Festival filosofia 2019: Persona. Maneggiare con cura

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FESTIVAL FILOSOFIA 2017 foto©elisabetta baracchi

Da venerdì 13 a domenica 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre e spettacoli, tutti dedicati al tema “persona”. Tra i protagonisti 53 relatori, di cui ben 24 debuttano al festival. Tra gli ospiti più attesi: Augé, Bodei, Bianchi, Cacciari, Crouch, Ehrenberg, Galimberti, Giovannini, Marzano, Massini, Quante, Recalcati, Rosen, Roy, Severino, Vegetti Finzi. In programma anche otto “menu filosofici” per ricordare Tullio Gregory

Dedicato al tema persona, il festivalfilosofia 2019, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 13 al 15 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a fuoco la questione della persona tra diritti, civiltà e fragilità umana. La diciannovesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sul tema “persona”, che indica una categoria di lunga durata della cultura europea, fondamento dell’autonomia individuale e dei diritti umani. Sempre immersa in una rete di reciprocità, alla persona si riconduce il principio di dignità, sia nel campo sociale e politico (come per esempio nel caso del lavoro), sia nelle questioni bioetiche di inizio e fine vita. Si indagherà anche il modo in cui l’essere persone – richiamandosi al suo significato originario di maschera – passi attraverso il riconoscimento e la messa in scena del sé in cui si esprime la soggettività di ciascuno.
L’edizione 2019, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, presenta ventiquattro voci nuove, su un totale di 53 relatori. Tra gli autori stranieri, due terzi sono al loro debutto al festival.

Tra i protagonisti ricorrenti si ricordano, tra gli altri, Marc Augé, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Donatella Di Cesare, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Stefano Massini (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Salvatore Natoli, Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio.
Tra i “debuttanti”, Michel Agier, Leonardo Caffo, Colin Crouch (Lectio “Gruppo Hera”), Alain Ehrenberg, Paolo Flores d’Arcais, Enrico Giovannini (Lectio “Confindustria Emilia Area Centro”), Danilo Martuccelli, Michael Rosen (Lectio “BPER Banca”), Olivier Roy, Michael Quante.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della persona.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo (ancora in corso di definizione) coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: David Riondino (con un concerto bandistico), Lino Guanciale (in una conversazione su Canetti), Chiara Valerio (in un reading da un suo testo inedito), Lella Costa (in un recital su Edith Stein). Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.

Oltre trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui le personali di Vittorio Guida e Luisa Menazzi Moretti prodotte da Fondazione Modena Arti Visive. A Carpi una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio presenta incisioni di Picasso, Kirchner e Chagall sul tema della maschera, mentre a Sassuolo una personale di Mustafa Sabbagh è dedicata alla condizione dell’umano.
Prima edizione dopo la scomparsa di Tullio Gregory, il festival omaggerà la figura del grande maestro, tra l’altro, riproponendo alcuni dei più significativi tra i suoi “menu filosofici” per più di settanta ristoranti ed enoteche delle tre città.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia“, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it

Festival della Fiaba pensato per gli adulti: dal 14 al 16 giugno torna a Modena la sesta edizione

FESTIIVAL DELLA FIABA PENSATO PER GLI ADULTI: DAL 14 AL 16 GIUGNO TORNA A MODENA LA SESTA EDIZIONE 
Approfondire il genere narrativo della Fiaba attraverso un’indagine intellettuale, antropologica e culturale: dal 14 al 16 giugno torna a Modena – in una nuova versione itinerante presso il circolo culturale Filatoio e varie location nel quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari – il Festival unico sul territorio nazionale per il suo target di riferimento, ovvero il pubblico adulto e consapevole. Tre giorni di narrazioni in voce semplice di fiabe e miti, conferenze, performance, spettacoli, Workshop e tante iniziative dedicate quest’anno al tema della “Follia” 

Modena, 12 giugno 2019 – Conferenze, narrazioni in voce semplice di fiabe della tradizione e non solo, spettacoli, performance, oltre a workshop, momenti dedicati al gusto e altro ancora: tanti gli appuntamenti ideati ad hoc in programma per la sesta edizione del Festival della Fiaba, da venerdì 14 a domenica 16 giugno presso il circolo culturale Filatoio (via de’ Bonomini 61/63www.filatoio.com) e varie location nel Quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari, vicino al centro storico di Modena. Torna la manifestazione unica sul territorio nazionale per originalità e target di riferimento nata da un’idea di Nicoletta Giberti,performer e regista teatraleche da anni indaga attraverso linguaggi eterogenei il genere “Fiaba” con uno sguardo ampio e profondo. Tema caratterizzante di quest’anno è la “Follia”, declinata e indagata in diversi aspetti e sfumature, a cominciare da una serie di conferenze dedicate in cui scrittori, professori e pensatori approfondiranno il filo conduttore proposto dal Festival. Tra gli altri saranno protagonisti – in appuntamenti a ingresso gratuito – lo scrittore Mario Ferraguti, che parlerà de “I Folletti, la follia e il vento” (domenica 16 alle ore 18.30), Ivonne Donegani – professoressa universitaria, già direttrice del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e responsabile del progetto Arte e Salute Mentale e Nicola Bonazzi, drammaturgo e regista, tra i fondatori della Compagnia Teatro dell’Argine. La Donegani, da anni impegnata attivamente nei percorsi di de-istituzionalizzazione, promozione della salute e inclusione sociale in collaborazione con le associazioni di familiari e utenti, terrà una conferenza dal titolo “Ho sognato che vivevo” (sabato 15 alle ore 18.30), mentre Bonazzi, che dal 2012 collabora come guida del laboratorio teatrale con “Gli Amici di Luca”, compagnia nata in seno alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna tratterà di “Che Venne in furore e matto: la Pazzia di Orlando”(venerdì 14 alle ore 18.30). Le conferenze avranno tutte luogo presso lo spazio Progetto Lavoratorio.

Nell’ambito della sesta edizione del Festival, quest’anno pensata per un pubblico esclusivamente adulto, ogni evento sarà in dialogo con il luogo che lo ospita: ecco allora che la camera 22 dell’Hotel La Pace sarà la location perfetta per ascoltare la storia di Cappuccetto Rosso, mentre StudioLoom di Laura Turrini, StArt 60, Veronesi Italia – dove si importa il Rum – l’Atelier di Andrea Capucci, lo spazio di Marco Brunetti Tube Amplification e il centro di pratica e ricerca La Tigre Bianca accoglieranno altre fiabe ed eventi, mentre sarà possibile assaggiare due piatti tipici selezionati al ristorante La Cucina e alla Trattoria Via Ferrari.

