1. L’agone fondamentale
Lo spirito di contesa pervade il pensiero e la disposizione artistica, innescando rivoluzioni e sovversioni di genere, ma attraversa anche il mondo della vita, mettendo davanti ai nostri occhi lo spettacolo dell’evoluzioneUn progetto coordinato, dal titolo
“Modena futurista”, coinvolge diversi tipi di attività e vari soggetti attorno alla rottura artistica e culturale rappresentata dal futurismo nel segno della sovversione del passato. Motivo di quest’attenzione al futurismo è la tumultuosa soirée, tenutasi a Modena il 2 giugno 1913, durante la quale, alla presenza di Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Russolo presentò lo scoppiatore, il primo dei suoi celebri intonarumori. Quella serata, che può a buon diritto venire considerata uno dei punti di avvio della musica contemporanea, verrà approfondita nella mostra
“SibilaRonzaScoppia. L’intonarumori e la musica futurista modenese”, in cui saranno esposti cimeli della soirée, alcuni intonarumori ricostruiti da Pietro Verardo e postazioni interattive da cui ascoltare le sonorità degli intonarumori (Modena, Palazzo dei Musei, curatrice: Cristina Stefani, a cura di: Museo Civico d’Arte). La mostra presso la Biblioteca Poletti documenta invece la rivoluzione futurista in campo tipografico, con la pagina che diviene campo in cui sferrare la battaglia contro la scrittura lineare. “Rompete le righe! Libri futuristi di una collezione modenese” mostra l’esplosione della pagina in circa sessanta preziosi volumi (Modena, Palazzo dei Musei, curatrice: Carla Barbieri, a cura di: Biblioteca Poletti). I gesti e le grida iconoclaste dei futuristi rivivranno nei “Bombardamenti poetici” con cui, venerdì 16 dalle ore 18, la Biblioteca Poletti e il Museo Civico d’Arte, al Palazzo dei Musei, tra declamazioni e volantinaggi, omaggeranno le sonorità e le folgorazioni poetiche futuriste (a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, regia: Claudio Longhi).
La serata del 1913 rivivrà nella mise en espace “L’infernale (anti)orchestra futurista. Risse, teatri, marchingegni e altre passioni avanguardiste”, in cui risuoneranno le grida e le invettive dell’epoca, l’agone drammatico predisposto da Marinetti e foriero di fondamentali cambiamenti culturali (Modena, Teatro Storchi, sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Emilia Romagna Teatro Fondazione, regia: Claudio Longhi). In “Una serata tumultuosa. I futuristi a Modena” Marco Bertarini offrirà un racconto dell’evento del 1913 capace di incuriosire anche bambini e ragazzi (Modena, Palazzo dei Musei, venerdì 16 settembre, ore 21, a cura di: Dida – laboratorio didattico).
Non mancherà un concerto che mostrerà l’ibridazione tra suoni “tradizionali” e rumori futuristi: “Note rumoriste. Musica tradizionale e futurista a confronto” (Modena, Palazzo dei Musei, Musei Civici, sabato 17 settembre, ore 20,30, direttore: Antonio Giacometti, a cura di: Istituto di Studi Superiori Musicali “Vecchi-Tonelli” e Museo Civico d’Arte di Modena).
Due laboratori infine faranno sperimentare ai partecipanti le due anime delle mostre futuriste, la rivoluzione musicale degli “intonarumori” e quella tipografica della “tavola parolibera”: “Zang Tumb Tumb. L’arte dei rumori” (Modena, Palazzo dei Musei, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 16-19, curatrice: Luana Ponzoni, a cura di: Dida – laboratorio didattico) e “Crea la tua tavola parolibera” (Modena, Palazzo dei Musei, Dida – laboratorio didattico, venerdì 16, ore 19-21, curatore: Francesco Ceccarelli, a cura di: Biblioteca Poletti).
Un grande classico della musica come le Variazioni Goldberg di Bach si presterà, in “Le Goldberg a staffetta. Agonismo a somma positiva”, a venire eseguito da dieci pianisti che realizzeranno così un’opera comune, una composizione di qualità in cui non c’è traccia di contesa (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, domenica 18 settembre, ore 21, a cura di: Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, sede di Modena).
La lotta evolutiva è al cuore dell’opera maggiore di Bertozzi&Casoni attorno a cui si sviluppa la loro mostra “Il capitale umano. Tra consolazioni e desolazioni”: un gigantesco orso bianco è ingabbiato e prigioniero, a rischio estinzione a causa dei mutamenti determinati dall’attività umana. Altre opere indagano la dialettica di composizione e ricomposizione che attraversa il mondo della vita e quello delle cose, come nel caso dei rifiuti, essi stessi piccole estinzioni locali nell’epoca dell’abbondanza (Modena, Galleria Antonio Verolino, curatore: Franco Bertoni).
