Se si sciolgono i Muse c'è pericolo di sovrappopolamento, dai.

Meh. Vedi che questa cosa di averci una vita fuori dall’internet è non sottovalutabile? Pare che dal 28 notte circolasse ‘sto falso screenshot di una pagina di NME con la storia che i Muse si fossero sciolti. Dai, su editor(s) di NME: ditelo che i Gallagher per la giornata non vi avevano dichiarato nulla e quindi non sapevate cazzo mettere per fare un po’ di traffico (comunque i commenti alla news sono meravigliosi, as usual. Ormai NME online è da leggere solo per quello) per poi dire “ah, era una bufala eh, sebbene sia circolata sui social (dove?) non era vero”.

Certo.

Ma ve lo immaginate Wolstenholme in pianta stabile a casa? Cioè, già al ritorno da dischi e tour mi ingravida la Kelly, figuriamoci direttamente a casa in ciabatte…

[i nostri cialtroni invece sono in studio di registrazione a partorire qualcosa: “christian gangsta rap jazz odyssey, with some ambient rebellious dubstep and face melting metal flamenco cowboy psychedelia”. Poi arriva la pilloletta eh]


0 thoughts on “Se si sciolgono i Muse c'è pericolo di sovrappopolamento, dai.”

  1. Non so cosa potrà mai uscire dalle testoline dei tre devoniani, ma sicuramente alcune loro canzoni hanno lasciato un segno, almeno in ambito sportivo: “Feeeling good” è stata utilizzata come accompagnamento musicale dell’ esercizio di una syncronette canadese agli ultimi mondiali di nuoto di Shangai e l’ultima parte della sinfonia “Exogenesis”, quella dedicata alla redenzione, l’ha invece usata il pattinatore made in USA Jeremy Abbot come sottofondo per il suo programma libero. Peccato però che in entrambi i casi i cronisti sportivi di casa nostra abbiano sorvolato sull’identità degli interpreti di quei brani……:(

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