La giornata mondiale della felicità: un giorno in più per essere felici

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Il 20 marzo prossimo sarà un giorno speciale, non solo perché la primavera starà per fare il suo ingresso ufficiale, ma perché si festeggerà la Giornata Mondiale della Felicità.

 

Una festività bella già solo per il nome che porta ma soprattutto un’occasione in più per celebrare uno stato d’animo, la felicità, che rappresenta il massimo che si possa chiedere dalla vita.

Proprio però in quanto stato d’animo e non condizione perpetua, la felicità è difficile da raggiungere e molto spesso non dura che pochi, preziosissimi, istanti.

 

LELO, brand svedese leader nel settore dei prodotti per la vita intima, ha stilato una lista di suggerimenti per procurarsi intensi momenti di non trascurabile felicità.

 

  1. Dedicate almeno 30 minuti della vostra giornata alla salute del corpo.

I ritmi di vita frenetici in cui spesso siamo catapultati ci impediscono il più delle volte di dedicare del tempo al nostro corpo. È invece importante ritagliarsi ogni giorno almeno mezz’ora per se stessi: un bagno caldo immersi in oli profumati, uno scrub al viso, una seduta di manicure ma anche un po’ di autoerotismo con il giusto sex toy.

 

  1. Puntate la sveglia 15 minuti prima per sonnecchiare tra le lenzuola.

La mattina decidete di far suonare la sveglia un po’ prima dell’ora prevista per godervi il tepore delle lenzuola e concedervi ancora qualche minuto di relax in vista di un’intensa giornata lavorativa. Se avete qualcuno con cui condividere questo momento e trasformarlo in coccole, la felicità è doppiamente assicurata.

 

  1. Concedetevi un buon bicchiere di vino a cena.

Bere del buon vino, in piccole quantità, fa bene alla salute e allo spirito. Il vino infatti contiene una gradazione alcolica equilibrata che, se assunta nelle giuste dosi, stimola una sensazione di euforia simile alla felicità. Se poi il vino è accompagnato da un piatto afrodisiaco…

 

  1. Ammirate un tramonto.

La magia dei tramonti, specie quelli primaverili ed estivi quando il sole cala a ore più tarde, è una gioia per gli occhi e per l’animo.

Un paesaggio mozzafiato o un fenomeno naturale alimentano un senso di libertà e felicità unici, specie se condivisi con qualcuno che si ama.

  1. Accendete i vostri pensieri erotici.

Ognuno di noi ha pensieri erotici più o meno spinti. Concedersi una pausa di piacere equivale a regalarsi attimi di felicità; per giungere vette del piacere uniche, da soli o con il partner, LELO offre una gamma di giocattoli erotici per tutti i gusti, dagli stimolatori clitoridei a quelli del punto G, dal sex toy profumato a quello che vibra a ritmo di musica… non rinunciateci per niente al mondo!

 

Buona, intensa Giornata Mondiale della Felicità!

20 marzo 2016, Cracovia e Malopolska ritornano a Roma con il Camper Malopolski

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SAVE THE DATE: 20 marzo 2016, Cracovia e Malopolska ritornano a Roma con il Camper Malopolski per raccontare la regione, informare sulle prossime GMG 2016 e sorprenderci con delle tradizioni pasquali uniche! L’appuntamento è a Piazza del Risorgimento.

 

Cracovia e la Regione Malopolska ritornano a Roma! Per tutto il giorno di domenica 20 marzo, in occasione della Domenica delle Palme, a due passi dal Vaticano (ovvero in mezzo della Piazza del Risorgimento a Roma) sarà presente il Camper Malopolska che ha già visitato l’Italia e Roma in numerose occasioni. Come sempre, lo staff del Camper vi attenderà con la sua solita cordialità, il sorriso e tante informazioni sulla città e la regione che ospiterà le Giornate Mondiali della Gioventù che si svolgeranno a Cracovia tra il 26 e il 31 luglio 2016. Oltre a poter ricevere in regalo dal personale del Camper Malopolska le tradizionali collane di legno rosse, ricevere brochure informative e informazioni pratiche sui numerosi itinerari e luoghi da visitare in questa splendida regione, il camper è un punto informativo mobile sul grande evento che coinvolgerà questo estate la città tanto amata da Giovanni Paolo II; infatti, accanto al segno grafico della collana rossa che contraddistingue il Camper Malopolska vedrete anche la grafica e il logo delle GMG 2016.

Ma non è la fine delle sorprese: il Camper ci porterà anche un assaggio dell’atmosfera unica che regna in Polonia nel periodo di Pasqua. Direttamente da Lipnica Murowana, località famosa per la lavorazione delle palme usate per la Domenica delle Palme, ci arriveranno dei bellissimi esemplari che, a differenza dalle palme usate in Italia, vengono preparate con l’uso di rametti di salice, frutta secca, fiori, nastri e piume colorate e raggiungono anche dimensioni impressionanti. Un approfondimento: CLICK
Non mancheranno certamente anche altre curiosità e tradizioni legate alla Pasqua.
Per maggiori info su Cracovia, Malopolska e GMG 2016 visitate il nostro sito: CLICK

 

Potete seguire il Camper Malopolska su:

www.campermalopolski.blogspot.com

www.facebook.com/CamperMalopolski

inoltre consigliamo:

www.mot.krakow.pl

Padova riscopre l’antico Egitto a Palazzo Zuckermann

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Padova alla scoperta dell’antico Egitto
A Palazzo Zuckermann
ricostruita la celebre tomba di Pashedu
artigiano alla corte dei faraoni

Dal 19 marzo al 19 giugno 2016 i Musei Civici di Padova ospiteranno a Palazzo Zuckermann la ricostruzione a grandezza naturale della celebre tomba egizia di Pashedu, artigiano e artista dell’era di Ramses II (XIX dinastia, XIII secolo a.C.).

