Sansepolcro presenta: Indagini sulla Resurrezione.

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Realizzata in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e la Soprintendenza BEAP di Siena, Grosseto e Arezzo.
La mostra, in quello che è stato definito l’anno di Piero e in occasione della mostra di Forlì “ Piero della Francesca indagine su un mito”, si propone un confronto iconografico sul tema della resurrezione, così profondamento legato all’identità stessa di Sansepolcro e magistralmente interpretato da Piero della Francesca nell’opera definita “ la più bella pittura del Mondo”, attualmente in corso di restauro.
“Opera iconograficamente obbligata, e nei suoi particolari non innovatrice”. Così Eugenio Battisti, tra i maggiori studiosi dell’opera di Piero della Francesca, definiva nel 1971 la Risurrezione di Sansepolcro. Peraltro l’”obbligo” che stringerebbe Piero della Francesca all’interno di confortanti certezze rappresentative è tutt’altro che scontato. Se sembra dimostrato che il Sepolcro di Cristo rappresentasse già prima del sec. XV l’emblema eponimo della cittadina, e nonostante gli evidenti riferimenti al precedente costituito dal Polittico di Niccolò di Segna, oggi in Cattedrale, la Risurrezione di Piero costituisce un’opera affatto originale, e in qualche misura eccentrica rispetto a qualunque tradizione precedente.
Louis Réau, nel 1957, elencava le diverse posture assunte dal Risorto in altrettante varianti iconografiche: in sepulchro (in piedi, all’interno); con un piede sul bordo; in atto di scavalcare il bordo ; extra sepulchrum (in piedi, davanti al sepolcro); supra sepulchrum (in piedi sul coperchio).
Altri fattori, quali il paesaggio, o il ruolo delle guardie ai piedi del sepolcro, caratterizzano rappresentazioni con le quali la Resurrezione di Piero presenta indubbie assonanze, senza mai, peraltro, giungere a un’adesione totale nei temi e nei motivi.
La mostra presenta, attraverso tre capolavori, le soluzioni iconografiche adottate tra Trecento e Cinquecento, per cercare di comprendere l’originalità della Resurrezione di Piero della Francesca e di agevolarne –per quanto possibile- la lettura.
Saranno presenti in mostra le seguenti opere:
Pietro Lorenzetti, 1280/85-1348
Cristo Risorto
affresco staccato, Siena, Museo Diocesano (da San Francesco)
Giorgio Vasari (1511-1574)
Resurrezione
dipinto su tavola, Siena, Pinacoteca Nazionale (dalla coll. Bellanti, poi Ospedale di Santa Maria della Scala)
Marcantonio Aquili (doc. 1505-1521)
Polittico della Resurrezione
dipinto su tavola Rieti, Museo Civico (dall’Oratorio di S. Pietro Martire presso S. Domenico)
“ La mostra che si inaugura sabato- ha dichiaro l’Assessore alla Cultura Chiara Andreini – rappresenta il risultato della importante collaborazione instaurata con Forlì in occasione della mostra dedicata proprio a Piero della Francesca. Noi abbiamo prestato la tavola della Madonna della Misericordia e in cambio siamo stati aiutati a realizzare questo confronto iconografico tra Artisti diversi sul tema della Resurrezione. Si tratta di un ulteriore opportunità per valorizzare anche il restauro in corso della Resurrezione di Piero della Francesca e per far comprendere l’originalità e la grandezza del nostro Artista. Arriveranno a Sansepolcro importanti opere in un confronto che sono sicura sarà di grande interesse e attrazione.
A conclusione poi della mostra di Forlì avremo a Sansepolcro la Madonna con Bambino della Collezione Alana, opera giovanile di Piero che sarà esposta accanto al Polittico della Misericordia allestito nella sua definitiva ricostruzione. Appuntamenti dunque importanti per valorizzare il nostro Museo e fare della città natale di Piero il perno del più vasto progetto di promozione e valorizzazione territoriale interregionale su cui stiamo lavorando da tempo, noto come “ Le terre di Piero”
La mostra resterà aperta sino al 17 luglio.

Omaggio a ZAO WOU-KI alla Fondation Gianadda

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Zao Wou-Ki è riconosciuto nel mondo intero come uno dei più significativi artisti contemporanei.

Nato a Pechino nel 1920 e naturalizzato francese nel 1974, è morto nel 2013 a Nyon nel canton Vaud, in Svizzera, all’età di 93 anni.

Con la preziosa collaborazione della Fondation Zao Wou-Ki, la Fondation Pierre Gianadda presenta, in questa prima retrospettiva svizzera, una cinquantina di tele e una trentina di opere su carta, tra cui spicca un insieme eccezionale di grandi formati, dittici e trittici.

La mostra presenta le diverse tappe della pratica cromatica e luminosa dell’artista, lungo una sessantina d’anni seguendo un percorso personale tanto ricco quanto ispirato.

Dopo un primo periodo figurativo, che segue la sua scoperta della Francia nel 1948 (ritratti, nature morte e paesaggi reinventati), Zao Wou-Ki sviluppa un linguaggio originale, che ha importanti riferimenti nella poetica di Paul Klee, che lo porta in piena consapevolezza fin dagli anni 1960-1970 verso ampi sviluppi astratti dentro uno spazio lirico liberato: composizioni pregnanti che preludono agli ambiziosi formati degli anni 80, fino alle opere ultime realizzate sul finire del secolo scorso.

Come contrappunto a questa selezione di oli emblematici dai formati molto grandi si pone un’ampia successione, volutamente limitata ai bianchi e neri, di grandi inchiostri su carta che mettono in evidenza la sua antica frequentazione dell’inchiostro di Cina e precisa, se ce ne fosse bisogno, il ponte immaginario che il pittore ha stabilito con forza lungo più di mezzo secolo tra l’Asia e l’Occidente.

Le opere provengono da collezioni private d’Europa e d’Asia.

Un importante catalogo – curato, come la mostra, da Daniel Marchesseau, conservatore generale onorario del Patrimoine de France – riunisce contributi importanti di François Cheng dell’Académie française, di Gao Xingjian, Premio Nobel per la letteratura (2000) – due scrittori francesi di origine cinese -, di Yann Hendgen, direttore artistico della Fondation Zao Wou-Ki, di Pierre Schneider, scrittore e storico d’arte, di Sam Szafran, e di Dominique de Villepin, già Primo Ministro di Francia.

