Tutta la Magia di Depero alla Fondazione Magnani-Rocca

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Depero in più di 100 opere, nella Villa dei Capolavori
A raccontare un artista che seppe “dispensare meraviglia”

Dinamico, poliedrico, brillante. Dal 18 marzo al 2 luglio 2017 la Fondazione Magnani-Rocca ospita una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo, presso Parma. Oltre cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, abiti, mobili, disegni, progetti pubblicitari, per celebrare il geniale artefice di un’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, al teatro.

La mostra è frutto della collaborazione istituzionale fra il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e la Fondazione Magnani-Rocca, ed è curata da Nicoletta Boschiero, già autrice di storiche ricognizioni su Depero, e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione.

Il futurista Depero si schiera contro i modelli comuni provocando la rottura di schemi obsoleti grazie ad un lavoro creativo che, oltre all’estro, richiede tempo, sapienza, organizzazione. Spirito di sacrificio abbinato alla volontà un po’ folle di andare oltre il limite, dettando regole nuove in continuo mutamento: ancor oggi l’artista ci appare come dispensatore di meraviglia.

La mostra è articolata in cinque capitoli:
Irredentismo e futurismo. La formazione alla Scuola Elisabettina e l’adesione futurista
Teatro magico. Chant du rossignol, Balli plastici, Anihccam
La Casa del mago. La produzione artistica tra design e artigianato
New York. Depero Futurist House
Rovereto. Verso il museo
a interpretare il percorso futurista dell’autore, analizzandone i ruoli peculiari di sperimentatore, scenografo, mago, pubblicitario e infine maestro.

L’esposizione prende avvio dai primi passi dell’artista in Irredentismo e futurismo, dagli esordi roveretani fino al periodo romano quando, nel 1915, firma con Giacomo Balla il manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, che custodisce il sogno di un’opera d’arte totale, capace di inglobare tutti i linguaggi della ricerca artistica.

Il teatro magico inizia col balletto Chant du rossignol commissionato nel 1916 a Depero da Sergei Diaghilev, e prosegue coi Balli plastici, nati dalla collaborazione con Gilbert Clavel. Il movimento sulla scena dell’automa è meccanico e rigido, le marionette riportano ai valori dell’infanzia, del sogno, del gioco, del magico.

A Rovereto nel 1919, finita la guerra, Depero dà vita a un suo grande sogno, quello di aprire una Casa d’arte futurista, specializzata nel settore della grafica pubblicitaria, dell’arredo e delle arti applicate e, in particolare, in quello degli arazzi. Dal 1921 la casa d’arte, grazie all’apporto della moglie Rosetta Amadori e di alcune lavoranti, lavora a pieno ritmo, creando una importante produzione artistica differenziata.

Nel 1928, dopo i successi ottenuti nelle principali esposizioni nazionali e internazionali, Depero e Rosetta si trasferiscono a New York. Il loro soggiorno negli Stati Uniti dura ventiquattro mesi, dal novembre 1928 all’ottobre 1930. Qui l’artista apre la Depero’s Futurist House, una sorta di filiale americana della casa d’arte di Rovereto. Incontra dopo dieci anni Leonide Massine direttore artistico del Roxy Theatre che lo coinvolge come scenografo.

Negli anni cinquanta, al ritorno da un secondo viaggio negli Stati Uniti, l’artista progetta e realizza, grazie anche alla collaborazione del Comune di Rovereto, il primo museo futurista, una insolita e originale consacrazione della sua opera.

Il catalogo dell’esposizione, edito da Silvana Editoriale, prevede i saggi di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi, gli apparati di Ilaria Cimonetti oltre alla riproduzione di tutte le opere esposte.

DEPERO il mago
Fondazione Magnani-Rocca, via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 18 marzo al 2 luglio 2017. Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).
Lunedì chiuso, aperto lunedì di Pasqua, lunedì 24 aprile e lunedì 1° maggio.
Ingresso: € 10,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: Tel. 0521 848327 / 848148 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Il martedì ore 15.30, il sabato ore 16.30 e la domenica e festivi ore 11.30, 16, 17, visita alla mostra Depero e al confronto Cézanne/Morandi con guida specializzata; è consigliato prenotare via email a segreteria@magnanirocca.it , oppure presentarsi all’ingresso del museo fino a esaurimento posti; costo € 15,00 (ingresso e guida). Ristorante e Caffetteria nella corte del museo.
Mostra e Catalogo a cura di Nicoletta Boschiero e Stefano Roffi
il catalogo (Silvana editoriale) presenta interventi di Nicoletta Boschiero, Mauro Carrera, Matteo Fochessati, Alessandro Nigro, Stefano Roffi; apparati di Ilaria Cimonetti.

Info: www.magnanirocca.it

BE COMICS ! tutte mostre in programma a Padova

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Be Comics!
a Padova, dal 17 al 19 marzo 2017
Un Festival di nuova concezione
tra fumetto, pop culture e divertimento.

Comunicato stampa

Da marzo a giugno, sei esposizioni tra fumetto e animazione: fra tavole e materiali originali, approfondimenti tematici, grandi autori e protagonisti dell’immaginario italiano e internazionale, da Dylan Dog allo studio d’animazione Hanna & Barbera.

Fumetto, games, cosplay e cultura pop saranno i protagonisti di Be Comics!, il festival internazionale che dal 17 al 19 marzo animerà le vie, le piazze e i palazzi storici di Padova, cuore culturale del Nordest. La manifestazione, organizzata dal Comune di Padova – Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche in collaborazione con Arcadia Arte, offrirà un’ampia gamma di appuntamenti pensati per il pubblico di ogni età.

Il programma delle mostre è stato pensato sia per un pubblico attento alle nuove tendenze nel fumetto, sia per visitatori interessati ad approfondire o ritrovare temi e protagonisti che hanno segnato la storia dell’animazione. Lo spirito è quello di portare lo spettatore alla scoperta di nuovi protagonisti del panorama contemporaneo mantenendo sempre vivo l’interesse al passato ed ai suoi maestri.

La Galleria Samonà, situata in via Roma, una delle principali direttrici che unisce le piazze del centro storico padovano, accoglierà Hanna & Barbera Artworks: Cartoni in tv, incredibile mostra di preziose tavole originali, aperta al pubblico da venerdì 17 marzo a domenica 26 marzo.

