Dalle ore 16.30
XXVII Busker Festival di Carpineto Romano: il 25 e 26 agosto, l’Arte di Strada nei vicoli storici della Città d’Arte
Dalle ore 16.30
Da venerdì 16 a domenica 18 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bodei, Bauman, Bianchi, Cacciari, Galimberti, Recalcati, Rodotà, Severino, Augé, Nancy, Sloterdijk
Dedicato al temaagonismo, il festivalfilosofia 2016, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 16 al 18 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a tema la dimensione agonistica e competitiva che pervade non solo gli ambiti della vita collettiva, ma anche le forme di vita dei singoli. La sedicesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.
Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Roberto Esposito, Umberto Galimberti(lectio “Gruppo Hera”), Michela Marzano, Salvatore Natoli, Federico Rampini, Massimo Recalcati, Stefano Rodotà, Emanuele Severino, Carlo Sini, Julio Velasco (Lectio “Rotary”), Stefano Zamagni (Lectio “Confindustria Modena”) e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Nutrita la componente di filosofi stranieri: tra loro i francofoni Chantal Mouffe, Jean-Luc Nancy, Jean-Nöel Missa, Georges Vigarello e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; il tedesco Peter Sloterdijk e lo statunitense Hans-Ulrich Gumbrecht, i britannici Zygmunt Bauman e Ellis Cashmore, il francese di origine argentina Miguel Benasayag. Sedici in totale i volti nuovi che l’edizione convoca. Alessandro Bergonzoni consiglierà come non avere incidenti al “passaggio a livello” agonistico. Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolge performance, reading e spettacoli che avranno per protagonisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, Ugo Cornia, Marina Massironi, Marina Senesi, Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli, Andrea Scanzi e persino Gregorio Paltrinieri, campione di nuoto alle olimpiadi di Rio. Trenta le mostre proposte in occasione del festival, tra cui una sulla passione per gli album di figurine Panini, una sul fallimento del Novecento tra conflitti e guerre, una collettiva di fotografia sui migranti nelle isole greche, una sulla sfida dell’artista ai suoi modelli, una sui ritratti dei protagonisti della contestazione giovanile. |
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| Oltre 2 milioni di presenze in 15 anni: il Festivalfilosofia dà i numeri |
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Due milioni e 60 mila presenze dal 2001 al 2015, 2.336 eventi in tutto. Quindici anni con risultati da record per una grande iniziativa di pedagogia pubblica e di comunicazione moderna dei saperi, che porta la filosofia nelle piazze delle tre città emiliane, con importanti ricadute culturali e sociali, ma anche economiche
Dalle 34 mila presenze del 2001 alle oltre 206 mila del 2015: un pubblico sempre più numeroso per assistere a un programma sempre più ricco. I numeri lo confermano: la prima edizione del festivalfilosofia proponeva 98 iniziative, lo scorso anno – quindicesima edizione – gli eventi sono stati complessivamente 204 per una manifestazione che ha importanti ricadute non solo culturali e sociali, ma anche economiche, con un impatto diretto di oltre 3 milioni di euro.
Era il settembre 2001 quando debuttava il festivalfilosofia, il primo caso europeo di festival filosofico in senso proprio. Avviata per iniziativa di un Comitato di Enti locali, poi costituitisi in Consorzio, la manifestazione propone una formula, sostanzialmente inalterata nelle quindici edizioni realizzate, imperniata su un tema che muta ogni anno e ispira tutte le iniziative in programma. Le parole scelte per ciascuna edizione hanno sempre individuato concetti chiave della tradizione filosofica e al tempo stesso questioni calde dell’esperienza contemporanea, come felicità e vita, bellezza e umanità,fantasia e comunità, cose e amare, fino alle ultime due edizioni, dedicate rispettivamente alla gloria e all’ereditare. Dalla prima edizione sono stati realizzati oltre 2.300 eventi: tra questi ben 638 lezioni magistrali, che hanno visti protagonisti 307 filosofi, di cui 63 stranieri. Sono proprio le lezioni magistrali il cuore del programma, con i maggiori pensatori contemporanei, italiani e stranieri, che presentano la propria tesi e rispondono a domande del pubblico. Nella sezione delle lezioni dei classici, invece, studiosi di spicco commentano le opere che hanno costituito modelli o svolte concettuali rilevanti nella storia del pensiero occidentale. Un vasto programma di iniziative declina poi il tema nei diversi ambiti della creazione, per sottolineare la stretta connessione