Prezzo CHF 45.-

PAVILLON SZAFRAN

Per celebrare il decimo anniversario del Pavillon Szafran, che presenta, da una parte e dall’altra, verso il parco e verso la strada, due ceramiche monumentali di Sam Szafran realizzate con Joan Gardy Artigas – Escalier (2005) e Philodendrons (2006), una sala è ormai dedicata ad accogliere diverse opere di Szafran appartenenti alla Fondation Pierre Gianadda.

Oltre alla mostra Zao Wou-Ki sono visitabili alla Fondation Pierre Gianadda la Collection Franck, il Parco delle Sculture, il Museo gallo-romano, il Museo dell’automobile.

Il biglietto di ingresso: adulti CHF 15.- terza età: CHF 13.- famiglie: CHF 35.- bambini oltre 10 anni e studenti: CHF 8.-

9 SEGNI D’ARTE – Cartellone nazionale di incontri di arte accessibile

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Nord, Centro e Sud fanno rete per l’accessibilità e la fruizione dei luoghi dell’arte

A Siena sarà una primavera dedicata all’arte e all’accessibilità quella proposta da 9 Segni d’Arte, cartellone promosso da Mason Perkins Deafness Fund onlus e organizzato con Oppi, CounseLis e Museo Tattile Statale Omero.
Il calendario, che coinvolgerà 5 città del nord, centro e sud Italia con capofila Siena, si svolgerà nei mesi di aprile e maggio alternando seminari sulla didattica, la critica d’arte, le esperienze di accessibilità museale a visite guidate in Lingua dei Segni italiana e italiano, per offrire alle persone sorde l’occasione di  scoprire luoghi dell’arte e dell’architettura contemporanea di rilevanza nazionale. Fra gli appuntamenti, una visita guidata in Lis alla Biennale Architettura 2016 seguita da un laboratorio accessibile offerto dalla Biennale.
Un’iniziativa pensata per la comunità sorda italiana che prevede per i mesi di aprile e maggio l’alternarsi di seminari sulla didattica, la critica d’arte, le esperienze di accessibilità museale e di visite guidate in Lingua dei Segni italiana e italiano, per offrire alle persone sorde l’occasione di scoprire luoghi dell’arte e dell’architettura contemporanea di rilevanza nazionale: dalle Gallerie d’Italia di Milano, al Museo Tattile Statale Omero sino alla città di Colle Val d’Elsa, sede privilegiata dell’architettura contemporanea grazie al coinvolgimento dell’architetto Jean Nouvel nella rivitalizzazione urbana del centro toscano.

Gli incontri, infatti, avranno luogo a partire dall’8 aprile in quattro città diverse – Siena, Milano, Ancona, Napoli – e si concluderanno con due appuntamenti speciali: la performance del poeta sordo Giuseppe Giuranna presso la sede di MPDFonlus a Siena e in giugno una visita guidata dall’architetto sordo Consuelo Agnesi con laboratorio alla Biennale Architettura 2016.

9 Segni d’Arte mette in campo le professionalità e l’esperienza di associazioni attive nel settore in diverse parti d’Italia: MPDFonlus, associazione onlus con sede a Siena che dal 1985 lavora con e per la comunità sorda; Oppi, ente senza scopo di lucro che opera a Milano nella formazione di professionisti e persone sorde dal 1965; Museo Tattile Statale Omero, nato nel 1993 ad Ancona con lo scopo di promuovere la crescita e l’integrazione culturale dei ciechi e dei sordociechi; CounseLis, scuola di insegnamento e aggiornamento sulla Lingua dei Segni e l’interpretariato con sede a Napoli, attiva nel sociale e nella formazione di sordi e udenti dal 2013.

Nord, Centro, Sud lavorano insieme per offrire un evento di carattere nazionale e dare il via alla creazione di una rete aperta e implementabile di musei, associazioni, istituzioni su tutto il territorio italiano e coordinate da MPDFonlus, impegnate nell’organizzazione di eventi per l’accessibilità e la fruizione dei luoghi dell’arte, ma anche per la formazione e la didattica dell’arte.

L’evento ha il patrocinio di Provincia di Siena, Comune di Siena, Comune di Colle Val d’Elsa, Fondazione Musei Senesi e la sponsorizzazione per gli appuntamenti milanesi del Pio Istituto per Sordi.

A breve sarà diffuso il calendario completo degli appuntamenti.

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Roman Signer, dal 22 aprile al MAN di Nuoro

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Il Museo MAN è lieto di annunciare l’imminente apertura della mostra Roman Signer. Films and Installations, a cura di Lorenzo Giusti e Li Zhenhua.

Ricca di oltre duecento film e di una serie di nuove installazioni realizzate per questa occasione, quella al MAN di Nuoro sarà la prima mostra personale di Roman Signer in un museo italiano.

Signer ha iniziato la carriera di artista nella seconda metà degli anni Sessanta, dopo avere lavorato come disegnatore per un architetto, come ingegnere radio apprendista, e, per un breve periodo, come tecnico in una fabbrica di pentole a pressione. Conosciuto per avere definito un nuovo concetto di scultura legato alla processualità, alla trasformazione e al movimento, Signer crea installazioni come azioni, esperimenti, quasi sempre solitari, per i quali utilizza oggetti d’uso comune (ombrelli, tavoli, stivali, contenitori, cappelli, biciclette) attivati da polveri da sparo o da forze naturali, come il vento o l’acqua. Processi di esplosione o di collisione che si tramutano in esperienze estetiche visivamente ed emotivamente coinvolgenti e che interpretano l’approccio empirico come una questione artistica.

Il progetto al MAN di Nuoro si divide in due segmenti. Il primo, nato dalla collaborazione con il Chronos Art Center di Shanghai, presental’intera produzione di filmati in Super 8 realizzati dall’artista nel corso della propria attività. Un nucleo di 205 opere che vanno dal 1975 al 1989 – anno in cui Signer abbandona la pellicola per passare ad altri supporti – presentate all’interno di un’affascinante videoinstallazione a 100 canali realizzata in Cina e qui riproposta in una nuova versione arricchita e sviluppata. Video girati nel proprio “laboratorio” di San Gallo oppure in spazi naturali, soprattutto a Weissbad, nel cantone di Appenzell.

