Pietro Ruffo alla Fondazione Puglisi Cosentino di Catania

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La Fondazione Puglisi Cosentino e la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, annunciano l’apertura, dal 3 aprile al 10 luglio, a Catania, nella sede della Fondazione Puglisi Cosentino, di Breve storia del resto del mondo, l’ampia personale di Pietro Ruffo, a cura di Laura Barreca.

“La mostra, allestita in uno dei più affascinanti spazi museali in Sicilia, propone uno spaccato della realtà storica contemporanea, attraverso gli occhi e la sensibilità di un artista dalla spiccata personalità”: è l’opinione del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che aggiunge: “La forza di Ruffo consiste nell’utilizzare tutti gli elementi base propri della sua formazione di architetto – il progetto, la carta, il disegno – per dar voce, con opere anche tridimensionali, ai grandi temi della storia universale, come la libertà e la dignità dell’essere umano costantemente minacciate dalle insidie del mondo di oggi”.

Breve storia del resto del mondo
riunisce una spettacolare sequenza di opere di grandi dimensioni realizzate dall’artista romano dal 2005 ai giorni nostri.
Essa va a comporre una sorta di viaggio visivo sul concetto universale di libertà o dei principi liberali nella storia politica dei continenti, attraverso i temi della colonizzazione, delle divisioni culturali, sociali, religiose da cui scaturiscono antichi e irrisolti conflitti tra i popoli del mondo.

Conosciuto per le sue grandi mappe delle nazioni, su cui schiere di libellule intagliate a mano e fermate con migliaia di spilli rappresentano l’idea della libertà, Pietro Ruffo concepisce un percorso espositivo che guida il visitatore al riconoscimento di alcuni “padri-ispiratori” del pensiero liberale e costituzionale: tra loro il politologo inglese Isaiah Berlin, cui l’artista dedica nel 2010 la serie di grandi ritratti I sei traditori della libertà, in mostra a Catania.
Ma anche poeti come il libanese Khalil Gibran, cui è dedicata l’opera Liberty House (2011): una piccola costruzione architettonica che vuole affermare il concetto che si è davvero liberi solo se il desiderio di ricercare la libertà diventa pratica quotidiana e interiore.

Attualissima traduzione artistica di una condizione geopolitica internazionale, la mostra si offre come riflessione più ampia sulle questioni da cui sono originate le più recenti e disastrose piaghe sociali: dal colonialismo, alla primavera araba, dal fondamentalismo islamico alle rivolte per i diritti dei lavoratori in Sud Africa.
Ad apertura e chiusura della mostra, l’opera The Colours of Cultural Map (2015) commissionata da Luciano Benetton per il progetto Imago Mundi, un grande atlante dei paesi del mondo e delle differenze che uniscono i popoli; e SPADSVII, commissionato dalla Galleria nazionale d’arte Moderna di Roma, un biplano di dimensioni reali realizzato interamente in legno e carta.

Vincitore del Premio Cairo e del Premio New York all’Italian Academy for Advanced Studies at Columbia University nel 2010, Pietro Ruffo è oggi riconosciuto come uno degli artisti italiani più interessanti a livello internazionale. Tra i progetti più significativi, si segnalano: A complex istant -Moscow, Progetto speciale per la quarta biennale di Mosca, SLASH, paper under the knife, MAD Museum of Art and Design, New York; Apocalittici e Integrati, MAXXI, Museum of XXI Century Art, Roma. Nell’estate del 2015 realizza una scenografia per la sfilata di Valentino, che ha visto l’artista cimentarsi con un’opera su scala urbana costruendo un’intera piazza ispirata al concetto di stratificazioni.

“PIETRO RUFFO. Breve storia del resto del mondo”
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino (Palazzo Valle, via Vittorio Emanuele 122) 3 aprile – 10 luglio 2016.

Orario: dal martedì alla domenica 10-13.00; 16.00-19.30.
Il sabato sino alle 21.30; chiuso il lunedì; aperture straordinarie su prenotazione.
La biglietteria chiude mezz’ora prima.
Biglietti interi: 8 euro, ridotti: 5 euro, i pomeriggi di martedì e venerdì ingresso 3 euro.
Visite guidate e laboratori didattici a cura di IDENTITAS
e-mail: mostraruffo@fondazionepuglisicosentino.it, +39 329 4571064

Mostra a cura di Laura Barreca, promossa dalla Fondazione Puglisi Cosentino e la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo

Monografia sull’artista a cura di Laura Barreca, edita da Silvana Editoriale.

Per informazioni e prenotazioni:
Fondazione Puglisi Cosentino tel. +39 095 7152118
info@fondazionepuglisicosentino.it
www.fondazionepuglisicosentino.it

Luigi Boille grande protagonista dell’Informale.

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È stato uno dei protagonisti europei dell’Informale
Pordenone lo ricorda a pochi mesi dalla scomparsa

Romano d’adozione, Luigi Boille, protagonista tra i maggiori dell’Informale europeo, era pordenonese di nascita ed è la sua città d’origine a volergli dedicare la prima grande retrospettiva a pochi mesi dalla sua scomparsa.

Un’ampia e attenta selezione di sue opere, oltre 140 – quasi tutte concesse in prestito dall’Archivio Luigi Boille di Roma – sarà esposta dal 16 aprile al 2 ottobre alla Galleria d’arte moderna e contemporanea Armando Pizzinato (PArCo) di Pordenone, per iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune friulano. La mostra è curata da Silvia Pegoraro.

