“IUVENTA” AL BIOGRAFILM FESTIVAL 2018: in Prima Mondiale il documentario sulla Nave che ha salvato migliaia di migranti

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Sarà presentato in prima mondiale al Biografilm – festival cinematografico internazionale dedicato alle biografie e ai racconti di vita che si svolgerà a Bologna dal’1 al 24 giugno – Iuventa, il film documentario diretto da Michele Cinque e prodotto da Lazy Film con Rai Cinema, in coproduzione con Sunday Films e ZDF/3Sat, in associazione con Bright Frame.

Il documentario Iuventa segue per oltre un anno i protagonisti della ONG tedesca Jugend Rettet, dalla prima missione nel Mediterraneo al sequestro della nave avvenuto lo scorso 2 agosto nel porto di Lampedusa. La giovane ONG – fondata nel 2015 da un gruppo di ragazzi tedeschi per salvare i migranti nel Mediterraneo, ma soprattutto come gesto di richiesta attiva ai governi d’Europa di creare un servizio pubblico di salvataggio, come era stato Mare Nostrum – è assurta alla cronaca per le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che hanno portato al sequestro preventivo dell’imbarcazione e all’odierna sentenza che tale sequestro conferma.

Dalla nascita di Jugend Rettet (gioventù che salva) al crowdfunding attivato nel 2016 per comprare il vecchio peschereccio poi rinominato “Iuventa” (gioventù); dai quindici giorni della prima missione in mare aperto, in cui vengono salvati più di duemila naufraghi, al rientro dei giovani a Berlino; dal viaggio in Sicilia per ritrovare i ragazzi salvati sei mesi prima fino al sequestro dell’agosto dell’anno scorso, il film è un viaggio intenso e toccante scandito dalla narrazione del regista.

Il documentario attraversa la vita sulla barca, le speranze e i timori dei ragazzi della ONG, il ritrovamento dei barconi, l’imbarco dei naufraghi, l’incontro con la morte. Ma il film non si ferma alla vita in mare, segue i ragazzi della Jugend Rettet prima a Berlino poi in Croazia, in Sicilia e a Malta, per investigare e raccontare il gesto utopico di questi ragazzi europei, le profonde istanze che lo hanno motivato e il drammatico scontro con la realtà.

Nel giorno dell’attesa sentenza Michele Cinque commenta così il verdetto della Prima Sezione Penale della Cassazione che ha confermato il sequestro: “E’ paradossale che durante una crisi umanitaria di tali proporzioni, dopo otto mesi di sequestro preventivo e ancora nessuna accusa mossa ai giovani della Jugend Rettet e dopo il dissequestro della Proactiva, la Iuventa rimanga ferma nel porto di Trapani. Solo nell’ultimo weekend sono stati salvati oltre 1400 migranti che hanno scelto di tentare la roulette russa del Mediterraneo pur di scappare dalla Libia, Paese in cui la stessa Onu ha riconosciuto gravissime violazioni dei diritti umani, e non si conoscono i numeri esatti di chi ha perso la vita in mare nelle ultime ore in seguito all’ennesimo naufragio al largo di Sabratha. Pur essendo una fase indiziaria del processo, in quanto l’indagine della procura di Trapani è ancora in corso, per chiunque conosca la situazione nel Mediterraneo centrale è scontato che ci sia bisogno della Iuventa e delle altre navi delle Ong per far fronte all’emergenza in mare ma anche per testimoniare cosa sta succedendo laggiù”.

“Le Ong non hanno mai rappresentato la soluzione al problema ma hanno fatto fronte al drammatico vuoto lasciato dalle autorità europee nel Mediterraneo dopo la chiusura di Mare Nostrum. Oggi più che mai è necessario un nuovo Mare Nostrum, altrimenti ci renderemo colpevoli di quello che sta succedendo nel Mediterraneo.”

WINE DAYS ITALY – Evento Enogastronomico di Milano Food City

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Si terrà i prossimi 11-12-13 Maggio 2018
presso Base Milano Wine Days Italy
evento enogastronomico nazionale
inserito all’interno del palinsesto di Milano Food City
e patrocinato dal Comune di Milano.

L’evento è a ingresso gratuito
il percorso di degustazione delle varie cantine presenti è a pagamento
da oggi acquistabile online in prevendita sul circuito Mailtciket Italia:http://bit.ly/WineDays18_Mailticket

Con possibilità di acquisto di due pacchetti:

Fino alle ore 20.00 – Pacchetto Day

Percorso di degustazione a 15€ comprensivo di:

· Calice e relativa taschina portabicchiere, con cui assaggiare tutti i vini presenti;

· Brochure informativa;

· Braccialetto/pass con cui accedere alle degustazioni;

· Buono omaggio del valore di 5€ da consumarsi presso le cantine presenti per l’acquisto di una bottiglia

 

Dopo le 20.00 – Pacchetto Night

Percorso di degustazione a 10€ comprensivo di:

· Calice e relativa taschina portabicchiere;

· Brochure informativa;

· Braccialetto/pass con cui accedere alle degustazioni;

· 5 token del valore di 1€ ciascuno con cui degustare i vini delle cantine presenti.

Per ulteriori consumazioni sarà possibile acquistare altri token in loco.

 

 

E’ consigliato l’acquisto dei pacchetti di degustazione 
in prevendita online:
http://bit.ly/WineDays18_Mailticket 

Se vi saranno ulteriori disponibilità i pacchetti saranno acquistabili anche direttamente in loco durante lo svolgimento dell’evento.

