Estinzioni. Storie di animali minacciati dall’uomo. Mostra all’Orto Botanico di Padova

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Sul prato caracolla un grosso ippopotamo. A fargli compagnia un rinoceronte e un gorilla. Tra palme e banani della foresta tropicale, all’interno delle grandi serre, occhieggia un orangotango. Negli spazi dell’area congressuale ti osservano bellissimi ghepardi e zebre.
Ad accumunare queste “presenze” negli spazi del Giardino della Biodiversità dell’Orto Botanico, è una parola che restituisce il senso della gravità di una minaccia: “Estinzioni”.
Perché queste magnifiche bestie – assieme a molti altri vertebrati (di terra, di mare e d’aria) – sono minacciate dai comportamenti dell’uomo: dall’eccessivo inquinamento alla caccia, dalla pesca selvaggia fino alla distruzione dell’habitat naturale, divenuto teatro (e spesso vittima) di molte attività umane.

“Estinzioni. Storie di animali minacciati dall’uomo” è insieme un’installazione artistica e un percorso di conoscenza della Natura e dei suoi protagonisti: gli animali e le piante.
L’esposizione padovana rappresenta la conclusione di un progetto di ricerca nazionale, coordinato da Telmo Pievani – evoluzionista e divulgatore – e promosso dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il MUSE- Museo delle Scienze di Trento e FEM2 di Milano Bicocca, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Questa mostra completa idealmente il percorso avviato con “Estinzioni. Storie di catastrofi e altre opportunità”, allestita al MUSE di Trento fino al 26 giugno, dedicata ai fenomeni delle estinzioni storiche.
La selezione degli animali e la cura delle schede ad essi relative è stata curata da Paola Nicolosi, conservatrice del Museo di Zoologia dell’Università di Padova.

“L’impoverimento degli ecosistemi causato dalle attività umane – precisa il professor Pievani – si aggrava di anno in anno e sta causando la cosiddetta Sesta Estinzione, cioè un’estinzione di massa della biodiversità paragonabile alle cinque grandi catastrofi che si sono intervallate nel passato geologico. Non è un’impresa di cui Homo sapiens possa andare fiero. L’estinzione riguarda tanto le piante quanto gli animali, legati le une agli altri da un destino comune. Il destino raccontato in questo progetto espositivo di sensibilizzazione verso la conservazione che si accompagna a una ricerca nazionale di mappatura e catalogazione dei tantissimi vertebrati estinti o minacciati presenti nelle ricchissime collezioni museali italiane”.

Quella di Padova è una mostra–evento, della durata di tre mesi, che mette insieme le sculture dell’artista Stefano Bombardieri, autore del ciclo The Faunal Countdown, con modelli realizzati ad hoc e animali tassidermizzati provenienti dal Museo di Zoologia e di Veterinaria dell’Università di Padova, dalle collezioni di specie protette del Museo Cappeller e del Museo di Storia Naturale di Bassano del Grappa.

Un racconto che vede al centro 34 animali collocati nel loro ambiente naturale, dalla foresta tropicale alla savana, dal bosco dei climi temperati alle aiuole del Mediterraneo fino ai deserti africani e del Centro America, che debbono, loro malgrado, temere l’uomo e le sue minacce.
Tutti a grandezza naturale, tutti bellissimi, fieri e tutti a rischio di estinzione.

Ad aprire idealmente il percorso è un modello di Dodo, estinto fin dal 1600, autentica icona delle estinzioni provocate dall’uomo. Ma ad introdurre i visitatori all’Orto botanico e a sorprenderli lungo i viali dell’Arboreto saranno un elefante africano e una tigre siberiana, opera di Stefano Bombardieri, un artista che da diversi anni ha fatto proprio, con esiti di grande bellezza e forza, il tema della Natura minacciata. The Faunal Countdown approda così all’Orto Botanico con i suoi animali che interpellano chi li ammira ricordando, sulla loro pelle, il tempo che li separa dalla scomparsa. A farlo è un led luminoso, posto sul dorso, che indica quanti esemplari di quella specie sono ancora in vita e quanto tempo manca alla loro estinzione. Come sottolinea Maria Livia Brunelli, curatrice dell’artista bresciano: “I grandi animali di Bombardieri conducono il visitatore in un universo apparentemente fantastico ma altrettanto drammatico, grazie al senso di straniamento che la loro dimensione è in grado di indurre. Così lo stupore iniziale lascia il posto alla riflessione sull’attualissimo tema della salvaguardia della biodiversità. Giganteschi animali (oltre all’elefante e alla tigre, a Padova sono esposti il gorilla, l’ippopotamo e il rinoceronte), inermi testimoni della loro estinzione, diventano monumenti al futuro del nostro Pianeta, offrendo un importante esempio di come l’arte contemporanea possa fornire chiavi di lettura per sensibilizzare verso tematiche di grande urgenza etica”.

Il percorso prosegue e tra la vegetazione delle serre, all’interno della vasca tropicale o ai margini del bosco temperato, compaiono orangutan e piccoli anfibi del Madagascar, pappagalli e panda, coccodrilli e la Tartaruga delle Galapagos, estinta nel 2012. Questi modelli di animali sono messi così in relazione con il loro ambiente naturale, a volte in dialogo con la pianta di cui si nutrono, altre posti quasi in opposizione alla specie vegetale dalla cui coltivazione intensiva sono minacciati.

Infine, la terza sezione, forse la più ‘interpellante’. Perché di essa sono protagonisti animali bellissimi, catturati come trofei da esibire (dal lupo al muflone, dal bisonte al leopardo, dal ghepardo alla zebra). Animali che oggi sono patrimonio dei Civici Musei di Bassano del Grappa e giungono eccezionalmente a Padova per divenire quasi un monito, con la loro immota bellezza, alla minaccia costituita dalla caccia illegale.

Collateralmente a questa grande mostra – installazione, l’Orto Botanico attiva una serie di “Altri percorsi” dedicati alla fotografia, illustrazione d’autore e didattica.
A partire da una mostra didattica (allestita nelle gallerie espositive della Serra Tropicale, nel Giardino della Biodiversità) dal titolo “Le salvi chi può. Dal grande al piccolo, tutto quello che possiamo fare per la salvaguardia delle foreste”, curata da FSC Italia. La accompagna un “Racconto fotografico delle Foreste del Borneo” sviluppato attraverso gli scatti dei fotoreporter di IAmExpedition.
Gli animali della giungla è il titolo di una ulteriore mostra allestita nel cuore dell’Orto Antico, nell’Ex Serra dell’Araucaria. Sandro Cleuzo – brasiliano, character designer e animatore di fama internazionale vi propone una serie di sue illustrazioni d’autore.
Nel weekend del 25 e 26 marzo, due giorni di laboratori didattici dedicati al racconto e alla scoperta delle specie animali. Una collaborazione che vede fianco a fianco l’Orto Botanico di Padova e il Parco Natura Viva, che si ripeterà a favore del pubblico anche dal 27 aprile al 1° maggio.

