VisitNorway : Un’estate all’insegna della Norvegia

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Credits: Willy Haraldsen VisitBergen

Ottimo andamento dei flussi di Italiani verso la Norvegia nei primi sette mesi del 2016, le statistiche dei pernottamenti dei turisti italiani in Norvegia registrano un aumento del 21% rispetto all’anno precedente. Nel solo mese di luglio si è registrato un aumento del 39% rispetto a luglio 2015.

Nel dettaglio, i pernottamenti in hotel nel mese di luglio hanno registrato un aumento del 46,5%.

Una delle mete più popolari è la zona dei fiordi dove nel mese di luglio si è registrato un aumento del 35% e dove le regioni più visitate sono state quella del  Møre og Romsdal (+42%) e dell’Hordaland (+35%).

Per quanto riguarda invece il nord della Norvegia, si è registrato un incremento dei pernottamenti del 35%. Nel dettaglio le regioni che hanno visto il maggior incremento nei pernottamenti sono quelle del Nordland che registra un aumento del 36% e del Troms con +53%.

Analogamente la zona di Oslo ha registrato un forte aumento segnando un incremento dei pernottamenti del 48%.

La maggior parte degli Italiani ha scelto il nostro paese per motivi di vacanza e viaggi di piacere (43%), mentre il 28% ha visitato la Norvegia per lavoro. La durata media dei viaggi resta di 9,5 notti. L’88% degli Italiani si sposta in aereo e il 13% dei vacanzieri viaggia con bambini.

Degli Italiani che si recano in Norvegia per motivi di vacanze, l’80% lo fa per vivere la natura, il 76% sceglie di visitare edifici storici e culturali, il 63% per mangiare cibi e bevande locali, e il 63% per vivere la zona dei fiordi.

Innovation Norway – Ufficio Norvegese per il Commercio e il Turismo.
Innovation Norway è il più importante ente governativo norvegese per la promozione, lo sviluppo e la crescità delle aziende e dell’industria norvegese.

Innovation Norway fa capo al Ministero Norvegese per l’Industria e il Commercio, e’ nata nel 2004 dalla fusione tra il Norwegian Trade Council e l’Ente Norvegese per il Turismo. E’ presente in più di 30 paesi del mondo e in tutte le regioni della Norvegia.

La missione di Innovation Norway e’ di promuovere lo sviluppo industriale e socio-economico presso i mercati esteri e di sviluppare le potenzialita’ imprenditoriali dei singoli distretti.

Innovation Norway supporta, attraverso servizi consulenziali e finanziari, le aziende, i centri di ricerca e le organizzazioni industriali nei processi di internazionalizzazione, innovazione e promozione.

Agli Adventure Awards Days: THE BEST 4 DISABLED, tra outdoor e disabilità

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Esperienze e incontri

Un’occasione per sperimentare e confrontarsi sul tema di outdoor e disabilità 

Arco – Garda Trentino, 30 settembre – 3 ottobre 2016

 

Per chi ritiene che le disabilità siano incompatibili con le attività outdoor, ecco una bella occasione per essere smentiti.

 

Gli Adventure Awards Days, festival dell’avventura e dell’esplorazione che si terrà dal 30 settembre al 3 ottobre, propongono nel territorio del Garda Trentino una serie di attività gratuite dedicate proprio alle disabilità, al fine di dimostrare che esiste la possibilità per tutti di vivere l’outdoor.

 

Il progetto si chiama The best 4 – disabled e propone delle esperienze da vivere, grazie a Garda Trentino, il cui Outdoor Park è ricco di strutture dedicate, e alla collaborazione con aziende locali.

 

Sono 4 le categorie: verticale (climbing) orizzontale (running, trekking, nordic walking, etc.) acqua(surf, sup, etc.) e due ruote (bici, mtb, etc.).

 

Un’occasione per vivere una nuova esperienza e per incontrare chi ha fatto del desiderio di “superare i propri limiti” un motivo di gioia.
A metterci la propria faccia, il proprio tempo e la propria passione, infatti, tre tutor d’eccezione.

 

Marco Calzà, ha sempre praticato mountain bike, sci di fondo e di discesa, arrampicata in falesia ed escursionismo. Ma a 18 anni, durante la visita per la patente, arriva la diagnosi di Retinite Pigmentosa, una patologia che conduce alla cecità. Nel 2010 la previsione diventa realtà: Marco è cieco. E da quel giorno comincia a fare cose che prima non faceva grazie all’aiuto della guida alpina Mauro Girardi della Friends of Arco. Perché, come dice lui, “non sappiamo cosa ci riserva il futuro, ma qualsiasi cosa sia, sorridi alla vita e vai avanti”.

 

Mauro Tommasi nel 2000 fa un terribile incidente in moto: rimane paralizzato dalla cinta in giù e perde l’uso del braccio sinistro. Da quel giorno sente che “i limiti sono solo nella nostra testa e tante volte sono fatti da altri”. E comincia a partecipare alle maratone, non con una carrozzina da gara o handbyke, ma con la sua normale carrozzina monoguida che spinge con un braccio solo.

 

Marco Aggravi è un atleta WindSurf nella specialità dello Speed (velocità pura) e collaudatore delle Vele Alari dell’azienda italiana Heru Sails. Porta avanti da sempre il suo sogno di volare sull’acqua con le sue Vele Alari. Agli Adventure Awards Days affiancherà i disabili per far vivere loro l’esperienza del windsurf.

 

Per tutti gli interessati, alle ore 16 di sabato 1 ottobre si terrà un incontro al Village del festival, in centro ad Arco, (e in caso di maltempo al Casinò) per parlare del rapporto tra outdoor e disabilità con Marco Calzà e Mauro Tommasi.