Tante anche le performance e gli spettacoli – con un biglietto dal costo variabile e prenotazione obbligatoria – tra cui, da non perdere, “Il Sapere perduto: un viaggio tra caduta, compimento e metamorfosi”:un percorso itinerante, ideato e diretto da Nicoletta Giberti, direttrice artistica del Festival della Fiaba, dedicato ai disegni di Gea Zoda – figlia dell’artista e incisora Andreina Bertelli e del pittore Italo Zoda, frequentatori tra gli altri di Renato Guttuso, Leonardo Sciascia e Dacia Maraini – che, cresciuta immersa nell’arte e stimolata dal percorso narrativo intrapreso al Festival e dal tema della Follia, per la prima volta in questa occasione mostrerà le sue opere al grande pubblico, in un modo assolutamente originale e “folle”.

E poi performance, come “Sotto Chiave: trama e ordito di un segreto”, a cura della narratrice Anna Tondelli e della costumista d’epoca Mariana Polisena, dedicata a Barbablùe le fiabe della tradizione, che saranno le protagoniste assolute del Festival a loro dedicato. Narrate in voce semplice nei vari luoghi della manifestazione ogni mezz’ora circa, per una capienza che varierà a seconda degli spazi, per mantenere la bellezza dell’intimità della condivisione. E, ancora, presentazioni di libri, come “Disturbi di luminosità” (Gaffi editore), di Ilaria Palomba, dove la follia emerge dall’assenza d’amore, di certezze, di futuro, in un sociale che implode (sabato 15 alle ore 21.30).

Novità di quest’anno sono i miti narrati in voce semplice dal gruppo diretto da Michele Collina. Il termine “mito” deriva dal greco mythos, che significa “Parola, racconto”. Nel linguaggio comune la parola “mito” indica qualcosa di favoloso o di irraggiungibile, che viene in qualche modo amplificato e allontanato dal reale. Chi meglio di coloro che hanno vissuto una buona parte della loro vita può dare voce al mito? Le persone che hanno accumulato anni sul loro cammino guidati dalla competenza e dalla grande sensibilità di Michele Collina raccontano alcuni miti dalle Metamorfosi di Ovidio.

Il Filatoio sarà centro Festival per momenti di ristoro tra una fiaba e l’altra, aperitivi, cene ma anche colazioni, brunch e pranzi. Nella caffetteria sarà servito a qualsiasi ora l’assenzio, in onore della fata verde che tanto ispirò i poeti maledetti attraverso la perdita della ragione e l’incontro con la follia. Mentre il giardino del circolo sarà l’anima pulsante del Festival, uno spazio dove gustare cose buone da mangiare, dove attendere il proprio turno per andare ad ascoltare una fiaba e soprattutto dove incontrarsi e scambiare parole, pensieri e suggestioni. Lì ci sarà anche la bottega di Lu_Ghirò, attenta artigiana dell’antica arte del ricamo.

“Dopo cinque edizioni in cui abbiamo cercato spazi potenti, bellissimi e accoglienti, abbiamo deciso di spostare lo sguardo su un quartiere difficile di Modena, ma che ha un grande potenziale, perchè ricco di verità e libertà– spiega Nicoletta Giberti, direttrice artistica e ideatrice del Festival della Fiaba – Non a caso il Filatoio sorge esattamente lì e, da due anni, brilla e brulica di iniziative e persone che lo frequentano entusiaste e grate di ciò che incontrano. Perché l’intento del Festival della Fiaba è anche quello di portare luce e bellezza in questi luoghi, per aprire riflessioni personali e collettive. E la manifestazione nasce dallo stesso impulso che nel tempo ha mosso l’uomo a raccontare fiabe: l’incontro con il substrato inconscio e l’effetto vivificante che se ne trae, raccontandole, leggendole o semplicemente ascoltandole. La fiaba è fatta di simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo, ed è nata per gli adulti, i bambini erano ascoltatori occasionali, di passaggio“.

Ecco allora un Festival unico su tutto il territorio nazionale, che ricrea quello che un tempo veniva definito “focolare”, celebrando il rito della narrazione e predisponendo i suoi visitatori a uno stato di ascolto, perché le fiabe mettono in scena da sempre la stessa storia: l’identificazione del sé. Ogni volta che una fiaba della tradizione viene raccontata, qualcosa di prezioso viene condiviso e compreso da tutti in un’epifania personale e collettiva.

 

Il Festival della Fiaba gode del Patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Modena, oltre che dell’Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell’Educazione.

 

Per informazioni, dettagli sul programma e prenotazioni:

