Storie dell’impressionismo a Treviso. Gli eventi di inizio mostra

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PINARELLO FESTIVAL.
Dal 29 al 31 ottobre tre giorni di eventi.
Tra arte, musica e canzoni
per i primi giorni di “Storie dell’impressionismo” a Treviso

Grazie all’importante sostegno garantito da Fausto Pinarello e dal suo Gruppo, si svolgeranno a Treviso tre giorni di eventi tra musica, canzoni d’autore, arte, poesia, teatro e giornalismo in occasione dei primi giorni di apertura della grande mostra “Storie dell’impressionismo”, nel Museo di Santa Caterina a Treviso.

L’auditorium del Museo sarà il palcoscenico quanto mai suggestivo per i concerti di alcuni tra i maggiori cantanti italiani, a cominciare daFranco Battiato, per proseguire con Antonella Ruggiero, Massimo Bubola e Giovanni Caccamo. A Treviso, in occasione dei vent’anni di Linea d’ombra.

“Per questo momento – dichiara Marco Goldin ? ho chiesto ad alcuni tra i cantanti che hanno lavorato con me nel passato, più o meno recente, di tornare a collaborare con Linea d’ombra. Tutti hanno accettato con entusiasmo, e di questo li ringrazio. Non dunque inviti rivolti a caso, per avere artisti quali che fossero, ma solo collaborazioni con chi aveva già condiviso lo spirito di lavoro mio e di Linea d’ombra tutta. E perciò, ho chiamato a raccolta anche molti tra i musicisti che hanno scritto e suonato i loro pezzi nei nostri spettacoli teatrali dal 2005 a questo 2016, per costruire insieme, anche con gli attori, uno spettacolo che potesse rappresentare il meglio di quanto da Linea d’ombra prodotto nell’ultimo decennio”.

Ad aprire la sequenza sarà, il 28 ottobre, Franco Battiato, per l’occasione accompagnato da Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere e sintetizzatori. Il suo sarà un concerto riservato esclusivamente ai 350 fortunati ospiti che parteciperanno all’inaugurazione ufficiale delle ore 17, cui seguirà la visita riservata alla mostra.

L’indomani, 29 ottobre, alle 17 Marco Goldin presenterà “I dieci quadri del mio cuore”. Il curatore illustrerà i dieci quadri che gli comunicano il maggiore impatto emozionale all’interno del percorso espositivo. Accompagnamento musicale di Anna Campagnaro (violoncello), Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica).
Nel medesimo pomeriggio, alle 18.15, “Nel giardino del tempo”, riassunto in due tempi ideato da Marco Goldin, con il meglio degli spettacoli teatrali presentati da Linea d’ombra tra il 2005 e il 2016 per introdurre le varie mostre organizzate in Italia. Uno spettacolo, sostenuto da bellissime immagini, condotto da Marco Goldin, con la partecipazione di Anna Campagnaro (violoncello), Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica) e l’orchestra d’archi del Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto. Musiche di Paolo Troncon, Mauro Martello, Renzo Ruggieri. E con il contributo degli attori Sandro Buzzatti, Gilberto Colla, Loriano Della Rocca. E la speciale partecipazione di Antonella Ruggiero, che canterà tre canzoni dallo spettacolo “L’abitudine della luce”, realizzato da Linea d’ombra nel 2006 per il suo decennale.
Infine, alle 20.30, concerto di Franco Battiato (accompagnato da Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera alle tastiere e sintetizzatori).
Chiederà questa intensa giornata, alle 22.30, il concerto di Giovanni Caccamo (voce e pianoforte).

Il 30 ottobre, alle 16.30, Marco Goldin torna a condurre il pubblico nel percorso tra i “I dieci quadri del mio cuore” con l’accompagnamento musicale di Piero Salvatori (pianoforte e violoncello). E con la speciale partecipazione di Massimo Bubola, che eseguirà per la prima volta la nuova canzone, scritta a quattro mani con Marco Goldin, “Il giardino dei salici”, ispirata a uno dei dieci quadri del cuore, il “Salice piangente” (1918) di Claude Monet.
Alle 17.45, grande replica de “Nel giardino del tempo”, riassunto in due tempi ideato da Marco Goldin, con il meglio degli spettacoli teatrali presentati da Linea d’ombra tra il 2005 e il 2016 per introdurre le varie mostre organizzate in Italia. In serata, alle 20,30, Antonella Ruggiero nel concerto di musica sacra “Cattedrali”, per sola voce e organo (suonato dal maestro Fausto Caporali).

Il Festival Pinarello si conclude il 31 ottobre, con un originale dialogo tra Marco Goldin e il giornalista sportivo Gianni Mura, intorno a “Luoghi dell’impressionismo, luoghi del Tour. Paesaggi di Francia tra pittura e ciclismo. Da Monet a Froome”.
Alle 17.45, terza e ultima replica de “Nel giardino del tempo”, riassunto in due tempi ideato da Marco Goldin, con il meglio degli spettacoli teatrali presentati da Linea d’ombra tra il 2005 e il 2016 per introdurre le varie mostre organizzate in Italia. Protagonisti, con Marco Goldin: Anna Campagnaro (violoncello), Mauro Martello (flauto), Renzo Ruggieri (fisarmonica) e l’orchestra d’archi del Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto. Musiche di Paolo Troncon, Mauro Martello, Renzo Ruggieri. E con il contributo degli attori Sandro Buzzatti, Gilberto Colla, Loriano Della Rocca. E la speciale partecipazione di Massimo Bubola, che canterà due canzoni dallo spettacolo “Storie dell’impressionismo”, realizzato da Linea d’ombra nel 2016 per il suo ventennale.
Massimo Bubola sarà poi in concerto a partire dalle 20,30 accompagnato dalla Eccher band, con tutte le sue più belle canzoni, da quelle scritte per Fabrizio De Andre` ai motivi più famosi eseguiti come solista.

