«Buongiorno, lavoro per il teatro… dovrei riservare tre stanze per la compagnia e il ten…»

«Un attimo…»

E bèlin, parte il bolero di Ravel…

Poi uno squillo. Sssst.

daaaaaaa daaaaa tarararararaaaarrraaaa….

No figa, ancora la musichetta… brrrrr…. ma se ho l’albergo a 700 metri da casa, stasera tornando prenoto dal vivo…. no, aspetta… sembra che stia per squillare, mi passeranno qualcuno….

taaaaaaaarrrraaaataratttarraaa…

Vabbè che è un’urbana. Vabbè che intanto sto mangiando… ma che pal… nono, spè… si rinterrompe, fosse la volta buona…

Daaaa daaaaaa tarararrraratatttaaaaa….

Ma vaffanculo. Click.


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