tra forme dell’esperienza, dell’arte e del pensiero. Fino ad ora sono stati 1.949 gli eventi del programma creativo: spiccano le 455 mostre e installazioni e gli oltre 300 tra concerti e spettacoli dal vivo, cui si devono aggiungere oltre 100 letture e conversazioni (114) e più di 200 film. Le attività per bambini e ragazzi sono state finora complessivamente 480. Quanto ai dati di pubblico, si è giunti a un totale di oltre 2.060.000 presenze complessive nelle prime 15 edizioni. Nel 2015, se si sommano i partecipanti alle iniziative del programma con i dati delle aperture straordinarie che saldano agli appuntamenti del festival alcune sedi di particolare rilevanza artistica, le presenze complessive sono salite a 217 mila, a conferma della fortunata complementarietà tra evento e patrimonio. I dati qualitativi, poi, desumibili anche dalla tesi di dottorato discussa da Maria Giovanna Manni presso la Fondazione Marco Biagi di Modena nel 2015, confermano il carattere nazionale e internazionale del festivalfilosofia: oltre la metà dei partecipanti arriva ogni anno da fuori provincia, soprattutto dal centro nord, ma con presenze significative anche dal sud e dalle isole e un numero crescente di presenze dall’estero. In sensibile aumento soprattutto i giovani, che costituiscono ormai quasi il 25% del pubblico. L’età media dei partecipanti è di 44 anni e il livello di scolarizzazione del pubblico risulta molto alto. Quasi il 60% ha una laurea, benché non si tratti di un pubblico di settore: più di una persona su sei non ha mai studiato filosofia, mentre il 30% di chi l’ha studiata lo ha fatto solo a scuola e non all’università. La permanenza media si attesta intorno ai 2,54 giorni, dunque sono pochi i visitatori che si fermano un giorno soltanto: un partecipante su tre si ferma anche a dormire generando un impatto economico diretto sul territorio di oltre 3 milioni di euro. Infoline: Consorzio per il festivalfilosofia, tel. 059/2033382 e www.festivalfilosofia.it |
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I risultati mostrano che coraggio, ottimismo e l’essere favorevoli alla tecnologia sono valori fondamentali delle nuove giovani generazioni europee
[18 agosto 2016]
Honor, marchio leader nei dispositivi mobile creati per i nativi digitali, oggi rilascia i risultati di un indagine sui Millennials europei che dimostra come l’assunzione di rischi e il mettere al centro la famiglia siano qualità intrinseche di questa generazione e che la tecnologia è riconosciuta come fattore abilitante che aiuta le persone a raggiungere i propri obbiettivi nella vita e a creare maggiori opportunità per la società. L’indagine mostra anche come l’ottimismo sia ancora diffuso tra i giovani europei, nonostante le sfide che l’Europa sta affrontando in questo periodo.
Lo studio è stato condotto da Honor in collaborazione con il Penn Schoen Berland (PSB), una società di ricerche di mercato e sondaggi di opinione globale, nei mesi di luglio e agosto 2016, con l’obiettivo di comprendere i valori, le sfide e le aspirazioni che stanno guidando questa fascia demografica della popolazione che darà forma al mondo di domani. Più di 1.500 Millennials nel Regno Unito, in Francia e in Germania di età compresa tra 18 e 34 anni hanno partecipato a questa ricerca.
“L’indagine dimostra che le giovani generazioni in Europa abbracciano l’idea del coraggio e sono disposte a fare scelte di vita coraggiose per raggiungere gli obiettivi per loro importanti. Hanno un atteggiamento impavido nei confronti delle sfide, atteggiamento di cui anche Honor si fa sostenitore”, ha dichiarato George Zhao, presidente di Honor. “Honor rappresenta ‘i coraggiosi’, e fornendo degli smartphone all’avanguardia, tra cui quello che introdurremo sul mercato europeo la prossima settimana, ci sforziamo di dare una spinta ai nativi digitali che vogliono realizzare grandi cose nella vita e Honor crescerà con loro.”
Le statistiche dello studio rivelano che 9 su 10 degli intervistati vedono l’assunzione di rischi indispensabile per raggiungere i loro obiettivi, “trovare il partner giusto per la vita” è in cima alla lista, denotando come i Millennials diano molta importanza alla famiglia. Il 60% degli intervistati ritiene che la loro generazione prenda più rischi rispetto ad altre generazioni e più di un terzo sostiene di aver preso almeno un rischio nella propria vita sociale, nell’istruzione e nella carriera. L’assunzione di rischi è fortemente associato con il concetto di coraggio. L’avvio di una nuova attività, l’avere figli e viaggiare per il mondo sono comunemente visti come comportamenti coraggiosi nella vita dei Millennials europei.