Informazioni: 049.8273939 / info@ortobotanicopd.it
Prenotazioni per l’anteprima gratuita: www.prenotazioniortobotanicopd.it/estinzioni

Dal 21 marzo al 26 giugno la visita della mostra Estinzioni è compresa nel biglietto d’ingresso all’Orto Botanico.

Parma e il Mondo nelle fotografie di Carlo Bavagnoli.

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Fondazione Cariparma propone, nella sue sede di Palazzo Bossi Bocchi, un omaggio a Carlo Bavagnoli, fotografo di fama internazionale che nel 2000 ha generosamente donato alla stessa Fondazione il suo prezioso archivio (29.385 tra provini, positivi, diapositive e negativi) oltre alla corposa raccolta di 1.500 tra rari libri e riviste internazionali di fotografia.

La mostra Parma e il Mondo nelle fotografie di Carlo Bavagnoli giunge a completamento del lavoro di riordino, catalogazione e digitalizzazione dell’Archivio Carlo Bavagnoli; fondo che, per completezza e interesse storico e documentario, oltre che artistico delle immagini, è di rilievo internazionale: 2.445 sono le schede di catalogo e relativa digitalizzazione, suddivise in 34 argomenti che rispecchiano scrupolosamente le scelte e l’ordine voluto da Bavagnoli stesso.

Ad essere proposta nella sale di Palazzo Bossi Bocchi è una selezione ragionata di questo immenso, importantissimo patrimonio; immagini scelte per “raccontare” la carriera di Bavagnoli: le sue erano foto “che non avevano bisogno di una didascalia per essere capite… che sapevano imporsi per la loro forza emotiva, per il loro rigore assoluto”, com’era nella filosofia di LIFE. Alta professionalità mischiata a sublime invenzione, la sua. Nessuna ideologia, ma solo la forza dell’immagine, in una alternanza di toni leggeri e racconti dolorosi. “Bavagnoli si rivela fondamentalmente il fotografo del racconto umano, quello capace di suscitare emozioni. Racconto al quale egli stesso partecipa vivendo pienamente ogni singola esperienza, lasciandosi trasportare in un pieno coinvolgimento e restituendo immagini che, nella complessa articolazione della sequenza, si caratterizzano per una esplicita tensione narrativa in grado di restituire tutta la verità e la spontaneità dei fatti”, annota Rita Ladogana in uno studio a lui dedicato.

La prima delle due sezioni della mostra propone una potente sequenza di fotografie originali stampate dal Bavagnoli stesso (gentilmente prestate da Orazio Tarroni delle Grafiche Step): sono quelle da lui selezionate per la stampa, nel lontano 1961, di un volume, Cara Parma, testimonianza del suo affettuoso legame col capoluogo emiliano; frutto del clima culturale che ha caratterizzato la Parma degli anni ‘60-‘70 (ricordando le frequentazioni di Bavagnoli con Roberto Tassi, Attilio Bertolucci e Pietrino Bianchi) fu in assoluto il primo volume di foto d’autore riservato ad una città italiana. Il volume venne pubblicato grazie alla lungimiranza di Pietro Barilla.
Le immagini di Cara Parma, saranno poi riprese l’anno seguente sia da LIFE sia dal Times londinese, decretando la fama internazionale di Bavagnoli.

La seconda sezione dell’esposizione propone una galleria di scatti (alcuni dei quali sono ormai entrati nell’immaginario collettivo) che ripercorrono la straordinaria attività di Bavagnoli in ogni parte del mondo grazie alla collaborazione, l’unico fra i fotografi italiani, con la prestigiosa rivista americana LIFE.
Pochi come lui hanno saputo cogliere situazioni e protagonisti, dalla gente di Trastevere al racconto della terra emiliana, dai reportage negli Stati Uniti ai grandi momenti della storia (l’apertura del Concilio Vaticano II, la morte di Giovanni XXIII) sino alla serie dei “ritratti” che raccontano il XX secolo attraverso i suoi protagonisti (da Gadda a Bertolucci, da Visconti a Maria Callas e Bernstein). Immagini la cui “anima” è data anche dall’ardita sperimentazione di nuove tecniche fotografiche, dalla doppia esposizione, ai filtri, agli scatti macro.

La mostra vede esposti anche i numerosi libri di Carlo Bavagnoli: Gente di Trastevere, Verdi e la sua terra, Il romanico e le Valli Piacentine, Piacenza nelle sue stagioni, Armonie, Costantino Nivola, ritorno ad Itaca, Sardegna 1959: l’Africa in casa, Immagini anni ’60, Archivio fotografie libri.
La mostra è corredata da un catalogo (Grafiche Step editore) che ripropone il testo di Attilio Bertolucci scritto in occasione della ristampa del 1993 di Cara Parma, oltre ai saggi di Corrado Mingardi e dell’équipe che ha curato il progetto di catalogazione, Silvia Alvarez, Elisa Bini, Antonella Ramazzotti.

L’evento è inserito nel calendario delle celebrazioni per i 2200 anni della fondazione della città di Parma.

Eventi collaterali alla mostra saranno conferenze a tema e visite guidate il cui calendario sarà consultabile sul sito www.fondazionecrp.it
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Mostra
“Parma e il Mondo nelle fotografie di Carlo Bavagnoli”
Palazzo Bossi Bocchi (Strada al Ponte Caprazucca, 4 – Parma)
dal 1° aprile al 28 maggio 2017
– Inaugurazione Venerdì 31 marzo 2017, ore 18
A cura di Carlo Bavagnoli, Corrado Mingardi, Francesca Magri, Orazio Tarroni
Organizzazione: Fondazione Cariparma in collaborazione con Artificio Società Cooperativa

INGRESSO GRATUITO

Giornate di apertura e orari:
martedì e giovedì 15.30 – 18.00
sabato e domenica 10.00-12.30; 15.30-18.00
16 aprile chiuso
per informazioni e prenotazioni:
museo@fondazionecrp.it; guide@fondazionecrp.it

Nelle giornate di apertura della mostra sarà possibile visitare le Collezioni d’Arte della Fondazione Cariparma.