 

ULTERIORI INFORMAZIONI su WINE DAYS ITALY:

PARTNER UFFICIALE
Winelivery – www.winelivery.com 

ORARI

・ Venerdì 11 Maggio dalle ore 17.00 alle ore 24.00

・ Sabato 12 Maggio dalle ore 12.00 alle ore 24.00

・ Domenica 13 Maggio dalle ore 12.00 alle ore 22.00

INGRESSO

L’ingresso a Wine Days Italy è gratuito, i percorsi di degustazione sono a pagamento con la seguente formula:

 

Fino alle ore 20.00:

Percorso di degustazione a 15€ comprensivo di:

· Calice e relativa taschina portabicchiere, con cui assaggiare tutti i vini presenti;

· Brochure informativa;

· Braccialetto/pass con cui accedere alle degustazioni;

· Buono omaggio del valore di 5€ da consumarsi presso le cantine presenti per l’acquisto di una bottiglia

 

Dopo le 20.00:

Percorso di degustazione a 10€ comprensivo di:

· Calice e relativa taschina portabicchiere;

· Brochure informativa;

· Braccialetto/pass con cui accedere alle degustazioni;

· 5 token del valore di 1€ ciascuno con cui degustare i vini delle cantine presenti.

Per ulteriori consumazioni sarà possibile acquistare altri token in loco.

COME RAGGIUNGERCI

Base Milano è ben inserita nell’immaginario dei cittadini milanesi e facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici, si trova in Via Bergognone, 34, 20144, Milano.

PER INFORMAZIONI
Paola 02 58118803
info@winedaysitaly.it
www.winedaysitaly.it

Lingerie Day: LELO invita a svelare quello che ci hanno sempre detto di tenere nascosto

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Tutti ce l’abbiamo, la indossiamo per prima al mattino ed è l’ultimo strato che togliamo e c’è persino chi la ritiene un fetish. Ma quanto davvero sappiamo di questo lussurioso indumento? In media, una donna acquista almeno 20 completi intimi per la propria quotidianità e 15 per occasioni speciali. Fin da piccole le nostre mamme ci hanno sempre suggerito di tenere una biancheria curata, ma ben nascosta: reggiseno per sostenere e slip per coprire. Ma con il National Lingerie Day alle porte, LELO, brand leader nel mondo degli accessori per l’intimità, ti svela qualche segreto che – forse – ancora non conoscevi.
Sapevi che questo 24 aprile è il National Lingerie Day? Si celebra così quel capo che sta tra la pelle e l’abito. Per questo, ti invitiamo a spendere qualche minuto in più nella scelta della biancheria… che possa essere di buon auspicio per un brivido extra!

Chi l’ha inventata? 

Dobbiamo ringraziare gli antichi Greci per essere stati i primi ad averla utilizzata e i francesi per averle dato quel tocco sensuale che tanto amiamo.


Più di un semplice indumento

Cosa c’è sotto i vestiti conta: puoi raccontare una vera e propria storia sulla lingerie che una donna indossa.

Vestirsi per scoprirsi 

Indossare lingerie sexy aumenta la confidenza di una donna e, da questa immagine, ne celebra un’indole sicura. Mette in evidenza la bellezza del tuo corpo, aiutandoti a valorizzarlo così com’è.

È giusto e divertente approfondire i tuoi desideri e conoscere ciò che ti fa impazzire, ti aiuterà a rilassarti in situazioni speciali e a concentrarti sui tuoi bisogni.

Sperimenta con un partner discreto ma potente, ti presentiamo MIA 2!

Dal 28/4 al 1/5 Finger Food Festival Bologna – programma

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Dopo aver battuto ogni record di presenze la scorsa primavera, torna a Bologna il Finger Food Festival, la manifestazione itinerante che coniuga cibo di qualità, birre artigianali e musica live.

Dal 28 aprile al 1° maggio il Finger Food Festival si accaserà ancora in Bolognina, al Parco della Zucca, e da qui, dopo la strepitosa anteprima di inizio aprile a Firenze, darà il via al tour 2018 che nel corso della bella stagione toccherà diverse città italiane.

Per 4 giorni sarà dunque una grande festa di profumi e sapori, che vedrà come protagoniste assolute le eccellenze italiane e straniere del cibo di strada e delle birre artigianali. I carnivori non potranno lasciarsi scappare gli hamburger di chianina e il lampredotto toscani, gli arrosticini abruzzesi e la carne di Bufala campana alla griglia, o farsi allettare da sfiziosità come le bombette pugliesi o le olive ascolane. I vegetariani potranno mettere nel piatto gli sciatt della Valtellina, la mozzarella di bufala alla griglia o la arancine palermitane ripiene di melanzane. Ma tanto altro attende i golosi, compresi piatti di pesce, dolci e specialità di altre parti del mondo.

Come sempre ad accompagnare le degustazioni è prevista una ricca programmazione musicale con grandi appuntamenti live e dj sets a cura di Estragon Club.Musiche dal mondo, come da tradizione. Da segnalare ad esempio il nuovo progetto Slavi – Bravissime persone, supergruppo balcanico che riunisce componenti deiNobraino, Duo Bucolico, Supermarket e How Beats Why e che promette di trascinare il pubblico bolognese nelle danze sabato 28 aprile dopo un “warm up” in compagnia de I 3 della Banda Inferno, il nuovo slide project dei Modena City Ramblers. World music anche per la Riserva Moac, che lunedì 30 aprile porterà la sua “Babilonia” musicale al Parco della Zucca. El V and the Gardenhouse, esponenti della scena musicale meticcia, “giocheranno” in casa domenica 29 aprile, mentre tanto spazio verrà dato alla musica reggae, grazie alla presenza dei suo spagnolo Radio Reggae (29 e 30/4) e della tribute band di Bob Marley The Heathens (1/5).

