Motion Experience ad Eindhoven, una formidabile e immersiva esperienza nella luce

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Ad Eindhoven, la “città della luce”, ha recentemente aperto Motion Experience, una nuova attrazione su 1.200 mq, con emozione e divertimento al top, dove la luce è protagonista trasformandosi, materializzandosi e condensandosi in una sorta di melting-pot psichedelico costruito da installazioni colorate e da enormi proiezioni a pavimento, corredato da una straniante colonna sonora: il mix che ne consegue rende l’esperienza unica.

Motion sta per movimento. Il movimento è sinonimo di arte. Il fondatore e produttore Bram van der Vorst ha sviluppato Motion in collaborazione con artisti della luce, designer e compositori. Il primo spettacolo completo di Motion si chiama Imagination Experience. Motion è frutto della collaborazione tra diversi lighting designer, compositori e creativi. La messa in scena comprende immagini caleidoscopiche con effetti speciali, proiezioni interattive, simulazioni di profumi e immagini realistiche.

La scelta della città per ospitare una tale attrazione non è casuale. Eindhoven è nota per essere un pioniere della tecnologia e dell’innovazione. E sebbene la lampadina sia stata inventata da Edison, sono stati Gerard e Frederik Philips ad accenderla su larga scala. Non c’è città migliore per rendere omaggio alla potenza artistica della luce.

L’attrazione ricorda inevitabilmente Glow, il festival della luce che si tiene ogni autunno a Eindhoven e con il quale Motion Experience condivide un direttore creativo. Solo che in questo caso – come sottolineano i creatori di Motion – si tratta di una piattaforma permanente che offre la possibilità di vedere le ultime novità del light design. L’idea nasce da “dinner in Motion’, un ristorante di successo aperto nel 2018 dallo stesso imprenditore che consiste in una sala per 36 ospiti, con un’esperienza a 360 gradi dove è possibile ammirare le proiezioni luminose durante la cena. Il ristorante è adiacente all’attrazione.

Indirizzo: Piazza 64, 2.piano, 5611 AE, Eindhoven

Over Motion

La luce è vita! La città olandese di Eindhoven collega il mondo con la più grande opera d’arte d’illuminazione mai realizzata.

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Kari Kola e Ivo Schoofs creano nei Paesi Bassi la loro più importante opera d’arte basata sulla luce.

Il festival annuale della luce “GLOW Light Festival” a Eindhoven”, nei Paesi Bassi, invia quest’anno un messaggio di speranza al mondo con la creazione della più grande opera d’arte d’illuminazione mai realizzata intitolata “Connecting the Dots”. L’installazione copre più di 80 km2 e comprende più di 1.500 lampade a LED distribuite in 600 luoghi, 1.000 punti luce rossi nel cielo ciascuno di 90 cm di diametro e più di 20.000 punti rossi alle finestre.

 Da oggi Eindhoven è avvolta da un enorme manto di luce blu con 1.000 punti rossi illuminati fissi e galleggianti. Questa immagine dall’aspetto cosmico è stata progettata per ricordarci che la luce rappresenta la vita e ci unisce tutti. Visibile – in tutta sicurezza – dalle case degli abitanti di Eindhoven e delle zone circostanti, si estenderà anche al cielo con un bagliore blu e rosso visibile dalla distanza di 60 km nell’aria.

 Connecting the Dots

Connecting the Dots ha tre elementi.

La cupola blu che proietta la luce sopra Eindhoven è un’opera dell’artista della luce finlandese Kari Kola che quest’anno ha creato l’illuminazione della montagna “Savage Beauty” in Irlanda. Kari Kola ha ottenuto un particolare riconoscimento come artista della luce nel 2018 quando ha illuminato il famoso sito archeologico di Stonehenge, nel Regno Unito. La cupola blu crea una connessione con la natura e mira a creare consapevolezza per il pianeta.

 L’artista della luce olandese Ivo Schoofs aggiunge il suo personale contributo grazie a un mare di eterei punti rossi che galleggiano sulla città, diffondendo luce dentro e fuori. Questi punti – in realtà oltre 1.000 palloncini luminosi, completamente riciclabili – simboleggiano il senso di connessione di cui la gente ha bisogno.