(nella foto: @Marco Calzà)

 

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THE BEST 4 DISABLED – PROGRAMMA

 

1 OTTOBRE

 

VIA FERRATA&CLIMBING

Tutor: Marco Calzà

Ore 9-11 e ore 11-13

Test per tutte le disabilità

presso Camping Arco / Via dei Legionari Cecoslovacchi, 14 – Arco

by Mmove / Friends of Arco – www.friendsofarco.it

 

HAND-BIKE

Tutor: Mauro Tomasi

Ore 9.30-10.30: Test hand-bike

Dalle ore 10.30: giro collettivo con hand-bikes, 25km

By Sport Team Vallagarina – www.sportteamvallagarina.it

 

TREKKING&RUNNING

Tutor: Marco Calzà

Ore 14-16: al Village, prova con le Joëlettes fino al Castello

A cura di SAT-OltreLeVette – www.satarco.it

 

2 OTTOBRE

 

WIND-SURF

Tutor: Marco Aggravi

Ore 10.00: simulazione di wind-surf

presso Surf Segnana Torbole

con il patrocinio di Panathlon – www.panathlon.net

 

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INFO E PRENOTAZIONI

www.adventureawards.it

“Settembre” a Roma con la mostra di Giovanni Frangi

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L’Istituto centrale per la grafica presenta, nella sede di Palazzo Poli, l’opera in carta di Giovanni Frangi, progettata per la sede, con la curatela di Giorgio Verzotti. Lo fa con un progetto che ha tutto il sapore di una sfida: lavorare sul supporto che in questo luogo ha uno dei suoi “templi”, la carta. Frangi infatti ha cercato di saggiarne in modo imprevedibile ed estremo tutte le potenzialità. Per realizzare questo progetto ha puntato su due carte dalle grandi qualità come la Hahnemuhle bianca e la Fabriano nera, alle quali ha aggiunto un “outsider”: un cartone di grandi dimensioni prodotto da Cartiere dell’Adda. Ciascun tipo di carta poi comporta anche un rapporto con grane profondamente differenti, che diventano fattore attivo nel lavoro di Frangi.
Non è la prima volta che Frangi si misura con le carte, basta ricordare il ciclo “Pasadena” del 2013 dedicato ai Huntington Botanical Gardens della città californiana.
Anche gli artisti che dalla seconda metà del Settecento arrivano da tutt’Europa stregati dal paesaggio di Roma avevano eletto la carta a loro supporto preferito perché permetteva di lavorare con rapidità e di “rapire” le visioni che si trovavano davanti. Ma le loro carte per ragioni non solo pratiche tendevano ad essere sempre piccole (sono stati affettuosamente ribattezzati “tableautins”), quasi che il loro lavoro fosse qualcosa di furtivo, di molto privato.
Giovanni Frangi al contrario usa la carta facendone esplodere le dimensioni, che in molti casi arrivano a coprire quasi tutta l’estensione delle grandi pareti mentre è nello storico laboratorio della Stamperia che sabato 24 settembre, alle ore 19, in collaborazione con Corrado Albicocco, Frangi realizzerà due incisioni con la tecnica del carborundum; due immagini di foreste nordiche in bianco e nero che, grazie a questa tecnica sperimentata già nel ciclo “Pasadena”, acquisteranno una straordinaria materia vellutata. Al termine del workshop sarà possibile visitare la mostra in compagnia dell’artista.
Come ha scritto Giorgio Verzotti nel volume Giovanni Frangi. Pasadena; “la natura da oggetto di attrazione diventa oggetto di indagine, e per meglio dire, schermo su cui proiettare istanze psicologiche, gli affetti di uno spirito quasi visionario. Cieli e fiumi e montagne e pietre che non hanno quasi mai il colore appropriato, come in un paesaggio all’acido lisergico dipinto da una mente sovraeccitata. Da qui la forza insieme toccante e artificiosa del suo lavoro”.
Nella serie San Pietro, grandi foreste su cartone, o nella serie Fontannamare i tronchi si impongono nello spazio con l’evidenza formale di un fusto di colonna che si alza sopra le rovine. L’acqua della serie Trevi si colora invece di un rosa sfrontatamente cinematografico. La contaminazione di Frangi con Roma non poteva prescindere dal suo amore per Mario Schifano, che ritroviamo ad esempio nella libertà di tessitura della serie Antigua, grandi palme realizzate su cartone. Un video documenta il lavoro dell’artista in occasione della realizzazione della mostra.
Informazioni utili

Sede: Roma, Istituto centrale per la grafica, Palazzo Poli, via Poli 54
Inaugurazione: sabato 24 settembre 2016, ore 11.30
Date / Orario: dal martedì alla domenica dalle 14 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30)
Ingresso libero
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio la mostra resterà aperta sabato 24 fino alle 22 (ultimo ingresso 21.30) e domenica 25 dalle 11 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30).
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Non è possibile accedere all’’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba.

www.grafica.beniculturali.it

I designer delle Wearable Technologies si presentano a Venezia

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A cura dell’’associazione culturale Arte e Design a Venezia l’iniziativa è patrocinata da Regione Veneto e realizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia

Nella prossima edizione di Venice Design Week che si terrà dall’1 al 9 ottobre, debutta un nuovo concorso dalle tematiche molto innovative e attuali: si tratta delle “Wearable Technologies”, tradotto, le tecnologie indossabili.
I progetti dei designer selezionati dal Concorso saranno esposti in una mostra allestita al Museo di Palazzo Mocenigo, – Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume della Fondazione Musei Civici di Venezia per tutto il mese di ottobre.

La designer trentina Chiara Bonadiman, classe 1995, laureanda in design presso la LABA di Brescia, ha realizzato l’anello Colorful Feeling, un gadget indossabile che permette di registrare ogni avvenimento a livello emozionale e creare un piccolo diario divertente e ricco di stimoli: l’idea dietro a tale progetto è allenare la propria intelligenza emotiva attraverso un semplice, smart e fashion diario terapeutico, che può esser modificato e monitorato attraverso il proprio smartphone.

Il progetto Mindswing è sviluppato da un team interno a Design Group composto da Stefania Berselli, Service designer; Loris Bottello, Product & Interaction designer; Andrea Desiato, User Experience & Interface designer, e Alberto Sarullo, Technology & Development. Il gruppo è coordinato da Gianandrea Giacoma, responsabile della ricerca su utenti e neurofeedback. Questo concept è ideato per l’applicazione delle neuroscienze allo sport, in particolar modo per il monitoraggio dei neuro-feedback durante l’attività sportiva. Il progetto è stato sviluppato e applicato al golf: composto da una fascia per il capo, un guanto e un’applicazione per il cellulare, grazie ai sensori applicati permette di misurare e comprendere qual è il miglior stato d’animo per realizzare un’ottima performance a livello sportivo e salvare le varie sessioni senza interagire continuamente con il cellulare.

