Non solo dialetti, tra Nord e Sud Italia le differenze sono anche a letto!

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Fantasia al Nord, impeto al Sud: ecco la geografia del sesso nel bel paese emersa da un sondaggio di LELO sui sex toys.

 

Che le coppie abbiano raggiunto un nuovo grado di maturità per quanto riguarda le proprie aspettative sessuali è ormai cosa nota, riconoscendo che il benessere nell’ambito amoroso non deriva necessariamente da un mero gioco di ruoli ma dalla capacità di comunicare apertamente con il proprio partner.

Gli accessori erotici si insinuano così sempre di più nell’intimità, silenziosi ma non troppo, da utilizzare soli per una stimolazione extra oppure in coppia per culminare in un doppio piacere.

Ma se parlare apertamente di sesso è ormai un fatto sdoganato, resta ancora in penombra la sincerità in merito all’utilizzo di vibratori, manette, piumini e quant’altro.

 

Ecco allora che LELO, azienda svedese leader nella realizzazione di prodotti per la vita intima dal design inconfondibile, ha indagato scoprendo alcuni dati statistici interessanti. L’83% delle donne afferma infatti di sentirsi libera di comunicare al partner le proprie preferenze a letto e il 74% dei partecipanti si dichiara aperto all’eventualità di possedere un sex toy. 

 

Se l’intera penisola è famosa per l’esuberanza del ‘maschio latino’, è anche vero che le abitudini sessuali sono diverse man mano che si scende verso Sud. La mappa del sesso in Italia parte, però, da un dato comune: oggi si utilizzano maggiormente gli accessori erotici rispetto al passato.

 

Al Nord l’81% degli intervistati ha affermato di possedere o di voler acquistare un sex toy, mentre al sud solo il 58%.

 

Gli italiani fanno l’amore 108 volte all’anno e in generale il sesso made in Italy prevede 9 rapporti al mese.

Nelle regioni settentrionali gli italiani fanno meno sesso, ma aumenta la percentuale di chi possiede prodotti erotici, mentre nel meridione le persone si rivelano più passionali ma non parlano spesso di sex toys o addirittura non ne possiedono affatto.

 

Proverbiale “ardore” degli uomini del Sud: Sicilia, Campania, Basilicata e Calabria sono infatti le regioni dove i maschi sono più attivi sotto le lenzuola. Più “freddi”, in coda nella classifica, sono invece i friulani, i trentini,i lombardi e i laziali, che insieme ai toscani sono anche i meno soddisfatti della propria vita sessuale.

Entrano così in gioco gli accessori erotici: Roma e Milano si registrano come capitali del web sex e dell’ uso di vibratori. Per tentare di soddisfare il desiderio di avventura e sperimentazione, al Sud si ricorre soprattutto all’uso del web come supporto per l’autostimolazione, anziché a un accessorio sessuale.

 

Tuttavia a Napoli, capitale del sesso aperto, dove non si ha pudore nel parlarne con amici e parenti, si ha un’impennata nell’uso di prodotti per la vita intima soprattutto per la coppia. Mentre a Torino l’ansia da prestazione sembra essere un po’ troppo forte e tra le capitali si attesta in coda dopo Milano e Roma sull’uso di sex toys.

 

Forse il 2016 sarà l’anno della svolta e le differenze tra Nord e Sud nel Bel Paese andranno ad assottigliarsi, per culminare verso una cultura vibrante di accesa sensualità, incline a realizzare i desideri più reconditi, in coppia o da soli.

Vino a Arte che Passione! Alla Pinacoteca del Tesoriere un evento di degustazioni e visite guidate (21 marzo)

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Porte aperte al Vino e all’Arte in una delle più antiche dimore private barocche ubicate nel cuore della Capitale: la Pinacoteca del Tesoriere.
CT CONSULTING EVENTS, società specializzata nell’organizzazione di eventi legati al Food & Beverage è partita da questo stretto connubio per proporre un’iniziativa mirata a valorizzare l’incontro tra due indubbie eccellenze.

In occasione dell’arrivo della primavera, lunedì 21 marzo, le porte dello storico palazzo ubicato nel cuore della Capitale si apriranno per un’intera giornata dedicata alla degustazione dei vini di oltre 30 aziende vitivinicole italiane rigorosamente selezionate, i cui banchi d’assaggio saranno dislocati per tutto il perimetro del primo piano, storico appartamento della famiglia nobiliare Patrizi.
La residenza di cardinali e papi ha mantenuto invariata fino ad oggi la sua vocazione di sede per ricevimenti di ospiti in grande stile ed è collocata tra il Pantheon e Piazza Navona. Generalmente chiusa al pubblico, la Pinacoteca ospita una significativa collezione di arte tra tele e opere uniche di antiquariato che sarà eccezionalmente visibile al pubblico nell’ambito della manifestazione attraverso visite guidate che ogni ora e su prenotazione all’arrivo dei convenuti, illustreranno le opere più importanti della collezione.

L’evento sarà aperto agli operatori del settore a partire dalle 13:00 e al pubblico appassionato (con obbligo di prenotazione) dalle 15,30, con chiusura porte alle ore 21,00.
Un’occasione unica per conoscere da vicino i produttori, degustare ed apprezzare vini di qualità all’interno di una magnifica cornice artistica e culturale.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Chopard, Acqua Rocchetta, Etro, Paolo e Noemia d’Amico, Nonino e La Scolca.

