A 7.8.Novecento l’antico è pop: dal design d’epoca al vintage, qui l’introvabile altrove. Appuntamento dall’8 al 10 dicembre

A 7.8.Novecento l’antico è pop: dal design d’epoca al vintage, qui l’introvabile altrove. Appuntamento dall’8 al 10 dicembre 
A 7.8.Novecento l'antico è pop: dal design d'epoca al vintage, 
qui l'introvabile altrove. Appuntamento dall'8 al 10 dicembre Oggetti d’altri tempi, rari e preziosi, tutti con una storia da raccontare: dall’8 al 10 dicembre ModenaFiere ospita la trentunesima edizione del Gran Mercato dell’Antico. 20.000 metri quadri, due padiglioni, circa 300 antiquari italiani e stranieri con spazio anche al vintage. E tre mostre curiose: la prima “vietata ai minori”, dedicata alle locandine d’epoca del cinema erotico italiano, la seconda alla storia delle caffettiere – dalla “cuccumella” napoletana alla moka – e la terza all’artigianato modenese, tra antico e moderno

Se pensate che il design abbia avuto la sua massima espressione nel secolo scorso, se siete stanchi del minimalismo e del total white, se siete alla ricerca del pezzo unico e amate le piccole imperfezioni degli arredi del passato, l’apputamento da non perdere è con 7.8.Novecento, il Gran Mercato dell’Antico, in programma dall’8 al 10 dicembre presso ModenaFiere. Più vicino al Natale quindi – rispetto al tradizionale appuntamento di novembre – e con un’intera giornata festiva a disposizione dei visitatori. Un evento che avvicina il pubblico all’appuntamento con l’alto antiquariato di Modenantiquaria, sempre a ModenaFiere, dal 10 al 18 febbraio 2018.

La manifestazione, giunta alla trentunesima edizione, è organizzata da ModenaFiere in collaborazione con l’Associazione Antiquari Modenesi e Mercantico e richiama ogni anno migliaia di curiosi, ma anche appassionati e collezionisti a caccia di tesori: oggi, infatti, i pezzi rari si riaffacciano sul mercato con costi notevolmente più bassi rispetto agli standard di soli 10 anni fa.
Con 20.000 mq di esposizione articolati su due padiglioni della fiera e nel grande atrio centrale, la manifestazione accoglie quasi 300 antiquari italiani e stranieri. Qui sontuosi mobili vittoriani, statue antiche, troumeau settecenteschi, gioielli d’altri tempi convivono con il modernariato più pop. Un format volutamente eclettico per un pubblico che apprezza la pluralità di proposte per tutte le tasche. Grazie alla formula espositiva, che prevede anche momenti dedicati allo scambio tra espositori e commercianti, la manifestazione è diventata un punto di riferimento sia per gli operatori del settore che per i neofiti.
Tra gli stand spiccano le nuove tendenze dell’antico, come lo shabby chic (letteralmente “trasandato elegante”) uno stile sempre più amato. I mobili shabby chic sono antichi (o fintamente antichi) ridipinti di chiaro, “rovinati”. I segni di usura danno un’aria romantica all’arredamento, ma anche un po’ trasandata: l’effetto d’insieme, però, è molto ben curato nei particolari. I giovani che arredano la prima casa, poi, sono molto interessati al modernariato, in particolare agli arredi che vanno dagli anni Sessanta agli anni Ottanta.
Ma non è finita: per chi cerca capi e accessori con un passato da raccontare l’appuntamento è con il Vintage. Tra gli stand si trovano abiti firmati, ma anche accessori e capi di abbigliamento sartoriali di pregio non griffati: tutti, però, rigorosamente Vintage.  7.8.Novecento, infatti, racconta anche il periodo che va dagli anni ’20 agli anni ’80, con la moda, gli articoli da collezionismo, i profumi, gli arredi, ma anche gli  oggetti  d’uso  quotidiano in  quei  decenni.

La mostra “Cinema erotico ’60, ’70, ‘80. Manifesti e locandine”
Dalle immagini più castigate di “Malizia” a quelle più erotiche di “Emmanuelle” e “La chiave”: sono decine le locandine di film per soli adulti, dagli anni ’60 agli anni ’80, esposte nella mostra “Cinema erotico ’60, ’70, ‘80. Manifesti e locandine”. L’esposizione racconta molto dell’evoluzione del costume nella società: è una delle proposte di questa edizione di 7.8.Novecento che – grazie alla collezione dell’architetto Giuseppe Di Bella e alla collaborazione di Studio Archeo900 – mette in mostra decine di manifesti e locandine che hanno fatto la storia del cinema erotico italiano.
La macchina da presa è sempre entrata a gamba tesa nella storia della rivoluzione sessuale, in particolare tra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta, con una serie di incredibili capolavori dell’erotismo che hanno influenzato i sogni di intere generazioni. “Grazie, zia” (1968) e “Cuore di mamma” (1969) di Salvatore Samperi, “Nerosubianco” (1969) e  “Drop-out” (1971) di Tinto Brass, “Il portiere di notte” (1974) di Liliana Cavani, “Salò o le 120 giornate di Sodoma” (1976) di Pasolini: sono solo alcuni dei rari manifesti originali esposti in questa mostra che rappresenta un viaggio nel microcosmo del cinema erotico, esplorando tutte le sensazioni e le implicazioni che la forza evocativa dell’eros ha restituito grazie alla settima arte.

Dalla cuccumella alla moka: la storia della caffettiera italiana
Una volta si beveva un caffè molto forte, dal gusto amaro, quasi bruciato. Oggi il caffè è più delicato, morbido, aromatico. Il motivo? È cambiato, ovviamente, il modo di prepararlo. Quella della caffettiera è una storia di rituali, architettura e poesia. Attraverso una selezione dei 240 pezzi della collezione dell’architetto Grasselli – che va dagli anni ’20 fino ai giorni nostri – la mostra proposta a 7.8.Novecento ricostruisce il rito legato alla preparazione della bevanda più amata dagli italiani.
Dall’infusione per bollitura, all’invenzione a inizio secolo della napoletana (la cosiddetta “cuccumella”) e nel 1933 della moka per opera dell’ingegnere Alfonso Bialetti, al sistema per realizzare la crema caffè, inventato nel 1948 a Milano: sono numerosi i sistemi per la preparazione del caffè che saranno raccontati in questa esposizione. In mostra pezzi rari, come la caffettiera “Vesuvio” disegnata da Gaetano Pesce e prodotta da Zani & Zani o le mini caffettiere da viaggio “Stella” in argento o le caffettiee elettriche “Velox”.