“I Millennials sono una generazione che guarda al futuro, che definisce obiettivi ambiziosi e non è scoraggiata dai tempi difficili. La tecnologia aiuta a raggiungere questi obiettivi – non è semplicemente uno strumento da usare ogni giorno, consente loro di vivere la vita che vogliono, impegnarsi nel modo in cui vogliono impegnarsi, e in ultima analisi, prendere le decisioni audaci che sanno di dover prendere “, ha detto Lauren Vincelli, vice presidente della società di ricerche PSB.
Per quanto riguarda la tecnologia, 8 su 10 degli intervistati dicono di sentirsi supportati dalla tecnologia attuale. Tre quarti considerano gli smartphone di vitale importanza per la loro vita quotidiana e la maggioranza ipotizza di poter gestire i propri affari familiari attraverso uno smartphone o un computer nei prossimi cinque anni.
Anche se l’Europa è oscurata da molte incertezze e da problemi difficili, i Millennials europei rimangono ottimisti secondo i risultati dell’indagine. La loro fiducia nel proprio futuro è forte. 7 su 10 degli intervistati sono d’accordo nel pensare che avranno l’opportunità di seguire i propri sogni e una vasta maggioranza pensa che loro generazione è attrezzata al meglio per aiutare i loro paesi ad affrontare i problemi più importanti.
Lo studio approfondisce anche le aspettative dei Millenials nei confronti dei brand e i risultati mostrano che i giovani apprezzano i prodotti di alta qualità che sposano le nuove tendenze e le innovazioni.
Per accedere al resoconto completo dell’indagine, visitate il sito: https://hkstrategies.egnyte.com/fl/hP1WOohVid/Honor%20survey
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A proposito di Honor
Honor è un internet brand di smartphone e fa parte del gruppo Huawei. È nato per realizzare prodotti ottimizzati per l’uso di internet con prestazioni notevoli per soddisfare le esigenze dei nativi digitali e risvegliare la voglia di azione, stimolare la creatività e permettere ai giovani di realizzare i loro sogni. Honor non ha paura ed è un brand che si differenzia portando una ventata di cambiamento, offrendo agli utenti l’accesso alla migliore e più innovativa tecnologia ad un prezzo estremamente competitivo. Honor, for the brave.
Per ulteriori informazioni visitare il sito www.hihonor.com/it o seguire Honor su Twitter (@Honor_IT), Instagram (@Honor_italia) o Facebook (www.facebook.com/HonorIT).
L’Alpe Cimbra torna ad essere protagonista in quest’estate 2016 con un altro grande evento sportivo: il Triathlon. E questa volta saranno degli ironman a tutti gli effetti a contendersi la vittoria.
Per la 4^ edizione del Tri-Week Lavarone la 33 Trentini Triathlon ASD, storica Società di Rovereto organizzatrice dell’evento, conferma la formula del 2015 con le due gare in MTB del sabato – lo Sprint e l’apprezzatissimo X-33KMAN – e l’ormai storico Olimpico alla domenica.
Nel weekend del 27-28 agosto 2016 nella splendida cornice del Lago di Lavaronesull’Alpe Cimbra di Folgaria Lavarone Lusérn – nel cuore del Trentino – i triatleti s’immergeranno in una scoppiettante due giorni di triathlon che quest’anno presenterà non poche novità.
Novità che permettono di aumentare la spettacolarità della manifestazione e che sono comunque una risposta che la 33TT vuole dare alle esigenze e ai bisogni dell’atleta nonché degli accompagnatori e degli spettatori. La modifica principale sarà, infatti, lo spostamento dell’arrivo in zona lago. Grazie a questo i supporters dei nostri atleti non avranno bisogno di muoversi per godersi tutti i momenti caldi tipici di una gara di triathlon. Partenza, nuoto, uscita acqua, zona cambio e arrivo tutto concentrato attorno alle meravigliose acque del Lago di Lavarone. Con questa nuova logistica abbiamo dovuto mettere mano ai tracciati della frazione run di tutte e tre le gare. La soluzione scelta è quella del multilap con passaggio adiacente alla transition zone. Spettacolo nello spettacolo.
Sabato 27 agosto la gara clou in MTB sarà il già leggendario X-33KMAN. Con il perfetto equilibrio tra frazione Mtb e Trail Run la nostra gara Cross Country ha conquistato il cuore dei coraggiosi che nel 2015 si sono messi alla prova con quei “terribili” trentatre km. In realtà i percorsi, pur essendo certamente impegnativi, sono talmente belli e spettacolari che il tempo sembra volare mentre si sfreccia tra i lussureggianti boschi dell’altipiano. Puro spirito 33TT!