Il secondo segmento del progetto presenta tre nuovi lavori scultorei creati per la mostra al MAN, connotati come sempre da un’ironia sottile. Tra le nuove produzioni, Ombrelli (2016) è un’opera site specific per la scalinata del museo, un sistema bizzarro di parapioggia tenuti insieme da un equilibrio instabile. Installazione (2016) è una scultura attraversabile che occuperà un’intera sala del museo, un percorso surreale che riflette sulla percezione di sé e del proprio corpo, in cui l’osservatore si fa oggetto osservato. Chiude il percorso Occhiali (2016), un oggetto insolito, composto da un proiettore Super 8 e da un paio di occhiali ad alterarne la proiezione luminosa, che sembra gettare uno sguardo dissacrante sulla produzione dell’artista, sempre al confine tra scultura e video, tra staticità e movimento, tra azione e visione.

Completerà la mostra un catalogo con testi di Lorenzo Giusti, Li Zhenhua, Barbara Casavecchia e Rachel Withers. Oltre alla documentazione delle nuove opere, la pubblicazione conterrà anche un dvd con una raccolta delle azioni realizzate da Signer in Italia, a partire dall’inizio degli anni Novanta, in località come Civitella d’Agliano, Stromboli, la Maremma, ma anche Venezia, in occasione della Biennale del 1999.

Roman Signer (Appenzell, 1938) ha partecipato alle più importanti rassegne artistiche internazionali, come “documenta” a Kassel (1987), lo Skulptur Projekte di Münster (1997), la Biennale di Shanghai (2012). Nel 1999 ha rappresentato la Svizzera alla Biennale di Venezia. Tra le ultime mostre personali si ricordano: Bonnefantenmuseum di Maastricht (2000), Camden Arts Centre di Londra (2001); OK Centrum für Gegenwartskunst di Linz (2005); Aargauer Kunsthaus di Aarau (2006); Hamburger Bahnhof di Berlino (2007); Sala de Arte Publico Siqueiros di Città del Messico (2011); Hangar à Bananes di Nantes, Kunsthalle di Mainz (2012), Kunstmuseum di San Gallo (2014), Barbican Centre di Londra, Kunsthus di Zug e Centre Culturel Suisse di Parigi (2015). In Cina il suo lavoro è stato recentemente presentato presso l’Accademia d’arte di Hangzhou, il CAFA Art Museum di Pechino (2014), il GAFA Art Museum di Guangzhou e l’OCT di Shenzhen (2015).

Roman Signer. Films and Installations è un progetto del museo MAN, a cura di Lorenzo Giusti e Li Zhenhua, realizzato in collaborazione con CAC – Chronos Art Center di Shanghai, con la partnership tecnica di WTI International Co. Limited, il supporto di Pro Helvetia e il contributo di Regione Sardegna, Provincia di Nuoro e Fondazione di Sardegna.

Info:
MAN Museum via S. Satta 27- 08100 Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
opening hours: 10 AM – 1 PM | 3 PM -7 PM closed Monday
www.museoman.it

Omar Galliani al Tempietto del Bramante per Santa Teresa d’Ávila

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Mostra promossa da: Università degli Studi Roma Tre,
Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, Reale Accademia di Spagna a Roma.
A cura di: Mario Panizza e Otello Lottini


Un evento d’arte e spiritualità
nel complesso rinascimentale del Tempietto del Bramante,
presso San Pietro in Montorio a Roma


Questa mostra costituisce un evento unico, perché, in via del tutto eccezionale, l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia e la Reale Accademia di Spagna a Roma hanno consentito a un grande artista italiano, Omar Galliani, di presentare, all’interno dello straordinario scenario espositivo nel Tempietto del Bramante (adiacente all’Accademia di Spagna a Roma) la mostra – evento ““Estasi mistica e pienezza creativa. Omaggio a Santa Teresa d’Ávila”.
La mostra è stata ideata e realizzata con il contributo scientifico e culturale dell’Università Roma Tre e, in particolare con l’apporto del Rettore-architetto, Mario Panizza e di Otello Lottini, docente e Curatore della “Collezione d’Arte Contemporanea” dello stesso Ateneo.

Lo straordinario privilegio conseguito ha consentito a Omar Galliani di confrontarsi con due figure geniali dell’architettura e dell’ esperienza religiosa rinascimentale: Santa Teresa d’Ávila, sublime mistica spagnola di cui ricorre il quinto centenario della nascita, e il Tempietto del Bramante al Gianicolo, uno dei luoghi simbolo della Cristianità e di Roma, nonché capolavoro architettonico, divenuto subito modello del tempio cristiano rinascimentale, all’origine degli analoghi edifici religiosi dell’epoca in tutta l’Europa.

Galliani si è fatto affascinare da questo confronto ravvicinato e potente. E lo ha affrontato partendo da un focus di grande fascino: l’immagine romantica dell’artista che crea le sue opere, che esprime la sua pienezza creativa, solo quando riesce a raggiungere uno stato di sublimazione di se, di trance si direbbe oggi, molto simile all’estasi mistica. E non a caso questa mostra assume il titolo di “Estasi mistica e pienezza creativa”.

L’artista nel ri – creare l’esperienza mistica e spirituale della Santa, si è mosso su una dinamica interpretativa, in cui la coscienza creativa di oggi ingloba nel suo segno i valori spirituali e morali, espressi da Santa Teresa. Avendo ben presenti anche i valori simbolici e storico – formali dello spazio, che ospita le opere.
I quattro lavori che ha creato per questa sua istallazione site specific offrono una concentrazione di segni (tutti appartenenti al repertorio formale di Galliani), realizzata con raffinata depurazione della materia. A voler esprimere una profonda e complessa lettura dell’evento mistico di Santa Teresa e del contesto spaziale, che si precisa come dinamica spirituale, tensione emozionale e finezza artistica.

Per questo confronto, Galliani ha scelto di operare su materiali diversi (tavola, marmo, legno dorato) e diversificati, dal punto di vista formale e strutturale (quadri e sculture).
I quadri sono tre: uno frontale, ai piedi dell’altare, e due laterali (tutti autoportanti, per rispetto del luogo), realizzati in punta di matita su tavola: sono disegni, realizzati con la tecnica originale messa a punto da Galliani, all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso e che costituisce un vero e proprio idioletto linguistico, cioè un segno lampante e riconoscibile della sua creatività.
Anche il lavoro di scultura (presente da sempre nelle realizzazioni di Galliani, seppure praticato in modo più discontinuo), viene però usato (come in questo caso), in funzione dell’arricchimento significante, formale e ideale, dell’idea progettuale.
L’immagine della Santa si incontra nelle tavole laterali, ed è colta nell’istante dell’abbandono mistico, mentre la tavola centrale, che raffigura un mazzo di rose, è collocata ai piedi dell’altare. E’ come una offerta e un dono mistico dell’artista all’immagine di San Pietro, che sovrasta l’altare, e si collega anche simbolicamente, attraverso sottili relais di materiali e di tecnica artistica, all’immagine di Santa Teresa.
La freccia mistica, in legno dorato, che fuoriesce dal foro, in corrispondenza del luogo della crocifissione dell’Apostolo, proietta la sua ombra sulla Santa, realizzando un ulteriore collegamento tra Santa Teresa e San Pietro, tra testo e contesto, verrebbe da dire.
Infine, anche le due piume di angelica purezza, in marmo di Carrara, collocate ai piedi delle due immagini della Santa, realizzano un significativo contrasto semantico tra la terra e il cielo, tra la leggerezza dell’angelo (enunciata in forma metonimica) e la pesantezza della materia terrena (la pietra, il marmo).

