte dei norvegesi si riunisce per il tradizionale pasto “Julaften” e per l’apertura dei regali di Natale e si spera che “Julenissen” (Babbo Natale) faccia una visita.

Cibo natalizio

I norvegesi prendono sul serio il loro cibo natalizio e si limitano a pochi piatti comuni.

Ribbe : pancetta di maiale arrosto, solitamente servita con crauti e patate lesse, salsiccia di Natale, polpette e salsa.

Pinnekjøtt : costolette di agnello salate, essiccate e talvolta affumicate, servite con patate lesse, cavoletti di Bruxelles e purea di rutabaga.

Lutefisk : Stoccafisso che è stato adagiato in acqua e liscivia (un modo per conservare il pesce ai vecchi tempi), poi cotto al forno.

Merluzzo: in alcune parti della Norvegia è anche tradizione servire il merluzzo cotto insieme a salsa al burro, carote e patate.

Riskrem : Per dessert è molto comune servire il porridge di riso con crema fredda. Nel porridge è nascosta una mandorla, e la persona che la prende, riceve un maiale di marzapane.

Aquavi t: Insieme con vino e birra, molti norvegesi servono anche acquavite – uno spirito basato patate aromatizzato con erbe come semi di cumino, anice, aneto, finocchio e coriandolo.

Altre tradizioni

Fjøsnissen
A differenza del più comune “nisse” (Babbo Natale), fjøsnissen – l’elfo del granaio è un personaggio più malizioso e leggermente sinistro che era importante quando la Norvegia era ancora una comunità agricola. Se trattato bene, avrebbe contribuito a garantire che la fattoria prosperasse, se infelice avrebbe potuto esercitare le forme più brutali di vendetta, come colpire il bestiame morto. Questo è il motivo per cui ogni Natale gli agricoltori portavano il porridge di riso e la birra fatta in casa nella stalla, una tradizione che continua nelle fattorie norvegesi fino ad oggi.

Chiesa
Anche se la Norvegia è un paese relativamente laico, è tradizione per i norvegesi andare in chiesa nel pomeriggio della vigilia di Natale, prima della cena e dei regali. Molti lo fanno per entrare nella giusta atmosfera natalizia e per ricordare perché si celebra la festa.

God jul! Buone vacanze!

La Norvegia è il posto giusto per vivere la magica aurora boreale e il sole di mezzanotte sopra il Circolo Polare Artico; visitare i fiordi famosi in tutto il mondo circondati da montagne e ghiacciai spettacolari; e in mezzo a uno scenario mozzafiato, goditi il ​​cibo e la cultura gourmet nelle città di Oslo, Trondheim, Stavanger, Bergen e Tromsø.

Per i migliori consigli sulla Norvegia, fare clic su www.visitnorway.com

21 sorprese della Danimarca per il 2021

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Anche se quest’anno molti progetti sono stati rimandati, la Danimarca ha continuato a lavorare per offrire nuove, incredibili attrazioni e ospitare importanti eventi sportivi nel corso del prossimo anno. Ecco allora 21 motivi per cui visitare la Danimarca nel 2021.

Le nuove attrazioni del 2021

Nell’estate del 2021 la città di Odense dedicherà un nuovo importante museo alla vita e all’opera del suo cittadino più celebre e amato, lo scrittore Hans Christian Andersen. L’edificio, progettato dall’architetto giapponese Kengo Kuma, si articolerà in una serie di cerchi concentrici in legno e ospiterà un vero giardino da favola, con tanto di labirinto.

Le famiglie che andranno a Billund, nello Jutland centrale, per visitare il LEGOLAND più antico del mondo potranno vedere il nuovo LEGO Movie World, che dovrebbe aprire proprio nel 2021. Questa nuovissima attrazione include il primo teatro volante della Scandinavia e un gigantesco parco giochi per astronavi. Accompagnati dai personaggi del film, i visitatori verranno catapultati nell’universo LEGO® MOVIE™ per un viaggio all’insegna dell’azione in compagnia di Emmet e partiranno in missione per combattere l’invasione di DUPLO® dallo spazio grazie al nuovo, interattivo Apocalypseburg Sky Riders.