Il gruppo Caravan è un collettivo che unisce digital-fabrication ed esperienza artigianale. Per il concorso, Caravan ha realizzato la collezioneSensewear, che ha lo scopo di enfatizzare l’uso dei sensi: in particolare, abiti e accessori che permettono di stimolare e migliorare la nostra consapevolezza e uso dei sensi. L’intera collezione si ispira alla terapie applicate ai disturbi dell’integrazione sensoriale e ha come obiettivo quello di monitorare le prestazioni dell’atleta durante l’attività sportiva.

Il Team composto da Giulio Fuzzi, Daniele Gamba e Federico Marchetta, studenti di Design Industriale al Politecnico di Milano, ha realizzato LOOP (Indoor Navigation System for Blind People), un sistema creato e studiato per persone non vedenti e ipovedenti che permette agli utenti di superare quelle barriere esperienziali che si creano nella vita di tutti i giorni e nello specifico in ambienti chiusi dove è difficile orientarsi e avere dei punti di riferimento. Il concept è composto da un orologio GPS e da un’applicazione che può esser installata in sistemi operativi IOS, Android e Windows Phone.
La Designer Marta Montesi, neolaureata in Disegno Industriale presso l’università IUAV di Venezia, ha progettato Dropwater, un bracciale che permette di rilevare la misura dell’idratazione del corpo umano attraverso un particolare sensore. Tale bracciale è in grado di rilevare l’eventuale variazione di elettricità nella superficie della pelle in funzione dell’umidità contenuta in essa, anche se nella cute sono applicate sostanze chimiche. È principalmente rivolto ad anziani e bambini, i quali nel periodo estivo tendono ad idratarsi poco.

Look Around, progettato dal designer Gianluca Perseu studente al terzo anno di Design presso il LABA di Torbole sul Garda (BS), è un controller sotto forma di anello che permette di utilizzare smartphone e mp3 senza interagire direttamente con un display, fornendo all’utente la possibilità di godere del panorama esterno. È un prodotto che può esser ben utilizzato anche da persone affette da cecità e ipovedenti

Le due giovani designer Alessia Piccolo e Giovana Antunes, laureate in Design e Comunicazione, hanno creato To be System: un sistema che permette una completa interazione tra il bambino e gli operatori sanitari, e fornisce a quest’ultimi dati completi sullo stato di salute del paziente. In questo modo è possibile raggiungere in tempi brevi l’obiettivo di guarigione: composto dalle due linee, Befly (periferica portatile, periferica Vision applicata nel letto e un terminale e-Health applicato sotto il letto) e Beyond (caschetto e bracciale), permette di raccogliere e condividere dati in tempo reale ancor prima di giungere nelle strutture ambulatoriali o ospedaliere, in modo tale che gli operatori sanitari siano in grado di prestare, nell’immediatezza, le cure necessarie al bambino.

La designer Federica Rao, diplomata all’Accademia Euromediterranea in Fashion Design, ha proposto il progetto MASS EFFECT: due outfits in stile sci-fi, uno sportivo e uno elegante, prodotti con tessuti a rete tecnica, i quali proteggono da eventuali urti ma che allo stesso tempo permettono, a chi li indossa, di muoversi liberamente. I colori scelti sono di tipo metallico, come oro e nero per l’abito elegante, argento e nero per l’abito sportivo. I comuni denominatori di entrambi gli outfits sono il tessuto a rete tecnica nero e lo stile sci-fi che è fonte d’ispirazione per la designer.

Il progetto FAST è realizzato dalla designer Marzia Gisella Sapienza, diplomata in Fashion Design nel 2015 presso l’Accademia Euromediterrane , e vede la fusione tra il design automobilistico (fonte d’ispirazione per la designer è la Lamborghini Huricàn) e il fashion, utilizzando tessuti tecnici che permettono a chi indossa l’abito di variarne le dimensioni e di scegliere un outfit sportivo oppure elegante a seconda delle occasioni: abito aderente in cui è possibile variare la lunghezza e completo pantalone e maglia in doppio tessuto.

Il cappello CapoGiro, ideato e realizzato dall’artista Sabrina Baldacchini, offre la possibilità di cambiare aspetto e forma a seconda dell’abito che si ha addosso, grazie ad un telaio interno. Quest’ultimo permette al cappello di piegarsi oppure di appiattirsi, rendendo il suo trasporto molto facile (può esser inserito comodamente in una valigetta oppure in una borsa). CapoGiro è inoltre dotato di un optional: una luce LED che dona un valore aggiunto al cappello che può così esser usato come un oggetto di arredamento.


Ejoy (Emotional jewelry on you) è una collezione di gioielli tecnologici che permette di monitorare le funzioni vitali, le calorie bruciate e i passi fatti durante la giornata, di tenere sottocontrollo il proprio smartphone nonché la propria to do list giornaliera, senza dimenticarsene. L’idea è nata tra i banchi dell’università del Politecnico di Milano da un’idea di Wilson Quispe e cresciuto grazie alla collaborazione di: Giacomo Bianchini, laureato in ingegneria informatica, Francesca Capella, laureata in ingegneria gestionale e Daniela Curatolo, laureata in Accessory Design.
Tecnologia che si abbina all’artigianato made in Italy: i gioielli, in particolare il bracciale, è realizzato con autentica murrina veneziana su un supporto metallico. Il tutto sarà collegato tramite un’applicazione disponibile per IOS e Android.

L’azienda Aquì Houston ha realizzato CAReful è un dispositivo GPS che permette di connettere auto, persone, animali e tutto ciò che si trova su strada, garantendo così una circolazione più fluida e sicura del traffico: avvisa gli automobilisti di eventuali incidenti, permettendo così di confluire in strade più scorrevoli, permette alla polizia di inoltrare avvisi e informazioni riguardanti traffico, incidenti, strade chiuse, come pure di avvertire eventuali presenze di animali e greggi in zone e strade rurali.

Dall’ 1 al 31 ottobre, i progetti dei concorrenti verranno esposti nelle storiche e bellissime sale del Museo di Palazzo Mocenigo, – Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume della Fondazione Musei Civici di Venezia nell’ambito della Venice Design Week in una mostra che si prolungherà oltre il termine della “week” (1-9 ottobre). Sempre in mostra si presenta anche una speciale sezione dedicata allo sport e una ai tessuti tecnici per arricchire e completare una più ampia visione sulle tecnologie indossabili e che al tempo stesso servirà da stimolo per il concorso dell’edizione 2017 di Venice Design Week.