Come estensione dell’idea, 20.000 bambini delle scuole elementari della città, ispirati dal designer olandese Hugo Vrijdag, hanno realizzato i loro “GLOWdots”.

Gli organizzatori contano che l’opera diventi un memento, atto a ricordare che nessuno di noi è solo in questo mondo.

 Da Eindhoven al mondo

Ogni anno circa 750.000 persone visitano le grandiose installazioni d’arte del festival della luce GLOW. Nonostante la sua cancellazione, gli organizzatori di GLOW e il comune di Eindhoven, che quest’anno festeggia il suo centenario, hanno voluto creare un momento unico e magico che prende lo spirito “la luce è vita” di GLOW e lo ripropone in un’edizione speciale.

“In questi tempi nei quali non possiamo farci visita, lavorare insieme in ufficio, fare sport o uscire, è più importante che mai sentirsi legati”, ha spiegato John Jorritsma, sindaco di Eindhoven.

 https://www.gloweindhoven.nl/en/glow-2020/livestream

“De Wasserij”, il nuovo polo della moda sostenibile a Rotterdam

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“De Wasserij”, che significa “la lavanderia”, è il nuovo polo della moda sostenibile situato in un ex quartiere operaio a Rotterdam Noord, dove collaborano una cinquantina di pionieri del fashion per una moda migliore e più equa.
La cosiddetta “lavanderia” è un polo unico nei Paesi Bassi: in nessun’altra parte del paese si trova infatti una tale realtà dove si uniscono tutti gli anelli della catena della moda per a favore della sostenibilità.
Nato come lavanderia dell’ex ospedale di Bergweg fino ai primi anni 90, è poi rimasto vuota per anni fino al 2018 quando è diventato il fashion hub creativo e terreno fertile della moda sostenibile. Decine di designers di moda innovativa vi si sono stabiliti nel 2019 facendolo diventare un quartiere vivace e pieno di vita: stilisti innovativi come Berend Brus, Ari van Twillert e Isabell Schulz, ma anche fotografi, designer tessili e agenzie PR si riuniscono in questo spazio creativo.
Insieme formano una comunità molto compatta con una mission condivisa: lavorare insieme per trovare il modo di creare una moda migliore e più equa e sostenibile. Si sperimentano per esempio materiali grezzi e materiali sostenibili e circolari, sostanze coloranti e batteri che producono pigmento. Si fa inoltre ricerca su temi come la fluidità di genere. Molte delle collezioni disegnate in questo luogo creativo vengono anche prodotte sul posto. De Wasserij ospita infatti diversi laboratori di produzione.
Wasserij non è usata solo dagli stilisti interni ma anche da professionisti della moda che vengono da fuori e da studenti. https://dewasserij.cc/en/
Laura Luchtman
Appartiene al gruppo dei 50 designer di moda sostenibile Laura Luchtman
“Il mondo della moda migliore inizia da te”. Questo pensiero ha fatto sì che Laura Luchtman decise di abbandonare il mondo del fast fashion e di fondare il suo polo di design sostenibile, lo “Studio Kukka”, il quale
si concentra sulla progettazione di tessuti e disegni tessili e sulle ricerche di modi alternativi e più responsabili per colorare i tessuti. Per esempio fa esperimenti con residui di piante, con minerali e insetti e con batteri che producono pigmento. Quest’ultimo lo realizza in stretta collaborazione con gli scienziati del laboratorio biomedico dell’Università di Scienze Applicate di Rotterdam. www.kikka.nl

Berend Brus
Designer di moda e costumista. La sua etichetta omonima celebra “l’altro”. Brus cerca di creare consapevolezza e di avviare un dialogo su quelle che considera essere le convenzioni esistenti non corrette nella nostra società. La comunità gay e la fluidità di genere sono temi ricorrenti. Oltre alle sue collezioni, Brus realizza anche costumi glamour su commissione, ad esempio per artisti come i Vengaboy e Aqua. Brus ha studiato moda all’Accademia Willem de Kooning di Rotterdam. Espone al De Wasserij dall’anno scorso. www.berendbrus.nl

