Hotel 26 Utrecht Dormire negli antichi magazzini affacciati sui canali

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L’Hotel 26 è uno degli alberghi più particolari nel cuore di Utrecht, in quanto dispone di camere collocate all’interno di autentiche cantine, affacciate direttamente sui canali della città. Lo stile appare tradizionale dall’esterno, ma è moderno e attuale all’interno. Gli appartamenti e le suite si trovano in una location veramente unica: in passato questi spazi erano adiacenti i cantieri navali e venivano utilizzati come depositi dove stoccare le merci che appunto da quei cantieri – su navi destinate a raggiungere i quattro angoli del mondo – sarebbero state spedite.

Le varie proprietà dell’albergo si affacciano sia sul vecchio che sul nuovo canale di Utrecht. Le cantine hanno conservato il loro antico aspetto, coerente con l’eredità culturale della città. Hotel 26 dispone sia di appartamenti che di suite: un appartamento si trova sul vecchio canale, mentre altri due sul nuovo. L’esperienza unica che Hotel 26 riserva ai suoi ospiti è quella di sentirsi come un vero locale e non come un semplice turista. Tutte le camere dispongono di una piccola terrazza privata affacciata sul canale, in un angolo della città appartato e romantico.

A cinque minuti a piedi da Hotel 26 si trovano la Torre del Duomo e le strade dello shopping; la stazione centrale si raggiunge in soli 15 minuti. Questi sono solo un paio dei tanti luoghi da visitare nel centro di Utrecht.

Tour dei cortili nascosti di Leida: una passeggiata nei cortili interni più belli della città

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Nella città natale di Rembrandt si trovano ben 35 cortili interni, piccoli angoli di paradiso lontani dalla confusione della città, che portano i visitatori indietro nel tempo. La città ha creato un itinerario dotato di piantina per andare alla scoperta di questi angoli nascosti. Il percorso passa attraverso il centro di Leiden, che in poco più di mezz’ora si attraversa da nord a sud e da est a ovest. Il visitatore potrà decidere in tutta libertà quali dei 35 cortili visitare.  

Queste corti interne sono l’esempio del funzionamento dell’assistenza sociale in epoca medievale: erano infatti case costruite da benefattori e destinate a ospitare i poveri e bisognosi. Per i residenti era una grande opportunità, perché potevano trovare un alloggio senza pagare nulla, ricevendo beni di prima necessità come pane, carne, birra, indumenti e scarpe. In cambio non dovevano fare altro che comportarsi in modo adeguato e mostrare la propria gratitudine. Grazie a questa sorta di “patto sociale”, la vita in questi cortili era particolarmente tranquilla e ordinata. Molte di queste corti hanno un’unica via di accesso che serviva sia da ingresso che da uscita, e che conduceva alle vie tramite un passaggio dedicato. Un portiere era incaricato di aprire e chiudere il cancello d’ingresso a determinate ore del giorno, così che nessuno potesse transitare al di fuori degli orari consentiti.

I cortili venivano costruiti su piccoli terreni vuoti rimasti tra i blocchi degli edifici cittadini. Le case erano perciò molto vicine tra loro e non sempre costruite in maniera simmetrica attorno al giardino interno. Le costruzioni più precise geometricamente furono poi edificate a partire dal XVII secolo. I cortili più antichi sono molto diversi tra loro, alcuni con case singole o doppie, disposte a U attorno al giardino. Come conseguenza della loro costruzione tra i blocchi residenziali, le case erano del tutto cieche sul retro e avevano finestre solo sul giardino interno. In giardino inoltre si trovava sempre una pompa dell’acqua, per rifornire tutti gli abitanti, e i servizi esterni, ovviamente in comune. Le case erano piccole e sobrie, ed è stato solo dopo i successivi rinnovamenti che vennero arricchite di impianti sanitari; in alcuni casi vennero ingrandite, aggiungendo un piano in più o unendo due case insieme.

