| Ritorna la Notte Bianca nel centro di Folgaria |
| primo appuntamento sabato 13 luglio |
| La Notte Bianca nel centro di Folgaria, con due appuntamenti uno sabato 13 luglio e uno mercoledì 14 agosto, è un must dell’estate sull’Alpe Cimbra. Dalle 18.00 di sabato sarà un susseguirsi di spettacoli, animazione, musica live, degustazioni fino a tarda notte. Il tema di questo primo appuntamento sarà la Musica attraverso degli spettacoli veramente unici nel loro genere oltre che nelle dimensioni. A dare un’anima identitaria a questa Notte Bianca la presenza importante di tante associazioni culturali e di volontariato, della banda e del coro di Folgaria, che “si mettono in mostra” con le loro iniziative e la loro simpatia. A rendere gustosa la serata la ricca offerta gastronomica nei ristoranti e nei locali del centro, oltre che negli stand disseminati lungo tutto il centro e i produttori locali. Alessandro Marchesi, Presidente di Apt Alpe Cimbra afferma che il successo di questo evento negli anni va imputato, oltre che alla capacità di aver scelto eventi coinvolgenti e portatori di novità, soprattutto al grande entusiasmo e coinvolgimento di tutti gli operatori dell’Alpe Cimbra e del Consorzio Voglia di Folgaria che hanno saputo dare dimostrazione della loro capacità di accoglienza e di fare turismo.j Per chi arriva in auto si consiglia di parcheggiare nelle aree predisposte a Costa e a Fondo Grande servite da servizio navetta gratuito. CHE LA NOTTE ABBIA INIZIO! PROGRAMMA
Special guest Radio 80
Il secondo appuntamento sarà il 14 agosto. |
intervistozze e giornalaismi
17-18-19-20 luglio – BoAfrique, a Bologna concerti e proiezioni dedicati all’Africa
Torna a Bologna per il terzo anno consecutivo BoAfrique, l’evento nato dalla collaborazione tra Estragon Club e CEFA Onlus, inserito nella programmazione del festival estivo BOtanique.
Dal 17 al 20 luglio i giardini universitari di via Filippo Re si riempiranno di musica e immagini dall’Africa, per sensibilizzare il pubblico su solidarietà e diritti umani.
Quest’anno il BoAfrique diventa ecosostenibile: alla luce dell’utilizzo solo dei bicchieri in policarbonato in tutta l’area del BOtanique, nei 4 giorni dedicati all’Africa sarà possibile devolvere la cauzione di 1 euro al progetto CEFA “Thamani- Value not waste”. Si tratta di un laboratorio artigianale per il riuso creativo della plastica, realizzato nel villaggio di Matembwe in Tanzania e che coinvolge donne vulnerabili. Le donne ricicliano artigianalmente bottiglie di plastica unendole alle colorate stoffe tanzaniane: il risultato sono bellissimi braccialetti che aiutano l’ambiente e la comunità.
Durante le quattro serate CEFA Onlus sarà presente con un proprio spazio dove verranno proposti prodotti solidali tra cui proprio i bracciali creati con la plastica riciclata dalle donne della Tanzania. Sarà possibile inoltre partecipare alla lotteria solidale per vincere due biglietti per il concerto del Grupo Company Segundo da Biena Vista Social Club, in programma il 25 luglio al BOtanique.
A inaugurare questa edizione del BoAfrique, mercoledì 17 luglio saliranno sul palco gli Al Raseef, un gruppo palestinese che fonda le sue radici nella musica di influenza araba e balcanica, raccogliendo e mescolando le diverse sonorità dei paesi del Mediterraneo.
Il 18 luglio, in occasione del Mandela Day, è prevista la proiezione del film “Mandela- La lunga strada verso la libertà”, il film biografico del 2013 diretto da Justin Chadwick. La serata sarà quindi un’occasione imperdibile per riflettere di formazione attraverso le parole dello stesso Mandela: “Education is the power to change the world”.
Il 19 luglio si viaggerà alla scoperta della musica nordafricana con l’esibizione di Nuri, esponente della scena alternativa tunisina, e Afrodelic, un tributo in musica a Gaoussou Diawara, poeta e padre dell’artista, i cui versi rivivono nei mix di elettronica e musica tradizionale Maliana del figlio. Il 20 luglio, a chiudere il BoAfrique, saranno i The Liberation Project, il collettivo basato su 7 musicisti sudafricani, che insieme agli ospiti internazionali fonde musiche africane, italiane e cubane. Il gruppo, promotore di messaggi di libertà, inclusione e convivenza civile, sta anche accompagnando Jovanotti nel tour estivo nelle spiagge italiane. Ospite straordinario della serata sarà l’ambasciatore del Sudafrica, Shirishi Soni.
I Giardini di via Filippo Re apriranno come sempre alle ore 20 con l’area relax, stand gastronomici, il bar con birre artigianali e cocktail. Tutto completamente “Plastic free”.
Tutte le serate del BoAfrique prevedono un ingresso a offerta libera a sostegno delle donne della Tanzania coinvolte nel progetto “Thamani- Value notwaste”.
BOtanique 10.0 fa parte di Bologna Estate 2019, il cartellone di attività promosse e coordinate dal Comune di Bologna, e proseguirà fino al 27 luglio.
Per info e aggiornamenti: http://www.botanique.it e https://www.facebook.com/BOtaniqueFestival
Petrarca, l’amore, la poesia. A Vignola Marco Santagata, Patrizia Cavalli e Riccardo Maffoni insieme per ricordare il “Poeta innamorato”
Il 20 luglio 1304 nasceva Francesco Petrarca. Oltre 700 anni dopo, sabato 20 luglio 2019, uno studioso di letteratura – il maggiore esperto al mondo del poeta – una grande poetessa italiana e un fine musicista si incontrano in Piazza dei Contrari a Vignola (MO) per una serata omaggio all’uomo che con i suoi versi ha segnato l’inizio della civiltà moderna. L’appuntamento – a partire dalle ore 21.00 ad accesso libero e gratuito fino ad esaurimento posti – è un’anteprima della quindicesima edizione di Poesia Festival e si inserisce nell’ambito di Etra Festival
Fondatore dell’umanesimo, scrittore, poeta e filosofo, è uno dei pilastri della letteratura italiana ed europea. Con la sua opera più celebre, il Canzoniere, ha insegnato a tutti gli amanti d’Occidente a esprimere quello che hanno nel cuore. Francesco Petrarca nasceva ad Arezzo il 20 luglio 1304 e lo stesso giorno, 715 anni più tardi, è il più grande studioso ed esperto al mondo del poeta a rendergli omaggio con una serata rivolta al grande pubblico: sabato 20 luglio a Vignola, in provincia di Modena, a partire dalle ore 21.00, Marco Santagata è in Piazza dei Contrari in compagnia della poetessa Patrizia Cavalli e del musicista Riccardo Maffoni.