Il Festival Pinarello, chiosa Marco Goldin , è un evento utile a festeggiare collettivamente i vent’anni di Linea d’ombra, nel momento in cui Treviso è tornata al centro del lavoro della società trevigiana.
“E visto che siamo oggi tornati a Treviso con le nostre mostre, mi piace ricordare come le musiche per la prima rappresentazione, dedicata al rapporto nel colore tra Van Gogh e Gauguin, furono scritte da Paolo Troncon, trevigiano come me e come Fausto Pinarello.
Da allora, in moltissimi teatri italiani abbiamo fatto vivere l’equilibrio e l’armonia, ma vorrei dire anche la necessità, di un connubio strettissimo tra le immagini dei quadri, la musica ? dal 2006 anche le canzoni con la mia prima collaborazione con Antonella Ruggiero per un cd di canzoni inedite – e teatro. E spesso, questo modo di lavorare non si esauriva nelle tourne?e teatrali che precedevano di qualche mese l’inaugurazione delle esposizioni, ma diventavano, nei primi giorni di apertura delle mostre, eventi che cosi` accoglievano in modo diverso i visitatori. Ciò che ho sempre amato potesse accadere, perché l’arte ha questo forte, meraviglioso potere di carattere sinestetico. E tutto si lascia cogliere nella varietà, e dall’unione, dei rapporti. Che diventano emozione e sentimento. Non poteva dunque mancare tutto ciò adesso”

Info e prenotazioni: www.lineadombra.it
0422.429999

VisitNorway : Norvegia – un anno da record

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VisitNorway

Credit: Bjørn Jørgensen – Visitnorway.com

Con la pubblicazione degli ultimi dati sui pernottamenti in Norvegia si conferma il crescente interesse degli italiani verso la Norvegia.

Nel periodo da gennaio ad agosto il numero dei pernottamenti italiani è aumentato del 20% e nel solo mese di agosto, il numero dei soli pernottamenti alberghieri di turisti italiani è aumentato del 20,3% rispetto all’anno precedente.

Che sempre più italiani scelgano la Norvegia per le vacanze estive è un tendenza che abbiamo notato da tempo e quest’estate non fa che confermarlo. Ad agosto il numero dei pernottamenti già supera il totale di quelli registrati in tutto il 2015 ( 196.785 pernottamenti in aumento del 3% rispetto al 2014) e ci si aspetta che a dicembre si possa registrare un anno da record.

Fra la motivazioni alla base di questo grande interesse per la Norvegia possiamo segnalare la richiesta in aumento per le vacanze attive, il tasso di cambio favorevole e la crescente curiosità per cultura, la natura e il cibo norvegesi e la stabilità politica del nostro Paese.

Innovation Norway – Ufficio Norvegese per il Commercio e il Turismo.
Innovation Norway è il più importante ente governativo norvegese per la promozione, lo sviluppo e la crescità delle aziende e dell’industria norvegese.

Innovation Norway fa capo al Ministero Norvegese per l’Industria e il Commercio, e’ nata nel 2004 dalla fusione tra il Norwegian Trade Council e l’Ente Norvegese per il Turismo. E’ presente in più di 30 paesi del mondo e in tutte le regioni della Norvegia.

La missione di Innovation Norway e’ di promuovere lo sviluppo industriale e socio-economico presso i mercati esteri e di sviluppare le potenzialita’ imprenditoriali dei singoli distretti.

Innovation Norway supporta, attraverso servizi consulenziali e finanziari, le aziende, i centri di ricerca e le organizzazioni industriali nei processi di internazionalizzazione, innovazione e promozione.

Musei di Villa Torlonia: a 50 anni dalla morte “Arturo Dazzi 1881-1966”. L’Italia degli anni 30 nelle opere del suo più grande rappresentante

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ARTURO DAZZI 1881 – 1966
Roma – Carrara – Forte dei Marmi
a cura di Anna Vittoria Laghi
Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi, Roma
16 ottobre 2016 – 29 gennaio 2017
Inaugurazione: sabato 15 ottobre  2016 – ore 18.00
A cinquant’anni dalla scomparsa di Arturo Dazzi (1881-1966), la Fondazione Villa Bertelli, il Comune di Forte dei Marmi eil Comune di Carrara organizzano una mostra dedicata allo scultore toscano, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Con il patrocinio del Senato della Repubblica, del MIUR – Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, del MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana, l’esposizione prenderà il via il prossimo 16 ottobre 2016 esi terrà nel Casino dei Principi di Villa Torlonia, a Roma, fino al 29 gennaio 2017.
La mostra “Arturo Dazzi 1881 – 1966, Roma – Carrara – Forte dei Marmi”, curata da Anna Vittoria Laghi, racconta l’artista attraverso i legami privilegiati che instaura e coltiva nell’arco della sua vita con tre città italiane: Carrara, città natale e della formazione, Roma alla quale l’artista dovrà popolarità e successo e Forte dei Marmi, il buen retiro dove l’esponente di spicco del nuovo classicismo scultoreo del ‘900, lavorerà ad alcune tra le sue più importanti opere monumentali e dove, infine, si scoprirà pittore ( “La Versilia che mi fece diventare pittore”, aveva scritto Dazzi nell’auto-presentazione della Quadriennale Romana del 1935).
Tra le tre città, sarà dunque proprio la Capitale ad ospitare la mostra con cui la Fondazione Villa Bertelli desidera riportare all’attenzione nazionale una collezione di opere oggi custodite in Toscana e parte della produzione più intima e privata di Dazzi.
Il Casino dei Principi di Villa Torlonia aprirà le porte a circa 60 opere dell’artista, tra sculture, gessi, dipinti e disegni: alcune provenienti da Carrara dalle collezioni dell’Accademia di Belle Arti e da quella della Fondazione Cassa di Risparmio, altre in prestito dagli eredi Dazzi. Il nucleo principale dell’esposizione, invece, è di proprietà del Comune di Forte dei Marmi, a cui le opere sono state donate nel 1987 dalla vedova Dazzi.
A Roma sono molte le opere di Dazzi che si conservano già in collezioni pubbliche e private o si ammirano per la città: dal gruppo bronzeo de I Costruttori del 1907 alla statua del Cardinal De Luca al Palazzaccio, arrivando alla Stele a Marconi, il grande obelisco dell’Eur, passando prima però per una serie di opere eseguite fra il 1922 e il 1930, tra cui Antonella, Sogno di Bimba e Cavallino, in esposizione alla GNAM e alla GAM.
Fino al 29 gennaio 2017, tra le opere esposte nei Musei di Villa Torlonia, direttamente dalla Donazione Dazzi di Forte dei Marmi, sarà possibile ammirare il gesso dell’Adolescente, scultura esposta alla mostra sull’arte italiana a Berna del 1938, che ritrae una fanciulla nuda a figura intera: una Venere Pudica interpretata con la più sincera e genuina umanità in un modellato tenero e sensuale che diviene oggi immagine simbolo della mostra. A questo gesso si affianca il modello originale del Cavallino, la celebre scultura che Dazzi espose nella Biennale di Venezia del 1928 nella sala a lui dedicata e che rappresenta in maniera esemplare la grande capacità di ritrarre “le bellezze della natura” con una sorprendente perfezione anatomica. Il pubblico romano, inoltre, potrà per la prima volta godere di parte di quei modelli e di quei disegni preparatori della Stele, ultima e grandiosa opera che Dazzi realizzerà scegliendo, nonostante l’età, di reinventarsi un nuovo linguaggio, scabro, moderno ed essenziale.
L’esposizione, “unica nel suo genere”,come sottolinea la curatrice, ripercorre le tappe della vita dell’artista attraverso opere e documenti che escono per la prima volta dalle loro sedi. Disposti e organizzati secondo un percorso cronologico, le sculture, i modelli e i bozzetti in gesso, le lettere, gli articoli, i dipinti e i disegni disvelano con uno sguardo inedito il ‘dietro le quinte’ dell’universo di Dazzi.