Per l’artista e per i promotori, l’obiettivo della mostra è quello “di presentare al pubblico italiano l’esperienza religiosa e culturale della grande mistica spagnola del XVI secolo, nella convinzione che, nel contesto di globalizzazione e di crisi economica attuale, la sua esperienza mistico – religiosa (ben relazionata anche con una frenetica attività pratica e con una straordinaria e “descuidada” scrittura) costituisca ancora una significativa risorsa culturale ed emozionale”.

Informazioni e prenotazioni:

Ufficio Stampa:
Università degli studi Roma Tre
Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia
Reale Accademia di Spagna a Roma

A maggio BAM! 2a edizione del raduno europeo dei cicloviaggiatori. Venezia, Rocca di Noale, 6-7-8 maggio

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Si svolgerà dal 6 all’8 maggio, nel suggestivo contesto della Rocca di Noale (Venezia), e pedalando tra i percorsi meno conosciuti e più incontaminati del Veneto, la seconda edizione del BAM! il primo e unico raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta.
Tra workshop, incontri e dibattiti a tema, mostre, spettacoli, iniziative per adulti e bambini, pedalate collettive, gli appassionati delle due ruote provenienti da tutta Italia ed Europa, si daranno appuntamento per il secondo anno consecutivo, dopo la tappa 2015 svoltasi con successo a Livigno, per condividere una grande passione che è soprattutto uno stile e filosofia di vita.
Numerosi gli ospiti presenti, italiani e internazionali, tutti legati dalla passione (non professione!) per la bici, dagli avventurieri come Willy Mulonia agli autori di libri e guide sul mondo delle due ruote e non mancheranno le presenze femminili.
Tra le iniziative in programma: workshop dedicati alla meccanica, al bike-packing, all’autocostruzione, alla fotografia dalla sella, alle ricette da fare in viaggio. Inoltre presentazioni di libri, film e mostre fotografiche a tema, concerti, spettacoli, yoga for bikers, momenti pensati per i giovani e giovanissimi e un’area expo per presentare tutte le novità del mondo bici.
Non potevano mancare le pedalate collettive, articolate in 3 proposte: due pedalate alla scoperta delle strade bianche e degli angoli meno noti del Veneto, di 100 e 150 Km, e una più facile, di 40 Km, con soste gourmet, per le famiglie e le persone meno allenate.
A conferma dello spirito di condivisione della manifestazione, la sistemazione notturna prevede un camp all’interno del castello di Noale, col suo silenzioso fascino di ex-cimitero.
Dettagli:
BAM! – european Bicycle Adventure Meeting 2^edizione
6-7-8 maggio 2016 | Rocca di Noale, Venezia
Ingresso libero tranne alcuni appuntamenti a pagamento, su prenotazione. Per info: www.bameurope.it

Perugino, Pinturicchio e gli altri a Perugia

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Questa esposizione “I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il caravaggismo nelle collezioni di Perugia”,marca i venti anni di collezionismo d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e propone quanto, in tema di opere d’arte, è stato da essa acquisito. Si tratta di oltre 50 dipinti di grande rilievo rappresentativi non solo delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco.

Presentata nelle stesse date e nello stesso spazio espositivo, è la mostra dedicata al caravaggismo nelle collezioni di Perugia.

Una doppia occasione, quindi, per ammirare da un lato le opere più importanti della collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dall’altro una mirata selezione di dipinti caravaggeschi appartenenti a collezioni pubbliche e private del capoluogo umbro.
Il tutto in un contesto d’eccezione collocato in pieno centro storico: il Palazzo Lippi Alessandri, acquistato e recentemente restaurato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

A promuovere questo importante appuntamento è il Presidente della Fondazione Carlo Colaiacovo che ha affidato la curatala dell’evento a Francesco Federico Mancini, professore ordinario di storia dell’arte nell’Università di Perugia, il quale, per la parte relativa ai caravaggeschi, si è avvalso della collaborazione di Silvia Blasio, anch’essa docente nell’ Università di Perugia.

Il ricco patrimonio d’arte della Fondazione viene presentato in sette sezioni tematiche.

Il curatore ha scelto di iniziare con una selezione di paesaggi e nature morte. I dipinti vengono presentati nella luminosa sala ad arcate dove un tempo si svolgevano le operazioni bancarie della ex Cassa di Risparmio di Perugia che nel palazzo aveva sede. In questa prima sezione si trovano opere del perugino Pietro Montanini, dotatissimo allievo di Salvator Rosa, di Francesco Allegrini, piacevolissimo pittore lungamente operante a Gubbio, di Alessio De Machis, prolifico paesaggista attivo a Perugia negli ultimi anni del suo tormentato percorso biografico, di Nicola Giuli, anch’esso nativo di Perugia, specialista nel dipingere fiori, animali e nature morte.

La seconda sezione è dedicata ad alcune delle opere più prestigiose della collezione della Fondazione, espressione della pittura umbra del Rinascimento. La scuola perugina è richiamata da una Madonna con il Bambino di Pietro Perugino e da una Madonna con il Bambino e san Giovannino di Bernardino Pintoricchio. Una Madonna con il Bambino tra i santi Tommaso e Sebastiano di Matteo da Gualdo dà conto della superba qualità di questo eccentrico maestro del tardo Quattrocento, molto amato da Federico Zeri, mentre una drammatica Deposizione di Niccolò di Liberatore eseguita in collaborazione con il figlio Lattanzio si esprime nei toni accorati di una non dimenticata suggestione espressionista di impronta medioevale. Un Santo Stefano lapidato, eccelso lavoro di Luca Signorelli, sta infine a documentare gli importanti intrecci culturali che agli albori del Cinquecento attraversano l’Umbria rinascimentale.

