Open house Jerusalem 2017: l’architettura nascosta

Alcuni dei più affascinanti gioielli architettonici di Gerusalemme apriranno le loro porte al pubblico in occasione del festival Open House Jerusalem, che si terrà dal 26 al 28 ottobre 2017. I visitatori potranno accedere a tesori artistici e spazi privati normalmente chiusi ai visitatori, tra cui loft di designer, ville urbane, sinagoghe uniche, edifici pubblici dallo straordinario valore architettonico, costruzioni inusuali e giardini.

 

Open House Jerusalem, che si svolge dal 2007, ha preso ispirazione dalle Open Houses di Londra e New York City, di cui condivide format e valori. Il festival rappresenta un’occasione unica per esplorare la città di Gerusalemme nel profondo, scoprendo punti di vista diversi, grazie all’accesso gratuito a centinaia di case, appartamenti, edifici pubblici, monumenti storici. In programma, 117 tour architettonici e seminari, che mettono in risalto il valore storico, tecnologico e sociale delle strutture.

 

Lo scorso anno, oltre 20.000 visitatori da tutto il mondo hanno partecipato a Open House Jerusalem.

 

Alcune delle visite più interessanti in programma sono:

 

· The Concealed and the Unconcealed. Questo progetto, voluto dalla Municipalità di Gerusalemme, Jerusalem Development Authority e Israel Antiquities Authority, prevede due incontri con l’artista Ran Morin e una visita al progetto di giardino architettonico in fase di realizzazione sotto la Porta di Giaffa, di cui è stata completata la prima fase. Morin parlerà dei reperti portati alla luce nel sito, tra cui un antico acquedotto utilizzato fino al 20° secolo, un bagno pubblico, strade commerciali del periodo bizantino e una porzione del muro della città vecchia costruito nel periodo di Ayyubid (13° secolo), precedente al muro ottomano esistente.

· Custodia di Terra Santa. Sono in programma due tour guidati simultanei in questo complesso della città vecchia che appartiene all’ordine dei francescani. Comprende un monastero, in uso dal 16° secolo, e una chiesa in stile barocco spagnolo realizzata nel 1880 e decorata con affreschi e vetrate colorate.

 

· The Poor Folk`s Cemetery. Questo tour consente di visitare il cimitero ebraico  Samboski, situato ai piedi della Tomba di re Davide, dove i poveri di Gerusalemme furono sepolti per oltre 200 anni. Durante la visita sarà possibile scoprire le storie delle persone che riposano in questo luogo, i cui nomi non sono più visibili sulle lapidi.

 

· In the Footsteps of American Colony Photographers. Uno speciale laboratorio di fotografia che traccerà le tecniche e i soggetti di vecchie fotografie di Gerusalemme, con l’obiettivo di ricrearle.

 

· Colonial Jerusalem. Il tour, guidato dal Dott. Noah Hysler Rubin, offre una riflessione sui trent’anni del mandato britannico a Gerusalemme e di come questo abbia influenzato l’architettura cittadina.

 

· Novy Jeruzalem – Museum of the Underground Prisoners. Sono in programma visite guidate ad uno dei siti più notevoli della città, che in origine fu costruito come ostello per i pellegrini russi in visita alla Terra Santa. Durante il periodo del mandato britannico, fu convertito in una prigione, dove i membri della resistenza furono incarcerati. Oggi, l’edificio è un museo dedicato al ruolo dei movimenti della resistenza ebraica nella costruzione dello Stato d’Israele.

 

Maggiori informazioni su Open House e il programma completo sono disponibili su: http://batim.itraveljerusalem.com/DefaultEng.aspx?batim.

 

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Svezia e Norvegia insieme per la prima volta a Ecomondo: nasce il padiglione Nordico “Nordic Sustainability”

L’edizione 2017 di Ecomondo, la più grande fiera del Mediterraneo riguardante le tecnologie ambientali, sarà caratterizzata dalla novità della collaborazione tra Business Sweden e Innovation Norway che presenteranno il primo padiglione Nordico collettivo, in modo da comunicare in modo ancora più efficace il messaggio di efficienza e innovazione proveniente dalla penisola Scandinava.

Le aziende svedesi e norvegesi presenti nel padiglione promuoveranno i loro prodotti e servizi nei settori della gestione e riciclaggio dei rifiuti, della depurazione di acqua e aria, delle bio-industrie e delle smart city.

Il giorno dell’inaugurazione saranno presenti S.E. l’Ambasciatore di Svezia in Italia Robert Rydberg e S.E. l’Ambasciatore di Norvegia in Italia Margit. F. Tveiten che daranno il benvenuto alle aziende e a tutti gli ospiti.