Il tema dell’evoluzione e della selezione naturale è al centro anche della mostra “Lotte per l’esistenza. Illustrazioni de “L’origine della specie” di Charles Darwin”: Fabian Negrin presenta alcune delle tavole con cui ha illustrato il paragrafo conclusivo dell’opera darwiniana, avvicinando i visitatori più giovani alla teoria dell’evoluzione (Carpi, Palazzo dei Pio, Torre dell’Uccelliera, a cura di: Castello dei ragazzi). Con la mostra a fare da scena, i testi di Darwin verranno letti per grandi e piccoli dall’attrice Sara Gozzi, del Teatro Comunale di Carpi, restituendo le ripetute e meticolose osservazioni a partire dalle quali lo scienziato formulò la sua teoria dell’evoluzione (“In riva al fiume. Letture e musiche da L’origine della specie di Darwin”, sabato 17 e domenica 18 settembre). Ancora a cura del Castello dei ragazzi, una galleria di grandi sagome di cartone raffiguranti animali estinti, opera di Francesco Silei, riproporrà la timeline dell’evoluzione, proiettando i visitatori in un passato di centinaia di milioni di anni fa (“Cari estinti. Una galleria degli animali scomparsi”, Carpi, Piazza Martiri). A complemento delle installazioni, il laboratorio per bambini dai 6 anni “Il ritorno degli animali scomparsi”, con la guida dell’artista, permetterà di ricostruirne la sagoma armati di cartone, forbici e colori (Carpi, Palazzo dei Pio, Castello dei Ragazzi, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 16-20), mentre la storia di ciascuno verrà narrata dalla viva voce di Sara Gozzi (“Storie di animali che non ci sono più”, Carpi, Piazza Martiri).
Alle entità in competizione nel mondo naturale sono dedicati i laboratori scientifici di “Vinca il migliore! L’agonismo nel mondo naturale, dal microcosmo alla scala cosmica”, che in tre diversi allestimenti permetteranno di fare semplici esperimenti in campo fisico, chimico e biologico (Modena, Palazzo Santa Margherita, Biblioteca Delfini, venerdì 16 e domenica 18 settembre, ore 16-20, sabato 17, ore 16-21; a cura di: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; Biblioteca Civica Antonio Delfini; Associazione inco.Scienza).
Una maratona scientifica dedicata ai ragazzi è proposta a Sassuolo dal Gruppo Pleiadi – Modena in collaborazione con la Biblioteca dei ragazzi Leontine: il laboratorio “Convivenze. I benefici della biodiversità” mira a far comprendere come l’eterogeneità del mondo vegetale e il suo l’equilibrio sia condizione della vita sull’intero pianeta, mentre il laboratorio “Sportivi per natura. Viaggio sperimentale nel corpo umano” consentirà di testare la propria condizione atletica. Delle vere e proprie gare a squadra, che chiedono mente allenata e capacità fisica, sono le “Olimpleiadi”, per ragazzi da 6 a 9 anni e da 10 a 13 anni, che propongono lanci della catapulta, sfide di equilibrio, persino gare di tabelline. Per vincere bisogna anche fare squadra, collaborare e fare circolare le conoscenze. (Sassuolo, Villa Giacobazzi, 16, 17 e 18 settembre).
Se la negazione attraversa il mondo della vita, altrettanto si può dire di quello delle forme e delle cose, che spesso ci pervengono in ritagli e frammenti. Nei suoi collages esposti in “Ricomposizioni. Collages di carte, oggetti, materiali incompatibili”, Gianni Valbonesi va in cerca di grammatiche di ricomposizione, così da reintegrare miriadi di oggetti in nuove totalità dominate dalla meraviglia e dall’incanto del colore.
2. Polis e conflitto
Non esistono società interamente pacificate. Ma la questione essenziale è come mettere in valore il conflitto senza trasformare gli avversari in nemici, garantendo pari dignità a ogni individuo
Con “Lying in Between. Grecia 2016” sette fotografi italiani presentano gli esiti di una missione fotografica tra isole e continente greco, in luoghi che sono mete turistiche per eccellenza e che vedono invece sbarchi quotidiani di profughi in fuga dalle guerre, divenendo emblema delle tensioni sociali e politiche che hanno spaccato il Mediterraneo (Modena, Foro Boario, produzione: Fondazione Fotografia e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).