“Questa ricostruzione – afferma l’assessore alla Cultura del Comune di Padova Matteo Cavatton – si configura per la città come una nuova opportunità per approfondire la conoscenza della civiltà egizia. Non va infatti dimenticato che il rapporto tra Padova e l’Egitto, ha origini lontane: Padova è patria del grande Belzoni (1778-1823), l’esploratore cui sono indissolubilmente legate la scoperta dell’Egitto faraonico e la nascita dell’egittologia. La ricostruzione della tomba di Pashedu restituisce uno spaccato sulla cultura dell’antico Egitto, che si integra con quanto esposto nelle sale dei Musei Civici di Piazza Eremitani: il Museo Archeologico ospita infatti una collezione significativa, costituita da circa 180 reperti, tra cui spiccano proprio quelli legati alla figura dell’illustre padovano Giovanni Battista Belzoni”.

La ricostruzione della tomba di Pashedu, presentata da Cultour Active, è un vero e proprio capolavoro, progettato e realizzato dalle mani sapienti di Gianni Moro, artigiano di Motta di Livenza che ha lavorato accanto a egittologi del Cairo e del Museo Egizio di Torino.
Essa riproduce fedelmente, con una struttura di 5 metri per 2,50 metri, la camera sepolcrale, il relativo corridoio di accesso e i minuziosi dipinti nelle pareti, rinvenuti nella necropoli di Deir el-Medina. Deir El Medina, infatti, era il villaggio che ospitava le famiglie di artigiani e artisti addetti alla costruzione e alla decorazione delle tombe faraoniche della Valle dei Re.
Pashed o Pashedu, il cui nome significa il Salvatore, visse nel XIII secolo a.C. e fu caposquadra di uno dei gruppi di lavoratori che realizzarono le grandi sepolture reali.
Dal corredo funerario rinvenuto nella sua sepoltura si conservano un papiro-libro dei morti oggi al British Museum di Londra, una stele al Museo del Cairo e un rilievo al Museo Egizio di Firenze.

A Padova, nella collezione del Museo Archeologico, si conserva invece un ushabti (statuina che riproduceva il defunto e che doveva lavorare per lui nell’aldilà nei campi di Osiride) che proviene da Deir El Medina, il villaggio in cui visse e fu sepolto Pashedu, e che trova corrispondenza in un analogo ushabti ora conservato al Museo Egizio di Torino. Anche la collezione egizia del Museo patavino offre quindi sorprendenti spunti di approfondimento.

L’esposizione della tomba di Pashedu sarà corredata da una serie di pannelli fondamentali per contestualizzare la sepoltura e ad approfondire i legami tra Padova e l’antico Egitto. Testi e ricerca iconografica sono dell’egittologa Claudia Gambino (Università degli Studi di Padova), del Team Egitto Veneto. Grazie al Progetto EgittoVeneto in questi ultimi anni è stato riportato nella giusta luce un ricchissimo patrimonio di reperti egizi ed egittizzanti conservati nei musei del territorio regionale, incluso quello patavino.

Il 19 marzo, primo giorno di apertura al pubblico della mostra, Cultour Active offrirà dalle ore 11:00 alle ore 13:00, visite, guidate dall’egittologa torinese Donatella Avanzo (gruppi max 15 persone, fino posti limitati, durata della visita 30′).
Per tutta la durata della mostra, il pubblico sarà inoltre coinvolto con attività educative, laboratori e degustazioni speciali – il format di Cultour Active “Tast the Past ®” l’archeodegustazione di prodotti moderni per conoscere il passato – sia durante sia nei fine settimana.

Info orario 10:00-19:00 aperta da martedì a domenica chiuso tutti i lunedì non festivi, 1 maggio orario 10-19
Tariffe unico euro 5,00 scuole euro 3,00 i biglietti, acquistabili alla cassa dei Musei Civici agli Eremitani, consento l’ingresso ai Musei Civici agli Eremitani e a Palazzo Zuckermann prenotazioni 392 9048069 padovacultura.it
www.cultouractive.com

La Fondazione Magnani Rocca presenta: Severini, l’emozione e la regola.

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Mostra monografica dedicata al pittore Gino Severini (Cortona 1883 – Parigi 1966) nel cinquantenario della morte.
Dal Divisionismo al Futurismo, dal Cubismo al Classicismo. Le stagioni creative di Severini alla Villa dei Capolavori in 100 opere, 25 inedite in Italia.