La mostra “Arturo Dazzi 1881 – 1966, Roma – Carrara – Forte dei Marmi”, chefarà parte del programma annuale di attività didattiche della Sovrintendenza Capitolina,è corredata di catalogo, edito Franche Tirature, con il testo critico di Anna Vittoria Laghi e i contributi diClaudio Casini e Brigida Mascitti.

La Festa della Castagna DOP di Vallerano: dall’8 ottobre all’1 novembre la XV edizione

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Tutti i fine settimana dall’8 al 30 ottobre
31 ottobre – 1 novembre 2016

Pigmenti bruni e rossastri hanno già colorato le verdi foglie del castagno, si infila tra le mura del borgo l´odore del fuoco, scoppiettano le caldarroste come bambini in festa e i dipinti nelle chiese attendono e invitano all´estasi.
È l´autunno a Vallerano. Un autentico scrigno che si schiude liberando bellezza e cultura, come un riccio fa con la castagna, lasciando già pregustare il suo intenso sapore d´autunno.
E sarà proprio la Castagna del territorio, insignita dalla Comunità Europea del marchio di Denominazione di Origine Protetta (DOP), ad accompagnare la Festa a lei dedicata ogni week-end, a partire dall’8 ottobre e fino al primo novembre 2016, nel pittoresco borgo medievale ubicato nel cuore della Tuscia viterbese.
Un’iniziativa che, giunta alla sua XV edizione, offrirà come al solito una serie di valide alternative, a cominciare dai pranzi e dalle cene all’interno delle caratteristiche cantine scavate a mano nel tufo, con ottimi menù a base di prodotti tipici locali.
Il programma della sagra sarà poi arricchito dai mercatini dell´antiquariato e dell´artigianato;
da valide guide turistiche che porteranno i visitatori a conoscere la storia del paese e le sue numerose e notevoli bellezze artistiche e culturali; dalle incursioni nelle vecchie cantine dove venivano lavorate le castagne fino alle escursioni nel castanificio dove si potranno osservare dal vivo le moderne tecniche di lavorazione delle castagne e dei marroni.
In piazza della Repubblica si potranno inoltre gustare caldarroste a cura dell´organizzazione della sagra e l´atmosfera di festa sarà ulteriormente arricchita ogni giornata da gruppi folkloristici, cortei storici e gruppi musicali che si esibiranno in piazza, oltre ai mercatini tipici dedicati alla gastronomia del territorio e ad esposizioni di opere di vari artisti locali.
Immancabile la guida gratuita contenente tutte le ricette a base di castagna, pubblicata ed offerta gratuitamente dall’Associazione Amici della Castagna di Vallerano, organizzatrice dell’evento.
La stessa associazione, in collaborazione con il Gruppo Archeologico di Vallerano sarà anche promotrice di passeggiate tra i castagneti secolari ed ai siti rupestri e di interesse storico, in collaborazione col C.A.I.

Sito ufficiale:
www.castagnavallerano.it

Pagina FB:
https://www.facebook.com/festadellacastagnadivallerano/?fref=ts

Canale youtube;
https://www.youtube.com/watch?v=8kFFl6HJOIE

Infoline: +39 334 3060091 – gio_nar@libero.it

LELO HEX e la Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS: La sicurezza prima di tutto

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E’ TEMPO DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE SESSUALE: LELO HEX™

Nasce il preservativo sartoriale, disegnato su di te

I consumatori celebrano la nuova scelta del piacere e del sesso sicuro con 2.200 litri di sperma

 

 

LELO HEX™ è stato annunciato come la 1° vera innovazione nel mondo dei condom da 70 anni a questa parte. Le aspettative non sono state deluse.

Il preservativo del futuro, pensato e prodotto da LELO – brand svedese leader nell’universo del piacere e del design erotico, sta letteralmente ridefinendo i canoni del piacere e della sicurezza nei rapporti sessuali.