Il concorso organizzato da Venice Design Week è patrocinato da: Associazione Design Industriale ADI, vede la collaborazione del Royal College of Art and the Helen Hamlyn Centre, dell’Università IUAV, della Fondazione Musei Civici di Venezia – Museo di Palazzo Mocenigo, del Museo dell’Occhiale.

http://www.venicedesignweek.com/

Esposizione: 1-31 ottobre
Luogo: Museo di Palazzo Mocenigo, Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume
Santa Croce 1992 Venezia
Orari: 10:00-17:00
Chiuso lunedì
Convegno e premiazione “wearable technologies”: Sabato 1 Ottobre ore 15

Per maggiori informazioni:
VDW Mobile 328-1765744
sito web: www.venicedesignweek.com

LELO HEX™: la trama a nido d’ape per la Settimana della Moda di Milano

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Mentre sulle passerelle dell’imminente Milano Fashion Week stanno per sfilare modelle con abiti firmati dai più grandi stilisti mondiali, da Armani a Philippe Plein, da Salvatore Ferragamo a Yohji Yamamoto, anche in camera da letto la parola chiave è “fashion” conHEX™, il preservativo di nuova generazione ideato dall’azienda svedese di design LELO (www.lelo.com), leader nel mercato dei sex toy di lusso.

 

Lanciato sul mercato appena un paio di mesi fa, il nuovo condom si propone come un innovativo preservativo “del futuro” e come la più grande innovazione del settore negli ultimi 70 anni, frutto di oltre 7 anni di ricerche da parte degli ingegneri LELO.

 

Un condom, HEX™,  che si differenzia dagli altri per una struttura a nido d’ape che integra 350 singoli esagoni in una superficie di lattice super sottile e che lo rende l’alleato più sicuro e più discreto durante i rapporti.

 

E proprio la trama a nido d’ape è una delle fantasie di punta delle case di moda, che propongono, per le loro collezioni A/I 2016-2017, soprabiti e gonne con dettagli studiati con questa lavorazione, che conferisce ai tessuti movimento e personalità.

 

L’obiettivo di LELO sembra quindi andare proprio di pari passo con i dettami della moda; l’azienda svedese è riuscita a lanciare sul mercato un prodotto in grado di migliorare la salute sessuale nel mondo e al tempo stesso un’unione di design e innovazione tecnologica.

 

E anche la confezione, bianca ed essenziale, si inserisce in una scelta di gusto, che vuole eleggere HEX™ il più elegante tra i preservativi e lo rende la scelta più cool.

 

HEX™ è un condom strutturalmente molto diverso dagli altri in commercio e mira a superare i principali difetti dei preservativi: non riduce il piacere, non si rompe e non si sfila, per un piacere senza limiti.

 

Per tutte le info sul prodotto www.lelo.com/it.

La Fondazione Benetton al Festival del Giornalismo Culturale, 15 ottobre

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Dalla ricerca alla comunicazione
incontro nell’’ambito del Festival del Giornalismo Culturale in programma dal 14 al 16 ottobre
a Urbino e Fano

sabato 15 ottobre ore 17
Teatro della Fortuna, piazza XX Settembre, Fano


La Fondazione Benetton Studi Ricerche sarà protagonista alla quarta edizione del Festival del Giornalismo Culturale in programma dal 14 al 16 ottobre a Urbino e Fano.
“Immagini e immaginari del patrimonio culturale italiano”, l’argomento che Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini, direttori del Festival, hanno scelto come filo conduttore di questa edizione, sarà declinato dalla Fondazione Benetton in modo originale.

Sabato 15 ottobre alle ore 17, a Fano, nello “Spazio Fondazione Benetton” allestito nei giorni del Festival nella Sala Verdi del Teatro della Fortuna, si discuterà sul come comunicare la ricerca, tema di assoluta attualità soprattutto per una realtà, come quella della Fondazione trevigiana, che fa della ricerca la propria vocazione.

La Fondazione Benetton Studi Ricerche, che festeggerà nel 2017 i trent’anni di attività, opera ad alto livello e con comitati scientifici internazionali in tre ambiti principali: paesaggio, storia del gioco, e beni culturali. È attualmente impegnata nella xxviii edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, campa­gna di studio e di cura rivolta ogni anno a un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di in­venzione; nella prossima inaugurazione di una mostra cartografica che, nel contesto delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, illustrerà la grande forza comunicativa e persuasiva delle carte geografiche; e in un ambizioso programma dedicato alla musica antica, declinato in concerti, masterclass, laboratori e inedite produzioni. Uno speciale progetto che la Fondazione realizza annualmente con il Ministero dell’Istruzione e con il Ministero dei Beni Culturali è ispirato all’Articolo 9 della Costituzione italiana ed è dedicato al mondo della scuola, con l’obiettivo di creare una pattuglia di studenti e di professori, alleati, che mettano al centro dell’attenzione la cultura che li circonda, in ogni angolo d’Italia, e che assume, a seconda dei luoghi, volti diversi.

L’incontro che la Fondazione Benetton organizza a Fano è intitolato Dalla ricerca alla comunicazione, sottotitolato da una citazione di George Bernard Shaw: «Col tono giusto si può dire tutto, col tono sbagliato nulla: l’unica difficoltà consiste nel trovare il tono».

E di “giusto tono” sono certamente maestri coloro che si confronteranno tra loro e con il pubblico. A condurre lo scambio di idee sarà il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Alberto Sinigaglia, docente di Linguaggio giornalistico all’Università di Torino, firma de «La Stampa», quotidiano nel quale è stato tra i fondatori del supplemento culturale “Tuttolibri”, autore di programmi radiofonici e televisivi per la Rai. E’ direttore scientifico del Festival culturale Passepartout di Asti e ideatore con Vera Slepoj della rassegna “Una Montagna di libri” a Cortina.
A dare voce alla Fondazione Benetton Studi Ricerche saranno il suo direttore, Marco Tamaro, agronomo, esperto di tematiche ambientali e territoriali, e Giuseppe Barbera, membro del comitato scientifico, agronomo, ordinario di Colture Arboree all’Università di Palermo. A portare la loro esperienza e il loro pensiero saranno poi altri due “pezzi da 90” del giornalismo culturale italiano: Marino Sinibaldi, direttore di RAI Radio3 e figura carismatica della radiodiffusione, e Paolo Conti, editorialista e già inviato del Corriere della Sera. Da anni, Conti segue le vicende legate al Patrimonio artistico e al dibattito culturale nel Paese.

