Esperienze gastronomiche sostenibili a Londra

Londra è il paradiso dei buongustai. Ogni ricetta internazionale lì è di casa e la città regala anche la possibilità di provare le ultime tendenze in fatto di cibo. Non solo: permette anche di vivere un’esperienza gastronomica globale senza lasciare la città. Se stai cercando di scoprire grandi sapori con attenzione alla sostenibilità, la capitale britannica è il posto per te. Per ispirarti, questo riepilogo mette in evidenza le aziende che combinano deliziosi menu con principi ecologici, per un’esperienza culinaria da ricordare.

Un’esperienza da fare fin dall’alba: E5 Backhouse

Per iniziare bene la giornata, cosa c’è di meglio di una ricca colazione o di un brunch all’E5 Bakehouse? Questo panificuio ha sede ad Hackenye ed è uno dei pionieri della rivoluzione del pane a lievitazione naturale a Londra. Si trova in una posizione semplice ma pittoresca sotto un arco ferroviario. Negli ultimi dieci anni ha raggiunto una serie di traguardi sostenibili di cui pochi locali possono vantarsi. Per cominciare, la loro farina (che è sempre biologica) è prodotta localmente, con la maggior parte del grano importata dalle contee vicine come il Suffolk. Il grano viene, quindi, macinato in loco, in un imponente mulino che si può vedere dal luogo in cui si trova la panetteria e che contribuisce a rendere unico il fascino rustico di questo posto. Il forno utilizza solo energia rinnovabile e si impegna a riciclare, compostare e utilizzare imballaggi ecologici e biodegradabili. Qui puoi trovare anche prodotti biologici da fornitori locali da gustare a colazione tra cui panini alla cannella, cioccolato e biscotti di segale, muesli, porridge, involtini di pancetta, uova strapazzate e pane tostato e marmellata, tutti serviti con caffè monorigine. E se ti fermi più a lungo, i loro pranzi includono sempre piatti vegetariani, oltre a zuppe, insalate e una scelta di panini. Inoltre, durante i mesi estivi, la maggior parte dei prodotti che utilizzano proviene dalla Fellow’s Farm, l’azienda agricola con sede a Suffolk fondata alcuni anni fa da Ben Mackinnon, ex consulente ambientale e fondatore del panificio.

Cotture lente e cucina “from nose to tail”: St.John Restaurant

Il St. John Restaurant a Smithfield, con tanto di stella Michelin, è il luogo ideale per un pasto completo. Fergus Henderson è uno degli chef più venerati del paese e la figura di spicco di questo progetto gastronomico “from nose to tail”, che da quasi trent’anni esalta la virtù dell’utilizzo di tutte le parti dell’animale. Henderson descrive questa filosofia nei suoi libri, affermando “se hai intenzione di uccidere un animale, sembra solo educato usare tutto”, e la mette in pratica a Smithfield, con il ristorante ospitato in un vecchio affumicatoio situato accanto al mercato della carne che ha reso celebre proprio Smithfield. Il leggendario menu, diverso ogni giorno, utilizza ogni parte dell’animale e comprende classici come l’insalata di midollo osseo insieme a frattaglie di agnello, noci e indivia sottaceto, cuore di bue e salsa verde su crostini di pane. Per quanto riguarda i dolci, non perderti i famosi muffin della casa.

Da un giardino-mercato al cuore di Londra: Spring, Covent Garden

Spring è un ristorante raffinato e di classe situato a Somerset House, vicino a Covent Garden. È gestito da Skye Gyngell, famosa chef di origine australiana che vive a Londra da oltre vent’anni e ha basato la sua carriera sulla cucina con prodotti locali e di stagione, in cui sia gli ingredienti che il luogo in cui vengono preparati sono sostenibili. Per questo motivo, potrebbe non sorprendere che in meno di un anno sia riuscita a bandire la plastica monouso dalla cucina del suo ristorante, o che uno dei suoi menu di maggior successo evidenzi il problema dello spreco alimentare. Il menu che porta il nome di Gratta è disponibile solo per le cene tra le 17.30. e 18:30 (prima dell’apertura dei teatri) e offre tre portate per £25. Caratterizzato da piatti deliziosi a un prezzo molto interessante, ognuno contiene cibi che di solito vengono scartati, come la parte verde del cavolfiore. Inoltre, il principale fornitore di Spring è Jane Scotter, che è la fondatrice della biodinamica Fern Verrow Farm. Gyngell e Scotter formano una coppia perfetta e sono riuscite a ridurre significativamente gli sprechi alimentari grazie alla pianificazione congiunta dei menu e dei raccolti, e portando la filosofia “dal campo alla tavola” un passo avanti.

