Una mostra dedicata a Mata Hari. Un viaggio alla scoperta della misteriosa spia olandese

Read More

Dal 14 ottobre 2017 al 2 aprile 2018, il Fries Museum di Leeuwarden presenta la mostra Mata Hari: the myth and the maiden. A cento anni dalla sua scomparsa, il museo racconta la vita di questa intrigante icona per la prima volta: la storia di Margaretha Geertruida Zelle, nata proprio in questa città a Leeuwarden e trasformata nella famosa danzatrice Mata Hari all’inizio del XX secolo. Durante la Prima Guerra Mondiale fu arrestata dai servizi segreti francesi perché sospettata di spionaggio, e successivamente giustiziata. Più di 100 oggetti collezionati in Olanda e all’estero saranno esposti a Leeuwaarden in occasione della mostra. Tra questi, una selezione di documenti militari francesi recentemente desecretati sarà resa pubblica per la prima volta. Mata Hari: The myth and the maiden è la più grande mostra mai dedicata alla vita di Margaretha Geertruida Zelle.

Il 13 marzo 1905, Mata Hari fece il suo debutto come danzatrice nella biblioteca del Musée Guimet. Partendo da Parigi, conquistò i teatri di tutta Europa: da Roma a Berlino, da Vienna a Madrid, e divenne presto famosa per le sue liaisons con amanti e ammiratori benestanti e influenti. Il 13 febbraio 1917, i servizi segreti francesi la arrestarono dopo un periodo di pedinamenti. Al termine di un processo durante il quale rilasciò dichiarazioni contraddittorie, il tribunale per i crimini di guerra la dichiarò colpevole, e la sentenza di condanna a morte fu inevitabile.

La mostra

I documenti legali relativi al caso Mata Hari sono stati tenuti sotto chiave presso gli archivi militari di Vincennes negli ultimi 100 anni. Rapporti sulla sua attività, trascrizioni delle udienze e prove chiave, come i telegrammi intercettati di un diplomatico tedesco a Madrid, forniscono una panoramica completa del processo a Mata Hari. Questi reperti saranno resi pubblici per la prima volta nel Fries Museum in occasione della mostra.

Donna e madre

La mostra illustrerà ai visitatori i momenti cruciali della vita di Margaretha attraverso oggetti personali: una raccolta di poesie, pagelle scolastiche e scritti della stessa Mata Hari che raccontano un’infanzia felice a Leeuwaarden. Oggetti acquisiti di recente, lettere e fotografie gettano nuova luce anche sul ruolo che Margaretha ebbe come donna e madre nelle Indie orientali olandesi. Un album mostra come tenesse traccia della crescita del figlio Norman e della figlia Non. Dopo la perdita del figlio, Margaretha e il marito divorziarono. Il Frisian History and Literature Centre Tresoar ha recentemente acquisito delle lettere che fanno chiarezza su questo periodo, e si vanno ad aggiungere ai numerosi prestiti esposti nella mostra, raccontando come McLeod rifiutò di pagare gli alimenti alla moglie, impedendole inoltre di avere contatti con la figlia. Margaretha scrisse molto di questo suo dilemma: restare accanto alla figlia o proseguire la propria carriera a Parigi?

Parigi

In occasione della mostra, il Musée Guimet di Parigi dona in prestito al Fries Museum una statua di Shiva e quattordici marionette wayang, oggetti che facevano parte della scenografia delle prime esibizioni di Mata Hari presso la biblioteca del facoltoso industriale Émile Guimet. Anche il diario di Margaretha appartiene a quel periodo, e contiene una collezione di fotografie, poster, recensioni e articoli a lei dedicati, costituendo uno degli elementi più significativi dell’esposizione. Nel 1916, appena prima del suo arresto, Mata Hari fu immortalata dal pittore olandese Isaac Israëls: il ritratto, di dimensioni naturali, è stato da poco completamente restaurato, e sarà esposto per la prima volta dopo l’intervento di rinnovo.

La collezione

Dopo la morte, Mata Hari e le sue imprese entrarono nella leggenda, rendendola icona di stile, sex symbol e femme fatale. La sua vita è stata oggetto di innumerevoli libri, ha da sempre stuzzicato l’immaginazione di molti appassionati in tutto il mondo, e molte star si sono cimentate nell’interpretazione del suo ruolo sul grande schermo: da Greta Garbo a Sylvia Kristel e Marlene Dietrich. Il Fries Museum possiede una notevole collezione dedicata a questo intrigante personaggio, e in occasione della mostra si è avvalso di prestiti concessi, tra gli altri, dai National Archives di Londra, dal Musée Guimet di Parigi, dall’archivio militare di Vincennes, dalla Bibliothèque Nationale de France, dall’Archivio Nazionale dei Paesi Bassi e da diverse collezioni private.