La mostra presso la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dal 19 marzo al 3 luglio 2016, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi, intende celebrare l’intera attività di Gino Severini – allievo di Giacomo Balla, al quale la Fondazione ha recentemente dedicato una mostra di grande successo – non concentrandosi esclusivamente sul suo periodo di adesione al Futurismo e al Cubismo, cui sarebbero seguite, secondo alcune interpretazioni della critica, fasi interessanti ma non capitali per il linguaggio artistico del secolo XX; è infatti maturata la consapevolezza che il percorso artistico del pittore cortonese rappresenta fino alla fine, proprio nella sua articolazione e nella sua inquieta ricerca di “perfezione nella contemporaneità”, una perfetta parabola di protagonista del Novecento, attratto prima dalle rotture linguistiche dell’avanguardia e successivamente concentrato sulla ricerca di un equilibrio armonico, di ispirazione classica ma non vuotamente classicista, che caratterizzerà ogni successiva stagione, da quella, più rigorosa della misura aurea negli anni Venti e Trenta a quella pittoricamente più libera ed estroversa degli anni Quaranta, alle riprese neocubiste e neofuturiste dei Cinquanta e Sessanta.

L’esposizione prende spunto dalla presenza di due importanti opere di Severini nella collezione permanente della Fondazione Magnani Rocca: la Danseuse articulée del 1915, capolavoro futurista, e la matissiana Natura morta con strumenti musicali, della prima metà degli anni quaranta, volute dal fondatore Luigi Magnani per il proprio tempio dell’Arte. Accanto a queste, vengono esposte circa cento opere, fra dipinti e lavori su carta di dimensioni importanti, fra cui alcuni studi preparatori che integrano significativamente la sequenza delle opere su tela o tavola. Sono ben venticinque le opere inedite, frutto di recenti scoperte, o mai esposte in Italia.

La pittura di Severini, pur nelle sue diverse stagioni espressive, contraddistinte nella maturità da varie riprese di tematiche affrontate nella giovinezza, è caratterizzata da una sostanziale fedeltà ad alcuni soggetti, che emergono nei suoi esordi e che – variamente declinati nelle epoche dello sperimentalismo linguistico dell’avanguardia o nelle riprese del naturalismo – definiscono la personalità della sua creazione artistica. Un’esposizione tematica, dunque, articolata non in successione cronologica ma nella rivisitazione del tema centrale delle varie Sale che, affrontato in chiave prima divisionista, poi futurista e cubista, non cessa di essere un agente operativo anche nei decenni della maturità. Alcuni temi – che sono, significativamente, quelli caratteristici del Novecento pittorico italiano, sia sperimentalista che “classico” – sono stati così individuati:

Il Ritratto / La Maschera
Il ritratto emerge subito agli inizi del secolo nella fase divisionista e resta un soggetto importante anche nel periodo futurista (ritratti della moglie, delle cantanti del Varietà, della famiglia) e, limitatamente, in quello cubista. Il suo “trionfo” avviene però nella splendida produzione dei secondi anni Trenta, con la rimeditazione della grande produzione del ritratto romano. In quest’ambito si iscrive anche la prolungata attenzione al tema delle Maschere italiane che dal 1915-16 arriva fino agli ultimi giorni, tema al centro di tutta la produzione per Léonce Rosenberg e della decorazione ad affresco del Salottino di Montegufoni (1921-22), che anticipa di dieci anni la riscoperta della “pittura murale”.

La Danza
È il tema che più lo contraddistingue nella koiné futurista, e per il quale elabora decine di composizioni che dal primo carattere più descrittivo-cinetico (le ballerine dei café-chantant) approdano a una formulazione quasi astratta di natura cosmica, nelle serie splendida delle Espansioni della luce. Alla figura danzante, tuttavia impegnata nel balletto classico, ritornerà poi alla fine dei Quaranta, in opere neocubiste e neopuntiniste con le quali è sempre presente nelle Biennali veneziane del dopoguerra.

Il Paesaggio e la Natura morta

Entrambi i temi sono presenti sia nella fase divisionista che in quelle futurista e cubista ma è soprattutto la natura morta che domina decenni di pittura fino agli anni Cinquanta e Sessanta, come un soggetto d’elezione attraverso il quale analizzare il suo stesso sguardo rispetto alla restituzione delle forme del mondo.

La grande decorazione murale, di soggetto laico e religioso
Viene presentato un approfondimento dedicato alla grande decorazione murale che, in diversi periodi della vita e in risposta a diverse esigenze di carattere privato o di pubblica committenza, occupò l’attività del pittore in modo esclusivo. Della decorazione del Castello toscano di Montegufoni, che tuttora ospita l’incantevole Salottino delle Maschere musicanti (1921-1922), vengono proposti alcuni studi, come per la decorazione della Maison Rosenberg a Parigi (1928), oltre a studi e maquettes per le grandi commissioni degli anni Trenta/Quaranta.
Severini è poi fra i pochissimi artisti europei che abbia – in diversi decenni d’intenso lavoro – consapevolmente affrontato e risolto il tema della decorazione religiosa contemporanea, sfuggendo alle secche dell’ottocentismo più trito e innestando nella figurazione sacra le conquiste più meditate della pittura del Novecento.

