
[Oh, che palle: eccola con un altro post sui Muse. Sì, scusate. Ma finché non ho l’album intero tra le orecchie sono noiosamente rompicazzi.]
Chris Martin l’ho stimato due volte, dopo che la mia simpatia musicale pei Coldplay è scemata dopo A Rush of Blood to the Head. La prima quando ha trattato da pezzente Fiorello, la seconda ieri. Il fatto che abbia linkato ciò congiunto a come i Coldplay abbiano ormai raggiunto gli apici della discografia ammerrrigana mi fa ben sperare per i nostri tre smandrappati del Devon.
Ma volevo dire altro.
Io faccio parte di due categorie di tifo di persone mai contente: la prima è gli juventini, che sebbene un po’ sboronino quando vincono sotto sotto non sono mai contenti della squadra. Perché magari vinciamo anche il trofeo Menasfiga ma ecco, secondo me nelle fasce non c’è gioco e poi si è rotto Buffon, capisci. Poi sono un’invasata dei Muse. Non so se si era capito. E ora c’è tanto celolunghismo su essere fan dei Muse. Come se, sempre per fare una metafora da spogliatoi, se uno ha una mazza lunga quanto una sequoia è sempre meglio di quello arrivato per ultimo ma con tanta inventiva nell’usare qualcosa più piccina. L’essere fan dai tempi di OOS (ecchime) o anche prima (ecco) non è una scusante. Vi dico una cosa: anche a me piacciono molto gli Interpol. Non sono la band della mia vita, forse per quello l’ultimo album mi ha fatto cagare e lo uso un po’ come sottobicchiere. Ne salvo quattro canzoni… e quando Fogarino mi disse, insomma, tra le righe che gli Interpol giostreranno sempre quei quattro accordi sono rimasta un po’ di merda. Poi ho pensato “sticazzi, le vecchie mi piacciono”. Finita lì. Per i Muse è diverso. I Muse, per fortuna o purtroppo, sono la band della mia vita. Quella che seguirò anche quando saranno dei bavosi rincoglioniti ma ancora con i led addosso, i pantaloni aderenti e con un figlio in arrivo. Non capisco ora notarne una svolta pop. C’è gente anche qui che esce fuori ora e si stupisce. Io non capisco, davvero.
Ora vi spiego dove ho avuto i miei maggiori traumi.
Ho iniziato ad accorgermi dei Muse ad un live, erano coi Bush, in crucchia. A Gavin Rossdale meno di una settimana fa ho dato la colpa: è colpa tua se sono ossessionata dai Muse, aprivano per te. Lui ci ha riso. Meglio così. Era uscito Showbiz, era il mmm, 2000? Continuo a riguardare la data su Musewiki ma non ricordo mai se fosse il 2000 o il 2001. Poi da lì ho visto molti concerti e per me vedere i concerti, ché ero in culo ai passeri e ogni volta era un viaggio della speranza, è stato uno sforzo sovraumano.
Ricordo a un Rock Am Ring quando suonarono Hysteria durante il tour di OOS. Pensai: cazzo è sta merda. Sì, ora pensi al riff, al basso e dici che è una bella traccia. Ma immaginatevi un concerto coi pezzi di OOS e di Showbiz: attaccano Hysteria e tu dici “minchia sono, gli ABBA?”. Specie se lo ascolti a metà di un concerto. Altro che Neutron Stars Collision a metà di San Siro. Che poi anche lì magari non mi abbia colpito del tutto, il live di San Siro, è un’altra storia… bello eh, ma mh.
Il problema più grosso è rimasto quando ero seduta qui, nello stesso posto
Credo che il salto dello squalo per i Muse c’è stato con Supermassive Black Hole. Mi ricordo benone: ero qui, al tavolo di cucina. Vidi su Muselive il link all’mp3, lo scaricai. Venti minuti dopo sarei andata in radio in diretta e… non mi vergogno a dirlo: rimasi prima pietrificata. Poi mi venne il magone e sentivo bruciare gli occhi. Mi veniva seriamente da piangere. Fissavo il mio vecchio portatile e mettevo repeat sulla traccia. Non ci credevo. Tutto quello che c’era di alternative rock nella mia band preferita si stava stemperando verso il pop, lì. Lì, cazzo.
La ascoltai per due giorni di seguito, il più possibile per ammortizzarla. Ma ecco, niente. Poi sentita dal vivo è andata giù. Di BH&R salvai alla fine quattro tracce e addirittura penso che la bonus track era superiore a molte messe dentro (Assassin deprivata del bridge poi rimesso nell’Omegabossesedition o come si chiamava fa capire di come quell’album sia mutilato più di un emo tagliuzzato dalle lamette) Quando arrivò The Resistance mi piacque molto, soprattutto la lavorazione. Era più album, c’erano più tracce bilanciate. L’altro no. L’ho sofferto. Ma proprio fisicamente. Io capisco se molti abbiano mandato affanculo i Muse lì, ci sta. Ma ora?
Ora non voglio capire. Voglio solo continuare a insultarli per come si conciano e perché in Francia fanno 345 date in più che altrove. Del resto frega cazzi.
[fine, giuro che fino che ho ascoltato l’album non ne parlo più, giuro]
Io mi ricordo che quando ero lì nei laboratori di virologia vidi queste bellissime scansioni da microscopio elettronico e pensai “porca troia, sai che bello mettertele in salotto. Ti arredano casa. Figata”.
Matt Bellamy 
Molto ridere.