L’insolito trio propone un incontro nel segno della poesia e della musica, dove il fil rougeè il grande poeta e la sua poesia, per comunicarne a tutti la sensualità, la fisicità, l’immediatezza. Marco Santagata terrà un intervento dal titolo “Pellegrine adescatrici nel Canzoniere di Petrarca”, lettura particolare e sorprendente delle figure femminili nel capolavoro del poeta, mentre Patrizia Cavalli, adorata come un’icona pop, leggerà le sue poesie attraversate da una genialità visionaria e realistica. Maffoni invece, cantautore in proprio di cui colpiscono la classe e misura, oltre che il gusto e lo stile raffinato – straordinario interprete di Bruce Springsteen – canterà le canzoni d’amore del Boss accompagnato da Ottavio Barbieri al pianoforte e da Carlo Gorio alla chitarra.
L’appuntamento – ad accesso libero e gratuito fino ad esaurimento posti – è promosso da Poesia Festival, (Unione Terre di Castelli, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Regione Emilia Romagna), con il contributo della ditta Aton Green Storagee si inserisce nell’ambito di Etra Festival.
Petrarca, l’amore, la poesia è infatti un’anteprima della XV edizione di Poesia Festival, che dal 16 al 22 settembre invaderà pacificamente i borghi antichi di nove comuni modenesi. L’iniziativa è la terza tappa di un progetto dedicato a Francesco Petrarca che si svilupperà negli anni in occasione della sua data di nascita.
Marco Santagata
Lo studioso di letteratura italiana è il maggiore esperto al mondo di Dante e di Petrarca, oltre ad essere autore di numerosi saggi e apprezzatissimo scrittore, (dal suo primo, fulminante, romanzo d’esordio, “Papà non era comunista” del 2003 fino a “Il movente è sconosciuto”, sempre per l’editore Guanda, romanzo di struggente bellezza), un vero maestro e una presenza familiare del Festival. Vincitore nel 2003 del Premio Campiello con “Il maestro dei santi pallidi” e nel 2006 del Premio Stresa di Narrativa con “L’amore in sé” (entrambi Guanda), tra i suoi numerosi romanzi e le sue opere su Petrarca ricordiamo “Voglio una vita come la mia” (Guanda, 2008), “L’amoroso pensiero. Petrarca e il romanzo di Laura” (Mondadori, 2014) e “Il poeta innamorato. Su Dante, Petrarca e la poesia amorosa” (Guanda, 2017).
Patrizia Cavalli
Una delle maggiori poetesse italiane, da molticonsiderata la più importante, è studiatapiù all’estero che in Italia. Le sue poesie sono fatte per illuminare e conoscere, perchèin ogni ansia e ombra, in ogni percezione e passione c’è sempre un enigma da indagare. Ha pubblicato numeroseraccolte di versi: “Le mie poesie non cambieranno il mondo” (1974), “Il cielo” (1981), “Poesie 1974-1992” (Einaudi, 1992), “L’io singolare proprio mio” (Einaudi, 1999), “Sempre aperto teatro” (Einaudi, 1999), “Pigre divinità e pigra sorte” (Einaudi, 2006), “Datura” (Einaudi, 2013). Per le musiche di Diana Tejera ha realizzato i testi di “Al cuore fa bene far le scale” (con CD audio, Dati Voland, 2012). Per Giorgio Agamben, Patrizia Cavalli ha scritto la poesia piùintensamente”etica” della letteratura del Novecento. E’ molto nota e apprezzata anche per le sue traduzioni di Shakespeare.
Riccardo Maffoni
Cantautore classe 1977, nel 2000 vince il Premio Ciampi, Città di Livorno, omaggio a Stefano Ronzani, nel 2001 è finalista del Premio Città di Recanati e nel 2002 partecipa e vince il Festival di Castrocaro. Opening act per vari artisti – tra i quali ricordiamo Van Morrison, Alanis Morissette, Nomadi, PFM e Francesco Renga – nel 2004 pubblica il suo primo album “Storie di chi vince a metà” per la Warner Music Italia. Nel 2006 vince il Festival di Sanremo sezione Giovani con il brano “Sole negli Occhi” poi incluso nel repackaging di “Storie di chi vince a Metà”. Nel 2008 il suo secondo lavoro “Ho Preso Uno Spavento” sotto etichetta Warner Music/Evento Musica. Nel 2011, dopo un lungo tour acustico che lo porta a suonare anche negli Stati Uniti registra un EP in lingua inglese dal titolo “1977” per l’etichetta Evento Musica, composto da sei classici del rock più un inedito. Sempre molto attivo in ambito live, il tour che segue la pubblicazione di “1977” lo vede impegnato in vari club italiani e per la prima volta, nel 2012, in Svezia. Nel 2018 esce “Faccia”, contenente 14 brani nuovi, prodotto e arrangiato dallo stesso Riccardo insieme a Michele Coratella. Il 22 giugno 2018 con il brano “Provate voi”, contenuto nel nuovo album “Faccia” vince il “Premio Peppino Impastato – Targa 100 Passi”, patrocinato dalla Fitel-Sicilia e dal Ministero della Cultura.
Festivalfilosofia 2019: Divenire persone
| Nelle piazze e nei cortili del festival si discuterà di autonomia e diritti delle persone, di maschere e peculiarità del volto, di costituzione del Sé in tutte le fasi della vita e dei generi d’identità, sempre oscillanti tra io e noi
L’edizione 2019 sarà imperniata sulla parola chiave persona. In oltre 50 lezioni magistrali saranno affrontate le varie declinazioni di questo tema, una categoria di lunga durata della cultura europea, fondamento dell’autonomia individuale e dei diritti umani. Sempre immersa in una rete di reciprocità, alla persona si riconduce il principio di dignità, sia nel campo sociale e politico, sia nelle questioni della vita individuale. Si indagherà anche il modo in cui l’essere persone – richiamandosi al suo significato originario di maschera – passi attraverso il riconoscimento e la messa in scena del sé in cui si esprime la soggettività di ciascuno.
Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti. 1. Genealogie della persona 2. Maschere e volti 3. Lessico dell’individuo 4. Io e noi 5. Sé come altro 6. Diritti delle persone 7. La lezione dei Classici |
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| Mostre, installazioni, musica e narrazioni: Maschere e personaggi |
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Un nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo
1. Genealogie della persona
Modelli e soglie dell’umano raccontano ed esibiscono la storia della civiltà e le frontiere della persona Alla radice della nostra civiltà sta il dilemma se adottare le leggi del cosmo o le leggi dell’io. Nel dialogo immaginario tra Lucrezio e Seneca “Quando la vita ti viene a trovare”, venerdì 13 alle ore 22 presso il Teatro Storchi a Modena, il latinista Ivano Dionigi fa incontrare due personaggi con visioni rivali del mondo, icone della bigamia del nostro pensiero e della nostra anima (produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con: Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi, Ravenna Festival). La mostra di Vittorio Guida “Where Are We Now? Volumi I e II”, presso la Palazzina dei Giardini a Modena, racconta viceversa un futuro già fattosi presente, in una efficace sintesi di primitivo e digitale, interrogandosi su ciò che siamo oggi o, meglio, su “dove” siamo oggi (produzione: Fondazione Modena Arti Visive). A Sassuolo, i maestri ceramisti Bertozzi & Casoni, nel Museo loro dedicato, celebrano e rivisitano, con la mostra “Ritratto”, l’ambiguità di un’opera canonica come il volto di Mademoiselle Rivière di Ingres (1805) con una inedita versione scultorea, dove il volto femminile risulta sostituito da quello di una giovane gorilla (produzione: Museo Bertozzi & Casoni, presentazione: venerdì 13 alle ore 17 con un intervento di David Riondino). 2. Maschere e volti Lo statuto rituale e iconografico della maschera, con l’influenza che i manufatti provenienti dal mondo africano e australe hanno esercitato sull’arte contemporanea, è ricostruito nella mostra “Personae”, nell’ambito della XIX Biennale di Xilografia contemporanea di Carpi, in cui si propongono una cinquantina di incisioni realizzate da Picasso, Kirchner, Chagall (Palazzo dei Pio – Musei di Palazzo dei Pio, curatori: Manuela Rossi, Enzo Di Martino, produzione: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 13 ore 19 alla presenza dei curatori). Farà da cornice alla mostra lo spettacolo itinerante e installativo “Volti di polvere”, sul tema del doppio della persona e sulla maschera quale oggetto in relazione simbolica con l’aldilà (Palazzo dei Pio – Musei di Palazzo dei Pio e Archivio Storico Comunale, a cura di: Musei di Palazzo dei Pio, Teatro Comunale di Carpi, Archivio Storico Comunale; venerdì 13 ore 20, 21, 22; sabato 14 ore 21, 22; domenica 15 ore 18, 19). Sempre presso Palazzo dei Pio, l’esposizione “Personalità della materia” raccoglie capi, art book e trend book realizzati dagli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Milano, provenienti da diverse realtà geografiche, allo scopo di tradurre la materia in espressione della personalità, servendosi del vestiario come interfaccia tra singole individualità e collettività (a cura di: Scuola Postgraduate di IED Milano, con: Musei di Palazzo dei Pio, presentazione: venerdì 13 ore 19.30 alla presenza degli organizzatori). 3. Lessico dell’individuo Dormono, dormono sulla collina… I protagonisti degli epitaffi tombali dell’Antologia di Spoon River tornano a nuova vita con David Riondino in “Non al denaro, non all’amore né al cielo di Fabrizio De André”, omaggio d’autore all’album omonimo (1971) del cantautore ligure (Modena, Piazza Roma, a cura di: Biblioteca civica Antonio Delfini, venerdì 13 ore 21). 4. Io e noi Una sorprendente accoppiata, quella tra il filosofo e critico cinematografico Roberto Escobar e l’attore Lino Guanciale, introdotti da Claudio Longhi, conversa attorno a Massa e potere di Elias Canetti per discutere le implicazioni di un pensiero che ha fatto del confine tra io e noi uno sterminato campo d’indagine: “Massa e individuo. Canetti oggi tra filosofia e teatro” (Modena, Piazza Roma, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, sabato 14 ore 22.30). 5. Sé come altro Siamo esseri le cui funzioni vitali sono concentrate in organi involontari, viviamo se il cuore batte. Ma a cosa serve il cuore e che rapporto c’è tra cuore, persona e memoria? Chiara Valerio, in “A questo serve il cuore”, mette in scena un racconto che, dalla mitologia greca, dalla letteratura e dai cartoni animati arriva al diritto (Modena, Piazza Roma, sabato 14 ore 21). 6. Diritti della persona Una donna, che si impegna per i diritti delle donne, e una vita sempre in prima linea: Edith Stein è un luminosissimo enigma, che in qualche modo riassume il Novecento e parla di noi, al punto da essere divenuta patrona di tutta l’Europa come Santa Teresa dalla Croce. Lella Costa ne ripercorre la parabola umana e si misura con il suo pensiero nello spettacolo “Ciò che possiamo fare”, domenica 15 alle ore 21 (Sassuolo, Piazzale della Rosa). Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it |
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La Rocca di Vignola si veste di contemporaneo
Dal 5 luglio 2019 al 26 aprile 2020 la Fondazione di Vignola ospita “Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”, una rassegna di arte contemporanea a cura di Lucia Biolchini in cui si alterneranno – tra le mura della storica Rocca di Vignola – gli artisti Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri.
Vignola (Modena), 4 luglio 2019 – Far incontrare arte e architettura, facendo “abitare” la quattrocentesca Rocca di Vignola, in provincia di Modena, da artisti contemporanei: è questo l’ambizioso progetto della Fondazione di Vignola che, dal 5 luglio 2019 al 26 aprile 2020 propone – in un’esposizione a cura di Lucia Biolchini -“Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario”. La rassegna vedrà alternarsi quattro interventi espositivi realizzati da cinque artisti italiani: Marina Fulgeri, Sabrina Muzi, Alessandro Moreschini, Linda Rigotti e Giorgia Valmorri. Sarà un laboratorio di cultura che richiama nel titolo le “Città invisibili” di Italo Calvino, immaginando l’architettura come luogo in cui l’arte si traduce in pratica quotidiana. Rocche e Torri antiche vibreranno di lingue inedite dichiarando un’esplicita continuità culturale.
