Fantascienza: un viaggio nell’ignoto 16 marzo – 30 giugno 2019

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È stata inaugurata il 16 marzo, presso la Kunsthal di Rotterdam, la mostra “Fantascienza: un viaggio nell’ignoto”, panoramica affascinante e approfondita di oltre cento anni di fantascienza, in collaborazione con il Barbican Centre di Londra. Il genere creativo della fantascienza ha generato un incredibile numero di film e di opere musicali, di romanzi e di opere d’arte di assoluto valore, in tutto il mondo. Più di 850 oggetti unici mostrano il frutto dell’immaginazione e dell’inventiva della mente umana, quando supera le barriere del tempo e dello spazio. Uno spettacolo imperdibile per gli appassionati di questo genere e per tutti coloro che amano l’universo nel quale fantasia e realtà si fondono.

 

La mostra comprende più di cinquanta film e clip TV dai momenti più memorabili dei film di fantascienza, incluso materiale inedito.  Ci sono anche libri – tra cui manoscritti rari -, riviste pulp, fumetti, pubblicità e cartoline. In più, installazioni video e oggetti di scena, maschere e modelli da film che hanno segnato la storia del cinema. Solo alcuni esempi: l’elmo da guerriero di Darth Vader, la tuta spaziale del dottor Spock, le maschere del film Godzilla, la lanterna magica de Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne e l’uovo di dinosauro di Jurassic Park. È possibile immergersi in un’installazione multischermo all’interno di un episodio della serie di successo di Netflix Black Mirror, appositamente adattata per la mostra.

 

Viaggia attraverso quattro temi

La mostra “Science Fiction” spazia sulle regioni sconosciute del nostro pianeta in Extraordinary Voyages, l’universo infinito in Space Odysseys, l’emergere di mondi utopici o distopici in Brave New Worlds e il mondo della tecnologia in Final Frontiers.

 

  1. Viaggi straordinari

La prima sezione della mostra porta i visitatori nei recessi remoti, profondi e oscuri del Pianeta Terra. Il tema getta luce sul fascino umano delle regioni sconosciute e inaccessibili del nostro pianeta – isole misteriose, mondi e viaggi perduti nel profondo del mare e nell’aria – dove sono nate le storie di fantascienza.

La sezione include:

– Modelli di dinosauri dei film di Ray Harryhausen;

– la serie di Dinotopia di James Gurney;

– Modelli originali e oggetti di scena di film come Godzilla e Jurassic Park;

– Manoscritti originali e disegni di Jules Verne;

– Alcune delle opere più influenti della letteratura, come New Atlantis di Francis Bacon, Robinson Crusoe di Daniel Defoe, Herland di Gilman di Charlotte Perkins, Utopia di Thomas More, Gulliver’s Travels di Gulliver e Tarzan e The Lost Empire di Edgar Rice Burrough;

– Clip da 20.000 leghe sotto i mari, Viaggio al centro della Terra, Thunderbirds e molti altri film.

 

  1. Odissea nello spazio

Space Odysseys – la più grande sezione della mostra – copre ciò che è considerata l’Età d’Oro della fantascienza. Questa sezione esplora le storie più comunemente associate alla fantascienza: il cosmo, i viaggi spaziali e gli incontri con gli alieni.

 

  1. Brave New Worlds

Brave New Worlds introduce i visitatori alle tante società immaginarie che l’umanità ha creato per sé: mondi che ci spaventano e affascinano allo stesso tempo, città future con giganteschi grattacieli, enormi reti di trasporto sotterranee e iper-organizzati mondi distopici, compresi disastri, guerre e l’immancabile fine del mondo.

 

  1. Final Frontiers

L’ultima sezione si concentra sul futuro della tecnologia e il nostro posto nell’universo. Viviamo in un momento in cui i confini della scienza e della tecnologia vengono spinti sempre più in là. Cosa significa questo per le nostre vite? Final Frontiers esplora l’intelligenza artificiale, l’identità, la trasformazione e la mutazione del nostro corpo – insieme a cyborg, cloni e robot – e descrive i viaggi nel tempo e nello spazio, verso mondi paralleli e nuove dimensioni.