Elenco espositori:
Baglio di Pianetto; Bertani; Borgo Conventi; Cantine Biondelli; Castellare; Castello del Terriccio; Classica; Col D’Orcia; Conte Leopardi; Dok dall’Ava; Erste+Neue; Erzinio Food; Fattoria San Fabiano; La Bollina; La Scolca; Le Marchesine; Leonardi; Marchesi di Barolo; Marchesi di San Giuliano, Masi Agricola; Nonino; Paolo e Noemia d’Amico; Perusini; Petrolo; Principe Pallavicini; Rivera; Ruffino; Serego Alighieri; Tasca D’Almerita; Tenuta San Leonardo; Tenuta Di Fiorano; Venchi; Villa Sandi; Zaccagnini
Maggiori informazioni al sito: www.ctconsultingevents.com

CT CONSULTING EVENTS SRL 
VIALE ANGELICO, N°163 – CAP 00195
info@ctconsultingevents.com

Per la prima volta in Europa ‘Serve The People. China’: una mostra inedita per raccontare la Cina

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COMUNE DI FORTE DEI MARMI (LU)
FONDAZIONE VILLA BERTELLI
HAFNIA FOUNDATION
Chinese Propaganda Posters
“Serve the People, China”
CHINA: rivoluzione – evoluzione. Manifesti della Propaganda (1949 – 1983)

a cura di: Massimo Scaringella
 
Villa Bertelli, Via Giuseppe Mazzini, 200, Forte dei Marmi LU
Dal 19 marzo al 17 aprile 2016


Nel mondo attuale ogni cultura, ogni letteratura, ogni arte appartengono a una classe ben determinata e sono quindi vincolate a una determinata politica. L’arte per l’arte, l’arte al di sopra delle classi, l’arte al di fuori della politica e indipendente da essa in realtà non esiste
– Mao Tse Tung intervento alle discussioni su arte e letteratura in Yenan, maggio 1942
Inaugurazione e presentazione stampa: sabato 19 marzo 2016 – ore 18,00
 
Conoscere la Cina di ieri, per capire la Cina di oggi, attraverso l’iconografia, l’arte e la propaganda maoista, in un percorso d’immagini originali d’epoca.
Per la prima volta in Europa, dopo il grande successo al Centro Cultural Borges di Buenos Aires e nella sede espositiva del Municipio di Las Condes a Santiago del Cile, dal 19 marzo al 17 aprile 2016, arriva in Italia, a Forte dei Marmi, nella meravigliosa cornice di Villa Bertelli, la mostra Chinese Propaganda Posters, Serve the People, China: Revolution – Evolution from 1949-1983, a cura di Massimo Scaringella.
Una selezione di Poster della propaganda cinese dell’epoca maoista appartenenti alla Hafnia Foundation di Xiamen (Cina) – una delle più grandi collezioni nel mondo su questa tematica – che ricrea in maniera attenta e ragionata un inedito viaggio nel passato prossimo del colosso orientale, per intenderne il presente e proiettarne il futuro.
La mostra si compone di manifesti e dipinti originali utilizzati come modello per fogli stampati tra il 1949 e il 1983 corrispondente al periodo di Presidenza di Mao Tse Tung e alla sua storica “Rivoluzione Culturale”, ed è suddivisa in categorie (Società, Industria, Socialismo e Pittura) e sottocategorie per aiutare il visitatore a comprendere maggiormente la loro storia e creazione.
I manifesti di propaganda cinese. Durante il forum di letteratura e arte di Yan’an realizzato nel maggio del 1942, il Partito Comunista Cinese guidato da Mao Tse Tung, tracciò le linee guida della “cultura rivoluzionaria” del partito. I discorsi di Mao, durante questo evento, delinearono il modello dell’arte che si sarebbe prodotta fino a dopo la Rivoluzione Culturale, negli anni ’80.
I suoi principali interessi erano che l’arte riflettesse la vita della classe operaia e la considerasse come la principale protagonista, e che fosse a servizio della politica e dello sviluppo del socialismo. Così, tutta la creazione artistica si trasformò in vera e propria propaganda, che principalmente, descriveva la vita dei contadini ed era a loro diretta.
Una produzione artistica di grande bellezza che rappresenta ancora oggi, nel 2016, le speranze più alte dell’utopia Maoista, dove si distinguono immagini di purezza ideologica e di felicità familiare.
In contrasto con la teoria tradizionale Marxista e a quella Marxista Leninista, il Maoismo, non è un’interpretazione materialistica dello sviluppo storico, ma piuttosto, una teoria idealista basata sulla convinzione di Mao che la coscienza e la volontà umana sono i principali fattori che guidano la storia. Da questo quadro ideologico, i propagandisti cinesi furono in grado di produrre opere che vennero valorizzate e apprezzate per la loro bellezza e il loro uso decorativo sia in ambienti pubblici che privati.
Nei Manifesti della Propaganda Cinese si alternavano diversi stili artistici, incluso il realismo sociale e il tradizionale acquerello cinese. Alcune opere, come i dipinti rupestri sono bellissimi esempi di arte näif; lineari e pieni di colori, con un leggero e bizzarro senso della prospettiva. Senza dubbio, l’ndiscusso talento naturale dei pittori è inconfondibile.
La mostra curata da Massimo Scaringella è accompagnata da un catalogo con la riproduzione di tutte le opere in mostra.
Dal 19 marzo al 17 aprile
mar, mer, gio, ven, dom ore 11.00 – 19.00, sab 11.00 – 22.00, lunedì chiuso

Fondazione Villa Bertelli | Via Giuseppe Mazzini, 200, 55042 Forte dei Marmi LU
www.villabertelli.it info: 0584 787251

Pietro Ruffo: anteprima al Pastificio Cerere.