Innovation Norway, Ufficio Norvegese per il Commercio, è la rappresentanza ufficiale del governo norvegese in Italia in materia di commercio estero. E’ presente con circa 750 dipendenti in 35 paesi e in tutte le regioni della Norvegia. E’ promotore di attività per la facilitazione di rapporti commerciali tra la Norvegia e i mercati esteri, ed opera a livello strategico, commerciale e istituzionale. Innovation Norway gestisce inoltre delegazioni di operatori economici norvegesi all’estero.

Business Sweden rafforza l’immagine della Svezia come partner commerciale attraente, innovativo e competitivo. Con circa 400 dipendenti in Svezia e in altri 57 Paesi, facilitiamo la crescita di aziende svedesi a livello internazionale e gli investimenti in Svezia per le imprese straniere attraverso consulenza strategica e sostegno pratico. Business Sweden è di proprietà dello Stato e delle aziende. La proprietà condivisa consente di accedere ai contatti e alle reti a tutti i livelli.

Innovation Norway – Ufficio Norvegese per il Commercio e il Turismo.
Innovation Norway è il più importante ente governativo norvegese per la promozione, lo sviluppo e la crescità delle aziende e dell’industria norvegese.

Innovation Norway fa capo al Ministero Norvegese per l’Industria e il Commercio, e’ nata nel 2004 dalla fusione tra il Norwegian Trade Council e l’Ente Norvegese per il Turismo. E’ presente in più di 30 paesi del mondo e in tutte le regioni della Norvegia.

La missione di Innovation Norway e’ di promuovere lo sviluppo industriale e socio-economico presso i mercati esteri e di sviluppare le potenzialita’ imprenditoriali dei singoli distretti.

Innovation Norway supporta, attraverso servizi consulenziali e finanziari, le aziende, i centri di ricerca e le organizzazioni industriali nei processi di internazionalizzazione, innovazione e promozione.

Innovation Norway – Ufficio Norvegese per il Commercio e il Turismo.
Innovation Norway è il più importante ente governativo norvegese per la promozione, lo sviluppo e la crescità delle aziende e dell’industria norvegese.

Innovation Norway fa capo al Ministero Norvegese per l’Industria e il Commercio, e’ nata nel 2004 dalla fusione tra il Norwegian Trade Council e l’Ente Norvegese per il Turismo. E’ presente in più di 30 paesi del mondo e in tutte le regioni della Norvegia.

La missione di Innovation Norway e’ di promuovere lo sviluppo industriale e socio-economico presso i mercati esteri e di sviluppare le potenzialita’ imprenditoriali dei singoli distretti.

Innovation Norway supporta, attraverso servizi consulenziali e finanziari, le aziende, i centri di ricerca e le organizzazioni industriali nei processi di internazionalizzazione, innovazione e promozione.

“Le trame di Giorgione”, una innovativa storia del costume.

Capolavori della storia dell’arte e del tessuto riuniti in Casa Giorgione.
Per svelare una innovativa storia del costume.

