Thanksgiving day: LELO, brand leader del piacere premia i food fetish addicted

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In occasione del Thanksgiving e del Black Friday, LELO offre un menù speciale, dedicato ai più sfacciati, con sconti appositamente dedicati agli accessori del piacere.

Dorati, con le cosce oleate, o con il petto abbondante e succoso, il thanksgiving si distingue come una specifica tipologia di food porn. Se riuscite a separare le frattaglie, la tenera lonza, dal gustoso petto e dal grassottello posteriore, mettete in gioco le vostre competenze per vincere e ricevere uno sconto extra sui prodotti già in offerta durante gli shopping day dedicati al Black Friday su  LELO.com. I giocatori che otterranno un punteggio da 1 a 5 potranno usufruire del 3% in più di sconto, quelli che raggiungeranno un punteggio da 6-10 potranno avere il 5% in meno su tutti i prodotti in offerta, che per il Black Friday raggiungono fino al 50% di sconto.

Acquistando i vostri accessori preferiti, inclusi i più famosi ALIA, LUNA BEADS e l’esclusivo TIANI 24K, LELO vi offre delle portate ricche di divertimento da provare, per soddisfare qualsiasi palato e gusto, anche quello più stravagante.

In vista delle festività, LELO presenta gli ultimi trend fetish culinari. Scoprite il sorprendente mondo dello sploshing, anche attraverso il cake-sitting, che è molto più di una tradizionale attività da cucina. Quest’anno vi gusterete un’insolita cena del Ringraziamento!

Alimentazione

Guardare un partner mentre addenta con gusto il proprio boccone, leccare o divorare cibi attraenti e suggestivi può chiaramente suscitare una forte carica erotica. Eh si, pensiamo proprio a loro: banane, ghiaccioli, hot-dog, così come i falsi innocenti fichi e papaya. Ma non solo, perchè un gruppo ancor più di nicchia eleva l’erotismo del mangiare ad un altro livello: nutrire e farsi nutrire.

Sploshing

Conosciuto anche come WAM (bagnato e disordinato, che dovrebbe far inture di cosa si tratta), i partner si spalmano a vicenda sostanze di varie consistenze, temperature e gusti. Spesso si tratta di cibo e almeno un partecipante è di solito nudo. Pensate alla panna montata, ad immergersi in un bagno di fagioli, o di salsa al cioccolato. Il piacere può derivare dal macerare sul partner le sostanze citate, nonché dalla apparentemente deliziosa sensazione di sostanze inconsuete sulla propria pelle.

Cake-Sitting

Cake-sitting è l’azione di sedersi nudi su una torta ghiacciata, e di per sé una forma piuttosto caratteristica di sploshing, una variante di nicchia del giocare con il cibo.

Mettete alla prova le vostre abilità su https://www.pornorpoultry.com/  e ricordate: più punti fate, più potete esplorare. Fino al 30 novembre, i giocatori che raggiungono da 1 a 5 punti riceveranno un codice per un ulteriore sconto del 3% sulle offerte del Black Friday. Con un punteggio tra 6 e 10 riceverete un ulteriore sconto del 5%.

Ai Diamanti, tre anni di grandi mostre

Nel triennio 2017-2019 l’attività espositiva di Palazzo dei Diamanti prosegue all’insegna dei grandi progetti, coniugando – annuncia Maria Luisa Pacelli, Direttore di Ferrara Arte – appuntamenti particolarmente significativi per Ferrara e il suo territorio con mostre che promuovono la conoscenza di fenomeni artistici e culturali di grande respiro internazionale.
Ferrara Arte conferma, con questo ulteriore triennio di iniziative, una caratteristica che la rende protagonista in Italia: la capacità di programmare eventi di assoluto livello e di farlo con un anticipo che non è consueto ad altre realtà e città.

