Ricordo la lezione di Pilates una settimana prima di Natale l'anno
scorso: la mia insegnante, santa donna che mi ha rimodellato le gambe
facendomi stramazzare con esercizi astrusi, mise su anziché il solito
cd di classica-yawing-operistico-
Mai fatta così tanta fatica quanto quel giorno. Voi ci pensate, io già
ho quel problema del sopportare il clima puccipocrita natalizio
figuriamoci una intera ora di esercizi improbabili ove ogni tua fibra
muscolare viene estesa con gente che sbadiglia e campanellini a go go
sotto.
L'inferno.
Cheppoi non so, ma una traccia natalizia l'hanno fatta davvero tutti,
sebbene i tg vi facciano sentire solo non so, la Carey e Crosby. Ma
proprio tutti, o quasi. E se volete proprio evitare questo e perculare
chi vi farà ascoltare interi cd natalizi (Celine Dion, la Houston…
sbaglio o hanno fatto interi cd di Natale?) parliamo delle peggiori
canzoni natalizie di sempre. La classifica la stilò l'anno scorso il
Mirror, e se voi che state leggendo avete uno scoglionamento tanto
ecco, magari vi spunta un sorrisino, dai.
Al decimo posto il gruppo heavy metal californiano Stryper con “Winter
Wonderland”, al nono il sassofonista di Seattle Kenny G con “Let It
Snow”. Scalando la classifica, l’ottavo posto è occupato dalla coppia
inglese formata da Dennis Waterman And George Cole con la canzone
“What Are We Going To Get For ‘Er”, alla settima posizione c’è il dj
svedese Basshunter con la sua personalissima rivisitazione di “Jingle
Bells”, mentre alla sesta il cantante pop inglese Cliff Richard con
“Mistletoe and Wine”. Giungendo alla top five troviamo un big, Robbie
Williams con “Walk This Sleigh”, al quarto posto invece Mr Blobby con
l’omonima e delirante (direi anche incredibilmente trash) hit “Mr
Blobby“.
Sul gradino più basso del podio, il coro The Innocent Big Knit Choir
che canta la canzone dedicata alle nonne “There’s No One Quite Like
Grandma” ed appena più su di posizione My Christmas Card To You degli
Shooting Star. Vince la classifica della peggior canzone natalizia un
cantautore americano che ha fatto la storia del rock folk: John
Denver, con la sua “Please Daddy “(Don’t Get Drunk This Christmas)”,
un invito al padre a non tornare a casa anche questo Natale ubriaco.
E anche voi, mollate la bottiglia: c'è ancora capodanno.
[28 luglio 2010, Post sotto l'albero (appena dopo visto il primo addobbo natalizio)]