“Così è nata questa rassegna di arte contemporanea nelle stanze della Rocca di Vignola- spiega la curatrice, Lucia Biolchini – Abbiamo la necessità e l’urgenza di aggirare i limiti dettati dallo spazio e dal tempo e permettere di agire nuove prospettive”.
Gli artisti presentati ci invitano a soffermarci e a riedificare, tutti insieme, un’architettura dell’immaginario. Ci invitano ad affrontare quell’inciampo su cui il contemporaneo è cresciuto, forma di un cortocircuito tra passato e presente. Così vedremo i segni cromatici di Marina Fulgeri ridisegnare gli spazi della Facciata della Rocca e le Sale degli Anelli, quella dei Leoni e dei Leopardi; Sabrina Muzi sovrapporrà paesaggi e monumenti, per leggere in controluce le Sale del Padiglione e quella dei Cani; Alessandro Moreschini ci interrogherà sul pieno e sul vuoto con le opere che, nella Sala degli Anelli e in quella delle Colombe, comporranno nuove coreografie visive; Linda Rigotti e Giorgia Valmorri materializzeranno gli affreschi della Sala del Padiglione per farli vivere allo spettatore.
Un’innovativa operazione culturale pensata per valorizzare uno dei più importanti monumenti della provincia di Modena in cui, per la prima volta, l’arte contemporanea contamina lo storico maniero per dare origine a un inedito continuum culturale.
“La nostra terra presenta grandi potenzialità sotto l’aspetto storico-artistico che vanno valorizzate – afferma Carmen Vandelli, Presidente della Fondazione di Vignola – La Rocca, punto di richiamo e riferimento culturale del territorio, ospiterà una rassegna di arte contemporanea. Un ambito prettamente culturale che è un “unicum” dove antico e moderno dialogano in armonia dimostrando che strutture medioevali e arte attuale si arricchiscono vicendevolmente. Ci auguriamo che l’eco di questo evento culturale risuoni oltre i naturali confini dell’Appennino e del Po”.
Il primo appuntamento che aprirà la rassegna sarà “Self expression” di Marina Fulgeri, dal 5 luglio all’8 settembre (inaugurazione il 5 luglio alle ore 19.00).
Nelle sue mani luce e colore diventano strutture. Con questo lavoro l’artista pone l’attenzione sul potere attrattivo che le frequenze cromatiche possono generare e su come la loro lettura in chiave psicologica possa fornire indicazioni per la conoscenza di sé e dello spazio di cui siamo fatti (www.marinafulgeri.com Vedi Scheda all’interno del Press kit).
A seguire, dal 21 settembre al 10 novembre, Sabrina Muzi propone un’estensione e un approfondimento di “Shān”, un corpus di lavori che comprende un’installazione pittorica, una serie di acquerelli, fotografie e video (www.sabrinamuzi.it). Dal 14 dicembre al 2 febbraio 2020 sarà poi la volta di Alessandro Moreschini, con”Beata solitudo”, il cui obiettivo è quello di ritrovare una condizione per orientarci nell’”inquinamento immaginifico” prodotto dall’Horror Pleni da cui ci metteva in guardia Gillo Dorfles (www.alessandromoreschini.it). Mentre a chiudere “Ora più rada ora più densa” saranno Linda Rigotti e Giorgia Valmorri con “Da dentro”, dal 7 marzo al 26 aprile 2020. L’architettura si sgretola e diventa memoria, nomadismo e mutazione, svincolata dalla necessità di fissarsi in una struttura saldamente ancorata al terreno, è contro-architettura (www.lindarigotti.tumblr.com,
Ora più rada ora più densa. Architetture dell’immaginario
a cura di Lucia Biolchini
Marina Fulgeri – Self expression
Inaugurazione: 5 luglio alle ore 19.00
Periodo: 5 luglio – 8 settembre
Rocca di Vignola, Piazza dei Contrari, 4, Vignola (Modena) Tel. 059.775246
Qua la zampa: la guida definitiva per fare del tuo amico peloso una star di Instagram
- Se il tuo animale domestico è già una celebrità o se vuoi che lo diventi, assicurati di avere la fotocamera adatta per fotografarlo con la perfetta messa a fuoco: la nuova tecnologia Animal Eye Auto Focus di Sony è ciò che fa al caso tuo
- Partecipa all’ultimo contest di Sony su Instagram per vincere una fotocamera dotata della tecnologia Animal Eye AF
- Gli hashtag #dogsofinstagram e #catsofinstagram superano i 250 milioni di post
- La guida include una serie di scatti realizzati da Gerrard Gethings, pluripremiato fotografo ritrattista di animali, in collaborazione con le star di Instagram @dolly_pawton e @danteduke_thecat

Che tu sia un amante dei cani o un appassionato di gatti, sui social media troverai sicuramente contenuti adatti a te: puoi letteralmente passare ore a guardare tutte le foto degli animali più simpatici che internet ha da offrirti. Nel 2019 Instagram è diventata la piattaforma principale per condividere le foto di animali domestici, ma con più di 250 milioni di utilizzi degli hashtag #dogsofinstagram e #catsofinstagram è difficile distinguersi. Grazie alla nuova ed esclusiva tecnologia Animal Eye Auto Focus di Sony, si possono finalmente scattare foto con la sicurezza di una messa a fuoco perfetta, per garantire ai propri amici a quattro zampe tutti i like che si meritano.
Per celebrare il lancio dell’esclusiva tecnologia Animal Eye AF sui modelli α6400, α7III e α7RIII, Sony ha collaborato con le star di Instagram Dolly Pawton (@dolly_pawton) e Dante Duke (@danteduke_thecat) per stilare la guida definitiva per scattare foto perfette della tua futura star di Instagram.

Dalla ricerca dei giusti backdrop alle lezioni di posa per il tuo cagnolino, Sony presenta la guida perfetta per trasformare il tuo amico peloso in una star di Instagram, grazie all’aiuto del fotografo professionista di animali Gerrard Gethings e dei pet-influencer Dolly Pawton e Dante the Cat.
