Bikers in estasi per la sfida sull’Alpe Cimbra 100KM DEI FORTI-1000Grobbe Bike Challenge in più di 1000 all’edizione 2016

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Questo è l’obiettivo ambizioso ma realistico degli organizzatori della 100km dei Forti e di Apt Alpe Cimbra, impegnata nello sviluppo del mercato bike su uno dei più grandi alpeggi d’Europa, visto che alla data odierna si è superato il record storico degli iscritti.
Dal 10 al 12 giugno sull’Alpe Cimbra si disputerà l’avvincente “100Km dei Forti – 1000Grobbe Bike Challenge” e l’esperto Sci Club Millegrobbe ha nel mirino un’edizione da record. Il comitato organizzatore è all’opera da alcuni mesi per realizzare un evento con i fiocchi, che possa soddisfare nel migliore dei modi lo spirito ribelle degli indomabili bikers. Le iscrizioni stanno procedendo a pieno ritmo, premiando l’eccellenza organizzativa e competitiva di una manifestazione che ha già con sé il ‘sigillo’ di tanti atleti di prestigio. A cominciare dalla stella del Torpado Factory Team, la lituana Katazina Sosna, un autentico portento quando si tratta di inforcare una due ruote. Presente anche l’asso della Aromitalia Vaiano Fondriest, l’elbana Alessia Bulleri, campionessa italiana MTB nel 2010 nonché medaglia d’argento ai Giochi Olimpici giovanili di Singapore.

I percorsi della “100Km dei Forti” saranno terreno di conquista del circuito Trentino MTB, e si comporranno di un tracciato ‘marathon’ di 100 km ed un itinerario ‘classic’ che farà parte del “1000Grobbe Bike Challenge” assieme alla “Lavarone Bike” e alla “Nosellari Bike”, gare più brevi ma non meno intense dal punto di vista dello spettacolo. Anche i giovani avranno spazio per divertirsi, grazie alla “Mini 1000Grobbe Bike” riservata ai ragazzi sino ai 14 anni. Il debutto della “100Km dei Forti” avvenne nel 1996 e da allora la gara non ha mai conosciuto un’interruzione, un impegno costante che ogni anno coinvolge numerose persone, dai volontari al comitato organizzatore che lavora in sinergia con l’APT Alpe Cimbra-Folgaria Lavarone Lusérn. I bikers della “100Km dei Forti” partiranno dal Parco Palù di Lavarone Cappella e, dopo aver percorso circa 3,5 km in leggera pendenza, affronteranno subito la prima erta di giornata, la salita di Monte Belem. Una breve discesa ed inizierà l’ascesa di Passo Vezzena, che farà giungere ai 1550 metri di Forte Busa Verle e ad un nuovo declivio. Si salirà poi sino al bivio per Malga Basson, proseguendo verso Malga Croier e a Malga Millegrobbe con l’ardito passaggio di Forte Campo, conosciuto con l’appellativo di “Padre eterno” per la sua sicurezza durante il conflitto mondiale. Dopo aver toccato l’abitato di Luserna, il percorso ‘marathon’ proseguirà fino a Forte Cherle verso la Scala dell’Imperatore, una scalinata di 200 gradini, giungendo al cospetto di Forte Sommo Alto, altro grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano. Passando dalle frazioni Perpruneri, Tezzeli, Cueli e Morganti si scenderà in direzione Carbonare, e in leggera salita si arriverà al Comando Austroungarico, con un’altra serie di saliscendi di poco meno di 5 km sino al traguardo di Gionghi.

Le iscrizioni per partecipare sono costituite da € 45 per il “1000Grobbe Bike Challenge”, € 35 per i percorsi ‘marathon’ e ‘classic’ della “100Km dei Forti” e € 30 per “Lavarone Bike” e “Nosellari Bike”. Le quote rimarranno invariate fino al 4 giugno. Il pacco gara sarà inoltre più ricco che mai, mettendo a disposizione anche una maglietta tecnica personalizzata.
La tracciatura dei percorsi è già iniziata, in breve tempo tutto sarà pronto e a disposizione degli atleti per un’altra edizione per veri… guerrieri.

Ad accogliere i bikers un sistema ricettivo di eccellenza con oltre 20 bike Hotel e Residence: essere pronti a prepararvi la colazione quando fuori è ancora notte o aspettarvi fino a tardi se avete avuto un disguido lungo il percorso, sapere che la bici è per voi un vero compagno di viaggio, sapervi affascinare con la descrizione degli itinerari… questo e molto altro rendono speciale la vacanza in un Hotel, Residence o Appartamento bike friendly.

Perché scegliere un alloggio bike friendly:
• molti albergatori sono appassionati di mtb o di bici da corsa e la praticano con regolarità. Inoltre partecipano a specifici corsi di formazione per essere sempre più preparati e competenti
• ogni struttura dedica al suo interno uno spazio dedicato alle riviste di settore e al materiale di località specifico sul bike
• per qualsiasi disguido saranno pronti a darti la necessaria assistenza.
Oltre ad offrire prodotti di prima qualità della gastronomia trentina, saranno pronti a soddisfare richieste particolari e a misura di “dieta del ciclista”.

E per i bikers che vorranno avventurarsi nei nuovi percorsi una bella sorpresa…

IL LAGO DI LAVARONE diventa BIKE FRIENDLY!
Presso Lido Marzari e Bar Miralago i bikers possono trovare:
• Bike Station per interventi veloci sulla bicicletta (pompa bici, attrezzi per la regolazione, camere d’aria, ecc.)
• portabici
• esposizione esterna cartina percorsi, vendita di mappa 1:25000 e mappa panoramica
• 10% di sconto sul pranzo (tipo panino/bruschetta, bibita e caffè)

NEWS! Hai voglia di tuffarti dopo una lunga pedalata ma non hai tutto il necessario? Te lo mettiamo a disposizione noi!
2h di ingresso in spiaggia presso Lido Marzari o Lido Bertoldi con telo da spiaggia, sdraio e possibilità di fare la doccia al costo di € 4,00.

E quindi l’Alpe Cimbra punta a oltre 1000 iscritti alla mitica 100km dei Forti, un appuntamento immancabile per i bikers agonisti ma è soprattutto pronta ad accogliere al meglio i turisti che scelgono la bici per esplorare le sue bellezze.

 

5 metodi inusuali da provare per raggiungere l’orgasmo.

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Torna maggio, il Mese della Masturbazione e, sebbene la sfida per vincere questo tabù e le discussioni pubbliche sull’argomento siano in crescente aumento, LELO, azienda leader nel piacere intimo, ha rivelato quante persone ancora siano estremamente insicure sulle proprie tecniche di autoerotismo.

Ogni giorno i fan di LELO chiedono consigli, via mail, social network o tramite il blog Volonté sui metodi di masturbazione, con la domanda ricorrente: “Il modo in cui mi masturbo è “quello giusto”?”

