A Pienza l’orgoglio di rifarsi ai grandi classici

Read More

Nel cuore di Pienza,
l’antico Palazzo Salomone Piccolomini
apre le porte ai giovani talenti internazionali
dell’arte figurativa contemporanea.

Nella città di Pio II, nata da un sogno d’amore e da un’idea di bellezza, debutta il progetto “Giovani Artisti e il Classico” cui Roggero Roggeri ha dato vita insieme a Sara Mammana, e che vedrà, ogni anno, l’allestimento di due esposizioni dedicate ai migliori allievi delle Accademie italiane ed estere. Con l’obiettivo di valorizzare, nei tempi odierni, una forma artistica, quella del genere figurativo, spesso e ingiustamente poco considerata nel mondo delle esposizioni d’arte contemporanea, perché, a parere di molti esperti del settore, non più rispondente al sentire dell’uomo dei giorni nostri.

Il debutto, dal 16 settembre al l’8 ottobre, vedrà protagonisti 16 artisti, selezionatissimi della Florence Academy of Art di Firenze, un’istituzione di grande prestigio internazionale, nata oltre 25 anni fa, preziosa custode dell’antica sapienza tecnico-artistica che ha fatto grande l’arte italiana nei secoli.
Le 16 personalità artistiche prescelte per la mostra pientina sono pittori e scultori, particolarmente versati nelle arti figurative, provenienti da 12 Paesi del mondo, dall’India alla Corea, dagli Stati Uniti all’Australia, oltre che da varie nazioni europee. A selezionarli ha provveduto una commissione scientifica. Il tutto reso possibile dal mecenatismo garantito dall’Associazione Culturale “Biagiotti per l’Arte” che ha curato, per l’occasione, anche l’edizione di un approfondito catalogo scientifico. Il Comune di Pienza e l’UNESCO patrocinano il progetto.

Una scelta controcorrente e dal sapore vagamente provocatorio, quindi, quella portata avanti dall’associazione culturale di Pienza e dai curatori, che mira a sottolineare come la bellezza formale basata sui canoni armonici ed euritmici dell’estetica classica antica, sia ancora capace, oltrepassando le mode, di suscitare interesse ed attrarre il sentire profondo dell’uomo moderno, sempre più bisognoso, in un contesto di forte crisi identitaria politico-culturale, di avvicinarsi a quella pace e a quell’ equilibrio che solo la bellezza autentica sa infondere.

“Del resto, nel contesto dell’unica vera Città Ideale del Rinascimento: Pienza, questa manifestazione diviene – sottolinea Roggero Roggeri – un omaggio al prezioso insegnamento e alla grande eredità culturale che il papa umanista Pio II ha voluto, in maniera indelebile, imprimere nella propria città natale che, grazie ad un progetto unico e irripetibile, ha assunto le vesti di un complesso urbano esteticamente perfetto, in cui le leggi matematiche dell’armonia fungono ancora oggi da comune denominatore per l’emanazione di una bellezza sempre potente e ancora attuale.
In un mondo in cui la guerra e la violenza fanno scempio del patrimonio artistico internazionale, in cui la tutela dell’arte e delle radici storiche di ogni popolo è divenuta un dovere morale per la salvaguardia di quanto di più bello ed edificante il genere umano abbia generato nel corso della storia, Pienza in qualità di sito Unesco, si fa portatrice di un messaggio di speranza: nonostante i cambiamenti e le vertiginose trasformazioni della complessa società moderna, esiste ancora una parte dell’arte contemporanea che tramite il recupero dell’ antico sapere dei maestri del passato, è ancora in grado di trasmettere ed alimentare la Bellezza che, da sola, elevando gli animi, è davvero capace di salvare il mondo”.

LA FORMA DELLA BELLEZZA – The Florence Academy of Art
Durata: 16 settembre – 8 ottobre 2017
Sede: Palazzo Salomone Piccolomini, corso Rossellino, 41, Pienza
Orario di visita: Tutti i giorni 10,00/13,00 – 15,00/18,30
Ingresso Libero
Organizzazione: Associazione Culturale “Biagiotti per l’Arte”, tel. 340 6739044, fb: biagiottiperlarte biagiottiperlarte@gmail.com
Curatori: Sara Mammana – Roggero Roggeri

Mutina Boica: da giovedi’ 7 a domenica 10 settembre la nona edizione dedicata alla fondazione di Modena

Read More

Dopo alcuni giorni di preview, da giovedì 7 a domenica 10 settembre prende il via la nona edizione della rievocazione storica a cura di Crono Organizzazione Eventi realizzata in collaborazione con i Musei Civici di Modena nell’ambito del programma Mutina Splendidissima. Quest’anno la manifestazione è infatti dedicata all’anniversario della fondazione della colonia romana di Modena che, insieme a Parma e Reggio Emilia, festeggia i 2200 anni di vita. Tanti gli appuntamenti gratuiti presso il Parco Ferrari, i Musei Civici e il Novi Ark: domani martedì 5 e mercoledì 6 prosegue l’anteprima in attesa che l’evento entri nel vivo 

Visitare accampamenti ricostruiti come in epoca romana, assistere a battaglie campali e giochi equestri, seguire lectio magistralis, didattiche, laboratori per adulti e bambini, oltre a grandi spettacoli di rievocazione storica e perfino cenare in una “Caupona Mutinensis”, la ricostruzione di un’antica osteria romana, con menù rielaborati ed attualizzati al gusto contemporaneo: questo e tanto altro sarà possibile nel corso della nona edizione di Mutina Boica che, dopo alcuni giorni di anteprima, da giovedì 7 intensifica la programmazioneper proseguire fino a domenica 10 settembre. Ad accesso libero e gratuito, la manifestazione si svolge presso l’area del Parco Ferrari e il Novi Ark di Modena ed è realizzata con il contributo del Comune di Modena e in partenariato con i Musei Civici, dove avrà luogo una lectio magistralis.

Ormai consolidatasi come una delle principali rievocazioni storiche di epoca romana a livello nazionale, Mutina Boica ha quest’anno come filo conduttore la fondazione della città che, nel 183 a.C. – a pochi anni di distanza dall’inizio della costruzione della via Emilia – venne istituita insieme alle altre colonie romane di Parma e Reggio. Tante le novità del 2017, innanzitutto la durata: per un anniversario “speciale” un’edizione unica, preceduta da alcune serate di anteprima, per un totale di dieci giorni di appuntamenti tra grandi spettacoli di rievocazione, conferenze, concerti, living history e una proposta davvero particolare, la “Caupona Mutinensis”. Inaugurata lo scorso fine settimana, è la ricostruzione di una osteria dell’antica Roma e, fino a domenica 10 settembre presso il Parco Ferrari, propone un menù storico romano ispirato alle ricette del tempo rivisitate e attualizzate dal maestro di cucina Vainer Graziosi: un’esperienza imperdibile, per passare una serata a tavola nell’antica Roma tra gustatio, prima e secunda mensa o – meglio – antipasti, piatti principali e dessert.L’ingresso in Caupona è libero, dalle ore 19.30, e la consumazione obbligatoria: tutte le sere il menù storico si arricchisce di piatti del giorno sempre diversi e gli attori del Teatro Storico D’Azione, il progetto di Crono Organizzazione Eventi dedicato alla narrazione storica, offrono ai commensali dell’osteria la possibilità di acquistare a un prezzo simbolico le portate del “Menù dell’attore”, recitate al tavolo tra un piatto l’altro.

Domani martedì 5 – per il penultimo giorno di appuntamenti in anteprima – alle ore 21.00 la Caupona ospita la conferenza “Viticoltura ed enologia in età romana”, con l’agronomo ed enologo Mauro Catena, in collaborazione con il Consorzio Marchi Storici del Lambrusco Modenese e, a seguire, “Discorso sul mito: Dionisio e il Vino”, con l’attore e narratore Vittorio Continelli, cantastorie moderno di miti antichi, che racconta di Dioniso e del suo culto in una serata dedicata alle uve, alla mitologia e al piacere.