Attualmente ai Diamanti, una raffinata esposizione celebra, per la prima volta, il genio pittorico del ferrarese Carlo Bononi.
Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese resterà aperta al pubblico sino al 7 gennaio del 2018.
Artista prolifico, grandissimo disegnatore, inquieto sperimentatore e infaticabile viaggiatore, Bononi occupa un ruolo di assoluto rilievo nella storia dell’arte nell’Italia di passaggio tra l’età di Controriforma e la piena maturazione del Barocco. Pittore di grandi cicli decorativi sacri e di pale d’altare, egli elabora un linguaggio pittorico che pone al centro l’emozione, il rapporto intimo e sentimentale tra le figure dipinte e l’osservatore.
La mostra racconta la carriera di questo artista e riannoda le fila del discorso che egli ha intrattenuto con altri grandi pittori a lui contemporanei come Ludovico Carracci, Guercino, Carlo Saraceni, Lanfranco e Guido Reni. Un percorso affascinante e un’occasione imperdibile per ammirare la forza delle invenzioni di un pittore il cui nome, non a caso, è stato spesso accostato a quelli di Caravaggio, Tintoretto o dei Carracci.
Nella primavera del 2018 sarà la volta di Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni (3 marzo – 10 giugno). La mostra trasporterà il visitatore in quel momento fondante della modernità, tra la fine dell’Ottocento e l’aprirsi del Novecento, che vede la scienza e la cultura impegnate a scandagliare la psiche umana, e racconterà la sfida lanciata da alcuni artisti italiani che sperimentarono un alfabeto visivo capace di portare nell’opera la materia mutevole e inafferrabile degli stati d’animo. Ne sono protagonisti figure di primo piano della scena artistica tra divisionismo e simbolismo, come Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo e Medardo Rosso e il ferrarese Gaetano Previati. A raccogliere e rilanciare il loro messaggio furono i giovani futuristi, quali Giacomo Balla, Carlo Carrà e soprattutto Umberto Boccioni, che con le loro creazioni rivoluzionarie diedero voce alla sensibilità dell’uomo moderno e ai ritmi della metropoli contemporanea. Alcuni capolavori di questa stagione memorabile dialogheranno con opere di esponenti del simbolismo europeo, per condurre lo spettatore in un viaggio nei territori inebrianti, misteriosi ed elettrizzanti dell’anima fin de siècle.
A settembre 2018 per la prima volta dopo quasi cinquant’anni, torna in Italia Gustave Courbet, in una retrospettiva (22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019) dedicata al genio indiscusso dell’Ottocento e al suo rivoluzionario approccio alla pittura di paesaggio. Provocatore, padre del realismo e uomo dalla personalità complessa, Courbet fu anche un eccellente paesaggista, che considerava la natura la sua principale fonte di ispirazione: non a caso due terzi della sua produzione sono costituiti da panorami, vedute, scorci, orizzonti, lande campestri, in cui il protagonista è l’elemento naturale. Dotato di una rara sensibilità, la sua visione personale ma realistica del mondo lo ha portato a innovare profondamente la pittura. Le sue opere, mantenendosi in bilico fra gli echi del Romanticismo e i riflessi di un Impressionismo che proprio in quegli anni muoveva i primi passi, rappresentarono un sicuro modello di riferimento per Manet, Monet, Degas e compagni. Con Courbet e la natura il pubblico italiano potrà quindi riscoprire l’opera di uno dei più grandi pittori dell’Ottocento, un artista che ha lasciato un segno indelebile sulla sua epoca riuscendo a traghettare l’arte francese dal sogno romantico alla cruda pittura di realtà, e da questa a un nuovo amore per la natura.
Novità di rilievo nella programmazione è la mostra Boldini e la moda che aprirà i battenti il 16 febbraio e si concluderà il 2 giugno 2019.
Palazzo dei Diamanti rende omaggio al grande artista ferrarese, con un affascinante percorso tra dipinti, meravigliosi abiti d’epoca e preziosi oggetti dalla valenza iconica illustrerà dunque il fecondo rapporto tra Boldini e il sistema dell’alta moda parigina e il riverbero che questo ebbe sulla sua opera di ritrattista, oltre che su quella di colleghi quali Degas, Sargent, Whistler e Paul Helleu. Ordinata in sezioni tematiche, ciascuna patrocinata da letterati che hanno cantato la grandezza della moda come forma d’arte – da Baudelaire a Wilde, da Proust a D’Annunzio – l’esposizione racconterà i rapporti tra arte, moda e letteratura nella Belle Époque, immergendo il visitatore nelle atmosfere raffinate e luccicanti della metropoli francese e in tutto il suo elegante edonismo.

Informazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

A TEFAF Maastricht in mostra i capolavori dell’Amsterdam Museum

L’Amsterdam Museum è attualmente impegnato nel restauro di uno dei suoi capolavori, I Capi della Guardia Civica (1653) di Bartholomeus van der Helst (ca.1613 – 1670), che sarà l’opera di punta della mostra in prestito a TEFAF Maastricht 2018, all’interno della sezione TEFAF Paper. Per la prima volta i visitatori della Fiera potranno non solo ammirare i risultati del restauro, ma anche comparare gli oggetti raffigurati nel dipinto con esempi originali di argenteria del XVI secolo – una situazione unica per l’arte olandese. TEFAF Maastricht, la Fiera di arte figurativa e antiquariato più importante del mondo, avrà luogo dal 10 al 18 marzo 2018 al MECC (Maastricht Exhibition and Congress Centre) di Maastricht, Paesi Bassi.

Il ritratto di gruppo raffigura diverse personalità di spicco: l’ex borgomastro Jan van de Poll (1597-1678), il mastro birraio Albert Dircksz Pater (1602-1659) e il celebre cartografo ed editore Joan Willemsz Blaeu (1598-1673). Insieme, erano i custodi della Guardia Civica, e della sua collezione di ritratti di gruppo e reperti storici.