È vero, alcuni metodi sono più comuni di altri, ma ciò non dimostra che ne esiste uno solo, quello “giusto”, per esplorare il proprio piacere.

Ecco dunque che per celebrare il mese della masturbazione, LELO ha compilato una lista con 5 tecniche, le più creative, per raggiungere l’orgasmo, che si rivelano persino più comuni (e soddisfacenti!) di quanto molti possano pensare! Se volete fare acquisti di articoli erotici LELO potete farlo da questo link in tutta discrezione.

 

  1. Inclinazione Orale

Se l’idea di godere di un buon sesso orale in qualunque momento suona come una chimera, allora è arrivato il momento di iscriversi ad un corso di Yoga! Si stima che meno dell’1% degli uomini abbiano una sufficiente flessibilità e lunghezza del pene per effettuare l’autofellatio, ma questo inconveniente si può risolvere con un buon esercizio per distendere e rendere più flessibili i muscoli.

Questo non vuol dire però che la gente non continui a provarci; l’autofellatio è documentata fin dall’antico Egitto in una delle poesie del “Book of Overthrowing Apophis”,  in cui il dio del sole Ra aveva creato il dio Shu e la dea Tefnut grazie alla stimolazione su se stesso ” sputando fuori il suo sperma sul terreno . ”

 

  1. Bellezze in bicicletta

Le biciclette hanno uno storico coinvolgimento con i diritti delle donne: con il loro boom di popolarità nell’ultima decade del 1800 negli Stati Uniti, quando anche il movimento per il voto delle donne stava guadagnando slancio, sono emerse le cosiddette “nuove donne”. Godendo di maggiore libertà letterale e mobile grazie alla bicicletta, esse erano meno dipendenti da uomini, accompagnatori e guide. Parallelamente, anche gli abiti restrittivi, come corsetti e crinoline a campana, venivano a poco a poco abbandonati a causa della loro incompatibilità con la sella della bicicletta. Nel 1896 Susan B. Anthony, in un’intervista con Nellie Bly del New York World, si era spinta persino ad affermare che andare in bicicletta aveva ” fatto di più per l’emancipazione delle donne di ogni altra cosa al mondo “. Chiaramente, ci furono obiezioni morali a questa nuova e poco femminile definizione della donna, e non solo perché stavano iniziando ad indossare calzoncini. C’era l’idea che le donne potessero eccitarsi sessualmente quando salivano sulla sella di una bicicletta, che portò persino alla produzione di bici con un manubrio più alto, in modo da stare obbligatoriamente in posizione semiretta ed evitare di percepire le vibrazioni sul proprio clitoride, dovute agli scossoni su strade accidentate o non lisce.

Questo non ha però fermato le donne nel godere di profondi orgasmi, grazie anche agli sviluppi in ambito tecnologico che hanno permesso di stimolarsi comodamente a casa propria con oggetti come LELO Smart Wand™ Large.

 

  1. Giocattolo homemade

Stu Nugent, l’esperto di sesso di LELO, afferma che: “Molte madri moderne hanno scoperto che un preservativo riempito d’acqua e congelato è un buon rimedio per lenire i dolori post parto, ma può anche diventare un sex toy… economico e rinfrescante!

Come? Basta tagliare il rotolo di cartone della carta assorbente nel senso della lunghezza e riarrotolarlo a seconda del diametro desiderato. Una volta richiuso, far scivolare dentro una delle due estremità un preservativo, riempiendolo di acqua prima di annodare la base, come fosse un palloncino. Lasciare in posizione verticale il tubo con il preservativo pieno d’acqua in freezer; una volta ben congelato togliere il rotolo di cartone attorno con delicatezza.”

“Prima dell’utilizzo, è importante passare rapidamente il sex toy casalingo sotto un getto d’acqua calda per far sì che l’esterno diventi umido e scivoloso e non crei attriti al contatto con la pelle.”

Serve un condom per esercitarsi con questo sex toy artigianale? LELO sta rilasciando campioni gratuiti dell’ innovativo preservativo, nuovo nato in famiglia, su lelocondoms.com.

 

  1. Palloncino umido!

Un altro modo inusuale per un sex toy fatto in casa è spiegato in un video tutorial di You Tube: vedere per credere!

“Per creare uno stimolatore maschile, è sufficiente un preservativo, gonfiato e richiuso come un palloncino. Prendere dunque il tappo di un barattolo e posizionarlo sopra il preservativo, dalla parte del nodo; premere finché non rispunta dal lato opposto. Annodare il preservativo attorno al tappo, bloccandolo in modo che resti in posizione: ecco pronto un sex toy semplice, economico e veloce da creare!”

 

  1. Stimolazione mentale

“Pensare a se stessi in modo erotico e stimolarsi non si limita semplicemente a guardare film porno. Si riferisce piuttosto più all’uso della propria mente per eccitarsi senza alcun contatto fisico.” continua Stu Nugent.

Suona strano? Uno dei più noti coach di questa pratica (con licenza di sessualoga) Barbara Carellas, consiglia di concentrarsi sullarespirazione per orgasmi vigorosi. La pratica è stata avvalorata anche da uno studio del dottor Barry Komisaruk, che ha studiato l’argomento attraverso la risonanza magnetica,  e ha dimostrato che la parte del cervello che si accende quando ci masturbiamo è la stessa di quando ci concentriamo e pensiamo ardentemente ad avere un orgasmo.

 

Sicuramente non esistono solo questi 5 metodi per masturbarsi, in modo fisico, ma pensandoci dal punto di vista mentale le tecniche diventano infinite! Ecco perché non esiste un modo giusto per farlo.

Stu conclude che: “la masturbazione, in qualsiasi modo la pratichiate, apporta benefici all’organismo, rilassando sia dal punto di vista fisico che mentale; e naturalmente, solo perché hai trovato un modo non significa che è troppo tardi per provarne un altro, magari migliore: sii creativo!”

Se lo volete a questo link sponsorizzato potete accedere anche alla vendita del preservativo Hex.

Alla Fondazione Benetton, i meli selvatici del Tien Shan.

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Venerdì 13 maggio alle ore 18, apre al pubblico, negli spazi Bomben di Treviso, la mostra documentaria e fotografica dedicata a Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan, luogo designato dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2016, organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche.
Aperta fino a domenica 3 luglio, l’esposizione sarà inaugurata con un incontro pubblico con musiche “dalle antiche vie della seta”, con Siamak Guran (liuti orientali e voce) e Pino Petraccia (percussioni); letture di Isabella Panfido.

La mostra, realizzata dalla Fondazione Benetton, prende avvio dai contenuti che presentano in sintesi le finalità e l’organizzazione del Premio Carlo Scarpa, con un primo sguardo agli aspetti peculiari del luogo, caratterizzato dalla straordinaria presenza del melo selvatico, così come ci appare dal risultato di campagne fotografiche svolte dall’associazione Alma – e in particolare da Catherine Peix – dal 2010 impegnata per sensibilizzare il governo kazako e la comunità internazionale, per diffondere la conoscenza e preservare le foreste dei meli selvatici.