La Fondazione Puglisi Cosentino e la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, annunciano l’apertura, dal 3 aprile al 10 luglio, a Catania, nella sede della Fondazione Puglisi Cosentino, di Breve storia del resto del mondo, l’ampia personale di Pietro Ruffo, a cura di Laura Barreca.

“La mostra, allestita in uno dei più affascinanti spazi museali in Sicilia, propone uno spaccato della realtà storica contemporanea, attraverso gli occhi e la sensibilità di un artista dalla spiccata personalità”: è l’opinione del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che aggiunge: “La forza di Ruffo consiste nell’utilizzare tutti gli elementi base propri della sua formazione di architetto – il progetto, la carta, il disegno – per dar voce, con opere anche tridimensionali, ai grandi temi della storia universale, come la libertà e la dignità dell’essere umano costantemente minacciate dalle insidie del mondo di oggi”.

Breve storia del resto del mondo
riunisce una spettacolare sequenza di opere di grandi dimensioni realizzate dall’artista romano dal 2005 ai giorni nostri.
Essa va a comporre una sorta di viaggio visivo sul concetto universale di libertà o dei principi liberali nella storia politica dei continenti, attraverso i temi della colonizzazione, delle divisioni culturali, sociali, religiose da cui scaturiscono antichi e irrisolti conflitti tra i popoli del mondo.

Conosciuto per le sue grandi mappe delle nazioni, su cui schiere di libellule intagliate a mano e fermate con migliaia di spilli rappresentano l’idea della libertà, Pietro Ruffo concepisce un percorso espositivo che guida il visitatore al riconoscimento di alcuni “padri-ispiratori” del pensiero liberale e costituzionale: tra loro il politologo inglese Isaiah Berlin, cui l’artista dedica nel 2010 la serie di grandi ritratti I sei traditori della libertà, in mostra a Catania.
Ma anche poeti come il libanese Khalil Gibran, cui è dedicata l’opera Liberty House (2011): una piccola costruzione architettonica che vuole affermare il concetto che si è davvero liberi solo se il desiderio di ricercare la libertà diventa pratica quotidiana e interiore.

Attualissima traduzione artistica di una condizione geopolitica internazionale, la mostra si offre come riflessione più ampia sulle questioni da cui sono originate le più recenti e disastrose piaghe sociali: dal colonialismo, alla primavera araba, dal fondamentalismo islamico alle rivolte per i diritti dei lavoratori in Sud Africa.
Ad apertura e chiusura della mostra, l’opera The Colours of Cultural Map (2015) commissionata da Luciano Benetton per il progetto Imago Mundi, un grande atlante dei paesi del mondo e delle differenze che uniscono i popoli; e SPADSVII, commissionato dalla Galleria nazionale d’arte Moderna di Roma, un biplano di dimensioni reali realizzato interamente in legno e carta.

Vincitore del Premio Cairo e del Premio New York all’Italian Academy for Advanced Studies at Columbia University nel 2010, Pietro Ruffo è oggi riconosciuto come uno degli artisti italiani più interessanti a livello internazionale. Tra i progetti più significativi, si segnalano: A complex istant -Moscow, Progetto speciale per la quarta biennale di Mosca, SLASH, paper under the knife, MAD Museum of Art and Design, New York; Apocalittici e Integrati, MAXXI, Museum of XXI Century Art, Roma. Nell’estate del 2015 realizza una scenografia per la sfilata di Valentino, che ha visto l’artista cimentarsi con un’opera su scala urbana costruendo un’intera piazza ispirata al concetto di stratificazioni.

“PIETRO RUFFO. Breve storia del resto del mondo”
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino (Palazzo Valle, via Vittorio Emanuele 122) 3 aprile – 10 luglio 2016.

Orario: dal martedì alla domenica 10-13.00; 16.00-19.30.
Il sabato sino alle 21.30; chiuso il lunedì; aperture straordinarie su prenotazione.
La biglietteria chiude mezz’ora prima.
Biglietti interi: 8 euro, ridotti: 5 euro, i pomeriggi di martedì e venerdì ingresso 3 euro.

Visite guidate e laboratori didattici a cura di IDENTITAS
e-mail: mostraruffo@fondazionepuglisicosentino.it, +39 329 4571064

Mostra a cura di Laura Barreca, promossa dalla Fondazione Puglisi Cosentino e la Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo

Monografia sull’artista a cura di Laura Barreca, edita da Silvana Editoriale.


Per informazioni e prenotazioni:
Fondazione Puglisi Cosentino tel. +39 095 7152118
info@fondazionepuglisicosentino.it
www.fondazionepuglisicosentino.it

Capolavori mai visti a Palazzo Roverella.

Le Collezioni d’’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ricche di più di mille pezzi, vengono per la prima volta svelate al pubblico a Rovigo.

Per ospitare le circa duecento opere che rappresentano il fior fiore della imponente raccolta di pittura e scultura sono state scelte due diverse sedi, tra loro vicinissime: Palazzo Roverella e Palazzo Roncale.
La prima è la sede della Pinacoteca dei Concordi e di tutte le grandi esposizione d’arte rodigine; il secondo, Palazzo Roncale, sorge dirimpetto al Roverella ed è un imponente palazzo nobiliare rinascimentale, patrimonio della Fondazione, che ha provveduto al suo completo restauro.
Questa mostra offre quindi anche l’occasione per ammirare gli interni restaurati di questa nobile dimora.