Mercoledì 6 alle ore 21.30 si conclude l’anteprima di Mutina Boicacon lo spettacolo del ciclo “La storia in Scena”, con Vittorio Continelli e gli attori del Teatro Storico di Azione: “Historiae Mutinenses, Racconti Dalla Colonia”.I miti e gli eroi omerici accompagnano gli spettatori in una serata dedicata alla fondazione della colonia mentre le storie e i racconti dei primi mutinenses affiorano dalle pietre che sono giunte fino a noi.

Prosegue anche quest’anno l’importante collaborazione con i Musei Civici, per cui alcuni appuntamenti avranno luogo presso Palazzo dei Musei e il Novi Ark: tra gli altri, sabato 9 settembre Marc Mayer Olivé, professore di Filologia Latina all’Università di Barcellona e Vicepresidente dell’Associazione Internazionale di Studi Classici tiene una lectio magistralis dal titolo “La prima Mutina, porta di Roma o città di frontiera?” (ore 17.00, Sala dell’Archeologia, Musei Civici). A seguire, al Parco Archeologico del Novi Ark, si potrà assistere al tradizionale arrivo del corteo storico (sempre sabato 9, ore 18.00). Nell’ambito della collaborazione con i Musei Civici avrà luogo anche la lectio magistralis di Giovanni Brizzi, ordinario dell’Università degli Studi di Bologna, che terrà l’approfondimento dal titolo “183 a.C. Annibale e Scipione, ultimo atto” (domenica 10, ore 17.00, Parco Ferrari). Al Parco Ferrari anche quest’anno saranno numerose le messe in scena di combattimenti tra gladiatori, come “Il mito delle origini: da Romolo e Remo alla fondazione di Mutina”,spettacolo di ricostruzione storica ideato da Fabio Ferretti, a cura di Crono Organizzazione Eventi (venerdì 8 e sabato 9, ore 22.00), oltre a “Ludus Mutinensis: i giochi gladiatori celebrano la nascita della colonia” e “Munera Gladiatoria”
: gli spettacoli di ricostruzione storica e gladiatorii a cura di Ars Dimicandi, una delle più importanti scuole di gladiatura d’Italia e gruppo storico di fama internazionale, che ha anche partecipato al cast di grandi produzioni tv e cinematografiche, come il serial Rome-HBO e il kolossal “Ben Hur’”, remake della celebre pellicola del 1959 (rispettivamente sabato 9, ore 21.00 e domenica 10, ore 19.30). O, ancora, la grande battaglia campale con spettacolo di ricostruzione a cura di Crono Organizzazione Eventi “Mutina deducta est: La fondazione di Modena tra guerra e rito” (domenica 10, ore18.00).

Non mancheranno poi altri interessanti approfondimenti, come “Mutina: l’alba dell’impero”, presentazione del romanzo di Gabriele Sorrentino (giovedì 7, ore 21.30, Caupona) e “Il sacro fuoco di Vesta”, il rito delle Vestali, a cura di Colonia Iulia Fanestris (sabato 9, ore 24.00 e domenica 10 ore 19.00). Mutina Boica propone poi quest’anno un ricco programma musicale, che prevede una serie di concerti con musica folk e celtica: da quello dei Belthane a quello degli Irish Five (giovedì 7 alle 21.00 e alle 22.30),da quello dei Micro Irish Band alla performance degli Emilian Pagan Folk (venerdì 8 alle 20.30 e alle 22.30) e dei Siegel Senones (sabato 9 alle 22.40), fino ai Drunken Sailor (domenica alle 21.30).

E poi ben 10 stand gastronomici e 45 espositori del mercatino storico artigianale (che aprono i loro battenti giovedì e venerdì alle ore 18.00, sabato e domenica a partire dalle 12.00), i campi storici (sabato dalle ore 14.30 e domenica già alle 10.30) e, “Graffiti dell’antica Roma”: messaggi politici, dichiarazioni oscene e d’amore sui muri della Caupona, un’attività a pagamento, con registrazione all’Infopoint (venerdì 8 e sabato 9 dalle 19.00, domenica 10 dalle 19.20). Novità di quest’anno è anche il primo premio della Lotteria Mutina Boica: sostenendo la manifestazione si potrà vincere un soggiorno a Nīmes con ingresso a “Les Grand Jeux Romains”, un grandioso spettacolo storico all’interno dell’anfiteatro romano della splendida città francese e la cui estrazione sarà sabato 9 alle ore 22.30.

E, ancora, sessioni di archeologia sperimentale sulla lavorazione del vetro (sabato 9 alle ore 19.00) e del ferro (domenica 10 alle ore 16.45) e un ricco programma di attività, pensate anche per i più piccoli. Sabato e domenica si va dalle didattiche gratuite ai campi storici che, tra le altre, prevedono spiegazioni su l’arte del simposio tra i celti, la divinazione etrusca e la centuriazione romana, le armi dei celti e di Roma, i ferri del cerusico celtico, la filatura e tessitura della lana e l’alimentazione e panificazione tra i celti -oltre alla preparazione di ghiande missili – a “Gioca con la storia”, tanti laboratori per bambini a pagamento e su prenotazione presso l’Infopoint – che vanno dall’addestramento alla battaglia alla scherma celtica, dai giochi dell’antichità ai laboratori di scrittura, al battesimo della sella (info e prenotazioni: presso l’area cavalli).
Mutina Boica, che lo scorso anno ha superato le 40.000 presenze, è un’iniziativa di Crono Organizzazione Eventi, realizzata con il contributo del Comune di Modena, della Regione Emilia Romagna e dellaFondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con il Mibact. E’ organizzata in collaborazione con i Musei Civici di Modena all’interno del programma “Mutina Splendidissima”(www.mutinasplendidissima.it) che, a sua volta, fa  parte del più ampio progetto “2200 anni lungo la Via Emilia”, promosso dai Comuni di Modena, Parma e Reggio Emilia, dalle Soprintendenze Archeologiche di Bologna e Parma, dal Segretariato Regionale Beni, Attività culturali e Turismo, e dalla Regione Emilia – Romagna (www.2200anniemilia.it). La rievocazione è realizzata grazie al sostegno, tra gli altri, di BPER: Banca, Coop Alleanza 3.0 e Villani Salumi – che, da anni, a valorizzazione delle iniziative del nostro territorio, contribuisce con una fornitura di prodotti utilizzati nell’ambito della manifestazione – e al coinvolgimento di oltre 30 associazioni di rievocazione italiane ed estere,composte da volontari e appassionati,impegnate nel programma culturale della manifestazione e degli spettacoli.

 

Per informazioni e dettagli sul programma:

www.cronoeventi.it

A Milano arriva “L’Arte Ribelle”, Galleria Gruppo Credito Valtellinese

Read More
Ph: Fabrizio Stipari / CreVal

A quasi cinquant’anni dalla data-simbolo del “Sessantotto”, una grande mostra si propone di indagare tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam, per proseguire poi almeno sino alla metà degli anni settanta.

Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, direttori artistici delle Gallerie del Credito Valtellinese, hanno accolto il progetto ideato da Marco Meneguzzo che, dietro al titolo emblematico di “Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto”, ha inteso analizzare il tentativo di costruire un linguaggio artistico “politico” e “popolare” insieme. La mostra proposta presenta così un gruppo abbastanza ristretto di artisti, essenzialmente operanti tra Milano e Roma, mettendo a confronto linguaggi cosiddetti “alti” (pittura da un lato e arte “concettuale” e comportamentale dall’altro) e “bassi” (l’illustrazione di riviste e di fanzine, come “Re Nudo” e altre), che in quegli anni hanno cercato di costruire un vero e proprio linguaggio espressivo al contempo innovativo e accettato dalle grandi masse , dove il confronto tra arte e illustrazione, tra arte e ciò che un tempo si definiva “propaganda”, pur essendo entrambi schierati ideologicamente dalla stessa parte, costituisce uno dei motivi più interessanti.

