A Reggio Emilia tutta la grafica di Lica e Albe Steiner.

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Fondazione Palazzo Magnani, Comune di Reggio Emilia insieme a Coop Alleanza 3.0, presentano la mostra “Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana” dal 11 febbraio al 16 aprile 2017, presso la Sinagoga di via dell’Aquila a Reggio Emilia.
Non è un caso che questa mostra – dopo Milano, Museo del Novecento e Firenze, Museo degli Innocenti – venga realizzata a Reggio Emilia.

A Albe Steiner si deve la progettazione del marchio originale Coop del 1963, la sua applicazione sugli imballaggi coordinati e l’allestimento del primo magazzino a libero servizio Coop, che fu proprio quello di Reggio in Corso Garibaldi, studiato in funzione dell’individuazione dei reparti e dei prodotti. Lo stesso marchio Coop venne poi ridisegnato da Bob Noorda d’accordo con Lica Steiner.
A Reggio non è nato solo il primo magazzino Coop ma è nato lo stesso movimento cooperativo, che da un secolo e mezzo contribuisce a plasmare la storia sociale ed economica di questo territorio.

A rendere “speciale” e ancora più “appropriata” per Reggio Emilia questa mostra, è la scelta del luogo dove allestirla: l’antica Sinagoga della città di Reggio Emilia, recentemente restaurata dal Comune. Nel 1938 Albe Steiner sposa Lica diminutivo di Masal (nome ebraico corrispondente a Matilde) e insieme si distinguono per l’impegno professionale e civile che ha contrassegnato la loro vita, iniziato durante gli anni bui del fascismo, cementato nella lotta di Resistenza e proseguito poi con la didattica e la comunicazione sociale.
L’edificio ottocentesco di via dell’Aquila – di straordinaria bellezza, dall’interno luminoso e monumentale, decorato con colonne e affreschi – ha riacquistato, con il restauro, l’antico splendore e le forme pesantemente compromesse da un bombardamento nel corso del secondo conflitto.
È questa grande, silenziosa aula, nella sua austera eleganza, ad accogliere in modo naturale, le creazioni della coppia di grafici.

La mostra, curata da Anna Steiner e progettata dallo studio Origoni-Steiner, propone una panoramica sul lavoro di quello che è riconosciuto come uno dei sodalizi professionali e personali più fecondi della grafica italiana. Viene presentata la produzione del loro Studio L.A.S. dai primi lavori del 1939 fino alla Liberazione e al viaggio in Messico (1946-1948), in una narrazione scandita dalle diverse sezioni – ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità e allestimenti, marchi, presentazione di prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, formazione professionale – per arrivare infine a toccare anche l’attività di Lica, dal 1974, anno in cui muore Albe, alla sua scomparsa, nel 2008.

La loro storia personale, la loro unione “intellettuale” li ha visti così inseparabili da essere chiamati da loro stessi e dagli amici i ‘Licalbe’, un’unica identità. Il loro lavoro fu caratterizzato da quella che spesso è stata definita una poetica dell’ottimismo, da una fiducia dichiarata nel presente e nel futuro, credendo che l’impegno in prima persona, professionale, didattico potesse segnare la differenza e una distanza abissale dal buio della guerra e del fascismo.

Nel 1939 aprono insieme uno studio di grafica e lavorano alla stampa clandestina antifascista. Appena terminata la guerra sono tra i fondatori dei Convitti della Rinascita, curano due mostre a Palazzo Reale sulla Liberazione e sulla Ricostruzione e sono redattori grafici de “Il Politecnico” diretto da Elio Vittorini. Partono, poi, alla volta del Messico per riunire la famiglia di Lica, e si trovano a lavorare con i muralisti tra cui Siqueiros, Rivera e altri e Hannes Meyer, tra gli esuli della scuola Bauhaus. Rientrano in Italia per partecipare alle prime elezioni libere del 1948, dove riprendono il loro lavoro professionale.

Gli Steiner furono, senza dubbio, protagonisti e interpreti della rinascita culturale italiana nel dopoguerra, insieme a intellettuali come Vittorini e Calvino. Proprio a Calvino si deve un ricordo speciale di Albe all’indomani della sua morte sulle pagine dell’Unità “per Albe il piacere dell’invenzione formale e il senso globale della trasformazione della società non erano mai separati”.
Anna Steiner, figlia di Albe e Lica, insegna presso il Politecnico di Milano, architetto, lavora nel campo degli allestimenti e della grafica nello studio Origoni Steiner, porta avanti l’eredità dei genitori e testimonia il loro contributo alla cultura del Novecento diffondendo i loro ideali pedagogici e democratici e le loro idee progettuali tutt’oggi innovative.

La mostra che la Fondazione Palazzo Magnani, insieme a Coop Alleanza 3.0, e la curatrice Anna Steiner propongono a Reggio Emilia conduce lo spettatore in un viaggio nel passato recente e nel luogo straordinario in cui l’unione tra due persone diventa motore di mondi nuovi.

L’esposizione è l’ultima parte di un progetto di diffusione della vita e delle opere degli Steiner promosso da Ardaco e sostenuto da Coop, iniziato sette anni fa con la realizzazione del film documentario Linea Rossa. Insieme per un Progetto di cambiamento di Enzo Coluccio e Franco Bocca Gelsi (Ardaco-Orda d’Oro, 2009) in cui una intensa Lica ha lasciato la sua ultima testimonianza diretta, insieme a quella di amici, famigliari, artisti come Arnaldo Pomodoro e Francesco Leonetti. (Il film sarà presente in mostra).

“Con questa mostra – afferma Davide Zanichelli, Presidente “Fondazione Palazzo Magnani” – la nostra Fondazione si fa carico di un ruolo rilevante per la città e il territorio. Usciamo infatti dalle sole sale della nostra storica sede espositiva per animare, in accordo con il Comune, spazi diversi. E’ il riconoscimento al lavoro che Palazzo Magnani ha compiuto in questi anni ed è l’avvio di un percorso culturale che intendiamo rendere originale, stimolante e condiviso”.