La scelta della Fondazione è stata di privilegiare, per questa doppia mostra rodigina affidata alla curatela di Giandomenico Romanelli e di Alessia Vedova, l’ampio corpus di opere riguardanti i due più recenti secoli, l’Ottocento e il Novecento. Pur prevedendo alcune eccezioni, là dove questo risulti indispensabile per dare completezza ad alcuni nuclei della grande collezione della Fondazione.
Per motivi storici e di appartenenza non c’è dubbio che l’interesse maggiore si concentrerà sulla presentazione di un nucleo ancora inedito della Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio.
Si tratta dei dipinti riuniti nella collezione di Pietro Centanini, che recentemente l’ha voluta donare alla Fondazione affinché possa mantenersi integra e soprattutto possa essere goduta dalla collettività.

La sua è una raccolta d’arte che unisce ai molti acquisti, ben guidati, che il collezionista aveva fatto sul mercato, il patrimonio d’arte della sua antica famiglia.

Com’è testimoniato dall’esposizione, Pietro Centanini indirizzava le sue scelte soprattutto sugli artisti veneti ma anche, in omaggio alla moglie di origine partenopea, alla scola napoletana. Pur senza chiusure aprioristiche.
In collezione si trovano infatti opere di gradissimo interesse di Palizzi, De Nittis, Lega, Ghiglia, Boldini, Fattori, Soffici, Rosai, de Pisis, de Chirico, Guttuso De Chirico, insieme a Zandomeneghi, Milesi, Luigi Nono, Licata, Brass, Barbisan ma anche Utrillo e Chagall.
La Famiglia invece collezionava i vedutisti e i pittori di interni, compresi alcuni magnifici Guardi.

Se la Collezione Centanini sarà una novità per tutti, il nucleo maggiore della Fondazione Cariparo non mancherà di stupire per ricchezza e varietà di contenuto. In esso sono testimoniati ben 5 secoli di storia dell’arte veneta e italiana.

Si passa più puntualmente a Oreste Da Molin, Giuseppe Manzoni e al Cavaglieri, gloria rodigina. Il Futurismo è ben rappresentato da Tullio Crali, mentre il secondo dopoguerra è presente con una sequenza notevolissima di opere, a ricordare l’importanza del gruppo N e dell’optical, con Biasi, Landi, Chiggio Massironi e infine tre opere di Castellani.

“Quella che presentiamo in questa mostra è solo una parte della nostra collezione”, chiarisce il Presidente della Fondazione Antonio Finotti. Complessivamente la Fondazione ha un patrimonio di oltre mille opere di pittura, insieme a diversi nuclei di sculture (solo in minima parte qui esposti) e a incisioni, disegni, manoscritti. Insomma un vero e proprio museo che incrementiamo regolarmente con oculate acquisizioni. Ci sembrava doveroso e coerente con la nostra missione rendere fruibile al grande pubblico un patrimonio artistico costruito nel tempo anche con opere lasciate dai cittadini del territorio”.

La mostra sarà aperta tutti i giorni, escluso il lunedì, e sarà ad ingresso gratuito.

La Rocca di Angera torna a splendere

Tolte gli strati di calce, tornano a risplendere le colorate
tappezzerie medievali della rocca di Angera.
Che si candida a scenario di nozze da vera favola

L’obiettivo dei Principi Borromeo è di trasformare la severa Rocca di famiglia che domina il Lago Maggiore, in un luogo da favola, affascinante da vistare e ideale cornice per matrimoni e feste di livello.
Le prove generali per questa nuova funzione l’antico maniero le ha brillantemente superate con la festa nuziale in Rocca di Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi, preceduta da quella di Riccardo Montolivo, calciatore della Nazionale e del Milan, che qui ha voluto festeggiare il suo matrimonio con l’attrice fiorentina Cristina De Pin.
Due feste memorabili, che hanno dimostrato come la scenografia dell’antico castello di Angera, con i suoi giardini affacciati sul Lago, sia assolutamente perfetta.

