Quel bellissimissimissimo peluche di patore tedesco che mi fissava da una vetrina del Prater ho faticato a non portarlo a casa. E ora lo fisso e… buaaaaah, povero piccolo lì solo e abbandonato (ehm)
Fran’s corner
Ahò, bella lì (o anche: cose da pensare e realizzare per Radionation)
La prima cosa che mi piacerebbe fare, in quest’anno, è riuscire a far dire ad altre persone che Macchiaradio è una costola di Radionation e non viceversa. Lo so, dobbiamo tutto a Gianluca, ma credo sia frustrante per tutti coloro i quali sia si affacciano a trasmettere che si impegnano da anni sentir dire Macchiaradio. E’ capitato anche ultimamente, quando Sofri l’ha scritto, che i ragazzi ci rimanessero male. Che ci rimanga male io è una cosa secondaria, poco importante: io mi incazzo spesso per poco e poi mi passa. Ma che ci rimanga male un gruppo a cui do del traino e delle pacche sulle spalle mi amareggia. Mi piacerebbe che le persone che sono blogger e i macchianerini lo riconoscessero, anche loro.
Questo era solo lo sfogo di cosa non va.
Perché il resto che non va è che magari a volte si affaccia gente che vuole trasmettere ma non è abbastanza testona: quindi per evitare che facciano una puntata sola e poi scappino li metto alla prova prima smaronandoli ben bene. L’ultimo caso è di un ragazzo milanese che mi ha chiesto di trasmettere con così tanto ardore che mi rimandava la mail se non rispondevo. Poi dici non lo prendi?
[Certo, poi se demorde lo vado a picchiare]
Sentendo come suonano le radio nei programmi di target giovanile (Traffic? Virgin Generation?) capisci che la FM è alla frutta, perché pensa solo commerciale. Non è un male pensare commerciale, se vuoi fare fatturato, ma l’importante è non cadere nella merda. Continuare a parlare come un giovane della cumpa non è bello. Poi sì, la musica che hanno sotto non è poi così male, per la media soprattutto. E non si scade nell’insulto gratuito come allo Zoo là. Però ecco, da questi programmi poi discende che i giovani bella lì zio, bella pe’ te stanno su feisbuc e parlano come coglioni. Non tutti i giovani parlano così. Perdìo. Alcuni sono peggio, altri sono meglio e si sentono sviliti tremendamente da tutto ciò. Quindi la cosa di incanalare e dare una identità univoca a un prodotto come quello radiofonico secondo me è una cosa superata. Specie per le webradio non tematiche. Comunque pensare che alle 16 ti ascoltino i bimbiminchia e te fai programmi per loro a me affetta le ovaie e non voglio. Un po’ come il programma per la casalinga la mattina sulla Rai. Non è vero, non c’è solo il bimbominchia o l’anziana, cioè, quindi varia. Non copiare gli altri.
Non fare brutte copie.
Come se noi si facesse una copia dello Zoo di 105 solo perché in radio quanto pare la schifezza vada tantissimo. No, cioè, noi il programma cazzaro lo abbiamo, il venerdì, con DIS, ma cazzaro non volgare. Poi dopo vi piazziamo la classica. E c’è gente che ascolta tutto. E non capirò mai perché i direttori delle FM non lo capiscono.
Le cose quindi che mancano per Radionation sono ancora:
– la regia h24
– andare a fare musica live almeno una volta al mese. Come? Boh!
– fare le cose che le FM non fanno, e quindi cercare gente che si butta in quello. Perché se le webradio oltre al senso di libertà devono dare qualcosa è anche voce alle altre cose che non si caga nessuno (del resto, quel che han fatto i blog)
– prepararsi spiritualmente per la diretta elettorale delle regionali. L’altra volta non sapevo nulla. E stavolta da Via dell’Umiltà devono rispondermi. Cribbio.
[P.s. Una chiacchierata con più senso su questo andrà su Glamour di Marzo. Non so cosa abbia detto, mi scordo le cose dette al telefono. Però io ci credo tanto, in Radionation. Pensa te]
Muuuuu (…) (potevo titolarlo meglio, lo so)
C’è questa cosa che quando ritorno dai paesi di area-influenza germanica (ohibò, l’Ungheria dove la mettiamo?) è che mi mancano alcune cose. La prima, sopportabile, son quei piccoli cosi dove dentro c’è il latte pseudocondensato con cui ti fai la correzione al caffè. Son comodi. Li tieni lì mesi, non ti scadono, monodose giusti. Ce li ha anche la nespresso quando vai a prendere il caffè da loro, per capirci quanto ormai è automatico quel coso lì. Da noi c’erano, della nestlè da qualche parte, però meno in massa, nascosti.
Ora, le cose al supermercato sono disposte secondo dettami del marketing. Le cose che cerco io non sono nel target normale. Ma io non posso fare il cane da fiuto quando vado alla Coop: mi rompo.
Poi c’è questa cosa di cui forse ho già parlato qui: sono le 3 di notte, non me lo ricordo e non ho nessuno stalker che si è studiato a memoria il mio blog a portata. Quindi facciamo finta che non ne ho parlato qui ma che ne parlai solo con il mio amico Paco. Quando vai nei paesi di cui sopra, per farla breve, vai al supermercato e c’è una lunga distesa nel banco frigo di formaggini. Ma non tipo quello cremoso nostro che te lo metttevano nella pastina in brodo da piccini (diobono che kamikaze che sono, scrivo pastina in brodo alle tre di notte e mi grugnisce lo stomaco. E mi grugniva anche alle 19 in bagno turco. Cheppalle) ma il Paradiso: per farla ancora più breve io son tornata dall’Ungheria con i formaggini all’erba cipollina, al salame normale, a quello alla paprika, al prosciutto alle erbe, al prosciutto normale, alla paprika e qualcosa d’altro che ora mi sfugge.
Ma io, che insomma ho questi problemi giganteschi di memoria, mica mi sarò sognata che fino a qualche anno fa c’erano questi formaggini, non cremosi come il Mio e non duri come il Tigre, che avevano diversi sapori tutti lì nella confezione da 8 e io adesso non li trovo più. Manco fossero oro. Manco fossero i prodotti clean and clear che anche quelli li prendo in Ungheria. Cioè, cavolo, formaggio fuso. Chissà che formaggio fondono poi, è come la storia dei dadi da brodo. Formaggio fuso con cosette dentro, che pensandoci detta così fa anche ribrezzo. Però niente, no. Non li trovo. Perdinci. Bacco.
Cucù e bubusettete.
Quindi, se oggi vi rimbalzassi il delurking day, oggi (e domani, e dopodomani) qualcuno di voi che legge solo e non si palesa mai si paleserebbe?
Io penso di no.
Ci mancano solo le emorroidi, tanto.
Pensate che bello: la maggior parte di voi avrà speso degli euro a persona che potevano servire per un weekend o per un bel paio di scarpe per fare auguri e trenini.
La cosa che mi ha fatto sorridere è stata che tutti i tg italiani hanno detto che il bilancio dei botti di capodanno questa volta è stato meno negativo. Certo, non è morto nessuno, ma sono aumentati i feriti. Checculo, dico.
Poi vi ricordo che da oggi sono aumentate: Autostrada, Gas, Spazzatura, Acqua, Assicurazione, Treni e servizi bancari.
La cosa peggiore è che aumenta il canone RAI: azienda che ti passa il concerto di capodanno in differita da Vienna e ti prepara uno special su Pavarotti con tutta gente che lo chiama LUSCIANO anche nelle brevi fiction (manco fosse Veronika, signora mia)







