Finalmente la grande mostra su Gaudenzio Ferrari, da marzo 2018

Finalmente una grande mostra su Gaudenzio Ferrari, un artista che nel Cinquecento venne ritenuto da Giovanni Paolo Lomazzo – insieme a Mantegna, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Leonardo, Raffaello e Tiziano – uno dei sette “Governatori” nel “Tempio della Pittura”.

“Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” coinvolgerà, dal 23 marzo al 1 luglio 2018, tre città del Piemonte – Novara (Castello), Vercelli (L’Arca) e Varallo Sesia (Pinacoteca e Sacro Monte) – estendendosi, al di là delle sedi espositive, in chiese ed edifici delle città e del territorio, dove sono presenti affreschi e altre opere del Maestro.
Per la sede di Varallo è prevista la proroga fino al 16 settembre 2018.

Il grande progetto culturale è promosso e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte e dal Comune e Pinacoteca di Varallo, dai Comuni di Novara e Vercelli.
L’esposizione è curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, con la supervisione di Gianni Romano, a lungo Soprintendente del Piemonte, professore emerito dell’Università di Torino e massimo specialista dell’artista.
L’organizzazione è affidata all’Associazione Abbonamento Musei.it
“Questa mostra rappresenta una delle maggiori operazioni culturali promosse dalla Regione Piemonte negli ultimi anni – dichiara Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte. Un’esposizione di valore, capace di riunire l’opera di un grande artista e di creare nuovi contenuti, e che potrà valorizzare un territorio ricco di un importante patrimonio storico e artistico”.

“Il percorso di Gaudenzio Ferrari, nonostante gli studi passati e recenti, è ancora ricco di incognite”, affermano i curatori. “Un’esposizione ampia delle sue opere permetterà di scandire meglio cronologicamente la sua carriera, di risolvere alcuni problemi di autografia e di ottenere nuove informazioni sulle modalità di lavoro di Gaudenzio. Nella mostra non saranno presenti solo sue opere ma anche dei suoi contemporanei: sia degli artisti che per lui sono stati importanti come Leonardo e Perugino, sia di chi sulla sua lezione si è formato”.

A concedere le opere di Gaudenzio e degli artisti “di confronto” sono istituzioni territoriali quali la Diocesi di Novara, la Galleria Sabauda, il Museo Civico d’Arte Antica e l’Accademia Albertina di Torino ed importanti musei italiani e stranieri. Tra questi ultimi il Louvre, il Ringling Museum of Art di Sarasota, lo Städel Museum di Francoforte, il Szépmuvészeti Múzeum di Budapest, oltre che storiche collezioni private come quella dei principi Borromeo.

Nelle tre sedi – da intendere come altrettanti atti di un’unica manifestazione – il pubblico potrà ammirare quasi un centinaio di dipinti, sculture e disegni.
In ciascuna sezione saranno presentate, in ordine cronologico, le opere di Gaudenzio, dei suoi contemporanei e dei suoi seguaci. A Varallo sarà affrontato il primo tratto della carriera dell’artista: dagli anni di formazione alle prove del Sacro Monte; a Vercelli la stagione della maturità; a Novara gli anni estremi, dove il pittore è soprattutto attivo sulla scena milanese tra la marea montante del Manierismo.
A integrare il percorso espositivo saranno le “opere immobili” presenti nelle diverse aree territoriali: i cicli di affreschi e le statue, opportunamente valorizzati in loco, riuniti a comporre un unico catalogo.
Il volume, edito da Officina Libraria, sarà arricchito dalle immagini appositamente realizzate da Mauro Magliani. Nel catalogo sarà compreso un elenco ragionato, curato da Roberto Cara, di tutti i documenti noti su Gaudenzio.

Le novità de “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” non saranno solo scientifiche, legate alla più puntuale conoscenza di un artista tra i maggiori del XVI secolo. Molti sono infatti gli aspetti innovativi del progetto. Innanzitutto il forte coinvolgimento, accanto ai curatori, di giovani studiosi, usciti dalle Università piemontesi e lombarde. Poi la particolare attenzione ai diversi pubblici, grazie anche alla grande cura riservata alla didattica, sia nelle sedi espositive che online, aspetto per cui è stato coinvolto il Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino. Per i più piccoli, ad esempio, la mostra sarࠓA dimensione famiglia” consentendole di fregiarsi del marchio “Nati con la Cultura”.
Si è inoltre scelto di garantire al visitatore di ciascuna sede un’esperienza completa sull’artista, in modo che anche la fruizione di una sola, possa comunque risultare significativa.
Speciali pacchetti permetteranno, a chi è interessato, una fruizione “slow” della mostra valorizzando le molte opportunità di visita e conoscenza che il territorio offre, valorizzando gli itinerari sul patrimonio gaudenziano a Vercelli e Novara, grazie al supporto offerto dalla Consulta per i beni ecclesiastici del Piemonte e dalla rete dei musei e dei beni culturali.
Insomma un grande progetto di “rete” culturale che unisce una grande mostra all’arte, architettura, ambiente, tradizioni dei territori in essa coinvolti.

Informazioni e prenotazioni: www.gaudenzioferrari.it

WeGIL, il 21 dicembre arriva Sinestetica: tra Vino, Arte e Musica con Antonio Paolini

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Sinestetica 
Percorso tra vino, opera d’arte e musica

Guidato da Antonio Paolini
h. 19.00, 21 dicembre 2017 WeGIL – Largo Ascianghi 5, Roma
Ingresso gratuito

WeGIL, l’hub culturale nel cuore di Trastevere recentemente riaperto grazie alla Regione Lazio e gestito da LazioCrea, il 21 dicembre si apre ufficialmente alla cultura del cibo con Sinestetica – Percorso tra vino, opera d’arte e musica un viaggio attraverso i 5 sensi, guidato da uno dei massimi giornalisti e critici italiani di enogastronomia, Antonio Paolini.

Sinestetica – Percorso tra vino, opera d’arte e musica è un inedito viaggio enogastronomico e “sinestetico”,  un appuntamento originale in cui il pubblico sarà guidato in un percorso polisensoriale di degustazione e abbinamento tra vino, opere d’arte e musica.

Tutto all’interno di uno spazio, quello di WeGIL, che si pone come contenitore e incubatore delle eccellenze della regione, valorizzando il patrimonio culturale del Lazio e non solo: un vero e proprio hub culturale punto di riferimento  per la nascita e lo sviluppo della creatività, della riscoperta dei nostri tesori culturali, turistici ed enogastronomici, grazie anche alla collaborazione con Arsial.

Antonio Paolini si occupa e scrive di enogastronomia da quasi vent’anni. Ha firmato o co-firmato sin qui, con vari editori, 15 edizioni di guide nazionali di ristoranti e 10 di vini, oltre a varie altre a carattere settoriale o locale, e numerosi libri di argomento enogastronomico. Ha co-fondato a Roma il team di degustazione Accademia degli Insensati. È in comitato di direzione di Guida Espresso e tra i coordinatori d’area di Vini Buoni d’Italia (Touring). Dal 2000 è in giuria alla Wines of World Competition di Los Angeles e dal 2005 al Concours Mondial de Bruxelles. È consulente tecnico per Linea Verde (RAI 1). Nel 2008 gli è stato attribuito il Premio Veronelli.

Riaperto l’8 dicembre 2017 e con presenze record nel primo fine settimana, WeGil è stato ristrutturato grazie a fondi regionali stanziati per il recupero dei beni immobiliari appartenenti al patrimonio storico regionale e alla campagna istituzionale Art Bonus, per diventare uno spazio che intende essere simbolo della creatività, della cultura, dell’inclusione e della partecipazione, ospitando mostre, convegni, eventi.

Lo storico palazzo di Trastevere, concepito dall’architetto Moretti, è stato ripensato utilizzando i criteri dell’innovazione e della modernità. La riapertura dell’edificio, la cui gestione è stata affidata alla società regionale LAZIOcrea, è stata resa possibile anche grazie all’opportunità offerta da “Art Bonus”,  il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.

WEGIL – www.wegil.it – Info e prenotazioni: info@wegil.it
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Le Nostre Stelle di Eurospin: risparmio e qualità

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Amo la cucina ma anche il budget, lo ammetto. Ed è per questo che la linea Le Nostre Stelle di Eurospin è davvero una delle mie favorite: riesce a coniugare il risparmio con le materie prime di ottima qualità. Ci sono tanti ottimi prodotti nella linea #lenostrestelle di #Eurospin.

Tra le eccellenze gastronomiche vi sono: Pascoli Italiani, Land, Tre Mulini, Bottega del Gusto, Dolciando, Delizie dal Sole e tanti altri ancora.
Le Nostre Stelle Eurospin sono nate per essere accessibili a tutti, ogni prodotto è realizzato con attenzione rispettando qualità, tradizione, tipicità ed eccellenza nel gusto tutto 100% italiano.

Grazie alla collaborazione tra Eurospin e lo chef Marcello Leoni sono state realizzate delle strepitose ricette con questi deliziosi prodotti. La mia ricetta preferita è la Spuma di Parmigiano
Reggiano DOP 30 Mesi
Le Nostre Stelle,
miele di castagno BIO
e fiori di lavanda , ecco come farla:
150 g di Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi
Le Nostre Stelle
200 g di panna per dolci
150 ml di latte
30 g di miele di castagno BIO
5 fiori di lavanda
Sale e pepe q.b.
Mettere i fiori di lavanda in infusione con il miele per 10 minuti
circa. In un frullatore mettere il Parmigiano Reggiano e il latte,
avendo cura di aggiustare di sale e pepe. Filtrare il risultato con
un colino, aggiungere i 200 g di panna liquida. Versare la salsa di
Parmigiano così filtrata in un sifone, aggiungere una carica di gas.
Nelle coppette ‘sifonare’ la spuma di Parmigiano
realizzata nel modo suddetto, guarnire
con il miele di castagno profumato alla lavanda.

Presentazione di Marcello Leoni from Eurospin Italia on Vimeo.

BAM!, il raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta, arriva a MANTOVA

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A Mantova, dal 18 al 20 maggio 2018

la quarta edizione del BAM, il grande raduno europeo dei viaggiatori in bicicletta

 
In programma workshop, incontri, mostre, spettacoli, concerti e pedalate collettive, alla scoperta delle meraviglie, della storia e dei sapori del territorio.

Una location straordinaria, nella città patrimonio dell’Unesco,

per accogliere viaggiatori da tutta Italia e dall’estero.

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BAM!

european Bicycle Adventure Meeting

Mantova, 18 – 20 maggio 2018

 

La bici è una filosofia, è un ritmo, è uno sguardo sul mondo. E’ lo sguardo che unisce i cicloviaggiatori del BAM, che per la quarta edizione si ritroveranno a Mantova, dal 18 al 20 maggio 2018, arrivando da tutta Italia e dall’estero.

Tre giorni di pedalate insieme, di racconti, di amicizie, di musica e di notti sotto le stelle. Tre giorni per ritrovarsi ancora, per condividere storie, viaggi e progetti, e per diffondere insieme la cultura sostenibile e democratica delle due ruote.

Dopo le montagne di Livigno (Sondrio) e la suggestiva Rocca di Noale (Venezia), il BAM sceglie quest’anno per suoi bamers una nuova location: è Mantova, città della cultura e patrimonio dell’UNESCO, che sta diventando sempre più anche capitale delle due ruote e punto di partenza di meravigliosi itinerari cicloturistici nel cuore della Lombardia. Un’occasione per conoscere un nuovo territorio, le sue strade bianche, le colline, i laghi e la sua enogastronomia.

Nuova sede, vecchia formula: ci sarà una grande area expo dedicata ai brand più noti, presenti con i loro prodotti dedicati al viaggio, ma anche ai piccoli produttori, agli artigiani della bici e alle associazioni e realtà territoriali che lavorano nel settore. Ci sarà l’area camp dove si può dormire insieme sotto le stelle. E poi workshop, concerti, incontri, presentazioni, feste, birre, truck food gourmet, e le pedalate insieme, alla scoperta di nuovi itinerari. Tutto senza mai occuparsi di tempi o di performance: la bici è una passione, non uno strumento per mettere alla prova se stessi. Piuttosto, per conoscersi. E per conoscere altri come noi.

Molte le novità in programma, che saranno annunciate nei prossimi mesi: quel che conta è esserci, con gli occhi all’orizzonte e la voglia di condividere una passione.

BAM! è il primo evento in Italia e uno dei pochi in Europa che mira a intercettare fenomeni in forte crescita come quello del bike-packing, della bici gravel e della bici avventura, oltre che quello dei piccoli e grandi viaggi.

Info: www.bameurope.it

 

BAM! È un evento di 3parentesi – www.3parentesi.it

Israman Eilat 2018: a gennaio la gara di triathlon piú attesa in Israele

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Manca poco alla ISRAMAN Ironman Garmin Race, la gara di triathlon israeliana iron distance, che si svolgerà ad Eliat dal 24 al 27 gennaio 2018 ed è considerata tra le 10 competizioni di long triathlon più impegnative del mondo. Gli atleti dovranno nuotare per 3.8 km nelle acque cristalline del meraviglioso Mar Rosso, pedalare per 180 km tra le montagne di Eliat e, al ritorno, percorrere una maratona di 42,2 km fino al traguardo in città.

 

 

 

 

 

 

Coloro che sono alla ricerca di una sfida un po’ meno impegnativa potranno partecipare alla Half ISRAMAN, che prevede 1,8 km a nuoto, una gara in bici di 90 km e una corsa di 21,1 km. Quest’anno anche i piccoli atleti potranno gareggiare nella IsraKids, che estende la partecipazione alla gara a due gruppi divisi per fasce di età.

 

 

 

 

 

ISRAMAN ha ottenuto un riconoscimento internazionale grazie al suo arduo, stimolante e scenografico percorso che attira atleti da tutto il mondo. Quest’anno sono attesi circa 2.000 partecipanti provenienti da 25 nazioni, accompagnati da diecimila persone tra parenti, amici e visitatori che arriveranno ad Eilat per fare il tifo e partecipare ad uno dei maggiori eventi sportivi internazionali in Israele.

 

Israman viene considerato dagli atleti italiani un appuntaemento davvero importante.

All’edizio del 2017 ha partecipato, tra gli altri, il campione di ciclismo Claudio Chiappucci dando vita ad una origianale staffetta internazionale.

 

“Eilat è raggiungibile con voli diretti dall’areoporto Orio al Serio e con poco più di tre ore di volo dall’Italia sarà possibile vivere la magia di una vacanza avvolti dal tiepido calore del deserto del Negev: calore e magia del Mar Rosso, per vivere l’estate tutto l’anno, dove l’inverno non esiste” ha dichiarato Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo in Italia.

 

Per offerte e pacchetti clicca qui.

 

 

Per ulteriori informazioni visitare il sito o il  video della gara.

 

Sei delle più eccentriche location per matrimoni in Gran Bretagna

Se sei alla ricerca di qualcosa di un po’ diverso dal solito, ecco un elenco di sei delle location più insolite del paese, da una fiabesca casa sull’albero alla cantina di una distilleria di whisky!

1. Una casa sull’albero in riva al lago…

The Lodge on Loch Goil(link is external), Argyll, Scozia

Per un matrimonio da sogno tra pochi intimi e un po’ di privacy per qualche foto nelle Highlands scozzesi, scegli la bellezza romantica offerta dal rifugio a cinque stelle Tree House. Annidato di fronte alla distesa del Loch Goil, con le montagne sullo  sfondo, il Tree House può ospitare fino a 24 persone per una cerimonia intima, mentre l’edificio principale del Lodge può accogliere fino a 80 ospiti. Una volta scambiate le promesse, la festa si sposta al Lodge, una country house privata in stile vittoriano, costruita nel 1864, in cui si tengono banchetti a base di prodotti locali. Per il pernottamento, la struttura può accogliere fino a 14 ospiti, mentre i novelli sposi possono ritirarsi nella deliziosa Summerhouse, sulla sponda del lago. Il Lodge dista poco più di un’ora di auto da Glasgow.

2. Su un treno a vapore…

Forest of Dean, Gloucestershire, Inghilterra sudoccidentale

Sali sul treno dell’amore a Perrygrove(link is external)! Affrettati a prenotare per sposarti sul Wedding Belle, treno a vapore arredato appositamente, in cui la coppia raggiante e il gruppo di ospiti festeggia attraversando la splendida campagna che costeggia la magnifica Forest of Dean. Dopodiché, gli sposini e i loro invitati possono sorseggiare champagne sulla banchina  e sedersi ai tavoli per il ricevimento. Ci sono due diverse location per il banchetto e possono ospitare 10-200 persone: il Carriage Shed, che può accogliere fino a 40 ospiti e il Rockwood, una splendida alternativa con tendone esterno per i mesi estivi, che può ospitare fino a 200 persone.

3. Sospesi nel cielo…

British Airways i360(link is external), Brighton, Inghilterra sudorientale

Trasforma il tuo matrimonio in un viaggio nel cielo e pronuncia il fatidico «lo voglio» a quasi 140 metri d’altezza sopra la cittadina marittima di Brighton, all’interno una futuristica capsula panoramica in vetro, mentre, con la tua dolce metà, raggiungi la cima della più alta torre di osservazione semovente a bordo del primo tram verticale al mondo. Fino a 198 ospiti possono partecipare alla celebrazione e sorseggiare champagne gustando qualche stuzzichino, o addirittura un vero e proprio banchetto, godendo delle vedute panoramiche mozzafiato.

4. In una cantina di una distilleria di whisky…

Edimburgo, Scozia

Ideale per gli amanti del whisky, la cantina privata della Scotch Whisky Experience(link is external) offre una cena esclusiva da VIP, per un massimo di dieci ospiti, circondati da un’ampia selezione di whisky. La struttura dispone anche di altre sale più ampie, dove organizzare in un secondo tempo un cèilidh!

5. Al mercato…

Borough Market(link is external), Londra

Una location ideale per una coppia di buongustai è il più antico mercato di Londra, che possiede la licenza per celebrare i matrimoni. La storica Market Hall del Borough Market è un’impressionante struttura in vetro con alti soffitti che può ospitare fino a 250 persone durante le cerimonie che si tengono in orari di chiusura del mercato. Oppure, puoi scegliere di fare il grande passo in uno dei migliori ristoranti di Borough, il Roast(link is external), situato sotto il portico dell’ex mercato dei fiori. Il ristorante, anch’esso in possesso di licenza per celebrare matrimoni, si occupa di tutto l’evento e può far sedere a tavola fino a 108 ospiti. Non solo, i novelli sposi avranno in omaggio anche una cena per il primo anniversario.

6. In volo…

Highland Fling Bungee(link is external), Perthshire, Scozia

Se sei un amante dell’avventura, perché non sposarti su una piattaforma di bungee jumping, immerso nel panorama scozzese, prima di festeggiare lanciandoti con la tua dolce metà, aggrappati alla stessa corda, davanti ai tuoi ospiti?

Tra Emilia Romagna e Toscana le Mostre di Natale

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Mostre di Natale tra Emilia Romagna e Toscana
Pistoia, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna
Tutti gli appuntamenti da non perdere con l’arte e la storia

Le statistiche sui visitatori confermano la tendenza alla netta crescita delle visite in concomitanza con le Festività. Soprattutto se le esposizioni sono proposte da interessanti città d’arte.
Tra Toscana ed Emilia Romagna le proposte non mancano. Vediamole!
Cominciamo dalla Capitale Italiana della Cultura 2017, ovvero da Pistoia. Qui, in Palazzo Fabroni, sino al 7 gennaio si può ammirare la grande mostra “MARINO MARINI. Passioni visive”. Si tratta della più organica retrospettiva sino ad oggi proposta su Marino Marini. A renderla ancora più unica e imperdibile è il confronto / raffronto che la mostra propone tra i capolavori di una vita del grande scultore pistoiese e quelli a cui lui si è ispirato o confrontato. Dalla statuaria magno-greca ed etrusca, a Giovanni Pisano e la scultura medievale, al Rinascimento di Donatello, sino agli epigoni di Rodin per giungere ad Arturo Martini, Pablo Picasso e Henry Moore. Un viaggio imperdibile nella storia della scultura.
Sempre a Pistoia, ma in Palazzo del Tau, “MIRÒ E MARINO. I colori del Mediterraneo”, sino al 7 gennaio.
Marino Marini, in veste di pittore, a confronto con un amico: Joan Miró. Risultato: una mostra in cui esplode la vitalità e la gioia di vivere attraverso l’uso del colore. Mirò e Marino erano anche amici ed erano entrambi affascinati dai colori del loro “mare comune”, il Mediterraneo. Una mostra che è un inno alla “Joie de vivre” e alla grande arte.
A Reggio Emilia, in Palazzo Magnani, sino al 25 febbraio, “KANDINSKY->CAGE: Musica e Spirituale nell’Arte”. Un grande percorso tra Arte e Musica a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, dall’astrattismo spirituale di Wassily Kandinsky a John Cage l’astronauta dei suoni. Ben 50 le opere in mostra del grande Kandinsky, in una magica relazione tra forma colore e suono, insieme a Max Klinger, Paul Klee, Arnold Schönberg, Marianne Werefkin, Oskar Fischinger, Fausto Melotti, Nicolas De Staël, Giulio Turcato, Robert Rauschenberg.
A Ferrara, al Castello Estense, ultimissimi giorni per “L’ARTE PER L’ARTE. Da Previati a Mentessi da Boldini a De Pisis” (chiude il 27 dicembre). Il percorso “ferrarese” che propone, nelle sale del Castello Estense, una precisa selezione di dipinti e disegni delle Collezioni delle importanti Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, si presenta fortemente rinnovato. Boldini e De Pisis, innanzitutto. Con importanti opere prima non esposte. Poi le sezioni dedicate a Previati e Mentessi. E nuovo spazio riservato ad altri “ferraresi doc” come Aroldo Borzagni e Roberto Melli e Achille Funi.
Ai Diamanti invece “CARLO BONONI. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese” si potrà ammirare sino al 7 gennaio.
Il suo nome è stato accostato a quelli di Caravaggio e Zurbarán. Guido Reni ne ammirava la “sapienza grande nel disegno e dalla forza del colorito”. Pochi sono stati capaci di dipingere nudi maschili più potenti e seducenti di quelli creati da Carlo Bononi. Le sue tele sono vere e proprie meraviglie pittoriche create in tempi tragici, di carestie e pesti, nell’Italia di inizio Seicento. A servizio, ma non troppo, della Controriforma.
A Ravenna, al Museo d’Arte della città, sino al 7 gennaio, “MONTEZUMA, FONTANA, MIRKO. La scultura in mosaico dalle origini a oggi”.
A connotare la nuova, grande edizione della Biennale del Mosaico, il Mar propone ben 140 opere, a documentare le eccellenze che sono il frutto del connubio tra scultura e mosaico. A partire dai grandi precursori Fontana e Mirko Basaldella, percorrendo tutto il Novecento, con Trotta, Ongaro, Chia, Paladino, Mendini e Sottsass, tra i molti. Con un omaggio anche alla Tomba di Rudolf Nureyev.
Ancora nel ravennate, il MIC di Faenza propone “Tra Simbolismo e Liberty: ACHILLE CALZI”, sino al 18 febbraio.
Intellettuale finissimo, intrattenne rapporti con Pellizza da Volpedo, Adolfo de Carolis, Arturo Martini, Giosuè Carducci, Alfredo Oriani, Gabriele D’Annunzio e Riccardo Zandonai e molti altri. E lo fece incardinando la sua vita e l’attività a Faenza. Qui all’attività di ceramista – secondo la tradizione familiare – affiancò la militanza sociale in campo culturale. In mostra le sue magnifiche creazioni ceramiche, dal Simbolismo al Liberty, ed altre emozionanti testimonianze della creatività di un grande protagonista del ‘900 italiano.
Tutte queste proposte sono inserite in sedi e città che da soli meritano una visita. Per il piacere di uscire dalla routine per “lustrarsi gli occhi e aprirsi la mente”. E allora, buona visita!

Tra Veneto e Friuli le Mostre di Natale

Mostre di Natale tra Veneto e Friuli
Venezia, Jesolo, Padova, Treviso, Castelfranco,
Rovigo, Vicenza, Udine, Gorizia….
Tutti gli appuntamento da non perdere con l’arte e la storia

Per chi, stando al calduccio, vuole godersi una bella mostra, ecco una serie di proposte da non perdere. Tutte aperte nelle prossime Festività, tra Veneto e Friuli. Alcune fresche di inaugurazione, altre ormai giunte a fine percorso. Tutte decisamente interessanti ed originali.
Cominciamo dalla capitale delle vacanze estive, Jesolo. Che affronta la stagione inverale proponendo, allo Spazio Aquiliea 123, “EGITTO. Dei, faraoni, uomini “ (sino al 15 settembre). Spettacolo e rigore scientifico sono i due punti di forza di questa grande mostra che non teme di fare del racconto e dell’emozione la sua cifra. Senza alcun timore di “unire il sacro al profano”, accanto alle teche blindate che accolgono i reperti concessi dal Museo del Cairo e da altri musei di mezzo mondo, saranno proposte fedeli riproduzioni, scenografie e sofisticate installazioni tecnologiche, a comporre un ricco itinerario scientificamente inappuntabile e intelligentemente coinvolgente.
A Venezia, alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, “Memoria e Progetto GUIDO STRAZZA PER CA’ D’ORO”, sino all’8 aprile.
Cosa unisce un grande artista d’oggi – Guido Strazza – al Barone Franchetti, l’uomo che un secolo fa donò allo Stato la Ca’ d’Oro e tutti i suoi magnifici tesori? La generosità innanzitutto, visto che anche l’artista romano ha voluto donare un importantissimo nucleo di sue opere al Museo veneziano. Poi la passione – comune a Strazza come a Franchetti – per i “marmorari” medievali e le loro sapienti, affascinanti creazioni. Di questo da conto la mostra, conducendo il visitatore, all’interno di un sottile gioco di assonanze, ad ammirare gli antichi “marmi” della Ca’ d’Oro e le creazioni dell’artista
A Padova, nel Palazzo del Monte di Pietà, “RIVOLUZIONE GALILEO. L’arte incontra la scienza” (sino al 18 Marzo).
Chi è Galileo Galilei? Dai ricordi scolastici di ciascuno di noi, lo scienziato per eccellenza. Nella realtà storica, uno straordinario rivoluzionario. Poiché dopo Galileo nulla fu come prima. Una mostra rivela l’uomo Galileo nelle molteplici sfaccettature: scienziato, grande prosatore, virtuoso musicista, artista e critico d’arte; dal Galileo imprenditore al Galileo produttore di vini; dal Galileo rivoluzionario e anticonformista al dramma dell’abiura. Ma soprattutto l’uomo che amplia i confini della conoscenza e muta il rapporto degli artisti con la Natura del cielo. La mostra indaga i confini dello spazio, la sua narrazione, da Leonardo e Dürer fino ad Anish Kapoor, in un grande viaggio nell’arte moderna. Per alcuni sarà come scoprire realmente Galileo, e tre secoli d’arte, per la prima volta.
A Rovigo, al Roverella, “SECESSIONE. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità” (sino al 21 Gennaio).
Per la prima volta in mostra un panorama complessivo delle vicende storico-artistiche dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni: Monaco, Vienna, Praga e Roma. Evidenziando differenze, affinità e tangenze dei diversi linguaggi espressivi nel primo vero scambio culturale europeo. Basti pensare a Gustav Klimt e ad Egon Schiele che esposero alle mostre della Secessione Romana o a Segantini che partecipò alle annuali mostre viennesi
Ancora a Rovigo, ma in Palazzo Roncale, “I CAPOLAVORI DEI CONCORDI” (sino al 21 gennaio). La Pinacoteca dei Concordi approda a Palazzo Roncale. Qui ambienti fastosi, con i loro preziosi arredi, accolgono le opere della Pinacoteca. Si tratta di una raccolta d’arte importantissima, che racchiude in sé alcuni capolavori dei grandi maestri della pittura italiana: dal gotico, a Bellini e ai belliniani, dai Fiamminghi al Cinquecento veneto, dai pittori della realtà, dalla pittura di paesaggio ai pitocchi, arrivando ai ritratti e ai pittori della Venezia del Seicento. Tra le opere esposte al Roncale è possibile ammirare il celebre “Ritratto di Antonio Riccobono” di Giambattista Tiepolo, la “Madonna con il Bambino” e il “Cristo porta croce” di Giovani Bellini e opere insigni di Piazzetta, Pittoni, Palma il Vecchio, Luca Carlevarijs.
A Treviso, negli spazi Bomben, Fondazione Benetton Studi Ricerche, “LOTTERIE, LOTTO, SLOT MACHINES. L’azzardo del sorteggio: storia dei giochi di fortuna” (sino al 14 gennaio). Una mostra ricca di stimoli, suggestioni, testimonianze, che vuole presentare in modo facile e gradevole la complessità di un fenomeno sempre di straordinario rilievo nella vita delle società. E oggi accentuato dagli strumenti attuali del possibile azzardo: dalle lotterie istantanee a quelle via internet, dal gratta e vinci alla roulette televisiva – moderni eredi delle puntate su chi doveva essere eletto alla guida della città o alla funzione pontificia –, fino alla schedina del totocalcio (che oggi pare arcaica), e ad altre pratiche in continua evoluzione.
E, ancora a Treviso ma al Museo Nazionale Collezione Salce, “ILLUSTRI PERSUASIONI tra le due Guerre” (sino al 14 gennaio). In questa nuova mostra del Museo Salce, il focus è posto sugli autori dei manifesti. Riconoscendo loro il ruolo e la virtuosità di abili “persuasori”. I loro sono anni in cui la “propaganda” assume un ruolo ufficiale e nella grafica raggiunge livelli di straordinaria eccellenza. Sono i decenni in cui nel vecchio Continente, ma non solo, si affinano gli strumenti della “comunicazione di massa”. In mostra, un centinaio di magnifiche testimonianze dell’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale, dal 1920 al 1940.
A Castelfranco Veneto, al Museo Casa Giorgione e in altre sedi, “LE TRAME DI GIORGIONE”, sino al 4 marzo.
In Giorgione nulla è veramente ciò che sembra. Questa grande mostra dipana le “Trame” della sua pittura. Ed è solo la tappa d’avvio per un viaggio nel linguaggio nascosto delle vesti che vengono, mai a caso, indossate per essere eternati dai ritratti. Tre secoli di grande storia dell’arte e del costume, dal Giorgione al Tiepolo, passando per Tiziani e tanti diversi protagonisti della storia dell’arte veneta.
A Vicenza, alla Basilica Palladiana, la mostra più visitata del momento: “VAN GOGH. Tra il grano e il cielo”, sino all’8 Aprile.
Oltre 120 opere, tra dipinti e disegni. Un tema attentamente focalizzato, un filo conduttore di grande suggestione: le lettere scritte dal pittore. Goldin torna in Basilica con una monografica su Vincent Van Gogh quale non la si era mai vista non solo in Italia.
Stessa sede e stesse date per “UN CANTO DOLENTE D’AMORE. Marco Goldin, Matteo Massagrande, Vincent van Gogh”. “Nella scorsa primavera, mentre mettevo mano a uno spettacolo teatrale sulla storia di Van Gogh, afferma Marco Goldin, ho scritto il breve monologo che l’attore che impersonerà Vincent sul palcoscenico reciterà sotto un ultimo albero della vita, accanto a un ultimo campo di grano. Gli ho dato come titolo Canto dolente d’amore (l’ultimo giorno di Van Gogh). Tempo dopo averlo scritto, ho provato il desiderio che un pittore potesse non illustrarne alcune scene, ma traendovi spunto, desse loro una temperatura insieme d’anima e di colore. Allora ho chiamato un artista che stimo molto, Matteo Massagrande…”.
Ancora a Vicenza, al Palladio Museum, raffinato appuntamento con “TIEPOLO SEGRETO”. Il Palladio Museum si è arricchito di un eccezionale patrimonio d’arte: sette straordinari strappi d’affreschi di Giandomenico Tiepolo (1727-1804), che interpretano la scena dell’Olimpico di Palladio. Da oltre cinquant’anni anni erano conservati nel palazzo dei proprietari che li salvarono dalle distruzioni belliche. Oggi gli eredi, Camillo e Giovanni Franco, li hanno destinati al Palladio Museum. Che, con questo importante arricchimento, conferma ulteriormente la sua vocazione a Museo della Città. In occasione della mostra, per ampliare l’opportunità di conoscenza del grande artista veneto, il Palladio Museum e Villa Valmarana ai Nani offrono una reciproca riduzione sui biglietti d’ingresso: Giambattista dipinse gli affreschi “Olimpici” vent’anni dopo aver affrescato villa Valmarana, per il figlio del suo primo committente.
Dal Veneto al vicino Friuli, per due appuntamenti di notevole interesse sia artistico che storico.
Ad Udine, in Castello, sino al 7 gennaio, “L’OFFENSIVA DI CARTA. La Grande Guerra illustrata, dalla collezione Luxardo al fumetto contemporaneo”. Dopo Caporetto, partì la grande controffensiva che portò alla Vittoria del 1918. Fatta con cannoni, fucili e aerei, certo. Ma è un’altra, non meno efficace, Offensiva che questa mostra illustra. Quella combattuta sotto la regia dell’Ufficio Propaganda, fatta di manifesti, parole d’ordine e soprattutto di immagini. Destinata a giovani soldati spesso analfabeti. Immagini che portano le firme di ragazzi al fronte, alcuni dei quali – come il caporale De Chirico o i soldati Carrà, Sironi e Soffici – destinati a diventare artisti celebri.
E a Gorizia, in Palazzo Attems Petzenstein (sino al 25 marzo), “LA RIVOLUZIONE RUSSA. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)”.
Alle ore 10 del 25 ottobre 1917, Lenin proclamò il rovesciamento del Governo e il passaggio del potere al Comitato militare-rivoluzionario. Quel momento passò alla storia come la “Rivoluzione di Ottobre”. Ma un’altra, e non meno importante, Rivoluzione Russa era già in atto da tempo e si esprimeva nel campo della cultura e delle arti, trasformando vecchi canoni espressivi, imponendone di nuovi. Nulla sarà più come prima nel teatro, nella musica, nel balletto, nella fotografia e sopratutto nelle arti figurative. Come racconta questa originale mostra, in Palazzo Attems Petzenstein .
9 belle città, 13 straordinari appuntamenti. Altrettante occasioni per farsi, e fare, un originale e stimolante regalo di Natale!

Tra Piemonte, Lombardia e il Ticino, le Mostre di Natale

Mostre di Natale
tra Piemonte, Lombardia e Ticino
Tutti gli appuntamenti da non perdere con l’arte e la storia

Torino, Milano, Brescia. Grandi città d’arte che sanno attrarre turisti in ogni stagione. Poi il Canton Ticino, subito a di là del confine italiano.
Per accogliere al meglio i loro ospiti, queste città mettono in campo anche una serie di appuntamenti espostivi di rilievo. Vediamone alcuni.
Cominciamo da Torino, dove CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia propone, sino al 7 gennaio, due appuntamenti paralleli. Il primo è con “ARRIVANO I PAPARAZZI! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi”. 150 immagini per raccontare l’epopea della “fotografia rubata”, da La Dolce Vita a oggi, in Italia e nel mondo. Dove il mondo è soprattutto, anche se non solo, quello dello scandalo e del gossip. Sono fotografie che hanno segnato per sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti, politici. Donne soprattutto. “Rubate” dei momenti privati, quando, smessa la maschera del ruolo, ridiventano persone (quasi) comuni.
E con “CRONACHE DAL SET: il cinema di Paolo Sorrentino. Fotografie di Gianni Fiorito”.
Quaranta fotografie di Gianni Fiorito che raccontano il cinema del premio Oscar partenopeo. In una carrellata di immagini si alternano, tra scenografie e pause di set, il giovane Papa Jude Law della serie The Young Pope, il protagonista de La Grande Bellezza Jep Gambardella interpretato da Toni Servillo, presente in mostra anche nei panni de Il Divo Giulio Andreotti, e Sean Penn, la rock star Cheyenne di This Must Be the Place.
Imperdibile a Milano, alle Gallerie del Credito Valtellinese, “ARTE RIBELLE. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto”.
Dall’opposizione alla Guerra del Vietnam agli anni Settanta, passando per il ’68. Questa grande mostra racconta l’epoca della ribellione al sistema e della protesta politica, dell’impegno totale, delle militanze. Attraverso esempi tra i più potenti di un’arte posta, convintamente, a servizio di quell’impegno e della Politica. In una Milano che è stata cuore della protesta studentesca e operaia italiana. Una selezionatissima retrospettiva sull’arte “ribelle”, affiancata da documenti illustrati e testimonianze fotografiche. Per ripercorrere un’epoca unica nella storia recente di Milano e dell’Italia.
L’intero centro storico di Brescia è coinvolto da “MIMMO PALADINO. Ouverture” (sino al 7 gennaio)
Brescia “riletta”, anno dopo anno, da un artista di livello internazionale. A fare da apripista a questo nuovo progetto culturale è Mimmo Paladino. Scelto per “la sua capacità di alimentare la storia, trasformando i simboli della cultura figurativa del mediterraneo, dagli archetipi al Novecento”, sottolinea Luigi Di Corato, che è il direttore di Brescia Musei e il curatore della mostra. Il percorso “firmato Paladino” si espande da Piazza della Vittoria, simbolo della retorica piacentiniana sino al Capitolium e a Santa Giulia, sin dentro il cuore più antico e fascinoso della città.
Ancora a Brescia, ma al Museo di Santa Giulia, “A LIFE: LAWRENCE FERLINGHETTI – Beat Generation, ribellione, poesia” (sino al 14 gennaio).
Con Ferlinghetti si rivive la Beat Generation, momento snodo del recente Novecento. Lui, inconsapevole delle sue origini bresciane, domina la scena culturale newyorkese prima di trasferirsi definitivamente a San Francisco dove fonda la mitica City Light Bookstore nel ‘53. Nel ’58 la sua “Coney Island of the Mind” vende più di un milione di copie. Pubblica Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso e Charles Bukowski, riferimenti formativi per almeno una generazione di giovani. Ma oltre che poeta, intellettuale impegnato, è anche pittore finissimo. Ed è uomo che crea relazioni. Come quella con Fernanda Pivano ed Ettore Sottsass. Insomma l’uomo simbolo di una grandiosa epopea artistica, culturale e sociale.
Infine in Ticino, dove a Rancate, nella sede della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, si può ammirare “DIVINA CREATURA. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento”.
Corre l’anno 1858 e a Parigi esplode l’Haute Couture di Worth, subito amplificata e diffusa dai primi Grand Magasins che spopolano nelle principali metropoli europee. I figurini portano il “Verbo parigino” nel mondo e l’”essere alla moda” diventa l’imperativo condiviso nella seconda metà dell’Ottocento dalle donne di pressoché tutti i ceti sociali. L’arte ne è coinvolta e stravolta. Come confermano le sculture, i dipinti ed i meravigliosi ventagli d’autore per la prima volta riuniti i questa grande mostra.Storia dell’arte e del costume, fotografia, poesia, gli anni della ribellione, una istallazione grande come il cuore di una città. Per offrirvi un Natale e un Capodanno finalmente diversi.

Ad Arte Fiera il Premio Gruppo Euromobil under 30 2018

Gruppo Euromobil, in veste di main sponsor di Arte Fiera 2018, promuove la dodicesima edizione del “Premio Gruppo Euromobil under 30” riservato agli artisti nati dopo il 1987 (31 anni non compiuti al momento della manifestazione) le cui opere siano presenti nelle Gallerie che espongono ad Arte Fiera 2018.

Gruppo Euromobil, con i marchi Euromobil cucine, Zalf mobili e Désirée divani leader nei sistemi e complementi d’arredo è quindi, ancora una volta, partner principale della Fiera bolognese che nel 2018 raggiunge la sua 42^ edizione.
Non muta l’ambito di indagine del Premio fondato e voluto da Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari di Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte. E infatti, per la dodicesima volta, promuove il Premio che, com’è nel suo dna, è destinato a promuovere un giovane artista che usando i diversi linguaggi delle arti visive esprima la comprensione della contemporaneità. Il Premio si concretizza nell’acquisto dell’opera vincitrice da parte di Gruppo Euromobil.
L’opera andrà ad arricchire l’importante Collezione d’arte contemporanea del Gruppo veneto.

Nelle undici precedenti edizioni, il Premio Gruppo Euromobil è stato assegnato a giovani artisti italiani e stranieri che si sono conquistati un importante spazio nel sistema dell’arte, segnale questo della bontà delle scelte via via fatte. Nell’ultima edizione, il Premio è stato conferito a The Cool Couple, il duo formato da Niccolò Benetton e Simone Santilli.

La Giuria del “Premio Gruppo Euromobil Under 30”, edizione 2018, è composta da Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari di Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte; Angela Vettese, direttore di Arte Fiera; Beatrice Buscaroli, critico d’arte; da Aldo Colonetti direttore scientifico IED e dal designer Cleto Munari. Segretario della Giuria: Roberto Gobbo.

L’annuncio del vincitore/vincitrice sarà dato, oltre che tramite social media e sito web di Gruppo Euromobil, sabato 3 febbraio alle ore 16.00, in un meeting organizzato presso il bookshop del Centro Servizi di Arte Fiera.

Per informazioni: www.gruppoeuromobil.com