Boille è “l’artista che piegò l’Informale a una scrittura calligrafica e che mai si discostò dalla pittura purissima”, annotò Arianna Di Genova in un articolo pubblicato all’indomani della sua scomparsa.
Di lui sottolinea “la pittura seminale alla Michaux, i filamenti di colore che intersecano la superficie e procedono oltre, spinti da forze centrifughe misteriose. E ancora, il guizzo gestuale che riporta tracce, orme, percorsi iniziatici, traiettorie solo in apparenza caotiche ma ben ‘sistemate’ dentro un processo creativo che opera per via di addizioni materiche e non di sottrazioni, riempiendo ogni vuoto”.

Come ha scritto Giulio Carlo Argan, il segno di Boille “svolgendosi e modulandosi come pura frase pittorica, realizza e comunica uno stato dell’essere, di immunità o distacco o contemplazione“. E fu proprio Argan ad andare a scovarlo nel suo studio parigino, per ricondurlo in Italia, attraverso una serie di rassegne sempre più fitte.

Allontanatosi da Pordenone, dove era nato nel 1926, Boille si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si laurea anche in Architettura. Salvo uscirne a scoprire l’Europa. Dopo un soggiorno in Olanda, nel 1951 sceglie Parigi dove resterà per 16 anni.
Informale per scelta e per istinto, vicino alle esperienze francesi di quegli anni, Boille si avvicina al gruppo della Jeune Ecole de Paris, con cui espone in numerose collettive in Francia e in Italia. È di questi anni la sua partecipazione a importanti mostre come l’International Festival Osaka-Tokyo con il gruppo Gutai, a cura di Michel Tapié, La Jeune Ecole de Paris II, a cura di Pierre Restany, e Nuove tendenze dell’arte italiana, a cura di Lionello Venturi, partita dalla Rome-New York Art Foundation di Roma nel 1958 e poi approdata in altre sedi prestigiose. È Michel Tapié che lo accompagna nelle sue ricerche sull’Art autre, apprezza di Boille il dinamismo e l’irrazionalismo permeati da un rigore formale.
Nel 1964 Luigi Boille è invitato da Lawrence Alloway a rappresentare l’Italia, insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana, al Guggenheim International Award di New York.
Il 1964 è anche l’anno della visita di Giulio Carlo Argan nel suo studio parigino, che portò al rientro dell’artista a Roma e al formarsi di un sodalizio che condusse Boille alla Quadriennale e nel, 1966, alla Biennale di Venezia.

Le innumerevoli mostre personali e collettive a cui ha partecipato in tutta Europa e nel mondo tracciano un profilo di Boille che è quello di uno dei maestri storici della pittura astratto-informale europea, la cui ricerca è sempre originale e stimolante, ma anche fedele a una cifra stilistica ben precisa ed inconfondibile. Come emerge anche dalle parole del critico francese Pierre Restany, che per molti decenni ha seguito il lavoro del pittore italiano:
“Boille è l’eroe di un’avventura organica, unitaria, gelosa della sua individualità. (…) il mistero di questa creazione si collega alle leggi segrete che regolano la vita stessa dell’universo. In questa pittura che non ha paura di smarrirsi né di perdersi, l’osservatore ispirato potrà avvertire il richiamo o il passaggio delle forze oscure che animano il mondo. Tali sensazioni sono rare. Più rare ancora sono le opere che ce ne danno il pretesto.”

Questa grande mostra retrospettiva di Pordenone si propone come un percorso significativo attraverso l’arte di Luigi Boille: 65 anni di ricerca – dal 1950 al 2015, anno della scomparsa dell’artista – testimoniati da oltre 140 opere (olii e tecniche miste su tela, tempere, grafiche). Tra di esse, molti i lavori inediti o esposti solo in mostre internazionali in anni lontani, e da allora non più visibili, come la grande tela Empreinte structure, realizzata per l’ormai mitico International Festival Osaka/Tokyo del 1958, a cura di Michel Tapié e Jiro Yoshihara.

L’esposizione è promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone in collaborazione con l’Archivio Luigi Boille di Roma, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con il sostegno della Provincia di Pordenone.

Inaugurazione: sabato 16 aprile 2016 alle ore 18.00
Vernice per la stampa
: venerdì 15 aprile alle ore 11.30
Luogo:
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato
Viale Dante, 33 Pordenone
http://www.artemodernapordenone.it
Data
: Dal 16 aprile al 2 ottobre 2016
Orari
: Da mercoledì a domenica: 15.00 – 19.00;
Ingresso:
Intero € 3,00, ridotto € 1,00.
Info:
Comune di Pordenone: (+39) 0434 392916/392941,attivitaculturali@comune.pordenone.it

2 Aprile: Compleanno di Hans Christian Andersen – Annunciato oggi il progetto del nuovo museo

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Odense celebra il compleanno di Hans Christian Andersen con la nuova “Casa di Andersen”. Annunciato oggi il progetto di un nuovo spazio museale curato al celebre architetto giapponese Kengo Kuma

Kengo Kuma, architetto giapponese di fama mondiale potrà progettare e realizzare un innovativo e affascinante museo dedicato a Hans Christian Andersen. Kengo Kuma aprirà sia lo stadio olimpico a Tokio sia il Museo Hans Christian Andersen a Odense nel 2020.