All’esperienza della migrazione è dedicata anche la serata di parole e musica “Le sfide di Lireta. Diario in musica di una ragazza albanese”: la voce narrante di Guido Barbieri, accompagnato dal pianoforte di Paolo Marzocchi, racconterà in forma di melologo le vicende di Lireta Katiaj, una giovane donna albanese che negli anni a cavallo tra i due millenni ha condiviso con migliaia di suoi connazionali l’esperienza dell’emigrazione verso l’Italia. Affidate a un diario intimo, le sue parole laanciano una sfida contro la violenza dei padri, contro la povertà, contro il potere degli uomini sulle donne e contro i pregiudizi razziali (Modena, Palazzo Santa Margherita, Chiostro, venerdì 16 settembre, ore 21, a cura di: Associazione Amici della Musica di Modena “Mario Pedrazzi”).
A un muro che si frappone tra i lavoratori palestinesi diretti al lavoro e tra un’intera terra e la pace è dedicata la mostra fotografica“Betlemme 4.30. Il muro che frena la corsa”, in cui Luigi Ottani racconta coi suoi scatti come quella barriera si sia alzata anche contro la “maratona della pace”, una corsa simbolica iniziata nel 2004 e poi interrotta proprio per questa ragione (Modena, Complesso San Filippo Neri, a cura di: Rocknowar onlus).
Di conflitti urbani in periferie distopiche sature di macerie industriali si occupa anche la mostra di Andrea Bruno, “Paesaggio con nemico”: nelle tavole di questo racconto a fumetti si recuperano gli archetipi figurativi della guerra civile nel mondo greco, imperniata sulla lacerazione tra “oikos” e “polis”, sangue e cittadinanza (Carpi, Spazio Meme, curatori: Filippo Bergonzini e Francesca Pergreffi).
All’iconografia della guerra è dedicata la mostra “Guerre da collezione. Incisioni, libri e soldatini di piombo”: opere di vario tipo (incisioni, stampe, atlanti storici, opuscoli, cronache e diorami) ospitano lo “spettacolo” della guerra e sottolineano la sua presenza costante nelle società umane, là dove l’agonismo raggiunge il suo limite estremo e trasforma l’antagonista in puro nemico (Modena, Galleria La Darsena, curatori: Angela Balestri e Siro Leonelli).
Non tutti i conflitti sono violenti. Esistono forme di lotta che, pur ripudiando l’uso della forza, agiscono il conflitto con strategie nonviolente, che non sono passive ma attivamente oppositive. La mostra “Senza offesa. Strategie di opposizione nonviolenta” ne documenta con filmati originali alcuni casi emblematici come l’opposizione al nazismo in Danimarca e l’addestramento all’opposizione nonviolenta nella Nashville della lotta per i diritti civili. Un filmato sulla prima Marcia della Pace del 1961 e immagini fotografiche relative a tre decenni di storia italiana documentano poi alcune tappe dell’opposizione alla guerra in Italia (Modena, Palazzo Comunale, Sala dei Passi perduti, a cura di: Movimento nonviolento).
A una contesa civica, quella tra il Comune e la Curia per la gestione e manutenzione della Torre Ghirlandina, oggi inclusa nella lista del Patrimonio Unesco, è dedicata “La Torre contesa. La Ghirlandina tra Curia e Comune”, che ripercorre le vicende tra questi interessi contrapposti nell’ambiente che ospita la Secchia rapita, il trofeo trecentesco sottratto dai modenesi ai bolognesi e reso celebre in tutta Europa dall’omonimo poema eroicomico di Alessandro Tassoni (Modena, Sito Unesco, Torre Ghirlandina, Sala della Secchia, curatrici: Simona Pedrazzi e Elena Fé, a cura di: Coordinamento Sito Unesco di Modena).
Alla “contestazione giovanile” degli anni Sessanta, è dedicata la mostra fotografica di Carlo Savigni, “Sono un tipo antisociale. Ritratti di una generazione contro”. I protagonisti hanno vent’anni, talora meno, e ostentano i segni della ribellione al mondo dei padri e alla gabbia melodica e benpensante che presto il ’68 combatterà con altri mezzi: sono Guccini, Bonvi, i ragazzi dei Nomadi e dell’Equipe 84 assieme a tanti altri in camicie a fiori, colli appuntiti, calzoni a righe e soprattutto zazzere e frange da “capelloni” (Sassuolo, Galleria Paggeriarte).