 

Campagna internazionale della memoria e un itinerario a piedi

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Liberation Route Europe lancia il programma 2019/2020 per commemorare e celebrare 75 anni di libertà

 

 

Bruxelles, Belgio: Il 75° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale offre un momento unico per onorare i veterani. È più importante che mai mantenere vivo il retaggio della Seconda Guerra Mondiale e il suo significato per l’Europa di oggi: è l’ultimo invito per le giovani generazioni a ricevere storie di prima mano dai veterani di guerra e per tutti a vivere questa importante occasione. La campagna internazionale Europe Remembers (www.europeremembers.com) rende onore ai loro sacrifici e invita le persone a viaggiare in Europa per ricordare e sperimentare ciò che è accaduto durante la guerra.

 

Aumentando la consapevolezza del pubblico, la campagna incoraggia le persone a riflettere e a apprezzare la libertà per cui i veterani hanno combattuto. Durante il 2019 e il 2020 numerose commemorazioni e eventi si svolgeranno in diversi Paesi, per celebrare i 75 anni trascorsi dal 1945. Europe Remembers mira a raggiungere almeno 25 milioni di potenziali visitatori per questi eventi. Unisciti a noi in questo viaggio, per onorare e ricordare insieme.

 

 

Martin Schulz

L’inizio del programma Liberation Route Europe 2019/2020 è stato ufficialmente annunciato durante la Conferenza annuale della Fondazione Liberation Route Europe a Bruxelles. Di fronte a centinaia di persone, Martin Schulz, membro del Bundestag tedesco, ex presidente del Parlamento europeo e patrono della Liberation Route Europe, ha dichiarato che “La memoria del nostro passato modella il modo in cui vediamo il nostro presente e lavoriamo verso il nostro futuro. Con i progetti 2019/2020 la Liberation Route Europe ha un programma che sostengo volentieri e che spero contribuirà a mantenere viva e viva la memoria del nostro continente”.

 

L’Amministratore delegato Rémi Praud della Liberation Route Europe Foundation ha sottolineato che, con la campagna “Europe Remembers”, s’intende attirare l’attenzione su questi due importanti anni e creare la consapevolezza che la libertà non dovrebbe mai essere data per scontata. Il progetto ispirerà i visitatori a conoscere la nostra storia e li incoraggerà a mettersi in cammino e ad affrontare i ricordi di guerra“.

 

Itinerario internazionale che si estende per quasi 3000 km

Un’iniziativa unica in un momento in cui l’Europa celebra 75 anni dopo la Seconda Guerra Mondiale è la realizzazione di un percorso internazionale di lunga percorrenza. Un itinerario con “vettori”, creati da Daniel Libeskind, che segnano un monumento transfrontaliero di libertà, armonia e pace. Sarà inaugurato nel 2020 e si estenderà per quasi 3.000 km da Londra a Berlino, passando per centinaia di punti di interesse. Il percorso è il culmine di anni di lavoro e pianificazione e unirà, per la prima volta, Paesi, Regioni, siti importanti: pietre miliari e storie nell’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale. Utilizzando una serie di marker denominati “Vettori”, questo percorso conferisce una dimensione tangibile alla Rotta per la Liberazione e combina la cultura architettonica di Daniel Libeskind, famosa in tutto il mondo e innovativa, con la rete di partner impegnati di Liberation Route Europe in tutta Europa.

 

“I vettori sono una topografia della memoria. Funzionano come punti nello spazio e nel tempo, si collegano alla storia della liberazione “, ha detto Daniel Libeskind al lancio del progetto. “Era importante che i vettori comunicassero un messaggio molto chiaro e audace, in modo che quando se ne incontra uno sia immediatamente chiara la vastità della catastrofe e il trionfo finale della liberazione”, ha aggiunto.

 

“Europe Remembers” e l’itinerario internazionale sono iniziative della Fondazione Liberation Route Europe (LREF). La fondazione promuove la Strada europea della liberazione (che attualmente attraversa nove Paesi) che illustra le prospettive nazionali sulla liberazione dell’Europa. L’obiettivo è insegnare, condividere esperienze, incoraggiare la comprensione e creare una consapevolezza unificata dell’importanza della libertà. La Fondazione Liberation Route Europe commemora gli eventi della Seconda Guerra Mondiale e incoraggia i cittadini dell’Europa a celebrarli e ad averne cura per il futuro.