Il Centro culturale Altinate San Gaetano di Padova, cuore dell’area dedicata al fumetto e manga, ospiterà due mostre dedicate alle reciproche influenze nel fumetto tra Italia e Giappone, una rassegna sulla collana Dylan Dog Color Fest – che ha segnato la creatività di Sergio Bonelli Editore nell’ultimo decennio – e un “dietro le quinte” della lavorazione del manifesto del festival, realizzato da Lorenzo ‘LRNZ’ Ceccotti.
Le esposizioni sono visitabili da domenica 12 marzo a domenica 14 maggio.

Nella splendida cornice dell’Orto Botanico troverà la sua collocazione ideale la mostra di Sandro Cleuzo L’arte di creare personaggi. Un divertente percorso tra i disegni originali del character design brasiliano che ha dato l’anima ad alcuni dei più bei personaggi della Disney.
La mostra è visitabile dal 17 marzo al 25 giugno.

Per garantire la massima fruizione, tutte le esposizioni sono a ingresso libero, ad eccezione della mostra di Sandro Cleuzo L’arte di creare personaggi, che sarà visitabile acquistando il biglietto dell’Orto Botanico.


DA VENERDÌ 17 MARZO AL 26 MARZO

Galleria Samonà, via Roma
HANNA & BARBERA WOW! FANTASIA IN MOSTRA: CARTONI IN TV
In mostra originali tra disegni, illustrazioni e maquettes dello studio Hanna & Barbera, uno dei più importanti e prolifici studi d’animazione tra gli anni ‘60 e ’90 che vanta la creazione di oltre 400 serie e più di 1000 personaggi dei cartoni animati. Il materiale esposto è una rassegna di successi memorabili e un viaggio nella storia della famosa casa di produzione americana, un’occasione per ripercorrere il processo creativo che va dalla nascita dei personaggi su carta alla loro messa in onda sugli schermi. Conosceremo quindi autori come Alex Toth, Iwao Takamoto, Bob Singer, Willie Ito e Jerry Eisenberg, che per ben 50 anni hanno reso grande lo studio, divertendo più generazioni con un’animazione meno dettagliata di quella Disney, ma dotata di sintesi efficace e innovativa tanto nello stile quanto nelle idee narrative.
Dal 17 al 19 marzo orario continuato: 10- 19
Dal 20 al 26 marzo orario 16-19
Ingresso libero

DA DOMENICA 12 MARZO A DOMENICA 14 MAGGIO
Centro culturale Altinate San Gaetano, via Altinate 71
DYLAN DOG COLOR FEST
In occasione dei dieci anni dal suo debutto in edicola, una rassegna dei temi, autori e stili grafici di una delle collane che più hanno segnato il rinnovamento generazionale di Sergio Bonelli Editore. Da supplemento annuale a serie trimestrale, la collana antologica di Dylan Dog ha contribuito non solo a rafforzare la produzione Bonelli di testate a colori – oggi decisiva per Orfani, Martin Mystère o Mercurio Loi – ma è stata un’autentica palestra per la sperimentazione di nuovi stili grafici e nuovi autori. Portando a Dylan Dog talenti dalla forte personalità creativa, talvolta persino ‘eccentrici’, Dylan Dog Color Fest si è rivelata uno dei più efficaci anelli di congiunzione tra il fumetto “d’autore” e l’intrattenimento seriale.

DA DOMENICA 12 MARZO A DOMENICA 14 MAGGIO
Centro culturale Altinate San Gaetano, via Altinate 71
MANGA IN ITALY
La mostra presenta per la prima volta, un percorso ragionato sulla presenza di luoghi e ambientazioni italiane nella vasta produzione di manga. Dall’epoca dell’Impero romano alla Venezia del futuro, attraversando il Rinascimento e il Dopoguerra fino ai nostri giorni, sono molti i manga che hanno ambientato le proprie storie in Italia. Jojo, Thermae Romae, Cestvs, Master Keaton e altri: l’attenzione riservata all’Italia da tanti manga di grande successo e qualità ha contribuito a diffondere in Asia (e non solo) l’interesse per la nostra Storia e identità, toccando aspetti che vanno dall’arte, allo sport, al cibo. Da Cesare di Fuyumi Soryo ad Arte di Kei Ohkubo, da Gantz di Hiroya Oku a I Am a Hero di Kengo Hanazawa, Manga in Italy offre una panoramica sui principali temi e opere di questo filone ‘speciale’ del fumetto giapponese. La mostra è realizzata in collaborazione con gli editori Star Comics, Panini Comics, J-POP, Kappalab, Ren Books.

DA DOMENICA 12 MARZO A DOMENICA 14 MAGGIO
Centro culturale Altinate San Gaetano, via Altinate 71
VIAGGIO A TOKYO
Un’esposizione dedicata all’opera Viaggio a Tokyo di Vincenzo Filosa, autore di uno dei più sorprendenti graphic novel italiani degli ultimi anni. Le tavole originali del suo libro, esposte in mostra, ripercorrono il viaggio di un occidentale un po’ sprovveduto nella capitale del Giappone. Un omaggio agli eroi e ad alcuni protagonisti ‘dimenticati’ della Storia dei manga, un’avventura che racconta lo spaesamento di un italiano, un appassionante percorso di ricerca artistica, sulle orme dei maestri del manga gekiga Tsuge Tadao e Tsuge Yoshiharu.


DA DOMENICA 12 MARZO A DOMENICA 14 MAGGIO

Centro culturale Altinate San Gaetano, via Altinate 71
LRNZ 4 BE COMICS!
Schizzi, disegni originali, materiali di produzione e versioni ‘alternative’ del manifesto creato dall’artista per la prima edizione di Be Comics! Una sorta di dietro le quinte della lavorazione di un singolo disegno – o meglio, un’immagine ‘nata’ da un disegno – che testimonia la complessità tecnica e concettuale che si nasconde dietro alle grandi affiches. Un’occasione per esplorare, in un solo dettaglio, la potenza del segno e dell’immaginazione dell’autore di Golem, Astrogamma e Monolith.