Quando, il prossimo 18 marzo, la Rocca Borromeo ad Angera si riaprirà alle visite, offrirà non poche sorprese.
Pensando a questa nuova funzione ma anche e soprattutto al continuo flusso di turisti che scelgono la Rocca per una visita che permarrà nei loro ricordi, i Principi Borromeo stanno, da alcuni anni, compiendo importanti investimenti per il restauro e la messa a norma dell’antico castello di famiglia.
Tra i più recenti, la ripresa dell’ originale Giardino Medievale ai piedi della Rocca, a circondare l’antica chiesa del complesso.
All’interno della Rocca è stato condotto a termine il restauro, molto impegnativo, dell’importante ciclo affrescato della Sala della Giustizia, uno dei più importanti esempi del gotico internazionale in terra lombarda.
L’equipe di Carlotta Beccaria, che ha brillantemente condotto quel restauro è da mesi impegnata in una altra impresa destinata a mutare il volto degli ampi saloni della parte viscontea della Rocca. Quelli che sino a ieri si presentavano come severi ambienti resi asettici da molte mani di calce sovrappostesi nei secoli, torneranno ad essere l’allegro caleidoscopio di colori su cui si rinfrangevano, creando singolari effetti, le lame di luce riflesse dalle acque del Lago.
I grandi ambienti trecenteschi della Rocca stanno riprendendo, dopo mezzo millennio, il loro aspetto originario. Stanno infatti riemergendo le preziose, coloratissime tappezzerie affrescate medievali che per motivi igienici, probabilmente come mezzo di difesa dalla Grande Peste seicentesca, erano state ricoperte da una serie di strati di calce.
Vataliano Borromeo ha dato inoltre il via al recupero dell’ala Scaligera, la più antica della Rocca. Qui saranno ripristinati ampi ambienti destinati ad ospitare esposizioni ed eventi temporanei.
Sino ad oggi la Rocca appariva come la gemma minore del circuito dei cosiddetti Paradisi Borromei sul Lago Maggiore, circuito composto, oltre che dalla Rocca Borromeo di Angera, dall’Isola Bella e dall’Isola Madre e, più a nord, dai Castelli di Cannero. Gradualmente questo immenso patrimonio d’arte e di storia viene, per volontà della Famiglia, restaurato e valorizzato. Per preservare una grande storia ma anche per continuare ad essere all’altezza di una grande tradizione di accoglienza.

info: www.isoleborromee.it

FestivalFlorio 2016 (Favignana, 17-26 giugno)

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FestivalFlorio

V edizione

17-26 giugno 2016

Isola di Favignana (TP)

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Si svolgerà dal 17 al 26 giugno la quinta edizione del FestivalFlorio di Favignana, consolidatosi in questi anni come uno dei Festival d’Arte di maggior rilievo dell’Estate Siciliana. Come da tradizione che vede scegliere un Tema e declinarlo nei linguaggi delle varie Arti, anche quest’anno la direzione artistica del festival, guidata dal Maestro Giuseppe Scorzelli, ha optato per un argomento particolare. La materia eletta per il Triennio 2015-2017 sarà “ProgettOdissea”, ovverosia un’integrale dei reading di tutti i Libri dell’Odissea: un progetto unico ed una esclusiva assoluta in Prima nazionale.
Protagonisti degli spettacoli che si alterneranno nei giorni della manifestazione saranno dunque l’esodo, la patria, la ricerca della terra promessa e il viaggio, inteso in tutte le sue sfaccettature, in cui il mare e in particolare la Sicilia rappresentano il punto d’approdo di questa continua ricerca. Terre di pescatori, probabile Itaca descritta da Omero, palcoscenico della cronaca nera con la disperazione dell’immigrazione, le Isole Egadi diventano così per 10 giorni scenario di arte, cultura e tradizione.
In collaborazione con le istituzioni locali, con l’Area Marina Protetta e con la Cooperativa Solidalia ogni spettacolo – dal reading al concerto musicale, dall’incontro letterario alla proiezione cinematografica – declinerà storie di vita e di accoglienza, per conoscere in modo più approfondito la realtà che stiamo vivendo, oltre ogni pregiudizio e paura.
Largo spazio anche alla tradizione, fonte primaria dell’identità siciliana con i suoi sapori e i suoi odori, nello spazio dedicato agli “Incontri d’Autore”. Piatti tipici dal gusto unico: le carni del tonno rosso, il vino, la pasta fresca, i dolci e tutto ciò che la cucina favignanese ha da offrire: la parmigiana di tonno dal sapore inconfondibile, le busiate alla favignanese con tonno pomodorini e capperi, l’immancabile pasta con i ricci, il pane cunzatu farcito con prodotti locali e genuini, il cous cous di pesce, le cassatelle ripiene di ricotta e scaglie di cioccolato… il tutto arricchito dal profumo inebriante degli ottimi vini locali.

Il FestivalFlorio è organizzato da Associazione Kymbala e gode del patrocinio del Comune di Favignana, della Regione Sicilia e dell’Area Marina Protetta.

Un evento in collaborazione con: Cave Bianche Hotel, Hotel Aegusa, I Pretti Hotel, Residence Orsola, Residence Favonio, Siciltransfert, Tonno Castiglione, Zicaffè

CALENDARIO
(Eventuali aggiunte e variazioni verranno comunicati successivamente)

Venerdì 17 Giugno

Ore 19
Apertura Festival
Banda di Favignana
con Flash Mob
(Centro Città)
Da confermare

Ore 21.30
Rassegna Film nelle Cave
Proiezione Film Muto
Pianoforte: M° Rossella Spinosa
(Cave Bianche Hotel)

Sabato 18 Giugno

Ore 19
Incontri d’Autore:
Aperitivo con Clara Serretta
(Terrazza Lido Radangia)

Ore 21.30
Concerto
A pagamento: 15€
Auditorium Tonnara
Da definire

Domenica 19 Giugno

Ore 19
Incontri d’Autore:
Aperitivo con Maurizio De Giovanni
(Giardini Hotel Aegusa)

Ore 21.30
Reading con Anna Bonaiuto e Laura Marinoni
CANTO V DELL’ODISSEA
(Palazzo Florio)

Lunedi 20 Giugno

Ore 19
Performance teatrale sulla Mattanza
a cura del Laboratorio teatrale di Maurizio Spicuzza di Palermo
Luogo da stabilire

Ore 21.30
Michele Campanella e Monica Leone in Concerto
“Piano Duo”
(Chiesa Immacolata Concezione p.zza Madrice)