 

Per saperne di più su Liberation Route Europe e i suoi obiettivi, www.liberationroute.com

 

Una gita in barca all’avventura alla ricerca di foche e altri animali marini

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Den Oever è un autentico villaggio di pescatori poco prima della diga dell’Afsluitdijk, nell’ Olanda Settentrionale: un paradiso per gli amanti della natura. Il posto di vedetta nel porto offre una splendida vista sul Mare di Wadden e sulla diga. Le barche da pesca della corporazione “Waddengild” si riparano nel porto stesso e pescatori esperti organizzano escursioni in barca alla scoperta dei posti più belli del Mare di Wadden, altrimenti impossibili da vedere dalla diga. Del mare conoscono ogni flusso, banco di sabbia e movimento e mostrano ciò che vive sopra e sotto l’acqua. Se avrete fortuna, si potranno avvistare foche e altri animali marini, oltre a vedere da vicino granchi e gamberetti vitrei. Dal ponte della nave è visibile un’ulteriore vita marina, migliaia di uccelli marini di ogni tipo e dimensione. Con la bassa marea si possono avvistare foche che si rilassano sui banchi di sabbia. Scoprire il mare con il binocolo, annusare l’aria salmastra, godersi il sole: ecco cosa offre l’escursione con le barche della “Wadvissersgilde”, nel mare di Wadden.

Sono almeno 10.000 le specie diverse di animali e vegetali che vivono nella regione del Wadden. Per questa straordinaria flora e fauna il mare di Wadden è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2009.

 

La durata della gita è di 2 ore

Il costo è di 13,50 € per gli adulti

Bambini fino a 7 anni 10 €

 

http://www.dezeeleeft.nl/

 

Nasce in Olanda la Dutch Tulip Vodka: una vodka fatta con bulbi di tulipano

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L’elenco delle cose da cui è possibile fare la vodka è lungo: dopo patate e cereali, ora è ancora più lungo, grazie a un imprenditore olandese. E con quali ingredienti si poteva pensare di distillare una nuova vodka, in Olanda? Con bulbi di tulipani, ovviamente! Il creativo dietro questa creazione è Joris Putman, un ex attore bambino di 34 anni, che sta ancora cercando la sua vera vocazione. Putman ha associato la sua bevanda preferita al fiore che rappresenta per eccellenza il suo Paese, così è nata la prima Dutch Tulip Vodka, prodotta da una distilleria fondata ad hoc, la Clusius Craft Distillers.

 

La produzione inizia nel 2017 e l’ingrediente principale è proprio quel bulbo di tulipano creato durante l’impero ottomano, introdotto nei Paesi Bassi nel XVI secolo. Carolus Clusius, medico e botanico, coltivò il fiore esotico nel giardino che curava all’Università di Leida. Quando i ladri rubarono e vendettero bulbi dal suo giardino, inavvertitamente avviarono quella che sarebbe presto divenuta la “bolla dei tulipani”, ovvero la prima bolla speculativa dell’economia moderna. E da Clusius prende il nome la distilleria di Joris Putman che produce la Dutch Tulip Vodka, ovvero vodka da bulbi di tulipano fermentati.

 

Due le varietà di vodka prodotte: la Tulip Vodka Pure è interamente realizzata con acqua e bulbi di tulipano, ben 350 a bottiglia per la precisione. La seconda, la Premium Blend, è combinata con germi di grano e contiene circa 40 bulbi. La Vodka Pure costa € 295, la Premium ovviamente molto meno (€ 48). Le incredibili e inattese note floreali sono incluse nel prezzo.

 

Sostenibilità

Clusius Craft Distillers contribuiscono a un futuro più sostenibile favorendo per prima cosa la crescita dell’agricoltura biologica nel settore dei tulipani olandesi. Come in ogni settore agricolo, dalla coltivazione dei tulipani genera una grande quantità di eccedenze, se non tutti i bulbi di tulipano riescono ad essere venduti al giusto prezzo dopo il raccolto.