SCHEDA INFORMATIVA

LICALBE STEINER
Alle origini della grafica italiana
a cura di Anna Steiner
progetto di allestimento e grafica dello Studio Origoni Steiner
realizzazione della Fondazione Palazzo Magnani
con Coop Alleanza 3.0

Sede
Sinagoga – Via dell’Aquila Reggio Emilia

Orari
da venerdì a domenica – 10/13 e 15/19
da lunedì a giovedì solo per le scuole (su prenotazione)

Ingresso 5 €
Ingresso ridotto Soci Coop Alleanza 3.0 3€
Studenti fino ai 18 anni 3 €
Ingresso Mostra Liberty in Italia + Licalbe Steiner 12 €

Contatti:

per informazioni e prenotazioni
Palazzo Magnani – Biglietteria Tel. 0522 454437 – 444446 – info@palazzomagnani.it

CAMERA Torino, un anno di grandi mostre

Proposte alte e pop, per avvicinare nuovi pubblici alla fotografia
E’ l’obiettivo di Walter Guadagnini, nuovo Direttore di CAMERA
Per il ’17, un programma equilibrato, tra autori storicizzati ed emergenti.
Ma nuovo impulso anche alla didattica
e alla ricerca.

“CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, ad un anno dalla fondazione, ha raggiunto l’obiettivo di dotare il nostro Paese di un Centro dedicato alla fotografia, destinato a indagare, valorizzare e promuovere la fotografia in ambito nazionale e al contempo in dialogo permanente e creativo con le migliori esperienze internazionali.
Ora – continua il Presidente Emanuele Chieli – forti dell’esperienza maturata e grazie al supporto dei nostri partner – tra questi in primis Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza – l’obiettivo è dare continuità al progetto avviato, continuando a sviluppare con professionalità le attività di esposizione, educazione e ricerca e determinati ad ampliare la platea dei destinatari”.

“Qualità innanzitutto, ma anche un fresco spirito pop. Senza barriere preconcette. Quindi personali e collettive, autori storicizzati ed emergenti, secondo una logica di alternanza che mai comunque rinuncia alla qualità della proposta”. Ad esprimersi così è Walter Guadagnini, nuovo Direttore di CAMERA ed esperto da un lato di storia della fotografia, dall’altro della cultura Pop in Italia e non solo.

Il programma espositivo 2017 conferma appieno gli indirizzi del Presidente Chieli e del Direttore Guadagnini.
Positivamente archiviata Around Ai Weiwei. Photographs 1983-2016, che si conclude il 19 febbraio, la nuova stagione espositiva propone, dal 3 marzo al 21 maggio, L’Italia di Magnum – da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin, una straordinaria sequenza di oltre duecento immagini che raccontano la cronaca, la storia e il costume del nostro paese negli ultimi 70 anni. La mostra vuole celebrare anche il 70° anniversario della nascita di Magnum, partner fondatore di CAMERA. Venti gli autori – tra i quali si ricordano almeno Robert Capa, Elliott Erwitt, Ferdinando Scianna, Martin Parr – chiamati a raccontare eventi grandi e piccoli, personaggi e luoghi dell’Italia dal dopoguerra a oggi, in un affascinante intreccio di fotografie celeberrime e di altre meno note, di luoghi conosciuti in tutto il mondo e di semplici cittadini che compongono il tessuto sociale e visivo del nostro Paese.
Seguirà, in giugno e luglio, The Many Lives of Erik Kessels, la prima grande retrospettiva mondiale dedicata all’artista, editore e direttore artistico olandese, nato a Roermond nel 1966. Lo spettacolare allestimento si rivela un affascinante, sorprendente e ironico viaggio tra fotografie trovate, immagini di famiglia e l’immenso archivio di internet.
Da settembre ’17 a gennaio ’18, a CAMERA Arrivano i Paparazzi! Attraverso circa duecento opere, la mostra racconta le vicende dei più celebri ladri di immagini del XX secolo, quei fotoreporter passati alla storia con il nome di paparazzi. Dalle immagini anni ‘30 di candid camera, come Erich Salomon, per giungere fino a Weegee. Il mito della “Hollywood sul Tevere”, le immagini rubate, da Brigitte Bardot a Lady D o Berlusconi. E con le foto, in mostra documenti, riviste, filmati, video, per offrire nuove chiavi di lettura su un fenomeno che unisce storia della società, della comunicazione e dell’immagine.
Guadagnini anticipa anche Carlo Mollino. Retrospettiva, altra grande mostra che aprirà la stagione di CAMERA 2018.
Passando alle mostre collaterali (minori per spazio ma non per interesse), il primo appuntamento del nuovo ciclo (marzo – settembre) sarà con Valerio Spada. I am nothing. La nuova serie, realizzata grazie a una borsa di studio della Guggenheim Foundation di New York, è ambientata in Sicilia ed è un’indagine sugli aspetti più tipici e oscuri della mafia e della criminalità organizzata. Non un reportage, ma una serie di immagini che combinano verità e storytelling, diario e teatro. Sono la fiction cinematografica elevata allo statuto di verità giudiziaria.
Ma CAMERA non è solo mostre e non è “solo” un importante centro espositivo, come altri in Italia. E’ un centro di produzione, innanzitutto. “Ogni nostra mostra – tiene a ribadire Guadagnini – è stata pensata e prodotta in CAMERA, naturalmente insieme a partner di volta in volta diversi. Anzi le nostre mostre già hanno cominciato a circuitare nel mondo. E’ il caso, ad esempio, di Boris Mikhailov. Ukraine, che dopo Torino è stata in Belgio e in Cina. Al prestigioso Fotomuseum di Winterthur si apre proprio in questi giorni Francesco Jodice. Panorama. Coproduzioni importanti sono state alla base de Sulla Scena del Crimine (Francia, Regno Unito, Paesi Bassi). Ma voglio anche segnalare l’avvio di una serie di collaborazioni con gli Istituti culturali cittadini: abbiamo già realizzato la bellissima mostra di Paolo Ventura con il Teatro Regio, stiamo elaborando un programma comune di incontri con la Reggia di Venaria Reale, e altro ancora è in via di definizione. Vogliamo essere davvero il partner ideale per chiunque si avvicini alla fotografia, in un autentico spirito di condivisione.
Innegabilmente di successo l’attività didattica che, con gli Incontri, è riconosciuta tra i nostri elementi di eccellenza. E’ un lavoro che parte dalle scuole, dai più piccoli (laboratori creativi, visite guidate..), per allargarsi al pubblico adulto, con I Giovedì in Camera, I Giovedì con il Direttore, sulla storia della fotografia (il “tutto esaurito” è una prassi costante). Poi i corsi, da quello base “Fotografare #1” alla Masterclass in collaborazione con l’International Center of Photography (“ICP”) di New York.
Fiore all’occhiello di CAMERA – continua Guadagnini – è anche il Portale Raccolte Archivi Italiani di Fotografia cui, con CAMERA, lavorano l’Istituto Centrale per il Restauro e la direzione Generale delle Arti ed Architetture Contemporanee e le Periferie Urbane del MiBACT. Obiettivo: l’emersione e il censimento degli archivi e la creazione di una Digital library, presupposto per la conoscenza e la valorizzazione.
Al di là delle mostre, che restano comunque il nostro fondamentale punto di incontro con il pubblico, CAMERA è e vuole diventare sempre più una vera e propria “Casa della Fotografia”, accogliente, dove il pubblico possa trovarsi a proprio agio e scoprire le mille facce di questo meraviglioso strumento, e dove la ricerca, lo studio e la scoperta siano unite al piacere dell’occhio”.