Il Libro d’artista
Fleurs et masques del 1930 rappresenta il più alto contributo dato da Severini nel campo dell’arte del libro che proprio in quegli anni raggiungeva livelli ineguagliabili. Le tavole, splendidamente concepite e incise, ne fanno il più ammirato fra i libri d’artista del Novecento ed esemplificano il moto e l’arrivo della ricerca di Severini: è una suite musicale e teatrale, nella quale le geometrie delle nature morte sono accostate alle maschere della Commedia dell’arte, ai miti classici, alle rovine e alle maschere antiche, con l’altissimo risultato formale di una sorta di Déco metafisico.

SEVERINI. L’emozione e la regola

Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 19 marzo al 3 luglio 2016. Aperto anche tutti i festivi. Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso, aperto lunedì di Pasqua e lunedì 25 aprile. Ingresso: € 10,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it www.magnanirocca.it Il martedì ore 15.30 e la domenica ore 16, visita alla mostra con guida specializzata; non occorre prenotare, basta presentarsi alla biglietteria; costo € 13,00 (ingresso e guida). Ristorante e Caffetteria nella corte del museo.
Mostra e Catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi
saggi in catalogo di Mauro Carrera, Alice Ensabella, Daniela Fonti, Giovanni Lista, Stefano Roffi.

Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco 2 al cinema il 24 Marzo!

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Buzzoole
Devo dire una cosa: ogni volta che penso al primo capitolo di questo film mi viene in mente l’anziano padre greco che vedeva nel vetril la panacea di tutti i mali e sorrido :)

Che dire: noi italiani – specie del centro sud- siamo molto simili ai greci… e quindi ci rivediamo tantissimo nella commedia! Sia come preparazione matrimoniale (wedding planner chi? quando poi intervengono mamme, nonne, zie, cugine a interessarsi e a confondere il tutto) sia come vero e proprio amore per il cibo…

La commedia romantica non lesina risate, anche per via del suo lato kitsch. Una caratteristica proprio anche del primo Matrimonio Greco della Vardalos. Il film dal 24 Marzo sarà al cinema!

La trama del film si snoda attraverso diversi temi: il rapporto genitori/figli nell’età che vede i secondi diventare adulti e i primi volerli ancora e sempre bambini, la vita di coppia da ravvivare dopo anni di attenzioni date alla figlia e l’impossibilità di farlo a causa di quei parenti greci che, a dispetto di tutto e tutti, non cambiano mai restando sempre invadenti, l’amore smisurato per il cibo e la relazione con gente di cultura diversa, in un mix di situazioni tragicomiche che esasperano situazioni di vita quotidiana nelle quali possono riconoscersi tutte le generazioni, di qualsiasi cultura.

Ecco comunque gli account social ufficiali del film da seguire per tutti gli aggiornamenti:
http://bzle.eu/matrimoniogreco2-590-au/GS6IH2VE3UARZ9NOPVD0http://www.instagram.com/universalpicturesita
http://www.google.com/+universalpicturesinternationalitalyhttp://www.twitter.com/universalpicsit

Pienza celebra i 20 anni di Riconoscimento Unesco

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Pienza celebra i 20 anni di Riconoscimento Unesco
Il 19 marzo, presentazione del programma di iniziative
e un convegno per sensibilizzare a “Salvare la bellezza”
nel momento in cui troppi siti Unesco vivono un momento tragico

Giusto vent’anni fa, nel 1996, il centro storico della città di Pienza è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Il prestigioso riconoscimento indicava la città toscana come “luogo di elevato valore universale”, valorizzando così il fatto che Pienza rappresenta la prima applicazione della concezione umanistico rinascimentale dell’urbanistica. E che qui ha trovato forma il progetto della “città ideale” che ha giocato un ruolo significativo nei successivi sviluppi urbani in Italia e non solo.
Secondo l’’Unesco, è l’applicazione di quel principio di “città ideale” che ha fatto di Pienza, ed in particolare del gruppo di costruzioni intorno alla piazza centrale, un capolavoro del genio creativo umano.
Il tutto in un territorio, la Val D’Orcia, esso stesso – per l’’Unesco – eccezionale testimonianza del modo in cui fu riscritto il paesaggio del Rinascimento per rappresentare gli ideali di buon governo e per creare un quadro esteticamente piacevole.

Pienza, lungo l’intero 2016, propone iniziative tese a ricordare i 20 anni dell’importante riconoscimento Unesco.
A partire da sabato 19 marzo, quando nella “Città Ideale” si darà il via formale alla Celebrazioni, alla presenza di molti dei rappresentati dei 51 siti Unesco italiani. Complessivamente ad essere indicati come “Patrimonio dell’Umanità nei 163 Paesi del mondo, sono 1031 siti: 802 culturali, 197 naturali e 32 misti.
Nel corso della Giornata, cui è stato invitato anche il Ministro Dario Franceschini, verrà presentato l’ampio Programma Pienza 2016.
Con il Ministro dei Beni Culturali, Fabrizio Fè, Sindaco di Pienza, ha invitato anche il Ministro degli Esteri, Presidente della Regione Toscana, il Presidente della Commissione UNESCO Italiana, il Presidente della Associazione Beni Italiani UNESCO, nonché i Sindaci dei Comuni siti UNESCO della Toscana.

