Antoni Muntadas a Roma con il progetto espositivo Protocolli e Derive Veneziani

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Real Academia de España en Roma 
Piazza San Pietro in Montorio, 3 (Gianicolo)

Inaugurazione della mostra:
Giovedì 14 aprile – ore 19 

La mostra è visitabile da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00
Ingresso libero

La Real Academia de España en Roma è lieta di presentare PROTOCOLLI E DERIVE VENEZIANI, nuova mostra di Antoni Muntadas che avrà luogo negli spazi espositivi dell’Accademia (Piazza S. Pietro in Montorio, Gianicolo) dal 14 aprile al 15 maggio 2016(inaugurazione giovedì 14 aprile, ore 19).

Il progetto, presentato per la prima volta nel 2013 alla Biennale di Venezia in concomitanza con la 55esima Esposizione Internazionale d’Arte, e successivamente all’interno della 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è il risultato finale di una ricerca sulla città lagunare, che ha dato origine ad alcuni lavori realizzati in loco negli ultimi anni. La particolare configurazione di questa città storica la rende un interessante oggetto di studio e riflessione di cui l’artista può godere in prima persona come osservatore esterno, avendovi trascorso per lavoro tre mesi all’anno, dal 2004 ad oggi.

L’esposizione è composta dalla serie di fotografie Protocolli Veneziani e dal filmato Derive Veneziane, entrambi visitabili ad ingresso libero, dal martedì alla domenica in orario continuato 10-18.
Gli scatti esposti, che riportano particolari architettonici di Venezia, evidenziano le peculiarità dell’abitare lontano dalla terraferma: è così che tubi, aperture, tombini, finestre chiuse, sembrano possedere una logica propria e raccontare la città attraverso le tracce di un’antica attività edilizia.
Analogamente il film, presentato e proiettato quest’estate alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, descrive un lato inesplorato della città, sconosciuto ai più, misterioso e al contempo affascinante, caratterizzato da una quasi totale mancanza di individui che, viceversa, durante il giorno affollano le calli in maniera spropositata.

La visita a Roma di Antoni Muntadas in occasione di questo suo secondo intervento alla Real Academia de España en Roma (il primo risale al 2011 in collaborazione con l’American Academy in Rome) sarà accompagnata dalle seguenti attività:

Mercoledì 13 Aprile
Dalle 12.00 alle 13.30
Tavola rotonda “Media art: the new italian challenge” – Bnl Media Art Festival
MAXXI (Via Guido Reni, 4)

Venerdì 15 Aprile
Ore 15.00
Conferenza “La metodologia del progetto”
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI ROMA – Aula Magna (Via di Ripetta, 222)

Dalle 18.30 alle 20.00
“Muntadas – Audio per tre installazioni”
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – Sound Corner 28 (Via Pietro de Coubertin, 30)

Antoni Muntadas è nato a Barcellona nel 1942. Dal 1971 vive a New York. È stato uno dei primi artisti concettuali e media artist.
Artista multidisciplinare, che spazia dalla fotografia al video, dalle installazioni agli interventi urbani, è particolarmente noto per i suoi progetti che prevedono un uso artistico dei media e new media, in funzione sociale e politica, così come la relazione fra lo spazio pubblico e privato all’interno della struttura sociale.
Nei suoi quarant’anni di carriera ha realizzato e prodotto numerosi lavori delle serie definite “Media Landscape” (1977), “Media Architecture installations” (1980 e 1990), “The File Room” – progetto il cui obiettivo è la messa in discussione dell’idea di censura culturale – (1994). Oggetti di lavoro sono state anche le serie “On Translation” (1995) e “Asian Protocols”, tutt’ora in corso.
Le sue opere sono state esposte nei più importanti e rinomati musei e gallerie: The Museum of Modern Art a New York, Berkeley Art Museum, C.A., Musée d’art contemporain de Montréal, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid, Museo de Arte Moderno a Buenos Aires, e molti altri ancora.
Ha inoltre partecipato a diverse esposizioni internazionali, tra le quali Documenta VI e X a Kassel, le Biennali di Venezia del 1972, 1976 e 2005, Whitney Biennal of American Art, San Paolo e Lione, Taipei, Gwangju e L’Aavana. Oltre ad aver lavorato come docente, e aver diretto seminari in istituzioni accademiche europee e statunitensi, tra cui École des Beaux-Arts di Paris, la USP a San Paolo in Brasile, è stato ricercatore dal 1977 presso Center for Advanced Visual Studies al MIT, e successivamente professore alla Scuola di Architettura nello stesso MIT di Cambridge dal 1990 al 2014. In Italia collabora con la Galleria Michela Rizzo dal 2010 e insegna alla Facoltà IUAV di Venezia.

Maggiori info su Antoni Muntadas:
http://act.mit.edu/people/professors/antoni-muntadas/
https://vimeo.com/37814828
http://www.vanartgallery.bc.ca/the_exhibitions/exhibit_muntadas.html

A Ferrara, in Castello, anche Previati e Mentessi

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Dal 15 giugno al 27 dicembre
I protagonisti di un secolo di grande pittura ferrarese
nel rinnovato allestimento al Castello Estense
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Dal prossimo 15 giugno e fino al 27 dicembre, una nuova galleria di capolavori attende i visitatori del Castello Estense.
L’edificio simbolo di Ferrara è diventato la casa – provvisoria ma di straordinario fascino – delle notevolissime raccolte d’arte delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari, inagibili dopo il terremoto del 2012.
A fare da apripista a questo ciclo espositivo sono stati Boldini e De Pisis, entrambi presenti nelle raccolte civiche in modo ampio e con testimonianze di assoluto rilievo.
Nei prossimi mesi un importante nucleo di opere di Boldini volerà in Cina dove, al World Art Museum di Pechino, gli sarà dedicata la prima retrospettiva in quel grande Paese. Questo coinciderà con il disallestimento della sezione boldiniana in Castello, rinnovamento già preventivato, visto che il progetto L’arte per l’arte ideato da Maria Luisa Pacelli, direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna, ipotizzava in Castello una successione di mostre.
Attingendo ancora alle raccolte pubbliche ferraresi, gli spazi che ora accolgono Boldini ospiteranno una selezione di opere di altri protagonisti dell’arte a Ferrara tra Otto e Novecento, in particolare Gaetano Previati e Giuseppe Mentessi. Resterà invece immutato il percorso dedicato a Filippo de Pisis.
«È questa un’ulteriore occasione – afferma Tiziano Tagliani, Sindaco di Ferrara – per ammirare il patrimonio delle Gallerie di Palazzo Massari. L’intento è quello di continuare a tenere vivi i musei, nonostante la chiusura della loro sede per restauro, e offrire una nuova opportunità per visitare il Castello Estense».