Una seconda sezione descrive il contesto storico e geografico del luogo designato rispetto all’Asia Centrale, e i legami che in passato sono esistiti con i flussi commerciali, politici e culturali delle antiche vie della seta. A questo si affianca la descrizione delle foreste, nella loro collocazione geografica e ambientale rispetto al sistema montuoso del sud-est kazako.
Vengono in particolare descritti i caratteri della specie Malus sieversii che caratterizza queste formazioni, per ripercorrere la storia della sua scoperta e le vicende che accompagnano il rapporto tra il regime sovietico e la ricerca scientifica nel campo genetico e biologico, con una speciale attenzione alla vicenda umana e scientifica di Aymak Djangaliev (1913-2009), che tra il 1930 e il 1990 si è dedicato per primo allo studio della popolazione kazaka di Malus sieversii e alla sua salvaguardia.

Una terza sezione si sofferma sulla storia e il lavoro portato avanti dall’associazione Alma. Viene qui proiettato continuativamente il film documentario di Catherine Peix Les origines de la pomme ou “Le jardin d’Eden retrouvé”/Le origini della mela ovvero “il giardino dell’Eden ritrovato”, messo a disposizione dalla regista e dal produttore Kri-Kor Films-Seppia-arte-fr3 (2010) in un’apposita nuova edizione in lingua italiana della durata di circa 30 minuti; il film sarà proiettato anche presso il Teatro Comunale di Treviso sabato 14 maggio alle ore 17 in apertura della cerimonia di consegna del Premio.

Nella quarta sezione la mostra illustra le vicende storiche e agronomiche che accompagnano in tempi più recenti la coltivazione del melo in diverse realtà italiane ed europee. Le riflessioni si estendono a temi come la conoscenza e la salvaguardia delle coltivazioni tradizionali, la moderna frutticoltura e i problemi ambientali ed ecologici a essa connessi; lo sguardo, infine, sulle attuali condizioni del luogo d’origine dei meli, in particolare sulla collocazione geopolitica del Kazakistan, al centro di flussi per i quali è possibile parlare di vie della seta in un’accezione contemporanea. In questa sezione sarà disponibile anche la bibliografia raccolta in relazione alle ricerche svolte e un video-diario del viaggio di studio in Kazakistan e Uzbekistan, realizzato con la Fondazione dal regista Davide Gambino.

I contenuti della mostra nascono da quelli della pubblicazione
Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan. Premio Internazionale Carlo Scarpa
per il Giardino, xxvii edizione
, a cura di Giuseppe Barbera, Patrizia Boschiero,
Luigi Latini, con Catherine Peix, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso 2016.
Il progetto di allestimento, la grafica e la realizzazione dei pannelli
sono a cura di Anna Costa.

Informazioni:
Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan
mostra documentaria e fotografica
inaugurazione pubblica venerdì 13 maggio alle ore 18
aperta da sabato 14 maggio a domenica 3 luglio 2016 da martedì a venerdì ore 15-20, sabato e domenica ore 10-20 spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso ingresso libero
per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it

Vincenzo Scamozzi, intellettuale architetto al tramonto del Rinascimento

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Palladio Museum presenta:

NELLA MENTE DI VINCENZO SCAMOZZI
Un intellettuale architetto al tramonto del Rinascimento
Vicenza, Palladio Museum, 25 maggio – 20 novembre 2016


Un progetto condiviso di Canadian Centre for Architecture e CISA Andrea Palladio,
in collaborazione con Stiftung Bibliothek Werner Oechslin nel quattrocentesimo anniversario della morte di Vincenzo Scamozzi (1616-2016)

Come si diventa architetto nel Rinascimento? Spesso nella bottega di un pittore, come Bramante in quella di Piero della Francesca. Altre volte – è il caso di Palladio – fra i blocchi di pietra di un cantiere. Vincenzo Scamozzi (1548-1616) inaugura una strada diversa: figlio di un facoltoso impresario edile, è il primo architetto moderno a formarsi partendo dalla biblioteca. I libri saranno i mattoni del suo progetto: fare architetture fondate su una visione teorica rigorosa, capace di includere conoscenze nuove, provenienti da altri paesi e altre culture, a partire dalla tradizione gotica, e dagli stimoli delle nuove scienze.

In occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Scamozzi, avvenuta a Venezia nel 1616, il Palladio Museum e il Canadian Centre for Architecture di Montreal – in collaborazione con Stiftung Bibliothek Werner Oechslin di Zurigo – realizzano la mostra “Nella mente di Vincenzo Scamozzi”: l’obiettivo è raccontare come Scamozzi concepiva le proprie architetture. La mostra propone quindi un viaggio attraverso i volumi della biblioteca personale di Scamozzi (ritrovati in biblioteche e collezioni italiane ed europee con un lungo lavoro di ricerca da parte della studiosa americana Katherine Isard) e i suoi affascinanti disegni di architettura. Fra questi ultimi saranno in mostra il celebre foglio con il progetto del duomo di Salisburgo (1607), che rientra per la prima volta in Italia dalle collezioni del Canadian Centre for Architecture di Montreal, e l’album di disegni di cattedrali gotiche francesi che Scamozzi, primo fra tutti gli architetti rinascimentali, realizzò durante un viaggio fra Parigi e Venezia nell’anno 1600. Per coinvolgere il pubblico non specialista, la mostra affianca ai materiali originali un ricco apparato di modelli tridimensionali e di animazioni video prodotte per l’occasione dal Palladio Museum.

Scamozzi è l’ultimo dei grandi architetti del Rinascimento, stretto fra la tradizione trionfale della generazione di Palladio e il mondo nuovo di Galileo Galilei. Cerca una propria dimensione in una visione dell’architettura come pratica razionale, attenta agli aspetti funzionali, all’economia dei mezzi, ma anche a un nuovo rapporto con il paesaggio, producendo capolavori come la Rocca Pisana di Lonigo, il teatro di Sabbioneta, le Procuratie Nuove in piazza San Marco a Venezia.

In occasione della mostra vengono editi da Marsilio la raccolta di studi e il catalogo della mostra a cura di Franco Barbieri, Guido Beltramini, Katherine Isard, Werner Oechslin con studi, fra gli altri, di Hubertus Günther, Mario Piana, Margaret Daly Davis, Wolfgang Lippmann, Fernando Marías, José Riello, Massimo Bulgarelli, Konrad Ottenheym, Deborah Howard.