 

È tutta una questione di tempistica: “Non produciamo vodka dai rifiuti ma evitiamo gli sprechi”

 

Queste eccedenze costituiscono uno spreco se non possono essere vendute o messe a frutto. Il rischio è addirittura maggiore quando si parla di agricoltura biologica, poiché evitando l’uso di pesticidi, i bulbi non possono essere conservati per molto tempo. Inoltre, l’agricoltura biologica aumenta la possibilità che i fiori nascano con delle forme strane, proprio come succede in natura. Rispetto al commercio di fiori, in cui i tulipani difettosi sono inutilizzabili, per la produzione di vodka non importa se il bulbo dà vita ad un gambo curvo: l’importante è che non sia stato usato alcun pesticida per produrre questi bulbi di tulipano.

 

https://clusiuscraftdistillers.com

In bicicletta alla scoperta del Parco De Hoge Veluwe

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1800 bici bianche a noleggio gratuitamente

Paesaggio naturale: vario, vasto, raro e accessibile

Il parco De Hoge Veluwe è il parco nazionale più grande d’Olanda, situato nella parte settentrionale della regione del Veluwe, vicino ad Arnhem. Il modo migliore per poterlo visitare è in bicicletta, sia con la propria che con quelle bianche messe a disposizione per il noleggio dal parco, percorrendo oltre 40 chilometri di itinerari prestabiliti. Lungo la strada è possibile ammirare il paesaggio, dalle foreste di conifere e brughiere, fino alle distese di sabbia, e con un po‘ di fortuna ci si può imbattere anche nella fauna locale: cervi, cinghiali e caprioli.

Arte e architettura di alto livello

Il parco è parte dell’eredità culturale lasciataci all’inizio del XX secolo dai coniugi Anton ed Helene Kröller-Müller, il cui obiettivo era unire l’arte e la natura in un unico spazio-concetto. Il loro Giardino delle Sculture ne è esempio perfetto: qui si possono osservare opere d’arte eccezionali all’intero dell’ambiente naturale del parco, che copre oltre 25 ettari, con più di 160 sculture di artisti come Auguste Rodin e Henry Moore.

 

Il Museo Kröller-Müller, anch’esso all’interno del parco, è il risultato del lavoro di una vita dei due coniugi, che acquistarono oltre 11.500 opere d’arte, dando così vita a una delle collezioni private più vaste del XX secolo, nonché la seconda più grande al mondo per le opere di Vincent van Gogh, di cui sono infatti esposti 90 dipinti e più di 180 schizzi preparatori. Inoltre, il museo ospita anche opere di famosissimi maestri dell’arte moderna, tra cui Claude Monet, Georges Seurat, Pablo Picasso e Piet Mondriaan. Vengono anche organizzate mostre temporanee, che illustrano le recenti novità e le ultime tendenze del mondo dell’arte.

 

Le bici bianche del parco

Le „White Bikes“, le biciclette a noleggio, sono parte integrante del parco De Hoge Veluwe: possono essere utilizzate gratuitamente dai visitatori, che sono così liberi di muoversi all’interno del parco. Ci sono in totale 1.800 White Bikes a disposizione, distribuite tra i vari punti di deposito, ad esempio presso il Kröller-Müller Museum o nei pressi delle varie entrate principali. Sono disponibili anche biciclette per i bambini.  

Le biciclette sono state progettate con la collaborazione dell’ex ciclista professionista Jack van der Slikke e propongono un design tradizionale, alleggerendosi di ogni accessorio superfluo e rendendole quindi facili e leggere da utilizzare.

https://hogeveluwe.nl

 

LocHal è il “nuovo salotto” di Tilburg L’ex sala delle locomotive rinnovata

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Qui una volta sorgeva uno spazio-officina con pareti alte fino a 18 metri, dove le locomotive venivano riparate: era il 1932. Dal 2019 LocHal Tilburgs è il “nuovo salotto” della cittadina del Brabante Settentrionale, al cui interno si trovano la biblioteca pubblica Midden-Brabant e altri servizi.