Le case più vecchie risalgono al periodo prima della Riforma Luterana. Nel 1572 infatti la città di Leida decise di schierarsi dalla parte dei ribelli anti spagnoli e diventò così ufficialmente riformata. Solitamente il numero di abitazioni poste attorno a un cortile era pari a dodici, come riferimento al numero degli apostoli. Nel caso venissero aggiunti ulteriori spazi abitativi si prendevano come riferimento anche le figure di Gesù e della Madonna. Inoltre, i fondatori profondamente credenti speravano che le preghiere dei residenti potessero loro garantire un posto in Paradiso e nominarono quindi le corti con nomi di santi o di luoghi biblici. Due dei cortili cittadini erano provvisti anche di una cappella privata: oggi ne è rimasta solo una.

Con il passare del tempo i cortili vennero poi nominati come i loro fondatori, e più ricco era il benefattore più splendido il passaggio d’ingresso, che in alcuni casi poteva ospitare una sala di rappresentanza, spesso splendidamente decorata, come quella del cortile Meermansburg.

www.visitleiden.nl

 

A Kinderdijk per imparare l’arte del mugnaio

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Attività aperte a grandi e piccini

I diciannove mulini a vento di Kinderdijk devono sempre essere tenuti in ottime condizioni. Se le stazioni di pompaggio dovessero smettere di funzionare a causa per esempio di un blackout o della mancanza di petrolio, queste vecchie strutture sarebbero l’unica soluzione per difendersi dall’acqua. Ecco perché questi mulini necessitano di costante manutenzione, dall’interno all’esterno, come parti che devono essere sostituite o danni da riparare. Ed è qui che entra in gioco il costruttore di mulini: con il suo martello, scalpello, seghe ed altri attrezzi troverà il legno migliore per risolvere la situazione. Se si è interessati a scoprire tutte le curiosità di questo mestiere, una visita ai laboratori di Kinderdijk è l’occasione perfetta per imparare qualcosa di più sui mulini divertendosi.

Gli appassionati di tecnologia ameranno questo laboratorio grazie all’entusiasmo dei volontari sempre desiderosi di raccontare gli incredibili meccanismi che costituiscono queste macchine, inventate e costruite centinaia di anni fa. Far funzionare un mulino a vento è sicuramente un lavoro impegnativo e grazie a questa esperienza si potranno imparare e vedere coi propri occhi come i meccanismi si incastrano tra loro, oltre a tutte le attività che rendono questi strumenti unici.

Scuola per mugnai: diventa un mugnaio per un giorno a Kinderdijk!

Oltre al laboratorio adatto ad adulti e bambini, Kinderijk propone un’ulteriore esperienza dedicata esclusivamente ai più piccoli!

Per chi desidera diventare aiutante mugnaio e scoprire come occuparsi di un vero mulino a vento, grazie a questa giornata si impareranno certamente tutti i trucchi del mestiere. Veri mugnai saranno presenti e entusiasti di insegnare tutti i trucchi del mestiere sui mulini e su Kinderdijk.

Una  giornata molto interessante che porterà i piccoli visitatori indietro nel tempo, attiva, educativa e allo stesso tempo divertente. Alla fine dell’esperienza i bambini riceveranno un certificato di “Aiutante mugnaio”, pronti per il loro prossimo step da studenti.

 

https://www.kinderdijk.com

 

Dark Sky Park: osservare le stelle a Terschelling

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Nel bellissimo parco naturale Boschplaat a Terschelling, una delle Isole Frisone Occidentali, si trova una delle località più buie al mondo: il „Dark Sky Park“ è il luogo perfetto dove osservare il cielo stellato e rimanere senza parole di fronte allo spettacolo della Via Lattea. Quello di Terschelling è il primo „Dark Sky Park“ dei Paesi Bassi e uno dei venti sparsi per il mondo.

Le aree „Dark Sky Park“ sono aree in cui il livello di buio durante la notte raggiunge i livelli ottimali per poter osservare il cielo senza fonti di luce che ne disturberebbero la visione. Aree peraltro rarissime da trovare, dati i livelli di inquinamento luminoso ormai ovunque generalmente elevati.