Informazioni
Aperta dal martedì alla domenica, 10-18.
Biglietto: intero € 6,00 – ridotto € 4,00 – scuole € 2,00 – Palladio family € 10,00
http://www.palladiomuseum.org/exhibitions/scamozzi
Twitter / Facebook / Instagram: PalladioMuseum
accoglienza@palladiomuseum.org
Tel. +39 0444 323014 / Fax 0444 322869

Chiara Saccavini: Breve guida pratica per erboristi fantasiosi

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Chiara Saccavini ritrova la divinità delle erbe.
Creature che offrono all’uomo ben di più
di quanto comunemente si creda o sappia.

Chiara Saccavini con il titolo “Breve guida pratica per erboristi fantasiosi” (Youcanprint, euro 19,99) propone una nuova originale ricerca, esattamente un anno dopo quel suo “Storie di viole” che in breve è diventato un piccolo caso editoriale. “Storie di viole”, pur senza distribuzione, è andato velocemente esaurito e continua il suo successo, persino all’estero, cosa non del tutto usuale per libri di questa tipologia. Il tutto grazie ad un passa parola tra appassionati, quasi tra “adepti di un culto verde”.
“Breve guida pratica per erboristi fantasiosi” sembra prendere avvio dalla storia della semplice violetta per condurre l’erborista (ovvero l’appassionato di erbe e non tanto colui che le commercia) dal particolare all’universale.
Saccavini qui propone una curiosa, godibilissima “summa teologica” su significato, origine e, inevitabilmente uso, di piantine che appartengono alla nostra quotidianità. Talmente “normali” che le vediamo e utilizziamo senza badare troppo a loro, con indifferenza da automatismo.
Ma che invece sono protagoniste di storie antiche quanto l’uomo e più di lui, essendo spesso “erbe divinità” o che delle divinità sono diretta espressione.
Erbe che, nella tradizione, sono da cogliere e consumare nella preghiera, in accordo con la luna, gli astri, le costellazioni, e solo in quei momenti del giorno e delle stagioni che si sanno essere propizi.
Erbe che crescono libere ma che possono essere ben coltivate in orti e giardini, purché si abbia la consapevolezza che questi non sono solo luoghi utili e belli ma rappresentano il riflesso dell’Anima e l’espressione del Creato.
Erbe semplici, che dalla immensità della Creazione hanno assunto le loro potentissime e poco conosciute (di questi tempi) forze.
Non stupisce quindi se l’autrice inanella, in modo mai pedante anzi emozionante, come in un racconto di fantasy che invece è storia, testi babilonesi, ebraici, indù. Citazioni sopravissute, spesso carsicamente, da epoche lontanissime, che ci tramandano dettagli preziosi sulle erbe e soprattutto sulle loro virtù. Precisano i loro diretti collegamenti con il Cosmo e lo Spirito.
Già un famoso papiro egizio, il cosiddetto Eben, abbina dettagliatamente le erbe ad ogni stato morboso, ma si sofferma con altrettanta attenzione sulle formule rituali con cui l’assunzione dell’infuso o del decotto deve essere accompagnata, pena la perdita di gran parte dell’effetto.
Tra Tigri ed Eufrate, troviamo precise indicazioni sulle virtù di oltre 250 piante ed erbe, note e di uso terapeutico anche oggi. In ambito greco è lo stesso Apollo a svelare le virtù delle piante, ad indicare la sacralità del loro utilizzo. Piante che recano lo stigma degli dei. Così la semplice Celidonia, nata dalle lacrime di una Venere affranta per la morte del giovane amante Adone, ha la virtù di curare le pene d’amore. Il capelvenere, d’altro, canto, poiché richiama la meravigliosa fluente chioma della dea, è un rimedio efficacissimo contro la caduta dei capelli.
Nei millenni la forza di questo universo ha assunto vesti diverse, depurandosi di taluni richiami a divinità incompatibili con il nuovo credo cristiano, assumendo per altro assonanze alla Madonna o ai Santi.
Ma la funzione curativa delle piante è solo uno dei temi trattati in questo intenso libro di Chiara Saccavini.
Qui le erbe divengo protagoniste di rituali, di percorsi alchemici. Tra quotidianità e straordinarietà. Tra cucina (l’autrice non manca di dare indicazioni, molto precise in merito, tratte da tradizioni spesso secolari se non millenarie) e astrologia. Erbe ed esoterismo, sul filo perfetto di una indagine storica, antropologica, scientifica.
Le erbe, per Chiara Saccavini e per chi prima di lei nei millenni si è accostato a loro con attenzione e rispetto, sono Creature davvero speciali. Vive e sensibili: gli alberi bisbigliano tra di loro e insieme cantano; hanno un’anima divina perché frutto di quel “Dio che è e sarà sempre il primo dei giardinieri e dei coltivatori”
In questa affascinante ricerca di storie e di significati, Chiara Saccavini spazia dall’Indo, al Fiume Giallo, all’Africa, all’America pre colombiana, ai Nativi Americani, per concentrarsi poi sul Bacino del Mediterraneo. Cogliendo nelle diverse, lontane civiltà, assonanze, convergenze potentissime, comuni similitudini

Nella seconda parte del volume l’autrice si concentra, in modo preciso e utile su una serie di…. erbe. Scelte tra quelle più comuni e più oggi utilizzate.
Ciascuna di loro è oggetto di una sorta di “pellegrinaggio tra radici e sommità fiorite”, un viaggio colto, persino divertito, dentro millenni di sapere.
Dopo aver letto questo libro sarà davvero difficile guardare dall’alto in basso le ortiche, l’aglio, l’origano, il prezzemolo, la salvia, le fragoline di bosco, l’edera e tutto quel piccolo mondo verde che ci passa quasi inosservato. Queste, così come ogni altra pianta, sono il frutto e il concentrato di una potentissima Magia Verde, che è un peccato non saper cogliere.
E che non cogliamo semplicemente perché dalla nostra memoria e dalla nostra consuetudine di vita sono scomparse, abbiamo escluso, millenni di conoscenze, significati, divinità.
L’invito di questa opera di Chiara Saccavini è a rifare finalmente nostra la potenza di quella “benedetta verdezza” decantata da Santa Ildegarda, non molto dissimile dalla viriditas su cui si sono a lungo concentrati i grandi Alchimisti.

Info e prenotazioni del volume: www.ortofiorito.it info@ortofiorito.it

Una settimana fa all’Huawei p9 party a Milano

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Huawei party p9 a Milano - ph. Francesca Fiorini Mattei

Ieri su Yahoo è uscito il mio pezzo sullo Huawei p9.