La “Pala di Castelfranco”, capolavoro primo di Giorgione, offre il naturale punto di partenza per una sontuosa mostra che trova negli ambienti del Museo Casa Giorgione il suo fulcro. Per espandersi poi in diversi siti della Città Murata, destinati ad accogliere l’attualità della grande tradizione di tessoria della Serenissima di 5 secoli fa.
La mostra, promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la collaborazione dell’Associazione Veneto Museo Sistema, è curata da Danila Dal Pos, la studiosa cui si deve l’allestimento del Museo Giorgionesco, museo che dal 27 ottobre 2017 al 4 marzo 2018, ospita questa rassegna.
“Le trame di Giorgione” si presenta come una mostra affascinante e coinvolgente, ricchissima di capolavori e ancora più di storie e di nuove proposte interpretative. Si muove nel doppio binario della storia dell’arte e della storia del tessuto, a comporre una originale storia del costume.
Una delle chiavi di lettura scelta dalla curatrice Dal Pos (e dal Comitato Scientifico che l’affianca) è quella allegorica, visione che consente anche di illuminare diversa-mente l’opera e la figura del Giorgione. Proprio a partire dalla Pala, opera di devozione certo, ma anche potente messaggio politico e allegorico.
Molti i nuclei sui quali la studiosa si misura in questa mostra. La nuova lettura della Pala, innanzitutto. Nella raffigurazione della “Madonna e Santi” nulla è “solo” quello che sembra. Nemmeno i 5 magnifici, diversi tessuti che l’artista vi raffigura con assoluta precisione. Secondo la curatrice essi veicolano un preciso messaggio diretto al Senato Veneziano, molto attento alle vicende dell’Isola di Cipro, cui la Pala rinvia in ragione del suo committente, il nobile Costanzo, uomo di stirpe reale.
E le trame, intese come tessuti, sono quelle indossate dagli uomini e dalle donne in mostra, personalità ritratte dai grandi artisti cinquecenteschi di area veneta. L’intera mostra fa volutamente riferimento al solo territorio della Serenissima che, all’epoca, estendeva il suo dominio tra l’Egeo e la Lombardia orientale. A ritrarre questa schiera di personaggi sono artisti come Giovanni Bonconsiglio, Pier Maria Pennacchi, Vincenzo Catena, Francesco Bissolo, lo stesso Giorgione, Giovanni Cariani, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Andrea Previstali, Bartolomeo Veneto, Bernardo Licinio, Domenico Capriolo, Jacopo Bassano e Paolo Veronese. Nei ritratti tutti indossano abiti realizzati con tessuti e complementi il cui costo era, per l’epoca, folle. Per testimoniare status symbol, raffinatezza e capacità di spesa, in un mondano trionfo dell’apparenza. Accanto ai ritratti, come in tutte le sezioni della mostra, preziosi esemplari di tessuti d’epoca.
Anche nel nucleo successivo dedicato al Seicento, il lusso si pone come fattore di distinzione identitaria, quel lusso che consiste da sempre nell’impiego di materiali e di manifatture di grande pregio e di altissimo costo.
L’ultimo nucleo a raccontare la storia della manifattura tessile veneziana, in un percorso ancora una volta sviluppato tra arte e raffinato artigianato, è quello dedicato al ‘700. Qui, ancora accanto ai ritratti, viene esibita la prestigiosa collezione tessile settecentesca del Duomo di Castelfranco, insieme con abiti, corpetti, guanti e borsette dell’epoca, provenienti da Palazzo Mocenigo a Venezia. La commistione tra sacro e profano è più apparente che reale. Spesso infatti le sontuose vesti dismesse dalle grandi dame finivano con l’essere portate sull’altare sotto forma di piviali o pianete, intessute di fili di seta e oro.
Usciti dal Museo, il percorso raggiunge i “luoghi di Giorgione” nell’antico centro cittadino: il Duomo, la Torre Civica, lo Studiolo di Vicolo dei Vetri, la Casa Costanzo, la Casa Barbarella. In queste suggestive ambientazioni il pubblico è invitato ad ammirare gli esiti attuali della grande tradizione veneziana della tessitura. Per secoli la manifattura tessile ha rappresentato l’industria più fiorente del Veneto, con molte migliaia di occupati. Delocalizzate le produzioni industriali, a testimoniare questa importantissima tradizione sono rimasti i laboratori di alta gamma. Dalle sensazionali Rubelli e Bevilacqua di Venezia, alla Bottoli di Vittorio Veneto che alleva pecore nere per evitare la tintura del filato; dalla Bonfanti di Mussolente, con i suoi inconfondibili arazzi, alla Paoletti di Follina che tesse un tartan senza pari; dalla Serica 1870 di Follina che riesce a collocare le sue impalpabili sete sul mercato cinese, fino alla “fabbrica lenta” di Bonotto a Vicenza.
La Galleria del settecentesco Teatro Accademico ospita invece i telai e la straordinaria produzione di Carlo Scarpa della Tessoria Asolana oggi non più sul mercato.
E per chi volesse approfondire di più il tema, ecco Venezia a portata di visita. Per ammirare le prestigiose tessiture Rubelli e Bevilacqua, le creazioni di Roberta di Camerino, il Palazzo di Mariano Fortuny e il Museo del tessuto e del costume di Palazzo Mocenigo.

Per informazioni: Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale – 31033 Castelfranco Veneto (Tv)
Tel. 0423 735626 – e-mail: museo@comune.castelfranco-veneto.tv.it – www.museocasagiorgione.it Facebook/MuseoCasaGiorgione
www.letramedigiorgione.it

Al MIC di Faenza, Achille Calzi tra Simbolismo e Liberty

Tra Simbolismo e Liberty: Achille Calzi” (Faenza, MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, dal 5 novembre 2017 al 18 febbraio del 2018) giunge a conclusione di un lungo lavoro di ricerca che la curatrice, Ilaria Piazza, ha avviato dal fondo donato dagli eredi dell’artista nel 2013 al MIC allargandolo poi a numerose raccolte pubbliche e private.