328 7814093

www.festivaldellafiaba.com

A Parma, capolavori intorno a “La Scapiliata” di Leonardo da Vinci

È una sequenza strepitosa di capolavori, a partire da ben 4 opere di Leonardo, quella che offre la Galleria Nazionale di Parma con la mostra “La fortuna de “La Scapiliata” di Leonardo da Vinci” (18 maggio – 12 agosto 2019), a cura di Pietro C. Marani e Simone Verde. Accanto a quelle di Leonardo, il pubblico vi potrà ammirare opere di altissimo livello di Gherardo Starnina, Bernardino Luini, Hans Holbein, Tintoretto, Giovanni Lanfranco…, tutte riunite intorno alla affascinante “Scapiliata”, patrimonio del Complesso Monumentale della Pilotta di Parma.
La mostra, organizzata dal Complesso Monumentale della Pilotta e Fondazione Cariparma, rientra tra quelle ufficiali del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.
Nessuna cuffia, nessuna crocchia o velo intorno al volto, bellissimo ed intenso. Ma capelli liberi, lunghi, scarmigliati da un vento che irrompe violento in scena.
Lei ha gli occhi rivolti in basso, pudica e quasi solenne. Ma, grazie alla sua chioma libera e selvaggia, appare intensamente seduttiva. La “Scapiliata” di Leonardo è forza, libertà, femminilità.
 In questa tavoletta Leonardo dipinge esattamente ciò che lui stesso ha suggerito, a proposito della raffigurazione della chioma della figura femminile, nel Trattato sulla pittura: «Fa tu adunque alle tue teste gli capegli scherzare insieme col finto vento intorno agli giovanili volti, e con diverse revolture graziosamente ornargli». «Qui Leonardo non realizza semplicemente una icona di bellezza femminile ma molto di più. Con uno sperimentalismo unico nel suo genere, riesce a riassumere la complessità divina della realtà», sottolineano i due curatori, il professor Pietro Marani e il Direttore della Pilotta, Simone Verde.
Quattro le sezioni in cui si articola la rassegna. La prima include alcune antichità e i primi passi di una ricerca pittorica rinascimentale che troverà in Leonardo la sua massima espressione. La seconda, annovera alcuni dipinti e disegni originali di Leonardo o di ambito fiorentino, precedenti o contemporanei all’artista, in cui viene trattato il tema dei capelli scomposti, come fiamme ondeggianti nell’aria a causa del vento, tra cui la celebre Leda degli Uffizi. Vengono poi riunite derivazioni antiche del tema leonardesco, a testimonianza della precoce fortuna critica di questo soggetto iconografico, scegliendo opere di Giovanni Agostino da Lodi e Bernardino Luini. In particolare nel confronto con l’opera di Luini, la Salomé con una serva che riceve dal boia la testa di san Giovanni Battista degli Uffizi, la tavoletta parmense pare ripresa quasi letteralmente nel volto della protagonista. Nella successiva sezione ad essere proposto è un excursus sul pittore e scultore Gaetano Callani (Parma, 16 gennaio 1736 – 6 novembre 1809) che nella sua collezione accolse la Scapiliata di Leonardo. Allo scopo di documentare la politica di acquisizioni della Galleria Palatina fra 1820 e 1840, quindi al momento dell’ingresso dell’opera nelle sue collezioni, la mostra si sofferma anche sulla figura di Paolo Toschi, all’epoca direttore delle Gallerie dell’Accademia di Belle Arti di Parma, che definì la Scapiliata «cosa rarissima da trovarsi ai giorni nostri». Tra le sue acquisizioni, opere provenienti dalle collezioni Callani Sanvitale e Baiardi, acquisite rispettivamente nel 1834 e nel 1839, anno in cui le Gallerie si arricchirono del capolavoro di Leonardo a seguito dell’acquisizione della collezione Callani.
Mostra e catalogo (Nomos Edizioni) chiariscono definitamente il tema della autenticità dell’opera. L’ipotesi oggi più accreditata propone la tavoletta come appartenuta a Isabella d’Este. L’opera rimase a Mantova anche dopo la vendita della collezione Gonzaga a Carlo I Stuart (1626-27) per poi essere sottratta durante il Sacco della città operato dai Lanzichenecchi al soldo di Ferdinando II nel 1630-31. In seguito,la Scapiliata sarebbe confluita nella collezione di Gaetano Callani durante il soggiorno milanese intrapreso dall’artista tra 1773 e 78, forse grazie al tramite dei cognati Agostino e Giuseppe Gerli. Oggi la critica accoglie unanimemente l’attribuzione a Leonardo, riconosciuta come autografa dai maggiori specialisti e dalle recenti mostre su Leonardo: Louvre (2003), Milano (2014-2015), New York (2016), Parigi (2016); Napoli (2018); Louvre (2019).
Per questa occasione, La Scapiliata è stata sottoposta a indagini scientifiche, affidate ad uno dei massimi specialisti del settore, l’ingegner Claudio Seccaroni dell’Enea. L’esperto, sotto l’attenta osservazione di Pinin Brambilla Barcilon e dei due curatori della mostra, ha sottoposto il dipinto a indagini con la fluorescenza a Raggi UV e a luce radente, al fine di rilevare la tecnica pittorica e i pigmenti utilizzati dall’artista nelle varie fasi di esecuzione dell’opera. Le interessantissime risultanze di queste indagini sono rese pubbliche dal catalogo.
 
Info: http://pilotta.beniculturali.it

LA FORTUNA DE LA SCAPILIATA DI LEONARDO DA VINCI
Parma, Complesso Monumentale della Pilotta, Galleria Nazionale
18 maggio – 12 agosto 2019
 
Orari: da Martedì a Sabato 8,30-19,00. Lunedì chiuso
Biglietto cumulativo per tutti i musei della Pilotta € 10,00 intero; € 2,00 dai 18 ai 25 anni; gratuito minori di 18.
Ingresso mostra € 5,00 (oltre al costo del biglietto)

Time in Jazz: al via le prevendite per la XXXII edizione. In agosto oltre 100 protagonisti a Berchidda e nel nord della Sardegna

Time in Jazz: al via le prevendite per la XXXII edizione. In agosto oltre 100 protagonisti a Berchidda e nel nord della Sardegna
Saranno in vendita su Vivaticket da lunedì 27 maggio alle ore 12 i biglietti e gli abbonamenti per partecipare alla XXXII edizione di Time in Jazz che, dal 7 al 16 agosto, accompagnerà gli spettatori attraverso un lungo viaggio nella musica e nella natura incontaminata della Sardegna.
Nel mezzo del mezzo è il leit motive del Festival Internazionale di quest’anno. Perché geograficamente la Sardegna si posiziona tra l’Africa e l’Europa.

Un programma fittissimo che parte con il viaggio sulle navi di Sardinia Ferries che, il 7 agosto, partirà dal porto di Livorno insieme alla Funky Jazz Orchestra di Berchidda, per traghettare il vasto pubblico continentale sull’isola.
Il debutto in terra sarda è affidato a Danilo Rea che, nell’esclusiva cornice de L’Agnata, buen retiro di Fabrizio De Andrè realizzerà un evento unico, realizzato in collaborazione con la Fondazione De Andrè, darà voce al suo pianoforte con  ospiti a sorpresa, per celebrare  il ventennale della scomparsa del grande artista. Un concerto dedicato, per questioni di sicurezza, a un massimo di 900 persone nel quale attingerà allo sconfinato repertorio di Faber.
La musica, naturalmente, fa la parte del leone nelle dieci giornate del festival, con un programma che spazia tra stili e modi diversi di intendere il jazz, e non solo che, in oltre 40 concerti, animeranno le albe, i giorni, le sere e le notti facendo tappa in boschi e chiesette campestri, spiagge incantane e luoghi naturalistici altrimenti inaccessibili.
Dall’11 agosto sarà il palco centrale di Piazza del Popolo a Berchidda a ospitare i concerti serali e partiranno con il debutto in Sardegna di Tempo di Chet, lo spettacolo teatrale che vede suonare dal vivo sul palco Paolo Fresu alla tromba e al flicorno, Dino Rubino al piano, Marco Bardoscia al contrabbasso mentre la recitazione di Alessandro Averone, Rufin Doh, Simone Luglio, Debora Mancini, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Graziano Piazza e Laura Pozone racconteranno la vita di Chet Baker.
La sera seguente (lunedì 12) il pianista Omar Sosa e la violinista Yilian Cañizares con il loro progetto “Aguas” una miscela coinvolgente e creativa di jazz, musica classica e delle radici afrocubane dei due artisti, affiancati dal percussionista venezuelano Gustavo Ovalles come special guest.
Altri suoni e atmosfere, martedì 13, con l’atteso ritorno a Time in Jazz, dopo diciotto anni, di Nils Petter Molvaer. Il trombettista norvegese approda a Berchidda con l’inconfondibile suono del suo strumento alla testa di un gruppo con Johan Lindstrøm alla chitarra, Jo Berger Myhre al basso e Erland Dahlen alla batteria.
Riflettori nuovamente puntati su Paolo Fresu, la sera del 14 agosto, stavolta impegnato in una produzione originale del festival, in trio con il bandoneonista Daniele di Bonaventura e il violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum .
La serata del 15 di Time in Jazz in Piazza del Popolo è come sempre divisa in due set: il primo vede quest’anno sul palco un’autentica icona della canzone italiana, Ornella Vanoni. Mentre nella seconda parte (con ingresso gratuito) spazio alla consueta festa di Ferragosto: a menare le danze, quest’anno, sarà l’ Orchestra Casadei che, guidata dal 2000 da Mirko Casadei, intreccia suoni e sapori di generi musicali di svariate provenienze; il liscio, marchio della dinastia romagnola, diventa trasversale, contamina e si fa contaminare, incrociando reggae, ska, taranta, altri ritmi e generi.
Ripetendo l’esperienza dell’anno scorso, tutte le serate in piazza del Popolo avranno un dopoconcerto all’insegna dei dj set d’autore nella piazzetta adiacente il palco: protagonista DJ Rocca.
Tantissimi anche i progetti collaterali dedicati al cinema, ai bambini, all’arte, alla letteratura e  alla fotografia. Grazie a una collaborazione con Fabrica, di Oliviero Toscani, infatti, verranno ridisegnati i panorami, mentre le notte saranno illuminate dai dj set fuori dall’ordinario.

