Nella magica Pienza la 53° Fiera del Cacio al Fuso

Il contesto è unico al mondo: il cuore di Pienza, vale a dire il centro alchemico della Città Ideale voluta da Papa Pio II Piccolomini e per lui “inventata” da Bernardo Rossellino.

Qui, tra e urla di incitamento, sudore che scorre, certo per il caldo ma soprattutto per il peso della responsabilità, persone che nella vita fanno i liberi professionisti, i commercianti, gli agricoltori o gli studenti si misurano con la capacità di saper far rotolare una forma di cacio. Cosa che sembra facile ma che invece facile proprio non è.

Cominciano i più giovani, alle 18 di tutti i giorni dal 31 agosto al 2 settembre. Il loro confronto può valere un passaggio all’onore di essere riconosciuti nel mondo degli adulti. Poi alle 21, sempre in Piazza Pio II, cominciano le prove ufficiali. Nelle settimane precdenti, di fatto per tutto l’anno, in ogni contrada ci si è allenati, ciascuno ha studiato la sua tattica migliore ma adesso comincia la prova del fuoco.

Il 3 settembre , alle 18, uno spettacolo di Sbandieratori e Tamburini, segna la fine dell’attesa e l’inizio della competizione vera. Con la presentazione del Palio, realizzato quest’anno da Bennati Caterina. L’atto successivo, coram populo per evitare accuse di intrighi e favoreggiamenti, è la Marchiatura a fuoco delle forme di cacio utilizzate per il gioco. Poi, tutti insieme per un momento conviviale a base di “Pasta fatta in piazza” dalle signore del paese (sotto le Logge del Palazzo Comunale), seguito dai festeggiamenti delle contrade con cena tipica, musica e ballo con “Orchestra Allegria”.
Per tutti e per tutta la durata del Palio, nel Giardino dei Lecci, a disposizione anche lo Stand gastronomico gestito dal circolo Arci Pienza “Chechi Giordano”. Ci sono da accogliere e ben sfamare le migliaia di turisti che ormai da tutta Europa arrivano per il Palio e che volentieri si mischiano ai contradaioli.

Venerdì 4 settembre, in Sala Convegni, è il momento del “Premio Pienza”, il Concorso Caseario riservato ai Pecorini delle province di Siena, Arezzo e Grosseto, organizzato dalla Delegazione Siena Arezzo dell’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi). La valutazione tecnica è a cura di una giuria di esperti. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, soprattutto in fatto di gusto. Ed ecco che l’alto parere degli Assaggiatori ufficiali (rigorosamente iscritti in un Albo professionale) si confronta con quello dei consumatori, che degustano i medesimi prodotti e scelgono il loro di preferito. Per conoscere i responsi bisognerà attendere la proclamazione ufficiale, domenica 7 settembre.
Per le vie del paese, continuano ad essere presenti i banchi per la degustazione e vendita del Pecorino di Pienza , mentre il concorrenti al Palio riscaldano ancora i muscoli e sono impegnati nelle ultime prove. Al pomeriggio, dopo l’esibizione degli sbandieratori, ecco la disputa del Palio dei Giovani. Quindi canti folcloristici e, dopocena, la “Serenata a Pienza” Concerto della Corale Benvenuto Franci
Domenica 7 settembre, in una Pienza presa d’assalto, la giornata clou del Palio.
La disputa è preceduta da dimostrazioni, dalla premiazione del Concorso Caseario da spettacoli di sbandieratori, tutte proposte decisamente interessanti per i turisti.
Ma i pientini sono già con la testa e con l’anima sulla Gara del cacio al fuso delle contrade, che finalmente ha il via. Dopo eliminatorie che hanno infiammato le contrade, dopo che i contradaioli hanno adocchiato, attraverso l’esibizione dei giovanissimi, i futuri talenti, allo scoccare della decima, davanti a una folla di paesani e turisti, ecco il Palio del “Cacio a Fuso”. Questo momento è stato sognato tutto l’anno, per esso maschi di ogni età si sono esercitati mese dopo mese. Le forme selezionate per la gara sono già state marchiate a fuoco, per evitare manomissioni. L’aria è elettrica, nessuno può permettersi di distrarre il giocatore. Qui in pochi attimi ci si gioca la fatica di una lunga preparaziobne e un po’ l’onore proprio e della contrada, mix assolutamente micidiale. Comprensibile quindi la tensione e il tifo, entrambe stellari

L’obiettivo da colpire è un fuso, uno di quelli che servivano alla filatura delle lane, in verticale al centro della Piazza. Colpirlo, lanciando e facendo rotolare, o meglio scivolare, un forma di pecorino.
A complicare la difficoltà di far dolcemente rotolare 5 chili di formaggio sono la leggera inclinazione e le pietre sconnesse dello storico selciato. Come in un tiro a segno si po’ arrivare al fuso o avvicinarsi alla meta senza toccarla, oppure oltrepassarla. La precisione vale punti e la gloria. Al vincitore vanno gli applausi della folla e il Palio.

La consegna del Palio avviene in un tripudio di bandiere lanciate verso il cielo, al rullare di decine di tamburi e la tensione di una settimana si scioglie in festa per tutti.
Ai tempi andati la festa era occasione di incontro di giovani contadini con le belle arrivate dalle cascine ed era uno sbocciare d amori. Così anche oggi, ai tempi dei social, ragazzi e ragazze di ogni età concludono la festa al San Francesco, ascoltando le antiche ballate d’amore, raccogliendo le fila di un sentimento eterno, dimentichi – anche grazie alle copiose degustazioni di pecorino e vini – di ogni angustia e del peso degli anni.

Non va dimenticato il vero protagonista, ovvero le piccole forme del Cacio OPientino. Il saporito latticino è stato “creato” con ogni cura, ciascuna forma risente dell’anima di cha ha raccolto il latte, delle erbe dei pascoli prima, della tecnica di cagliatura e cottura e soprattutto dell’invecchiamento, almeno 90 giorni in barrique di legno di rovere poi, esattamente come per i grandi rossi con cui va accompagnato.
Per essere a tutti gli effetti un Pecorino di Pienza bisogna rispettare un dettagliato disciplinare cui ciascun produttore aggiunge la propria personalità, creando prodotti che gli esperti mettono a confronto.

Info:
Ufficio Turistico Comunale: Tel. 0578.749905
Informaturista: Tel. 0578 748359; info@ufficioturisticodipienza.it


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