Cartelli autostradali.

Quanto sono noiosi quei messaggi sui cartelli luminosi sull’autostrada.

Un morto su 4 per colpo di sonno.

Se sei stanco fermati!!! (ma non bastava il santino di san Bartolomeo con la foto della moglie sul cruscotto).

Due morti su 5 per eccesso di velocità.

Hai controllato i freni? (me lo dici ad Agosto al rientro, pirla?)

Due morti su 4 per guida in stato di ebrezza.

Non calcolano che qualche morto in più ci può essere perchè l’utente medio alla vista dei suddetti tabelloni si impegna a ravanare i gioielli di famiglia? Cioè, a me più che stimolare il senso civico mi stimolano il giramento di maroni… il che non sarebbe male se si brevetta un’auto che va a energia pulita….

Alle terme.

Ero a fare un giro alle Terme, oh… miracolosamente di mattina. Chi vedo aggirarsi tra il vecch…ehm, l’anziano medio?

Er giorg clunei de la toscana. Panariello. Due occhiaie che se lo portavano in gloria e le palle che gli giravano a mulinello.

Poi per rifarmi ho visto le Olimpiadi, sennò era un trauma. Ah, sui giuochi olimpici ho scritto qualcosa sull’altro sglaps… ma vergognandomene ;P

Calcilia.

Forse non sono l’unica, ma non è che me ne frega. Io anzichè il sosia col passaporto svedese di Ian Thorpe avrei messo due euri nella colletta per Gilardino. O mi sarei sacrificata per trasportarlo da Parma a Torino.

E poi il contrappasso di tutti alla Fiorentina. Maria (ooooh-maria, ti aaaamo…), ma lo fanno apposta? Boh, dire che un po’ sono raggelata è riduttivo.

Regole del maxiscooterista.

[postata dall’amico Kap su raduni-iscj e qui rigirata. Dai, siamo sempre in ambito stradale…]

L’acceleratore va tenuto tutto aperto o tutto chiuso.

Ci sono posizioni intermedie solo per insormontabili limiti tecnici, che possono essere tuttavia sfruttate per sgasare al semaforo cullandoti come un bambino con il variatore che prende e non prende. Appena puoi, però, apri tutto.

Essere in seconda linea al semaforo è un disonore insopportabile. Devi avere la strada libera davanti a te. Non importa se per questo devi superare altre moto già contromano, occupare le strisce, impedire svolte, metterti di traverso. Piuttosto parti quando qualcuno accenna a muoversi. (ricorda di usare l’acceleratore correttamente, cioè al massimo)

Se ti affianca un altro mezzo a due ruote, ricorda che il tuo scooter è più veloce. Non importa la cilindrata, è più veloce. Questo perché ci sono stupide moto col cambio che fa perdere tempo, ma tu non hai questo problema. Se sono colorate e hanno buffi nomi tipo cbr, r1, gsx o sv, ricorda che è tutta una facciata per sopperire alla mancanza dell’arma segreta, il variatore.

Ricorda di esibire il tuo costoso mocassino tenendo il piede ruotato verso l’esterno a sporgere dallo scudo. Godi al pensiero degli scemi col cambio.

Quando piove, ricorri alla tua Audi. Andare su due ruote quando piove è un segno di stupida cocciutaggine tipico di chi guida mezzi col cambio.

Non puoi cadere. Cadono solo gli altri. Affronta le curve alla velocità che vuoi, sfreccia in mezzo al traffico, attraversa gli incroci al massimo. Non cadrai.

Le frecce sono uno stupido retaggio di altri tempi. Usale per dare colore al grigiore della città, se vuoi.

Anche gli specchi sono inutili. Cambia direzione o corsia quando vuoi, lo scooter è "agile". Anche se lungo 3 metri e mezzo: quello a cui tagli la strada neanche se ne accorgerà (puoi anche insultarlo).