Dori Milano ed Absolut. Ancora una eccellenza di un designer israeliano.

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Nei giorni frenetici della Design Week milanese c’è solo un posto in cui il popolo del design può trovare buon cibo, sfiziosi cocktail, ottima musica e idee innovative: si chiama Street Food Experienceed è l’appuntamento gourmet che animerà dal 4 al 9 aprile il Giardino Ventura di Lambrate, da sempre il distretto più creativo e anticonformista del Fuorisalone.

Ispirato ai mercati metropolitani internazionali, Street Food Experience nasce da un’idea di Gianluca Perrelli, Andrea Carletti e Carlo Portioli, professionisti nella comunicazione, nel design e nel digital marketing, e si propone di diventare il nuovo punto di riferimento nel mondo della ristorazione “temporary”, puntando su menu di qualità e location non convenzionali.

Durante il Fuorisalone, nel Giardino Ventura di Lambrate sarà allestito un vero e proprio mercato dedicato allo street food d’autore: 15 food truck proporranno il meglio del cibo di strada nel panorama italiano e internazionale, dal kebab vegano all’hamburger gourmet, dalle alette di pollo fritte alla pizza napoletana.

E’ così che mercoledì 5 aprile 2017dalle ore 18.00  Absolut,famosissimavodka del gruppo Pernod Ricard, crea un ponte fra Design e Mixology presentando la lampada *Absolut111 by Dori Milano* una creazione dell’artista Dori Hazan studiata e creata con una magnum Absolut di 4.5 litri in esclusiva per il Salone del Mobile Milano 2017.

Durante la serata verrà presentato anche il gruppo degli Absolut Collectors, organizazione di pù di 2.000 collezionisti in tutto il mondo che si dedicano a collezionare le edizioni limitate più rare ed esclusive al mondo con in mostra alcune bottiglie di Absolut Limited Edition.

Dalle 18.00 si potrà anche scoprire e degustare il cocktail *Absolut111*studiato appositamente per la serata.

Ventura Garden di Lambrate

Via Ventura 12, Milano

Dal 4 al 9 aprile 2017

Dalle 10 alle 22

Ogni giornata sarà scandita da tre appuntamenti che faranno scoprire al pubblico le ultime tendenze nel mondo del food e del design.

FOOD & DESIGN

12.00_15.00

Per la “pausa pranzo” uno chef rinomato lavorerà fianco a fianco con i food truck per realizzare la sua personale ricetta ispirata al cibo di strada. Tra gli ospiti Eugenio Roncoroni (Ristorante Al Mercato, Milano), Takeshi Iwai (Ristorante Ada e Augusto, Gaggiano), Dario Cecchini (Antica Macelleria Cecchini, Panzano in Chianti), Cesare Battisti (Ratanà, Milano) e Riccardo Gaspari (El Brite de Larieto, Cortina d’Ampezzo) e molti altri. Sous-chef d’eccezione sarà Tamu McPherson, blogger, fotografa e trendsetter, che racconterà la ricetta in inglese in tempo reale e, dopo pranzo, intratterrà il pubblico con il Tamu’s Café.

STREET & FOODTECH

15.00_18.00

Le più promettenti start-up nel mondo del food presenteranno i loro modelli di business e le esperienze nel dinamico mondo del Food Tech. Da Quomi a Webeers, da Viniamo a Cortilia, i nuovi protagonisti della ristorazione digitale condivideranno con i visitatori della Design Week le loro storie di successo.

MIXOLOGY, DESIGN & MUSIC

18.00_21.00

Liquori, cocktail e long drink incontrano il mondo della musica. Ogni giorno al tramonto un Dj-Set accompagnerà le alchimie dei mixologist del momento.

Il programma aggiornato sarà disponibile nella pagina Facebook dedicata all’evento: https://www.facebook.com/events/1284692668274664/

Street Food Experience

Nato da un’idea di Gianluca Perrelli (Managing Director for Buzzoole, Founder di Kiver, Manager per Sounday e Vitaminic), Andrea Carletti (Founder e CEO di Street Food Mobile) e Carlo Portioli (Manager per Vodafone e Vitaminic).

Inaugurato nel dicembre 2015 con il suo primo format SKIBOX a Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco, il collettivo Street Food Experience nel 2016 gestisce in esclusiva l’offerta food & beverage di Milano Lambrate in occasione del Fuorisalone. Ispirato alle esperienze degli urban food market internazionali,Street Food Experience si propone come nuovo punto di riferimento nel mondo della ristorazione “temporary”, puntando su menù di qualità e location non convenzionali.

 

Dori Milano

Brand creato dall’artista e designer israeliano Dori Hazan che fonde light design, ricerca delle forme, innovazione e lusso. Le creazione Dori Milano sono oggetti esclusivi, la cui unicità è garantita dall’idea e dal concept e dalla produzione artigianale fatta a mano. www.dorimilano.com ABSOLUT Brand del Gruppo Pernod Ricard. Ogni goccia di Absolut Vodka è prodotta a partire da ingredienti che provengono dalla zona circostante la nostra distilleria di Åhus, un minuscolo villaggio medievale della contea della Scania in Svezia. Dal grano duro coltivato nei fertili campi della zona, all’acqua cristallina del nostro profondo pozzo locale, fino alla produzione continua nella distilleria: tutto proviene da qui, perfino la bottiglia.
Questo processo prende il nome di *Una sola fonte*. Un solo grano, una sola fonte d’acqua, un solo luogo e una sola ragione che spiega perché tutte le bottiglie di Absolut Vodka, in tutto il mondo, hanno lo stesso carattere e gusto distintivo.

 

Koshlyakov in mostra a Venezia, da Maggio

È Valery Koshlyakov l’artista russo cui Ca’ Foscari Esposizioni dedica un’ampia rassegna, curata da Danilo Eccher, a partire dall’11 maggio 2017 e sino al 29 luglio. Per l’artista è un ritorno in Laguna, dove è stato tra i protagonisti della Biennale di Venezia del 2003.

Koshlyakov, che vive tra Parigi e Mosca, è presente con le sue opere in molte prestigiose collezioni: in Italia presso il MACRO, in Francia è presente al Centre Pompidou di Parigi e, naturalmente, in alcuni dei principali musei di Stato russi come la Galleria Tret’jakov di Mosca o il Museo Russo di San Pietroburgo. Ha inoltre esposto le sue opere al Louvre di Parigi, al Guggenheim di New York e Bilbao, al Museo Puskin di Mosca e al John F. Kennedy Center for the Performing Arts in Washington, DC. Va inoltre segnalato in particolare il Museo dell’Impressionismo Russo di Mosca, che ha sostenuto il progetto di Venezia, in cui di recente l’artista ha allestito una sua mostra personale. Koshlyakov infatti è da molti anni considerato come una delle più autorevoli e interessanti voci dell’arte russa contemporanea.