Info: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 – Torino www.camera.to |camera@camera.to

TEFAF New York Spring ha annunciato i 92 eminenti espositori globali

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La fiera internazionale d’arte TEFAF New York Spring ha annunciato i 92 eminenti espositori globali che parteciperanno alla sua edizione inaugurale, dedicata principalmente ad arte e design moderni e contemporanei. La Fiera sarà ospitata a Park Avenue Armory, New York, dal 4 all’8 maggio 2017, mentre la Preview riservata ai VIP si terrà nella serata del 3 maggio 2017. Con questa nuova Fiera, TEFAF espande la sua offerta espositiva, offrendo una nuova piattaforma di prestigio ai collezionisti e ai musei di oggi.

Oltre ad arte e design contemporanei, TEFAF New York Spring proporrà anche una piccola selezione di gioielli, arte africana e oceanica e infine antiquariato. Saranno proprio le opere d’arte africana e oceanica, insieme alle antichità classiche, a creare un’offerta estetica completa, vicina agli interessi dei collezionisti contemporanei e moderni.

“TEFAF si impegna a offrire uno standard di eccellenza senza eguali che trasforma la fiera d’arte in un’esperienza unica sotto ogni punto di vista. La sua Fiera in Europa rappresenta un vero e proprio evento culturale, e lo stesso è avvenuto lo scorso ottobre in occasione del suo debutto a New York. Siamo emozionati di lanciare la seconda Fiera di New York, che sarà connotata da un focus sulle opere contemporanee del XX secolo, pur mantenendo il carattere inconfondibile di TEFAF”, ha dichiarato Patrick van Maris, AD di TEFAF. “L’arte moderna e contemporanea occupa da tempo un posto speciale a TEFAF Maastricht, e non vediamo l’ora di celebrarla in modo ancor più esaustivo negli Stati Uniti”.

“Gli Stati Uniti sono famosi per l’incessante vivacità del loro mercato, di cui New York è la capitale globale” ha commentato Michael Plummer, Managing Director di TEFAF New York. “Al momento l’arte moderna e quella contemporanea sono i segmenti connotati dalle maggiori vendite: questo dato, unito alla prestigiosa location della Fiera – Park Avenue – e alla fama di eccellenza di TEFAF, ha nutrito le entusiaste aspettative dei nostri espositori nei confronti dell’evento”.

I mercanti d’arte presenti alla Fiera esporranno le loro opere nella Drill Hall e nelle sale del primo e del secondo piano dell’Armory. L’architetto olandese Tom Postma trasformerà la location in occasione della Fiera, aggiungendo nuovi elementi di design che rifletteranno il focus speciale dell’esposizione.

“Le gallerie d’arte moderna e contemporanea sono elettrizzate dall’idea di avere finalmente una Fiera prestigiosa come TEFAF qui a Manhattan,” ha dichiarato Christophe Van de Weghe, titolare di Van de Weghe Fine Art. “Ci aspettiamo che la Park Avenue Armory diventi il punto d’incontro dei migliori collezionisti, che raggiungeranno la città per godersi gli eventi d’arte della settimana, attratti dal calibro degli espositori presenti all’edizione di maggio”.

Lo sponsor principale della Fiera è Invaluable. I proventi della Serata di Inaugurazione del 3 maggio verranno destinati alla Society of Memorial Sloan Kettering Cancer Center e ai prestigiosi programmi culturali prodotti dalla Park Avenue Armory.

TEFAF New York Spring 2017 – Lista degli espositori

· Acquavella Galleries
· Adrian Sassoon
· Alon Zakaim Fine Art
· Anthony Meier Fine Arts
· Applicat-Prazan
· Axel Vervoordt
· Barbara Mathes Gallery
· Beck & Eggeling International Fine Art
· Ben Brown Fine Arts
· Bergamin & Gomide
· Berggruen Gallery
· Bernard Goldberg Fine Arts, LLC
· Bowman Sculpture
· Cahn International AG
· Cardi Gallery
· Carpenters Workshop Gallery
· Charles Ede Ltd
· Connaught Brown
· Dansk Møbelkunst Gallery
· David Ghezelbash Archéologie
· David Tunick, Inc.
· David Zwirner
· DeLorenzo Gallery
· Demisch Danant
· Di Donna Galleries
· Dickinson
· Didier Ltd
· Edward Tyler Nahem Fine Art
· Eykyn Maclean
· Francis M. Naumann Fine Art
· Galería Sur
· Galerie Boulakia
· Galerie Gmurzynska
· Galerie Jacques Germain
· Galerie Karsten Greve AG
· Galerie kreo
· Galerie Lefebvre
· Galerie Meyer – Oceanic Art
· Galerie Perrotin
· Galerie Thomas
· Gana Art
· Hammer Galleries
· Hans P. Kraus
· Hauser & Wirth
· Hazlitt Holland-Hibbert
· Helly Nahmad Gallery
· Hidde van Seggelen
· Hostler Burrows
· James Butterwick
· John Szoke Gallery
· Keitelman Gallery
· L’Arc en Seine
· Laffanour – Galerie Downtown/Paris
· Leon Tovar Gallery
· Lisson Gallery
· Luhring Augustine
· Magen H Inc
· Marlborough Gallery
· Mazzoleni
· Merrin Gallery, Inc.
· Modernity
· Offer Waterman
· Osborne Samuel Ltd
· Oscar Graf
· Patrick Derom Gallery
· Paul Kasmin Gallery
· Peter Freeman
· Petzel Gallery
· Phoenix Ancient Art
· REZA
· Richard Gray Gallery
· Richard Green
· Richard Nagy Ltd.
· Robilant + Voena
· Rossi & Rossi
· Sean Kelly
· Simon Teakle Fine Jewelry
· Skarstedt Gallery
· Stellan Holm Gallery
· Tambaran Gallery
· Thomas Gibson Fine Art Ltd
· Tina Kim Gallery
· Tornabuoni Arte
· Vallois
· Van de Weghe Fine Art
· Vedovi Gallery
· Vintage 20
· White Cube
· Wienerroither & Kohlbacher
· Yufuku Gallery
· Yves Macaux ·