Nel corso dei lavori, che si terranno in Palazzo Pretorio, l’architetto Pio Baldi, Soprintendente Beni Culturali provincia di Siena nel 1996, ripercorrerà i momenti salienti che hanno caratterizzato il percorso del Centro Storico di Pienza verso il riconoscimento UNESCO.
La prolusione della Giornata è stata affidata al professor Claudio Strinati che si soffermerà sul tema della Città Ideale.
Sul tema della tutela dei Siti UNESCO interverranno Claudio Margottini (ISPRA – Servizio geologico Italia ed esperto UNESCO), Giorgio Croci e Pietro Laureano, esperti nella conservazione del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Questi esperti porteranno le loro esperienze in Paesi che hanno vissuto la distruzione dei propri tesori e delle proprie radici culturali e che oggi faticosamente cercano di ricucire ferite e lacerazioni comunque non rimarginabili.
Nell’occasione verranno presentati le opere realizzate per le Celebrazioni del Ventennale da Piero Sbarluzzi e Agnese Mammana artisti pientini.

Info: L’’Informaturista tel. 0578/748359, info@ufficioturisticodipienza.it Uff. Turistico Comunale tel. 0578/749905info.turismo@comune.pienza.si.it

TEFAF: Compratori privati e internazionali acquistano pietre miliari della storia dell’arte

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Oltre diecimila collezionisti privati e curatori internazionali, insieme ai rappresentanti dei musei e delle pubbliche istituzioni di tutto il mondo, hanno preso parte alla Preview dell’edizione 2016 di TEFAF Maastricht, tenutasi giovedì 10 marzo. Nel giorno dell’apertura, venerdì 11 marzo, l’affluenza è stata di oltre settemila visitatori. La selezione delle più straordinarie opere d’arte, antiquariato e design provenienti da tutto il mondo ha comportato solide vendite in tutte le aree di interesse, per mano di acquirenti sia privati che istituzionali. TEFAF Maastricht continua al polo fieristico MECC di Maastricht fino a domenica 20 marzo 2016.

La sezione TEFAF Paintings ha registrato vendite significative grazie alla presenza di importanti dipinti che hanno fatto la loro prima apparizione sul mercato internazionale dell’arte. Durante la Preview, Colnaghi (Stand 306) ha venduto ben sette dipinti; nel giorno dell’apertura, la Weiss Gallery (Stand 350) ha annunciato la vendita di diverse opere tra cui Giove sotto forma di Satiro – dettaglio di Giove presso Antiope, ca.1620, olio su tela, di Sir Anthony van Dyck (1599-1641), acquistato da un collezionista privato che ha generosamente pattuito un prestito a lungo termine con il museo Rubenshuis di Anversa.

L’entrata principale della Fiera ha subito una riprogettazione di forte impatto, e anche l’accesso alla sezione TEFAF Works on Paper è stato riconfigurato; entrambe le modifiche hanno riscosso l’entusiasmo dei visitatori. La sezione TEFAF Works on Paper ha registrato forti vendite: all’avvio della Fiera, Daniel Crouch Rare Books (Stand 702) ha venduto diverse opere tra cui la “Mappa Blu” del mondo di Quianren Huang, Cina, 1811, acquistata per un importo a sei cifre da un collezionista privato britannico. Diverse opere della sezione TEFAF Works on Paper hanno attirato l’interesse di molte istituzioni pubbliche; il Metropolitan Museum di New York ha acquistato La testa di Aristotele, 1925, xilografia di Samuel Jessurun de Mesquita (1868-1944), da E.H. Ariëns Kappers (Stand 710), mentre James Butterwick (Stand 709) ha venduto due opere di Alexander Bogomazov al Kröller-Müller Museum dei Paesi Bassi, precisamente Ricordi del Caucaso, 1916, carboncino su carta, e Panorama, Caucaso, 1916, gessetto rosso su carta.

Da sempre le opere di arte decorativa della sezione TEFAF Antiques godono di grande popolarità tra i collezionisti, e l’edizione del 2016 non è stata da meno. All’interno del comparto asiatico, Coppia di maniglie circolari in bronzo con motivo Taotie, risalente al periodo della dinastia Zhou orientale (770-221 a.C.), è stata venduta per circa 300.000 euro da Vanderven Oriental Art (Stand 102) a un collezionista privato svizzero. Jorge Welsh Works of Art (Stand 210) ha venduto a un collezionista privato, a un prezzo di sei cifre, una porcellana della dinastia Qing, Pagoda Blu e Bianca a Otto Piani, uno dei soli dieci esemplari al mondo.

Uno dei pezzi più importanti del comparto di gioielleria antica, una collana d’oro con perle, rubini e nove cammei in sardonice realizzata a Roma, ca.1850, da Fortunato Pio Castellani (1794-1865) e Luigi Pichler (1773-1854), è stato venduto da Alessandra di Castro (Stand 151).Dr Jörn Günther Rare Books (Stand 109) ha venduto a dei compratori provenienti da Germania, Inghilterra e Stati Uniti due manoscritti e tre miniature, tra cui una pagina dell’opera in latino su pergamena di Francesco Petrarca (1304-1374) Liber Africae, ritenuto il solo volume con sia testo che illustrazioni nonché uno degli appena 17 manoscritti noti del poeta.