La terza sezione riunisce, fra l’altro, sette opere di Gian Domenico Cerrini detto il Cavalier Perugino, un artista recentemente riscoperto grazie alla mostra monografica che dieci anni fa la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ha inteso dedicargli.

La quarta sezione presenta opere di grande formato di Federico Zuccari, di Ippolito Borghesi, di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio, di Giovanni Baglione, tutti artisti che, tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, ebbero contatti con la realtà perugina ed umbra.

La quinta e la sesta sezione mettono in mostra le più recenti acquisizioni della Fondazione tra cui una Croce di Nicola di Ulisse da Siena, unaStrage degli innocenti di Matteo di Giovanni, una Madonna con il Bambino di Perino del Vaga, una Croce del siciliano Pietro Ruzzolone, un intenso Omero del ticinese Pier Francesco Mola e un bel Autoritratto giovanile di Giovanni Baglione.

Omaggio al territorio è la settima sezione dedicata all’iconografia francescana. Essa trova il suo culmine in un bellissimo dipinto del Cerano e un piccolo San Francesco in meditazione di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino.

La progettazione della sezione “caravaggeschi” trae spunto dal fatto che in Perugia sono presenti opere di ottimo livello che in maniera diretta o indiretta si rifanno alla lezione di Michelangelo Merisi. Perno della sezione è costituito dal grande dipinto di Giusto Fiammingo, raffiguranteLa fuga del giovane nudo, già nella collezione Giustiniani di Roma, ora di proprietà della Galleria dei Gerosolimitani di via dei Priori a Perugia.
Accanto a questa tela vengono esposti i due magnifici Valentin de Boulogne della Galleria Nazionale dell’Umbria e una tela raffigurante I cinque sensi, di proprietà della Fondazione Orintia Carletti Bonucci che è copia antica tratta dal capolavoro di Valentin oggi nella Galleria Nazionale di Londra. La Fondazione Carletti Bonucci è inoltre proprietaria di due quadri del cosiddetto Maestro di Baranello, un raro pittore di cultura caravaggesca che sente parallelamente il richiamo del classicismo primo-seicentesco. Anche queste tele saranno in mostra, unitamente a un bel San Giovanni della Fondazione Marini Clarelli Santi e a un dipinto attribuito allo Pseudo-Salini della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia (Collezione Marabottini). L’esposizione include infine tre dipinti provenienti dal collezionismo privato: uno attribuito a Paolo Guidotti, notevole per forza espressiva e incisività realistica, uno attribuito al Jan Janssens e uno, davvero intenso, raffigurante Dedalo e Icaro, ritenuto di Orazio Riminaldi. Dalla selezione delle opere suddette si comprende come il linguaggio di Caravaggio abbia influenzato svariate aree geografiche svolgendo un ruolo unificante non solo a livello nazionale.

I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il caravaggismo nelle collezioni di Perugia
Palazzo Lippi Alessandri
corso Vannucci 39, Perugia
21 marzo-20 novembre 2016
Dal martedì al venerdì, 15.30-19.30
sabato, 11-22; domenica, 11-20
ingresso libero

Info: info@fondazionecariperugiaarte.it; tel. 075. 5724563; www.fondazionecariperugiaarte.it

La Plasmon dice addio all’olio di palma #tiabbiamoascoltato

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Sapete quale è la scatola del cucito a casa di mia mamma? Una bellissima scatola di latta vintage dei biscotti Plasmon!

Ho tantissimi ricordi legati a quel biscotto. Ancora adesso quando lo mangio, mi tornano alla mente sensazioni, profumi, momenti ed è un vero comfort food. Non parlo solo di latte e biscotti (io ho amiche che li usano anche in una specie di tiramisù rivisitato) ma proprio di ciucciare il biscotto Plasmon come antistress quando le giornate sono un po’ tristi o bigie. Che bellezza…

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Per le mamme (e i papà) è importantissima la salute dei propri figli. Ed è per questo che si è pensato a tutti.

Plasmon nei suoi biscotti ha deciso di togliere l’olio di palma, per la salute del tuo bambino. Sappiamo benissimo come gli è a cuore la crescita dei bimbi, vista la sua attenzione all’alimentazione, una vera e propria oasi nella crescita. L’alleato di ogni mamma.

Ormai tantissime mamme richiedevano da parecchio tempo l’eliminazione di questo ingrediente e l’azienda le ha ascoltate ed è andata incontro alle loro esigenze e richieste.
E quindi, dopo oltre un anno di ricerca, Plasmon è oggi uscita con il nuovo biscotto senza olio di palma. Nuovo nella sua ricetta ma esattamente identico nel gusto a quello classico di sempre: questa era la sfida.
L’olio di palma è stato sostituito dall’olio di girasole e olio di oliva.

Infatti il responsabile Brand & ADV Plasmon e Marketing Manager categoria Biscotti, Serena di Matteo, spiega che: “Durante l’ultimo anno abbiamo ascoltato le mamme e abbiamo fatto del nostro meglio per rispondere alle loro richieste, mantenendo al contempo le caratteristiche distintive del Biscotto Plasmon” E continua: “Siamo felici di annunciare che la nuova gamma è pronta e a breve sarà in tutti i punti vendita. Per dare ulteriore prova dell’attenzione che rivolgiamo ai nostri consumatori, abbiamo deciso di dedicare il primo lotto produttivo del nuovo biscotto Plasmon proprio alle mamme che ogni giorno ci seguono e scelgono. Chi lo desidera potrà infatti andare sul sito www.tiabbiamoascoltato.it e prenotare un pack gratuito di biscotti che verrà inviato direttamente a casa (fino a esaurimento scorte)”.

La sua ricetta, insieme al suo particolare processo produttivo, consentono di ottenere lo specifico profilo nutrizionale, la friabilità, il gusto inconfondibile nonché la caratteristica unica di sciogliersi facilmente in bocca, requisito imprescindibile per il bambino durante lo svezzamento.

E voi… che ricordi avete con il biscotto Plasmon?Buzzoole

BEN-HUR, la storia di Cristo, dall’11 Agosto al cinema

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BuzzooleE’ il film preferito di mia nonna, quello della versione originale… e credo gradirà anche questo. Non solo per l’avvincente storia. Anche se a mia nonna piaceva tantissimo Charlton Heston.

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Arriverà nelle sale cinematografiche italiane dall’11 Agosto 2016 questo mix sensazionale di storia, effetti speciali e… un cast da capogiro! “BEN-HUR, la storia di Cristo” film basato sull’indimenticata opera di Lew Wallace vede infatti tra gli altri la partecipazione di Morgan Freeman e Rodrigo Santoro.