Artigiana Design: tra antico e moderno a 7.8.Novecento
Un camino in marmo d’epoca affiancato da un divano dal design modernissimo, o una stufa in maiolica di alto artigianato che strizza l’occhio a cassapanche e madie di legni antichi, proposte con l’abbinamento di ferro grezzo o corten, secondo l’ultima frontiera del design stile Industrial. Il risultato finale è molto originale, e inaspettatamente armonioso. Questa e altre proposte in cui antico e moderno si prendono per mano si potranno ammirare a 7.8.Novecento, nella mostra realizzata da 11 artigiani modenesi di Artigiana Design. In uno spazio di oltre 100 metri quadrati mobili d’epoca e oggetti del passato convivono e vengono “contaminati” da attualissime creazioni di design. Il filo rosso che unisce tutti i pezzi in mostra è la lavorazione artigianale, dal restauro delle antichità fino alla realizzazione di mobili di design: anche in questo caso – così come avviene nel corso delle altre manifestazioni fieristiche – è chiara la volontà di ModenaFiere di dare spazio e visibilità alle attività artigiane del territorio, in particolare in occasione della manifestazione 7.8.Novecento, focalizzata sulle proposte artistiche dei secoli passati.

7.8.Novecento è aperta al pubblico a ModenaFiere (viale Virgilio 70/90) da venerdì 8 a domenica 10 dicembre con orario continuato dalle 10.00 alle 19.00. La giornata professionale, con il deballage riservato agli operatori, è giovedì 7 dicembre dalle 8.00 alle 18.00.
Infoline: ModenaFiere, tel. 059/848380  info@7-8novecento.it www.7-8novecento.it

Da Brahms a Beethoven, da nord a sud: al via la doppia tournée di Spira mirabilis, con 10 tappe in tutta Italia

Da Brahms a Beethoven, da nord a sud: al via la doppia tournée di Spira mirabilis, con 10 tappe in tutta Italia
Da Brahms a Beethoven, da nord a sud: al via la doppia tournée di Spira mirabilis, con 
10 tappe in tutta ItaliaBPER Banca, nell’anno del suo 150esimo compleanno, è partner esclusivo delle due tournée italiane 2017-18 di Spira mirabilis, che toccheranno dieci città da Nord a Sud Italia. Anche l’originale Ensemble quest’anno festeggia un’importante ricorrenza: il decennale di attività. Il doppio tour, rigorosamente senza direttore, proporrà nei teatri italiani sinfonie di Brahms e di Beethoven. Si parte il 20 novembre da Vicenza e si termina il 28 febbraio a Cremona, passando per Roma, Siena, Formigine, Bolzano, Bologna, Napoli, Sassari e L’Aquila

Mirabilis è la musica che interpretano, quella che li ha fatti incontrare e che loro vivono intensamente. Mirabilis è il loro entusiasmo. Mirabilis è la forza del loro progetto che è arrivato a conquistare l’Europa e prestigiose sale da concerto. Spira mirabilis è un’eccellente gruppo di professionisti provenienti da 15 Paesi diversi, attivi nelle più grandi e affermate formazioni internazionali, ma senza direttore: non ce l’hanno e non vogliono averlo perchè a far da guida è il “pensiero collettivo” di tutti i componenti.

BPER Banca ha accompagnato sin dalla sua fondazione questa eccellenza di matrice modenese, un gruppo di musicisti internazionali, con base a Formigine (MO): quasi tutti under 35, tra i più affermati della loro generazione, tutti con una carriera avviata rispetto alla quale il progetto Spira è collaterale, fatto di studio e prove, ma anche di esibizioni e concerti. Spira mirabilis è sinonimo di gioventù e internazionalità, due parole chiave degli eventi che ruotano intorno ai 150 anni di BPER Banca: per questo l’Istituto ha deciso di fare un passo ulteriore, scegliendo di essere a fianco di questa singolare orchestra come partner esclusivo della doppia tournée in preparazione per fine 2017 e inizio 2018, che toccherà 10 città da Nord a Sud Italia.

A novembre verrà proposta la Prima Sinfonia di Brahms a Vicenza, Roma, Siena, Formigine, Bolzano e Bologna.
A febbraio si proseguirà con la Sesta Sinfonia di Beethoven, la “Pastorale”, a Sassari, Napoli, L’Aquila e Cremona.
Spira mirabilis sviluppa particolari tecniche di studio ed esecuzione che la rendono unica nel suo genere e apprezzata sia da intenditori che da comuni cittadini di ogni età.

“BPER Banca è da sempre vicina alla cultura, di cui la musica è una delle massime espressioni – ha dichiarato il presidente di BPER Banca Luigi Odorici – Quest’anno l’Istituto celebra i 150 anni dalla fondazione con una serie di eventi e iniziative rivolte alla cittadinanza e ai territori serviti: in questo quadro si colloca la scelta di essere partner esclusivi della tournée italiana di Spira mirabilis, uno degli esempi più virtuosi e innovativi del panorama musicale odierno. Spira mirabilis rievoca per alcuni aspetti lo stesso percorso di BPER Banca: stabilitasi nel modenese è conosciuta ormai in tutto il territorio nazionale ed è attesa da nuove sfide che la proiettano verso traguardi futuri sempre più impegnativi e importanti”.