In occasione del 211^ anniversario dalla nascita del celebre favolista, la città di Odense ha annunciato oggi il progetto della nuova Casa di Hans Christian Andersen ad Odense. In collaborazione con gli architetti di Cornelius+Vöge, gli architetti paesaggisti di MASU Planning e gli ingegneri di Eduard Troelsgård, Kengo Kuma and Associates ha vinto il concorso per la progettazione del Museo Hans Christian Andersen, museo che ruota intorno al mondo delle fiabe. Kengo Kuma ha sbaragliato la concorrenza di importanti studi internazionali come Barozzi Veiga e Snøhetta, e gli architetti danesi della BIG (Bjarke Ingels Group), che hanno preso parte alla gara.
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La proposta di Kengo Kuma e dei suoi partner danesi ha catturato l’attenzione del sindaco di Odense, Anker Boye, presidente della giuria.

“Abbiamo trovato un progetto vincente davvero unico. Il fatto che Kengo Kuma venga dal Giappone dimostra semplicemente che a volte bisogna andare all’estero per ritrovare casa. La sua proposta è di una qualità senza uguali: è in grado di catturare l’essenza di Hans Christian Andersen e di Odense e si equilibra perfettamente a livello internazionale e locale. È un progetto che riesco a immaginare possibile solo qui a Odense. Ma al tempo stesso, va oltre il dato locale e nazionale. È internazionalmente “Odenseano”.”

Il progetto gioca un ruolo importante nei cambiamenti radicali attualmente in corso nel centro cittadino di Odense, in particolare la chiusura dell’arteria principale Thomas B. Thriges Gade. Precedentemente, la strada attraversava tutta la città e fa ora parte dei 9.000 mq della zona coinvolta nel progetto, che include – oltre all’area circostante il Museo Hans Christian Andersen – il Centro Culturale per Bambini The Tinderbox e il parco Lotzes Have. Basandosi sul mondo fiabesco dello scrittore e affiancato da incantevoli giardini, il progetto unisce il Museo Hans Christian Andersen e il Centro Culturale per Bambini The Tinderbox nella stessa attrazione, drasticamente ampliata. L’edificio stesso avrà una superficie di 5.600 mq, due terzi dei quali saranno sotterranei per creare un giardino magico nel centro di Odense che sia il più grande possibile.

Oltre a questa competizione, si è precedentemente svolta un’altra gara per un progetto combinato di exhibit design legato alla visione del mondo di Hans Christian Andersen. La competizione è stata vinta dal gruppo britannico Event Communications il cui progetto è stato una delle basi della proposta di Kengo Kuma. Questo insolito procedimento in cui un exhibit design è alle basi dello sviluppo architettonico è uno dei punti di forza del progetto, secondo Jane Jegind – assessore di Odense per gli Affari Urbani e Culturali.

Profondamente coinvolta nel progetto, sia in qualità di membro della giuria per la gara da poco conclusa, sia in virtù del suo ruolo alla presidenza di Odense City Museums (che include il Museo Hans Christian Andersen) ha affermato:  “Nella pianificazione del progetto, per noi era fondamentale che il giardino, l’edificio e l’exhibit design fossero considerati come un insieme interconnesso in grado di catturare l’essenza di Andersen e al tempo stesso di far emergere quello della Città di Odense. Questo è un altro dei motivi per cui è stato geniale essere riusciti a trovare un progetto così ben integrato e ideato, che è sia ingegno sia magia. Kengo Kuma e i partner danesi Cornelius+Vöge e MASU Planning hanno creato l’ambiente ideale per la futura presentazione di Hans Christian Andersen, concentrandosi maggiormente sul suo universo incantato più che sulla sua vita personale.”

Primavera: sbocciano i fiori e le coccole!

Ci sono molti modi in cui si può declinare la primavera: dai mandorli in fiore ai caldi raggi del sole, dal volo delle rondini al risveglio dei sensi dopo l’intorpidimento invernale.

 

Il cambio di stagione agisce favorevolmente sul tono dell’umore e sull’assetto ormonale, le giornate sono più lunghe grazie all’aumento delle ore di luce, si passa più tempo all’aria aperta, diminuisce lo stress e il bioritmo si rivitalizza: olfatto, tatto, udito, gusto e vista sono di nuovo stimolati.

 

La primavera riaccende pulsioni assopite e con queste anche l’indole passionale, la sanguigna veemenza, l’impetuoso e travolgente ardore tornano a divampare in attesa dei primi caldi estivi.

Abbandonati cappotti e sciarpe, è arrivato il momento di scongelare la propria libido e concedersi  dolci carezze a fior di pelle, dal retrogusto piccante.

 

Ecco dunque che LELO, azienda svedese leader nel mercato dei sex toy di lusso, rifiorisce con nuove idee per rendere più provocante la stagione primaverile e presenta una selezione di prodotti per la vita intima adatti a questo periodo:

 

LILY™ 2, un piccolo stimolatore clitorideo interamente impermeabile e ricaricabile, discreto e vellutato al tatto, con 8 modalità di stimolazione e disponibile in 3 sensuali fragranze. Perché, se la primavera porta con sé i profumi dei fiori che sbocciano e della frutta che matura, LILY™ 2 permette di esplorare un godurioso piacere senza fine. Disponibile sul www.lelo.com e nei migliori negozi di sex toy a 139 €.