Per aggiornamenti e informazioni è possibile consultare la pagina FB “Finger Food Festival” e l’evento “Finger Food Festival Bologna”, fingerfoodfestival@gmail.com

INGRESSO GRATUITO.

ECCELLENZE GASTRONOMICHE PRESENTI
Toscana: Hamburger di Chianina, Lampredotto, Peposo, Porchetta
Emilia Romagna: Gnocco Fritto, Tortellini, Spiedini Due Torri, Fritto Misto di pesce dell’Adriatico, Birrifcio Vecchia Orsa
Marche: Olive Ascolane
Puglia: Orecchiette, Burrate, Pasticciotto, Bombette della Valle d’Itria, Panzerotto, Puccia Col Polpo
Veneto: Birrificio Artigianale Lorenzetto
Abruzzo: Arrosticini
Liguria: Farinata, Focaccia Genovese

Lombardia: Sciatt della Valtellina, Birrificio Barbanera
Campania: Carne di Bufala alla Griglia e Mozzarella di Bufala alla brace
Sicilia: Pane Ca’ Meusa, Arancine, Cannoli, Stigghiola
Dal Mondo: Fish & Chips, Paella, Churros, Tacos Messicani, Carni Argentine

 

ORARI E PROGRAMMA CONCERTI:

-Sabato 28/04: aperto dalle ore 12 alle 24

h.20.30 I 3 DELLA BANDA INFERNO (Folk – Italia) – Un viaggio a Londra a vedere l’ultimo concerto dei Pogues è per tre “diversamente giovani” emiliani l’occasione di tornare ad assaporare l’ebrezza della libertà. Accompagnati dalle canzoni che più li hanno influenzati nella loro giovinezza, si ritrovano catapultati negli anni del Borgo Inferno, la loro vecchia compagnia di alcolici ribelli. Sarà una narrazione accorata e un po’ ubriaca, persa tra i vicoli scuri della città, cento pinte levate a sfidare il cielo, amori mai dimenticati, senza mai perdere quell’istinto a stare sempre e comunque dal lato soleggiato della strada. Questo è il nuovo splendido side project di tre membri dei Modena City Ramblers: Franco D’Aniello (flauto), Massimo “Ice” Ghiacci (chitarra e mandolino), Davide “Dudu” Morandi (voce e chitarra).

h.22.00 SLAVI – BRAVISSIME PERSONE (Balkan – Italia) – Progetto speciale con i musicisti dei NOBRAINO, DUO BUCOLICO, SUPERMARKET, HOW BEATS WHY che si propone di portare in giro per l’Italia e l’Europa una collezione di eccellenti brani, ingiustamente ignorati o dimenticati. I musicisti, noti nella scena “indipendente” italiana per le loro esibizioni estroverse e disinvolte, proporranno uno spettacolo gaudente e danzereccio. Arrangiamenti sbilenchi, ma mai banali. Godeteveli dal vivo… finché dura! Banda di slavi composta da: Nestor, il Presidente (NOBRAINO); Jandu, il Duca D’Abruzzo (SUPERMARKET); Rambo, il Maestro (DUO BUCOLICO); Pitone, la Mente (HOW BEATS WHY); Portone, l’Intellettuale di riferimento ( SUPERMARKET)

-Domenica 29/04: aperto dalle ore 12 alle 23

h.13.00 RADIO REGGAE (Reggae – Spagna) – torna al Finger Food il duo elettro-acustico di Barcellona composto da Oski Jah (chitarrista, cantante e leader della band mestiza Zulu 9.30, una delle più importanti realtà reggae della scena spagnola) e Topata (Batteria, Campionatori e sequenze elettroniche, anche lui proveniente dagli Zulu 9.30). Le loro influenze vanno dal reggae, alla cumbia, allo ska e il loro repertorio, oltre a brani propri, è arricchito da versioni di Bob Marley, Manu Chao, UB40, Amy Winehouse, Bruno Mars e altri, rivisitate con nuove sonorità e tanto “love”.

h.21.30 EL V AND THE GARDENHOUSE (Mestizo – Italia) – “1988 start – 2018 no stop” 30 anni di musica, energia ed impegno, centinaia di concerti, decine di collaborazioni nazionali ed internazionali, numerose iniziative a fianco delle associazioni umanitarie, tra i primi in Italia a interpretare il meticciato musicale, suonati nelle radio e dai djs di diversi continenti, da tre anni band italiana al fianco di Sergent Garcia, El V e la sua banda sono un collettivo bolognese di 10 persone, tra musicisti e cantanti, e proseguono il loro cammino con tenacia e dedizione

-Lunedì 30/04: aperto dalle ore 18 alle 24

h.20.00 RADIO REGGAE (Reggae – Spagna)

h.21.30 RISERVA MOAC (Balkan Beat – Italia) – Se incrociate a suon di hip-pop e rock le coordinate dei Dub Fx con la Fanfara Ciocarlia o quelle dei Gogol Bordellocon Dj Shantel sui binari delle robuste basi electro vi troverete nella Babilonia “glocal” della RISERVA MOAC. Un posto dove la globalizzazione è quella delle diverse bellezze culturali e sociali, non quella triste dei mercati; dove l’incontro, il confronto e la mescolanza sono all’ordine del giorno; dove la vera ricchezza è l’umanità, quella cosa bellissima che il genere umano deve recuperare. Fino ad oggi, la Riserva Moac vanta un gran numero di concerti in Italia e in Europa, un notevole carnet di riconoscimenti ed alla costante presenza in molte compilation italiane ed estere.

