“Un secolo di Amarena” al Pepoli prorogata fino al 6 gennaio

Il successo di Un secolo di Amarena
Mostra prolungata al 6 gennaio
A Palazzo Pepoli

La popolarità dell’Amarena Fabbri e l’interesse per le opere del Premio Fabbri si sono rivelate un mix davvero imperdibile.
Il successo della mostra allestita a Palazzo Pepoli Campogrande è stata superiore ad ogni attesa, tanto da decidere di prorogare la mostra per un altro mese.
“Ci attendevamo l’interesse dei bolognesi, afferma Umberto Fabbri Presidente dell’azienda Fabbri SpA, sapevamo che Fabbri è una parte della storia dell’industria ma anche del costume di Bologna. Che i bolognesi la sentono propria, di casa.
Ci ha invece positivamente sorpreso l’interesse del pubblico nazionale, decisamente superiore alle nostre attese.
Testimonianza che Amarena e Fabbri sono entrati a far parte della storia personale di moltissimi italiani.
Avevamo previsto una mostra che durava poco meno di un mese. Ci stiamo rendendo conto che il periodo è troppo breve. Di qui la decisione di prolungare l’apertura sino al 6 gennaio.”
“Non solo”, continua Umberto Fabbri, “stiamo anche valutando, proprio a seguito di questo entusiasmante risultato, di fare anche di questa edizione del Premio un biglietto da visita di Fabbri nel mondo. Il linguaggio universale dell’arte contemporanea, unito alla suggestione delle testimonianze di un secolo di storia aziendale, hanno dimostrato ancora una volta di saper essere fortemente attrattivi. E’ un progetto complesso e ambizioso. Che andrà precisamente valutato nelle sue modalità organizzative, che potrebbero richiedere tempi anche non immediati.
Però di certo, oggi abbiamo ottenuto la conferma di poter contare su un’opportunità aggiuntiva per promuovere Fabbri, e con Fabbri, Bologna, nel mondo”.

– Chiuso: 25 dicembre, 1 Gennaio e tutti i lunedì (compreso il 7 dicembre)
– Orari: 9-19
– 8 dicembre aperto.
Per informazioni:
www.premiofabbri.com
335.8159218, tutti i giorni esclusi sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 14 e dalle 16 alle 19.
Visite guidate gratuite su prenotazione: 335.8159218
Produzione: Anonima Talenti Srl
Catalogo edito da Silvana Editoriale

Villa Pamphili, rivalutare la città con l’Arte: Viteculture al Casale dei Cedrati

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Musica dal vivo e cibo all’insegna della qualità e dei prodotti a km 0: questa è l’offerta culturale che Viteculture proporrà al Casale dei Cedrati con un’attenzione particolare rivolta all’intrattenimento live con artisti noti della scena italiana e internazionale.

 

Lo spazio da tempo in disuso, grazie al bando del 2013 promosso da Roma Capitale Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, vinto dall’A.T.I. CoopCulture – Linea d’Arte, oggi trasformata in Società Consortile Casale dei Cedrati torna finalmente attivo e aperto alla cittadinanza.

 

Viteculture, già alla direzione artistica dell’ex Teatro Quirinetta – oggi Quirinetta Caffè Concerto rilanciato e valorizzato grazie al suo intervento – porterà negli spazi verdi di uno dei casali più belli e storici della capitale un connubio inedito di arte e cibo, con eventi unici e format mirati, per far risaltare attraverso un’attenta offerta culturale le tante potenzialità di un luogo come quello del Casale dei Cedrati, rivolgendosi al territorio e ai cittadini più curiosi e “affamati” di buona musica.

 

Creatività, arte, innovazione sociale, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie: sono queste le parole chiave di VITECULTURE impresa culturale che da anni attiva sulla capitale, progetta e organizza eventi, riqualificando e rinnovando spazi attraverso una programmazione artistica attenta al contemporaneo e ai tanti linguaggi dell’arte.

 

ViteCulture negli anni, muovendosi tra il centro e la periferia cittadina e culturale, ha fatto da sempre delle varie proposte artistiche un organismo in continua evoluzione, un contenitore aperto e cooperativo, con soluzioni creative d’avanguardia, sinergiche e formative all’insegna dell’inclusione  sociale  e  del territorio.