BlueCity Rotterdam, l’avanguardia olandese dell’economia circolare nell’ex complesso di piscine tropicali

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Rotterdam, la seconda città olandese e il porto più grande d’Europa, è considerata una delle metropoli più all’avanguardia dell’emisfero occidentale: del climate change e dell’innalzamento dei mari, della scarsità delle risorse e dell’economia circolare” ha fatto le proprie bandiere. Lo testimonia il futuristico progetto BlueCity, incubatore riservato a startup “circolari”, sorto grazie alla radicale ristrutturazione dell’iconico Tropicana, ex complesso di piscine coperte in stile art déco.
Sono oltre una trentina quelle ospitate nel complesso che sorge sul greto della Mosa, tutte coerenti con il rispetto dell’ “economia circolare”, cioè del sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo, senza consumare risorse esterne e garantendo quindi la propria ecosostenibilità. Nell’esperimento BlueCity convergono player rigorosamente locali: imprenditori sociali e semplici cittadini, scienziati e ricercatori, università e istituzioni
Gli imprenditori stabilitisi in BlueCity interpretano l’economia circolare nei modi più svariati: i fondi di caffè dei bar e dei ristoranti di Rotterdam sono un terreno fertile per coltivare i funghi di RotterZwam. La CO2 rilasciata durante questo processo viene utilizzata da Spireaux nella produzione dell’alga azzurra Spirulina. Il micelio (la parte vegetativa dei funghi) viene utilizzato per sviluppare materiali di imballaggio nel BlueCity Lab. La cera d’api di Stadsimker Abderrahim Bouna è sfruttata dal produttore di mobili OKKEHOUT. Gli scarti di frutta dal mercato vengono trasformati da Fruitleather in un materiale simile alla pelle per borse e zaini. I vermi nel seminterrato trattano i rifiuti di cartone per conto di VENDRAAID GOED e KEES trasforma pneumatici per biciclette e auto in accessori di uso comune.
BlueCity Rotterdam rivendica il ruolo di miglior interprete della prima legge dell’elettrodinamica: in natura nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma.
Una piscina piena di possibilità, questo è BlueCity. Un parco giochi per aziende circolari con un’economia dove i rifiuti non esistono e dove insieme i realizza un mondo in cui i rifiuti diventano preziosi.
Perché, come afferma uno di loro: “L’economia lineare non è in grado di sostenere un pianeta che nel 2050 sarà popolato da 10 miliardi di persone. Non possiamo più accettare il concetto di produrre, consumare e smaltire: in un mondo sempre più povero di materie prime e pieno di rifiuti, il futuro dev’essere la nuova economia circolare”. https://www.bluecity.nl/

In Frisia e a Groningen da collinette artificiali a dighe

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Nella parte settentrionale dei Paesi Bassi, lungo la costa, si trovano centinaia di testimonianze di un antico passato: si tratta di ‘terpen’ (in Frisia) e ‘wierden’ (a Groningen), collinette artificiali costruite dall’uomo quando ancora non esistevano le dighe per proteggersi dall’implacabile impeto del mare. Qui l’estremo settentrione dei Paesi Bassi era, nel primo Medioevo, il cuore pulsante dell’economia del Mare del Nord. Molte collinette artificiali si sono espanse fino a diventare pittoreschi villaggi, con bellissime chiese, case storiche e fattorie: oggi caratterizzano il panorama del Paese d’Europa che più legami ha avuto, da sempre, con l’acqua e col mare.

Un tempo, a Groningen dovevano esservi più di 1000 collinette artificiali. Dopo la costruzione delle dighe sulla costa del Wadden, divennero superflue, e vennero quindi rimosse. Ne sono rimaste alcune decine, fra cui Ezinge, un tesoro archeologico. In questo luogo sono stati fatti tanti ritrovamenti archeologici che si possono vedere al Museo di “Wierderland”.