Tra le venti aree „Dark Sky Park“ del mondo ci sono cinque nuovi arrivati: tre negli Stati Uniti, una in Galles, il Brecon Beacons National Park, e quest’ultima nel parco naturale Boschplaat.

Si ha frequentemente l’errata idea che per poter ammirare al meglio un cielo stellato ci sia bisogno di un telescopio; non è così: quando il cielo è limpido si può vedere la Via Lattea anche a occhi nudi, oppure usando un comunissimo binocolo. L’unica cosa che resta da fare è munirsi di coperta, sedersi sulla spiaggia e godersi lo spettacolo sotto un‘incantevola volta stellata!



Per maggiori informazioni:

www.darkskyterschelling.nl

https://www.vvvterschelling.nl/de/landing-pages/dark-sky-terschelling/

Cheese Experience, la nuova attrazione a Gouda: un ex cinema trasformato in villaggio del formaggio

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A Gouda il vecchio cinema Arcade verrà trasformato in un villaggio del formaggio chiamato Cheese Experience perché tanti conoscono il formaggio Gouda, ma pochi conoscono la sua storia.

Cheese Experience, la cui apertura è prevista per la primavera del 2019, diventerà quindi una nuova attrazione per i visitatori di Gouda.

Per tutto l’anno si potrà vivere un’autentica esperienza del famoso formaggio olandese, essendo l’attrazione aperta 365 giorni all’anno, anche dopo la chiusura dei mercati del formaggio estivi. Il nuovo progetto non sarà un vero e proprio museo tradizionale, bensì un’attrazione tematica dove tutti potranno scoprire il mondo del formaggio secondo il principio del ‘walk through’. In modo giocoso ed interattivo si passerà attraverso la storia di questo tipico formaggio, la sua produzione e il commercio dai tempi della Compagnia Orientale delle Indie fino ad oggi. Un mix tra scoperta, divertimento e apprendimento.

Superando l’ingresso del vecchio cinema Arcade, il visitatore si ritroverà subito all’interno di una sala circolare dalle sembianze di una forma di formaggio Gouda, all’interno della quale verrà proiettato un filmato a 360 gradi. Dopodiché si potrà procedere e camminare attraverso un pascolo interattivo, dove provare la mungitura virtuale e rispondere a vari quiz, immersi nel profumo dell’erba. Successivamente si passerà attraverso la parte dedicata alla produzione e alle esportazioni del formaggio. Il percorso terminerà nella sala degustazioni, dove, finalmente, si avrà l’opportunità di assaggiare il vero formaggio Gouda.

 

https://welcometogouda.com/

Guida Michelin 2019: 110 ristoranti stellati nei Paesi Bassi

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Nuovi ristoranti e una sfilza di giovani talenti

 

Michelin presenta l’edizione 2019 della famosa guida rossa dedicata all’Olanda, dimostrando ancora una volta il potenziale eno-gastronomico del Paese. Famosi chef e giovani talenti soddisfano pienamente le aspettative dei gourmet. Con due nuovi ristoranti a due stelle e altre dodici nuove stelle, l’edizione 2019 della Guida Michelin aggiudica ai Paesi Bassi ben 110 ristoranti stellati.

Gwendal Poullennec, direttore internazionale delle guide Michelin, conferma i risultati raggiunti: “È un anno particolarmente eccellente per i Paesi Bassi. I nostri ispettori sono rimasti impressionati dall’elevato livello raggiunto da chef che si sono già distinti in precedenza. Hanno peraltro trovato molti nuovi nomi per arricchire la selezione. Questi giovani chef, a volte ispirati dal lavoro dei loro colleghi più anziani, contribuiscono a una gastronomia olandese sempre più eccellente in termini di creatività, innovazione e gusto”.

“Sabero” e “Pure C” si uniscono alla categoria dei ristoranti a due stelle, portando il totale a 18. Nico Boreas ha inaugurato “Sabero” a Roermond la scorsa primavera e ha immediatamente colpito nel segno, con la sua conoscenza tecnica e la sua sensibilità: il ristorante conferma la posizione di Boreas tra i migliori chef olandesi. A “Pure C” di Cadzand, l’altro nuovo ristorante a due stelle, l’eccellenza è di casa: il matrimonio creativo tra la cucina di mare e i tesori gastronomici della regione del Polder immaginato dallo chef Syrco Bakker è riuscitissimo e i piatti, grazie a una incomparabile qualità, producono un’esperienza gustativa senza pari.