Orario delle mostre al Centro culturale Altinate San Gaetano:
dal 17 al 19 marzo orario continuato: 10-19
dal 21 marzo al 14 maggio orario: 10-14, 15-19 lunedì non festivi chiuso.
Ingresso libero

DA VENERDÌ 17 A DOMENICA 19 MARZO
Palazzo Zuckermann, Corso Garibaldi 33
SAINT SEIYA – L’EPICA GIOVANILE DEGLI ANNI OTTANTA
La mostra propone, per la prima volta in Italia, un percorso ragionato attraverso la storia, l’arte e il lascito culturale della celebre serie I Cavalieri dello Zodiaco. Nata nel 1985 col manga d’azione di Masami Kurumada, la saga dei Cavalieri di Atena ha assunto i suoi caratteristici tratti sontuosi solo a partire dall’anime prodotto da Toei Animation, il quale alle intuizioni originali affiancava lo stile elegante del maestro dell’animazione Shingo Araki.
Con un centinaio di pezzi da collezione, disegni originali degli autori, riproduzioni, materiale d’epoca e parte della sterminata produzione modellistica, la mostra si propone come un viaggio nel mondo e nell’epica del primo ciclo delle storie di Saint Seiya, Guerra Galattica, legato alle origini della serie. In esclusiva viene inoltre esposta per la prima volta una fedele riproduzione dell’armatura del Sagittario realizzata in scala 1:1.
La mostra padovana si qualifica come una straordinaria anticipazione di un più ampio progetto espositivo, un’imponente opera di riscoperta del mito che comprenderà anche le successive evoluzioni e produzioni legate a I Cavalieri dello Zodiaco.
Orario continuato 10-19
Ingresso libero

DA VENERDÌ 17 MARZO A DOMENICA 25 GIUGNO
Orto Botanico Giardino delle Biodiversità, via Orto Botanico 15
SANDRO CLEUZO: L’ARTE DI CREARE PERSONAGGI
Un’incredibile mostra di disegni originali realizzati dall’artista brasiliano e tratti da famosi film ai quali ha lavorato, come Anastasia di Don Bluth e Gary Goldman, La principessa e il ranocchio (Walt Disney Animation Studios), Il gigante di Ferro (Warner Bros), Angry Birds – Il Film e il candidato all’Oscar 2017 come Miglior Film d’Animazione Kubo e la spada magica.
Un percorso alla scoperta dell’intero processo che porta l’artista a creare personaggi di successo, dall’idea alla carta: layout, tudi e illustrazioni di persone, animali e creature fantastiche, in un viaggio tra centinaia di personaggi realizzati in 20 anni di carriera per il cinema di animazione e per il mondo dell’illustrazione. Sandro Cleuzo insegna animazione e Character design all’Accademia Nemo di Firenze e sarà uno degli ospiti della manifestazione.
Orari: marzo 9-19 da aprile a giugno 9-19
Mostra gratuita con biglietto d’ ingresso all’ Orto Botanico

Per informazioni: www.becomics.it

And the Oscar Goes to… Clinica Baviera calca la Walk of Fame in anteprima

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Il conto alla rovescia è già iniziato, la Notte degli Oscar, l’evento cinematografico più rinomato dell’anno è in arrivo e per ingannare l’attesa fino al 26 Febbraio, Clinica Baviera (www.clinicabaviera.it), Istituto Oftalmico Europeo, calca la Walk of Fame in anteprima, svelando i nomi dei protagonisti della scena hollywoodiana che hanno deciso affidarsi al trattamento Laser per  dire addio agli occhiali da vista: perché recitare senza occhiali, è tutta un’altra cosa!

Da Brad Pitt, candidato come migliore attore per L’Esercito delle 12 Scimmie e Il Curioso Caso di Benjamin Button a Nicole Kidman, premiata come miglior attrice protagonista in The Hours, da Cindy Crawford, top model e attrice, a Ewan McGregor, eroico Obi-Wan in Guerre Stellari, e Kim Kardashian, passando per Elton John e Carlos Santana, sono molte le celebrità che hanno fatto ricorso al Laser, per migliorare la vista.

Fight Club non avrebbe sortito lo stesso effetto se Brad Pitt si fosse dovuto mettere gli occhiali o avesse fermato le riprese per cambiarsi le lenti a contatto! Adesso che anche la storica love-story con Angelina Jolie si è conclusa, e il presunto flirt con Marion Cotillard durante le riprese del film Allied, il nostro Brad dovrà aguzzare la vista, guardandosi bene intorno.

E che dire della bellissima Nicole Kidman? La bionda attrice australiana, nominata nella categoria “Attrice non protagonista” per Lion, già dal 2007 si era affidata alla tecnica Laser per correggere il suo difetto visivo. La Kidman ha più volte affermato che “era come camminare alla cieca”. Seducente e ammaliante in Moulin Rouge, tenebrosa in The Others, sensuale e peccaminosa in Eyes Wide Shut non si è certo contenuta nell’entusiasmo, affermando quanto fosse bello riuscire a vedere le persone, quando le si avvicinavano per un autografo o una foto. Cara Nicole, da quando hai abbandonato gli occhiali, leggere i prossimi discorsi di ringraziamento agli Oscar sarà un gioco da ragazzi!

Dalla bionda alla rossa: sapevi che anche Julianne Moore, premio Oscar nel 2015 per Still Alice, ha seguito le orme della collega, dicendo addio a lenti a contatto e occhiali?

Concludiamo la lista di star con una mora doc: Courtney Cox! L’attrice, nel 2004 dopo la fine della serie tv FRIENDS, ha trasformato i propri occhiali in un “vecchio incubo”, proprio come le storie incantante raccontate in Bedtime Stories, di cui è protagonista.

Ma durante la cerimonia degli Oscar, sul palco non mancano neppure emozionanti esibizioni canore. E tra i big della musica internazionale, sapevi che anche Elton John ha abbandonato i suoi occhiali multicolor? Il Sir della musica ha deciso di eliminare per sempre l’inconveniente di non riuscire a leggere le note degli spartiti.

Last but not least: Kim Kardashian! Sapevi che nel 2012, dopo l’uscita di Guilt Trip, singolo contenuto nell’album  Yeezus del marito Kanye West, ha subito prenotato l’intervento Laser? Il motivo sta proprio nella canzone: Kanye, infatti, affermava quanto odiasse gli occhiali da vista della moglie.

“Oggi indossare occhiali da vista è vissuto come un peso da sempre più persone-  spiegano i medici di Clinica Baviera Italia –  specialmente da professionisti che fanno della propria immagine un lavoro, come gli attori e gli artisti in generale. Vedere bene è fondamentale e oggi, grazie alle moderne tecniche, alla rapidità di esecuzione e ai risultati straordinari che si possono ottenere, i trattamenti Laser sono sempre più richiesti e finalmente alla portata di tutti”.

Quest’anno, in attesa dei prossimi gossip, vivi con Clinica Baviera la scintillante notte degli Oscar!