-Martedì 01/05: dalle ore 12 alle 24

h.12.00 DJ MISS MONEYPENNY (Electro Swing – Italia)
h.21.00 THE HEATHENS (Reggae – Italia) – tribute band di Bob Marley

Disuguaglianze e democrazia: dal Nobel Amartya Sen a Romano Prodi, fino a Simran Sethi. Ecco i Social Cohesion Days, dal 24 al 26 maggio a Reggio Emilia

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Occupazione, reddito di cittadinanza, integrazione europea, sport e inclusione sociale, salute, beni comuni e sviluppo sostenibile: sono numerosi e concreti i temi al centro dei “Social Cohesion Days”, il festival internazionale della coesione sociale, dal 24 al 26 maggio a Reggio Emilia. Tre giornate di confronto e 30 appuntamenti sulla “divisione imperfetta” della ricchezza e sulla coesione sociale in Europa e in Italia, con grandi nomi dell’economia e della politica: dal premio Nobel Amartya Sen insieme a Romano Prodi, da Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa fino alla giornalista americana Simran Sethi, inserita dall’Indipendent tra i 10 eco-eroi del pianeta

Le 42 persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio pari a quello dei 3,7 miliardi di persone più povere. Nel corso del 2017, ogni due giorni una persona è diventata miliardaria, mentre il 50 per cento più povero della popolazione mondiale non ha visto aumentare neppure di un centesimo la ricchezza a sua disposizione. Il divario tra ricchi e poveri nel mondo continua ad aumentare e ha raggiunto ormai squilibri insostenibili sia da un punto di vista etico che economico. Sebbene sia vero, infatti, che il numero di persone costrette a vivere in condizioni di povertà estrema è stato dimezzato tra il 1990 e il 2010, “le disuguaglianze sono aumentate nello stesso periodo: 200 milioni di persone in più avrebbero potuto essere salvate dall’indigenza” (dati rapporto Oxfam per il World Economic Forum 2018).

Questo crescente divario sociale sta spingendo parti consistenti della popolazione europea a identificarsi con forme di populismo e totalitarismo, indebolendo così la tenuta sociale dei sistemi democratici. Dal 24 al 26 maggio Reggio Emilia dedica tre intere giornate al dibattito istituzionale e civile su questa “divisione imperfetta” con i Social Cohesion Days, il festival internazionale della coesione sociale (www.socialcohesiondays.com), alla sua terza edizione: 30 appuntamenti – tutti gratuiti – tra conferenze, workshop, tavole rotonde, spettacoli e mostre. Protagonisti i grandi nomi dell’economia e della politica internazionale: il premio Nobel Amartya Sen, Romano Prodi, Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa, la giornalista americana Simran Sethi, inserita dall’Indipendent tra i 10 eco-eroi del pianeta.
L’obiettivo è quello di ricostruire dal basso, attraverso pensieri, pratiche e azioni, la possibilità di una reale partecipazione collettiva, globale e locale, alla “cosa pubblica”. Perché ridurre i gap, incentivare il dialogo, capire le differenze e valorizzarle sono condizioni necessarie immaginare un futuro per i sistemi democratici.

L’iniziativa è promossa da organizzazioni pubbliche e non profit: Fondazione Easy Care, Comune di Reggio Emilia e Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Reggio Emilia accoglie la terza edizione dell’evento come città che, per vocazione, mette le persone e i loro bisogni al centro del progetto di comunità.

“La coesione sociale è una necessità” è il tema di apertura: Amartya Sen, premio Nobel per l’economia nel 1998 e grande indagatore del rapporto tra democrazia e sviluppo e Romano Prodi, presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli si confrontano sul modo di ridurre i divari economici, sociali e territoriali esistenti a livello internazionale (giovedì 24 maggio, Teatro Cavallerizza). Chiudono il festival la presentazione del II rapporto annuale a cura dell’Osservatorio internazionale per la Coesione e l’Inclusione Sociale (OCIS) e un incontro dal titolo “La società civile per un manifesto della coesione sociale” a cui partecipa anche Simran Sethi, inserita nell’elenco dei “10 eco-eroi del pianeta” dal quotidiano britannico The Independent: la Sethi è una giornalista ed educatrice specializzata in cibo, sostenibilità e cambiamento sociale, nonché membro del Sustainable Society Institute dell’Università di Melbourne.
Tra questi eventi altri 30 appuntamenti, moderati da grandi giornalisti con oltre 50 relatori appartenenti a diversi mondi (università, istituzioni pubbliche, organizzazioni del terzo settore e della società civile, imprese) che affronteranno le varie facce della coesione sociale: integrazione, inclusione sociale, sviluppo sostenibile, istruzione, salute e umanizzazione delle cure, gig economy, integrazione europea, volontariato.