Gerrard Gethings, fotografo professionista di animali, spiega: “C’è una grande differenza tra fotografare gli animali e fotografare le persone: quando fotografi un animale, devi creare una situazione in cui hai sotto controllo più elementi possibili. Devono regnare calma e tranquillità. Il trucco è attirare l’attenzione dell’animale abbastanza a lungo da riuscire a ottenere lo scatto che ti serve.”
“Una volta impostato tutto, spesso hai solo una frazione di secondo per scattare, quindi è fondamentale avere la giusta fotocamera. Tutte le foto scattate oggi sono state fatte con fotocamere di Sony, con l’utilizzo della tecnologia Animal Eye Auto Focus. La messa a fuoco è tutto. Questa tecnologia fa sì che la fotocamera rilevi in automatico gli occhi dell’animale, mantenendoli sempre a fuoco e questo mi permette di concentrarmi per realizzare lo scatto perfetto.”
Stella e Lucy (le mamme di Dolly Pawton) raccontano: “Il segreto è trovare la posa preferita del tuo animale. Quando Dolly era piccina, abbiamo notato che le piaceva appoggiarsi sul tavolo, così quella è diventata la posa che la caratterizza. Quando facciamo le foto, usiamo il suo giochino preferito di sempre (un piccolo raviolo bianco): sappiamo che lo guarderà qualsiasi cosa accada attorno a lei. Non sapremmo proprio cosa fare, se dovessimo perderlo.”
“Se devi fare più scatti, la chiave di tutto è mantenere viva la sua attenzione. Abbiamo imparato a usare la nostra creatività e a volte finiamo per fare un sacco di versi strani per attirare l’attenzione di Dolly – cosa che spesso attira sguardi perplessi dai passanti. Alla fine di tutto, Dolly viene sempre premiata con i suoi snack preferiti.”
Karen Duque, mamma di Dante the Cat afferma: “Nel caso dei gatti, è essenziale farli sentire sereni e rilassati. Dante è un tipo tranquillo, ma, quando vogliamo scattargli una foto, ci prendiamo sempre tutto il tempo necessario per farlo sentire a proprio agio con il set. Innanzitutto viene il suo rito: deve passeggiare, sfregarsi su tutti gli oggetti e annusarli, poi è pronto per il suo primo piano!”
Stella e Lucy (mamme di Dolly Pawton) ci hanno fornito anche un elenco di preziosi consigli per trasformare il proprio animale in una star di Instagram:
1. Esalta la sua personalità unica
Carino, vivace, bizzarro, avventuroso… Ognuno dei nostri amici pelosi ha il suo carattere: sappiamo bene quanto sono speciali, perciò metti in luce ciò che distingue il tuo pet e racconta la sua storia. Dolly ha una vocazione per la moda ed è una fervente attivista: tutti i suoi post richiamano il suo spirito.
2. Cambia outfit
Crea uno stile che si noti. Vestiti elaborati, accessori di stile o outfit a tema per le feste (zucche e berretti di Babbo Natale in prima linea). Chi non ama cambiarsi d’abito? Ma se questo non è lo stile del tuo amico a quattro zampe, nessun problema: ciò che conta è essere autentici.
3. Prepara la scena
Instagram è una piattaforma visiva, quindi creare un’immagine che catturi l’attenzione e che ti faccia fermare mentre scorri i contenuti è di enorme importanza. Oggetti di scena, sfondi, buona illuminazione e messa a fuoco impeccabile sono gli ingredienti fondamentali per mettere in luce il carattere del tuo animale e creare contenuti coinvolgenti.
Che si tratti di un brunch in un caffè, di un espresso di corsa al bar, di una passeggiata in riva al mare o di un pomeriggio di relax accoccolato sul divano di casa, l’importante è scegliere ambientazioni che aggiungano qualcosa, ma sempre in linea con il suo carattere.
4. Mettilo in posa
Scegli le angolazioni migliori per mostrare la personalità del tuo animale e le sue peculiarità fisiche. Più lavori con lui e più imparerai a capire qual è il suo punto forte, dalla posizione imponente che ostenta sicurezza ai teneri grattini sulla pancia che mostrano il suo lato giocoso. Ricorda, gli snack saranno sempre i tuoi alleati vincenti!
5. Concentrati sulla qualità
Usa le attrezzature migliori per ottenere immagini nitide e che esaltino ogni singolo centimetro della personalità e dell’aspetto della tua star. La nuova funzione Animal Eye AF delle fotocamere di Sony ti aiuterà a realizzare degli scatti perfetti, mettendo in luce l’unicità del tuo piccolo influencer fin nei minimi dettagli, che saranno le armi vincenti del suo successo sulla piattaforma. Si dice che “gli occhi sono lo specchio dell’anima”, e quest’ultima novità di Sony ti permetterà di ottenere immagini precise, nitide e sorprendenti di quegli “occhioni da cucciolo” che cattureranno l’attenzione di tutti gli utenti.
6. Usa le didascalie
Le didascalie sono la chiave per far leggere ai follower i pensieri del tuo animale e per mostrare il suo stile. Spirito e sarcasmo sono i toni che funzionano meglio insieme alla simpatia, ovviamente restando sempre in linea con la sua natura. Ricordati di aggiungere ai post gli hashtag di tendenza per assicurarti che ottengano la visibilità che si meritano.
7. Sii costante
Mantieni lo stesso tono sia nelle immagini sia nel testo, per impostare un’identità ben definita e facilmente riconoscibile. E ricordati di essere costante anche nella frequenza con cui posti le immagini, in modo da tenere i tuoi fan sempre aggiornati e tenere alta l’attenzione.

Le razze di cani con più hashtag su Instagram
- 1.Chihuahua – 22,3 milioni di post
- 2.Bulldog francese – 22,1 milioni di post
- 3.Carlino – 17,4 milioni di post
- 4.Golden Retriever – 18 milioni di post
- 5.Labrador – 15,6 milioni di post
- 6.Husky – 14,2 milioni di post
- 7.Pastore tedesco– 12,2 milioni di post
- 8.Pomerania – 12 milioni di post
- 9.Shih Tzu – 9,6 milioni di post
- 10.Bulldog inglese – 7,1 milioni di post
Festival filosofia 2019: Persona. Maneggiare con cura
Da venerdì 13 a domenica 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre e spettacoli, tutti dedicati al tema “persona”. Tra i protagonisti 53 relatori, di cui ben 24 debuttano al festival. Tra gli ospiti più attesi: Augé, Bodei, Bianchi, Cacciari, Crouch, Ehrenberg, Galimberti, Giovannini, Marzano, Massini, Quante, Recalcati, Rosen, Roy, Severino, Vegetti Finzi. In programma anche otto “menu filosofici” per ricordare Tullio Gregory
Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sul tema “persona”, che indica una categoria di lunga durata della cultura europea, fondamento dell’autonomia individuale e dei diritti umani. Sempre immersa in una rete di reciprocità, alla persona si riconduce il principio di dignità, sia nel campo sociale e politico (come per esempio nel caso del lavoro), sia nelle questioni bioetiche di inizio e fine vita. Si indagherà anche il modo in cui l’essere persone – richiamandosi al suo significato originario di maschera – passi attraverso il riconoscimento e la messa in scena del sé in cui si esprime la soggettività di ciascuno.