I personaggi sono raffigurati seduti a un tavolo, mentre sulla destra i loro figli allenano le proprie doti di arcieri. I quattro uomini del dipinto sono circondati di preziosa argenteria; sullo sfondo, una credenza appare colma di tazze, tazzine e cucchiai; sulla sinistra Banninck Cock regge un calice finemente decorato, e i suoi colleghi mostrano il collare e il bastone della Guardia, coronato da decorazioni a forma di uccelli. Sullo sfondo, la moglie del locandiere presenta il corno potorio sul suo piede d’argento, sempre appartenente alla Guardia. La presenza di questi oggetti preziosi sul tavolo richiama l’illustre storia della Guardia Civica di quegli anni, sottolineando il buon governo delle personalità raffigurate nel dipinto.

Oltre che per il suo pittore, uno dei più grandi ritrattisti del Secolo d’oro olandese, per la fama dei suoi protagonisti e per l’apprezzata prospettiva sott’in su, questo ritratto di gruppo si distingue poiché raffigura tre oggetti d’arte tuttora esistenti.

Il collare, il bastone e il corno potorio finemente decorati, appartenenti alla collezione della Guardia Civica, non erano solo valorizzati dai capi del 1653, ma possono ancora essere ammirati dai visitatori dell’Amsterdam Museum, poiché appartengono al Comune di Amsterdam. Capolavori in argento del genere, provenienti dal XVI secolo, sono una rarità in qualsiasi collezione pubblica o privata dato che in molti casi venivano modificati sulla base dei gusti delle varie epoche oppure addirittura fusi. L’esistenza di oggetti di tale valore, raffigurati in un dipinto di così alta qualità, è un fatto più che eccezionale.

Il capolavoro di Van der Helst sarà circondato da altri cinque ritratti di gruppo che sono stati restaurati da poco. Insieme testimoniano il successo e la qualità della ritrattistica di gruppo ad Amsterdam durante il Secolo d’oro.
Due di questi dipinti, entrambi restaurati nel 2017, sono di Ferdinand Bol (1616 – 1680) e raffigurano i governatori e le governatrici dell’Asilo dei Lebbrosi di Amsterdam. Al momento fanno parte della mostra sull’artista dell’Amsterdam Museum. Un altro ritratto di gruppo di Van der Helst, I Capi degli Archibugieri della Guardia Civica, restaurato nel 2011, dopo un prestito per cinque anni alla National Gallery of Art di Washington sarà esposto per la prima volta dal suo ritorno nei Paesi Bassi. Le ultime opere sono due Lezioni di Anatomia, una di Aert Pietersz (1550 – 1612), l’altra di Adriaen Backer (1635 – 1684), restaurate in collaborazione con le istituzioni che negli anni le hanno prese in prestito per le proprie mostre. Dal 2016 l’opera di Backer ha fatto parte della mostra permanente di ritratti del Secolo d’oro dell’Hermitage Amsterdam, che vanta un’incredibile collezione di ritratti di gruppo ambientati ad Amsterdam. Queste sono le quattro opere che completeranno la mostra in prestito a TEFAF Maastricht.
-Note per i giornalisti-
IMPORTANTE AGGIORNAMENTO SUI GIORNI DI APERTURA E AMMISSIONE ALLA FIERA
– Giovedì 8 marzo – dalle 10 alle 19 – Early Access Day (solo su invito)
– Venerdì 9 marzo – dalle 11 alle 19 – Preview Day (anteprima solo su invito)
– Da sabato 10 marzo a sabato 17 marzo – dalle 11 alle 19 – Apertura al pubblico
– Domenica 18 marzo – dalle 11 alle 18 – Apertura al pubblico
– I biglietti di ingresso hanno un prezzo di €45 e possono essere acquistati su www.tefaf.com o all’arrivo alla Fiera.

TEFAF Maastricht
TEFAF Maastricht, la Fiera di arte e antiquariato più importante del mondo, si fregia di un’offerta senza eguali, grazie alla partecipazione dei migliori mercanti d’arte ed esperti globali. TEFAF è una fondazione no profit che si pone come guida esperta sia peri collezionisti privati che per le istituzioni pubbliche del mercato d’arte globale ispirando compratori ed estimatori di tutto il globo. La trentunesima edizione di TEFAF Maastricht avrà luogo al MECC di Maastricht dal 10 al 18 marzo 2018.
TEFAF. Your Art Community.
Art, more than an Asset
TEFAF condivide con il suo principale sponsor, AXA Art, la visione di un’arte che va oltre lo status di solo asset. Questa partnership fornisce ai collezionisti d’arte un servizio unico che copre l’intera gamma di prevenzione dei rischi, conservazione, recupero e restauro, consentendo loro di mantenere le collezioni nella migliore condizione possibile. www.axa-art.com

Al MAN di Nuoro, capolavori dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata una figura unica nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre. Considerata la “musa astratta” di Carlo Belli e Osvaldo Licini, all’inizio del 1930 divenne un’appassionata sostenitrice dell’arte astratta italiana e internazionale, riuscendo a intercettare le proposte più innovative con una grande autonomia di giudizio. Una Peggy Guggenheim italiana, capace di intrattenere solidi rapporti con gli artisti, anche quelli più giovani e non ancora affermati, poiché ciò che più le interessava era “seguire e se possibile incoraggiare, gli sviluppi di un tipo di ricerca artistica in cui credevo”.