In questi mesi preparatori all’epico film intanto potete farvi più di un’opinione sulla pagina ufficiale facebook.

Ma maggiori idee potete farvele col trailer:

Paramount Pictures e Metro-Goldwyn-Mayer Pictures presentano “Ben-Hur”
Diretto da Timur Bekmambetov
Scritto da Keith Clarke e John Ridley
Prodotto da Sean Daniel, Mark Burnett, Joni Levin e Duncan Henderson
Produzione Esecutiva di Roma Downey, Keith Clarke, John Ridley e Jason Brown

Cast: Jack Huston, Toby Kebbell, Morgan Freeman, oltre a Rodrigo Santoro, Nazanin Boniadi, Ayelet Zurer e Sofia Black D’Elia

Sinossi: BEN-HUR racconta l’epica vicenda di Giuda Ben-Hur (Jack Huston), un giovane dalle nobili origini che è falsamente accusato di tradimento dal proprio fratello adottivo Messala (Toby Kebbell), ufficiale dell’esercito Romano. Privato del titolo, separato dalla famiglia e dalla donna che ama (Nazanin Boniadi), Giuda è costretto in schiavitù. Dopo anni passati per mare, Giuda fa ritorno alla propria terra d’origine per cercare vendetta, ma trovando invece la salvezza. Basato sull’indimenticata opera di Lew Wallace, Ben-Hur, una storia di Cristo, vede la partecipazione anche di Morgan Freeman e Rodrigo Santoro.

Uscita: 11 Agosto 2016

“Ben-Hur” è una Produzione Paramount Pictures e Metro-Goldwyn-Mayer Pictures

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TEFAF: la storia dell’arte in azione

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Helvoirt, marzo 2016. La nuova edizione di TEFAF Maastricht, i cui altissimi standard le sono valsi il rispetto del mondo dell’arte, prenderà il via l’11 marzo 2016. La fiera rappresenta una piattaforma senza precedenti dove i migliori collezionisti internazionali possono ammirare le scoperte e le riattribuzioni proposte dai galleristi di tutto il mondo. In un panorama artistico in cui i confini tradizionali si stanno assottigliando, TEFAF offre ai mercanti d’arte più specializzati l’opportunità di dare prova delle loro doti e conoscenze: a dimostrarlo le sempre più numerose aree curate tra uno stand e l’altro e le mostre speciali. Autenticità ed eccellenza sono i valori condivisi da TEFAF e dalla sua comunità di galleristi. Come sempre, TEFAF Maastricht andrà in scena presso il polo fieristico MECC (Maastricht Exhibition & Congress Centre).

L’edizione 2016 della Fiera sarà la vetrina di importanti opere, vere pietre miliari della storia dell’arte. Talabardon & Gautier (Stand 374) presenterà uno dei primi lavori di Rembrandt van Rijn (1606-1669), di recente scoperta. Acquistata nel 2015 all’asta, dalla sezione “Scuola Continentale, Diciannovesimo Secolo” del catalogo, grazie al meticoloso lavoro di ricerca e pulizia della galleria l’opera si è rivelata essere Il Paziente Privo di Sensi (Profumo), ca. 1624-25, olio su pannello, eseguita quando Rembrandt aveva appena 18 o 19 anni. Il dipinto presenta un esempio di quella che è ritenuta una delle firme più datate di Rembrandt. Uno degli oggetti più preziosi alla Fiera sarà il Libro delle Ore dei fratelli Limbourg. Questo manoscritto decorato su pergamena, prima sconosciuto, contiene 30 disegni; testo e disegni risalgono a prima del 1407; al 1408 risalgono invece le ultime 24 pagine e tutte, tranne una, le bordature a foglia d’edera. L’opera è presentata da Antiquariat Bibermuehle AG Heribert Tenschert (Stand 214) e ha un prezzo a sette zeri.

TEFAF ha il privilegio di collaborare con espositori che spesso hanno dedicato molti anni alla costruzione di collezioni di uno specifico artista o di una tipologia di opere, a dimostrazione della loro specializzazione ed esperienza in un settore specifico. Richard Green (Stand 302) ha trascorso cinque anni a comporre una collezione di opere di Eugène Boudin, che sarà presentata al fianco di lavori di altri artisti che hanno ispirato o sono stati ispirati da Boudin. La mostra offrirà al pubblico una visione onnicomprensiva dell’attività di Boudin.

Bernard de Grunne Tribal Fine Arts
(Stand 122) ha speso quattro anni nella costruzione di una collezione di 18 figure sedute di qualità museale provenienti dalla tribù Baulé del centro della Costa d’Avorio, una selezione di pezzi eccezionali che è stata accompagnata a un meticoloso studio finalizzato a comprendere al meglio il significato di questi oggetti. Inoltre, un set di 12 candelabri regali è stato composto lungo il corso di oltre 40 anni dall’espositore Helga Matzke (Stand 165). I candelieri recano i simboli delle città di Berlino e Potsdam, e i marchi degli artisti Christian Lieberkühn il Giovane (1709-1769), F. W. Müller, Humbert & Sohn (attivo circa dal 1799-1850), e George Friedrich Fournier (ca.1773/4-1832).
Una straordinaria collezione di opere grafiche di René Magritte (1898-1967), originariamente messa insieme negli anni Settanta dalla William Weston Gallery (Stand 527), ha fatto ritorno alla galleria e sarà presentata nella sua interezza durante la Fiera. Oggi sarebbe impossibile comporre una collezione di tale calibro, e questo suggella il suo valore eccezionale all’interno della sezione Modern di TEFAF.

La sezione dedicata ai dipinti TEFAF Paintings offre una delle più esaustive rassegne d’arte dal Rinascimento al XIX secolo. Au Bord de l’Eau [Al Bordo dell’Acqua], 1885, olio su tela, di Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), uno dei padri dell’Impressionismo, è un’opera eccezionale dell’artista che per la prima volta in un secolo farà la sua apparizione sul mercato aperto per mano di Dickinson (Stand 402). Per l’occasione è stato realizzato un video di accompagnamento che può essere visualizzato https://www.youtube.com/watch?v=xVSd2HRv_Ws

Una delle opere più importanti esposte da Colnaghi (Stand 306) (che di recente si è unito a Coll & Cortés) sarà A still life of flowers in a vase with lizards, a rhinoceros-horn beetle and other insects in a niche with a trompe l’oeil gilt frame [Natura morta di fiori in vaso con lucertole, scarafaggio con corno da rinoceronte e altri insetti in una nicchia con cornice in trompe l’oeil], 1615, olio su pannello, di Roelandt Savery (1576-1639). Questo splendido e incredibilmente ben conservato dipinto di Savery è uno dei pochi esempi di natura morta floreale dell’artista giunti fino ai giorni nostri, ed è stato realizzato tra il 1603, anno del suo primo pezzo firmato e datato, e il 1630 circa.