I primi dati di vendita lo confermano: più di 600.000 i preservativi venduti su LELO.com, pari a un tragitto di 120 km, se mettessimo tutti gli HEX™ venduti in fila, o a 2.200 litri, se raccogliessimo lo sperma prodotto dai consumatori, a voi la scelta.

Quello che conta è che la vita sessuale delle persone sta per cambiare: più piacere, più sicurezza e più design ergonomico, grazie all’intuizione straordinaria di ripensare la struttura essenziale del preservativo e non il materiale esterno.

Già perché HEX™ è strutturalmente diverso da qualsiasi altro preservativo: ci sono voluti 7 anni di test e studi di laboratorio per sviluppare una nuova tecnica di produzione a rete esagonale, perfettamente integrata nello stampo.

ESAGONALE, infatti, è la forma perfetta, quella che la natura adotta quando necessita di leggerezza e resistenza al tempo stesso. ESAGONALE è la forma di HEX™.

LELO HEX™ integra una rete di 350 singoli esagoni, spessa soli 0.055 mm in una superficie di lattice altrettanto super sottile, solo 0.045 mm.

Uno strumento di piacere sicuro e affidabile, che si piega e si modella sulla forma unica di chi l’indossa, sartoriale, dunque, per diventare un tutt’uno con te. Un preservativo da Formula 1, la cui struttura è stata ispirata dalle gomme delle auto da corsa, puntando a minimizzare il rischio di slittamento.

Anche gli esperti di settore lo approvano e lo consigliano per sensibilizzare il target più giovane sulle malattie sessualmente trasmissibili e sulle gravidanze indesiderate, grazie alla sua maggiore efficacia e al suo design accattivante e quindi più desiderabile.

Un prodotto che unisce design e innovazione tecnologica e in grado di migliorare la salute sessuale nel mondo. LELO HEX™ offre tutta la sicurezza dei preservativi più spessi, unita alla sensibilità garantita da quelli più sottili.

 

LELO HEX™ può essere acquistato su www.lelo.com/it al prezzo di 19.90 Euro (confezione da 12 preservativi). Per tutte le info sul prodotto www.lelo.com/it.

“FUERZA BRUTA” al LINEAR CIAK di MILANO dal 27 DICEMBRE: RIAPRE LA PREVENDITA PER L’ESPERIENZA TEATRALE DEFINITIVA!

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Le nuove date per l’arrivo in Italia di

 

FUERZA BRUTA

 

Dall’Argentina l’esperienza teatrale dinamica e totalizzante

con 5 milioni di estimatori nel mondo

 

dal 27 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 – Milano, Teatro Linear Ciak

Le nuove date in prevendita su Ticketone da oggi.

Promozione speciale per l’acquisto entro le 18.00 di mercoledì 28 settembre

 

Era atteso in settembre, ma è stato necessario riprogrammarlo. Ora finalmente Fuerza Bruta arriva in Italia e va in scena a Milano per la prima volta e in esclusiva al Teatro Linear Ciak dal 27 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 con 20 show. Le prevendite riaprono oggi, martedì 27 settembre, sul circuito Ticketone (online e punti vendita) e, per farsi perdonare il disagio involontariamente provocato, la produzione ha deciso di lanciare una speciale offerta per le prime ore di vendita: per chi acquista il biglietto entro mercoledì 28 settembre ore 18.00, ingresso a 45 euro anzichè 55 + 5 di prevendita. La promozione è attiva per tutti gli show tranne quello del party di Capodanno (31 dicembre ore 22.30, 95 euro + 5 di prevendita).

 

Un grande successo in tutto il mondo con oltre 5 milioni di spettatori in 11 anni di attività, Fuerza Bruta è una  strabiliante produzione teatrale argentina, ideata nel 2002 e messa in scena per la prima volta nel 2005 a Buenos Aires dal genio creativo di origini argentine Diqui James. Lo “spettacolo esperienziale” a base di teatro acrobatico, musica dal vivo ed effetti scenici e di luci eccezionali

 

Con 54 città visitate in 29 Paesi, poco meno di 6000 repliche all’attivo e oltre 2 milioni e mezzo di biglietti venduti, lo show dell’omonima compagnia teatrale Fuerza Bruta è composto da attori, ballerini e acrobati che portano in scena uno straordinario e coinvolgente esempio di teatro contemporaneo. Divenuto dapprima un vero fenomeno in Argentina, Londra e New York dal 2005 (lo spettacolo nasce dalle stesse menti creative diDe La Guarda, compagnia teatrale cult sudamericana, già in Italia con “Villa Villa” qualche anno fa), esploso a livello mondiale dal 2010, con show in festival da milioni di spettatori come al Carnevale di Rio, al Lollapalooza, allo Sziget Festival e in spazi teatrali residenti come a New York e Buenos Aires, Fuerza Bruta viaggia nel mondo e sperimenta l’intreccio di tanti linguaggi artistici diversi.

 

L’assenza di un palcoscenico convenzionale, o meglio, l’utilizzo della superficie tridimensionale come un enorme spazio scenico avvolgente, le numerose installazioni, luci e cambi di scene repentini sono solo alcune delle caratteristiche di un’esperienza dinamica e sensoriale a 360 gradi in cui, per 70 minuti circa, il pubblico è parte integrante di una performance che intreccia e fonde circo, teatro, danza, canto, visual art e musica che, eccezionalmente per la notte di Capodanno, prolungherà lo show con un dj-set all’interno della venue.

 

Fuerza Bruta, prodotto in Italia da SMSE (San Marco Sports Events) con Radio Deejay come mediapartner ufficiale, è uno spettacolo unico nel suo genere, nel quale il pubblico, in piedi, è completamente coinvolto in un vero e proprio show dei sensi. Si consigliano abbigliamento e scarpe comodi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale www.fuerzabrutaitalia.it

 

NOTA BENE: I biglietti precedentemente acquistati per gli spettacoli previsti in settembre 2016 NON POSSONO ESSERE UTILIZZATI per le nuove date. I possessori DEVONO chiederne il rimborso alla rivendita nella quale li hanno acquistati ENTRO E NON OLTRE il 15 OTTOBRE 2016.