Partendo da alcuni opere chiave dell’astrattismo italiano degli anni Trenta, passando per le ricerche percettiviste e preconcettuali degli anni Sessanta, fino all’arte Optical e la Nuova Pittura degli anni Settanta e Ottanta, la mostra, a cura di Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati, assistente curatore Michela Murialdo, ripercorre la storia della collezione – conservata presso il Museo di Villa Croce a Genova – dialogando con alcuni dei principali movimenti artistici e autori del Novecento italiano.

L’incontro di Maria Cernuschi con l’arte si deve al marito Gino Ghiringhelli, artista e proprietario della galleria milanese “Il Milione”, luogo fondamentale per la promozione dell’arte astratta in Italia. Tra il 1934 e il 1935 la galleria presenta il lavoro di artisti quali Kandinsky, Vordemberge-Gildewart, Albers, Fontana, Licini, Melotti ed è il primo spazio espositivo a ospitare opere di Soldati, Radice, Rho e Veronesi. Nel 1933 la Galleria aveva supportato la pubblicazione di Kn, saggio di critica d’arte di Carlo Belli, dedicato proprio a Maria Cernuschi Ghiringhelli, e definito da Kandinsky “il vangelo dell’arte astratta”.

Nel 1940, anno della separazione dal marito, Maria Cernuschi inizia ad acquistare una serie di quadri che diventano testimonianza di una nuova fase della sua vita, rappresentando, più che una scelta documentaria, una spinta sentimentale che la porta a definire la propria raccolta non come una collezione razionale, ma più semplicemente come la “sua” collezione (“i miei quadri”). Nel 1950, stanca dell’ambiente milanese, si trasferisce in Liguria, dove respira un clima nuovo, culturalmente vivo, grazie alla presenza di un nutrito gruppo di artisti attivi soprattutto presso le fabbriche di ceramica di Albisola.

A partire dal 1965 gli acquisti si fanno sempre più frequenti e le scelte più rigorose. I criteri di acquisizione abbandonano la sfera privata e si orientano sempre più verso il tentativo di documentare in maniera organica gli esiti della ricerca artistica contemporanea, soprattutto italiana, nell’ambito dell’astrazione. Una scelta che, negli anni Settanta, trova un elemento di specificità nell’attenzione alla ricerca portata avanti nel contesto ligure.

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata capace di cogliere gli elementi di novità nella produzione artistica del suo tempo senza attenderne la consacrazione da parte della critica o del mercato, come testimoniano le date – tutte precoci – dei lavori di Piero Manzoni, di cui in mostra è possibile vedere uno dei primi Achrome, di Agostino Bonalumi, di Lucio Fontana, di Osvaldo Licini, di Gino Ghiringhelli di Bruno Munari e di numerosi altri autori. Una lungimiranza nelle scelte affiancata e supportata dallo stretto e mai interrotto rapporto con le generazioni artistiche attive prima della guerra, ed in particolare proprio Melotti, Soldati, Munari e Fontana.

Se l’interesse di una collezione privata lo si può ricondurre soprattutto alla sua originalità, alla sua “differenza” dalle altre, dettata da una visione, da incontri e da esperienze personali, quella di Maria Cernuschi può essere senza dubbio considerata una delle collezioni italiane più interessanti del Novecento.

“Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli” si propone di presentare al pubblico il cuore di questa collezione privata, rappresentativa di un momento storico e artistico fondamentale, ma anche specchio di storie, scelte, pulsioni e sentimenti personali della sua artefice.

***

Museo MAN
via S. Satta 27- 08100, Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
orari: 10-20 lunedì chiuso
www.museoman.it

ROUTES2ROME: festival e itinerario culturale europeo per il bicentenario di Goethe (24 novembre)

ALL ROUTES LEAD TO ROME
#routes2rome

Museo Nazionale Romano
Palazzo Massimo Alle Terme – Largo Villa Peretti, 2 – Roma

Ingresso libero

Venerdì 24 novembre – ore 10.00

GOETHE IN ITALIA: DAL BICENTENARIO AL FESTIVAL, ALL’ITINERARIO CULTURALE EUROPEO

Saluti e introduzione:
ROBERTO DI FELICE / Sindaco di Ariccia
ALESSANDRO RICCI / Segretario Generale della Società Geografica Italiana

Intervengono:
SINDACI E AMMINISTRATORI DEGLI ENTI E DELLE ASSOCIAZIONI ADERENTI
MARIA CRISTINA VINCENTI / Archeologa
ROBERTO CROSTI / Discesa Internazionale del Tevere
VIENNA CAMMAROTA / AIGAE – Cammino di Goethe