 

L’edificio storico ospita infatti una moderna biblioteca pubblica, il Centro per la Cultura e le Arti (Kunstloc Brabant), una sede dell’Ufficio regionale (Brabant C) e una serie di spazi di co-working prenotabili (seats2meet). La caffetteria comprende il bar con piastrelle di ceramica rosso, marrone e oro e il logo LocHal in neon. Sono state riutilizzate in parte le strutture che permettevano di muovere le locomotive: oggi – grazie a una serie di assi e contrappesi – un grande tavolo può diventare una piattaforma o una passerella, con le scale adiacenti a fare da tribuna. Il design dello spazio corrisponde all’idea di uno spazio di lavoro aperto, cooperativo e produttivo: il LocHal stesso è la locomotiva. Un edificio come motore per l’innovazione, dove l’azione comune è la via del futuro.

 

Il rinomato studio Mecanoo architecten ha realizzato gli interni della biblioteca. Le biblioteche e gli ambienti di apprendimento innovativi sono infatti una parte importante dell’ampia opera di Mecanoo, come la biblioteca della Delft University of Technology (1997) e la Library of Birmingham (2013).

 

LocHal, Burgemeester Brokxlaan 1000, 5041 SG Tilburg

 

Ulteriori informazioni: https://lochal.nl/ (olandese); informazioni generali su Tilburg: https://www.visitbrabant.com/en

EXbunker Exhibition Bunker della Seconda Guerra Mondiale ora galleria d’arte

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Nel Wilhelminapark a Utrecht esiste un vecchio bunker della Seconda Guerra Mondiale, oggi riconvertito in spazio espositivo, che ha preso il nome di EXbunker. Ogni mese vi si tengono mostre di arte, performance, installazioni e altre attività d’intrattenimento.

 

La storia

Il bunker era una costruzione in cemento armato, a prova di bomba, adatta a contenere fino a sei persone. Venne edificato nell’ala ovest del Wilhelminapark nel 1943, durante l’ultimo programma di costruzione di bunker, occupando una larga zona del parco e stagliandosi con la sua considerevole mole. Le pareti del bunker sono tutte finite uniformemente, con l’eccezione del muro ad ovest, ricoperto da uno strato più grezzo di cemento, quasi squamato, forse con l’obbiettivo di renderlo meno visibile alla vista, tra le fronde degli alberi del parco. L’accesso al bunker è proprio tramite questa parte ed è direttamente collegato alla strada. Dopo ricerche e misurazioni dettagliate, il bunker nel Wilhelminapark è stato catalogato del tipo 682, un modello molto raro, di cui è l’unico esemplare in Olanda.

 

L’offerta espositiva

Significato storico: si presume che questo bunker sia stato costruito in una foggia originale perché considerato un Commando Bunker, ovvero un bunker di particolare importanza strategica e di grandi dimensioni.

Posizione: al confine con il Wilhelminapark.

Finitura: la parte anteriore è dotata di uno strato di cemento squamoso, destinato a favorirne la mimetizzazione nell’ambiente.

Stato: la costruzione è completamente integra.

 

Il monumento

Il bunker è stato aggiunto dal Comune di Utrecht all’elenco dei monumenti, a causa della sua costruzione particolare e della sua riconoscibilità.

 

Ora in esposizione: “The Last Goodgirl” di Daantje Bons

Dal 2 al 31 marzo “The Last Goodgirl” sarà la mostra in esposizione all’interno delle pareti dell’EXbunker. È il racconto di una giovane donna che non ha ancora gettato la sua sessualità. Viene definita un’esemplare raro, l’ultima brava ragazza rimasta. Ha rispetto di sé, è obbediente e non deve essere censurata perché le sue intenzioni non sono mai volgari. È protetta dal mondo esterno che potrebbe disturbare la sua purezza ed al sicuro all’interno delle mura dell’EXbunker.

L’estetica giocosa e dolce di Daantje Bons attira l’attenzione, ma i contrasti che accompagnano fanno sì che queste immagini restino impresse nella mente. Il valore concettuale del suo lavoro non può essere messo in dubbio dopo la sua vasta formazione: prima all’accademia d’arte SISA ad Anversa e poi alla prestigiosa scuola d’arte AKV-St Joost a Breda. Il suo lavoro è al giorno d’oggi femminista, nel senso che modella la femminilità a modo suo, con umorismo e una dose di provocazione.

Il lavoro di Daantje Bons è stato precedentemente pubblicato su De Volkskrant e NRC Handelsblad. A livello internazionale, il suo lavoro è stato pubblicato su varie riviste ed edizioni online come The Huffington Post, IGNANT, ID Magazine, VOGUE Italia, Kurier, FRAME Magazine e Refinery29.