Programma e info: www.timeinjazz.it; Biglietti su www.vivatichet.it

Sesso sociale: come i social media stanno cambiando il sesso – LELO presenta i dati della ricerca

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LELO, brand leader nel settore dei sex toy, che ha un seguito social media di circa 250.000 persone, ha intervistato il pubblico per vedere come i social media stanno influenzando le nostre vite sessuali. 6.500 intervistati hanno condiviso i loro dati personali (in modo anonimo) in uno degli studi più completi sull’argomento.

Oggi LELO condivide questi approfondimenti sul rapporto tra sesso e tecnologia.

PUNTI SALIENTI

  •       Quasi tre quarti (72,5%,) degli intervistati si considerano utenti attivi di social media.
  •       Quasi un terzo (31,7%) ha avuto rapporti sessuali con qualcuno che ha conosciuto solo dai social media.
  •       Di quelli che hanno fatto sesso con qualcuno che hanno incontrato attraverso i social media, due terzi (65,8%) hanno detto che l’esperienza era “esattamente ciò che si aspettavano”.
  •       Di quelli che non hanno mai fatto sesso con qualcuno conosciuto grazie ai social media, oltre la metà (50,3%) ha dichiarato che lo farebbe.

Oggigiorno gli smartphone e i social media stanno certamente cambiando il modo in cui comunichiamo, ma non solo: sempre più persone usano la tecnologia per esprimersi sessualmente, attraverso fotografie, sexting e appuntamenti.

 

Dei 6.500 intervistati:

  •       Il 19,3% ha pubblicato un’immagine sui social media che è stata scattata durante il sesso.
  •       Il 33,3% ha utilizzato i social media in modo specifico per organizzare un appuntamento di sesso.
  •       Il 58,5% include il sexting nelle loro vite sessuali.
  •      Il 22,4% mantiene un account di social media “segreto” per motivi sessuali.

 

I social media, quindi, sembrano un modo efficace per collegarci e conoscere le persone e, nonostante tutto, non entrano sempre anche in camera da letto,anzi, un imponente 87,4% dichiara di non controllare i social media dopo il sesso.

Il Brand Manager di LELO, Stu Nugent, ha dichiarato: “Che epoca stupefacente quella in cui viviamo! Grazie a quel costoso pezzo di silicio e vetro che portiamo tutti nelle nostre tasche, possiamo interagire direttamente con le nostre celebrità ed eroine preferite, tenerci aggiornati con le notizie e trovare un partner sessuale compatibile ovunque e in qualsiasi momento. Fino a un paio di anni fa, l’utilizzo dei social media – o addirittura dei siti di appuntamenti – sembrava essere qualcosa di cui vergognarsi. Ma penso che stiamo tutti iniziando a capire che la verità è esattamente l’opposto: i social media stanno diventando una parte intrinseca della nostra espressione sessuale, e decidiamo di conseguenza.”

I social media sono dunque un’opportunità di sviluppare nuove relazioni, anche a letto, LELO raccomanda comunque sempre di utilizzarli con la massima cautela negli incontri e nel comunicare contenuti e informazioni personali o fotografie di cui non si ha l’autorizzazione, per vivere appieno e consapevolmente il sexting e il sexdating.

 

Scopri il mondo LELO su >> https://www.lelo.com/it

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La Festa del racconto a Carpi dipana il “tempo”: un weekend con Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altri

La Festa del racconto a Carpi dipana il “tempo”: un weekend con Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altri
La Festa del racconto a Carpi dipana il "tempo": un 
weekend con  Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo e molti altriLa Festa del racconto entra nel vivo, e prosegue fino a domenica 2 giugno a Carpi, Campogalliano Novi di Modena e Soliera. L’evento, giunto alla sua XIV edizione, vuole “raccontare il tempo”, snodandosi tra memoria, storia, futuro. Lo fa coinvolgendo numerosi protagonisti, tra cui lo scrittore inglese Jonathan Coe, Stefano Massini, i giornalisti Ferruccio de Bortoli e Stefano Bartezzaghi, l’attore Kim Rossi Stuart – al debutto con un libro di racconti – e perfino il fisico Guido Tonelli e il climatologo Luca Mercalli. 50 eventi e oltre 70 ospiti in tre giorni, tutti gratuiti

Una festa da assaporare parola per parola, che pone l’accento su un tema specifico, il tempo, anche attraverso il racconto, genere letterario che oggi conosce un rinnovato interesse nel nostro Paese. Raccontare il tempo è il titolo della XIV edizione della Festa del racconto, fino a domenica 2 giugno a Carpi (MO) e nei vicini comuni di Campogalliano, Novi di Modena, Soliera.
Il tempo viene indagato nelle sue molteplici prospettive: memoria, intesa come ricordi individuali e collettivi, che diventano testimonianza e narrazione; storia, come chiave di interpretazione del presente e colonna portante di un futuro tutto da costruire.
Autori, artisti e giornalisti esplorano questi aspetti, in dialogo con il pubblico, attraverso la scrittura, la musica, l’arte, per approfondire tematiche che accompagnano la nostra quotidianità e ricordare che lo scorrere del tempo è l’essenza stessa della vita.

Il tema viene affrontato insieme ai grandi nomi italiani e internazionali della cultura, come Jonathan Coe, Stefano Bartezzaghi, Ferruccio de Bortoli, Marco Malvaldi, Nadia Terranova, Francesco Piccolo, Annalena Benini, Guido Tonelli, Luca Mercalli e molti altri, con un programma di oltre 50 eventi che vede occasioni di analisi e approfondimento critico, che si allarga verso l’ambito artistico e coinvolge le giovani generazioni con una serie di iniziative appositamente pensate per loro.