Ci sono ora 89 ristoranti a una stella, in totale. A “Derozario”, a Helmond, lo chef Jermain De Rozario si dedica alla cucina indonesiana. Al “Restaurant Monarh” di Tilburg, Paul Kappe accoglie i commensali con una cucina moderna intrisa di sapori intensi, proprio come Jeroen Brouwer presso “De Loohoeve” a Schoonloo e Thomas Van Santvoort a “Flicka” in Kerkdriel. L’intensità dei sapori è anche ciò che caratterizza l’approccio originale ed innovativo di Jim e Mike Cornelissen al ristorante “Rijnzicht” a Doornenburg, così come la delicatezza dei piatti da “OONIVOO” a Uden. Per gli amanti dell’ottima cucina in un ambiente lussuoso, “Bougainville” ad Amsterdam e “Voltaire” a Leersum sono dei must.

Tra gli altri nuovi ristoranti a ricevere una stella, ci sono alcuni nomi familiari. Menno Post (Olivijn, Haarlem), Wim Severein (The Millèn, Rotterdam), Richard Van Oostenbrugge e Thomas Groot (Ristorante 212, Amsterdam) sono tra gli chef stellati. Dopo aver fatto carriera in ristoranti rinomati, affrontano nuove sfide e stanno già mostrando cosa sono in grado di fare. Infine, Danny Tsang di “O & O” a Sint Willebrord dimostra come la coerenza sia premiante, con la sua creativa cucina asiatica.

“De Librije” (a Zwolle), “Inter Scaldes” (a Kruiningen) e “De Leest” (a Vaassen) hanno mantenuto ciascuno il proprio status a tre stelle.

La selezione 2019 premia anche 129 ristoranti con Bib Gourmand, tra cui 19 nuove aggiunte, dove i commensali possono gustare un menu completo a favore di prodotti stagionali per meno di € 37.

https://guide.michelin.com

A Rotterdam un parco solare galleggiante. La struttura avrà 3.770 pannelli solari

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Il 18 dicembre 2018 il Comune di Rotterdam e BV Sunny Site Up hanno firmato una lettera di intenti per la costruzione di un parco solare galleggiante a Rotterdam, nella zona Rijnhaven o nelle aree circostanti. Ben 3.770 pannelli solari, collocati sull’acqua, genereranno elettricità sufficiente per fornire energia pulita a 285 abitazioni.

Lo studio di architettura Mothership, specializzato in concept design è responsabile della progettazione del parco solare galleggiante. I pannelli hanno la forma di una gigantesca onda concentrica, per richiamare le “increspature del cambiamento”, sinonimo della ricerca di nuove forme di energia. Contribuendo a questo progetto, Mothership aspira a creare una pietra miliare per un nuovo concetto di energia solare. Il manufatto si potrà ammirare alla luce del giorno, ma sarà di sera che le luci soffuse creeranno una magica atmosfera. L’opera d’arte prende vita e sembra respirare lievemente, rafforzando l’effetto di increspatura.

 

Creare energia solare è uno degli elementi chiave nei piani per la transizione energetica sviluppati dal Comune di Rotterdam. Grazie all’impegno per l’energia pulita e il risparmio energetico, le emissioni di CO2 dovrebbero essere ridotte di almeno il 49% entro il 2030. Il nuovo parco solare galleggiante è uno dei progetti che contribuiscono a questo impegno.

 

Si stima che il nuovo parco solare sarà completato entro la fine del 2019. A breve verrà presentato il progetto e avviate le pratiche burocratiche. Nello stesso tempo, il Comune inizierà una campagna di azionariato popolare: i residenti in zona potranno acquistare una quota di uno o più pannelli solari del parco.