Il Fries Museum condurrà i visitatori in un viaggio alla scoperta della tumultuosa vita di Margaretha Geertruida Zelle attraverso un percorso di sei sale allestite in collaborazione con Studio Louter. Opera Amsterdam si è invece occupata della scenografia teatrale.

 

https://www.friesmuseum.nl/

Dordrecht: la città più antica d’Olanda

Read More

Numerosi monumenti ricordano il fiorente passato

In una splendida zona ricca d’acqua, in cui scorrono i fiumi Merwede, Noord e la vecchia Mosa, sorge la più antica città d’Olanda che vanta ben 1000 monumenti, musei e magazzini risalenti a secoli addietro, con vie commerciali ricche di attività che ricordano il fiorente passato di questa città costruita sull’acqua.

Visitando i porti interni, i monumenti e i musei di Dordrecht, è facile notare le tracce del ricco passato della città. Alcune attrazioni da non perdere sono la Grote Kerk (Chiesa Grande), la collezione di dipinti del Dordrechts Museum, gli arredi della vecchia dimora del sindaco ‘Huis van Gijn’ e il chiostro agostiniano ‘Het Hof’ del tredicesimo secolo. Assolutamente consigliata è anche la vista spettacolare sul punto di confluenza dei fiumi che si gode dal Groothoofd.

Una passeggiata a piedi è il modo migliore per scoprire Dordrecht, scegliendo per  esempio il ‘Rondje Dordt’, un itinerario ben segnalato che tocca porti interni, monumenti, importanti siti storici e attraenti vie dello shopping.

In barca attraverso il centro storico.

Un altro modo per scoprire la città è percorrere in barca il Dordtevaar per vedere i porti antichi e ammirare il passato acquatico della città, con gli antichi magazzini, gli scorci suggestivi e i suoi particolari ponti.

Dordrecht, oltre a trovarsi nei pressi del parco nazionale De Biesbosch e dei famosi mulini della Kinderdijk, è anche situata in una zona ripariale che spesso ha segnato il confine tra terra e acqua. Non sorprende quindi che Dordrecht si trovi al centro di molti racconti di navigazione, inondazioni e bonifica, mulini e idrovore: racconti che narrano di come gli olandesi hanno da sempre dominato l’acqua.

La città dai 1.000 monumenti.

Dordrecht ottenne i diritti di città già nel 1220 e questo ne fa la città più antica dei Paesi Bassi. Ubicata in un territorio ricco d’acqua, solcato dai fiumi Merwede, Noord e Oude Maas, Dordrecht è stata fin dagli inizi un’importante città mercantile con fiorenti attività commerciali nei settori del legno, del grano e del vino. La storia, la ricchezza e la cultura che ne hanno segnato il passato sono ancora ben visibili. Infatti il centro storico di Dordrecht conta circa 1.000 monumenti, alcuni dei quali sono stati sapientemente convertiti in ristoranti, musei o teatri.

Un’altra caratteristica delle antiche e ricche città olandesi è il periodo di fioritura culturale di cui furono testimoni. Ad esempio, molti degli allievi di Rembrandt si recarono a Dordrecht per dipingere, spinti dalla bellezza della sua luce. Ma anche altri pittori crearono in questo luogo alcuni dei loro più apprezzati capolavori, molti dei quali possono essere ammirati oggi nel museo civico Dordrechts Museum.

Per secoli Dordrecht è stata una delle città olandesi più importanti, se non addirittura la più importante. Nonostante l’inondazione di Santa Elisabetta del 1421, che trasformò l’intera città in un’isola, e nonostante l’incendio del 1457, Dordrecht rimase un ricco centro commerciale e culturale.

 

Mangiare e dormire in ex monumenti storici.

Alla fine di un’escursione a piedi o in battello, è possibile fermarsi a mangiare in uno dei monumentali edifici, tra cui la Energiehuis, la Huis Rodenburch o Villa Augustus, dove si può pernottare nell’antico serbatoio d’acqua sopraelevato.

www.vvvdordrecht.nl

“De Salon”, il B&B più regale de L’Aia. A due passi dalla sede lavorativa del Re

Read More

“De Salon” è il bed & breakfast più regale de L’Aia. A renderlo particolare sono la sua storia, la location e la qualità. Collocato in una delle più belle zone della città, Noordeinde, famosa per le boutique esclusive, “De Salon” permette di raggiungere facilmente le principali attrazioni: gli edifici del Parlamento “Binnenhof”, il museo Mauritshuis, il museo Escher, il Palazzo della Pace, e il Panorama Mesdag. Inoltre, vanta un vicino di casa illustre: il Re in persona, Willem-Alexander, la cui sede lavorativa è il vicinissimo Palazzo Noordeinde.