Sinceramente ripeto in modo più sciallo quello che ho scritto in modo profescional: la fotocamera c’è, è figa. Ma probabilmente molti non sono abituati: ricordo che la mia seconda punta-e-scatta fu la Canon a720. Che fu per me rivoluzionaria e prodroma al portarmi a fotografare di brutto e seriamente. Con quella potevo impostare il tempo di scatto, e usarla in modo “manuale”. Quello mi permetteva di usarla ai concerti e in tanti altri posti ottenendo foto migliori rispetto alla precedente…

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Con il p9 siamo un po’ alla stessa “Rivoluzione”. Ho potuto provare il terminale della foto per i 15 minuti in cui il presidente Huawei e quello Leica parlavano sul palco e mi è parsa una figata settare in pro la macchina. Non ha la migliore interfaccia possibile (il problema è mio: queste interfacce nuove less-is-more à la snapchat a me confondono anziché rendere tutto più semplice) ma la qualità c’è. Non riesco a darvi altre impressioni perché i 15 minuti con una sola condizione luce son sempre pochi :) il mio invito è però prendere con le pinze le recensioni che la bocciano totalmente.

Infatti Leica e Huawei hanno presentato un comparto fotografico progettato in collaborazione dalle due aziende, Huawei P9 unisce il meglio di hardware e software: dalle lenti ottiche ai sensori, fino agli algoritmi di elaborazione delle immagini che offrono agli utenti la possibilità di realizzare scatti di altissima qualità.

(le foto sono fatte con un Honor 7 invece)

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Huawei P9 offre la potenza, la connettività e la velocità che ci si aspetta da uno smartphone di fascia alta Huawei. Con un display da 5.2 pollici a 1080p, integra il nuovo processore Kirin da 955 2.5Hz a 64-bit per le migliori prestazioni della sua categoria. La batteria da 3,000mAh ad alta densità offre un’autonomia eccezionale.

Huawei ha inoltre presentato P9 Plus, con un display Press Touch da 5.5 pollici e una batteria più potente da 3.400mAh. Huawei P9 Plus offre anche la ricarica rapida che consente agli utenti 6 ore di conversazione dopo una ricarica di soli 10 minuti.

Huawei P9 sarà disponibile nei colori Mystic Silver e Titanium Grey nei negozi dal 21 aprile al prezzo di € 599. Huawei P9 Plus sarà disponibile nelle prossime settimane nella colorazione Quartz Grey al prezzo di € 749.

Huawei • P9 (ENG) from Racepoint Global on Vimeo.

 

Marco Goldin finanzia l’adeguamento del Museo di Santa Caterina

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Linea d’’ombra offre ai Civici Musei di Treviso l’’adeguamento funzionale
di altre sei sale che ospiteranno la grande mostra d’autunno.

Linea d’’ombra, e personalmente Marco Goldin, insieme a una cordata di imprenditori veneti, si sono fatti carico dell’’adeguamento funzionale di sei sale all’interno del Museo Civico di Santa Caterina a Treviso. I lavori sono partiti oggi, lunedì 2 maggio.
Il Museo trevigiano, che ospita le importanti collezioni di archeologia e arte antica della città – e tra esse il celebre ciclo trecentesco di affreschi di Tomaso da Modena, dedicato alle Storie di Sant’Orsola – non risultava adeguato nella sua interezza a ospitare prestiti internazionali del livello dei 120 attesi per la grande esposizione “Storie dell’impressionismo”, che qui aprirà i battenti il prossimo 29 ottobre. Non tutte le sale dell’antico convento medievale, pur recentemente recuperato a Museo, godevano infatti del necessario livello di climatizzazione e sicurezza.
Per potervi accogliere i capolavori di Monet, Gauguin, Van Gogh, Manet, Cézanne, Pissarro, Renoir e le decine di altre celeberrime opere, era necessario innalzare questi livelli, conducendoli all’osservanza dei massimi standard internazionali.
Il costo dell’operazione, del valore di 640 mila euro, non era nella disponibilità del proprietario dell’edificio, ovvero il Comune di Treviso. A farsene carico è stata quindi Linea d’ombra, che ha coinvolto alcune aziende storicamente a essa legate (da ciò la denominazione “Amici di Linea d’ombra”), nonché alcuni studi di architettura e ingegneria che hanno realizzato i progetti. Un quarto dell’importo, circa 150 mila euro, figura come contributo personale di Marco Goldin, quale segno a favore della collettività nella sua città natale.
Linea d’ombra, nell’organizzare questa grande mostra e le tre esposizioni alla stessa collaterali, ha scelto il totale rischio di impresa. Nulla sarà a carico delle casse comunali, che, anzi, trarranno un beneficio anche diretto dall’evento, dato che Linea d’ombra corrisponderà all’Amministrazione Comunale l’affitto per l’utilizzo del Museo di Santa Caterina. Oltre a vedersi consegnate, perfettamente risistemate, le sei sale oggetto dei lavori.
Goldin, intorno al suo grande progetto, ha riunito diversi soggetti, dalla fondamentale partecipazione di Segafredo Zanetti e UniCredit in qualità di Main sponsor, a Generali come Special sponsor, al Gruppo Euromobil quale Fidelity sponsor, assieme a Unindustria Treviso e Pinarello come partner.
La stessa Linea d’ombra investe, naturalmente, una più che cospicua somma come proprio, diretto rischio d’impresa, corrispondente ai due terzi del budget complessivo di spesa.
“Penso sia la prima volta in Italia che un soggetto privato garantisce alla pubblica amministrazione non solo l’affitto della sede, ma anche un intervento così oneroso per renderla stabilmente adeguata ad accogliere manifestazioni di caratura realmente internazionale”, sottolinea Marco Goldin.
Il clamoroso successo del “Generali tour”, durante il quale lo stesso Goldin sta presentando la mostra in diverse città italiane (ultime date il 3 maggio a Milano, il 4 a Trieste e il 5 a Bologna), e l’immediato boom di prenotazioni a sei mesi dall’inaugurazione, sono fattori che consentono di guardare con fiducia a questa grande scommessa culturale.
Oltre a grandi capolavori dell’impressionismo e di ciò che lo ha preceduto e accompagnato in Francia, Goldin offre – senza costo aggiuntivo di biglietto – tre altri appuntamenti collaterali: Tiziano Rubens Rembrandt. L’immagine femminile tra Cinquecento e Seicento. Tre capolavori dalla Scottish National Gallery di Edimburgo. Insieme a Da Guttuso a Vedova a Schifano. Il filo della pittura in Italia nel secondo Novecento”, allestite anch’esse in Santa Caterina. E De Pictura. 12 pittori in Italia, allestita grazie a Unindustria Treviso nello storico Palazzo Giacomelli lungo la Riviera del Sile.
Una grande operazione per festeggiare, con tutto il suo pubblico, i primi venti anni di attività di Linea d’ombra.

www.lineadombra.it

BauBeach: riapre la prima spiaggia per cani con numerose novità bio-sport-social-gourmet

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Bandane, tuffi, corse, guinzagli al vento, schizzi di mare….