Per informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it;
Festival del Giornalismo Culturale, www.festivalgiornalismoculturale.it

I 500 anni dell’Orlando Furioso in mostra ai Diamanti di Ferrara

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Il 22 aprile 1516, in un’officina tipografica ferrarese, terminava la stampa dell’Orlando furioso, opera simbolo del Rinascimento italiano. Nel quinto centenario la Fondazione Ferrara Arte e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo celebrano il poema con un’esposizione che aprirà a Palazzo dei Diamanti il 24 settembre. I visitatori si troveranno davanti a una mostra d’arte che fa dialogare fra loro dipinti, sculture, arazzi, libri, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti. A orchestrare questo incanto visivo è un’idea semplice: restituire l’universo di immagini che popolavano la mente di Ludovico Ariosto mentre componeva il Furioso.

Cosa vedeva dunque il poeta, chiudendo gli occhi, quando si accingeva a raccontare una battaglia, un duello di cavalieri o il compimento di un prodigioso incantesimo? Quali opere d’arte furono le muse del suo immaginario visivo? Un lungo lavoro, condotto dai curatori della mostra Guido Beltramini e Adolfo Tura, affiancati da un comitato scientifico composto da studiosi di Ariosto e da storici dell’arte, è stato orientato a individuare i temi salienti del poema e a rintracciare, puntualmente, le fonti iconografiche che ne hanno ispirato la narrazione. I visitatori saranno così condotti in un appassionante viaggio nell’universo ariostesco, tra immagini di battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie. A guidarli saranno i capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Paolo Uccello ad Andrea Mantegna, da Leonardo da Vinci a Raffaello, da Michelangelo a Tiziano a Dosso Dossi: creazioni straordinarie che faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato dell’Italia delle corti in cui il libro fu concepito.


Grazie al sostegno dei maggiori musei del mondo, le opere conosciute o ammirate dal poeta, saranno riunite a Ferrara per dare vita ad un appuntamento espositivo irripetibile: dall’olifante dell’XI secolo, che la leggenda vuole sia il corno di Orlando che risuonò a Roncisvalle, alla straordinaria Scena di battaglia di Leonardo da Vinci proveniente da Windsor; dalla preziosa terracotta invetriata dei Della Robbia raffigurante l’eroico condottiero Scipione dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, al romantico, trasognato Gattamelata di Giorgione dagli Uffizi, celebre comandante di ventura ritratto nella sua luccicante armatura moderna; dal raffinato dipinto di Andromeda liberata da Perseo di Piero di Cosimo degli Uffizi, fonte dell’episodio di Ruggero che salva Angelica dalle spire del drago, all’immaginifica e monumentale visione di Minerva caccia i vizi dal giardino delle virtù di Andrea Mantegna del Louvre, che Ariosto vide nel camerino d’Isabella d’Este, le cui figure fantastiche ricompaiono nel corteo di mostruose creature incontrato da Ruggero nel regno di Alcina.


Ariosto non smise mai di rielaborare il suo poema, che fece nuovamente stampare a Ferrara, con lievi ritocchi, nel 1521 e una terza volta, sensibilmente rimaneggiato, nel 1532, pochi mesi prima di morire. Negli anni tra la prima e la terza redazione del Furioso il mondo attorno al suo autore cambiò radicalmente, a cominciare dagli sconvolgimenti culminati nella battaglia di Pavia del 1525 che segnò la sconfitta di Francesco I e l’inizio dell’egemonia politica e culturale di Carlo V sulle corti padane. Parallelamente nelle arti figurative maturano negli stessi anni espressioni nuove, trionfa quella Vasari chiamerà “maniera moderna”, un linguaggio artistico di respiro non più regionale ma italiano, che ha come campioni Raffaello e Michelangelo. La stessa olimpica sintesi fra tradizioni precedenti e assimilazione della lezione del mondo antico, che in pittura genera le vette del Rinascimento, in letteratura ha un singolare parallelo nella trasformazione linguistica dell’Orlando, che Ariosto porta a compimento nell’edizione del 1532. Grazie ad essa il poema, purificato dalle inflessioni locali, diviene «classico di una classicità nuova», un capolavoro “italiano”, simbolo della letteratura del primo Rinascimento.


Ariosto assiste alla rivoluzione linguistica della pittura, vedendo di persona le opere di Michelangelo e Raffaello che lo stesso Alfonso I d’Este, signore di Ferrara, brama di possedere. Del resto Ariosto è coinvolto nella nascita dei dipinti che artisti come Dosso o Tiziano dipingono per Alfonso: essi in mostra saranno rappresentati dal Baccanale degli Andrii di Tiziano, uno dei capolavori del Camerino delle pitture di Alfonso che – grazie ad un prestito eccezionale concesso dal Museo del Prado – tornerà in Italia dopo quasi cinquecento anni dalla sua creazione.

ORLANDO FURIOSO 500 ANNI
Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
24 settembre 2016 – 8 gennaio 2017


Mostra a cura di Guido Beltramini e Adolfo Tura, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo


Informazioni
tel. 0532 244949
diamanti
@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

I Nabis, Gauguin e la pittura italiana a Palazzo Roverella.

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Da mare a mare, anzi da Oceano a Laguna, lungo percorsi che si sono dipanati, intrecciati, fusi in giro per l’Europa. Questa è la grande avventura d’arte che descrive l’affascinante mostra che Giandomenico Romanelli ha deciso, su invito della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, di raccontare al pubblico di Palazzo Roverella, a partire dal 17 settembre 2016.

Già il titolo “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia” offre l’idea di un percorso di colori e di emozioni; unitario eppure variegato, fitto di storie che sono diventate leggende, anticipatore di tendenze e di mode. E non solo nel campo dell’arte.

Un centinaio di opere, molte conosciute, altre da scoprire, quattro grandi “isole” e tanto, tanto colore. Sarà una mostra di emozioni. E di storie intense. Storie di artisti in fuga, da città, da legami, da loro stessi, in molti casi. Che trovano rifugio in riva al mare, quello potente della Manica o quello dolce e casalingo della Laguna veneziana. Quasi fossero alla ricerca del valore purificatore dell’acqua e degli elementi naturali.