«L’’edizione 2016 dell’Arte per l’arte si apre con uno scorcio sull’arte italiana tra Ottocento e Novecento, focalizzando l’attenzione sul contributo degli artisti ferraresi», anticipa Maria Luisa Pacelli.
Nelle sale riccamente decorate del piano nobile del Castello si svilupperà l’allestimento La libertà dell’arte. Tra verità e immaginazione, proponendo un breve ma interessante viaggio tra alcuni dei diversi orientamenti che, sul finire dell’Ottocento, fanno a gara per rinnovare i convenzionali linguaggi dell’arte: dalle poetiche del vero all’arte di idee, dalla pittura di macchia al divisionismo, dalla rappresentazione della vita moderna alle suggestioni decorative del Liberty. Tra i protagonisti vi sono artisti ferraresi attivi sulla scena italiana, come Giuseppe Mentessi, Alberto Pisa o Arrigo Minerbi, e, accanto ad essi, figure di statura internazionale quali Giovanni Boldini e Gaetano Previati, che fu interprete del divisionismo e della vague simbolista. L’allestimento si svilupperà per sale tematiche che richiamano i motivi portanti delle ricerche a cavallo tra Otto e Novecento: il ritratto moderno e i suoi nuovi codici, i temi storico-allegorici e la dimensione monumentale e decorativa, i nuovi soggetti della modernità, il paesaggio reale e il paesaggio dell’anima, le tensioni morali e spirituali alla vigilia della grande guerra.
Il percorso prosegue poi nello scrigno dei Camerini di Alfonso I, dove rimane allestita la selezione di capolavori di Filippo de Pisis, che racconta la parabola artistica di un altro talento ferrarese, attivo sul palcoscenico italiano e parigino a partire dagli anni Venti del Novecento. Il ricchissimo fondo ferrarese di opere depisisiane, costituito soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta, permette di rivisitare tutto il suo percorso creativo. Dalle opere giovanili, da cui traspare la riflessione di De Pisis sull’incontro con De Chirico e la pittura metafisica, ai capolavori del periodo parigino che segnano la nascita di un linguaggio personale, trascrizione pittorica delle brucianti emozioni che la Ville lumière procura al pittore, fino alla produzione successiva al rientro in Italia, esiti estremi nei quali la poesia delle immagini si spoglia fino all’essenziale.

L’ARTE PER L’ARTE
Da Previati a Mentessi, da Boldini a De Pisis. Un nuovo percorso al Castello Estense
Ferrara, Castello Estense, 15 giugno – 27 dicembre 2016

Organizzatori
Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e Fondazione Ferrara Arte

A cura di
Chiara Vorrasi, Conservatrice Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea

Orari di apertura
Dal 1 giugno al 30 giugno: aperto tutti i giorni, 9.30 – 13.30 / 15.00 – 19.00
Dal 1 luglio al 31 agosto: chiuso il lunedi`, 9.30 – 13.30 / 15.00 – 19.00
Dal 1 settembre al 30 settembre: aperto tutti i giorni, 9.30 – 17.30
Dal 1 ottobre al 31 dicembre: chiuso il lunedi`, 9.30 – 17.30
(la biglietteria chiude 45 minuti prima)
Aperto anche 15 agosto, 31 ottobre, 1 novembre, 8 e 26 dicembre

Informazioni
tel. 0532 299233
castello.estense@comune.fe.it
www.castelloestense.it

Prenotazioni Mostre e Musei
tel. 0532 244949
diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

In Vino Satyra – Bologna, 23 e 24 aprile 2016

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Sabato 23 e domenica 24 aprile 2016, nella cornice del Quadriportico di Vicolo Bolognetti, si svolge la prima edizione del festival In Vino Satyra, manifestazione culturale che combina l’arte enologica e la sagacia della satira, proponendo al pubblico degustazioni e performance in un’atmosfera conviviale che valorizza i piccoli produttori biologici e biodinamici.

Genesi e Protagonisti

In Vino Satyra è un festival che abbina la corposa esperienza sensoriale legata alla degustazione del vino con una portata altrettanto gustosa e pungente: la Satira. Ideato e realizzato dall’Associazione ContaGocce, il festival propone un’accurata selezione di stimati rappresentanti della produzione vitivinicola e della satira, promuovendo il connubio fra queste arti per stimolare l’incontro, la conoscenza e la mutua celebrazione. Un appuntamento servito al pubblico nella suggestiva cornice del Quadriportico di Vicolo Bolognetti dal 23 al 24 aprile 2016. Protagonisti della manifestazione saranno i vignaioli, gli artisti di satira e il pubblico, invitato a interagire con i produttori e con gli autori per tutta la durata dell’evento.

Selezionati privilegiando tecniche di coltivazione biologiche e biodinamiche e qualità organolettiche dei vini, i 22 vignaioli provenienti da tutta Italia proporranno in degustazione libera al pubblico i propri prodotti, i quali potranno anche essere acquistati direttamente presso gli stand. Nella selezione delle cantine presenti al festival, si è voluta garantire ampia rappresentatività geografica: i viticoltori arriveranno a Bologna da ben 15 regioni diverse, offrendo un’ampia ricognizione del patrimonio enologico italiano. I Vignaioli presenti saranno a disposizione dei visitatori per approfondire le specificità geografiche di ciascun prodotto e le proprie tecniche di coltivazione che alla standardizzazione prediligono un’esperienza autentica e genuina. In questo modo il festival promuove una cultura del vino informata e consapevole, favorendo lo scambio d’informazioni fra consumatori e produttori.

La kermesse darà ampio spazio agli artisti di satira che andranno in scena contemporaneamente alle degustazioni: dalla carta stampa al web, dal fumetto alla prosa, artisti emergenti e autori di riferimento proporranno performance, installazioni e workshop a contenuto satirico. Al termine delle degustazioni, dalle 21:00 alle 23:00 circa, gli artisti della satira saliranno sul palco per concludere da protagonisti le due giornate. Un concentrato di poesia mordace alla mescita, per potenziare l’energia ispiratrice di questo evento. Molti i nomi presenti a questa prima edizione di In Vino Satyra: da “Lercio” a Filippo Giardina di “Satiriasi”, dal vignettista Giuseppe La Micela al graffiante Daniele Villa, alias Genio78, da “Feudalesimo e Libertà” a “La Buoncostume”, passando per le irriverenti pagine della storica rivista “Il Vernacoliere” e approdando al collettivo bolognese di Stand Up Comedians “La Factory di Renato Tabacchi”.