Il festival è anche l’occasione per presentare una selezione di esperienze concrete di coesione sociale in Italia: circa 120 progetti in totale, che spaziano dalla protezione delle categorie vulnerabili (anziani, minori, disabili) a forme innovative per la risposta ai bisogni delle comunità e l’erogazione di servizi di welfare, dalla promozione del dialogo interculturale, all’accoglienza dei rifugiati. L’obiettivo è dare avvio a un percorso di incubazione di progetti di coesione sociale, creando relazioni tra i protagonisti e sviluppando idee sostenibili e innovative.
Il festival è all’interno del cartellone del Festival per lo Sviluppo Sostenibile 2018.

Il programma completo su: www.socialcohesiondays.com
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“Il Cynar e i suoi fratelli”: un libro racconta la storia del successo della famiglia Dalle Molle

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“IL CYNAR E I SUOI FRATELLI”: UN LIBRO RACCONTA LA STORIA DEL SUCCESSO DELLA FAMIGLIA DALLE MOLLE
Nel 1948 nasceva l’aperitivo amaro della Pezziol. I suoi genitori erano Amedeo, Angelo e Mario Dalle Molle. Da oggi un volume – fortemente voluto da Antonio Dalle Molle, figlio di Mario – racconta la loro storia, che è anche quella della nostra nazione nel secondo dopoguerra: coordinato dall’esperto d’arte Marco Bertoli, raccoglie con oltre 300 scatti d’epoca, l’evoluzione del Gruppo Grandi Marche Associate che, per trent’anni, ha distribuito nel mondo non solo l’aperitivo a base di carciofo, ma anche i liquori VOV e Biancosarti. Il libro sarà presentato ufficialmente giovedì 3 maggio presso Palazzo Visconti a Milano, alla presenza di Antonio Dalle Molle

Chi ha vissuto negli anni Cinquanta non può non ricordare il Cynar: l’aperitivo a base di carciofo che Ernesto Calindri sorseggiava “contro il logorio della vita moderna”. Da oggi la sua storia, una “storia italiana irripetibile”, è raccontata nel libro “Il Cynar e i suoi fratelli”.

Oltre 300 fotografie, documenti e materiale d’archivio raccontano per immagini l’evoluzionedi un brand lanciato, curato e commercializzato dal Gruppo Grandi Marche Associate, creato dai fratelli padovani Amedeo, Angeloe Mario Dalle Molle.

Giovedì 3 maggio, a partire dalle ore 18.30, il libro sarà presentato ufficialmente a Milano, presso Palazzo Visconti, in un appuntamento su invito cui saranno presenti Antonio Dalle Molle e il coordinatore editoriale modenese Marco Bertoli, esperto d’Arte e consulente per il Dipartimento di Arte Europea del XIX secolo da Christie’s a New York e Londra.

Dalle pubblicità realizzate da Marcello Dudovich ai documenti d’archivio della storica ditta Pezziol, alle foto dei membri della famiglia di Padova che l’ha rilevata, oltre a testimonianze e ricordi: il volume, a cura di Giustina Porcelli e Simone Marzari, ricostruisce con vivacità e precisione la storia di una famiglia italiana e della sua azienda, che ha contribuito al rinnovamento post-bellico generando un nuovo stile di vita. Oltre al Cynar, il Gruppo Grandi Marche dei fratelli Dalle Molle (ceduto tra gli anni Settanta e Ottanta alla Erven Lucas Bols e poi, in seguito, acquisito dal Gruppo Davide Campari) è stato infatti proprietario di tante altre specialità, tra cui il liquore allo zabaione VOV e il Biancosarti, tanto apprezzato da Amedeo Nazzari e Telly Savalas, ovvero l’indimenticabile tenete Kojak.

A realizzare la copertina de “Il Cynar e i suoi fratelli”, edito dalla Grafiche Veneziane, è stato l’artista Paolo Franzoso che, attraverso una sorta di collage con stratificazioni sovrapposte, ha ripreso i vari loghi e le immagini che hanno fatto la storia della pubblicità non solo dei prodotti del Gruppo, ma anche italiana. Ernesto Calindri e Giorgio Gaber, oltre a Ubaldo Lay e Domenico Mudugno hanno infatti prestato i loro volti per la promozione dei prodotti del Gruppo G.M.A. che, soprattutto grazie al Carosello, dalla metà degli anni Cinquanta, entrano quotidianamente nelle case degli italiani, con spot dedicati appunto al Cynar, al Biancosarti e al VOV. Mentre nel grande cinema il liquore a base di carciofo è ad esempio presente – tra gli altri film – ne “Il Sorpasso”, quando Gassman e Trintignant ordinano “due Cynar lisci” nel bar di una stazione di servizio.

Oltre a un’efficace ed efficiente capacità produttiva i fratelli Dalle Molle nel corso della loro attività si impegnano – Angelo in particolare – per garantire una migliore qualità della vita ai loro dipendenti, e non solo. Nel 1958 Angelo lancia, a tal proposito, la rivista mensile “La via aperta al benessere di tutti”. “Il Cynar e i suoi fratelli” racconta quindi non solo la storia imprenditoriale dei fratelli Dalle Molle, ma anche il loro aspetto umano.

“Il Cynar deve il suo inarrestabile successo a una serie di fortunate commistioni: le qualità umane di Amedeo, gli innovativi ed efficaci investimenti di comunicazione promossi da Angelo e le capacità manageriali e organizzative di mio padre Mario” – spiega Antonio “Toni” Dalle Molle – oltre ovviamente al carciofo – da sempre considerato un elemento naturale e salutare – alla fitta e motivata rete commerciale e a un momento storico nel quale l’Italia aveva un gran bisogno di sognare”.