TEFAF New York

TEFAF New York è una joint venture tra TEFAF e Artvest Partners fondata all’inizio del 2016 con lo scopo di organizzare due fiere d’arte all’anno alla Park Avenue Armory di New York, TEFAF New York Fall e TEFAF New York Spring. Ogni fiera vedrà la partecipazione di oltre 90 maggiori espositori da ogni parte del mondo. Tom Postma Design, noto per il suo lavoro innovativo nei principali musei, gallerie e fiere d’arte, progetta per le Fiere un design che interagisce con lo straordinario spazio che le ospita, aggiungendo al tempo stesso un tocco leggero e contemporaneo. Gli stand degli espositori si snodano lungo l’iconico edificio dell’Armory, abbracciando la Wade Thompson Drill Hall e raggiungendo le sale dell’Armory al primo e secondo piano dedicate alle ricostruzioni storiche, così da creare una fiera dall’impatto e dallo spessore senza precedenti per la città di New York.

TEFAF New York Fall 2017 si terrà dal 27 al 31 ottobre 2017.

TEFAF

TEFAF è una fondazione no profit che si pone come guida esperta sia per i collezionisti privati che per le istituzioni pubbliche del mercato d’arte globale, ispirando compratori ed estimatori d’arte di tutto il mondo. TEFAF organizza tre Fiere internazionali: TEFAF Maastricht, TEFAF New York Fall e TEFAF New York Spring.

Dal 2005, TEFAF supporta la ricerca e le collaborazioni internazionali attraverso una speciale cattedra di Oncologia all’Istituto di ricerca GROW, la Scuola di Oncologia e Biologia Evolutiva del Centro Medico dell’Università di Maastricht.

TEFAF. Your Art Community

Artvest

Artvest Partners LLC è una società indipendente di consulenza che assiste clienti privati, musei, fondazioni, e le società della lista Fortune 500 nelle valutazioni, proiezioni di mercato, acquisizioni, disposizioni e strategie di business inerenti l’arte. Inoltre, Artvest mette a disposizione finanziamenti d’arte per collezionisti privati e mercanti. Sin dalla sua fondazione nel 2009 per mano di Michael Plummer e Jeff Rabin, Artvest ha guidato clienti di tutto il mondo in progetti da miliardi di dollari. Nel 2014, Artvest è stata nominata Teste Esperto per l’Institute of Arts di Detroit e il Comune di Detroit nel Capitolo 9 del processo per bancarotta della città. Dal 2014 al 2016, Artvest è stata titolare e gestore di Spring Masters, fiera d’arte organizzata ogni maggio alla storica Park Avenue Armory. http://www.artvest.comwww.artvest.com

I nostri sponsor

Invaluable è il mercato online di arte, antiquariato e oggetti da collezione più importante del
mondo. Grazie alla collaborazione con oltre 4000 case d’asta, mercanti d’arte e gallerie di tutto il mondo, Invaluable permette ai compratori di circa 200 nazioni di entrare in contatto con gli oggetti che amano. Con la migliore tecnologia di aste online, e una piattaforma di vendita a prezzo fisso, Invaluable fornisce ai distributori soluzioni di marketing ed e-commerce, nonché un software per la gestione delle aste online.

Athena Art Finance
Inaugurata nell’ottobre del 2015 con 280 milioni di dollari di capitale da parte di Carlyle Group e degli investitori dell’unità di private equity di Pictet Group, Athena è una società finanziaria
settoriale indipendente, dedicata ai bisogni finanziari del mercato globale dell’arte. Grazie alla forza dei suoi azionisti e fondatori, il Carlyle Group e gli investitori dell’unità di private equity del Pictet Group, Athena è specializzata in soluzioni di prestito garantite da eccezionali collezioni di fine art.

Modenantiquaria è pronta a far 31!

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Modenantiquaria: da 31 anni la regina delle mostre mercato d’alto antiquariato

Dall’11 al 19 febbraio si rinnova l’appuntamento con Modenantiquaria, la manifestazione internazionale di alto antiquariato che inaugura la sua XXXI edizione a ModenaFiere. L’evento modenese si è affermato come una delle mostre mercato più apprezzate d’Europa grazie alle rarità dei suoi tre saloni: Modenantiquaria, Excelsior e Petra

La bellezza non ha età, si dice. Ma tante volte gli anni e i secoli accompagnano la grande bellezza. Modenantiquaria quest’anno punta a un’edizione da record: la storica manifestazione torna a ModenaFiere dall’11 al 19 febbraio ponendo grande attenzione alle gallerie ospiti, ai contenuti e agli allestimenti di livello.

Il restyling della storica proposta modenese, che ModenaFiere ha messo in atto lo scorso anno, ha ottenuto i risultati sperati, facendo tornare il sorriso sul volto di molti antiquari. “Per Modenantiquaria numero 31 puntiamo a rafforzare il nostro primato tra le manifestazioni fieristiche del settore in Italia e intendiamo concretamente cominciare a scalare l’Europa”. A ribadire l’ambizioso obiettivo è Paolo Fantuzzi, Amministratore Delegato di ModenaFiere, forte dei brillanti risultati della scorsa edizione della manifestazione.
“Quest’anno abbiamo deciso di alzare ulteriormente l’asticella della qualità, perché oggi abbiamo la certezza di poter offrire agli antiquari italiani e internazionali e al nostro pubblico, un luogo e un’occasione imperdibili. Una scena dove cultura, passione e affari si muovono bene, insieme”.

Sono oltre 100 e tutte di altissimo livello le gallerie presenti a Modenantiquaria: tra queste ci sono anche importanti new entry dall’estero, come la Galleria Lampronti di Londra, tra le cui opere spicca una tela settecentesca di Michele Marieschi che raffigura Venezia e l’imbocco del Canal Grande; Caviglia arriva da Lugano, e porta un rarissimo gruppo in maiolica della Manifattura Dallari di Sassuolo, su modello di Pietro Giraud, del 1764 circa. La prestigiosa Galleria Robilant+Voena di Milano propone niente meno che un San Pietro e una Maddalena del Guercino dal valore inestimabile; Longari Arte, anch’essa di Milano, propone una Madonna col Bambino del 1710 di Pierre Jean-Hardy; Maurizio Nobile di Bologna porta a Modena uno schizzo a penna e inchiostro bruno su carta bianca di Donato Creti (inizio ‘700) che raffigura “Cristo di fronte a Caifa”; Fondantico, sempre di Bologna, con “Il trionfo di Flora”, del pittore modenese seicentesco Francesco Stringa; Enrico Gallerie d’Arte, con sede a Milano e Genova, presenta un quadro di Silvestro Lega (“Campagna con figura femminile”), fra i maggiori esponenti del movimento dei macchiaioli; e ancora Robertaebasta (Milano), direttamente da inizio ‘900 con una maschera in bronzo di Adolfo Wildt e un mobile in radica di Gio Ponti. E poi tra i “big” ci sono la Galleria Bottegantica, con spazi espositivi a Bologna e Milano, specializzata nei dipinti italiani dell’Ottocento e di inizio Novecento, e la Galleria Apolloni di Roma, che spazia dai dipinti e disegni antichi alla scultura, dagli oggetti d’arte ai mobili, dagli argenti antichi pregiati ai marmi classici.