“Con Beethoven lanciamo i nostri prossimi dieci anni di Spira mirabilis e al contempo riprendiamo il percorso lungo le sinfonie di Brahms, intimoriti dalle proporzioni e dalla profondità di questo lavoro – sottolineano i musicisti di Spira mirabilis – soprattutto Brahms ci ha lasciato una partitura complessa: sarà particolarmente difficile costruire un’interpretazione che riesca a scalfire anche solo la superficie di un lavoro così importante e sofferto. Ci proveremo nei concerti del tour che ci porterà in giro per l’Italia”.

Chi è Spira mirabilis
Il progetto Spira mirabilis, nato nel 2007, raccoglie i migliori giovani musicisti e le prime parti delle più importanti realtà di tutta Europa con l’obiettivo di condividere una dimensione nuova nel fare musica insieme e un approccio sistematico allo studio e all’esecuzione del repertorio sinfonico o cameristico. Per questa ragione Spira mirabilis non è una normale orchestra ma una sorta di laboratorio, una grande officina in cui al centro del lavoro c’è una ricerca intellettuale e artistica volta alla crescita dei membri che la compongono: raggiungere attraverso lo studio e le prove un’interpretazione coerente e condivisa di un brano sinfonico o cameristico senza la presenza di un direttore. Questo processo, nella sua complessità e utopia, è il motivo dell’esistenza del gruppo che dalla sua nascita ha raggiunto una solida reputazione internazionale.

Le tappe dei due tour:

1) 14 – 28 Novembre 2017 – Johannes Brahms, Sinfonia n.1 in Do minore op.68
– 20 novembre, Vicenza, Teatro Comunale
– 21 novembre, Roma, Aula Magna, Università La Sapienza
– 22 novembre, Siena, Teatro dei Rozzi
– 24 novembre, Formigine (MO), Polisportiva Formiginese
– 26 novembre, Bolzano, Auditorium di Bolzano
– 27 novembre, Bologna, Auditorium Manzoni

2) 22-28 febbraio – Ludwig van Beethoven, Sinfonia n.6 in Fa maggiore, «Pastorale»
– 22 febbraio, Napoli, Teatro Sannazzaro
– 23 febbraio, Sassari, Nuovo Teatro Comunale
– 25 febbraio, L’Aquila, Auditorium della Finanza
– 28 febbraio, Cremona, Teatro Ponchielli

Aprirà a Rotterdam UFO, il ristorante girevole

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Il secondo ristorante girevole di Rotterdam

 

A metà gennaio 2018 aprirà a Rotterdam UFO, il ristorante girevole die Hennie van der Most progettato dai gemelli Sander e Robert van Oyen.

 

Situato nel quartiere Charlois, il nuovo ristorante dal nome suggestivo gira su se stesso all’altezza di 43 metri, ed è situato accanto all’area nella quale sorgerà “l’Attractiepark Rotterdam”, il parco di divertimenti la cui apertura è prevista nel 2018. Grazie anche al suo spazioso terrazzo, il ristorante può accogliere numerosi ospiti dalle 8.00 del mattino all’1 di notte.

Gli stessi gemelli Van Oyen hanno dato il nome a questo nuovo ristorante che, ruotando intorno ad una torre, ricorda esattamente un oggetto volante non identificato. Per questa sua particolarità il Restaurant UFO offre anche una delle esperienze culinarie più esclusive in Olanda.

 

Un concept all-inclusive

UFO può accogliere 66 ospiti, ai quali viene proposta un’offerta all-inclusive. Colazione, pranzo, aperitivo e menù grill gourmet a un prezzo tutto compreso incluse bevande analcoliche, vino e birra.

Colazione, pranzo e aperitivo hanno un costo di € 25, 00, mentre il menu grill gourmet a € 45,00. Oltre alla sala girevole, UFO dispone di due ulteriori sale alla base della torre che accolgono 56 ospiti, oltre a uno spazioso terrazzo che dispone di altri 100 coperti. Il concept sarà probabilmente replicato in futuro in qualche altra città olandese. Il proprietario di UFO è Sander van Oyen, già proprietario del ristorante The Cat di Rotterdam.

Indirizzo:

Twins Draaiend Toren Restaurant B.V.
Doklaan 40
3082 RB Rotterdam

https://uforestaurant.nl

Thanksgiving day: LELO, brand leader del piacere premia i food fetish addicted

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In occasione del Thanksgiving e del Black Friday, LELO offre un menù speciale, dedicato ai più sfacciati, con sconti appositamente dedicati agli accessori del piacere.

Dorati, con le cosce oleate, o con il petto abbondante e succoso, il thanksgiving si distingue come una specifica tipologia di food porn. Se riuscite a separare le frattaglie, la tenera lonza, dal gustoso petto e dal grassottello posteriore, mettete in gioco le vostre competenze per vincere e ricevere uno sconto extra sui prodotti già in offerta durante gli shopping day dedicati al Black Friday su  LELO.com. I giocatori che otterranno un punteggio da 1 a 5 potranno usufruire del 3% in più di sconto, quelli che raggiungeranno un punteggio da 6-10 potranno avere il 5% in meno su tutti i prodotti in offerta, che per il Black Friday raggiungono fino al 50% di sconto.

Acquistando i vostri accessori preferiti, inclusi i più famosi ALIA, LUNA BEADS e l’esclusivo TIANI 24K, LELO vi offre delle portate ricche di divertimento da provare, per soddisfare qualsiasi palato e gusto, anche quello più stravagante.

In vista delle festività, LELO presenta gli ultimi trend fetish culinari. Scoprite il sorprendente mondo dello sploshing, anche attraverso il cake-sitting, che è molto più di una tradizionale attività da cucina. Quest’anno vi gusterete un’insolita cena del Ringraziamento!

Alimentazione

Guardare un partner mentre addenta con gusto il proprio boccone, leccare o divorare cibi attraenti e suggestivi può chiaramente suscitare una forte carica erotica. Eh si, pensiamo proprio a loro: banane, ghiaccioli, hot-dog, così come i falsi innocenti fichi e papaya. Ma non solo, perchè un gruppo ancor più di nicchia eleva l’erotismo del mangiare ad un altro livello: nutrire e farsi nutrire.