L’esposizione, promossa e organizzata dal MIC Museo Internazionale della Ceramica con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e con il contributo di BCC- Credito Cooperativo ravennate forlivese & imolese, del Gruppo Hera, della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e di SACMI, rappresenta il punto di arrivo di un importante lavoro antologico, mai prima condotto, su un artista cardine della storia culturale e della produzione simbolista e liberty del nostro paese, purtroppo prematuramente scomparso interrompendo, così, la sua instancabile ricerca stilistica.

Achille Calzi (1873 -1919), personalità poliedrica e ricettiva, artista a tutto tondo, portavoce delle nuove istanze della modernità, fu figura importantissima non solo per la vita culturale di Faenza e della corrente Liberty italiana, ma artista attivo nella produzione e innovazione della ceramica applicata all’architettura e all’industria ceramica in Italia.
Discendente da generazioni di artisti e maiolicari, fu pittore, disegnatore, direttore della Pinacoteca, del Museo Civico e della Scuola di Disegno e Plastica di Faenza, storico dell’arte e docente, collaborò con la manifattura faentina Fratelli Minardi nel 1903 e fu direttore per le fabbriche Riunite Ceramiche (1905-09) dove progettò, oltre a ceramiche d’uso, anche ceramiche per l’architettura, camini da salotto, piastrelle per esterni divenuti simbolo di un cambiamento linguistico e artigianale.

“Calzi incarna la moderna figura dell’artista progettista, facendosi interprete del principio modernista dell’arte in tutto, attraverso le numerose collaborazioni con le principali manifatture faentine attive nei settori della ceramica, dell’ebanisteria e dei ferri battuti e nell’impegno profuso nel campo della grafica – spiega la curatrice Ilaria Piazza. – A questo si aggiunge la multiforme ricerca nelle arti figurative, dalla decorazione al “bianco e nero”, dalla pittura da cavalletto alla caricatura, dove recepisce alcune delle più avanzate tendenze artistiche nazionali e internazionali. Se da un lato le visioni macabre, intrise di suggestioni misteriosofiche ed esoteriche, segnano l’adesione al Simbolismo, dall’altro il suo linguaggio pittorico accoglie sperimentazioni d’impronta divisionista. Tra riferimenti locali e influenze internazionali si colloca l’attività di caricaturista e di autore di immagini satiriche, dove Calzi manifesta anche il proprio sentimento patriottico nella serie di cartoni realizzati sul finire della Prima guerra mondiale a sostegno del fronte interno”.
Aggiornato sulla vita culturale del suo tempo, grazie, anche, ai numerosi viaggi all’estero, ebbe molteplici rapporti con artisti, letterati e musicisti importanti come Pellizza da Volpedo, Adolfo de Carolis, Arturo Martini, Giosuè Carducci, Alfredo Oriani, Gabriele D’Annunzio e Riccardo Zandonai.
Intellettuale di spicco dell’ambiente culturale faentino Calzi sostenne fino allo strenuo quella visione polifonica del fare artistico, opponendosi – in una nota querelle – a Gaetano Ballardini, fondatore del MIC di Faenza, che con la nascita prima del Museo poi della Scuola sancisce il ‘primato’ della ceramica.

“La mostra è la prima di un percorso che il MIC ha intrapreso per attribuire il giusto riconoscimento a livello nazionale, a maestri – tutti di nascita faentina – come Giovanni Guerrini, Pietro Melandri, Anselmo Bucci, Domenico Rambelli – sottolinea la direttrice del MIC, Claudia Casali. – Questa scelta curatoriale è stata evidenziata già quest’anno con la mostra dedicata al Déco che ha giustamente messo in luce protagonisti faentini di respiro europeo. Faenza ha infatti espresso, soprattutto nella prima metà del XX secolo, una vivacità culturale ed artistica degna di attenzione; ha saputo elaborare scelte artistiche in linea con i maggiori centri d’avanguardia europei, grazie alla presenza di un attivo Museo e di una Scuola d’Arte, unici al mondo, ma anche ad una tradizione artistica consolidata. Il progetto Calzi è un progetto di rete che riunisce le principali realtà culturali della città come Pinacoteca Comunale, Museo del Risorgimento e Biblioteca Manfrediana”.

La mostra sarà corredata da una pubblicazione che vuole essere, allo stesso tempo, catalogo e guida ragionata all’opera di Achille Calzi.