Anche la sezione TEFAF Classical Antiquities rappresenta uno dei punti di forza di TEFAF Maastricht. All’avvio della Fiera la Merrin Gallery(Stand 430) ha venduto diverse opere a collezionisti britannici ed europei, tra cui un contenitore per vino in argento dorato finemente decorato, risalente all’impero sasanide, VI-VIII secolo d.C., acquistato per 275.000 dollari da un collezionista privato del Regno Unito. Charles Ede(Stand 426) ha concluso la vendita di almeno tre opere, tra cui una statuetta egizia in bronzo raffigurante una dea con la testa di leone, ca.650 a.C., acquistata da un collezionista privato americano. L’opera era in vendita a 110.000 euro.

Due rilievi di Art Nouveau, disegnati ed eseguiti dal fratello di Gustav Klimt, Georg Klimt (1867-1931), Vienna, ca.1900, tra le opere più datate della sezione TEFAF Design, sono stati venduti da bel etage (Stand 606) a un prezzo di 400.000 euro. Dansk Møbelkunst (Stand 600), specializzato nel design del XX secolo, ha venduto Cassetti, 1958, disegnati esclusivamente per il SAS Royal Hotel, Copenhagen, tra i più importanti progetti dell’architetto danese Arne Jacobsen (1902-1971). I pezzi sono stati acquistati da un compratore belga. LaLaffanour–Galerie Downtown/Paris (Stand 605), ha venduto una delle opere di punta del suo stand, parte di un set di mobili per camera da letto dedicato al lavoro dell’architetto messicano Luis Barragán (1902-1988). Si tratta di una lunga libreria che funge anche da elemento di separazione, originariamente progettata per Casa Pedregal, Città del Messico, nel 1951. Barragán è stato uno degli architetti più influenti dell’America Latina, e ha trasformato Città del Messico tra gli anni Trenta e gli anni Settanta. Il mobile è stato acquistato da un collezionista privato del Nord America a un prezzo di sei cifre.

La seconda edizione di TEFAF Curated, quest’anno intitolata Show Your Wound [Mostra la tua ferita], curata dallo scrittore e curatore di Amsterdam Mark Kremer, ha attratto alla Fiera diversi collezionisti d’arte contemporanea, stimolando le vendite del comparto che hanno interessato, tra le altre, due opere dell’artista Klaas Kloosterboer (nato nel 1959), 15178, 2015, Smalto su lino / sabbiato, e 15173, (Fantoccio), 2015, video, presentati da Ellen de Bruijne Projects. Show Your Wound è un’integrazione della sezione TEFAF Modern che ha registrato a sua volta vendite interessanti. La Mayor Gallery (Stand 453) ha venduto almeno sei opere all’avvio della Fiera, tra cui Superficie tre ovale rosso, 2016, acrilico, di Turi Simeti (nato nel1929).

I partecipanti di TEFAF Showcase, la sezione della Fiera che dà alle gallerie di recente apertura la possibilità di prendere parte a TEFAF Maastricht per un anno, hanno riscosso un interesse entusiasmante. Oscar Graf (Stand S5) ha venduto a un collezionista privato il pezzo più importante del suo stand, una coppia di sedie da pranzo realizzate per la Evans House, 1908, legno di quercia tinto e pelle, progettate da Frank Lloyd Wright (1867-1959). La Galerie Laurent Dodier (Stand S3), ha venduto a un nuovo cliente conosciuto alla Fiera una maschera scolpita proveniente dalla Repubblica del Congo, popolo Songye, e realizzata all’inizio del XX secolo da Kifwebe Kikashi. Benjamin Proust(Stand S4) ha venduto Senza titolo, ca.1960, ebano, e Obelisco, ca.1960, ebano, ciascuno al prezzo di circa 15.000 euro.

Circa 200 delegati hanno preso parte al TEFAF Art Symposium di venerdì 11 marzo, dove la dottoressa Clare McAndrew ha presentato l’Art Market Report di TEFAF 2016. La presentazione è stata seguita dalla quinta tavola rotonda della Fiera, intitolata quest’anno Informing the Art World – Speed, Needs & Globalisation [L’informazione nel Mondo dell’Arte – Velocità, Esigenze e Globalizzazione]. Il dottor Thomas Marks, giornalista della rivista Apollo, ha moderato una dinamica discussione sulla divulgazione delle notizie su stampa tradizionale e online tra Georgina Adam, giornalista d’arte per il Financial Times ed editor-at-large di The Art Newspaper, la dottoressa Clare McAndrew, economista e autrice dell’annuale TEFAF Art Market Report, e Rozalia Jovanovic, direttrice di Artnet. Durante il dibattito si è parlato di come rendere accattivanti le notizie legate al mondo dell’arte, con contenuti studiati ad hoc per il pubblico del web e quello della carta stampata; inoltre è stato evidenziato il prezioso contributo del TEFAF Art Market Report, che offre una visione trasparente del mercato dell’arte.