Conclusioni:
FEDERICO MASSIMO CESCHIN / Segretario Generale di Cammini d’Europa

Tra il 1816 e il 1817, quando fu pubblicato “Viaggio in Italia”, l’intellettuale tedesco Johann Wolfgang von Goethe era ormai ottantenne, raggiunta una fama internazionale con una lunga carriera di successo, e consegnava una narrazione di struggente nostalgia per celebrare un lungo soggiorno italiano, vissuto trent’anni prima.
Eppure, a duecento anni di distanza, l’opera mantiene intatto il carisma che spinse frotte di viaggiatori a simulare l’impresa, e soprattutto sembra avere ancora molti messaggi da consegnare ai suoi lettori.
Forse perché “Viaggio in Italia” non è una semplice descrizione del Paese, ma delle impressioni che Goethe riceveva dalla gente, mescolata a riflessioni su arte, cultura e letteratura. È dunque un libro sull’Italia ma, ancor prima, un ritratto degli italiani.

Il bicentenario si presenta dunque come una straordinaria occasione per fermarci a riflettere, come italiani, sul nostro patrimonio culturale, sulla sua attrattività, sui modelli di gestione, sui flussi turistici che interessano – e spesso soffocano – le principali città d’arte mentre ignorano le aree interne e sostanzialmente l’intero Mezzogiorno, anche se poi chi si avventura sull’Appennino o verso Sud rimane totalmente affascinato (“Gli Appennini rappresentano per me un meraviglioso pezzo del creato”).
Da qui l’idea di “Goethe in Italia”, Festival di letterature, arti e culture di viaggio: un movimento di pensieri e di opinioni che stimola le comunità locali ad attivarsi in modalità collettiva, itinerante e diffusa sul territorio nazionale, dai confini con l’Austria fino alla Sicilia, mantenendo al centro Roma.

L’appuntamento conclusivo del bicentenario sarà con “All Routes Lead to Rome – Tutti gli Itinerari portano a Roma”, che concluderà ufficialmente le celebrazioni. Ma il progetto prosegue, prevedendo la redazione di un “Dossier di candidatura” da presentare all’accordo parziale allargato tra Commissione Europea e Consiglio d’Europa – per tramite dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo – al fine di certificare l’Itinerario europeo di Goethe come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa (secondo le previsioni e i criteri descritti nella risoluzione CM/Res(2013)67).
Va costituendosi una Associazione Culturale Europea tra i Comuni attraversati dall’Itinerario – capofila il Comune di Ariccia che offrirà la sede presso la “Locanda Martorelli – Museo del Grand Tour” – e un Comitato scientifico internazionale che coinvolgerà personalità e studiosi di Cammini d’Europa, Società Geografica Italiana, Goethe-Institut, Museo “Casa di Goethe” e da altre autorevoli istituzioni culturali.

SCARICA PROGRAMMA E IMMAGINI DI SEGUITO:

170310_Goethe-in-Italia_abstract-v301.pdf

itinerario-italiano.jpg

 

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Sito ufficiale: www.routes2rome.it  
Pagina Facebook www.facebook.com/routes2rome

Una cartolina d’autore per Arturo Toscanini

Una mostra di illustrazione contemporanea che celebra Arturo Toscanini a 150 anni dalla nascita. Dal 17 novembre in Piazza Garibaldi, sotto i Portici del Grano, a Parma

Da Bologna a Rio De Janeiro, da Parigi a New York, passando naturalmente per Parma. Nove artisti dedicano una tavola illustrata al Maestro, ricostruendo un viaggio tra le città più significative per la sua storia personale. La mostra “Baci da Arturo. Una cartolina d’autore per Toscanini” nasce dalla collaborazione tra Comune di Parma, Casa della Musica e S.O. Giovani, Fondazione Toscanini, Kreativehouse ed Ale Giorgini.

Baci da Arturo, 2017 © Riccardo Guasco courtesy of the artist

Lo schiaffo di Bologna, il “miracolo” di Rio de Janeiro, le luci scintillanti di Parigi, il successo nel Nuovo Mondo, il ritorno in Italia dopo la guerra, ma anche lo stupore davanti alla bellezza della natura. La vita di uno dei più straordinari talenti del Novecento raccontata alle nuove generazioni attraverso il linguaggio universale del disegno da alcuni dei più celebri illustratori italiani contemporanei. La rabbia, la speranza, la passione, tutte le sfumature della complessa personalità del Maestro Toscanini, catturate in 9 cartoline d’autore per un viaggio immaginato che da Rio, Milano, New York, Parigi, Bayreuth, Bologna, Gerusalemme ci riporta proprio qui a Parma, dove tutto ha avuto inizio 150 anni fa.

Ogni cartolina è come un ricordo, porta con sé un viaggio, un momento importante di crescita e cambiamento. Ogni tavola è una tappa nella storia di Toscanini e custodisce un messaggio del Maestro, trasformandosi così in un’occasione per scoprire e raccontare tutte le sfumature di una delle personalità artistiche più interessanti del secolo scorso.