Scheda tecnica della mostra
TRA SIMBOLISMO E LIBERTY. ACHILLE CALZI 
5 novembre 2017 – 18 febbraio 2018
MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, Viale Baccarini 19, Faenza
Orari: martedì-venerdì 10-13,30 e sabato, domenica e festivi 10 – 17,30
Chiuso il lunedì, il 25 dicembre, il 1° gennaio
Ingresso euro 8, ridotto euro 5, studenti euro 3
Info: 0546 697311, www.micfaenza.org

La Rivoluzione russa da Djagilev all’Astrattismo, in mostra a Gorizia

Quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre, che ha certamente marcato la storia mondiale del XX sec.
Esiste però, per quanto riguarda la cultura e le arti, un’altra, più ampia Rivoluzione Russa, che ha stabilmente mutato i canoni espressivi precedenti, dal teatro (Cechov, Mejerchol’d, Stanislavskij) alla musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij…), dal balletto (Djagilev) alla fotografia (Rodcenko), alle arti figurative, dove, tra molti altri, basterà ricordare alcuni nomi: Benois, Bakst, Kandinskij, Malevic, Koncalovskij, Larionov, Tatlin, Goncarova, Stepanova, Ekster.

Mostrare questa “esplosione culturale” è l’ambizione del progetto di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, che dirigono il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari Venezia, affiancati da Faina Balachovskaja, della Galleria Tret’jakov di Mosca che l’ERPAC – l’Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia – ha accolto per la sua sede museale di Gorizia.
«Questa grande mostra presenta un’originale sequenza di opere emblematiche, ma anche assai poco viste in Italia, e vuole essere quindi l’insolita celebrazione di un evento storico che ha mutato per sempre il mondo contemporaneo. Indicandolo come l’esito di una complessiva dinamica che, poco prima e poco dopo il 1917, ha rivoluzionato radicalmente la cultura e la scena internazionale dell’arte». Ad affermarlo è Raffaella Sgubin, Direttore del Servizio Museo e Archivi Storici dell’ERPAC.
I margini cronologici del percorso espositivo vanno dal 1898, l’anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (Il mondo dell’arte) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, sino al 1922, la data di costituzione dell’Unione Sovietica. Il percorso espositivo si articola in 6 sezioni, ciascuna corrispondente a un anno specifico e cruciale, e ciascuna recante un sottotitolo tematico, che incrocia eventi storici, movimenti culturali, pratiche artistiche e opere concrete: dipinti, opere su carta, oggetti, documenti.
«Dalle ricerche che hanno sotteso questa esposizione – anticipano i Curatori – sono emersi anzitutto il valore e il ruolo “rivoluzionari” delle pratiche artistiche all’interno della società russa a cavallo tra XIX e XX sec., a partire dalla sotterranea e decisiva matrice letteraria della cultura russa ottocentesca, e qui basterà ricordare almeno i nomi di Blok, Achmatova, Mandel’stam, Pasternak, Majakovskij. Ma fu una rivoluzione complessiva, che si è estesa alla pittura (esiste un’arte prima dell’Astrattismo e una successiva, quella in cui ancora oggi viviamo) e poi alla grafica, alle scenografie, alla musica, per registrare infine le origini dell’esperienza del cinema, che qualche anno dopo si sarebbe concretata nel magistero di Ejzenstejn e Vertov».
Questo affascinante percorso, fatto di continue intersezioni tra le Arti e la Storia, è offerto in mostra, all’interno del magnifico Palazzo Attems Petzenstein, con il ricorso a una sofisticata multimedialità, a complemento dell’esposizione di una sequenza spettacolare di oltre cento opere concesse da alcune delle principali istituzioni moscovite, in gran parte dalla Galleria Tret’jakov, cui si aggiungono il Museo delle arti decorative e applicate e il Museo di Storia contemporanea della Russia (già Museo della Rivoluzione), nonché il Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano.

Informazioni:
Sede: Palazzo Attems Petzenstein, via Edmondo De Amicis 2
Orario: 10-18. Chiuso il lunedì
Info: 348 13047 26

Ultimi giorni per ammirare “Il Rinascimento di Francesco Verla”

Ultimi giorni per visitare la mostra
Viaggi e incontri di un artista dimenticato
Il Rinascimento di Francesco Verla

