Someday you might find your hero.

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Seriamente? Non avevo l’idea di Noel Gallagher come nume tutelare della mia musica. Ho molti amici che lo vedono come dio, e conseguentemente visto che sono belle persone posso annuire quando lo dicono. Non sono così totalizzante musicalmente: ci sono quelle tre persone che stimo più di altri e che se incontrassi stramazzerei ma ecco, pacatamente. Solo che dopo le prime tre canzoni del concerto di lunedì all’Alcatraz ero lì che avrei potuto inginocchiarmi e dire “SCUSASCUSASEHODUBITATO”. Natale mi ci ha un carisma che travalica tutto. Sta lì, suona il suo. Non strafà fisicamente ma butta tutto nella musica. Arrangia le vecchie Oasis a suo modo, arrangia le nuove più electro (signori, come è figa What a life dal vivo) e scambia battutine. Ci fa capire che ha l’altarino in casa di Balotelli, proprio prima di suonare whatalife, dicendo che gli garba un casino. Non ci suona The Masterplan e noi glielo cantiamo. Perché prima ci dice “volete The Masterplan? C’è quella cosa che si chiama iTunes, quando tornate a casa, costa un euro…” e poi anche “ah, ma non avevate comprato il cd? c’era sul cd”. I francesi avrebbero detto anche qui che è arroganza all’inglese. A me invece è un umorismo che fa ridere, anche se mi fa pensare “ma che coglione che è!”. Ma in senso buono.

Ma eravamo belli, lì. Intonati e con le braccia che scandivano tutto il cantato come se fossimo allo stadio.  Il clapping perfetto durante The importance of being idle. Il pubblico più bello dell’anno. Le corde vocali a troie durante Don’t look back in anger (“Ora volete the masterplan o don’t look back in anger? O live forever? …Zuton fever?”)

These Italian kids really do know how to get the hairs on your neck to stand up. And they ARE just kids, most of ’em. I don’t mind telling you it got a bit emotional in places.

[poi questa cosa che Natale mi è essere pucci è confermabile anche dalla tenutaria di quest’altro blog che me lo ha intervistato la mattina del concerto. Insomma, altro che arroganza, gli stranieri, la gente che viene qua e cazzo si crede]


0 thoughts on “Someday you might find your hero.”

  1. Fa piacere avere una tua conferma ad una mia impressione…
    Io l’ho sempre pensato che, negli Oasis, quello dotato era Natale e che era uno spreco non farlo cantare per lasciare spazio a Guglielmo.

    A questo punto mi sa che mi devo comprare il disco…

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