 

Fondata  a  Roma  nel  2014  da  Giulio  Amorosetti e  Mamo Giovenco (già  co-fondatori  de Il  Lanificio  159), insieme a  Daniele Martelli, ViteCulture   mette  le  radici  nel   panorama   romano   vantando  già   progetti di successo come il Quirinetta, Villa Ada Roma Incontra il Mondo e altri tasselli sparsi nella città per farne un luogo di cultura e arte.

 

I primi appuntamenti con la programmazione di Viteculture all’interno del Casale dei Cedrati sono il 5 e 6 dicembre con uno speciale aperitivo serale soul jazz con i  The Blue Project, raffinato gruppo di punta della scena romana, che offrirà al pubblico un live dalle atmosfere sospese e coinvolgenti.

 

Le attività culturali del Casale sono patrocinate dal Municipio Roma XII.

Omaggio a Zao Wou-Ki alla Fondation Gianadda

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Zao Wou-Ki è riconosciuto nel mondo intero come uno dei più significativi artisti contemporanei.

Nato a Pechino nel 1920 e naturalizzato francese nel 1974, è morto nel 2013 a Nyon nel canton Vaud, in Svizzera, all’età di 93 anni.

Con la preziosa collaborazione della Fondation Zao Wou-Ki, la Fondation Pierre Gianadda presenta, in questa prima retrospettiva svizzera, una cinquantina di tele e una trentina di opere su carta, tra cui spicca un insieme eccezionale di grandi formati, dittici e trittici.

La mostra presenta le diverse tappe della pratica cromatica e luminosa dell’artista, lungo una sessantina d’anni seguendo un percorso personale tanto ricco quanto ispirato.

Dopo un primo periodo figurativo, che segue la sua scoperta della Francia nel 1948 (ritratti, nature morte e paesaggi reinventati), Zao Wou-Ki sviluppa un linguaggio originale, che ha importanti riferimenti nella poetica di Paul Klee, che lo porta in piena consapevolezza fin dagli anni 1960-1970 verso ampi sviluppi astratti dentro uno spazio lirico liberato: composizioni pregnanti che preludono agli ambiziosi formati degli anni 80, fino alle opere ultime realizzate sul finire del secolo scorso.

Come contrappunto a questa selezione di oli emblematici dai formati molto grandi si pone un’ampia successione, volutamente limitata ai bianchi e neri, di grandi inchiostri su carta che mettono in evidenza la sua antica frequentazione dell’inchiostro di Cina e precisa, se ce ne fosse bisogno, il ponte immaginario che il pittore ha stabilito con forza lungo più di mezzo secolo tra l’Asia e l’Occidente.

Le opere provengono da collezioni private d’Europa e d’Asia.

Un importante catalogo – curato, come la mostra, da Daniel Marchesseau, conservatore generale onorario del Patrimoine de France – riunisce contributi importanti di François Cheng dell’Académie française, di Gao Xingjian, Premio Nobel per la letteratura (2000) – due scrittori francesi di origine cinese -, di Yann Hendgen, direttore artistico della Fondation Zao Wou-Ki, di Pierre Schneider, scrittore e storico d’arte, di Sam Szafran, e di Dominique de Villepin, già Primo Ministro di Francia.

Per celebrare il decimo anniversario del Pavillon Szafran, che presenta, da una parte e dall’altra, verso il parco e verso la strada, due ceramiche monumentali di Sam Szafran realizzate con Joan Gardy Artigas – Escalier (2005) e Philodendrons (2006), una sala è ormai dedicata ad accogliere diverse opere di Szafran appartenenti alla Fondation Pierre Gianadda.

Oltre alla mostra Zao Wou-Ki sono visitabili alla Fondation Pierre Gianadda la Collection Franck, il Parco delle Sculture, il Museo gallo-romano, il Museo dell’automobile.