Uno dei segreti meglio custoditi della Danimarca sarà svelato nel 2021, quando verrà aperto al pubblico il bunker REGAN Vest. Ispirato alle costruzioni militari della Guerra Fredda, questo museo nascosto nel profondo della foresta di Rold Skov, nello Jutland settentrionale, è costituito da quattro cubi neri e riporta alla memoria il segreto ancora avvolto nel mistero dell’esistenza di un bunker a prova di nucleare nella Danimarca degli anni ’60. Situato a 60 metri sotto terra, l’edificio contiene sette percorsi espositivi che offrono ai visitatori diverse prospettive sulla Guerra Fredda.

Nell’estate del 2021 il Randers Regnskov Tropical Zoo, nello Jutland orientale, inaugura una fantastica attrazione all’aperto chiamata Time Travel. In questa nuova area situata vicino alle biosfere a temperatura controllata, i visitatori potranno esplorare diversi paesaggi geologici e vedere riproduzioni realistiche di antichi uccelli e altri animali che hanno abitato l’area nel corso dei secoli, fino all’Era glaciale.

Svegliarsi faccia a faccia con un pachiderma nel mezzo del più grande zoo safari per elefanti d’Europa? Dal 2021 si può! Il nuovo Elephant Camp a Knuthenborg Manor Estate, sull’isola meridionale di Lolland, è il più grande Safari Park della Scandinavia: i visitatori potranno vivere il brivido di una visita notturna e trascorrere la notte in una tenda di lusso. L’inaugurazione è prevista per l’estate del 2021: dopo la visita guidata notturna, al mattino appena svegli si potranno osservare dalla propria tenda i gentili giganti grigi mentre si dirigono verso la loro piscina per fare il bagno.

Qualcos’altro bolle in pentola nella capitale, infatti la sede dell’ex Museo di Copenaghen riaprirà nel 2021 come nuovo centro per concerti e festival acustici. Il nuovo Musikhuset København (Casa della Musica di Copenaghen) mira a diventare un punto di riferimento per la musica tradizionale e sperimentale, oltre che un laboratorio per musicisti, compositori, organizzatori di festival, imprenditori musicali e altri amanti della musica da Copenaghen e da tutto il mondo.

Nuovi centri per visitatori

A maggio del 2021 verrà aperto un nuovo Centro per visitatori dell’arcipelago della Fionia, a Fåborg, con l’obiettivo di guidare i turisti nella scoperta delle bellezze naturali dell’isola. Tra le proposte, avventure di snorkeling guidate nell’arcipelago della Fionia alla scoperta delle tracce dell’Età della pietra che il tempo ha depositato sui fondali marini, o passeggiate a cavallo tra i morbidi rilievi risalenti all’Era glaciale.

Sulla costa sud-orientale della Selandia, le bianche scogliere di Stevns Klint, patrimonio mondiale dell’UNESCO, sono considerate uno dei luoghi migliori per vedere i sedimenti dell’asteroide che 66 milioni di anni fa ha spazzato via più della metà della vita sulla Terra, dinosauri compresi. Nel 2021, un nuovo Centro per visitatori verrà istituito a Boesdal Kalkbrud, un’ex cava di calcare. Da qui sarà possibile scendere in profondità nel terreno calcareo e scoprirne i vari strati geologici nel cosiddetto “Muro dell’UNESCO”. Un percorso esterno condurrà poi attraverso la formazione rocciosa fino alle spettacolari scogliere sulla costa.

Nella primavera del 2021 è prevista anche l’apertura di un nuovo Centro visitatori presso il Parco nazionale di Thy, sulla costa nord-occidentale dello Jutland. Costruito tra le dune su progetto del gruppo Loop Architects, con una superficie pari a 700 m2 il centro offrirà ai visitatori un’esperienza tra i mari e i cieli danesi, oltre che una passeggiata in un caratteristico villaggio di pescatori locali, accompagnandoli nel cuore di questo parco nazionale tanto caro ai danesi, affettuosamente conosciuto come “la più grande regione selvaggia” di tutta la Danimarca.

Festival

Molti grandi eventi e festival previsti per il 2020 sono stati rimandati: una ragione in più per aspettare con ansia il 2021!

Un nuovo festival incentrato sulla sostenibilità avrà luogo dal 19 al 21 marzo 2021. Il Fair Festival si svolgerà ad Aarhus, la seconda città più grande della Danimarca, e si concentrerà sul tema delle scelte sostenibili. I visitatori potranno incontrare le aziende impegnate nella ricerca per un futuro più sostenibile e acquistare una varietà di prodotti a basso impatto ambientale: vestiti, oggetti per la casa, cibo e accessori di ogni genere.