Degustazioni, workshop, interventi di satira e seminari: 15:00 – 20:00 circa

Spettacoli serali: dalle 21:00 alle 23:00

Spettacoli, calice e degustazione: 8 euro

 

ContaGocce è un’associazione nata a Bologna nel 2015. Promuove eventi culturali che uniscono arti diverse e creano esperienze sensoriali uniche. La nostra prima iniziativa, il festival InVinoSatyra, stimola l’incontro fra le arti della satira e della produzione vitivinicola in quanto ingredienti di socialità e cultura popolare, per esaltarne la virtù condivisa di saperci donare uno sguardo più ampio sul mondo: usando le parole di Orazio, la capacità di “mostrare le cose nascoste” con un gusto culturale dalla scia persistente, intensa ed ampia.

La manifestazione è realizzata con il patrocinio del Comune di Bologna.

“CVTà – Street Fest”. 21-24 aprile 2016. Quattro giorni di arte, musica, gastronomia e ambiente

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CIVITACAMPOMARANO (CAMPOBASSO)

21-24 aprile 2016

Per la prima volta i linguaggi della street art conquistano e ridisegnano il paesaggio urbano di un suggestivo angolo di Molise, il borgo di Civitacampomarano in provincia di Campobasso. Le strade del paese fanno da fondale per la prima edizione del Festival “CVTà – Street Fest”. La manifestazione si terrà da giovedì 21 a domenica 24 aprile 2016 e vedrà protagonisti sei artisti che hanno lasciato tracce del loro passaggio in diverse città del mondo: Biancoshock (Italia), David de la Mano (Uruguay), Pablo S. Herrero (Spagna), Hitnes (Italia), ICKS (Italia), UNO (Italia). La direzione artistica della manifestazione è firmata da Alice Pasquini, in arte AliCè. Il coordinamento degli eventi è affidato a Jessica Stewart. È la Pro Loco “Vincenzo Cuoco” a organizzare il Festival e a sostenerlo insieme al Comune di Civitacampomarano. La manifestazione gode inoltre del patrocinio del Comune di Civitacampomarano e della Regione Molise. Partner dell’iniziativa è “La Molisana”.

COME NASCE IL FESTIVAL – Tutto nasce da un’email inviata ad Alice nel 2014 da Ylenia Carelli, Presidente della Pro Loco “Vincenzo Cuoco” di Civitacampomarano: un invito a fare tappa nel borgo molisano per dipingere i muri del centro storico ormai quasi completamente disabitato. Quando Alice arriva a Civitacampomarano, i suggestivi scorci del paese restano impressi nella sua memoria. E il passaggio di Alice, a sua volta, si imprime sulle superfici del centro storico, segnate dal tempo. L’artista realizza una serie di interventi pittorici, prendendo spunto da fotografie d’epoca della vita del paese, per rendere omaggio al passato di Civitacampomarano. “Ho dipinto su vecchie porte, per ricordare quello che ora non c’è più – spiega Alice – molte case bellissime ora sono vuote, lo spopolamento è stato enorme e Civitacampomarano oggi conta poco più di quattrocento abitanti”. Il legame fra il borgo e questa artista cosmopolita, ambasciatrice della street art italiana in tutto il mondo, non è solo artistico, ma anche biografico: “Per me non è un paese qualsiasi – racconta – è il paese natale di mio nonno, ma questo l’autrice della mail non lo sapeva”. Il viaggio di Alice diventa così non solo un viaggio alla scoperta delle bellezze di un’Italia minore, ma anche un percorso nella sua memoria familiare.  Nato da una coincidenza, il progetto artistico arriva a coinvolgere un paese intero. Gli abitanti del borgo adottano l’artista e i suoi lavori diventano motivo di orgoglio e punto di partenza per una riscoperta e una valorizzazione del centro antico. La street art a Civitacampomarano non passa inosservata e attira l’interesse della stampa e della televisione nazionale, consolidando un legame che nel tempo si è trasformato nell’idea di questo Festival.

PERCHÉ CVTà? – Civitacampomarano nel dialetto dei suoi abitanti si chiama Cvtà e, nell’ideale abbraccio che unisce passato e futuro, origini e riscoperte, è stata scelta proprio questa espressione per intitolare il festival. Con l’auspicio che rendere l’arte viva e colorare con essa i muri e gli spazi condivisi possa essere una strategia vincente per contrastare l’abbandono e il degrado di un’Italia troppo spesso dimenticata e svilita.

GLI INTERVENTI ARTISTICI – Un Festival di street art può nascere solo attraverso la partecipazione e la condivisione del progetto da parte di un’intera comunità. In quest’ottica, sono stati gli stessi abitanti di Civitacampomarano a fare a gara per mettere a disposizione degli artisti il muro più bello, lo scorcio più ammaliante, il panorama più prezioso. Ciascuno dei sei artisti è invitato a eseguire il proprio intervento sulla pelle dell’antico borgo nell’arco dei quattro giorni in cui si svolgerà la manifestazione, lavorando a stretto contatto con gli abitanti del luogo. Il risultato sarà una proposta corale capace di offrire, sia a chi passa quotidianamente per quelle strade che ai visitatori, la possibilità di guardare i vecchi muri logorati dal tempo con uno sguardo tutto nuovo, che nasce dalla cooperazione della comunità con i sei artisti ospiti.

NON SOLO MURI – Oltre all’intervento artistico permanente realizzato sui muri del paese, il programma di “CVTà – Street Fest” prevede una serie di iniziative ed eventi collaterali, che vanno dalle visite guidate, al dialogo con i bambini delle scuole, dalla gastronomia alla musica, animando il borgo per i quattro giorni della manifestazione con un clima di festa permanente.