Fino al 6 novembre al Museo Diocesano Tridentino

Si avvia al termine la mostra Viaggi e incontri di un artista dimenticato. Il Rinascimento di Francesco Verla, inaugurata lo scorso 7 luglio al Museo Diocesano Tridentino. Lunedì 6 novembre sarà infatti l’ultimo giorno disponibile per poter visitare la prima esposizione mai dedicata a questo singolare pittore, noto per lo più agli studiosi, ma poco al grande pubblico.
La mostra riunisce per la prima volta la gran parte delle opere di Francesco Verla (1470-1521), alcune delle quali restaurate per l’occasione: un corpus di sedici dipinti – soavi pale d’altare, affreschi e bizzarri fregi a grottesche – radunato grazie a prestiti provenienti da numerose istituzioni nazionali e chiese del Vicentino e trentine. L’itinerario di visita, che intreccia opere note ad altre pressoché inedite, svela al visitatore la singolare personalità artistica del Verla e permette di misurane i debiti con Pietro Perugino e Bartolomeo Cincani, detto il Montagna, maestro della civiltà figurativa vicentina tra XV e XVI secolo.
L’esposizione, curata da Domizio Cattoi e Aldo Galli, conclude un complesso percorso di ricerca sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trento. L’indagine ha fatto emergere numerosi dati inediti, nuove attribuzioni e documenti finora sconosciuti che vanno a riempire significative lacune nella conoscenza di un artista di notevole importanza per la storia dell’arte locale.
La mostra Viaggi e incontri di un artista dimenticato. Il Rinascimento di Francesco Verla è corredata da un ricco catalogo edito dal Museo Diocesano Tridentino e dalla Tipografia Editrice Temi.

INFORMAZIONI
Museo Diocesano Tridentino
Piazza Duomo, 18 – 38122 Trento
tel 0461 234419 fax 0461.260133
info@museodiocesanotridentino.it
www.museodiocesanotridentino.it

MOSTRA ORGANIZZATA DA
Museo Diocesano Tridentino e Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento

ORARI
10.00-13.00 / 14.00-18.00
chiuso ogni martedì, 1 novembre

BIGLIETTI
5€ intero, 3€ ridotto
Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese. Presentando il biglietto della mostra Ordine e bizzarria. Il Rinascimento di Marcello Fogolino si avrà diritto ad una tariffa di ingresso agevolata.

ADoC BIO: crocchette BIO per cani e gatti

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Buzzoole

Per gli animali, così come per gli uomini, è fondamentale avere una corretta alimentazione. Ecco quindi che diventa importante scegliere il giusto tipo di alimento secco, perché questo deve essere completo e bilanciato.

Adesso c’è anche un prodotto BIO per gatti che ho avuto l’occasione di provare e che ho trovato veramente ottimo. Si tratta dei croccantini ADoC BIO.
ADoC BIO è secco certificato biologico, con tanto di attestazione CCPB (organismo di certificazione autorizzato dal ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali). Tutti gli ingredienti di cui è composto provengono dall’Unione Europea e sono tracciabili. Ovviamente tutti gli ingredienti sono 100% naturali, il che rende il prodotto molto digeribile!
ADoC DRY BIO è cruelty free (per la sua produzione nessun test invasivo è stato quindi effettuato sugli animali) e la formula di questo alimento è stata approvata dal punto di vista nutrizionale dal Dipartimento di Scienze mediche veterinarie Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna. Nella formula del prodotto, infine, sono presenti cereali certificati bio lungo tutta la filiera e mela, papaya, ananas e mirtillo, frutti noti per la loro azione depurativa e antiossidante.

Per maggiori info vai qui sul loro SITO.

Settimana el Baratto 2017 dal 13 al 19 novembre

Parte il mese prossimo la nona edizione dell’evento organizzato annualmente da Bed-and-Breakfast.it. Novità 2017: nasce lo spin-off internazionale Barter Week.

 

«Offro un pernottamento singolo per una lezione di fisarmonica da un’ora», «Realizzo foto professionali della vostra struttura per un week-end in Centro Italia»: da lunedì 13 a domenica 19 novembre torna la Settimana del Baratto, l’atteso appuntamento annuale targato www.Bed-and-Breakfast.it e giunto alla sua nona edizione. Gli affiliati del portale che aderiscono all’iniziativa accolgono gli ospiti a fronte di prestazioni di vario genere o beni di consumo e strumentali. Parola d’ordine: scambio, associato al piacere del viaggio, e niente denaro.

 

Come funziona? Dal 2009, ogni terza settimana del mese di novembre, i bed and breakfast che aderiscono aprono le loro porte optando per la genuina modalità del baratto al posto dell’abituale impiego di moneta. Il sito dedicato all’evento funge da luogo di incontro tra gestori e visitatori e raccoglie le liste Desideri dei B&B e Proposte dei viaggiatori, suddivise per regione e per tipologia di servizi e prodotti richiesti oppure offerti.