Sploshing

Conosciuto anche come WAM (bagnato e disordinato, che dovrebbe far inture di cosa si tratta), i partner si spalmano a vicenda sostanze di varie consistenze, temperature e gusti. Spesso si tratta di cibo e almeno un partecipante è di solito nudo. Pensate alla panna montata, ad immergersi in un bagno di fagioli, o di salsa al cioccolato. Il piacere può derivare dal macerare sul partner le sostanze citate, nonché dalla apparentemente deliziosa sensazione di sostanze inconsuete sulla propria pelle.

Cake-Sitting

Cake-sitting è l’azione di sedersi nudi su una torta ghiacciata, e di per sé una forma piuttosto caratteristica di sploshing, una variante di nicchia del giocare con il cibo.

Mettete alla prova le vostre abilità su https://www.pornorpoultry.com/  e ricordate: più punti fate, più potete esplorare. Fino al 30 novembre, i giocatori che raggiungono da 1 a 5 punti riceveranno un codice per un ulteriore sconto del 3% sulle offerte del Black Friday. Con un punteggio tra 6 e 10 riceverete un ulteriore sconto del 5%.

Ai Diamanti, tre anni di grandi mostre

Nel triennio 2017-2019 l’attività espositiva di Palazzo dei Diamanti prosegue all’insegna dei grandi progetti, coniugando – annuncia Maria Luisa Pacelli, Direttore di Ferrara Arte – appuntamenti particolarmente significativi per Ferrara e il suo territorio con mostre che promuovono la conoscenza di fenomeni artistici e culturali di grande respiro internazionale.
Ferrara Arte conferma, con questo ulteriore triennio di iniziative, una caratteristica che la rende protagonista in Italia: la capacità di programmare eventi di assoluto livello e di farlo con un anticipo che non è consueto ad altre realtà e città.

Attualmente ai Diamanti, una raffinata esposizione celebra, per la prima volta, il genio pittorico del ferrarese Carlo Bononi.
Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese resterà aperta al pubblico sino al 7 gennaio del 2018.
Artista prolifico, grandissimo disegnatore, inquieto sperimentatore e infaticabile viaggiatore, Bononi occupa un ruolo di assoluto rilievo nella storia dell’arte nell’Italia di passaggio tra l’età di Controriforma e la piena maturazione del Barocco. Pittore di grandi cicli decorativi sacri e di pale d’altare, egli elabora un linguaggio pittorico che pone al centro l’emozione, il rapporto intimo e sentimentale tra le figure dipinte e l’osservatore.
La mostra racconta la carriera di questo artista e riannoda le fila del discorso che egli ha intrattenuto con altri grandi pittori a lui contemporanei come Ludovico Carracci, Guercino, Carlo Saraceni, Lanfranco e Guido Reni. Un percorso affascinante e un’occasione imperdibile per ammirare la forza delle invenzioni di un pittore il cui nome, non a caso, è stato spesso accostato a quelli di Caravaggio, Tintoretto o dei Carracci.
Nella primavera del 2018 sarà la volta di Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni (3 marzo – 10 giugno). La mostra trasporterà il visitatore in quel momento fondante della modernità, tra la fine dell’Ottocento e l’aprirsi del Novecento, che vede la scienza e la cultura impegnate a scandagliare la psiche umana, e racconterà la sfida lanciata da alcuni artisti italiani che sperimentarono un alfabeto visivo capace di portare nell’opera la materia mutevole e inafferrabile degli stati d’animo. Ne sono protagonisti figure di primo piano della scena artistica tra divisionismo e simbolismo, come Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo e Medardo Rosso e il ferrarese Gaetano Previati. A raccogliere e rilanciare il loro messaggio furono i giovani futuristi, quali Giacomo Balla, Carlo Carrà e soprattutto Umberto Boccioni, che con le loro creazioni rivoluzionarie diedero voce alla sensibilità dell’uomo moderno e ai ritmi della metropoli contemporanea. Alcuni capolavori di questa stagione memorabile dialogheranno con opere di esponenti del simbolismo europeo, per condurre lo spettatore in un viaggio nei territori inebrianti, misteriosi ed elettrizzanti dell’anima fin de siècle.
A settembre 2018 per la prima volta dopo quasi cinquant’anni, torna in Italia Gustave Courbet, in una retrospettiva (22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019) dedicata al genio indiscusso dell’Ottocento e al suo rivoluzionario approccio alla pittura di paesaggio. Provocatore, padre del realismo e uomo dalla personalità complessa, Courbet fu anche un eccellente paesaggista, che considerava la natura la sua principale fonte di ispirazione: non a caso due terzi della sua produzione sono costituiti da panorami, vedute, scorci, orizzonti, lande campestri, in cui il protagonista è l’elemento naturale. Dotato di una rara sensibilità, la sua visione personale ma realistica del mondo lo ha portato a innovare profondamente la pittura. Le sue opere, mantenendosi in bilico fra gli echi del Romanticismo e i riflessi di un Impressionismo che proprio in quegli anni muoveva i primi passi, rappresentarono un sicuro modello di riferimento per Manet, Monet, Degas e compagni. Con Courbet e la natura il pubblico italiano potrà quindi riscoprire l’opera di uno dei più grandi pittori dell’Ottocento, un artista che ha lasciato un segno indelebile sulla sua epoca riuscendo a traghettare l’arte francese dal sogno romantico alla cruda pittura di realtà, e da questa a un nuovo amore per la natura.
Novità di rilievo nella programmazione è la mostra Boldini e la moda che aprirà i battenti il 16 febbraio e si concluderà il 2 giugno 2019.
Palazzo dei Diamanti rende omaggio al grande artista ferrarese, con un affascinante percorso tra dipinti, meravigliosi abiti d’epoca e preziosi oggetti dalla valenza iconica illustrerà dunque il fecondo rapporto tra Boldini e il sistema dell’alta moda parigina e il riverbero che questo ebbe sulla sua opera di ritrattista, oltre che su quella di colleghi quali Degas, Sargent, Whistler e Paul Helleu. Ordinata in sezioni tematiche, ciascuna patrocinata da letterati che hanno cantato la grandezza della moda come forma d’arte – da Baudelaire a Wilde, da Proust a D’Annunzio – l’esposizione racconterà i rapporti tra arte, moda e letteratura nella Belle Époque, immergendo il visitatore nelle atmosfere raffinate e luccicanti della metropoli francese e in tutto il suo elegante edonismo.

Informazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

A TEFAF Maastricht in mostra i capolavori dell’Amsterdam Museum

L’Amsterdam Museum è attualmente impegnato nel restauro di uno dei suoi capolavori, I Capi della Guardia Civica (1653) di Bartholomeus van der Helst (ca.1613 – 1670), che sarà l’opera di punta della mostra in prestito a TEFAF Maastricht 2018, all’interno della sezione TEFAF Paper. Per la prima volta i visitatori della Fiera potranno non solo ammirare i risultati del restauro, ma anche comparare gli oggetti raffigurati nel dipinto con esempi originali di argenteria del XVI secolo – una situazione unica per l’arte olandese. TEFAF Maastricht, la Fiera di arte figurativa e antiquariato più importante del mondo, avrà luogo dal 10 al 18 marzo 2018 al MECC (Maastricht Exhibition and Congress Centre) di Maastricht, Paesi Bassi.

Il ritratto di gruppo raffigura diverse personalità di spicco: l’ex borgomastro Jan van de Poll (1597-1678), il mastro birraio Albert Dircksz Pater (1602-1659) e il celebre cartografo ed editore Joan Willemsz Blaeu (1598-1673). Insieme, erano i custodi della Guardia Civica, e della sua collezione di ritratti di gruppo e reperti storici.

I personaggi sono raffigurati seduti a un tavolo, mentre sulla destra i loro figli allenano le proprie doti di arcieri. I quattro uomini del dipinto sono circondati di preziosa argenteria; sullo sfondo, una credenza appare colma di tazze, tazzine e cucchiai; sulla sinistra Banninck Cock regge un calice finemente decorato, e i suoi colleghi mostrano il collare e il bastone della Guardia, coronato da decorazioni a forma di uccelli. Sullo sfondo, la moglie del locandiere presenta il corno potorio sul suo piede d’argento, sempre appartenente alla Guardia. La presenza di questi oggetti preziosi sul tavolo richiama l’illustre storia della Guardia Civica di quegli anni, sottolineando il buon governo delle personalità raffigurate nel dipinto.

Oltre che per il suo pittore, uno dei più grandi ritrattisti del Secolo d’oro olandese, per la fama dei suoi protagonisti e per l’apprezzata prospettiva sott’in su, questo ritratto di gruppo si distingue poiché raffigura tre oggetti d’arte tuttora esistenti.

Il collare, il bastone e il corno potorio finemente decorati, appartenenti alla collezione della Guardia Civica, non erano solo valorizzati dai capi del 1653, ma possono ancora essere ammirati dai visitatori dell’Amsterdam Museum, poiché appartengono al Comune di Amsterdam. Capolavori in argento del genere, provenienti dal XVI secolo, sono una rarità in qualsiasi collezione pubblica o privata dato che in molti casi venivano modificati sulla base dei gusti delle varie epoche oppure addirittura fusi. L’esistenza di oggetti di tale valore, raffigurati in un dipinto di così alta qualità, è un fatto più che eccezionale.

Il capolavoro di Van der Helst sarà circondato da altri cinque ritratti di gruppo che sono stati restaurati da poco. Insieme testimoniano il successo e la qualità della ritrattistica di gruppo ad Amsterdam durante il Secolo d’oro.
Due di questi dipinti, entrambi restaurati nel 2017, sono di Ferdinand Bol (1616 – 1680) e raffigurano i governatori e le governatrici dell’Asilo dei Lebbrosi di Amsterdam. Al momento fanno parte della mostra sull’artista dell’Amsterdam Museum. Un altro ritratto di gruppo di Van der Helst, I Capi degli Archibugieri della Guardia Civica, restaurato nel 2011, dopo un prestito per cinque anni alla National Gallery of Art di Washington sarà esposto per la prima volta dal suo ritorno nei Paesi Bassi. Le ultime opere sono due Lezioni di Anatomia, una di Aert Pietersz (1550 – 1612), l’altra di Adriaen Backer (1635 – 1684), restaurate in collaborazione con le istituzioni che negli anni le hanno prese in prestito per le proprie mostre. Dal 2016 l’opera di Backer ha fatto parte della mostra permanente di ritratti del Secolo d’oro dell’Hermitage Amsterdam, che vanta un’incredibile collezione di ritratti di gruppo ambientati ad Amsterdam. Queste sono le quattro opere che completeranno la mostra in prestito a TEFAF Maastricht.
-Note per i giornalisti-
IMPORTANTE AGGIORNAMENTO SUI GIORNI DI APERTURA E AMMISSIONE ALLA FIERA
– Giovedì 8 marzo – dalle 10 alle 19 – Early Access Day (solo su invito)
– Venerdì 9 marzo – dalle 11 alle 19 – Preview Day (anteprima solo su invito)
– Da sabato 10 marzo a sabato 17 marzo – dalle 11 alle 19 – Apertura al pubblico
– Domenica 18 marzo – dalle 11 alle 18 – Apertura al pubblico
– I biglietti di ingresso hanno un prezzo di €45 e possono essere acquistati su www.tefaf.com o all’arrivo alla Fiera.