GLI ARTISTI – Italiani che hanno lungamente lavorato all’estero e artisti stranieri alla scoperta dell’Italia si incontrano per le strade e sui muri di Civitacampomarano. Street artist e pittrice, ma anche illustratrice e scenografa, la romana AliCè (www.alicepasquini.com) è la direttrice artistica del Festival. Ha portato nelle più importanti città del mondo la sua arte che mescola narrazione della vitalità femminile, fruizione tridimensionale delle opere e installazioni con l’uso di materiali inconsueti. Il milanese Biancoshock (www.biancoshock.com) definisce i suoi interventi urbani temporanei, amplificati attraverso la fotografia, i video e i media, con il termine Effimerismo, da lui stesso coniato. Arriva da Montevideo in Uruguay David de la Mano (daviddelamano.blogspot.it), che approda alle pitture murali e all’arte pubblica a partire dagli studi in Spagna dedicati alla scultura e dai progetti installativi e di land-art. Il linguaggio pittorico dello spagnolo Pablo S. Herrero (lasogaalcielo.blogspot.it) è legato al codice degli alberi e delle foreste. La sua attività come muralista si concentra soprattutto fuori dai centri urbani, abitando periferie, aree marginali e zone rurali. In primis disegnatore e poi pittore su parete, con una predilezione tematica per il mondo animale e vegetale, Hitnes (www.hitnes.org) da Roma gira il mondo disseminando al suo passaggio figure di un bestiario e di un erbario in continua evoluzione. Unico artista molisano di quelli invitati alla prima edizione di “CVTà – Street Fest”, ICKS (www.facebook.com/ICKS.stencil) lavora con la tecnica dello stencil e attinge a un immaginario pop, riletto con ironia e una critica costante agli stereotipi consolidati, affrontando spesso anche tematiche sociali. Attualizzando la lezione di Warhol, di Debord e di Rotella, UNO gioca con la tecnica pubblicitaria, cambiandola di segno, attraverso la ripetizione all’infinito e l’usodi spray e pitture fluorescenti in abbinamento alle tecniche del poster, del collage, del decoupage e in generale della  manipolazione della carta. Il volto simbolo della famosa pubblicità di una cioccolata viene reso da UNO un’icona della possibile rivoluzione del singolo nei confronti della società di massa.

SOUNDSCREEN Film Festival 2016: Adam Green, Frankie hi-nrg mc, Marlene Kuntz, Thony a Ravenna dall’11 al 16 aprile

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Frankie hi-nrg mc, Marlene Kuntz, Thony e Adam Green sono alcuni degli ospiti del SOUNDSCREEN Film Festival, festival di Cinema dedicato ai film nei quali la Musica è protagonista.

Dall’11 al 16 aprile 2016 a Ravenna
– presso il Palazzo del Cinema, Largo Firenze 1 –
si alterneranno le proiezioni di 20 lungometraggi,
incontri con ospiti nostrani ed internazionali del mondo del Cinema e della Musica e ancora la sonorizzazione live de “L’Inferno” (1911) ad opera della Byzanthium Orchestra di Bruno Dorellae Bologna Violenta.

Grande novità a Ravenna: è in arrivo SOUNDSCREEN FILM FESTIVAL, dall’11 al 16 aprile 2016 presso il centrale Palazzo del Cinema e dei Congressi di Largo Firenze 1, tra i pochissimi festival in Italia e nel mondo dedicati a Cinema e Musica.
Soundscreen è un festival di Cinema in cui la Musica è protagonista.
Cinema e Musica sono arti da sempre in stretta relazione tra loro. Parliamo di film di generi diversi, dal documentario alla fiction, dal biopic all’animazione, passando per la colonna sonora -sempre meno accessoria e sempre più identità del film- e con particolare attenzione alle opere più innovative dei nuovi talenti della scena internazionale.

Il festival si articolerà nelle seguenti sezioni:
– CONCORSO INTERNAZIONALE per lungometraggi: evento principale del Festival, presenterà 10 film in anteprima: dalla Scozia God Help The Girl, il musical scritto e diretto da Stuart Murdoch dei Belle and Sebastian; Eden di Mia Hansen-Løve, che racconta ascesa e caduta di un DJ francese; Imagine Waking Up Tomorrow And All Music Has Disappeared di Stefan Schwietert, con e su Bill Drummond; diretto da Felix van Groeningen, il film vincitore del premio alla Regia all’ultima edizione del Sundance FF, Belgica, storia di due fratelli alle prese con un torbido e trasgressivo locale rock; dal Regno Unito Northern
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Soul della fotografa Elaine Constantine; dagli Usa The Guest, horror del talentuoso Adam Wingard, e Aladdin, ultima avventura creativa del genio pop indie folk Adam Green; dall’Islanda Metalhead di Ragnar Bragason, storia di una ragazza che sogna una propria band hard rock; il filippino Blanka di Kohki Hasei su una bambina di strada che trova la salvezza grazie alla musica; infine il russo Valery Ignatiev con The Two at The Piano, delicato racconto su di un giovane pianista che si ammala di una rara malattia.

– PANORAMA sulle nuove tendenze del cinema musicale italiano, eventi ed incontri con i suoi protagonisti: Complimenti Per La Festa di Sebastiano Luca Insinga, sui Marlene Kuntz e i 20 anni del loro mitico album d’esordio Catartica (in sala il leader della band Cristiano Godano); Numero Zero di Enrico Bisi, la golden age dell’Hip Hop italiano attraverso la voce dei suoi protagonisti (in sala il mitico rapper e protagonista del film Frankie hi-nrg mc); Nel Paese Dei Coppoloni, poetico film di Stefano Obino ambientato nei luoghi in cui l’ispirazione letteraria e musicale di Vinicio Capossela è diventata realtà; Vinylmania di Paolo Campana, felice documentario girato tra collezionisti, DJ, musicisti, artisti e commercianti con la passione del vinile.

– TRIBUTO A DAVID BOWIE: Soundscreen omaggia il grande Duca Bianco proponendo i film nei quali fu attore protagonista: da L’uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg a Miriam si sveglia a Mezzanotte di Tony Scott, fino a Furyo – Merry Christmas Mr. Lawrence del grande Nagisa Oshima.

– BEST OF 2016: il festival ripropone il film Amy di Asif Kapadia, sulla vita della cantante Amy Winehouse, che dopo aver conquistato numerosi premi nei festival internazionali, ha vinto il premio Oscar 2016 come miglior documentario.

– EVENTO SATELLITE: una serata imperdibile con la sonorizzazione dal vivo di un grande classico del cinema muto: L’inferno (1911). Il primo grande capolavoro ispirato alla cantica di ‪Dante‬ sarà accompagnato in sala dalla ‪Byzantium Experimental Orchestra‬ di Bruno Dorella – storico leader dei RONIN e membro di OvO, Ronin e Bachi da Pietra- e Nicola Manzan – violinista e produttore titolare del progetto Bologna Violenta.