“Se la Francia – affermano i due direttori – ha celebrato la sua “Figuration Narrative” con una mostra al Centre Pompidou (maggio 2008), ci pare opportuno che Milano – cuore della protesta studentesca e operaia italiana – faccia altrettanto con gli artisti e anche coi semplici illustratori, che furono testimoni attivi di quella stagione, e che costituirono un esempio importante, duraturo e linguisticamente non secondo a nessuno nell’Europa di quell’epoca”.

Di qui, appunto, il Progetto “Arte ribelle” che dall’11 ottobre, proprio a Milano, presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Corso Magenta, approderà in una grande e selezionatissima retrospettiva sui protagonisti, sul fronte dell’arte di quel momento storico e sociale. Il curatore ha selezionato per questa rassegna un’ottantina di opere – alcune di grande dimensione – e una nutrita serie di documenti illustrati, oltre alle testimonianze fotografiche, centrate non tanto sugli avvenimenti, ma sul costume dell’epoca.

Il catalogo che accompagna l’esposizione si pone come strumento fondamentale per la comprensione dell’arte e dell’immaginario figurativo del periodo: un approfondito saggio del curatore, una serie di interviste inedite ai protagonisti, saggi dedicati a singoli aspetti del periodo, – stilati da Alberto Saibene, Enrico Morteo, Francesca Caputo, Matteo Guarnaccia, un forte apparato iconografico farà di questo volume un punto di vista aggiornato sull’argomento.

Tra i protagonisti della mostra troviamo Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Fernando De Filippi, Nanni Balestrini, Age, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Fabio Mauri, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Pablo Echaurren, Mario Schifano, Ugo La Pietra, Umberto Mariani, Franco Vaccari, Gianni Pettena, Gianni Emilio Simonetti, Giangiacomo Spadari, Franco Mazzucchelli. A questi artisti si affiancano coloro – Matteo Guarnaccia tra i molti – che in quel periodo, magari anonimamente, hanno operato nel campo dell’illustrazione, del muralismo e nelle diverse altre forme di comunicazione visiva, a comporre un affresco ragionato di uno dei momenti più magmaticamente creativi della cultura italiana del Novecento.

La grande mostra milanese avrà una corrispondenza a Fano (non in perfetta sincronia temporale, ma certamente una coincidenza tematica) alla Galleria Carifano in Palazzo Corbelli, dove quell’importante progetto nazionale vivrà una declinazione monografica. Ad essere proposta alla Galleria Carifano è una originale indagine su Cesare Marraccini, “il profeta sorridente”, protagonista, nella sua veste di collezionista e amico di molti artisti, di quell’Italia dell’arte tra gli anni Sessanta e Ottanta che è oggetto della grande esposizione milanese.
Per la prima volta, 50 opere, il meglio della sua fondamentale collezione, viene proposto in una mostra. Ad essere “svelate” in Palazzo Corbelli sono opere di artisti come Paolo Baratella, Giuseppe Guerreschi, Sergio Sarri, Ercole Pignatelli, Luca Alinari, Titina Maselli, James McGarrell, Gerard Tisserand, Rod Dudley, Carlos Mensa, Sergio Fergola, Augusto Perez, Renzo Vespignani, Valeriano Trubbiani, Antonio Recalcati, Giacomo Spadari, Umberto Mariani, Guido Biasi, Sergio Vacchi.
A dimostrare come l’Arte Ribelle non sia stato un movimento circoscritto alle grandi città ma abbia affascinato anche la provincia, naturalmente la più vivace e curiosa.

Coordinate mostra

Titolo
ARTE RIBELLE
1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto

Sedi
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta n. 59 – Milano

Durata
12 ottobre – 9 dicembre 2017

Vernice per la stampa
mercoledì 11 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 13.00
Galleria Gruppo Credito Valtellinese

Inaugurazione
mercoledì 11 ottobre ore 18.30
Galleria Gruppo Credito Valtellinese

Orari e ingressi
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
da martedì a venerdì 13.30-19.30
sabato 15.00-19.00
chiuso domenica e lunedì, 1 novembre e 8 dicembre
INGRESSO LIBERO

Informazioni al pubblico
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
galleriearte@creval.it – www.creval.it

Roma Fringe: cosa vedere dal 3 al 9 settembre. Perfomance e proiezioni, Risate e Miti, tra Oscar Wilde, Shakespeare e Ovidio

Roma Fringe Festival 2017
Il Teatro InFesta
Il programma dal 3 al 9 settembre
Giocando con il corpo e le proiezioni, tra Shakespeare, i social network, Oscar Wilde e Ovidio, risate e miti
… e poi sorprese con il cinema e proiezioni con grandi ospiti…
Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115. Dalle 19.30 a mezzanotte
Tra grandi classici rivisitati e nuove drammaturgie, giocando con il corpo e le proiezioni, tra Shakespeare, i social network, Oscar Wilde e Ovidio, provocatorie perfomance e testi inediti, risate e mitologia greca, dal 3 al 9 settembre prosegue il Roma Fringe Festival con gli spettacoli in concorso per la seconda settimana.
Come sempre all’insegna delle proposte alternative, mai banali e per tutti i gusti, sono in arrivo al Roma Fringe anchesorprese il sabato con grandi ospiti dalla scena cinematografica e non solo.
Tutto nel fresco della scenografia ottocentesca di Villa Mercede, un’isola felice da vivere 7 giorni su 7, dalle 19.30 alle 2 di notte, in cui respirare arte e cultura con 8 spettacoli a sera, insieme a un’area food e mescita con Birra Artigianale. Inoltre, per il pubblico più affezionato è possibile trovare al botteghino biglietti omaggio, e sconti per i possessori di Bibliocard.