 

FUERZA BRUTA da martedì 27 dicembre 2016 a domenica 8 gennaio 2017

Teatro Linear Ciak – Viale Puglie 26/Via Tertulliano – MILANO

 

SPETTACOLI E ORARI (per sicurezza consultare il sito ufficiale)

Da martedì 27 a giovedì 29 dicembre ore 21.00

Venerdì 30 dicembre                          ore 19.30 e ore 22.30

Sabato 31 dicembre                           ore 18.00

**Sabato 31 DICEMBRE EVENTO SPECIALE CAPODANNO ore 22.30 + party a seguire

Domenica 1 gennaio                          ore 18.00 e ore 21.00

Martedì 3 gennaio                              ore 21.00

Merc 4 – Giov 5 – sab 7 gennaio         ore 19.30 e 22.30

Venerdì 6 e domenica 8 gennaio        ore 18.00 e ore 21.00

 

Per tutti gli show tranne **: Posto unico € 55,00 + prevendita € 5,00

Per lo show delle 22.30 del 31 dicembre (**): è seguito da DJ SET e costa 95 euro + 5 euro di prevendita

 

Biglietti disponibili online sul sito www.ticketone.it

 

Mezzi Pubblici: M3 Corvetto e Brenta       BUS: 90, 91, 93, 84 Tram 16

 

Sul web l’itinerario completo delle architetture di Scamozzi

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Il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio
presenta:
Scopri le architetture di Vincenzo Scamozzi

Da oggi dal vostro smartphone potete accedere gratuitamente al primo itinerario completo fra 25 capolavori dell’architetto Vincenzo Scamozzi nel Veneto e in Lombardia: palazzi pubblici e privati, chiese, cappelle, ville, teatri.
E’ sufficiente connettersi all’indirizzo:

Per ogni edificio sono disponibili agili descrizioni, in italiano e inglese, splendide fotografie d’autore, e tutto ciò che serve per raggiungerli: mappe interattive e informazioni sulla loro accessibilità.
Alcuni edifici sono strutturati per la visita di interni ed esterni. In altri l’intervento scamozziano si limita agli esterni, di alcuni ancora – soprattutto fra le residenze private – gli interni non sono accessibili se non su richiesta. Tutte queste diverse opzioni sono espresse con chiarezza sul sito, e comunque l’itinerario rende possibile godere uno degli elementi chiave della poetica di Scamozzi, vale a dire l’inserimento dell’edificio nel contesto e nel paesaggio. L’auspicio è l’aumento di interesse sul patrimonio scamozziano, generato da iniziative come questa, porti presto ad aumentare l’accessibilità agli edifici.
L’iniziativa vuole essere un omaggio al grande studioso Franco Barbieri (1922-2016), anima del Consiglio scientifico del Centro palladiano per oltre quarant’anni e fondatore del campo di studi sull’architettura di Vincenzo Scamozzi. Pur mantenendo un taglio divulgativo, questa guida digitale raccoglie gli esiti degli oltre sessant’anni di ricerca che il professor Barbieri ha dedicato a Scamozzi (la sua storica monografia sull’architetto vicentino risale al 1952) e va ad integrare le novità emerse nella mostra tuttora in corso Nella mente di Vincenzo Scamozzi. Un intellettuale architetto al tramonto del Rinascimento, l’ultimo progetto espositivo curato da Franco Barbieri per il Palladio Museum, insieme a Guido Beltramini (CISA Andrea Palladio), Katherine Isard (Università di Cambridge, UK) e Werner Oechslin (Politecnico di Zurigo).
I suggestivi ritratti in bianco e nero delle architetture sono frutto di una campagna fotografica di Václav Sedy, mentre i testi sono stati messi a punto da Guido Beltramini. Elisabetta Michelato e Simone Baldissini (CISA Andrea Palladio) hanno curato il database online.

Lista delle architetture consultabili
Vicenza e provincia: portale del giardino Valmarana, palazzo Trissino al Duomo, palazzo Trissino al Corso, palazzo Valmarana Salvi, Teatro Olimpico, chiesa di Santa Maria della Misericordia, villa Ferramosca a Barbano, oratorio di San Carlo Borromeo a Lisiera, villa Verlato a Villaverla, villa Pisani (la Rocca) a Lonigo, villa Priuli del Ferro a San Germano dei Berici, villa Dolfin Campolongo a san Germano dei Berici, villa Godi a Sarmego di Grumolo delle Abbadesse; Venezia e provincia: Procuratie Nuove, atrio della Zecca, Statuario della Repubblica, chiesa dei Tolentini, cappella ducale, palazzo Contarini agli Scrigni, villa Ferretti a Dolo; Padova e provincia: chiesa di San Gaetano, villa Molin alla Mandria, complesso di villa Duodo a Monselice, villa Priuli a Due Carrare; Mantova: Teatro Ducale a Sabbioneta.

Informazioni: press@palladiomuseum.org – t. +39 0444 323014 – f. 0444 322869
http://www.palladiomuseum.org – Twitter/Facebook/Instagram: PalladioMuseum

RossInTesta |Paolo Rossi con i Virtuosi del Carso da ottobre nei migliori teatri italiani

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ROSSIN TESTA
PAOLO ROSSI CANTA GIANMARIA TESTA

da ottobre la tournée nei migliori teatri italiani

con Paolo Rossi – voce
Emanuele Dell’Aquila – chitarre
e I Virtuosi del Carso
Coordinamento scenico – Paola Farinetti
Disegno luci – Andrea Violato
Fonica – Francesco Groppo
Una produzione di Teatro Colosseo e Produzioni Fuorivia

CANZONI ORIGINALI DI GIANMARIA TESTA
Dopo una primavera-estate ricca di soddisfazioni continua l’avventura di Paolo Rossi insieme ai suoi Virtuosi del Carso sulle parole e le note dell’amico Gianmaria Testa. Sarà infatti un autunno-inverno intenso quello che porterà la compagnia di giro dell’istrionico Rossi su e giù per l’Italia con RossinTesta, spettacolo che ha debuttato lo scorso 5 maggio a Torino per la coproduzione di Produzioni Fuorivia e Teatro Colosseo e nel quale la poesia del cantautore prova ad abitare la satira dell’attore in un mix commovente, ironico e intenso.