Clinica Baviera è un istituto oftalmico privato, non in franchising, presente in Europa con oltre 70 cliniche (Italia, Spagna, Germania e Austria). In Italia è a Milano, Torino e Varese. E’ inoltre convenzionata con le principali assicurazioni italiane. Fondata oltre 25 anni fa, Clinica Baviera ha fatto del miglioramento della qualità della vista delle persone la sua ragione d’essere. www.clinicabaviera.it – www.facebook.com/ClinicaBavieraItalia/

CLERICI: Omaggio a Savinio

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39 disegni originali che hanno dato vita a quel capolavoro del divertissement culturale di Fabrizio Clerici che è Alle cinque da Savinio, è oggetto di una preziosa esposizione a cura di Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli fondatori della Galleria del Laocoonte che sarà ospitata nella prestigiosa Galleria Fondoantico di Tiziana Sassoli in via de’ Pepoli, 6E.
I disegni, tracciati a mano libera, quasi sempre con un pennarello rosso fine, vengono proposti in mostra accanto ad una attenta selezione di opere di Alberto Savinio. Tra esse, Maria Antonietta e Luigi XVI, disegno per una delle tavole dei Processi Celebri, un Tiresia monocolo dallo scaligero Oedipus rex di Strawinskij, un’acquarello di Poltromamma ed ancora, un disegno preparatorio per un Ritratto di Signora con testa d’uccello dal becco a spatola.
La mostra, rievocando la celebre pubblicazione affidata nel 1983 all’edizione di Franca May, fa rivivere l’amicizia fra Savinio e Fabrizio Clerici che di quel volume illustrato fu l’autore delle tavole e il committente. L’arte di Clerici sarà presente in mostra anche con il suo dipinto Il sogno di Lessing, dedicato, non a caso, al Laocoonte. Con questa citazione infatti si inanella un ciclo, perché è oggi la Galleria romana del Laocoonte a conservare 39 tavole dell’omaggio a Savinio qui esposte.

Fabrizio Clerici, con un naso così importante e nobilmente adunco, poteva sembrare a prima vista un rapace, ma bastava ascoltare la sua voce educata, i suoi discorsi raffinati in cui erano spesso incastonate, nel suo italiano di milanese vissuto a Roma sin da bambino, qua e là parole e frasi francesi, per capire che egli non era uccello da preda, ma piuttosto un distintissimo trampoliere, una gru, un airone, a cui madre natura aveva dato per sopravvivere il dono supremo dell’eleganza e lunghe gambe dall’alto delle quali poter osservare la bassa corte in cui razzoliamo noi bipedi ordinari.
Così quando quest’artista surreale e metafisico, nel 1983, fece stampare presso le edizioni di Franca May, il volume di illustrazioni “Alle Cinque da Savinio”, con prefazione di Leonardo Sciascia, tutti videro, nel repertorio ornitologico in 48 tavole, in cui uccelli di ogni razza interpretavano come in “tableaux vivants” le scene di vita quotidiana e le cerimonie di un’umanità borghese ormai scomparsa, un esercizio estremo nel genere dell’autoritratto: non nel rappresentare se stessi, ma tutti gli altri come se stessi.
Eppure non sappiamo se Fabrizio Clerici fosse cosciente di questo risultato. Il pittore, lo scrittore a cui l’omaggio è dedicato, Andrea De Chirico (Atene 1891 – Roma 1952) in arte e per i posteri ormai Alberto Savinio, invece lo sapeva. Quando ritrasse se stesso si rappresentò – si vide – con una testa di civetta su di un corpo umano, caro ad Atena Dea dell’intelletto e simbolo del notturno studio. E dalle favole di Esopo fino alle Scene della Vita degli Animali di Grandville, rappresentare gli uomini come bestie è sempre stata arte di caricatura e satira sociale. Satira garbata, di un borghese che mette in caricatura i borghesi pari suoi, ma pur sempre caricatura, che è come dice il nome, mettere in ciò che si rappresenta di più di ciò che gli occhi vedono. Meglio, nel caso di Savinio, vedere la vera immagine della persona al di là degli ingannevoli tratti somatici umani: così anche la Madonna dell’Annunciazione può divenire uno struzzo o un uccello dal becco a scarpa, un’elegante Signora con Ventaglio un casuario o una papera, un eroe classicamente nudo portare sopra il collo la testa di un gallo o di un germano reale. Forse gli uccelli, se si potessero vedere così, se ne potrebbero avere a male, ma non la borghesia per la quale Savinio dipingeva, quando ancora si facevano ritratti “seri” di Signore con Ventaglio o quando il Duce del Fascismo poteva venir rappresentato seriamente nudo come un eroe grecoromano.

Fabrizio Clerici (Milano 1913 – Roma 1993) è stato l’ultimo surrealista, l’ultimo metafisico, non tanto d’Italia, ma di una cosmopoli elegante che ha esalato il suo canto del cigno prima del ’68, prima dell’ineluttabile volgarità trasversale di massa che tutto ha travolto sotto la mascheratura delle provocazioni d’avanguardia. “Il Minotauro che accusa sua Madre”, “Il Sonno Romano”, “Le Confessioni palermitane”, sono da considerarsi ancor’oggi, e forse oggi ancora di più, dei legittimi capolavori. Da Savinio lo separavano ventidue anni, eppure con Savinio ebbe tra guerra e dopoguerra un sodalizio di cui rimane concreta testimonianza scritta in “Ascolto il tuo cuore città” (1944), passeggiata e divagazione letteraria in giro per Milano in cui il giovane Clerici è continuamente evocato come compagno e deuteragonista – cioè secondo attore. Due anni prima, un’introduzione di Savinio aveva accompagnato dieci litografie di “Capricci”, che lo scrittore afferma in modo lusinghiero doversi guardare “col terzo occhio che al dire degli stoici ci portiamo al sommo del cervello, e col quale guardiamo i sogni”.

Trent’anni dopo la morte dell’amico, Clerici si divaga di un’inverno di malattia riempiendo un piccolo album di Scene di Vita di Volatili borghesi, ritratti alla maniera di Savinio, spesso in camere e sale metafisicamente spoglie, impegnati nella liturgia sociale di una belle époque che par precedere la prima guerra mondiale. Un tempo lontanissimo che però Savinio aveva vissuto, cantato in prosa ne “L’Infanzia di Nivasio Dolcemare”, e trasfigurato nei suoi quadri ritraendo in modo visionario le vecchie foto della sua famiglia dove i genitori si trasformano in confortevoli poltrone da salotto.