L’edizione 2019, mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, presenta ventiquattro voci nuove, su un totale di 53 relatori. Tra gli autori stranieri, due terzi sono al loro debutto al festival.
Tra i protagonisti ricorrenti si ricordano, tra gli altri, Marc Augé, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Donatella Di Cesare, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Michela Marzano (Lectio “Rotary Club Gruppo Ghirlandina”), Stefano Massini (Lectio “Coop Alleanza 3.0”), Salvatore Natoli, Massimo Recalcati, Emanuele Severino, Carlo Sini, Silvia Vegetti Finzi e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio.
Tra i “debuttanti”, Michel Agier, Leonardo Caffo, Colin Crouch (Lectio “Gruppo Hera”), Alain Ehrenberg, Paolo Flores d’Arcais, Enrico Giovannini (Lectio “Confindustria Emilia Area Centro”), Danilo Martuccelli, Michael Rosen (Lectio “BPER Banca”), Olivier Roy, Michael Quante.
Il programma filosofico del festival propone anche la sezione “la lezione dei classici”: esperti eminenti commenteranno i testi che, nella storia del pensiero occidentale, hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti per il tema della persona.
Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo (ancora in corso di definizione) coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Tra i partecipanti: David Riondino (con un concerto bandistico), Lino Guanciale (in una conversazione su Canetti), Chiara Valerio (in un reading da un suo testo inedito), Lella Costa (in un recital su Edith Stein). Non mancheranno i mercati di libri e le iniziative per bambini e ragazzi.
Oltre trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui le personali di Vittorio Guida e Luisa Menazzi Moretti prodotte da Fondazione Modena Arti Visive. A Carpi una mostra ai Musei di Palazzo dei Pio presenta incisioni di Picasso, Kirchner e Chagall sul tema della maschera, mentre a Sassuolo una personale di Mustafa Sabbagh è dedicata alla condizione dell’umano.
Prima edizione dopo la scomparsa di Tullio Gregory, il festival omaggerà la figura del grande maestro, tra l’altro, riproponendo alcuni dei più significativi tra i suoi “menu filosofici” per più di settanta ristoranti ed enoteche delle tre città.
Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia“, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it
Festival della Fiaba pensato per gli adulti: dal 14 al 16 giugno torna a Modena la sesta edizione
| FESTIIVAL DELLA FIABA PENSATO PER GLI ADULTI: DAL 14 AL 16 GIUGNO TORNA A MODENA LA SESTA EDIZIONE | |
| Approfondire il genere narrativo della Fiaba attraverso un’indagine intellettuale, antropologica e culturale: dal 14 al 16 giugno torna a Modena – in una nuova versione itinerante presso il circolo culturale Filatoio e varie location nel quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari – il Festival unico sul territorio nazionale per il suo target di riferimento, ovvero il pubblico adulto e consapevole. Tre giorni di narrazioni in voce semplice di fiabe e miti, conferenze, performance, spettacoli, Workshop e tante iniziative dedicate quest’anno al tema della “Follia”
Modena, 12 giugno 2019 – Conferenze, narrazioni in voce semplice di fiabe della tradizione e non solo, spettacoli, performance, oltre a workshop, momenti dedicati al gusto e altro ancora: tanti gli appuntamenti ideati ad hoc in programma per la sesta edizione del Festival della Fiaba, da venerdì 14 a domenica 16 giugno presso il circolo culturale Filatoio (via de’ Bonomini 61/63www.filatoio.com) e varie location nel Quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari, vicino al centro storico di Modena. Torna la manifestazione unica sul territorio nazionale per originalità e target di riferimento nata da un’idea di Nicoletta Giberti,performer e regista teatraleche da anni indaga attraverso linguaggi eterogenei il genere “Fiaba” con uno sguardo ampio e profondo. Tema caratterizzante di quest’anno è la “Follia”, declinata e indagata in diversi aspetti e sfumature, a cominciare da una serie di conferenze dedicate in cui scrittori, professori e pensatori approfondiranno il filo conduttore proposto dal Festival. Tra gli altri saranno protagonisti – in appuntamenti a ingresso gratuito – lo scrittore Mario Ferraguti, che parlerà de “I Folletti, la follia e il vento” (domenica 16 alle ore 18.30), Ivonne Donegani – professoressa universitaria, già direttrice del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e responsabile del progetto Arte e Salute Mentale e Nicola Bonazzi, drammaturgo e regista, tra i fondatori della Compagnia Teatro dell’Argine. La Donegani, da anni impegnata attivamente nei percorsi di de-istituzionalizzazione, promozione della salute e inclusione sociale in collaborazione con le associazioni di familiari e utenti, terrà una conferenza dal titolo “Ho sognato che vivevo” (sabato 15 alle ore 18.30), mentre Bonazzi, che dal 2012 collabora come guida del laboratorio teatrale con “Gli Amici di Luca”, compagnia nata in seno alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna tratterà di “Che Venne in furore e matto: la Pazzia di Orlando”(venerdì 14 alle ore 18.30). Le conferenze avranno tutte luogo presso lo spazio Progetto Lavoratorio. Nell’ambito della sesta edizione del Festival, quest’anno pensata per un pubblico esclusivamente adulto, ogni evento sarà in dialogo con il luogo che lo ospita: ecco allora che la camera 22 dell’Hotel La Pace sarà la location perfetta per ascoltare la storia di Cappuccetto Rosso, mentre StudioLoom di Laura Turrini, StArt 60, Veronesi Italia – dove si importa il Rum – l’Atelier di Andrea Capucci, lo spazio di Marco Brunetti Tube Amplification e il centro di pratica e ricerca La Tigre Bianca accoglieranno altre fiabe ed eventi, mentre sarà possibile assaggiare due piatti tipici selezionati al ristorante La Cucina e alla Trattoria Via Ferrari. Tante anche le