Confermata anche la prova a staffetta sulla distanza Cross Country. Dopo l’ottimo debutto dell’anno scorso siamo certi di avere contagiato a sufficienza gli specialisti delle singole discipline, i quali potranno far valere tutta la loro tecnica e preparazione buttandosi a capofitto sugli avvincenti percorsi dell’X-33KMAN.
Per coloro invece che non si sentono pronti ad affrontare una gara così lunga proponiamo anche quest’anno la gara sulla distanza Sprint in MTB. Inalterato il percorso bike ci si dovrà misurare sul nuovo percorso run. Il nostro Sprint rappresenta sempre un’ottima opportunità anche per chi dovesse decidere di debuttare nel suo primo triathlon.
Ovviamente confermatissima la gara della domenica 28 agosto sulla distanza Olimpica in BDC. Nessuna modifica sul percorso ciclistico: panoramico, vario e fondamentalmente veloce ma soprattutto apprezzatissimo dai numerosissimi atleti accorsi sull’altipiano nelle scorse edizioni. Riveduta come detto la frazione run che limita gli strappi brutali delle prime edizioni, rendendo la corsa più continua e veloce.
L’hospitality dell’evento sarà organizzata sulle sponde del Lago di Lavarone.
Numerose e qualificate le già garantite presenze di atleti blasonati molti dei quali, per il quarto anno consecutivo, vogliono presenziare a questa gara divenuta ormai una classica della “triplice disciplina”.
Il Triathlon per chi lo pratica è un’esperienza fortissima che porta a superare in ogni gara i propri limiti se si vuole arrivare al traguardo e queste emozioni meritano di essere raccontate con la storia di uno dei suoi partecipanti:
“È UNA BELLA GIORNATA DI SOLE IN CUI TI SEMBRA DI STARE IN PARADISO.
Infatti ti trovi sulla spiaggetta orientale del Lago di Lavarone in uno stato di quiete assoluta. Non sai ancora se sia giunto il momento di concederti un tuffo nelle cristalline acque o cedere all’invitante sguardo ricevuto poco più in là. Ma nello stesso istante, sulla sponda opposta, sta per accadere qualcosa di anomalo: delle figure aliene si stanno radunando sotto un gigantesco gonfiabile con due tori disegnati sopra. Cosa sarà mai, un attacco dalla galassia? Non perdo tempo e faccio subito il giro del lago. Incontro una di queste persone dalle sembianze anfibie, il quale mi spiega che si tratta di una gara di triathlon, un appuntamento sportivo a cui non bisogna mancare, sia come atleta che come spettatore: la soddisfazione è assicurata. Inoltre apprendo che è una disciplina olimpica basata su 3 prove senza soluzione di continuità: una dinuoto, una di ciclismo e un’ultima di run.
Uno sparo dà il via alla competizione, gli uomini rana entrano in acqua tutti assieme in un travolgente ribollio di schizzi e bracciate. 1500 sono i metri da fare a nuoto fra le boe.
Come l’altra gente corro anch’io per arrivare nella zona cambio, dove gli atleti si tolgono la muta e saltano in sella alla propria bicicletta. È un momento clou: il fragore del tifo ti coinvolge oltremodo. Il pit-stop è veloce e anche i 40 km di strade che percorrono passano in fretta.
C’è solo un’ultima prova, i 10 km di corsa suddivisi in due giri. Si corre nuovamente nei pressi del lago, oggi protagonista e ombelico del mondo, gli atleti sfilano uno ad uno davanti agli occhi.
Non c’è che dire; sto assistendo ad uno spettacolo nello spettacolo, è un evento fantastico… mi piacerebbe raccontarlo agli amici”.
Maggiori info e dettagli su alpecimbra.it
Iscrizioni su www.33trentinitriathlon.com
La Mostra I nuovi mezzi di comunicazione hanno trasformato velocemente la società in senso globale e hanno modificato sia i modi della comunicazione che quelli delle relazioni umane, annullando la dimensione spazio-temporale ed accelerando tutti i processi, economici e culturali, in senso digitale, cosicché ciò che accade dallaltra parte del mondo oggi è virtualmente presente, comunicabile e visibile in tempo reale nel luogo in cui si vive. Tramite i media i drammi umani provocati dalla guerra entrano prepotentemente, e in tempo reale, nelle nostre case, nella nostra vita, sollecitando il nostro coinvolgimento che di tali eventi fa esperienza e ricordo; la guerra, quindi, è diventata un fenomeno sociale, con riflessi inevitabili sullimmaginario collettivo, sul costume, sulla cultura, e sullarte. Da tali considerazioni nasce lidea di una mostra darte sul tema della guerra il cui racconto, sia storico che contemporaneo, cambia linguaggio, diventa artistico e la narrazione diventa visione. Nella mostra Segnali di Guerra artisti di fama nazionale ed internazionale racconteranno la propria personale visione della guerra mediante opere pittoriche, fotografiche, scultoree ed installazioni. Sarà, quindi, un momento di riflessione dellarte contemporanea su tale tema, ed espressione di una particolare voce corale, differente e perfino dissonante del racconto visivo. Larte quindi intesa come canale privilegiato di narrazione visiva e libertà espressiva in cui artisti diversi, con punti di vista e stili differenti, dialogano tra loro e si relazionano allinterno degli spazi museali de Le Gallerie di Piedicastello a Trento.