Gli approfondimenti con gli autori
Venerdì 31 maggio a Carpi Ezio Mauro affronta invece la Storia con S la maiuscola, ripercorrendo le grandi vicende del nostro paese con l’occhio critico del giornalista nel suo intervento “Storia d’Italia” (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
A seguire, Kim Rossi Stuart presenta Le guarigioni, una raccolta di cinque racconti su personaggi curiosi, burberi, inafferrabili e irrisolti, ma anche fragili, buffi e testardi (ore 21.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
È molto ricco il programma di sabato 1 giugno che vede, tra gli altri, uno dei padri del bosone di Higgs affrontare il mistero primo delle cose: il fisico del Cern Guido Tonelli ci conduce alle origini della vita stessa trasportandoci nel “Non-tempo da cui è nato tutto” (ore 10, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Ci salveremo? O il nostro Paese precipiterà in un nuovo Medioevo? Se lo chiede Ferruccio de Bortoli in un incontro dal titolo “Conquistare il futuro ricordando il passato”: il giornalista parla della deriva populista mettendo in luce anche le colpe e le ambiguità delle élite, della classe dirigente e dei media (ore 15, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Si continua con la nuova sfida di Marco Malvaldi, che in Vento in scatola prova a narrare il mondo dei detenuti con lo spirito della commedia all’italiana, usando il tono lieve che si riserva per le cose serissime, senza abbandonare l’ironia, il gusto del paradosso e l’inventiva che lo contraddistinguono (ore 16.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Soliera ospita il “Diario d’amicizia”, un confronto tra Roberto Alperoli, Alberto Bertoni, Emilio Rentocchini: tre amici, tre poeti molto diversi. A unificare i loro testi è il grande tema della memoria. Ricordare non è un imperativo ma una necessità che rimanda al rapporto intimo e profondo con il tempo, con il passato e con un presente che di quel passato si nutre (ore 18, Soliera, polo culturale Habitat).
Il pomeriggio si chiude con un sorriso, perché la vita si affronta meglio con uno sguardo “leggero”. Chiara Moscardelli e Federico Baccomo, a partire dai protagonisti dei loro recenti romanzi, raccontano la serrata ricerca di strategie per essere felici, o almeno per sopravvivere (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Domenica 2 giugno la mattina a Carpi comincia con una riflessione sui tempi strani che stiamo vivendo guidata da Stefano Bartezzaghi, autore del saggio Banalità (ore 10.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Nel pomeriggio, Stefano Massini rende omaggio al protagonista della Festa, il racconto, con l’intervento “L’officina delle parole” (ore 16, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo); parte da qui un viaggio fra personaggi lontani nel tempo, epopee, incontri, esperienze umane, emozioni con una sola stella polare: la potenza sempre antica e sempre nuova del racconto.
Tra gli incontri carpigiani più attesi c’è quello con Jonathan Coe su “Paesaggi contemporanei – Raccontare la Brexit”; Coe è riuscito, come pochi altri scrittori contemporanei, a tracciare il ritratto di una nazione, l’Inghilterra, attraverso magistrali affreschi in cui si mescolano la politica, la società e il fattore umano, il lato comico e quello tragico della vita. Incalzato dalle domande di Federico Baccomo, l’autore britannico prova a guardare l’attuale momento storico sotto la lente rivelatoria della letteratura (ore 18.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
La sera di domenica 2 giugno a Carpi c’è Luca Mercalli con una riflessione sul clima, per ricordare che “Non c’è più tempo” se vogliamo salvare il nostro pianeta, ma anche che esistono modi facili ed efficaci per mettere al riparo il nostro futuro: è venuto il tempo di porli in atto (ore 21, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).
Il festival si chiude, come da tradizione, a Novi di Modena: l’attore, regista e scrittore Paolo Ruffini lancia un messaggio di positività con l’incontro “La sindrome di UP. E’ tempo di essere felici” (ore 21 Novi di Modena, PAC Polo Artistico Culturale).

Incontri non-stop
Poiché il mattino ha l’oro in bocca, nelle giornate di sabato e domenica lettrici e lettori della Festa possono fare “colazione con i libri” in compagnia di letterati d’eccezione come Paolo Nori o Loredana Lipperini, per scoprire e riscoprire i grandi classici del racconto negli incontri condotti dalla blogger e instagrammer Petunia Ollister.  Gli appuntamenti delle “Istantanee” sono invece momenti dedicati ai libri che procedono per “flash”: una straordinaria storia del tennis con le Vite brevi di tennisti eminenti di Matteo Codignola, e la personalissima Grande Russia Portatile di Paolo Nori.
Dopo il grande successo delle edizioni passate ritornano anche “I dialoghi del cortile”, luogo di confronto tra autori di narrativa italiana stimolati da un moderatore a riflettere sulle loro rispettive opere; partecipano autori e autrici del calibro di Simona Vinci, Beatrice Masini, Nadia Terranova, Loredana Lipperini, Annalena Benini, Giuseppe Culicchia, Margherita Oggero e Giampaolo Simi.

Eventi e spettacoli
Venerdì 31 maggio a Carpi dai ricordi si passa alla storia, quella musicale: in occasione dei 50 anni dal concerto di Woodstock, Gino Castaldo e il Wire Trio di Enzo Pietropaoli propongono la conferenza concerto “Woodstock Revolution!”, un’originale rilettura contemporanea di un evento epocale e irripetibile, che nell’agosto 1969 ha rappresentato l’apice della cultura hippie (ore 21, Carpi, Teatro Comunale).
La giornata di sabato 1 giugno a Carpi si chiude a teatro con un reading a due voci: la giornalista Annalena Benini e lo scrittore Francesco Piccolo raccontano la forza, la caduta, le lettere d’amore e l’eterna, profonda e comica differenza fra uomini e donne (ore 21, Carpi, Teatro Comunale).
A 20 anni dalla morte del più importante cantautore italiano anche Carpi tributa il suo omaggio all’artista genovese: sabato 1 giugno, in seconda serata, la band Flexus e ospiti cantano De Andrè in un concerto dedicato (ore 22.30, Carpi, tenda di piazza Re Astolfo).

Infoline: per ulteriori informazioni visitare il sito www.festivaldelracconto.it la pagina facebook e il profilo Instagram “Festa del racconto”
La Festa del racconto viene realizzata grazie al contributo di Fondazione CR Carpi e organizzata dalla Biblioteca Multimediale “A.Loria” in collaborazione con la Fondazione Campori, gli istituti culturali e gli assessorati alla Cultura dei Comuni di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera.

Un nuovo rapporto di Sony racconta l’impatto esercitato nel corso dei decenni dalla TV sul soggiorno di casa

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I

l report “L’evoluzione del soggiorno di casa” di Sony rivela quanto il numero dei pollici conti nella scelta del televisore e spiega l’impatto dei servizi in streaming sul nostro modo di guardare la TV

Secondo il report “L’evoluzione del soggiorno di casa”, pubblicato insieme a un sondaggio condotto su 6.000 consumatori europei e a una serie di considerazioni elaborate da alcuni esperti del settore, i cambiamenti dell’arredamento e del comportamento delle famiglie e l’avanzata dei contenuti in streaming non hanno impedito al televisore di continuare a essere l’elemento centrale del soggiorno.