Sotto la plastica del tuo scooter si nascondono magìe e misteri insondabili. Non azzardarti mai a chiederti perché lo scarico fuma o il motore perde colpi. Aspetta che si accenda una spia che ti dice che devi portarlo dal meccanico e poi portacelo. E che sia autorizzato, sennò rompi l’incantesimo e lo scooter non andrà più.
Se la plastica esterna è ingrigita, vendilo e compra il nuovo modello che sei anche più fico.

Puoi affrontare tutte le strade, sterrati, scale, pareti da rocciatore. Lo scooter è versatile e comodo. Potresti andare fino in Cina, con tutta la roba che ci sta nel sottosella. Se qualcuno obietta che con quelle ruotine ti spaccherai la schiena, ricordagli che qualsiasi cosa costi più di 7000 euro non può rompere la schiena.

Acquistando uno scooter, hai diritto a un posteggio dove vuoi tu.

Se non c’è un posteggio, puoi crearne uno spostando altri scooter o attaccando il tuo alle moto che stupidamente sono inclinate sul cavalletto laterale (dalla parte opposta rispetto al cavalletto). Se ti viene il dubbio che così la moto non si può più raddrizzare, ricorda che i motociclisti sono abituati alle avversità (pensa al cambio o la catena che si sporca… brrrr) e se la cavano sempre.

Ridi dei marciapiedi: sono a tua disposizione.

Con la mano libera dalla frizione, fuma, telefona, o possibilmente entrambi. Cerca anche di trasportare qualcosa sulla pedana (un’incudine va benissimo, ma anche la poltrona della nonna è ok) per dimostrare che voi potete.

Se incroci qualche motociclista che ti fa un segno a V con le dita, è inglese e ti sta mandando affanculo. Rispondigli per le rime.

[on air: le marmitte dei motorini sotto casa…]

L'autostrada….

Da pendolare con Borgotaro devo dire che ora ne so ancora di più. Io e la rete autostradale ormai siamo sposati. Quando mi chiedono di dove sia mi verrebbe da rispondere della Tevere Ovest o della Tevere Est. Ma soprattutto ricordo ancora quando Chianciano-Attigliano costava 5000 lire e adesso siamo arrivati a 6,50 euro. E non sono matusalemme eh…

È bella la diversificazione autostradale ai caselli:

a) Casellante: da quello scazzato, a quello triste, a quello che vuole attaccar pezza. Se non fosse per le file il contatto umano slogandomi una spalla per pagare (a volte) lo preferisco.

b) Viacard: Comoda, ma non la farò mai. Non so, mi da fastidio…

c) Telepass: mmmm, preferisco sapere quanto scialo volta per volta.

d) Casello ad elevata automatizzazione: e qui partono i rotfl. Da quelli con quella odiosa voce femminile elettronica, ma impostata, che ti impartisce gli ordini [e ti capita sempre quando hai fretta o se sei nei giorni in cui ce l’hai col mondo e con te stessa…] e quelli muti che timidamente ti danno le istruzioni sul display. Danno il resto, non rompono… ma se sei nemico delle tecnologie sono uccisiori dei nervi di quelli che aspettano dietro.

Varie ed eventuali.

Ricordo il padre di quella che era una mia amica che ogniqualvolta doveva pagare o ritirare il biglietto apriva lo sportello e scendeva dalla macchina. A mia madre stupefatto chiese: “A signò, voi non scendete?”.

Ricordo il casello del portogallo. Niente carta di credito, ma ci fecero pagare in pesetas spagnole: ciulati sul cambio [no, non sto parlando di parti meccaniche della macchina, ma quello monetario].

Ricordo le autostrade francesi. In special modo nella francia del sud dove ci sono i tratti a pagamento a barriere ci sono della specie di “cestini” dove buttare dentro le pieces de monnaie se li hai giusti contati. Comodo, lanci lì dentro e passi velocemente. Da copiare da noi.

[on air: skunk anansie – lately ]

Alias.

Ho trovato un sito su Alias praticamente perfetto. Lo ammetto, non sono riuscita a trattenermi dalla lettura di tutta la stagione spoilerata…

No, oggi non ho voglia di scrivere. Scazzo visibile. Beh, ieri ho prodotto anche troppo… oggi c’è compensazione.

[on air:The servant – orchestra ]