I Numeri
4 mesi di apertura al pubblico
35 importanti artisti
70 opere esposte tra installazioni, quadri, sculture, fotografie
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Segnali di Guerra |
Direttore artistico
Franco Savignano
Espongono i seguenti artisti:
Arcangelo, Matteo Basilè, Bruno Benuzzi, Maurizio Bottarelli, Luca Caccioni, Edgar Caracristi,
Mirta Carroli, Danilo Danisi, Fernando De Filippi, Maurizio Finotto, Franco Franceschi,
Raimondo Galeano, Gaetano Grillo, Franco Guerzoni, Marcello Jori, Luciano Leonotti,
Marco Lodola, Franco Marrocco, Mauro Mazzali, Nino Migliori, Giovanni Mundula,
Daniele Nalin, Mario Nanni, Maurizio Osti, Mimmo Paladino, Ermenegildo Pannocchia,
Stefano Pizzi, Concetto Pozzati, Massimo Pulini, Bruno Raspanti, Albino Rossi,
Rufoism, Franco Savignano, Wainer Vaccari, Nicola Zamboni.
Una grande mostra, in tre straordinarie sedi, in altrettanto straordinarie città gioiello del Senese, per celebrare i ventanni di ingresso di Pienza tra i luoghi Patrimonio dellUmanità. E il riconoscimento, di sei anni successivo, assegnato dallUnesco anche al paesaggio della Val dOrcia.
La mostra, che aprirà i battenti il primo settembre per concludersi il 31 gennaio del 2017, è dedicataa Il buon secolo della pittura senese. Dalla Maniera moderna al Lume Caravaggesco. A curarla è una ampia equipe di esperti presieduta da Antonio Paolucci e a promuoverla sono i Comuni di Montepulciano, Pienza e San Quirico dOrcia, la Fondazione Musei Senesi, dal Polo Museale della Toscana – Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo, dalla Diocesi di Siena, Colle di Val dElsa, Montalcino, la Diocesi di Montepulciano, Chiusi, Pienza, lUniversità degli Studi di Siena – Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali, la Provincia di Siena e la Regione Toscana.
Un progetto nato dalla volontà di tutte le istituzioni territoriali, quindi, con lobiettivo di mettere finalmente in luce gli interpreti della pittura in terra di Siena tra i primi del 500 e la seconda metà del 1600. Artisti di eccellente e spesso notevolissimo livello, ancora non tutti compiutamente studiati e conosciuti.
La mostra è prevista su tre diverse sezioni divise cronologicamente in relazione alla presenza di opere darte già presenti in loco.
In ordine cronologico, il percorso prende avvio da Montepulciano dove, al Museo Civico, saranno riunite, a cura di Alessandro Angelini e Roberto Longi opere davvero significative del momento giovanile di Domenico Beccafumi. Egli è stato un antesignano del manierismo e, accanto al Sodoma, l’ultimo grande protagonista della scuola senese.
A Siena, Beccafumi studiò il Perugino, ma ad influenzarlo furono, in ambito fiorentino, Fra’ Bartolomeo, Mariotto Albertinelli, Piero di Cosimo e lo spagnolo Alonso Berruguete, considerato uno dei primi, se non il primo, manierista.
Intorno al 1510 Domenico andò a Roma per arricchire la sua istruzione con lo studio delle opere lì conservate, in particolare di Michelangelo, che stava ancora affrescando la volta della cappella Sistina e gli affreschi vaticani della Stanza della Segnatura di Raffaello.
A San Quirico dOrcia, in Palazzo Chigi, il percorso storico firmato da Gabriele Fattorini, Laura Martini – propone la seconda sezione del progetto, sezione intitolata Dal Sodoma al Riccio: la pittura senese negli ultimi decenni della Repubblica.