Il biglietto di ingresso: adulti CHF 15.-

terza età: CHF 13.- famiglie: CHF 35.-

bambini oltre 10 anni e studenti: CHF 8.-

A Lugano la prima mostra in Svizzera della Pittura Analitica

E’ Lugano ad ospitare la prima mostra della Pittura Analitica in Svizzera. L’evento s’inaugura, alla presenza degli artisti, giovedì 26 novembre alle ore 18 nello spazio diPrimae Noctis Art Gallery.
Sebbene il movimento italiano, sin dagli anni settanta, abbia avuto una serie di riconoscimenti in molti paesi europei tra cui Germania, Francia, Inghilterra e Olanda, mai prima d’ora si era avuta l’opportunità di una rassegna organica in Svizzera.
L’unico appuntamento di rilievo ebbe luogo nel 1970 in occasione della rassegna Processo di pensiero visualizzati organizzata al Kunstmuseum di Lucerna in cui, tra gli analitici, era presente solo Giorgio Griffa. La relazione degli italiani con gli artisti svizzeri, tuttavia, è sempre stata molto intensa e tra questi vanno citati almeno Olivier Mosset e Niele Toroni fondatori nel 1966, insieme a Daniel Buren e Michel Parmentier, del gruppo BMPT.
Quella attuale, dunque, appare un’occasione particolarmente significativa per analizzare una delle esperienze più significative del dopoguerra e tutto ciò mentre la Pittura Analitica sta attraversando una fase di riscoperta e di rinnovato consenso.
Come afferma Alberto Fiz, curatore del progetto, “proprio oggi in un’epoca di grandi cambiamenti, diventiamo i naturali interlocutori di artisti non organici che nella loro specificità hanno dato vita ad un sistema complesso, privo di dogmi, in grado di riproporre con determinazione l’attualità della pittura intesa non come fine ma come mezzo rispetto ad una ricerca in continua evoluzione con forti ripercussioni sul linguaggio contemporaneo.”
Del resto, la mostra luganese (rimane aperta sino al 12 gennaio) giunge dopo un percorso proposto nei mesi scorsi da Primo Marella Gallery di Milano attraverso due mostre in stretta relazione tra loro dov’è stata presa in esame la Pittura Analitica nei suoi differenti aspetti analizzando sia i fondamenti storici sia l’evoluzione più recente.
Da Primae Noctis Art Gallery tornano in scena gli anni ’70 con una rigorosa selezione di opere realizzate dai protagonisti del movimento, in particolare Enzo Cacciola,Vincenzo Cecchini, Paolo Cotani, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Elio Marchegiani, Paolo Masi, Carmengloria Morales, Claudio Olivieri, Pino Pinelli, Claudio Verna, Gianfranco Zappettini.
Una rivoluzione silenziosa quella compiuta dagli analitici per riappropriarsi di un linguaggio e sviluppare una rinnovata creatività dove il manufatto recupera un proprio ruolo, così come il processo operativo.
La Pittura Analitica è un’esperienza assai selettiva che si basa su una serie di procedimenti metodologici che sono comuni a tutti i partecipanti disposti, più o meno consapevolmente, ad accettarne le regole. Il tratto unificante è il desiderio di eliminare le scorie che nel tempo si sono depositate sulla pittura per recuperare una visibilità primaria, non contaminata dove l’artista non impone la visione, ma ne suggerisce il cambiamento. A questo proposito Gianfranco Zappettini, artista, oltrechè acuto teorico, ha scritto: “Solo attraverso un’indagine analitica che affronti il problema della pittura in quanto pittura, ovvero del materiale, del modo di operarlo, del lavoro che esso implica, della superficie di stesura, della dimensione, si può ricostruire un nuovo linguaggio, veramente autonomo, non mutuato da altre discipline, che trovi in se stesso i termini di riferimento e di verifica.”
Questi aspetti emergono con chiarezza osservando le opere in mostra che ad oltre quarant’anni di distanza mantengono inalterato il loro grado di problematicità e di provocazione.
Dai cementi di Enzo Cacciola alle bende elastiche di Paolo Cotani; dalle tele grezze di Giorgio Griffa alle tessiture di Paolo Masi; dai segni graffiati di Marco Gastini alle grammature di colore di Elio Marchegiani; dai dittici di Carmengloria Morales alle disseminazioni di Pino Pinelli; dalle sovrapposizioni di Vincenzo Cecchini ai bianchi diGianfranco Zappettini; dagli acquerelli al limite del visibile di Riccardo Guarneri alle stratificazioni cromatiche di Claudio Olivieri sino alle geometrie irregolari e alle monocromie apparenti di Claudio Verna.
Come emerge con evidenza dalla rassegna, è la superficie a mettersi ogni volta in discussione, a sviluppare una propria sintassi differente per ciascuna proposta. Materiali e tecniche hanno una loro intelligenza e si compiono come strumenti attivi di trasformazione affrancando l’opera d’arte dai suoi contenuti aprioristici o già metabolizzati dalla storia. Fare per pensare potrebbe essere lo slogan che conduce a una nuova consapevolezza del comportamento tracciando un’azione dove le potenzialità della pittura vengono portate al loro limite massima di estensione in una dialettica continua che smentisce in maniera risolutiva ogni ipotesi passatista o di ritorno all’ordine rispetto alle ricerche di un movimento autenticamente europeo.