TEFAF Maastricht
TEFAF Maastricht, la Fiera di arte e antiquariato più importante del mondo, si fregia di un’offerta senza eguali, grazie alla partecipazione dei migliori mercanti d’arte ed esperti globali. TEFAF è una fondazione no profit che si pone come guida esperta sia peri collezionisti privati che per le istituzioni pubbliche del mercato d’arte globale ispirando compratori ed estimatori di tutto il globo. La trentunesima edizione di TEFAF Maastricht avrà luogo al MECC di Maastricht dal 10 al 18 marzo 2018.
TEFAF. Your Art Community.
Art, more than an Asset
TEFAF condivide con il suo principale sponsor, AXA Art, la visione di un’arte che va oltre lo status di solo asset. Questa partnership fornisce ai collezionisti d’arte un servizio unico che copre l’intera gamma di prevenzione dei rischi, conservazione, recupero e restauro, consentendo loro di mantenere le collezioni nella migliore condizione possibile. www.axa-art.com

Al MAN di Nuoro, capolavori dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata una figura unica nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre. Considerata la “musa astratta” di Carlo Belli e Osvaldo Licini, all’inizio del 1930 divenne un’appassionata sostenitrice dell’arte astratta italiana e internazionale, riuscendo a intercettare le proposte più innovative con una grande autonomia di giudizio. Una Peggy Guggenheim italiana, capace di intrattenere solidi rapporti con gli artisti, anche quelli più giovani e non ancora affermati, poiché ciò che più le interessava era “seguire e se possibile incoraggiare, gli sviluppi di un tipo di ricerca artistica in cui credevo”.

Partendo da alcuni opere chiave dell’astrattismo italiano degli anni Trenta, passando per le ricerche percettiviste e preconcettuali degli anni Sessanta, fino all’arte Optical e la Nuova Pittura degli anni Settanta e Ottanta, la mostra, a cura di Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati, assistente curatore Michela Murialdo, ripercorre la storia della collezione – conservata presso il Museo di Villa Croce a Genova – dialogando con alcuni dei principali movimenti artistici e autori del Novecento italiano.

L’incontro di Maria Cernuschi con l’arte si deve al marito Gino Ghiringhelli, artista e proprietario della galleria milanese “Il Milione”, luogo fondamentale per la promozione dell’arte astratta in Italia. Tra il 1934 e il 1935 la galleria presenta il lavoro di artisti quali Kandinsky, Vordemberge-Gildewart, Albers, Fontana, Licini, Melotti ed è il primo spazio espositivo a ospitare opere di Soldati, Radice, Rho e Veronesi. Nel 1933 la Galleria aveva supportato la pubblicazione di Kn, saggio di critica d’arte di Carlo Belli, dedicato proprio a Maria Cernuschi Ghiringhelli, e definito da Kandinsky “il vangelo dell’arte astratta”.

Nel 1940, anno della separazione dal marito, Maria Cernuschi inizia ad acquistare una serie di quadri che diventano testimonianza di una nuova fase della sua vita, rappresentando, più che una scelta documentaria, una spinta sentimentale che la porta a definire la propria raccolta non come una collezione razionale, ma più semplicemente come la “sua” collezione (“i miei quadri”). Nel 1950, stanca dell’ambiente milanese, si trasferisce in Liguria, dove respira un clima nuovo, culturalmente vivo, grazie alla presenza di un nutrito gruppo di artisti attivi soprattutto presso le fabbriche di ceramica di Albisola.

A partire dal 1965 gli acquisti si fanno sempre più frequenti e le scelte più rigorose. I criteri di acquisizione abbandonano la sfera privata e si orientano sempre più verso il tentativo di documentare in maniera organica gli esiti della ricerca artistica contemporanea, soprattutto italiana, nell’ambito dell’astrazione. Una scelta che, negli anni Settanta, trova un elemento di specificità nell’attenzione alla ricerca portata avanti nel contesto ligure.

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata capace di cogliere gli elementi di novità nella produzione artistica del suo tempo senza attenderne la consacrazione da parte della critica o del mercato, come testimoniano le date – tutte precoci – dei lavori di Piero Manzoni, di cui in mostra è possibile vedere uno dei primi Achrome, di Agostino Bonalumi, di Lucio Fontana, di Osvaldo Licini, di Gino Ghiringhelli di Bruno Munari e di numerosi altri autori. Una lungimiranza nelle scelte affiancata e supportata dallo stretto e mai interrotto rapporto con le generazioni artistiche attive prima della guerra, ed in particolare proprio Melotti, Soldati, Munari e Fontana.

Se l’interesse di una collezione privata lo si può ricondurre soprattutto alla sua originalità, alla sua “differenza” dalle altre, dettata da una visione, da incontri e da esperienze personali, quella di Maria Cernuschi può essere senza dubbio considerata una delle collezioni italiane più interessanti del Novecento.

“Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli” si propone di presentare al pubblico il cuore di questa collezione privata, rappresentativa di un momento storico e artistico fondamentale, ma anche specchio di storie, scelte, pulsioni e sentimenti personali della sua artefice.

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Museo MAN
via S. Satta 27- 08100, Nuoro
tel. +39 0784 25 21 10
orari: 10-20 lunedì chiuso
www.museoman.it

ROUTES2ROME: festival e itinerario culturale europeo per il bicentenario di Goethe (24 novembre)

ALL ROUTES LEAD TO ROME
#routes2rome

Museo Nazionale Romano
Palazzo Massimo Alle Terme – Largo Villa Peretti, 2 – Roma

Ingresso libero

Venerdì 24 novembre – ore 10.00

GOETHE IN ITALIA: DAL BICENTENARIO AL FESTIVAL, ALL’ITINERARIO CULTURALE EUROPEO

Saluti e introduzione:
ROBERTO DI FELICE / Sindaco di Ariccia
ALESSANDRO RICCI / Segretario Generale della Società Geografica Italiana

Intervengono:
SINDACI E AMMINISTRATORI DEGLI ENTI E DELLE ASSOCIAZIONI ADERENTI
MARIA CRISTINA VINCENTI / Archeologa
ROBERTO CROSTI / Discesa Internazionale del Tevere
VIENNA CAMMAROTA / AIGAE – Cammino di Goethe

Conclusioni:
FEDERICO MASSIMO CESCHIN / Segretario Generale di Cammini d’Europa

Tra il 1816 e il 1817, quando fu pubblicato “Viaggio in Italia”, l’intellettuale tedesco Johann Wolfgang von Goethe era ormai ottantenne, raggiunta una fama internazionale con una lunga carriera di successo, e consegnava una narrazione di struggente nostalgia per celebrare un lungo soggiorno italiano, vissuto trent’anni prima.
Eppure, a duecento anni di distanza, l’opera mantiene intatto il carisma che spinse frotte di viaggiatori a simulare l’impresa, e soprattutto sembra avere ancora molti messaggi da consegnare ai suoi lettori.
Forse perché “Viaggio in Italia” non è una semplice descrizione del Paese, ma delle impressioni che Goethe riceveva dalla gente, mescolata a riflessioni su arte, cultura e letteratura. È dunque un libro sull’Italia ma, ancor prima, un ritratto degli italiani.