Dove trovare le cartoline da collezione

Le cartoline da collezione sono anche uno speciale percorso per immagini attraverso la città, si potranno infatti ricevere gratuitamente in alcuni luoghi chiave di Parma: la Casa natale, la Casa della Musica, il Conservatorio, Fondazione Toscanini, lo IAT del Comune di Parma, il Parma Point.

Gli artisti in mostra

L’inconfondibile tratto “geometric retro” di Ale Giorgini, le atmosfere futuriste e vintage di Riccardo Guasco, l’acquerello poetico ed essenziale di Gianluca Folì, l’esplosione di forme e colori di Elisa Macellari, la matita di MARTOZ sospesa tra il fumetto e la grande pittura del Novecento, l’illustrazione onirica e cinematica di Gloria Pizzilli, il taglio iconico e “flat” delle immagini Francesco Poroli, lo scenario metafisico di Giovanna Giuliano e infine l’eleganza digitale di Simone Massoni.

La mostra

Baci da Arturo – Una cartolina d’autore per Toscanini.
La vita, il genio e il temperamento di Arturo Toscanini raccontato in nove cartoline d’autore.
Parma, Portici del grano, Piazza Garibaldi, dal 17 novembre.Con opere di Gianluca Folì, Ale Giorgini, Giovanna Giuliano, Riccardo Guasco, Elisa Macellari, Simone Massoni, MARTOZ, Gloria Pizzilli, Francesco Poroli. Le cartoline d’autore si possono collezionare recandosi presso: la Casa natale, la Casa della Musica, il Conservatorio “A.Boito”, la Fondazione Toscanini c/o CPM Arturo Toscanini, lo IAT del Comune di Parma, il Parma Point.

Al via la mostra fotografica Two Cities One Break – Tel Aviv e Gerusalemme

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L’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, Mondadori Store e Mediamond presentano la mostra fotografica “Tel Aviv e Gerusalemme: per esploratori di luoghi e anime”, nel Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano. La mostra, allestita presso lo spazio eventi al terzo piano, sarà aperta al pubblico venerdì 10 novembre dalle ore 13:00 alle 22:00; sabato 11 e domenica 12 dalle ore 9:30 alle 22:00.

 

Il percorso espositivo, curato da Denis Curti, invita il pubblico a scoprire attraverso 20 scatti le due città di Tel Aviv e Gerusalemme, i due volti di Israele. I visitatori saranno accolti in uno spazio che richiama la casa di un viaggiatore, sulle cui pareti sono affissi ricordi di un viaggio nelle due città: panorami mozzafiato, volti, angoli inaspettati di due città diverse e allo stesso tempo vicine.

 

Crediti a Michael Shmidt, JerusaLENS

“Il viaggio è una porta attraverso la quale conosciamo nuove realtà. Da sempre una parte essenziale dell’offerta di Mondadori Store, che affianca alla proposta libraria un’ampia gamma di prodotti e servizi dedicati. Con questa iniziativa siamo felici di poter dare ai nostri visitatori un’occasione in più per scoprire da vicino due città come quelle di Tel Aviv e Gerusalemme, capaci di unire la tradizione e l’innovazione, in continuità con la nostra mission, quella di offrire un mondo di cultura ed emozioni al più ampio pubblico possibile”, dichiara Francesco Riganti, Direttore Marketing di Mondadori Retail.

 

“Un grande sforzo per accompagnare in un viaggio che va oltre il viaggio stesso: spiritualità, modenità, esperienza unica e indimenticabile. Questo è ciò che rappresentano Gerusalemme e Tel Aviv: due città che si toccano, che sanno emozionare ciascuna in un modo diverso, l’una attraverso storia e tradizione, l’altra attraverso ricerca e modernità. Tel Aviv e Gerusalemme rappresentano il viaggio della vita per tanti, per molti, noi speriamo per tutti, e con queste splendide immagini vogliamo regalare l’emozione a quanti vorranno scoprire una dimensione davvero inaspettata della destinazione” ha dichiarao Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo.

 

Tradizione, vita in città, luce, persone: queste le quattro tematiche sulla base delle quali sono state selezionate le immagini presentate nello store.

 

La mostra presenta per la prima volta in Italia sette fotografie scelte tra le 100 finaliste del concorso JerusaLENS, realizzato lo scorso marzo in Israele e finalizzato a mostrare aspetti inediti ed originali della città di Gerusalemme. Al concorso hanno preso parte fotografi provenienti da tutto il mondo che hanno saputo così offire prospettive personali e maghifiche vedute della città.

14.500 sono state le foto inviate da ben 84 nazioni  la fase finale ha visto l’invio di non meno di 2.400.000 voti!

 

Tra i fotografi scelti per la mostra milanese  ricordiamo gli Israeliani: Michael_Shmidt; Amir_Ehrlich; David_Mor; Yigal_Dekel; Tomer_Montilia; Vincent_Kahkejian e Laura_Ben-David. Oltre a loro anche il brasialiano Alexandre_Siqueira e il filippino Romel_Pineda.