3. Le passioni agoniche
Ci sono passioni che indicano un conflitto nella volontà e nei sentimenti: sul crinale tra individuale e collettivo, peccati e vizi, affetti e rivalità raccontano l’umano e le sue culture
All’archetipo biblico della scissione nell’anima, cioè il peccato originale che inaugura l’epoca del dissidio tra bene e male, è dedicata la mostra “La tentazione originaria. Immagini del Peccato dal Medioevo al Rinascimento”. Tra la lastra di Wiligelmo sulla facciata del Duomo di Modena, presentata attraverso le foto d’autore di Cesare Leonardi, e due preziosi arazzi fiamminghi cinquecenteschi, una galleria di proiezioni documenterà le trasformazioni iconografiche dell’episodio del Peccato nei capolavori dell’arte medievale e moderna. A complemento della mostra, una performance scultorea di Dario Tazzioli ispirata anch’essa al peccato originale (Modena, Musei del Duomo, curatrici: Giovanna Caselgrandi, Francesca Fontana, Simona Roversi; a cura di: Basilica Metropolitana di Modena, Musei del Duomo, Coordinamento Sito Unesco di Modena).
Un vero e proprio “teatro degli affetti amorosi” è quello presentato nel concerto “Tenzoni d’amore”, che presenta brani di musica barocca rappresentativi della “Seconda pratica” teorizzata da Monteverdi, nella quale il testo primeggia sulla musica. I temi delle canzoni (con la voce del soprano Alessandra Gardini e l’arpa di Mikari Shibukawa) illustrano una varietà di contrasti sentimentali: languori, abbandoni, appagamenti, solitudini, giocando sulla dualità amante/amata in perenne tensione (Modena, Chiesa di San Bartolomeo, sabato 17 settembre, ore 21; a cura di: Grandezze & Meraviglie Festival Musicale Estense).
Una passione amorosa tragica e devastante è quella del Moro di Venezia. Ma il dramma shakespeariano di Otello, musicato poi da Verdi, può divenire un’esilarante cavalcata tra passioni e intrighi, con irruzioni nella stretta attualità, se a raccontarlo è la poliedrica mattatrice Marina Massironi con testi di Lia Celi: il suo reading musicato “Desdemona contro tutti”, con la regia di Massimo Navone e arrangiamenti di Augusto Vismara, va in scena a Carpi, in Piazza Martiri, sabato 17 settembre alle ore 22.
A vizi comuni che minano la salute sono dedicate le postazioni dell’Azienda AUSL di Modena che intendono coinvolgere i cittadini in test, questionari e attività che innalzano la consapevolezza e predispongono ad accogliere la sfida della prevenzione: a rotazione nelle tre città, nei tre giorni dalle 14 alle 18, saranno visitabili “Meno alcol è meglio!, “Non andare in fumo!” e “Lotta all’obesità” (Modena, Piazza Matteotti; Carpi, Piazza Martiri; Sassuolo, Piazza Garibaldi).
Ogni artista che voglia superare i modelli che lo hanno preceduto e sono stati sua fonte di ispirazione sostiene un agone a distanza, a volte impari: gli è dedicata la mostra “Versus. Le sfide dell’artista al suo modello in un secolo di fotografia e disegno” che presenta le opere di cento artisti, tra maestri riconosciuti e giovani emergenti (Modena, Palazzo Santa Margherita, curatori: Andrea Bruciati, Daniele De Luigi e Serena Goldoni, produzione: Galleria Civica e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).
4. La gara
Non solo fenomeno mediatico, di marketing o di costume, lo sport è esercizio teso al miglioramento e in questo senso eredita una tensione antropologica verso l’autoperfezione, nel segno della continua elevazione di sé, che ha profondità culturale millenaria
Nell’immaginario sportivo, prima dell’avvento della TV, sono state le figurine a trasformare i campioni effigiati in veri e propri idoli o anche ad insegnare come fare un rovescio nel tennis o un dribbling nel calcio. La mostra “I migliori album della nostra vita. Storie in figurina di miti, campioni e bidoni dello sport” traccia un percorso tra figurine introvabili, ritratti di fenomeni e di bidoni, grandi duelli, sfide mondiali e olimpiche e risvolti sociali dello sport. Installazioni multimediali e percorsi ludico-didattici completano l’esperienza di mostra.
Una speciale sezione dedicata alla squadra olimpica italiana con l’ultimo album Panini sarà allestita al Museo della Figurina, ricco di album sportivi (Modena, MATA, Manifattura Tabacchi e Museo della figurina, curatore: Leo Turrini, Produzione: Museo della Figurina e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena).