 

www.marcobertoli.com

 

Norvegia: boom di italiani in inverno

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Credits: wungenz/Foap/Visitnorway.com

Il 2018 è iniziato alla grande per il turismo in Norvegia secondo i numeri diffusi da Statistics Norway.
I pernottamenti di italiani nel gennaio 2018 hanno raggiunto quota 11.905, con un incremento del 26% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ma è soprattutto il mese di febbraio 2018 ad aver visto un vero boom di italiani, con 13.304 pernottamenti, pari al 41% in più rispetto al febbraio 2017.
Sempre più italiani hanno dunque iniziato a scegliere la Norvegia al di fuori dei canonici mesi estivi, attirati dalle esperienze invernali uniche che il Paese offre. Oltre allo sci infatti è possibile scoprire la natura artica con i suoi animali selvatici, partecipare a safari fotografici alla balena, girare con una slitta trainata da cani e vedere l’aurora boreale – spesso motivo principale del viaggio.

La maggioranza degli italiani partiti per la Norvegia nei primi due mesi del nuovo anno si è diretta nel Nord del Paese. Di questi l’82% degli italiani nel mese di gennaio e il 63% nel mese di febbraio ha scelto la regione di Troms che ha così registrato un ragguardevole aumento del 91,5% in gennaio e del 72% in febbraio, rispetto ai corrispondenti periodi del 2017. La città di Tromsø è emersa come protagonista assoluta guadagnandosi il titolo di “capitale dell’aurora boreale”.

Tra le tipologie di alloggio i viaggiatori italiani continuano a mostrare una netta preferenza per gli hotel, che rappresentano quasi il 90% dei pernottamenti totali, seguiti dalle case vacanza, dai campeggi e infine dagli ostelli.

I dati relativi ai primi due mesi del 2018 sono in linea con il quadro positivo delineatosi negli ultimi anni, in continuità con l’ottima chiusura del 2017 che aveva già sancito un forte aumento di interesse per la Norvegia in versione invernale.

“Il Cynar e i suoi fratelli”: un libro racconta la storia del successo della famiglia Dalle Molle

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Nel 1948 nasceva l’aperitivo amaro della Pezziol. I suoi genitori erano Amedeo, Angelo e Mario Dalle Molle. Da oggi un volume – fortemente voluto da Antonio Dalle Molle, figlio di Mario – racconta la loro storia, che è anche quella della nostra nazione nel secondo dopoguerra: coordinato dall’esperto d’arte Marco Bertoli, raccoglie con oltre 300 scatti d’epoca, l’evoluzione del Gruppo Grandi Marche Associate che, per trent’anni, ha distribuito nel mondo non solo l’aperitivo a base di carciofo, ma anche i liquori VOV e Biancosarti. Il libro sarà presentato ufficialmente giovedì 3 maggio – in un appuntamento su invito – presso Palazzo Visconti a Milano, alla presenza di Antonio Dalle Molle

Chi ha vissuto negli anni Cinquanta non può non ricordare il Cynar: l’aperitivo a base di carciofo che Ernesto Calindri sorseggiava “contro il logorio della vita moderna”. Da oggi la sua storia, una “storia italiana irripetibile”, è raccontata nel libro “Il Cynar e i suoi fratelli”.

Oltre 300 fotografie, documenti e materiale d’archivio raccontano per immagini l’evoluzionedi un brand lanciato, curato e commercializzato dal Gruppo Grandi Marche Associate, creato dai fratelli padovani Amedeo, Angeloe Mario Dalle Molle.

Giovedì 3 maggio, a partire dalle ore 18.30, il libro sarà presentato ufficialmente a Milano, presso Palazzo Visconti, in un appuntamento su invito cui saranno presenti Antonio Dalle Molle e il coordinatore editoriale modenese Marco Bertoli, esperto d’Arte e consulente per il Dipartimento di Arte Europea del XIX secolo da Christie’s a New York e Londra.

Dalle pubblicità realizzate da Marcello Dudovich ai documenti d’archivio della storica ditta Pezziol, alle foto dei membri della famiglia di Padova che l’ha rilevata, oltre a testimonianze e ricordi: il volume, a cura di Giustina Porcelli e Simone Marzari, ricostruisce con vivacità e precisione la storia di una famiglia italiana e della sua azienda, che ha contribuito al rinnovamento post-bellico generando un nuovo stile di vita. Oltre al Cynar, il Gruppo Grandi Marche dei fratelli Dalle Molle (ceduto tra gli anni Settanta e Ottanta alla Erven Lucas Bols e poi, in seguito, acquisito dal Gruppo Davide Campari) è stato infatti proprietario di tante altre specialità, tra cui il liquore allo zabaione VOV e il Biancosarti, tanto apprezzato da Amedeo Nazzari e Telly Savalas, ovvero l’indimenticabile tenete Kojak.

A realizzare la copertina de “Il Cynar e i suoi fratelli”, edito dalla Grafiche Veneziane, è stato l’artista Paolo Franzoso che, attraverso una sorta di collage con stratificazioni sovrapposte, ha ripreso i vari loghi e le immagini che hanno fatto la storia della pubblicità non solo dei prodotti del Gruppo, ma anche italiana. Ernesto Calindri e Giorgio Gaber, oltre a Ubaldo Lay e Domenico Mudugno hanno infatti prestato i loro volti per la promozione dei prodotti del Gruppo G.M.A. che, soprattutto grazie al Carosello, dalla metà degli anni Cinquanta, entrano quotidianamente nelle case degli italiani, con spot dedicati appunto al Cynar, al Biancosarti e al VOV. Mentre nel grande cinema il liquore a base di carciofo è ad esempio presente – tra gli altri film – ne “Il Sorpasso”, quando Gassman e Trintignant ordinano “due Cynar lisci” nel bar di una stazione di servizio.