 

Un ringraziamento profondo deve essere poi riservato a Alon Wald, direttore operation e marketing, Ammunition Hill di Gerusalemme, per aver  collaborato a far arrivare in Italia le foto del concorso.

 

All’interno del percorso espositivo saranno presenti anche immagini scattate da artisti della fotografia che hanno  realizzato negli ultimi anni servizi fotografici in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, promotore dell’iniziativa: Giovanni Tagini; Daniele Pellegrini; Graziano Perrotti; Bruno Zanzottera; Alessandro Gandolfi;Vanda Biffani.

 

Un’ampia parte delle immagine che saranno in mostra a partire dal 10 novembre p.v. sono state poi selezionate dall’agenzia fotografica di Mondadori Portfolio.

Crediti all’agenzia fotografica Mondadori Portfolio

 

Domenica 12 novembre, inoltre, lo spazio della mostra prenderà vita con la performance dal vivo della cantante Yevgenya Kimiagar che eseguirà musica israeliana accompagnata da  Giovanni Iazzarelli al flauto e Daniele Quercia al contrabbasso; le esibizioni avranno luogo a partire dalle 15.30 fino alle 18.30 in differenti momenti all’interno dello spazio dedicato alla mostra.

 

La mostra “Tel Aviv e Gerusalemme: per esploratori di luoghi e anime” è parte della partnership tra l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo e Mondadori Store, il più esteso network di librerie presente in Italia. Per un mese, dal 19 ottobre al 16 novembre, infatti, i clienti online e quelli di più di 30 punti vendita Mondadori Store selezionati hanno la possibilità di vincere un viaggio per due persone in Israele alla scoperta di Tel Aviv e Gerusalemme: per partecipare è sufficiente effettuare un acquisto e registrarsi sul sito www.2cities1breakmondadoristore.it

 

L’iniziativa è promossa online, sui social e all’interno dei punti vendita Mondadori Store, su schermi e totem dove sarà trasmesso il video della campagna Two Cities One Break. I clienti dei negozi riceveranno poi in omaggio speciali segnalibri dedicati a Israele. Nella settimana della mostra, inoltre, una vetrina del Megastore Duomo sarà interamente dedicata a Israele e l’iniziativa sarà promossa sui ledwall esterni allo store.

 

Crediti a Bruno Zanzottera, parallelozero

 

Tel Aviv e Gerusalemme sono le due anime di Israele: due città diverse, ma al contempo vicine. A meno di 4 ore di volo dall’Italia, le due città distano soltanto 45 minuti di auto l’una dall’altra: perfette da abbinare in un unico viaggio, tra cultura ed intrattenimento.

 

Per un citiesbreak a Tel Aviv e Gerusalemme clicca qui

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Un altro prodotto di eccellenza nelle file Eurospin. Oggi parliamo di #vinieurospin
L’azienda Eurospin coltiva, raccoglie l’uva, la lavora e imbottiglia nella sua immensa cantina, e insieme all’aiuto del sommelier Luca Gardini ha selezionato per voi numerosi vini DOC/IGT/DOCG prodotti rigorosamente nelle zone vinicole italiane più di tendenza.

Vi invito a visitare il loro sito web cliccando QUI

VisitNorway: Verso il record di presenze italiane in Norvegia

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Le statistiche relative ai pernottamenti degli Italiani in Norvegia registrano un andamento decisamente positivo anche per il mese di settembre (+10%).

Sulla scia del trend positivo avviato già da diversi anni, negli ultimi 9 mesi sono stati registrati 220.983pernottamenti italiani, con una crescita del 5%, incremento che riguarda non solo l’alta stagione. Se la tendenza di crescita rimarrà costante ci si aspetta di superare il record di pernottamenti di turisti italiani stabilito nel 2016.

Ottime le statistiche ai pernottamenti in hotel relative solo al mese di settembre con un ragguardevole +22,1% rispetto al 2016. Questo dato assume una valenza particolare se consideriamo che questa è la tipologia di pernottamento sicuramente più popolare fra gli italiani e quella a maggior valore aggiunto.

Il 76% sceglie di pernottare principalmente negli hotel a seguire il campeggio (15%), la casa vacanza e infine gli ostelli.

Fra i trend evidenziati, notiamo che sta aumentando la percentuale di viaggiatori italiani che nei mesi invernali sceglie di vivere esperienze particolari come “andare a caccia” di aurore boreali o partecipare a safari fotografici per osservare da vicino balene e orche. Le mete più apprezzate rimangono le isole Lofoten e Tromsø, e tutto il nord del Paese. Il periodo ottobre-marzo 2016/2017 ha visto aumentare la presenza degli italiani nella Norvegia del Nord addirittura del 46,22% rispetto allo stesso periodo della stagione 2015/2016.