Galleria Fondoantico di Tiziana Sassoli, Bologna- via de’ Pepoli, 6E
ORARI: 10.00-13.00 15.00-19.30 ( aperto tutti i giorni)

Per Informazioni: Galleria del Laocoonte, tel. 06 68308994
Galleria Fondantico, tel. 051 265980

Sito internet: http://www.laocoontegalleria.it/bologna-clerici-omaggio-a-savinio-dal-19-al-28-marzo-2017/

Steve McCurry al Brescia Photo Festival 2017.

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Brescia Photo Festival 2017
People
Brescia, Museo di Santa Giulia, MOCA e altre sedi
7 – 12 marzo. Grandi mostre sino al 3 settembre


Presentazione della Mostra

Steve McCurry. Leggere
Museo di Santa Giulia

In occasione di Brescia Photo Festival 2017, in prima mondiale, Santa Giulia propone Steve McCurry. Leggere. La mostra è collegata alla fortunata serie di immagini che McCurry ha riunito in un magnifico volume, che è anche un best seller del settore a livello mondiale. Ma quelle pubblicate nel volume saranno solo alcune delle foto che popoleranno la più ampia mostra che il noto fotoreporter statunitense proporrà a Brescia sul tema della lettura curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari, da Roberto Cotroneo. Un’imperdibile produzione di Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre, realizzata in collaborazione con SudEst57 e con un progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi.

Invito

Milano, Biblioteca Parco Sempione
(gc dal Comune di Milano)
Viale Miguel de Cervantes – zona Montetordo
Giovedì 16 febbraio 2017, ore 11

Interverranno

Emilio Del Bono
Sindaco di Brescia

Laura Castelletti
Vicesindaco di Brescia
Assessore alla Cultura, Creatività e Innovazione

Luigi Di Corato
Direttore di Fondazione Brescia Musei

Alberto Rossetti
Amministratore Delegato Civita Mostre

Biba Giacchetti
Curatrice della Mostra

Peter Bottazzi
progettista dell’allestimento

A Reggio Emilia tutta la grafica di Lica e Albe Steiner.

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Fondazione Palazzo Magnani, Comune di Reggio Emilia insieme a Coop Alleanza 3.0, presentano la mostra “Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana” dal 11 febbraio al 16 aprile 2017, presso la Sinagoga di via dell’Aquila a Reggio Emilia.
Non è un caso che questa mostra – dopo Milano, Museo del Novecento e Firenze, Museo degli Innocenti – venga realizzata a Reggio Emilia.

A Albe Steiner si deve la progettazione del marchio originale Coop del 1963, la sua applicazione sugli imballaggi coordinati e l’allestimento del primo magazzino a libero servizio Coop, che fu proprio quello di Reggio in Corso Garibaldi, studiato in funzione dell’individuazione dei reparti e dei prodotti. Lo stesso marchio Coop venne poi ridisegnato da Bob Noorda d’accordo con Lica Steiner.
A Reggio non è nato solo il primo magazzino Coop ma è nato lo stesso movimento cooperativo, che da un secolo e mezzo contribuisce a plasmare la storia sociale ed economica di questo territorio.

A rendere “speciale” e ancora più “appropriata” per Reggio Emilia questa mostra, è la scelta del luogo dove allestirla: l’antica Sinagoga della città di Reggio Emilia, recentemente restaurata dal Comune. Nel 1938 Albe Steiner sposa Lica diminutivo di Masal (nome ebraico corrispondente a Matilde) e insieme si distinguono per l’impegno professionale e civile che ha contrassegnato la loro vita, iniziato durante gli anni bui del fascismo, cementato nella lotta di Resistenza e proseguito poi con la didattica e la comunicazione sociale.
L’edificio ottocentesco di via dell’Aquila – di straordinaria bellezza, dall’interno luminoso e monumentale, decorato con colonne e affreschi – ha riacquistato, con il restauro, l’antico splendore e le forme pesantemente compromesse da un bombardamento nel corso del secondo conflitto.
È questa grande, silenziosa aula, nella sua austera eleganza, ad accogliere in modo naturale, le creazioni della coppia di grafici.

La mostra, curata da Anna Steiner e progettata dallo studio Origoni-Steiner, propone una panoramica sul lavoro di quello che è riconosciuto come uno dei sodalizi professionali e personali più fecondi della grafica italiana. Viene presentata la produzione del loro Studio L.A.S. dai primi lavori del 1939 fino alla Liberazione e al viaggio in Messico (1946-1948), in una narrazione scandita dalle diverse sezioni – ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità e allestimenti, marchi, presentazione di prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, formazione professionale – per arrivare infine a toccare anche l’attività di Lica, dal 1974, anno in cui muore Albe, alla sua scomparsa, nel 2008.

La loro storia personale, la loro unione “intellettuale” li ha visti così inseparabili da essere chiamati da loro stessi e dagli amici i ‘Licalbe’, un’unica identità. Il loro lavoro fu caratterizzato da quella che spesso è stata definita una poetica dell’ottimismo, da una fiducia dichiarata nel presente e nel futuro, credendo che l’impegno in prima persona, professionale, didattico potesse segnare la differenza e una distanza abissale dal buio della guerra e del fascismo.

Nel 1939 aprono insieme uno studio di grafica e lavorano alla stampa clandestina antifascista. Appena terminata la guerra sono tra i fondatori dei Convitti della Rinascita, curano due mostre a Palazzo Reale sulla Liberazione e sulla Ricostruzione e sono redattori grafici de “Il Politecnico” diretto da Elio Vittorini. Partono, poi, alla volta del Messico per riunire la famiglia di Lica, e si trovano a lavorare con i muralisti tra cui Siqueiros, Rivera e altri e Hannes Meyer, tra gli esuli della scuola Bauhaus. Rientrano in Italia per partecipare alle prime elezioni libere del 1948, dove riprendono il loro lavoro professionale.

Gli Steiner furono, senza dubbio, protagonisti e interpreti della rinascita culturale italiana nel dopoguerra, insieme a intellettuali come Vittorini e Calvino. Proprio a Calvino si deve un ricordo speciale di Albe all’indomani della sua morte sulle pagine dell’Unità “per Albe il piacere dell’invenzione formale e il senso globale della trasformazione della società non erano mai separati”.
Anna Steiner, figlia di Albe e Lica, insegna presso il Politecnico di Milano, architetto, lavora nel campo degli allestimenti e della grafica nello studio Origoni Steiner, porta avanti l’eredità dei genitori e testimonia il loro contributo alla cultura del Novecento diffondendo i loro ideali pedagogici e democratici e le loro idee progettuali tutt’oggi innovative.