La mostra è accompagnate da un catalogo in italiano e inglese pubblicato da Silvana Editoriale che, accanto al saggio di Alberto Fiz, comprende un’ampia selezione di opere per ciascun artista e le loro riflessioni teoriche.

Primae Noctis Art Gallery
Via Canonica 7, Lugano
tel. +41 (0)91 9222003
info@primaenoctis.com – primaenoctis.com
Orari: Lunedì-venerdì 10.00-18.00
Sabato su appuntamento

“L’Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello. Una storia di 500 anni fa, una donna di oggi.

“L’Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello. Una storia di 500 anni fa, una donna di oggi. Da domani in libreria
“L'Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello. Una
storia di 500 anni fa, una donna di oggi. Da domani in libreriaBella, colta e astuta, fin dalla nascita Lucrezia è stata educata per diventare la regina delle cortigiane. Corteggiata dagli uomini più potenti della Roma che conta, viziata da prelati e signori, modella nientemeno che di Raffaello per il “Trionfo di Galatea”, la giovane conquista in fretta successo e agiatezze. Il prezzo? La schiavitù di un ruolo che sente sempre meno suo. “L’ Imperatrice” è il primo romanzo di Silvia Vaccari, edito da Fazi. Una storia vera ma dimenticata, che ha compiuto da poco i suoi 500 anni e anche solo per questo meritava di essere raccontata

Roma, inizio Cinquecento, pieno Rinascimento. Nella città del papa Borgia fioriscono le arti, i cenacoli letterari, le sontuose feste di corte, ma anche gli intrighi di potere, lo sfarzo, gli eccessi. Sono questi gli anni in cui cresce Lucrezia, figlia di una prostituta e di un importante prelato, educata per raggiungere un unico obiettivo: diventare l’imperatrice delle cortigiane. La sua vita – una storia vera – è raccontata nel primo romanzo diSilvia Vaccari, “L’ Imperatrice”, edito da Fazi e in uscita domani 26 novembre in tutte le librerie.
Fin dalla nascita Lucrezia è stata educata per diventare la regina delle cortigiane. La madre investe energie e denaro per fare di lei una meretrix honesta: bella, colta e scaltra, regina dei salotti della Roma che conta. Ma le aspettative superano di gran lunga ogni più rosea previsione: nei primi anni del ‘500, sotto il pontificato di Giulio II, Lucrezia – poco più che ventenne – è conosciuta come “Imperia” ed è già una delle donne più famose del suo tempo. Corteggiata dagli uomini più potenti di Roma, viziata da prelati e signori, la giovane conquista in fretta successo e agiatezze.
La nota persino Raffaello, che la sceglie come modella per il suo celebre dipinto “Il trionfo di Galatea”. E così, se Tracy Chevalier ne “La ragazza con l’ orecchino di perla” inventava un romanzo partendo da un pittore (Vermeer) e da un quadro realmente esistiti, qui Silvia Vaccari racconta la storia – documentata – di questo incontro tra due personaggi reali.
La storia di Imperia è vera: l’autrice ha impiegato anni per documentarsi sui dettagli della vita quotidiana dell’epoca e per mettere insieme tutti i particolari della vicenda, facendo sì che l’ambientazione e gli scenari fossero rigorosamente veritieri. Frutto della fantasia sono i soli personaggi minori e, naturalmente, il profilo psicologico dei protagonisti.
Sullo scenario della Roma dei Borgia e della rinascita delle arti, fra cene sfarzose e incontri galanti, “L’ Imperatrice” è la storia di una donna che conquista tutti ma che non riesce a farsi conquistare, schiava di un ruolo – quello di cortigiana – di cui non riesce a liberarsi e che sente via via sempre meno suo.
“L’ Imperatrice” è il primo romanzo di Silvia Vaccari, edito da Fazi. Una storia vera ma dimenticata, che ha compiuto da poco i suoi 500 anni e anche solo per questo meritava di essere raccontata.
Silvia Vaccari vive a Bomporto, nella bassa modenese, e lavora da anni nella grande distribuzione. Ha scritto questo romanzo più di venti anni fa, tra l’89 e il ’95, quando Internet ancora non c’era. Tutte le ricerche sono state fatte a mano sui volumi impolverati dell’Archiginnasio di Bologna.
La scheda del libro
Autrice: Silvia Vaccari
Titolo: L’imperatrice
Editore: Fazi
300 pagine
Euro 12.50
ISBN 978887625557-1
Disponibile anche in eBook

Dieci anni del Premio Euromobil Under 30 ad Artefiera

Euromobil main sponsor di Arte Fiera
Il Premio Gruppo Euromobil under 30 celebra i suoi primi 10 anni

Il Premio Gruppo Euromobil under 30 si appresta a celebrare il suo primo Decennale. Lo farà, come di consueto, ad Artefiera Bologna, manifestazione della quale Gruppo Euromobil si conferma come main sponsor.

Il Gruppo Euromobil, con i marchi Euromobil cucine, Zalf mobili e Désirée divani leader nei sistemi e complementi d’arredo, sarà quindi ancora una volta partner principale della Fiera Bolognese che nel 2016 festeggia la sua 40° edizione. I fratelli Lucchetta incontreranno i visitatori, i galleristi e gli artisti nel proprio spazio “I luoghi dell’arte, i luoghi del design” dedicato a selezionati prodotti di design oltre che alle precedenti nove edizioni del “Premio Gruppo Euromobil under 30”.

Circa il Premio “Gruppo Euromobil Under 30”, nel 2016 alla 10° edizione, il Gruppo ha confermato la scelta di affiancare al tradizionale Premio conferito dalla Giuria di esperti, un secondo riconoscimento assegnato direttamente dal pubblico. Risulterà vincitrice di questo ulteriore Premio Speciale del Pubblico l’opera (e quindi l’artista) che avrà ottenuto il maggior numero di voti dai visitatori ad Arte Fiera assommati ai voti che chiunque potrà assegnare visionando le immagini delle opere in concorso pubblicate sul sito www.gruppoeuromobil.com.
Il Premio della Giuria, come di consueto, si concretizzerà nell’acquisizione della opera vincitrice che arricchirà le collezioni di Gruppo Euromobil.

Non muta l’ambito di indagine del Premio fondato e voluto da Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari del Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte. Potranno concorrervi le opere di artisti under 30 presentate dalle diverse gallerie ad Arte Fiera. Anche il successo di questa manifestazione ha stimolato quest’anno i curatori di Arte Fiera a potenziare il settore “Nuove Proposte” riservato esclusivamente alle gallerie specializzate nei giovani artisti.

Nelle nove precedenti edizioni, la Giuria ha mostrato interesse sia per le proposte più internazionali, (sei degli artisti premiati sono stranieri), sia per le artiste (6 le vincitrici).

La Giuria del Premio Euromobil 2016 sarà così composta: Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari del Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte, Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti, direttori artistici di Arte Fiera, Beatrice Buscaroli critico d’arte, Aldo Colonetti, direttore scientifico IED e Cleto Munari, designer. Segretario della Giuria: Roberto Gobbo. Il conferimento del Premio della Giuria si terrà sabato 30 gennaio alle ore 16,00 nello spazio “I luoghi dell’arte, i luoghi del design” Hall 25 di Bologna Fiere, mentre la votazione del Premio del pubblico proseguirà fino a lunedì 8 febbraio ore 12,00. L’annuncio del vincitore/vincitrice di quest’ultimo premio verrà dato, tramite social media e sito web del Gruppo Euromobil, martedì 9 febbraio 2016.