Accanto al Sodoma, attivo a Siena pur non essendo senese, crebbe il giovane Bartolomeo Neroni, detto il Riccio. Artista poliedrico, fu pittore, scultore, miniaturista ma anche scenografo, architetto e ingegnere militare. Entrato giovanissimo nella bottega del maestro, ne divenne l’allievo prediletto e poi il genero ed erede. La sua pittura risentì della influenza di Domenico Beccafumi e dello stile manierista. Tra le molte opere da lui consegnante al territorio, lintervento sul grandioso ciclo affrescato dedicato alla vita di San Benedetto per l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.
Infine Pienza, dove nelle Sale del San Carlo Borromeo, a cura di Marco Ciampolini e Roggero Roggeri, sarà allestita la prima monografica su Francesco Rustici detto Il Rustichino: un caravaggesco gentile.
Il Rustichino (Siena, 1592 1625) dopo essere stato allievo del padre Vincenzo, si avvicinò allo stile caravaggesco, connotato dal gioco luministico delle visioni notturne, in assonanza a quanto, nel nord italiano, andavano indagando altri artisti, e tra loro Gherardo delle Notti.
Linfluenza di Orazio Gentileschi lo porta poi ad esprimere un naturalismo di impronta classica, evidente soprattutto nelle opere commissionate dalla famiglia Medici.
Tutte e tre le sezioni, ed è una caratteristica importante del progetto, si aprono al territorio. Invitano cioè il visitatore ad andare alla scoperta di altre opere custodite da pievi, monasteri, conventi, palazzi, piccoli borghi del meraviglioso territorio della Val dOrcia. Una occasione imperdibile per chi voglia scoprire i tesori conservati nei luoghi più segreti e suggestivi di questa terra che non a caso è Patrimonio dellUmanità.
INFO PRATICHE : Intero € 12,00 Ridotto € 6,00 (per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari con tesserino, residenti nella provincia di Siena) Speciale € 5,00 (per scolaresche delle scuole secondarie, a partire dai 12 anni) Speciale scuole dei Comuni dell’area Val di Chiana – Val d’Orcia € 2,00 (gratis sotto i 12 anni) Gratuito (per bambini fino ai 12 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino
Info point
T. 0578748359
T. 0578757341
Inaugurazione: 1 settembre ore 10.30
Dal 1996, quando Copenaghen ospitò l’EuroPride, il primo di una lunga serie, il festival è cresciuto molto. Quest’anno che si celebrano proprio i 20 anni del Pride di Copenaghen gli organizzatori prevedono un afflusso record.
Concerti, proud party e diritti umani. Il Copenhagen Pride è un festival gratuito e aperto a tutti.
Si è aperta ieri la Copenhagen Pride Week, con la Piazza del Municipio di Copenaghen che diventa per l’occasione la Pride Square, fulcro dei festeggiamenti arcobaleno di questa settimana, con concerti gratis tutte le sere. Durante il giorno Pride Square – aperta dalle 12 alle 23 – offre ai visitatori negozi pop-up, bar e stand, mentre dall’altra parte della strada, in un padiglione apposito a Rainbow Square, si tengono dibattiti LGBTQ , workshop e presentazioni.
Per celebrare il ventesimo anniversario del Copenhagen Pride verranno riproposte molte hit del ’96 sia giovedì sera quando “Under the Rainbow” salirà sul palco con musica live LGBTQ, sia venerdì sera per la Drag Night.
Da non perdere sabato 20 agosto la Copenhagen Pride Parade che partirà dal Municipio di Frederiksberg attraverso Vesterbrogade e arriverà verso le 15:00 a Pride Square. L’arrivo della parata segna l’inizio del Pride Show live sul palco, che ospiterà popstar danesi come Medina, Mendoza e Camille Jones.
L’intero programma della Copenhagen Pride Week 2016 è disponibile al seguente link: http://www.copenhagenpride.dk/#!/en/page/pride-week-2016

Arriva per la prima volta a Viareggio, grazie alla Fondazione Banca del Monte di Lucca che la organizza, la palestra europea della fotografia. epea03 è infatti la 3a edizione dell’European Photo Exhibition Award – epea, lesposizione fotografica frutto del lavoro di 12 fotografi che, nei mesi scorsi, hanno percorso l’Europa, per interpretare con i loro scatti i cambiamenti più profondi, secondo il tema Confini sfuggenti. Ne è emersa una collettiva che raccoglie centinaia di immagini capaci di focalizzare l’evoluzione dei territori europei, sia come un’unica entità che come stati singoli, e che grazie alla collaborazione con la Provincia di Lucca e il Comune di Viareggio sarà esposta aVilla Argentina (Viareggio) dal 15 ottobre all11 dicembre, a ingresso libero.