Il bicentenario si presenta dunque come una straordinaria occasione per fermarci a riflettere, come italiani, sul nostro patrimonio culturale, sulla sua attrattività, sui modelli di gestione, sui flussi turistici che interessano – e spesso soffocano – le principali città d’arte mentre ignorano le aree interne e sostanzialmente l’intero Mezzogiorno, anche se poi chi si avventura sull’Appennino o verso Sud rimane totalmente affascinato (“Gli Appennini rappresentano per me un meraviglioso pezzo del creato”).
Da qui l’idea di “Goethe in Italia”, Festival di letterature, arti e culture di viaggio: un movimento di pensieri e di opinioni che stimola le comunità locali ad attivarsi in modalità collettiva, itinerante e diffusa sul territorio nazionale, dai confini con l’Austria fino alla Sicilia, mantenendo al centro Roma.

L’appuntamento conclusivo del bicentenario sarà con “All Routes Lead to Rome – Tutti gli Itinerari portano a Roma”, che concluderà ufficialmente le celebrazioni. Ma il progetto prosegue, prevedendo la redazione di un “Dossier di candidatura” da presentare all’accordo parziale allargato tra Commissione Europea e Consiglio d’Europa – per tramite dell’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo – al fine di certificare l’Itinerario europeo di Goethe come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa (secondo le previsioni e i criteri descritti nella risoluzione CM/Res(2013)67).
Va costituendosi una Associazione Culturale Europea tra i Comuni attraversati dall’Itinerario – capofila il Comune di Ariccia che offrirà la sede presso la “Locanda Martorelli – Museo del Grand Tour” – e un Comitato scientifico internazionale che coinvolgerà personalità e studiosi di Cammini d’Europa, Società Geografica Italiana, Goethe-Institut, Museo “Casa di Goethe” e da altre autorevoli istituzioni culturali.

SCARICA PROGRAMMA E IMMAGINI DI SEGUITO:

170310_Goethe-in-Italia_abstract-v301.pdf

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ALL ROUTES LEAD TO ROME
Sito ufficiale: www.routes2rome.it  
Pagina Facebook www.facebook.com/routes2rome

Una cartolina d’autore per Arturo Toscanini

Una mostra di illustrazione contemporanea che celebra Arturo Toscanini a 150 anni dalla nascita. Dal 17 novembre in Piazza Garibaldi, sotto i Portici del Grano, a Parma

Da Bologna a Rio De Janeiro, da Parigi a New York, passando naturalmente per Parma. Nove artisti dedicano una tavola illustrata al Maestro, ricostruendo un viaggio tra le città più significative per la sua storia personale. La mostra “Baci da Arturo. Una cartolina d’autore per Toscanini” nasce dalla collaborazione tra Comune di Parma, Casa della Musica e S.O. Giovani, Fondazione Toscanini, Kreativehouse ed Ale Giorgini.

Baci da Arturo, 2017 © Riccardo Guasco courtesy of the artist

Lo schiaffo di Bologna, il “miracolo” di Rio de Janeiro, le luci scintillanti di Parigi, il successo nel Nuovo Mondo, il ritorno in Italia dopo la guerra, ma anche lo stupore davanti alla bellezza della natura. La vita di uno dei più straordinari talenti del Novecento raccontata alle nuove generazioni attraverso il linguaggio universale del disegno da alcuni dei più celebri illustratori italiani contemporanei. La rabbia, la speranza, la passione, tutte le sfumature della complessa personalità del Maestro Toscanini, catturate in 9 cartoline d’autore per un viaggio immaginato che da Rio, Milano, New York, Parigi, Bayreuth, Bologna, Gerusalemme ci riporta proprio qui a Parma, dove tutto ha avuto inizio 150 anni fa.

Ogni cartolina è come un ricordo, porta con sé un viaggio, un momento importante di crescita e cambiamento. Ogni tavola è una tappa nella storia di Toscanini e custodisce un messaggio del Maestro, trasformandosi così in un’occasione per scoprire e raccontare tutte le sfumature di una delle personalità artistiche più interessanti del secolo scorso.

Dove trovare le cartoline da collezione

Le cartoline da collezione sono anche uno speciale percorso per immagini attraverso la città, si potranno infatti ricevere gratuitamente in alcuni luoghi chiave di Parma: la Casa natale, la Casa della Musica, il Conservatorio, Fondazione Toscanini, lo IAT del Comune di Parma, il Parma Point.

Gli artisti in mostra

L’inconfondibile tratto “geometric retro” di Ale Giorgini, le atmosfere futuriste e vintage di Riccardo Guasco, l’acquerello poetico ed essenziale di Gianluca Folì, l’esplosione di forme e colori di Elisa Macellari, la matita di MARTOZ sospesa tra il fumetto e la grande pittura del Novecento, l’illustrazione onirica e cinematica di Gloria Pizzilli, il taglio iconico e “flat” delle immagini Francesco Poroli, lo scenario metafisico di Giovanna Giuliano e infine l’eleganza digitale di Simone Massoni.

La mostra

Baci da Arturo – Una cartolina d’autore per Toscanini.
La vita, il genio e il temperamento di Arturo Toscanini raccontato in nove cartoline d’autore.
Parma, Portici del grano, Piazza Garibaldi, dal 17 novembre.Con opere di Gianluca Folì, Ale Giorgini, Giovanna Giuliano, Riccardo Guasco, Elisa Macellari, Simone Massoni, MARTOZ, Gloria Pizzilli, Francesco Poroli. Le cartoline d’autore si possono collezionare recandosi presso: la Casa natale, la Casa della Musica, il Conservatorio “A.Boito”, la Fondazione Toscanini c/o CPM Arturo Toscanini, lo IAT del Comune di Parma, il Parma Point.