L’Associazione Antiquari d’Italia, oltre a patrocinare la manifestazione, quest’anno è presente con un raffinato spazio collettivo che accoglie i visitatori all’inizio del percorso: qui 10 importanti gallerie antiquarie espongono altrettanti pezzi selezionati appositamente per Modenantiquaria; sono presenti: Carlo Orsi, Fabrizio Moretti, Walter Padovani, Bruno Botticelli, Dario Ghio, Sandro Morelli, Galleria D’Orlane, Domenico Piva, Enrico Frascione e Copetti Antiquari.

Modenantiquaria è organizzata da ModenaFiere col patrocinio dell’Associazione Antiquari d’Italia, Associazione Antiquari Modenesi e FIMA, la Federazione Italiana Mercanti d’Arte; sponsor della manifestazione è BPER Banca.

La manifestazione è un’ottima occasione per chi cerca investimenti durevoli: con oltre 35 mila presenze nel 2016, è la mostra d’alto antiquariato più visitata d’Italia, con un’altissima percentuale di pubblico propensa all’acquisto. Modenantiquaria può contare su un bacino d’utenza molto vasto, interessato all’arte o agli investimenti alternativi: si tratta di un pubblico fidelizzato, composto per la maggior parte da professionisti e operatori economici, residenti non solo in Emilia, ma anche in tutto il territorio nazionale, con picchi dal Veneto, dalla Lombardia e dalla Toscana.

Modenantiquaria: l’alto antiquariato nell’arredo d’interni
Il Salone dell’alto antiquariato è il nucleo originario della manifestazione: l’esposizione è organizzata secondo una rigorosa planimetria, che si rivela al visitatore favorendo la scoperta delle meraviglie esposte dalle singole gallerie, con infiniti spunti per l’arredamento di interni raffinati ed esclusivi. Tra le tante opere esposte dalle gallerie presenti, il pubblico di appassionati potrà ammirare e acquistare mobili dal ‘500 allo stile Decò, dipinti, ceramiche e maioliche, oggetti d’arte, gioielli e orologi, tappeti, antiquariato orientale, precolombiano e africano. I colori, le luci e le simmetrie dell’allestimento contribuiscono poi con la ricercatezza e l’equilibrio della composizione a esaltare il pregio e l’unicità delle opere.

Petra: XXIV Salone di Antiquariato per parchi e giardini
Unica rassegna di questo genere in Europa, da oltre vent’anni Petra è diventata sinonimo di antiquariato per esterni. Nello splendido giardino indoor il migliore antiquariato per parchi e giardini fa bella mostra di sè per un pubblico sempre più vasto. Con una proposta selezionata di antichi arredi per esterni e preziosi elementi architettonici di recupero, Petra evoca atmosfere en plein air e suggerisce un uso creativo nelle ristrutturazioni edili di materiali eterogenei: fontane, colonne, capitelli, antichi vasi in cotto, pavimentazioni per esterni e interni, inferriate e cancelli, porte e camini. Qui le aree verdi diventano oggetto di architettura ed esaltano il valore dell’immobile. Petra continua a crescere: aumenta la varietà delle proposte, il pregio dei materiali architettonici, la presenza di un pubblico affezionato e l’apprezzamento degli operatori del settore.

Excelsior: XVI Rassegna di pittura Italiana dell’800
Excelsior giunge quest’anno alla sua XVI edizione. Excelsior è l’unica rassegna di questo genere in Italia: focalizza l’attenzione sulla pittura italiana del tardo ‘800, con piccole incursioni nell’arte del primo ‘900, tra avanguardie e persistenze, e si pone come prestigiosa vetrina per raffinate opere d’arte. Le gallerie presentano un vastissimo repertorio di pittura del XIX secolo, all’interno del quale sono presenti opere dei maggiori autori delle varie scuole regionali italiane: dai macchiaioli toscani ai pittori napoletani, dai veneti agli scapigliati lombardi, senza tralasciare gli autori emiliani e meridionali.

Modenantiquaria segue i seguenti orari: dal lunedì al mercoledì dalle 15.00 alle 20.00, dal giovedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.00. Biglietto intero: euro 15
Biglietto ridotto: euro 12
E’ possibile acquistare online sul sito il biglietto al prezzo ridotto di 12 €