Mehringer & BENAPPI
(Stand 135) presenterà un olio su pannello di incredibile rarità di Daniele da Volterra (1509-1566), Madonna con Bambino, San Giovannino e Santa Barbara, ca. 1548. Questa opera è di particolare rilevanza poiché Daniele da Volterra era solito realizzare affreschi.

A ulteriore dimostrazione del rigore accademico degli espositori nel mettere in mostra opere di grande rarità, Lowell Libson Ltd (Stand 370) presenterà insieme, per la prima volta dal 1961, due dipinti di olio su tela di Louis Laguerre (1663-1721); A Feast of the Gods with Venus and Bacchus [Banchetto di Dei con Venere e Bacco], e Cupid and Psyche before Jupiter [Cupido e Psiche al cospetto di Giove], entrambi datati ca.1720. Inoltre, tre opere di Jan Boeckhurst (c.1604-1668) intitolate, A study of a white horse in a landscape (three times) [Studio di cavallo bianco nel paesaggio (tre volte)], tutti olio su tela, saranno presentati insieme per la prima volta da Haboldt · Pictura Fine Arts (Stand 343).
Per l’edizione 2016, TEFAF ha apportato delle migliorie all’organizzazione spaziale della Fiera. Due nuove corsie conducono all’entrata principale e consentono l’accesso a TEFAF Antiques da entrambe le parti, inoltre l’entrata di TEFAF Paper è stata radicalmente riconfigurata. Infine, circa due terzi degli espositori hanno apportato significative modifiche ai loro stand, scegliendo prevalentemente uno stile fresco, moderno e pulito che enfatizzi le opere esposte. In particolare, Hemmerle (Stand 141) ha totalmente ridisegnato il suo stand grazie alla collaborazione con Tom Postma, architetto della Fiera, per creare una struttura a reticolo di forte impatto che riveste lo stand.
Stare al passo con un pubblico esigente e in continua evoluzione è uno degli scopi di TEFAF e dei suoi espositori. Stair Sainty Gallery(Stand 348) punta a catturare l’attenzione di nuovi collezionisti attraverso il ‘Maastricht Examiner’, un finto quotidiano realizzato dalla galleria che presenta nel dettaglio tutte le opere esposte presso lo stand come se fossero state appena realizzate. Con questo espediente si intende ricordare che tutta l’arte, in un dato momento storico, è stata contemporanea.

TEFAF Curated, la sezione che integra TEFAF Modern, si prefigge di espandere ulteriormente l’offerta ad ampio respiro di TEFAF Maastricht, creando connessioni di carattere storico tra gli artisti che vi partecipano e le opere d’arte di altri periodi esposte all’interno della Fiera. Quest’anno il curatore e scrittore di Amsterdam Mark Kremer ha firmato Show Your Wound [Mostra la Tua Ferita], il percorso del 2016 di TEFAF Curated che omaggia Zeige Deine Wunde, la mostra di sculture che Joseph Beuys (1921-1986) allestì in un sottopassaggio metropolitano di Monaco nel 1976. Il percorso espositivo includerà le opere di sette artisti rappresentati da sette diverse gallerie; ogni pezzo sarà in vendita.

Ritenuto uno degli artisti più influenti del XX secolo, Joseph Beuys è il soggetto di un’opera di Andy Warhol (1928 – 1987) presentata daKeitelman Gallery (Stand 504): Joseph Beuys, polimeri sintetici e serigrafia su tela, realizzata nel 1980 da Warhol. Proprio nel 1980, Lucio Amelio funse da “trait d’union” tra Beuys e Warhol, organizzando a Napoli una mostra collettiva che riunì le sensibilità artistiche americane ed europee. Questo ritratto è il risultato di tale collaborazione.

Il focus principale della Galerie Thomas (Stand 442) sono le opere di Alexej von Jawlensky (1864-1941), tra cui Frauenkopf, ca.1913, olio su cartone, in vendita a 3,4 milioni di dollari. Thomas Salis Art & Design (Stand 404), presenterà l’opera surrealista La grande allée [Il grande viale], 1964, olio su tela, di Paul Delvaux (1897-1994), in vendita per 3,3 milioni di euro. Inoltre la Galeria Sur (Stand 530) presenterà un lavoro fortemente emotivo e personale di Frida Kahlo (1907-1954), il suo Corsetto di gesso e bende con falce e martello, ca.1950, gesso secco e tecnica mista. Dipinto da Kahlo nel 1950, il corsetto fu usato durante la sua lunga ospedalizzazione presso l’Hospital Inglés di Città del Messico e racchiude le sue due passioni – la politica e il suo irraggiungibile, intramontato desiderio di avere un figlio.

TEFAF Antiques, la sezione più ampia della Fiera, ospita un’eclettica selezione di mercanti d’arte che offrono il meglio delle arti decorative sul mercato. Ganimede e l’aquila, ca. 1714, bronzo, un modello scultoreo estremamente raro realizzato da Massimiliano Soldani-Benzi (1656-1740), sarà presentato da Tomasso Brothers Fine Art (Stand 166). La sola altra versione nota si trova al Fitzwilliam Museum, Cambridge. Soldani-Benzi è ampiamente riconosciuto come il migliore bronzista europeo di fine XVII e inizio XVIII secolo, ed è inoltre considerato il più importante esponente del Tardo Barocco Fiorentino nella scultura.
The Bennett Indian Yacht Trophy [Il Trofeo Bennett Indian Yacht]
(1894) di Tiffany’s, New York, commissionato dall’appariscente playboy James Gordon Bennett Jr., sarà al centro dell’esposizione di Koopman Rare Art (Stand 156). Il trofeo rappresenta uno dei pezzi di argenteria americana più straordinari e sensazionali mai creati. Anche i gioielli antichi costituiscono una popolare sezione di TEFAF. Alessandra Di Castro (Stand 151) presenterà un’importante collana del gioielliere romano Fortunato Pio Castellani (1794-1865), decorata con nove cammei creati dal famoso incisore Luigi Pichler (1773-1854) raffiguranti scene mitologiche.