Programma dettagliato su: www.romafringefestival.it

Spettacoli in scena al Roma Fringe Festival dal 3 al 9 settembre
Real Lear IF Prana, di Caterina Simonelliregia di Marta Richeldi  Teatro Classico / Riscrittura.  Attraversare la storia del Lear di Shakespeare creando nuove leggende, tutte personali e in cui prepotente appare la Realtà. C’è un re, c’è un vecchio e ci sono le figlie di questo re, di questo vecchio. Poi ci siamo noi, gli eredi bastardi. Noi i figli di un tempo che non è capace di parlare come sente.
Edizione straordinaria Chiara Catalano di Pier Paolo Fioriniregia di Francesca Staasch Commedia. Un monologo – esilarante e drammatico allo stesso tempo – dove la protagonista – Marina Maniscalchi – esplode nelle diverse voci di se stessa: stralci della coscienza, deviazioni della psiche, piccole esperienze quotidiane, preoccupazioni, desideri, lutti, ricordi, manie di grandezza, momenti di sconforto, conflitti tra l’io, l’es e il super-io, in una sequenza adrenalinica di capriole e giravolte.
METAMORFOSYSTLAB di Vittoria FaroPerformance art Il mito ovidiano in una mutata forma, in una riscrittura scenica performativa, che racconta una nuova genesi dell’umanità proiettata in una delle possibili dimensione del futuro prossimo, quello in cui la realtà fenomenica soccombe alla sua immagine virtuale affidata alla Rete.
IL CIRCO CAPOVOLTOTeatro delle Temperie di Andrea Luporegia di Andrea Paolucci Teatro Civile Un vortice in cui memoria, appartenenza, famiglia e sangue si mescolano a guerra, deportazioni, tradimenti, fughe e vendette. Un circo costretto in dieci scatoloni in attesa di liberare tutto il suo carico di storie di umanità, di gioia e leggerezza.
InFiamma Compagnia Il Girasole di Simone Castano. Dramma Una scrittura scenica collettiva nata dall’incontro di tre testi: il “Don Giovanni” di Molière, il “Caligola” di Camus” e l'”Amleto” di Shakespeare. La storia di un’umanità, di uomini, alla continua ricerca della propria fiamma, fiamma intesa come libertà.
Regine sorelle Teatro dell’Osso di Mirko Di Martino regia di Mirko Di Martino  Monologo storico Maria Antonietta e Maria Carolina: figlie di Maria Teresa d’Austria e spose di Luigi XVI e  Ferdinando di Borbone. Due regine, due figlie, ma forse, soprattutto, due sorelle. Da piccole, Antonietta e Carolina erano fortemente legate l’una all’altra, ma vennero ben presto divise dal corso della storia.
Romeo era grasso e pelatoTitania Teatro di Davide Saccoregia di Daniela CenciottiCommedia Due personaggi presi a pretesto dal fantasmagorico mondo shakespeariano, Lady Macbeth e Giulietta messe insieme in un luogo non luogo con una domanda: come è il vostro uomo? Un’ironica indagine su tutte le “idolizzazioni” che le donne spesso fanno degli uomini.
Le Notti BiancheARTre Produzioni di Gabriele Granito. Teatro Classico Tratto dal romanzo di Fëdor Dostoevskij, lo spettacolo racconta le quattro notti di due giovani pietroburghesi incontratisi, per caso,  in una magica notte assolata dell’estate russa. Lui è un folle sognatore che vive alla ricerca di un amore non onirico, lei è una ragazza che spera che il suo fidanzato torni per sposarla.
Il Laboratorio della Vagina ovvero LOTTO per lei, Commedia Prima di poter parlare di noi dobbiamo poter parlare del nostro organo sessuale. Storie ironiche, incredibili, fantasiose o drammatiche. Parole che in toni e colori diversi vogliono restituire sacralità al corpo della donna, parole per festeggiarci, parole per sdrammatizzare.
AUDIZIONELe Ore Piccole di Chiara Arrigoniregia di Francesco Toto – Dramma. In uno scantinato si sta svolgendo un’audizione per un incarico di una sola sera pagato 100.000 euro. Il requisito fondamentale dei partecipanti è uno: essere sieropositivi.
Maria Padilha rainha do cabaretLa compagnie de l’hydre (Bruxelles)di Federica CastellanoPerformance art “Vero o falso, sono io!”, Maria Padilha avvolta da un tessuto rosso, danzando e volteggiando, danza attraverso i suoi ricordi ricostruendo quello che era il suo cabaret, di cui era la regina.
Oscar W.Virgolatreperiodico di Andrea Onori, Mariagrazia Torbidoni
regia di Andrea OnoriMonologo letterario Partire da Wilde per mettere in scena Wilde, il tutto nelle mani di una sola attrice che, in un susseguirsi di scambi tra persona e personaggio, dà vita a una scena spesso fatta di ribaltamenti e trasformazioni, dove anche il tempo e lo spazio non seguono necessariamente le regole della logica, affidandosi piuttosto al fascino dell’immaginazione e del gioco teatrale.
Club 27-a song for no one-I Cani Sciolti Compagnia Teatrale Artigianale  di Luca Pastoreregia di Luca Pastore Dramma IL CLUB come un limbo in un tempo sospeso che racchiude le maggiori e influenti personalità dell’ultimo secolo d’arte, delimitato dallo spazio bianco, dalla totale mancanza di confini ai quali gli artisti sono tanto legati e sui quali hanno costruito il loro essere “artista” il DOLORE È BIANCO.
OcchioPinRueda Teatro di Laura NardinocchiDramma Una città di provincia. Una società come tante altre. Tutti credono nei medesimi ideali. Nessuno vuole differenziarsi. È troppo rischioso. Ma un giovane adolescente decide di provarci.
La favola di psicheMAG-movimento artistico giovanile  di Flavio Mariglianiregia di Flavio Marigliani. Monologo Dopo una lunga serie di peripezie per trovare marito, Psiche e le sue sorelle si sposano. Psiche è la fortunata scelta direttamente da Amore, il “Signore di tutti”, onnipotente e bellissimo dio, che però mette una condizione molto particolare al suo matrimonio. Psiche non dovrà mai vedere il suo aspetto. Infatti Amore non si mostra mai a nessuno, tantomeno alla moglie, nemmeno nei momenti di maggiore intimità. La curiosità di Psiche di vedere quale sia il vero aspetto di suo marito cresce fino al punto che una notte, approfittando del sonno di Amore, la donna accende la luce e infrange il divieto. Psiche scoprirà così il vero aspetto dell’Amore…
L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e si svolge con il Patrocinio delle Biblioteche di Roma.
Appuntamento con il Roma Fringe Festival dal 30 agosto al 21 settembre a Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115 (Zona San Lorenzo). Ingr. gratuito, spettacoli 6 euro.

Francis Bacon ospite alla Fondazione Magnani Rocca

Read More

Un’eccezionale asta da Sotheby’s a Londra, nel luglio 2015, decreta il “Bacon Myth”: in catalogo, oltre a due autoritratti del 1975 e 1980, l’opera del 1961 Study for a Pope I, nata dall’ossessione di Francis Bacon per il Ritratto di Innocenzo X di Velázquez e appartenuta a Gunter Sachs, noto playboy negli anni ’50 e ’60 e terzo marito di Brigitte Bardot.
Il mito di Bacon (Dublino 1909 – Madrid 1992) raggiunge ora la Fondazione Magnani-Rocca: il celebre dipinto di Bacon Two Americans del 1954, appartenente alla Collezione Barilla di Arte Moderna, viene infatti esposto dal 9 settembre al 10 dicembre 2017 accanto ai capolavori di ogni tempo raccolti da Luigi Magnani nella Villa di Mamiano di Traversetolo presso Parma.
Il mito dell’artista aveva forse conosciuto l’apice nel novembre 2013 quando il suo trittico Three Studies of Lucian Freud del 1969, battuto in un’asta di Christie’s a New York, divenne il quadro più pagato della storia, superando il precedente primato che apparteneva a HYPERLINK“http://www.corriere.it/cultura/12_maggio_03/urlo–munch–record–manazza_5ee27b40–94ea–11e1–ad93–f55072257a20.shtml“ L’Urlo di Munch.

