
(via Coro Happy B-day M.)
Ormai se non esce ‘sto disco finirò a descrivere outfits (tsk) come una fescionbloggher qualsiasi. Meh.

(via Coro Happy B-day M.)
Ormai se non esce ‘sto disco finirò a descrivere outfits (tsk) come una fescionbloggher qualsiasi. Meh.

Tolto che lei ha un vestito urendo (spalline trasparenti? tulle? per favore: rimani figa, Kate, ma meh) io sto continuando a fissare la testa di Bellamy cercando di capire cosa c’è che non va.
No, non in quel senso, dico l’effetto bambola-ken-imbrillantinato.

Ciao, amici in Matthew Bellamy. Non vi tedieremo circa argomenti importantissimi come “ODDIO l’album esce a ottobre, come facciamo ad arrivarci” e più leggeri come “ODDIO MATT SI SPOSAH”. No.
Fortunatamente Tom Kirk (che l’altroieri si lamentava circa “oh, lavoro troppo e non ho una giornata per fare stronzate”) ci da materiale per finire gioiosamente la settimana.
Cielo.
(se volete scaricarlo il mov è qui, cliccabile sul pacco glitteroso)
[ah, l’organo della Royal Albert Hall. Ah]
Ricordiamo che abbiamo gente come questa in studio di registrazione.

Quindi io mi chiedo perché mi debba venire l’ansia per il nuovo disco: no sai come è, cazzo, son sempre gli stessi deficienti. Chissenefrega di come pensano di tirarlo giù, anche perché a parole sia quelle di Bellamy su twitter che quelle di Chris per NME ce ne possono dire di ogni, certo. Un punto di svolta, ‘na roba nuova. Ma quanto sarebbe figo se facessero qualcosa alla Foo Fighters, nei suoni? Ok, dici, potrebbe essere qualcosa di radicalmente differente, questo, rispetto a Neutron stars salcazzi o rispetto a quegli inni da stadio whoo-ooh. Lasciateli ai Radiohead. Tu però mi prendi per il culo trollandomi (Tom Kirk, io ti vorrò sempre bene fino al livello fisico, sappilo) mettendomi i videini su youtube ma intanto hai il camion della London Synphony Orchestra sotto lo studio. E quindi? Quindi nulla, siamo abituati. Solo che io un po’ me la faccio sotto, e questa roba che ormai si condivide tutto sui social, con una roba che esce al giorno mi aumenta l’attesa e mi accresce l’ansia. Ogni album dei Muse è come un parto. Un po’ come ogni cosa mia che deve essere bella, ma in caso la distruggo io e non voglio che smerdino gli altri. Che roba ‘sta cosa, temo sia proprio l’amore per quei tre minchioni…

Ché brutti stronzi, sebbene qui ci facciate le setlist alla sesso di segugio e voi trattiate meglio i mangiarane e i connazionali nessun altro vi fa ‘ste coerografie negli stadi. Dopo che ci mettete nei libri fotografici senza di noi, eh?
Meh. Vedi che questa cosa di averci una vita fuori dall’internet è non sottovalutabile? Pare che dal 28 notte circolasse ‘sto falso screenshot di una pagina di NME con la storia che i Muse si fossero sciolti. Dai, su editor(s) di NME: ditelo che i Gallagher per la giornata non vi avevano dichiarato nulla e quindi non sapevate cazzo mettere per fare un po’ di traffico (comunque i commenti alla news sono meravigliosi, as usual. Ormai NME online è da leggere solo per quello) per poi dire “ah, era una bufala eh, sebbene sia circolata sui social (dove?) non era vero”.
Certo.
Ma ve lo immaginate Wolstenholme in pianta stabile a casa? Cioè, già al ritorno da dischi e tour mi ingravida la Kelly, figuriamoci direttamente a casa in ciabatte…
[i nostri cialtroni invece sono in studio di registrazione a partorire qualcosa: “christian gangsta rap jazz odyssey, with some ambient rebellious dubstep and face melting metal flamenco cowboy psychedelia”. Poi arriva la pilloletta eh]
[attenti BIMBI! Non posso spiegarvela!]
Ma quanto è ilare quando il batterista del tuo gruppopreferito posta certe cose su twitter per Halloween?