Oltre a un’efficace ed efficiente capacità produttiva i fratelli Dalle Molle nel corso della loro attività si impegnano – Angelo in particolare – per garantire una migliore qualità della vita ai loro dipendenti, e non solo. Nel 1958 Angelo lancia, a tal proposito, la rivista mensile “La via aperta al benessere di tutti”. “Il Cynar e i suoi fratelli” racconta quindi non solo la storia imprenditoriale dei fratelli Dalle Molle, ma anche il loro aspetto umano.

“Il Cynar deve il suo inarrestabile successo a una serie di fortunate commistioni: le qualità umane di Amedeo, gli innovativi ed efficaci investimenti di comunicazione promossi da Angelo e le capacità manageriali e organizzative di mio padre Mario” – spiega Antonio “Toni” Dalle Molle – oltre ovviamente al carciofo – da sempre considerato un elemento naturale e salutare – alla fitta e motivata rete commerciale e a un momento storico nel quale l’Italia aveva un gran bisogno di sognare”.

 

Chi verrà contattato da sua futura altezza reale Meghan Markle per il matrimonio?

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Solo il meglio per i membri della famiglia reale britannica, specialmente se c’è un Matrimonio Reale da organizzare!

Per secoli, ogni casa reale ha stilato una lista delle società ritenute meritevoli di fornire beni e servizi al monarca. Oggi, circa ottocento società detengono tale riconoscimento, noto come Royal Warrant (il Mandato Reale), che può essere concesso esclusivamente dalla Regina, dal Duca di Edimburgo o dal Principe del Galles, e soltanto dopo almeno cinque anni consecutivi di servizio.

Oltre a essere un grande onore, le aziende possono dichiarare il loro legame con la Famiglia Reale, esibendo su logo e prodotti il Royal Arms (lo stemma reale britannico). Ma chi fa parte di questo club super esclusivo? Si può trovare di tutto, dal fornitore di bevande analcoliche per la Regina a quello di dentifrici per il Principe Carlo.

E allora… chi, di quella lista, verrà contattato da sua futura altezza reale Meghan Markle nelle prossime settimane?

Un tradizionale infuso britannico

Con l’avvicinarsi del giorno fatidico, Meghan sarà sicuramente molto agitata; quindi cosa c’è di meglio (o di più inglese) di una tazza di tè caldo per calmare i nervi? Fortnum & Mason(link is external) è un’istituzione londinese sin dal 1707 e lo stemma reale fu accordato ai suoi commercianti e droghieri di tè da parte del Principe di Galles nel 1955. Possiamo già immaginarci Meghan, prima del suo matrimonio, mentre sorseggia il Royal Brew, una miscela di tè creata originariamente per Re Edoardo VIII.

Vestita per l’occasione

Non è ancora stato svelato il nome di chi vestirà Meghan per il grande giorno, ma quello che sappiamo è che la futura sposa avrà l’imbarazzo della scelta. Una delle possibilità è il couturier Stewart Parvin(link is external), a Belgravia, rinomato per lo stile e il design eleganti e senza tempo degli abiti da sposa confezionati su misura. Parvin ricevette il Mandato Reale dalla Regina Elisabetta nel 2007 e per questo rappresenta oggi una scelta regale adeguata per la nostra timida sposa.

Accenni floreali

E’ la fiorista di Leicester Rosemary Hughes(link is external) che crea i mazzolini di fiori profumati -i deliziosi bouquet sfoggiati dai reali prima di Pasqua-  tra cui quelli che avrà tra le mani  la Regina, per la funzione  del Giovedì Santo. È specializzata anche in composizioni per cerimonie nuziali… ricadrà su di lei la scelta di Meghan per i fiori del suo matrimonio?

Alla ricerca dell’anello

A Mayfair, Central London, sorge la House of Garrard(link is external), la più antica gioielleria al mondo. Furono proprio  questi artigiani a realizzare l’Imperial State Crown indossata dalla Regina Elisabetta nel giorno dell’ Incoronazione, così come la tiara che prese in prestito per il suo matrimonio con il Principe Filippo. Recentemente, hanno rimodellato l’anello di fidanzamento di zaffiri e diamanti di Lady Diana, quando è passato all’attuale Duchessa di Cambridge. Nel suo grande giorno, quindi, Meghan potrebbe benissimo affidarsi alla grande esperienza della House of Garrard per i gioielli da indossare.

Profumi distintivi

Perché accontentarsi di un’eau de toilette, quando puoi indossare un profumo fatto apposta per te? Floris(link is external), nella sua sede originaria in Jermyn Street, nei pressi di St. James Square, Londra, sin dal 1730, è la più antica profumeria indipendente a conduzione famigliare al mondo e ottenne il Mandato Reale nel 1820. Se Meghan volesse scegliere un profumo distintivo, avrà a disposizione almeno tre incontri con gli esperti per creare una fragranza unica. Ma le consigliamo di affrettarsi, dato che il procedimento richiede circa sei mesi.