performance e gli spettacoli – con un biglietto dal costo variabile e prenotazione obbligatoria – tra cui, da non perdere, “Il Sapere perduto: un viaggio tra caduta, compimento e metamorfosi”:un percorso itinerante, ideato e diretto da Nicoletta Giberti, direttrice artistica del Festival della Fiaba, dedicato ai disegni di Gea Zoda – figlia dell’artista e incisora Andreina Bertelli e del pittore Italo Zoda, frequentatori tra gli altri di Renato Guttuso, Leonardo Sciascia e Dacia Maraini – che, cresciuta immersa nell’arte e stimolata dal percorso narrativo intrapreso al Festival e dal tema della Follia, per la prima volta in questa occasione mostrerà le sue opere al grande pubblico, in un modo assolutamente originale e “folle”. E poi performance, come “Sotto Chiave: trama e ordito di un segreto”, a cura della narratrice Anna Tondelli e della costumista d’epoca Mariana Polisena, dedicata a Barbablùe le fiabe della tradizione, che saranno le protagoniste assolute del Festival a loro dedicato. Narrate in voce semplice nei vari luoghi della manifestazione ogni mezz’ora circa, per una capienza che varierà a seconda degli spazi, per mantenere la bellezza dell’intimità della condivisione. E, ancora, presentazioni di libri, come “Disturbi di luminosità” (Gaffi editore), di Ilaria Palomba, dove la follia emerge dall’assenza d’amore, di certezze, di futuro, in un sociale che implode (sabato 15 alle ore 21.30). Novità di quest’anno sono i miti narrati in voce semplice dal gruppo diretto da Michele Collina. Il termine “mito” deriva dal greco mythos, che significa “Parola, racconto”. Nel linguaggio comune la parola “mito” indica qualcosa di favoloso o di irraggiungibile, che viene in qualche modo amplificato e allontanato dal reale. Chi meglio di coloro che hanno vissuto una buona parte della loro vita può dare voce al mito? Le persone che hanno accumulato anni sul loro cammino guidati dalla competenza e dalla grande sensibilità di Michele Collina raccontano alcuni miti dalle Metamorfosi di Ovidio. Il Filatoio sarà centro Festival per momenti di ristoro tra una fiaba e l’altra, aperitivi, cene ma anche colazioni, brunch e pranzi. Nella caffetteria sarà servito a qualsiasi ora l’assenzio, in onore della fata verde che tanto ispirò i poeti maledetti attraverso la perdita della ragione e l’incontro con la follia. Mentre il giardino del circolo sarà l’anima pulsante del Festival, uno spazio dove gustare cose buone da mangiare, dove attendere il proprio turno per andare ad ascoltare una fiaba e soprattutto dove incontrarsi e scambiare parole, pensieri e suggestioni. Lì ci sarà anche la bottega di Lu_Ghirò, attenta artigiana dell’antica arte del ricamo. “Dopo cinque edizioni in cui abbiamo cercato spazi potenti, bellissimi e accoglienti, abbiamo deciso di spostare lo sguardo su un quartiere difficile di Modena, ma che ha un grande potenziale, perchè ricco di verità e libertà– spiega Nicoletta Giberti, direttrice artistica e ideatrice del Festival della Fiaba – Non a caso il Filatoio sorge esattamente lì e, da due anni, brilla e brulica di iniziative e persone che lo frequentano entusiaste e grate di ciò che incontrano. Perché l’intento del Festival della Fiaba è anche quello di portare luce e bellezza in questi luoghi, per aprire riflessioni personali e collettive. E la manifestazione nasce dallo stesso impulso che nel tempo ha mosso l’uomo a raccontare fiabe: l’incontro con il substrato inconscio e l’effetto vivificante che se ne trae, raccontandole, leggendole o semplicemente ascoltandole. La fiaba è fatta di simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo, ed è nata per gli adulti, i bambini erano ascoltatori occasionali, di passaggio“. Ecco allora un Festival unico su tutto il territorio nazionale, che ricrea quello che un tempo veniva definito “focolare”, celebrando il rito della narrazione e predisponendo i suoi visitatori a uno stato di ascolto, perché le fiabe mettono in scena da sempre la stessa storia: l’identificazione del sé. Ogni volta che una fiaba della tradizione viene raccontata, qualcosa di prezioso viene condiviso e compreso da tutti in un’epifania personale e collettiva.
Il Festival della Fiaba gode del Patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Modena, oltre che dell’Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell’Educazione.
Per informazioni, dettagli sul programma e prenotazioni: 328 7814093 |
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Time in Jazz: al via le prevendite per la XXXII edizione. In agosto oltre 100 protagonisti a Berchidda e nel nord della Sardegna
| Time in Jazz: al via le prevendite per la XXXII edizione. In agosto oltre 100 protagonisti a Berchidda e nel nord della Sardegna |
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Saranno in vendita su Vivaticket da lunedì 27 maggio alle ore 12 i biglietti e gli abbonamenti per partecipare alla XXXII edizione di Time in Jazz che, dal 7 al 16 agosto, accompagnerà gli spettatori attraverso un lungo viaggio nella musica e nella natura incontaminata della Sardegna.
Nel mezzo del mezzo è il leit motive del Festival Internazionale di quest’anno. Perché geograficamente la Sardegna si posiziona tra l’Africa e l’Europa.
Un programma fittissimo che parte con il viaggio sulle navi di Sardinia Ferries che, il 7 agosto, partirà dal porto di Livorno insieme alla Funky Jazz Orchestra di Berchidda, per traghettare il vasto pubblico continentale sull’isola.
Il debutto in terra sarda è affidato a Danilo Rea che, nell’esclusiva cornice de L’Agnata, buen retiro di Fabrizio De Andrè realizzerà un evento unico, realizzato in collaborazione con la Fondazione De Andrè, darà voce al suo pianoforte con ospiti a sorpresa, per celebrare il ventennale della scomparsa del grande artista. Un concerto dedicato, per questioni di sicurezza, a un massimo di 900 persone nel quale attingerà allo sconfinato repertorio di Faber.
