Forse è tipo il pane, le brioches.

Magari non è furbo, magari non è intelligente. So che nell'economia della rivoluzione che si sta facendo giù in Egitto (bene, bravi, bis, magari noi ma noi no sapete…) è una piccola cosa. Come non so, potrebbe essere rovesciare un cassonetto. Almeno per molti è così.
Cioè, so che è una stronzata nelle rivoluzioni guardare il "pelo". Ma pensare che mentre si fa una cosa così importante si danneggi anche il patrimonio culturale è da coglioni. Una mummia è parte del tuo patrimonio culturale, che ti resta anche dopo che un presidente stronzo ti si cava dai coglioni. Se tu non sai difendere e proteggere il tuo passato non farai una sega neppure per il futuro, per me è così. E fosse la prima volta che capita. Secondo me la mancanza di queste cose rende un popolo più soggetto a soprusi e inculate. Ma è una mia idea.

[fortuna (?) che Zahi Hawass (in Giacobbo) ci rassicura]


0 thoughts on “Forse è tipo il pane, le brioches.”

  1. Ma senti, non è pertinente con questo perciso post, però ecco, mi piace quello che scrivi, e come lo scrivi. Poi mi piacciono tanto anche i Muse. Tutto qua.
    Ciao ciao :)

  2. Concordo pienamente con te, Fran. Il problema è che sono i governi stessi che intendono il patrimonio culturale come un qualcosa che pesa sul bilancio e che non porta li pippi. Non mi meraviglia quindi che certo volgo non senta il bisogno di salvaguardare. Fin che si fanno passare certi messaggi.. Che poi ci sia la "rivoluzione" o no, il discorso della tutela e della valorizzazione è un discorso spinoso, e questo soprattutto nel nostro paese (che potrebbe campare gran parte grazie al turismo e alla cultura e che invece preferisce farsi una grassa risata e fondare il Ministero del Turismo proprio perchè gli tocca).

    Sara

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