Valery Koshlyakov è nato nel 1962 a Sal’sk, nel territorio del Rostov, dove ha frequentato una fra le più prestigiose Accademia d’Arte della Russia. Nel 1988 ha aderito al movimento “Arte o Morte”, un’associazione che riuniva i giovani artisti di una nuova stagione espressiva. Il nome, che richiama il motto del Che: “Patria o Muerte”, indicava lo spirito rivoluzionario che animava questi giovani protagonisti. Koshlyakov lascia tuttavia presto Mosca, per lavorare tra Berlino e Parigi, dando così l’avvio al suo successo internazionale.
Le sue grandi tele fissano l’immagine di un’intima fragilità, un sofferto stato di ansietà che si fissa nella vuota monumentalità delle rovine classiche. Si alternano simboli di città, di popoli, di epoche: sono gli aspetti visionari di un’arte che non smette di rincorrere l’Utopia, sono memorie e fantasie che confondono la realtà di un paesaggio con il desiderio di un’apparizione. Si tratti del Cremlino o di Notre Dame, del Colosseo o del Pantheon, di Place de la Concorde o di quella del Vaticano, dei frammenti di Pompei o delle architetture staliniane, ciò che ammiriamo sono sempre immagini in perenne bilico fra speranza e realtà. Opere all’apparenza colossali ed eterne nei dipinti di Koshlyakov assumono l’aspetto di meravigliose e fragili macerie. Macerie di grandiose civiltà, dilavate, meglio, ripulite e condotte dall’artista verso la loro vera essenza. Koshlyakov rincorre la fragilità utopica dei sogni artificiali, degli edifici del potere, dell’inevitabile dissolversi di ogni grandezza.
In tale visionaria decadente potenza non poteva mancare l’immagine di Venezia, nella sua delicata e frangibile bellezza, contrappunto ideale per alcuni dei suoi ultimi grandi lavori.

Nella mostra veneziana saranno presenti pertanto anche opere che fanno riferimento alla città lagunare e ai suoi famosi Palazzi ma sarà soprattutto il tema dell’architettura del Palazzo e del suo interno – sia esso a Mosca o a Venezia – che farà da filo conduttore al percorso di mostra. Opere di grandi dimensioni, che riecheggiano gli studi di scenografia per l’evidente capacità di ricostruire lo spazio, come quando mette in scena le Sette sorelle di Mosca, gli imponenti grattacieli paradigmi del classicismo socialista. Nel lavoro di Valery Koshlyakov si può parlare in un certo senso di “gigantismo”: un gigantismo paradossale che impiega materiali poveri e di scarto come cartoni, colla, scotch, plastica, colori di avanzo – cosicché le bellissime “vedute” diventano esse stesse un allestimento di grande impatto visivo e di sicuro coinvolgimento.

«Tutto il percorso artistico di Koshlyakov – osserva Danilo Eccher – appare quello instabile e precario di una costante oscillazione fra l’eleganza di una cultura nobile e la durezza di una realtà materica brutale, consapevole e orgoglioso del ricco patrimonio storico ma anche attento ai rigurgiti di una contemporaneità spietata, abile nel dominio di forme e spazi ma pronto a sporcarsi le mani con i linguaggi più ruvidi: Koshlyakov è sensibile poeta e guerriero barbaro»

I due piani di Ca’ Foscari Esposizioni ospiteranno dipinti di grandi dimensioni e molti oggetti.

Accompagna la mostra la monografia dedicata all’artista pubblicata da Silvana Editoriale in collaborazione con il Museo dell’Impressionismo Russo.

Per informazioni:

Ufficio Comunicazione Università Ca’ Foscari di Venezia
Tel. 041 2348118; e-mail: comunica@unive.it

Orari: la mostra rimarrà aperta al pubblico dall’11 maggio al 29 luglio, dal mercoledì al lunedì, dalle 10 alle 18 (chiuso il martedì).
Ingresso libero

Il cerchio della vita. La difficile sopravvivenza degli animali selvaggi africani documentata dalle meravigliose immagini di un pluripremiato fotografo naturalista

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  • Il fotografo Chris Schmid ha compiuto una straordinaria spedizione fotografica nelle pianure di sale della Namibia.
  • Gli scatti sono stati realizzati nell’ambito del documentario ‘The African Survivors’, in cui Schmid ha fotografato e filmato le specie africane in via di estinzione per documentare i differenti comportamenti degli animali nei diversi ambienti.
  • La natura selvaggia compare in tutta la sua enigmatica bellezza grazie all’obiettivo della fotocamera RX10 III di Sony, che al super teleobiettivo zoom 25x con focale 24-600 mm unisce un potentissimo sensore, per realizzare primi piani estremamente dettagliati.

Il rinoceronte nero immortalato nei suoi spostamenti, il raro avvistamento di un caracal, un branco di leoni intento a cacciare la preda: questi sono solo alcuni dei formidabili scatti che documentano la desolata bellezza della natura selvaggia.

A realizzarli è stato il pluripremiato fotografo svizzero Chris Schmid lo scorso dicembre, un periodo dell’anno in cui la variabilità del tempo costituisce un’ulteriore sfida, ma anche un’opportunità per ottenere immagini spettacolari.

Chris offre alcuni consigli a chi desidera realizzare splendidi scatti naturalistici:

  • Procuratevi un bravo tracker: l’aiuto di un tracker è prezioso, quindi assicuratevi di averne uno valido al vostro fianco.
  • Siate pronti ad alzarvi presto la mattina per seguire da subito un gruppo di animali, per esempio un branco di leoni, e preparatevi a lunghe attese: i leoni tendono a dormire fino a 20 ore al giorno, pertanto è fondamentale rimanere vigili per accorgersi quando si mettono in movimento ed essere pronti a fotografarli.
  • Osservate: può sembrare un consiglio banale, ma osservare con attenzione può portare a scatti meravigliosi e inaspettati. Se trascorrete un’intera giornata a osservare ghepardi e leoni senza che catturino una preda, è molto probabile che ciò accada il giorno dopo, quindi non perdeteli di vista.
  • Bevete molta acqua per rimanere ben idratati: è buona norma generale quella di bere circa un litro d’acqua ogni tre ore.
  • Usate i filtri per la fotocamera: le condizioni ambientali sono difficili, per lo meno nelle pianure africane, quindi i filtri consentono di proteggere adeguatamente la fotocamera.