La musica, naturalmente, fa la parte del leone nelle dieci giornate del festival, con un programma che spazia tra stili e modi diversi di intendere il jazz, e non solo che, in oltre 40 concerti, animeranno le albe, i giorni, le sere e le notti facendo tappa in boschi e chiesette campestri, spiagge incantane e luoghi naturalistici altrimenti inaccessibili.
Dall’11 agosto sarà il palco centrale di Piazza del Popolo a Berchidda a ospitare i concerti serali e partiranno con il debutto in Sardegna di Tempo di Chet, lo spettacolo teatrale che vede suonare dal vivo sul palco Paolo Fresu alla tromba e al flicorno, Dino Rubino al piano, Marco Bardoscia al contrabbasso mentre la recitazione di Alessandro Averone, Rufin Doh, Simone Luglio, Debora Mancini, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Graziano Piazza e Laura Pozone racconteranno la vita di Chet Baker.
La sera seguente (lunedì 12) il pianista Omar Sosa e la violinista Yilian Cañizares con il loro progetto “Aguas” una miscela coinvolgente e creativa di jazz, musica classica e delle radici afrocubane dei due artisti, affiancati dal percussionista venezuelano Gustavo Ovalles come special guest.
Altri suoni e atmosfere, martedì 13, con l’atteso ritorno a Time in Jazz, dopo diciotto anni, di Nils Petter Molvaer. Il trombettista norvegese approda a Berchidda con l’inconfondibile suono del suo strumento alla testa di un gruppo con Johan Lindstrøm alla chitarra, Jo Berger Myhre al basso e Erland Dahlen alla batteria.
Riflettori nuovamente puntati su Paolo Fresu, la sera del 14 agosto, stavolta impegnato in una produzione originale del festival, in trio con il bandoneonista Daniele di Bonaventura e il violoncellista brasiliano Jaques Morelenbaum .
La serata del 15 di Time in Jazz in Piazza del Popolo è come sempre divisa in due set: il primo vede quest’anno sul palco un’autentica icona della canzone italiana, Ornella Vanoni. Mentre nella seconda parte (con ingresso gratuito) spazio alla consueta festa di Ferragosto: a menare le danze, quest’anno, sarà l’ Orchestra Casadei che, guidata dal 2000 da Mirko Casadei, intreccia suoni e sapori di generi musicali di svariate provenienze; il liscio, marchio della dinastia romagnola, diventa trasversale, contamina e si fa contaminare, incrociando reggae, ska, taranta, altri ritmi e generi.
Ripetendo l’esperienza dell’anno scorso, tutte le serate in piazza del Popolo avranno un dopoconcerto all’insegna dei dj set d’autore nella piazzetta adiacente il palco: protagonista DJ Rocca.
Tantissimi anche i progetti collaterali dedicati al cinema, ai bambini, all’arte, alla letteratura e alla fotografia. Grazie a una collaborazione con Fabrica, di Oliviero Toscani, infatti, verranno ridisegnati i panorami, mentre le notte saranno illuminate dai dj set fuori dall’ordinario.
Programma e info: www.timeinjazz.it; Biglietti su www.vivatichet.it
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Sesso sociale: come i social media stanno cambiando il sesso – LELO presenta i dati della ricerca
LELO, brand leader nel settore dei sex toy, che ha un seguito social media di circa 250.000 persone, ha intervistato il pubblico per vedere come i social media stanno influenzando le nostre vite sessuali. 6.500 intervistati hanno condiviso i loro dati personali (in modo anonimo) in uno degli studi più completi sull’argomento.
Oggi LELO condivide questi approfondimenti sul rapporto tra sesso e tecnologia.
PUNTI SALIENTI
- Quasi tre quarti (72,5%,) degli intervistati si considerano utenti attivi di social media.
- Quasi un terzo (31,7%) ha avuto rapporti sessuali con qualcuno che ha conosciuto solo dai social media.
- Di quelli che hanno fatto sesso con qualcuno che hanno incontrato attraverso i social media, due terzi (65,8%) hanno detto che l’esperienza era “esattamente ciò che si aspettavano”.
- Di quelli che non hanno mai fatto sesso con qualcuno conosciuto grazie ai social media, oltre la metà (50,3%) ha dichiarato che lo farebbe.
Oggigiorno gli smartphone e i social media stanno certamente cambiando il modo in cui comunichiamo, ma non solo: sempre più persone usano la tecnologia per esprimersi sessualmente, attraverso fotografie, sexting e appuntamenti.
Dei 6.500 intervistati:
- Il 19,3% ha pubblicato un’immagine sui social media che è stata scattata durante il sesso.
- Il 33,3% ha utilizzato i social media in modo specifico per organizzare un appuntamento di sesso.
- Il 58,5% include il sexting nelle loro vite sessuali.
- Il 22,4% mantiene un account di social media “segreto” per motivi sessuali.
I social media, quindi, sembrano un modo efficace per collegarci e conoscere le persone e, nonostante tutto, non entrano sempre anche in camera da letto,anzi, un imponente 87,4% dichiara di non controllare i social media dopo il sesso.
Il Brand Manager di LELO, Stu Nugent, ha dichiarato: “Che epoca stupefacente quella in cui viviamo! Grazie a quel costoso pezzo di silicio e vetro che portiamo tutti nelle nostre tasche, possiamo interagire direttamente con le nostre celebrità ed eroine preferite, tenerci aggiornati con le notizie e trovare un partner sessuale compatibile ovunque e in qualsiasi momento. Fino a un paio di anni fa, l’utilizzo dei social media – o addirittura dei siti di appuntamenti – sembrava essere qualcosa di cui vergognarsi. Ma penso che stiamo tutti iniziando a capire che la verità è esattamente l’opposto: i social media stanno diventando una parte intrinseca della nostra espressione sessuale, e decidiamo di conseguenza.”
I social media sono dunque un’opportunità di sviluppare nuove relazioni, anche a letto, LELO raccomanda comunque sempre di utilizzarli con la massima cautela negli incontri e nel comunicare contenuti e informazioni personali o fotografie di cui non si ha l’autorizzazione, per vivere appieno e consapevolmente il sexting e il sexdating.
Scopri il mondo LELO su >> https://www.lelo.com/it
>> https://www.instagram.com/lelo_official/
>> https://www.facebook.com/LELO.Official/
Un nutrito programma di eventi, tutti gratuiti, affiancherà le lezioni magistrali del festivalfilosofia dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo