Leonardo da Vinci al Teylers Museum: prima grande mostra nei Paesi Bassi dal 5 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019

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Il Museo Teylers di Haarlem organizza dal 5 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019 la prima grande mostra nei Paesi Bassi su Leonardo da Vinci.  Alla vigilia del suo 500 ° anniversario, più di trenta disegni dello stesso Leonardo e altrettante opere di contemporanei e seguaci arriveranno ad Haarlem. I prestiti provengono da collezioni provenienti da tutto il mondo, tra cui gli Uffizi di Firenze, il Louvre e la Royal Collection di Windsor.

Questa è un’occasione unica per vedere le opere che dopo la mostra non saranno più visibili per anni, perché non potranno essere ulteriormente esposte alla luce.

Tra queste opere, 3 dei 5 studi preliminari che Leonardo fece dei discepoli dell’Ultima Cena di Santa Maria delle Grazie a Milano e lo studio per la Madonna nella Grotta della collezione della Biblioteca Reale di Torino.  

La mostra pone particolare attenzione sulla modalità di rappresentazione delle emozioni e delle espressioni che ha reso Da Vinci unico rispetto ai suoi contemporanei. Una capacità acquisita grazie a numerose ricerche, inclusa l’anatomia, per elaborare i personaggi delle sue opere. Questo taglio tematico su Leonardo non è mai stato proposto e viene scelto per la prima volta dal Teylers Museum.

Gente reale

Leonardo Da Vinci (1452-1519) fu il primo artista del Rinascimento a usare persone “vere” per le sue scene bibliche. I suoi apostoli, gli angeli e le figure Mariane sono spesso modellate su persone provenienti dal suo ambiente. Persone vere con emozioni vere. Da una bellissima giovane donna alla Monna Lisa e da potenti guerrieri nell’impeto della battaglia a schizzi caricaturali: curioso com’era, Leonardo studiò i tipi più diversi. Sulla base del confronto tra i suoi disegni e quelli dei suoi contemporanei appare chiaro come l’artista fosse in anticipo sui tempi. Specialista in questo campo è Michael Kwakkelstein, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Olandese di Firenze e curatore ospite della mostra.

L’ultima cena

La mostra presenta tre studi preparatori de L’Ultima Cena, tra cui il ritratto di Giuda. Il Teylers Museum dedica uno spazio speciale a questo murale celebre in tutto il mondo, che ovviamente non può viaggiare, ma che può essere visto come replica nel formato originale (4,6 x 8,8 metri) insieme ad una replica in formato originale della versione speciale de L’Ultima Cena proveniente dall’abbazia di Tongerlo. Un’occasione unica per scoprire cosa Leonardo abbia voluto esprimere con questa opera d’arte innovativa.

Il Teylers Museum attraverso gli occhi di Leonardo

Leonardo non era solo un artista, ma anche un inventore e ricercatore curioso senza limiti. Nei suoi famosi taccuini ha riempito migliaia di pagine con annotazioni sulle più svariate materie. Come sarebbe se questo homo universalis guardasse i fossili, le rocce e gli strumenti della collezione del Teylers Museum? Il suo fascino per l’anatomia viene anche presentato in una presentazione speciale.

I biglietti per la mostra possono essere acquistati solo online a partire dal 22 agosto  sul sito www.teylersmuseum.nl

Didascalia: Leonardo da Vinci (1452-1519), Studio di testa di un soldato, ca. 1504-1505, Budapest Museo delle Belle Arti

Nella stessa cittadina il rinomato Museo Frans Hals ospita la mostra Frans Hals and the Moderns dal 13 ottobre al 2018 al 10 febbraio 2019. In occasione di Haarlem città della cultura, è stato creato un biglietto unico per visitare entrambe le mostre al prezzo di 37 €, invece che 44,50 €.

Da Branduardi a Chandra Candiani, da Concato a Scabia, da Magrelli a Ferroni: ecco Poesia Festival 2018

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DA BRANDUARDI A CHANDRA CANDIANI, DA CONCATO A SCABIA, DA MAGRELLI A FERRONI: ECCO POESIA FESTIVAL 2018
Dal 17 al 23 settembre la poesia sarà protagonista nei borghi antichi di nove comuni modenesi. Grandi autori e giovani promesse testimonieranno la grande vitalità della poesia oggi. Per citarne solo alcuni, Livia Chandra Candiani, Valerio Magrelli, Giuliano Scabia, Roberto Pazzi, Giovanna Vivinetto, Julian Zhara. Saliranno sui palchi sparsi per le colline modenesi anche artisti del calibro di Angelo Branduardi, James Senese e Fabio Concato: per oltre 30 eventi in sette giorni, tutti gratuiti

Ancora una volta il Poesia Festival invaderà pacificamente la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino con la sua quattordicesima edizione. Dal 17 al 23 settembre nove comuni del modenese saranno lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna d’inizio autunno dedicata alla poesia e alle sue contaminazioni con le altri arti. Un coro di voci diverse che testimoniano quanto la poesia sia uno strumento prezioso e malleabile, in grado di parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo.

I poeti Livia Chandra CandianiValerio MagrelliGiuliano ScabiaGiancarlo PontiggiaBianca Maria FrabottaDaniela AttanasioMarcello FoisPaolo Fabrizio IacuzziRenzo ParisRoberto PazziEnrico TestaGiovanna Vivinetto, artisti come Angelo Branduardi, James Senese, Fabio Concato e il rapper Ghemon o grandi intellettuali come Giulio Ferroni Marzio Barbagli concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.

 

Ad accendere le luci dei nove comuni modenesi coinvolti nel festival, mercoledì 19  settembre alle ore 21 al Teatro Fabbri di Vignola, una grande inaugurazione offerta dal Gruppo Hera: toccherà al poliedrico poeta e drammaturgo Giuliano Scabia leggere i suoi versi; a seguire la lezione magistrale di Giulio Ferroni, universalmente riconosciuto come uno dei massimi studiosi di letteratura contemporanea; chiuderà la serata l’atteso concerto di grande cantautore italiano Angelo Branduardi, che durante la sua lunga carriera ha musicato i versi del poeta russo Esenin e di quello irlandese Yates.

 

Prima del taglio del nastro ufficiale, il Poesia festival 2018 regala due anteprime importanti: la serata di lunedì 17 settembre alle ore 21 a Castelnuovo Rangone presso il MUSA, il Museo della Salumeria, la serata intitolata “Pablo Neruda: confesso che ho vissuto” e dedicata a colui che ha incarnato come pochi la poesia mondiale. Il grande poeta cileno rivive nel racconto biografico di Stefano Lusardi e nella lettura degli attori Claudio Calafiore e Andrea Santonastaso. E se il sipario del festival si apre con Neruda non poteva non chiudersi domenica 23 settembre alle ore 16 a Spilamberto alla Rocca Rangoni con l’appuntamento dedicato ad Arthur Rimbaud intitolato “Il poeta ragazzo”. Si inizia con il racconto di Valerio Magrelli, poeta e saggista, a lui dedicato, il giovane poeta per l’eternità, che smette di scrivere prima di compiere di 21 anni; si prosegue con una lettura scenica di opere di Rimbaud a cura del gruppo di attori che da anni accompagna Claudio Longhi. A seguire un alternarsi di musica e poesia nel segno di Rimbaud con giovani poeti e giovani band, tra i quali l’artista performer di slam poetry Julian Zhara e il concerto del rapper Ghemon: un poeta dell’hip hop italiano incontra il funk e il soul e si trasforma in un cantautore, per portare sulla scena
un mix di generi unico, elettrizzante e anticonformista (a partire dalle ore 19). La chiusura musicale del Poesia festival è affidata alla giovinezza “permanente” del rock modenese con Antonio Rigo Righetti, Mel Previte, Robby Pellati, Stefano Picca Piccagliani, Johnny La Rosa, Wilko.

 

Giovani poeti protagonisti anche nella seconda anteprima, quella di martedì 18 settembre alle 21 presso lo Spazio Famigli di Spilamberto: si tratta di un viaggio in una realtà assolutamente contemporanea, quella dei collettivi poetici. Protagonisti i “Modena City Rimers” che portano la poesia ad incontrare il video e l’immagine; i “Cardiopoetica” che intrecciano la parola con l’energia della chitarra. Insieme a loro anche il caso poetico dell’anno, Giovanna Cristina Vivinetto, che con “Dolore minimo” ha parlato in versi per la prima volta in Italia di transessualismo e disforia di genere.

 

Altro appuntamento da non perdere è l’incontro previsto per sabato 22 settembre alle 18 alla Sala dei Contrari di Vignola, intitolato “Il Sessantotto e la poesia”. Prendendo lo spunto da un importante anniversario, Renzo Paris, poeta e intellettuale che ha pubblicato proprio quest’anno per i tipi di Castelvecchi il volume “Sessantotto visionario” e Franco Cordelli, romanziere, saggista ecritico teatrale per il “Corriere della Sera” accompagnano la platea in un viaggio alla riscoperta di un anno che ha cambiato il volto del mondo. Alle 21 invece, sempre a Vignola ma in Piazza dei Contrari, ha luogo il concerto di James Senese: fondatore dei Napoli Centrale, un monumento della musica jazz-rock italiana, Senese è stato anche una figura fondamentale del supergruppo di Pino Daniele. Le malinconie e le passioni di una terra dalla creatività unica ruggiscono nel sax arrabbiato e nel possente timbro del musicista: da uno dei padri del neapolitan power, l’energia inesauribile della musica napoletana.

 

Da due edizioni si rinnova l’importante appuntamento ‘al femminile’ con le autrici italiane di poesia: quest’anno, sabato 22 settembre a Castelnuovo Rangone presso la Sala delle Mura intorno alle ore 16, tocca a Chandra Livia CandianiBianca Maria Frabotta Daniela Attanasio.

 

Di nuovo musica venerdì 21 settembre alle ore 21 presso il Centro Culturale di Marano Sul Panaro: a salire sul palco Fabio Concato un artista sempre pronto a reinventarsi e che non disdegna l’esplorazione della parola letteraria senza però perdere mai di freschezza e leggerezza con le sue sonorità jazzistiche prestate alla canzone.

 

Sonorità klezmer arricchiscono l’incontro di giovedì 20 settembre alle 21 a Villa Chiarli a Castelvetro dove Alberto Bertoni e l’attrice Diana Manea raccontano di Umberto Saba, un gigante del primo Novecento, in equilibrio tra classicismo e contemporaneità.

 

Protagonista assoluta dell’appuntamento di venerdì 21 settembre alle ore 21 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro è la poesia romagnola. “Romagna mia” è il titolo della serata che vede sul palco l’attore Ivano Marescotti, ideale accompagnatore in un excursus alla scoperta dei versi di una inesauribile tradizione poetica, quella romagnola, che parte da Giovanni Pascoli e arriva ai versi dialettali di Giovanni Nadiani passando per Marino Moretti,  Raffello Baldini e Tonino Guerra.

 

Chiudiamo questa carrellata sulla manifestazione con due appuntamenti di grande rilievo.

Il primo è previsto sabato 22 settembre alle 21 al teatro Dadà di Castelfranco Emilia dove va in scena “Lo stallo”, uno spettacolo di Sandro Luporini, il primo scritto dopo il lungo silenzio di quasi vent’anni seguito alla scomparsa di Giorgio Gaber. Sul palco David Riondino e la sorella Chiara raccontano di un uomo che si sente incapace di un gesto che possa ridare un senso al mondo  e alla vita.

 

Alla “Fine della vita. Poesia ed elaborazione del lutto” è dedicato l’incontro di venerdì 21 settembreprevisto per le 17,30 a Vignola nella sala dei Contrari. Condotto dal giornalista di “La Repubblica” Michele Smargiassi, ha come protagonisti il poeta Stefano Dal Bianco,

il sociologo Marzio Barbagli e la psicoanalista Lella Ravasi Bellocchio insieme per parlare di un evento che sembra essere diventato un tabù ma con il quale tutti si devono misurare più volte.

 

Da questa edizione prendono il via anche una serie di laboratori per bambini intitolati “FarFilò. Filosofia, poesia, Infanzia”. Condotti da due pedagogisti dell’Università di Bologna questi appuntamenti dedicati ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle scuole medie voglio avvicinare i giovani all’esperienza della poesia e accompagnarli nella riflessione sull’uso e sui significati delle parole. Altri laboratori per ragazzi saranno condotti dalle poetesse Isabella Leardinied Evelina De Signoribus.

 

Quando: dal 17 al 23 settembre 2018

Dove: Unione Terre di Castelli – (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Guiglia) e il comune di Castelfranco Emilia

 

Promotori: Unione Terre di Castelli, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Regione Emilia-Romagna

Co-promotori: Comune di Castelfranco Emilia, Gruppo Hera

Con la collaborazione di ERT, Università di Bologna, Arci Modena

Organizzazione: Ass. Laboratorio Musicale del Frignano

Sponsor: BPER Banca, Gruppo Cremonini, Salumi Villani, Magni telescopic Handlers, Aitec, Assicoop, Chiarli

 

Comitato scientifico Poesia Festival:

Roberto Alperoli (direttore)

Alberto Bertoni

Roberto Galaverni

Emilio Rentocchini

Andrea Candeli (direttore di produzione)

 

Per informazioni e dettagli sul programma www.poesiafestival.it

 

Resolution 808, per la prima volta in Italia, a 25 anni dall’istituzione del Tribunale Penale Internazionale sui Crimini di Guerra in ex-Jugoslavia

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Resolution 808 
di Martino Lombezzi e Jorie Horsthuis

A 25 anni dall’istituzione del Tribunale Penale Internazionale sui Crimini di Guerra in ex-Jugoslavia il IX Festival della Diplomazia porta per la prima volta il Italia, la mostra con foto e documenti inediti 

Dal 18 ottobre al 9 novembre 2018, Officine Fotografiche, Via Giuseppe Libetta, 1 – Roma
Ingresso gratuito

Dal lunedì al venerdì 10.00-13.30 / 15.30 – 19.30

Foto e materiali stampa: https://drive.google.com/drive/folders/1GHVXvGvqIXYsfWtvfSvtgEQ1WtsJmArY?usp=sharing

Il Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia (ICTY) viene istituito nel 1993 con la risoluzione 808 del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Nel novembre 2017 viene emessa l’ultima sentenza: ergastolo a Ratko Mladic, ex comandante dell’esercito serbo bosniaco, accusato di genocidio e crimini contro l’umanità per il massacro di Srebrenica e molti altri crimini di guerra commessi dalle sue truppe durante la guerra del 1992-1995, arrestato dalle autorità serbe nel 2011 dopo sedici anni di latitanza. Dopo questo importante e lungamente atteso giudizio, l’ICTY chiude i battenti, mettendo a un’esperienza unica di indagine sui crimini di guerra.

A distanza di 25 anni dalla nascita dell’ICTY, il Festival della Diplomazia, giunto alla sua nona edizione, propone per la prima volta in Italia – dal 18 ottobre al 9 novembre 2018 presso Officine Fotografiche Roma – la mostra “Resolution 808” un progetto fotografico e giornalistico di Martino Lombezzi, fotografo, e Jorie Horsthuis, giornalista, curato da Daria Scolamacchia: un percorso unico che racconta attraverso foto e interviste inedite l’esperienza pionieristica del tribunale penale internazionale dell’ONU, creato per perseguire i crimini che avvenivano durante il conflitto sull’altra sponda dell’Adriatico. 

Il primo tribunale dopo quello di Norimberga ad aver processato e giudicato individui per crimini di guerra, dai soldati semplici ai capi di stato. 

Un luogo dove, nel bene e nel male, nel corso di venticinque anni di processi, è stata riscritta la storia recente dei Balcani. 

“Con interviste esclusive, con diversi protagonisti, ritratti ed immagini degli interni del Tribunale” raccontano Lombezzi e Horsthuis, “vogliamo dare una visione unica di questa istituzione, che ha incriminato 161 persone negli ultimi 25 anni, e che normalmente è chiusa al pubblico. È l’ultima occasione per conoscere il luogo in cui sono stati processati criminali di guerra come Milosevic, Karadzic e Mladic – e dove è stata fatta la storia”.

ICTY, la prima corte per crimini di guerra costituita in Europa dalla seconda guerra mondiale , è stata chiamata a giudicare gli eventi avvenuti in 4 differenti conflitti: in Croazia (1991-95), in Bosnia-Erzegovina (1992-95), in Kosovo (1998-99) e in Macedonia (2001). Per la prima volta nella storia, un tribunale veniva istituito nel mezzo di una guerra, con il compito di perseguire e giudicare i principali responsabili di atrocità che non avvenivano in Europa dalla seconda guerra mondiale: assedio, detenzione in campi di concentramento, uccisioni di massa, genocidio. Non esistevano precedenti per guidare il lavoro pratico di questa istituzione, la prima corte internazionale per crimini di guerra dopo i processi di Norimberga e Tokyo del secondo dopoguerra.

Dall’inizio degli anni ’90, l’ICTY è cresciuto e si è evoluto in un meccanismo di giustizia grande e complesso; il Procuratore ha incriminato 161 persone e raccolto una quantità enorme di informazioni di ogni tipo e natura sulla fine della Jugoslavia. Gli archivi contengono migliaia di documenti giudiziari, prove, mappe, trascrizioni degli atti, fotografie e registrazioni audiovisive delle udienze del tribunale.

Lombezzi e Horsthuis nel corso del 2017, l’ultimo anno di attività di questa istituzione, hanno avuto la rara opportunità di entrare dietro le quinte del Tribunale, di poterne documentare gli uffici, gli archivi, le stanze di detenzione, e di raccogliere le testimonianze di molte persone che vi hanno lavorato e che di solito non hanno contatti con i media.

Dal progetto emerge la quotidianità tutta speciale di chi per anni è stato, lontano dai riflettori, a stretto contatto con una materia così delicata come i crimini di guerra. 

Attraverso la testimonianza e l’esperienza peculiare delle interpreti, la posizione scomoda degli avvocati difensori, i diversi caratteri dei giudici, insieme alle storie di molte altre figure che hanno reso possibile il lavoro nell’aula del Tribunale, Resolution 808 racconta dall’interno questa istituzione, che spesso è stata al centro dell’attenzione mediatica internazionale ma non è mai stata osservata dal punto di vista di chi ci ha lavorato.

Nel momento in cui questa esperienza è appena conclusa, la mostra è inoltre un contributo alla riflessione sul senso di essa. L’eredità che l’ICTY lascia è irrisolta, e il dibattito sulla sua effettiva capacità di raggiungere le finalità per cui era stato istituito è ancora aperto.

Realizzato con il contributo dell’Ambasciata dei Paesi Bassi in Italia e del IX Festival della Diplomazia, la mostra risponde perfettamente al tema che quest’anno viene portato all’attenzione dal festival: “What Makes The World Go Round – National States Are Still in Charge?”/ “Cosa fa girare il mondo? Gli Stati Nazionali sono ancora in pieno controllo?”. Tra geopolitica e approfondimenti, con oltre 60 appuntamenti, per un totale di oltre 120 ore di approfondimenti, il IX Festival della Diplomazia dal 18 al 26 ottobre 2018 a Roma, offrirà al mondo della Diplomazia, della Politica, dell’Accademia, dell’Economia, del Giornalismo, agli analisti più esperti ma anche agli universitari e agli studenti, una panoramica sugli avvenimenti e sullo scenario contemporaneo attraverso le testimonianze e le opinioni di alcuni dei massimi esperti nazionali e internazionali.

Un festival diffuso nella città, l’unico al mondo dedicato alla Diplomazia e alle Relazioni Internazionali, con un ricco programma di seminari e incontri dislocati nella capitale, tra sedi istituzionali e luoghi “altri”, che rende per 9 giorni Roma protagonista assoluta del dibattito sulla geopolitica e sull’attività  diplomatica internazionale.

Il programma completo sarà disponibile dal 15 settembre su www.festivaldelladiplomazia.eu

Disturbi Specifici dell’Apprendimento: cosa sono e come riconoscerli

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In vista del rientro a scuola, l’Istituto Serafico di Assisi invita a condividere un decalogo sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), redatto con il supporto degli specialisti del Centro di Ricerca “InVita”. 

L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore conoscenza del fenomeno tra genitori ed insegnanti e fornire loro gli strumenti necessari per riconoscere i primi segnali e poter intervenire tempestivamente.

 

 

L’inizio del nuovo anno scolastico è, in genere, un momento molto importante per bambini e ragazzi perché rappresenta l’inizio di un percorso costellato da innumerevoli occasioni di socializzazione e di apprendimento, che si traducono nella massima soddisfazione dei bisogni di conoscenza. Tuttavia, se per la maggior parte di loro è un evento desiderato, per tanti altri può risultare invece più impegnativo, diventando fonte di ansia e preoccupazione.  Spesso, infatti, bambini e ragazzi incontrano ostacoli e difficoltà piuttosto importanti che rendono l’esperienza scolastica faticosa e frustrante, con notevoli ripercussioni sulla gestione familiare in termini d’impegno e molti disagi sul piano emotivo, che incidono negativamente sulla motivazione, sull’autostima, sull’immagine di sé e sul benessere generale, fino a innescare meccanismi di fuga da tutto quello che ha a che fare con la scuola. I sentimenti più comuni sono legati alla paura di non riuscire come i propri compagni e di essere quindi considerati non all’altezza delle aspettative di genitori ed insegnanti.

All’origine di questi sentimenti possono essere rintracciate delle difficoltà specifiche dell’apprendimento, definite appunto Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), che riguardano le capacità di leggere, scrivere e calcolare. Per promuovere una maggiore e corretta conoscenza di questo fenomeno, l’Istituto Serafico di Assisi lancia un decalogo di informazioni e consigli utili, redatto con il supporto degli specialisti del Centro di Ricerca InVita, che vuole fornire gli strumenti necessari a genitori ed insegnanti per riconoscere i primi segnali e poter così intervenire in modo idoneo e tempestivo.

Secondo i dati statistici del MIUR[1] relativi all’anno scolastico 2016-2017, nel nostro Paese tre alunni su cento sono affetti da DSA. Si tratta complessivamente di 254.614 alunni delle scuole italiane di ogni ordine e grado, un numero sempre crescente tanto che nel corso di un anno la loro presenza si è incrementata passando dal 2,5 al 2,9%, con un picco del 5,4% nella scuola secondaria di primo grado, contro il 4,03% della secondaria di II grado e l’1,95% della primaria. Il disturbo mediamente più diffuso è la dislessia (42,5%), a seguire la disortografia (20,8%), la discalculia (19,3%) e la disgrafia (17,4%).

Una tipica manifestazione dei DSA si ha inoltre quando all’iniziale preoccupazione per l’inizio dell’attività didattica va a sostituirsi gradualmente una profonda tendenza ad evitare l’impegno scolastico, tanto da essere giudicati come svogliati, disinteressati, disattenti e oppositivi. Questo tipo di atteggiamento viene comunemente frainteso e spesso sfocia in una forte conflittualità tra genitori e figli che non facilita la gestione del problema. Abbiamo quindi ritenuto opportuno redigere un decalogo agile che affronti ogni aspetto dei DSA e che aiuti le famiglie, così come il corpo docente, a dare il giusto supporto ai propri figli ed alunni, favorendone il successo scolastico e promuovendo lo sviluppo delle loro potenzialità, senza mai farli sentire inadeguati” – dichiara il Dott. Gianni Lanfaloni, Psicologo Clinico dell’Istituto Serafico di Assisi.

LE 10 COSE CHE GENITORI E INSEGNANTI DOVREBBERO SAPERE SUI DSA:

 

  1. Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

Sebbene siano definiti “disturbi”, di fatto non hanno le caratteristiche tipiche di una malattia. Hanno un’origine neurobiologica dipendono dalle peculiari modalità di funzionamento delle rete neurali coinvolte nei processi delle abilità di lettura, scrittura e calcoloNon pregiudicano quindi le capacità cognitive e non sono causati né da deficit di intelligenza o sensoriali, né da problemi ambientali o psicologici, ma possono essere considerati come caratteristiche specifiche dell’individuo, così come ad esempio l’orecchio musicale o il senso dell’orientamento.

  1. Quali sono i DSA?

Sulla base del tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in: Dislessia, disturbo specifico della lettura che si caratterizza per la difficoltà nell’effettuare una lettura accurata e fluente in termini di velocità e correttezza. Tale difficoltà può avere ripercussioni sulla comprensione del testo scritto; Disortografia, disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nell’apprendere ed automatizzare le regole di conversione fonema-grafema e la corretta forma ortografica delle parole;Disgrafia, disturbo specifico della componente esecutivo-grafica della scrittura, di natura motoria, inerente la difficoltà ad imparare a scrivere in modo fluido, armonico e leggibile a causa di un deficit nei processi di realizzazione grafica; Discalculia, disturbo specifico delle abilità di calcolo, con difficoltà importanti nell’automatizzazione dei processi di calcolo sia mentale che scritto, nell’acquisizione e recupero dei fatti numerici (come le tabelline, gli “amici del dieci”, etc.) e, in generale, nel comprendere e operare con i numeri.

 

  1. Come si riconoscono i DSA?

I DSA possono presentarsi da soli, associati tra loro, oppure con altri tipi di disturbo, come la difficoltà di coordinazione motoria e/o associati a disturbi dell’attenzione o del linguaggio. Per quanto riguarda i segnali legati alle abilità di lettura, generalmente un bambino/ragazzo con DSA manifesta delle difficoltà nella conversione grafema/fonema all’inizio della prima elementare, che si trasforma successivamente in una lettura lenta e frammentaria, con molte omissioni, inversioni, sostituzioni di fonema, invenzione di parole, scarsa comprensione del significato delle singole parole e poi dell’intero testo scritto. Per le abilità di scrittura, i primi segnali sono dati da una scarsa autonomia nella trascrizione delle parole, con la presenza di molti errori di tipo fonologico, come ad esempio lo scambio di lettere, inversioni, omissioni e, in seguito, lo scarso controllo delle regole ortografiche, la separazione adeguata delle parole, l’uso dell’apostrofo, il controllo delle omofone non omografe, oppure delle regole fonetiche (errori nell’uso delle doppie o degli accenti). Per la grafia, invece, i segnali sono dati dalle gravi difficoltà nel passare dallo stampato maiuscolo al corsivo, dall’incapacità a restare nel rigo, dall’imprecisione del tratto, dalla postura scorretta, dall’affaticamento, dalla lentezza, dalla leggibilità o meno. Per le abilità aritmetiche alcuni segnali sono dati dalle difficoltà che si manifestano inizialmente nel conteggio da 1 a 20, seguite da quelle nel conteggio all’indietro, nell’apprendimento mnemonico delle tabelline, nel calcolo a mente entro la prima e la seconda decina, nella comprensione del valore posizionale delle cifre.

  1. Quando è possibile fare una diagnosi e perché è importante richiederla?

Effettuare una valutazione specialistica permette innanzitutto di capire se effettivamente si tratti di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento o di verificare la presenza di eventuali rischi che permettano di sviluppare un DSA. La diagnosi può essere fatta solo alla fine della seconda elementare per la letto-scrittura e alla fine della terza elementare per le abilità aritmetiche. Tuttavia, se si hanno dei sospetti, non è da escludere la possibilità di effettuare una valutazione specialistica prima dei tempi indicati, perché la presenza di una condizione di rischio più o meno grave, soprattutto se vi è un pregresso ritardo/disturbo del linguaggio o se ci sono persone con DSA nel nucleo familiare, richiede un intervento di recupero quanto più precoce possibile, al fine di ridurre le difficoltà contingenti e diminuire la possibilità stessa di sviluppare un DSA.

  1. A chi bisogna rivolgersi per una diagnosi?

In presenza di segnali è consigliato consultare una struttura sanitaria specializzata nei disturbi del neuro-sviluppo e richiedere una valutazione specialistica che verrà fatta mediante specifici test. Ci si può rivolgere ai centri per l’età evolutiva dell’ASL o a centri privati accreditati dal Sistema Sanitario Nazionale per questo tipo di attività e abilitati alla diagnosi e alla sua eventuale certificazione.

  1. Quali interventi specialistici sono utili al trattamento dei DSA?

Dopo aver effettuato una valutazione specialistica ed aver validato la diagnosi di un DSA, sarà compito dello specialista individuare il trattamento più efficace per ogni paziente, che dovrà tenere conto di tutte le caratteristiche e manifestazioni del disturbo, oltre che dei punti di forza del bambino/ragazzo. Ogni trattamento dovrà essere personalizzato e dovrà trovare supporto corale nella scuola attraverso la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

 

  1. Qual è il ruolo della scuola in caso di diagnosi di un DSA?

Per garantire in ambito scolastico il diritto all’istruzione a tutti gli alunni con DSA, favorirne il successo scolastico anche attraverso misure didattiche di supporto e promuovere lo sviluppo delle loro potenzialità, il fenomeno è stato regolamentato dalla legge 170 del 2010[2] che prevede la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Il PDP è un progetto educativo e didattico commisurato alle potenzialità dell’alunno, che ne deve rispettare i tempi di apprendimento e ne deve valutare i progressi rispetto alle abilità di partenza. Al suo interno devono anche essere definiti tutti i supporti e gli accorgimenti con cui si intende sostenere l’alunno durante il percorso di studio, comprensivo delle misure dispensative e degli strumenti compensativi necessari alla realizzazione del successo scolastico.

  1. Come si riconosce in un alunno un probabile Disturbo Specifico dell’Apprendimento?

Oltre alle già menzionate attenzioni da rivolgere alle abilità di lettura, di scrittura, di grafia e di calcolo è opportuno fare riferimento e considerare come ipotetici segnali di allarme anche una generale difficoltà nelle attività che richiedono l’uso di apprendimento mnemonico e problemi nell’imparare i rudimenti delle lingue straniere. Anche in questo caso, eventuali segnali difformi potrebbero essere oggetto da parte dei medici di un’accurata valutazione volta a chiarire se siano o meno elementi riconducibili ad un fenomeno di DSA.

  1. Quali sono le attività più funzionali per un alunno con diagnosi DSA?

Durante le lezioni è sempre opportuno avere degli accorgimenti idonei nei confronti degli alunni con DSA. Per esempio, nel caso di uno studente al quale è stato diagnosticato un disturbo della lettura, bisognerà farlo sempre sentire a proprio agio, evitando forzature nella lettura, specialmente ad alta voce davanti ai propri compagni. Per uno studente al quale è stato diagnosticato un disturbo di disortografia, una strategia da evitare è quella di fargli ricopiare in forma corretta ciò che ha sbagliato a scrivere. Una valida alternativa è l’utilizzo del PC che, grazie al correttore ortografico, rappresenta uno strumento efficace nella selezione delle singole parole. Se l’alunno dimostra difficoltà nella memorizzazione delle tabelline, delle regole o delle formule, sarà necessario dispensarlo dallo studio memonico e permettergli di utilizzare tabelle di regole, formulari e mappe concettuali. Per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue straniere, le maggiori difficoltà si presentano nella scuola secondaria (perché l’approccio ludico di quella primaria è indicato per i bambini con DSA), pertanto si dovrebbe privilegiare la forma orale rispetto a quella scritta. In presenza di DSA, sarà inoltre preferibile l’utilizzo del vocabolario informatico per la ricerca di termini durante lo svolgimento dei compiti, perché la fatica generata dall’orientarsi fra le pagine del vocabolario cartaceo lascerà più energia per la curiosità di conoscenza. Infine è raccomandato l’utilizzo degli strumenti compensativi funzionali come i sintetizzatori vocali e i creatori di mappe concettuali che vengono indicati dallo specialista in base alla diagnosi e permettono allo studente di diventare autonomo nello studio.

  1. Come trattare l’argomento con i propri figli o alunni?

I bambini/ragazzi ai quali viene diagnosticato un DSA avranno bisogno di un aiuto in più per sviluppare un metodo di studio efficace e avranno quindi bisogno del supporto di uno specialista. Anche gli insegnanti dovranno adottare delle strategie appropriate e per fronteggiare tutte queste novità bisognerà spiegare con semplicità ai propri figli o studenti che le difficoltà riscontrate a scuola o nel fare i compiti riguardano solo alcuni ambiti specifici. Sarà quindi importante mettere in risalto che è comunque possibile trovare un modo alternativo di apprendimento, più adatto alle loro necessità. L’approccio migliore è quello di non allarmarli e spiegare loro che è molto importante conoscere se stessi per comprendere le principali difficoltà che riscontrano nello studio al fine di aiutarli a valorizzare ed esprimere al meglio il loro potenziale.

 

Da Branduardi a Chandra Candiani, da Concato a Scabia, da Magrelli a Ferroni: ecco Poesia Festival 2018

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Dal 17 al 23 settembre la poesia sarà protagonista nei borghi antichi di nove comuni modenesi. Grandi autori e giovani promesse testimonieranno la grande vitalità della poesia oggi. Per citarne solo alcuni, Livia Chandra Candiani, Valerio Magrelli, Giuliano Scabia, Roberto Pazzi, Giovanna Vivinetto, Julian Zhara. Saliranno sui palchi sparsi per le colline modenesi anche artisti del calibro di Angelo Branduardi e Fabio Concato per oltre 30 eventi in sette giorni, tutti gratuiti

Ancora una volta il Poesia Festival invaderà pacificamente la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino con la sua quattordicesima edizione. Dal 17 al 23 settembre nove comuni del modenese saranno lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna d’inizio autunno dedicata alla poesia e alle sue contaminazioni con le altri arti. Un coro di voci diverse che testimoniano quanto la poesia sia uno strumento prezioso e malleabile, in grado di parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo.

 

I poeti Livia Chandra CandianiValerio MagrelliGiuliano ScabiaGiancarlo PontiggiaBianca Maria FrabottaDaniela AttanasioMarcello FoisPaolo Fabrizio IacuzziRenzo ParisRoberto PazziEnrico TestaGiovanna Vivinetto, artisti come Angelo Branduardi Fabio Concato o grandi intellettuali come Giulio FerroniMarzio Barbagli concorreranno a dar voce al nostro tempo in una cornice che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.

 

Ad accendere le luci dei nove comuni modenesi coinvolti nel festival, mercoledì 19  settembre alle ore 21 al Teatro Fabbri di Vignola, una grande inaugurazione offerta dal Gruppo Hera: toccherà al poliedrico poeta e drammaturgo Giuliano Scabia leggere i suoi versi; a seguire la lezione magistrale di Giulio Ferroni, universalmente riconosciuto come uno dei massimi studiosi di letteratura contemporanea; chiuderà la serata l’atteso concerto di grande cantautore italiano Angelo Branduardi, che durante la sua lunga carriera ha musicato i versi del poeta russo Esenin e di quello irlandese Yates.

 

Prima del taglio del nastro ufficiale, il Poesia festival 2018 regala due anteprime importanti: la serata di lunedì 17 settembre alle ore 21 a Castelnuovo Rangone presso il MUSA, il Museo della Salumeria, la serata intitolata “Pablo Neruda: confesso che ho vissuto”e dedicata a colui che ha incarnato come pochi la poesia mondiale. Il grande poeta cileno rivive nel racconto biografico di Stefano Lusardi e nella lettura degli attori Claudio Calafiore e Andrea Santonastaso. E se il sipario del festival si apre con Neruda non poteva non chiudersi domenica 23 settembre alle ore 16 a Spilamberto alla Rocca Rangoni con l’appuntamento dedicato ad Arthur Rimbaud intitolato “Il poeta ragazzo”. Si inizia con il racconto di Valerio Magrelli, poeta e saggista, a lui dedicato, il giovane poeta per l’eternità, che smette di scrivere prima di compiere di 21 anni; si prosegue con una lettura scenica di opere di Rimbaud a cura del gruppo di attori che da anni accompagna Claudio Longhi. A seguire un alternarsi di musica e poesia nel segno di Rimbaud con giovani poeti e giovani band, tra i quali l’artista performer di slam poetry Julian Zhara e un importante rapper che sarà reso noto nelle prossime settimane. La chiusura musicale del Poesia festival è affidata alla giovinezza “permanente” del rock modenese con Antonio Rigo Righetti, Mel Previte, Robby Pellati, Stefano Picca Piccagliani, Johnny La Rosa, Wilko.

 

Giovani poeti protagonisti anche nella seconda anteprima, quella di martedì 18 settembre alle 21 presso lo Spazio Famigli di Spilamberto: si tratta di un viaggio in una realtà assolutamente contemporanea, quella dei collettivi poetici. Protagonisti i “Modena City Rimers” che portano la poesia ad incontrare il video e l’immagine; i “Cardiopoetica” che intrecciano la parola con l’energia della chitarra. Insieme a loro anche il caso poetico dell’anno, Giovanna Cristina Vivinetto, che con “Dolore minimo” ha parlato in versi per la prima volta in Italia di transessualismo e disforia di genere.

 

Altro appuntamento da non perdere è l’incontro previsto per sabato 22 settembre alle 18 alla Sala dei Contrari di Vignola, intitolato “Il Sessantotto e la poesia”.Prendendo lo spunto da un importante anniversario, Renzo Paris, poeta e intellettuale che ha pubblicato proprio quest’anno per i tipi di Castelvecchi il volume “Sessantotto visionario” e Franco Cordelli, romanziere, saggista ecritico teatrale per il “Corriere della Sera” accompagnano la platea in un viaggio alla riscoperta di un anno che ha cambiato il volto del mondo.

 

Da due edizioni si rinnova l’importante appuntamento ‘al femminile’ con le autrici italiane di poesia: quest’anno, sabato 22 settembre a Castelnuovo Rangone presso la Sala delle Mura intorno alle ore 16, tocca a Chandra Livia Candiani,Bianca Maria Frabotta Daniela Attanasio.

 

Di nuovo musica venerdì 21 settembrealle ore 21 presso il Centro Culturale di Marano Sul Panaro: a salire sul palcoFabio Concatoun artista sempre pronto a reinventarsi e che non disdegna l’esplorazione della parola letteraria senza però perdere mai di freschezza e leggerezza con le sue sonorità jazzistiche prestate alla canzone.

 

Sonorità klezmer arricchiscono l’incontro di giovedì 20 settembrealle 21 a Villa Chiarli a Castelvetro dove Alberto Bertoni e l’attrice Diana Manea raccontano di Umberto Saba, un gigante del primo Novecento, in equilibrio tra classicismo e contemporaneità.

 

Protagonista assoluta dell’appuntamento di venerdì 21 settembre alle ore 21 al Teatro La Venere di Savignano sul Panaro è la poesia romagnola. “Romagna mia” è il titolo della serata che vede sul palco l’attore Ivano Marescotti, ideale accompagnatore in un excursus alla scoperta dei versi di una inesauribile tradizione poetica, quella romagnola, che parte da Giovanni Pascoli e arriva ai versi dialettali di Giovanni Nadiani passando per Marino Moretti,  Raffello Baldini e Tonino Guerra.

 

Chiudiamo questa carrellata sulla manifestazione con due appuntamenti di grande rilievo.

Il primo è previsto sabato 22 settembrealle 21 al teatro Dadà di Castelfranco Emilia dove va in scena “Lo stallo”, uno spettacolo di Sandro Luporini, il primo scritto dopo il lungo silenzio di quasi vent’anni seguito alla scomparsa di Giorgio Gaber. Sul palco David Riondino e la sorella Chiara raccontano di un uomo che si sente incapace di un gesto che possa ridare un senso al mondo  e alla vita.

 

Alla “Fine della vita. Poesia ed elaborazione del lutto” è dedicato l’incontro di venerdì 21 settembreprevisto per le 17,30 a Vignola nella sala dei Contrari. Condotto dal giornalista di “La Repubblica” Michele Smargiassi, ha come protagonisti il poeta Stefano Dal Bianco,

il sociologo Marzio Barbagli e la psicoanalistaLella Ravasi Bellocchioinsieme per parlare di un evento che sembra essere diventato un tabù ma con il quale tutti si devono misurare più volte.

 

Da questa edizione prendono il via anche una serie di laboratori per bambini intitolati “FarFilò. Filosofia, poesia, Infanzia”. Condotti da due pedagogisti dell’Università di Bologna questi appuntamenti dedicati ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle scuole medie voglio avvicinare i giovani all’esperienza della poesia e accompagnarli nella riflessione sull’uso e sui significati delle parole. Altri laboratori per ragazzi saranno condotti dalle poetesse Isabella Leardinied Evelina De Signoribus.

 

 

Quando:dal 17 al 23 settembre 2018

Dove:Unione Terre di Castelli – (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Guiglia) e il comune di Castelfranco Emilia

 

Promotori:Unione Terre di Castelli, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Regione Emilia-Romagna

Co-promotori: Comune di Castelfranco Emilia, Gruppo Hera

Con la collaborazionedi ERT, Università di Bologna, Arci Modena

Organizzazione: Ass. Laboratorio Musicale del Frignano

Sponsor: BPER Banca, Gruppo Cremonini, Salumi Villani, Magni telescopic Handlers, Aitec, Assicoop, Chiarli

 

Comitato scientifico Poesia Festival:

Roberto Alperoli (direttore)

Alberto Bertoni

Roberto Galaverni

Emilio Rentocchini

Andrea Candeli (direttore di produzione)

 

Per informazioni e dettagli sul programma www.poesiafestival.it

A Brescia il ferragosto è ricco di proposte culturali

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Il ferragosto in città è ricco di proposte culturali
INGRESSO GRATUITO AI MUSEI CIVICI E SPECIALE 2X1 ALLE MOSTRE DEL BRESCIA PHOTO FESTIVAL
Per cittadini e turisti, dal 7 al 19 agosto occasioni imperdibili per scoprire e riscoprire il patrimonio artistico cittadino e le mostre al Museo Santa Giulia

Musei Civici “aperti per ferie” e ingresso libero per chi resta in città. Da martedì 7 agosto a domenica 19 agosto l’estate culturale bresciana si arricchisce di una possibilità irrinunciabile: apertura gratuita del Museo Santa Giulia, del Parco Archeologico di Brescia Romana, della rinnovata Pinacoteca Tosio Martinengo – riaperta recentemente in tutto il suo splendore – e del Museo delle Armi Luigi Marzoli in Castello. Un’occasione unica per vivere liberamente lo straordinario patrimonio culturale della città di Brescia che è accompagnata anche da una promozione speciale, l’ingresso 2X1 alle mostre allestite per la seconda edizione del Brescia Photo Festival – Ferdinando Scianna. Cose, a cura di Luigi Di Corato e Percorsi paralleli. La Collezione Mario Trevisan, a cura di Mario Trevisan con Renato Corsini e Luigi Di Corato -. Grazie alla formula 2×1fino al 19 agosto, due visitatori potranno accedere alle mostre pagando il prezzo di un solo biglietto (1 biglietto intero 6 euro + 1 biglietto omaggio).
Ma le proposte per il periodo di ferragosto non si fermano qui: proseguono anche nelle serate del 9, 16 e 23 agosto i Giovedì al museo. Di sera, con visite coinvolgenti per immergersi nell’atmosfera delle immagini catturate dall’obiettivo fotografico di Scianna e dei fotografi della Collezione Trevisan. Un itinerario suggestivo tra gli scatti del primo grande fotografo Magnum italiano e tra le quaranta “coppie” “vintage” selezionate da Trevisan e provenienti dallo sguardo dei più grandi fotografi mondiali.
Ricordiamo anche che nelle giornate di apertura gratuita dei Musei Civici sarà a disposizione l’esperienza degli ArtGlass sia per il Parco Archelogico, che – novità recentissima – nelle Domus dell’Ortaglia: l’affascinante visione in realtà aumentata sarà fruibile per il solo prezzo del noleggio degli speciali occhiali (prezzo 6 euro per noleggio al Parco Archeologico o Domus dell’Ortaglia, speciale prezzo integrato 10 euro per Parco archeologico + Domus dell’Ortaglia).

Le tante proposte offerte da Fondazione Brescia Musei, contribuiscono quindi a mantenere viva l’estate bresciana.

Informazioni:

Musei Civici (Museo Santa Giulia, Parco Archeologico di Brescia Romana, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli)
Dal 7 al 19 agosto
INGRESSO GRATUITO
Da martedì a domenica: 10,30 – 19,00
Giovedì estensione fino alle 22,00
La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura del Museo

Mostre Brescia Photo Festival al Museo Santa Giulia
FERDINANDO SCIANNA. COSE
PERCORSI PARALLELI. COLLEZIONE MARIO TREVISAN
Museo Santa Giulia
ORARI DI APERTURA
da martedì a domenica dalle 10:30 – 19:00
giovedì dalle 10:30 alle 22:00
La biglietteria chiude un’ora prima. Chiuso tutti i lunedì non festivi.
BIGLIETTI
Dal 7 al 19 agosto
Speciale 2X1: (1 biglietto intero 6 euro + 1 biglietto omaggio).
€ 4 ridotto 
 per gruppi di almeno 10 persone, dai 6 ai 18 anni, over 65 anni, disabile < 75%, studenti universitari, Abbonamento Musei Torino Piemonte, possessori Brescia Card, possessori Desiderio Card, soci ICOM, possessori di Cartafreccia in possesso di titolo di viaggio Frecce con destinazione BRESCIA o MILANO, dipendenti FS, abbonati Trenord in possesso di tessera ITINERO o IO VIAGGIO/Trenord e Clienti con biglietto ferroviario Trenord con destinazione Brescia e obliterato nella stessa giornata della visita alla Mostra.
Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, disabile >75%, un accompagnatore per disabile, abbonamento Musei Lombardia Milano, guide turistiche abilitate.

Giovedì al museo. Di sera.
Prenotazione obbligatoria presso il CUP (CUP 030.2977833-834).
Biglietto: ridotto 4.00 €; servizio guida 4.00 €
La visita verrà attivata con un minimo di 8 partecipanti.

Tour in realtà aumentata ArtGlass
Domus dell’Ortaglia: nelle giornate di giovedì, sabato e domenica
Parco Archeologico: da martedì a domenica
Orari: 10.30-19.00; giovedì estensione fino alle 22.00
(chiusura biglietteria un’ora prima).
Costo noleggio occhiali multimediali a persona € 6,00 per tour singolo Domus dell’Ortaglia o Parco Archeologico
Possibilità di integrazione del biglietto per visita con ArtGlass al Capitolium + Domus dell’Ortaglia € 10.
Prenotazioni: CUP Tel. 030.2977833-834   
email: santagiulia@bresciamusei.com
Noleggio consentito dai 6 anni in su.


Per informazioni e prenotazioni
CUP 030.2977833-834; santagiulia@bresciamusei.com;
www.bresciaphotofestival.it
www.bresciamusei.com

Agosto sull’Alpe Cimbra. Una montagna di eventi

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Agosto amore mio non ti conosco! … E’ si perché ad agosto sarò sull’Alpe Cimbra a godermi i tantissimi eventi!
Sembra uno slogan ma è la verità: nel mese di agosto si susseguirà una fitta carellata di eventi sull’Alpe Cimbra di Folgaria Lavarone e Luserna in Trentino: dal folklore, agli spettacoli pirotecnici, alla Notte Bianca, al Lake Festival, alle cene in barca sul lago di Lavarone, alla cena contadina nel centro di Folgaria.
Gli eventi sono diventati un elemento di grande attrazione e intrattenimento per gli ospiti della località che ne apprezzano l’originalità e il grande coinvolgimento.

Sabato 4 agosto è la volta della proiezione a Luserna alle ore 21.00 del filmResina del regista Renzo Carbonera girato proprio a Luserna/Lusérn. La proiezione sarà preceduta dal concerto dell’artista Maria Roveran.
Sempre sabato 4 agosto prende vita in uno dei luoghi più selvaggi dell’Alpe Cimbra -la Valle del Rosspach e la foresta della Gon- l’escursione musicale
“Il canto della foresta” 

A Serrada, con l’evento Serrada Futurista si celebra l’artista Fortunato Depero con una settimana di eventi dal 7 al 12 agosto. Un appuntamento preciso e cadenzato come gli ingranaggi di una ruota meccanica, riporta a Serrada le tematiche care al movimento futurista.
Il tempo scorre rapido, veloce, incessante ed ecco un’altra edizione, la decima, per celebrare uno dei maggiori artefici del movimento, Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960), tra gli ospiti illustri del paese dell’Alpe, dove trovò l’ispirazione per molti suoi capolavori. Rivivere in una settimana l’euforia, la stravaganza, la frenesia del Futurismo.

Dal 9 al 11 agosto i Tre giorni di San Lorenzo no stop nel centro di Folgaria: saranno tre giorni di musica e spettacoli per festeggiare il Santo Patrono

Il 13 agosto ritorna completamente rinnovato nel format lo spettacolo “Lo Specchio delle Stelle” al Lago di Lavarone: i fuochi saranno sparati dal centro del lago a ritmo di musica e la coreografia creerà un’atmosfera incredibile. Dalle ore 15.00 prenderà il via la prima edizione del Lavarone Lake Festivalcon tantissime attività, giochi ed eventi: percorsi mtb, gonfiabili, gare di ciaspole, lo schiuma party, musica live dalle 18.00 e aperilago, l’igloo della skiarea e animazione. Tantissimi premi in palio!

Il 14 agosto arriva la Notte Bianca più affascinante delle Alpi: il centro di Folgaria si trasforma dalle 18.00 fino a tarda notte nel palcoscenico che ospiterà concerti live, spettacoli incredibili, stand gastronomici, animazione per i più piccoli ed esibizioni circensi.

Dal 24 al 26 agosto Tuona il Presente: venerdi 24 la storia del giornalista reporter Domenico Quirico che racconta la degenerazione affettiva delle guerre, di ogni guerra. Sabato 25 agosto Canzoni contro le guerre. Riflessioni sulla mostra in corso con il critico musicale Mario Luzzato Fegiz, per concludere domenica 26 con Viaggio nelle terre dell’ISIS. Conversazione con la giornalista Lucia Goracci.

Questi gli eventi più importanti, ma tutte le sere l’Alpe Cimbra propone ai suoi ospiti tantissime altre iniziative: dalle bellissime rappresentazioni teatrali “Sentinelle di Pietra”, ai grandi eventi sportivi – il Triweek sul lago di Lavarone e le Finali internazionali giovanali di sci d’erba sulla pista Rivetta -, alle Albe in Malga, alla Cena Contadina ad Alpemagna Cimbra la nuova escursione bike o trekking nei luoghi più suggestivi dell’isola cimbra di Luserna.

Tutte le info sul sito alpecimbra.it

Nona, grande edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi

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Dal prossimo 6 al 28 ottobre Lodi si prepara ad essere uno dei poli della fotografia in Italia e non solo, con la nona edizione del Festival della Fotografia Etica. Il percorso fatto ha portato il festival ad essere un punto di riferimento solido all’interno del panorama europeo dei festival di fotografia, grazie alla scelta di raccontare l’attualità attraverso percorsi diversi e originali, con l’obiettivo dichiarato di voler “creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare alle coscienze”.

Questa edizione della rassegna internazionale si è data l’obiettivo di “alzare il già notevole livello qualitativo del programma espositivo”, affermano Alberto Prina e Aldo Mendichi che con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine, organizzano la manifestazione.

“Il successo e la partecipazione sempre crescenti al Festival – annunciano – premiano la scelta di raccontare cosa succede nel mondo, attraverso il filtro dello sguardo dei migliori fotografi e fotoreporters in circolazione. A volte questo sguardo può essere crudo e privo di filtri, altre invece viene mediato da una sorta di poetica visiva che smussa leggermente gli angoli della realtà per restituire comunque una idea di speranza e condivisione. In ogni caso, il Festival è la conferma della fotografia come linguaggio principe della nostra epoca. Raggiunge velocemente e con immediatezza la sensibilità di chi la fruisce, accendendo la macchina della riflessione e della discussione”.

Lo conferma il numero e la qualità mai prima raggiunte delle opere concorrenti al World Report Award 2018: ben 900 le candidature arrivate quest’anno da fotografi di 50 nazionalità differenti, in rappresentanza di tutti i continenti.
La Giuria composta da Alberto Prina – Festival della Fotografia Etica, Aldo Mendichi – Festival della Fotografia Etica, Sarah Leen – Direttore della Fotografia per National Geographic, Francis Kohn – Presidente del World Press Photo 2016, Caroline Hunter – picture editor per The Guardian Weekend, è giunta dopo la selezione e la valutazione dei lavori a comunicare i vincitori delle 6 categorie che compongono World Report Award: per la sezione MASTERPaula Bronstein con il reportage Stateless, Stranded And UnwantedThe Rohingya Crisis, potentissimo portfolio sull’esodo forzato e disperato di 700mila persone della minoranza etnica di origine islamica Rohingya verso il vicino Bangladesh; per la sezione SPOTLIGHTTommaso Protti con il reportage Terra Vermelha, che documenta la crescente crisi sociale nella regione brasiliana dell’Amazzonia negli stati di Pará, Rondonia e Roraima; per la terza sezione SHORT STORYCamillo Pasquarelli con il reportage The Valley Of Shadows, che racconta il conflitto nella valle del Kashmir, una delle zone più militarizzate al mondo; per la sezione STUDENT, la giovane tedesca Nanna Heitmann con il reportage Gone From The Window – The End Of An Era, sulla fine dell’estrazione del carbone in Germania; per la categoria SINGLE SHOT, i tre vincitori Laurence GeaiGiles Clarke Bente Marei Stachowske; e infine la sezione NO PROFIT che premierà gli enti CARE HARBOR con il reportage Caring For The Invisible Of Los AngelesAVSI Foundation con il reportage Mwavita – Born In A Time Of War e il Water Grabbing Observatory con il reportage And I Will Make The Rivers Dry.
Una delle sezioni, tra le più attese dal pubblico che affolla i 4 fine settimana di ottobre in cui si incentra il Festival sarà quella di Spazio ONG 2018, la sezione che vede organizzazioni non governative di tutto il mondo, impegnate nel sociale, raccontare – con il mezzo della fotografia – al pubblico del Festival le proprie esperienze sul campo. All’interno di essa confluiranno, tangenzialmente, i 3 reportage della sezione NO PROFIT del WRA 2018, in attesa di definire gli altri progetti che parteciperanno alla sezione.

Confermata anche la sezione Uno sguardo sul mondo, in cui il Festival andrà invece ad immergersi in alcuni scenari sociali e umanitari particolarmente sensibili. Tra le mostre di questo spazio ci sarà l’omaggio al fotografo francese Shah Marai, corrispondente di France Press (con cui è organizzata la mostra) ucciso in un attentato a Kabul lo scorso 30 aprile.

Non mancheranno, infine, le sezioni dedicate lo Spazio Approfondimento, lo Spazio Tematico (con un bel focus sugli animali in relazione all’uomo), il Corporate for Festival e il Premio Voglino.

Una edizione, quindi, decisamente “potente” che oltre per la qualità delle mostre si connoterà per il livello degli incontri, visite guidate con i fotografi, letture portfolio, presentazioni di libri e per le attività educational destinate agli studenti delle scuole medie e superiori.
Per quattro settimane densissime di proposte, di grande fotografia e soprattutto di straordinaria umanità. A Lodi, dal 6 al 28 ottobre.

Info: www.festivaldellafotografiaetica.it

La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

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La rivoluzione della stampa in Europa: da un progetto dell’Università di Oxford a una mostra “digitale” a Venezia. “Printing Revolution 1450-1500”, dal 1 settembre al Museo Correr e alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana
La mostra documenta l’impatto della rivoluzione della stampa sullo sviluppo economico e sociale della prima Europa moderna. Un percorso di scoperta attraverso strumenti digitali e metodi di comunicazione innovativi, che permettono di documentare e rendere accessibili decine di migliaia di dati raccolti da un ampio network internazionale – coordinato dal progetto 15cBOOKTRADE dell’Università di Oxford – in anni di rigorose ricerche

Un’invenzione non è una rivoluzione, ma solo l’inizio di un percorso. La stampa con blocchi di legno debuttò in Cina nel IX secolo; 400 anni dopo, la stampa a caratteri mobili di metallo cominciò a essere usata in Corea, ma fu in Europa che la stampa divenne una rivoluzione, perché è qui che modificò radicalmente la vita di ogni giorno. Fino al 1450 circa i libri erano scritti a mano, ma nel 1455 venne stampata la Bibbia di Gutenberg a Magonza, cambiando la società per sempre. Nei 50 anni successivi milioni di libri a stampa circolarono in tutta Europa, mezzo milione di essi sopravvive ancora oggi in circa quattromila biblioteche europee e americane. Una ricerca ha rintracciato 50mila di questi libri sparsi oggi tra 360 biblioteche europee e americane con la collaborazione di oltre 130 editors.

Dai dati raccolti durante la ricerca nasce la mostra “Printing Revolution 1450-1500. I 50 anni che hanno cambiato l’Europa”, che verrà presentata dal 1 settembre 2018 al 7 gennaio 2019 al Museo Correr di Venezia, con una sezione alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (qui fino al 30 settembre). L’esposizione è il risultato di un grande progetto di ricerca europeo che usa i libri come fonte storica: basato all’Università di Oxford, alla British Library, a Venezia, e finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, il 15cBOOKTRADE applica le tecnologie digitali alle fonti storiche ampliando la capacità di comprendere la rivoluzione della stampa: è diretto dall’italiana Cristina Dondi, professoressa del Lincoln College di Oxford, che è anche curatrice di questa mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – Biblioteca del Museo Correr, la Biblioteca Nazionale Marciana e in partnership con Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Venice in Peril, l’Ambasciata d’Italia a Londra, Fedrigoni, la Fondazione Giorgio Cini, e la Scuola Grande di San Rocco.

Attraverso una decina di sezioni, l’esposizione mette in evidenza come nel 1500 in Europa ci fossero milioni di libri, non solo per le élite, come comunemente si ritiene, ma per “tutti”, con una vasta produzione per la scuola. La rivoluzione della stampa è una delle colonne portanti dell’identità europea perché si è tradotta in alfabetizzazione diffusa, promozione del sapere, formazione di un patrimonio culturale comune. In quei primi decenni (dal 1450 al 1500) la stampa coincise con la sperimentazione e l’intraprendenza. I libri a stampa furono il prodotto di una nuova collaborazione tra diversi settori della società: sapere, tecnologia e commercio. Anche la Chiesa comprese immediatamente l’enorme potenzialità dell’invenzione e ne divenne precoce promotrice. Le idee si diffusero veloci come mai prima. Ora si è in grado di tracciarne la circolazione seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.

Il 15cBOOKTRADE è il primo progetto ad aver pensato e realizzato la visualizzazione scientifica del movimento dei libri attraverso lo spazio e il tempo. L’équipe – composta da quasi tutti ricercatori italiani, nonostante la sede sia a Oxford – da anni mappa la diffusione e l’uso dei libri pubblicati agli albori della stampa nella seconda metà del Quattrocento, i cosiddetti incunaboli: a oggi ha coperto il 10% del mezzo milione di volumi sparsi in circa quattromila bibliotece europee e americane. Il risultato di questo lavoro è un enorme database che traccia la circolazione dei libri, le loro rotte e i loro possessori fra Europa e Stati Uniti, attraverso i secoli: basta inserire nel software il titolo di un libro e sullo schermo compare su mappa tutto il suo percorso, dal luogo in cui fu stampato a quello in cui ora si conserva; oppure, inserendo il nome di un possessore sullo schermo compaiono simultaneamente i tragitti di tutti i libri che possedette, che ricostruiscono virtualmente la sua biblioteca.

“Ogni libro racconta una storia che va al di là delle parole che si leggono in esso: storie delle persone che l’hanno usato, delle annotazioni e disegni lasciati nei margini. Se un libro racconta una storia, migliaia di libri fanno la storia – spiega Cristina Dondi, direttrice del progetto 15cBOOKTRADE e curatrice della mostra – Nei loro 500 anni di storia gli oltre 50 mila libri che abbiamo analizzato hanno circolato in tutto il mondo, disseminando tracce del loro movimento. Abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa per ripercorrere questo movimento nel tempo e nello spazio e costruito un grande database che contiene decine di migliaia di records. Ora, per la prima volta, inseguendo i libri, possiamo tracciare la circolazione delle idee e del sapere che contengono”.

In occasione della chiusura del progetto 15cBOOKTRADE verrà inoltre organizzato a Palazzo Ducale, dal 19 al 21 settembre, il Convegno Printing Revolution 1450-1550, che vedrà  impegnati oltre 40 relatori. Alla conferenza, che intende portare un contributo fondamentale e innovativo alla storia economica e sociale di un periodo chiave di transizione che fu testimone della rapida crescita della produzione e consumo del libro, è prevista una lectio magistralis  dell’On. Dario Franceschini (Ministro dei Beni Culturali e del Turismo 2014-18) e la presenza del Prof. Martin Stokhof, Vice Presidente del Consiglio Europeo delle Ricerche (Scienze sociali e umanistiche), del Prof. Massimo Inguscio, Presidente del CNR e di Sua Eccellenza l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, Raffaele Trombetta.