“Anch’io quell’opera la consideravo difficile, l’ho un po’ subita, ma poi col passare del tempo, l’ho capita sempre più profondamente, me ne sono innamorato…”
 confessa Pietro Barilla nelle pagine di un’intervista solo cronologicamente impossibile redatta da Francesco Alberoni a cento anni dalla nascita del grande industriale.
L’opera che inizialmente turba il patron della Barilla, ma di cui, in seguito, subisce la malia è proprio Two Americans di Francis Bacon, acquistata presso la galleria Mario Tazzoli a Torino nel 1968 per arricchire ulteriormente la sua collezione privata pensata per condividere e rendere fruibile l’arte in quanto esperienza migliorativa di vita, a partire dagli ambienti di lavoro stesso che disseminerà di dipinti e sculture: da Picasso a Max Ernst, a Ensor, de Staël, Soutine, Moore, agli italiani Morandi, Boccioni, de Chirico, Savinio, Marini, Cascella, Manzù, Messina, Pomodoro, Soldati, Morlotti, Burri, Fontana, Guttuso, Maccari, Ceroli.
L’artista esegue il dipinto presumibilmente a Ostia, ultima tappa di un breve soggiorno in Italia nell’autunno del 1954. Non è, tuttavia, un assiduo frequentatore del Bel Paese; nonostante il suo dichiarato amore per la scultura di Michelangelo, non è mai stato a vedere la cappella Medici, non ritiene neppure necessario recarsi alla Biennale di Venezia dove proprio in quel periodo sono esposti alcuni suoi lavori, né tanto meno considera opportuno visitare la Galleria Doria Pamphilj di Roma per vedere il Ritratto di Innocenzo X di Velázquez, fonte di ispirazione per una serie di otto studi eseguiti fra il ’50 e il ’53.
I personaggi ritratti sono due americani che Bacon aveva visto talvolta affacciandosi dalla finestra del suo albergo a Roma. In uno spazio arcano colloca due busti di uomini in completo scuro, camicia bianca e cravatta, forse a simbolo della mascolinità contemporanea con la tenuta tipica dell’uomo d’affari, che sembrano materializzarsi dal buio profondo dello sfondo. Un semplice spazio quadrangolare originato da sottili filamenti bianchi che tracciano il perimetro del muro di fondo e quello delle mura laterali di un cubo nero e compatto crea una scatola di vetro, una cornice che non serve ad altro se non a isolare e concentrare l’attenzione sull’immagine che contiene, permettendo di vederla meglio. Preoccupazione costante per l’artista è, fin dagli esordi, che tra due figure tenda inesorabilmente a insinuarsi una storia. Soltanto l’azione di tondi o di parallelepipedi che isolino la figura nel quadro impedirà che una storia s’insinui nell’insieme rappresentato, esorcizzandone quindi il carattere illustrativo e narrativo. Isolare è per Bacon il modo più semplice per spezzare la narrazione, impedire l’illustrazione, liberare perciò la figura attenendosi al dato di fatto. A colmare il resto del quadro non sarà né il paesaggio, né un qualsivoglia elemento informale; esso, piuttosto, verrà occupato da grandi campiture di colore cupo e tetro aventi come unico intento di attrarre la forma. Da questo spazio insondabile emergono due volti in fase di dissolvimento, sottoposti a un’evidente distorsione sotto i colpi dei pennelli e delle spatole, o a causa dei colori che l’artista stesso spreme sulla mano e poi scaglia direttamente contro la tela. Bacon spiega che: “in quei momenti sono pronto a tutto: cancello con lo straccio o prendo il pennello e frego via quello che ho appena dipinto, ci passo sopra l’acquaragia, ci dipingo sopra qualcos’altro … tutto pur di spezzare l’organizzazione razionale dell’immagine, purché cresca spontaneamente, cioè secondo la propria struttura e non quella che io le impongo” […] “io voglio deformare le cose al di là dell’apparenza, ma allo stesso tempo voglio che la deformazione registri l’apparenza”.
L’uomo a sinistra è caratterizzato da una bocca lievemente allargata in un ghigno beffardo che scopre tutta la dentatura e deforma i tratti del viso come in un’immagine radiografica. Ammetterà, in seguito, Bacon di essersi rifatto ad alcune radiografie pubblicate nel libro Positioning in radiography acquistato durante un viaggio a Berlino. Il suo è un sorriso inquietante poiché è proprio in funzione di questo sorriso che il viso va disfacendosi, come sotto l’azione di un acido corrosivo divenendo insostenibile, intollerabile. Solo il sorriso insistente che Bacon suggerisce di chiamare sorriso isterico saprà sopravvivere alla dissipazione del volto e alla prossima e ineluttabile cancellazione del corpo. Anche l’uomo di destra, tuttavia, è sottoposto alle medesime forze di deformazione che s’impossessano della testa della Figura, divenendo visibili come se la testa stesse tentando di scrollarsi di dosso il suo stesso volto.
Bacon, come scrive il filosofo Gilles Deleuze nel 1981, spera “sempre di deformare le persone fino a ottenere l’apparenza; non può dipingerle letteralmente”. Il suo intendimento è quello di far emergere, rendere visibili, forze invisibili. L’intero corpo è proteso a fuggire dalla bocca che qui non urla, come spesso avviene nei personaggi rappresentati dall’artista. Oltre al grido c’è infatti il sorriso che assolve la funzione di dileguamento del corpo. Difficile non avvalersi delle parole di Lewis Carroll intente a descrivere la sparizione del gatto in Alice nel paese delle meraviglie: “e questa volta svanì molto lentamente (…) finendo con il sogghigno, che rimase per un po’ quando già tutto era sparito”.

FRANCIS BACON Two Americans
Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 9 settembre al 10 dicembre 2017. Aperto anche tutti i festivi, compresi 1 novembre e 8 dicembre.
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso. Ristorante e Caffetteria nella corte del museo Tel. 0521 848135.
Ingresso: € 10,00 valido anche per la mostra PUBBLICITÁ! e per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: Tel. 0521 848327 / 848148 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Il martedì ore 15.30, il sabato ore 16 e la domenica e festivi ore 11.30, 15.30, 16.30, visita alla mostra PUBBLICITÁ! e al focus su Francis Bacon con guida specializzata; è consigliato prenotare via email a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 15,00 (ingresso e guida).
Presentando il biglietto d’ingresso della Fondazione è possibile visitare lo Csac a prezzo scontato www.csacparma.it.
Sempre presentando il biglietto d’ingresso della Fondazione, fra il 30 settembre e l’8 ottobre, ingresso a prezzo scontato al Mercanteinfiera presso le Fiere di Parma www.mercanteinfiera.it.

Info: www.magnanirocca.it

MUTINA BOICA: CONFERENZE E SPETTACOLI PER SCOPRIRE LA FONDAZIONE DELLA COLONIA DI MUTINA

Read More

Nell’ambito della nona edizione della rievocazione storica a cura di Crono Organizzazione Eventi viene approfondito in diversi appuntamenti l’anniversario della fondazione della colonia romana di Modena che, insieme a Parma e Reggio Emilia, venne istituita nel 183 a.C.: nel fine settimana due importanti incontri, in collaborazione con i Musei Civici, e quattro spettacolari ricostruzioni di battaglie animeranno la manifestazione, oltre al ricco programma in partenza già da giovedì 7

Mutina Boica, da giovedì 7 a domenica 10 settembre presso il Parco Ferrari e il Novi Ark – a ingresso gratuito – prevede un ricco programma di appuntamenti per approfondire l’anniversario della fondazione della colonia di Mutina, filo conduttore dell’edizione di quest’anno, ed è realizzata con il contributo del Comune di Modena e in partenariato con i Musei Civici.
Per riflettere sul tema dell’istituzione di Mutina in relazione alla politica di Roma e alla fondazione delle altre colonie romane transalpine Marc Mayer Olivétiene una lectio magistralis – in collaborazione con il Museo Civico Archeologico di Modena – dal titolo “La prima Mutina, porta di Roma o città di frontiera?”. Come di consueto nell’ambito della manifestazione i Musei Civici propongono infatti un incontro di approfondimento scientifico con un esperto di livello internazionale. Quest’anno è la volta di Marc Mayer Olivé, professore di Filologia Latina all’Università di Barcellona e Vicepresidente dell’Associazione Internazionale di Studi Classici (sabato, ore 17.00, Musei Civici, Sala dell’Archeologia). A seguire, al Novi Ark, si potrà assistere al tradizionale arrivo del corteo storico da Largo Porta Bologna e a una visita guidata attraverso i monumenti conservati nei Lapidari al piano terra di Palazzo dei Musei.
Domenica 10 sarà la volta della lectio magistralis di Giovanni Brizzi, ordinario dell’Università degli Studi di Bologna e profondo conoscitore delle vicende della Seconda Guerra Punica che, nell’appuntamento dal titolo “183 a. C. Annibale e Scipione, ultimo atto”, tratterà delle scomparse, a pochi mesi di distanza, di Annibale e Scipione l’Africano, entrambe avvenute nel 183 a. C., figure chiave di quella fase storica e utili a far comprendere il quadro politico nel quale si inserì la fondazione di Modena (domenica, ore 17.00, Parco Ferrari).
Anche quest’anno poi, al Parco Ferrari, saranno tanti gli spettacoli realizzati da oltre 400 reenactors celti, romani ed etruschi: a partire da Il mito delle origini: da Romolo e Remo alla fondazione di Mutina, uno spettacolo di ricostruzione storica, ideato da Fabio Ferretti, a cura di Crono Organizzazione Eventi (venerdì 8 e sabato 9, ore 22.00), che tra mito e archeologia ripercorre la fondazione di Roma, le vicende del progenitore Enea e della leggenda di Romolo e Remo.
Come si svolgevano i giochi gladiatori che celebravano la fondazione delle colonie? Lo spettacolo Ludus Mutinensis (sabato, ore 21.00) illustrerà aspetti dei giochi pubblici legati alla città di Mutina, con riferimenti a Marziale, Glauco e alla coppa della Scartazza. A interpretarlo Ars Dimicandi, un gruppo storico di fama internazionale che ha anche preso parte al cast dell’ultimo kolossal “Ben Hur’”, remake della celebre pellicola del 1959.
E, ancora, altri due grandi spettacoli di rievocazione storica: Mutina deducta est: La fondazione di Modena tra guerra e rito, battaglia campale a cura di Crono Organizzazione Eventi, in cui andranno in scena episodi legati alla nascita di Modena (domenica, ore 18.00) e Munera Gladiatoria, spettacolo gladiatorio a cura di Ars Dimicandi (domenica, ore 19.30).
La battaglia vedrà il coinvolgimento di oltre 200 rievocatori e sarà raccontata attraverso le voci degli attori Lara Guidetti, Marco Marzaioli, Riccardo Palmieri e Saverio Bari. La regia e la scrittura dei testi sono a cura di Fabio Ferretti per Crono Organizzazione Eventi.