 

La primavera, stagione di passaggio tra il relax invernale e i bollori estivi, fa svelare il vero io, quello nascosto e istintivo. Perfetto per l’occasione è GIGI™ 2, un vibratore dotato di una silhouette sensuale con una punta rotonda e appiattita, ideale per la stimolazione del punto G. Si trova al prezzo di 139 € sul sito internet e nei negozi di sex toy.

 

Il raffinato desiderio della primavera si riscopre con NEA™ 2, bellissimo sia da guardare che da tenere in mano. Il piacere è a portata di mano con questo potente stimolatore clitorideo, impreziosito da nuovi motivi floreali e dalla forma compatta, perfetta per la stimolazione esterna e per essere inserito tra i partner durante l’amore. 100% impermeabile e ricaricabile, con 8 modalità di vibrazione, NEA™ 2 è disponibile al prezzo di 99 € nei migliori negozi di articoli erotici e sul sito internet.

 

In questa stagione ci si scopre e si attirano sguardi; è la rinascita del desiderio, ma anche un’occasione per fare i conti con il proprio corpo e la propria sessualità. Ecco dunque che LELO lancia una piccante idea a tutti gli amanti: costringere il corpo e liberare l’immaginazione con dellemanette, come quelle ETHEREA, in seta, delicatamente ricamate. Possono essere legate attorno alle caviglie o ai polsi per raggiungere un elevato grado di eccitazione; nei punti vendita specializzati e online, a 54,90 € .

 

Esplorare la propria libido, assopita nei mesi freddi, non è mai stato così semplice; e così, come un fiore, IRIS ™ bilancia delicatamente la sensazione di essere sfiorata da un petalo con l’appagamento procurato da potenti vibrazioni. La caratteristica forma di IRIS™ ti fa raggiungere nuovi picchi di erotismo stimolandoti in maniera insolita, grazie anche ai due potenti motori, uno alla base e uno sullo stelo, per un doppio appagamento. In vendita nei negozi specializzati e online a 149 €.

 

Sensazioni che si amplificano e libido che aumenta,  per portare il dolce tepore della stagione tra le lenzuola occorre solo un oggetto: lacandela da massaggio FLICKERING TOUCH. Bruciando, si trasforma in un olio ricco e sensuale, delicatamente profumato, che la pelle assorbe senza ungersi, lasciandola morbida al tocco del proprio amante. Disponibile nei migliori negozi di sex toy e nel sito online a 29 € .

Le previsioni per questa stagione? Picchi di erotismo con punte di dolcezza nei week end!

 

Pienza e i Fiori, dall’uno all’otto maggio

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Nel ventennale del riconoscimento Unesco
edizione speciale di Pienza e i Fiori:
in piazza un bellissimo giardino all’’italiana,
nella corte del Palazzo Piccolomini un’ infiorata per celebrare i luoghi più belli del mondo
E in più, il grande Mercato dei Fiori, la possibilità di visitare
i più bei giardini della Val d’Orcia
e il Pugnalone di Acquapendente


Vent’anni fa Pienza entrava a far parte dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. E, otto anni dopo, con Pienza, anche il paesaggio della Val d’’Orcia otteneva lo stesso riconoscimento, esaltando così il valore del connubio tra il patrimonio monumentale e il verde che lo circonda e preserva.
Naturale quindi che la trentunesima edizione della fortunatissima Pienza e i Fiori, la più attesa delle manifestazioni pientine di primavera, venga idealmente dai suoi organizzatori (Pro Loco Pienza e Centro Commerciale Naturale “Città di Pienza”, in collaborazione con il comune di Pienza, con il contributo di Bottega Verde e con il sostegno di Vivai Margheriti) dedicata al riconoscimento Unesco e a ciò che esso significa in termini di impegno e salvaguardia.
Così la sede ideale di piazza Pio II, di fronte alla Cattedrale di Pienza, si trasformerà, dall’1 al 15 maggio in un meraviglioso giardino all’italiana con aiuole fiorite che riproducono i simboli dell’Unesco e del ventennale mentre la grande, splendida corte porticata di Palazzo Piccolomini sarà trasformata, nei giorni 7 e 8 maggio, in un grande tappeto di fiori. Milioni di petali, abilmente selezionati e collocati dai maestri dell’’Infiorata di Genzano, ricreeranno le immagini dei luoghi Unesco nel mondo.
Incastonato nel biancore delle colonne del magnifico palazzo di Pio II, questo mare di petali offrirà un colpo d’occhio imperdibile, fragilissimo e stupefacente, unico al mondo.

Molti spazi urbani e corti saranno addobbati come per una grande festa rinascimentale. Bossi, rose rampicanti e tanti fiori orneranno le più belle zone della città.

Il mercato dei fiori, evento finale di questa manifestazione, significativamente, ampliato per questa trentunesima edizione, si svolgerà nelle strade del centro storico e nei giardini di piazza Dante Alighieri sempre nei giorni di sabato 7 e domenica 8 maggio. Si potranno acquistare, oltre a piante e fiori di ogni tipo, anche tutto quello che serve per il giardinaggio e per la coltivazione.