A Jesolo tutta la grandezza dell’Egitto: Dei, faraoni, uomini

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Nei 1500 mq quadri dello Spazio Aquileia 123 del Lido di Jesolo, dal 26 dicembre 207 al 15 settembre 2018, ad essere protagonista sarà l’antico Egitto. Con la mostra “Egitto. Dei, faraoni, uomini” curata da Emanuele Ciampini e Alessandro Roccati, prodotta da Cultour Active e Venice Exhibition e promossa dalla Città di Jesolo con Culture Active e Venice Exhibition.
Spettacolo e rigore scientifico sono i due punti di forza di questa grande mostra che non teme di fare del racconto e dell’emozione la sua cifra.

L’ideazione è stata affidata ad egittologi di sicuro prestigio e i reperti esposti provengono da musei e collezioni pubbliche e private molto importanti, a partire dal Museo Nazionale del Cairo per proseguire poi con il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma, Museo Archeologico Nazionale di Firenze – Museo Egizio, Civico Museo Archeologico di Asti, Civico Museo di Storia ed Arte di Trieste.

Ma nulla in questa rassegna sarà “imbalsamato”. Qui il pubblico sarà condotto per mano alla scoperta di una grande civiltà, immergendosi nel mito che l’ha da sempre circondata, in un viaggio in undici tappe che risulterà intensamente rivelatore di una grande pagina della storia universale.
Una storia che geograficamente si concentra nelle terre bagnate dal Nilo ma che, grazie anche a ciò che è emerso dalle più recenti campagne di scavo, si situa molto più “dentro” il Mediterraneo di quanto si usasse pensare.

Partendo dal Mare Adriatico si sfocia nel Mediterraneo, entrando in contatto con le civiltà che fiorirono sulle sue sponde, per risalire infine il fiume Nilo, si arriverà a far conoscenza con le dinastie dei Faraoni, le divinità egizie, le pratiche legate al mondo dell’oltretomba, ma anche l’arte, la scrittura, i riti e le usanze.
Una sezione sarà riservata alle Regine e alle Dee d’Egitto, dando così uno spazio anche alle grandi donne della civiltà egizia.

“Egitto. Dei, faraoni, uomini” si rivolge a tutto il pubblico, scuole e famiglie in primis. Le classi prenotate sono ad oggi oltre 200. “Nessuno qui deve sentirsi escluso perché non all’altezza”, ribadiscono gli organizzatori.

I preziosissimi reperti originali concessi alla mostra dai musei e dalle collezioni di diversi Paesi saranno illustrati ed accompagnati da proiezioni animate e da postazioni multimediali interattive, che trasformeranno la conoscenza in scoperta e questa in meraviglia, grazie ad animazioni video, e schermi touch, il tutto realizzato – per i contenuti scientifici – sotto la regia di esperti egittologi.

Senza alcun timore di “unire il sacro al profano”, accanto alle teche blindate che accoglieranno i reperti museali saranno proposte fedeli riproduzioni, scenografie e sofisticate installazioni tecnologiche, a comporre un ricco itinerario che si soffermerà sulla storia, le dinastie, la religione, i culti, le abilità tecniche e artistiche dell’antica terra dei faraoni, partendo dal passato e arrivando fino ai giorni nostri.

Il pubblico avrà anche l’emozione di esplorare di persona due delle più emblematiche camere sepolcrali egizie: la tomba dell’artigiano Pashed e la leggendaria tomba di Tutankhamon, “il faraone fanciullo” dodicesimo re della XVIII dinastia egizia, scoperta da Howard Carter nel 1922, entrambe perfettamente ricostruite in scala 1:1.

Protagonista assoluta sarà la mummia di Asti, da poco restaurata e mai esposta al pubblico, che coinvolgerà i visitatori in una vera e propria attività di ricerca scientifica tramite un’installazione multimediale. Grazie al supporto e alla collaborazione della polizia criminale è stato infatti possibile realizzare la ricostruzione del volto che sarà presentata in anteprima alla mostra e con il reparto di radio diagnostica dell’ospedale di Asti è stata realizzata una TAC sulla mummia che ha rivelato incongruenze e misteri per ora irrisolti, e che sta già richiamando l’attenzione dei più grandi studiosi ed egittologi. Di chi era il corpo della mummia? Chi ha violato la sua sepoltura, e in quale epoca? Domande che troveranno risposta nella sala dedicata alla mummia di Asti

Insomma una grandiosa mostra “orgogliosamente didattica”, dove l’aggettivo non si conclude nelle sole scuole e non ha alcuna connotazione riduttiva.
“Tutti abbiamo voglia di imparare, affermano ancora gli organizzatori, e questa mostra offre infiniti spunti, suggestioni e puntuali informazioni”. Con in più la presenza di reperti originali di rilievo, di un comitato scientifico di livello, di una capacità progettuale già ampiamente collaudata, aspetti di non poco conto che distinguono nettamente “Egitto. Dei, faraoni, uomini” dalle molte mostre fotografiche o multimediali “di giro”.

info: www.mostraegitto.com