I contenuti della mostra: mappe digitali, videostorie, libri storici
Ciò che rende originale questa mostra è l’incontro di cultura umanistica e sapere scientifico-tecnologico. E così, accanto a decine di libri a stampa del ‘400 provenienti dalle collezioni della Biblioteca del Museo Correr e della Biblioteca Nazionale Marciana, vengono presentate centinaia di immagini digitali da biblioteche europee e americane oltre a strumenti innovativi che consentono di tracciare la circolazione dei volumi, seguendo il movimento e l’uso dei libri stessi.
Tra questi, numerose mappe con funzioni diverse: in particolare, l’Atlante delle prime stampe (curato da Gregory Prickman, nuovo Direttore della Folger Shakespeare Library di Washington) visualizza su mappe GIS sia tutti i luoghi di stampa in Europa, sia dove sono oggi i 500.000 incunaboli che ancora sopravvivono.
Il Venice Time Machine (diretto da Frédéric Kaplan dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne) fornisce una versione digitale della famosa Pianta di Venezia del De Barbari (1500) sulla quale sono tracciate le oltre 200 officine di stampa della città, mostrando il legame di tanti stampatori alle confraternite a cui appartenevano, ai colleghi con i quali collaboravano, ai libri che insieme producevano: ciò che fece di Venezia la principale città europea di produzione e distribuzione dei primi libri a stampa.
E poi, decine di videostorie che approfondiscono tematiche diverse, tra cui: i libri più stampati nel ‘400, i più venduti e più distrutti, il rapporto tra il costo dei libri e il costo della vita, con le prove che i libri a stampa diventano presto alla portata di quasi tutti (i prezzi di migliaia di libri sono comparati al costo del cibo, salari, e altri beni di consumo), il ruolo fondamentale della Chiesa nella promozione della stampa, donne autrici e tipografe, i libri letti da Leonardo da Vinci, la circolazione di libri fondamentali come la Bibbia di Gutenberg, e la ricostruzione virtuale della collezione ora dispersa di San Giorgio Maggiore di Venezia. Ma anche le prime forme di abuso del nuovo mezzo di comunicazione di massa. Senza dimenticare torchi e materiale per la stampa, portati alla mostra dalla Tipoteca di Cornuda.
Ad ogni sezione il visitatore è stimolato a mettere in relazione quanto presentato con la rivoluzione digitale in corso.

SOGNO O SON DESTE: il restauro multimediale del patrimonio estense prende il via a Vignola, in provincia di Modena

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“SOGNO O SON DESTE”: IL RESTAURO MULTIMEDIALE DEL PATRIMONIO ESTENSE PRENDE IL VIA A VIGNOLA (MODENA) 
Debutta venerdì 13 luglio a Vignola (Mo) il progetto “SOGNO O SON DESTE”: dalle 21.30 all’una del mattino i disegni che ornavano la facciata della Rocca dell’antico borgo di Vignola, in provincia di Modena, saranno di nuovo fruibili integri e nei loro colori originali. Un lavoro di rilievi con laser scanner 3D durato anni, e realizzato in collaborazione con esperti restauratori, riporta in vita decori e disegni grazie a una tecnologia multimediale in grado di proiettarli su vetri ottici tramite serigrafie. Domenica al via anche Openart: un ricco calendario di appuntamenti ad accompagnare le proiezioni luminose, che proseguiranno sulle architetture dei centri urbani e dei borghi legati alla famiglia Estense 

Ammirare i decori, i colori e i disegni che ornavano la Rocca di Vignola, in provincia di Modena, legata alla famiglia dei Contrari che gravitava intorno alla Casa d’Este, grazie a una proiezione luminosa digitale realizzata fedelmente con tecniche di ricostruzione virtuale d’avanguardia. Tutto questo sarà possibile da venerdì 13 luglio nel borgo dell’antico dominio estense di Vignola.

SOGNO O SON DESTE” è il progetto di cultura figurativa, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Carife (Cassa di Risparmio di Ferrara), Fondazione di Vignola e grazie al sostegno di BPER Banca, che mette in luce – letteralmente – le residenze e le architetture della casata d’Este, antica signoria italiana di Ferrara che ha dominato dal 1208 fino al 1859 i territori che si estendono tra Ferrara, Modena e Reggio Emilia. La Rocca di Vignola (Mo) sarà la prima importante architettura “messe in luce”, seguiranno in settembre la Chiesa di Sant’Agostino a Modena e Casa Romei a Ferrara.

A partire dalle ore 21.00 il progetto verrà presentato dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola Valerio Massimo Manfredi, da Paolo CavicchioliPresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, da Riccardo Maiarelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, da Eugenio Garavini, Vice Direttore generale vicario BPER Banca, da Giuseppe Pesci Achille Lodovisi, rispettivamente coordinatore e responsabile scientifico del progetto SOGNO O SON DESTE, dal dottor Marco Tamaro, Direttore della Fondazione Benetton e da altre presenze istituzionali.

Dopo l’inizio delle proiezioni, dalle ore 22.00, avrà luogo lo spettacolo con Fabio Testi che, in un “Concerto d’amore”, reciterà versi poetici accompagnato dal duo di musicisti composto dai maestri Andrea Candeli Stefano Maffizzoni.

 

SOGNO O SON DESTE è un lavoro di rilievi realizzati grazie alla preziosa collaborazione con l’Università di Ferrara che, con l’ausilio della tecnologia laser scanner, è durato anni, per ottenere una griglia tridimensionale con margine di errore inferiore a un centimetro, generata da una nuvola accuratissima di punti, e utilizzabile come modello 3D degli edifici. A questa scansione tridimensionale sono state poi abbinate specifiche fotografie aeree di dettaglio, ottenute con la tecnica gigapixel a cura del fotografo Ghigo Roli, e architettoniche, realizzate con droni, essenziali per avere un prospetto esatto degli edifici e per studiare le tracce ancora esistenti delle decorazioni. Gli scatti realizzati, elaborati con specifici e sofisticatissimi software, hanno generato fotografie geometricamente corrette, in cui sono state eliminate le piccole imperfezioni dovute ad esempio alla posizione dei punti di ripresa o ai dislivelli delle aree rilevate o, ancora, dall’inclinazione delle macchine fotografiche. Tutto questo in modo che le foto possano essere considerate una reale “mappa” da seguire. Dopo tutte queste indispensabili premesse tecniche, al lavoro di rilievo è stato affiancato quello di un’equipe di esperti in tecniche di restauro, che ha individuato con estrema precisione le tracce delle decorazioni, i relativi disegni e colori, nelle tonalità perfettamente identiche a quelle originali. Infine sono state ricostruite digitalmente le parti mancanti andando a produrre i file definitivi per le proiezioni che, su ciascun edificio, verranno trasposte su vetri ottici, detti “gobos”, tramite serigrafie. Al progetto multimediale verrà affiancato quello di promozione conincontri ed eventi culturali su temi di rilevanza storico artistica, e non solo. Dopo la serata d’inaugurazione di venerdì 13 luglio alle ore 21.30 in Piazza dei Contrari a Vignola, si susseguiranno le proiezioni (il calendario aggiornato è disponibile on line sul sito al link:https://www.sognoosondeste.it/wp-content/uploads/CALENDARIO-PROIEZIONI-LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE.pdf) nell’ambito degli eventi collaterali Openart. Dalla storia e il linguaggio dei colori ad approfondimenti su racconti e testimonianze iconografiche e astronomia nella storia dell’arte: sono numerosi gli appuntamenti ai piedi della Rocca nel cuore del Borgo in provincia di Modena in programma tutti i mercoledì e le domeniche fino a settembre.

L’ambizioso progetto “SOGNO O SON DESTE” mira quindi a far tornare a splendere, grazie alla proiezione luminosa digitale, quel patrimonio dell’Italia come paese dipinto che da secoli suscita l’ammirazione di chi lo visita, promuovendolo e migliorandone la tutela e la fruizione. In particolare l’azione di valorizzazione si concretizzerà, tramite la collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia,  attraverso una campagna di rilievi architettonici realizzati utilizzando le tecnologie d’avanguardia già messe in campo, alla scopo di dare vita a una banca dati conoscitiva dello stato di conservazione, non solo degli edifici di cui si ricomporranno le decorazioni esterne, ma anche di opere architettoniche – sempre legate al territorio estense – che versano in condizioni di degrado o semi abbandono, come le numerose pievi, oratori o chiese, contenenti affreschi del XIV-XVI secolo, situate nell’Appennino modenese.

 

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