Nelle parole del celebre fotografo Chris Schmid: “Fotografare la natura della Namibia è affascinante: il modo in cui gli animali hanno adattato il proprio comportamento per riuscire a sopravvivere è una storia bellissima da raccontare attraverso l’obiettivo della fotocamera. Acqua e vegetazione scarseggiano in ambienti desertici come questi, ed è più frequente che i gruppi di animali si dividano per andare a caccia di cibo. I posti in cui nascondersi sono pochi e preziosi, e questo fa del territorio un ambiente estremamente efficace e letale.”

“Scattare foto in un ambiente così ostile ti pone di fronte a diverse sfide, ma il vero problema è la polvere. D’altro canto, le pianure sconfinate permettono di vedere in lontananza, ma diventa quindi essenziale munirsi di teleobiettivi di ottima qualità. La Sony RX10 III mi ha consentito di affrontare questa impresa con fiducia. L’autofocus incredibilmente veloce della fotocamera e l’estensione focale sono stati determinanti. Quando mi trovavo faccia a faccia con animali rari, dovevo reagire con la massima rapidità per non perdere nemmeno uno scatto, e non potevo neanche avvicinarmi troppo, perciò il funzionamento silenzioso dell’otturatore dell’apparecchio è stato vitale. Senza contare che usare un 600 mm con apertura F4 normalmente significa dover portare con sé un bel po’ di peso in obiettivi, mentre avere tutto in un’unica fotocamera bridge, ha reso gli scatti molto più facili.”

Yann Salmon Legagneur, responsabile Product Marketing, Digital Imaging di Sony Europe, ha aggiunto: “L’RX10 III è la scelta ideale per i fotografi naturalisti professionali e amatoriali. Gli scatti realizzati da Chris Schmid mostrano chiaramente di cosa è capace: una sola fotocamera con obiettivo fisso. Inoltre, il super teleobiettivo zoom 24-600 e la funzione Silent Shooting permettono di immortalare questi magnifici animali senza disturbarli”.

Al via Be Nordic – da oggi a domenica 26 la grande festa del viaggio al Nord – eventi, laboratori e degustazioni – ingresso libero eventi gratuiti – UniCredit Pavilion Milano

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Da venerdì 24 a domenica 26 all’UniCredit Pavilion di Milano.

Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia offriranno spunti, curiosità, esperienze, eventi, conferenze, laboratori e degustazioni per questa grande festa del viaggio al Nord. Non mancheranno racconti consigli di viaggio proposti dai numerosi professionisti del turismo che prenderanno parte all’evento.

Tanti i temi in programma a Be Nordic 2017, da Smart Cities  e sviluppo urbano con un seminario che apre la manifestazione domani alle 09:30, alla gastronomia con diverse degustazioni di Gin e Birra, alla musica con concerti, Dj set e ascolto di melodie nordiche,  alle tante tradizioni raccontate negli atelier, le decorazioni pasquali svedesi o ancora la maglia norvegese.

Anche quest’anno grande attenzione sarà rivolta al pubblico dei bambini, con un ricco calendario di eventi dedicati e laboratori tematici. Un’area kids sarà a disposizione con piccoli laboratori e tavoli gioco LEGO®. I genitori potranno ispirarsi al modello educativo nordico alla conferenza dedicata al metodo danese per crescere bambini felici (domenica 26 alle 11:15). Infine sabato 25 e domenica 26 marzo, il Gruppo LEGO® sarà presente alla manifestazione con la terza edizione italiana dell’evento LEGO® Build The Change 2017.

 

Israele Da Girare: 5 emozionanti cortometraggi su Israele, realizzati dagli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia Sede Lombardia. Tur. Israeliano. Com. Stampa

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#IsraeleDaGirare

 5 emozionanti cortometraggi su Israele

 

realizzati dagli allievi

del Centro Sperimentale di Cinematografia Sede Lombardia

 

Il progetto dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia

Sede Lombardia

è stato presentato in data16 marzo 2017 a Milano

 

I video sono visibili al link:

 

https://www.youtube.com/playlist?list=PL4miURub-55TwpP-FVr9dChjfHDDC6ZiO

 

Il progetto #IsraeleDaGirare dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia (IGTO) e della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC) Scuola Nazionale di Cinema Sede Lombardia ha visto la realizzazione di 5 cortometraggi (circa 2 minuti ciascuno) destinati a promuovere Israele come meta turistica.

 

Nel 2016, 17 allievi della Sede Lombardia della Scuola Nazionale di Cinema, suddivisi in 5 gruppi di lavoro, sono stati invitati in Israele per raccontarne, attraverso le immagini:

  • la cultura enogastronomica;
  • la natura;
  • l’ archeologia e la storia;
  • la bellezza e la creatività;
  • Israele come meta di una vacanza “perfetta”.

 

I 5 cortometraggi realizzati diventeranno parte del materiale video di proprietà del Ministero del Turismo Israeliano che potrà utilizzarli durante eventi, fiere e momenti di promozione turistica di Israele in Italia e all’estero.

 

“Raccogliamo i frutti di un lavoro entusiasmante che è durato un anno – dichiara Avital Kotzer Adari, direttrice dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia. 

Con gli allievi della Scuola Nazionale di Cinema passo dopo passo abbiamo costruito un percorso di lavoro alla scoperta della nostra terra, avvicinandoli a quella che è la realtà e la bellezza d’Israele. Un lavoro innovativo che il nostro ufficio è stato orgoglioso di avviare con una istituzione così prestigiosa. 5 cortometraggi che sono per noi un impegno e una testimonianza ancora più forte grazie allo sguardo, alla ricchezza e alla creatività dei giovani.

“Dalla collaborazione con IGTO è nato il progetto:

 

#IsraeleDaGirare

 

dichiarano Bartolomeo Corsini e Maurizio Nichetti della direzione della Sede CSC della Lombardia – che coglie appieno gli obiettivi formativi del Corso di Pubblicità e Cinema d’Impresa della Scuola: favorire la collaborazione tra il mondo della formazione e quello dell’impresa e mettere gli allievi a confronto con committenti reali. Da questo progetto sono nati, infatti, 5 cortometraggi promozionali, utili strumenti di marketing territoriale, ideati e realizzati dagli allievi della Sede Lombardia del Centro Sperimentale di Cinematografia.”