“De Salon” presenta senz’altro tutti gli ingredienti per un soggiorno indimenticabile: le due lussuose stanze e la suite sono dotate di confortevoli letti matrimoniali, una moderna stanza da bagno con doccia walk in, TV, minibar e terrazzo, oltre a connessione WiFi gratuita.

Un accogliente salone invita a gustare un’ottima prima colazione, o sorseggiare una tazza di caffè accompagnata da torte fatte in casa.

L’elegante ristorante inoltre, offre ottimi piatti sia a pranzo che a cena, preparati esclusivamente con ingredienti freschi e prodotti naturali, da assaporare anche nel bellissimo giardino di pertinenza del palazzo. Il locale è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 22.00, e offre la possibilità di organizzare brunch, aperitivi, cene di lavoro o pranzi per occasioni speciali.

 

Situato nel cuore della città, l’edificio che ospita questa struttura esclusiva fu costruito intorno al 1701 secondo il progetto del famoso architetto Daniel Marot, e prese il nome di “Maison Fagel” in onore di François Fagel, importante personaggio dell’epoca. Nel 1859, il re Guglielmo III divenne proprietario dell’immobile, che custodì per trent’anni, e la cui gran parte è ancor oggi perfettamente conservata nel suo stato originario.

 

http://bnbdesalon.nl

 

I 19 mulini pittoreschi di Kinderdijk; patrimonio mondiale dell’UNESCO

Read More

In una zona ricca d’acqua, situata nei pressi dell’antica città di Dordrecht e del parco nazionale “De Biesbosch”, si trova il suggestivo borgo di Kinderdijk: 19 mulini, oltre a idrovore, chiuse e bacini, inseriti in un contesto paesaggistico tipicamente olandese. Un vero spettacolo che, non a caso, è annoverato nell’elenco dei siti patrimonio mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

I mulini, disposti uno di fronte all’altro, creano uno spettacolo di stampo decisamente olandese, testimone di come il popolo di questa terra interagisce con l’acqua dominandola.

Un esempio di come gli olandesi gestiscono le risorse idriche.

La maggior parte dei mulini collettori fu costruita tra il 1738 e il 1740, con lo scopo di mantenere asciutto il territorio sotto il livello dell’acqua dell’Alblasserwaard. Tuttavia, già prima di allora esistevano mulini che servivano al prosciugamento dell’acqua dai polder. È possibile visitare ancora due di questi mulini e un’idrovora a vapore oggi in disuso.

Il borgo di Kinderdijk – che in quegli anni si chiamava ancora Elshout –, con i suoi tanti corsi d’acqua, dighe, mulini e chiuse, è testimone di come gli olandesi, da circa 1000 anni, affrontano la potenza dell’acqua sfruttandola a proprio vantaggio.

In tempi più recenti la funzione dei mulini è stata rilevata dagli impianti idrovori. Prima tra tutti, l’idrovora a vapore di Wisboom, in cui oggi è stato predisposto un centro visitatori e che ospita all’interno un impianto idrovoro diesel e uno elettrico.

Per chi visita Kinderdijk si consiglia una visita all’interno dei due mulini museo e guardare il filmato dell’idrovora di Wisboom. All’interno delle officine del mulino sono inoltre disponibili guide che spiegano il funzionamento e la manutenzione dei mulini.

Cosa vedere e cosa fare

In bicicletta tra mulini e borghi idilliaci.

La bicicletta è il modo più bello per raggiungere Kinderdijk. Si può percorrere lo splendido itinerario ciclabile della “Molenroute” (l’itinerario dei mulini), che consente di ammirare idilliaci borghi secolari, antichi mulini e un paesaggio unico.

A piedi al Mulino storico di Nederwaard.

Assolutamente da non perdere è la splendida passeggiata lungo i mulini della Kinderdijk. Nel Mulino storico di Nederwaard, i visitatori possono osservare come funzionano e come vengono costruiti e mantenuti in efficienza i mulini a vento.

Navigare lungo i mulini di Kinderdijk.

