Pensavo a una roba mentre tornavo a casa in auto.
A quanto mi girino le palle pensando di non poter avere la possibilità di aver gestito l’albergo di famiglia a Chianciano. È una cosa che mi fa smadonnare profondamente. Se e quando erediterò spero solo in uno dei casali. Prendere la licenza come agriturismo, rimetterlo in sesto, farsi il culo per trovare una clientela, bonificare il laghetto, rimettere a posto la vigna, rimettere le coltivazioni che c’erano fino a quando si stava in famiglia. Poi gli si è presa la voglia di nuovo, accompagnandosi a una mummia di seconda mano.
Tutto quello per dimostrare a me stessa di essere capace a farlo. So che ce la posso fare ma lo voglio anche vedere realizzato. E poi quando naviga bene si può vendere e tornare a fare il medico… ma vedere gente con le mani sulla cosa a cui avrei tenuto di più, per la cosa per cui ho passato la mia infanzia in modo non eccelso mi fa davvero imbestialire.