La mostra che la Fondazione Palazzo Magnani, insieme a Coop Alleanza 3.0, e la curatrice Anna Steiner propongono a Reggio Emilia conduce lo spettatore in un viaggio nel passato recente e nel luogo straordinario in cui l’unione tra due persone diventa motore di mondi nuovi.

L’esposizione è l’ultima parte di un progetto di diffusione della vita e delle opere degli Steiner promosso da Ardaco e sostenuto da Coop, iniziato sette anni fa con la realizzazione del film documentario Linea Rossa. Insieme per un Progetto di cambiamento di Enzo Coluccio e Franco Bocca Gelsi (Ardaco-Orda d’Oro, 2009) in cui una intensa Lica ha lasciato la sua ultima testimonianza diretta, insieme a quella di amici, famigliari, artisti come Arnaldo Pomodoro e Francesco Leonetti. (Il film sarà presente in mostra).

“Con questa mostra – afferma Davide Zanichelli, Presidente “Fondazione Palazzo Magnani” – la nostra Fondazione si fa carico di un ruolo rilevante per la città e il territorio. Usciamo infatti dalle sole sale della nostra storica sede espositiva per animare, in accordo con il Comune, spazi diversi. E’ il riconoscimento al lavoro che Palazzo Magnani ha compiuto in questi anni ed è l’avvio di un percorso culturale che intendiamo rendere originale, stimolante e condiviso”.

SCHEDA INFORMATIVA

LICALBE STEINER
Alle origini della grafica italiana
a cura di Anna Steiner
progetto di allestimento e grafica dello Studio Origoni Steiner
realizzazione della Fondazione Palazzo Magnani
con Coop Alleanza 3.0

Sede
Sinagoga – Via dell’Aquila Reggio Emilia

Orari
da venerdì a domenica – 10/13 e 15/19
da lunedì a giovedì solo per le scuole (su prenotazione)

Ingresso 5 €
Ingresso ridotto Soci Coop Alleanza 3.0 3€
Studenti fino ai 18 anni 3 €
Ingresso Mostra Liberty in Italia + Licalbe Steiner 12 €

Contatti:

per informazioni e prenotazioni
Palazzo Magnani – Biglietteria Tel. 0522 454437 – 444446 – info@palazzomagnani.it

Modenantiquaria è pronta a far 31!

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Modenantiquaria: da 31 anni la regina delle mostre mercato d’alto antiquariato

Dall’11 al 19 febbraio si rinnova l’appuntamento con Modenantiquaria, la manifestazione internazionale di alto antiquariato che inaugura la sua XXXI edizione a ModenaFiere. L’evento modenese si è affermato come una delle mostre mercato più apprezzate d’Europa grazie alle rarità dei suoi tre saloni: Modenantiquaria, Excelsior e Petra

La bellezza non ha età, si dice. Ma tante volte gli anni e i secoli accompagnano la grande bellezza. Modenantiquaria quest’anno punta a un’edizione da record: la storica manifestazione torna a ModenaFiere dall’11 al 19 febbraio ponendo grande attenzione alle gallerie ospiti, ai contenuti e agli allestimenti di livello.

Il restyling della storica proposta modenese, che ModenaFiere ha messo in atto lo scorso anno, ha ottenuto i risultati sperati, facendo tornare il sorriso sul volto di molti antiquari. “Per Modenantiquaria numero 31 puntiamo a rafforzare il nostro primato tra le manifestazioni fieristiche del settore in Italia e intendiamo concretamente cominciare a scalare l’Europa”. A ribadire l’ambizioso obiettivo è Paolo Fantuzzi, Amministratore Delegato di ModenaFiere, forte dei brillanti risultati della scorsa edizione della manifestazione.
“Quest’anno abbiamo deciso di alzare ulteriormente l’asticella della qualità, perché oggi abbiamo la certezza di poter offrire agli antiquari italiani e internazionali e al nostro pubblico, un luogo e un’occasione imperdibili. Una scena dove cultura, passione e affari si muovono bene, insieme”.

Sono oltre 100 e tutte di altissimo livello le gallerie presenti a Modenantiquaria: tra queste ci sono anche importanti new entry dall’estero, come la Galleria Lampronti di Londra, tra le cui opere spicca una tela settecentesca di Michele Marieschi che raffigura Venezia e l’imbocco del Canal Grande; Caviglia arriva da Lugano, e porta un rarissimo gruppo in maiolica della Manifattura Dallari di Sassuolo, su modello di Pietro Giraud, del 1764 circa. La prestigiosa Galleria Robilant+Voena di Milano propone niente meno che un San Pietro e una Maddalena del Guercino dal valore inestimabile; Longari Arte, anch’essa di Milano, propone una Madonna col Bambino del 1710 di Pierre Jean-Hardy; Maurizio Nobile di Bologna porta a Modena uno schizzo a penna e inchiostro bruno su carta bianca di Donato Creti (inizio ‘700) che raffigura “Cristo di fronte a Caifa”; Fondantico, sempre di Bologna, con “Il trionfo di Flora”, del pittore modenese seicentesco Francesco Stringa; Enrico Gallerie d’Arte, con sede a Milano e Genova, presenta un quadro di Silvestro Lega (“Campagna con figura femminile”), fra i maggiori esponenti del movimento dei macchiaioli; e ancora Robertaebasta (Milano), direttamente da inizio ‘900 con una maschera in bronzo di Adolfo Wildt e un mobile in radica di Gio Ponti. E poi tra i “big” ci sono la Galleria Bottegantica, con spazi espositivi a Bologna e Milano, specializzata nei dipinti italiani dell’Ottocento e di inizio Novecento, e la Galleria Apolloni di Roma, che spazia dai dipinti e disegni antichi alla scultura, dagli oggetti d’arte ai mobili, dagli argenti antichi pregiati ai marmi classici.

L’Associazione Antiquari d’Italia, oltre a patrocinare la manifestazione, quest’anno è presente con un raffinato spazio collettivo che accoglie i visitatori all’inizio del percorso: qui 10 importanti gallerie antiquarie espongono altrettanti pezzi selezionati appositamente per Modenantiquaria; sono presenti: Carlo Orsi, Fabrizio Moretti, Walter Padovani, Bruno Botticelli, Dario Ghio, Sandro Morelli, Galleria D’Orlane, Domenico Piva, Enrico Frascione e Copetti Antiquari.

Modenantiquaria è organizzata da ModenaFiere col patrocinio dell’Associazione Antiquari d’Italia, Associazione Antiquari Modenesi e FIMA, la Federazione Italiana Mercanti d’Arte; sponsor della manifestazione è BPER Banca.