Per informazioni: www.gruppoeuromobil.com

Riccardo Cepach e la coscienza dello Zen

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Comune di Pordenone

 

Yume –Sogni Giapponesi

Venerdì 27 novembre, ore 18, Galleria Pizzinato

 

La coscienza dello Zen. Italo Svevo, il Giappone e l’arte di smettere di fumare

Incontro con Riccardo Cepach, direttore del Museo Sveviano di Trieste,

in collaborazione con Bottega Errante

 

 

Come appuntamento della mostra Yume.Sogni giapponesi, promossa dal Comune di Pordenone – che presenta una significativa selezione di fotografie giapponesi all’albumina colorate a mano, realizzata a cavallo tra Ottocento e Novecento –  nella Galleria d’arte moderna e contemporanea Pizzinato di Pordenone venerdì 17 novembre alle 18 si tiene l’incontro “La coscienza dello zen. Italo Svevo, il Giappone e l’arte di smettere di fumare”, condotto da Riccardo Cepach, responsabile del Museo Sveviano di Trieste e dunque raffinatissimo cultore dello scrittore, in collaborazione con Bottega Errante. Quali sono i collegamenti tra la storia letteraria  di Zeno, Italo Svevo e la cultura orientale? Argutamente Cepach ne individua parecchi, partendo anche dalla propria esperienza personale e professionale in Giappone, accompagnandosi con le immagini da lui scattate nel paese del Sol Levante e con le stampe tradizionali giapponesi (che costituiscono il substrato culturale da cui sono nate le fotografie in mostra) di cui nella biblioteca di Svevo sono stati trovati 2 preziosi volumi. Eccone alcuni. Zeno, proprio come un monaco Zen, utilizza la forza del nemico a suo vantaggio e ama i paradossi, tanto cari alla filosofia orientale. Svevo era un appassionato lettore di Schopenhauer, autore molto legato al buddismo. Con la sua arte di smettere di fumare inoltre Zeno mette in atto una concezione circolare del tempo, rinviando continuamente per tornare al punto di partenza. A tutto questo Cepach aggiunge un “viaggio impossibile” di Svevo in Giappone sbalordito dalle sue contraddizioni, affascinato dai suoi paradossi, incantato dagli avveniristici mezzi di trasporto e dalla impensabile tecnologia, sconvolto dal divieto di fumare una ultima, ultimissima sigaretta nelle strade della metropoli da cui il fumo è bandito. Un viaggio da cui sono nati alcuni reportage, da cui nascerà presto un libro per la collana “Gli Erranti” di Bottega Errante.

 

Ecco il nuovo spot TV per Amaro Lucano! #lucano1894

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Buzzoole
Ci era mancato: ma sta arrivando il nuovo spot pubblicitario dell’Amaro Lucano, in TV (e sui social) a fine mese dopo diversi anni di assenza. Un richiamo al pieno italian style di cui andiamo orgogliosi anche all’estero. Amaro Lucano è ricco di tradizioni, e coniuga oltre un secolo di antica sapienza con un aroma unico grazie alla perfetta combinazione di più di 30 erbe officinali.
Lo spot ha una regista d’eccezione come Milena Canonero, che ha vinto 4 premi Oscar per il miglior costume ed è stata nominata altre 9 volte.

Il video è ambientato nell’Italia del fine ‘800.  conferma l’atmosfera di fascino e seduzione che hanno reso famoso l’amaro.
Che aspettate a… gustarvelo? :)

Bassano: arriva “Il Magnifico Guerriero”

“Il Magnifico Guerriero” farà il suo trionfale ingresso ai Civici Musei di Bassano del Grappa, accolto come il nuovo protagonista della già magnifica Sala dei Bassano che allinea 27 capolavori della grande famiglia di artisti. Per il pubblico, ma anche per gli esperti, sarà una straordinaria sorpresa.

Di ritratti di Jacopo Bassano se ne conoscono pochi, tutti molto belli. Ne posseggono uno i Musei di Los Angeles, di Budapest e solo pochissimi altri. Bassano conservava solo un prezioso piccolo ritratto su rame del doge Sebastiano Venier, uno dei protagonisti della battaglia di Lepanto (1571).