A Pont Aven, sulla costa della Bretagna, Paul Gauguin giunse nel febbraio del 1888. Vi era già stato per un breve soggiorno due estati prima. Il sodalizio con Van Gogh nel frattempo era finito, l’olandese aveva scelto il sud della Francia, lui la Bretagna. Qui si era andato formando un eden primitivo e quasi incontaminato, popolato da una comunità internazionale di giovani artisti che, dipingendo spesso insieme, traevano ispirazione dal paesaggio e dalle loro comuni esperienze e riflessioni.

Alla loro ricerca sottendevano tensioni intellettuali. Molti cercavano la semplicità, nella vita così come nell’arte. Una semplicità fortemente creativa, decantata dai fumi tardo-impressionisti, tesa all’essenziale. Profeti di un nuovo che attingeva ad un primigenio, all’essenza. Pur in una visione assolutamente soggettiva della realtà e della natura essi cercavano anche di coglierne i significati simbolici nascosti.

Il linguaggio espressivo e antinaturalistico del gruppo entrò anche in contatto con le poetiche del primitivismo e dell’esotismo assai in voga nell’Europa di fine Ottocento. Confluì in varie correnti artistiche e ne influenzò nascita e caratteri.
Su tutti spicca l’esperienza parigina dei Profeti, o meglio Nabis, dall’antico ebraico. Fu una stagione straordinaria: essa segnò davvero la nascita dell’arte moderna. Liberi dal naturalismo e dalla ‘imitazione’ della realtà, i Nabis crearono un linguaggio pittorico nuovo: colori intensi, profili marcati, rinuncia al dettaglio, esplosione di emozioni violente. Sarà una pittura sintetica ed elementare, frutto di una semplificazione fino all’essenziale (donde la definizione di Sintetisti per un gruppo di loro). Da questa visione uscirà l’esperienza dei Fauves e via via sino all’Art Nouveau, all’Espressionismo e all’astrazione.

Questi stimoli innovativi contaminarono l’Europa, senza tralasciare l’Italia. Ed è proprio sul versante nazionale che si concentra la seconda parte di questa magnifica rassegna.

La “stagione bretone” dell’arte italiana tra gli anni ’80 dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo è ben individuabile. La si incontra in diversi artisti, o meglio in precise fasi della loro produzione.
Sono pittori che in molti casi hanno vissuto a Parigi e che nella capitale francese, o comunque oltralpe, hanno acquisito caratteri e cadenze linguistiche di inequivocabile qualificazione gauguiniana a Pont–Aven.

Non a caso la rassegna continua con Gino Rossi e la sua Burano. Rossi, uomo e artista pregno di illuminazioni e di tenebre, “straordinario campo di forze, di polarita’, di tensioni, di urgenze e di riflessioni”. E, con lui, il grande Arturo Martini e il gruppo gravitante su Ca’ Pesaro.

Gauguin e Rossi, due storie lontanissime eppure vicine: il primo conquistato, catturato e tragicamente sedotto dai paradisi tahitiani, il secondo scivolato in un fulminante itinerario sin dentro i gironi d’inferno di un manicomio di provincia.
Eppure capaci, entrambi, di una pittura dove la semplicità è purezza primigenia e insieme ingenuità, affinamento alchemico e traduzione di un pensiero filosofico cristallino, lucido e tragicamente fragile.

L’ultima parte della rassegna è un grande capitolo dedicato agli eredi di questo universo artistico. Il Sintetismo, calato nella nuova sensibilità borghese e moderna grazie a protagonisti come Paul Sérusier, Emile Bernard, Paul Elie Ranson, Maurice Denis e gli svizzeri Cuno Amiet e Felix Vallotton (presenti in mostra con celebri capolavori), vive una stagione straordinaria anche in Italia: Gino Rossi, Felice Casorati, Oscar Ghiglia, Cagnaccio di SanPietro, Mario Cavaglieri.
Sarà una scoperta per molti poter leggere sotto una nuova luce e grazie a un insolito e rivelatore punto di vista opere e artisti in grado di affacciarsi senza complessi d’inferiorità sul palcoscenico dell’arte mondiale in anni di rivoluzionarie esperienze culturali e morali.

Durante la mostra sarà inoltre visitabile Palazzo Roncale, proprio di fronte a Palazzo Roverella, prestigioso palazzo del cinquecento in cui sono esposti i capolavori della Collezione Centanini recentemente donati alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Un’occasione, gratuita per il visitatore, per poter ammirare 5 secoli di storia dell’arte veneta e italiana.

Mostra promossa da:
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
In collaborazione con
Comune di Rovigo
Accademia dei Concordi

Main Sponsor:
Intesa Sanpaolo
Cassa di Risparmio del Veneto

Con il contributo di:
Camera di Commercio di Commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare

Info: www.palazzoroverella.com

Mutina Boica: conferenze e spettacoli per scoprire chi fosse davvero Spartaco

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Nell’ambito dell’ottava edizione della rievocazione storica a cura di Crono organizzazione eventi viene approfondita in diversi appuntamenti la figura di Spartaco: nel fine settimana tre importanti incontri a tema, in collaborazione con i Musei Civici, e quattro spettacolari ricostruzioni di battaglie animeranno la manifestazione, oltre al ricco programma in partenza già da giovedì 8