Dopo la prima tappa francese, nella sede della Fondazione Gulbenkian a Parigi fino al 28 agosto, e dopo quella italiana a Viareggio, l’importante esposizione fotografica approderà nel 2017 ad Amburgo e Oslo. I fotografi proposti per lItalia, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca, sono stati selezionati da Enrico Stefanelli, ideatore e anima del Photolux Festival.
Uno dei modi migliori per percepire la storia europea è esaminare i suoi costanti e complessi cambiamenti e le trasformazioni, comesintomi di un processo dinamico di sviluppo che ha la tendenza non solo a rimodellare la realtà, ma anche le proprie idee e limmagine. Non sorprende, quindi, che le recenti analisi della situazione europea contemporanea si siano concentrate sugli effetti delle maggiori trasformazioni che stanno avvenendo nella società: la transizione verso uneconomia postindustriale, il forte aumento del flusso e delle reti di comunicazione e delle merci; laumento della mobilità delle persone, in particolare la ripresa del fenomeno dellimmigrazione (e la conseguente intensificazione del dibattito sulle condizioni di integrazione, ma anche di controllo e legalità); e gli effetti della globalizzazione economica, tecnologica e culturale. Questi sono solo alcuni esempi che rafforzano lidea che ci troviamo di fronte a significativi (e in alcuni casi radicali) cambiamenti delle condizioni di vita e delle strutture sociali e culturali in Europa, una percezione che è stata recentemente accentuata dalla grave crisi economica e politica che ha avuto conseguenze devastanti per la società, che istigano nuovi fronti di frammentazione nello spazio europeo e lemergere di nuovi tipi di fenomeni e di conflitto.
VILLA ARGENTINA – Ledificio è stato edificato nel 1921 su progetto di Francesco Luporini per ospitare attività commerciali e residenziali. Nel 1926, con il passaggio di proprietà a Francesca Racca Oytana, limmobile venne ampliato e trasformato in villa e arricchito con le decorazioni di Galileo Chini sulle facciate (una delle maggiori testimonianze di ceramiche destinate allarchitettura prodotte dalle Fornaci Chini di Borgo San Lorenzo).
Un ulteriore ampliamento avvenne nel 1939 con la baronessa Arboreo di SantElisa. Negli Anni 60 la Villa divenne un hotel, mentre alla metà degli anni 80 ledificio era in stato di completo abbandono. Per impedirne la rovina ledificio fu vincolato dal Ministero per i Beni Culturali nel’89. Nel 2001 la Provincia lo ha acquistato per 3 miliardi di lire.
epea è un progetto promosso da Fondazione Banca del Monte di Lucca insieme a Körber-Stiftung (Germania), Fondazione Calouste Gulbenkian – Délégation en France (Portogallo) e Fondazione Fritt Ord (Norvegia). I 12 fotografi scelti per questa edizione sono: Arianna Arcara (Italia), Pierfrancesco Celada (Italia), Marthe Aune Eriksen (Norvegia), Jakob Ganslmeier (Germania), Margarida Gouveia (Portogallo), Marie Hald (Danimarca), Dominic Hawgood (Regno Unito), Robin Hinsch (Germania), Ildikó Péter (Ungheria), Eivind H. Natvig (Norvegia), Marie Sommer (Francia) e Christina Werner (Austria), che provengono da 9 Paesi europei.
Per ulteriori informazioni sui fotografi, curatori e locali:
www.epeaphoto.org e seguiteci su facebook, twitter e instagram.
Villa Argentina si trova allangolo tra via Antonio Fratti e via Amerigo Vespucci, al n. 44 55049 Viareggio LU
Dopo il rilevante successo della mostra Alberto Burri: The Trauma of Painting dellottobre 2015 al Solomon R. Guggenheim di New York e della successiva tappa presso il Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf, le Celebrazioni del Centenario della nascita del grande artista italiano si concluderanno con un nuovo straordinario appuntamento espositivo a Città di Castello, suo luogo natale.
Con il titolo: Alberto Burri: lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A., dal 24 settembre 2016 al 6 gennaio 2017 avrà luogo, presso gli Ex Seccatoi del Tabacco, una vasta ricognizione relativa alle più significative tendenze dellarte contemporanea del secondo dopoguerra del XX secolo, che sembra possibile coniugare allarte di Burri sia in quanto tematicamente antecedenti ad essa sia in quanto coeve o successive, con individuati aspetti dialettici di più evidente influenza.