Chi desidera ammirare i mulini dall’acqua – un’esperienza da non farsi certamente sfuggire – può optare per un giro sul Canal Hopper “Prins Friso”, che dà la possibilità di salire e scendere in quattro diversi punti del percorso: il giro dura circa mezz’ora.

www.kinderdijk.nl

A Rotterdam, il primo deposito d’arte aperto al pubblico nel mondo

Read More

Sono iniziati i lavori del Collectiegebouw: è questo il nome del primo deposito di opere d’arte aperto al pubblico, nel mondo. È noto che solo una parte del patrimonio artistico mondiale è esposto nei musei accessibili al pubblico: molte opere, anche di artisti ragguardevoli, non trovano adeguato spazio e finiscono nei magazzini dei musei stessi, dagli Uffizi di Firenze al Prado di Madrid al Mauritshuis de L’Aja. Il principale museo di Rotterdam, il Boijmans van Beuningen, ha colto questa opportunità e ha presentato il progetto Collectiegebouw, il primo deposito di opere d’arte aperto al pubblico.

Progettato dall’architetto Winy Maas, del rinomato studio MVRDV (come il Markthal, altro edificio creato da MVRDV a Rotterdam), avrà un aspetto e dimensioni tali (oltre 40 metri di altezza, collocato nel Museumspark, accanto al museo Boijmas van Beuningen) da non lasciare indifferenti. “Non esiste niente di paragonabile al mondo” sostiene Sjarel Ex, direttore del Boijmas van Beuningen, che ha supervisionato l’operazione, che aggiunge: “Con l’arrivo del Collectiegebouw ci avviciniamo alle collezioni del futuro: i musei verranno visitati in forme e modalità sempre nuove”. Il vice sindaco di Rotterdam, Aadrian Visser: “La presenza del deposito rinforza il carattere del Museumspark e contribuisce inoltre ravvivare il centro città. È altrettanto importante che la collezione d’arte, appartenente alla nostra città, sia preservata e accessibile a tutti.”

Il Collectiegebouw sarà organizzato in modo diverso dall’adiacente museo, non ci sarà un’esposizione, ma il visitatore potrà immergersi da solo o accompagnato da una guida nelle 70.000 opere d’arte accessibili. Ci sarà inoltre la possibilità di scoprire le origini, la conservazione e il restauro delle opere d’arte. Ai 300.000 visitatori che il Boijmas van Beuningen attira già annualmente, se ne aggiungeranno 90.000 col Collectiegebouw.

L’itinerario aperto al pubblico attraversa l’edificio, cominciando dall’entrata nel giardino delle sculture per poi terminare nella terrazza sul tetto. Nel Collectiegebouw sono previsti quattro atelier, comprendenti il restauro professionale, delle cabine cinema, uno spazio educativo. Una parte del deposito (circa 1.900 m2) sarà destinato a collezionisti privati. L’accesso alla terrazza sul tetto sarà libero.

www.depot.boijmans.nl/

Early Droog: una mostra sui primi anni di Droog Design

Read More
inv.nr. 28186 Remy, Tejo (Nijmegen 1960 - ) Ladenkast 'You can't lay down your memory' 1991 esdoorn, berkentriplex en diverse houtsoorten, ijzer beslag en juten band 120 x 110 x 66 cm Collectie Centraal Museum, Utrecht; aankoop 1997 Image & copyrights CMU/ Ernst Moritz 2012-08

Dal 22 settembre al 3 dicembre 2017 il Centraal Museum di Utrecht presenta cinquanta pezzi con la temporanea “Early Droog: i primi anni di Droog Design”.
Il Centraal Museum acquistò i primi oggetti Droog Design vent’anni fa. Oggi possiede la più grande collezione museale al mondo di oggetti Droog Design. Allo stesso tempo, l’anno 2017 segna 100 anni di De Stijl, celebrato in tutto il paese con il tema “Da Mondriaan a Dutch Design”. 
Due buone ragioni per visitare la mostra “Early Droog: i primi anni di Droog Design”. 
Droog Design è un famoso collettivo di designer olandesi che progetta e produce articoli di arredamento e prodotti di design industriale. Ha reso celebri designer come Marcel Wanders, Hella Jongerius, Tejo Remy, Richard Hutten e Jurgen Bey. Droog Design è stato fondato ad Amsterdam nel 1994 da Renny Ramakers e Gijs Bakker, dopo che i due avevano ottenuto un riscontro positivo in occasione di una esposizione di prodotti di giovani designer, durante il Salone Internazionale del Mobile di Milano. I disegni di Ramakers e Bakker, risalenti a quegli anni, sono innovativi e originali, con elementi di sorpresa e di umorismo, essendo questa la mentalità che il collettivo esprimeva nella selezione di oggetti. Droog Design è stato rapidamente associato al termine “Dutch Design”, non sempre giustificato perché le collaborazioni con designer non olandesi sono state numerose. Tuttavia, il collettivo ha contribuito in maniera significativa alla diffusione della nozione di Dutch Design, che è ormai diventato un marchio di qualità, riconosciuto in tutto il mondo.
Ulteriori informazioni:
www.centraalmuseum.nl
Indirizzo: Agnietenstraat 1, 3512 XA Utrecht
telefono: +31 (0)30 2362362
email: info@centraalmuseum.nl
contatto per la stampa: pers@centraalmuseum.nl