Una gita nella zona delle colline artificiali

Il percorso fra le collinette artificiali fa parte del Patrimonio mondiale UNESCO del mare Waddenzee. Si passeggia lungo un percorso di una ventina di chilometri dove per secoli l’acqua è penetrata nelle pianure. Il percorso porta anche alla collinetta artificiale più alta d’Olanda (e persino della Germania) che si trova in Frisia centrale. Con 8,8 metri di altezza (una casa di tre piani), la collinetta di Hogebeintum è unica. La salita è ovviamente breve, ma la vista che si domina è speciale. Dopo aver respirato l’aria del Mare del Nord, conviene approfondire la storia del villaggio, entrare nella pittoresca chiesa e quindi visitare un mulino molto famoso, perfettamente restaurato, a breve distanza da “Hogebeintum”: De Hogebeintumermolen.

https://hollandnationalparks.com/it/cosa-fare/tenere-la-testa-fuori-dallacqua-con-le-collinette-artificiali

Eindhoven: ex caserma militare diventa palcoscenico internazionale del design

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Kazerne Home of Design è una delle più recenti e originali attrattive di Eindhoven, città che ha collocato design e innovazione in cima ai propri valori. Il complesso Kazerne, nel cuore della città, è composto da sei edifici con una storia particolare. Essi sorgono infatti nel luogo dove, nel 1825, si trovava una delle prime caserme della polizia militare dei Paesi Bassi (da cui il nome odierno) e il magazzino industriale adiacente, che dal 1925 venne utilizzato come deposito dei servizi di pulizia municipale.
Uno spazio espositivo di 2.500 metri quadrati luogo di incontro per amanti dell’arte e del design con esposizioni di arte e che cambiano ogni 4 mesi e opere di designer, molti dei quali hanno poi trovato la loro strada sulla scena internazionale.
Oltre agli spazi espositivi, il complesso ospita diversi bar e 2 ristoranti e il boutique e designhotel Kazerne, voluto dal duo creativo Annemoon Geurts & Koen Rijnbeek.
L’hotel, ricco di opere di famosi designer quali Maarten Baas, Joost van Bleiswijk e Studio Drift, è caratterizzato dai suoi ampi spazi trasparenti, funzionali, fluidi, aperti, in gran parte privi di barriere visive, dove in ogni angolo è riconoscibile il patrimonio industriale del quartiere.
Le camere vanno dalla “Hidden Room” di 15 metri quadrati al Penthouse Loft di 140 metri quadrati. Ogni stanza riprende la sua storia architettonica unica. Il “fienile “, ad esempio, si trova nel sottotetto della ex stalla. Qui sono state conservate le travi di legno originali e il portellone. Nel “Corner Duplex”, l’ex sezione della caserma, una cella dell’ex prigione è stata trasformata in angolo cottura ultramoderno.
http://www.kazerne.com