Come dichiarato da Richard Armstrong, Direttore del Guggenheim Museum in occasione dellapertura della retrospettiva Alberto Burri: The Trauma of Painting «la mostra afferma la posizione di Burri come uno dei più innovativi artisti del periodo del secondo dopoguerra mondiale. Burri (…) ha creato un nuovo tipo di oggetto, simultaneamente pittorico e scultoreo, che ha influenzato successivamente artisti associati col New Dada, il Noveau Réalisme e il Postminimalism…» e, si può aggiungere, con lArte Povera italiana.
A queste considerazioni se ne aggiungono altre, non meno determinanti per linvenzione linguistica scaturita dalla sua opera. Burri è infatti lartista che nellimpiego diretto e pressoché esclusivo della materia ne ha ottenuto una spazialità inedita allinsegna di un controllo dellimprevisto e di un magistrale equilibrio che ne ha qualificato le forme.
A partire da tali considerazioni, nel nuovo importante appuntamento espositivo dellautunno inverno 2016-2017, accanto ad un nucleo scelto di opere di Burri – circa 20 – dai catrami alle muffe, dai sacchi ai gobbi, dai legni alle combustioni, dai ferri alle plastiche, dai cretti ai cellotex fino al nero e oro, sarà possibile ammirare opere di Maestri protagonisti del XX e XXI secolo: Fautrier, Dubuffet, Pollock, Motherwell, Hartung, De Kooning, Wols, Calder, Marca-Relli, Scarpitta, Matta, Nicholson, Tàpies, Colla, Rauschenberg, Twombly, Johns, Fontana, Manzoni, Castellani, Uncini, Lo Savio, Klein, Rotella, Christo, Tinguely, Arman, César, Morris, Sonnier, Beuys, Kounellis, Calzolari, Pistoletto, Pascali, Nevelson, Piene, LeWitt, Scialoja, Mannucci, Leoncillo, Andre, Afro, Chamberlain, Capogrossi, Kiefer, Mirò, Soulages, Serra, Hesse.
Accanto alle opere di questi artisti, un repertorio fotografico e documentario dello storico frangente tra il 1947 e il 1989, comprendente dati sulle correnti artistiche, manifesti, depliant, cataloghi, pubblicazioni, video, film, schede biografiche, produzioni teoriche ed altri significativi materiali illustrativi, si snoderà lungo un percorso separato dalle opere stesse, facilitando la fruizione di questo particolare momento storico culturale dellarte dal dopoguerra al termine emblematico della fine della Guerra fredda e della caduta del muro di Berlino.
In occasione di tale evento è previsto un catalogo che raccoglierà saggi e contributi critici di Pietro Bellasi, Paola Bonani, Mario Diacono, Thierry Dufrene, Aldo Iori, Petra Richter, Luigi Sansone, Chiara Sarteanesi, Francesco Tedeschi, Italo Tomassoni, Denis Zacharopulos, Adachiara Zevi, preceduti da interventi introduttivi di Bruno Corà, curatore della mostra e Presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri e di Richard Armstrong, Direttore del Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
La pubblicazione sarà completata da immagini delle opere in mostra e dagli apparati storico-bibliografici riguardanti gli artisti.
Informazioni:
ORARI MOSTRA
DAL MARTEDI AL VENERDÌ
9.00 12.30 e 14.30 18.00
SABATO, DOMENICA E FESTIVI
10.00 13.00 e 15.00 18.00
LUNEDI chiuso (ad eccezione di festivi e prefestivi)
BIGLIETTI:
INTERO MOSTRA: € 8,00
RIDOTTO MOSTRA: € 6,00
RAGAZZI DA 6 A 18 ANNI € 4,00
INTERO MOSTRA + EX SECCATOI TABACCO € 10,00
RIDOTTO MOSTRA + EX SECCATOI TABACCO € 8,00
RAGAZZI DA 6 A 18 ANNI MOSTRA + EX SECCATOI € 6,00
CUMULATIVO DUE SEDI MUSEALI + MOSTRA INTERO: € 15,00
CUMULATIVO DUE SEDI MUSEALI + MOSTRA RIDOTTO: € 12,00
CUMULATIVO DUE SEDI MUSEALI + MOSTRA RAGAZZI DA 6 A 18 ANNI: € 10,00
VISITA GUIDATA PER OGNI SEDE: € 5,00 (Min. 5 pax.)
VISITA GUIDATA PER GRUPPI PER OGNI SEDE (Max. 20 pax) € 40,00
Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri
Via Albizzini, 1
06012 Città di Castello (PG)
Tel. 0758554649
e-mail: museo@fondazioneburri.org
www.fondazioneburri.org