 

www.daantjebons.com

 

http://exbunker.nl/en

Dordrecht e il Secolo d’Oro olandese: la città culla dei Paesi Bassi

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Il Secolo d’Oro olandese nel XVII secolo, è stato un periodo di grandissimo rilievo per la storia dell’Olanda. Le più ricche città del Paese erano quelle che commerciavano e avevano contatti in tutto il mondo: la loro storia è oggi riconoscibile nel paesaggio urbano. In occasione dei 350 anni dalla morte di Rembrandt, l’Ente Nazionale Olandese per il Turismo e Congressi si pone l’obiettivo di valorizzare storia ed elementi distintivi del Secolo d’Oro.

La “culla” di questo periodo di prosperità fu proprio la città di Dordrecht, poiché in questa cittadina a sud del Paese il Secolo d’Oro ebbe inizio all’alba del XIV secolo, quindi molto prima rispetto al resto dell’Olanda. Correva l’anno 1572 quando la città fu palcoscenico della nascita dell’Olanda come la conosciamo ora, allorché i rappresentanti dei sette dipartimenti dei Paesi Bassi si riunirono nella “prima assemblea degli Stati Liberi”, che si riunì presso „Het Hof van Nederland“ (la Corte d’Olanda). Questo incontro diede slancio allo sviluppo che caratterizzò il periodo successivo e di conseguenza avviò la crescita dell’Olanda attraverso l’innovazione, il commercio, l’immigrazione.

Al Museo di Dordrecht di potrà visitare fino a maggio 2019 una mostra dal titolo „Werk, bid & bewonder“ (“Lavora, prega e ammira” ), dedicata proprio al Secolo d’Oro. Una particolarità di questo periodo fu che i maggiori rappresentanti dell’elite politica e sociale erano calvinisti, per i quali austerità, semplicità e parsimonia rappresentavano i valori più alti. Allo stesso tempo fiorirono l’arte e il commercio e una grande ricchezza si diffuse in tutte le classi sociali, anche in quelle non altissime. La mostra presenta come questi due poli – apparentemente – opposti, sono riusciti a convergere nel 17esimo secolo.

Dordrechts Museum, Museumstraat 40, 3311 XP Dordrecht, Mostra „Work, pray & admire“, fino al 26 maggio, dal martedì alla domenica dalle 11 alle 17; biglietto per adulti 15 Euro, studenti 6 Euro, bambini (fino ai 18 anni compresi) gratis. Ulteriori informazioni possono essere trovate sul sito della mostra: https://www.dordrechtsmuseum.nl/english/ (in inglese)

Nuovo campeggio sostenibile a Rotterdam: il sonno elevato a fenomeno architettonico

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Dormire è un bisogno primario. Dormire bene è indice di benessere e buona salute. Dormire in un contesto originale e unico al mondo è un’esperienza indimenticabile. Questo è quanto promette il Culture Campsite sostenibile (traducibile con “campeggio culturale”, il che è già una professione d’intenti) di Delfshaven, collocato a dieci minuti dal centro di Rotterdam e a breve distanza dal fiume Maas, che verrà inaugurato ad aprile 2019.

 

È un campeggio, ma le tende sarebbero troppo banali. È un campeggio, ma dimenticatevi docce in comune e camper con la veranda. Perché al Culture Campsite si dorme in quelli che non a caso vengono denominati “oggetti architettonici”, ovvero spazi progettati da artisti vari, designer e architetti, seguendo tutti i criteri di eco-sostenibilità e riciclaggio, circondati da rigogliose piante. Le  12 strutture che compongono il Culture Campsite, che possono accogliere da due a quattro ospiti, hanno ognuna il proprio carattere e sono completamente diverse una dall’altra: si va dallo Sleeping Pod (una sorta di capsula in materiale plastico riciclato, sospesa in alto) al Val Ross (somigliante a una navicella spaziale, come quella dei primi astronauti, con un letto al posto della strumentazione di volo e dei sedili di comando) all’Icosaedro (appunto, un icosaedro, ovvero un poliedro con 20 facce, una delle quali permette di entrarci dentro). Per tranquillizzare i campeggiatori classici, sono comunque disponibili una sala comune e docce/WC.

