Ore 16: manifestazione nei borghi di Parma.

Finalmente questo spazio riesce ad adempiere a ciò che colei che scrive aspirava a fare.
Allora cari pochi parmigiani che mi leggete sotto casa mia, zona Borghi-via Garibaldi si sta svolgendo una manifestazione pluralistica. In cosa consiste il pluralismo? Nel manifestare per il problema casa-immigrazione e anche per Giuliana Sgrena.
I noccioli della questione sono proprio quelli per la casa (e qui posso testimoniarlo sulla mia pelle): Parma è la città con gli affitti più cari d’italia. Se non *la* città è una di quelle. Il prezzo medio di un monolocale ora è sui 550 euro. Una situazione insostenibile.
Della questione casa si è occupato anche il parroco della chiesa di Santa Cristina, concedendo nei giorni di emergenza casa la propria parrocchia come dormitorio. Questo già fece molto discutere i parmigiani, con il culmine della richiesta di alcune parti politiche alla Curia di intervenire.
Non è stata concessa  via garibaldi per la manifestazione, diverse macchine della polizia stanno tutt’ora scortando il manipolo di giovani in bandiere rosse e striscioni italo-francofoni. Nei Borghi c’è la maggior concentrazione di immigrati, anche per via dei call center (che ora l’amministrazione comunale vorrebbe chiudere per motivi d’igiene, secondo l’ordinanza ci dovrebbero essere tre bagni), centri di aggregazione e di scambio sociale tra stranieri.

0 thoughts on “Ore 16: manifestazione nei borghi di Parma.”

  1. sto vicino a te e il problema delle zone di alcune città che pullulano di stranieri è ormai agli occhi di tutti e penso sia ora di affrontarlo col pugno di ferro. Ma la storia dei 550 euro per un monolocale ha veramente del ridicolo da me siamo su prezzi dimezzati rispetto a quello

  2. Lux7: il problema si dovrebbe affrontare a monte e non a valle. Se l’Italia accetta gli immigrati alla fine non possiamo trattarli male, e in fin dei conti trattiamo male anche gli italiani in questo modo. I parmigiani sono “borghesi del cavolo”, Parmalat non ha insegnato loro nulla.

    Braviblog: eh?

  3. il fatto è: chi è che li accetta? ci arrivano sulle spiagge bisogna pur metterli da qualche parte poi che rimandarli a casa sia più burocrazia e spesa inutile che resto è un altro discorso. Cmq siamo obbligati a tenerceli? non credo. A meno che non mi facciano vedere un regolare contratto di lavoro…..

  4. la storia italiana è storia di mescolanza, proprio da questo derivano le nostre fortune… in più, attualmente, gli immigrati vanno a ricoprire, spesso, nicchie di lavori che noi italiani riteniamo indegni e ci rifiutiamo di fare (per evitare polemiche inutili: ho scritto “spesso”).

    non possiamo comportarci come in molti paesi del n.e. italiano dove trattiamo con rispetto gli immigrati dalle 8 della mattina fino alle 8 della sera, poi, finiti gli orari di lavoro, li ghettizziamo e non solo…..

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