Martedi 21 Giugno

Ore 19
Incontri d’Autore:
Aperitivo con Marco Buticchi 
(Giardini Hotel Aegusa)

Ore 21.30
Reading con Roberto De Francesco e Giovanni Ludeno 
CANTO VI DELL’ODISSEA
(Palazzo Florio)

Mercoledi 22 Giugno

Ore 19
Concerto pianistico vincitori ProgettoIMC 2015:
Dallagnese Beatrice ed Eleonora
(I Pretti Resort)

Ore 21.30
SCARPE DIEM
Con Pino Ammendola & Maria Letizia Gorga
Musica di Stefano De Meo
(Palazzo Florio)

Giovedi 23 Giugno

Ore 19
Concerto Jazz
Da definire
(Terrazza Lido Radangia)

Ore 21.30
Fabrizio Falco e Danilo Nigrelli:
CENTO SICILIE
Spettacolo tratto dal romanzo “Cento Sicilie” di Gesualdo Bufalino e Nunzio Zago
(Cave Bianche Hotel)

Venerdi 24 Giugno

Ore 19
Incontri d’Autore:
Aperitivo con Clara Serretta
FORSE NON TUTTI SANNO CHE IN SICILIA
(I Pretti Resort)

Ore 21.30
Quartetto/jazz
Da confermare

Sabato 25 Giugno

Ore 19
Incontri d’Autore:
Aperitivo con Chiara Gamberale
Assegnazione Premio per la Cultura Città di Favignana
Luogo da stabilire

Ore 21.30
Reading con
Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni
CANTO VII DELL’ODISSEA
(Palazzo Florio)

Domenica 26 Giugno

Ore 19
Concerto Vincitore del
6° Concorso Internazionale pianistico
Città di Caraglio
M° Evgeny Starodubtsev
(luogo da stabilire)

Ore 21.30
Chiusura II° Premio Favignana
per Composizione
(Chiesa Immacolata Concezione p.zza Madrice)

Maggiori info su:
www.festivalflorio.it

23^ Edizione de “Nel segno del Giglio”

Un sontuoso Omaggio a Maria Luigia a Colorno
per la 23^ Edizione de Nel segno del Giglio
Dal 23 al 25 aprile

Il 19 aprile del 1816, ovvero giusto due secoli fa, Maria Luigia d’Austria, già consorte di Napoleone e Imperatrice dei Francesi, giunse nel suo nuovo, minuscolo regno, il Ducato di Parma. La sua prima destinazione fu la Reggia di Colorno, sua futura residenza estiva.
Qui e l’indomani a Parma, in Cattedrale, il popolo l’accolse con tale entusiasmo da farle venire “le lacrime agli occhi” come lei stessa confessò al padre, l’Imperatore d’Austria.

I duecento anni dall’insediamento dell’Imperatrice come Duchessa, sono oggetto di un grande programma di festeggiamenti a Parma e in tutto il territorio dell’antico Ducato.

Del tutto naturale, quindi, che nella 23^ edizione de Nel segno del Giglio, la mostra mercato del giardinaggio di qualità che da sempre si svolge nella Reggia di Colorno e nel suo sontuoso Parco, venisse ricordata Maria Luigia, sovrana che aveva una passione per fiori e giardini.

Tante le soprese della grande mostra mercato che Elisa Migone e Isabella Gemignani “cesellano” con la consueta cura nel cortile interno della Reggia, lungo i viali del parterre firmato da Le Notre e tra le sinuosità del grande parco romantico della Reggia.

Sarà un tripudio di rose, clematidi, peonie in onore dell’Imperatrice, ma anche delle piccole piante da fiore che lei amava, a cominciare da quella Violetta di Parma che la ricorda.
Poi una attenta selezione di piante d’epoca, a ricordare e rioffrire specie ormai escluse dalla grande produzione e perciò tanto più amate da chi fa del giardinaggio una passione più che un mestiere. Tra esse il celere biricoccolo o susincocco i cui frutti si tramanda fossero graditi alla Duchessa di Parma.

Tutti gli oltre cento padiglioni di questa grande mostra-festa del giardinaggio, saranno addobbati a festa, con i colori dell’Imperatrice.

Anche il prestigioso Premio intitolato ad Ippolito Pizzetti che Nel segno del Giglio assegna ogni anno alle migliori proposte della manifestazione, sarà quest’anno accompagnato da un riconoscimento speciale nel nome di Maria Luigia, riconoscimento che la Giuria di esperti conferirà allo stand più elegante della mostra.

Nel segno del Giglio 2016 sarà quindi un trionfo di colori, un tripudio di fiori, accompagnati da tutto il “cotè” che trasforma il giardinaggio domestico in un meraviglioso rituale, da compiere con lo stato d’animo adeguato, ma anche con il giusto abbigliamento, i giusti attrezzi e, perché no, il giusto cappello. Come facevano in questo meraviglioso parco l’Imperatrice Maria Luisa e, prima di lei, le Duchesse di Casa Farnese.

Nel segno del Giglio è organizzata e curata da ARTOUR s.c., con il patrocinio del Comune di Colorno.