La proposta spazia anche fuori le porte di Pienza. Con la visita ai giardini storici del territorio di Pienza, possibile dall’1 all’’8 maggio,per scoprire le meravigliose architetture verdi del giardino pensile di Palazzo Piccolomini, quelle del Giardino del Monastero di Sant’Anna in Camprena, del raffinatissimo giardino della Foce e infine l’elegante giardino all’’italiana di Palazzo Massaini dove, a conclusione della visita, sarà possibile gustare un assaggio gratuito delle specialità enogastronomiche prodotte nella fattoria di proprietà di Bottega Verde.

il Comune di Acquapendente, continuando la consuetudine di collaborazione con Pienza, partecipa alle celebrazioni del ventennale realizzando, il 6 e il 7 maggio, sotto le logge del Palazzo Comunale il tradizionale Pugnalone di Acquapendente (grande composizione floreale figurata) eseguita dai grandi maestri della località laziale e dedicato anch’esso a Pienza, l’unica, autentica Città Ideale della storia.

Info: www.prolocopienza.it, www.comune.pienza.siena.it
www.ufficioturisticodipienza.it
Tel. 0578/749905; 0578/748359

Stoccarda conquistata dal de Chirico ferrarese

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Ferrara nel mondo.
E’ già un successo il de Chirico ferrarese alla
Staatsgalerie di Stoccarda
Un convegno si interroga sull’arte della replica

L’affascinante mostra ferrarese su de Chirico sta conquistando la Germania e il nord Europa. A pochi giorni dall’inaugurazione, il 18 marzo, l’esposizione allestita alla Staatsgalerie di Stoccarda si è già conquistata recensioni molto positive da diversi dei principali media ed è assolutamente notevole anche la risposta del pubblico. Cosa per nulla scontata, visto che de Chirico, pur noto e amato in Germania, vi è naturalmente meno di casa di quanto non lo sia in Italia.
La mostra ferrarese resterà la vedette internazionale della Staatsgalerie sino al 3 luglio.
“Questa tappa della nostra mostra si conferma come occasione – afferma il vice sindaco Massimo Maisto – per promuovere la conoscenza dell’arte “ferrarese” e di Ferrara città d’arte e dell’arte, nel mondo culturale tedesco”.
“Per Ferrara Arte si tratta dell’ennesima, prestigiosa joint venture internazionale – rilancia Maria Luisa Pacelli, direttrice di Palazzo dei Diamanti – Sono più di venti i progetti espositivi realizzati in partnership o scelti per essere riproposti in importanti sedi museali nel mondo”.
Tornando a de Chirico, a dimostrazione dell’attenzione che la Staatsgalerie riversa su questa mostra, è stato annunciano un grande convegno internazionale incentrato proprio sull’artista.
Sarà una intensissima due giorni di approfondimento, il 21 e 22 aprile, su un argomento di grande interesse artistico ma anche per il mercato dell’arte. Ovvero il tema delle repliche.
Si tratta, si chiederanno gli esperti – di espressioni di esigenze artistiche o di risposte alle richieste del mercato, moto dell’anima dell’artista o precisa strategia economica?”
Il caso da cui parte la due giorni di riflessione è proprio quello delle Muse di de Chirico, un tema i cui esordi sono ben documentati nella mostra proveniente dai Diamanti. Un tema sul quale de Chirico è tornato tutta la vita, sia in pittura che in scultura. Spinto esclusivamente dall’esigenza di cercare forme diverse alle sue “creature” o – questo è l’interrogativo degli esperti – strategia di mercato?”.
Ad aprire i lavori, con una riflessione sul tema delle Muse dechirichiane, sarà il professor Paolo Baldacci, curatore dell’esposizione ferrarese.
L’indomani il calendario delle Giornate di Studio è occupato dal meglio della critica d’arte tedesca e di altri Paesi. Per dibattere il tema delle repliche, delle proposte seriali, delle copie non solo in de Chirico ma in numerosissimi altri grandi artisti. A partire da Courbet, per passare alle celeberrime, ripetute “Isole dei morti” di Boecklin, alle diverse riprese dei temi polinesiani in Gauguin o alle riprese di spunti in Munch, indagando quindi le “versioni”, come nel caso delle “Femmes d’Alger” di Picasso e di Delacroix, ma anche le assonanze di tema e di opere tra Matisse e Picasso, poi le repliche in Max Beckmann, Max Ernst, o i ready made di Duchamp o i monocromi di Yves Klein.
Come a dire una indagine su una costante nell’arte di ogni tempo, incentrata però esclusivamente sull’Ottocento e Novecento.
In tutto questo de Chirico viene indicato a paradigma, in un dibattito nel quale, assodato il valore assoluto dell’artista, gli esperti si interrogano su di lui, e sui molti suoi altrettanto illustri “Colleghi”, circa il loro porsi al di sopra delle regole o, per de Chirico, nel suo essere ”falsario di se stesso”.
Interrogativi molto stimolanti, affidati ad esperti di primo livello, ad indagare la complessa grandezza di de Chirico anche nel porsi a rifermento di modi controversi di intendere la produzione artistica.

Nel segno di Einaudi, una grande mostra a Milano.