La manifestazione è un’ottima occasione per chi cerca investimenti durevoli: con oltre 35 mila presenze nel 2016, è la mostra d’alto antiquariato più visitata d’Italia, con un’altissima percentuale di pubblico propensa all’acquisto. Modenantiquaria può contare su un bacino d’utenza molto vasto, interessato all’arte o agli investimenti alternativi: si tratta di un pubblico fidelizzato, composto per la maggior parte da professionisti e operatori economici, residenti non solo in Emilia, ma anche in tutto il territorio nazionale, con picchi dal Veneto, dalla Lombardia e dalla Toscana.

Modenantiquaria: l’alto antiquariato nell’arredo d’interni
Il Salone dell’alto antiquariato è il nucleo originario della manifestazione: l’esposizione è organizzata secondo una rigorosa planimetria, che si rivela al visitatore favorendo la scoperta delle meraviglie esposte dalle singole gallerie, con infiniti spunti per l’arredamento di interni raffinati ed esclusivi. Tra le tante opere esposte dalle gallerie presenti, il pubblico di appassionati potrà ammirare e acquistare mobili dal ‘500 allo stile Decò, dipinti, ceramiche e maioliche, oggetti d’arte, gioielli e orologi, tappeti, antiquariato orientale, precolombiano e africano. I colori, le luci e le simmetrie dell’allestimento contribuiscono poi con la ricercatezza e l’equilibrio della composizione a esaltare il pregio e l’unicità delle opere.

Petra: XXIV Salone di Antiquariato per parchi e giardini
Unica rassegna di questo genere in Europa, da oltre vent’anni Petra è diventata sinonimo di antiquariato per esterni. Nello splendido giardino indoor il migliore antiquariato per parchi e giardini fa bella mostra di sè per un pubblico sempre più vasto. Con una proposta selezionata di antichi arredi per esterni e preziosi elementi architettonici di recupero, Petra evoca atmosfere en plein air e suggerisce un uso creativo nelle ristrutturazioni edili di materiali eterogenei: fontane, colonne, capitelli, antichi vasi in cotto, pavimentazioni per esterni e interni, inferriate e cancelli, porte e camini. Qui le aree verdi diventano oggetto di architettura ed esaltano il valore dell’immobile. Petra continua a crescere: aumenta la varietà delle proposte, il pregio dei materiali architettonici, la presenza di un pubblico affezionato e l’apprezzamento degli operatori del settore.

Excelsior: XVI Rassegna di pittura Italiana dell’800
Excelsior giunge quest’anno alla sua XVI edizione. Excelsior è l’unica rassegna di questo genere in Italia: focalizza l’attenzione sulla pittura italiana del tardo ‘800, con piccole incursioni nell’arte del primo ‘900, tra avanguardie e persistenze, e si pone come prestigiosa vetrina per raffinate opere d’arte. Le gallerie presentano un vastissimo repertorio di pittura del XIX secolo, all’interno del quale sono presenti opere dei maggiori autori delle varie scuole regionali italiane: dai macchiaioli toscani ai pittori napoletani, dai veneti agli scapigliati lombardi, senza tralasciare gli autori emiliani e meridionali.

Modenantiquaria segue i seguenti orari: dal lunedì al mercoledì dalle 15.00 alle 20.00, dal giovedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.00. Biglietto intero: euro 15
Biglietto ridotto: euro 12
E’ possibile acquistare online sul sito il biglietto al prezzo ridotto di 12 €

Infoline:
ModenaFiere, tel. 059 848380 www.modenantiquaria.it

Magnum e Life, la storia in mostra a Cremona

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La mostra, per la prima volta in assoluto, intende analizzare il rapporto fra la celebre rivista americana Life e l’agenzia fotografica Magnum Photos, ed in particolare i reportage realizzati dai fotografi membri dell’agenzia che vennero pubblicati da Life, il fortunato settimanale creato nel 1936 Henry Luce, già editore di Time. Ad un anno dalla sua nascita Life tirava cinque milioni di copie conquistandosi un ruolo che solo la diffusione della televisione minò, portandola alla chiusura nel 1972.
Il nuovo medium, la tv, riusciva a proporre con più immediatezza ciò che era stato il patrimonio di Life: il racconto per immagini.
Life con i suoi contenuti editoriali, ma soprattutto grazie al suo contenuto iconografico, contribuì a creare una identità e una cultura nazionale americana, dagli anni della grande depressione alla guerra del Vietnam, identità che poi venne esportata a livello internazionale.
La dimensione del fenomeno delle grandi riviste illustrate richiese alla agenzie fotografiche nuovi modelli. Robert Capa, David Seymour, Henri Cartier-Bresson e George Rodger, tutti con una notevole esperienza “sul campo”, diedero vita a Magnum. Il progetto si basava sulla tutela del lavoro del fotografo. Attraverso la formula della cooperativa, i fotografi diventavano proprietari del loro lavoro, prendevano decisioni collettivamente, proponevano autonomamente alle testate i propri lavori e rimanevano proprietari dei negativi, garantendo così un pieno controllo sulla corretta diffusione delle proprie immagini.
Magnum mise assieme le migliori capacità ed esperienze del mondo della fotografia, ma senza sottostare alle richieste dei committenti.
La mostra si focalizza proprio sul rapporto fra queste due entità, per analizzare come importanti reportage riferiti ad eventi importanti del XX secolo, e realizzati da grandi maestri della fotografia membri di Magnum, vennero trasferiti all’interno delle pagine di Life.
Due figure importanti che rivestirono un ruolo importante in questo rapporto furono Robert Capa e John Godfrey Morris. Il primo, ideatore e co-fondatore della Magnum nel 1947 e Morris, uno dei più grandi photo editor del Ventesimo secolo, responsabile dell’ufficio londinese di LIFE durante la Seconda guerra mondiale e dopo il conflitto, redattore esecutivo della storica agenzia Magnum.
La mostra, curata da Marco Minuz, è pertanto un viaggio all’interno di nove reportage fotografici realizzati da grandi maestri che vennero editati dalla rivista americana ed ebbero grande diffusione, ma al contempo grande impatto sull’opinione pubblica.
La mostra prende avvio dal lavoro di Philippe Halsman, che su Life pubblicò centinaia di fotografie e decine di copertine. Ritratti come quelli di Marylin Monroe, Salvator Dalì o Mohamed Ali.
Seguono due reportage storici di Werner Bischof, il primo dedicato alla grande carestia del Bihar in India nel 1951 e il successivo alla Corea realizzato nel 1952. In entrambi, impegno e sensibilità sociale vengono trasmessi con un senso estetico notevole.
Un altro reportage entrato nella storia è quello di Dennis Stock su James Dean. Sono fotografie di grande intimità che svelano la personalità del divo del cinema, poco prima della sua tragica scomparsa.
Per promuovere “Misfits” (“Gli spostati”), celebre pellicola di John Huston, sceneggiata da Arthur Miller e protagonisti come Marylin Monroe, Clark Gable e Montgomery Clift, a Magnum venne data l’esclusiva di seguire le fasi realizzative. Per questo Magnum schiera sul set nove suoi membri: Eve Arnold, Cornell Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davidson, Elliot Erwitt, Ernst Haas, Erich Hartmann, Inge Morath e Dennis Stock. Le loro immagini ci portano dentro la macchina del grande cinema americano degli anni ’60.
Duro e drammatico il racconto che Bruno Barbey offre della guerra del Vietnam e di ciò che vi accadde oltre e all’interno del fronte. Queste immagini furono tra le ultime ad essere pubblicate su Life, poco prima della sua chiusura.
Accanto a un percorso cronologico, la mostra propone una serie di emozionanti “stanze” monografiche. A cominciare dalle immagini che Henri Cartier-Bresson nel 1954 trasse dal suo lungo viaggio dentro l’URSS.
Poi Robert Capa, di cui vengono proposti i tre storici reportage, quello sulla guerra civile spagnola, le cui immagini sono icone della storia della fotografia, così come lo sono le successive immagini dello sbarco in Normandia, unica testimonianza diretta di quella epica impresa; e infine la Guerra di Indocina dove egli trovò la morte.
Accanto alle immagini, la mostra espone le edizioni originali di LIFE e spezzoni video che permetteranno di contestualizzare i reportage.
“LIFE – MAGNUM, attraverso la forza comunicativa delle immagini che riunisce – afferma il curatore Marco Minuz – conduce a riflettere sulla fotografia e sulle sue implicazioni, sul rapporto con la carta stampata, sulle trasformazioni tecnologiche avvenute nel mondo della comunicazione e sulla forza che questi reportage ebbero nella nostra coscienza civile”.