Info: www.nelsegnodelgiglio.it

ORARI E BIGLIETTO D’INGRESSO
Sabato 23 Aprile
dalle ore 10.00 alle ore 19.00, costo del biglietto € 8
domenica 24 e lened Aprile
dalle 10.00 alle 19.00, costo del biglietto € 8
GRATIS fino a 14 anni

COME ARRIVARE
In auto
Autostrada A1, uscita Parma. Strada provinciale Asolana (SP343) per Colorno direzione Mantova 11 km.
In bus
Linea extraurbana. Per maggiori informazioni www.tep.pr.it

PER INFORMAZIONI E CONTATTI
ARTOUR Cooperativa di Servizi Culturali
email info@artourparma.it
sito internet www.artourparma.it

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica c/o Reggia di Colorno
telefono +39 0521 31 37 90
email ufficio.turistico@comune.colorno.pr.it

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica di Parma
telefono +39 0521 21 88 89
email turismo@comune.parma.it

Parma Point
telefono +39 0521 93 18 00
email info@parmapoint.it

A Mantova, un secolo intero di “Monuments Men”

E’ una mostra idealmente dedicata al Direttore del sito archeologico di Palmira Khaled Asaad, quella che si potrà ammirare al Museo Nazionale Archeologico di Mantova dal 18 marzo al 2 giugno, con il titolo “Salvare la Memoria”.
Ma anche al non meno prezioso, e spesso anonimo, esercito di “Monuments Men” che ovunque nel mondo si vota al recupero di un patrimonio di arte che è storia di tutti. Un patrimonio violentato da guerre, come quella in Siria appunto, ma anche da terremoti, alluvioni e da tutti quegli eventi che, ferocemente e improvvisamente, si sovrappongono al fisiologico effetto del tempo su ciò che è testimonianza del nostro passato.
Una grande storia raccontata, nei tre piani dell’Archeologico di Mantova, da immagini originali, documenti, filmati, reperti (simbolicamente preziosi quelli provenienti da Palmira), testimonianze dirette. Un laboratorio, aperto al pubblico, mostrerà dei restauratori all’opera su testimonianze di una villa distrutta dal terremoto del 2012 nel mantovano. Protagonisti di vicende di salvaguardia e difesa del patrimonio artistico mondiale incontreranno il pubblico nel corso di incontri calendarizzati nel periodo della mostra.
Il progetto “Salvare la Memoria” è un’iniziativa del Polo Museale della Lombardia, a cui si affiancano il Comune di Mantova, l’ISCR, l’ICCROM, l’Università degli Studi di Milano, l’Università IULM, Monuments Men Foundation, Palazzo Ducale- Mantova, Diocesi di Mantova,Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Ad affiancare Elena Maria Menotti e Sandrina Bandera, che ne sono curatrici, è un ampio e qualificatissimo Comitato Scientifico.

A contrapporsi alla violenza della distruzione c’è la forza della restituzione. Come racconta questa affascinante mostra e come ricorda, non a caso, il suo sottotitolo. Non caso ad accoglierla è Mantova, città devastata dal terremoto del 2012. Quell’evento causò, tra l’altro, il crollo del cupolino della Basilica di Santa Barbara e produsse seri danni ad uno dei luoghi simbolo della città, la Camera degli Sposi in Palazzo Ducale, rendendolo a lungo non visitabile.
E con quello di Mantova, altri terremoti, dal Friuli ad Assisi, a Bam, L’Aquila, sino al Nepal. Come dimenticare poi l’alluvione del 1966 a Firenze e l’esercito degli “Angeli del fango”? O, su altro fronte, l’attentato all’Accademia dei Georgofili?

Le distruzioni scientemente provocate dagli uomini non si sono rivelate meno catastrofiche di quelle naturali. Distruzioni ereditate da guerre del passato recuperate molto tempo dopo, come è accaduto per Vilnius dove le distruzioni perpetrate dalle truppe di Pietro il Grande, sono state sanate solo dopo il 1989.
Rievocando la Prima Guerra Mondiale, l’attenzione è proposta su Mantova, Milano, il Veneto. Ancora Mantova, nella Seconda Guerra Mondiale, insieme a Milano – con focus sulla sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, e su Cenacolo, Brera e Poldi Pezzoli -, Montecassino, le figure e l’azione di Pasquale Rotondi e di Modigliani e Pacchioni per la messa in sicurezza delle grandi opere d’arte italiane. Ma anche le vicende dell’obelisco di Axum, con le immagini della traslazione a Roma dall’Etiopia e della sua restituzione.
A questa sezione della grande mostra ha collaborato, tra gli altri, la Monuments Men Foundation di Dallas.
Tra i troppi conflitti recenti, la mostra propone quelli in Kosovo e in Afghanistan, evidenziando gli interventi di restauro dell’ISCR e la ricostruzione del ponte di Mostar.
Le cronache quotidiane documentano le distruzioni in Iraq e Siria. Le immagini delle distruzioni di Palmira hanno colpito l’opinione pubblica mondiale. Da ricordare che in quell’area archeologica era attivo il progetto “Pal.M.A.I.S.” dell’Università degli Studi di Milano, così come edEbla l’Italia era presente con una propria missione archeologica. Per scelta delle curatrici, in questa sezione le immagini saranno esclusivamente “positive”: proporranno le attività di ricerca archeologica svolta. Nessuna immagine di distruzione, ma un puro segnale grafico a simboleggiare la temporanea, forzata interruzione di un percorso di ricerca, recupero e valorizzazione.
La grandezza di Palmira sarà testimoniata da reperti originali concessi dai Musei Vaticani. La mostra, inoltre, suggerirà di approfondire la grande storia della Mezzaluna Fertile visitando la Collezione Mesopotamica custodita in Palazzo Te.
L’attenzione del visitatore viene attratta anche su altri fenomeni presenti durante i conflitti, quali gli scavi clandestini, evidenziando i casi di Apamea e Lagash, con l’utilizzo di foto satellitari.