Arte all’aperto, il miglior modo per godersi un’estate culturale a Rotterdam

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Con la chiusura dei musei negli ultimi mesi diventa più che mai necessario poter godere dell’arte in un ambiente sicuro. Rotterdam è in questi mesi la città perfetta non solo perché è la città più verde dei Paesi Bassi, con grandi parchi e più alberi che abitanti, ma anche perché espone permanentemente un’importante collezione di sculture all’aperto di famosi artisti come Henri Laurens, Auguste Rodin, Paul McCarthy, Pablo Picasso o Henry Moore. Una grande vetrina artistica a cui quest’estate si affiancano importanti artisti olandesi di grande fama come Florentijn Hofman, o Atelier van Lieshout.
Il primo importante progetto di sculture all’aperto in città durante l’estate è “Let’s Get Physical”, dello studio Atelier van Lieshout, famoso a livello internazionale per le sue installazioni critiche e per i suoi oggetti e corpi scultorei che si muovono tra arte, design e architettura. Let’s Get Physical è un percorso di 30 grandi sculture all’aperto dislocate in dodici luoghi diversi della zona industriale di Merwevierhaven, nella parte orientale della città. Let’s Get Physical’ espone una vasta gamma di opere di van Lieshout, dalle sculture figurative in poliestere agli oggetti astratti in acciaio. Ma soprattutto è una celebrazione dell’arte all’aperto per goderne con gli altri in un ambiente sicuro.
Let’s Get Physical’ inizia all’Atelier van Lieshout Mundo Sculpture Park che funge da base di partenza con un’installazione in evoluzione, con The Technocrat (2003), un complesso circuito chiuso di cibo, alcol, escrementi ed energia, in cui i rifiuti dell’umanità – e l’uomo stesso – vengono utilizzati come materia prima per la produzione di biogas. A seguire Alcoholator (2004), una scultura per produrre migliaia di litri di liquore ogni giorno per mantenere docili e felici i partecipanti al Technocrat. Milkman (2015) si trova invece presso la nuova e innovativa Floating Farm, la prima fattoria galleggiante al mondo per mucche e The Sower (2018) nel giardino Voedseltuin; una fondazione che coltiva frutta e verdura biologica per il banco alimentare di Rotterdam. La nuova scultura Utopia (2020), un prototipo di robot-guerriero, fa da guardia a uno degli ingressi di M4H. Altre opere sono esposte in questi luoghi tra cui Weelde, Keilecafé, De Voedseltuin, Keilewerf, Stichting Dakpark e diversi luoghi accessibili al pubblico.
Il secondo importate progetto è “Bospolder Fox”(la volpe di Bospolder),è questo il titolo dell’ultima opera di grande formato di Florentijn Hofman, artista noto a livello internazionale per le sue gigantesche papere gonfiabili di gomma che galleggiano nelle acque di tutto il mondo, per il suo enorme ippopotamo che naviga sul Tamigi o per la sua grande scimmia brasiliana fatta di 10.000 scarpe infradito. L’artista, che concepisce le sue opere come se fossero dei veri e propri giocattoli, ha lavorato ancora una volta su formati giganteschi con i quali l quale animare lo spettatore. Questa volta si tratta di un’enorme volpe, la “Bospolder Fox”, alta 10 metri e lunga 16 metri, che fa parte del progetto di rivitalizzazione dell’area commerciale di Schiedamseweg, commissionata dal Comune di Rotterdam per arricchire la sua collezione di sculture all’aperto. La volpe deve il suo nome alla sua posizione (Bospolder-Tussendijken) ed è un omaggio alla natura e alla città, ricordando l’antica identità di questa zona ricca di foreste, polder e dighe.
https://ateliervanlieshout.com/letsgetphysical/

Museo Boijmans e Ahoy organizzano una mostra drive-thru: un nuovissimo modo per visitare un museo

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Il Museo Boijmans Van Beuningen e il centro Congressi Rotterdam Ahoy hanno stretto una partnership unica: una mostra drive-thru. Dal 1 al 23 agosto 2020 è possibile visitare – alla guida di un’auto elettrica privata o a noleggio – il padiglione 1 di Rotterdam Ahoy: 10.000 m2 ricchi di oltre cinquanta opere d’arte di alto profilo della collezione del Museo Boijmans Van Beuningen.

A causa della pandemia le sale del Centro Congressi di Rotterdam Ahoy sono rimaste vuote e il museo riaprirà non prima della fine dell’anno. Così le due icone di Rotterdam si sono unite per offrire un’esperienza mai vista prima e unica da ricordare, esclusiva per questo momento e inclusiva per tutti. Oltre a oltre cinquanta opere d’arte della collezione di fama internazionale del Museo Boijmans Van Beuningen, sono stati invitati alcuni artisti contemporanei a partecipare a questa sorprendente mostra.
Scoprire l’arte dal bozzolo della propria auto
Guidare in sicurezza nella propria auto, vivere l’arte dentro il proprio bozzolo.
Il museo drive-thru di Boijmans Ahoy è stato creato in risposta alla attuale necessità del distanziamento. Nella nostra auto, nel nostro familiare abitacolo, ci sentiamo al sicuro. Il mondo è fuori: visibile e tangibile, ma fuori. Questa mostra esplora il confine tra l’umanità e le forze della natura.
Opere d’arte e artisti
La mostra si basa su un’idea di Ted Noten. Oltre ad alcune opere di fama mondiale della collezione Boijmans Van Beuningen, la mostra ospita anche installazioni di artisti contemporanei, che giustificano la fama di Rotterdam come città d’arte e fanno riflettere su come le persone si relazionino con il proprio ambiente naturale. Il museo drive-thru di Boijmans Ahoy riunisce opere di: Ted Noten, Oskar Kokoschka, Bas Jan Ader, Melanie Smith, Paul McCarthy, Bruce Nauman, Ugo Rondinone, Cyprien Gaillard, Joep van Lieshout, Wieki Somers, Jim Shaw e installazioni di Bas Princen , Trenton Doyle Hancock, Anselm Kiefer, Olaf Nicolai e Marijke van Warmerdam.
Dettagli pratici
La mostra è aperta solo alle auto elettriche o ibride, non si può superare la velocità di 5km orari e una permanenza di 45 minuti. E’ possibile guidare la propria auto elettrica o prendere in prestito una Mini Cooper messa a disposizione dal concessionario Breeman BMW. Auto che vengono igienizzare dopo ogni utilizzo. Lungo il percorso si incontreranno schermi animati da video e foto, dipinti, sculture, installazioni. Due le possibilità di sosta: lungo il percorso, per ammirare più a lungo un’opera d’arte; oppure per fare uno spuntino, parcheggiare l’auto e godersi un drink dalla terrazza del ristorante.
https://www.boijmans.nl/en/news/boijmans-ahoy-drive-thru-museum