Paolo Rossi, il più stralunato e incisivo degli attori comici italiani, una passione e un talento mai nascosto per la musica, e Gianmaria Testa, cantautore abituato a confrontarsi con il teatro – ma qui presente solo nella veste di autore, come era previsto sin dall’inizio, prima ancora della sua scomparsa – condividono da tempo un viaggio fatto di amicizia, destino, lavoro. Le canzoni di Gianmaria – scritte per alcuni lavori teatrali di Rossi fra cui il nuovo Molière – trovano nell’interpretazione di Paolo una nuova veste, restituiscono spazio al concetto stesso del teatro-canzone che fu di Gaber e di Iannacci.

Un concerto teatrale, se vogliamo dirla in un altro modo, diviso idealmente in 4 capitoli: il teatro, con straordinarie canzoni dedicate al mestiere dell’attore e al rapporto tra persona e personaggio, le donne, il sociale e anche un omaggio a Jannacci, amatissimo da entrambi, sia da Paolo che da Gianmaria. Il tutto arricchito dalla bravura dei musicisti in scena (Emanuele dell’Aquila e i Virtuosi del Carso, ovvero: Stefano Bembi, Bika Blasko, Alex Orciari e Roberto Paglieri) e da un allestimento molto curato con le belle luci di Andrea Violato e pochi, essenziali, elementi scenografici realizzati da Capellino Design.
Uno spettacolo di musica vestita da teatro, sogno, speranza, parola e risate. In programma anche la realizzazione di un disco, che uscirà prossimamente.

Le prossime date

dal 19 al 22 ottobre MILANO, Teatro Menotti
28 ottobre FIRENZE, Teatro Puccini
29 ottobre NICHELINO (TO), Teatro Superga
4 novembre GENOVA, Politeama Genovese
15 novembre VERCELLI, Teatro Civico
16 novembre, CADELBOSCO DI SOPRA (RE), L’Altro Teatro
17 novembre PADOVA, Cinema Teatro MPX
19 novembre RIMINI, Teatro Ermete Novelli
1 dicembre CASALMAGGIORE (CR), Teatro Comunale
2 dicembre BOLOGNA, Teatro delle Celebrazioni
28 marzo 2017 CERTALDO (FI), Cinema Teatro Boccaccio
29 marzo 2017 MASSA, Teatro Guglielmi
8 aprile 2017 VARESE. Teatro di Varese
9 aprile 2017 ALBA (CN), Teatro Sociale G Busca

“Nuovo come è nuova la canzone, per ogni voce che la canterà”. Così recita un verso della splendida canzone Nuovo dell’indimenticabile Gianmaria Testa. Chissà se gli sarebbe piaciuto ascoltare i suoi brani cantanti dalla voce di Paolo Rossi. Certo è un matrimonio strano unire la poesia all’irriverenza, alla satira scanzonata e pungente dell’attore milanese d’adozione, uno che ha ricevuto i complimenti entusiasti di Dario Fo quando mise in scena la sua versione di “Mistero Buffo” Francesco Altavista IL QUOTIDIANO DEL SUD

Un tributo all’amico che non c’è più dove trovano posto impegno civile e politico nutrito di sberleffo, brani inediti, omaggi a Jannacci e dialoghi con il pubblico che alimentano risate a presa rapida”, Claudio Argiolas, LA NUOVA SARDEGNA

Parole e note leggere costruiscono un ricco giacimento di perle preziose per la mente e per lo spirito. Le canzoni di Testa, interpretate da Rossi con voce profonda e sorprendente, riempiono lo spazio e il correre del tempo. Trasformandosi in un cammino di idee. Splendide le versioni di “Arlecchino” e “La giostra”. Non manca anche un omaggio musicale a Enzo Jannacci: altro loro grande amico comune. Mentre le intrusioni comiche sbocciano come i fiori in primavera. TARGATOCN.IT

“Un raffinato burattinaio di parole ricordato nel miglior modo possibile da un cabarettista genuino da teatro popolare. Una serata gioiosa, due compagni e un viaggio tra gli applausi che continua ancora.”,  Elena Chiusole L’ADIGE

Un insieme di emozioni tra il tributo ed il dovere di portare a termine un’opera incompiuta. Lo show è un bell’esempio di quel particolare e originale teatro-canzone che “l’anarchico ferroviere” (come era stato ribattezzato nei paesi francofoni che tanto l’hanno amato) ha mostrato lungo la sua carriera conquistando grandi platee, soprattutto all’estero, in Francia e Germania, mentre in Italia veniva visto come un cantautore di nicchia. A dare al tutto una inedita verve la satira, immancabile e trascinante delle migliori performance di Paolo Rossi. Gags, racconti e aneddoti vissuti in prima persona anche con lo stesso Testa o Enzo Jannacci, entrambi legati a Rossi da una amicizia di lunga data. Andrea Musio LA NUOVA SARDEGNA

Paolo Rossi e Gianmaria Testa hanno condiviso per lungo tempo un viaggio fatto di amicizia, canzoni, musica e lavoro. Le canzoni di Gianmaria trovano nell’interpretazione di Paolo Rossi una nuova veste e con lui si fa spazio il concetto del teatro canzone che fu di Gaber e di Iannacci. Maddalena Vialli IL CORRIERE DELL’ALTO ADIGE