Un brindisi al grande giorno

Se Meghan vuole davvero integrarsi nella società britannica, sarà senz’altro così saggia da includere due drink classici al ricevimento: il gin tonic e il Pimm’s. Il Gordon’s Gin(link is external) fu il primo tra i due a ricevere il Mandato Reale nel 1925 ed è tuttora un fornitore della Casa Reale. James Pimm creò il suo primo cocktail estivo negli anni Quaranta del XIX secolo e il Pimm’s(link is external), bevanda a base di gin, erbe aromatiche, arancia caramellata e spezie, rappresenta ancora oggi la quintessenza britannica in fatto di drink; nel 2011 fu insignito del Mandato Reale.

Con così tanti fornitori di lusso tra cui scegliere, sembra proprio che Meghan potrà godersi un matrimonio da vera principessa!

In maggio a Pienza, tra fiori e capolavori d’arte

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Edizione speciale di “Pienza e i Fiori”, dal primo al 13 maggio
E a Palazzo Borgia, emerge un capolavoro di Locatelli
appartenuto al Re di Spagna, opera considerata perduta.

“Pienza ed i Fiori”, trentaduesima edizione, dal primo al 13 maggio, naturalmente nel centro storico della “Città Ideale” del Rinascimento.
Fulcro spettacolare della manifestazione – promossa da Pro Loco Pienza e Centro Commerciale Naturale “Città di Pienza” in collaborazione con il Comune di Pienza, con il contributo di Bottega Verde – sarà ancora una volta piazza Pio II, sullo sfondo della Cattedrale. La grande piazza in pietra si trasformerà, dall’1 al 13 maggio, in un meraviglioso giardino effimero. Ad offrire un colpo d’occhio imperdibile, fragilissimo e stupefacente, unico al mondo.
Molti spazi urbani saranno addobbati come per una grande festa rinascimentale. Bossi, rose rampicanti e tanti fiori orneranno le più belle zone della città.
Questo contesto d’eccezione, il 12 e 13 maggio, ultimo fine settimana della manifestazione, accoglierà l’attesissimo Mercato dei Fiori. Qui, i pollici verdi troveranno proposte e idee originali, dipanate lungo le strade dell’intero centro storico e nei vicini giardini di piazza Dante Alighieri.
Evento nell’evento, l’esposizione, a cura di Francesco Petrucci e Roggero Roggeri, nelle sale del Museo di Palazzo Borgia (dal primo maggio al 2 giugno), di uno straordinario dipinto, sino ad ora considerato perduto.
Si tratta del magnifico, luminosissimo “Paesaggio” di Andrea Locatelli (Roma 1695-1741), una delle due opere del grande paesaggista romano appartenute al Re di Spagna, classificata come “dispersa”.
La tela rappresenta un “Paesaggio laziale con veduta fantastica del tempio della Sibilla a Tivoli, con pastori e armenti in primo piano”.
La riemersione di questo autentico capolavoro è stata stimolata proprio dalla manifestazione pientina. In ogni edizione di “Pienza ed i Fiori” è infatti consueta la presentazione, in Palazzo Borgia (tutti i giorni tranne il martedì, orario: 10,30-13,30/14,30-18,00), di un dipinto che documenti un giardino, una natura morta o un paesaggio e, negli anni, molte sono state le opere di livello notevole che hanno avuto la funzione di testimonial della manifestazione.
L’olio su tela di Andrea Locatelli spicca in questa pur notevole tradizione. Per la qualità indiscutibile del dipinto, innanzitutto. Ma anche per le sue particolari vicende.
Il dipinto (cm. 74×136), che sarà esposto a Pienza, si può considerare come un importante ritrovamento in quanto si tratta, come si evince dal sigillo sul retro, di uno dei due soli quadri che Locatelli, uno dei massimi esponenti della pittura romana di paesaggio, ha eseguito, nel 1735, per il Re di Spagna e fino ad ora considerati perduti.
Cosa porta gli storici dell’arte a descrivere questo come uno dei due quadri del Re di Spagna? Diversi elementi oggettivi.
Il dipinto, innanzitutto, reca sul retro, ben leggibile, un sigillo in ceralacca della casa reale Borbone di Spagna e Borbone di Napoli e Sicilia il cui capostipite è Carlo di Borbone (1716-1788) conosciuto come Carlo III di Spagna.
Il sigillo raffigura l’unione dei due stemmi relativi al regno di Napoli e Sicilia, a sinistra e lo stemma del regno di Spagna, a destra.
L’unica commissione documentata di Locatelli per i Borbone è quella di due sovrapporte, a tutt’oggi considerate perdute, raffiguranti paesaggi, commissione che l’artista romano ottenne per intercessione di Filippo Juvarra, nel 1735, per il Palazzo Reale della Granjia di San Ildefonso a Madrid, fatto costruire dal padre di Carlo III, Filippo V, dal 1721 al 1739. Tutto ciò si evince da una lettera di Locatelli a Juvarra, datata 19 ottobre 1735. Le due opere sono andate perdute ma la presenza dei sigilli reali sul nostro dipinto e le dimensioni perfettamente compatibili per un sovrapporta, ci fanno presupporre che, con buona certezza, ci troviamo davanti ad uno dei due dipinti perduti, commissionati da Filippo V ed ereditati, una volta salito al trono di Spagna (1759), da Carlo III che, evidentemente, nel corso di un inventario dei beni reali, volle far apporre il proprio sigillo al retro delle opere.
Questi ed altri approfondimenti saranno pubblicati nel catalogo curato da Francesco Petrucci, Direttore del Museo del Barocco Romano di Ariccia.

Info: info@ufficioturisticodipienza.it
www.ufficioturisticodipienza.it
Tel. 0578/748359; 0578/749905