CÉZANNE – Le Chant de la terre

Read More

OPERE DI CEZANNE DI ILLUSTRE PROVENIENZA ITALIANA
NELLA GRANDE RASSEGNA DELLA FONDATION PIERRE GIANADDA
A MARTIGNY IN SVIZZERA

Fra gli oltre cento capolavori di Paul Cèzanne esposti per tutta l’estate (fino al 19 novembre) nella grande
rassegna proposta dalla Fondation Pierre Gianadda a Martigny (Svizzera) figurano anche alcune opere che
potremmo definire “italiane” perché appartenute a personaggi significativi della nostra storia
imprenditoriale e culturale o perché provenienti dai nostri musei.
In primo piano senza dubbio sono da considerare due dipinti che Egisto Paolo Fabbri, fiorentino nato a New
York nel 1866 e morto a Firenze nel 1933 acquistò in occasione dei suoi soggiorni a Parigi, dove aveva una
residenza, dopo essere rientrato in Italia dagli Stati Uniti con lo zio Egisto (1828-1894) che, morto il fratello
Ernesto, aveva adottato lui e i suoi fratelli, prima del rientro in Italia nel 1883. Negli Stati Unii il vecchio
Fabbri in 33 anni di permanenza (dal 1850 al 1883) si era costruito un piccolo impero sia come banchiere –
in società nientemeno che con John Pierpoint Morgan – sia operando nel campo dei trasporti marittimi con
la ditta Fabbri & Chauncey descritta allora da The New York Times come "one of the biggest shipping
houses in America".
Il giovane Egisto Paolo aveva studiato pittura a New York alla scuola di Julian Alden Weir, pittore che
aveva conosciuto in Francia l’impressionismo, considerandolo in prima istanza orribile, per poi
comprenderne la novità e farsene promotore in patria. L’arrivo in Italia e la possibilità di
soggiornare a Parigi lo introdussero in modo diretto alla produzione impressionista e in particolare
all’opera di Cézanne, di cui divenne un vero cultore oltre che un collezionista appassionato: ben 38
sono le tele del Maestro che ornavano le pareti del suo appartamento parigino e che per la quasi
totalità furono acquisite direttamente da Ambroise Vollard, “il” mercante parigino di Cézanne. Fra di
esse, anche quindici paesaggi, due dei quali sono ora a Martigny: La Côte des Jalais à Pontoise (1878-1879),
ora di proprietà della Fondation Louis Vuitton di Parigi, e Le Hameau du Valhermeil, Auvers-sur- Oies (1881),
opera che è ora in una collezione privata di Tokyo ma che è passata, fra le altre, dalla collezione dello
scrittore tedesco Erich Maria Remarque (pseudonimo di Erich Paul Remark), autore notissimo in particolare
per il libro “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, e poi della moglie di lui l’attrice Paulette Goddard, che
la conservarono nella loro casa di Ronco sopra Ascona, in Canton Ticino,per quasi 40 anni, dal 1940 al 1979.
Della prima di queste opere, particolarmente efficace nei colori e nella composizione, Daniel Marchesseau,
che illustra in catalogo tutte i dipinti esposti, scrive che essa “partecipa pienamente dell’impressionismo e
testimonia della frenesia del pittore che va a disporre il proprio cavalletto di fronte a dei punti di vista dalle
prospettive inaspettate.”
Due anche le opere – l’olio Maison parmi les arbres (1904-1906) e l’acquerello Rochers à Bibemus (1895-
1900) – che appartennero a Lionello Venturi, storico dell’arte raffinato e acuto che, trasferitosi in Francia
nel 1931 dopo essere stato rimosso dalla cattedra di Storia dell’Arte all’Università di Torino per non aver
accettato (uno dei 13 tra gli oltre 1200 cattedratici italiani) di prestare giuramento di fedeltà al fascismo,
realizzò nel 1936 il primo Catalogue raisonné (catalogo ragionato) dell’opera di Cezanne che fu pubblicato
con il titolo “Cézanne, son art, son oeuvre” da Paul Rosenberg, illustre gallerista parigino. La Maison parmi
les arbres, acquisita da Venturi direttamente da Vollard, è forse l’opera più intrigante presente in mostra,
dalla modernità sconcertante: l’artista ha ormai settantacinque anni e racconta il paesaggio con rapidi
tocchi di pennello, macchie indistinte che spiccano sulla tela lasciata grezza per buona parte della sua
superficie. Un racconto alla maniera dell’acquerello, potremmo dire, ma estremamente fresco con quei
colori che annunciano più che descrivere la campagna nei dintorni di Aix-en- Provence. Anche nella seconda
opera la scena è simile e ancor più della “casa” tende inconsapevolmente all’astrazione. Da segnalare che
questo lavoro passò dalla Collezione di Venturi a quella – altrettanto illustre – di Gianni Mattioli.

A segnare l’attenzione del collezionismo italiano verso Cézanne sono in esposizione altre due opere, una –
Le Cabanon de Jourdan (1906) – che appartenne al milanese Riccardo Jucker (ora conservata presso la
Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma) che è considerato l’ultimo dipinto di
Cézanne e un Esquisse de baigneuse (1900 ca), una sorta di disegno ad olio su tela che passò dalla
Collezione di Ambroise Vollard prima al milanese Carlo Frua De Angeli e poi al parmense Luigi Magnani che
la destinò (con una serie di acquerelli di Cèzanne che aveva acquisito nell’ultimo decennio della sua vita)
alla Fondazione Magnani Rocca dove tuttora è conservata.

La grande storia della Pubblicità in Italia alla Villa dei Capolavori

Read More

La storia della Pubblicità in Italia
200 opere nella Villa dei Capolavori

È la Pubblicità la protagonista della grande mostra in programma dal 9 settembre al 10 dicembre 2017 nei saloni della Fondazione Magnani-Rocca – la ‘Villa dei Capolavori’ a Mamiano di Traversetolo presso Parma che fu la sontuosa dimora di Luigi Magnani.

Volete la salute??
Bevete il Ferro China Bisleri

È il 22 giugno 1890 e sulla ‘Tribuna Illustrata’ appare il primo e più antico slogan italiano a cui ne seguirono tanti negli anni successivi come:

Bianchezza dei denti Igiene della Bocca …. La vera Eau de Botot è il solo dentifricio approvato dall’Accademia di Medicina di Parigi.

fino al celebre A dir le mie virtù basta un sorriso per il dentifricio Kaliklor (1919) esito felice di un concorso aperto a tutti divenuto una pietra miliare della storia della comunicazione pubblicitaria. 

Da questi primi passi della storia della pubblicità prende avvio la mostra, a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi, che, attraverso duecento opere dalla fine dell’Ottocento all’era di Carosello, si pone l’obiettivo di raccontare la nascita in Italia della pubblicità dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento persuasivo e spiazzante per novità e per fantasia, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto, alla locandina, alla targa di latta e poi al packaging della confezione, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.

La sezione iniziale racconta come i primi illustratori furono principalmente artisti e i loro bozzetti e manifesti venissero realizzati seguendo l’idea dell’illustrazione come elemento di comunicazione, intrinsecamente bella e quindi indipendente dal contenuto promosso, dove la rappresentazione spesso stupisce, altre volte cattura l’attenzione per la sua costruzione e composizione cromatica, altre volte impaurisce, altre ancora attrae con ironia.

La seconda sezione è dedicata al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario, dove uno rafforza l’altro, dove il prodotto è rappresentato, o comunque evocato nella rappresentazione, e quindi descritto con il suo nome e la sua marca alcune volte associato a uno slogan che ne rafforza le caratteristiche e la sua distintività. In questa sezione divisa in capitoli, attraverso marchi celeberrimi quali Barilla, Campari, Cinzano, Motta, Pirelli e molti altri, si indaga il mondo del manifesto in un incrocio virtuoso tra temi (la donna, gli animali, l’uomo etc.) i settori merceologici (bevande, moda, trasporti, turismo etc..) le scuole (le grafiche Ricordi, Richter, Chappuis etc..) le prime agenzie pubblicitarie (Maga, Acme Dalmonte etc..) e i grandi maestri (fra i quali, Cappiello, Dudovich, Mauzan, Codognato, Carboni, Nizzoli, Testa).

La terza sezione riguarda tutti gli strumenti di promozione pubblicitaria che si sono sviluppati accanto al più conosciuto manifesto, come locandine, depliant, targhe in latta fino all’illustrazione della confezione.

La quarta e ultima sezione è dedicata ai nuovi strumenti di comunicazione che si affacciano dal 1920 in poi, la radio prima e poi la televisione fino al giorno in cui nacque Carosello, il primo passo verso un’altra storia.

La mostra, fra gli altri contributi, si avvale della collaborazione col prestito di un importante numero di bozzetti originali di Carboni, Nizzoli, Testa, Sepo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma, e di manifesti d’epoca del Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, della Civica Raccolta delle Stampe ‘Achille Bertarelli’ del Comune di Milano, della Collezione Alessandro Bellenda – Galleria L’IMAGE, Alassio (SV).

Il catalogo dell’esposizione, edito da Silvana Editoriale, prevede i saggi di Dario Cimorelli, Nando Fasce, Elio Grazioli, Peppino Ortoleva, Stefano Roffi, Stefano Sbarbaro, Anna Villari oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.
Principali temi trattati in catalogo:
Anna Villari – la pubblicità dalle origini a Carosello
Elio Grazioli – arte e pubblicità
Nando Fasce – la pubblicità a confronto USA-Italia
Peppino Ortoleva – la pubblicità radiofonica
Stefano Sbarbaro – le Officine Grafiche Ricordi

PUBBLICITÁ!
La nascita della comunicazione moderna 1890-1957
Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 9 settembre al 10 dicembre 2017. Aperto anche tutti i festivi, compresi 1 novembre e 8 dicembre.
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso.
Ingresso: € 10,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: Tel. 0521 848327 / 848148 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Il martedì ore 15.30, il sabato ore 16 e la domenica e festivi ore 11.30, 15.30, 16.30, visita alla mostra PUBBLICITÁ! e al focus su Francis Bacon con guida specializzata; è consigliato prenotare via email a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 15,00 (ingresso e guida).
Presentando il biglietto d’ingresso della Fondazione è possibile visitare lo Csac a prezzo scontato www.csacparma.it; in programma iniziative comuni fra Fondazione Magnani-Rocca e Csac.
Sempre presentando il biglietto d’ingresso della Fondazione, fra il 30 settembre e l’8 ottobre, ingresso a prezzo scontato al Mercanteinfiera presso le Fiere di Parma www.mercanteinfiera.it.
Ristorante e Caffetteria nella corte del museo Tel. 0521 848135.
Mostra e Catalogo a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi
il catalogo (Silvana editoriale) presenta interventi di Dario Cimorelli, Ferdinando Fasce, Elio Grazioli, Peppino Ortoleva, Stefano Roffi, Stefano Sbarbaro, Anna Villari.

Info: www.magnanirocca.it

Roma Fringe Festival 2017: dal 27 agosto, l’invasione teatrale. Il Teatro InFesta. 150 appuntamenti per 250 artisti

ROMA FRINGE FESTIVAL 2017
VI Edizione
La grande Festa del Teatro Indipendente torna a Casa
e incontra il Cinema
Oltre 150 appuntamenti, per 50 compagnie da Italia e dal Mondo tra nuove drammaturgie, performance art, stand up comedy, teatro civile e visual
27 agosto – 17 settembre
Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115. Dalle 19.30 a mezzanotte
Per info, prevendite e programma: www.romafringefestival.it
All’interno dell’iniziativa Estate Insieme del Municipio II, il Roma Fringe Festival con il patrocinio del World Fringe Network di Edimburgo, dal 27 agosto al 17 settembre torna a Villa Mercede (San Lorenzo) con la sua ormai rodata invasione teatrale, con 50 compagnie da Italia e dal Mondo, per oltre 150 appuntamenti tra prime italiane e internazionali, nuove drammaturgie, performance art, stand up comedy, teatro civile e provocatori riadattamenti di grandi classici per una divertente e festosa full immersion di teatro nel centro vivo e pulsante della capitale.
A cura di Fringe Italia, la vetrina nazionale e internazionale del teatro indipendente giunta alla sesta edizione e divenuta punto di riferimento, appuntamento alternativo e mainstream dell’estate capitolina, sfiderà il pubblico più pigro mettendo a disposizione una rassegna unica nel suo genere, un ambiente verde in cui trovare 8 spettacoli a sera, attività per bambini, letture, ospiti, un mercatino vintage, equosolidale e due aree mescita bio e artigianali.
Tutti i giorni si parte dalle 17.30 con l’apertura del mercato e dalle 18.30 con le attività pomeridiane. Il Roma Fringe Festival entra però nel vivo a partire dalle 19.30 con gli spettacoli in scena che spaziano dalla commedia, al dramma, dalla performance, alle provocazioni: un’offerta ancora una volta in grado di soddisfare il pubblico teatrale e, al tempo stesso, coinvolgere nel gioco del teatro nuovi spettatori, accompagnandoli per mano in un viaggio tra le nuove proposte italiane e non solo.
“Quest’anno siamo riusciti a fare una selezione di spettacoli in cui circa il 90% è costituito da nuove drammaturgie”ha dichiarato il direttore artistico Davide Ambrogi. “Testi che, dal taglio civile, ironico o poetico, affrontano lacontemporaneità, l’attualità con un occhio particolare alla società dei ‘social’ e dell’immagine, ma anche storie vere,dal terremoto alla Palestina, passando a delle interessanti analisi generazionali, con madri e padri a confronto. Non mancano le performance art che incontrano in alcuni casi visual e media per rompere i grandi classici e incontrare il fumetto nella creazione ‘live’ dello spettacolo teatrale. Insomma un’offerta ampia anche quest’anno che regalerà al pubblico e agli addetti ai lavori una panoramica sulla scena teatrale contemporanea… tutto in un unico festival: oltre i generi”.
Con qualche novità. Dalle 22.00 in poi, in collaborazione con Arene di Roma, il pubblico potrà anche godere di unaraffinata selezione di pellicole presentate nei cinema nell’ultima stagione e non solo, con ospiti e “chicche” per il Movie Fringe Arena.
Tutto dando vita a una vera e propria festa del teatro e del cinema aperta a tutti, inclusiva e giocosa, in cui tutti sono coinvolti, e tutti son chiamati a partecipare: dagli studenti alle famiglie, dai turisti ai romani, dai cultori a chi ha solo voglia di buttarsi in un folle e irresistibile alternarsi di spettacoli. Per tutti i gusti, per tutti i palati… e soprattutto da oggi al 2019.
Il Premio in denaro con ingaggio sarà a cura del CivitaFestival, che ospiterà il vincitore nella prossima edizione.
L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale.
I Roma Fringe Festival è curato da Fringe Italia e si svolge con la collaborazione artistica di Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno, Teatro Brancaccino, Teatro Porta Portese, Teatro Le Sedie, i festival Inventaria, Do It e Artenova Festival.
L’arena cinematografica estiva è in a cura di Arene di Roma.
Appuntamento con il Roma Fringe Festival dal 27 agosto al 17 settembre a Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115 (Zona San Lorenzo). Ingr. gratuito, spettacoli 6 euro.
Media Partner: Periodico Italiano Magazine, Gufetto, Saltinaria, Media e Sipario, Persinsala, Recensito, Paper Street, La Platea, Roma Tre Radio – Radio ufficiale dell’Università degli Studi di Roma Tre”.
Per info, prevendite e programma: www.romafringefestival.it