– SOUNDSCREEN SESSIONS: appuntamenti, incontri su cinema e musica . Quest’anno il giornalista e scrittore Maurizio Principato ci parlerà di Quentin Tarantino e di David Bowie, mentre Thony -attrice in Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, musicista con i due album “With the Green in My Mouth” e “Birds”- sarà presente con uno speciale showcase.

Identità del SOUNDSCREEN 

Un altro tipo di cultura è possibile: intellettuale senza essere accademica, popolare senza essere populista, intelligente senza essere noiosa, artistica senza essere incomprensibile. Fuori da Hollywood e dall’industria da anni esiste un raffinato cinema della biodiversità, indipendente e libero, non omologato, fatto di grandi energie, idee geniali, stupefacenti visioni e potentissime emozioni. Il Soundscreen, vuole contribuire a questa nuova cultura del cinema, mostrandone le nuove forme e i generi alternativi ed esplorando il rapporto sempre fecondo con cui il cinema e musica si influenzano reciprocamente.
Promotori

Il festival, per la direzione artistica di Albert Bucci, è promosso e organizzato dall’Associazione Culturale Ravenna Cinema in compartecipazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura; con il contributo della regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; in collaborazione con Bronson Produzioni.

       11-16 Aprile 2016       
  PALAZZO DEL CINEMA_RAVENNA  

23^ Edizione de “Nel segno del Giglio”

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Un sontuoso Omaggio a Maria Luigia a Colorno
per la 23^ Edizione de Nel segno del Giglio
Dal 23 al 25 aprile

Il 19 aprile del 1816, ovvero giusto due secoli fa, Maria Luigia d’’Austria, già consorte di Napoleone e Imperatrice dei Francesi, giunse nel suo nuovo, minuscolo regno, il Ducato di Parma. La sua prima destinazione fu la Reggia di Colorno, sua futura residenza estiva.
Qui e l’indomani a Parma, in Cattedrale, il popolo l’accolse con tale entusiasmo da farle venire “le lacrime agli occhi” come lei stessa confessò al padre, l’Imperatore d’Austria.

I duecento anni dall’insediamento dell’Imperatrice come Duchessa, sono oggetto di un grande programma di festeggiamenti a Parma e in tutto il territorio dell’antico Ducato.

Del tutto naturale, quindi, che nella 23^ edizione de Nel segno del Giglio, la mostra mercato del giardinaggio di qualità che da sempre si svolge nella Reggia di Colorno e nel suo sontuoso Parco, venisse ricordata Maria Luigia, sovrana che aveva una passione per fiori e giardini.

Tante le soprese della grande mostra mercato che Elisa Migone e Isabella Gemignani “cesellano” con la consueta cura nel cortile interno della Reggia, lungo i viali del parterre firmato da Le Notre e tra le sinuosità del grande parco romantico della Reggia.

Sarà un tripudio di rose, clematidi, peonie in onore dell’Imperatrice, ma anche delle piccole piante da fiore che lei amava, a cominciare da quella Violetta di Parma che la ricorda.
Poi una attenta selezione di piante d’epoca, a ricordare e rioffrire specie ormai escluse dalla grande produzione e perciò tanto più amate da chi fa del giardinaggio una passione più che un mestiere. Tra esse il celere biricoccolo o susincocco i cui frutti si tramanda fossero graditi alla Duchessa di Parma.

Tutti gli oltre cento padiglioni di questa grande mostra-festa del giardinaggio, saranno addobbati a festa, con i colori dell’Imperatrice.

Anche il prestigioso Premio intitolato ad Ippolito Pizzetti che Nel segno del Giglio assegna ogni anno alle migliori proposte della manifestazione, sarà quest’anno accompagnato da un riconoscimento speciale nel nome di Maria Luigia, riconoscimento che la Giuria di esperti conferirà allo stand più elegante della mostra.

Nel segno del Giglio 2016 sarà quindi un trionfo di colori, un tripudio di fiori, accompagnati da tutto il “cotè” che trasforma il giardinaggio domestico in un meraviglioso rituale, da compiere con lo stato d’animo adeguato, ma anche con il giusto abbigliamento, i giusti attrezzi e, perché no, il giusto cappello. Come facevano in questo meraviglioso parco l’Imperatrice Maria Luisa e, prima di lei, le Duchesse di Casa Farnese.

Nel segno del Giglio è organizzata e curata da ARTOUR s.c., con il patrocinio del Comune di Colorno.

Info: www.nelsegnodelgiglio.it

ORARI E BIGLIETTO D’INGRESSO
Sabato 23 Aprile
dalle ore 10.00 alle ore 19.00, costo del biglietto € 8
domenica 24 e lened Aprile
dalle 10.00 alle 19.00, costo del biglietto € 8
GRATIS fino a 14 anni

COME ARRIVARE
In auto
Autostrada A1, uscita Parma. Strada provinciale Asolana (SP343) per Colorno direzione Mantova 11 km.
In bus
Linea extraurbana. Per maggiori informazioni www.tep.pr.it

PER INFORMAZIONI E CONTATTI
ARTOUR Cooperativa di Servizi Culturali
email info@artourparma.it
sito internet www.artourparma.it

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica c/o Reggia di Colorno
telefono +39 0521 31 37 90
email ufficio.turistico@comune.colorno.pr.it

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica di Parma
telefono +39 0521 21 88 89
email turismo@comune.parma.it