Avviso a tutti gli appassionati di musica: il mitico Roskilde Festival ha rimandato le celebrazioni per il suo 50° anniversario! Per la grande festa prevista dal 26 giugno al 3 luglio 2021 sono già stati annunciati nomi importanti come Tyler, the Creator e Thom Yorke, Tomorrow’s modern boxes.

L’isola di Bornholm ha una lunga e radicata tradizione nel campo delle arti e dell’artigianato ed è stata la prima regione d’Europa a ricevere il titolo di “World Craft Region”. Dal 10 al 12 settembre 2021 Bornholm ospiterà l’European Glass and Ceramic Context, un simposio biennale dove i produttori europei contemporanei di vetro e ceramica si danno appuntamento per esporre il loro lavoro e dare rilievo alla scena artistica sperimentale del settore…

Dal 12 al 22 agosto 2021 Copenaghen e la vicina città svedese di Malmö ospiteranno il LGBTQIA WorldPride, una festa dedicata a uguaglianza, arte e diritti umani in combinata con gli eventi sportivi dell’EuroGames che si svolgeranno nelle due città tra il 18 e il 20 agosto.

Sport e tempo libero

Dopo la necessaria riprogrammazione degli Europei del 2020, Copenaghen sarà tra le città che ospiteranno i campionati di calcio europei del 2021. Le partite si terranno tra l’11 giugno e l’11 luglio nello stadio cittadino Telia Parken.

La Grejsdalsløbet, la competizione ciclistica per dilettanti più dura della Danimarca, si svolgerà nella città di Vejle dal 9 al 10 maggio 2021. Grazie all’atmosfera da festival che da sempre caratterizza questa gara, la competizione sarà affiancata da buon cibo, ottima musica e attività divertenti per tutti. I dintorni di Vejle e la stessa città offrono condizioni perfette per i ciclisti, tanto che nel 2022 questa zona ospiterà parte del Grand Départ (la tradizionale partenza del Tour de France), inizialmente previsto nel 2021.
Prima del Grand Départ, la Danimarca inaugura un nuovo circuito ciclistico di 52 km sul fiordo di Horsens, non lontano da Vejle. Il Fjordmino prevede un percorso che si snoda tra foreste, campi e villaggi, attraversando spiagge e isolotti prima di concludersi nell’incantevole cittadina di Horsens. La nuova segnaletica è in corso di installazione in previsione dell’apertura ufficiale del percorso, nel 2021; il punto di partenza è facilmente raggiungibile da Aarhus o dall’aeroporto di Billund in circa 40 minuti di auto.

Una nuova pista ciclabile di 390 km nella Selandia occidentale si snoda tra i paesaggi creati dallo scioglimento dei ghiacciai dell’Era glaciale, passando per colline moreniche, scogliere, vaste pianure e antiche foreste. Il nuovo percorso ciclabile è suddiviso in quattro segmenti di circa 110 km. Tra i luoghi storici lungo il percorso c’è la piccola città di Lejre, sede del museo all’aperto Land of Legends con le sue ricostruzioni di insediamenti dell’era vichinga e delle Età della pietra e del ferro. La pista sarà inaugurata a giugno del 2021 e sarà dotata di ampia segnaletica e di pannelli con informazioni sulla topografia e sulla storia della regione ai tempi dell’Era glaciale.

E infine…

Gli enormi troll in legno di Thomas Dambo, l’artista danese “re” del riciclaggio, stanno diventando una meta molto amata delle foreste a ovest di Copenaghen. Nel corso del 2020 sono spuntati 10 nuovi troll in varie zone della Danimarca, subito inglobati nel progetto “Viaggio verso il Festival dei troll giganti”. Le sculture sono nascoste in luoghi segreti della Danimarca e l’unico modo per trovarli è lanciarsi in una originale caccia al tesoro con l’aiuto dell’applicazione TrollMap.com

Il primo fast food danese compie 100 anni! Ancora oggi, l’hot dog è una specie di piatto nazionale in Danimarca nella sua versione classica con un condimento a base di cipolle fritte e crude, fettine di cetriolini sott’aceto e tre tipi di salse (ketchup, senape e remoulade). Il 18 gennaio 1921 fu concesso per la prima volta a sei piccole bancarelle bianche il permesso di vendere pane ripieno di salsicce con senape per le strade di Copenaghen: un secolo dopo, il classico hot dog danese può ancora essere gustato nelle strade di tutta la Danimarca. Prova un hot dog biologico al Den Økologiske Pølesmand o una variante in stile scandinavo al Nordic Hotdog.