Nella piazza della Manifattura le figurine sono ancora protagoniste con i giochi di “CeloCeloManca. Campionato di figurine”, un vero e proprio villaggio dove cimentarsi in gare di lancio in impianti appositamente ideati o partecipare a quiz per mettere alla prova la propria scienza sportiva. Ci si iscrive sul posto e chi vuole può anche far passare di mano in mano i doppioni per un gigantesco “CeloCeloManca” con le figurine più famose del mondo (Modena, Manifattura Tabacchi, Piazza delle Paltadore, venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 settembre, ore 10-13 e 15-19, in collaborazione con: Panini spa).
Storie di imprese agonistiche che hanno oltrepassato l’ambito puramente sportivo sono quelle raccontate, tra narrazione e musica, nel concerto “Invictus. Correndo controvento”, con i cinquanta professori dell’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna diretta da Alessandro Nidi, e le voci di Marco Caronna e Mascia Foschi. Con le musiche di Chico Buarque De Hollanda, Francesco De Gregori, Paolo Conte, Sheryl Crow, Fabrizio de Andrè, si incontrano le vicende di un puglie zingaro che ha sfidato il nazismo, di una mezzofondista algerina che correva a gambe nude contro l’integralismo islamico o l’epopea degli invincibili Springboks campioni del mondo di rugby nel 1995. E poi si racconta l’impresa titanica di Alex Zanardi, che ha concluso una maratona a forza di braccia dopo un guasto alla sua handbike (Sassuolo, Piazzale della Rosa, sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Fondazione Arturo Toscanini).
La Compagnia Teatri d’imbarco promette al pubblico un “Avventuroso viaggio a Olimpia”: sarà una nave del tempo a trasportare i protagonisti fino nell’antica Grecia, in quella Olimpia dove per dodici secoli si sono celebrate le gare più incredibili del mondo. Nell’epico racconto di Andrea Zorzi, campione di pallavolo e ormai attore a tutto tondo, e della sua compagna di avventure Beatrice Visibelli, riemergono storie di glorie, cimenti e vittorie, mentre l’atletismo dei danzatori dell’Accademia Kataklò ripropone la folgorante bellezza del corpo in movimento (Carpi, Piazza Martiri, domenica 18 settembre, ore 21).
Altre storie di sport e di miti legati alla competizione, alla sfida, alla prova o all’impresa sono quelle raccontate per un pubblico di bambini e ragazzi in “Mitico! Le imprese sportive tra fiaba, mito e realtà”, lo spettacolo con attori e burattini che la Compagnia Teatro Verde mette in scena domenica 18 settembre alle 16,30 (Modena, Palazzo Santa Margherita, Biblioteca Delfini).
Campione sportivo per caso è invece lo Charlot protagonista del mediometraggio “The Champion”, in cui la maschera di Chaplin si improvvisa sparring partner per sfuggire alla fame e arriva infine, con uno stratagemma, a contendere il titolo al campione del mondo. Una sonorizzazione live nell’ambito del progetto Soundtracks 2016, con special guest Gianluca Petrella, ne punteggerà musicalmente le gag (Modena, Palazzo Santa Margherita, Chiostro, sabato 17 settembre, ore 22, a cura di: Centro Musica Modena).
Varie iniziative a cura del Centro Sportivo Italiano animeranno il Complesso San Filippo Neri nel segno dello sport e della sua tendenza al miglioramento di sé. Lo spettacolo di danza aerea “Antagonistes”, di Equilibra, indicherà l’aspirazione antigravitazionale che avvicina la danza al volo (sabato 17 settembre, ore 21). Le narrazioni de “Il libro degli eroi” (con Martina Rigoni) racconteranno storie in cui non conta arrivare primi, ma raggiungere il traguardo che ci si è dati. Laboratori per bambini di varie età, dai piccolissimi fino ai ragazzi di 12 anni, vivacizzeranno i tre giorni (nella fascia oraria 16-19) proponendo la costruzione di fiaccole olimpiche, disegni acrobatici sospesi da terra ed esercizi a corpo libero su un morbido tappetone.
La mostra di Laura Tarugi “La vita in scala. Ascese e discese” presenta un’installazione di sette scale realizzate in filo di ferro cotto, ciascuna di sette gradini, simbolo del desiderio di elevazione e della tensione verticale delle pratiche umane, che esprimono anche la fatica dell’esercizio antigravitazionale (Modena, Galleria Carteria +, curatrici: Chiara Gibertini, Francesca Novi e Luana Ottani).