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Inaugurazione
mercoledì 30 marzo, ore 18.30

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta 59

Mostra a cura di
Andrea Tomasetig, con Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra

… nel segno dello Struzzo,
in mostra alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese
mezzo secolo di cultura e di raffinato book design

La mostra allestita presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese, dal 31 marzo al 23 aprile, presenta cinquant’anni di cultura del Novecento attraverso i libri pubblicati da Giulio Einaudi dal 1933 al 1983, dalla fondazione fino alla crisi finanziaria del 1983 e alle successive traversie che porteranno, nel 1994, al passaggio alla Mondadori.
Ad essere documentato è il mezzo secolo in cui lo Struzzo – che stringe un chiodo nel becco con, sullo sfondo, un paesaggio con un castello e il motto Spiritus durissima coquit – è stato, per molti, indiscusso simbolo di qualità e di eccellenza culturale. Un punto di riferimento ideologico e intellettuale, ma anche grafico-editoriale.

Grazie al collezionista Claudio Pavese, che in oltre tremila volumi e documenti ha ricostruito la più ampia e completa storia della casa editrice italiana più influente sul piano culturale e una delle principali a scala internazionale, è possibile per la prima volta vedere da vicino, in un’articolata sintesi di circa 300 pezzi esposti, l’intero catalogo storico pubblicato.

Si parte dalla ricostruzione del clima cultural-editoriale della Torino di Piero Gobetti e di Carlo Frassinelli. Subito dopo libri in prima edizione, riviste, pubblicazioni, tutte le collane (ben 92, dai celebri “Coralli” ai “Gettoni” e a “Centopagine”, dalla precorritrice “Collana viola” a “Tantibambini”, solo per citarne alcune) scorrono sotto i nostri occhi in un intreccio potente di cultura, editoria e grafica, decennio dopo decennio dagli anni Trenta al vivacissimo secondo dopoguerra. Come giustamente sottolinea il collezionista “dal ’33 all’83 due intere generazioni sono ‘cresciute con gli struzzi’; due generazioni di intellettuali e di lettori che in quei cinque decenni hanno trovato nei libri della Casa editrice Einaudi un punto di riferimento centrale per la propria formazione”.

Protagonisti della mostra – a cura di Andrea Tomasetig, in collaborazione con Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra – sono poeti, scrittori, saggisti di tutto il mondo, ma anche le copertine di artisti di valore internazionale e l’apporto continuativo di grafici come Albe Steiner, Max Huber, Bruno Munari, che fanno dei libri Einaudi ancora oggi un modello di design italiano.

Non a caso l’iniziativa è programmata in coincidenza con il Salone del Mobile (12-17 aprile), che richiama a Milano folle di designer e creativi da tutto il mondo, e avviene nell’anno della XXI Triennale.

Infine, l’obiettivo di non disperdere la raccolta, ma di trovarle una destinazione pubblica per favorire la conoscenza del libro e l’amore per la lettura nelle nuove generazioni, dà alla mostra una particolare prospettiva, arricchita anche dalle varie iniziative collaterali ideate (conferenze e conversazioni pubbliche in tema).

Il catalogo della mostra – un prezioso strumento bibliografico riccamente illustrato, con saggi di Andrea Tomasetig, Stefano Salis, Mario Piazza e Mauro Chiabrando e con schede di Claudio Pavese – è stampato in tiratura limitata in coedizione con Libraccio, che cura anche il bookshop della mostra e altre iniziative in collaborazione.

Coordinate mostra

Titolo
I LIBRI EINAUDI 1933-1983
Collezione Claudio Pavese

Sedi
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta n. 59 – Milano

Durata
31 marzo – 23 aprile 2016

Vernice per la stampa
mercoledì 30 marzo h. 12.00
Galleria Gruppo Credito Valtellinese

Inaugurazione
mercoledì 30 marzo h. 18.30
Galleria Gruppo Credito Valtellinese

Orari e ingressi
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
da martedì a sabato h. 13.00-19.30
chiuso domenica e lunedì
apertura straordinaria domenica 17 aprile h. 13.00-19.30
INGRESSO LIBERO

Informazioni al pubblico
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
tel. +39 0248.008.015
galleriearte@creval.it – www.creval.it

Sgarbi entusiasta della mostra della Fondazione Cariperugia

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Vittorio Sgarbi, sulla mostra di Perugia
“Un esempio di gestione intelligente del patrimonio d’arte”

