Ma va tutto bene.

Ho un grosso problema da un mesetto a questa parte. Non ho la temporalità delle cose. Una cosa che tu mi dici sia avvenuta la mattina magari nella mia testa è avvenuta tre giorni prima, o il contrario. Inizia ad essere frustrante, specialmente quando in giorni come oggi tendo a rilassarmi un pochino perché magari in casa non sono sola così non ricordo più se ho preso i farmaci o meno perché spero che gli altri se ne accorgano quando dico se le sto prendendo o meno.

Non so, quando capita così mi sento da buttare e inutile. E' una cosa incredibile quanto la mia testa non funzioni e io invece mi sforzi a fare le cose e ad essere attiva, però devo sempre girare o scrivendomi le cose o dicendole a qualcuno o dovendo avere qualcuno che me le ricorda. Ora, un po', mi viene da piangere.

Shitloads.

Principalmente qui sopra ho deciso di non parlare più di alcuni argomenti. Non è autocensurarsi, è proteggersi. Me ne accorgo dalle chiavi di ricerca che poi arrivano quissù (dai, su, siate onesti e chiedete le cose direttamente. O se non potete più chiedermele direttamente perché avete deciso di litigare con me posso dirvi che l'omeprazolo per il mal di stomaco è mutuabile)

La parola nel titolo, e un po' i titoli vanno alla grande, qui dentro. A volte potreste leggere solo quello. Mediamente credo che molti di voi lo facciano.
Ho passato un lungo periodo di frustrazione per come è l'Italia. Questo mi portava a volte a momenti da Stanis La Rochelle, dove mi incazzavo perché tutto all'estero veniva/viene fatto meglio e io all'estero ho molte meno difficoltà nel vivere/far le cose.
Ma non ho un cazzo di voglia di emigrare, come invece ce l'hanno molti coetanei e quindi un po' mi son girata a pensare la mia solita fissa che il sistema va combattuto dall'interno, un po' ho pensando che siccome siamo a zuppetta nella mediocrità anche se non mi sbatto tanto qui rischio di essere un genio. Certo, quando non ci sono i paraculati a sbarrarmi la strada.

Cani, code morse.

Ora ho questo periodo dove le cose son così tante che mi sento schiacciare la spina dorsale dal peso delle cose che ho cercato. Ed essendo sempre una persona che ha avuto il fisico rovinato da una malattia, il mio corpo non ce la fa a reggere quel che voglio fare e quello che alla fine sto riuscendo a coltivare.

Non sapete che rabbia.

A volte vorrei tanto che fosse possibile fare come in Futurama e avere solo le nostre teste lì in vaschetta.

[e ora tutti a cercare su google "franfiorini malattia", su]

My mercury's in retrograde.

Notare che il marito della vicina sia diventato identico a Kele Okereke.
Dire alla mamma ciò, con lei che capisce che è quello che suona nei Bloc Party non ha un prezzo. Sincera.

[sì, io ci ho anche astrologicamente, per chi ci crede, mercurio retrogrado nel tema natale. Son cose]

Pedali.

Io sto cercando da un paio di giorni di scrivere qualcosa di sensato.
Il ciclismo è bello perché è esattamente come la vita. Ed è la cosa che sono riuscita a scrivere in più ore che qui il cursore lampeggiava qui sopra nel rettangolo bianco.

Sono stata male pensando alle persone che ho perso. Non immediatamente a volte, ma con lo stesso sbigottimento. La storia del superare il lutto, dell'elaborazione del lutto è una fregnaccia. Abbiamo tutti gigantesche cicatrici. Poi capita che alcune ci rendano affascinanti, altre ci sfigurano. Ci sono queste cose di cui dovrei scrivere per liberarmi e invece passano mesi e vedi che per pudore non ce la fai. Ma vedi che ancora sono pesantissime, e che no, sono ancora parte di te e ti corrodono. E te ne accorgi quando le provano anche gli altri. E ti dispiace non riuscirne a piangere per bene ma ingoiare nuovamente questi gropponi che hai in gola. Dovrei, ma non ce la faccio. Però non riesco a non dire che oggi con estrema empatia ho dovuto soffocare il pianto vedendo una fila di compagni di squadra in bicicletta abbracciarsi al traguardo di tappa. Che è un po' la stessa rabbia e lo stesso sconforto che mi danno le parole dei preti quando dicono "e ora diamo l'ultimo saluto". Anche perché i preti non dovrebbero credere, per contratto, nella vita dopo la morte, nel mondo migliore e pippe varie?
E invece no, dai, abbattetemi ancora di più anche voi. Fatemi ancora sentire peggio il distacco. Fatemi sentire abbandonata anche da Dio, no?