I corsi d’acqua di Copenaghen sono noti per le loro acque pulite e limpide e noleggiare una barca o un kayak è un’abitudine sempre più diffusa in città. Nel 2018 è stato presentato il prototipo di un’isola chiamata CPH-Ø1 per lanciare un progetto più ampio di costruzione di un nuovo spazio urbano, Copenhagen Islands, un sistema di isole galleggianti al largo del porto della città noto come “parkipelago”. Nell’estate del 2021 è prevista l’inaugurazione di tre nuove isole: come le precedenti, anche queste saranno aperte a tutti, estremamente versatili, visto che possono essere spostate, e a basso impatto ambientale grazie all’utilizzo esclusivo di materiali sostenibili e riciclati. Le isole sono delle zone di balneazione sicure, oltre che luoghi ideali per l’osservazione delle stelle, per ospitare mostre fotografiche e conferenze, saune e caffetterie, o addirittura “fattorie marine” per la produzione e la raccolta di ostriche e cozze.

Il famoso marchio gourmet di sale marino dell’isola di Læsø festeggerà 30 anni nel 2021. Læsø Salt è stato fondato nel 1991 come laboratorio per l’impiego di giovani disoccupati su quest’isola situata a 19 km al largo della costa nord-orientale. Qui il sale era stato prodotto per centinaia di anni, fino al 1600, quando la produzione fu vietata perché aveva causato la quasi completa scomparsa della foresta locale. Dopo una serie di scavi archeologici che hanno riportato alla luce i resti di saline risalenti al Medioevo, il sale di Læsø è tornato agli antichi splendori. Oggi è possibile concedersi rilassanti trattamenti al sale presso la struttura termale di Læsø Kur, visitare le capanne di sale a Læsø Salt, assaggiare le prelibatezze a base di alghe di Læsø Tang e i deliziosi scampi appena pescati per cui l’isola è anche nota.

Ricetta Mince Pies

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In Gran Bretagna è facile trovare il ripieno per le mince pies in vendita nei supermercati o negozi specializzati. Ma qui ti daremo gli ingredienti per poterlo ricreare a casa. Non dimenticare di lasciarlo in infusione per almeno una notte!

Ingredienti per un ripieno di 600 ml

75 g di zucchero di canna

100 ml di brandy o rum scuro

300 g di mirtilli rossi

150 g di uvetta

buccia grattugiata di un’arancia

1 cucchiaino di cannella

1 cucchiaino di zenzero

1/2 cucchiaino di chiodi di garofano macinati

qualche goccia di estratto di mandorla

1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

2 cucchiai di miele

Preparazione del ripieno:

Tagliare tutta la frutta in piccoli pezzi e mescolare con le spezie in una ciotola. Mescolare lo zucchero con gli ingredienti liquidi e versare sopra il composto di frutta. Copri il composto e lascialo in infusione per almeno una notte

Ingredienti per la pasta frolla:

150 g di burro morbido

380 g di farina

125 g di zucchero

1 pizzico di sale

2 uova + 1 uovo o del latte per spennellare la superfice delle mince pies

Zucchero a velo

Preparazione delle mince pies:

Preriscalda il forno a 220 ° C.

Metti la farina e il burro in una ciotola, aggiungi lo zucchero e 1 uovo e impasta il tutto. Copri l’impasto e conserva in frigorifero per 10 minuti. Dopo 10 minuti, stendi delicatamente l’impasto su una superficie ben infarinata e ritaglia dei dischetti di circa 10 cm. Posiziona i dischetti in una teglia per muffin e riempili con un cucchiaio di ripieno. Stendi il resto dell’impasto e ritaglia dei cerchi di 7 cm per coprire bene le tortine. Sbatti il ​​secondo uovo e spennella le torte. Cuoci in forno per circa 20 minuti. Lascia raffreddare e cospargi con zucchero a velo.