50 dipinti di grande rilievo rappresentativi non solo delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco, sono in mostra sino al 29 novembre in Palazzo Lippi Alessandri a Perugia.
La grande mostra che ha aperto ieri i battenti è uno spettacolare “biglietto da visita” di una collezione, quella creata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia per stimolo del presidente Carlo Colaiacovo, di livello notevolissimo. Come ha voluto riconoscere Vittorio Sgarbi, nel presentarla nel corso di un evento che si è tenuto presso la Sala dei Notari alla presenza del Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Ilaria Borletti Buitoni che ha sottolineato l’importanza di iniziative di questo genere per valorizzare il patrimonio artistico di cui è ricco il nostro Paese.
Sgarbi non ha esitato ad indicare la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ad esempio, decisamente positivo, della gestione pubblica di un grande patrimonio culturale. Un patrimonio che, in quanto appartenente alla stessa Fondazione, potrebbe essere stato inteso e gestito come “privato”, ovvero destinato a bene rifugio da tutelare, certo, ma non da proporre alla collettività. Non solo la Fondazione non ha scelto questa linea, ma al contrario ha attentamente selezionato le opere via via acquisite.
Altre parole di apprezzamento Sgarbi le ha riservate alle scelte che la Fondazione ha fatto, con determinazione e competenza, nella individuazione e selezione delle opere d’arte da far confluire nella propria Collezione. Opere di artisti di ambito umbro, scelte con particolare oculatezza, spesso per riunirle e salvarle dalla dispersione. Un progetto mirato, “alto”, per mettere l’uno accanto all’altro, secondo un disegno preciso, i nomi di massimo rilievo dell’arte umbra dal periodo medievale, come ne caso del Paliotto, che Sgarbi definisce “intenso”, di Matteo da Gualdo, passando per Perugino e Pinturicchio e per gli altri grandi interpreti del Cinquecento Umbro. Per svelare poi la qualità del Cerruti, e confrontare il “Cavalier Perugino” con l’Alunno, Federico Zuccari, il Pomarancio e di altri interpreti del manierismo.
Non un percorso – sottolinea Sgarbi – dedicato esclusivamente alle “grandi firme” ma una indagine scientificamente inappuntabile che non tralascia di indagare anche momenti interessanti ma meno noti della pittura umbra come il paesaggismo di Pietruccio Montanini o i capricci di Alessio De Marchis.
Umbria ma non solo, perché nella Collezione sono entrati anche dei grandi nomi “fuori territorio”; come Guercino, Carracci, Pier Francesco Mola o lo svizzero-romano Serodine.
“L’inizio di questa collezione, quasi vent’anni fa, fu una scelta non facile, ma che il tempo ha reso strategica e vincente”, ricorda il Presidente Colaiacovo. Una affermazione che trova palese riscontro nella attuale esposizione dedicata ai Tesori della Fondazione.
Mostra che non è ovviamente esaustiva di quanto di eccezionale la Fondazione ha riunito in anni di attente acquisizioni. Lo sottolinea il curatore della mostra, il professor Francesco Mancini che ha “tenuto a balia” questo importante progetto.
“Gli spazi a disposizione della mostra non hanno consentito, chiarisce il curatore, di aggiungere altri pezzi. Siamo tuttavia consapevoli che ulteriori, interessanti oggetti di proprietà della Fondazione meriterebbero di essere presentati e fatti conoscere; soprattutto di epoche storiche più vicine a noi. Ciò vale, ad esempio, per l’ormai consistente patrimonio d’arte del Novecento umbro; un patrimonio che è andato di giorno in giorno arricchendosi grazie soprattutto ai lasciti di privati che, specie se eredi di importanti artisti, hanno visto nella Fondazione un approdo sicuro per custodire la memoria dei propri congiunti; ma anche un Istituto attento a valorizzare queste loro generose e al tempo stesso lungimiranti operazioni di mecenatismo culturale”.

I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il caravaggismo nelle collezioni di Perugia
Palazzo Lippi Alessandri
corso Vannucci 39, Perugia
21 marzo-20 novembre 2016
Dal martedì al venerdì, 15.30-19.30
sabato, 11-22; domenica, 11-20
ingresso libero

Info: info@fondazionecariperugiaarte.it; tel. 075. 5724563; www.fondazionecariperugiaarte.it

Le Cucine Reali di Christiansborg, Copenaghen, restaurate e riaperte

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Le leggendarie Cucine Reali di Christiansborg sono state recentemente ristrutturate e riportate alla loro antica gloria. Inaugurate il 17 Marzo scorso alla presenza della Regina di Danimarca Margrethe II, le cucine sono da oggi aperte al pubblico che potrà assistere alle preparazioni di un banchetto reale e ammirare una delle più ampie collezioni di stoviglie in rame d’Europa.

È il 1937. Le Cucine Reali sono in fermento: le pentole di rame sfrigolano sul fuoco e il profumo di cibo si diffonde nell’aria. Il risultato è un menu da favola che si compone di specialità in stile contemporaneo e raffinatezza francese: soupe ambassadeur, filetto di sogliola à la Nantua, filetto alla Bouquetière, pollo alla parigina, gelato reale e dessert.

In occasione del Giubileo d’Argento del suo regno, il 15 maggio 1937 il Re Cristiano X organizza una festa nella Sala Grande del Palazzo di Christiansborg, offrendo ai numerosi ospiti illustri una squisita esperienza culinaria.

Inaugurazione-cucine-reali_credits Sven Berggreen (1)

Le pietanze della corte reale

Dopo intensi lavori di restauro, dal 18 marzo 2016 i visitatori del palazzo potranno vivere un’intensa esperienza sensoriale, tra gli odori, i fumi e i vapori delle Cucine Reali.

“Vogliamo ricreare l’atmosfera delle Cucine Reali degli Anni ’30 – il capocuoco che urla i suoi ordini, i cuochi che tengono in equilibrio 20 kg di pentole di rame, i pasticceri che posano eleganti corone di frutta candita sulle torte, lo sfilettare del pesce e i blocchi di ghiaccio che atterrano con un tonfo sulle tavole,” dice Mirja Thaulow, responsabile per le comunicazioni culturali del Palazzo di Christiansborg.

Nelle Cucine Reali sono presenti gli utensili e gli arredi dell’epoca di Cristiano X. In particolare, i visitatori potranno seguire le preparazioni per la cena di gala per festeggiare i 25 anni di regno del sovrano, il più grande banchetto reale mai tenuto in 90 anni per ben 275 ospiti.