Il ciclismo è come la vita. Ti fai il mazzo per arrivare alla fine della tappa, a scalare una montagna anche se te sei capace a fare solo il velocista. O viceversa.

Il ciclismo è quella roba viscerale che dovrebbe insegnarti che chi è in gruppo con te, chi vive la vita con te, sebbene possa essere avversario in diverse occasioni, dovrebbe avere un altissimo rispetto per te e tu per lui. Quella cosa che magari chiamano cameratismo, altrove, e invece è rispetto. E che manca.

Magari a volte fosse più sovrapposto. E' che poi invece se ci pensi bene anche lì i furbi ci sono.

Giro a Parma.

Non so Ale Jet 1 - Cav 0! Give your best caption for this picture us... on Twitpicperché ma sto recuperando le cose perse in gioventù. Questa cosa che il Giro passava sempre vicino a casa mia ma che non ho mai visto ecco, la volevo superare.

Oggi è successo. E' stato bello, molto emozionante, e sono contenta che abbia vinto Petacchi.

Il palco delle premiazioni era sistemato in una postazione un po' scomoda (e dall'altra parte devo dire che il quartier generale stampa era ubicato all'Auditorium, nella sede che fu del Parmaworkcamp) però non so, è stato figo. Io amo il ciclismo. Ci ho un entusiasmo che se non fosse che ho il culo davvero pesante andrei a vedere anche la partenza a Reggio domattina.

[la foto piccina è presa dal twitter del giro d'Italia. Ottimo, davvero ben tenuto, un esempio per molti marchi e avvenimenti. Chapeau]

Processo alla Tappa

Quando capisci che i tuoi stati di felicità durano nove minuti cerchi di moltiplicarli.

Probabilmente uno deve viaggiare in macchina più spesso, mi accorgo che è lì che faccio i miei ragionamenti migliori.

Il fatto principe di questo periodo è che non faccio le cose come vorrei io. E che non riesco a trarre felicità dalle cose che mi succedono. Non che questo mi provochi l'inverso: ma ho un grosso senso di apatia che non mi fa amare nulla.
Col grosso problema che invece viceversa mi si dice che le cose che faccio sono fatte bene, e che magari altri che le dovrebbero fare allo stesso modo non ci riescono sì come le faccio io con scazzo abnorme.

E invece butta così.
Butta in un modo che non so cosa fare per dare uno scossone alla mia vita. E diciamocelo: anche la scelta di uno scossone non è la cosa che chiedo. Non so neppure io cosa chiedo. Credo che un po' come una volta mi sono state infrante altre cose adesso mi siano sparite le aspettative, la voglia di far qualcosa, di raggiungere qualcosa.
Non so, non mi va.

Anche perché sai, prima le provi tutte. Ma non è normale stancarsi alla mia età. Eppure ora è così: non ho spinte, non ho progetti. Non mi piace far nulla. Non ho idea: resta solo il fatto che l'unico sentimento che riesco a darmi è darmi noia da sola.

In realtà neanche il post che dovrebbe chiarirmi le idee non ha né capo né coda.

Poi il fatto che il malfunzionamento ormai cronico del mio intestino provochi stati infiammatori vari tali da farmi ciucciare la borocillina per abbassare l'infiammazione che ho nel cavo orale, che arriva sino a quello, direi che è una cosa collegata.

In realtà scrivo moltissimo.

L'unico problema è che ultimamente il posto dove scrivo più spesso è l'email. E le persone in attesa di una risposta non si accorgono che in mail personale arrivano circa 70-80 email "buone" (no pubblicità, no comunicati, no mailing list) al giorno e che ecco insomma: non siete i soli al mondo.

Appena perfezionano le risposte automatiche su gmail divento la persona più felice al mondo. Forse.

Diverse percezioni di una data: il 5/5.

L'inter fu,
Siccome immobile
a corto di respiro
4 pappine immemori
preser lontani da San Siro

Cosi l'inter al novantesimo sta
muta, attonita
pensando al suo Cuper fatale
ne sa quando simil sconfitta epocale
il suo tifoso medio a dimenticar andrà.

Lui, folgorante in doppio petto        (Moratti)
vide la sua squadra sulla via di caporetto
quando, con vece altalenante
essa cadde, risorse, cadde,
di mille voci alla diretta mista la sua non ha.

Con Vieri e Ronaldo ma privi di palle
e con tanto poco coraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e si scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.

Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
i campioni son Bianconeri
e voi 2 punti in meno !

[Con le scuse a Manzoni]

NiBBle