“Lo spettacolo…è stato pensato come lo sviluppo surreale di una comicità surreale e gaglioffa, quella di Rossi, coniugata con la poesia delle canzoni di Testa, guardando oltre la malattia, al futuro”,  Claudio Scaccabarozzi LA PROVINCIA DI LECCO

Un recital tra musica e racconto, sul modello del teatro-canzone di Gaber e Jannacci, che Rossi dedica all’amico. “Ma non è omaggio, né una celebrazione – tiene a precisare il comico – È il racconto di un rapporto umano, professionale e artistico. Solitamente ci compensavamo, Gianmaria era la parte più seria e io magari quella meno, anche se con il tempo lui si è allargato sulla parte più leggera. Il senso dello spettacolo è di non disperdere ciò che si è fatto insieme. Clara Caroli LA REPUBBLICA TORINO

“Un Rossi in grande spolvero e una garanzia di divertimento e risate per il pubblico”, Alessia Riva LECCO NOTIZIE

Chiericati, Grande Guerra e Bellini, invito a Vicenza

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Riapre al pubblico dal 7 ottobre
Palazzo Chiericati completato dell’Ala Novecentesca,
inaugura l’originale mostra “Ferro, Fuoco e Sangue!”
e, tra Civici Musei e Palazzo Leoni Montanari, l’Itinerario Belliniano

Parlare di data storica è eccessivo. Di certo il secondo fine settimana di ottobre, per Vicenza sarà una data importante.
Per la concomitanza di almeno tre eventi, tutti collegati a Palazzo Chiericati, storica sede della Pinacoteca Civica.
Non a caso l’intero progetto è stato denominato “Invito a Palazzo”, a sottolineare questa nuova, importante “apertura di porte” oltre al ruolo centrale dei Civici Musei nell’immagine e nel percorso dentro “Vicenza, Gioiello del Rinascimento” come recita lo slogan che accompagnerà la campagna di comunicazione nazionale dell’evento.
Vicentini e turisti avranno finalmente l’opportunità di ammirare opere da tempo non fruibili. E di farlo godendole in un innovativo allestimento che dal Palazzo del Palladio spazia all’intera Ala Novecentesca, integralmente ricomposta a innovativa sede espositiva grazie al fondamentale contributo di Fondazione Cariverona. Molte le novità che attendono il pubblico e tra esse la ricomposizione, all’interno della Pinacoteca, dell’antica Chiesa di San Bartolomeo con i suoi altari e le loro grandiose pale.

“Con questo intervento, il Comune di Vicenza completa il secondo e più rilevante dei tre tasselli che consegneranno alla città e all’arte un Museo-Pinacoteca straordinario, per le collezioni ma anche per l’allestimento” anticipa Giovanni Carlo Federico Villa, che dei Civici Musei di Vicenza è il Direttore scientifico.
Ad affiancare il professor Villa, in questo grande intervento, sono stati l’architetto Emilio Alberti e il professore Mauro Zocchetta, ai quali sono spettati la direzione tecnica e il progetto esecutivo dell’allestimento.

“L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale, che passo dopo passo si va raggiungendo – afferma il Vice Sindaco Jacopo Bulgarini d’Elci – era il rafforzare Palazzo Chiericati quale straordinaria ‘macchina delle emozioni’ di tutto un territorio, porta sulle bellezze di Vicenza e della sua provincia. Nuovo e monumentale ingresso della città ma anche un luogo familiare e di quotidianità, con una delle collezioni più prestigiose d’Italia le cui curiosità ed eccezionalità porteranno a una nuova centralità dei Musei Civici nella vita dei cittadini.
Confermandoli come una delle istituzioni museali civiche più importanti, e apprezzate, d’Italia”.

Dai 1.530 metri quadri espositivi precedenti la sua parziale chiusura, il complesso museale di Palazzo Chiericati sta per raggiungere i 2.960 espositivi finali, cui si aggiungono 350 mq di depositi già ora visitabili, ricchi di fondi di grafica antica e contemporanea di livello mondiale e di una delle maggiori collezioni di numismatica a livello europeo.
Il terzo e ultimo passo riguarderà il recupero dell’Ala Ottocentesca, che si conta possa essere realizzato nel 2017.

Mentre nei nuovi spazi stanno trovando casa i capolavori tra Medio Evo e Barocco delle Collezioni Civiche, gli affascinanti spazi dei sotterranei del Palazzo accoglieranno una mostra assolutamente originale: “Ferro, Fuoco, Sangue! Vivere la Grande Guerra”.
Nessun intento “celebrativo”, nessuna carrellata di “memorabilia” in questa rassegna emozionale curata da Mauro Passarin. Ma “solo” potentissime, stranianti immagini di oggi. Realizzate da Giuliano Francesconi secondo i più sofisticati canoni dello still life, esplose a grandissime dimensioni. Immagini scabre, rugginose, vere. Avvolgono e sovrastano il visitatore, sapientemente inserite da Mauro Zocchetta in uno spazio sotterraneo. E’ uno spazio di Palladio e quindi bellissimo. Come erano bellissime certe giornate in alta quota sulle montagne del vicentino. Uno spazio protettivo ma aperto, esattamente come lo erano i dedali di trincee che solcavano le balze dei monti dai nomi tragicamente celebri: Ortigara, Pasubio, Cimone, Cengio, Grappa…

Non meno importante il terzo appuntamento, riservato a Giovanni Bellini nel suo Quinto Centenario della morte.
L’occasione è offerta dall’arrivo a Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, per iniziativa di Banca Intesa Sanpaolo, di un “Ospite Illustre”. Si tratta della magnifica Trasfigurazione proveniente da Napoli e concessa dal Museo di Capodimonte.
Il capolavoro sarà esposto con tutti gli onori in Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari e ad accoglierlo, idealmente, troverà il non meno magnifico Battesimo di Cristo in Santa Corona. Per l’occasione, a Palazzo Chiericati giungerà dalle collezioni di Palazzo Thiene il grande Cristo crocifisso. Sarà oggetto di una mostra dossier tesa a narrare l’invenzione del paesaggio moderno e la stupefacente qualità pittorica di uno dei massimi rivoluzionari della storia dell’arte occidentale. Intorno alle tre opere di Bellini a Vicenza si costruirà dunque un percorso tale da esaltare il ruolo di primo pittore italiano avuto dall’artista al suo tempo, vero unificatore in un unico linguaggio dei tanti dialetti artistici della penisola.
La regia dell’Itinerario Belliniano è del professor Villa, di cui si ricorderà la magnifica mostra sul maestro veneziano alle Scuderie del Quirinale.