TEFAF Maastricht
TEFAF Maastricht, è la Fiera d’arte più importante al mondo, famosa per il suo impegno nell’eccellenza, nelle expertise e per l’eleganza. Questo si riflette non solo nella magnifica scelta di opere che sono proposte in vendita nella Fiera, che si terrà al MEEC di Maastricht dall’11 al 20 marzo 2016, ma anche nel numero dei collezionisti d’arte, privati e istituzionali, che guardano a TEFAF come ad un evento assolutamente da non perdere nel calendario del mercato dell’arte.

L’arte, più di un bene
TEFAF condivide con AXA ART, suo sponsor principale, la visione dell’arte come un qualcosa più importante di un bene. La loro partnership fornisce ai collezionisti d’arte un’expertise ineguagliabile che copre l’intera gamma di prevenzione del rischio, la conservazione, il recupero ed il restauro, per metterli in grado di mantenere le loro collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axa-art.com

Riciclo, Design, Spazio Bimbi e DjSet: vigilia di primavera con Vintage Market

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Vintage Market
Vigilia di Primavera con lo speciale spazio bimbi e DJ Set: domenica 20 marzo

“Flower Power” tra Artigianato creativo, Design, Riciclo, Libri e Vinili per inaugurare la bella stagione
 
 20 marzo 2016, dalle 11.00 alle 21.00
Quirinetta Caffè Concerto, Via Marco Minghetti 5 (Roma)
Al Quirinetta di Roma la primavera arriva con un’edizione speciale del Vintage Market, appuntamento tra i più seguiti della capitale, che per l’occasione, il 20 marzo si vestirà di fiori, proponendo come sempre le realtà del migliore artigianato made in Italy,tra riciclo e pezzi da collezione, insieme a sorprese e guest, e a uno spazio bimbiall’insegna della bella stagione.
In occasione della vigilia di primavera, la famiglia del Vintage Market darà così unbenvenuto originale alla stagione dei fiori, facendo incontrare la creatività degli artigiani alla musica, con 9 ore di Dj Set nello splendido ex teatro anni Venti, nel cuore di Roma, a due passi dalla fontana di Trevi.
Tutto per una festa tra musica e creatività, con uno spazio speciale dedicato ai bimbi dalle 12.00 alle 16.00 con trucchi, giochi e…natura, per una giornata “Flower Power” destinata a grandi e piccini.
Due sale espositive con oltre 40 makers da tutta Italia, stilisti emergenti con un’attenta selezione di abbigliamento e accessori vintage, design e riciclo, ma anche dischi e poster musicali, illustrazioni, libri e complementi di arredo: questo è il Vintage Market al Quirinetta, un “mercatino” che diventa un incontro culturale premiato dal pubblico, con migliaia di presenze ogni domenica.
Il Vintage Market & CO., infatti, è nato come grande famiglia “on the road” nel 2008 per offrire a Roma un nuovo format di mercato, pensato per essere un vero e proprio evento, dove lo spettatore diventa il protagonista.
Il Vintage Market dal 25 ottobre 2015 è ospite del Quirinetta.
Per info: 06.69.92.56.16 – info@quirinetta.com – www.quirinetta.com

A Mantova, dal 23 marzo, un secolo intero di “Monuments Men”

E’ una mostra idealmente dedicata al Direttore del sito archeologico di Palmira Khaled Asaad, quella che si potrà ammirare al Museo Nazionale Archeologico di Mantova dal 23 marzo al 5 giugno, con il titolo “Salvare la Memoria”.
Ma anche al non meno prezioso, e spesso anonimo, esercito di “Monuments Men” che ovunque nel mondo si vota al recupero di un patrimonio di arte che è storia di tutti. Un patrimonio violentato da guerre, come quella in Siria appunto, ma anche da terremoti, alluvioni e da tutti quegli eventi che, ferocemente e improvvisamente, si sovrappongono al fisiologico effetto del tempo su ciò che è testimonianza del nostro passato.
Una grande storia raccontata, nei tre piani dell’Archeologico di Mantova, da immagini originali, documenti, filmati, reperti (simbolicamente preziosi quelli provenienti da Palmira), testimonianze dirette. Un laboratorio, aperto al pubblico, mostrerà dei restauratori all’opera su testimonianze di una villa distrutta dal terremoto del 2012 nel mantovano. Protagonisti di vicende di salvaguardia e difesa del patrimonio artistico mondiale incontreranno il pubblico nel corso di incontri calendarizzati nel periodo della mostra.
Il progetto “Salvare la Memoria” è un’iniziativa del Polo Museale della Lombardia, a cui si affiancano il Comune di Mantova, l’ISCR, l’ICCROM, l’Università degli Studi di Milano, l’Università IULM, Monuments Men Foundation, Palazzo Ducale- Mantova, Diocesi di Mantova, Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Ad affiancare Elena Maria Menotti e Sandrina Bandera, che ne sono curatrici, è un ampio e qualificatissimo Comitato Scientifico.