Da sabato 7 maggio p.v. riapre ufficialmente

La prima spiaggia per cani liberi e felici d’Italia
7000 mq di riserva naturale incontaminata

Via Praia a Mare snc – Maccarese (RM)

Aperto tutti i giorni dalle 9,00 al tramonto

www.baubeach.net


E’ giunta alla sua XVIII stagione la meravigliosa avventura del Baubeach®, la prima spiaggia per cani liberi e felici d’Italia, gestita appassionamente dalla A.S.D. Baubeach Village.
Baubeach® nasce  a Maccarese nel 1998, nel Comune di Fiumicino, dalla passione di Patrizia Daffinà che in nome dell’etica ed amore per i nostri amici a quattro zampe, nel corso degli anni –  nonostante le mille difficoltà tipiche delle attività innovatrici – è riuscita a portare a realizzazione e al successo il suo sogno, condiviso con uno Staff motivato ed energico, oltre che con un affezionatissimo pubblico di Soci e quadrupedi.
Baubeach® non è solo una spiaggia per  cani, è un crocevia di esperienze e stimoli,  di attività sportive che mirano al Benessere fisico e mentale, di realizzazioni biocompatibili, di una ideazione che si fonda sulla biosostenibilità e sul rispetto per le altre Specie e ogni scelta fatta ha di base la coerenza a questo principio.

Anche quest’anno non deluderanno le aspettative le sorprese in arrivo al Baubeach®: nella ambientazione Natural-Etnica, che ha come Reception una tenda berbera dove sul bianco degli arredi in legno riciclato, trionfa il blue Majorelle, si faranno apprezzare  le pedane eco-compatibili, realizzate in Plastica Seconda Vita®, igieniche, resistenti, eleganti e dimostrative del fatto che differenziare la raccolta dei rifiuti può creare nuovi modi per sostenere l’ambiente. A sostegno di questa idea ci saranno diversi oggetti e attrezzature ricavate dal Riciclo, assemblati in modo originale… A  seguire, la facilitazione per gli anziani e per i disabili che quest’anno potranno spostarsi liberamente tra spiaggia e mare tramite la “sedia Job” il più efficiente mezzo per deambulare sulla sabbia fino all’acqua, quest’anno a disposizione dei Soci.

Innovativa anche la presenza di un BAU BAR, area esclusiva e riservata ai cani per soddisfare le esigenze di un pranzetto in tranquillità, offerto naturalmente dal Baubeach® e scelto tra i migliori e più etici  Pet Food in commercio.
E poi, con “BE WILD!  l’Albo per la valorizzazione delle Diversità genetiche del Cane”, si potrà conseguire un riconoscimento per tutti cani adottati di razza ibrida (meticci). E’ importante compilare il format presente nel sito www.baubeach.net  alla pagina dedicata ed esibirlo al momento della iscrizione: mentre si contribuirà a creare le basi per uno studio etologico sui cani derivati, si potrà beneficiare subito e per tutta l’estate di uno sconto sui servizi dedicati al proprio cane.

Il Benessere Olistico è al centro degli obiettivi della Associazione, partendo dalla certezza che più una persona è serena, sana e armonica, migliore sarà la qualità di vita del suo Cane! Quindi proseguiranno i corsi (tutti gratuiti per i soci) di Yoga, sulla bellissima pedana sull’acqua: sabato 7 maggio alle 16 primo appuntamento con una lezione di saluto all’Estate, condotto da Flavia Ricordy che introdurrà anche alla Tecnica di Yoga in galleggiamento da eseguire su delle speciali pedane galleggianti in dotazione della spiaggia. Seguiranno per tutta la stagione appuntamenti per Stage detox, sessioni di Meditazione, Yoga dinamico e Hata Yoga, Pilates ePentadog®, la disciplina cinofila nata al Baubeach® che tende ad ottenere un perfetto grado di empatia con il proprio cane attraverso un circuito di lavoro a terra e in acqua, con utilizzo anche di canoe e piccole zattere, riconosciuta come Dipartimento della Federazione Italiana Sport Cinofili dal 2015, e che verrà condotta dalla Istruttrice Alessandra Garufi.

Tutti gli appuntamenti verranno segnalati ai Soci tramite i canali virtuali e nel quotidiano con il “Programma del Giorno” scritto con gesso su grande lavagna scolastica che accoglie i Soci presso la Reception con un’aria divertente e un po’ retro …

Ampio spazio alla sinergia e all’incontro tra Associazioni di settore e Realtà che sostengono la Cultura Vegan e Antispecista, organizzati intorno al noto e apprezzatissimo punto Ristoro certificato VeganOk® che quest’anno si avverrà di un tandem affiatato e motivato: affiancherà la creativa e ricercata Parù (Rita Ghilardi), che già dalla stagione passata ha dato un magico tocco di tendenza al piccolo approdo, la Vegan Chef  toscana Valentina Grazzini, che da quest’anno si unirà al gruppo.

Il catering per i piatti cucinati trova quest’anno la complicità del noto Bistrot “Clivo”, di Roma- Monteverde: il connubio tra queste due realtà sarà un esplosivo cocktail di inventiva, arte, genuità e passione.

Infine, una serie di incontri culturali, che saranno a breve calendarizzati sul sito ufficiale del Baubeach® (www.baubeach.net) e che vedono in pole position la presentazione del nuovissimo libro di Patrizia Daffinà “BIOCENTRICI SI NASCE! (e io lo nacqui)” edito dalla A.S.D. Baubeach Village e contenente un importante contributo della fotografa naturalista Claudia Candido: un’opera a tutto tondo, o meglio, un viaggio d’amore senza fine frutto anche dello studio di Etologia Relazionale®, che guida alla comprensione delle Altre Specie, al rispetto assoluto delle Diversità e alla condivisione di esperienze finalizzate alla diffusione di una cultura antispecista, poiché “è dalla conoscenza che nasce il rispetto, pasta madre per ricostruire un rapporto corretto e costruttivo con la Natura“.

Presente in spiaggia ogni domenica anche EduKarlo, educatore cinofilo APNEC e istruttore e giudice di Rally-O, una disciplina sportiva che lavora sul binomio cane-padrone in modo divertente e dinamico e che sarà proposta durante la stagione. Con Edukarlo, oltre a correggere o avviare l’educazione del proprio cane, si organizzeranno delle giornate spot in cui si potrà vivere la simulazione perfetta del  “Just married (with) Dog”. Di che si tratta? E’ semplice: se avete intenzione di sposarvi e volete che il vostro cane partecipi al vostro giorno più felice comportandosi al meglio e non stressandosi, rivolgetevi a questo servizio e intanto potete fare le “prove generali” al BauBeach® (maggiori informazioni su http://www.edukarlo.it/it/justmarrieddog/). Inoltre, in virtù della recente liberalizzazione delle cerimonie nuziali nel Comune di Fiumicino, si potrà scegliere proprio la spiaggia del Baubeach® come contesto ideale per celebrare la cerimonia in compagnia dell’amico quadrupede.