Il report, che si è avvalso della collaborazione di un gruppo di esperti, tra cui gli interior designer italiani Stefano Mich e Alessandro de Pompeis,la Director del Geffrye Museum of the Home Sonia Solicari e la psicologa Emma Kenny, racconta l’evoluzione del soggiorno in funzione degli stili di vita moderni e del ruolo sempre centrale svolto dal televisore, anch’esso cambiato di pari passo con il soggiorno di casa.

Lo studio evidenzia come i televisori di oggi completino l’area living delle nostre case, ad esempio il modello XG95 di Sony, che offre un’esperienza di home cinema perfettamente aderente alle aspettative dei consumatori, e indaga sul fenomeno moderno dei servizi di streaming e dei contenuti on-demand, oltre che sulla disponibilità di schermi sempre più grandi.

Incentrato su diverse tematiche, quali l’avvento dello streaming nel soggiorno di casa e il continuo aumento delle dimensioni dei TV a dispetto della massiccia diffusione di dispositivi portatili più piccoli, il report offre un esame approfondito di come la tecnologia e la società abbiano plasmato lo sviluppo del soggiorno.

L’evoluzione del soggiorno di casa, dall’arredamento all’interazione familiare

Dal lancio del primo TV di Sony nel 1960 e con il crescere della sua popolarità, questo elettrodomestico è diventato un elemento centrale e imprescindibile del soggiorno. Nel caso specifico dell’Italia, un terzo (33%) ritiene addirittura che il televisore sia l’oggetto più importante della stanza, secondo soltanto al divano da cui viene guardato. Una tendenza che non mostra segni di rallentamento: il 64% delle persone europee intervistate ha dichiarato, infatti, di guardare la televisione tanto quanto dieci anni fa, se non di più.

A differenza di sessanta anni fa, quando le famiglie si stringevano attorno a schermi da 8”, oggi i soggiorni si sono trasformati in sale cinematografiche grazie a televisori che arrivano a 75”, come il TV XG95 di Sony.

Dalla fruizione di serie e film in streaming, modalità flessibile e senza stress, alla visione categoricamente “live” degli eventi sportivi

Nonostante la TV venga guardata con la frequenza più alta di sempre, con un tempo di visione media a persona di oltre 15 ore a settimana, la fascia della “prima serata” è destinata a scomparire in quanto solo il 6% delle persone guarda con regolarità un programma in diretta televisiva, preferendo invece lo streaming o la catch-up TV.

Il report ha inoltre rilevato che gli spettatori ora preferiscono i contenuti in streaming alla TV “programmata”. Le motivazioni addotte includono la flessibilità offerta dallo streaming, rispetto alle limitazioni imposte dalla programmazione in diretta (50%), nel caso specifico dell’Italia il 43%, la possibilità di trovare tempo per la visione dei programmi nonostante orari di lavoro più lunghi (32%) e di guardarli insieme ad amici e/o partner (31%).

L’esperta in psicologia e commentatrice televisiva britannica Emma Kenny commenta così i risultati: “La televisione non è semplicemente un mezzo che permette di usufruire di una serie di contenuti. Rappresenta numerose e diverse variabili e raggiunge gli individui in modi assolutamente unici.

Nonostante la società sia cambiata notevolmente dall’introduzione del primo televisore a oggi, molti dei nostri comportamenti sociali sono rimasti invariati. Siamo sempre degli esseri “sociali” che danno valore al tempo trascorso in famiglia e, considerata la vena nostalgica legata al “momento della TV” presente in tutta Europa, non mi sorprende che le famiglie continuino a guardare la TV insieme, come un’esperienza condivisa.

L’importanza dei pollici

Nonostante l’aumento della popolarità di dispositivi portatili, i televisori sembrano andare in controtendenza, con dimensioni sempre più importanti,

Secondo la ricerca condotta da Sony in Europa* nell’ambito del report “L’evoluzione del soggiorno di casa”, nel caso specifico dell’Italia quasi un quarto degli intervistati (il 24%) vorrebbe avere un dispositivo tra i 49 e i 55 pollici e, sempre nel nostro paese, il 29% vorrebbe un TV superiore ai 55 pollici.

Quasi la metà (48%) delle persone vorrebbe un TV più grande di quello che ha, ma sono soprattutto gli uomini ad avere questo desiderio (il 10% in più rispetto alle donne).

In realtà, possedere un televisore di grandi dimensioni è un bisogno rilevante, dal momento che una persona su dieci afferma di considerarlo tra i principali status symbol. più di smartphone e tablet (7%), abiti firmati (7%) o orologi costosi (6%). Dato che cresce al 13% – rispetto al 10% del campione europeo – nel caso specifico dell’Italia, dove si conta il maggior numero di persone che desiderano un TV migliore, con il 57% degli intervistati che vorrebbe un TV più grande.

Aggiunge Emma Kenny: ‘Che ci piaccia o no, associamo il possesso di oggetti che “si notano” a un segno di successo. Il mercato dei TV di grandi dimensioni è cresciuto, e questo lo ha reso un ambiente competitivo. Se vuoi sembrare una persona affermata con una casa moderna, gli status symbol sono importanti. Il sistema di valori per cui “più grande è, meglio è” trova nel mondo dei televisori la sua espressione più evidente.

Il salotto di casa si è trasformato in un cinema domestico, facendo sì che l’esperienza visiva sia oggi la migliore possibile. Molte persone non possono permettersi un abbonamento allo stadio per seguire la propria squadra del cuore, ma possono sentirsi come se fossero sugli spalti guardando la partita su uno schermo grande e di qualità.

Secondo Takayuki Miyama, Head of TV Product Planning and Marketing di Sony per l’Europa, “Questo report offre uno sguardo illuminante e nostalgico su come il soggiorno di casa è cambiato nel corso degli anni. La televisione ha svolto un ruolo enorme in questa evoluzione, e i televisori Sony si sono sempre dimostrati all’avanguardia dell’innovazione. Il lancio del modello XG95 rappresenta un traguardo fondamentale.

“Siamo consapevoli del ruolo centrale del TV tra le mura domestiche, per cui abbiamo voluto elaborare un dispositivo all’insegna della versatilità con sistema X-Wide Angle† integrato, per consentire ai telespettatori di sedersi in qualsiasi punto della stanza e godere di una qualità dell’immagine ottimale. Inoltre, la modalità calibrata per Netflix garantisce la massima aderenza ai contenuti così come originariamente pensati dal regista sul set, mentre la tecnologia X-Motion Clarity assicura i massimi livelli di fluidità nella visione dei programmi sportivi, insieme all’impeccabile emissione sonora del sistema Acoustic Multi-Audio. Qualora tutto questo non fosse abbastanza, abbiamo creato una gamma completa di TV di diverse dimensioni, adatti a qualsiasi casa.”

***

Note per la stampa

Sony XG95

Già disponibile, il modello XG95 è un TV LED Full-Array che offre immagini di qualità cinematografica tra le pareti domestiche.

Grazie al potente processore d’immagine X1™ Ultimate, XG95 garantisce un’esperienza di visione 4K HDR eccezionale, con livelli di dettaglio e nitidezza senza paragoni. La rimasterizzazione HDR “object-based” garantisce una migliore profondità, texture più accurate e, in ultima analisi, immagini più realistiche.