A contrapporsi alla violenza della distruzione c’è la forza della restituzione. Come racconta questa affascinante mostra e come ricorda, non a caso, il suo sottotitolo. Non caso ad accoglierla è Mantova, città devastata dal terremoto del 2012. Quell’evento causò, tra l’altro, il crollo del cupolino della Basilica di Santa Barbara e produsse seri danni ad uno dei luoghi simbolo della città, la Camera degli Sposi in Palazzo Ducale, rendendolo a lungo non visitabile.
E con quello di Mantova, altri terremoti, dal Friuli ad Assisi, a Bam, L’Aquila, sino al Nepal. Come dimenticare poi l’alluvione del 1966 a Firenze e l’esercito degli “Angeli del fango”? O, su altro fronte, l’attentato all’Accademia dei Georgofili?

Le distruzioni scientemente provocate dagli uomini non si sono rivelate meno catastrofiche di quelle naturali. Distruzioni ereditate da guerre del passato recuperate molto tempo dopo, come è accaduto per Vilnius dove le distruzioni perpetrate dalle truppe di Pietro il Grande, sono state sanate solo dopo il 1989.
Rievocando la Prima Guerra Mondiale, l’attenzione è proposta su Mantova, Milano, il Veneto. Ancora Mantova, nella Seconda Guerra Mondiale, insieme a Milano – con focus sulla sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, e su Cenacolo, Brera e Poldi Pezzoli -, Montecassino, le figure e l’azione di Pasquale Rotondi e di Modigliani e Pacchioni per la messa in sicurezza delle grandi opere d’arte italiane. Ma anche le vicende dell’obelisco di Axum, con le immagini della traslazione a Roma dall’Etiopia e della sua restituzione.
A questa sezione della grande mostra ha collaborato, tra gli altri, la Monuments Men Foundation di Dallas.
Tra i troppi conflitti recenti, la mostra propone quelli in Kosovo e in Afghanistan, evidenziando gli interventi di restauro dell’ISCR e la ricostruzione del ponte di Mostar.
Le cronache quotidiane documentano le distruzioni in Iraq e Siria. Le immagini delle distruzioni di Palmira hanno colpito l’opinione pubblica mondiale. Da ricordare che in quell’area archeologica era attivo il progetto “Pal.M.A.I.S.” dell’Università degli Studi di Milano, così come ed Ebla l’Italia era presente con una propria missione archeologica. Per scelta delle curatrici, in questa sezione le immagini saranno esclusivamente “positive”: proporranno le attività di ricerca archeologica svolta. Nessuna immagine di distruzione, ma un puro segnale grafico a simboleggiare la temporanea, forzata interruzione di un percorso di ricerca, recupero e valorizzazione.
La grandezza di Palmira sarà testimoniata da reperti originali concessi dai Musei Vaticani. La mostra, inoltre, suggerirà di approfondire la grande storia della Mezzaluna Fertile visitando la Collezione Mesopotamica custodita in Palazzo Te.
L’attenzione del visitatore viene attratta anche su altri fenomeni presenti durante i conflitti, quali gli scavi clandestini, evidenziando i casi di Apamea e Lagash, con l’utilizzo di foto satellitari.

Mentre scorrono le immagini della “Giornata Unesco di lutto per la distruzione dei beni culturali”, la mostra porta l’attenzione sul farsi strada di una nuova consapevolezza. Citando come esempio la salvaguardia dei monumenti anche nel caso di grandi opere di ingegneria: emblematico è stato l’innalzamento dei templi di Abu Simbel per consentire l’invaso della diga di Assuan.
Questa è una mostra che vuole ostinarsi a guardare avanti, a valorizzare il bello dell’uomo: ed ecco l’attenzione sui “blue shields”, il Comitato Internazionale dello Scudo Blu (ICBS) fondato nel 1996, “per lavorare per proteggere il patrimonio culturale mondiale minacciato da guerre e disastri naturali”. E sull’attività davvero fondamentale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, soprattutto in Iraq, i nostri “Caschi blu della cultura”.

Una mostra per non smarrire la memoria e condividere con i nostri cari, con le famiglie, con gli amici, con i compagni di classe significative e potenti immagini da non dimenticare e un patrimonio di cui essere fieri.

Be Nordic 2016: dal 18 al 20 marzo all’UniCredit Pavilion di Milano

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Be Nordic 2016

Dal 18 al 20 marzo all’UniCredit Pavilion di Milano la terza edizione della kermesse nordica

Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia si uniscono nuovamente per la terza edizione di Be Nordic, un appuntamento ormai consolidato alla scoperta del lifestyle nordico. Teatro dell’edizione 2016, dal 18 al 20 marzo, l’UniCredit Pavilion di piazza Gae Aulenti a Milano. In programma tre giorni di eventi, workshop ed esperienze nordiche nel segno della sostenibilità. Una vera e propria esplorazione del meraviglioso Nord che offrirà a visitatori e appassionati un coinvolgimento a 360 gradi grazie anche a spunti e consigli di viaggio proposti dai numerosi professionisti del turismo che prenderanno parte all’evento.

Tanti i temi raccontati a Be Nordic 2016, dalla moda, all’architettura, dalla gastronomia al design, sempre con uno sguardo rivolto alla sostenibilità, per far conoscere e sperimentare direttamente approcci innovativi e soluzioni rispettose dell’ambiente che vengono dal Nord. Particolare attenzione sarà inoltre rivolta al pubblico dei bambini, con un ricco calendario di eventi dedicati e laboratori tematici che vedranno il coinvolgimento dei più piccoli e dei loro genitori.

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