Infoline:
ModenaFiere, tel. 059 848380 www.modenantiquaria.it

Magnum e Life, la storia in mostra a Cremona

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La mostra, per la prima volta in assoluto, intende analizzare il rapporto fra la celebre rivista americana Life e l’agenzia fotografica Magnum Photos, ed in particolare i reportage realizzati dai fotografi membri dell’agenzia che vennero pubblicati da Life, il fortunato settimanale creato nel 1936 Henry Luce, già editore di Time. Ad un anno dalla sua nascita Life tirava cinque milioni di copie conquistandosi un ruolo che solo la diffusione della televisione minò, portandola alla chiusura nel 1972.
Il nuovo medium, la tv, riusciva a proporre con più immediatezza ciò che era stato il patrimonio di Life: il racconto per immagini.
Life con i suoi contenuti editoriali, ma soprattutto grazie al suo contenuto iconografico, contribuì a creare una identità e una cultura nazionale americana, dagli anni della grande depressione alla guerra del Vietnam, identità che poi venne esportata a livello internazionale.
La dimensione del fenomeno delle grandi riviste illustrate richiese alla agenzie fotografiche nuovi modelli. Robert Capa, David Seymour, Henri Cartier-Bresson e George Rodger, tutti con una notevole esperienza “sul campo”, diedero vita a Magnum. Il progetto si basava sulla tutela del lavoro del fotografo. Attraverso la formula della cooperativa, i fotografi diventavano proprietari del loro lavoro, prendevano decisioni collettivamente, proponevano autonomamente alle testate i propri lavori e rimanevano proprietari dei negativi, garantendo così un pieno controllo sulla corretta diffusione delle proprie immagini.
Magnum mise assieme le migliori capacità ed esperienze del mondo della fotografia, ma senza sottostare alle richieste dei committenti.
La mostra si focalizza proprio sul rapporto fra queste due entità, per analizzare come importanti reportage riferiti ad eventi importanti del XX secolo, e realizzati da grandi maestri della fotografia membri di Magnum, vennero trasferiti all’interno delle pagine di Life.
Due figure importanti che rivestirono un ruolo importante in questo rapporto furono Robert Capa e John Godfrey Morris. Il primo, ideatore e co-fondatore della Magnum nel 1947 e Morris, uno dei più grandi photo editor del Ventesimo secolo, responsabile dell’ufficio londinese di LIFE durante la Seconda guerra mondiale e dopo il conflitto, redattore esecutivo della storica agenzia Magnum.
La mostra, curata da Marco Minuz, è pertanto un viaggio all’interno di nove reportage fotografici realizzati da grandi maestri che vennero editati dalla rivista americana ed ebbero grande diffusione, ma al contempo grande impatto sull’opinione pubblica.
La mostra prende avvio dal lavoro di Philippe Halsman, che su Life pubblicò centinaia di fotografie e decine di copertine. Ritratti come quelli di Marylin Monroe, Salvator Dalì o Mohamed Ali.
Seguono due reportage storici di Werner Bischof, il primo dedicato alla grande carestia del Bihar in India nel 1951 e il successivo alla Corea realizzato nel 1952. In entrambi, impegno e sensibilità sociale vengono trasmessi con un senso estetico notevole.
Un altro reportage entrato nella storia è quello di Dennis Stock su James Dean. Sono fotografie di grande intimità che svelano la personalità del divo del cinema, poco prima della sua tragica scomparsa.
Per promuovere “Misfits” (“Gli spostati”), celebre pellicola di John Huston, sceneggiata da Arthur Miller e protagonisti come Marylin Monroe, Clark Gable e Montgomery Clift, a Magnum venne data l’esclusiva di seguire le fasi realizzative. Per questo Magnum schiera sul set nove suoi membri: Eve Arnold, Cornell Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davidson, Elliot Erwitt, Ernst Haas, Erich Hartmann, Inge Morath e Dennis Stock. Le loro immagini ci portano dentro la macchina del grande cinema americano degli anni ’60.
Duro e drammatico il racconto che Bruno Barbey offre della guerra del Vietnam e di ciò che vi accadde oltre e all’interno del fronte. Queste immagini furono tra le ultime ad essere pubblicate su Life, poco prima della sua chiusura.
Accanto a un percorso cronologico, la mostra propone una serie di emozionanti “stanze” monografiche. A cominciare dalle immagini che Henri Cartier-Bresson nel 1954 trasse dal suo lungo viaggio dentro l’URSS.
Poi Robert Capa, di cui vengono proposti i tre storici reportage, quello sulla guerra civile spagnola, le cui immagini sono icone della storia della fotografia, così come lo sono le successive immagini dello sbarco in Normandia, unica testimonianza diretta di quella epica impresa; e infine la Guerra di Indocina dove egli trovò la morte.
Accanto alle immagini, la mostra espone le edizioni originali di LIFE e spezzoni video che permetteranno di contestualizzare i reportage.
“LIFE – MAGNUM, attraverso la forza comunicativa delle immagini che riunisce – afferma il curatore Marco Minuz – conduce a riflettere sulla fotografia e sulle sue implicazioni, sul rapporto con la carta stampata, sulle trasformazioni tecnologiche avvenute nel mondo della comunicazione e sulla forza che questi reportage ebbero nella nostra coscienza civile”.

LIFE – MAGNUM è parte del progetto italiano per i 70 Anni di Magnum, che propone mostre oltre che a Cremona, anche a Torino (Camera) e Brescia (Brescia Photo Festival).

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana editoriale.

Mostra a cura di Marco Minuz
Organizzata da Magnum Photos, Unomedia
Con il supporto di MdV Friends
Con il patrocinio di Comune di Cremona

Con il supporto della aziende che sostengono il Museo del Violino di Cremona, MdV friends.


Apertura: 4 marzo – 11 giugno 2017

PER INFORMAZIONI
info@mostramagnumlifecremona.it
tel 0372- 808804

ORARI: martedì al venerdì ore 10.00-18.00; sabato e domenica ore 10.00-19.00
Lunedì chiuso
BIGLIETTI: 8 euro (Intero) ; 6 euro (ridotto); 3.50 euro ( scuole)

Ingresso “con biglietto integrato” INTERO € 15 (con biglietti 7 euro MdV + 8 euro Mostra Magnum) RIDOTTO € 10 (con biglietti 5 euro MdV + 5 euro Mostra Magnum); SCUOLE € 8,50 (con biglietti 5 euro MdV + 3,50 euro Mostra Magnum

Honor sbarca su Tinder per un San Valentino fuori dagli schemi e lancia un talent: in palio l’appuntamento perfetto per gli utenti più creativi e coraggiosi!

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Festeggia San Valentino con Honor e Tinder! Il brand di smartphone per i nativi digitali festeggia nel suo stile la festa degli innamorati approdando su Tinder: per la prima volta in Italia un brand attiva una partnership con l’app di dating mobile per offrire agli utenti un’esperienza unica.

 

Dal 6 al 23 febbraio Tutti gli utenti di Tinder potranno incontrare il profilo di Honor durante la loro ricerca dell’anima gemella. L’amore di una vita non si trova tutti i giorni, il miglior brand di smartphone sì! Gli utenti che saranno in sintonia con Honor perché “It’s a match” saranno invitati a partecipare a un talent che Honor lancia per premiare tutti coloro che a San Valentino non hanno ancora trovato l’anima gemella.

Quindi quest’anno, niente romanticherie, rose rosse e cuoricini, Honor ancora una volta rompe gli schemi e stavolta premia i single, soprattutto quelli che sanno ridere di se stessi!

Partecipare al talent è semplicissimo e aperto a tutti: basta cliccare al link http://bit.ly/TinderPRHonor e postare su Instagram una foto fingendo, nel modo più ironico e divertente possibile, di avere una dolce metà usando gli hashtag #Honor4Single e #Honor6X.

 

Honor avvia il beta testing dell’ultima versione di AndroidTM su Honor 6X e Honor 5C.