Il 2020 segna il 400° anniversario dell’epico viaggio dei Padri Pellegrini in partenza dal porto di Delfshaven verso l‘America

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Il bucolico quartiere di Delfshaven è uno dei segreti meglio custoditi di Rotterdam. Questo antico porto fluviale, che oggi fa parte della sua area metropolitana ed è una delle poche vestigia storiche ancora conservate in questa moderna città, ha avuto un ruolo decisivo nel XVII secolo che ha segnato la futura nascita degli Stati Uniti. Nel 2020 e nel 2021, si celebra il 400° anniversario dell’epico viaggio dei Padri Pellegrini – puritani inglesi che si erano rifugiati in Olanda – partendo dal quartiere di Delfshaven per un leggendario viaggio transoceanico verso “il nuovo mondo”. Successivamente alla loro partenza, questo porto olandese del XIV secolo ha ospitato per secoli migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, rendendo questo angolo un vero e proprio crogiolo di culture.
LA NAVE HALVE MAEN NEL PORTO DI DELFSHAVEN
Tra le attività organizzate per ricordare questo evento, spicca la riproduzione del famoso veliero del XVII secolo Mayflower che portò i Padri Pellegrini in America. Salendo a bordo della nave Have Maen ormeggiata nel porto di Delfshaven, si può ripercorrere tutta la storia degli esploratori da vicino. Vengono inoltre organizzate escursioni che ricreano il percorso dei Padri Pellegrini da Leiden a Delfshaven, così come crociere lungo il canale di Delsfhaven a bordo della storica imbarcazione Hollandse Vloot. Infine la rinomata chiesa di Delfshaven, nota come Piligrim Fathers Church ospita una mostra sugli eventi storici con testi, immagini e display interattivo. La macchina digitale del tempo e l’applicazione TimeTransit riportano il visitatore nella Delfshaven del 1620 presentando storie e aneddoti dei residenti di allora e di oggi.
DELFSHAVEN, LA PERLA NASCOSTA DI ROTTERDAM
Oggi il quartiere di Delfshaven ospita molti locali e ristoranti dotati di terrazze all’aperto ed è famoso per le sue birrerie storiche come De Pelgrim e Oude Sluis. Il museo olandese del flipper è senza dubbio una delle visite più curiose di questo quartiere, che ancora oggi mantiene il suo carattere e la sua identità, riunendo persone di tutte le culture. Per esplorare questa bellissima zona della città sono stati creati diversi itinerari gratuiti percorribili in bicicletta o a piedi.
Le celebrazioni continueranno anche nel 2021 con diversi weekend a tema. Maggiori informazioni: www.delfshaven400.nl

300 droni luminosi nel cielo di Rotterdam nel Giorno della Liberazione

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Alle ore 22.00 di oggi 5 di maggio, Festa della Liberazione nei Paesi Bassi, l’opera d’arte Franchise Freedom ha sorvolato il fiume Mosa sulle note del pianista Joep Beving che ha suonato in diretta dall’ospedale Erasmus MC.