Novità dell’estate è anche la pubblicazione di un tabloid, sul modello del classico Times newyorkese, sui contenuti e le modalità di accesso della spiaggia, “The Baubeach Times” con molti articoli dedicati ad un vivere sano e amorevole con se stessi, col proprio cane e con gli altri Animali, che verrà distribuito in loco a tutti i visitatori.

Infine, per alleviare lo stress che potrebbe generare la ricerca del parcheggio nei giorni festivi e prefestivi (nei feriali non c’è alcun problema), è stato creato un gruppo sulla piattaforma Facebook, BAU BAU CAR (https://www.facebook.com/groups/1096896957034231/?ref=bookmarks) per permettere alle persone di organizzare il percorso insieme, conoscersi o ri-conoscersi, sperimentare gruppi di cani compatibili e contribuire così anche alla lotta all’inquinamento (e allo stress). Arrivati a destinazione ci sarà anche un’altra piccola invenzione: il BIKE TO BAU, noleggio gratuito di bici per il solo guidatore che potrà comodamente parcheggiare in una ampia area di sosta distante circa 800 metri dall’ingresso della spiaggia più divertente del litorale .

Il regolamento, il programma completo e le news dell’ Estate Baubeach 2016 saranno visibili via via  al sito www.baubeach.net
BAUBEACH
Infoline : 06 81902352 – 3492696461 – 339 3614861 – 333 8372200-333 7996267
Facebook (Gruppo): Amici del Baubeach https://www.facebook.com/groups/53525178480/?fref=ts
Facebook(Pagina): BaubeachVillageASDMaccarese   https://www.facebook.com/Baubeach/?fref=ts

A Milano, il genio di Eadweard Muybridge

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Finalmente un grande mostra italiana su Eadweard Muybridge (1830 – 1904), il fotografo che “inventò” il movimento, influenzando con le sue immagini Degas e gli artisti del suo tempo, anticipando la nascita del cinema. A proporla a Milano dal 19 maggio al 1 ottobre è la Galleria Gruppo Credito Valtellinese, con la curatela di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio.

Muybridge, inglese emigrato negli States, ebbe il primo approccio professionale con la fotografia documentando la potente bellezza del Parco Nazionale di Yosemite. Poi la curiosità di un uomo d’affari lo spinse a verificare l’ipotesi se, nel galoppo, tutte e quattro le zampe del cavallo risultassero contemporaneamente alzate rispetto al suolo, come le aveva dipinte, per esempio, l’artista francese Théodore Géricault nel dipintoIl Derby a Epson (1821).
Utilizzando 24 fotocamere collegate ad altrettanti fili lungo il percorso, Muybridge ottenne una sequenza di immagini che documentavano con assoluta precisione il movimento dei cavalli, confermando che per alcuni istanti effettivamente nel galoppo l’intero loro corpo risulta sollevato dal suolo, ma indicando anche che l’estensione delle zampe risultava del tutto diversa da quella immaginata agli artisti.
Paul Valéry riconobbe come “le fotografie di Muybridge rivelano chiaramente gli errori in cui sono incorsi tutti gli scultori e i pittori quando hanno voluto rappresentare le diverse andature del cavallo”.

Queste immagini divennero celebri: molti artisti, e tra loro Degas, capirono l’importanza della fotografia come fonte di documentazione oltre la capacità visiva. Divenne comune trasporre dalle foto non solo il movimento invisibile all’occhio umano ma anche altri aspetti della realtà, giungendo ad dipingere direttamente sull’immagine fotografica.
Dopo i cavalli, gli uccelli in volo e il movimento degli animali dello Zoo di Philadelphia, il soggetto diventò l’uomo. Divennero presto celebri i suoi nudi in movimento, fotografati su uno sfondo con una griglia disegnata, mentre correvano, salivano le scale o portavano secchi d’acqua. Con la collaborazione dell’Università di Pennsylvania, Muybridge mise a punto lo Zoopraxiscopio, uno strumento simile allo Zoetropio, che consentiva di proiettare le immagini, rendendole così contemporaneamente visibili ad un piccolo pubblico. Come al cinema.

La mostra non si limita a presentare un focus sulla storica produzione di Muybridge. Verrà anche ricomposto, in chiave contemporanea, il set che egli usava per gli scatti in piano sequenza. Questo set, durante la serata inaugurale, si animerà con 3 performance (alle ore 19, 19.30, 20), prodotta in collaborazione con gli studenti del Dipartimento di Arti Visive di NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano e realizzata grazie alla strumentazione tecnica fornita da Canon, nella quale 5 personaggi (2 ragazze, 2 ragazzi e Noce) attraverseranno il ricostruito piano sequenza, generando degli scatti per un’attuale interpretazione “alla Muybridge”. Del percorso di visita faranno parte anche “L’assassino nudo” e un “film stenopeico”, docu-films originali realizzati da Paolo Gioli.

Il catalogo propone un saggio a carattere storico del prof. Italo Zannier, un testo di analisi della mostra a cura di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra e una piccola sezione cinematografica firmata Paolo Gioli.

Coordinate mostra

Titolo
MUYBRIDGE RECALL


Sedi
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta n. 59 – Milano

Durata
19 maggio – 1 ottobre 2016

Inaugurazione
mercoledì 18 maggio h. 18.30
Galleria Gruppo Credito Valtellinese

Orari e ingressi
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
da martedì a sabato 13.30-19.15
chiuso domenica e lunedì, 2 giugno e dal 2 agosto al 5 settembre
INGRESSO LIBERO
Apertura straordinarie per le scuole

Informazioni al pubblico
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
tel. +39 0248.008.015
galleriearte@creval.it – www.creval.it

Museo Lamborghini: Velocita’ e Colore per 50 anni di Miura

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Al Museo Lamborghini inaugurata la Mostra Velocità e Colore
per i 50 anni della Miura