Ecco brevementi i contenuti di quanto realizzato:

1 La cultura enogastronomica in Israele – #Israeledagirare

Progetto di  Enrico Di Leo, Francesco Guarnori, Guido Pedroni e Matteo Trincanato.

Sinossi: Un giovane chef sta cucinando da solo sui fornelli di un celebre ristorante. La preparazione di un raffinato piatto israeliano fa scaturire in lui una serie di ricordi: si ricompongono così le tappe di un viaggio all’insegna del gusto.Un’esperienza onirica attraverso i cinque sensi per rivivere i riti e la tradizione di un popolo.

Uno speciale ringraziamento per la partecipazione al progetto e per aver dato il massimo supporto alla realizzazione di esso a Moshe Basson, chef del celeberrimo ristorante di Gerusalemme Eucalyptus e ad Oriel Basson, suchef dell’Eucalyptus.

Si ringraziano anche Idit, Doris ed Itzak per l’accoglienza durante la festa dello Shabbat e per aver messo a disposizione la loro casa.

 

2 La natura in Israele – #Israeledagirare

Progetto di Andrea Labate, Valentina Landenna, Zenebework Febo e Pablo Poletti.

Sinossi: Un viaggio attraverso le bellezze naturali e i paesaggi di Israele, amalgamando insieme i colori di deserti, laghi e landscape verdeggianti. La troupe ha attraversato, in una settimana, La Terra d’Israele, alla ricerca dei panorami più emozionanti e coinvolgenti.

Uno speciale ringraziamento per la partecipazione al progetto alla famiglia Alfassi ed alla piccola Ariel.

 

3 L’Archeologia e la Storia in Israele –  #Israeledagirare

Progetto di  Alessio Bellunato, Monica Fenu, Michele Marchi, Marco Serpenti.

Sinossi: Israele è la terra della cultura, dell’uomo: un luogo ricco di testimonianze sulla storia dell’umanità. Proprio attraverso l’uomo abbiamo voluto raccontare questa terra. Tramite i ricordi trascritti in un diario, ripercorriamo il viaggio del nostro protagonista attraverso città, deserti, giardini, paesi. 

Uno speciale ringraziamento all’architetto Dan Ramer, guida ufficiale dello Stato di Israele, per aver interpretato un importante ruolo nel video.

 

4 La bellezza e la creatività israeliana – #Israeledagirare

Progetto di  Francesco De Giorgi, Stefano Teodori e Paolo Alberto Tonoli.

Sinossi: un viaggio nella cultura israeliana raccontato a partire dalle botteghe, dai laboratori, dai volti e dalle mani di chi, nel suo piccolo rende grande questo popolo. Dai centri d’arte della città di Haifa, dove il tempo sembra scorrere come in una favola, ai laboratori d’alta moda della moderna Tel Aviv dove si respira la modernità negli occhi di chi ne crea i contorni; dagli antichi labirinti di Jaffa alle sontuose ville del quartiere Bauhaus; dal lungomare metropolitano di Tel Aviv, al mistero religioso che avvolge le tortuose strade di Gerusalemme. Il film è una testimonianza di un mixage soprattutto umano della diversità che è la base del saper fare e del saper inventare della gente d’Israele. 

Uno speciale ringraziamento a Margol e ai ragazzia del villaggio Ein Hod dell’Artist’s Village.

 

5 Israele, la meta di una vacanza perfetta – #Israeledagirare

Progetto di Matteo Polo, Marco Serpenti e Matteo Zanin.

Sinossi: Da un viaggio si torna sempre un po’ più carichi: di ricordi, di gesti e sensazioni. La protagonista del nostro film ci permette di condividere, attraverso i suoi ricordi, i momenti di una vacanza fatta di incontri, di scoperte e paesaggi. Sono le immagini di una vacanza in Israele: la vacanza perfetta.

Uno speciale ringraziamento all’attrice Valentina Varisco ed all’agenzia Clangroup per aver prestato il suo volto nella realizzazione del progetto.

 

 

Da sinistra a destra, I riga:

Oriele Olivati, Pablo Poletti, Andrea Labate, Zeni Febo, Valentina Landenna, Enrico Di Leo, Francesco Guarnori, Matteo Trincanato, Guido Pedroni

Da sinistra a destra, II riga

Matteo Polo, Matteo Zanin, Marco Serpenti, Paolo Alberto Tonoli, Stefano Teodori,

 

Tutor supervisione produzione e riprese per tutti i 5 progetti in Israele: Oriele Olivati.

Direzione Sede Lombardia Bartolomeo Corsini e Maurizio Nichetti.

 

Si ringraziano per la collaborazione e il supporto:

KKL, Keren Kayemeth LeIsrael,

http://www.kklitalia.it

 

FTO, Federazione Turismo Organizzato, nello specifico

Francesco Sottosanti, Direttore FTO

Piergianni Addis, Consigliere FTO

Gianluca Mandotti, Responsabile Comunicazione FTO

http://www.ftoitalia.it

 

 Paolo Affer, Paffer Assicurazioni

http://www.paffer.it

 

AMG International

www.amginternational.it

 

 

Da sinistra a destra: Oriele Olivati, Bartolomeo Corsini, Stefano Teodori, Francesco De Giorgi, Avital Kotzer Adari, Monica Fenu, Alessio Bellunato, Pablo Poletti, Enrico Di Leo, Matteo Trincanato, Guido Pedroni, Francesco Guarnori. In basso: Maurizio Nichetti e Gianluca Mandotti

 

Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia

E’ la più importante istituzione italiana di insegnamento, ricerca e sperimentazione nel campo della cinematografia, intesa nel suo senso più ampio:  propone corsi biennali e triennali, nella sede principale di Roma  e nelle sedi distaccate della Lombardia (cinema d’impresa e pubblicità), delPiemonte (animazione), della Sicilia (documentario storico artistico) e dell’Abruzzo (reportage cinematografico). La Sede della Lombardia è nata nel 2004 da un accordo tra il CSC e la Regione Lombardia e ha come missione istituzionale quella di formare nuove professionalità nel campo della comunicazione cinematografica d’impresa, del documentario e della pubblicità.

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L‘Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia

Da oltre 40 anni si occupa della promozione turistica dello Stato d’Israele: dall’attività pubblicitaria a quella di PR, tanto digital quanto tradizionale, dalle attività di marketing – compresi corsi di formazione –  alla realizzazione di accordi con gli operatori del turismo outgoing ed a specifici eventi con il mondo generalista e del pellegrinaggio.