Il sistema X-Wide Angle† di XG95 è sinonimo di immagini di qualità impeccabile indipendentemente dall’angolo di osservazione e offre una qualità d’immagine migliorata, superiore alle normali capacità di un TV LCD, grazie all’esclusivo schema ottico di Sony e alla tecnologia X-Motion Clarity™, garanzia di una fluidità leader di settore per la visione dei programmi sportivi.

E per un’esperienza di intrattenimento ancora più coinvolgente, la serie XG95 vanta il sistema Sound-from-Picture Reality™ con innovativa tecnologia Acoustic Multi-Audio™ di Sony.

I TV delle serie XG95 sono dotati di modalità calibrata per Netflix, IMAX Enhanced**, Dolby Vision™ e Dolby Atmos™** per un’esperienza visiva il più possibile vicina alle intenzioni dei filmmaker.

Per una casa e un televisore ancora più smart, il modello XG95 è dotato di Google Assistant integrato***, nonché di microfono interno per il controllo vocale “hands-free”. In più, un’interfaccia utente di nuova concezione consente di accedere in modo fluido e semplice alle app preferite e alle impostazioni.

Il report

Il report utilizza i dati provenienti dalla società di ricerca di mercato One Poll che ha condotto il sondaggio e la ricerca dei dati in tutta Europa. Le statistiche riportate all’interno del documento fanno riferimento a 6.500 partecipanti intervistati in Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio.

* Ricerca su 6.000 consumatori europei condotta da One Poll nell’aprile del 2019. Distribuzione dei partecipanti:

1.000 Regno Unito

1.000 Francia

1.000 Italia

1.000 Germania

1.000 Paesi Bassi

1.000 Belgio

** Disponibile tramite futuro aggiornamento software

*** La disponibilità varia a seconda della regione

† Disponibile nei modelli da 75” e 85”

‘If Walls Could Talk’ bbc.co.uk

‘The Story of our Rooms’ bbc.co.uk

‘The Story of our Rooms’ bbc.co.uk

Sondaggio by LELO in onore del Mese della Masturbazione: a che punto siamo con gli orgasmi?

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LELO ha intervistato 5.000 persone in tutto il mondo per svelare curiosi dettagli sugli orgasmi. Quanti lo raggiungono sempre e quanti fingono? Qual è la posizione preferita per raggiungerlo? Quanti usano i sex toy?

 

In onore del Mese della Masturbazione e della Settimana della Consapevolezza del Clitoride, che si festeggia proprio a inizio di maggio, LELO, brand leader a livello mondiale nel settore dei sex toy, ha intervistato 5.000 persone di tutto il mondo e scoperto dettagli curiosi sui loro orgasmi.

Gli esperti del piacere di LELO non si sono fermati qui, infatti, vi danno anche 4 buoni motivi per cui gli orgasmi fanno bene.

Ecco di seguito gli interessanti risultati del sondaggio di LELO.

Quanti raggiungono l’orgasmo?

Il 46,1% degli intervistati raggiunge sempre l’orgasmo durante i rapporti con il loro partner e il 74,4% con la masturbazione. Solo il 4,7% ha dichiarato di non provare mai piacere durante il sesso con il partner. Quali sono le cause? Il 28,9% degli intervistati ha dichiarato di non riuscire a rilassarsi mentre per il 26,2% il problema è non ricevere abbastanza stimolazione clitoridea, per altri il problema è legato allo stress, alla stanchezza o alla bassa autostima.

Quanti fingono l’orgasmo?

I partecipanti si dividono: il 52,7% ammette di fingere l’orgasmo, il 47,3% dice di non avere mai finto. Perchè fingere? Per fare sentire meglio il partner (38,6%) e per “concludere” più in fretta (24,6%). Ma ricordatevi che fingere spesso non è utile, infatti, non vi godrete il momento. Parlatene con il vostro partner e coinvolgetelo, raggiungere l’orgasmo sarà più facile.

Sex toy

Il 46,2% dei partecipanti al sondaggio usa spesso i sex toy, il 4,5% non li usa mentre il 3,1% ha dichiarato di averli provati anche se non li possiede. Il 60% dei partecipanti ha confermato che è più facile raggiungere l’orgasmo grazie ai sex toy, e il sito di LELO è sicuramente il posto più adatto per scoprire modi sempre nuovi di provare piacere!

La posizione preferita

Oltre ad essere stata dichiarata la posizione preferita del 2018, la doggy style, quest’anno è stata eletta anche come la posizione migliore per raggiungere l’orgasmo secondo il 31,9% dei partecipanti, seguita dalla posizione del missionario (26,9%) e della cowgirl (18,2%).

 

Infine, ecco qui i 4 buoni motivi per avere più orgasmi by LELO:

1.     Effetto anti-età: gli orgasmi sono più divertenti e costano molto meno dei trattamenti di medicina estetica (come ad esempio il botox)

É meglio farsi pungere da un ago o trascorrere un pomeriggio di puro piacere? Fare sesso di frequente (da soli o in coppia) potrebbe fare ringiovanire di alcuni anni. A voi la scelta!

2.     Effetto anti-stress: gli orgasmi ti impediranno di avere scontri con i tuoi colleghi

Un orgasmo al giorno, toglie lo stress di torno. Quando, dopo una dura giornata di lavoro, tutto quello che vuoi fare è prendertela con qualcuno o mangiare un’intera vaschetta di gelato, ricordati che il sesso è un ottimo aiuto per alleviare tutto lo stress della giornata.

3.     Benefici per il cuore

Andare in palestra e fare jogging fa bene al cuore, ma fare sesso  è un modo molto più divertente per “farsi venire il fiatone” e allenare il muscolo dell’amore. Prendi la tua dolce metà e bruciate insieme quelle calorie.

4.     Benefici immunitari

Uno studio scientifico condotto in Germania1 ha dimostrato che gli uomini che si masturbano più spesso hanno un livello più alto di leucociti. Un altro studio2 ha riscontrato una presenza elevata di Immunoglobina A nella saliva di chi ha orgasmi di frequente. La stagione dell’influenza è ormai passata, ma ricordatelo per l’anno prossimo!

Aria di novità alla Galleria Nazionale di Praga

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Quello proposto per il 2019 dallo storico museo –che a febbraio ha compiuto 223 anni- è un calendario davvero ricco. Fin qui niente di nuovo. Tante però le sorprese: nuove collezioni, un anniversario importante e persino un’incursione oltreconfine.
Con 223 anni appena compiuti, la Galleria Nazionale di Praga (Narodni galerie Praha) è la seconda struttura del suo genere più antica in Europa, dopo il Louvre di Parigi. Distribuita su più edifici –Convento di Sant’Agnese di Boemia, Palazzo Kinský, Palazzo Salm, Palazzo Schwarzenberg, Palazzo Sternberg, Maneggio di Wallenstein e Palazzo delle Fiere- raccoglie il meglio delle arti figurative ceche e mondiali. Se le esposizioni permanenti di arte antica, moderna e contemporanea sono già un ottimo pretesto per dedicarle una o più visite, quest’anno si presenta ricco di novità.