Una mostra dedicata al film “Loving Vincent”, il primo film di animazione basato sui quadri di Van Gogh

Read More

Dal 14 ottobre, il Noordbrabants Museum di Den Bosch dedicherà un’esposizione alla famosa pellicola di animazione “Loving Vincent”, offrendo un punto di vista molto speciale, da dietro le quinte, su come è stato realizzato il film. “Loving Vincent”, che uscirà in tutto il mondo il prossimo autunno, è il primo film di animazione dipinto e prodotto ispirandosi alle opere di Van Gogh. Alla sua realizzazione hanno partecipato oltre 125 artisti che hanno dato vita al famoso pittore con le sue pennellate, dipingendo a mano tutti i fotogrammi della pellicola. Tutti i fotogrammi sono dipinti a mano, ogni secondo di film contiene almeno dodici tele. Gli autori Hugh Welchman e Dorota Kobiela di Breakthru Productions hanno impiegato quattro anni per la realizzazione di questo film.
“Loving Vincent. La mostra” raccoglie 70 fra i dipinti utilizzati nella sequenza di animazione ed è attualmente l’unica esposizione dedicata al film e alla sua realizzazione. Oltre a vedere una parte della pellicola, i visitatori proveranno l’emozione di entrare dentro un quadro di Van Gogh attraverso uno schermo. Senza dubbio la visita alla mostra del Noordbrabants arricchirà l’esperienza della visione del film. Rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2018 e può essere completata da una visita alle sale dell’esposizione permanente del museo dedicate a Van Gogh e al suo periodo nella provincia del Brabante. Tutte le opere esposte sono state realizzate a Nuenen, dove Van Gogh trascorse il periodo più lungo della sua vita artistica.

In occasione dell’uscita del film di animazione Loving Vincent, l’Olanda, il paese natale di Vincent van Gogh, organizza una serie di eventi e mostre incentrati sul film, sull’opera e sulla vita del famoso pittore.

Nella vicina provincia del Gelderland, a circa 70 chilometri ad est di Amsterdam, la première di Loving Vincent avrà luogo il 19 ottobre. Presso il Cinemec Ede, nei pressi dell’eccezionale Kröller-Müller Museum nel Parco nazionale De Hoge Veluwe, verrà presentata una piccola selezione delle 1400 opere realizzate appositamente per il film. “Le opere sono troppo belle per non essere mostrate al pubblico del film”, sottolinea Lies Boelrijk del Museo Kröller-Müller. Questo museo immerso nella natura ospita la seconda più grande collezione di opere di Van Gogh al mondo. Qui vengono esposti anche alcuni dei famosi quadri che prendono vita nel film Loving Vincent, come ad esempio ‘Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles’, ‘Seminatore al tramonto’, ‘Il ponte di Langlois’ e ‘Il postino Joseph Roulin’, uno dei personaggi principali del film di animazione.

Informazioni: www.hetnoordbrabantsmuseum.nl/topmenu/english/

A l’Aia varie realtà culinarie riunite nel nuovo Hofhouse

Read More

Nel cuore della città diplomatica, accanto alla stazione centrale di Den Haag, è stato appena inaugurato un nuovo centro dal nome ‘Hofhouse’dove si riuniscono differenti realtà culinarie. Questo nuovo luogo trendy offre otto esperienze culinarie diverse, di cui sei fisse: SLA, Toastable, Mad Mex, Noomi, Burgerz e Da Portare VIA. Ad aggiungersi anche due ristoranti pop-up che cambiano in base alla stagione.

Hofhouse è un ritrovo innovativo, spazioso e luminoso, dove gustare svariate prelibatezze, dalla colazione fino all’aperitivo o la cena. Seduti ad un unico tavolo, è possibile ordinare pietanze di ristoranti diversi in base alle proprie esigenze. Così si possono assaggiare le patatine fritte di Burgerz, le pizzette dell’italiano Da Portare VIA, le tortilla con salse piccanti del messicano MadMex ed i bocconcini asiatici di Noomi. All‘hotspot non poteva mancare un grande bar dove ordinare birre artigianali, cocktail e vini pregiati.

Di Hofhouse colpisce anche l’aspetto architettonico: le sue pareti sono infatti interamente di vetro, particolarità che fa di questo luogo una serra luminosa con uno spazio di ben 1000m2 con tanto di terrazza all‘aperto. I coperti del locale sono circa 350 ma il cibo è anche d’asporto.

