Why do all good things come to an end.

Chris Martin

Il mio rapporto con i Coldplay è sempre stato controverso.
Nel senso che non ho ancora capito se mi piacciano o meno. Seguite il ragionamento: ci sono delle canzoni molto belle, contrapposte da canzoni in cui avrei voglia addirittura di mettermi a studiare o di fare dell’altro, non a livello di offese verso il mio corpo o altri e non è che ispirino sentimenti di fastidio o ne superano la soglia dello stesso come che ne so… Luca Dirisio.

Nel senso, li ascolto, ma al terzo ascolto magari è meglio se bilancio con la mazurca di periferia. Non so perché, ma le piccole dosi solo mi giovano. Sentirli però in heavy rotation nelle radio mi preoccupa [che ne so, come se avessero passato come singolo anni fa Microcuts dei Muse, son canzoni belle pese da ascoltare mentre ci si prova le scarpe o si è in coda al semaforo.

Di contro Chris Martin è bravo. Non sopporto alcuni suoi guaiti. Poi penso che alla fine è pure mediamente carino [ehm, coff] e quindi penso che è carino e mi scordo dell’acuto lamentoso. Che ci volete fare, è la mia forma mentis.
Ma arriviamo alla fine del ragionamento.
I duetti di Chris Martin con chiunque fanno acquisire fascino alla canzone.

Esempio: All good things (come to an end), contenuta in Loose di Nelly Furtado. Sentita nella versione cd non mi entusiasma granché [del resto finisco a salvarlo come terzo pezzo dell’album. Ve l’ho detto spesso in radio, la svolta della Furtado da folk-pop a quasi r’n’b non mi convince per nulla. Boh.], sentita con i cori di sottofondo di Martin ci guadagna molto. Sebbene all’inizio la vocina del Chris faccia quasi ridere, al primo ascolto. Ma è una canzone su cui mi ci son leggermente fissata in questi ultimi giorni.

Secondo brano che amo molto è In The sun. La combinazione di Martin con un uomo che stimo moltissimo, ossia Michael Stipe. Il singolo uscì per beneficienza su iTunes. Qui, ma sarò di parte, la parte vocale di Stipe è notevole, sebbene la canzone alla fine non lascia molto il segno ma una bella sensazione di piacevolezza.

Terzo: Bono e Martin. Io non amo la voce di Bono, non particolarmente. Quindi ritorno ad apprezzare i vocals di Martin. Sezione ritmica però molto U2 che fa emergere se utilizzate questo ordine di ascolto la adattabilità alle canzoni del signor Paltrow [detto con disprezzo, beata lei eh, che a me lei non mi piace come attrice ma da sempre eh]


0 thoughts on “Why do all good things come to an end.”

  1. Anonimo: se proprio vai a guardare l’argomento cover vado a informarti che anche what’s going on è una cover, Marvin Gaye la interpretò in modo molto molto molto parecchio migliore.

    Però ho perso la versione con gli zeroassoluto, fortunatamente.

    Julith: ma vieni a Milàn? (mi sto clamorosamente perdendo)

    Filippo: eh, che strano eh

    Pepenero: se ben mi ricordo sì

  2. “Io non amo la voce di Bono, non particolarmente”

    A N A T E M A A A A A A a a aaaaa!!!

    O__o

    Adoro anche i Coldplay comunque, Martin è bono, ha una bella voce, e una bella moglie. Quando ascolto Fix You mi commuovo sempre…

  3. La Paltrow è un’attrice? Credevo facesse da promoter per la Wella o altre cose così. ;-)

    Io ho lo stesso rapporto con Moby: a volte mi piace, a volte no. I Coldplay mi piacicchiano ma non spenderei nemmeno mezzo euro per un loro CD o concerto. Gli U2 non esistono più. Non sai che l’aereo che li trasportava è caduto nel luglio del 2001 in partenza da Genova?

  4. Oh scusa Marì, fino al 2001 erano il mio gruppo preferito in assoluto, giuro, ero una super fan, di loro so tutto, ma dopo l’uscita di How to dismantle ecc. per me sono morti e sepolti. Se Bono non ha più voce (cosa normale perché ha sempre cantato di gola e così la voce col tempo si usura, me l’hanno spiegato insegnanti di canto) e loro non hanno più idee, che si ritirino e facciano i produttori che fan del bene!

    Perdonami Marì, siamo a Natale!

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