Una cornucopia di prelibatezze francesi

Gli storici hanno scavato a fondo agli archivi di corte dell’epoca di Cristiano X. Liste degli ospiti, assegnazione dei posti a tavola e menu permettono di ripercorrere la storia dei banchetti e delle cene del sovrano. Il menu è un vero e proprio tripudio della cucina gourmet francese, con zuppa di castagne, fagiano di monte arrosto e zuppa di tartaruga, la preferita del re.

Gli archivi rivelano anche una serie di misteriosi piatti di origine francese che spingono gli storici ad indagare nel celebre libro di cucina del guru gastronomico francese Escoffier dei primi del ‘900.

Inaugurazione-cucine-reali_credits Sven Berggreen (2)

 

Pietro Ruffo alla Fondazione Puglisi Cosentino di Catania.

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La Fondazione Puglisi Cosentino e la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, annunciano l’’apertura, dal 3 aprile al 10 luglio, a Catania, nella sede della Fondazione Puglisi Cosentino, di Breve storia del resto del mondo, l’ampia personale di Pietro Ruffo, a cura di Laura Barreca.

“La mostra, allestita in uno dei più affascinanti spazi museali in Sicilia, propone uno spaccato della realtà storica contemporanea, attraverso gli occhi e la sensibilità di un artista dalla spiccata personalità”: è l’opinione del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che aggiunge: “La forza di Ruffo consiste nell’utilizzare tutti gli elementi base propri della sua formazione di architetto – il progetto, la carta, il disegno – per dar voce, con opere anche tridimensionali, ai grandi temi della storia universale, come la libertà e la dignità dell’essere umano costantemente minacciate dalle insidie del mondo di oggi”.

Breve storia del resto del mondo
riunisce una spettacolare sequenza di opere di grandi dimensioni realizzate dall’artista romano dal 2005 ai giorni nostri.
Essa va a comporre una sorta di viaggio visivo sul concetto universale di libertà o dei principi liberali nella storia politica dei continenti, attraverso i temi della colonizzazione, delle divisioni culturali, sociali, religiose da cui scaturiscono antichi e irrisolti conflitti tra i popoli del mondo.

Conosciuto per le sue grandi mappe delle nazioni, su cui schiere di libellule intagliate a mano e fermate con migliaia di spilli rappresentano l’idea della libertà, Pietro Ruffo concepisce un percorso espositivo che guida il visitatore al riconoscimento di alcuni “padri-ispiratori” del pensiero liberale e costituzionale: tra loro il politologo inglese Isaiah Berlin, cui l’artista dedica nel 2010 la serie di grandi ritratti I sei traditori della libertà, in mostra a Catania.
Ma anche poeti come il libanese Khalil Gibran, cui è dedicata l’opera Liberty House (2011): una piccola costruzione architettonica che vuole affermare il concetto che si è davvero liberi solo se il desiderio di ricercare la libertà diventa pratica quotidiana e interiore.

Attualissima traduzione artistica di una condizione geopolitica internazionale, la mostra si offre come riflessione più ampia sulle questioni da cui sono originate le più recenti e disastrose piaghe sociali: dal colonialismo, alla primavera araba, dal fondamentalismo islamico alle rivolte per i diritti dei lavoratori in Sud Africa.
Ad apertura e chiusura della mostra, l’opera The Colours of Cultural Map (2015) commissionata da Luciano Benetton per il progetto Imago Mundi, un grande atlante dei paesi del mondo e delle differenze che uniscono i popoli; e SPADSVII, commissionato dalla Galleria nazionale d’arte Moderna di Roma, un biplano di dimensioni reali realizzato interamente in legno e carta.

Vincitore del Premio Cairo e del Premio New York all’Italian Academy for Advanced Studies at Columbia University nel 2010, Pietro Ruffo è oggi riconosciuto come uno degli artisti italiani più interessanti a livello internazionale. Tra i progetti più significativi, si segnalano: A complex istant -Moscow, Progetto speciale per la quarta biennale di Mosca, SLASH, paper under the knife, MAD Museum of Art and Design, New York; Apocalittici e Integrati, MAXXI, Museum of XXI Century Art, Roma. Nell’estate del 2015 realizza una scenografia per la sfilata di Valentino, che ha visto l’artista cimentarsi con un’opera su scala urbana costruendo un’intera piazza ispirata al concetto di stratificazioni.

“PIETRO RUFFO. Breve storia del resto del mondo”
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino (Palazzo Valle, via Vittorio Emanuele 122) 3 aprile – 10 luglio 2016.

Orario: dal martedì alla domenica 10-13.00; 16.00-19.30.
Il sabato sino alle 21.30; chiuso il lunedì; aperture straordinarie su prenotazione.
La biglietteria chiude mezz’ora prima.
Biglietti interi: 8 euro, ridotti: 5 euro, i pomeriggi di martedì e venerdì ingresso 3 euro.
Visite guidate e laboratori didattici a cura di IDENTITAS
e-mail: mostraruffo@fondazionepuglisicosentino.it, +39 329 4571064

Mostra a cura di Laura Barreca, promossa dalla Fondazione Puglisi Cosentino e la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo

Monografia sull’artista a cura di Laura Barreca, edita da Silvana Editoriale.

Per informazioni e prenotazioni:
Fondazione Puglisi Cosentino tel. +39 095 7152118
info@fondazionepuglisicosentino.it
www.fondazionepuglisicosentino.it