Gli oggetti funzionali resi magnifici dalle decorazioni e dalla maestria sono il fiore all’occhiello delle arti decorative. Un orologio astronomico a cercle tournants a forma di vaso sarà l’opera di punta di Kunsthandel Peter Mühlbauer (Stand 264). Il contenitore neo-classico in bronzo dorato realizzato dal bronzista Pierre Delacroix racchiude un disco di smalto che mostra la fase di rotazione lunare, e – procedendo verso l’esterno in cerchi concentrici – i giorni della settimana, i mesi dell’anno e il numero dei giorni, fino ad arrivare ai medaglioni dei segni zodiacali, ciascuno dotato di una sua cornice in oro e realizzato in smalto verde da Joseph Coteau (1740-1812), il miglior smaltatore dell’epoca. Il nuovo espositore Jean Michel Renard (Stand 168), specializzato in strumenti musicali antichi, presenterà alcuni degli oggetti più insoliti presenti alla Fiera, tra cui il Liuto a Cinque Corde, XVII secolo, di Bartoloméo Eberspächer (attivo dal 1603 al 1660), realizzato in avorio, ebano e abete.

La bacinella per l’acqua di tipo Jian, in bronzo, offerta per circa 2 milioni di euro da Vanderven Oriental Art (Stand 102), è uno dei principali oggetti di arte decorativa asiatica presenti alla Fiera. Una jian è un tipo di bacinella antica cinese usata nei rituali per contenere acqua o ghiaccio; questo esemplare è stato realizzato alla fine del periodo delle primavere e degli autunni, ca. 500 – 450 a.C.

Ben Janssens Oriental Art Ltd
(Stand 202) presenterà un delicato e meraviglioso bracciolo a forma di pergamena decorato con la tecnica cloisonné, risalente al periodo Kangxi (inizio XVIII secolo) e del prezzo di 110.000 euro. La decorazione cloisonné raffigura una collezione di oggetti tra cui un bruciatore di incenso e un fermacarte, su uno sfondo di ghiaccio frantumato che simboleggia la primavera.

La raffigurazione del torso nella scultura greca e romana fa della purezza estetica il suo valore. Quest’anno la Fiera ne metterà in mostra diversi esempi, tra cui un insolito torso maschile romano di basalto fuori misura, risalente al II secolo d.C. e presentato da Charles Ede Ltd(Stand 426). Cahn International AG (Stand 422) ne proporrà uno di poco inferiore alla grandezza naturale, raffigurante l’Afrodite Pudica e risalente al I-II secolo d.C. Il motivo della Pudica costituisce una rielaborazione ellenistica della famosa Afrodite Cnidia dello scultore ateniese Praxiteles (IV secolo a.C.), rintracciabile in diversi tipi di statue.

TEFAF Design gode di una grande considerazione da parte della comunità dei collezionisti. Demisch Danant (Stand 610) metterà in mostra una scrivania in acciaio inox spazzolato e legno di noce, 1970, di Michel Boyer (1935-2011), progettata per l’ufficio di Elie de Rothschild alla Rothschild Bank di Parigi. La Galerie Ulrich Fiedler (Stand 601) presenterà una mostra speciale dedicata alle opere di Alfred Grenander (1863-1931), tra cui alcuni arredi provenienti dalla Residenza Estiva Villa Tangvallen a Falsterbo, Svezia (1906-7).
In occasione della nuova edizione, la sezione TEFAF Paper ha subito una ristrutturazione di forte impatto della sua entrata che ha trasformato lo spazio stesso della Fiera. Al suo interno verranno presentati alcuni pezzi straordinari, tra cui una collezione di 70 ritratti realizzati dal fotografo August Sander (1876-1964), offerti per 2,8 milioni di euro dalla Galerie Johannes Faber (Stand 726); un’incredibile e rara mappa da parete risalente al 1604, l’inizio del Secolo d’Oro olandese, di Luis Texeira (1564-1613), verrà messa in mostra da Daniel Crouch Rare Books (Stand 702); una collezione di cinque disegni del futurista italiano Giacomo Balla (1871-1958) sarà proposta daFrancesca Antonacci Damiano Lapiccirella Fine Art (Stand 717) mentre una fotografia eccezionale del maestro Thomas Struth (nato nel 1954) intitolata Armstrong Hangar 703, Palmdale, sarà messa in vendita da Galleri K (Stand 718) al prezzo di 180.000 euro.

La mostra di opere in prestito Collecting Collectors è ospitata all’interno della sezione TEFAF Paper e offre una piccola ma accurata selezione di disegni e stampe acquistate nel corso degli ultimi 167 anni dal Museum Boijmans Van Beuningen. Tra le punte di diamante della collezione, le opere di Fra Bartolomeo (1473-1517) che consistono in 400 fogli con 500 disegni racchiusi nel 1729 in due straordinari album dal collezionista fiorentino Niccolò Gabburri. Uno degli album sarà incluso nella selezione di TEFAF Maastricht 2016 come preludio della prossima mostra dedicata a Fra Bartolomeo, prevista a Rotterdam nell’autunno del 2016.

L’iniziativa TEFAF Showcase offre alle gallerie di recente apertura l’opportunità di partecipare a TEFAF Maastricht per un anno per comprendere cosa significhi prendere parte a un evento internazionale d’arte. Inoltre, permette ai visitatori della Fiera di entrare in contatto con le gallerie emergenti più interessanti. Quest’anno i mercanti d’arte prescelti, provenienti da Francia, Paesi Bassi e Regno Unito, presenteranno una selezione di oggetti e opere che interesserà scultura, disegno, arte tribale, design moderno e arte del XX secolo.

TEFAF Maastricht continua al MECC di Maastricht fino al 20 marzo 2016.

TEFAF Maastricht
TEFAF Maastricht, è la Fiera d’arte più importante al mondo, famosa per il suo impegno nell’eccellenza, nelle expertise e per l’eleganza. Questo si riflette non solo nella magnifica scelta di opere che sono proposte in vendita nella Fiera, che si terrà al MEEC di Maastricht dall’11 al 20 marzo 2016, ma anche nel numero dei collezionisti d’arte, privati e istituzionali, che guardano a TEFAF come ad un evento assolutamente da non perdere nel calendario del mercato dell’arte.

L’arte, più di un bene
TEFAF condivide con AXA ART, suo sponsor principale, la visione dell’arte come un qualcosa più importante di un bene. La loro partnership fornisce ai collezionisti d’arte un’expertise ineguagliabile che copre l’intera gamma di prevenzione del rischio, la conservazione, il recupero ed il restauro, per metterli in grado di mantenere le loro collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axa-art.com