Parma Point
telefono +39 0521 93 18 00
email info@parmapoint.it

Janello Torriani, Genio del Rinascimento

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Cremona ha il merito di dedicare al suo concittadino Janello Torriani, Genio del Rinascimento, una grande mostra, dal 10 settembre 2016 al 29 gennaio 2017, presso le sale espositive del Museo del Violino. A promuoverla sono Comune di Cremona, Fundación Juanelo Turriano, Fondazione Arvedi Buschini, Unomedia e a curarla il ricercatore Cristiano Zanetti e Cinzia Galli, Conservatrice del Museo di Storia Naturale del Comune di Cremona.
Janello Torriani. Il suo nome è quasi sconosciuto, anche se in vita era spesso affiancato a quello di Archimede. Egli riuscì ad affascinare i due più potenti Sovrani del suo tempo, Carlo V e suo figlio Filippo II, che lo vollero al loro fianco, considerandolo un genio come per noi oggi è Leonardo da Vinci.
A differenza di Leonardo, Janello Torriani non sapeva dipingere, era uomo rozzo e tutt’altro che nobile, eppure le sue grosse mani da fabbro sapevano creare meraviglie che tutta l’Europa ambiva: meccanismi sofisticatissimi, gestiti da combinazioni meccaniche elaborate che a noi oggi sono garantite dalla tecnologia più avanzata.
Dalla sua mente e dalle sue mani uscivano orologi perfetti, nelle loro decine di funzioni, e bellissimi. Meravigliosi automi che suscitavano l’ammirazione e lo stupore delle Corti. Fu lui a elaborare le applicazioni della sospensione cardanica tutt’ora di uso quotidiano, ma che prese il nome da un altro, il Cardano appunto.
Quando sia nato nessuno lo può dire con certezza, si suppone verso il 1500. La leggenda racconta l’evento che si verificò nel preciso istante in cui Janello veniva alla luce: un fulmine squarciò il cielo per scaricarsi sull’orologio del Torrazzo.
Come a presagire che quel neonato sarebbe stato indissolubilmente collegato al funzionamento degli orologi.
A quel tempo era mitico l’Astrario di Giovanni Dondi, ma il Torriani, su commissione di Carlo V, costruì il più complesso orologio planetariodella storia mosso da circa 1800 componenti meccaniche chiamato Microcosmo. Fu infatti lui ad inventare la prima fresatrice per la costruzione delle ruote dentate. L’impresa richiese più di vent’anni per la progettazione e tre per la costruzione.
Non si tirava indietro davanti a nessuna sfida, neppure a ciò che pareva a tutti impossibile, come il sollevare le acque del Tago sino alla sommità dell’Alcazar di Toledo. Costruì infatti per il Re di Spagna la prima macchina ciclopica della storia che elevava acqua per cento metri di altezza (quasi come il Torrazzo di Cremona) portando 18 mila litri di acqua al giorno al castello reale lungo un percorso di 300 metri.
La fama di Torriani lo portò a partecipare alla riforma gregoriana del calendario: nessuno come lui conosceva la perfezione del tempo.

Info Mostra: www.mostratorriani.it

FestivalFlorio di Favignana, 17-26 giugno: il programma definitivo

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FestivalFlorio

V edizione

17-26 giugno 2016

Isola di Favignana (TP)

 

Si svolgerà dal 17 al 26 giugno la quinta edizione del FestivalFlorio di Favignana, consolidatosi in questi anni come uno dei Festival d’Arte di maggior rilievo dell’Estate Siciliana. Come da tradizione che vede scegliere un Tema e declinarlo nei linguaggi delle varie Arti, anche quest’anno la direzione artistica del festival, guidata dal Maestro Giuseppe Scorzelli, ha optato per un argomento particolare. La materia eletta per il Triennio 2015-2017 sarà “ProgettOdissea”, ovverosia un’integrale dei reading di tutti i Libri dell’Odissea: un progetto unico ed una esclusiva assoluta in Prima nazionale.
Protagonisti degli spettacoli che si alterneranno nei giorni della manifestazione saranno dunque l’esodo, la patria, la ricerca della terra promessa e il viaggio, inteso in tutte le sue sfaccettature, in cui il mare e in particolare la Sicilia rappresentano il punto d’approdo di questa continua ricerca. Terre di pescatori, probabile Itaca descritta da Omero, palcoscenico della cronaca nera con la disperazione dell’immigrazione, le Isole Egadi diventano così per 10 giorni scenario di arte, cultura e tradizione.
In collaborazione con le istituzioni locali, con l’Area Marina Protetta e con la Cooperativa Solidalia ogni spettacolo – dal reading al concerto musicale, dall’incontro letterario alla proiezione cinematografica – declinerà storie di vita e di accoglienza, per conoscere in modo più approfondito la realtà che stiamo vivendo, oltre ogni pregiudizio e paura.
Largo spazio anche alla tradizione, fonte primaria dell’identità siciliana con i suoi sapori e i suoi odori, nello spazio dedicato agli “Incontri d’Autore”. Piatti tipici dal gusto unico: le carni del tonno rosso, il vino, la pasta fresca, i dolci e tutto ciò che la cucina favignanese ha da offrire: la parmigiana di tonno dal sapore inconfondibile, le busiate alla favignanese con tonno pomodorini e capperi, l’immancabile pasta con i ricci, il pane cunzatu farcito con prodotti locali e genuini, il cous cous di pesce, le cassatelle ripiene di ricotta e scaglie di cioccolato… il tutto arricchito dal profumo inebriante degli ottimi vini locali.

Il FestivalFlorio è organizzato da Associazione Kymbala e gode del patrocinio del Comune di Favignana, della Regione Sicilia e dell’Area Marina Protetta.

Gli incontri letterari sono curati dalla Libreria Nuova Europa di Roma, presente durante il Festival con un punto vendita.
Responsabile della sezione prosa del festival è Fabrizio Falco.

Un evento in collaborazione con: Cave Bianche Hotel, Hotel Aegusa, I Pretti Hotel, Residence Orsola, Residence Favonio, Siciltransfert, Tonno Castiglione, Zicaffè

IL PROGRAMMA DEFINITIVO:

Venerdi 17 giugno
Ore 21.30
Rassegna Film nelle Cave
Proiezione Film Muto Pianoforte: M° Rossella Spinosa
Cave Bianche Hotel
ingresso su prenotazione

Sabato 18 giugno
Ore 19
Aperitivo con l’autore
Incontro con  Maurizio De Giovanni 
Giardino Hotel Aegusa
Ore 21.30
Incontro pubblico con Luca Abete, inviato di  Striscia la Notizia
Assegnazione Premio Favignana per il giornalismo

Domenica 19 giugno
Ore 21.30
Reading n°1
Anna Bonaiuto
Palazzo Florio

Lunedi 20 giugno
Ore 19
Sax Solum Quartet
Giorgia Grutta (sax soprano), Vito La Paglia (sax alto), Agostino Piacentino (sax tenore), Giuseppe Scorzelli (sax baritono)
Concerto/aperitivo dell’ensemble residente
Ore 21.30
Grandi pianisti
Michele Campanella e Monica Leone in concerto
Chiesa Madrice

Martedi 21 giugno
Ore 19
Aperitivo con l’autore
Incontro con Marco Buticchi 
Giardino Hotel Aegusa
Ore 21.30
Grandi pianisti
Evgeny Starodubtsev 
Chiesa Madrice