Al momento i 2 indirizzi pop up sono: ” Lekkernijs”, per gustare „gelati del futuro“ e dove, grazie ad una tecnica speciale con l’azoto, i frullati di frutta vengono trasformati in gelato e cocktail a base di sorbetto. Il secondo pop-up store è invece dedicato al pesce: presso lo stand di Zilt en Zalig si possono assaporare le ostriche durante la stagione estiva.

 

Ulteriori informazioni

Orari di apertura:
Lunedì-mercoledì 07:30-21:30
Giovedì-venerdì: 7:30-23:00
Sabato: 09:00-23:00
Domenica: 10:00-21:30
Indirizzo : Rijnstraat 10, 2515 XP Den Haag
Website : www.hofhouse.nl
Facebook : www.facebook.com/HofhouseDenHaag
Instagram : www.instagram.com/hofhouse_denhaag 

Le Isole olandesi da scoprire (anche a piedi)

Read More

Per fuggire su un’isola deserta non occorre fare lunghe ore di volo. Per chi può fare a meno della tintarella, ma cerca natura, pace e lunghe spiagge, i Paesi Bassi hanno molte isole incantevoli e raggiungibili facilmente in traghetto. Alcune sono riserve naturali integrali, regno incontrastato di uccelli migratori e fauna marina, dove l’uomo non può entrare. Il Mare di Wadden è infatti un delicato e prezioso ecosistema di sabbia, fango e maree protetto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Uno degli ultimi ambienti naturali rimanenti su larga scala, dove i processi naturali continuano a funzionare in gran parte indisturbati. Alcune delle isole Frisone Occidentali (Ameland, Schiermonnikoog, Rottumerplaat, Terschelling e Texel) si possono raggiungere anche a piedi dalle coste settentrionali. Basta aspettare la bassa marea e avere una buona guida. Gli olandesi le chiamano “wadlopen” – passeggiate nel fango che. L’acqua può arrivare anche al torace e lungo il percorso, con un po’ di fortuna,  si possono incontrare le foche, che amano farsi un pisolino sulle secche. Consigli e indirizzi per organizzare l’escursione sul sito: www.holland.com/it

 

ISOLE FRISONE OCCIDENTALI (Wadden Islands)
Terschelling

Seconda isola in ordine di grandezza delle Isole Frisone Occidentali e la più grande e più visitata isola del mare di Wadden, offrendo circa 20000 possibilità di alloggio per turisti. Se si lascia a est il centro della città principale West Terschelling, si possono vivere esperienze uniche nella natura selvaggia tra paludi formate dalla bassa marea e foreste e godere delle lunghissime spiagge. Ad accogliere i visitatori sull’isola, il Brandaris, il più vecchio faro dei Paesi Bassi, risalente al 1594.

Vlieland

E’ tra le Isole Frisone Occidentali quella più lontana dalla terraferma, raggiungibile in 90 minuti di battello, la più piccola delle isole del Mare di Wadden e con meno abitanti. Lunga 12 km e larga non più di 2 km. Questa bellissima isola che attira i visitatori grazie alla sua natura intatta ricca di foreste, dispone di un estesissimo network di piste ciclabili con al centro un unico villaggio.  Unica di quest’isola, la duna Vuurboetsduin alta 40 metri con un faro rosso in cima.  

Texel
Con una lunga spiaggia di 30 km, sette villaggi caratteristici e molti ambienti naturali diversi, l’isola è un paradiso per una vacanza rilassante immersi nella natura. Da non perdere una passeggiata fino all’antico  faro sulla spiaggia più settentrionale dell’isola e una visita al centro Ecomare, che accoglie molti animali marini ed è un centro di riabilitazione per le foche ferite (www.ecomare.nl  – in olandese, tedesco e inglese). Facile da raggiungere da Den Helder in soli 20 minuti di traghetto, ha una superficie di circa 500 km quadrati e circa 14mila abitanti. E’ anche famosa per le numerose greggi di pecore ( la carne di agnello qui è particolarmente prelibata per via dell’erba salata dei pascoli), la birra locale Texel Skuumkoppe, i formaggi e i liquori alle erbe. Ovviamente c’è una ottima rete di piste ciclabili, che permette di raggiungere in sella anche l’unica area dei Paesi Bassi dove il mare del Nord ancora affluisce liberamente, la riserva naturale “De Slufter”. Lungo la strada si può fare una sosta al curioso museo “Schipbreuk- en Juttersmuseum Flora”, situato tra Den Burg e De Koog, dove sono esposti gli oggetti bizzarri portati sulle coste dal mare, compresi molti messaggi in bottiglia.  
Sito ufficiale dell’isola: www.texel.net