 

A Rotterdam la prima fattoria galleggiante al mondo Il passo successivo nella trasformazione urbana

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Con la previsione di produrre oltre 800 litri di latte al giorno, Rotterdam pianifica l’apertura futura della prima fattoria galleggiante e completamente autonoma al mondo. A fine febbraio l’arrivo delle prime tra le 40 mucche che abiteranno la fattoria.

Un problema globale

Produrre cibo per una popolazione in crescita a livello globale e sempre più benestante sta diventando una sfida crescente. La superficie del terreno disponibile e coltivabile è in continua diminuzione e la costante crescita delle metropoli, dovuta a una continua richiesta di risiedere in città, provoca un aumento del divario tra gli abitanti e l’agricoltura.

Inoltre, le conoscenze sull’alimentazione sana e sulla produzione del cibo diminuiscono, mentre la catena logistica cresce in lunghezza. Con il passare del tempo, questo trend tende a crescere sempre di più.

Prodotti

Nella Floating Farm si produce latte fresco che viene poi convertito anche in una serie di prodotti caseari salutari.

In aggiunta alla produzione, la Floating Farm offre iniziative finalizzate all’educazione e alla ricerca: ecco perché gli studenti di qualsiasi classe e tutti gli interessati sono benvenuti e possono visitare l’interno della fattoria e partecipare a workshop ed esperimenti. La Floating Farm è una fattoria trasparente in tutti i sensi, il luogo dove i visitatori possono vedere le mucche ed entrare in confidenza con i processi di mantenimento e produzione che hanno luogo quotidianamente.

Una fattoria autonoma

La Floating Farm è completamente autonoma: al suo interno si producono giornalmente latticini freschi, ricorrendo a metodi sostenibili e rispettosi degli animali. La produzione è circolare: la sostanza nutriente, l’energia utilizzata e i cicli dell’acqua sono chiusi il più possibile, in modo da poter ripristinare i minerali e gli altri elementi nutrienti.

Imparare dalla tecnologia

La fattoria galleggiante, insieme all’azienda commerciale manifatturiera, è un importante centro di educazione che rispetta le tecniche innovative e l’agricoltura urbana ed è particolarmente interessante soprattutto per bambini e studenti. Inoltre, la Floating Farm, è luogo ideale per molte ricerche scientifiche, condotte su diversi aspetti, per esempio sulla produzione del cibo per animali, sulla lavorazione delle sostanze, sulla riduzione e sulla generazione di energia, sulla produzione di acqua potabile e riciclabile.

 

I consumatori e la fattoria galleggiante

Oltre a fornire una piattaforma galleggiante di valore che può funzionare come alternativa alla scarsa disponibilità di terra sia all’interno del Paese che fuori, la fattoria galleggiante produce e vende cibo fresco ogni giorno, un ciclo a chilometro zero. Questo porta a una quasi totale assenza di sprechi, riduce la lunghezza della catena logistica e dà la possibilità al consumatore di prendere confidenza con prodotti sani e freschi.

 

https://floatingfarm.nl/

Van Gogh’s Inner Circle: gli amici, la famiglia e i modelli

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Dal 21 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 al Museo Het Noordbrabants di Den Bosch, Olanda

 

Vincent Van Gogh era un uomo acceso dalle passioni: per la vita, per l’arte, per la natura. Nonostante le sue tormentate relazioni nel corso della sua vita, era molto apprezzato dai suoi amici e familiari. La mostra “Van Gogh’s Inner Circle: gli amici, la famiglia e i modelli” rivela aspetti non noti dell’artista tormentato e solitario, grazie alle persone che hanno interpretato ruoli chiave nella sua attività artistica e nel privato, sia durante la sua permanenza nel Brabante che nel sud della Francia. I visitatori avranno l’opportunità di conoscere Vincent Van Gogh attraverso documenti riservati e personali: le lettere che scrisse, gli schizzi che avrebbero dato origine a opere immortali, i ritratti e i disegni dedicati alla cerchia più intima di amici e familiari.