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Honor, l’internet brand dei nativi digitali, porta su altri due modelli il beta testing di AndroidTM 7.0 Nougat. Anche Honor 6X e Honor 5C sono pronti ad aggiornarsi al nuovo sistema operativo, già disponibile per Honor 8 e Honor 8 Premium. Come già fatto per il beta testing del suo top di gamma, Honor ha deciso di permettere a tutti i suoi utenti di condividere i loro feedback con il suo team di sviluppo.

 

Le registrazioni per diventare uno dei beta tester ufficiali di AndroidTM 7.0 per Honor 6X e Honor 5C sono aperte già da oggi! Registratevi scaricando e installando l’app disponibile a questo link: http://www.hihonor.com/it/support/details/%20/index.html?DOC_ID=91970

Allegato il comunicato stampa completo. Resto a disposizione per ulteriori materiali e chiarimenti.

Dal 21 Gennaio i grandi romanzi del 2000 destinati a diventare dei grandi classici di domani.

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Ah, il piacere della lettura, i bei libri da sfogliare e tramandare, l’odore della carta.

 Dal 21 Gennaio i grandi romanzi del 2000 destinati a diventare dei grandi classici di domani.

Mordecai Richler – Emmanuel Carrère – Haruki Murakami – Elizabeth Strout – Niccolò Ammaniti – Jonathan Franzen – Roberto Saviano – Alice Munro – David Grossman e tanti altri.

I libri più intensi, amati e premiati di inizio secolo raccolti in una collana unica.
Storie coinvolgenti, personaggi indimenticabili, scritture sorprendenti.
Lasciati incantare dalle loro pagine.ci dicono, già adesso, qualcosa di noi che non riusciamo a capire. Ce la mostrano da lontano: qualcosa di noi proiettata al futuro. Qualcosa, per esempio, di un ragazzo (Foer, Ogni cosa è illuminata) che si mette a viaggiare con un nonno “melanconico e cieco”, cercando di riempire per tempo il vuoto che lascerà. Di un adolescente che somiglia a Kafka (Murakami, Kafka sulla spiaggia) e ha perso la capacità di ridere, non ride da così tanto che non ricorda più come si fa, ascolta Prince e legge le Mille e una notte. Ma anche di un adolescente che corre per le strade della sua città (Grossman, Qualcuno con cui correre), Gerusalemme, “assalito dalla vita”; di un padre e un figlio curvi su una collezione di francobolli mentre piove da ore (Oz, Una storia di amore e di tenebra)
Buzzoole

Torino, dal 5 al 9 aprile 2017 | Concurso Internacional de Baile FLAMENCO PURO

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CONCURSO INTERNACIONAL DI BAILE

FLAMENCO PURO
TORINO, 5/9 APRILE 2017

Direzione artistica
Manuel Betanzos & Monica Morra

ideato, prodotto e organizzato da
Arte Y Flamenco (Torino) & Flamenco Manuel Betanzos (Sevilla)

con il sostegno di
Bienal de Flamenco de Sevilla (Sevilla),
Festival de Jerez (Jerez de la Frontera)

Flamenco Alicia Marquez (Sevilla)
 Ados Angel Atienza (Sevilla)
Conservatorio Superior de Danza de Madrid (Madrid)
 Tablao El Arenal (Sevilla)
 Centro de Baile Jerez (Jerez)
e
Senovilla (Madrid- Sevilla)
Amay Fabrica Flamenca (Sevilla)
Tesori dal Mondo (Roma)

Impegno, passione ed emozione. Queste sono le parole chiave del Concurso Internacional de Baile Flamenco Puro: l’impegno degli artisti e degli appassionati coinvolti, la passione per l’arte e l’emozione del flamenco.
In questa V edizione il concorso ideato da Monica Morra e diretto in collaborazione con il danzatore, maestro e coreografo sevillano Manuel Betanzos non sarà solo una nuova occasione per portare il Flamenco di qualità a Torino dal 5 al 9 aprile 2017, ma anche per incontrare da vicino artisti unici e scoprire qualcosa di più di una delle tradizioni culturali più affascinanti.

Nato dall’esperienza dell’Associazione Arte Y Flamenco di Monica Morra nell’organizzare sia grandi appuntamenti di piazza sia nel proporre con la rassegna “Tablao d’autore” le migliori proposte del flamenco spagnolo in spazi intimi e infine grazie a quattro edizioni di “Flamenco Puro” il Concorso Internazionale di Baile Flamenco è diventato alla quinta edizione una manifestazione della quale, anche e soprattutto in Spagna, viene riconosciuto il valore per la purezza dell’intento e l’importanza degli obbiettivi.

La parola “concorso” riporta spesso ad un’idea di fredda competizione, di gara, dove l’obbiettivo primario è il premio e dove è importante eccellere, anche solo per pensare di partecipare. Più in generale, riporta al concetto di messa in discussione e di giudizio.
“Flamenco Puro” è diverso. Non è infatti una mera competizione, vuole rappresentare invece per chi vi partecipa un’esperienza di consapevolezza, di crescita e un’opportunità. Consapevolezza nel rendersi conto, confrontandosi con altri che intraprendono il medesimo percorso, quanto si è fatto, come si è fatto, e soprattutto quanto e come si vuole fare in futuro; crescita, perché si lavora, ci si esibisce e ci si mette in discussione davanti ad artisti il cui livello invece non è in discussione, tornando poi a casa senza dubbio con qualcosa in più, non certo e non soltanto in termini di passi e movimenti. Non meno importante, Il Concorso vuole essere un’opportunità: di confronto e di apprendimento durante l’evento stesso, e poi, per i fortunati vincitori, di confronto, di studio e di approfondimento alla “fonte”, ossia scuole, enti, realtà tra le più prestigiose in Spagna, che ospitano il Flamenco autentico, e di qualità.
Il Concorso è aperto a Allievi, Solisti, Coppie e Gruppi di bailaoras e bailaores provenienti da tutto il mondo, suddivisi in più categorie legate all’età e all’esperienza, e offre loro la possibilità di confrontarsi lavorando sotto la guida di maestri di chiara fama, che – caratteristica unica del progetto torinese – saranno al contempo docenti e giurati, mettendo in palio premi unici.