 

Il Culture Campsite è un’evoluzione del concetto ormai diffuso di Glamping, ma declinato in modo da rappresentare un’esperienza straniate, un dialogo tutto da sperimentare tra visitatore, arte e architettura. A pochi passi dal centro di Rotterdam.

Un nuovo network di navigazione sui canali olandesi: scoprire l’Olanda dall’acqua

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In Olanda esiste già da tempo una rete che comprende ben 7600 snodi ciclistici che danno la possibilità di stabilire il proprio percorso desiderato percorrendo splendidi itinerari giornalieri in modo facile e autonomo con la possibilità di modificare il percorso in qualsiasi momento. Si prende nota dell’ordine corretto dei numeri di snodo e si parte, osservando i cartelli e seguendo nell’ordine gli snodi numerati. Da uno snodo all’altro, si troverà ogni volta un cartello con il numero di snodo corrispondente.  

Lo stesso sistema è stato creato ora per le barche

Stiamo parlando della nuova rete “Sloepennetwerk”, ovvero “rete di navigazione” per piccole barche a elettriche o a motore (gli sloop) per navigare tra i canali, circondati dalla natura e dai meravigliosi paesaggi dell’Olanda. I silenziosissimi sloop sono soprattutto pensati per gite giornaliere, o di mezza giornata, non essendo dotati di alcuna cabina. Esiste comunque la possibilità di noleggiarli anche per più giorni, usufruendo delle varie opzioni di pernottamento disponibili lungo il percorso.  A seconda delle possibilità di ormeggio, si può decidere di scendere, visitare una città o un luogo interessante nei paraggi e poi risalire a bordo e continuare il proprio viaggio.

La rete è già presente in varie regioni dei Paesi Bassi ed è in continua espansione. Nuove tappe vengono infatti regolarmente aggiunte al servizio, in modo da creare sempre nuovi e diversi percorsi per scoprire “l’Olanda Terra d’Acqua”.

Grazie ad un “pianificatore di percorso” si può creare personalmente il percorso preferito e scaricare la mappa dell’itinerario dal sito web oppure tramite l’app Sloepennetwerk. Attraverso questi strumenti si può impostare e modificare la lunghezza e la durata del proprio percorso seguendo sempre la rete con gli snodi indicati sui cartelli lungo il percorso. Vengono inoltre forniti ulteriori dettagli, come indicazioni sulla profondità dell’acqua, altezze massime e informazioni su ponti e chiuse.

Sulla cartina degli snodi sono segnati diverse opzioni di alloggi e luoghi di ristoro che permettono ai viaggiatori di godersi in tranquillità la propria crociera. Sulla cartina sono inoltre segnati i vari punti delle compagnie di noleggio che si trovano lungo il percorso.  Ognuna offre diversi tipi di imbarcazione, elettriche o meno che possono ospitare dalle 5 alle 10 persone a seconda della tipologia, oltre a canoe. I prezzi di noleggio variano di compagnia in compagnia e in base al tipo di imbarcazione che si desidera.

Ma non è finita qui! A Den Helder e Andijk esistono addirittura barche sulle quali è possibile pernottare: si tratta di veri e propri alloggi sull’acqua, non però utilizzabili alla navigazione.

Le barche possono essere affittate in diversi punti, consultabili al link https://www.sloepennetwerk.nl/sloephuren

L’app e il sito sono in olandese, inglese e tedesco

Un esempio di percorso

Si può per esempio noleggiare una barca nel bellissimo paesino di De Rijp nella provincia del Noord Holland presso la compagnia De Gouw www.degouw.nu.

Da De Rijp si passa per esempio al prossimo paesino De Graft, si arriva ai bellissimi mulini Schermermolens, si attraversa la zona rurale De Beemster per fare ritorno a De Rijp.

 

Potete trovare maggiori informazioni ai seguenti link

Altre compagnie di noleggio

www.degouw.nu.

www.greenjoy.nl/alkmaar

www.alkmaarsebootjesverhuur.nl

http://www.bootensloepverhuurwaarland.nl/

 

https://www.sloepennetwerk.nl/en