dEUS live a Bologna e intervista a Stéphane Misseghers (4-8/12/11)

I dEUS, gruppo belga indierock di culto, attivo da oltre un ventennio, sono ritornati con un nuovo album uscito il 20 settembre e quindi con un nuovo tour europeo.

Infatti il 7 dicembre saranno all’Estragon di Bologna e l’8 a Milano ai Magazzini Generali (prevendite abituali, organizzazione Vivo concerti)

Abbiamo proprio raggiunto al telefono il batterista della band, Stéphane Misseghers, poco prima del primo concerto della tournée, che ci ha raccontato come è stato lavorare all’ultimo disco e ci ha dato alcune anticipazioni sul live. Misseghers racconta in toni entusiastici quello che sarà lo show che raggiungerà anche l’Italia: “Abbiamo fatto un album di gusto cinematografico, proprio come se si stesse raccontando una storia. Sai, Tom, il nostro frontman, è anche un regista e credo che questo stavolta si rifletta molto in quello che abbiamo concepito. Suoneremo per più di due ore, facendo tutto l’album nuovo e alcune delle nostre canzoni storiche, tutto accompagnato da luci ed effetti visivi studiati per esaltare la musica”. Il loro ultimo disco, il primo per l’etichetta indipendente belga PIAS, intitolato Keep You Close, è stato registrato in sei mesi nel loro studio casalingo ad Antwerp, con i produttori David Botrill e Adam Noble, che furono già al lavoro con gruppi come Muse, Placebo, U2.

Un lavoro che porta il gruppo di Anversa ad un ritorno alle origini di un rock dinamico, creativo ed epico, segnando un cambio di direzione rispetto al recente passato affidandosi ad un sound dall’approccio più caldo ed intimo anche se comunque forte, caratterizzato anche da testi più intimisti da parte del cantante e fondatore Tom Barman.

“Non che il precedente Vantage Point fosse un brutto disco, intendiamoci. Ma abbiamo fatto qualcosa che ha un forte filo conduttore… In studio ciascuno di noi ha fatto la sua parte: abbiamo iniziato con lunghe sessioni di improvvisazione per vedere di arrivare a qualcosa di speciale”

Le sessioni di registrazione hanno visto anche la nascita di brani che non stati poi inseriti nel disco, ma che verranno pubblicati in altri formati: “Ne avevamo per un doppio cd, e anche qualcosa in più… è stato molto complesso arrivare a scegliere quali canzoni non mettere”. Le canzoni contenute in Keep You Close sono state rodate durante i festival così che il processo di scrittura e di sviluppo dei brani li ha resi maturi e stratificati, secondo il parere della band. “Non vediamo l’ora di tornare in Italia, abbiamo molti amici” si congeda Misseghers.

Sul palco dell’Estragon si è visto parecchio dinamismo ad opera dei dEUS, giunti in Italia con due date per presentare il nuovo lavoro “Keep you close” uscito a settembre. Il quintetto di Aversa sin dall’inizio ha fatto sentire ritmi quasi da discomusic, con il cantante Tom Barman a sottolinearli in un impeccabile italiano dicendo “Discoteca! Discoteca”, mescolati alle tinte tenebrose, al rock a fior di pelle e al gusto melodico che sono le specialità della band: una musica che attinge da molteplici fonti restando però decisamente personale. Sul palco il vero mattatore resta sempre Barman: stiloso, carismatico, teatrale mentre si dimena con la chitarra o enfatizza con le percussioni la voce roca e suggestiva perfetta per le sue canzoni di sapore sempre un po’ cinematografico. Pezzi amplificati anche dai vocalizzi animaleschi del chitarrista Mauro Pawlowski, coadiuvato anche dal multistrumentista Klaas Janzoons. Per i bis Barman si presenta adrenalinico e alquanto su di giri, e chiudono con “Suds and soda”, il loro più vecchio successo che ormai risale a diciassette anni fa, poi acclamato dal pubblico decide di uscire e regalare ancora due pezzi sforando le due ore di concerto e ventun pezzi in totale. Ancora avvincenti, belli da vedere e da ascoltare, assolutamente in controllo dei loro mezzi. Tutt’altro che bolliti o stanchi del ventennio di carriera, i belga meritano rispetto e attenzione per quello che riescono ancora a dare sul palco alla musica.

 

Gazzetta di Parma