Ameland
Con una popolazione di circa 3.500 abitanti, circa 60 specie di uccelli e una vegetazione rigogliosa, quest’isola è una meta perfetta per gli amanti della vita all’aria aperta e della natura. Molto apprezzata dagli amanti della pesca sportiva allo sgombro, consente anche di osservare le foche in libertà, grazie alle escursioni in barca fino a una secca vicino alla costa dove vive una grande colonia. Stretta e lunga, ha una superficie di circa 60 km quadrati (solo 3 km nel suo punto più largo) e una popolazione di 3.500 abitanti. Punti privilegiati per osservare l’isola dall’alto sono l’Oerdblinkert, una duna di sabbia alta 24 metri, e il suo faro che misura ben 56 metri. Ad Ameland ci sono molti alberghi e campeggi, ma l’agricoltura è ancora una voce importante della sua economia. Coltivata per circa un terzo, soprattutto nella parte meridionale sotto il livello del mare, si conserva selvaggia sul versante est, frequentato punto di passaggio dagli uccelli migratori. Il centro storico è Nes, dove si trovano numerosi edifici antichi, fra cui un mulino del 1880 e la chiesa di San Clemente, costruita nel 1878 su progetto del famoso architetto Cuypers, lo stesso della Stazione Centrale di Amsterdam e del Rijksmuseum.
Sito ufficiale: www.vvvameland.nl

Schiermonnikoog
Il suo nome si può tradurre letteralmente come “L’isola dei monaci grigi” e si riferisce ai cistercensi, che abitarono l’Abbazia di Santa Maria di Chiaro Campo fino a quando furono costretti ad abbandonarla durante la Riforma Protestante, a seguito della quale la maggior parte dei monasteri e degli edifici ecclesiastici cattolici nel nord dei Paesi Bassi furono espropriati. Dal 1989 è stato istituito un parco nazionale dove oggi vivono circa mille persone, molto fortunate se si pensa che gli olandesi hanno votato Schiermonnikoog come il luogo più bello dei Paesi Bassi. Racchiude una grande varietà di paesaggi – dune, spiagge, pinete e paludi – che accolgono circa 300 specie di uccelli, varie piante rare (incluse 9 specie di orchidee), e molti visitatori, soprattutto durante i mesi estivi. Si raggiunge in traghetto da Lauwersoog e può essere esplorata a piedi o in bicicletta, perché soltanto gli abitanti sono autorizzati a portare un’auto sull’isola (ma c’è anche un servizio di trasporto pubblico). Numerose le possibilità di pernottamento, fra case private e alberghi. Molti gli hotel romantici ed eleganti, aperti anche in inverno, dove non è raro avvistare la famiglia reale olandese o qualche celebrità.
Sito ufficiale dell’isola: www.vvvschiermonnikoog.nl (in olandese e tedesco)

LE ISOLE FRISONE
Griend
Nel medioevo una colonia di monaci visse nel monastero fortificato, ma oggi questa piccola isola, 12 km a sud di Terschelling, è completamente disabitata. E’ il regno dei  beccapesci (Thalasseus sandvicensis), una delle sterne più grandi, facilmente distinguibile da un gabbiano per le ali sottili a falce e il ciuffo nero sulla nuca. Divenuta ormai piuttosto rara, qui si trova invece la colonia più grande dell’Europa Occidentale.

ISOLE PARADISO NATURALE, RISERVA INTEGRALE O NON ACCESSIBILI
Rottumerplaat è un’isola santuario, che protegge le numerose specie di uccelli che la abitano ed è la terra più a nord dei Paesi Bassi. Paradiso dei birdwatchers è accessibile soltanto dopo aver ottenuto un permesso delle autorità forestale. Spostandosi verso est, Zuiderduintjes appare come una goccia di sabbia nel mare. Sembra quasi un atollo maldiviano ed è una minuscola oasi per foche, spatole e garzette, vietata all’uomo.  La più piccola fra le isole olandesi è sicuramente il Rif, poco più di una duna di sabbia fra Ameland e Schiermonnikoog, amato rifugio di foche e uccelli marini. Sta progressivamente scomparendo, invece, Rottumeroog, disabitata e minacciata dal cambio delle correnti nell’estuario del fiume Ems.