Un autunno d’arte. Venti appuntamenti che valgono un week end

Read More

Un autunno d’arte (e non solo) come non si vedeva da anni.
Venti appuntamenti che valgono un we

Con l’estate quasi alle spalle, il popolo delle mostre comincia a programmare le visite “imperdibili” del prossimo autunno.
Quest’anno, la stagione si presenta decisamente generosa, a conferma di una ritrovata effervescenza del settore dei grandi appuntamenti espostivi. Da nord a sud, isole comprese.
Vediamone alcuni, in ordine di apertura al pubblico.
Dal nove settembre, in quel luogo davvero magico che è la Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo nel parmense, ad aprire la stagione è la grande monografica dedicata a la “Pubblicità”, intelligente e divertente storia del nostro Paese attraverso manifesti, scatole e altri “strumenti” pubblicitari, dai primordi del Novecento a Carosello. Da sottolineare la presenza di molto bozzetti originali, accanto alle opere stampate e realizzate.
Dal 13 settembre, a Camera – Centro Italiano per la Fotografia, in quel di Torino, “Arrivano i Paparazzi”, popolare storia dei fotografi e del costume, 150 fotografie e più di mezzo secolo di storia dei divi dalla Dolce Vita a oggi.
A Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017, dal 16 settembre, doppio appuntamento nel nome di Marino Marini. Con la maggiore retrospettiva sino ad oggi realizzata sullo sculture arricchita da confronti ad altissimo livello con coloro che lo hanno ispirato, dagli Etruschi a Donatello, e raffronti con i maggiori scultori del Novecento mondiale con cui egli dialogò o che da lui trassero stimoli. In parallelo, il Marini pittore sarà esposto in Palazzo del Tau, sede del Museo Fondazione Marini, a raffronto, molto preciso, con Mirò. Titolo di questa seconda mostra: “Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo”.
A Firenze, Palazzo Corsini, dal 23 settembre al primo ottobre, imperdibile appuntamento con l’arte e l’antiquariato di eccellenza proposto dalla “XXX Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze”, la maggiore del settore in Italia e tra quelle di riferimento assoluto a livello mondiale.
Sempre il 23 settembre, ma a Rovigo, in Palazzo Roverella, prende il via la grande mostra “Secessione. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità”. Per la prima volta, le quattro grandi Secessioni sono messe a confronto in una mostra che riunisce opere fondamentali, entrate nella storia dell’arte europea e mondiale.
Non ha necessità di alcuna sottolineatura la mostra-evento – attesissima – che prende il via il 7 ottobre a Vicenza, in Basilica Palladiana. E’ la monografica su Vincent Van Gogh. Riunisce ben più di cento opere dell’artista, tra disegni e oli tra i più celebri, lungo il fil rouge rappresentato dalle lettere del pittore.
Valorizza uno dei patrimoni artistici che hanno fatto grande Ravenna, la Mostra e la Biennale Internazionale dedicati al “Mosaico” che prendono il via il 7 ottobre con epicentro al MAR, Museo d’Arte della Città. La grande mostra evidenzia come non abbia alcun valore la trita demarcazione tra arte e arti applicate, sopratutto quando – come nei capolavori qui riuniti – ad esprimersi con la tecnica del mosaico sono artisti tra i maggiori del secolo.
E’ un tuffo nella Milano e nell’Italia tra gli anni ’60 e ’70, l’ampia retrospettiva “Arte Ribelle” proposta dal 12 ottobre alle Gallerie del Credito Valtellinese. Arte e artisti che, intorno agli anni del ’68 e dei primi ’70, trasmutano l’espressione artistica in testimonianza politica, in espressione di appartenenza.
Dalla prima settimana di ottobre e per tutti i fine settimana del mese, a Lodi, il
“Festival della Fotografia Etica”. Impegno sociale e grande fotografia documentaristica, in un Festival che abbina alla fotografia come arte, il ruolo della fotografia come interprete delle società più marginali, ovunque nel mondo. Con in più l’impegno che porta molti a lavorare perché gli ultimi siano meno ultimi.
Di grande livello e di valore internazionale, l’appuntamento con la mostra “Konrad Mägi” a la Galleria Nazionale di Roma (dal 12 ottobre). Mägi è il maggiore artista estone del Novecento, la sua è una pittura forte e magnifica e la mostra è un omaggio al Semestre di Presidenza Estone dell’Unione Europea.
Mostra “rara”, raffinata e sontuosa quella che Ferrara e Palazzo dei Diamanti dedicano, dal 14 ottobre, a “Carlo Bononi”, l’ultimo sognatore dell’Officina Ferrarese. Ammirato da Guido Reni e stato accostato dalla critica a Caravaggio e Zurbaran.
Tutta al femminile “Divina Creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento” proposta, dal 15 ottobre, a Rancate (Canton Ticino), dalla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst. Ritratti affascinanti, di una pittura che sa cogliere tutte le sfumature della femminilità.
E’ stato l’allievo preferito da Marino Marini e per questo, nell’anno in cui Pistoia celebra il suo massimo scultore, non poteva mancare un omaggio a “Kengiro Azuma. Sculture”, in Palazzo del Tau dal 22 ottobre.
Attesa e davvero originale, per il taglio e per la qualità delle opere, la mostra “Le trame di Giorgione”, dal 27 ottobre nella Casa-Museo Giorgione e in altre sedi
a Castelfranco Veneto, città natale del grande Maestro. Con Giorgione, altri grandi dell’arte veneta sino a Tiepolo, uniti dal tema del ritratto e del vestito come status symbol.
Dal 4 novembre, il MIC d Faenza propone la prima monografica di Achille Calzi, grane interprete della ceramica faentina “Tra Simbolismo e Liberty”, per avviare un percorso che, accanto ai grandi interpreti universali della ceramica, accenda l’attenzione anche sui grandi faentini.
Non è una delle “solite” mostre su Kandinsky quella che mette in calendario, dall’11 novembre, Palazzo Magnani a Reggio Emilia. Il filo conduttore della mostra sta nel rapporto tra “Spiritualità, Arte e Musica” in Kandinsky e, dopo di lui in altri grandissimi, sino a Cage.
Secondo appuntamento, dal 14 novembre, al nuovo Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Qui, con il titolo di “Illustri persuasioni”, sono proposti un centinaio di magnifiche testimonianze dell’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale, dal 1920 al 1940.
Dopo il Bembo, Galileo. Dal 18 novembre, a Palazzo del Monte, naturalmente a Padova. “Il cielo stellato sopra di noi. Galileo e le arti” è un originale viaggio nell’universo galileiano fatto di scienza non meno che di arte, letteratura, poesia.
A Lucca, sempre dal 18 novembre, torma Photolux Festival. Biennale Internazionale di Fotografia, per restarvi sino al 10 dicembre. Sarà dedicata ad un tema e ad un luogo simbolico: il “Mediterraneo”, qui raccontato ed indagato attraverso ben 22 notevoli mostre.
E per finire con il dolce in bocca, ecco che dal 18 ottobre al 29 novembre, a Cremona torna la tradizionale Festa del Torrone, che unisce gourmet, turisti e semplici golosi calamitati da tutta Italia e anche dall’estero a gustare le infinite sfumature del delizioso simbolo cremonese.