Una lacuna di un grande ritratto è colmata ora dall’arrivo di questa tela (cm 109×82) che i Civici Musei hanno ottenuto in comodato gratuito, omaggio del possessore al Museo che è il fulcro degli studi intorno a Jacopo e alla sua famiglia.

“Il Magnifico Guerriero”, o più esattamente “Il ritratto di uomo in armi” rappresenta un affascinate nobiluomo dalla fulva, curatissima barba. Non un giovane ma un uomo maturo, certo aduso al comando ma soprattutto ad una vita raffinata lontano dai campi di battaglia.
Indossa una preziosa corazza alla moda dell’epoca, che lo costringe, ma che non riesce ad ingabbiare la sua grazia e la sua flessibilità.
Le lunghe dita, curate e perfette, non sembrano le più adatte a menar fendenti, così come il suo spadino di ferro e oro sembra più da parata che da battaglia.

Secondo Vittoria Romani dell’Università di Padova, che ha avuto il merito di ricondurre a Jacopo Bassano questo autentico capolavoro già attributo a Veronese e a Pordenone, il ritratto è databile agli anni immediatamente seguenti il 1550, ovvero al momento più altamente manierista del maestro.
Che si tratti di un’opera altissima di Jacopo lo afferma anche Giuliana Ericani, già direttore dei Civici Musei di Bassano, che ha stimolato la concessione del Ritratto per la Sala dei Bassano.

“Il Magnifico Guerriero” era finito all’estero. Lo si ritrova nel ‘700 a Melbury House nel Dorset. Va sul mercato da Christie’s nel 1968 con l’attribuzione a Paolo Veronese, non condivisa da Giuseppe Fiocco che lo riconduce invece al Pordenone. È un’opera sicuramente interessante, tant’è che di essa si occupa anche Federico Zeri.

Vittoria Romani, nello studio redatto intorno a questo capolavoro, rileva che “La condotta pittorica dell’uomo d’armi appare… in sintonia con il clima lagunare, e anzi qui Bassano, che nei ritratti giovanili condivide il registro obiettivo di Lotto e di Moretto mostrando una peculiare riservatezza di sguardo verso i ritrattati, raccoglie la sfida tutta lagunare, risalente al magistero di Giorgione, degli effetti di luce incidente e dei riflessi sulle superfici specchianti delle armature. Colate di materia accesa nei punti di massima luce si alternano a una scrittura in punta di pennello, volta a risaltare gli ornamenti con l’oro spento e a cogliere i bagliori dei profili e della cotta di maglia che luccicano nell’ombra. Il grigio del metallo vira in azzurro nell’ombra, si mescola a riflessi bruni e si accende sul fianco sinistro del rosso della camicia. Su questo brano di pittura balenante di luce si innesta con un peculiare contrasto il volto leggermente reclinato sulla spalla, che introduce una nota sentimentale inattesa, gli occhi rivolti altrove, sgranati e liquidi”.

Tolte alcune ridipinture, eseguite tutte le indagini, il Ritratto ricompare all’asta newyorkese di Sotheby’s all’inizio del 2013, proposto a poco meno di un milione di euro. Ora, rientrato in Italia, torna a Bassano, accanto ai capolavori della Famiglia.

Questo rientro è festeggiato con una serie di iniziative di prestigio: l’uscita di tre volumi degli Atti del Convegno sui Bassano del 2011, la pubblicazione del catalogo completo delle opere dei Bassano patrimonio dei Civici Musei della Città, l’esposizione, a Palazzo Sturm, di una selezionata parte del poderoso corpus di incisioni tratte da Jacopo.

Il Magnifico Guerriero
Bassano a Bassano
Bassano del Grappa, Civici Musei
19 gennaio 2016 – 31 gennaio 2017

Museo civico piazza Garibaldi 32 Bassano del Grappa
orari
: martedì – sabato 9:00 – 19:00 domenica e festivi 10:30 – 13:00 e 15:00 – 18:00 chiuso i lunedì non festivi, Natale, Capodanno, Pasqua

Biglietti:
intero € 5,00, ridotto: € 3,50
Dettagli, agevolazioni e riduzioni saranno consultabili nel sito www.museibassano.it

Per informazioni:

Musei Civici Bassano del Grappa
0424.519901/904 info@museibassano.it www.museibassano.it

“L’Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello.