Per un autentico afternoon tea sostenibile: Petersham

L’afternoon tea alla Petersham Nurseries Teahouse di Richmond, un quartiere benestante nel sud-ovest di Londra facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, è un’esperienza da sogno. Questo tempio dello slow food e della sostenibilità è stato insignito della neonata Michelin Green Star nel 2021 e si trova in uno scenario meraviglioso all’interno di una serra, circondato da splendidi giardini pieni di fiori e dal proprio frutteto, che funge anche da ispirazione per i loro menu. I loro fornitori praticano l’agricoltura rigenerativa e sono certificati secondo i più alti standard di benessere animale, e la tearoom svolge anche iniziative come inviare i loro rifiuti di caffè a Bio-Bean per essere convertiti in carburante. Qui è stato anche installato un digestore anaerobico che converte i rifiuti alimentari in acqua, consentendo loro di ridurre considerevolmente la loro impronta di carbonio. Oltre al classico afternoon tea, hanno menu per pranzo e cena basati sugli stessi principi e con ingredienti locali, stagionali e sostenibili. Se non hai tempo per raggiungere Richmond (è un viaggio facile con i mezzi pubblici ma lontano dal centro), puoi anche visitare il loro caffè a Covent Garden.

Per chi ama la dolcezza: Violet

L’ora del tè è il momento ideale per qualcosa di dolce e Violet, fondata dalla californiana Claire Ptak, è un’opzione eccellente. Claire Ptak si è formata presso il noto ristorante, che ha sposato la filosofia dalla fattoria alla tavola, Chez Panisse ed è stata una dei primi a introdurre ingredienti di stagione in torte e dessert. Al suo arrivo a Londra, ha iniziato a vendere le sue torte in una piccola bancarella nel mercato di Broadway e ha rapidamente attirato un fedele seguito grazie al suo utilizzo di ingredienti ecologici e condimenti stagionali, tra cui Mango Alphonso, Dorset Blueberry e Kent Cherry. Dopo aver aperto la sua caffetteria (situata a soli 10 minuti a piedi dalla sua bancarella del mercato, che apre ancora il sabato) nel 2010, oggi è conosciuta per le sue squisite torte e per i clienti famosi tra cui Harry e Meghan, che le hanno ordinato la loro torta nuziale. Oltre ai cupcake, la caffetteria offre anche delizie tra cui brownies di segale, torta di frutta con farina di farro o biscotti al cioccolato e vaniglia in stile sandwich. Claire Ptak rende anche omaggio al suo luogo di nascita, la California, e al suo paese di adozione con specialità come l’avocado su pane tostato con olio, peperoncino e lime e toast con Cheddar, blue cheese e kimchi.

La brasserie con la migliore vista su Londra: Oxo Tower

La Oxo Tower Brasserie non solo ha una vista spettacolare sul Tamigi, ma ha anche recentemente migliorato le sue credenziali in fatto di sostenibilità. Dalla riduzione della plastica monouso all’aumento della gamma di piatti vegetariani, i suoi sforzi sono stati premiati dalla Michelin Green Star. Qui, i prodotti di stagione vengono trasformati dallo chef Keir Barry in piatti appetitosi, con varie opzioni interessanti tra cui zuppa di funghi e topinambur con mascarpone e crostini e sgombro della Cornovaglia con insalata di patate e condimento al miele, limone e senape.

Il numero uno per la sostenibilità: Silo

Il Silo Restaurant, sulla riva del fiume Lea a Hackney Wick, East London, è sempre in cima alla lista dei ristoranti sostenibili della città. Giustamente. Conosciuto come il primo ristorante “zero rifiuti” al mondo, l’etica di Silo si basa sull’idea dell’artista australiano Joost Baker di “non avere nessun cestino”, un principio che il fondatore, Douglas McMaster, ha fatto suo. Come? Bene, il loro digestore aerobico trasforma i rifiuti alimentari in compost in situ, creando fino a 60 kg di compost in 24 ore, il ristorante ha il suo mulino per macinare il grano, si produce il proprio latte e burro vegetali, aderendo alla filosofia “from nose to tail”, simile a quella del St.John Restaurant. Inoltre, l’arredamento e la decorazione del ristorante si basano su materiali che altrimenti sarebbero stati smaltiti, come piatti realizzati con sacchetti di plastica e tavoli creati utilizzando imballaggi per alimenti, e tutte le consegne arrivano in contenitori progettati per essere riutilizzati. Il menu degustazione, immensamente creativo, comprende piatti come funghi champignon con avena koji; patate ratte, alghe e panna caramellata, oppure lattuga, fiori di sambuco e calendula messicana.


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