LIFE – MAGNUM è parte del progetto italiano per i 70 Anni di Magnum, che propone mostre oltre che a Cremona, anche a Torino (Camera) e Brescia (Brescia Photo Festival).

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana editoriale.

Mostra a cura di Marco Minuz
Organizzata da Magnum Photos, Unomedia
Con il supporto di MdV Friends
Con il patrocinio di Comune di Cremona

Con il supporto della aziende che sostengono il Museo del Violino di Cremona, MdV friends.


Apertura: 4 marzo – 11 giugno 2017

PER INFORMAZIONI
info@mostramagnumlifecremona.it
tel 0372- 808804

ORARI: martedì al venerdì ore 10.00-18.00; sabato e domenica ore 10.00-19.00
Lunedì chiuso
BIGLIETTI: 8 euro (Intero) ; 6 euro (ridotto); 3.50 euro ( scuole)

Ingresso “con biglietto integrato” INTERO € 15 (con biglietti 7 euro MdV + 8 euro Mostra Magnum) RIDOTTO € 10 (con biglietti 5 euro MdV + 5 euro Mostra Magnum); SCUOLE € 8,50 (con biglietti 5 euro MdV + 3,50 euro Mostra Magnum

Honor sbarca su Tinder per un San Valentino fuori dagli schemi e lancia un talent: in palio l’appuntamento perfetto per gli utenti più creativi e coraggiosi!

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Festeggia San Valentino con Honor e Tinder! Il brand di smartphone per i nativi digitali festeggia nel suo stile la festa degli innamorati approdando su Tinder: per la prima volta in Italia un brand attiva una partnership con l’app di dating mobile per offrire agli utenti un’esperienza unica.

 

Dal 6 al 23 febbraio Tutti gli utenti di Tinder potranno incontrare il profilo di Honor durante la loro ricerca dell’anima gemella. L’amore di una vita non si trova tutti i giorni, il miglior brand di smartphone sì! Gli utenti che saranno in sintonia con Honor perché “It’s a match” saranno invitati a partecipare a un talent che Honor lancia per premiare tutti coloro che a San Valentino non hanno ancora trovato l’anima gemella.

Quindi quest’anno, niente romanticherie, rose rosse e cuoricini, Honor ancora una volta rompe gli schemi e stavolta premia i single, soprattutto quelli che sanno ridere di se stessi!

Partecipare al talent è semplicissimo e aperto a tutti: basta cliccare al link http://bit.ly/TinderPRHonor e postare su Instagram una foto fingendo, nel modo più ironico e divertente possibile, di avere una dolce metà usando gli hashtag #Honor4Single e #Honor6X.

 

Dal 21 Gennaio i grandi romanzi del 2000 destinati a diventare dei grandi classici di domani.

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Ah, il piacere della lettura, i bei libri da sfogliare e tramandare, l’odore della carta.

 Dal 21 Gennaio i grandi romanzi del 2000 destinati a diventare dei grandi classici di domani.

Mordecai Richler – Emmanuel Carrère – Haruki Murakami – Elizabeth Strout – Niccolò Ammaniti – Jonathan Franzen – Roberto Saviano – Alice Munro – David Grossman e tanti altri.

I libri più intensi, amati e premiati di inizio secolo raccolti in una collana unica.
Storie coinvolgenti, personaggi indimenticabili, scritture sorprendenti.
Lasciati incantare dalle loro pagine.ci dicono, già adesso, qualcosa di noi che non riusciamo a capire. Ce la mostrano da lontano: qualcosa di noi proiettata al futuro. Qualcosa, per esempio, di un ragazzo (Foer, Ogni cosa è illuminata) che si mette a viaggiare con un nonno “melanconico e cieco”, cercando di riempire per tempo il vuoto che lascerà. Di un adolescente che somiglia a Kafka (Murakami, Kafka sulla spiaggia) e ha perso la capacità di ridere, non ride da così tanto che non ricorda più come si fa, ascolta Prince e legge le Mille e una notte. Ma anche di un adolescente che corre per le strade della sua città (Grossman, Qualcuno con cui correre), Gerusalemme, “assalito dalla vita”; di un padre e un figlio curvi su una collezione di francobolli mentre piove da ore (Oz, Una storia di amore e di tenebra)
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