Mercoledi 22 giugno
Ore 19
Concerto Aperitivo
Beatrice ed Eleonora Dallagnese in Concerto
I Pretti Resort
Ingresso su prenotazione
Ore 21.30
Spettacolo/reading
Scarpe Diem
Con Pino Ammendola & Maria Letizia Gorga
Musica di Stefano De Meo
Palazzo Florio

Giovedi 23 giugno
Ore 21.30
Fabrizio Falco e Danilo Nigrelli: Sicilia
Cave Bianche Hotel
Ingresso su prenotazione

Venerdi 24 giugno
Ore 19
Aperitivo con l’autore
Incontro con Clara Serretta 
Forse non tutti sanno che in Sicilia 
I Pretti Resort
Ingresso su prenotazione
Ore 21.30
Reading n° 2
Laura  Marinoni
Palazzo Florio

Sabato 25 giugno
Ore 19
Aperitivo con l’autore
Incontro con Chiara Gamberale 
Assegnazione Premio Città di Favignana
Ore 21.30
II Ed Premio Favignana per composizione
Chiesa Madrice

Domenica 26 giugno
Chiusura FestivalFlorio 2016
Reading: Luigi Lo Cascio 
Palazzo Florio

Maggiori info su:
www.festivalflorio.it

Associazione Kymbala
Via Gambini, 40- 64100 Teramo
tel. 392.6609712
info@kymbala.it

Lamborghini celebra 50 anni di Miura: “Velocità e Colore” nel suo Museo storico

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Automobili Lamborghini celebra i 50 anni della Miura
con la mostra d’arte “Velocità e Colore” nel suo Museo storico

Sant’Agata Bolognese, 06 Aprile 2016 – Automobili Lamborghini inaugura le celebrazioni del 50° Anniversario della Miura con una mostra d’arte “Velocità e Colore”, esposta dal 28 aprile al 30 giugno presso il Museo storico della Casa a Sant’Agata Bolognese. Ad interpretare la Miura e il marchio del Toro è stato chiamato un artista del territorio, Alfonso Borghi, di Campegine (Reggio Emilia), che nelle sue 10 opere esposte in mostra ne interpreta l’anima, l’essenza e i colori.
Caratterizzata da un linguaggio informale e astratto, la pittura di Borghi è il risultato della rielaborazione inconscia delle forme dinamiche, degli stilemi del design e dell’innovazione nei colori che hanno da sempre contraddistinto le supersportive Lamborghini. Dieci tele di grandi dimensioni (8 da 200×150 cm e 2 da 180×180 cm) a olio e tecnica mista svelano lentamente tra forti giochi di colore ad effetto tridimensionale alcuni particolari di Lamborghini di ieri e di oggi, dall’icononica Miura alla Reventón, dalla Sesto Elemento all’Aventador.
Il CEO di Automobili Lamborghini, Stefano Domenicali, ha dichiarato: “L’incontro tra arte e mito automobilistico è un connubio vincente. Le vetture Lamborghini, dalle origini a oggi, sono capolavori di arte motoristica, dove design, maestria artigianale e genio ingegneristico si fondono. Con questa mostra abbiamo voluto rendere tributo alla ricchezza del nostro patrimonio storico, ai 50 anni della Miura e inteso sperimentare nuovi linguaggi e strumenti di valorizzazione culturale”.
L’esposizione si inserisce naturalmente e nel rispetto della prestigiosa collezione del Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, inaugurato nel 2001. Un luogo unico frutto della volontà di Automobili Lamborghini di mettere in luce il suo importante patrimonio storico, che coniuga la migliore tradizione artigianale italiana con una costante innovazione tecnologica. Le più belle automobili progettate e costruite a Sant’Agata Bolognese – dal 1963 sino ad oggi – sono presentate agli occhi dei visitatori in una sequenza mozzafiato: percorrendo i due piani del Museo si possono ammirare sia vetture storiche come la 350 GT, la Miura, la Countach, l’LM 002 e la Diablo, sia concept e vetture in serie limitata come la Reventón, la Sesto Elemento e l’Urus, il concept del futuro SUV Lamborghini.
L’esposizione, che ha visto la collaborazione di Automobili Lamborghini, Artioli 1899 (storico editore modenese e società di eventi culturali) e il Prof. Paolo Fontanesi, è accompagnata da un volume edito da Artioli 1899. I capitoli sul mondo Lamborghini sono a cura del giornalista Daniele Buzzonetti e integrano la sezione riservata alla mostra con un intervento di Vittorio Sgarbi, che terrà a battesimo l’inaugurazione fissata il 27 aprile. L’esposizione, in programma dal 28 aprile al 30 giugno, sarà visitabile dal lunedì al sabato dalle 10 alle 17.

Alfonso Borghi

Alfonso Borghi nasce a Campegine di Reggio Emilia il 3 dicembre del 1944. Autodidatta, si avvicina alla pittura da giovanissimo ed espone per la prima volta all’età di 18 anni. In oltre 50 anni ininterrotti di attività è passato attraverso l’espressionismo, il figurativismo morandiano, il surrealismo fino all’astrattismo di impronta futurista. Borghi è arrivato oggi a una sintesi, in cui un uso abilissimo della materia si associa a un senso del colore di estrema sensibilità. A partire dagli anni ’70 le sue opere viaggiano nelle principali città europee e statunitensi (Barcellona, Berlino, Madrid, Vienna, Parigi, New York, Los Angeles). A partire dagli anni ’80 un susseguirsi di mostre e di eventi importanti in Italia e all’estero costellano l’attività artistica del maestro. Non solo pittura però. Si dedica anche all’arte plastica, dando un senso tridimensionale a quelle opere che già vivono su tela. Lavora il vetro, la ceramica, ma si dedica anche alla scultura. Oggi le sue opere trovano spazio in collezioni pubbliche e private e in musei italiani ed europei.