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Arturo Dazzi 1881 – 1966: a Carrara per la prima volta pezzi mai esposti al pubblico e oltre 80 opere

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ARTURO DAZZI 1881 – 1966
Roma – Carrara – Forte dei Marmi
a cura di Anna Vittoria Laghi
CAP Centro Arti Plastiche Carrara – Via Canal del Rio, Carrara (MS)
17 marzo 2017 – 30 aprile 2017
Inaugurazione: venerdì 17 marzo  2017 – ore 18.00
Dopo il successo di critica e di pubblico ottenuto a Roma presso Villa Torlonia, le opere di Arturo Dazzi, dal 17 marzo al 30 aprile, saranno esposte al CAP Centro Arti Plastiche di Carrara, città natale dell’artista e sede dell’Accademia di Belle Arti dove lo stesso tenne la cattedra fino al 1966.
La mostra “Arturo Dazzi 1881 – 1966, Roma – Carrara – Forte dei Marmi”, curata da Anna Vittoria Laghi, racconta il Maestro attraverso i legami privilegiati che egli instaurò e coltivò nell’arco della sua vita con tre città italiane: Carrara, luogo natale e della formazione, Roma cui l’artista deve popolarità e successo e Forte dei Marmi, il buen retiro dove lo stesso lavorò ad alcune tra le sue più importanti opere monumentali e dove, infine, coltivò la pittura.
Carrara ospita adesso la versione più completa della mostra, raccogliendo, su volere dell’Assessore Giovanna Bernardini, opere di privati che hanno gentilmente concesso quadri mai esposti al pubblico, per dare vita a una antologica ancora più rappresentativa di questo importante esponente del ‘900.
Il CAP Centro Arti Plastiche, infatti, apre le porte non solo alle circa 60 opere, tra sculture, gessi, dipinti e disegni già presenti a Roma e provenienti da Carrara, dalle collezioni dell’Accademia di Belle Arti, da quella della Fondazione Cassa di Risparmio e dagli eredi Dazzi, ma anche ad altri 25 quadri concessi esclusivamente per l’occasione da collezionisti privati.
Tra le opere, tra cui quelle della Donazione della vedova Dazzi al Comune di Forte dei Marmi, sono numerosi i pezzi non esposti da decenni.
Tra i lavori più noti ci limitiamo a citare l’”Adolescente”, scultura esposta alla mostra sull’arte italiana a Berna del 1938, il “Cavallino”, celebre statua che Dazzi espose alla Biennale di Venezia del 1928 e il “Curzio Malaparte”, oltre a un’antologia di dipinti di grande suggestione, che documentano i diversi soggetti con i quali Dazzi si confrontò: il ritratto, il paesaggio, la natura morta e gli animali. A ciò si uniscono i lavori preparatori per la Stele Marconi.
L’esposizione, come sottolinea la curatrice Anna Laghi, ripercorre le tappe della vita dell’artista attraverso opere e documenti che escono per la prima volta dalle loro sedi. Disposti e organizzati secondo un percorso cronologico, le sculture, i modelli e i bozzetti in gesso, le lettere, gli articoli, i dipinti e i disegni disvelano con uno sguardo inedito il ‘dietro le quinte’ dell’universo di Dazzi.
La mostra è organizzata dai Comuni di Carrara e Forte dei Marmi, dalla Fondazione Villa Bertelli, con il patrocinio della Regione Toscana.

Sony : Con Sony uno stile dinamico e urbano per la tua musica

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Dagli spostamenti per business o per svago, ai momenti di allenamento o di relax, al piacere di ascoltare le tracce preferite con tutta la potenza dei bassi… le nostre giornate sono scandite dalla musica, che Sony esalta con una gamma di cuffie colorate in stile urbano, con e senza fili, adatte a un pubblico sempre più trasversale e attento al look oltre che alla qualità. E perfette anche per rispondere alle numerose telefonate a cui non possiamo sottrarci neanche mentre ascoltiamo la musica.

Dal jack al wireless: Sony è protagonista della nuova era tecnologica

Sony ha da tempo inaugurato l’era del wireless, con una gamma di speaker e cuffie raffinati e capaci di garantire, pur senza il cavo, una qualità audio degna di un brand che ha mosso i suoi primi passi proprio in questo campo. Oggi, e non solo per strizzare l’occhio a un trend di mercato, si spinge ancora più in là, proponendo una gamma diversificata di cuffie Bluetooth, in grado di soddisfare ogni esigenza e comodità.

Noise Cancelling e qualità Audio: quando viaggiare è un piacere

Dedicate a chi è spesso in viaggio e, oltre a un audio strepitoso in Alta Risoluzione, vuole potersi isolare dai rumori più fastidiosi, le cuffie wireless con tecnologia di cancellazione del rumore, MDR-1000X, sapranno sorprendere per la loro eleganza e per l’isolamento acustico che non teme rivali nel settore.

Senza contare che, grazie alla funzione “Personal NC Optimizer”, ognuno può decidere fino a quale livello eliminare i rumori esterni e, grazie all’innovativa modalità “Quick Attention”, interrompere l’ascolto della musica e “lasciar passare” le voci con il semplice avvicinamento della mano al padiglione destro. Oppure, toccando il pannello per il controllo tramite gesti sui padiglioni delle cuffie, interrompere o riprodurre la musica, passare da un brano all’altro, regolare il volume o attivare le funzioni di assistenza vocale dello smartphone. L’impostazione “Ambient Sound”, per ascoltare la musica e recepire al tempo stesso i suoni esterni, e un’autonomia di utilizzo per 20 ore consecutive, completano il profilo di queste innovative cuffie, disponibili nei colori nero e champagne.

Il tempo libero all’insegna della musica e dello sport

La musica è una piacevole compagna di gran parte delle nostre giornate e come tale merita di essere ascoltata con delle cuffie all’altezza, soprattutto nel tempo libero. E Sony ha pensato anche a chi ama i bassi con la gamma EXTRA BASS™, che comprende cuffie wireless ideali per riprodurre al meglio frequenze basse profonde e corpose, ottimizzando le note più intense. Compatte e leggere, con connettività Bluetooth® NFC, driver da 30 mm, struttura Bass Booster integrata, le MDR-XB650BT sono ideali per chi ama il ritmo e il groove dei bassi. Il design è stato studiato in modo da valorizzare la riproduzione delle frequenze basse: grazie alla maggiore superficie di contatto, offrono stabilità e resistenza alle note più profonde. Grazie al microfono integrato permettono di ricevere chiamate a mani libere da smartphone mentre si ascoltano i propri brani, passando con semplicità dalla musica alle chiamate senza togliere le cuffie. La durata della batteria è fino a 30 ore di riproduzione e sono disponibili nei colori rosso, blu e nero.