Mutina Boica, da giovedì 8 a domenica 11 settembrepresso il Parco Ferrari, il Novi Ark e i Musei Civici di Modena – a ingresso gratuito – prevede un ricco programma di appuntamenti per approfondire la figura e il mito di Spartaco, filo conduttore dell’edizione di quest’anno.
Per riflettere su una componente fondamentale della civiltà romana, ovvero l’esercizio della schiavitù, Laura Parisini tiene una conferenza – in collaborazione con il Museo Civico Archeologico di Modena – dal titolo “Servi sunt, immo homines”: un intervento che illustra, a partire dalla figura del Gladiatore Ribelle, la condizione degli schiavi nel mondo romano e a Mutina dal punto di vista delle fonti storiche e archeologiche (sabato,ore 17.00, Musei Civici, Sala dell’Archeologia).
Laura Parisini, modenese, si è laureata in Lettere, indirizzo classico, presso l’Università di Bologna. Ha poi conseguito la laurea in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Attualmente svolge il dottorato in Storia Culture Civiltà all’Università di Bologna, con un progetto di ricerca sui mestieri del lusso a Roma nelle fonti epigrafiche.
A seguire, al Novi Ark, si potrà assistere al tradizionale arrivo del corteo storico e a una visita guidata che illustrerà testimonianze di vita servile a Mutina narrate dalle iscrizioni funerarie. Dal Novi Ark, la visita proseguirà attraverso monumenti conservati nei Lapidari al piano terra di Palazzo dei Musei.
Un’analisi della figura e del mito di Spartaco (e della strumentazione politica che ne è conseguita) sarà invece a cura di Marxiano Melotti nell’ambito del suo intervento dal titolo “Spartaco e il mito del gladiatore” (domenica, ore 16.00, Parco Ferrari). In quest’occasione si potranno sottolineare le rielaborazioni alle quali questa figura è stata sottoposta arrivando a scoprire come lo Spartaco “storico” risulti schiacciato dal mito che sopra di esso è andato costituendosi, a partire già dalla età romana.
Marxiano Melotti è docente di Metodologia della ricerca archeologica e di Turismo archeologico nel corso di laurea in Scienze del Turismo della Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca e di Antiche Civiltà del Mediterraneo per il Consorzio Universitario Nettuno. È vicesegretario generale della Fondazione per l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) e collabora con l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM), università pubblica per l’alta formazione.
E ancora nell’ambito dell’incontro “A tavola con i celti”, a cura di Anna Bondini, studiosa di archeologia celtica, si tratterà dell’alimentazione presso i Celti in un evento in collaborazione con Villani salumi, che sarà preceduto dalle dimostrazioni in ambito culinario ai campi storici da parte dei gruppi di rievocazione storica, accostando in tal modo divulgazione e ricostruzione (domenica, ore 17.00, Parco Ferrari). Anna Bondini, archeologa del Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo, è autrice di studi e pubblicazioni sulle popolazioni celtiche del Nord Italia.
Anche quest’anno poi, al Parco Ferrari, saranno tanti gli spettacoli realizzati con il coinvolgimento di centinaia di rievocatori e stuntmen: a partire da Bvstvarii,a cura di Ludus Picenus(venerdì, ore 22.00) che illustrerà come avvenivano i combattimenti tra gladiatori al tempo della Repubblica romana, mostrando alcuni aspetti di questo fenomeno molto diverso da come Hollywood ce lo ha rappresentato.
Ma chi erano realmente i gladiatori, quei combattenti che tutti noi abbiamo imparato a conoscere attraverso la rappresentazione che ne hanno dato film e serie televisive? Come e quando si è sviluppato questo fenomeno diffuso in tutti gli anfiteatri dell’impero romano? Lo spettacolo Historiae Munerariae(sabato, ore 21.30) illustrerà l’origine della gladiatura, nata come omaggio funebre e divenuta spettacolo tra disciplina e ritualità. A interpretarlo Ars Dimicandi, un gruppo storico di fama internazionale che ha da poco preso parte anche al cast dell’ultimo kolossal “Ben Hur’”, remake della celebre pellicola del 1959.
E ancora altri due grandi spettacoli di rievocazione storica: 73 a.C. La rivolta di Capua, ricostruzione dell’inizio della storia del gladiatore Spartaco, quando con una settantina di compagni sfidò la sua condizione di schiavo fuggendo dalla scuola gladiatoria di Capua per poi sconfiggere i romani sul Vesuvio e radunare migliaia di schiavi fuggitivi (sabato, ore 22.30) e 72 a.C. Apud Mutinam, rievocazione della battaglia campale avvenuta nel 72 a.c. nei dintorni di Modena tra l’esercito di Spartaco e le legioni romane di Caio Casso Longino, padre del famoso Cesaricida (domenica, ore18.00). Le battaglie vedranno il coinvolgimento di oltre 200 rievocatori affiancati dal gruppo di cavalleria de “I Cavalieri della Fenice” e saranno raccontate attraverso le voci degli attori Tony Contartese, Saverio Bari e Lara Guidetti. La regia e la scrittura dei testi sono a cura di Crono Eventi.
Per informazioni e dettagli sul programma:
www.cronoeventi.it
 

Torna Mutina Boica: dall’8 all’11 settembre l’ottava edizione dedicata a Spartaco

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TORNA MUTINA BOICA: DALL’8 ALL’11 SETTEMBRE L’OTTAVA EDIZIONE DEDICATA A SPARTACO
TORNA MUTINA BOICA: DALL'8 ALL'11
SETTEMBRE L'OTTAVA EDIZIONE DEDICATA A SPARTACODa giovedì 8 a domenica 11 settembre torna per l’ottava edizione la rievocazione storica a cura di Crono organizzazione eventi. Quest’anno la manifestazione ha come filo conduttore la figura di Spartaco che, nel 72 a.C., durante la sua lunga marcia verso le Alpi, proprio nei dintorni di Modena ha affrontato vittoriosamente le legioni romane intenzionate a sbarrargli la strada. Appuntamento presso il Parco Ferrari, il Novi Ark e i Musei Civici di Modena a partire dalle ore 18.00 di giovedì fino alla notte di domenica

Visitare accampamenti ricostruiti come in epoca romana, assistere a battaglie campali e giochi equestri realizzati con il coinvolgimento di centinaia di rievocatori e stuntmen, seguire conferenze a tema, didattiche, laboratori, oltre a grandi spettacoli di ricostruzione storica: questo e tanto altro sarà possibile nel corso dell’ottava edizione di Mutina Boica, da giovedì 8 a domenica 11 settembrepresso l’area del ParcoFerrari, il Novi Ark e i Musei Civici di Modena.La manifestazione è realizzata con il contributo delComune di Modena e in partenariato con i Musei Civici, è a ingresso gratuito, e prevede un programma con una media di dieci appuntamenti al giorno tra incontri, laboratori didattici e rievocazioni.

L’edizione 2016 di Mutina Boica – ormai consolidatasi come uno dei principali appuntamenti a livello nazionale di rievocazione storica di epoca romana – ha come filo conduttore la figura di Spartaco, che nel 72 a.C. durante la sua lunga marcia verso le Alpi, proprio nei dintorni di Modena ha affrontato vittoriosamente le legioni romane intenzionate a sbarrargli la strada.