Lamborghini Miura, icona senza tempo

La Miura, che quest’anno compie 50 anni, rappresenta un caso unico di automobile che rivoluzionò il settore delle sportive negli anni sessanta. Progettata nel 1965 dal team ingegneristico Lamborghini, sotto la guida di Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani e vestita da Marcello Gandini per la Carrozzeria Bertone, divenne immediatamente l’oggetto del desiderio per chi poteva permettersela.
Dal design sinuoso, sensuale, è alta solamente 105 centimetri dal suolo, con una altezza minima da terra di 135 millimetri. Presentata al Salone di Ginevra del 1966, riscuote un immediato successo mondiale, polverizzando qualsiasi criterio di riferimento nel settore delle auto sportive. Motore centrale posteriore disposto in senso trasversale a 12 cilindri a V di sessanta gradi, quattro litri di cilindrata, unico blocco comprendente cambio e differenziale, sviluppa una potenza di 350 CV a 7000 giri e una velocità massima record per quei tempi di 280 km/h.
Un progetto raffinato e modernissimo, nettamente in anticipo sui tempi, certamente ispirato ai grandi prototipi da corsa che in quell’epoca si sfidavano nelle gare sulle lunghe distanze, e che solo dopo parecchi anni avrebbero generalizzato la tecnica del motore posteriore per le più raffinate sportive stradali.
Con la Miura, che prendeva il nome di Edoardo Miura, grande amico del fondatore Ferruccio Lamborghini e famoso allevatore di tori, si inaugura la tradizione Lamborghini di dare alle proprie vetture nomi derivanti dal mondo della tauromachia.
La Miuramania contagiò regnanti, cantanti, attori quali Dean Martin, Frank Sinatra, Johnny Hallyday, lo Scià di Persia, il Principe di Monaco, Little Tony, Rod Steward e la modella Twiggy, insieme a molti altri personaggi che vollero conservare l’anonimato.
Nel mondo ne vennero consegnati 763 esemplari in tre differenti versioni dal 1966 al 1972 e in ben 60 diversi colori.

Le celebrazioni del 50° Anniversario della Miura

La Mostra “Velocità e Colore. Alfonso Borghi interpreta Automobili Lamborghini” fa parte di una serie di eventi e iniziative legate ai festeggiamenti dei 50 anni della Miura. Le celebrazioni sono state avviate dall’ unveiling a marzo al concorso di Amelia Island (USA) della Miura SV originale, quella che venne presentata al Motorshow di Ginevra del 1971, e oggetto di più di un anno di restauro da parte del PoloStorico Lamborghini.
I festeggiamenti continuano questa settimana dal 6 al 10 aprile alla Techno Classica a Essen (Germania), la fiera mondiale per auto d’epoca. Presso lo stand Lamborghini sono esposti alcuni inediti progetti di restauro a cura del PoloStorico Lamborghini: la restaurata Miura SV originale del Salone di Ginevra del 1971, un telaio Miura, per illustrarne il restauro in corso d’opera, e un motore Miura completamente revisionato.
Le celebrazioni culmineranno poi in un grande tour rivolto ai clienti Miura di tutto il mondo che dall’8 al 12 giugno si ritroveranno in Italia. L’8 giugno il gruppo di Miura partirà da Bologna, passerà per la sede di Lamborghini a Sant’Agata Bolognese e per la Dallara Automobili a Varano de’ Melegari (Parma) per un saluto a Gian Paolo Dallara, a cui si deve la progettazione della Miura nel 1965. Il viaggio, di oltre 500 km in 4 giorni, attraverserà Emilia, Liguria e Toscana e si concluderà a Firenze.

Diadora e la campagna Make It Bright

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Buzzoole

Sapete qui quanto piace fare attività sportiva, e adesso che il tempo -dovrebbe- assisterci la cosa sarà anche più figa: sì, è bellissimo stare a fare attività sportiva all’aria aperta… (almeno per me è bellissimo quando si supera questo periodo con i pollini, altrimenti la mia condizione non è proprio delle migliori)

Approposito di godere delle gioie dell’allenarsi senza particolari pressioni se non quella di star bene e divertirsi: Diadora ha appena proposto una campagna, che si chiama Make it bright: che è un nuovo modo di vivere la vita, lo sport e lo stile. L’essere bright quindi focalizza sul fare sport perché è bello e ci fa bene e non perché dobbiamo diventare degli iron man forzati con gli addominali a quadrettoni. Se uno sta bene, fisicamente e mentalmente, i risultati si vedono. E poi se non ti diverti e non stai bene durante l’attività sportiva non puoi sentirti bright :)

La campagna Make It Bright 

L’idea della campagna è quello di trasformare qualcosa di ordinario – come la consegna di un paio di scarpe – in qualcosa di straordinario. Per questo motivo un semplice ordine di un cliente ha dato vita a qualcosa di spettacolare perché le scarpe sono state consegnate di corsa, tramite una staffetta.
Ordinando online un paio di Diadora N9000ITA, un cliente, senza saperlo ha attivato il pulsante di avvio della corsa. In una staffetta sorprendente sono stati percorsi 1500 km da 70 corridori provenienti da 10 paesi diversi che si sono passati la scatola di scarpe partendo dall’Headquarter Diadora con sede a Caerano di San Marco fino alla destinazione finale a Barcellona, a casa del fortunato cliente.
La staffetta, che si è tenuta dall’11 al 19 febbraio, poteva essere seguita in diretta collegandosi al sito makeitbright.diadora.com che, giorno dopo giorno, teneva traccia del pacchetto che viaggiava attraverso l’Europa. Grazie agli aggiornamenti in tempo reale, le conversazioni sui social media e le trasmissioni in diretta sul sito, gli spettatori hanno potuto conoscere i corridori e seguire la progressione della consegna dall’Italia fino a Barcellona. Ora, tutta l’avventura si può rivivere sullo stesso sito, con tanto di testimonianze e schede tecniche… per farvi capire, ecco due numeri:
1482 km è la distanza totale coperta.
70 corridori provenienti da 10 paesi di età compresa tra 19 e 56 anni.
Un ragazzo ha volato su un aereo per la prima volta nella sua vita per partecipare alla staffetta.
Hanno partecipato 1 cane e 4 coppie e un sacco di gioia!

 

 

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L’ iconico marchio italiano Diadora è presente sul mercato da 60 anni e, grazie ai suoi prodotti e alle collaborazioni con i più importanti atleti, ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più emozionanti nella storia dello sport.
Autenticità, Innovazione e Artigianalità sono i tratti distintivi del brand che hanno contribuito al suo successo nel corso di questi anni. La parola Diadora deriva dal greco διὰ δωρέα “dia – dorea ” che significa ” condividere doni ed onori “. La condivisione dei successi, il senso della squadra nella pratica agonistica, la competizione rispettosa dei compagni e degli avversari, sono alcuni dei principi essenziali del marchio Diadora.
Leggete di più su Diadora a questo indirizzo

Video Youtube: https://www.youtube.com/user/DiadoraSport

webshop: http://www.diadora.com