NEI DINTORNI DI AMSTERDAM
Pampus
Un’isola artificiale realizzata nel tardo diciannovesimo secolo nel lago di IJmeer, in prossimità della costa di Durgerdam, non lontano da Amsterdam. Ospita un forte militare (uno dei 42 forti commissionati come parte dello Stelling van Amsterdam o Linea di Difesa di Amsterdam) che poteva accogliere fino a 200 persone, ma fu utilizzata a pieno soltanto durante la Prima Guerra Mondiale. Pampus rientra quindi nell’anello difensivo di 135 km che circonda Amsterdam, realizzato fra il 1880 e il 1920 e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1996. L’isola dal punto di vista militare è in disuso dagli anni Cinquanta, ma la fortezza è stata in parte restaurata e aperta al pubblico da aprile a ottobre. Si raggiunge in traghetto da Muiden. Essendo in Olanda, non mancano le piste ciclabili per esplorare l’intera Stelling van Amsterdam in bicicletta. Per maggiori informazioni sui numerosi itinerari possibili: www.stellingvanamsterdam.nl (olandese, inglese, francese e tedesco).
Per maggiori informazioni sulla Linea Difensiva di Amsterdam: www.stelling-amsterdam.nl

 

Il museo dell’alluvione del 1953 nello Zeeland

Read More

Nella provincia olandese dello Zeeland, precisamente a Ouwerkerk, sull’isola di Schouwen-Duiveland, si trova un museo unico al mondo che racconta la storia della grande alluvione del 1953: lo scopo è sensibilizzare il pubblico sugli aspetti relativi alla sicurezza idrica. Il museo è per molti aspetti particolare, ma la cosa più impressionante è senz’altro la serie di edifici in cui è allestito.

Infatti, il museo dell’alluvione è ospitato in quattro cassoni frangiflutti Phoenix, che il 6 novembre 1953 furono utilizzati per colmare l’ultima lacuna nella diga di Ouwerkerk. Nel 2003, esattamente 50 anni dopo la chiusura dell’ultima lacuna nella diga, la zona interessata e i cassoni sono stati dichiarati monumento nazionale.

Centro documentale nazionale e memoriale dell’alluvione del 1953.

All’interno del museo dell’alluvione, ciascuno dei cassoni è caratterizzato da un proprio tema. Questo offre al visitatore la possibilità di vedere, in uno degli spazi, la storia dell’alluvione raccontata con immagini, mentre in uno degli spazi seguenti si parla invece dell’uomo e delle emozioni, quindi della ricostruzione e della preparazione al futuro. Inoltre, è possibile seguire una visita con audioguida in 4 lingue: ciò consente di fruire del racconto completo. Il museo svolge quindi un ruolo importante non solo nella sensibilizzazione in fatto di risorse idriche e di sicurezza, bensì anche come monumento in memoria del disastro del 1953.

Esperienza allo stato puro per gli amanti della natura.

I visitatori del museo dell’alluvione non potranno fare a meno di sfruttare appieno le bellezze offerte dalla natura circostante. Le splendide cale, formatesi dopo mesi di afflusso e deflusso delle maree appena dopo il disastro, sono oggi un luogo unico per uccelli, piante terrestri e acquatiche. Questo è quindi un luogo ideale per gli escursionisti che vogliono godersi una flora e una fauna davvero particolari.

www.watersnoodmuseum.nl

Cosa vedere e cosa fare

In bici lungo le opere del piano Delta e visita al Deltapark Neeltje Jans.

Chi visita il museo dell’alluvione non vorrà certamente perdere l’occasione di visitare una o più delle 13 spettacolari opere del piano Delta oppure il Deltapark Neeltje Jans. Senza dimenticare i percorsi ciclabili, ricchi di bellezze naturali e istruttivi: la “Watersnoodroute” e la “Deltaroute”. L’ambiente è ricco di cale e di opere di contenimento idrico del piano Delta, il tutto inserito nella cornice del paesaggio zelandese.

A piedi tra le cale di Ouwerkerk.

Nei dintorni del museo dell’alluvione si trova una piacevolissima zona di cale, ideale per le passeggiate. Tra Ouwerkerk e Zierikzee, così come tra Ouwerkerk e Bruinisse, il visitatore troverà molteplici possibilità di escursioni. Le cicatrici inconfondibili lasciate dalla grande alluvione vengono spiegate da vari cartelloni informativi.

I piaceri della cucina nelle splendide cittadine zelandesi

Dopo tanta natura, perché non aprire una parentesi culturale? Consigliamo di visitare ad esempio uno dei borghi marittimi, come Zierikzee e Brouwershaven. Tra le tante opportunità, è possibile esplorare a piedi le antiche stradine, ammirare la colossale Lievens Monstertoren (chiamata dl locali anche “Dikke Toren”) e gustare, direttamente nell’accogliente porto, le specialità zelandesi, tra cui ostriche, cozze e aragoste, accompagnate da un buon vino locale. Eh già… c’è anche questo!

www.vvvzeeland.nl