Prosegue anche quest’anno l’importante collaborazione con i Musei Civici, per cui alcuni appuntamenti avranno luogo presso Palazzo dei Musei e il Novi Ark: tra gli altri, sabato 10 settembre Laura Parisini tiene una conferenza dal titolo “Servi sunt, immo homines. Riflessioni sul tema della schiavitù nel mondo romano” (ore 17.00, Sala dell’Archeologia). A seguire, al Novi Ark, si potrà assistere al tradizionale arrivo del corteo storico (sempre sabato 10, ore 18.00) e a una visita guidata gratuita che illustrerà testimonianze di vita servile a Mutina narrate dalle iscrizioni funerarie e monumenti conservati al piano terra di Palazzo dei Musei, nei Lapidari, per concludere il giro con un aperitivo presso la caffetteria dei Musei. Nell’ambito della collaborazione con i Musei Civici avranno luogo anche altri due interessanti incontri di approfondimento, ovvero “Spartaco e il mito del gladiatore”, a cura di Marxiano Melotti – docente di Metodologia della ricerca archeologica e di Turismo archeologico nel corso di laurea in Scienze del Turismo della Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca – che tratterà la sua figura affrontando il tema dello sviluppo del mito che ne nacque a partire già dall’età romana, e a “A tavola con i celti”, a cura dell’archeologa e funzionaria del Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo Anna Bondini (domenica 11, ore 16.00 e 17.00, Parco Ferrari).

Anche quest’anno poi, al Parco Ferrari, saranno tante le messe in scena di combattimenti tra gladiatori, come Bvstvarii, a cura di Ludus Picenus(venerdì, ore 22.00) e Historiae Munerariae, lo spettacolo della gladiatura tra disciplina e ritualità nata come omaggio funebre, a cura di Ars Dimicandi, una delle più importanti scuole di gladiatura d’Italia e gruppo storico di fama internazionale, che ha anche partecipato al cast di grandi produzioni tv e cinematografiche, come il serial Rome-HBO e l’ultimo kolossal “Ben Hur’”, remake della celebre pellicola del 1959 (sabato, ore 21.30). Oppure come i due grandi spettacoli di rievocazione storica: 73 a.C. La rivolta di Capua, ricostruzione dello scoppio della ribellione di Spartaco e dei suoi gladiatori contro Roma(sabato, ore 22.30) e 72 a.C. Apud Mutinam, rievocazione della battaglia campale avvenuta nel 72 a.c. nei dintorni di Modena tra l’esercito di Spartaco e le legioni romane, entrambi a cura di Crono Eventi(domenica, ore18.00).

Non mancheranno poi altri interessanti approfondimenti a tema, come “Spartaco: rivoluzionario moderno o avventuriero del suo tempo?” a cura di Gabriele Sorrentino (sabato, presso lo stand di Terra e Identità al Parco Ferrari, ore 18.30) e “I celti della Valle del Po negli eserciti di Roma”, presentazione a cura di Adolfo Morganti delle Edizioni il Cerchio (domenica, Parco Ferrari, ore 18.45).

Mutina Boica propone quest’anno un ricco programma musicale, che prevede una serie di concerti con musica a tema: da quello deiSleeping Romance a quello dei Drunk Butchers (giovedì alle 21.00 e alle 22.30),da quello dei Meneguinnes alla performance deiCorte di Lunas (venerdì alle 20.30 e alle 23.00), dal tributo a “The dark side of the moon” cantato in latino degli Occulta lunae pars a quello dei seguitissimi Alban fùam (sabato alle 20.00 e alle 23.00), a quello dei Drunken sailor (domenica alle 21.00). Ascoltando la musica si potrà anche gustare il “Menù dell’Attore”: attori al servizio del pubblico si cimenteranno tra i tavoli di Mutina Boica proponendo racconti teatrali ispirati alla vicenda di Spartaco (venerdì, sabato e domenica a partire dalle ore 20.00). E poi ben 10 stand gastronomici e 45 espositori del mercatino artigianale a tema storico(che aprono i loro battenti giovedì e venerdì alle ore 18.00, sabato e domenica a partire dalle 12.00), i campi storici (sabato dalle ore 11.00 e domenica già alle 10.30) e, con Illo tempore – Spartaco, approfondimenti tra storytelling e teatro per scoprire chi era davvero Spartaco (sabato dalle ore 15.00 in tre atti).

E ancora: sessioni di archeologia sperimentale sulla lavorazione della pasta vitrea con “La Magia del vetro” (sabato alle ore 19.00) e fusione del bronzo e lavorazione del vetro (domenica alle ore 19.00) e un ricco programma di attività, pensate anche per i più piccoli. Sabato e domenica si va da quelle didattiche gratuite ai campi storici che prevedono spiegazioni su i giochi del legionario, le armi dei celti e di Roma, la filatura e tessitura della lana, la preparazione di ghiande missili,la scoperta del latte e formaggi dal neolitico all’età romana e la sepoltura nelle tombe celtiche oltre a un approfondimento su “Il maiale e l’alimentazione nella cucina celtica”,al gioca con la storia, tanti laboratori – a pagamento e su prenotazione – per bambini che vanno dall’addestramento e battaglia dei bambini (Piccoli guerrieri crescono!) alla lavorazione dell’argilla e pittura con pigmenti naturali, dal tiro con l’arco storico, al battesimo della sella (info e prenotazioni: 388.5612977 – 366.4749947) ai laboratori di lavorazione del metallo e sperimentazioni di fusione del bronzo, con la collaborazione del Parco Archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale.

Mutina Boica, che l’anno scorso ha registrato oltre 30.000 presenze, è un’iniziativa di Crono organizzazione eventi, realizzata con il contributo del Comune di Modena, della Regione Emilia Romagna e dellaFondazione Cassa di Risparmio di Modena nell’ambito del progetto Funder35 rivolto all’impresa culturale giovanile e gode del Patrocinio di Istituti culturali quali Mibact, IBC, SABAP-BO e della collaborazione di personalità del mondo accademico. E’ organizzata in partenariato con i Musei Civici di Modena e grazie al sostegno, tra gli altri, di BPER: Banca, Conad e Villani Salumi – che da anni, a valorizzazione delle iniziative del nostro territorio, contribuiscono con una fornitura di prodotti utilizzati nell’ambito della manifestazione – e al coinvolgimento di oltre 30 associazioni di rievocazione italiane ed estere,composte da volontari e appassionati,impegnate nel programma culturale della manifestazione e degli spettacoli.