Per uno stile casual senza fili, sempre con connettività Bluetooth®, le MDR-ZX220BT rappresentano il primo passo nel mondo del wireless e garantiscono fino a 8 ore di autonomia di riproduzione. Sono comode da indossare e da portare ovunque, grazie al design pieghevole e girevole dei padiglioni; sono dotate di tecnologia NFC, driver da 30mm e microfono integrato, per ricevere e effettuare chiamate dallo smartphone con estrema facilità. Disponibili nei colori blu e nero.

Ma si sa, la musica si abbina perfettamente allo sport. E allora, per i più sportivi che si allenano al ritmo delle proprie compilation, ecco un’intera gamma di cuffie sport, ideali per un training che non rinuncia allo stile.

A partire dalle cuffie intrauricolari MDR-XB50BS con connettività wireless Bluetooth®. Due semplici pulsanti posizionati sulla cuffia semplificano la vita quando si deve rispondere a una telefonata mentre ci si allena oppure si vuole passare al brano successivo, mentre la potenza del sound EXTRA BASS™ ottimizza le frequenze basse per potenziare la musica e dare una vera e propria carica di adrenalina nei momenti più faticosi e impegnativi. Il design a prova di spruzzi permette di allenarsi anche sotto la pioggia, mentre i pratici sostegni ad archetto in 3 misure le adattano a ogni tipo di orecchio. E l’autonomia di utilizzo è garantita fino a 8,5 ore.

Chi preferisce invece un modello con filo e archetti ad anello regolabili troverà irresistibili le intrauricolari,MDR-AS210AP,ideali per chi pratica sport di movimento. Con driver da 13,5 mm, sensibilità di 104 dB/mW e banda di frequenza di 17 a 22.000 Hz assicurano un audio purissimo, nitido e dettagliato.Sono disponibiliin quattro colori: rosa, giallo bianco e blu. Ancora più potenti le MDR-AS410AP,con una sensibilità di 103 dB/mW e una banda di frequenza che va da 5–24.000 Hz. A prova di spruzzi e umidità, possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente e condizione atmosferica, anche durante un allenamento sotto la pioggia. Entrambi i modelli hanno microfono integrato per ricevere e effettuare chiamate senza mai fermarsi.

Sony Corporation

Sony Corporation è un’azienda leader nella produzione di apparecchiature
audio, video, imaging, gaming e di Information & Communications Technology destinate
al mercato consumer, alle aziende e ai professionisti. Grazie alle divisioni
musica, cinema, computer entertainment e online, Sony si posiziona a pieno
titolo quale azienda di elettronica e di intrattenimento leader a livello
mondiale. Sony ha registrato un fatturato consolidato di circa 72 miliardi di
dollari nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2016.

Per ulteriori informazioni relative a Sony è possibile visitare il sito http://www.sony.net

Il Delta del Po attraverso lo sguardo di Pietro Donzelli.

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Pietro Donzelli. Terra senz’ombra. Il Delta del Po negli anni Cinquanta è il titolo della importante mostra che, per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Palazzo Roverella propone dal 25 marzo al 2 luglio, a cura di Roberta Valtorta.
Piero Donzelli (Monte Carlo, 1915 – Milano, 1998) ha testimoniato l’Italia dal dopoguerra agli anni sessanta, il passaggio dalla società rurale e preindustriale alla società dei consumi. Fotografo, ricercatore, collaboratore di riviste specializzate e curatore di mostre, Donzelli è stato una figura determinante per la diffusione della cultura fotografica nel nostro Paese. E’ grazie alla sua instancabile attività che sono state presentate in Italia, per la prima volta, opere di Dorothea Lange, di Alfred Stieglitz, dei fotografi della Farm Security Administration. A partire dal 1948 è stato tra i fondatori e gli animatori della rivista “Fotografia” e dal 1957 al 1963 è stato redattore e poi condirettore dell’edizione italiana di “Popular Photography” e nel 1961 e 1963 ha curato, con Piero Racanicchi, due volumi di “Critica e Storia della Fotografia” che raccoglievano testi e materiali sui più importanti fotografi della storia. Nel 1950 è stato tra i fondatori dell’Unione Fotografica (Associazione Internazionale Manifestazioni Fotografiche), che aveva tra i suoi obiettivi quello di spostare l’attenzione sul realismo in fotografia, promuovere manifestazioni di livello internazionale e sostenere la fotografia italiana all’estero.
Le sue serie fotografiche affrontano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive. Ha lavorato su Milano, Napoli, la Calabria, la Sicilia, la Sardegna, il paesaggio toscano (serie Crete senesi) ma soprattutto, dal 1953 al 1960 sul Delta del Po e le terre del Polesine, alle quali ha dedicato una grande e importante ricerca dal titolo Terra senz’ombra.
Questa mostra presenta per la prima volta più di cento fotografie di questa serie, molte delle quali assolutamente inedite.
In mostra anche importanti materiali di documentazione del progetto, scritti di Donzelli, composizioni di fotografie di Donzelli con rime di Gino Piva, geniale poeta polesano.
Il Delta del Po è un luogo-mito della cultura italiana ed è stato rappresentato in molte opere cinematografiche (Antonioni, Visconti, De Santis, Rossellini, Soldati, Vancini, Renzi, Comencini) e letterarie (Bacchelli, Guareschi, Govoni, Zavattini, Cibotto, Piva, e più di recente Celati o Rumiz).
L’opera fotografica che Donzelli, grande narratore, ha dedicato al paesaggio di pianura, al fiume, nei momenti di calma e delle rotte che tanto hanno devastato territori e uomini, al mare, al lavoro dei pescatori e dei contadini, ai momenti di svago, è un vero e proprio affresco umano e ambientale. La serie Terra senz’ombra è considerata una dei pilastri della storia della fotografia italiana, e uno dei più precoci e coerenti esempi di fotografia documentaria, in cui Donzelli dimostra la sua capacità di raccontare la vera realtà umana e ambientale, tra la topografia e la sociologia.

II catalogo, 208 pagine, pubblicato da Silvana editoriale, a cura di Roberta Valtorta e Renate Siebenhaar, presenta circa 120 immagini, un saggio storico-critico di Roberta Valtorta, un’ampia antologia di scritti che storici e critici hanno dedicato a Terra senz’ombra dagli anni Cinquanta a oggi.

Mostra promossa da:
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
In collaborazione con
Comune di Rovigo
Accademia dei Concordi

Info: www.palazzoroverella.com