Insieme a Manuel Betanzos, ballerino, maestro e coreografo, direttore di una delle più prestigiose Accademie flamenche di Spagna e codirettore di Flamenco Puro, saranno Alicia Marquez e Angel Atienza, i maestri e giurati di questa edizione. Ai vincitori del Concorso andranno borse di studio offerte dalla stessa giuria presso le Accademie che dirigono. Giurato invitato di questa edizione, l’artista Marco Flores, che terrà inoltre uno stage di perfezionamento e presenterà lo spettacolo “Tablao d’autore – Ediccion Concurso”, in scena al Teatro Piccolo Regio sabato 8 aprile.
Il Concorso – unico fuori dalle terre andaluse – vanta oggi importanti collaborazioni con enti e realtà tra le più importanti in ambito Flamenco. Prima di tutti, i due Festival di Flamenco più prestigiosi al mondo, ossia la Bienal de Flamenco de Sevilla e il Festival de Jerez, poi il Tablao sevillano più antico, lo storico Tablao El Arenal e poi ancora il Conservatorio Superior de Danza de Madrid, e il Centro de Baile Jerez che offrono premi sostanziosi, pensati e istituiti dai direttori degli stessi con il chiaro intento di appoggiare e sostenere l’appuntamento torinese e i suoi partecipanti. Prezioso anche l’apporto dei partner quali, Senovilla Artesano, Amay Fabrica Flamenca e Tesori dal Mondo, firme prestigiose del settore.

Ma non solo: il Concorso è anche una occasione imperdibile per tutti gli appassionati di musica e letteratura spagnola e per tutti i curiosi delle culture del mondo perché offre al pubblico emozionanti momenti di spettacolo e gustose occasioni di approfondimento.
Come da tradizione sarà il palco del Piccolo Teatro Regio ad accogliere, sabato 8 aprile, il Tablao d’autore – Ediccion Concurso, con la Compañia di Marco Flores e domenica 9 aprile la Noche del Gala Flamenco Puro, lo spettacolo di chiusura dell’edizione 2017.
Inoltre, in molti luoghi della città verranno organizzati panel di approfondimento sulla cultura flamenca, mostre fotografiche e proiezioni di documentari.
Per tutte le bailaoras e i bailaores verrà come di consueto organizzato lo stage di perfezionamento di Flamenco Puro, quest’anno tenuto da Marco Flores, che si svolgerà presso la sede di AYF (7 e 8 aprile) e presso la sala ballo del Teatro Piccolo Regio (9 aprile).

Le iscrizioni al Concurso Internacional de Baile Flamenco Puro sono aperte fino al 5 marzo 2017.

Per ogni informazione concursoflamencopuro.it | oficina@concursoflamencopuro.it

La mitica Berenice Abbott al MAN di Nuoro.

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Il Museo MAN è lieto di annunciare l’imminente apertura della prima mostra antologica in Italia dedicata a Berenice Abbott (USA, 1917-1991), una delle più originali e controverse protagoniste della storia fotografica del Novecento.

Terza di un grande ciclo dedicato alla street photography, la mostra al MAN di Nuoro, a cura di Anne Morin, presenta, per la prima volta in Italia, una selezione di ottantadue stampe originali realizzate tra la metà degli anni Venti e i primi anni Sessanta. Suddiviso in tre macrosezioni – Ritratti, New York e Fotografie scientifiche – il percorso espositivo restituisce il grande talento di Berenice Abbott e fornisce un quadro generale della sua variegata attività.

Nata a Springfield, in Ohio, nel 1898, Berenice Abbott si trasferisce a New York nel 1918 per studiare scultura. Qui entra in contatto con Marcel Duchamp e con Man Ray, esponenti di punta del movimento dada. Con Man Ray, in particolare, stringe un rapporto di amicizia che la spingerà a seguirlo a Parigi e a lavorare come sua assistente tra il 1923 e il 1926.

Sono di questo periodo i primi ritratti fotografici dedicati ai maggiori protagonisti dell’avanguardia artistica e letteraria europea, da Jean Cocteau, a James Joice, da Max Ernst ad André Gide. Ritratti che – secondo molti interpreti – costituiscono il canale espressivo attraverso il quale Berenice Abbott – lesbica dichiarata, in un’epoca ancora lontana dall’accettare l’omosessualità femminile – racconta la propria dimensione sessuale.

Allontanatasi dallo studio di Man Ray per aprire il proprio laboratorio di fotografia –frequentato da un circolo di intellettuali e artiste lesbiche come Jane Heap, Sylvia Beach, Eugene Murat, Janet Flanner, Djuna Barnes, Betty Parson – già nel 1926 Abbott espone i propri ritratti nella galleria “Le Sacre du Printemps”. È in questo momento che entra in contatto con il fotografo francese Eugène Atget, conosciuto per le sue immagini delle strade di Parigi, volte a catturare la scomparsa della città storica e le mutazioni nel paesaggio urbano.

Per Abbott è un punto di svolta. La fotografa decide di abbandonare la ricerca portata avanti fino a quel momento e di fare propria la poetica del negletto Atget – del quale, alla morte, acquisterà gran parte dell’archivio, facendolo conoscere in Europa e negli Stati Uniti – dedicandosi, da quel momento in poi, al racconto della metropoli di New York.

Tutti gli anni Trenta, dopo il rientro negli Stati Uniti, sono infatti dedicati alla realizzazione di un unico grande progetto, volto a registrare le trasformazioni della città in seguito alla grande depressione del 1929. La sua attenzione si concentra sulle architetture, sull’espansione urbana e sui grattacieli che progressivamente si sostituiscono ai vecchi edifici, oltre che sui negozi e le insegne. Il risultato è un volume, tra i più celebri della storia della fotografia del XX secolo, intitolato “Changing New York” (1939), che raccoglie una serie straordinaria di fotografie caratterizzate da forti contrasti di luci e ombre e da angolature dinamiche, ad esaltare la potenza delle forme e il ritmo interno alle immagini.

Nel 1940 Berenice Abbott diventa picture editor per la rivista “Science Illustrated”. L’esperienza maturata nelle strade di New York la porterà a guardare con occhi diversi le immagini scientifiche, che diventano per lei uno spazio privilegiato di osservazione della realtà oltre il paesaggio urbano. In linea con le coeve ricerche artistiche sull’astrazione, Berenice Abbott realizza allora una serie di fotografie di laboratorio, concentrandosi sul dinamismo e sugli equilibri delle forme, con esiti straordinari.

La mostra Topografie al Museo MAN, realizzata grazie al contributo della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, racconta le tre principali fasi della produzione fotografica di Berenice Abbott attraverso una ricca selezione di scatti, tra i più celebri della sua produzione, e materiale documentario proveniente dal suo archivio.

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Museo MAN
via S. Satta 27- 08100, Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
orari: 10-20 lunedì chiuso
www.museoman.it