Stefano Domenicali, Vittorio Sgarbi e il pittore Alfonso Borghi celebrano l’unione tra arte motoristica e figurativa
Sant’Agata Bolognese, 28 Aprile 2016 – Automobili Lamborghini ha inaugurato ieri sera presso il suo Museo storico di Sant’Agata la mostra d’arte “Velocità e Colore”, in programma da oggi fino al 30 giugno, in celebrazione dei 50 anni della Miura. Ad aprire ufficialmente l’esposizione Stefano Domenicali, CEO di Automobili Lamborghini, Vittorio Sgarbi, critico e storico dell’Arte e il pittore Alfonso Borghi, autore delle opere in mostra. I rispettivi discorsi inaugurali alla presenza di autorità, stampa, clienti e collezionisti d’arte, hanno celebrato l’unione tra arte motoristica, rappresentata dalle supersportive Lamborghini, e arte figurativa, che trova nell’astrattismo di Alfonso Borghi uno dei suoi massimi interpreti contemporanei.
Borghi è un artista del territorio, di Campegine (Reggio Emilia), scelto da Lamborghini per realizzare 10 opere inedite che intendono interpretare l’essenza, il dinamismo e i colori delle vetture del marchio del Toro.
Caratterizzata da un linguaggio informale e astratto, la pittura di Borghi è il risultato della rielaborazione inconscia delle forme dinamiche, degli stilemi del design e dell’innovazione nei colori che hanno da sempre contraddistinto le supersportive Lamborghini. Dieci tele di grandi dimensioni (otto da 200×150 cm, due da 180×180 cm) a olio e tecnica mista svelano lentamente tra forti giochi di colore ad effetto tridimensionale alcuni particolari di Lamborghini di ieri e di oggi, dall’iconica Miura alla Reventón, dalla Sesto Elemento all’Aventador.
L’esposizione si inserisce con naturalezza e rispetto nella prestigiosa collezione del Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, inaugurato nel 2001. Un luogo unico, frutto della volontà di Automobili Lamborghini di mettere in luce il suo importante patrimonio storico, che coniuga la migliore tradizione artigianale italiana con una costante innovazione tecnologica. Le più belle automobili progettate e costruite a Sant’Agata Bolognese – dal 1963 sino ad oggi – sono presentate agli occhi dei visitatori in una sequenza mozzafiato: percorrendo i due piani del Museo si possono ammirare sia vetture storiche come la 350 GT, la Miura, la Countach, l’LM 002 e la Diablo, sia concept e vetture in serie limitata come la Reventón, la Sesto Elemento e l’Urus, il concept del futuro SUV Lamborghini.
L’esposizione, che ha visto la collaborazione di Automobili Lamborghini, Artioli 1899 (storico editore modenese e società di eventi culturali) e il Prof. Paolo Fontanesi, è stata allestita dallo studio di architettura Binini Partners. E’ accompagnata da un volume edito da Artioli 1899, i cui capitoli sul mondo Lamborghini sono a cura del giornalista Daniele Buzzonetti. Completano il volume i saggi critici sull’artista Borghi, tra cui un intervento di Vittorio Sgarbi. L’esposizione, in programma dal 28 aprile al 30 giugno, è visitabile dal lunedì al sabato dalle 10 alle 17.
Alfonso Borghi
Alfonso Borghi nasce a Campegine di Reggio Emilia il 3 dicembre del 1944. Autodidatta, si avvicina alla pittura da giovanissimo ed espone per la prima volta all’età di 18 anni. In oltre 50 anni ininterrotti di attività è passato attraverso l’espressionismo, il figurativismo morandiano, il surrealismo fino all’astrattismo di impronta futurista. Borghi è arrivato oggi a una sintesi, in cui un uso abilissimo della materia si associa a un senso del colore di estrema sensibilità. A partire dagli anni ’70 le sue opere viaggiano nelle principali città europee e statunitensi (Barcellona, Berlino, Madrid, Vienna, Parigi, New York, Los Angeles). A partire dagli anni ’80 un susseguirsi di mostre e di eventi importanti in Italia e all’estero costellano l’attività artistica del maestro. Non solo pittura però. Si dedica anche all’arte plastica, dando un senso tridimensionale a quelle opere che già vivono su tela. Lavora il vetro, la ceramica, ma si dedica anche alla scultura. Oggi le sue opere trovano spazio in collezioni pubbliche e private e in musei italiani ed europei.
Lamborghini Miura, icona senza tempo
La Miura, che quest’anno compie 50 anni, rappresenta un caso unico di automobile che rivoluzionò il settore delle sportive negli anni sessanta. Progettata nel 1965 dal team ingegneristico Lamborghini, sotto la guida di Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani e vestita da Marcello Gandini per la Carrozzeria Bertone, divenne immediatamente l’oggetto del desiderio per chi poteva permettersela.
Dal design sinuoso, sensuale, è alta solamente 105 centimetri dal suolo, con una altezza minima da terra di 135 millimetri. Presentata al Salone di Ginevra del 1966, riscuote un immediato successo mondiale, polverizzando qualsiasi criterio di riferimento nel settore delle auto sportive. Motore centrale posteriore disposto in senso trasversale a 12 cilindri a V di sessanta gradi, quattro litri di cilindrata, unico blocco comprendente cambio e differenziale, sviluppa una potenza di 350 CV a 7000 giri e una velocità massima record per quei tempi di 280 km/h.
Un progetto raffinato e modernissimo, nettamente in anticipo sui tempi, certamente ispirato ai grandi prototipi da corsa che in quell’epoca si sfidavano nelle gare sulle lunghe distanze, e che solo dopo parecchi anni avrebbero generalizzato la tecnica del motore posteriore per le più raffinate sportive stradali.
Con la Miura, che prendeva il nome di Edoardo Miura, grande amico del fondatore Ferruccio Lamborghini e famoso allevatore di tori, si inaugura la tradizione Lamborghini di dare alle proprie vetture nomi derivanti dal mondo della tauromachia.
La Miuramania contagiò regnanti, cantanti, attori quali Dean Martin, Frank Sinatra, Johnny Hallyday, lo Scià di Persia, il Principe di Monaco, Little Tony, Rod Steward e la modella Twiggy, insieme a molti altri personaggi che vollero conservare l’anonimato.
Nel mondo ne vennero consegnati 763 esemplari in tre differenti versioni dal 1966 al 1972 e in ben 60 diversi colori.
Le celebrazioni del 50° Anniversario della Miura
La Mostra “Velocità e Colore. Alfonso Borghi interpreta Automobili Lamborghini” fa parte di una serie di eventi e iniziative legate ai festeggiamenti dei 50 anni della Miura. Le celebrazioni sono state avviate dall’unveiling a marzo al concorso di Amelia Island (USA) della Miura SV originale, quella che venne presentata al Motorshow di Ginevra del 1971, e oggetto di più di un anno di restauro da parte del PoloStorico Lamborghini.
I festeggiamenti continuano questa settimana dal 6 al 10 aprile alla Techno Classica a Essen (Germania), la fiera mondiale per auto d’epoca. Presso lo stand Lamborghini sono esposti alcuni inediti progetti di restauro a cura del PoloStorico Lamborghini: la restaurata Miura SV originale del Salone di Ginevra del 1971, un telaio Miura, per illustrarne il restauro in corso d’opera, e un motore Miura completamente revisionato.
Le celebrazioni culmineranno poi in un grande tour rivolto ai clienti Miura di tutto il mondo che dall’8 al 12 giugno si ritroveranno in Italia. L’8 giugno il gruppo di Miura partirà da Bologna, passerà per la sede di Lamborghini a Sant’Agata Bolognese e per la Dallara Automobili a Varano de’ Melegari (Parma) per un saluto a Gian Paolo Dallara, a cui si deve la progettazione della Miura nel 1965. Il viaggio, di oltre 500 km in 4 giorni, attraverserà Emilia, Liguria e Toscana e si concluderà a Firenze.