Mentre scorrono le immagini della “Giornata Unesco di lutto per la distruzione dei beni culturali”, la mostra porta l’attenzione sul farsi strada di una nuova consapevolezza. Citando come esempio la salvaguardia dei monumenti anche nel caso di grandi opere di ingegneria: emblematico è stato l’innalzamento dei templi di Abu Simbel per consentire l’invaso della diga di Assuan.
Questa è una mostra che vuole ostinarsi a guardare avanti, a valorizzare il bello dell’uomo: ed ecco l’attenzione sui “blue shields”, il Comitato Internazionale dello Scudo Blu (ICBS) fondato nel 1996, “per lavorare per proteggere il patrimonio culturale mondiale minacciato da guerre e disastri naturali”. E sull’attività davvero fondamentale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, soprattutto in Iraq, i nostri “Caschi blu della cultura”.

Una mostra per non smarrire la memoria e condividere con i nostri cari, con le famiglie, con gli amici, con i compagni di classe significative e potenti immagini da non dimenticare e un patrimonio di cui essere fieri.

“A Tavola” con i Colori del Sacro.

A tavola. È questo il tema che caratterizzerà l’ottava edizione de I Colori del Sacro, la rassegna internazionale di illustrazione organizzata dal Museo Diocesano di Padova, in programma dal 20 febbraio al 26 giugno 2016.

“Per l’uomo è fondamentale – sottolinea Andrea Nante, direttore del Museo e coordinatore scientifico della manifestazione – tanto il cibo quanto l’atto stesso del condividerlo: la nuova edizione della rassegna vuole riflettere sulla tavola per affrontare quel luogo e quella situazione che apre alla relazione con gli altri, andando oltre al semplice nutrimento fisico.
Mi siedo a tavola per soddisfare un bisogno e per l’opportunità di incontrare e confrontarmi con l’altro.
La famiglia si siede a tavola e il gesto diventa occasione di racconto e dialogo. Gli amici si ritrovano allo stesso tavolo per il piacere dell’incontro e la condivisione del tempo. La degustazione di nuovi e vecchi sapori, la scoperta delle tradizioni dei commensali, la sperimentazione delle novità arricchiscono e predispongono alla conoscenza reciproca. Anche in ambito lavorativo, nella gestione degli affari, il momento conviviale è prezioso per suggellare contratti e chiarire situazioni, per festeggiare traguardi.
Attorno alla tavola si ritrova il mondo, ogni popolo con le sue tradizioni, colori e narrazioni. Ogni persona con le sue esperienze e differenze”.

A darne vita, segni e colori sarà il meglio dell’illustrazione: 60 circa, tra gli oltre 300 che hanno avanzato la propria candidatura, sono infattigli artisti internazionali selezionati per produrre opere originali. Artisti provenienti da tutto il mondo che, nei modi più originali, hanno indagato ed esplorato il tema di questa edizione, nelle sue molteplici dimensioni. A conferma della presa e della attualità del tema proposto.
Molte sono le opere cariche di fascino e suggestioni, ora gioiose ora malinconiche, personalissime in taluni casi, testimonianze di vissuti familiari, accanto ad interpretazioni del concetto di comunanza universale. Un vasto caleidoscopio di forme, colori e declinazioni che riflette – peculiarità della rassegna – la meravigliosa complessità e ricchezza immaginativa che scorre nel mondo.

Il ricco e coloratissimo catalogo della mostra raccoglierà, tra gli altri, interventi dello chef tre stelle Michelin Massimiliano Alajmo e del critico gastronomico Edoardo Raspelli, che offriranno uno sguardo originale sul tema della mostra.

Oltre alle proposte didattiche per le scuole un’attenzione particolare è riservata ai gruppi parrocchiali che potranno approfondire il proprio percorso di fede attraverso l’arte e l’illustrazione.
Come sempre inoltre molti gli eventi che verranno proposti durante il periodo della mostra, dalle rappresentazioni teatrali per famiglie alle conferenze di approfondimento, e dai laboratori agli aperitivi artistici per i più giovani. È confermato un ciclo di letture animate curate dalla libreria Pel di Carota, in via di definizione degli eventi con Caritas, Cooperativa Giotto, Progetto Giovani Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Padova e con altre realtà commerciali del tessuto cittadino. Altra novità di questa edizione i campdurante le vacanze di Pasqua e il periodo estivo affidati a Rossodimarte che proporranno attività di intrattenimento ludico e artistico.

“I Colori del Sacro – prosegue Andrea Nante – sono un appuntamento atteso per centinaia di scuole che scelgono la nostra mostra per la sua qualità e per il suo valore educativo. Aspetti che valgono anche per le molte famiglie che partecipano ai nostri laboratori. Tutti alla ricerca del bello, della gioia, della condivisione di contenuti e di stimoli.
Il livello degli illustratori presenti ci consente di garantire una ottava edizione straordinaria, in crescendo anche rispetto ai livelli già altissimi da tutti riconosciuti alla edizione precedente”.

Informazioni e prenotazioni per visite guidate e laboratori:
Museo Diocesano Padova tel. 049 652855 / 049 8761924 info@icoloridelsacro.org www.icoloridelsacro.org ewww.museodiocesanopadova.it