“L’Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello. Una storia di 500 anni fa, una donna di oggi. Dal 26 novembre in libreria
“L'Imperatrice”: una cortigiana racconta la Roma dei Borgia e di Raffaello. Una
storia di 500 anni fa, una donna di oggi. Dal 26 novembre in libreriaBella, colta e astuta, fin dalla nascita Lucrezia è stata educata per diventare la regina delle cortigiane. Corteggiata dagli uomini più potenti della Roma che conta, viziata da prelati e signori, modella nientemeno che di Raffaello per il “Trionfo di Galatea”, la giovane conquista in fretta successo e agiatezze. Il prezzo? La schiavitù di un ruolo che sente sempre meno suo. “L’ Imperatrice” è il primo romanzo di Silvia Vaccari, edito da Fazi. Una storia vera ma dimenticata, che ha compiuto da poco i suoi 500 anni e anche solo per questo meritava di essere raccontata

Roma, inizio Cinquecento, pieno Rinascimento. Nella città del papa Borgia fioriscono le arti, i cenacoli letterari, le sontuose feste di corte, ma anche gli intrighi di potere, lo sfarzo, gli eccessi. Sono questi gli anni in cui cresce Lucrezia, figlia di una prostituta e di un importante prelato, educata per raggiungere un unico obiettivo: diventare l’imperatrice delle cortigiane. La sua vita – una storia vera – è raccontata nel primo romanzo di Silvia Vaccari, “L’ Imperatrice”, edito da Fazi e in uscita il 26 novembre in tutte le librerie.
Fin dalla nascita Lucrezia è stata educata per diventare la regina delle cortigiane. La madre investe energie e denaro per fare di lei una meretrix honesta: bella, colta e scaltra, regina dei salotti della Roma che conta. Ma le aspettative superano di gran lunga ogni più rosea previsione: nei primi anni del ‘500, sotto il pontificato di Giulio II, Lucrezia – poco più che ventenne – è conosciuta come “Imperia” ed è già una delle donne più famose del suo tempo. Corteggiata dagli uomini più potenti di Roma, viziata da prelati e signori, la giovane conquista in fretta successo e agiatezze.
La nota persino Raffaello, che la sceglie come modella per il suo celebre dipinto “Il trionfo di Galatea”. E così, se Tracy Chevalier ne “La ragazza con l’ orecchino di perla” inventava un romanzo partendo da un pittore (Vermeer) e da un quadro realmente esistiti, qui Silvia Vaccari racconta la storia – documentata – di questo incontro tra due personaggi reali.
La storia di Imperia è vera: l’autrice ha impiegato anni per documentarsi sui dettagli della vita quotidiana dell’epoca e per mettere insieme tutti i particolari della vicenda, facendo sì che l’ambientazione e gli scenari fossero rigorosamente veritieri. Frutto della fantasia sono i soli personaggi minori e, naturalmente, il profilo psicologico dei protagonisti.
Sullo scenario della Roma dei Borgia e della rinascita delle arti, fra cene sfarzose e incontri galanti, “L’ Imperatrice” è la storia di una donna che conquista tutti ma che non riesce a farsi conquistare, schiava di un ruolo – quello di cortigiana – di cui non riesce a liberarsi e che sente via via sempre meno suo.
“L’ Imperatrice” è il primo romanzo di Silvia Vaccari, edito da Fazi. Una storia vera ma dimenticata, che ha compiuto da poco i suoi 500 anni e anche solo per questo meritava di essere raccontata.
Silvia Vaccari vive a Bomporto, nella bassa modenese, e lavora da anni nella grande distribuzione. Ha scritto questo romanzo più di venti anni fa, tra l’89 e il ’95, quando Internet ancora non c’era. Tutte le ricerche sono state fatte a mano sui volumi impolverati dell’Archiginnasio di Bologna.
La scheda del libro
Autrice: Silvia Vaccari
Titolo: L’imperatrice
Editore: Fazi
300 pagine
Euro 12.50
ISBN 978887625557-1
Disponibile anche in eBook