Al via la mostra fotografica Two Cities One Break – Tel Aviv e Gerusalemme

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L’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, Mondadori Store e Mediamond presentano la mostra fotografica “Tel Aviv e Gerusalemme: per esploratori di luoghi e anime”, nel Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano. La mostra, allestita presso lo spazio eventi al terzo piano, sarà aperta al pubblico venerdì 10 novembre dalle ore 13:00 alle 22:00; sabato 11 e domenica 12 dalle ore 9:30 alle 22:00.

 

Il percorso espositivo, curato da Denis Curti, invita il pubblico a scoprire attraverso 20 scatti le due città di Tel Aviv e Gerusalemme, i due volti di Israele. I visitatori saranno accolti in uno spazio che richiama la casa di un viaggiatore, sulle cui pareti sono affissi ricordi di un viaggio nelle due città: panorami mozzafiato, volti, angoli inaspettati di due città diverse e allo stesso tempo vicine.

 

Crediti a Michael Shmidt, JerusaLENS

“Il viaggio è una porta attraverso la quale conosciamo nuove realtà. Da sempre una parte essenziale dell’offerta di Mondadori Store, che affianca alla proposta libraria un’ampia gamma di prodotti e servizi dedicati. Con questa iniziativa siamo felici di poter dare ai nostri visitatori un’occasione in più per scoprire da vicino due città come quelle di Tel Aviv e Gerusalemme, capaci di unire la tradizione e l’innovazione, in continuità con la nostra mission, quella di offrire un mondo di cultura ed emozioni al più ampio pubblico possibile”, dichiara Francesco Riganti, Direttore Marketing di Mondadori Retail.

 

“Un grande sforzo per accompagnare in un viaggio che va oltre il viaggio stesso: spiritualità, modenità, esperienza unica e indimenticabile. Questo è ciò che rappresentano Gerusalemme e Tel Aviv: due città che si toccano, che sanno emozionare ciascuna in un modo diverso, l’una attraverso storia e tradizione, l’altra attraverso ricerca e modernità. Tel Aviv e Gerusalemme rappresentano il viaggio della vita per tanti, per molti, noi speriamo per tutti, e con queste splendide immagini vogliamo regalare l’emozione a quanti vorranno scoprire una dimensione davvero inaspettata della destinazione” ha dichiarao Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo.

 

Tradizione, vita in città, luce, persone: queste le quattro tematiche sulla base delle quali sono state selezionate le immagini presentate nello store.

 

La mostra presenta per la prima volta in Italia sette fotografie scelte tra le 100 finaliste del concorso JerusaLENS, realizzato lo scorso marzo in Israele e finalizzato a mostrare aspetti inediti ed originali della città di Gerusalemme. Al concorso hanno preso parte fotografi provenienti da tutto il mondo che hanno saputo così offire prospettive personali e maghifiche vedute della città.

14.500 sono state le foto inviate da ben 84 nazioni  la fase finale ha visto l’invio di non meno di 2.400.000 voti!

 

Tra i fotografi scelti per la mostra milanese  ricordiamo gli Israeliani: Michael_Shmidt; Amir_Ehrlich; David_Mor; Yigal_Dekel; Tomer_Montilia; Vincent_Kahkejian e Laura_Ben-David. Oltre a loro anche il brasialiano Alexandre_Siqueira e il filippino Romel_Pineda.

 

Un ringraziamento profondo deve essere poi riservato a Alon Wald, direttore operation e marketing, Ammunition Hill di Gerusalemme, per aver  collaborato a far arrivare in Italia le foto del concorso.

 

All’interno del percorso espositivo saranno presenti anche immagini scattate da artisti della fotografia che hanno  realizzato negli ultimi anni servizi fotografici in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, promotore dell’iniziativa: Giovanni Tagini; Daniele Pellegrini; Graziano Perrotti; Bruno Zanzottera; Alessandro Gandolfi;Vanda Biffani.

 

Un’ampia parte delle immagine che saranno in mostra a partire dal 10 novembre p.v. sono state poi selezionate dall’agenzia fotografica di Mondadori Portfolio.

Crediti all’agenzia fotografica Mondadori Portfolio

 

Domenica 12 novembre, inoltre, lo spazio della mostra prenderà vita con la performance dal vivo della cantante Yevgenya Kimiagar che eseguirà musica israeliana accompagnata da  Giovanni Iazzarelli al flauto e Daniele Quercia al contrabbasso; le esibizioni avranno luogo a partire dalle 15.30 fino alle 18.30 in differenti momenti all’interno dello spazio dedicato alla mostra.

 

La mostra “Tel Aviv e Gerusalemme: per esploratori di luoghi e anime” è parte della partnership tra l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo e Mondadori Store, il più esteso network di librerie presente in Italia. Per un mese, dal 19 ottobre al 16 novembre, infatti, i clienti online e quelli di più di 30 punti vendita Mondadori Store selezionati hanno la possibilità di vincere un viaggio per due persone in Israele alla scoperta di Tel Aviv e Gerusalemme: per partecipare è sufficiente effettuare un acquisto e registrarsi sul sito www.2cities1breakmondadoristore.it

 

L’iniziativa è promossa online, sui social e all’interno dei punti vendita Mondadori Store, su schermi e totem dove sarà trasmesso il video della campagna Two Cities One Break. I clienti dei negozi riceveranno poi in omaggio speciali segnalibri dedicati a Israele. Nella settimana della mostra, inoltre, una vetrina del Megastore Duomo sarà interamente dedicata a Israele e l’iniziativa sarà promossa sui ledwall esterni allo store.

 

Crediti a Bruno Zanzottera, parallelozero

 

Tel Aviv e Gerusalemme sono le due anime di Israele: due città diverse, ma al contempo vicine. A meno di 4 ore di volo dall’Italia, le due città distano soltanto 45 minuti di auto l’una dall’altra: perfette da abbinare in un unico viaggio, tra cultura ed intrattenimento.

 

Per un citiesbreak a Tel Aviv e Gerusalemme clicca qui