Arte senza confini

Dal 24 maggio al 15 settembre, a Palazzo Sternberg, sarà possibile ammirare una grande mostra dedicata al rapporto tra due regioni storiche confinanti, Sassonia e Boemia. L’esposizione, suddivisa in nove sezioni, si concentrerà sulla simbiosi tra arte e storia, sia nella vita quotidiana della gente comune, che negli eventi storici “scatenati” dall’élite dominante. Molti reperti saranno in Repubblica Ceca per la prima volta. Tra questi, opere preziose di arte gotica e rinascimentale, compresi i dipinti di Lucas Cranach, le tele dei manieristi, il barocco culminante e i quadri di Oskar Kokoschka.

Collezione autunno/inverno

La prima nuova collezione aprirà i battenti il 13 settembre, a Palazzo Schwarzenberg, davanti al  Castello di Praga. “Staří mistři” (Antichi Maestri) presenterà importanti collezioni di arte figurativa, in particolare del XVI-XVIII secolo. In mostra, tra le altre, opere di Hans von Aachen, Petr Brandl, Lucas Cranach e Peter Paul Rubens. La seconda esposizione sarà inaugurata il 12 novembre nel Palazzo delle Fiere. “1796–1917: Umění nejdelšího století” (1796-1917: l’arte del secolo più lungo) sarà incentrata sui temi più importanti e tipici della società, dalle guerre napoleoniche all’avvento della modernità, con quadri e sculture di Eugène Delacroix, Paul Gauguin, Pablo Picasso e Josef Mánes.

A 30 anni dalla Rivoluzione di Velluto

Quest’autunno la Galleria Nazionale celebrerà anche il trentesimo anniversario della rivolta che, nell’allora Cecoslovacchia, causò la caduta del regime comunista. Tra le tante iniziative, la mostra fotografica Havel na Hrad! (Havel al castello!), allestita nel Palazzo delle Fiere a partire dal 13 novembre e fino al 16 febbraio 2020. Le fotografie delle manifestazioni anti-regime saranno accompagnate da altri scatti dello stesso anno, il 1989, raffiguranti però la vita di tutti i giorni o i problemi sociali e politici.

Un intero anno di mostre

Palazzo delle Fiere: mostra 400 ASA: Fotografie, con scatti di Alžběta Jungrová, Antonín Kratochvíl, Karel Cudlín e Tomki Němec, 8/3–8/9/2019.
Scuderia di Wallenstein: mostra Cesta k vysoké hře (La strada verso l’alto) con opere di Josef Šíma, 19/4–30/7/2019.
Palazzo Kinský: mostra Francouzský impresionismus (Impressionismo francese) con opere di Monet, Degas, Renoir e Sisley, 28/6–20/10/2019.
Palazzo delle Fiere: retrospettiva dello scultore svizzero Alberto Giacometti, 19/7–1/12/2019.
Scuderia di Wallenstein: mostra Poklad mahárádži: indické umění z Džódhpuru (Il tesoro del maharaja: l’arte indiana di Jodhpur), con reperti da musei e collezioni private, ottobre 2019-aprile 2020.
Convento gotico di Sant’Agnese di Boemia: mostra Krásné madony (Belle Madonne) con statue gotiche di Maria, 22/11/2019-19/4/2020. 

Utrecht: let’s go west, un quartiere trendy tutto da scoprire

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Il modo migliore per vedere tutto ciò che il quartiere West di Utrecht ha da offrire, è quello di prendere una bicicletta e partire alla scoperta tra arte, natura e divertimento.

Si può iniziare il percorso nella Kanaalstraat presso la piazza Westplein. Questa vivace via ricca di panetterie, pasticcerie e negozietti locali è il cuore pulsante di Lombok. Il primo consiglio è di fermarsi al  caffè Kopi Susu: un vero e proprio punto di incontro per la popolazione locale, in cui non solo viene servito il caffè con il tipico dolce indonesiano “spekkoek”, ma qui organizzano anche una serie di attività culturali come mostre, musica dal vivo e laboratori gratuiti.

Continuando a pedalare lungo questa via, si incontra la fabbrica Cereol, un autentico esempio di patrimonio industriale a cui recentemente è stata data nuova vita. Dal 1908 fino all’inizio di questo secolo la fabbrica veniva infatti usata per estrarre olio, prima dai semi di lino e successivamente dalla soia. Ora ospita un teatro, una biblioteca e il ristorante “Buurten in de Fabriek”, un luogo molto amato e frequentato dagli abitanti della città.

Successivamente si percorre la Kanaalweg passando da numerose houseboats di tutte le forme e misure, per arrivare nel quartiere “Westpoortkwartier”. Questa parte della città, una volta costituita da numerose fabbriche e siti industriali, è stata ora trasformata in un vero e proprio “paradiso culturale”. Un esempio della rinascita di questo quartiere è sicuramente De Nijverheid, un enorme spazio con atelier per artisti locali, uno spazio espositivo all’interno di una barca che un tempo ospitava un bordello e un bar con una terrazza che si affaccia sull’acqua.

In questo quartiere non mancano nemmeno parchi e natura. Se si desidera prendere una pausa dalla città, una passeggiata nel parco Oog in Al, all’interno del quale si trova anche un recinto con cervi, così come la vecchia casa di campagna Landhuis in de Stad sulle rive del Leidsche Rijn, sono ottime occasioni per rilassarsi e godersi un po’ di pace.

Questa parte della città offre svariati locali per fermarsi a mangiare e bere qualcosa oppure per una serata in compagnia all’insegna della musica e del divertimento: Qui abbiamo fatto una selezione

  • Oproer brew pub: offre un’ampia gamma di birre che cambia regolarmente ed un menù interamente vegano e biologico.
  • Werkspoorcafè De Leckere: un pub dall’aspetto industriale che propone birre artigianali così come birre prodotte da altre birrerie locali. Degustazione di formaggi assortiti, salsiccie e prosciutti tra i piatti proposti, che possono anche essere consumati sulla terrazza affacciata sulle rive del canale Amsterdam-Rijn.  
  • dB’s pop podium: locale in cui organizzano serate con musica dal vivo all’interno di un particolare edifico, un tempo un’officina che riparava bus della Dutch Railways, che ospita anche il “Filmcafè”: qui vengono proiettati film d’arte locale, grandi classici, e film che andrebbero visti almeno una volta nella vita. Successivamente il cinema lascia spazio alla musica, con la possibilità di passare la notte ballando su note jazz, soul, funk, disco, rock&roll e hip-hip.
  • WAS: per chi preferisce la musica elettronica, questo temporary club nasce nell’ex-bagno dei dipendenti di una fabbrica storica che produceva locomotive e macchine a vapore.