 

Per molti bed and breakfast nostrani l’esperienza del baratto va oltre e dura 365 giorni all’anno: il punto di contatto è www.BarattoBB.it.

 

C’è chi cerca memorabilia di Bruce Springsteen per allestire in chiave rock la propria struttura ricettiva e chi per un soggiorno si candida a cucinare arrosticini abruzzesi. In generale, l’impegno all’ospitalità reciproca, i lavori di manutenzione (falegnameria, giardinaggio, pittura), l’enogastronomia regionale, le lezioni di lingue e informatica, la consulenza sulla comunicazione e i reportage fotografici/video vanno per la maggiore.

 

Forte dell’eco mediatica registrata in Europa e oltreoceano grazie alle uscite su Guardian, Telegraph, Le Monde, Die Zeit e altre testate, la Settimana del Baratto si prepara a diventare anche Barter Week, spin-off internazionale pronto ad allargare a tutto il mondo i confini di un evento turistico sostenibile, che privilegia relazione, conoscenza, esperienza e condivisione rispetto alla compravendita.

 

È di questi giorni, infatti, l’apertura alle adesioni sul sito ufficiale www.barterweek.com, che entro un anno conta di registrare quante più sottoscrizioni possibili e festeggiare con un evento di portata mondiale la decima edizione della Settimana del Baratto, che si terrà nel 2018: il baratto è contagioso e parla nuove lingue oltre all’italiano.

 

LINK DI RIFERIMENTO

Settimana del Baratto: www.settimanadelbaratto.it

Pagina Facebook Settimana del Baratto: www.facebook.com/settimanadelbaratto

Barter Week: www.barterweek.com

Il nuovo Sex Toy di LELO assicura il 75% in più di stimolazione sul clitoride rispetto ai massaggiatori tradizionali

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l brand svedese di Sex Toy LELO svela oggi un nuovo oggetto di design che abbatterà miti e credenze sul clitoride, uno degli organi più unici e incomprensibili del corpo umano.

Il lussuoso prodotto di piacere, chiamato LELO SONA utilizza le onde sonore e gli impulsi invece delle vibrazioni tradizionali per stimolare l’INTERO clitoride – oltre alla già nota parte esterna, raggiunge anche la struttura interna più larga. Ciò consente un’eccitazione diretta fino al 75% in più del clitoride rispetto a quella offerta da un vibratore “standard”.

La star e femminista internazionale Amber Rose, ha persino affermato che il prodotto è stato “clitoridealmente sconvolgente” ai suoi 16 milioni di fan, creando una domanda diffusa per SONA – unico nel suo genere.

SONA si discosta dai classici motori vibranti, prediligendo una tecnologia ad impulsi. Grazie ad una sorta di cuscinetto sonico all’interno del collo di SONA, si creano delle onde che si propagano fino al clitoride e vengono trasmesse attraverso l’intera struttura del membro, per una sensazione che pare quasi provenga dall’interno – al contrario di un vibratore classico, che trasmette le vibrazioni solo ed esclusivamente dall’esterno.

Ecco come funziona:  

Completamente impermeabile e ricaricabile via USB, con 8 modalità di stimolazione, i tecnici LELO sono andati oltre, integrando la tecnologiaCruise Control nella parte finale di SONA. Mentre molti vibratori perdono potenza se premuti con forza a contatto con il corpo, il motore interno di SONA risponde alla pressione compensandola: ciò assicura una continua e lineare stimolazione. Non si tratta di una regolazione particolare, ma di un plus completamente automatico che garantisce il 100% di soddisfazione, evitando spiacevoli perdite di stabilità.

SONA è lanciato sul mercato italiano al prezzo speciale di 69 Euro (prezzo originale di 149 Euro), mentre SONA Cruise al costo di 99 Euro(prezzo originale 179 Euro).

Sei dei più eccentrici musei britannici

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Uno di questi è di recente inaugurazione: il Postal Museum(link is external) nel quartiere londinese di Clerkenwell. Il museo riporta in vita cinque secoli di storia delle comunicazioni attraverso gallerie interattive, un coinvolgente percorso sotterraneo su binari, strutture di ricerca all’avanguardia e attività didattiche; Questo nuovo museo unico nel suo genere rivelerà l’affascinante storia del primo vero social network. Da non perdere, gli archivi e i documenti risalenti al XVII secolo, una collezione di veicoli vintage e l’evoluzione di un’umile icona britannica: la cassetta rossa delle lettere.

Da scarpe e matite, fino alle stregonerie e alle curiosità zoologiche, ecco altri sei eclettici musei in tutta la Gran Bretagna dedicati alle stranezze e alle meraviglie del paese.