 

La mostra offre una prospettiva unica sulla vita personale di Van Gogh e comprende circa 90 opere, provenienti – oltre che da collezioni private – dai seguenti musei:

  • Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
  • The Art Institute di Chicago
  • Kröller-Müller Museum di Otterlo
  • Van Gogh Museum di Amsterdam e Vincent van Gogh Foundation

 

Vincent Van Gogh è il più grande artisti moderno che la regione del Brabante possa annoverare. Il Museo Het Noordbrabants è l’unico museo nella parte meridionale dei Paesi Bassi a esporre opere originali di Vincent Van Gogh (10 in totale). Il Museo Museo Het Noordbrabants e quattro istituzioni culturali del Brabante hanno unito le forze per preservare e condividere l’immensa eredità culturale di Van Gogh nella sua regione d’origine.

 

https://www.hetnoordbrabantsmuseum.nl/

Anno tematico 2019 Rembrandt e il Secolo d’oro

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Nel 2019 ricorrono 350 anni dalla scomparsa di Rembrandt van Rijn. L’opera del grande maestro e il periodo di enorme ricchezza e progresso in cui visse, il cosiddetto Secolo d’oro, vengono commemorati durante tutto il 2019, all’interno dell’anno tematico Rembrandt e Il Secolo d’oro, con mostre speciali in tutta Olanda, che presenteranno vari aspetti della vita e del lavoro di questo grande maestro olandese e dei suoi più rappresentativi contemporanei.

Mostre in tutto il paese

Per la ricorrenza dei 350 anni dalla morte di Rembrandt, mostre esclusive ad Amsterdam, Delft, Dordrecht, Haarlem, Hoorn ed Enkhuizen, Leida, Middelburg e L’Aia presenteranno vari aspetti della vita e del lavoro di questo formidabile maestro olandese, di alcuni suoi contemporanei (tra cui Pieter de Hooch al Museum Prinsenhof di Delft , Frans Hals al Frans Hals Museum di Haarlem e Nicolaes Maes al Museo Mauritshuis de l’Aia), oltre a diverse opere realizzate nel ricco e fiorente periodo denominato Secolo d’oro.

Il programma, che copre un intero anno, offre un’opportunità straordinaria per visitare l’Olanda e conoscere le sue bellissime cittadine storiche in parte ancora poco conosciute.  Saranno visibili dipinti concessi in prestito mai esposti prima. Queste mostre consentono di approfondire la conoscenza di Rembrandt e dell’epoca fiorente in cui visse l’artista.

Scoprire il Secolo d’oro olandese

Fiorenti commerci sia in Europa che in terre lontane, sviluppi scientifici che hanno cambiato il mondo, un esercito potente e numerose imprese in campo artistico, la Repubblica olandese era una forza da non sottovalutare. Il notevole potere marittimo ed economico e il contributo dato all’arte nel 17° secolo sono i temi centrali di un intero anno di celebrazioni che si svolgeranno nelle principali città olandesi del Secolo d’oro durante tutto il 2019 per esplorare il retaggio che tale periodo prosperoso ha lasciato all’Olanda. Proprio in quell’epoca venne fondata la Compagnia olandese delle Indie orientali (la prima società al mondo ufficialmente quotata in borsa), si diffusero nuovi generi e soggetti in ambito pittorico e furono realizzati importanti progressi tecnici.

Il tocco magistrale di Rembrandt sotto i riflettori

Nato a Leida nel 1606, Rembrandt dedicò gli anni della formazione all’apprendimento dell’arte e della pittura. Nel 1624 istituì un proprio atelier prima di trasferirsi ad Amsterdam nel 1631. Rembrandt si distinse per l’ampio ventaglio di soggetti raffigurati, comprendente ritratti, autoritratti, paesaggi, scene allegoriche e storiche, temi biblici e mitologici, fino agli studi sugli animali. Nonostante subisse l’influenza dei maestri italiani, Rembrandt non abbandonò mai l’allora Repubblica olandese, ricca e altamente acclamata per i progressi in ambito commerciale, scientifico, militare e artistico. Oggi i visitatori di tutto il mondo affollano i musei olandesi per contemplare da vicino le opere più celebri di Rembrandt.