Su iniziativa del duo artistico DRIFT e dell’organizzazione artistica Mothership, un impressionante sciame composto da 300 droni luminosi ha usato il cielo come se fosse una tela, celebrando in volo la libertà e rendendo allo stesso tempo omaggio a tutti coloro che lavorano giorno e notte per garantire la libertà e la sicurezza degli altri.

I droni hanno iniziato a volare come un grande stormo di uccelli e lo spettacolo si è concluso con i droni che hanno formato un cuore rosso che batte.

Franchise Freedom si è alzata in volo per sostenere l’importanza di due concetti fondamentali dell’umanità: salute e libertà. Così facendo, Franchise Freedom vuole farci avvicinare gli uni agli altri e incoraggiarci a superare insieme l’attuale crisi.

Franchise Freedom

Questa performance e scultura volante è stata creata dal duo artistico dello studio DRIFT. Quest’opera d’arte si interroga sul rapporto tra uomo, natura e tecnologia. Uno sciame composto da centinaia di droni rappresenta il comportamento naturalmente autonomo degli sciami, come quello degli storni, mediante un algoritmo sviluppato ad hoc, mettendo in discussione il concetto umano di libertà e costrutto sociale. Quest’opera d’arte ci invita a entrare in contatto con la natura e a incontrarci tramite la poesia e l’innovazione tecnica. Franchise Freedom si è aggiudicato un Dezeen Award nel 2019 ed è stato nominato per il Global Fine Art Award.

Attualmente, l’umanità è impegnata ad affrontare la più grande crisi mondiale della nostra generazione. Dalla fine della seconda guerra mondiale, la nostra libertà individuale e collettiva non è mai stata messa alla prova così duramente come ora. Il progetto mira a rendere giustizia all’importanza di celebrare la libertà, nonostante la situazione attuale non ci consenta di farlo nel modo in cui siamo abituati.

Ralph Nauta, uno degli artisti del duo DRIFT ha così commentato: “Il COVID-19 ha ribadito chiaramente ancora una volta che gli esseri umani dipendono gli uni dagli altri. Il futuro ha valore solo se siamo in grado di ricostruirlo insieme e in modo sostenibile partendo da un interesse collettivo più ampio. Non c’è libertà senza salute.

 

Jeroen Everaert, fondatore e leader creativo di Mothership, ha dichiarato: “In quest’anno, la ricorrenza della Liberazione cade in un periodo molto particolare: il mondo intero è infatti intrappolato nella morsa del Coronavirus.  Ed è proprio ora che Mothership vuole collaborare per dare a quest’opera d’arte un segno di speranza.

Commemorazione, Speranza e Resistenza!”

 

Il sindaco di Rotterdam Ahmed Aboutaleb ha così commentato: – “È triste non poterci ritrovare quest’anno per commemorare la distruzione del centro di Rotterdam avvenuta esattamente 80 anni fa. Ma è bello vedere come siamo stati in grado di fare di necessità virtù in modo creativo con un cuore illuminato sopra il nostro centro storico. Davvero commovente!”

Erasmus MC 

L’Erasmus MC è il punto di coordinamento nazionale per tutti i reparti di terapia intensiva dei Paesi Bassi. Tutto il suo personale, così come il personale di tutti gli altri ospedali e strutture sanitarie di tutto il mondo, si stanno impegnando senza risparmiarsi per tutti i pazienti giorno e notte. Il pianista Joep Beving accompagnerà Franchise Freedom dall’Erasmus MC.

Collaborazione

Il progetto Franchise Freedom è stato reso possibile dalla collaborazione tra Mothership, Nomobo, Xinix films, Ossip van Duivenbode, Port of Rotterdam, Erasmus University Rotterdam, il Comune di Rotterdam, Rotterdam Partners, Erasmus MC, Rotterdam Topsport e Rotterdam Festivals. Rotterdam Make It Happen sostiene questo progetto perché dimostra in modo singolare la resilienza della città.

Franchise Freedom è stato reso possibile dalla Fondazione Droom en Daad.