1. Sherlock Holmes Museum, Baker Street, Londra

Sherlock Holmes e il Dottor Watson, personaggi partoriti dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle, vivono al 221b di Baker Street, a Londra, location fittizia in cui oggi sorge realmente lo Sherlock Holmes Museum(link is external). Il museo è ricco di manufatti antichi, oltre a una ricostruzione dell’appartamento vittoriano del detective, progettato esattamente come viene descritto nei racconti. Qui avrai modo di scattare bellissime foto e potrai visitare un’esposizione di personaggi delle avventure di Sherlock Holmes realizzati in cera a grandezza naturale e troverai un negozio di souvenir pieno di articoli bizzarri.

2. Derwent Pencil Museum, Keswick, Cumbria

Gli appassionati di articoli di cancelleria vengono da tutto il mondo per vistare questa attrazione nel Lake District (Inghilterra nordoccidentale). Situato nella cittadina di Keswick, dove fu realizzata la prima matita, il Derwent Pencil Museum (link is external)ospita la più ampia collezione di matite al mondo, che include la matita colorata più lunga del pianeta e una collezione di matite con scomparto segreto risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Troverai anche workshop artistici e molte opportunità di disegnare, e potrai anche ampliare la tua collezione di matite al negozio Derwent Fine Art.

3. Museum of Witchcraft and Magic, Cornovaglia

Boscastle, in Cornovaglia (Inghilterra sudoccidentale) ospita il suggestivo Museum of Witchcraft and Magic(link is external). Lanciati alla scoperta di curiosità pagane, come tinozze per preparare pozioni, ingredienti per realizzare sortilegi, bambole voodoo, tavolette Ouija, libri di magia e antiche immagini incentrate sulla stregoneria utilizzati per secoli nella propoaganda per la caccia alle streghe. Il museo ospita anche eventi, come racconti serali di storie di fantasmi a lume di candela.

4. The Shoe Museum, Northampton

Se adori le scarpe, questo museo dedicato alle calzature è il posto giusto per te! Sede della più vasta collezione di calzature storiche al mondo, il Northampton Museum & Art Gallery(link is external) espone oltre 12.000 scarpe, che coprono un periodo che va dall’Antico Egitto ai giorni nostri. Tra gli articoli di maggior spicco, un paio di scarpe da calcio autografate da David Beckham e gli stivali indossati da Elton John nel ruolo di Pinball Wizard in Tommy. La galleria “Life & Sole” si concentra sulla storie della produzione di calzature, mentre la galleria “Follower of Fashion” illustra le varie mode delle calzature attraverso i secoli, inclusi alcuni dei modelli più famosi di Manolo Blahnik e Vivienne Westwood.

5. Pitt Rivers Museum, Oxford

Questo museo dell’Università di Oxford dispone della più vasta collezione in Gran Bretagna di manufatti archeologici e antropologici provenienti da tutto il mondo: circa 500.000 reperti donati da viaggiatori, accademici e missionari. Benché possa apparire come la collezione privata di Indiana Jones, in realtà il museo fu fondato da Augustus Pitt Rivers, ufficiale dell’esercito britannico, archeologo e etnologo.

L’immensa mole di oggetti curiosi provenienti da tutto il mondo esposte al Pitt Rivers Museum(link is external), figurano manufatti utilizzati in riti funebri, armature, piercing, strumenti musicali, imbarcazioni, maschere per danze e tessuti, tutti suddivisi tematicamente a seconda dell’utilizzo, piuttosto che dell’epoca o paese di origine. Il museo è famoso per le tsantsas esposte: teste di essere umani, di bradipi o di scimmie a cui sono stati rimossi cranio e cervello, per poi riscaldare e trattare accuratamente la pelle, riducendo così le dimensioni della testa. A realizzare questo macabro procedimento erano le tribù che vivevano alle pendici delle Ande. Inadatto a chi si impressiona!

6. The Ragged School Museum, Londra

Questo museo vittoriano incentrato sul tema della scuola è un’ottima scelta per i visitatori più giovani, poiché permetterà ai bimbi di oggi di comprendere quanto siano fortunati a disporre in classe di lavagne interattive e laptop, invece di calamaio e pennino. Al Ragged School Museum(link is external), i bambini potranno indossare abiti dell’epoca e prendere parte a una lezione per scoprire com’erano i bambini meno fortunati negli anni Settanta del XIX secolo. La scuola è anche considerata una delle più infestate di tutta la Gran Bretagna e organizza tour alla scoperta di fantasmi… sempre che tu abbia il coraggio di parteciparvi!