“La bella convergenza di tutte queste operazioni credo possa stimolare i visitatori a venire a Vicenza, scoprendo una città bellissima e accogliente come poche” è l’auspicio di Bulgarini d’Elci.

Ufficio stampa
Comune di Vicenza
Paola Sperotto
uffstampa@comune.vicenza.it
www.comune.vicenza.it
tel. 0444/221226 – fax 0444221231

I 500 anni dell’Orlando Furioso in mostra ai Diamanti di Ferrara.

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Il 22 aprile 1516, in un’officina tipografica ferrarese, terminava la stampa dell’Orlando furioso, opera simbolo del Rinascimento italiano. Nel quinto centenario la Fondazione Ferrara Arte e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo celebrano il poema con un’esposizione che aprirà a Palazzo dei Diamanti il 24 settembre. I visitatori si troveranno davanti a una mostra d’arte che fa dialogare fra loro dipinti, sculture, arazzi, libri, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti. A orchestrare questo incanto visivo è un’idea semplice: restituire l’universo di immagini che popolavano la mente di Ludovico Ariosto mentre componeva il Furioso.

Cosa vedeva dunque il poeta, chiudendo gli occhi, quando si accingeva a raccontare una battaglia, un duello di cavalieri o il compimento di un prodigioso incantesimo? Quali opere d’arte furono le muse del suo immaginario visivo? Un lungo lavoro, condotto dai curatori della mostra Guido Beltramini e Adolfo Tura, affiancati da un comitato scientifico composto da studiosi di Ariosto e da storici dell’arte, è stato orientato a individuare i temi salienti del poema e a rintracciare, puntualmente, le fonti iconografiche che ne hanno ispirato la narrazione. I visitatori saranno così condotti in un appassionante viaggio nell’universo ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. A guidarli saranno i capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo da Vinci a Raffaello, da Michelangelo a Tiziano a Dosso Dossi: creazioni straordinarie che faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato dell’Italia delle corti in cui il libro fu concepito.

Grazie al sostegno dei maggiori musei del mondo, le opere conosciute o ammirate dal poeta, saranno riunite a Ferrara per dare vita ad un appuntamento espositivo irripetibile: dall’olifante dell’XI secolo, che la leggenda vuole sia il corno di Orlando che risuonò a Roncisvalle, alla straordinaria Scena di battaglia di Leonardo da Vinci proveniente da Windsor; dalla preziosa terracotta invetriata dei Della Robbia raffigurante l’eroico condottiero Scipione dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, al romantico, trasognato Gattamelata di Giorgione dagli Uffizi, celebre comandante di ventura ritratto nella sua luccicante armatura moderna; dal raffinato dipinto di Andromeda liberata da Perseo di Piero di Cosimo degli Uffizi, fonte dell’episodio di Ruggero che salva Angelica dalle spire del drago, all’immaginifica e monumentale visione di Minerva caccia i vizi dal giardino delle virtù di Andrea Mantegna del Louvre, che Ariosto vide nel camerino d’Isabella d’Este, le cui figure fantastiche ricompaiono nel corteo di mostruose creature incontrato da Ruggero nel regno di Alcina.

Ariosto non smise mai di rielaborare il suo poema, che fece nuovamente stampare a Ferrara, con lievi ritocchi, nel 1521 e una terza volta, sensibilmente rimaneggiato, nel 1532, pochi mesi prima di morire. Negli anni tra la prima e la terza redazione del Furioso il mondo attorno al suo autore cambiò radicalmente, a cominciare dagli sconvolgimenti culminati nella battaglia di Pavia del 1525 che segnò la sconfitta di Francesco I e l’inizio dell’egemonia politica e culturale di Carlo V sulle corti padane. Parallelamente nelle arti figurative maturano negli stessi anni espressioni nuove, trionfa quella Vasari chiamerà “maniera moderna”, un linguaggio artistico di respiro non più regionale ma italiano, che ha come campioni Raffaello e Michelangelo. La stessa olimpica sintesi fra tradizioni precedenti e assimilazione della lezione del mondo antico, che in pittura genera le vette del Rinascimento, in letteratura ha un singolare parallelo nella trasformazione linguistica dell’Orlando, che Ariosto porta a compimento nell’edizione del 1532. Grazie ad essa il poema, purificato dalle inflessioni locali, diviene «classico di una classicità nuova», un capolavoro “italiano”, simbolo della letteratura del primo Rinascimento.

Ariosto assiste alla rivoluzione linguistica della pittura, vedendo di persona le opere di Michelangelo e Raffaello che lo stesso Alfonso I d’Este, signore di Ferrara, brama di possedere. Del resto Ariosto è coinvolto nella nascita dei dipinti che artisti come Dosso o Tiziano dipingono per Alfonso: essi in mostra saranno rappresentati dal Baccanale degli Andrii di Tiziano, uno dei capolavori del Camerino delle pitture di Alfonso che – grazie ad un prestito eccezionale concesso dal Museo del Prado – tornerà in Italia dopo quasi cinquecento anni dalla sua creazione.

ORLANDO FURIOSO 500 ANNI
Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
24 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

Mostra a cura di Guido Beltramini e Adolfo Tura, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

Informazioni
tel. 0532 244949
HYPERLINK “mailto:diamanti@comune.fe.it“ diamanti@comune.fe.it
HYPERLINK “http://www.palazzodiamanti.it” www.palazzodiamanti.it